Born Again

Archive for settembre, 2010

TEMPO DI GUARIGIONE- La rubrica di Monica Benatti

by Duncan on set.24, 2010, under Controinformazione

 
Oggi io sono onorato, e l’onore sarà per tutti i lettori del Blog, per tutti gli utenti di questo spazio di libertà, dignità, resistenza umana, bellezza e crescita interiore.
Inizia un nuovo appuntameto che grosso modo corrisponderà a due “interventi” al mese (o forse anche di più.. comunque.. su quella che sarà la cadenza esatta ne parleremo in seguito..). Un appuntamento che rappresenterà una delle Colonne principali del Blog.
E davvero renderà questo spazio ancora più speciale. E’ un appuntamento con una Donna, una Donna paricolare, di quelle che si incontrano poche volte sul proprio cammino.
Monica Benatti.. terre emiliane se volete saperlo.
Monica è una persona di notevole equilibrio, energia interiore, empatia. Ha fatto un lungo percoso nelle strade della Guarigione e della Cura. Percorso che continua ancora oggi e che continuerà.
Monica come tutti coloro che hanno veramente aperto il loro cuore, ha voglia di dare, condividere, trasmettere.
E questo sarà uno spazio in cui lo farà.
Questa rubrica crescerà col tempo. Pian piano si delineeranno gli argomenti, si assesterranno le coordinate, si approfondiranno i temi. Il campo è vastissimo. E’ quello della Cura, della Guarigione, della reintegrazione energetica.
E ci saranno alcuni cavalli di battaglia, anche se poi non si porranno limiti a ciò di cui si vorrà parlare. Si potranno affrontare i Fiori di Bach o gli olligoelementi (di cui Monica è esperta e “praticante”), ma anche i massaggi (fa pure questi), la campana tibetana (idem), il simbolismo dei tarocchi.. esperienze personali e quant’altro..
E quindi c’è la Conoscenza e la Tecnica, ma ancora prima cosa che per noi qui viene prima di tutto, c’è il suo Grande Cuore. Un’anima sciamana pronta a spargere un pò di polvere di stelle. Una occasione in più per tutti voi.
Quello che leggerete oggi è il primo testo di Monica per il suo “spazio”. E’ un testo introduttivo e di ampio respiro sulla medicina vibrazionale.
Vi lascio alla lettura Compagneros…
 
