La lettera di un’amica
di Duncan il lug.05, 2009, in Ispirazione, Resistenza umana
Questo è un post insolito. E’ un post che nasce da un dialogo, da una corrispondenza con una persona particolare, un’ amica speciale. Le avevo inviato un articolo letto su internet che io considerai tendenzioso e “drogato” di ideologia, e lei mi mandò in risposta questo testo che va ben al di là dell’articolo in questione, osando avventurarsi in altri territori. Un testo che può davvero intendersi a prescindere da tutto, e appunto per ciò lo mando da sole, senza accompagnamenti di altri testi. Su alcune delle cose da lei scritte posso ritrovarmi, su altre meno. Ma non è questo il punto. Non è fare considerazini di merito che per me è importante.
Il punto è condividere con voi parole che nascono da un percorso esistenziale, da una personale ricerca. Comunque la si pensi, parole emblematiche di chi non si accontenta di verità di seconda mano, anche qualora fossero giuste, ma vuole comprendere da sé, afferrare da sé. Ve le invio per l’onestà che c’è dentro, perché sono sincere, perché sono vive. E perché non “chiudono”, ma “aprono”, cioè per i temi trattati e il modo di trattarli possono far sorgere riflessioni, domande, inquietudini, spunti alla ricerca in chi legge.
Il nome dell’autrice è Cristina alias C-Side. A fine testo inserisco anche il link del suo “myspace” (tra l’altro presente già nei nostri “preferiti”) e uno dei suoi indirizzi email, qualora qualcuno volesse dialogare o confrontarsi con lei. E’ una persona che trova prezioso lo scambio umano.
————————————————————————-
Ho letto tutto e, lasciando momentaneamente da parte le solite cose del tipo “dobbiamo capire che ciò che accade fuori è lo specchio di ciò che accade dentro di noi e blabla…” per me si continua a confermare la sensazione che l’incontro/scontro tra realtà e finzione stia diventando sempre meno visibile per chi non ha occhi per Vedere… Mi spiego meglio, seppur rischiando di cadere in teorie fantascientifiche (una volta si diceva così, adesso si utilizza la parola “fiction”): viviamo su un pianeta che sta volgendo a un cambiamento epocale, e il tempo (inteso come flusso, materia, o come preferisci… insomma, come un qualcosa che ti dia un’idea “solida”) sta accellerando di continuo in questa direzione inevitabile (per fortuna o per sfortuna, dipenderà dall’evoluzione delle coscienze, e non di tutte). In questo continuum spazio-temporale, i fatti e di conseguenza la narrazione di essi stanno subendo la stessa sorte.
Ora, a mio dire esistono DA SEMPRE delle forze (o se preferisci usa la parola “poteri”) che sanno che se vogliono ottenere i propri scopi, devono attentare a una cosa che concede all’essere umano di cercare la Libertà come l’assetato cerca l’acqua, ed è la Memoria. Il Ricordo. Se un uomo non ricorda cos’era, difficilmente si orienterà per un probabile e diverso stato d’Essere, e perdonami il gioco di parole.
Così, non solo si bombarda l’uomo di informazioni, ma addirittura di informazioni false, soprattutto queste shockanti e ad effetto. Perché? perché così, se proprio l’uomo ricorda, deve ricordare qualcosa che non esiste, di modo che possa continuare a non esistere anche lui, e a non dare fastidio al compimento dei piani (quelli occulti). Anzi, addirittura, se si riesce a fargli credere che il mondo sta andando a rotoli, che non c’è futuro e che domani non si sa se esisterà ancora, probabilmente darà sfogo ai suoi impulsi in un fremito estremo di egoismo e menefreghismo indotti e fomentati, e inizierà a fare gesti inconsulti come quelli, VERI O PRESUNTI che siano, di cui narrano i media. E così, l’uomo di cui sopra, poverino, darà paradossalmente ragione a quei poteri occulti, che in realtà lo avevano provocato deliberatamente per il conseguimento dei propri scopi, così da sfruttare l’energia scatenata dalla GAMMA DELLE REAZIONI UMANE.
E qui rischio veramente di incartarmi nel tentativo disperato di spiegarmi, dato il sottile passaggio semantico. Ma “loro” giocano proprio su questo confine incerto, capisci?
Ora, se mi chiedessi quali soluzioni ci possano essere, te ne elenco una che non ha nulla di nuovo e che può avere, se vogliamo, le “solite” svariate interpretazioni e aprire millemila links: ogni santo giorno, occorre scegliere a chi o cosa credere, e sapere che qualsiasi informazione diffondiamo ha un peso specifico in una o nell’altra direzione, e OGNUNO ha la responsabilità anche di ciò che crede L’ALTRO.
Personalmente, cerco di evitare da tempo di diffondere notizie di cui non posso essere stata testimone diretta. Posizione radicale, lo so, ma che sento necessaria. Il mondo abbisogna di Silenzio, e invece c’è un perenne, ipnotico brusìo di fondo che confonde il messaggio originario e che viene alimentato.
Nel caso specifico dell’articolo che mi hai inviato, non mi interessa in questa sede manifestare il mio parere e il mio orientamento (qualora esista) su chi parteggiare: cadrei nello stesso giogo dualistico e divisionista che fa tanto comodo a “loro”. Ti basti sapere che il cuore mi suggerisce delle cose, giuste o sbagliate, e che continuerà a suggerirmele ogni volta che si presenta l’occasione di scegliere cosa sia meglio per me, in primis, e per il mondo inteso come umanità, poi.
Oppure, per dirla in altri termini, allora mi schiero con chi preferisce diffondere le belle notizie e le belle iniziative di cui il mondo, anzi, QUEL mondo di cui non voglio più far parte, non parla, e ribadisco: sono per i “pro”, non più per i “contro”.
Cristina alias C-Side
crispull@gmail.com
http://www.myspace.com/criside
luglio 6th, 2009 il 09:56
Ciao Cristina, parli di temi molto seri, e dalle parole in maiuscolo che vedo nel testo sento anche la tua intensa necessità nel volerne parlare, e fai bene a movimentare i nostri pensieri. Mi sento vicina ad alcune cose che dici: scegliere in cosa credere ogni giorno, ad ogni notizia, non cadere vittima di questo catastrofismo totale che cancella dalle nostre menti tutta la bellezza immensa di cui siamo circondati, che ci annega in ondate di energia nera e, su questo sono d’accordissimo, di proposito..proprio per scatenare in noi altra energia nera. Dobbiamo interrompe questo meccanismo, iniziando da noi, dal singolo e inoltre valutare quanto diciamo, le parole hanno un peso, incidono in chi ascolta. Ogni cosa detta, ogni nostra azione ha una ripercussione su chi interagisce con noi, ma in realtà è energia che si riversa su tutti, anche su persone che non conosciamo….. Grazie per quanto hai scritto.
luglio 6th, 2009 il 12:47
Ciao Cristina,
premetto che secondo me per capire meglio questo complesso insieme di concetti, sarebbe stato utile leggere l’articolo che l’ha fatto nascere.
Premetto anche che non sono sicura di aver capito bene cosa vuoi dire, quindi mi scuso se per caso ho frainteso.
Dunque, io non so se siamo vicini ad un cambiamento epocale, però la sensazione che ho è che stiamo scendendo piano piano lungo una china dalla quale prima o poi dovremo risalire, e so che l’arrampicata non sarà facile. Credo che il tempo sia ciclico; anche la vita. A suo modo, ogni cosa cresce fino a concludersi ricongiungendosi con il principio. Questo è il mio parere, comunque.
La sociologia mi interessa molto, e mi affascina il concetto di massa e le relative tecniche per controllare grandi quantità di persone. A tratti trovo inquietante l’idea che le persone, messe insieme, acquistino una volontà complessiva, ma unica. Prende vita un nuovo essere, i cui arti e le cui membra sono gruppi di persone… Vengono i brividi, poi, se si pensa a quello di cui le persone sono capaci, se agiscono insieme. Che ci siano menti che controllano tutto questo, non ne sono certa, ma il dubbio ce l’ho. E devo dire che attentare alla memoria credo sia uno dei modi più efficaci per disintegrare gli esseri umani. Senza memoria siamo niente, e smarrirsi è il minimo. Allora ci si attacca alle più strane e assurde cose, si perde il senso di critica e si ragiona a tentoni, facendo smarrire la mente tra mille dubbi. Vedo già attorno a me molte persone perse, confuse da molte cose… Elencarle sarebbe eccessivo, ma sono sicura che hai capito cosa intendo.
Concordo con quello che dici: il mondo necessita di silenzio. Parole sprecate, vuote e ripetute come le ripeterebbe un pappagallo al suo padrone per fargli piacere. Parole prive del senso attribuito da chi le pronuncia con il cuore; di chi le sente davvero. A volte preferisco non dire niente anche quando so che le mie parole sono davvero MIE, che quello in cui credo è MIO, che non sto scimmiottando nessuno, insomma. Sto zitta perché a volte è meglio lasciar correre, o permettere ai fatti di parlare per noi.
Grazie di aver permesso a Duncan di pubblicare questa lettera: al di là dei pareri, si sente che chi l’ha scritta ha delle opinioni proprie, sintomo certo di intelligenza.
Chiara Vitetta
luglio 7th, 2009 il 11:58
Vi ringrazio delle risposte: per me è la prima volta in assoluto che autorizzo qualcuno a pubblicare qualcosa… mentre stavo semplicemente rispondendo a una mail del caro “Duncan”, dal quale ricevo sollecitazioni sempre interessanti, quasi alla fine dello scritto, ho risposto a una vocina interiore che mi diceva:”Perché non diffondi?”. Ed eccomi tra di Voi.
Dai Commenti che avete lasciato, mi pare di scorgere due menti che si sono poste già delle domande a loro volta, e che quotidianamente cercano di darsi e dare delle risposte congrue, cosa che traspare senza troppi sforzi o fronzoli letterari. Cosa aggiungere? Posso dire che accetto i Vostri “grazie”, e rilancio dicendo che non so se dovrei, dato che una delle mie mete sarebbe quella di comprendere il profondo significato di Servizio. Cerco di spiegarmi meglio, parlando del caso specifico: mi sono sentita solo lo strumento di qualcosa di più grande, e mi piace pensare che “questo strumento” debba essere ripulito da polveri e croste millenarie, e che si possa accordare meglio.
A Chiara posso dire che, se le può essere utile, dato che le piace la sociologia, mi pare esista un principio di fisica applicato alla sociologia che è quello di “massa critica”…
Ciao.
luglio 10th, 2009 il 17:22
Molto interessante la tua lettera Cristina.
Vorrei farti una domanda. Quando che il Servizio è vero Servizio e non imposizione o soddisfazione di sé? E’ tutto così complesso? Come distinguiamo, come ci orizzontiamo? Vedi a me l’idea del Servizio convince. C’è chi risolve il problema alla radice dicendo che non c’è proprio nessun Servizio, e che sono tutte paranoie della mente umana. Un Mito insomma. Io la penso diversamente. Ma come facciamo a capire di non sbagliare? Come trovare il punto di equilibrio? Come si serve veramente?
Grazie.
luglio 13th, 2009 il 23:45
Cercherò di risponderti nel migliore dei modi, Gaspar San, perché quella del Servizio è una questione delicata, e che per quanto riguarda me faccio fatica a definire a parole.
Non credo sia complicato. Il Servizio è qualcosa di molto pratico e “misurabile”. Per capire la linea di demarcazione tra quella che chiami imposizione o soddisfazione di se’, occorre mettere da parte proprio la fonte del dubbio, cioé il Se’ stesso. Come si fa? Obbedendo. A chi/cosa? Al proprio Maestro – interiore, esteriore, fa’ tu. E ciò non è affatto semplice, perché “la voce del Maestro” genera tutta una serie di attriti, spesso insostenibili, che mandano a puttane tutti i buoni propositi di obbedienza e fiducia in un attimo.
E’ così, non si sfugge: il significato profondo del servizio è quello di diventare uno strumento, di lasciar morire quella (e solo quella) parte che non vuole morire mai: l’Ego.
Non so cosa posso aggiungere… dimmi tu, indicami in quale punto posso essere più chiara.
luglio 15th, 2009 il 17:10
Scusa Cristina.. ma è troppo facile parlare di loro qui e loro qua.. chi sono questi “loro”? Vedo del complottismo nelle tue parole…
luglio 15th, 2009 il 23:23
“Loro” è un inganno della mente.