Born Again

Archive for aprile, 2009

ISTINTI, SESSUALITA’ E CULTURA

by Duncan on apr.30, 2009, under Resistenza umana

desiderio

Esiste una opinione che ha dalla sua molta raffinatezza e arguzia intellettuale. E gode di crescente consenso. Ma non da adesoo. Da anni. E ha dalla sua la ribellione alle catene del pregiudizio e della ghettizzazione biologica. Ha l’effervescente solletico delle bollicine. E soprattutto suona bene. Fa un bel pò di piazza pulita e va al sodo. Come piace a noi,
“tirane fuori un’altra Jack! Un’altra birra fredda e non rompetemi!”..:-)
Sembra un cantico di libertà. E chi la fa sua è a volte quanto di più splendidamente umano ho incontrato. Eppura, non la faccio mia. Non più almeno, se mai possa averla fatta in fassato. E’ radicalmente decostruttivista, cubista e dadaista. Spiazza via in modo raffinato il senso comune. Ma è anche insapore secondo me. Segue il mito della scelta totale, ma si guarda sempre dinanzi  sé, o sopra, sotto e dentro come solevano fare i ricci di mare. Equalcuno mi dirà che i ricci di mare non guardano proprio. Ma forse non avete visto i “miei” ricci di mare. Sono una specie tutta a sè, frutto dei miei esperimeni in laboratorio con ricci terrestri e organismi tricellulari con ipercomponente azotata di Ganadesh, oltrela quarta luna di antimateria di Plutone.
Cosa dice la tesi in questione? Ci vogliono davvero pochissime parole. Che le nostre predilezioni sessuali sono cultura. Ossia esclusivamente APPRENDIMENTO.  Che tra l’essere attratti da una donna o da un uomo la differenza la fa il “contesto”, quel cerchio di valori, tradizioni, pressioni sociali, superio appresi e veicolati, modellame di riferimento, religiosità diffusa e quant’altro.. che per sbrinare il frigo con un colpo e darci una mossa siamo soliti appellare “contesto”. Nel senso più lato di intende.
La tesi è quanto di più seducente ci possa essere.  E prometeica al tempo stesso. E irresistibilmente liberante, come un turbo compressore o una di quelle macchine per sbaraccare vecchie case e palazzi. Non vi suona bene al sentirla? Tutto è appreso. Uomini, donne, la cultura di riferimento, il marchio da bovino genitoriale, le ossesività religiose, la cappa del conformismo ci imprigionano la mente e dicotomizzano il giusto e lo sbagliato, e veicolano la dinamica dei desideri, e degli impulsi, verso canali “accettabili” e “accettati”.
Queste tesi godono di una certa simpatia liberalradicalprogressista.Perché sono utili a tutto quel mondo sessualmente “differente” che per secoli, fino ad oggi, ha “goduto” di trattamenti squalificanti, e di marginalità imposta dalla morale dominante. Il potenziale liberatorio insito in tesi del genere le fa sovente criticamente accogliere. Ma questo non necessariamente le rende reali e condivisibili. Ideologia e Gnosis, conoscenza, sapere, Sophia, tutto è irrimediabilmente avviluppato; così come le emotività e le prospettive di valore. E siamo tutti toccati dal nostro mondo, dalla nostra storia, dai legami di sangue, dalle visioni del futuro, dalle sottotraccia urlanti vene aperte della storia per non essere di volta in volta aperti a prescindere, come chiusi a prescindere.
Bisognerebbe distinguere ancora prima. Distinguere come per ritracciare e ripitturare l’asfalto e dare chiare lettere al non detto. Per dire che dire una cosa non vuol dire negarne diecimila altre. Che una affermazione e visione può coesistere con altri di segno opposto. E che anche se una mia tesi è condivisa da mondi pregiudizialmente connotati e portatori sani di discriminazione e ottusità non per questo io devo essere accumunato a quei mondi; e non per questo la tesi deve essere aprioristicamente liquidata. Molti ragazzi di Forza Nuova sostengono la causa del Tibet, anche per “andare in culo (sto citando) alla Cina”, vista come fortezza “comunista” (in realtà si tratta di un regime frankestein che incorpora in sé anche il capitalismo più sfrenato)… ma questo toglie di una virgola il valore della causa del Tibet?
Torniamo a noi. Sto negando le influenze parentali, religiose, sociali, culturali nel modo di intendere e di vivere la sessualità?
Non mi sognerei mai di farlo. E fatto è che storicamente alcuni popoli e società hanno considerato l’omosessualità accettabilissima, in taluni casi addirittura un segno di “distinzione” sociali. Altri l’hanno avversata frontalmente, fino a fare di omosessuali e lesbiche capri neri oggetto di disprezzo nel migliore dei casi.
E anche singolarmente, il tessuto di rapporti in cui cresciamo incide sul nostro modo di “immaginare”, “sentire” e “vivere” il sesso.
E, in questo andante a mezzo passo di chiarezza, se dubbio vera lo dissolvo qua.. non c’è né ci può essere da parte mia declassamento della realtà omosessuale, categorizzazione e giudizio “limitatorio” di tutti coloro che hanno un’altro orizzonte nel vivere la sessualità. Ma queste premesse non vogliono dire fare proprio, fare mio l’assunto originario, quello per cui l’istinto sessuale e il modo di viverlo è fondamentalmente generato dal contesto. Che, ossia, è “cultura”.
Questa posizione che in senso più latamente ideologico è fatta propria dalle avanguardie Radical e liberal (specialmente radical) mira a una completa destrutturazione del dato biologico, prima scrutandolo dietro le lenti del riduzionismo, e poi rendendolo apparato cognitivamente veicolato ed inquadrato nelle trame e nellìordito del superio e delle spinte, consolidatesi nel tempo, della pressione sociale coi suoi corrolari morali.
Spogliamole belle nude le tesi, belle nude come piacciono a noi. Che non ci accontentiamo delle frasi fatte né della “figura” che facciamo a proclamarle. Ma le vogliamo belle nude, per sentirne il portato, il sapore, il succo che lasciano. Tutto è intelligenza, scelta razionale e cultura? L’homo rationalis, cresciuto a Cartesio, Newton, Kelsen, filosofia analitica e liberalismo scettico ci andrebbe a nozze con tali assiomi. Ma, ripeto la domanda.. tutto è cultura?
Possiamo sostenere che il discrimine tra il fatto che mi piaccia una donna o mi piaccia un uomo sia solo culturale?
E quindi che basta che cambi il mio “contesto” (di nascita, apprendimento, ecc.) e avrei gusti differenti?
E quindi, perdonatemi se scavo, il legame uomo-donna, l’accendersi, l’innamorarsi etero, l’attizzarsi, le fantasie, gli istinti polarizzati, tutto fondamentalmente costituirebbe una impalcatura eficata su un costrutto culturale, condizionante e manipolatorio?
