Born Again

Archive for novembre, 2009

Wim Wenders.. Angeli e Calabria..

by Duncan on nov.28, 2009, under Cinema, Resistenza umana, Simbolo, video

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Wim Wenders è uno dei più grandi registi viventi. Uno dei più grandi registi di tutti i tempi. I suo capolavori supremi non saranno mai dimenticati. “Alice nella città”, “Falso movimento”, “Paris Texas”…e  tanti altri.
Ma soprattutto i due film vertice, -per il loro simbolismo, la profondità e l magia- della sua filmografia..
“Il cielo sopra Berlino” e “Così lontano così vicino”. Mai film furono fatti così belli sugli angeli. E mai ne verranno fatti. Angeli così non si vedettero mai al cinema. E non si vedranno mai più.
Quei due film furono così ambiziosamente sublimi, da essere a volte sovraccarichi e “pesanti”. Ogni scena scolpita come se dovesse fare la storia del cinema. In realtà un film non può cambiare il mondo (ma poi ne siete così sicuri?)…ma solo chi riesce a fare un film “come se potesse cambiare il mondo” può toccare il Sublime.. solo chi crede nell’Impossibile e come il Fitzkarraldo di Herzog vuole portare un teatro nella foresta amazzonica, magari fallirà ma potrà creare la Musica.
Quegli angeli nel mondo immersi con un grigio atemporale e magnetico quando erano i loro occhi a guardare. Il colore sullo schermo quando erano gli uomini. Accanto ai pensieri, ai dolori, alle frustrazioni.. alle sfide.. non li potevi vedere.. non li puoi vedere.. ma venivano e toccavano, e consolavano e accendevano qualcosa.
Eterni testimoni e accompagnatori ma allo stesso tempo sottilmente innamorati della vta. Il loro grigio cosmico magnetico, la perfezione delle ere che si succedono al monto, l’eterno movimento nella sua perfezione.. li faceva all’improvviso desiderare l’imperfezione,
l’assurdo, la passione, la mela mangiata, il pazzo pazzo amore dell’esistenza umana.
QUEGLI ANGELI POTEVANO AMARE.
ERA LORO CONCESSO.
MA PER FARLO DOVEVANO PERDERE LA GRAZIA TRASCENDENTE E CESSARE DI
ESSERE ANGELI,
DIVENTARE MORTALI, COME OGNI ALTRO UOMO.
E ALLORA.. in questi film.. ALCUNI ANGELI SCEGLIEVANO DI PERDERE LA LORO PERFETTA ETERNITA’
PER AMORE..
SOLO PER AMORE…
Strazianti e mistici, quei film si incastonarono nella leggenda… in una scena l’angelo vede un giornale nell’acqua di un ruscello con la
morte di Willy Brandt, ed esclama “Salutamos Compagneros”.. ed è più che Willy Brandt, è il senso di linee che si sfiorano col mondo, di vicinanza ai sogni, spesso abortiti, di una nuova stagione.
E poi… perdersi nei loro sogni.. vorticando sul centro del mondo..
Berlino stupenda in questi due film.. Berlino magia che si allarga in cerchi su cerchi.. e un angelo d’oro al suo vertice… Alexander Platz.
Potevano volare quegli angeli, conoscere ogni pensiero degll umani. E tutta la storia accompagnarono fin dal principio. Dal primo uomo. Dai secoli dei secoli.
Eterni testimoni del Mistero del Mondo… perfetti nel loro mondo di cristallo impermanente, indissolubile per tutte le ere a venire.
Godimenti e trascendenze ignote agli uomini essi possono solcare.
Eppure per amore.. materia, fragilità, crisi, caduta, lotta per
l’esistenza, rischio, pericolo, morte..
Per amore alcuni di essi rinunciarono a tutto..
Per amore.. solo per amore…
Posso rinuciare ad essere tra i prediletti di Dio, tra le essenze supreme della creazione? Sembravano chiedersi..
Solo per amare, di amore totale, carnale e sentimentale.. un altro essere umano?
Alcuni sceglievano di farlo.. e queste “cadute” per amore.. con l’angelo che “precipitava” nel mondo.. sono alcuni dei momenti più alti.. e inarrivabili dei film…
Ma non è di questo che volevo parlarvi all’inizio. Sto tradendo il senso del titolo, portandovi in un viaggio per il quale  non avete pagato il biglietto. Avete pagato per un post corrispondente a un altro titolo. E adesso comincio a sentire borbotti e reclami, “ma che è sta roba?.. tutte ste minchiate e fregnacce sugli angeli?.. E che fracco ce ne fotte di questi registi pazzoidi per cinemaniaci bruciati?.. mi hai fatto perdere dieci minuti con ste boiate!.. voglio i soldi indietro.. anche i danni morali,, c’era Martufello in televisione e me lo sono perso per le tue stamberie…”
Va beh continuo.. per quei disperati due  o tre.. che ancora stanno continuando a leggere.. anche perché sono rinchiusi in casa, fuori
piove, la televisione e la radio sono rotte, il telefono pure, il cane ha la febbre, e il frigorifero è vuoto..
Wim Wenders questa estate è venuto in Calabria per girare un film..
“Il Volo”…
I film di Wenders non sono mai puramente realistici o documentaristici. Ma l’ispiraziione è lo spirito dell’accoglienza che vive in Calabria e alcune esperienze gioiello come Riace e Badolato.
Vedete non c’è quasi niente da salvare in Calabria. Ve lo assicuro. Lo sfascio politico, economico, ambientale, criminale, sociale è colossale. Quasi niente da salvare. E se una persona è onesta dovrà ammetterlo.
Una delle poche cose che rendono questo territori degno è l’Accoglienza.
Ho visto persone farsi in quattro sulle coste degli sbarchi per aiutare i clandestini ad approdare. E dare loro coperte, acqua e latte caldo, sistemazione. Gente comune anche… donne, ragazzi, uomini, vecchi.
E poi ci sono esperienze innovative, esperienze gioiello appunto. Come quelle di Riace e di Badolato.
Dove due esigenze e due spinte si uniscono per un bene comune, per un nutrimento reciproco, per una crescita che si potenzia.. perché Io cresco se faccio crescere Te.
In sostanza, detta con radicale sintesi… questi paesi erano semiabbandonati, avendoli buona parte degli abitanti lasciatili nel corso dei decenni per via dell’emigrazione esterna o anche interna
allo stesso territorio nazionale e calabro. Gli amministratori vedevano nel tempo arrivare molti disperati sulle coste calabresi.
E nacque l’intuizione. Dare alcune di quelle case a loro. Case vuote di paesi che stavano diventando fantasmi.
E così da una parte molti uomini e donne avrebbero avuto casa e accoglienza.. e dall’altra quei paesi avrebbero continuato a vivere.
Ed è di questo, di queste piccolo “utopie” periferice ai margini dell’Impero, di cui parla il film di Wenders.. oltre che della rappresentazione vivida dei momenti più drammatici ed emotivamente coinvolgenti degli sbarchi e dell’accoglienza.
Nel frattempo.. in un momento in cui ci sono paesi leghisti che inaugurano l’operazione “Bianco natale” per sbattere fuori gli immigrati clandestini dalle loro case in occasione delle festività natalizie, e in cui il comune di Milano dà l’ambrogino d’oro ai poliziotti delle retate vigliacche sugli autobus nella caccia all’immigrato; in cui si favoreggiano obblighi di denuncia per chi scova un clandestino, se ne rende ostico l’accesso alle cure e all’istruzione; si crea intorno ad esso un clima da terra bruciata.
Nel momento in cui navi militari italiane respingono barconi di immigrati in mare, senza controllo dei requisiti per lo status di rifugiati politici, con la Costituzione e la Convenzione di Ginevra messe nel cesso, trascinando l’Italia in uno dei punti più bassi della
sua storia….. In questo momento la Calabria inaugura una legge sull’accoglienza che è un’avanguardia.
Va anche aggiunto che forse è l’unico provvedimento degno di un governo regionale da dimenticare, ricco di traffici e lotte di potere, come tutti i governi regionali calabresi di ogni tempo.
Eppure gli angeli non sono.. non sono solo a Berlino…

