BARRICATE INVISIBILI
di Chiara il mar.08, 2009, in Fuori categoria
“Il mondo è bello perché è vario” amiamo spesso dire tutti per giustificare le differenze che ci separano dalle persone che ci circondano. Eppure a volte vorremmo plasmare il mondo e chi lo abita a nostra immagine, creando i giusti equilibri dove ci sembra che gli scompensi regnino sovrani.
Inermi e inerti, la maggior parte delle volte possiamo solo erigere barricate invisibili per difenderci dal profondo senso di disordine che percepiamo nel mondo, e chiudiamo gli occhi o ci voltiamo dall’altra parte, perché non possiamo accettare certe realtà. Tutto questo potrebbe applicarsi a migliaia di situazioni diverse. Provate ad immaginarne una, ma che sia forte, che graffi il cuore e vi bagni gli occhi. Io dirò la mia: immaginate che una persona che amate sia così autodistruttiva da danneggiare tutti coloro che ama con la su smania di mettere i desideri di un altro prima dei suoi. Non so voi, ma io accetto molto più facilmente l’egoismo che non un altruismo malato che distrugge tutto ciò che incontra sulla sua strada. Ho sempre pensato che per stare bene con il mondo si debba stare innanzitutto bene con se stessi, e per fare questo è necessario un po’ di sano egoismo. Persone che mettono i bisogni di altri prima dei propri facendo a pezzi la propria, unica vita, mi mettono letteralmente in crisi. Mattone dopo mattone costruirei tra me e loro una muraglia lunga quanto l’eternità per non trovarmeli più davanti. Certi comportamenti scivolano nella malattia, ma chi siamo noi, alla fine, per definire, psicologicamente parlando, cosa sia malattia e cosa sanità? La “vita sana”, non è un concetto oggettivo: è frutto di innumerevoli abitudini e costumi, figlia della società in cui siamo immersi. I comportamenti, le scelte di vita, gli abiti che indossiamo e il cibo che mangiamo, il grado del nostro egoismo e il modo in cui sorridiamo; queste e mille altre cose sono il risultato di un misto di scelta, ambiente, e potremmo dire, di DNA. Quale percentuale sia merito di uno e quale dell’altro, non sta a me dirlo, né voglio aprire lunghi dibattiti su un argomento tanto controverso. Quello che mi chiedo invece è come ce la caviamo di fronte a certe inaccettabili verità. La risposta a questa domanda dice chi siamo, definisce la natura del nostro carattere e ci colloca in un preciso posto nel mondo. Come ve la cavate di fronte ad un parente che si droga, o ad un amico che si suicida o si autodistrugge per far felice qualcun altro; cosa dite a chi si annulla per far sorridere l’ approfittatore di turno? Posso darvi la mia risposta, aspettando le vostre:
“Ti starò vicino, amico, finché vorrai aiutare te stesso, finché prenderai la mia mano e ti tirerai via dal buio che ti sta inghiottendo. Ti starò vicino e ruberò un po’ di spazio alla mia vita per aiutarti, sarò con te, ti abbraccerò o ti tirerò le orecchie se servirà, farò tutto quello che posso; ma se ti sentirò puntare i piedi e tirarmi verso di te verso l’orlo del precipizio, allora lascerò la tua mano, e sarò salva. Poi mi volterò, mi allontanerò e non mi volterò mai indietro.”
Chiara Vitetta
marzo 7th, 2012 il 07:35
Even if that may be an old post, I found it’s however up-to-date. Thanks!