Sarebbe stucchevole andare a confrontare gli esempi concreti che vengono posti. E far vedere che se ci sono casi, come l’antica Grecia, in cui l’amore “alto” era essenzialmente “inter homines” e la donna era una banca del seme, utile fondamentalmente soprattutto per la perpetuazione della specie (anche Platone descrive i grandi compagni di dialogo di Socrate come allietati fondamentalmente da giovani.. maschi..).. nella gran parte di tutte le altre società, nello spazio e nel tempo, l’attrazione eterosessuale, uomo attratto da donna, donna attratta da uomo, è stata largamente prevalente. Che questo è avvenuto anche presso tribù infinitamente liberali nei rapporti sociali, e prive di quei classici meccanismi di pressione, biasimo, senso di colpa e sistema premio che caratterizza di frequente il superio. E che anche molti uomini abbandonati e vissuti allo stato brado per decenni provavano improvvisi afflussi emotivi e istintuali al vedere esseri femminili.
Questo era solo per accennare. Ma questa non è la sede per un dibattito antropologico. Giusto per dare l’idea che tutto non sia così scontato come di solito ci viene rappresentato o ci piace vederlo. Che tra l’ideologia, qualunque essa sia, e ciò che concretamente avviene ci siano distanze, meridiani non perfettamente combacainti, il dato nudo e crudo di un mondo reale, pulsante, terreno, che ci sfugge tra le mani, e riproduce se stesso, tra ossimori e vita al mercato, pugni sul muso, corpi e sensi che si cercano.
La tesi radicalliberal della vita sessuale intesa, nel suo esplicarsi, fondamentalmente come cultura determina una eterogenesi dei fini.
Perseguendo la somma libertà della scelta, l’infinità espansività della mente nel determinare il biologico, approda (anche) alla definitiva malleabilità dell’essere. Humano e tabula rasa diventano,ne consegue, inscindibili. Tutto ciò che è umano sarebbe anche infinitivamente manipolabile. Non stupisce allora come tra le avanguardie radicali “consapevoli” spesso si riscontri un culto fedeistico e totemico della ricerca e della scienza. Il fastidio malcelato per tutto ciò che, anche vagamente, richiami ad una “natura” umana da preservare. La frequente sottovalutazione di tutti le possibile derive manipolatorie della sperimentazione genetica. Per loro il problema nenache si pone, perché non c’è nulla che possa essere manipolato. Dato che ogni riferimento a una intangibilità e identità dell’essere è connotato, ai loro raffinatissimi olfatti da tartufo, da puzzo di ontologismo.
Che poi nove bersagli su dieci contro cui si schierino possiamo noi trovarli anche condivisibili, non toglie che in questi pensatori “consapevoli” vi sia una visione riduzionisticorelativistica di fondo.
Questo sfugge spesso invece ai molti che fanno propria una singola tesi, affascinati solo dal portato liberatorio che essa rivela. La totale libertà nel decostruire il biologico porta, inevitabilmente, dicevamo, alla infinita manipolabilità. Non vi sarebbe nulla di intangibile, di sacro, di intrinsecamente degno di valore nelle specie e nel singolo essere. Da qui si può dire che l’embrione è solo un “grumo di cellule” e non “potenzialità di vita” e che gli Ogm non presentino alcuna problematicità etica.
Ma l’essere è infinitamente manipolabile? La natura è esclusivamente una tabula rasa?
Voler evadere da ontologismi da ancient regime e dalle strumentalizzazioni dogmatiche per arrivare al furore iconoclasta che lascia l’Essere nudo, perché in niente più crede se non in specchi che riflettono altri specchi.. è vera conquista? Vera elevazione? Vera evoluzione? Vera libertà?
Quando Levinas faceva dell’Altro, del Tu, che inesorabilmente mi interroga con la sua Presenza e mi costituisce nell’atto dell’Incontro; sicché Io non sarei pensabile senza quel concreto Tucon cui di volta in volta mi trovo a entrare in relazione..naturalmente dava un valore intrinseco a quel Tu.
Se io dico che un bambino è sacro, faccio qualcosa di più che “individualizzare” una prospettiva di utilitarismo sociale per la quale se si trattono i bambini con crudeltà e si abusa di essi tutta la società né soffrirebbe e andrebbe in decadenza, e a quel punto per essere coerente devo proiettare sul “singolo” bambino la matrice generale del principio utilitarismo.. No! Io sto dicendo che quel bambino è sacro. Indipendentemente da un più ampio gioco di interessi e conseguenze. Dico qualcosa di più. Parlo, riconosco e ACCEDO all’Essere di quel bambino. Lo riconosco Sacro. Gli dò un Valore intrinseco.
E se qualcosa posso considerarla ammantata di sacralità.. se ad essa posso dare Valore.. non posso più fare mia una prospettiva puramente manipolabile e culturale dell’esistenza.
Ma, torniamo a paralare concretamente di sessualità.
Pane al pane e vino al vino, come si fa quando ci si trova tra amici ecompagni di brigata.
Cosa sostengo io?
IO SOSTENGO, E LO SOSTENGO CON TUTTO ME STESSO, CHE L’ISTINTO E L’ATTRAZZIONE SESSUALE TRA I SESSI NON SIA UN DATO PURAMENTE
INTELLETTUALE E CULTURALE.
SOSTENGO CHE NON SIA UN DATO NEUTRO INFINITAMENTE PLASMABILE E RICONFIGURABILE.
La biologia, il nostro corpo intriso dei propri istinti e pulsioni ha un suo “senso”, fa parte del gioco insomma. Se anche volessimo porla su un piano puramente spirituale; potremmo però considerare che lo Spirito fa un Viaggio su questa terra, e fa un viaggio con questo corpo. E questo corpo ci permette di fare un viaggio secondo talune modalità e aprendoci particolari dimensioni. Anzi proprio a volerla porre su un piano “anche” spirituale”, io ritengo, Signori della Corte, che l’Amore originario si riveli in me anche come corpo di maschio attratto da una donna (e viceversa si intende). Io rivendicol’originarietà, la possanza incontenibile, la pulsione cellulare dei
miei istinti. Dei nostri istinti.
Dico che se una donna mi fa eccitare non è solo, e non è soprattutto per una forma di costrutto mentale e di condizionamento sociale o pressione generazionale. Dico che qui non stiamo giocando a Monopolino o a Risiko. Che l’homo dissossato e puro ens rationalis della libera scelta tra opportunità può andare bene per le simulazioni di funzionamento del Mercato, ma non spiega tutto e non comprende tutto.
Dico che l’uomo non è esclusivamente tabula rasa riplasmabile.
E dico, e qua sono recidivo, che l’attrazione, la passione, gli istinti, l’innamoramento, la sessualtà, l’orgasmo.. NON SONO ATTI PRIMARIAMENTE INTELLUALI E CULTURALI. Ma SONO ATTI INTRINSECI, CONNATURATI E SACRI.
Nel mio sperimentare la materia e innamorarmi e sentirmi attratto da una donna non c’è solo una scelta di opportunità sessuale a lungo esercitata fino a diventare costume incontestabile. Dico che c’è un MESSAGGIO nel mio corpo, fin nelle più interne impalcature del Dna, e anche oltre il Dna, un Messaggio che lo stesso Dna rivela in quanto ad esso preesistente. Credo che il mo corpo porti un Messaggio che entra in sintonia e si decripta ed esplode espandendosi con certi esseri e certi corpi.
Che in certi incontri c’è il senso della Gloria, del Divino, del Destino, di una passione bestiale o di un Amore trascendente e supremo..
di un gioco fottutissimo e sublime di spirito e materia.. sudore e cantico.. desiderio e grazia..
che il mio Amore ce l’ho scritto sulla pelle come Musica del Destino..
Qualcosa di un pò più “forte”, ammetterete, che parlare di cultura,
intelletto e infinita plasmabilità..
Salutamos