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OLOGRAMMI, ENERGIA E MEDICINA VIBRAZIONALE
La pratica medica attuale è basata su un modello newtoniano della realtà che considera in mondo simile ad un intricato meccanismo. Cioè i medici concepiscono il corpo come una macchina controllata dal cervello e dal sistema nervoso periferico: una specie di computer biologico,
Ma gli uomini sono davvero macchine? O non piuttosto meccanismi biologici in dinamica relazione con una serie di interpenetranti campi energetici vitali… il cosiddetto fantasma della macchina?
Introduciamo ora un nuovo approccio terapeutico che coinvolge l’emergente visione einsteniana, definita medicina vibrazionale. Il modello einsteniano applicato alla “medicina vibrazionale” (indica energia sottile od elettromagnetica a diverse frequenze ed ampiezze) vede gli essere umani come reti di campi energetici che interfacciano con sistemi fisico-cellulari. La medicina vibrazionale usa forme specializzate di energia per influenzarei sistemi fisici sbilanciati a causa di una malattia. Ribilanciando i campi energetici che regolano la fiosiologia cellulare, i terapeuti vibrazionali operano ad un livello superiore della struttura umana. Il riconoscimento che tutta la materia è energia costituisce il fondamento per comprendere come gli esseri umani possano essere considerati sistemi energetici dinamici. Con la famosa equazione E=MC2 Albert Einstein dimostrò che energia e materia sono i due aspetti della stessa sostanza universale. Questa sostanza è un’energia primaria o vibrazione di cui noi siamo composti; per questa ragione la tecnica terapeutica che agisce a livello energetico o vibrazionale di base può essere definita medicina vibrazionale. Il punto di vista di Einstein ha lentamente trovato ascolto e accettazione nel mondo della fisica, ma la sua profonda intuizione deve ancora essere incorporata nel modo in cui i terapeuti vedono l’uomo e la malattia. L’attuale pensiero medico ritiene che il comportamento fisiologico e psicologico dell’uomo dipenda dalla struttura fisica del cervello e del corpo. Per esempio, il cuore è visto come una pompa meccanica che distribuisce ossigeno e sangue agli organi del corpo e al cervello; i medici pensano di conoscere tanto bene il cuore da avere inventato i pezzi di ricambio meccanici per sostituire funzioni dell’organo naturale ammalato. Con la stessa visione, molti medici pensano che il ruolo primario del rene sia quelo di filtraggio; così hanno meccanicamente duplicato la capacità renale di filtrare impurità e tossine con gli apparecchi di emodialisi. Sebbene i progressi delle tecnologie biomediche abbiano fornito ai medici una sempre più vasta scelta di parti di ricambio per sostituire organi malati e vasi sanguigni, manca ancora una più approfondita conoscenza di come contrastare o prevenire molte malattie.
Le analogie meccaniche sono state di grande utilità dall’epoca di Newton per spiegare il comportamento del mondo fisico. I pensatori newtoniani vedevano l’universo come un ordinato, prevedibile meccanismo divino; di conseguenza ritenevano che gli uomini come il loro Creatore, dovessero essere costruiti allo stesso modo. All’epoca, quindi era più facile pensare all’annatomia umana in termini di complesso meccanismo biologico. Questo modo di pensare era così diffuso che i pensatori del tempo consideravano l’universo come un grande orologio. Il punto di vista dei medici sul funzionamento interno dell’uomo è cambiatomolto poco con l’evoluzione del pensiero scientifico nel corso del tempo. L’approccio medico di tipo newtoniano all’inizio fu chirurgico. I primi chirurghi lavoravano sulla base della premessa che il corpo fosse un sistema idraulico complesso. Farmaci diversi vengono usati per rinforzare o distruggere cellule dal funzionamento anomalo secondo le esigenze cliniche. L’approccio farmacologico e quello chirurgico sono incompleti perchè ignorano le forze vitali che animano e danno vita al biomeccanismo dei sistemi viventi. In una macchina, il principio guida è che il funzionamento totale può essere predetto dalla somma delle sue parti; ma gli uomini, a differenza delle macchine, sono più della somma di una quantià di sostanze chimiche combinate. Tutti gli organismi dipendono da una sottile forza vitale che crea sinergie attraverso una straordinaria organizzazione strutturale di componenti molecolari. A causa di questo sinergismo l’unità vivente è molto di più della somma delle sue parti. la forza vitale crea ordine nei sistemi viventi e continuamente ricostruisce e rinnova il veicolo cellulare attraverso il quale si manifesta. Quando la forza vitale abbandona il corpo con la morte, la struttura fisica degrada lentamente in un insieme disorganizzato di elementi chimici; questa è una caratteristica peculiare che distingue i sistemi viventi dai non viventi e gli uomini dalle macchine.
La forza vitale è un’energia normalmente ignorata dai pensatori di oggi, le cui opinioni prevalgono nella ndeicina ortodossa. Queste forze sottili non sono prese in considerazione nè indagate dai medici perchè non ci sono modelli scientifici, accettabili dai più, che ne spieghino l’esistenza e la funzione. L’attuale incapacità della scienza di prendere in considerazione le forze che danno vita alla struttura umana è dovuta in parte al conflitto tra i sistemi di credenze orientali e quelli occidentali; in realtà questa differenza di visione del mondo è il sengo profondo dello scisma tra religione e scienza che ebbe luogo molti secoli fa. L’applicazione del modello newtoniano per spiegare il funzionamento del corpo umano fu conseguenza dello sforzo degli scienziati di sottrarre l’uomo al dominio del divino e portarlo nel mondo meccanicistico che essi potevano capire e manipolare. La meccanizzazione del corpo umano rappresentò un ulteriore allontanamento dalle spiegazioni religiose delle forze mistiche che guidano gli uomini attraverso la vita e, misteriosamente, anche attraverso la malattia e la morte.
Ma c’è una nuova classe di medici e terapeuti che cerca di capire il comportamento degli esseri umani dal punto di vista materia come energia. Questi scienziati spirituali guardano al corpo umano come ad un modello istruttivo dal quale possiamo cominciare a capire non solo noi stessi, ma anche i meccanismi interni della natura ed i segreti dell’universo. Accettando che l’uomo è un essere composto di energia, si possono cominciare a comprendere nuovi modi di guradare alla salute ed alla malattia; questo diverso punto di vista offirà ai futuri medici e terapeuti non solo una prospettiva eccezionale sulle cause della malattia, ma anche strmenti più efficaci per curare le persone delle loro sofferenze. La medicina vibrazionale è basata sulla comprensione che la struttura molecolare del corpo fisico è, in realtà una rete di campi energetici interconnessi; questa rete è organizzata ed alimentata da strutture di energia sottile che collegano la forza vitale con il corpo. Vi è una struttura gerarchica di energie sottili che coordinano la funzione elettrofisiologica, quella ormonale e la struttura cellulare all’interno del corpo fisico: è da questi livelli sottili che fondamentalmente
originano salute e malattia. Questi rimarchevoli sistemi energetici sono potentemente influenzati dalle nostre emozioni e dal livello di equilibrio spirituale, così come da fattori  nutrizionali ed ambientali. Queste energie sottili influenzano i processi cellulari di crescita sia in senso positivo che negativo. Invece, la conoscenza medica convenzionale è fuorvita dal convincimento che si possa curare ogni patologia riparando materialmente o eliminando le strutture cellulari anomale. La chiave per il trattamento dele malattie non può consistere in interventi fisici di rapida riparazione, ma deve essere cercata nella riprogrammazione dei campi energetici che governano la manifestazione della disfunzione a livello cellulare.
C’è un aspetto della fisiologia umana che non si è ancora compreso o che si accetta con riluttanza: il campo dello spirito ed il suo collegamento con il corpo fisico. La dimensione spirituale è la base energetica di tutta la vita poichè è l’energia dello spirito che anima la struttura fisica. La connessione invisibile tra corpo fisico e le energie spirituali contiene la chiave per comprendere l’intimo rapporto tra materia ed energia; quando gli scienziati arriveranno a comprendere questo legame saranno più vicini a capire il legame tra l’Uomo e Dio.
La medicina vibrazionale, come scienza del futuro, può aiutare i medici a risolvere il mistero del perchè alcune persone si mantengano sane, mentre altre sono continuamente in stato di malessere.
Quando i medici arriveranno a comprenderemeglio la profonda interrelazione tra corpo, mente e spirito e le leggi naturali che guidano la loro manifestazione sul nostro pianeta, allora ci sarà una vera medicina olistica. Noi siamo davvero un microcosmo nel macrocosmo, come i filosofi orientali hanno da tempo compreso. I principi individuati dentro il microcosmo spesso riflettono principi più grandi che governano il comportamento del macrocosmo; schemi di leggi interne alla natura si ripetono su molti livelli gerarchici: se si possono comprendere le leggi universali, così come si manifestano nella materia a livello micro, allora diventa più facie comprendere l’intero cosmo. Quando gli uomini conosceranno veramente le strutture energetiche del loro corpo e della loro mente, saranno molto più vicini alla comprensione dell’universo e dele forze della creazione che  li collegano a Dio.   ( da Medicina Vibrazionale R. Gerber)
Monica Benatti
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Scolpito nel legno