Salutamos Compagneros

(Ho inserito dei video. Avvertenza iniziale.. prima di attivarli premete pause sul piccolo quadratino della colonna sonora del sito alla destra in alto dello schermo, per sospendere la colonna sonora del sito e poter vedere e sentire i video senza “interferenze”. I primi due video sono tratti dal “Cielo sopra Berlino. Il terzo è tratto da “Così lontano così vicino”.. e guardatelo bene, soprattutto all’inizio c’è una potenza visionaria, evocativa, mistica.. impressionante. Il quarto è una versione del video degli U2, “Stay”; canzone composta come parte della colonna sonora di “Così lontano così vicino”. Il quindo raccoglie immagini di clandestini, barconi e sbarchi. Qualcuno dirà che ho frantumato, con quest’ultimo video, l’atmosfera rarefatta e mistica dei video precedenti. Che ho rotto “l’armonia del contesto”. Ma questo post parla sì di Wim Wenders e degli angeli.. ma con una dedica speciale a chi sputa sangue, sudore e vita su questi barconi, con dietro storie e fughe, fame e speranza.. in fin dei conti ci sono Angeli anche per loro.. se questo è “rompere l’armonia”… mi si impali vossia…)

 

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VERRO’ A TE…

by Duncan on nov.19, 2009, under Bellezza, Ispirazione, Poesia

immagine 2

Ci sono storie che non si fermano all’imbrunire..
Nelle tue mezzanotti, rosari di sangue e Cuore..
Ci sono tracce che bruceranno sui muri, anche quando quei muri saranno un ricordo..
Ci sono Angeli che non ti lasciano alla deriva..
La vedi la mano nel buio?
Lo vedi quel fiore, oltre le graticole?
Sapevano trattenere l’Amore tra le mani strette, e i sorrisi strappati, come ali sul tempo..
non ci sono serrature stanotte..
nessun luogo che non abiti la Luce…

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Io mi regalo un Sogno

by Riyueren on nov.18, 2009, under Controinformazione

 
Colori dell'autunno 2
 

“Nasce con noi un vuoto. Chi ha il coraggio di guardarlo negli occhi lo chiama solitudine: è il nostro nome, in realtà.

Abita in noi, è noi: se ne va con l’ultimo respiro. Se ne va così com’è venuto. Passando attraverso la stessa porta da cui è entrato.

Diventa un bisogno, mentre il Tempo corre: un rodimento simile alla fame. Lo senti dappertutto nella carne.

E quando si radica nel’anima grida come un dolore.

Allora cerchi le colpe, fai i nomi. Lo riempi, quel vuoto, di domande. Ma solo a te, risponde, al suono del tuo nome. 

Ma tu non ci sei: sei andato fuori di te, altrove, a cercare qualcosa con cui renderlo pieno.

Può essere grande o piccolo, quel vuoto … e può renderci piccoli … o grandi.

Dipende da quello che ci mettiamo dentro.

Riempiamolo d’amore, quell’amore che magari non abbiamo avuto  ma che possiamo dare agli altri, proprio perché sappiamo che cosa vuol dire vivere senza.Ma devi saper amare il tuo vuoto, la tua mancanza, amare anche le tue ombre, quelle di cui hai paura: sono ombre,ma fanno parte di te.

 

Gioco di luci nell' ombra 2

Altrimenti, a chiunque ti avvicinerai, saranno solo due vuoti che si uniscono. E due vuoti non si riempiono a vicenda. Si annullano: in un vuoto molto più grande. E immenso.

Diciamo no, a chi riempie il suo vuoto personale con violenza e odio, pensando di anestetizzare il proprio dolore causandolo ad altri: sono strade che non portano da nessuna parte.

No a chi fa del male ai bambini, alle donne, a chi è diverso da lui per razza (che poi è solo l’involucro esterno, un’apparenza!) per credo religioso (abbiamo tutti la stessa Origine, cambiano solo rituali e nomi) scelte sessuali (come si può condannare l’amore tra due persone?), menomazioni fisiche e/o mentali (ognuno di noi è qui per uno scopo e deve trovare l’aiuto che gli è necessario per scoprirlo e portare a termine il suo compito), no a chi fa del male agli animali, alla Terra, all’Universo (ignorando di farlo, in questo modo, anche a se stesso, perché tutto è collegato, piante, animali, uomini: è come tagliare il ramo su cui si è seduti).

Il Bene ed il Male sono due rive molto vicine: il fiume della Vita del Mondo, e quindi anche della nostra, scorre tra queste due sponde….scorre nell’unico letto che le lega entrambe.

Spesse volte la scelta, tra una riva o l’altra, è una semplice questione di millimetri …

Sentiero al tramonto

 

Riyueren

P.S. Il mio modo per “dire no” è scendere nelle strade del mio cuore, svestire la mia anima di tutti quegli indumenti comodi, ma anche ingombranti, che gli anni mi hanno messo sulle spalle e camminare così il mio sentiero. Perché il mondo può cambiare solo se noi riusciamo a cambiare noi stessi. La rivoluzione deve cominciare a livello del singolo.