Leave a Comment :, , , , more...

I Segni della Primavera: la Genesi

by Alpha Scorpii on apr.24, 2009, under Controinformazione

Siamo entrati da poco nel Toro, e quello che non tutti sanno è che, di fatto, l’Astrologia non c’entra soltanto con le costellazioni: pensare a radiazioni elettromagnetiche astrali come unica giustificazione degli influssi astrologici, è più che altro un contentino scientista che la mentalità razionalista accetta come vaga possibilità. In realtà, fisicamente, se si trattasse di radiazioni pure e semplici, tanto varrebbe dire che uno è nato sotto la Motorola o la Vodafone, a seconda dell’antenna cellulare più vicina alla clinica! Oppure sotto la Beghelli, magari, della lampada della sala parto. Invece si parla di stagioni: cioè, la mentalità romantica dell’Astrologia dice: tu sei nato mentre l’Anno, che è una Storia, giungeva a questa fase, e che corrisponde sì a certe costellazioni, e il cui spirito (lo spirito di quel momento della Natura) è qualcosa di cui sei partecipe e proprio informato, nel senso di in-formare, plasmare. Delle Costellazioni e del fenomeno del loro slittamento, che si chiama Precessione degli Equinozi, parlerò in un altro post. Ora parlerò dei 3 Segni della Primavera: Ariete, Toro e Gemelli.