by Duncan on set.23, 2010, under Controinformazione

Mentre mi guardi,

il mio mondo scompare,

la mia mano ti contiene,

e tu contieni il mondo…

Si nasce così..

Con le stimmate e le spine,

benedetti dal mondo…

custodi zingari dell’amore..

C’è un Re per ogni favola,

uno zingaro, un fuggiasco, un traditore..

Il mondo mi ha preso le costole,

il cielo è nero ad Oriente,

nulla trapassa lo schermo,

e io sono lo stesso ventre ingravidato..

Mentre ti sfondo al piacere di altri alleluia,

tra infinite lacrime e glorie orgasmiche..

di infinita e perversa purezza tra le dita..

Giurai fedeltà al mio Fuoco…

la mia vita si giocherà sul filo,

ci incontreremo ancora, sui gradini

delle acciottolate vendemmie…

C’è un piacere inesorabile nello stare nudi nella neve,

mentre il freddo ti sfida la pelle,

fino a perdere tutto…..

diventare niente….

e ancora più in fondo…

sempre più nudi…

scolpito nel legno…

il cuore…

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Luce del Mondo

by Duncan on set.14, 2010, under Ispirazione, Resistenza umana, Simbolo

I colpi venivano giù violenti, ed era ogni volta come se mancasse il respiro.

Come se tutto il corpo avvampasse, non solo le mani, mentre il legno si imprimeva come marchio di fuoco.  A ogni altra bacchettata sentivi come se qualcosa si sarebbe rotto.

Il tuo corpo tremava, non per il freddo, non solo per la paura, ma proprio perché il tuo corpo non le reggeva, attrito violento, la pelle si tirava, sobbalzava il petto. Si può provare così male.

“Parla”,  latrava il maestro.. “parla.. piccola canaglia…”

E giù colpi.. e ancora.. e ancora.. e ancora..