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MIRACOLI

by Duncan on nov.18, 2009, under Ispirazione, Simbolo

cascate 
 
Gettati a terra conoscono la vita.
Con mani e piedi in catene scoprono la verità.
Perdendo tutto arrivano dove pochi osano e possono arrivare.
Vi invio la storia di una “guarigione”. Da intendersi come un rivolgimento esistenziale.
E’ l’estratto di un libro. Lo troverete più giù. Vi toccherà dentro.
E’ il buio dell’anima, la lunga notte azzoppato e impotente, dove ti si stringe il collo e ti prendi a frustate “handicappato”, ti dici “striscerai accompagnato e compatito per il resto dei tuoi giorni”.
Sono i pugni sul muro unici tuoi compagni di notti spietate. Il Guerriero che sognavi di essere un handicappato.. sì, ti flagelli con le parole, qualcuno da andare a trovare a turno, come opera buona,
…come diceva De André in “Amico Fragile…<<Avresti un’ora al mese per me?>>.
Ma qual’è il Segno che rende pazzi e disperati o liberi e vittoriosi?
Puoi passare una intera vita con mani e piedi libere. Scivolando come un placido fiumiciattolo di montagna Collezionando esperienze.
Riempendo gli scaffali. Uno dopo l’altro scandire gli anni. E nonostante ciò non vivere mai. Restare sempre in un quotidiano io che arranca e consuma. Non aver mai pianto ululando alla luna, non essere mai morto in un orgasmo accecante, mai passato intere notti in piedi a seguire un Sogno. Mai amato così tanto da avere corone di spine o da fare pazzie che mozzano la lingua e il respiro.
Cosa porti dentro? C’è qualcosa di più dietro a quegli occhi? Hai qualcosa di solamente tuo? Sei disposto a morire per qualcosa?
Puoi restare sempre nella superficie o tornare alla radice. Diventare radicale. Essere scaraventato nelle profondità abissali. Ci sono livelli dell’Essere che la maggior parte delle persone neanche sfiora. Ci sono Luoghi che molti non vedranno mai. E’ forse questa la Maestà del Miracolo. La trasfigurazione, l’annichilimento che procede la rigenerazione. Il cane impaurito che diventa un leone.
E puoi non avere gambe e piedi ma imparare a Vivere, copulare con la vita fino a strapparle ogni gemito di piacere. Puoi essere rotolato su fili spinati, eppure essere sveglio e svegliare.
Avere uno scopo. Avere un senso. Mai più giorni sperperati a dare fiato ai denti. Mai più giorni sperperati in chiacchere da bar. Mai più giorni sperperati a sentirsi impotenti. Mai più giorni sperperati con gli occhi spenti sul muro biano. Mai più giorni sperperati nei quotidiani-divani-inferni davanti ai quotidiani-televisori-inferni.
Mai più notti sperperate in locali per rincoglioniti, avvinazzati e oziosi cercatori di esperienze.
Ora hai uno scopo. Ora hai un senso. Ora credi in qualcosa. Ora hai passione. Ora conosci qualcosa di molto più grande del Potere e della Gloria…
Ora hai delle radici. Sei tornato alle radici. Come il legno grezzo…..
Vivere spendendo tutto, con una generosità che ti fa danzare anche se non hai gambe.
Morire scalando la Grande Montagna…
Sapere che tu sei qui per qualcosa. E non avere il tempo di scagliare le pietre..
perchè la Vita ti attende..
Non è questo un Miracolo?

P.S.: questo post nasce anche come omaggio a “Cronaca di una Guarigione Impossibile” di Alessio Tavecchio. O meglio, è ancora prima un omaggio a lui e al coraggio, alla forza, alla sete e al valore con il quale ha affrontato le dure sfide che la vita gli ha messo dinanzi, e che ha narrato nel suo libro, “Cronaca di una Guarigione Impossibile”, appunto, scritto per le  - Edizioni Mediterranee (Roma). Libro che vi invito a leggere. Presumo di non fare cosa gradita nei confronti di Alessio Tavecchio nel consigliare il suo testo e nel riportare estratti, comuque già presenti su internet. Estratti che non pubblico con caratteri “giustificati”, preferendo lasciarli nella veste grafica in cui li ho trovati. Mi dichiaro comunque a disposizione dell’autore, qualora non condivida questa valutazione e preferisca che il suo estratto venga tolto dal sito.

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Il libro che ho scritto e’ una storia vera, e’ un grido nel buio verso
la Luce, una testimonianza che il mondo deve conoscere per tentare di
dare una valutazione diversa alla parola sofferenza, per capire che
non è mai il momento di arrendersi: NON ORA.

“Cronaca di una Guarigione Impossibile” -
Edizioni Mediterranee Roma (06-32.35.194)

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Poesie di Alessio
La storia infinita

Il sette dicembre dell’anno settanta
un piccolo fanciullo voglia ne aveva tanta,
di cominciare una bella esperienza
dopo otto mesi di lunga pazienza.
Tanto tempo è stato coccolato
da mamma e papa’ come un RE beato
e quando comincio’ tutto solo ad annoiarsi
i genitori sembravan rinnamorarsi
portando alla luce due bei fratellini
uno via l’altro proprio tanto piccolini.
Le prove per lui cominciarono presto
e una brutta malattia va curata senza pretesto
nel corso di lunghissimi anni con cure dolorose,
lui e i suoi fratelli passaron esperienze davvero penose.

Alle porte dell’adolescenza guarirono finalmente
anche se in modo del tutto sorprendente
perche’ davvero grave era la malattia
e il futuro sembrava dovesse portarli via.
Veloce il fanciullo cresceva
e mai potra’ dimenticare come cavolo faceva
a resistere al dolore delle tante punture
che i dottori normalmente chiamavano cure.
Le tappe della vita Alessio affrontava
e il tempo a scuola normale passava
fino a che arrivo’ il gran momento
di far la scelta sul proprio compimento.
Le idee chiare non tanto lui aveva,
ma fin dall’infanzia sempre forte ripeteva
che qualcosa di grande e importante doveva fare
anche se al momento non sapeva dove andare.
Dove camminare in giro, le idee aveva chiare
perché da buon Sagittario gli piaceva viaggiare
così visitò la Francia, l’Austria, l’Olanda,
l’Egitto, l’America e anche l’Irlanda.

Pero’ in Italia era bello tornare
soprattutto per come si poteva mangiare
e per ritrovare i suoi tanti amici
facendo con loro esperienze felici.
Un poco insicuro estroso e confuso
fece la scelta di studiare all’universita’
per vedere se riusciva a fare buon uso
delle proprie sue doti in quella facolta’.
Le cose non bene sembravano andare
e poi tanta voglia non aveva di studiare
pensando di piu’ al puro divertimento
che lo faceva sentire fasullamente contento.
Rendersi conto delle sue tendenze sapeva,
ma nel fare il netto cambiamento si perdeva
nei meandri di tanti schemi e voglie senza fine
che lo portavan di sicuro ad esser sul confine.
Tanto e poi tanto lui si e’ impegnato,
ma i risultati ottenuti l’han proprio smontato,
cosi’ i lunghi studi cominciarono a vacillare
e nuove strade all’orizzonte si venivan a profilare.
Nel giro di alcuni mesi
la vita per lui cominciava a cambiare
perche’ la liberazione dei grossi pesi
in un futuro migliore lo facevan sperare.