Nell’ARIETE, la Natura ha l’Inizio: dopo gli ultimi geli dei Pesci, o a un livello più alto dopo il Caos buio prima della Creazione, l’Ariete porta i pollini, l’eccitazione della Natura. Noi cristiani mangiamo l’Agnello a Pasqua, apriamo l’Uovo, diamo inizio insomma: in India il Dio del Fuoco si chiama Agni e cavalca un Ariete, e il nome Agni ricorda sia il latino Agnus (Agnello, cucciolo di Ariete) sia Ignis (Fuoco). E’ la Genesi, ed è il Segno più maschile che esista: Maschile nel senso che è verticale, laddove il Femminile è visto come il ritmo orizzontale e silenzioso della Natura fertile ma lasciata a se stessa e ai suoi cicli chiusi. E’ indicativo pensare che i mesi ebraici sono a cavallo dei nostri, cioè sono precisamente i 12 Segni Zodiacali: quindi il mese della Pasqua è proprio l’Ariete. La Chiesa lo sa ma non lo dice apertamente, tant’è che Pasqua cade ogni anno in base a precisi calcoli astrologici un giorno diverso, e Cristo Risorto è raffigurato come un Ariete con lo stendardo crociato- è palese il riferimento! L’Ariete è quindi il Maschile Fecondante che emerge irruentemente dalla stasi invernale, e riempie l’aere di sperma: i pollini sono spermata, semi in Greco; gli accoppiamenti degli animali, i fiori che si aprono, la Natura si estroverte. Quindi tutti i luoghi comuni che si sanno sull’Ariete sono legati a ciò: è vero che l’Ariete è il Segno delle autovetture veloci, degli impulsivi e della Torcia Umana dei Fantastici4, ma il motivo profondo è questo: magari trovi un Ariete scienziato, apparentemente tranquillo, secchione e miope, ma può essere che quel secchione è il pioniere di una ricerca sulla generazione delle cellule e sugli spermatozoi, e magari con la sua ricerca darà INIZIO ad una nuova era di ricerche su come si GENERA la Vita- e allora l’Ariete lo esprime così, e non per forza facendo lo stuntman. C’è una parola da cui si può sempre partire per parlare dell’Ariete: la parola è TESTA, CAPO. Il “capo” è l’inizio di qualcosa, è la testa del corpo, è il direttore di un’attività, insomma è tutto l’Ariete. E’ anche sinonimo di testardaggine, anche se “testardo” pare che derivi non da testa ma da “testaceum”, cioè “di coccio”, da cui anche il nome Testaccio, che è il quartiere che i Romani avevano adibito a discarica dei cocci delle anfore. Chiusa parentesi su testardo-di coccio. Testardo lo è l’Ariete, ma in senso cosmico: per CREARE, per dare inizio, per partire, bisogna essere pieni di sé, noncuranti del Relativo e ottusamente (in senso buono almeno) convinti. E’ l’opposto della Bilancia, che rappresenta il Noi. Non a caso il Pene, il simbolo del Maschile, è spesso associato sia all’idea di ‘testa’ (entra di testa, di punta), sia con l’idea di idiozia poveraccio, “testa di….”, proprio peché nello Yang, nel Maschile, c’è questa Intelligenza Diretta, non mediata, IN-MEDIATA, immediata, impulsiva, famelica. Dio Creatore, nella Cappella Sistina è dipinto in un panneggio che ricorda la sagoma di un cervello umano, con tanto di midollo (il midollo sarebbe una sciarpa verde nel dipinto) e ipofisi (una mano che sporge): la Prima Persona Divina, il PADRE, Colui che imprime l’Impulso alla Creazione, è proprio il Dio dell’Ariete. Il culto di Yahweh sorse precisamente nell’Era dell’Ariete, con Mosé che portò come simbolo proprio un corno di montone, e in effetti tutti i sacrifici della Bibbia riguardano pecore non a caso. Il Vitello d’Oro, come vedremo, era l’Era del Toro. Dal punto di vista umano avremo soggetti attivi ed estroversi perché l’Ariete è verticale: posto fra due Segni morbidi e “femminili” (Pesci e Toro), rappresenta quell’Io Agisco necessario ad ogni Opera. E’ il Mago dei Tarocchi, il Numero UNO. Non è raro trovare elementi Ariete forti, a livello planetario, in donne con tendenze lesbiche o semplicemente aggressive. La Storia abbonda di Arieti infuocati, in tutti i campi: da Van Gogh a Marlon Brando, da Carlo Magno a Bismarck ad Ayrton Senna a Luigi Tenco, Mina, Battiato, Hitler, Steven Seagal, tutti personaggi su di giri. Gli Arieti sono adrenalinici, hanno un pensiero estroverso, molto diretto, ed essendo l’Astrologia libera dai deliri progressisti della nostra epoca, le Leggi Cosmiche hanno stabilito che al Maschile corrispondono, insieme al Testosterone, queste qualità attive, solari, potenti, e quei valori che permettono di vivere l’Azione con eroismo. La differenza fra l’eroismo Arietino e l’eroismo del Femminile è semplice: il Femminile rientra sempre e comunque in un ciclo armonico, tacito, collegato alla Luna, alla Terra e alle silenziose leggi delle maree e del corpo; l’Azione Assoluta del Maschile, invece, è una mutazione rivoluzionaria che si muove su una direzione diversa e non interferente con l’altra: se il Femminile crea la Terra, il Maschile ci fonda qualcosa sopra. Se il Femminile crea l’Aria, il Maschile inventa il Volo. Noi uomini siamo una mutazione della condizione basilare femminile dell’embrione: non esiste uno che ha i cromosomi YY: esiste XX che è la Donna, XY che è l’Uomo, ma non YY. Quindi il Maschile è una mutazione del Femminile che serve al Cosmo per imprimere quello slancio ulteriore, quella Potenza verticale senza cui l’Anima e la Terra sarebbero un ciclo chiuso. Cosa che il Segno successivo, il Toro, rappresenta benissimo:

il TORO è quel che segue immediatamente alla Creazione: l’attecchire del Seme, il Giardino dell’Eden. EDEN vuol dire Luogo Recintato, grosso modo, ed è la dimensione della Psiche in cui la Vita esiste, ma è stata “zippata” in se stessa affinché avesse Forma e Limite: il Toro è il Fruttificare, la Terra Fertile che nell’Era della civiltà Mesopotamica è stato espresso in tutte quelle Dee mammellute, Dee prostitute, Dee mogli, e- come direbbe Guastardo di Fabio De Luigi- LA TAUROMACHIA! Il Toro è Terra, Tellus, tellurico. Erbivoro, possente, placido, capace di digerire più volte il cibo dopo averlo finemente masticato, è un’immagine della sensualità che non emerge dallo scatto virile secco dell’Ariete, ma da una condizione orale, mansueta, ma pronta a generare l’impennata fecondante della monta, per cui i bovini sono famosi. Toro è la Natura perfetta in se stessa, rigogliosa, spesso c’è nei Toro un elemento di pigrizia esistenziale (non necessariamente fisica, ma proprio filosofica), che è dovuta ad un rifiuto della complicazione. I Tori nella Storia sono sempre stati ruminatori e MATERIALIZZATORI: anche quelli “sofisticati”, come Freud, Marx, Kant, Kierkeegard e Galimberti, sono fondamentalmente figure che hanno la capacità di porre il Pensiero in una condizione di inattaccabilità logica, e lo masticano e lo rimasticano a lungo. Kant volle proprio rendere inattaccabile la Filosofia; Freud tradusse in Materiale tutta la mitologia della Psiche umana (disse che un giorno il cervello sarebbe stato del tutto governabile dalla Scienza, e da lì avremmo dominato l’Anima); Machiavelli teorizzò lucidamente il Potere; Marx materializzò la condizione umana sottoforma di Economia. L’ECONOMIA, dal Greco, in fondo significa Gestione della Casa, ed il Toro appunto rumina e gestisce un GIARDINO, una Terra sua. Il senso del Possesso del Toro è ben diverso da altri Segni: è orale, è tutto basato su un senso di proprietà tattile, buccale. Nel Corpo governa proprio la bocca, il collo e anche la funzione visiva: non a caso chi soffre di tiroide ha gli occhi sporgenti, collo e occhi sono collegati secondo gli Antichi. Il collo è un organo se vogliamo “visivo”: consente di cambiare punto di vista, di accorgersi, di non avere la visione tipica dell’Ariete, cioè acuta e ristretta, da cacciatore. I bovini obbediscono all’Uomo, pare, perché il loro enorme cristallino a grandangolo fa sembrare ai loro occhi l’uomo gigantesco. Non è raro che cattivi aspetti planetari riguardanti il Toro diano in un soggetto il collo difettoso o problemi visivi, se non ingrassamento: l’accumulo di adipe è uno dei tanti modi del Toro di essere pasciuto nel suo Eden, escludendo quei Tori snelli come Audrey Hepburn o Montanelli, o Rita Levi Montalcini o Fiorello- che il loro ‘taurismo’ lo esprimono in altri modi. Ad esempio, la Bellezza e l’uso della Materia per esprimerla: i Toro spesso, fondendo le loro doti visive con l’abilità plasmatica di dare forma alla Materia, si rivelano notevoli artisti, specie laddove c’è da nutrire, amare, tornire una bella sembianza. Shakespeare, ad esempio: capace di lavorare così finemente e così anche prolissamente sulle parole! Ragazzi, questi non furono solo creativi: un creativo dell’Ariete non si mette a scrivere di pazienza parti teatrali così lunghe, solo un Toro ha la costanza intellettuale di sedersi a scrivere Amleto (fra l’altro le storie di Shakespeare non sono invenzioni sue, sono leggende che già esistevano, lui le ha lavorate, le ha rese opere piene, ha ingrassato e riempito trame già esistenti). Generalmente lavorano bene anche col corpo: anche la modella è una persona che con la Materia e la Vista lavora. C’è un punto, nel Segno del Toro, che è un po’ il punto fondamentale e anche il problema, la questione Taurina: la Stasi. Questa Stasi non è quella inerziale e languida del Cancro, ma è l’autosufficienza autonutritiva del Paradiso Terrestre, impermeabile a qualsiasi sperimentazione. La Natura di per sé, potrebbe andare avanti anche senza l’Uomo, perché è autosufficiente: però resta il fatto che un ciclo perfetto, anche se è perfetto, manca di un Senso ulteriore (lo accennavamo prima nell’Ariete) se lascia il proprio funzionamento a se stesso. Come a dire: fai una vita sana, ok. E poi? Va bene, funziona tutto. E allora? Opposto al Toro infatti è lo Scorpione, altro Segno di Marte come l’Ariete, e perturbatore. Quando il Toro scopre l’ombra nichilistica del suo pensiero (spesso i ragazzi e le ragazze Toro, se e quando si abbandonano al Materialismo, soffrono di momenti di pessimismo nichilista dovuto come ad un risvolto della visione bucolica della Vita), e quando si accorge che la “SALVS” non è proprio tutto tutto tutto… arrivano i Gemelli.

