L’angolo di Alice… i segnali di calma
di Duncan il lug.01, 2010, in Ispirazione

Ritorna Alice con la sua splendida rubrica dedicata al mondo degli animali..
Alice è una opportunità preziosa per chiunque vorrà leggere i suoi articoli.
Non si tratta delle solite riflessioni sugli animali (con tutto il rispetto per esse) ma di esperienze, conocenze, studi, imput di particolare valore e qualità, e di cui spesso i più sono totalmente ignari.
La ringrazio ancora per la sua volontà di condividere con altri. Born Again ama le persone che sanno condividere…
Vi lascio alla lettura del suo pezzo..
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I SEGNALI DI CALMA
Un libro assolutamente da leggere e rileggere per capirli perfettamente è stato scritto da una grandissima comportamentalista, Turid Rugaas, che ha scoperto 27 segnali calmanti o CALMING SIGNALS, come lei li definisce.
E’ necessario premettere, contrariamente a ciò che molti pensano, che i cani, come i lupi , non sono animali alla ricerca della prevaricazione e dello scontro, anzi, sono tendenzialmente pacifici.
Essi lottano se davvero è necessario farlo, ma altrimenti, anche la figura del capobranco è una figura equilibrata, che è valevole non tanto degli scontri, ma nel gestire determinate situazioni , all’interno del branco.
Togliamo il luogo comune di pensarli bellicosi, feroci e intenti a lottare per predominare. I cani , come i lupi, hanno una visione collaborativa all’interno del gruppo, di cooperazione.
Per evitare scontri, spesse volte evitabilissimi, i cani utilizzano quelli che la studiosa sopracitata chiama SEGNALI CALMANTI.
Veri e propri segni in codice che fanno comprendere all’altro interlocutore, non solo specie specifico ma anche umano, che sono in pace, che non vogliono lo scontro.
I cani inviano continui segnali di calma o pacificazione. Peccato che i loro amici bipedi non li sappiano minimamente leggere o, meglio ancora, non sappiano neppure che esistono.. ed è questo il motivo per il quale spesso i cani tra loro si scontrano o i cani attaccano o mordono le persone.
Dobbiamo saperci porci con i cani e saperli condurre anche, quando sono con noi a guinzaglio, verso gli altri simili. (il guinzaglio non è certo il mezzo attraverso il quale un cane tenderebbe a socializzare, quindi tendenzialmente è più aggressivo…o potrebbe esserlo).
I segnali di calma servono per indicare le tendenze pacifiche o anche per indicare uno stato di ansia e stress.
Vanno quindi conosciuti, contestualizzati e non letti in chiave umana. Ciò significa che, un cane che sbadiglia non necessariamente lo fa perché, come noi ha sonno. Spesse volte lo sbadiglio nel cane indica uno stato di stress, disagio o vuole indicare un segnale di pacificazione.
Ci sono ben 27 segnali di calma, è molto affascinante conoscerli, è incredibile vedere quanto spesso vengono usati ed è fondamentale per noi capirli, affinchè la nostra relazione uomo – cane abbia una comunicazione comprensibile per entrambi.
Un altro segnale di calma dei cani e che anche noi dobbiamo utilizzare quando ci avviciniamo ad un cane che non conosciamo (onde evitare spiacevoli sorprese, come essere morsi) è avvicinarsi di lato, non frontalmente, in modo diretto, ma compiendo una semicurva, rompendo la linea retta dritta di fronte al cane.
Osservate come si approcciano , se in pace, due cani che si vedono da lontano e si vogliono avvicinare, naturalmente non conoscendosi… Essi compiono specularmente, mentre si avvicinano , due semicerchi, che vanno sempre più restringendosi fino ad avvicinarsi ed annusarsi. Questo modo di presentarsi è alla base dell’educazione per i cani. E’ un approccio non bellicoso e corretto. Allo stesso modo, conoscendolo ed avendolo compreso è buona norma per noi , effettuare lo stesso tipo di movimento, accompagnato anche con il voltare la testa e solo di tanto in tanto guardare il cane, se vogliamo farci conoscere ed essere ben accettati.
Il nostro modo di andare dritto verso il cane sconosciuto, magari anche vocalizzando (con i cani meno si vocalizza meglio è ) e guardando dritto negli occhi è equivalente ad una forma di maleducazione, come se a noi un estraneo si avvicinasse e ci toccasse o abbracciasse. Creerebbe anche in noi un certo fastidio o imbarazzo.. Insomma : “ma chi ti conosce?” …
Attenzione anche se abbiamo il nostro cane a guinzaglio. E’ necessario assecondarlo nella traettoria circolare per avvicinarsi ad un altro amico, magari scorto in lontananza.
Il mondo dei segnali di calma è affascinantissimo davvero , consiglio vivamente il libro che ho citato all’inizio del mio scritto.
Anche distogliere lo sguardo e girare la testa altrove e’ un segnale di calma , ma anche indica paura… Se, pur non volendolo, osserviamo e guardiamo dritto troppo un cane e magari questo è un soggetto pauroso o poco fiducioso, si potrà osservare come girerà la testa e lo sguardo altrove.. Proprio perché lo stiamo intimorendo.
Tra cani invece lo stesso atteggiamento indica pace. L’esatto opposto di dominanza.
L’inchino per gioco è un altro classico segnale di calma e pace che indica che tutto quello che si sta facendo è per gioco. Lo avrete di certo osservato tra due cani che giocano: posteriore e coda alti e inchino con le zampe anteriori.
Leccarsi le labbra ed il naso sono segnali di calma anche essi. Anche perché bisogna distinguere un SEGNO DA UN SINTOMO.
Il cane che si lecca il naso può anche avere il tartufo secco (sintomo), ma potrebbe anche con molta probabilità stare inviando un segnale per comunicare all’uomo o all’altro cane pace e calma , anche un po’ di paura verso l’altro.
Immobilizzarsi (freezing) o sedersi e sdraiarsi solo altri segnali di calma che il cane ci manda sia nel gioco che nella vita normale , di tutti i giorni.
Anche l’impercettibile battere delle palpebre è un segnale di calma . E’ difficile da notare, ma noi, sapendo il valore che ha per esso, potremmo riproporlo quando approcceremo ad un cane.
Questi sono solo alcuni esempi di questo magnifico mondo di comunicazione corporea dei nostri cari amici a quattro zampe e che spesso non conosciamo o osserviamo.
Il cane ci pone il dorso, magari sedendosi sotto i nostri piedi. E’ un altro modo di pacificare. Il cane nel primo approccio offre il dorso, difficilmente ama la conoscenza frontale, che reputa invasiva .
Ora invito chi mi legge e magari ha un cane, ma anche chi passeggiando ne incontra per la sua via a provare ad osservare alcuni dei segnali che ho indicato. Sorprenderà vedere quanti ne inviano in continuazione e quanto è pieno di sfaccettature il mondo canino . Anche se non parlano, si fanno capire eccome.
Cerchiamo quindi di volerli capire, utilizzando la loro lingue e non la nostra.