Lavorava si allenava
e certi interessi maturava,
anche se la grave cosa mancante
era la presenza di una bellissima amante.
Amante nel senso di una ragazza da amare,
sentimento che mai aveva saputo provare,
pero’ aspettava fiducioso e attentamente
il nascere della sua storia ancora latente.
Il compimento di 23 anni si avvicinava
e quel giorno intensamente proprio aspettava
perché sentiva ormai imminente
una svolta positiva assai sorprendente
che magari si rivelasse pure divertente.
Dove mi trovo? Che cosa è accaduto?
Sono confuso, forse son caduto!
Ma certo, l’ambiente mi sembra un ospedale,
allora davvero mi son fatto male.
Ho tanta paura e non sento piu’ niente,
ma forse e’ solo una questione di mente.
Di mente un corno, la cosa e’ reale
le gambe non sento, cos’e’ questo male?
La schiena si e’ rotta, il midollo e’ andato,
hai la faccia distrutta e in coma sei stato.

Midollo andato? Che cosa vuol dire?
Io voglio ripigliarmi e presto guarire!
Sei vivo per miracolo e ti devi scordare
che cosa vuol dire alzarsi e camminare.
AIUTO mio Dio, che cosa mi e’ successo?
Ti prego, camminare fa che mi sia ancora concesso!
Che forte dolore che provo nel cuore!
In queste condizioni mi sa che si muore,
perche’ nella mente continuo a pensare
che qualcosa di grande avevo da fare,
ma una cosa del genere proprio non mi pare.
I tanti miei progetti che forte ho immaginato
son già tutti svaniti in un attimo passato.
Per una stupida moto che tanto gli piaceva
Alessio disperato a lungo ormai piangeva
e pensava alla sua vita prossima a finire,
perché ormai il desiderio era solo di morire.
Ma no, cosa dico. Qualcosa io ricordo!
Mi sembra che da qualche parte abbia
preso un accordo.Ma certo! Ora chiaro nella mente so dove son stato e
una ragazza di nome Mara indietro m’ha portato,
anche se a far questo nessuno m’ha obbligato
e solo per mia scelta alla fine son tornato.
Ormai son sicuro di quello che ho vissuto:
l’altra dimensione davvero ho veduto…
e se proprio ho scelto sicuro di tornare
vuol dire che qualcosa c’e’ ancora d’affrontare.
Alla fine del viaggio, abbondante mi avvolgeva
una Luce stupenda che tanto mi piaceva
e in questa Luce di Vita, ovunque raggiante
il mio corpo lo vedevo in forma smagliante.
Felice mi muovevo e tranquillo ho camminato
verso un grande muro nel quale sono entrato.
E’ l’ultimo ricordo di quello che ho vissuto
e malgrado l’accaduto, immensamente mi è piaciuto.
La visione del Mondo meraviglioso
mi ha fatto diventare assai fiducioso
sulle grandi possibilita’ e audaci capacita’
che l’essere umano ha di sua proprieta’
di poter realizzare anche cose impensabili
come quella di guarire da mali incurabili.

Ma certo, la cosa si puo’ fare
e fiducioso nel futuro bisogna guardare.
Il tempo trascorre e un anno è gia’ passato,
ma Alessio continua e non si e’ rassegnato.
Lavora per lo scopo assai duramente
sia nel corpo, ma soprattutto nella mente
per cercare in ogni modo di realizzare
il suo duplice sogno di poter camminare
e abbracciare fortemente una donna d’amare.
Dei giorni poteva riposare
mentre altri doveva lottare,
certe giornate invece eran belle,
ma sempre trascorse in sedia a rotelle.
Basta! Sono stanco, voglio camminare!
Quanto cavolo di tempo, devo ancora aspettare?
Caro Alessio, felice e beato,
non vedi da quanta gente sei circondato?
Noi siamo di qua e voi tutti siete di la’,
ma questa cosa, nessuna differenza fa.
L’amore che ti giunge, a te vicino, a te lontano
immenso aiuto ti da’, altro che una mano.

Se sempre fiducioso aspetterai,
arriverà un giorno in cui vedrai,
che tutti i lavori e le energie impegnate
nel tuo corpo finalmente saranno calate.
Quel momento, sarà un grande inizio,
quello che tu chiami il giorno del giudizio,
in cui cominciare assiduamente a lavorare
con quelle persone che sono d’aiutare.
Quando bisogno avrai, a te sempre volerò
perche’ io sono Mara e mai ti lascero’.
Sono un ragazzo davvero fortunato!
Indietro sulla Terra un angelo m’ha portato,
perché una missione devo ancora affrontare
prima che questo posto io possa lasciare.
Quando davvero riuscirò a guarire
questa strada a tutti farò seguire:
Le tre P di Preghiera, Pazienza e Perseveranza
SEMPRE col Miracolo saran premiate in una danza,
che armoniosamente compirete con tanto brio
perché scoprirete di far parte del regno di Dio.