I GEMELLI sono Adamo ed Eva davanti all’Albero della Conoscenza: ok, la Creazione ha un Padre (Ariete); ok, il Giardino è rigoglioso (Toro). Sì vabbé, ma noi vogliamo sperimentarci. Vogliamo dividerci almeno per poterci guardare l’un l’altro. E’ lo Svezzamento dell’Uomo, è il momento in cui un elemento MERCURIALE (il Serpente) inserisce una Scissione nell’Unità. Segno del Dialogo: Dia-Logo e Dia-volo hanno la stessa radice: si deve essere in due per forza, almeno in due, per fare le cose. Fuori dall’Utero della Creazione, laddove se io dico “voglio essere un medico”, almeno esistono i malati!! Nei Gemelli la Domanda apre il Mondo del Relativo. Lasciando i nativi dei Gemelli soli, però. Yahweh dice loro: “E va bene! Avete voluto conoscere il Relativo? E conoscetelo! Va’ a fare il Figliol Prodigo in giro, poi se torni con le pezze al culo non dire che non te l’avevo detto.”. E’ un Padre in fondo, che deve dire? Gemelli = Adolescenza. Non a caso nell’Adolescenza si distinguono i caratteri sessuali, c’è una scissione netta ed un confronto nuovo col Mondo. I Gemelli sono nel Mondo, sono mondani: quando si dice “i Gemelli sono superficiali”, “i Gemelli sono sbarazzini”, “i Gemelli sono bugiardi”, non è sbagliato, se si intende: Superficiale = relativista ed eclettico; Sbarazzino = agile, ironico, socratico, poliedrico; Bugiardo = giocoliere di parole. Eh sì, il Serpente della Conoscenza ha la lingua biforcuta: ogni parola è un’interpretazione del Vero. Ottimi come PRESENTATORI. Qualche nome? Paolo Bonolis, Piero Chiambretti, Raffaella Carrà, Mike Bongiorno, Pippo Baudo, Enrico Papi, e chissà quanti altri me ne sto scordando. Perché sono interpreti, è difficilissimo che un Gemelli parli di idee del tutto sue, anche Dante nel suo viaggio nell’Aldilà commenta tutto il tempo le vite degli altri, in fondo. Oggi abbiamo un Gemelli fantastico, Igor Sibaldi, teologo e interprete delle Scritture. La Storia porta come esempio giusto Che Guevara come Gemelli idealista e combattivo, ma ricordiamo che il Che fu un intellettuale di Sinistra, oltre che occasionalmente un guerriero: come penitenza ai suoi uomini dava lo studio sui libri, era medico, insomma s’è trovato a fare il guerriero ma di base era un pensatore. Asmatico, fra l’altro: i Gemelli nel Corpo governano bronchi, polmoni, respirazione e arti superiori. Sono apparentemente simpatici: difficilissimo non ridere con un Gemelli nella comitiva, ma anche difficilissimo che LUI sia allegro di per sé: il Gemelli è pagliaccio, brillante, intelligentissimo, forse troppo: da cui un retrogusto di tristezza da clown. Chiunque di voi conosca una donna dei Gemelli sa di cosa sto parlando: una donna a cui non si può non voler bene, perché la vedi così diversa dallo stereotipo della Donna, pur potendo giocare a fare l’ochetta: vedi Marilyn Monroe. Diversa perché insensibile a tutte quelle lacrimazioni e smottamenti sentimentali delle altre, ma a differenza delle donne Capricorno o Ariete o Leone, che sono donne sì particolari, ma perché maschili nell’Energia, la Gemelli  non è mascolina è solo disadattata, e ha come un’ombra di noia sempre in agguato, quasi fosse una bambina pestifera che ogni tanto si rattrista perché sa molte cose della Vita, prima fra tutte che sostanzialmente, dal suo punto di vista, tutto è un Gioco ma niente serve a niente. HOMO LUDENS: il Gemelli si sperimenta, è un po’ come l’Angelo umanizzato di “City of Angels”: ha scelto il Mondo, sa che è l’unico posto dove vivere, e gli va bene così. Magari impara per filo e per segno la Bibbia e il Corano, ma anche i fumetti Marvel se è per questo, tanto, come disse qualcuno, “se i testi sacri provano l’esistenza di Dio, allora i fumetti provano l’esistenza di Nembo Kid”. E’ il tipo che lasceresti felicemente a giocare coi tuoi bambini come babysitter, se non capissi che non li sta sorvegliando ma sta proprio giocando veramente, è piccolo anche lui! E’ l’Aria frizzantina della Primavera, che non ha più tanto da fecondare o fruttificare, ma è solo da godersela.