E a ogni botta sentivi una lama nella carne, e la paura, la paura ancora peggio del dolore. No, non di quel dolore, diciamo che se la giocavano alla gara del peggio.. la paura quanto il dolore, la paura che ti avrebbe spezzato il braccio.. la mano un moncherino, penzoloni, come quei bambini zingari per strada..

“Parla.. cane… chi è stato?”

Già, solo sputare dei nomi. Vomitarglieli addosso. Sapeva che avrebbe smesso allora. Tutto, tutto.. tutto perché smettesse.  Mi spezzerai anche l’anima così..

E il sangue tracciava segni sul muro, e per terra piccole chiazze..

“Parla bastardo.. e  ti scampo.. parla… voglio solo i nomi…”

Francesca, Roberto e  lui avevano rubato il registro per vedere i voti. Lo avevano ritrovato nel corridoio. Ma era intollerabile. Non era mai successo alla High School che un registro fosse preso. Mai. E ci voleva una punizione esemplare. Lui, Paolino, l’unico a sapere.

C’è sempre qualcuno che fa la spia.. e tre ombre furono viste con il registro in mano, solo uno fu visto in faccia. Paolino.

Ma finché non c’erano tutti e tre, puniti e messi alla gogna.. lo smacco restava…

Sarebbero stati poi sbattuti fuori dalla High School con ignominia e disonore. Paolino sapeva che c’era di mezzo il prestigio. Tutti i colpevoli esposti alla scuola sull’attenti. Dovevano uscire fuori. E era ancora peggio averne trovato solo uno che nessuno. Che figura se alla High School non fossero capaci di far parlare un ranocchio come quello.  Avesse parlato basta verghe, basta bacchette. E.. neanche espulsione… Il prezzo di due nomi

Due al prezzo di uno?  Tutto purché smetta?

E altri colpi.. e il sangue cominciò a gocciolare come piovigginasse.. laghetti appena per terra. La carne apriva squarci.

E venne il tempo del petto e della schiena, dopo la mano ridotta a parodia.

Il maestro, ora latrava.. la bocca schiumava…

“PARLA… FALLITO..  ABORTO … PARLA…”

Paolino non capiva più, la mente bolliva, immagini sfocate nella mente. Si accasciava accoccolandosi sul petto come a proteggersi da un terremoto,  mentre desiderava solo la morte.

PARLA…

Ma non avrebbe parlato…

Vedeva Roberto, vedeva gli occhi di Francesca, non osava immaginare cosa gli avrebbero fatto…  girare per la scuola con il cappio giallo.. mentre la teppaglia dei viscidi giù palparla. E poi le verghe su di lei. E schiaffi su quel viso così piccolo da stringerlo nelle mani, quando i capelli da due sono uno nel momento di un bacio..

PARLA, DICE IL GRANDE INQUISITORE..

Ecco il Regno della Desolazione…

Parla e avrai salva la vita e sarai ricompensato,  aggiunto in lista sul libro paga…

SE PARLO ORA, pensava Paolino, PARLERO’ PER SEMPRE…

Ci sono molti modi di morire…

Su un piatto di argento o di letame due nomi, due volti, una mano stretta, uno sguardo nella notte…

No, non lascerò che ti prendano amico mio, non lascerò che ti sfregino a sangue dolce Francesca…

E  non capiva i pensieri che faceva.. in fin dei conti era solo un bambino… chi le aveva mai pensate quelle cose…. Cosa gli entrava dentro, cosa gli rivoltava l’anima?

Passarono altri diecimila colpi…

 Il maestro a sera andò via,  non riusciva più a colpire, troppo dolore alle bracciA.. andò via, lasciandolo tramortito, in una pozza di sangue, semiincosciente, ma ancora vivo.

Paolino, il tuo mondo è iniziato allora….

Sotto la pioggia della vergogna, la nebbia si dissipa…

Quella scuola adesso è deserta e abbandonata…

Ma su un muro qualcuno ha scritto..

“Paolino, luce del mondo”…..

Mani di ragazza, firmato F…..

Lunga è la lista dei traditori. Il libro paga è sempre più chilometrico.

Si inizia presto a vendere il culo. Si inizia presto a calare le brache.

Si inizia presto a spezzare un cuore.

Si inizia presto anche.. a non piegare la testa..

Ciao.. Paolino…

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L’angolo di Alice

by Duncan on set.10, 2010, under Disciplina

Ritorna la rubrica di Alice…

Alice, come sapete, è persona che da sempre ha avuto un rapporto peculiare, istintivo ed empatico con gli animali.

