Born Again

Archive for febbraio, 2012

Il Club (o.. a strange story of groups, clans, favors, plates, Bilderbergs, and other nonsense)

by Duncan on feb.18, 2012, under Controinformazione, Resistenza umana, Simbolo

Il brano che leggerete alla fine della nota l’ho estratto da Libero dentro.. secondo libro scritto da Giovanni Arcuri, 65 anni, attualmente detenuto nel carcere di Rebibbia, e con una vita vorticosa alle spalle, dove è entrato in contatto anche con il mondo della finanza.

Io non so se l’incontro descritto nella prima parte di questo testo è realmente avvenuto, o se sia una costruzione romanzata per esprimere un messaggio. Ma conta poco, perchè è verisimile. Perchè un contatto del genere potrebbe essere avvenuto, ed è avvenuto ed avviene,  a prescindere da quelli che saranno gli interlocutori.

Due sono le immagini forti di questo racconto..

BANCA DEI FAVORI

GROPPO BILDERBERG

Ma ancora prima, io inquadro due essenziali livelli.

-Livello ampio.

-Livello determinato.

I livello ampio è presto detto. E si incardina sul concetto ripreso da Giovanni (ma già usato da altri) di “Banca dei favori”. Nessun dubbio su una cosa. Meccanismi del genere esistono, e sono particolarmente efficaci ed efficienti. E legano tutti in una ragnatela, che ti proietta nei rangi del privilegio e del potere, ma ti avviluppa anche in una rete dove devi “rendere conto” e ricambiare.

Ripeto. Su questo non esistono dubbi. Meccanismi del genere esistono da lunghissimo tempo. Semplicemente adesso sono più oliati, ed affilati, meno evidenti (anche se a volte la loro evidenzia tramortisce), ma capillari e inossidabili.

Il meccanismo della “Banca dei favori” lo capirebbe anche un bambino, e in effetti la verità è semplice. Al succo, la verità è sempre semplice. Allora…

Immaginiamo che tu Pinco Pallino, stai emergendo e ti fai valere inq qualcosa. Insomma, vieni “notato”. Preso, potrà accadere che qualcuno (che già conosci, oppure no) ti contatterà dicendoti che vuole puntare su di te, che hai notevoli qualità, che gli piacciono le tue idee, che sa che puoi fare grandi cose, che gli stai simpatico, e via così. In cambio, semplicemente, potrebbe chiederti qualcosa di tanto in tanto. Ma per questo “piccolo” contraccambio, ti si aprirà un’autostrada di contatti da urlo. Canali che non sarebbero mai stati alla tua portata, ti si spalancano. Persone appartenenti all’Olimpo della finanza e del potere saranno disposti a dare qualche minuto del loro tempo persino a te, che fino a un giorno prima per loro valevi meno di un cane. E tutta una chilometrica lista di persona “afficcate” ovunque, dai ministeri, alle banche, ai media, ti daranno il loro contributo, o corsie agevolate, in caso di bisogno. Insomma. Mr Pinco Pallino fa la sua grande scalata.

Tutto questa gente però non è esattamente ispirata da ideali di beneficienza ed altruismo. Se ti cospargono di favori, contatti, soldi, intrallazzi, agevolazioni, non lo fanno mica perchè sono “buoni”. Sei un investimento. Al succo sei questo. A tempo debito anche a te ti verrà chiesto di ricambiare. Naturalmente non tutti diventeranno.. tanto per dirne una.. presidenti della Banca Centrale Europea.. o degli Stati Uniti.. o General Manager della Monsanto. C’è comunque una selezione dovuta anche al ‘merito’, inteso come capacità predatorie non in tutti sono uguali, ed altri ‘talenti’ che entrano in gioco. Ma una cosa è certa. Chiunque entra a far parte della “banca” e del “club”, avrà cascate di favori, occasioni, privilegi, protezioni, posti di rilievo. Ma dovrai ricambiare a tempo debito. Oguno sarà portato ad un certo livello. Ma, ognuno sarà in dovere di fare quello che gli viene chiesto.

Le elité da sempre cercano di avvilupparsi in un modo del genere. Perchè sanno che due cose creano un legame imperforabile, che agisce come un collare (un collare di lusso…) la complicità nel crimine.. e quella nel privilegio.

La modalità descritta da Giovanni è una modalità più elegant.

Il cuore del messaggio è lo stesso. Anche se esistono sistemi più hard. Sistemi in cui non ti fanno tutto il bel discorsetto che hanno fatto al tipo del romanzo. Semplicemente ti conoscono, e iniziano a farti favori di ogni tipo. Ti fanno passare concorsi difficilissimi, ti proiettano, che ne so, tra le grigie muffe della aristocrazia burocratica vaticana.:-)

E mentre lo fanno, mentre compiono atti illegali per te, prendono chiaramente nota di tutto quello che stanno facendo, in un bel file dedicato tutto a te, con prove e controprove. A quel punto.. quando ti verrà chiesto di fare.. o non fare qualcosa, non ti verrà lasicata libera scelta.. col prezzo (decritto nel brano che leggerete) che sarai ormai “sfiduciato” e nessuno ti appoggerà più. No, in questo caso ti faranno capire, con la massima chiarezza, che se non ubbidisci, verrai letteralmente spazzato via. Ne hanno accumulate abbastanza di informazioni, da farti andare in galera per almeno 30 anni, da mandare alla rovina la tua azienda (o qualunque cosa gestisci), e anche la tua vita intima (avranno preso accurata nota di tutte le donne frequentate, dei contatti intimi ‘agevolati’). Insomma non potrai più ribellarti ai tuoi.. padroni.

A volte certe strutture massoniche, è così che sono solite agire. All’inizio tutti “liberi fratelli muratori”. Dopo.. quando si tratterà di saldare il conto, i “liberi fratelli muratori” non avranno problemi a buttarti nella fogna se recalcitri.

Io sto semplificando realtà estremamente complesse e non pubbliche. Le sfumature non si contano, naturalmente.

E’ possibile che arrivi ad alti livelli, ed il grado di “pressione” cambi a seconda di ciò che ti viene chiesto.. semplice perdita di futuri vantaggi in alcuni casi.. rischi per la tua incolumità e per il tuo mondo in altri casi.

Questo che ho descritto è il livello generale.

Ancora prima della descrizione di una specifica realtà “associativa”, è un meccanismo, una dinamica, uno stile, una mentalità, che può avere varie applicazioni, a prescindere dai livelli altissimi delle elité globali.

La Banca dei Favori, tanto per ritornare a bomba, esiste indubbiamente, come modalità di pensiero, relazione, e azione. E incarna, con parole così soavi, una grande overture dell’opportunismo scatenato.

–Il secondo livello è il rieferimento che Giovanni fa al Gruppo Bilderberg.

Si è sempre parlato di gruppi potentissimi a livello globale. I più potenti o “il” più potente, non sarebbe neanche “conoscibili”, essendo la sua stessa segretezza segno della sua sovrana potenza. Ma, diciamo che a un livello in qualche modo sfiorabile dalla comprensione umana, il Gruppo Bilderberg esiste realmente. Anche qui senza l’ombra di un dubbio.

Cambiano le interpretazioni. Loro e i loro simpatizzanti, dicono di essere un gruppo di gente che, essendo giunta ad avere un grande livello di responsabilità politica, economica, e mediatica.. vogliono cooperare insieme per “le migliori sorti di questo pianeta”. Per altri sono invece l’equivalente globale ed elitario della mafia.

Membri italiani del Gruppo Bilderberg sono stati Giovanni Agnelli, Guido Carli, Giulio Tremonti.. e anche il nostro ultimo Presidente del consiglio Mario Monti. Ma anche il nuovo presidente della Grecia Lucas Papadems è stato -oltre che ex numero due della B.C.E. e presindente della Banca di Grecia- anche membro del Gruppo Bilderberg (o meglio, membro della Commissimo Trilaterale considerata quasi come una “filiazione” del Gruppo Bilderberg. E’ un caso che ci sia un personaggio del genere al governo in Grecia, proprio di questi tempi? Come di dice.. “l’uomo giusto al momento giusto..”.. e al posto giusto.

Ma ripeto. I due piani sono affini, ma vanno anche tenuti distinti.

Sul Bilderberg è difficle districarsi. Credo sia fortissima la possibilità che la loro agenda non sia per il bene comune, ma resta un campo ambiguo e controverso.

Mentre il meccanimo della “Banca dei favori”, e della “selezione ricattatoria” (anche se a scoppio ritardato)… è una modalità di “visione” ed azione, che opera come un vero paradigma dinamico, in una scala che va da gruppi di potere non eccelsi.. fino a a -con grande probabilità- i gruppi elitare di livello globale. Questi però saranno sempre estremamente accorti e raffinati. Non agiranno mai come una volgare camorra. E saranno bravissimi a mimetizzarsi.