9 Comments : more...

SALUTO AL SOLE

by Duncan on apr.23, 2009, under Poesia, Simbolo

Le onde concentriche espandono inarrestabili essenze,
ed ecco il mare e cerchi di fuoco,
in maestose ottave… innalzi preghiere…

saluoalsole

Leave a Comment :, , , more...

CRUDELTA’ SUI CANI – VIDEO SHOCK

by Duncan on apr.19, 2009, under Controinformazione, Resistenza umana, video

Molti di voli questo video non dovrebbero proprio vederlo. E’ davvero devastante. Ma ci sarà sempre qualcuno che vorrà e che potrà vederlo.
Qualcuno per cui avrà senso vederlo e farlo circolare.
Nel training a cui alcune truppe dell’esercito boliviano erano sottoposte sembra ci fossero le sevizie e l’uccisione di cani. Intendiamoci. Sicuramente c’è nel caso che il video mostra. Ma, è lecito credere che non si trattasse di una pratica isolata.
Difficilmente si tratta di pensate di pochi caporioni pazzi quando avvengono queste cose. Non sono atti impulsivi di malati di mente. E’ qualcosa che si può cominciare ad afferrare se si entra in quel sottobosco di manuali sulla tortura stilati decenni fa (e poi sempre rinnovati), studi sulla psicologia della guerra; senza dimenticare gli esperimenti condotti in lager e luoghi di restrizione per prigioniri di guerra. Con una nota particolare per le tecniche adoperate in Corea e in Giappone.
Parlare di scalmanati sarebbe proprio il modo migliore per rendere queste cose marginali. Non sono pecore nere, al di là della specificità dell’utilizzo di cani vivi, che, effettivamente, è qualcosa di inusuale.
Si tratta di una voluta e studiata strategia di desinsibilizzazione psichica, di shock-a-catena indotti per rendere plasmabili i circuiti neuronali alla somministrazione della crudeltà.
Lo scopo resta sempre lo stesso. Trasformare esseri umani in “lobotomizzati” da poter impiegare in “operazioni sporche” che quasi ogni governo, struttura terroristica, o apparato militare e paramilitare, ha di volta in volta “opportunità” di porre in essere.
Dico questo, perché non si tratta solo di carni torturati e uccisi in pratiche infami. E’ già questo sarebbe indegno, vergognoso e intollerabile. Ma, è quello che adesso sto tentando di dire, la violenza è fatta anche su quegli essere (che è difficile definire “umani”) che torturano e squartano i cani. Queste pratiche devasteranno la loro coscienza e la loro vita.
In Bolivia poi è scoppiato lo scandalo. Pare sia stata approvata una legge che vieta queste pratiche. Meglio così.
Ma come avete capito, da quanto sopra detto, il problema non è “solamente” la Bolivia, e non è “solamente” questo “concreto” training messo in atto dall’esercito boliviano.
Esso è simbolo e manifestazione.. di qualcosa.. che è molto più profondo e diffuso.Ripeto. Il video è shockante. Pensateci bene prima di vederlo.

3 Comments :, , , more...

IL CORAGGIO

by Duncan on apr.16, 2009, under Musica, Resistenza umana

Questo video è magnifico, e lo dedico a voi che mi onorate con la vostra amicizia.. che siete un patrimonio.. un patrimonio per chi vi conosce e per chi vi conoscerà..
Coraggio. Per chi mette la mano sul fuoco..
Mettere tutto in gioco.Soldi, popolarità, reputazione. E dovere masticare sabbia, rabbia e dolore.Ostacoli e ostacoli ovunque.
Si verrà lasciati soli, si perderanno gli amici.
Per seguire quella Voce che ti incita, fino alla fine, fino alla fine.
Per quello in cui credi.
Quando la strada sara dura, quando tutto sarà scomodo, quando le cose saranno difficili.. quando non conviene.. tu ci sarai?
Questo è.. Coraggio..

1 Comment :, , more...

IL CANTO DI CHUD

by Duncan on apr.08, 2009, under Musica, Poesia, Resistenza umana

chud2

La molle e viscida creatura Nihil, avvolgeva nei suoi tentacoli e con membra come viscide ventose Chud, Chud, la speranza dell’Ovest.. il bambino era stato mandato.. perchè le lunghe Ombre non cancellassero ogni Bellezza dalle Terra Emerse ricacciandole nelle Fauci di Magog.. Chud ormai era perduto.. la Bestia non lo colpiva solo nel fisico, ma depredava la sua anima ammorbandolo con la tristezza per la morte di sua madre.. ma, quando ormai le forze vitali venivano assorbite da Nihil, uando ormai era solo cibo, cibo per quell’Abominio.. toccò l’emblema che aveva intonro al collo e venne alle sue orecchie un canto.. il Canto di Chud..