Questa sua percezione e predisposizione si implemente da alcuni mesi a questa parte con studi all’avanguardia che sta seguendo, specialmente quelli con professore Marchesini.

L’approccio con gli animali (a partire dai cani) che ne risulta è assolutamente all’avanguardia e fuori da vecchi schemi. Si esce dal modello classico di “addestramento” per seguire percorsi di valorizzazione e guida dell’animale che integrano il rispetto e la comprensione di esso, e realizzano allo stesso tempo la crescita e la maturazione dell’essere umano che svolge questo compito.

Vi lascio all’ultimo pezzo che ha scritto per questa sua rubrica… dedicato alla “centripetazione” e “attivazione referenziale”..

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LA CENTRIPETAZIONE E L’ATTIVAZIONE REFERENZIALE
Il compito principale e basilare di un educatore cinofilo consiste non tanto nell’educare il cane, ma nel rendere la relazione cane / pet- owner completa e per entrambi appagante.
Inutile educare (sarebbe meglio dire addestrare in questo caso) un cucciolo, se poi manca, di base, lo stretto legame che deve unirlo al proprietario.
La visione addestrativa è bandita, non si cerca un cane che dia delle performance standard, che esegua dei comandi in modo meccanicistico. Si vuole sviluppare invece la sua alterità e le sue capacità SOGGETTIVE ed in questo processo, lo ripeto, è fondamentale la RELAZIONE.
La centripetazione è il reciproco orientamento di cane e persona. Ovvero, in qualsiasi situazione ci si trovi, i due poli si rivolgono attenzione reciproca.
E’ necessario che il proprietario in primis dia valore al compagno a quattro zampe, bisogna che ci sia la valorizzazione del cane, lo si deve vedere come centro di interesse, ci si deve impegnare a far crescere il rapporto attraverso uno scambio, conoscendo i canali comunicativi attraverso i quali operare.
Bisogna pensarsi in coppia .. Un po’ come nelle relazioni d’amore o di amicizia. Si è in due. Non si ragiona da soli o come se lo fossimo.
Da parte umana quindi, sono questi i termini attraverso i quali ragionare e SENTIRE il nostro fidato amico. Su questo un buon educatore cinofilo non può transigere e tollerare negligenze.
La centripetazione richiede impegno e costanza, non soltanto amore verso il cane, naturalmente, da questo ne consegue che anche per il cane l’amico umano sia centro di attenzione e di fiducia.
La centripetazione del cane nel pet-owner si realizza in tre momenti :
1- MEDIAZIONE bisogna diventare degli intermediari attraverso i quali il cane realizza i suoi scopi ed ottiene ciò che desidera.
2- FOCALIZZAZIONE ovvero bisogna diventare interessanti per il cane . Questo lo si fa in vari modi, per esempio mettendosi in movimento (i cani essendo dei cacciatori sono attratti dal movimento), ma non solo , perché la focalizzazione riguarda anche la fiducia che il cane ripone in noi, l’accreditamento (mi affido a te), la gratificazione (vicino a te mi accadono cose belle).
3- RIPOSIZIONAMENTO nel momento in cui il cane è focalizzato in noi, anche quando esso è centrifugato (ovvero, interessato e distratto da eventi esterni) dovrebbe, una volta richiamato, ritornare con l’attenzione a noi e lasciare perdere altri stimoli. Questo è assai importante, soprattutto se distratto da eventi pericolosi (per esempio mangiare qualcosa trovato per strada o rincorrere le auto o i camion).
Altro punto fondamentale per promuovere la relazione è L’ATTIVAZIONE REFERENZIALE.
Il pet-owner deve essere un punto di riferimento per il cane, come la rete sulla quale poggia la vite per crescere. Un appoggio pratico ed emotivo, sempre e comunque.
Compito dell’educatore cinofilo è guidare il proprietario e la famiglia attraverso vie semplici e precise che consentano la costruzione di tale rapporto. Il proprietario è un mediatore evolutivo e con lui la sua famiglia.
Sarà necessario capirne quindi gli stili di vita, le abitudini di tutti i componenti e poi lavorare sul campo emotivo del cane. Promuovendo nuovi stili ed abitudini della pet – ownership, modificandone così il campo espressivo ed ampliare lo stesso .
E’ da evidenziare che il campo espressivo è costituito dalle emozioni che più spesso vengono sollecitate. Se positive o negative, dal livello di eccitazione o apatia del cane stesso , dalle sue personali motivazioni (dove riceve più gratificazione, facendo cosa).
Esprimere significa esercitare, in neurobiologia significa rafforzare, ragione per cui,un set si rafforza tanto più lo si esercita, così come un muscolo. Per un cucciolo esprimere significa evolvere. E’ importante capire quanto il proprietario contribuisca a far si che ciò avvenga nel migliore e più completo dei modi e come il proprietario solleciti certe attività ed inclinazioni piuttosto che altre.
Il ruolo del gioco, in tutti i mammiferi, compreso noi umani è educativo.
I bambini imparano giocando, divertendosi. Anche a scuola i giovani sono più attivi nell’apprendimento se fatto diventare una sorta di interessante gioco, quasi divertente. Naturalmente il proprietario deve saper giocare , a seconda del cane che gli sta accanto.
Bisogna disciplinare le tendenze e sviluppare ciò che è sottotono.
Fare giochi predatori (per esempio tirare uno straccio noi da una parte ed il cane dall’altra) non è un gioco adatto ad un cane già con forti tendenze al morso e predatorie.
Allo stesso modo sarebbe inutile tentare di far diventare un labrador un tipo di cane atto alla difesa o, appunto, cacciatore.
Conoscere che tipo di cane abbiamo con noi, partendo dalla razza cui appartiene, per arrivare naturalmente alla sua soggettività è compito primario del proprietario, al quale non si può sottrarre mai.
Secondo l’approccio zoo antropologico infatti l’ente relazionale (il proprietario) NON è una controparte, ma è parte integrante della relazione e mediatore tra il cane ed il mondo.
La mediazione tiene conto di variabili che possono essere diverse tra una coppia ed un’altra come per esempio il tempo trascorso insieme, che attività si fanno insieme, la qualità della relazione e in che termini essa si sviluppa.
Compito di un bravo educatore è tenere conto di tutte queste infinite variabili e sviluppare un percorso cane / padrone sempre differente, perché deve tenere conto di moltissime componenti e differenze.
E’ questo l’aspetto incantevole dell’educazione : è sempre diversa, pur poggiando su delle basi universali, perché non ha una visione statica, passiva, di impartizione di ordini e pretesa di performance . Perché considera l’alterità del singolo cane come un bene prezioso da conoscere, studiare ed aiutare in una crescita corretta. Perché non estromette da tutto questo percorso il pet – owner, ma anzi lo sollecita a partecipare e a cambiare cattive abitudini.
L’addestramento è ormai sepolto e, laddove ancora ci fosse, meglio starne lontani.