“Cronaca di una Guarigione Impossibile” -
Edizioni Mediterranee Roma

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Note e pensieri tratti dal libro
Mi sono sempre chiesto se la vita fosse gestita e basata sul puro
caso, oppure se dietro ogni cosa ed avvenimento ci fosse una legge ben
precisa, un’esigenza profonda o una causa misteriosa.
Ho sempre sentito di dover fare qualcosa di importante in questa vita
e mi chiedevo spesso che cosa.
Che cosa devo fare? Cosa voglio fare? Dove voglio andare? Come
funziona?
Le mie domande hanno finalmente trovato un filo conduttore ben
preciso, indicante che tutte le risposte stanno dentro di me, proprio
li’, ad aspettare di essere scoperte.
Le conoscenze che ho acquisito grazie al corso Metodo Silva, alle
frequenti e spesso accese conversazioni e discussioni con i miei
genitori e perche’ no, grazie alla mia grande curiosita’, inquietudine
interiore e ricettivita’, ho potuto giungere “pronto” all’appuntamento
piu’ importante della mia vita: l’incidente.
Questa esperienza, drammatica dal punto di vista umano, mi ha rivelato
il mistero della vita spingendomi mio malgrado a varcare quella soglia
che chiamiamo morte e che invece mi si e’ rivelata come un passaggio
della coscienza ad un livello diverso da quello conosciuto nella
dimensione fisica.
Mentre il mio corpo giaceva in stato di coma la mia coscienza ha
effettuato un “viaggio” in compagnia di una ragazza di nome Mara, che
mi ha guidato oltre i confini del razionale e in luoghi di altri
tempi. Prima di riprendere possesso del mio corpo fisico, ho visto e
mi sono “immerso” in una Luce così intensa, radiosa e splendente che
compenetrava il mio Essere e nutriva ogni cellula del “corpo”. Era una
Luce palpabile, così vera e soprattutto VIVA. Viva di un qualcosa che
mi ha permesso di gridare: DIO c’e’. Grazie!
E’ cio’ che ho sperimentato oltre quella soglia che mi ha conferito
una grande fiducia in me stesso, la consapevolezza di cio’ che in
realta’ sono e di conseguenza la convinzione e la forza per cercare di
realizzare l’obiettivo apparentemente impossibile della guarigione
fisica.
Ma cosa ho sperimentato oltre quella soglia di cosi’ bello?
E’ stato l’incontro profondo con me stesso, l’avere scoperto la mia
vera Essenza, cio’ che in realta’ sono. Il ricordo di quello che ho
vissuto in quella “dimensione” mi ha permesso di capire che SONO
un’Anima al comando di un corpo fisico e non di possedere anche una
parte Spirituale. E’questo radicale cambiamento di identificazione che
ha prodotto una nuova visione di vita piu’ reale, che mi ha spinto a
reagire positivamente di fronte ad un evento considerato drammatico.
Cio’ mi ha permesso di maturare, di lasciar affiorare la parte
migliore di Alessio e conoscere la forza che non avevo mai pensato di
possedere.
Questo non vuol dire che non dovro’ faticare. So che questa scelta e’
un cammino lungo e difficile in compagnia della sofferenza mia e di
coloro che incontro e incontrero’.
Prima dell’incidente, come tanta altra gente, non conoscevo il mondo
del dolore e della sofferenza. Eppure esisteva! Forse lo sfuggivo per
paura, per ignoranza, per vigliaccheria, per comodita’. La gente che
soffre aumenta sempre piu’ e se si cerca di conoscere il dolore e
guardarlo in faccia e’ il dolore stesso che ci suggerisce come lenirlo
e superarlo.
Il mondo visto da una sedia a rotelle e’ diverso da quello che siamo
soliti vedere. Le emozioni che si provano, i ragionamenti che si fanno
e il rapporto che si ha con la vita diventano piu’ profondi, piu’
essenziali, piu’ autentici.
Non si tratta di una malattia o di qualcosa di degenerativo che porta
alla morte, ma si tratta solamente di vivere l’intera vita da seduto.
E’ inimmaginabile per un giovane di 23 anni in piene forze e desideri,
dover cominciare, da un momento all’altro, a “subire” anziché
“conquistare”.
Ho scritto questa mia storia vissuta e sofferta, non ancora conclusa,
con l’intento di stimolare, far conoscere, risvegliare, allargare gli
orizzonti e tentare di far capire che ogni cosa è collegata, ogni
avvenimento e’ un segnale e, che la sofferenza e le disgrazie possono
essere un prezioso strumento di crescita ed evoluzione se capite ed
interpretate. Ho cercato di spiegare come un grande dolore o
un’apparente ingiustizia possa essere considerata positiva ai fini di
capire il “perche’ ” e impostare un lavoro concreto di riparazione
dell’errore che ha generato la disgrazia, vivendola in modo creativo e
cercando anche di inventarsi qualcosa di originale, piuttosto che
lasciarsi andare subendo come ineluttabile cio’ che ci succede.
Desidero caldamente che questa cronistoria possa essere d’aiuto per
chiunque voglia tentare di risolvere i propri problemi e per stimolare
coloro che desiderano cambiare, crescere, sviluppare la fede, pregare,
credere, capire, risvegliare la loro creativita’ e i potenziali sopiti
dentro il cuore.
La guarigione impossibile va ricercata con fiducia e perseveranza
dentro di noi, perché in noi risiedono i veri poteri di autoguarigione
e solo noi stessi possiamo innescarli e coltivarli fino al germoglio
del miracolo, avvalendoci anche dell’aiuto di chi ci ama, della
scienza, ecc. Con amore verso noi stessi, bisogna assumersi la
responsabilità completa del nostro essere e del nostro agire,
sviluppare la Forza e una Fede incrollabile, spalancando le porte del
cuore alla Forza Divina del Cristo senza opporre barriere razionali,
schemi scontati e sentenze limitanti.
Bisogna aver FEDE fino in fondo!

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I Segni dell’Autunno: Scorpione