Credi Chud,
credi in ciò che hai sempre creduto,
credi piccolo mio,
credi in tutto quello che credevi.
Credi in quelle sere di natale quando tua madre ti preparava la torta
di mele, ti accarezzava i capelli e ti parlava dell Montagne di
Gebsam, dove volano le Aquile,
e rideva, rideva, rideva.. ed il suo riso ti riempiva il cuore.
Credi che tua madre non ti ha abbandonato,
non sentire la voce dell’abominio, tutto è terra e carne putrida,
tutto è nulla, Nihil,
non sentire il veleno incestuoso che ti immette nel cuore, per
uccidere la speranza e gettarti nella desolazione.
Credi che tua madre non ti ha abbandonato,
Credi che tua madre è ancora viva,
che è qui, con te.
Credi che c’è un poliziotto che ti riporterrà a casa se gli dici che
ti sei perduto.
Credo che Gandalf e Capitan Knight e i Paladini esistono, anche se la
maestra ti ha detto che sono tutte bubbole.
Credi che non ci saranno più bambini picchiati a scuola, a correre
come lepri al suono della campanella per non farsi raggiungere.
Credi che non ci saranno più bambini rinchiusi in cunicoli di cemento,
carne per riti infami, organi da smerciare.
Credi che nessun bambino dovrà saltare su una sola gambe per le mine.
Credi che nessun bambino verrà picchiato dal padre,
Credi che nessun bambino sarà lasciato solo, in una città straniera,
come un pacco postale,
Credi che nessun bamino dovrà morire dentro ingerendo dolci pasticche.
Non arrenderti Chud.
Credi in ciò che hai sempre creduto.
Credi nello spirito di tua Madre.
Sii valoroso.
Ricorda le antiche parole.
“Tu porti in te il Sole”.
Credi Chud,
e il Mondo avrà ancora una possibilità.

Leave a Comment :, , , , more...

Struttura dell’universo

by OrfeoMartinek on apr.04, 2009, under Scienza

Sulla terra abbiamo così tanti problemi e anche nella vita di tutti i giorni che ormai non si ha più tempo di fermarsi a pensare, non si ha più tempo di fissare il cielo e stupirsi di tutto quello che sta sopra di noi. Volevo appuntare qui qualche piccola riflessione. Mi è capitato di pensare alla nostra situazione di esseri così piccoli rispetto all’immensità dell’universo. Per essere più chiaro noi siamo nella stessa situazione di pesci in un acquario. Il nostro acquario è la terra :-) Un pesce non può sapere cosa c’è li fuori e vive facendo sempre facendo le stesse cose e non curandosi di ciò. Ma per fortuna noi abbiamo un cervello che ci ha portato a renderci conto di tutto ciò mentre questo non succederà mai ai pesci. Continuando il paragone, al di fuori del nostro acquario abbiamo un altro contenitore che è il nostro sistema solare, a sua volta il sistema solare sta contenuto in un braccio della via lattea. La Via Lattea è la galassia alla quale appartiene il sistema solare. Per avere maggiori informazioni su dove ci troviamo precisamente dentro la galassia guardate wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Via_Lattea La via lattea insieme ad altre galassie forma una struttura denominata Gruppo Locale il gruppo locale a sua volta appartiene al Superammasso dell Vergine.http://it.wikipedia.org/wiki/Superammasso_della_Vergine Guardando l’universo quindi sembrerebbe l’insieme di questi contenitori noti come super ammassi separati da spazi apparentemente poco popolati da stelle o galassie. E’ quindi come se tutto facesse parte di una grande struttura a scala, a scatole cinesi una contiene l’altra e così via. Almeno questo è quello che appare a noi e questo se ne deduce dalle prove che abbiamo raccolto fino ad ora.

Per chi volesse approfondire.

http://www.mystars.it/CorpiCelestiInsiemiGalassie.aspx

http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=13250

http://www.icra.it/solar/sigismondi/tesiweb/cap5.pdf

1 Comment :, , more...

ANFIBIO DELL’ANIMA

by Duncan on apr.01, 2009, under Musica, Poesia

sollevarsi

……..Mi muove come mente e pensiero e poi mi assalta, mondi sommersi…

Adesso ti trovo,  adesso vedo il vino grande,

Tutti i maestri non sano passati come goccia di crisantemo,

come rugiada sperduta,

atomi che gravitano, neutroni, positroni e cavità addominali..
Nell’ombra la luce, nell’imbrunire l’alba,

E mi conduceva nei sepolcri, a percuotere le mie paure,
Anfibio dell’anima, il mare dilagava.. ed era magia,
Era giorni umidi e oscuri allora, le città svuotate, macchine alla deriva,
il cielo impregnato del giallo pallido di un sole grande,
eppure mi sorresse in scale a cui seguivano scale, e altre scale ancora..
Nei tempi del crepuscolo, mi condusse alla mia Epifania…
Lunga erano le musiche che allora attraversavano il pianeta,
le città potevi vederle da lontano,

Anfibio dell’anima
antro cavernoso dei sogni, candela ad olio…
In principio legno grezzo, fammi ridere ancora nel buio..
Il principio legno grezzo,
..quasar compressi, di notte trovasti la porta, la casa non era
illuminata,

ma potevi vederla, un segno di cavallo benediva i viandanti,
..Eri l’odore dei colori, mi sollevasti sulle tre carte della fiera,
acqua fredda sul mio viso,

mi muove come bruna onda, rito degli abissi, mani alzate..
lasciavo le mani portarmi su, fino a che non c’erano stelle che non fossero riflessi..
Gli ultimi tempi del Solstizio scendevano come polvere, e urla di furore scuotevano il mondo..
Uomini coperti portavano segni sinistri..

Ma non avevo paura… oltre le folle coordinate del tempo,oltre gli emblemi radianti nei deserti,

oltre le seconde e triple pelli di fango,

poteva sollevarmi..

Anfibio dell’anima.



Leave a Comment :, , , more...