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Aloe Vera- guarigioni dal cancro

by Duncan on set.07, 2010, under Senza categoria

Voglio condividere con tutti coloro che incroceranno la Terra di Born Again.. questo possibilità di cura alternativa.. fondata sull’assunzione di una pianta riconosciuta di enorme valore benefico fin dai tempi antichi. L’ALOE VERA.

L’aloe è una pianta usata per la guarigione di un numero altissimo di malattie, comprese alcune delle più generatrici di angoscia e degenerative come i tumori

La pagina che leggerete riporta alcuni casi di persone guarite con dal cancro con l’assunzione dell’aole. Il sito da cui è tratta questa pagina (http://aloearborescens.tripod.com/guarigioni.htm.. che presenta una serie di altri articoli di cui vi consiglio la lettura) si ispira alla cura dell’Aloe secondo l’impostazione datale da padre Romano Zago. Ma si riscontrano effetti benefici anche con altre modalità di utilizzo. E comunque prendere l’aloe, in qualsiasi modo lo si faccia, sembra avere sempre effetti benefici.

Lettori e compagni di sguardi e di vita.. qui non si sta dicendo che avete trovato la pietra filosofale o la risposta a ogni malattia di qualsiasi persona.

QUI SI DICE SEMPLICEMENTE CHE CERTE CONOSCENZE, INTUIZIONI, RICERCHE E STRADE ALTERNATIVE SONO BANDITE DA SEMPRE DAI MEDIA UFFICIALI.

Ogni persona umana ha il diritto (e forse anche il dovere) di potere accedere a tutta la conoscenza, anche quella che non conviene, o che è ostracizzata.

Poi ognuno si farà le sue idee e prenderà le sue scelte. Ma che almeno sappia che esistono anche altre strade, che ci sono sempre anche altre alternative…

La frase NO THERE IS ALTERNATIVE è bandita da questo sito.

Buona lettura

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(tratto da http://aloearborescens.tripod.com/guarigioni.htm)

Aloe Arborescens di Romano Zago

Guarigioni dal Cancro

Le persone che sono guarite con l’Aloe sono tantissime, qui voglio raccontare qualche caso concreto, ma ce ne sarebbero a migliaia. L’aloe funziona benissimo anche per guarire gli animali.

Giovanni Mariani, di Forqueta, in Brasile, aveva un cancro della grandezza di una palla da tennis nel basso ventre. I medici gli avevano detto che gli restavano pochi giorni di vita, una settimana al massimo. Comincia a prendere il preparato, a fatica, ogni giorno. Dopo 8 giorni la protuberanza sparisce, segno inequivocabile che la malattia sta regredendo. Dopo alcuni giorni lascia il letto, comincia a camminare di nuovo, a mangiare come prima. Oggi Giovanni Mariani è ancora vivo ed è in ottima salute.

Padre Thomas, indiano, di Gerusalemme, era stato operato di cancro al cervello. All’operazione susseguirono infezioni che portarono enormi tumori alla testa e al collo. Dopo aver assunto il preparato, la guarigione completa. Adesso vive in ottima salute.

Suor Muna, libanese, delle Suore di San Giuseppe, Gerusalemme. Le era stato diagnosticato un cancro all’utero e alle ovaie. Secondo i medici poteva avere al massimo 15 giorni di vita. Per fortuna fece la cura a base di Aloe. La suora vive tuttora ed è guarita completamente.

Micol, di 13 anni, Nord Italia, dall’età di 5 anni è affetta da un cancro al cervello. Ha subito 3 interventi presso il Centro Oncologico di Parigi, uno dei più famosi del mondo. Il tumore è sempre ritornato più violento di prima. I dolori sono tali che nè il cortisone, nè la morfina riescono a calmare il dolore. L’ipotesi di un quarto intervento è fuori discussione. Si è fatto ricorso a un barattolo di Aloe. La ragazzina si è calmata e non sente più i dolori, però secondo gli esami, il male non si è fermato e continua a diffondersi. Dopo un secondo ciclo a base di Aloe, i risultati delle analisi non trovano più alcuna traccia del male.

L’arcivescovo di Belgrado aveva un cancro al cervello che gli causava, tra l’altro, la cecità. Dopo una cura con l’Aloe, è guarito dal cancro e la vista è tornata.

Le suore del monastero Notre-Dame de l’Assomption, di Beth Gemal, presso Betshemesh, Israele, curano tutti i malati di cancro con la ricetta a base di Aloe. Tutti i malati sono sempre guariti. Nessun fallimento.

Christopher, di 6 anni, era malato di leucemia e costretto a stare su una sedia a rotelle. I medici gli avevano dato non più di 2 mesi di vita. Dopo 2 barattoli di Aloe non ha più la malattia e cammina con le proprie gambe senza problemi.

Un missionario olandese Van Ass, dei Preti Bianchi, affetto da cancro al fegato. I medici gli avevano dato solo 3 mesi di vita. Dopo la cura con l’Aloe è guarito completamente.

La signora Teresa B. di Firenze, affetta da cancro alle ossa, costretta sulla sedia a rotelle decide di curarsi con l’Aloe. Dopo un pò di tempo, si alza dalla sedia a rotelle e riprende le sue attività. Anche in questo caso la guarigione è completa.

Padre Vincenzo Vianello, dell’Ordine dei Frati Minori, che opera presso Gerusalemme scrive che sua sorella, nei dintorni di Napoli ha guarito, con l’Aloe, una signora affetta da cancro al cervello, un’altra con un cancro alla gola e un signore con il cancro alle ossa.

Quattro persone affette di cancro alla gola erano ricoverate presso l’ospedale Hadassa, in Palestina. Tutti subirono l’operazione, ma solo uno decise di fare la cura dell’Aloe. Tre di quelle persone sono passate all’aldilà, uno dopo l’altro, dopo poco tempo. Il quarto, che ebbe fiducia nell’Aloe, vive tuttora ed è in ottima salute.

Suor Margherita, italiana, delle Suore Francescane del Cuore Immacolato di Maria, aveva un cancro al seno. Viene curata con l’Aloe, subito si sente meglio e decide di tornare al lavoro, trascurando di continuare la cura e di fare gli esami di controllo. Meno di un anno dopo la religiosa muore. Il cancro, non più curato, è ritornato e ha fatto un’altra vittima.Ovviamente non è stata l’aloe ad aver fatto tornare il cancro;il cancro è tornato in quanto è stato lasciato del tutto incurato.Se la suora avesse ripreso la cura in un secondo momento avrebbe sconfitto il cancro come già aveva fatto la prima volta.

Una signora di 40 anni, a Betlemme, Israele, giaceva sul letto, senza potersi muovere: cancro alla colonna vertebrale. La signora ha preso l’Aloe per una settimana. Dopo di che, si è alzata e ha ripreso le sue attività, rifiutandosi di prendere l’Aloe per vincere completamente la malattia. Anche qui, il cancro, attaccato e non più contrastato, è ritornato. Dopo 4 mesi è morta. Anche qui l’errore è stato quello di accontentarsi dei risultati immediati e di non insistere fino in fondo (ha abbandonato la cura dopo una sola settimana!)

Giovane studente libanese, a Betlemme, anche lui cancro alla colonna vertebrale, giaceva sul letto, immobile. Decide di curarsi con l’Aloe, dopo poco tempo il giovane si alza e continua la sua attività. Continua la cura. Adesso vive ed è in ottima salute.

Seliman, un bambino affetto da leucemia. Secondo i medici poteva vivere solo con trapianto di midollo, trapianto però impossibile, dato che non si trovava un donatore compatibile. Seliman, fa la cura a base di Aloe e guarisce.

Alla, una ragazzina di 12 anni, era stata colpita dalle radiazioni in seguito al disastro di Chernobyl. Dopo un solo mese di cura con l’Aloe, la ragazzina era perfettamente guarita.

Suor Carla, Madre Generale delle suore del Cuore di Gesù a Betlemme aveva un cancro al seno. Dopo la cura con l’Aloe guarisce completamente.

Carolina, una bambina di 3 anni, di Firenze, ha la leucemia. Sottoposta a chemioterapia, assume il preparato a base di Aloe e guarisce.

Padre Lorenzo, dell’Ordine dei Frati Minori di Parma aveva un cancro al colon, i medici gli hanno eseguito una colonstomia in modo da dargli la possibilità di fare chemioterapia e radioterapia nel tentativo di prolungargli la vita. Padre Lorenzo assume il preparato a base di Aloe. 3 mesi dopo l’intervento, la salute di Padre Lorenzo è così buona che i medici tolgono il sacchetto che avevano applicato. Adesso il religioso è completamente guarito, tra lo stupore dei medici.

Il signor Gregorio di Milano era affetto da cancro alla vescica. Dopo un barattolo di Aloe il tumore passa da 9 cm a 2 cm, dopo un secondo ciclo il tumore è scomparso. L’equipe medica di Como, che si era preparata per fare l’intervento, rimane senza parole.

Il signor Ruggero di Ravenna, il 24 febbraio 1994, aveva un cancro alle corde vocali e chiede a Padre Romano Zago di essere spedito con urgenza un barattolo di Aloe. Il 20 maggio 1994, riesegue gli esami e constata che il male è sparito.

Silvana da Palermo, viene operata nel 2005 due volte per una neoplasia al colon e per un leiomiosarcoma al peritoneo. Si rifiuta di fare la chemioterapia poichè ha visto i danni devastanti causati alla sorella che aveva subito un intervento simile al suo. A 6 mesi dagli interventi la recidiva. Decide di curarsi con Aloe Arborescens preparata da lei stessa e tanta vitamina C. Dopo 20 giorni fa la TAC e il cancro è regredito. Dopo altri mesi di Aloe e vitamina C, un’altra TAC e il cancro è svanito e non è più tornato.

Molti mi chiedono di pubblicare cartelle cliniche delle persone guarite. Questi medici sono in assoluta malafede, poichè sanno benissimo che una cosa del genere sarebbe non solo impossibile, ma inutile. Impossibile perchè come si fa a dimostrare di essersi sottoposto a una cura a base di aloe ? Vorrei che me lo spiegassero, dato che tutte le volte i medici parlano di “remissione spontanea” e in ogni caso l’avvenuta guarigione viene attribuita all’ospedale e contata come un “successo” della medicina ufficiale (che nonostante tutti questi “successi” conta ben il 90% di decessi sui malati di tumore, ogni anno). In secondo luogo sarebbe inutile poichè quand’anche dovessimo raccogliere centinaia di “discutibili” cartelle cliniche, queste sarebbe sempre un infinitesimo rispetto alle “collaudatissime” cure ufficiali.

Per fortuna questa impresa impossibile non è neppure necessaria, poichè esistono centinaia di prove scientifiche internazionali molto più attendibili che l’aloe è la migliore cura anti-cancro attualmente disponibile.



 

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