by Alpha Scorpii on nov.16, 2009, under Misticismo, Simbolo

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E’ il mio Segno, sono nato il 29 Ottobre, ed è uno di quei Segni di cui tutti sembrano sapere tutto e subito: se dici “Io sono Scorpione”- scatta subito la diagnosi: “Ah, allora sei vendicativo”, “Ah, te lo raccomando lo Scorpione!”, “Ah, gli Scorpioni sono di cuore… sembrano tremendi ma poi so’ pezzi de pane”, e così via. Oppure, semplicemente l’espressione allarmata: “Iiiiiiih!”. Bene. Perché tutto questo? Innanzi tutto, basti pensare a che regione del Corpo lo Scorpione governa: plesso sacrale, genitali, basso intestino, coccige. Si chiama osso sacro, perché si crede che da lì parta la Resurrezione del Corpo. Ma il culo è il massimo del profano, nel linguaggio corrente, però è anche la Fortuna! Nasciamo tutti dalla vagina, com’è noto: lì dove avviene il Piacere, e così vicino anche agli escrementi, si viene al Mondo. Lì c’è il Piacere, ma anche la Dissolutezza. E se pensiamo a quante cose si dicono dei genitali, capiamo molto dello Scorpione: i genitali sono quasi sempre nascosti, ma se ne parla tantissimo: come i boss praticamente! Un tipo cazzuto è uno in gamba, ma un testa di cazzo è tutt’altro. Una figata è una cosa eccitante, ma un fregnone è uno scemo. Una cosa pallosa è noia, ma avere le palle è bello, è forte. Soprattutto, un coglione paradossalmente non è uno che “ha i coglioni”, ma il contrario! Ma allora, se si dice tutto e il contrario, com’è sto Scorpione? Beh, innanzi tutto bisogna guardare la sua posizione sulla Ruota: VIII Segno, subito dopo la Bilancia e prima del Sagittario. Da Ariete a Vergine l’Anima va verso il Mondo, la Bilancia media e stabilizza la Pace, il Mezzo. Lo Scorpione rinnova lo slancio cosmico rimettendo in moto l’Energia: negando la Pace Bilancina, mettendo in discussione il Giardino Tranquillo dell’opposto Toro (i Segni di Marte smuovono quelli di Venere: Ariete-Bilancia, Scorpione-Toro), lo Scorpione è quella freccia che dalla M di Materia si erige contro l’Entropìa, andando verso le altezze, le stesse a cui mirerà poi la freccia del Sagittario subito dopo. Ma mentre il Sagittario è tutt’uno busto umano e corpo equino, nello Scorpione c’è ancora un elemento di contrasto, di sfida, di gradiente interiore. Dai Gemelli allo Scorpione, c’è il Dramma Umano. Lo Scorpione vive di conflitto, e prende forma lì. E’ l’Eroe che esiste solo nella Sfida, perché non ambisce alla Pace anche se lotta col Male. In effetti, generalmente gli Scorpioni sono sempre in moto: basti guardare gli attori del Segno: da Alain Delon a Charles Bronson, a Di Caprio, a Scamarcio, tutti eroi maledetti. E grandi teatranti e mattatori: Gigi Proietti, Bud Spencer, Benigni, Verdone, Anna Marchesini, la Littizzetto- spesso anche decisamente sbilanciati sull’argomento Sesso: la Marchesini col personaggio della sessuologa, la Littizzetto e Benigni notoriamente sboccati e irriverenti. Spesso, lo Scorpione ha un carisma innato e non riconducibile a un preciso tratto: Gigi Proietti è simpatico a prescindere da cosa effettivamente si mette a fare. Infatti, salvo Ascendenti bellocci (Bilancia, Toro, Leone e affini), o Veneri bellone, gli Scorpioni hanno una bellezza atipica, o addirittura una splendida bruttezza. Ulteriore similitudine coi genitali: i genitali tecnicamente, gusti a parte, non sono una parte del corpo rinomata per la bellezza, ma per l’eccitazione che danno. E i personaggi storici? A bizzeffe: Vlad Dracula, tanto per cominciare, ma anche Bela Lugosi che interpretò Dracula e si convinse di essere lui; ma anche Paganini, Benvenuto Cellini, Picasso. Sempre violenti, gli artisti Scorpione. Questa ‘violenza’ è l’opposto del Toro: il Toro è Capitale, Denaro solido, Recinto, Giardino, Sicurezza, Pascolo; lo Scorpione è il Guerriero Errante, il Nomade del Deserto (i popoli Arabi sono collegati allo Scorpione, tant’è che hanno molto Petrolio: una fonte di Energia originata dalla putrefazione fossile di antichi microrganismi sotterranei, e che genera Luce e oggetti, ma anche veleni e scorie). E se di Luce parliamo, ricordiamo anche tutti i personaggi carismatici in Bene: svariati santi, ad esempio, fra cui Sant’Agostino. Il saggio Erasmo da Rotterdam, anche. Medici pionieri, come Christian Barnard, l’inventore moderno del trapianto di cuore. Questo Movimento continuo è frutto dell’alchimia che si crea fra i Pianeti governatori del Segno: Marte e Plutone come per l’Ariete, ma mentre l’Ariete ha anche un’esaltazione del Sole, lo Scorpione questa solarità la ha solo, diciamo, in trasparenza: è il Sole lavico di Plutone, l’Energia nucleare interna. Nello Scorpione è esaltato Mercurio, lo stesso pianeta che nei Gemelli aveva creato la Dialettica. Quindi Energia, Mascolinità (Marte e Plutone sono proprio, alla lettera, Fallo e Testicoli), e Movimento continuo. Plutone è ovviamente Signore della Morte, il che genera tutte le leggende “nere” su noi Scorpioni: in fondo sotto questo Segno ci sono le festività macabre, e la Natura “muore” simbolicamente, e avviene la Semina: la Morte apparente è una gigantesca Fecondazione.

Fra l’altro, le doti rigenerative dello Scorpione sono famose: si pensi a Maradona, che passa dal successo al coma all’obesità a un ritorno in forma implausibile, e di nuovo successo: la fibra Scorpione è fenomenale, ed è il classico soggetto che ha la panza finché eccede e magna e beve e sprezza il salutismo, ma appena si dà una regolata (in genere vedendosela brutta) perde 10 kg ed eccelle in qualche sport nel giro di due mesi. Sono risorse profonde, di rigenerazione da Wolverine.

Tutti gli Scorpioni hanno a che fare col Drago, con i tesori custoditi dal Drago.

Negli uomini, è più facile: essendo uno dei 4 Segni ipervirili (Ariete, Leone, Scorpione e Capricorno, lo Scorpione è il solo Segno d’Acqua a non essere governato da pianeti femminili: è Acqua nel senso di Emotività, ma governato da pianeti di Fuoco), tutto sommato un uomo Scorpione se la vive bene, sfumando a seconda del gusto e delle inclinazioni dal tipo Scorpione-guerriero o Scorpione-maledetto, o Scorpione-potere, o Scorpione-provocatore: avremo quindi lo Scorpione marziale (Dracula), il Dylan Dog-Di Caprio (versione meno marziale e più oscura), il Boss (Totò Riina, ma anche Bill Gates) o il Benigni. A proposito di boss, la cosa tipica del mafioso è che ha moventi strani: in effetti, spesso lo Scorpione attribuisce un senso speciale alle cose: magari non ti uccide perché gli hai fregato la moglie, ma perché gliel’hai fregata “in un modo che non sta bene”. I moventi dello Scorpione sono sempre interessanti e strani. Anche Charles Manson è uno Scorpione, la parte peggiore del Segno. Nelle donne invece, le cose si fanno più complicate: personalmente, non sono mai riuscito ad avere un rapporto armonioso con le donne Scorpione, al limite come amiche sì, ma come amanti o fidanzate, di rado. La donna-Scorpione ha una mente complessa, vive tutto il conflitto basilare del Segno, che è quello fra Intelletto e Istinto, e anche fra Male e Bene. Ecco, qui apro parentesi: alcuni Segni sono decisamente passionali ma poco intellettuali (Ariete, Leone, Sagittario, Cancro…), altri molto mentali e poco sentimentali (Gemelli, Aquario, Vergine…): lo Scorpione è tutte e due le cose, non è ne’ soltanto spontaneo ne’ soltanto intelligente. E se in un uomo questo può tornare affascinante, creando il “macho intelligente” o il “tenebroso astuto”, nella donna dà luogo ad una strana miscela di sensualità, puritanesimo imprevedibile, cinismo, passione ed aggressività. Qui si nota che la donna Scorpione è l’alter ego della Vergine: proprio come avviene nei Paesi Arabi, c’è un conflitto intimo fra Nascondimento, pudore, Ombra, e Sensualità. E se, di nuovo, in un uomo può inclinare, toh, per gli occhiali da sole perenni e gli amori segreti, in una donna può manifestarsi come una sensualità tormentosa e sempre oscillante fra passioni smodate, colpe strane, periodi di astinenza e periodi di erotismo sfrenato. E’ nota anche la tendenza psicosomatica del Segno ai sintomi sessuali o basso ventrali: in effetti, lo Scorpione ha come cartina di tornasole quasi sempre le funzioni sessuali o la digestione, o la gola per opposizione al Toro; a volte, i sintomi cardiaci per noncuranza verso la Salute e eccessi vari. Nelle donne, spesso si hanno mestruazioni irregolari e fastidi al colon; negli uomini, il centro gravitazionale sul Sesso può andare da fastidi e sintomi venerei, a perplessità sessuali varie, fino ad una enorme ma sano interesse per il Sesso. Meglio se uno Scorpione accetta di essere incentrato sulle energie sessuali, facendosene uno stile e una ragione, magari proprio come quegli attori che dicevamo prima, che sul Sesso costruiscono il personaggio- oltre a Benigni e i comici maliziosi nostrani, anche Larry Flynt, Helmut Newton e Robert Mapplethorpe, tre pornografi, sono Scorpioni. Una donna Scorpione non potete scandalizzarla, non potete stupirla se non in un modo: volerle bene. Gli Scorpioni, uomini o donne che siano, hanno un unico punto debole: una tenerezza infantile, combattuta sempre fra il bisogno di Passione di cuore e la consapevolezza del Lato Oscuro delle cose, che impedisce di essere pienamente ingenui. Allora quando allo Scorpione gli si vuol bene con candore, inizialmente lo si trova spiazzato, e può diventare anche aggressivo (del tipo “Oh, che cerchi di fare? Guarda che sono tremendo io!”); poi, questo può lasciare il posto alla sorpresa di avere un’oasi di affetto benigno e pulito in una vita quasi sempre movimentata, aggressiva, bisognosa di avversari e di situazioni anomale- bisognosa, spesso, di mostrare sempre se stesso nella versione più ostica possibile. Una volta un maestro spirituale mi prendeva in giro:

diceva che sono uno che se fosse vegetariano, ci terrebbe a far sapere che è perché odia le piante, non perché gli fa brutto mangiare un animale (non sia mai, per uno Scorpione par meglio passare da feroce che da bonaccione). Citando Sartre: “Perché cerchi sempre di strappare ciò che ti sarebbe dato volentieri?”- “Per essere sicuro che mi sia dato con sgarbo!”. Davanti ad un macho dark-Scorpione, o davanti ad una vampira fatale-Scorpione (uomo o donna che sia, quindi), la cosa migliore è spiazzare tutto questo teatro drammatico con un affetto sincero e semplice. Ha effetti portentosi. A tal riguardo, i Segni che meglio aggirano tale facciata Scorpionica sono i Gemelli (che sfottono l’aura terribile dello Scorpione), il Leone (che è così puro, nella sua egopatia, che difficilmente gli si può voler male, e dissolve molte ombre dello Scorpione) il Sagittario (che è diretto e dinamico e su tante tortuosità proprio sorvola) e i Pesci (che sono così masochisti e fluidi da essere inattaccabili dall’aculeo dell’aracnide). Il miglior Scorpione è quello “solare”, che è cosciente dell’Oscurità ma non la asseconda in modo nichilista, anzi: è un Guerriero della Luce che conosce bene le Tenebre. Non a caso le fasi dello Scorpione sono riassunte in tre simboli: lo scorpione, il serpente e l’aquila. Cioè, lo Scorpione autodistruttivo, lo Scorpione conoscitivo e lo Scorpione guerriero elevato. Allora somiglia ad una versione più tenebrosa del Leone: ha l’eredità dell’Ombra ma è solare.

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Resistere all’Oblio

by Duncan on nov.08, 2009, under Resistenza umana, Simbolo

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Le parole che troverete in fondo sono scritte da un ex detenuto.  E nelle sua parole il buio spezza le ginocchia. Questo inferno, le carceri lager così simili a un mattatoio, alcuni detenuti lo hanno subito per decenni. Ci sono degli istituti ormai famigerati nell’ambiente carcerario. E non parlo solo delle nostre Guantanamo, come sono state l’Asinara e Pianosa. Parlo  anche di carceri non superspeciali (e superdiscrezionali nel gestire a “briglia sciolta”  il “trattamento” di detenuti) ma anche di carceri del “circuito ordinario” come Poggioreale.
Possiamo accettare che un essere umano (per giunta qualcuno proveniente dalla microcriminalità) possa subire quanto ha subito questa persona? Possiamo accettare gli abusi psicologici, le torture fisiche, le umiliazioni e le angherie incessanti? Possiamo accettare le file interminabili fuori dei parenti all’alba, per accaparrarsi uno striminzito colloquio? File come bovini al macello. Possiamo accettare che  Gaetano Di Vaio non sia solo Gaetano Di Vaio ( e basterebbe già questo, perché la violenza inflitta a un singolo essere umano ci interpella e ci perseguita, ci prende e ci accende ad essere diversi dal sonno inesorabile nel quale ci abbandoniamo rattrappiti nel lento scorrere del tempo.. per agire, accenderci, dare..).. ma dietro lui ci siano mille storie… altri piedi e mani con un palo ficcato ben forte? Mani e piedi che sanguinano. Possiamo accettare che queste cose siano condannate in un limbo?
Un autore sudamericano nei tempi in cui il nuovo timido, insicuro e opportunista potere democratico cercava di lasciarsi alle spalle ciò che era accaduto, gli orrori della dittatura; di gettare una cappa di oblio sul passato, e dimenticare come vernice bianca su un muro.. scriveva che la letteratura è la resistenza all’oblio, alla dimenticanza. E scriveva anche per dare, lui stesso, voce ai senza nome e ai senza volto.. desaparecidos, carne viva precipitata nelle botole dei tanti Garage Olimpo.. anime segnate e tagliate col gesso su lavagne di scuole capestro. La letteratura riprendeva i fantasmi smarriti nella nebbia e dava loro di nuovo vita. E nella dissipazione dell’oblio, nella Resistentia, purificazione e speranza. Perché ci sono sonni che nascono dal fuoco che ti libera e sonni senza sogni.
Ma non è solo la grande letteratura, e le grani pagine cariche di grandi eventi, storie e anime che si innalza dinanzi all’oblio per fronteggiarlo.. ma anche tutte le nostre semplici parole, o scritte gettate su pezzi di carta o muri, nei passa parola, o tra siti improbabili. Ogni cosa che io, noi.. tu viandante solitario del Web che ora leggi.. ogni cosa che tutti noi facciamo per ricordare il dolore, le lacrime, l’ingiustizia, la sete e la speranza è una forma di Resistenza all’Oblio, di antidoto alla Dimenticanza.