In genere si dice che la più grande intuizione del diavolo è stata quella di fare credere agli uomini, che lui non esiste.

Personalmente io credo che il diavolo non esiste (sono anche io vittima del suo diabolico inganno?..:-)).

Allo stesso modo la genialità di chi gestisce il potere, a un livello profondo intendo.. potrebbe essere stata quella di avere fatto credere di non esistere e, quando qualcosa ha cominciato ad emercere, avere  creato allora intorno a queste vicende una atmosfera romanzata, e di avere favorito che se ne occupassero anche molti esaltati, in modo che i media di riferimento potessero dire..  ”ecco.. i soliti complottisti…”.

Cinque anni fa, in un momento di emozione e delirio scrissi un buffo testo.

Mi va adesso di condividerlo con voi, confidando nella vostra indulgenza. So che avete ben altre letture da fare, di ben altra qualità, persone “giuste”, dal grande intelletto, e dalla sicura limpidezza, e magari con il giusto imprinting politico. Tuttavia potreste avere un minuto libero prima di andare in bagno, o addirittura avere bisogno di un digestivo.. allora le riporto di seguito. Ma prendetele come il delirio sgrammaticato di un guappo. Mi raccomando ciascuno al suo posto.. ii guappi, come il sottoscritto, in mezzo ad osti, banditi, giocatori d’azzardo, camminatori scalzi, e venditori di arancini…:-).

Eccole:

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Cambiare  solo per denaro, potere, convenienza è tradimento.

Svendere se stessi, i propri sogni.. e anche chi si ha più caro perpotere ottenere vantaggi,  nicchie e cunicoli di lusso presso le tanedei potenti…è prostituzione.

C’è una Grande Tavola.

In questa Tavola al vertice c’è il Principe.. vicini a lui.. ifeudatari.. più lontano i CLIENTES.

Appena fuori dalla Tavola.. per terra i Servi.. sui Servi cadono lebriciole. Di tanto in tanto il Principe fa fuori qualcuno dei Clientes e “promuove” qualcuno dei Servi tra i Clientes. Quei Serviaspiravano ardentemente ad essere cooptatie alla fine qualcuno diloro fa il Salto.

E riceve coccarda e bavaglino, promosso a Cane di Lusso.

Ma nessuno lì è libero.

Hai privilegi,  ma non diritti. Sei un cliente, un mantenuto, unparassita..

Non un Uomo.Nessuno è libero.. anche i feudatari.. persino il Principe è schiavodel suo Gioco e del suo Ruolo.

E poi c’è un’altra Tavola, che ci portiamo dentro nell”’anima da Generazioni, che alcuni hanno sempre portato con sé.

La Tavola di chi non è Clientes e non gliene importa una cippa didiventarlo, di chi non sta a fare anticamera per anni come galoppino,claque o leccasedere per finalelmente essere elevato a cane di lusso..e poi magari.. un giorno feudatario e mercante di schiavi.

C’è un’altra Tavola, che non si vede spesso, che è un pò clandestina, ma esiste.

,Esistono coloro che la portano dentro che non la tradiscono.

La Tavola di chi non vuole un ruolo o un posticino alla Tavola del Principe, ma lo manda semplicemente a farsi fottere. Non implora, non vuole gioghi e frustini. Ha altri modi per eccitarsi che la sadomasosottomissione.

La Tavola di chi non vuole campare come un parassita, di chi se nes batte di una vita di privilegi ma vuole una vita di Valore.

La Tavola degli Uomini Liberi.

Dove chi ha un Potere lo ha solo per Servire.

E io li vedo.. “vi” vedo.. scintille perse nella nebbia, anime belle col sorriso infinito, occhi grandi come il mare.

Mi piace pensare di riconoscevi quando vi incontro.. che in qualche modo potremo capirci, anche in tutte le nostre diversità, che potremmo spartirci vini e pomodori per il solo piacere di farlo, per il solo piacere di condividere.E che potreste mostrami la faccia bella della Luna,come si mostra un mistero appena sfocato, prima ancora che il giornosi ingravidi e poi esca, esca ancora.

Mi piace sapere che c’è sempre un falò dove puoi fermarti a raccontare storie bere una birra, e incontrare..

Mi piace sentire che c’è altro, c’è maledettamente altro.

Come quei banchi di scuola con su scritto.. Torneremo.

Seppure in incognito, il sangue non mente, la storia neppure.. i lividi mai.

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Vi lascio adesso al brano di Giovanni Arcuri.. detenuto a Rebibbia.

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Tratto da Liberi dentro..

di Giovanni Arcuri

(…)

Alla fine degli anni Ottanta conobbi un uomo straordinario di origine israeliana che aveva girato il mondo in lungo e in largo e che era stato in affari con le persone più potenti del pianeta. Era già sulla settantina, ma molto ben curato ed in splendida forma fisica.

Mi trovavo in Francia per affari, e mi fu presentato da alcuni clienti russi molto importanti. Alla fine della settimana terminammo i nostri affari e l’uomo ci invitò a cena. Dopo una serata eccezionale svoltasi da Maxim a Parigi, invitò me la mia compagna a bere un digestivo a casa sua. Viveva in Avenue Foch, poco lontano dall’Arco di Trionfo, in uno splendido attico da cui si potevano ammirare gli Champs Helysèes. Le signore erano sul terrazzo a guardare lo scenario mozzafiato della Parigi notturna e noi ci trovammo nel suo studio stile Luigi XIV.

Al secondo Comte de Champagne millesimato con un sottofondo musicale del grande Gilbert Becaud mi offrì un sigaro cubano Cohiba e mi chiese: “Conosci la Banca dei Favori?”.

Mi prese un pò alla sprovvista perché in realtà non l’avevo mai sentita nominare.

“Ogni essere umano che ha delle ambizioni di un certo livello la dovrebbe conoscere”, sottolineò accavallando le gambe e depositando un pò di cenere nel prezioso portacenere di Swaroski.

“Ammetto la mia ignoranza al riguardo…” risposi.

“E’ la banca più potente del mondo ed opera in tutti i campi. Per come ti sei mosso durante questa settimana credo che potrebbe esserti utile. Io ho capito che sei un personaggio destinato ad affermarsi, ad avere molta influenza un giorno. Lo so perchè moltissimi anni fa ero come te: ambizioso, indipendente, leale. Oggi non ho più l’energia di allora, ma intendo aiutarti perchè ciò mi farebbe sentire vivo. Il mio sogno non è ritirarmi in qualche proprietà campestre circondato da domestici, amici e parenti interessati, bensì la lotta intrigante rappresentata dalla vita, dal potere, dalla gloria. Comincerei  così ad effettuare versamenti sul tuo conto, depositi non in denaro, ma in contatti. Ti presento a questa o a quella persona, facilito determinate trattative purchè siano lecite. Ti apro le strade della finanza mettendoti in contatto con i più importanti uomini d’affari del mondo. Banchieri, broker, mediatori di materie prime, presidenti di società, ecc. Poi starà a te. Tu sai che mi devi qualcosa, anche se io non chiedo mai niente”.

“E un giorno…” replicai.

“Esattamente. Un giorno, ti chiederò qualcosa. Tu potrai rifiutarmelo, ma saprai di essermi debitore. Se farò ciò che domando io continuerò ad aiutarti. Gli altri sapranno che sei una persona leale, effettueranno versamnti sul tuo conto, saranno ovviamente sempre contatti, perchè questo ambiente vive di essi, soltanto di essi. E’ il mondo reale dei “pirati” della finanza che condizionano le sorti del mondo, mentre l’uomo della strada ignaro continua a vivere con i paraocchi che i media e i politici mantengono per i loro interessi. Gli danno spesso dei contentini fatti di sport e gossip, o li distraggono con notizie non realmente importanti. Esiste addirittura un istituto per lo studio del comportamento umano, l’Istituto Tavisock, di cui fanno parte i ricercatori sociali più importanti della terra che si adoperano a questo fine. Creano tendenze, influenzano le scelte dei consumatori, seminano opinioni che poi prenderanno il sopravvento, operano il lavaggio del cervello per il controllo mentale delle masse. Tornando ai miei amici, un giorno chiederanno anche a te qualcosa, tu ascolterai e ricambierai chi ti ha aiutato. Con il passare del tempo la tua rete si estenderà nel mondo, conoscerai quelli che avrai bisogno di conoscere, e la tua influenza aumenterà sempre di più”.

“Oppure potrei non fare quello che mi chiedi…”.

“Certamente. La Banca dei Favori è un investimento a rischio come qualsiasi altro. Potrai rifiutarmi di farmi il favore che ti chiedo pensando che ti ho aiutato perchè lo meritavi, perchè era giusto così. Ti senti il migliore e tutti hanno il dovere di ricooscere il tuo talento, la tua presunzione potrebbe però costarti cara. In quel caso io ti ringrazierò e chiederò a qualcun altro, sul conto del quale ho effettuato dei depositi. Ma da quel momento, senza che ci sia bisogno di dire nulla, tutti sapranno che non meriti alcuna fiducia. Potrai crescere ancora, sì, ma non fino al punto che vorresti. Non fino al punto che ho letto nei tuoi occhi in questi giorni, mentre trattavi con i russi e con noi. A un certo momento la tua vita comincerà a declinare: sarai arrivato a metà, non alla fine, sarai mezzo contento e mezzo triste. Non sarai né freddo né caldo: sarai  ’tiepido’, e come dice l’evangelista in uno dei libri sacri, le coe tiepide non colpiscono il palato”.

Anni dopo mi resi conto che quella sera ero entrato a contatto, senza saperlo, con un importante esponende del Club Bilderberg. Il loro obiettivo è condizionare le sorti della politica mondiale per arrivare ad un mercato unico globalizzato i cui fili vengono gestiti da pochi eletti. A questo gruppo appartengono personaggi importantissimi del mondo della politica, della finanza, dell’intelligence. Fu proprio uno di questi ultimi a parlarmene con preoccupazione. Gestiscono il potere, quello autendico. Il loro mondo si trova in una dimensione sopra quella dell’uomo comune. Non li vedi, si muovono nella stratosfera sociale. Ogni tanto puoi sentire parlare di uno di loro perchè è diventato il responsabile di una multinazionale, perchè è stato eletto presidente di qualche Paese o per le sue doti di negoziatore in qualche importante conflitto bellico.

Sono colti, astuti e ricchisssimi. Parlano svariate lingue e hanno interessi ovunque. Li puoi incrociare di sfuggita in qualche aeroporto privato quando scendono velocemente dalla scaletta del loro Lear Jet, li puoi scorgere nell’hotel Bury Al Arab a sette stelle di Dubay, oppure entrando nelle loro limousine nere fuori una banca di Wall Street o della City di Londra. Operano nel mondo reale dove quasi nulla è come sembra.

(…)

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La (in)certezza della vita… di Giuseppe Barreca (carcere di Spoleto)

by Duncan on feb.16, 2012, under Ispirazione, Resistenza umana

“Che luce avrà la mia stella?

Forse poca.

Perchè?

Ho brillato in vita.”

Giuseppe Barreca, detenuto a Spoleto, è una di quelle persone che oso definire, “luminosi cuori che camminano”.. o anche  ”amanti del Sole”.

Pubblico anche nei territori di Born Again questo suo testo, dopo averlo pubblicato nel nostro Blog dedicato al carcere (http://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/02/16/la-incertezza-della-vita-di-giuseppe-barreca/).

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La (in)certezza della vita

Dall’oggi al domani ci siamo ritrovati al confronto forzato con delle culture diverse, ma non eravamo preparati ad affrontare tale realtà, ecco perchè il razzismo e la discriminazione verso coloro che invece avremmo dovuto acogliere, alimenta un odio ingiustificato nei confronti di quelli che non hanno più nemmeno una patria. Una vergogna. La tecnologia che avanza a velocità vorticose non sembra agevolare il modo di pensare delle persone, che non stanno al passo coi tempi, anzi, è proprio questo vortice che isola i meno propensi a farsi ingabbiare da tutto ciò che in apparenza si definisce progresso. La parola globalizzazione occupa le prima pagine di tutti i quotidiani, ma se in un primo momento aveva illuso i più, oggi constatiamo che l’onda d’urto ha devastato quel passato che, per quanto lento, permetteva un certo contatto umano. Stiamo attraversando un’epoca in cui ciò che conta è apparire ed è vergognoso constatare che per mandare in onda programmi demenziali e diseducative vengono impiegate cifre enormi, mentre la ricchezza scientifica sopravvive a stento, confidando sui pochi fondi che arrivano dalla solidarietà popolare. Il lavoro minorile è l’ulteriore piaga di questa società alla deriva. Mi chiedo quanti sianoi bambini rinchiusi nel sottoscala che, con il loro lavoro contribuiscono a rimpinguare le casse delle multinazionali. Non si capisce più cosa veramente conti. L’uomo considerato macchina. Lavoro dunque sono. E mi sconforta l’idea che penso e invece di affermare che esisto, mi viene spontaneo dire: a che serve? Gli anziani costituiscono i tre quarti della popolazione, e la disoccupazione dilaga. I giovanissimi invece, condizionati dalle demenzialità televisive rincorrono utopie rifugiandosi nell’alcol e nelle droghe, senza contare che gran parte di essi sono vittime di incidenti stradali il sabato sera. Vite logorate a vent’anni e bruciate anche prima. Dovremmo chiederci di chi è la colpa, pur consapevoli di essere responsabili testimoni di un degrado ideologico degenerato nella perdita dei valori morali nei quali abbiamo creduto. Siamo tutti colpevoli perchè il benessere ci ha ottenebrato la mente, confinandoci in un egoismo massificante che ha generato il cattivo esermpio per ogni gregario.

Avrà un futuro questa società?

Mi viene spontaneo rispondere: “Sì! Nonostante tutto avremo la forza per risorgere”. Per riuscirci tuttavia, è necesario guardarci dentro e tornare indietro pensando ad una lotta di crescita culturale, specialmente perchè sappiamo bene che questo stato di cose fa comodo a quegli egoisti, che pur di mostrarsi migliori degli altri, calpestano ogni dignità. Le masse non si accorgono di essere costantemente manipolate, persino nel momento in cui acquistano qualcosa per libera scelta, perchè la scelta è, appunto, condizionata da ciò che la multinazionale di turno decide di mettere sul mercato. Il confronto con lo scaffale confina alla solitudine, poiché l’esercente di un tempo è stato stritolato dall’asettico suono del registratore di cassa.

Queste constatazioni  inducono alla riflessione, seppure è innegabile  che sono la conseguenza di un inaridimento sociale che spinge il mero individuo a chiudersi in se stesso. Non dialogando non si possono scambiare le opinioni  e paradossalmente, condizionati dai segnali subliminali che imperano in televisione ci si auto-convince che sia opportuno credere in fatuità anziché a quei principi per i quali bisoga sacrificarsi per conservarli.

Nel complesso mondo in cui viviamo, circolano idee divergenti che è possibile seguire soltanto riportandole a misura d’uomo, e applicandole in maniera equilibrata.

Bisogna tuttavia essere eroi per giuste cause, e avere il coraggio di fare il bene collettivo. Ma il progresso di massa ci ha proiettati in una sorta di corsa priva di traguardo poichè continuiamo a correre pur restando fermi, senza contare che di questa maratona percepiamo lo sforzo prendendo consapevolezza del distacco dalle cose terrene. Adeguarsi credo sia inevitabile, seppure sarebbe il caso di ribellarsi magari invitando tutti a tornare alle origini.

E’ possibile parlare di qualcosa che risulti magnificamente universale da non richiedere alcuna contestualizzazione, né spunti di partenza, ma al tempo stesso, talmente personale ed individuale da non essere indipendente da nessun preciso contesto? Mi sono posto la domanda in modo spontaneo e inatteso e, in altrettanta franchezza, mi sono messo sulla via della risposta, non senza le opportune “dritte esterne”, ricevute durante il mio percorso scolastico.

C’è un buco nero, un alveo “meravigliosamente” seducente, contro il quale tutti (più o meno) prima o poi sbattiamo il naso. Di certo il solo percepirne la presenza-esistenza necesita di una non comune sensibilità, di un abbandono all’oblio, di un abbattimento di tutte le barriere che costruiamo intorno a noi per difenderci ed ergergi presuntuosamente nella vita. Dopo, ci rendiamo conto che un solo passo in questa direzione comporterebbe la caduta più abissale di cui conosciamo solo l’inizio. Gli animi deboli si lasciano inghiottire dal niente, incuranti delle conseguenze del domani. Subiscono passivamente il responso peggiore con la cattiva convinzione che sia un inevitabile prezzo da pagare. La metamorfosi ha profondamente influenzato e modificato ogni cosa, e perfino gli arditi accettano uno stato di cose che non gratifica nessuno. Forse è l’inevitabile corso del tempo, seppure sarebbe il caso di chiederci come mai questa catarsi abbia assunto ritmi incontrollati proprio negli ultimi cinquant’anni.

Forse, per trovare le risposte, o addirrittura, la vera verità è necessario toccare il fondo. Ma dopo, saremo contenti della scoperta? Oppure cercheremo altre vie per giustificare le nostre incapacità? Forse non potremo fare comunque nulla, poichè non vi è ritorno dallo spazio tempo parallelo e per poterlo visitare dovremmo essere puro spirito. Ma, se per avere delle risposte bisogna morire, vale la pena vivere? Ne vale la pena, perchè il percorso esistenziale chiude il cerchio alla fine dei giorni. Credo tuttavia che sia necessario ricercare sempre la verità, anche quella apparente, poichè quella definitiva l’avremo nel momento finale. La fine del viaggio non porta ad un traguardo, ma ci prepara alla catarsi successiva.

E inevitabilmente alla rinascita.

Forse è una illusione, ma mi piace pensare che non lo sia.

A spingerci in questa direzione è una irrefrenabile voglia di libertà. Ed è in questo slancio liberatorio che vi è racchiusa una tensione dalle dimensioni megalitiche contenuta in un granelo di volontà, seppure ci illudiamo che sia possibile svincolarci dalla finitudine, da tutto ciò che limita, ci costringe e rende amorfa la nostra natura. La grandezza del sentimento non sta tanto nel fatto che è capace di epiche azioni, o che è destinata al succeso e al raggiungimento dello stato perenne di “beatitudine”; bensì essa è infinita nella sua finitudine, è perfetta perchè pecca diogni cosa, è pura in quando umana.

Cosa spinge al suicidio dunque? Cosa al desiderio di morte? Tutte le risposte possono essere racchiuse in un unico guscio: la necessità di una condizione migliore dell’attuale, carica di sofferenza. Di conseguenza, contriamente alla visione teologica, la morte non consiste in “passaggio”, ma nell’annullamento dell’esistenza, nella più totale assenza dell’essere, di cui mi risulta “difficile”, se non impossibile, parlare. Proiettandoci nella prospettiva dell’eternità le gambe cominciano a tremare e, a questo punto più nulla esiste.

Darei la vita per trovarmi di fronte all’abisso.

Ma non c’ero già?

Forse no. Chissà. E’ il luogo in cui mi trovo a spingermi ad afferrare che la mia esistenza abbia assunto toni assurdi! Eppure continuo a sentirmi parte di questa società che pare voglia ingannare se stessa illudendosi di vivere senza prendere coscienza che invece sta vegetando. L’impossibilità di agire mi procura sofferenza, benché consapevole di potere fare poco per cambiare le cose. E non è un conforto rammentare il passato, seppure posso affermare di avere vissuto seppure fuori dai canoni costituiti. E’ un’umiliazione constatare  che le mase vedano scorrere la loro vita immersa nelle paure e nelle ombre. E forse perché ancorate a quei miseri  beni materiali, chiudonoil loro cuore restando spettatori del loro stessodestino. Il potere della televisione ha partorito qesto tipo di società. A qualcuno fa comodo, ma molti si disperano. I disperatiin questione, benché privati di ogni bene, conservano integra la voglia di vivere,e sono costretti a continuare ad amare subendo il peso della vita stessa, perchè impossibilitati persino a ribellarsi. Tuttavia, è proprioil sentimento che li tiene in vita, poiché nessuno, nemmeno la segreta più sicura, potrà impedire al lorocuore di pulsare e di saziarsi delle emozioni.

La cattiva informazione e il proselitismo generato da logiche contorte dal potere costituito, impongono, a quelli come me, un’infinita sofferenza e, a coloro che si credono liberi, una vita spenta. Giocano con le nostre esistenze come se fossimo burattini da manovrare a loro piacimento, seppure si premurino dibersagliarci con tartassanti comunicati, lasciandoci credere che vigilano e si sacrificano per il nostro bene.

Non esiste solitudine peggiore del sentirsi solo in mezzo alla gente. Guardando dalla mia scomoda postazione potrei consolarmi, ma nel constare il disagio collettivo recepisco un’immensa disperazione. Seppure mi viene da ridere sapendo, che tutti coloro che nell’illusione imborghesita del televisore al plasma pagato a rate puntino l’indice non verso coloro che li hanno costretti a patire, ma verso il muro del carcere, perchè convinti che dietro di esso vi sia il vero male. Mi viene spontaneo giustificarli poichè ignorano le realtà dei detenuti, seppure sono convinto che gran parte di coloro che, come Nerone al Colosseo, sfoggiano il pollice verso giù, non si trovano in una cella, solo perchè più fortunati.

Gli acrobati del pensiero che, inseguendo chissà quale misterioso disegno, profetizzano su come sia meglio vivere lasciandoci intendere che loro sanno, che hanno studiato l’animo umano e chesono riusciti a capirne l’essenza… vaticinanoconsigli che, per quanto discutibili, trovano adepti ovunque. Questi nuovi intellettualidel vivere, ci illudono di conoscere perfino il nostro scopo su questa terra e, come se volessero agevolarlo, ci suggeriscono come comportarci nella vita di tutti i giorni, inculcandoci che solo quello sia vivere. Chi si ribella e prende coscienza che invece è solo sopravvivere, è un pazzo. E viene isolato. Recluso. Gran parte di questi pazzi stazionano in spazi ristretti, seppure navighino verso orizzonti lontanicol rimpianto di non essere riusciti a cambiare le cose. Ma, pur quanto privati persino dell’aria, sognano.

Vivere un’intera vita in un momento, e patire tutta l’esistenza per quel baleno di collera è una ingiustizia infinita. Quale traguardo avrà mai raggiunto la civiltà, sapendo che un errore, invece di essere corretto, costringe chi lo ha commesso ad un martirio che si protrarrà fino alla fine dei giorni? Un singolo istante di irragionevole passione non può scatenare altre furie, che mascherate di giustizia inseguono la vendetta. Ma perchè allora l’orizzonte è sempre più lontano, nonostante il colpevole di ieri non è nemmeno l’ombra dell’uomo istruito  di oggi? La verità è che ci troviamo in uno Stato debole, con una magistratura che detta le direttive legislative in virtù dell’emozione  del momento, e una categoria di giornalisti asserviti ai partiti politici. Per me domani sarà uguale a ieri; ma per voi che vi sentite liberi, il vostro domani vi dà la garanzia che ci sarà un dopodomani migliore? Forse vi consolerete pensando che altri stanno peggio di voi, seppure sarebbe il caso che guardaste verso il sole.

Io l’ho fatto e ho compreso molte sole. Lo studio mi mancava. L’ho inseguito ed esercitato.

E mi è servito per crescere e migliorarmi.

Non potuto cambiare totalmente il carattere, l’ho smussato. Peccato che chi se ne accorge resta insensibile al mutamento, pur apprezzandolo. Ma è ancora più triste constatare, che il mutamento resti ancorato tra quattro mura. Era destino questa sofferenza? Anche se continuo a chidermi a chi giova questo stato di cose.

E’ sempre difficile dare un senso alla vita, ma credo che vivere sia la migliore risposta al quesito. C’è chi vegeta nel lusso e chi vive nell’austerità più cruda. Nell’essenzialità del mio spazio riesco a trovare un equilibrio che mi permette di sorridere ed essere felice.

Siamo stati creati per gioire delle emozioni. Chiha la fortuna di gustarne la magnificenza visiva, di assaporarne il gusto, di sentirne l’armonia, di rabbrividire alle carezze e di odorarne l’essenza, mi auguro sappia apprezzare la fortuna in cui vive. Io ho acutizzato tutti i sensi, e se chiudo gli occhi vivo l’intensità delle emozioni migliori.

Lo studio miha dato tanto, e seppure ho intrapreso questo cammino molto tardi, provo rimpianto per non averlo fatto nell’età di formazione. Forse oggi non sarei qui e, per quanto paradossale possa apparire, non sarei testimonianza del progresso culturale che ha interessato la mia realtà.

Di sera, in un silenzio che placa ogni sussulto, osservo il tramonto e poi il firmamento del cielo, pensando a quanto sia perfetto lassù e quanto disordinato quaggiù. Mi rispondo che sia proprio questo divario a creare equilibrio, tuttavia mi piace pensare che un giono ognuno di noi brillerà come una stella emanando luce in virù dell’opera che ha condotto in vita.

Che luce avrà la mia stella?

Forse poca.

Perchè?

Ho brillato in vita.

Spoleto, 3 febbraio 2012

Giuseppe Barreca

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Benefici del cloruro di magnesio

by Duncan on feb.01, 2012, under Medicina

Assumere cloruro di magnesio sembra avere effetti estremamente benefici sull’organismo. Personalmente sono anni che ne sento parlare, e ho conosciuto persone che, sperimentandolo ne hanno tratto giovamento. Inserisco un testo abbastanza corposo e interessante, al riguardo, tratto dal sito Mednat (http://www.mednat.org/).

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(Fonte articolo: http://www.mednat.org/cure_natur/cloruro_magnesio.htm)

CLORURO di MAGNESIO

Esso si trova combinato con il magnesio disciolto ed gran quantità nell’acqua di mare, per esempio il Mediterraneo ne contiene 7,5 gr. per litro.
Il magnesio è un elemento essenziale presente in tutti gli organismi in quanto è un cofattore indispensabile allo svolgimento di numerose reazioni enzimatiche.
Il sale marino integrale non lavato ne contiene grandi quantità ed in forma colloidale, ecco perché se ne consiglia l’uso. Anche nei cereali integrali coltivati biologicamente (di tipo biodinamico), è presente in forma utilizzabile dai nostri metabolismi e sopra tutto nel pane integrale fatto con farina di grano macinata a pietra e cotto nel forno a legna.
Bisogna riformare Agricoltura e panificazione che dovranno tenere conto di questo importante elemento (Mg) che dovrà essere contenuto nel grano in ragione di 2 gr. x Kg.
L’unico Cloruro di Magnesio reperibile in Italia è il tipo Cristallizzato che deve essere conservato lontano dall’aria perché né assorbe l’umidità. Deve essere usato in ragione al massimo del 2,5 % in 1 lt. di acqua (gr. 25 per 1 lt. di acqua); bere tutti i giorni ed a qualsiasi età.
E’ un ottimo rinforzante del sistema immunitario, tonico nervoso e muscolare; molto adatto in TUTTE le malattie chiamate infettive anche e sopra tutto per le malattie derivanti anche dai:  Danni dei Vaccini !
In caso di Polio o di Difterite o di altre malattie infantili è assolutamente indispensabile ma si deve somministrarlo immediatamente e fare una intensa cura di tale minerale disciolto in acqua, 125 cm3 di soluzione ogni 6 ore, in seguito ogni mattina e sera; le quantità devono variare a seconda dei casi e della reazione individuale.

In vecchiaia è molto utile per prevenire stati di degenerazione e dolori dovuti ad infiammazioni particolari.
E’ utile per OGNI malattia !

Va fatto notare che l’effetto benefico del Cloruro di Magnesio sui disturbi dura soltanto finché se ne fa uso, cessando il beneficio al cessare del consumo; esso deve essere considerato come un alimento e non come una medicina.
Modalità d’uso a scopo preventivo: messo od un cucchiaino da tè raso, in 1 bicchiere di acqua al mattino a digiuno.
La soluzione di Cloruro di Magnesio accresce in maniera enorme la potenza fagocitaria dei globuli bianchi; esso infatti agisce esaltando le difese naturali dell’organismo.

Ecco alcune della malattie già trattate con successo con il Cloruro di Magnesio: epilessie, distrofie, sclerosi, poliomielite, tumori, asma, bronchite cronica, broncopolmonite, enfisema polmonare, influenza, pertosse, raucedine, affezioni dell’apparato gastro intestinale, malattie cervicali, tensioni neuro muscolari, artriti, sciatiche, dolori ai muscoli, calcificazioni, osteoporosi, depressioni, ansie, paure, mali di testa, febbri, fuoco di sant’Antonio, orticarie, tetano (anche quando il paziente è già rigido), morsi di vipera (lavare anche la ferita), rabbia, parotite, scarlattina, rosolia, morbillo, le altre malattie dell’infanzia, non esiste malattia che non possa essere trattata dal Cloruro di Magnesio in quanto esso, agendo sull’intestino e quindi sulla parete della mucosa intestinale disinfiammandola ed aiutando il ripristino del pH intestinale verso l’alcalino, DIMOSTRA COME TUTTE LE MALATTIE PROVENGANO dall’apparato GASTRO INTESTINALE !!!
Ricordarsi che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell’organismo.

La stimolazione del sistema immunitario sta alla base di meccanismi fisiologici naturali, di difesa dalle malattie.
Lo scopo principale è quello di ottenere un generalizzato aumento del tono immunitario, in modo da realizzare una difesa generale. L’importanza del Magnesio è stata, per lungo tempo, sottovalutata.
Il Magnesio risulta infatti essenziale per il funzionamento di oltre trecento sistemi enzimatici, ed è implicato nella biochimica della maggior parte degli apparati: nervoso, cardiovascolare, osseo, digestivo, muscolare, ecc.

Il Cloruro di Magnesio è dunque sicuramente utile per:
- aumentare il tono dell’umore (blando antidepressivo)
- diminuire la tensione premestruale (profilassi dei disturbi mestruali)
- trattamento della ipomagnesiemia di qualsiasi origine ed infine ha una attività antiinfiammatoria topica (locale).
- per riordinare lo stress ossidativo
Si è dimostrato con l’uso del Magnesio anche un aumento della conta dei globuli bianchi. L’effetto sui globuli bianchi del sangue (citofilassi) è stato ufficialmente fino ad ora trascurato.
Invece è proprio la citofilassi che venne invocata, fin dal 1915 dal prof. Pierre Delbet dell’accademia di Medicina di Parigi per giustificare i vari effetti osservati e riconducibili ad un generale aumento del tono immunitario.

Cloruro di Magnesio:
In generale, la dose giornaliera raccomandata dalla maggior parte di coloro che lo hanno consigliato, in accordo la regolamentazione sugli integratori alimentari (RDA), è quella di 0.360 grammi (di ione magnesio) al giorno per un soggetto di 60 chili, ma in particolari situazioni  bisogna ripeterla più volte al giorno.

Posologia per il trattamento delle malattie acute:
La soluzione da utilizzare di Cloruro di Magnesio cristallizzato è questa:
Su di 1 litro di acqua 25 gr. di Cloruro di Magnesio; di questa soluzione utilizzare per adulti e bambini sopra i 6 anni 125 cm3 (un ottavo di litro) ogni 6 ore.
Nei casi acuti particolarmente gravi 2 dosi iniziali di 125 cm3 a 2 ore di intervallo, poi 125 cm3 ogni 6 ore.
Al di sotto dei 6 anni: 4 anni, 100 cm3 ogni 6 ore; 3 anni, 80 cm3 ogni 6 ore; 2 anni, 60 cm3 ogni 6 ore; 1 anno 60 cm3 ogni 6 ore.
Al di sotto di 1 anno, 2 cucchiai da minestra (30 cm3) ogni 3 ore; meno di 6 mesi (15 cm3) un cucchiaio da minestra ogni 3 ore.
Nei casi gravi, anche nei bambini somministrare le due prime dosi a distanza ravvicinata.
Dopo la guarigione è preferibile continuare il trattamento ogni 12 ore per 2-3 giorni, poi una volta al giorno per altri 2-3 giorni.
Per i casi cronici: 125 cm3 mattina e sera per tempi lunghi (almeno 40 o 60 gg). Iniziare con una volta al giorno per i primi 7-10 giorni poi passare a due volte al giorno.
Per mascherare un po’ il gusto amaro si può additivare con limone e zucchero, oppure sciogliere direttamente in succo di arancio o meglio ancora di pompelmo. Quest’ultimo ne maschera molto bene il sapore, specie se succo è un po’ freddo.
Dott. Raul Vergini

Un lettore ci chiede questo: vedo scritto in, Posologia per il trattamento delle malattie acute:
La soluzione da utilizzare di Cloruro di Magnesio essiccato è questa:
Su di 1 litro di acqua 25 gr. (nei casi gravi di malattie croniche e degenerative, max 33 gr.) di Cloruro di Magnesio; di questa soluzione utilizzare per adulti e bambini sopra i 6 anni 125 cm3 ogni 6 ore.
Domanda: …a quanto corrispondono 25 g e 33 g in cucchiai o cucchiaini ?
Risposta: Dipende dalla grandezza del cucchiaio, la prima volta si può far fare una pesata dal farmacista almeno per rendersi conto.
In generale cucchiaino da caffè colmo sono circa 3 grammi, che è la quantità per una dose, che va sciolta in 125cc d’acqua. Infatti 3gx8dosi=24g e siamo circa ai 25 grammi/litro previsti.
Consiglio: non userei la soluzione a 33 grammi, ma solo quella a 25.
Nei casi gravi 2 dosi iniziali di 125 cm3 a 2 ore di intervallo, poi 125 cm3 ogni 6 ore.
Domanda:…ma cosa sono125 cm3 ? e a cosa corrispondono ?
Risposta: ..a 125 millilitri (ml) o centimetri cubi (cc) sono un ottavo di litro, infatti 1000ml:8 = 125.
Cioè da ogni litro di soluzione, contenente 25 grammi di magnesio cloruro si fanno 8 dosi, 8 bicchieri da 125cc l’uno.
Per i casi cronici: 125 cm3 mattina e sera per tempi lunghi (almeno 40 o 60 gg).
Domanda: …..Io sono sia grave che cronica , quale ‘ e’ lo schema più adatto ?
Risposta: ..Stessa cosa, 2 volte al giorno per tempi lunghi. Per grave intendevo casi acuti particolarmente gravi, non parlavo di casi cronici.

In certi casi è consigliato l’uso per via endovena od intramuscolare a seconda della gravità. In questi casi la soluzione deve essere quella del 20% in acqua distillata od in Plasma di Quinton con iniezioni da 1 a 3 volte al dì da cm3 10 a 20 iniettata con aghi molto fini in 8 – 10 minuti per i 10 cm3 ed in 15 – 20 minuti per quella da 20 cm3; ovviamente la soluzione deve essere sterilizzata.

Ovviamente il nostro corpo abbisogna anche di altri minerali per cui si raccomanda di fare preventivamente dei test Bio elettronici od un mineralogramma, oppure l’esame delle urine chiamato Tumtu, in modo da conoscere bene quali sono le carenze o le eccedenze dei minerali nel proprio corpo.

NON utilizzare il Cloruro di Magnesio contemporaneamente a terapie, omeopatiche e/o fitoterapici. Contemporaneamente significa, che NON si devono assumere nel medesimo istante; il Cloruro di Magnesio si assimila facilmente (entro 10 minuti) dopo di che e’ possibile assumere anche gli altri  prodotti, meglio attendere un’ora dopo.

Per il Tetano: è sempre la via endovenosa quella da utilizzare: 2 iniezioni al dì, mattina e sera, ognuna di 20 cm³ della soluzione al 25%, per alcuni  giorni.
Questa terapia è assolutamente atossica, è più sicura del siero antitetanico.
Sono stati riportati casi di tetano molto gravi, di 2 o 3 giorni, in cui il malato era già completamente rigido.
Le iniezioni di cloruro di magnesio hanno provocato una decontrattura immediata, e, dopo 3 o 4 giorni di terapia, il paziente ha potuto lasciare l’ospedale completamente guarito.”

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Articolo di Padre Bano J. Schorr, del Collegio Catarinense, San Paulo (Brazil) -  Prof. di Fisica, Chimica e  Biologia (30/09/1985)
I disperati sofferenti del “becco di pappagallo” (nervo sciatico) della colonna vertebrale e calcificazione hanno, ora, una cura perfetta, indolore, facile economica ed incredibile, che cura tutte le malattie causate dalla carenza di magnesio, perfino le artriti e le artrosi.
SOLUZIONE: 100 grammi di Cloruro di Magnesio in 3 litri d’acqua pura. La soluzione va conservata in una bottiglia di vetro (non di plastica). La dose da prendere è di una tazzina di caffé (od un mezzo bicchiere) la mattina appena alzati e una la sera prima di coricarsi, a digiuno.
Il magnesio raccoglie il calcio dai posti dove non deve stare e lo fissa alle ossa dove è il suo posto.
Dei 18 minerali occorrenti al corpo umano il Magnesio è il più importante.
Esso produce l’equilibrio minerale vivificando gli organi nelle loro funzioni catalizzatrici, come i reni per eliminare l’acido urico; nelle artrosi toglie perfino il calcio dalle fini membrane delle articolazioni e alle sclerosi calcificate, così evita gli infarti purificando il sangue; vitalizza il cervello conservandolo giovane fino ad età avanzata.
Il magnesio è il minerale più indispensabile e la sua funzione è come quella del professore che entra in un’aula piena di confusione, mette ogni cosa al suo posto ed espelle gli intrusi.
Dopo i 40 anni l’organismo assorbe meno magnesio producendo malattie e vecchiaia, perciò dev’essere preso in rapporto all’età secondo il proprio fabbisogno.
Il magnesio non è una medicina, ma un alimento senza controindicazioni.
Formazioni organiche: Nervo sciatico, colonna, calcificazioni, sordità per calcificazione, artrosi, artrite, osteoporosi, osteoartrite, ecc. Prostata: tre dosi di magnesio al dì.
Anziani: rigidità muscolare, crampi, tremuli, arterie dure, scarsa attività cerebrale, ecc.

Cancro: molti lo hanno in maniera più o meno moderata; esso consiste in cellule malnutrite per deficienza di qualche sostanza o presenza di particelle tossiche; queste cellule non comunicano bene con quelle sane anche perche’ sono incluse in tesstui in acidosi.
Tutto il processo canceroso non provoca nessun dolore finché non appare il tumore che secerne tossici, per cui occorre, per individuare anzitempo il terreno/luogo che lo produrrà, saper leggere tutti i segnali che esso promuove nell’organismo e che sono evidenti, fin dal suo concepimento.
Il magnesio ha un’ottima azione preventiva contro il tumore. vedi Cancro e Medicina Naturale

Come per tutte le altre tecniche terapeutiche, anche per questo prodotto naturale, deve essere utilizzato contemporaneamente alla tecniche delle Medicine Naturali descritte nel 
Protocollo della Salute

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Cloruro di Magnesio fatto in casa:
Inumidire 2 kg si sale con acqua fredda; mettere questo sale in un sacchetto di tela ed appendere in ambiente scuro, sopra un recipiente che raccolga cio’ che esce dal fondo del sacchetto.
Il liquido che gocciola e’ il Nigari = Cloruro di Magnesio

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Il CLORURO di MAGNESIO
Ricetta ricevuta dalla Antica Farmacia del Cervo d’oro – Rua S. Bento, 220 – Centro San Paulo (Brazil) – Padre Beno J. Schorr del Collegio di Santa Caterina Prof. di fisica, chimica e biologia (10.09.1985)

IMPORTANZA del  CLORURO DI MAGNESIO
Il cloruro produce l’equilibrio minerale che anima gli organi nell’espletamento delle loro funzioni.

Il CLORURO DI MAGNESIO elimina l’acido urico dalle reni. Il cloruro decalcifica fino alle più sottili membrane nelle articolazioni e nelle sclerosi calcificate. Evita infarti, purificando  il sangue, ringiovanisce il cervello, restituisce o mantiene la gioventù  fino alla vecchiaia.
Di tutti gli elementi il magnesio è il meno somministrato. Dopo i 40 anni l’organismo assorbe sempre meno magnesio, producendo vecchiaia e dolori perciò, deve essere preso secondo l’età
Dai 40 ai 55 anni: mezza dose.
Dai 55 anni ai 70: una dose al mattino.
Dai 70 ai 100 anni: una dose al mattino ed una alla sera.

PREPARAZIONE
Sciogliere in una brocca 100 grammi di CLORURO DI MAGNESIO in tre litri d’acqua (33 grammi per litro).
Dopo aver ben mescolato, conservare in recipienti di vetro, non in contenitori di plastica.
Una dose equivale ad una tazzina di caffè.
Le persone ormai senza speranza di guarire dal cosiddetto male “becco di pappagallo”, dal male al nervo sciatico, mali alla colonna vertebrale e calcificazioni, hanno ora una cura efficace, indolore, semplice e non cara. ùNel contempo la cura è valida anche per tutti i dolori causati dalla carenza di magnesio, trascurati fino all’artrosi.

La MIA CURA:
all’età di 61 anni, vale a dire, dieci anni prima di iniziare la cura, sentii delle fitte acute alla regione lombare. Si trattò di un “becco di pappagallo”, incurabile secondo il medico.
A quel dolore reumatico rimediai, curandomi con Ketacil. Dopo cinque anni, nonostante le cure, la gamba destra mi fece sempre più male. Ricordai infine l’origine del dolore: alzandomi dal letto, sentii un formicolio scendere lungo la gamba fino al piede. Se mi sedevo il formicolio cessava, se mi alzavo riprendeva. Poteva trattarsi solo del cosiddetto “becco di pappagallo” che affliggeva il nervo sciatico alla terza vertebra. Ad eccezione della Messa, per anni svolsi le mie attività rimanendo seduto il più possibile. Fu un vero tormento. Dopo molti rinvii, mi decisi di intraprendere il viaggio per l’isola di Harajo per completare una rete di radio-telefonia. Sull’isola dall’eterna primavera, sperai in un miglioramento, ma non fu così, peggiorai ancora. Senza indugio ritornai a Florianopolis da uno specialista. Frattanto i “becchi di pappagallo “progredirono dolorosamente.
Le applicazioni di micro onde e la tensione alla colonna vertebrale non arrestarono il dolore.
Non riuscii a dormire nemmeno disteso. Stetti seduto fin quasi a cadere dalla sedia per il sonno. I
n seguito scoprii che potevo dormire rannicchiato nel letto come un gatto. Il dolore aumentò al punto da non poter dormire né seduto né rannicchiato, chiesi aiuto al buon Dio; solo Lui mi poteva raddrizzare. Più tardi mi recai a Porto Alegre per recarmi ad un convegno di scienziati gesuiti. Padre Suarez mi disse che la cura con il Cloruro di Magnesio era semplice e mi mostrò il libretto scoperto da Padre Puig, un gesuita spagnolo. Mi raccontò che sua madre era calcificata come me.
Con l’applicazione di questo sale diventò agile come una ragazza. Rientrato a Florianopolis, presi una dose tutte le mattine. Tre giorno più tardi, presi una dose al mattino ed una alla sera.
Al ventesimo giorno mi svegliai non più rannicchiato, ma disteso nel letto e senza dolori.
Se camminavo, il dolore era ancora presente.
Al trentesimo giorno mi alzai sbalordito: non mi faceva male più niente. Al quarantesimo giorno camminai per tutta la giornata sentendo appena un leggero peso alla gamba. Sono ormai trascorsi dieci mesi, mi sento agile e mi piego quasi come un serpente. Il magnesio porta via il calcio dai punti indebiti e lo fisso  solidamente alle ossa. Le mie pulsazioni, che prima furono inferiori ai 40 battiti, sono ritornate normali. Il mio sistema nervoso è ristabilito e molto più lucido.
Il sangue, decalcificato, è fluido.  Le frequenti acute fitte al fegato sono scomparse.
Molti chiedono cosa mi stia succedendo poiché, a giudicare dall’aspetto, sembro ringiovanito. Infatti, ho riacquistato la gioia di vivere.
Centinaia di persone, dopo anni di sofferenze per dolori vertebrali, artrosi, acidi urici, ecc…, sono guarite al Collegio di Santa Caterina.

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Il CLORURO di MAGNESIO AIUTA nella CURA di MOLTE AFFEZIONI
Sia nel mondo vegetale  che in quel1o animale il magnesio e un elemento necessario per lo svolgimento delle funzioni vitali. Può capitare che l’ organismo, per malattie o carenze di diversa natura necessiti di questo minerale.
In questi casi il magnesio può essere assunto, oltre che con determinati alimenti, anche diluito in acqua sotto forma di Cloruro di Magnesio.
Il magnesio e un elemento naturale importantissimo, sia per gli organismi animali che per quelli vegetali.
Nel mondo vegetale il magnesio e il nucleo attorno al quale e costruita la clorofilla, il pigmento verde indispensabile per la vita della stragrande maggioranza delle piante. Grazie alla clorofilla (e quindi al magnesio) possono avvenire quelle trasformazioni che permettono alla pianta di vivere e di svilupparsi.
Si consideri poi che la clorofilla è anche dotata di una buona azione deodorante e di varie proprietà farmacologiche: cicatrizzante, batteriostatica (blocca le infezioni da batteri) tonica generale.

Per il NOSTRO ORGANISMO E’ INDISPENSABILE
Anche per l’organismo animale il magnesio e indispensabile. Esso è infatti essenziale per l’attivazione di centinaia di reazioni chimiche.
Il nostro corpo contiene circa 25 grammi di magnesio per la maggior parte localizzato nelle ossa nei muscoli, nel cervello e in altri organi come il fegato, i reni e i testicoli.
La sua carenza si manifesta con una serie di sintomi molto variabili: si va dall’ansia all’ipereccitabilità muscolare (con tetania e riflessi neuromuscolari patologicamente rapidi), dalla cefalea alle vertigini, dall’insonnia all’asma, dalle alterazioni del ritmo cardiaco alla stanchezza eccessiva fino ai disturbi del ciclo mestruale.

A più riprese, nell’ultimo secolo, la ricerca medica si e interessata agli  impieghi terapeutici del magnesio e, a questo proposito, sono state condotte interessanti esperienze.
Si è recentemente accertato, ad esempio, che l’ assunzione di magnesio nelle prime due settimane dopo un infarto cardiaco può ridurre del 55% la mortalità.
Donne sofferenti di osteoporosi hanno visto arrestarsi la perdita della massa ossea nell’87% dei casi dopo due anni di somministrazione di magnesio.

Le CARENZE di MAGNESIO SONO FREQUENTI
Oggi purtroppo non è affatto raro che l’organismo sia carente di questo prezioso nutriente.
Alcune condizioni (come le coliti, le diarree, i malassorbimenti, le diete dimagranti condotte in modo eccessivamente drastico, gli sforzi muscolari prolungati, l’assunzione di alcol e di farmaci, vaccini, la gravidanza, la menopausa, lo stress) determinano una perdita di magnesio oppure un aumento dei fabbisogni organici.
D’altra parte gli alimenti oggi disponibili, ottenuti spesso con un impiego eccessivo di concimazioni minerali (che non sono in grado di restituire al terreno tutte le sostanze assorbite dalle piante) e successivamente trasformati e raffinati (cioè impoveriti) contengono decisamente poco magnesio.
La stessa cottura dei vegetali in piena acqua determina una perdita di magnesio che può arrivare fino al 70 per cento.
L’organismo umano contiene intorno ai 25 grammi di magnesio localizzati per lo più nelle ossa, nei muscoli, nel cervello e in altri organi come il fegato, i reni e i testicoli. Il fabbisogno giornaliero di magnesio per un adulto di circa 70 kg si aggira attorno ai 420 milligrammi (cioè meno di mezzo grammo)

Il magnesio è un metallo
Il magnesio (simbolo chimico Mg) è un elemento chimico appartenente al gruppo dei metalli.
Tra i più abbondanti in natura, costituisce all’incirca il 2,3% della crosta terrestre.
Nell’ambiente il magnesio non si trova mai allo stato puro, ma sempre in composti con altri elementi chimici come il carbonio, l’ossigeno, lo zolfo, il silicio, il cloro. I composti più interessanti e noti sono diversi. L’ossido di magnesio è usato come antiacido nei bruciori di stomaco. L’idrossido di magnesio è un lassativo.
Il Cloruro di Magnesio, presente in abbondanza nell’acqua di mare alla quale dà il caratteristico sapore amaro, ha le speciali proprietà esaminate nell’ articolo. Il solfato di magnesio, conosciuto anche come “sale inglese” è noto a tutti come efficace lassativo;
Tra i più importanti minerali che contengono significative quantità di magnesio occorre ricordare la dolomite (carbonato doppio di calcio e magnesio) che costituisce interi massicci montuosi.

I FABBISOGNI
La scienza medica ritiene oggi che il fabbisogno di magnesio Si aggiri, per un adulto di 70 kg. intorno ai 420 mg al giorno (cioè meno di mezzo grammo).
A questo proposito non si può non riandare ai risultati di una indagine condotta tra i contadini egiziani nel 1932 dal ricercatore Schrunipf-Pierron. Fu accertato in quella occasione che la dieta usuale delle popolazioni rurali dell’Egitto forniva ben 1.500-1.800 mg al giorno di magnesio, cioè quasi due grammi. Tra i contadini egiziani l’incidenza del cancro era 10 volte inferiore a quella delle popolazioni europee e  statunitensi è quella del cancro allo stomaco ben 50 volte minore.
Inoltre, secondo le osservazioni del ricercatore, quei contadini non soffrivano di raffreddori, influenze, polmoniti e pleuriti, le loro donne partorivano con estrema facilità e allattavano i bambini per oltre due anni e gli anziani conservavano una andatura elegante e armoniosa anche in età molto avanzata.

Il MAGNESIO si TROVA in MOLTI ALIMENTI
Il magnesio è contenuto soprattutto nei seguenti alimenti: i cereali integrali, la soia, i fagioli, i vegetali in genere se coltivati con metodo biologico, i frutti di mare e, per la gioia dei golosi, il cacao e la cioccolata. Anche il sale marino integrale  (reperibile presso tutti i negozi di alimenti integrali e biologici) è molto ricco di magnesio.
Il Cloruro di Magnesio può essere utilizzato non solo come integrazione alimentare, ma anche come importante strumento terapeutico nei confronti soprattutto delle malattie infettive.
Nel 1915, il prof. Pierre Delbet (medico chirurgo socio dell’ Accademia di medicina di Parigi) comunicava ai colleghi l’esito dei suoi esperimenti tesi a trovare una sostanza che aumentasse la protezione dell’organismo nei confronti delle aggressioni batteriche e virali e che contemporaneamente rafforzasse il sistema immunitario.
Questa sostanza era appunto il Cloruro di Magnesio, preparato da Delbet in una soluzione di 20 grammi per litro di acqua. Delbet e i suoi allievi curarono con il Cloruro di Magnesio infiammazioni della gola, asma e malattie allergiche, broncopolmoniti, influenze, intossicazioni alimentari, gastroenteriti, ascessi e foruncoli, febbri puerperali, parotiti.
Delbet si dedicò anche allo studio dei rapporti fra magnesio e cancro e, dopo molte esperienze cliniche e di laboratorio, concluse che il magnesio esercitava anche un’ azione preventiva nei confronti dei tumori.
Tra l’altro, queste asserzioni vennero successivamente confermate anche da studi geologici che stabilirono l’esistenza di una relazione tra la scarsa quantità di magnesio presente nel terreno (e quindi negli alimenti) e il numero dei casi di cancro individuati in quella stessa zona.

Potete usare il Cloruro di Magnesio in caso di malattie acute
La soluzione di Cloruro di Magnesio da utilizzare per gli utilizzi elencati successivamente è quella ottenuta sciogliendone 20 (25) grammi in un litro di acqua.
Per il trattamento delle malattie acute (influenza, raffreddore, bronchite, raucedine, mal di gola, rosolia, morbillo) è opportuno che le dosi di seguito indicate vengano inizialmente somministrate ogni 6 ore. In reazione a miglioramento ottenuto si potrà poi somministrare la dose sogni 8-12 ore.
La somministrazione deve, continuare per 5-6 giorni anche dopo scomparsa dei sintomi più fastidiosi (febbre, arrossamento, dolore alla gola, secrezioni nasali, ecc.)
Per i bambini fino ai 2 anni: 60 ml (circa 3 cucchiai da minestra)
Per i bambini di 3 anni: 80 ml (circa 4 cucchiai da minestra)
Per i bambini di 4 anni: 100 ml.
Per gli adulti e i bambini sopra i 5 anni: 125 ml (circa due tazzine di caffé)
È possibile che la somministrazione frequente (come quella necessaria nelle fasi più acute della malattia) determini un leggero effetto lassativo. A parte il fatto che la pulizia dell’intestino, nella maggior parte dei casi, influisce favorevolmente sull’evoluzione della malattia, il fenomeno è comunque transitorio. Potrà in ogni caso essere utile ridurre la quantità di ogni singola dose, mantenendo invece invariata la frequenza.

Un altro problema, specialmente se il Cloruro di Magnesio è destinato ai bambini, è costituito dal sapore molto amaro della soluzione. Si potrà tentare di rammentare loro che la Fata Turchina, nel somministrare a Pinocchio un farmaco, diceva espressamente che “la medicina più è amara e più fa bene”.
Ma probabilmente un intervento più efficace per rendere meno sgradevole la pozione consisterà nella sua diluizione con acqua addizionata con succo di limone, zuccherata a piacere.
La dose di Cloruro di Magnesio si può anche assumere bevendone piccoli sorsi ogni 15/20 minuti.
Esistono in commercio anche le compresse, più facilmente ingeribili da  parte di bambini ed anziani, dato il sapore del Cloruro di Magnesio. In  genere le compresse di 1 grammo cad.

Ricordiamo che alle volte al posto del Cloruro di Magnesio, in certi casi e’ possibile utilizzare il Bicarbonato di Magnesio
Importante: Controllare comunque le proprie reazioni individuali a questa sostanza (Bicarbonato – Carbonato di Magnesio) – Il Cloruro di Magnesio al contrario e’ normalmente adatto a TUTTI.
Con tutti questi sali occorre assumere CONTEMPORANEAMENTE dei fermenti e degli enzimi, in quanto le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell’organismo.

IMPORTANTE:
Come Portale segnaliamo vari personaggi che hanno avuto contrasti con le autorita’ mediche, e per essere precisi,  affermiamo che NON condividiamo in toto le loro terapie, in quanto per noi seguaci della Medicina Naturale la malattia (cancro compreso) e’ MULTIFATTORIALE, quindi NESSUN prodotto puo’, da solo, guarire dalla malattia della quale si e’ malati !

INTERVISTA al dott. VERGINI (medico) – Magnesio e Cloruro di magnesio per la salute

La carenza di magnesio, così come per altri preziosi minerali, è sempre più evidente in una società indirizzata verso un sempre più diffuso costume di seguire una dieta povera di nutrienti. Questo diffuso ‘malcostume’ è supportato dalla pubblicità che invita a consumare piatti già pronti, sempre più industrializzati e raffinati. Ci ritroviamo così sulla tavola alimenti sempre più colorati, saporiti, veloci e facili da consumare ma, per contro, sempre più poveri dal lato nutrizionale.

Abbiamo cercato di capire il motivo di tutto ciò e come un rimedio naturale, il cloruro di magnesio, possa essere utile nella cura di diversi disturbi. A queste domande ci risponde il dottor Raoul Vergini, medico ed esperto in nutrizione.
Dottore, pare che le popolazioni più civilizzate soffrano di una rilevante carenza di magnesio. Quale può esserne il motivo ?
“Nel 99% dei casi il motivo è un’insufficiente introduzione attraverso l’alimentazione. Questa è data dal fatto che si tendono a mangiare meno cibi ricchi in magnesio (ad esempio noci, mandorle, fagioli, cereali integrali), dal fatto che le farine e il sale vengono raffinati riducendo quindi quelle che in passato erano due fondamentali fonti di magnesio, il pane e il sale appunto.
Ed infine le colture intensive, e l’uso dei fertilizzanti chimici hanno ridotto il quantitativo di magnesio nel terreno e, di conseguenza, nei prodotti che vi vengono coltivati; per cui la verdura e la frutta di oggi sono solo nell’aspetto le stesse di 50 o 80 anni fa”.

Il professor Delbet è stato il padre della terapia con il cloruro di magnesio. Ci sono delle differenze tra quello che adoperava lui e quello che si trova oggi nelle farmacie ?
“Delbet e Neveu utilizzavano cloruro di magnesio a 3 e a 4,5 molecole d’acqua (cosiddetto “essiccato”), mentre quello che si trova oggi nelle nostre farmacie è a 6 molecole d’acqua (cosiddetto “cristallizzato”). Questa è una differenza chimica ma all’atto pratico è una differenza molto marginale. Una volta adattate le dosi al tipo di magnesio che noi abbiamo a disposizione, abbiamo sostanzialmente lo stesso prodotto con la stessa efficacia. Ad esempio, la soluzione che Neveu utilizzava contro polio, difterite e altre malattie acute era al 2%, noi oggi utilizziamo una soluzione al 2,5% (25 grammi in 1 litro d’acqua) proprio per compensare la differenza di forma del cloruro di magnesio utilizzato”.

Il cloruro di magnesio è molto efficace anche se utilizzato per via esterna, per esempio nella disinfezione di piaghe e ferite. Che differenza c’è tra l’uso di un disinfettante normale e il cloruro di magnesio ?
“Quella per uso esterno fu la prima utilizzazione che Delbet fece del cloruro di magnesio, all’inizio del ‘900. Egli propose una soluzione all’1,2% per lavare e medicare le ferite. Col magnesio cristallizzato di oggi la soluzione diventa 1,65% (circa 16 grammi per litro di acqua bollita). Questa soluzione non mortifica i tessuti come fanno certe soluzioni antisettiche, mentre aumenta l’attività dei globuli bianchi. Non è quindi un disinfettante, perché non uccide eventuali batteri presenti, ma semplicemente stimola le nostre difese nella zona traumatizzata e ne facilita la cicatrizzazione”.

Può raccontare, in due parole, la sconvolgente esperienza del dott. Delbet nell’utilizzo del cloruro di magnesio nella cura di malattie importanti come la Difterite ? E, soprattutto, l’incredibile risposta dal Consiglio dell’Accademia di Medicina quando il professor Delbet propose la terapia magnesiaca per la cura di questa malattia ?
“Il dott. Neveu, nel 1932, utilizzò in un caso di difterite una soluzione di cloruro di magnesio nel tentativo di ridurre il rischio di reazione allergica al siero antidifterico che avrebbe poi somministrato, poiché Delbet aveva dimostrato che la soluzione poteva ridurre la risposta allergica. Quando il giorno dopo arrivarono dal laboratorio le risposte delle analisi che confermavano la difterite, e quindi prima di aver somministrato il siero, Neveu si accorse con grande stupore che la bimba era già perfettamente guarita. Dopo questo caso ne trattò altri 5 nei mesi successivi, e tutti guarirono perfettamente.
Negli anni seguenti tratta oltre 60 casi, tutti guariti senza dover mai utilizzare il siero antidifterico. