Born Again

Parole sfuggite di mano.. di Ciro Campajola

di Duncan il nov.06, 2011, in Bellezza, Ispirazione, Resistenza umana

Abbiamo già pubblicato altre grandiose poesie di Ciro Campajola, oltre che parlare del suo libro (vai al link.. http://www.bornagain.it/wp/2011/08/03/ciro-campajola-il-libro/). Questa che pubblico oggi è un altro dei suoi vertici. Ne approfitto per informarvi che il 13 novembre Ciro terrà una presentazione del suo libro presso la libreria Ubik di Catanzaro Lido (per ulteriori informazioni vai al link facebook.. http://www.facebook.com/profile.php?id=1459098408&ref=tn_tinyman#!/event.php?eid=253378158048298).

Vi lascio a quest’altra grande creazione di Ciro Campajola.

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Stai qui

adesso

sul tuo divano

il tuo disco suona

la tua sigaretta è accesa

un bel po’ di passi sul groppone

ed è proprio questo

l’unico abito che ti calza a pennello

quello che ti sta intorno

quello che vedi

ascolti

fumi

odori

quello di cui sei impregnato

quello che emani

che ti piaccia o no

che piaccia o no

quello che sei riuscito a conservare

è così che va

un bagaglio continuamente disfatto

milioni di indirizzi lontano da come sei nato

ognuno di noi nel momento in corso

con milioni di momenti alle spalle

milioni di bagagli

diversi per ognuno di noi

con spalle diverse per ognuno di noi

diverse le circostanze

i motivi

le strade

gli incontri

le combinazioni

le scommesse

quelle vinte

quelle perse

quelle tentate e poi bestemmiate

quelle non puntate e poi rimpiante

quello

che di volta in volta

ti ha portato al momento in corso

dove a decidere per te

sono i momenti trascorsi

vissuti

decisi dalla tua guida

quello che sei riuscito a conservare

quando non serve più starci a pensare

ormai sei quello che sei

e non puoi farne a meno

il caso non è più solo casuale

ora dipende anche da quello che sei

il momento in cui

qualunque momento diventa il tuo momento

la tua seconda pelle

e tu stesso diventi

nel bene o nel male

quello che sei riuscito a conservare

non tutti raggiungono questo momento

io ho conservato la mia musica

e tutte le volte che ci ho fatto sesso

tutte le alcove

ho conservato le mie letture

le pagine corse a cento all’ora

cercate

divorate

digerite

setacciate come un cercatore d’oro

rimasticate lentamente

assaporate con la pelle

assorbite

e poi custodite nel giro del sangue

per correrle ancora

le parole scritte a modo mio

le tele dipinte di colori miei

è in questi momenti che mi sento a casa

su fogli imbrattati

di sfumature o di parole

ma con la mia grafia

non con la loro pagella

è questo che sono riuscito a conservare

quello che testardamente

furiosamente

ho voluto

e saputo conservare

è qui che con la sigaretta accesa

causa del MIO male

con la MIA musica in sottofondo

che stasera ancora scrivo

con parole sempre più MIE

parole ben mal-educate

addestrate

sdegnate

distaccate

qui

nel mio momento in corso

in mezzo alla “realtà”

alle due realtà

quella che sta oltre la mia finestra

e quella che dovrebbe essere in realtà

quella che pensavi che fosse

un po’ per come te la raccontano

una sorta di realtà “didattica”

non reale

e molto perché

quando vieni al mondo

avverti a pelle come dovrebbe essere

avverti naturale il bisogno di giocare

di ridere

di piangere

gridare

amare

fare sesso

e poi farlo ancora

e poi ancora

ancora

e gioire

sentire piacere

e

sentirti piacere

trovi naturale il bisogno

qualunque bisogno

di ripararti dal caldo come dal freddo

di poter contare su tutti gli altri

non vedi un solo motivo per non farlo

non immagini

che per fare questo

dovrai fare i conti con il reale che la realtà ti offre

sarà il primo paradosso che incontri

ma non potrai riconoscerlo

poi man mano

cambi sempre più indirizzi

fai il primo bagaglio

e nel prossimo

tu ancora non lo sai

qualcosa non c’entrerà

e dovrai scartare

pensare

decidere

e già allora sceglierai

quello che sei riuscito a conservare

per la prima volta vedrai in faccia quel ragazzino

quel negretto africano

quello con il torace divorato dalla fame

la pancia gonfia di solo aria

e ti chiedi perché lui sia così diverso dagli altri bambini

così diverso da te

e non ti spieghi

come cazzo faccia a tenersi quelle mosche in faccia

non ti spieghi la sua passività

e se chiedi in giro ti diranno

che “questa è la realtà”

e tu sei ancora piccolo per capire

anche tu sei un bambino

non vedi una folla che lo aiuti

come in realtà dovrebbe accadere

o credevi dovesse accadere

vedi gente che succhia anche le ossa di quel bambino

nella realtà vedi chiaramente L’IRREALE

per la prima volta vedrai un’altra realtà

per la prima volta diffiderai della realtà

dovrai farlo tante altre volte

se vorrai salvarti il culo

per poi arrivare

forse

al tuo momento

quello che sei riuscito a conservare

poi

a quel bambino

e alla tua vista

si aggiungerà la bimba nuda

terrorizzata

coperta con solo un cappello di paglia

che tiene stretto con la mano

come un disperato scudo

quella bimba vietnamita che corre sotto le bombe

quella bimba

che ancora oggi fugge e piange nella sua foto

esausta

sotto le bombe di altre terre

e dovrà apparirti il pinguino in tv

e pugnalarti lo sguardo

dovrai vederlo sporco

soffocato di petrolio

senza più luce nelle piume

opaco

offeso

indignato

moribondo

mentre un manichino senza espressione

dice qualcosa che nemmeno ascolta

e non potrai cambiare canale

poi una notte incontrerai una ragazza

anche lei nuda

e anche lei

lontana milioni di indirizzi da come è nata

la vedrai gelare al freddo

sotto una luna al neon

in un’indifferenza di ghiaccio

e non vedrai nessuno che la copre

solo vermi che le girano intorno

e una canna di pistola dietro la schiena

e quello che vedi è REALE

ma in realtà dovrebbero aprirsi cento porte

cento coperte dovrebbero avvolgere

accogliere

riscaldare quella ragazza

proteggerla da quella pistola

e non dovrebbero esserci vermi oltre la pistola

in realtà quella ragazza viene stuprata due volte

in una sola volta che si ripete ogni volta

l’ ho incontrata quella ragazza

e ho incontrato le sue sorelle

mi hanno raccolto per strada

e rimesso in piedi

mentre la realtà mi passava addosso indifferente

loro mi hanno accolto nel loro momento

in quel che avevano potuto conservare

erano tutte puttane

e nessuna di loro aveva scelto di esserlo

e nessuna di loro era “facile”

non c’erano donnine allegre tra le puttane

erano semplici donne

ed erano tutte tristi

splendide vergini sacrificali

lacrime silenziose sul volto dell’indecenza

pianto senza peccato

immacolate

e immolate

sul rogo del peccato di qualcun altro

e capisci sempre di più

che la realtà devi costruirtela tu

sceglierti i pezzi buoni

e dovrai farti un culo così per riuscire a farlo

e non è detto che ci riuscirai

dovrai decifrare lo sporco e il pulito

vestirti di entrambi

vivere quello che sembra e quello che è

dovrai avvicinare il tuo naso

rischiare la puzza

sfidare l’infezione

ora sai che non è come te la raccontano

né come la pensavi

non ti fiderai più dell’evidenza del bianco e del nero

dovrai toccarli con mano

dovrai attraversarli

che sia bianco o che sia nero

dovrai arrivare al cuore del colore

vivere del suo battito

assaggiarlo sulla punta della lingua

sporcarti la pelle

e dopo guardarti allo specchio

solo così potrai vedere la verità

la tua verità

riflessa sulla tua pelle

lei non mente

mai

dovrai saper scegliere la dose e il colore

il giusto bianco e quello nero

dovrai saperli miscelare

adeguarli al momento

la gradazione buona oggi

potrebbe non coprire domani

dovrai ribaltare il concetto di coerenza

coniugarlo con l’incoerenza

è lei il cammino

è lei che offre un domani

magari migliore

la coerenza è solo muschio che si forma

un alibi per invecchiare senza rischio di vivere

capirai questo

e in una volta sola

non ascolterai più milioni di persone

né miliardi di parole a memoria

e Il solito “tossico” che dorme drogato e beato

ti sembrerà meno beato e più malato

meno tossico e più ragazzo

sarà molto meno sfacciato ai tuoi occhi

molto più doloroso da vedere

e magari ti verrà di capire

prima non ci avevi mai pensato

avevi già domande e risposte sull’argomento

quelle che ti avevano raccontato

quelle che mai avresti pensato di farti

o potrebbe capitare di avvicinarti troppo

di farti risucchiare dall’infezione

e allora

se avrai i tuoi colori

le tue pagine

quelle corse e quelle scritte

quello che sei riuscito a conservare

avrai più possibilità di venirne fuori

magari più forte

o perlomeno meno debole

rafforzato di fragilità

se di tuo non avrai conservato niente

se dovrai affidarti alla “realtà”

la realtà ti seppellirà

senza il fondo irreale di quella realtà

non avresti mai visto quest’aspetto della realtà

la realtà cannibale

e allora tante cose ti sfuggono di mano

come queste parole adesso

che non accennano a fermarsi

che non riesco a trattenere

come gocce diventate torrente

come un torrente straripato

e tante mani si allontaneranno

senza giudizio non sapranno come tenerti a bada

senza motivo non potranno più etichettarti

catalogarti

ingabbiarti

e tu hai tolto motivo al loro giudizio

e se chiederai una mano

ti daranno leggi

parole

cavilli

giustificazioni

alibi

tutto tranne che una mano

e se il giorno ti impedisce di dormire

ti daranno sonniferi per la notte

per addormentarti di giorno

e se urlerai il giusto

cambieranno la giustizia

e dovrai rimboccarti le maniche

aggrapparti ad altre mani

al palmo nero del mendicante

che ti raccontavano sporco

e ti accorgerai che era solo nero di strada

non era sporco

sporche sono i milioni di mani lavate

che sarai costretto a stringere ogni fottuto giorno

e qualche notte

ti ritroverai a cercarlo quel barbone

come una boccata d’ossigeno

come la cosa più reale che tu abbia mai visto

resterai a guardarlo il tempo di una birra

e ti racconterà secoli di vita senza accorgersi di te

e tu senza accorgertene

ti ritroverai nei tuoi vecchi vicoli

quasi a cercare un ritorno a casa

e non ti farai più tante domande

e se per mangiare dovrai rubare

rubare non sarà da condannare

sarà il reale

ti ricorderai che “questa è la realtà”

e allora te ne fotterai della realtà

e se per avere una mano bianca

dovrai tornare al mercato nero

lo farai

senza timori e senza rimorsi

vuoi rimanere sveglio di giorno

e non ti farai fregare

cerchi solo il giusto per te

quello che sei riuscito a conservare

quello che ti serve per continuare a farlo

ora sai distinguere il bianco dal nero.

Ciro Campajola

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