Tuttavia a un livello più profondo, fossi tu rinchiuso in un lager cinese, ignoto a tutti, se anche nessuno potesse parlare di te.. perché ufficialmente “non esisti”.. neanche in quel caso saresti morto del tutto. Ci sono Stanze dove i Poeti Muti Morti Assassinati parlano ancora.. nonostante tutti i loro fogli siano stati bruciati.
Ci sono Canzoni che vivono in luoghi profondi. Ma questa è un’altra storia

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Ex Detenuto scrive

I media, negli ultimi mesi, ci hanno raccontato, quasi come se fosse una cantilena sentita e risentita , delle visite di alcuni politici fatte a Ferragosto in carcere. Visite che, a mio avviso, non portano da nessuna parte. Anche perché, coloro che le fanno, spesso, confondono il comodo ufficio del
direttore, climatizzato, con tanto di poltrone in pelle, con le anguste celle dove, se ti va bene, trovi stipate più di 20 persone.
Io che ho vissuto sulla mia pelle il carcere, di fronte a tanta ipocrisia, incompetenza, cattiveria, non posso non incazzarmi. Il carcere è un luogo terribile. Un luogo dove la dignità dell’individuo è sistematicamente violata. Un luogo dove non vengono rispettati i diritti più elementari.
Il detenuto è come un animale in gabbia. Solo che in più egli pensa, ragiona, immagina. E tutto questo si trasforma in una condanna ancora più terribile. Puoi pensare, vedere,analizzare, desiderare (giustizia), ma non puoi parlare, perché, se parli, se denunci che ad esempio nel vitto ci trovi spesso i vermi, che l’infermeria è praticamente inesistente, che ti è negato persino un rotolo di carta igienica, allora la tua galera sarà sempre più insopportabile. E se poi sogni di denunciare violenze e soprusi da parte della Polizia Penitenziaria sui detenuti comuni, allora i rischi, per te che sei chiuso la dentro, dove nessuno viene realmente e sinceramente ad ascoltarti, sono ancora più alti.
Se qualche televisione o qualche giornale si preoccupasse di farsi un giro la mattina, non dico all’interno di Poggioreale dove è impossibile entrare con le telecamere, ma all’esterno dello stesso carcere, potrebbe scoprire tante cose difficili da raccontare in una sola lettera. I bambini, sotto a quel carcere sono violentati ogni giorno. Centinaia di familiari, per lo più donne, anziani e bambini, si mettono dalle tre di notte fuori al carcere per prendere i primi numeri per accedere al pass per i colloqui. Quando alle otto del mattino si apre quel portone, si scatena l’inferno. Perché se non fai in tempo, se non calpesti, strattoni qualche anziana donna, rischi di non prendere il numero e quindi di non fare il colloquio con chi ti aspetta la dentro da una settimana.

Quando io ero a Poggioreale, e mia madre, anziana, veniva ai colloqui, mi implorava di non fare più le cose brutte che avevo fatto. Mi chiedeva quasi di avere un po’ di pietà anche io di lei, costretta ad affrontare il “calvario colloquio” per ben sei volte al mese.
Di questa gente qua, di questa umanità quà, dei loro problemi, dei loro dolori, dei loro diritti, nessuno se ne occupa. Ed è per questo che scrivo la presente. La speranza è di trovare spazio, ascolto, confronto con chi vuole veramente provare a restituire diritti e dignità a chi non c’è l’ha più. In carcere ci ho passato molti anni della mia vita e ne sono uscito distrutto sul piano psicologico.
Io ero il classico microcriminale napoletano tossicodipendente che a a furia di entrare ed uscire dal carcere aveva accumulato anni e anni di privazione della propria libertà. Oggi sono finalmente fuori dal crimine e dalla droga. Ma desidero che si sappia che a me il carcere nè mi ha salvato né mi ha rieducato come tanto piace dire a certi difensori del nostro sistema carcerario.
In realtà, la prigione mi ha letteralmente spezzato le costole. La dentro (Poggioreale e Secondigliano) ho subito violenze fisiche e psicologiche. Ho subito mortificazioni di ogni genere. Ho visto qualcosa di molto simile all’inferno. E tutto questo per anni e anni.
Sono uscito con una rabbia che spaventava anche me stesso. Non amavo niente e nessuno. Odio e rancore erano i sentimenti che covavo dentro.

Poi, per fortuna, sul mio percorso, ho incontrato qualcuno che mi ha aiutato a riflettere. Qualcuno che mi ha aiutato a rielaborare rabbia e dolore, facendo si che tutto ciò si trasformava in qualcosa di positivo, qualcosa di critico ma costruttivo. Perché la rabbia fine a se stessa uccideva e logorava solo me stesso.

Nel settembre scorso sono stato alla 66^ Mostra di Arte cinematografica di Venezia (selezione ufficiale fuori concorso) con una docufiction da me ideata scritta e prodotta per la regia di Abel Ferrara.“Napoli Napoli Napoli” è il suo titolo e si affronta proprio la tematica carcere, oltre che la città stessa. Una volta tanto a parlare non sono sempre e solo i soliti. Ma chi, certi problemi, li conosce
veramente e soprattutto ha sviluppato una capacità critica tale da poter anche offrire un contributo per cercare di migliorare le cose.

Io sono nato e cresciuto a Scampia. Figlio di famiglia povera e numerosa. Non ho studiato. Ho conosciuto sin dall’infanzia il dolore.
Mio padre, per questioni di povertà mi rinchiuse assieme ad altri miei fratelli in collegio. Avevo sette anni. Il primo carcere era un collegio. Botte, maltrattamenti, oppressione ho sopportato tutto questo in silenzio dall’età di sette anni ai 14 anni. Poi la ribellione, l’esplosione. Quindi le carceri minorili, la droga, le comunità per minori a rischio e per tossicodipendenti. Poi le carceri per adulti. Insomma, un’intera esistenza in coercizione.
Adesso però sono libero. Il dolore ovviamente è sempre con me. Ma lotto con tutte le forze. Lavoro adesso con l’arte. Ho fatto l’attore in teatro e al cinema. Ho fondato prima un’associazione culturale denominandola “Figli del Bronx” e poi, grazie ad un progetto che mi è stato approvato da sviluppo italia, una piccola casa di produzione cinematografia che porta lo stesso nome. Scrivo storie per il cinema e mi occupo di tematiche sociali. Per quattro anni ho portato il cineforum nel carcere minorile di nisida a napoli dove io stesso sono stato recluso da minore. Ai cineforum sono intervenutoi ospiti come Mario Martone, Francesco Rosi, Luigi Lo Cascio, Toni Servillo e Paolo Sorrentino e tanti tanti altri per cercare di stimolare i ragazzi reclusi a discutere dei problemi legati alla devianza e a tutto ciò che determina la loro/nostra

Concludo per dire che questo mio sfogo, questa mia testimonianza, la dedico alla memoria di Stefano Cucchi, il ragazzo ucciso dalla legge per pochi grammi do majurana.

(Gaetano Di Vaio)

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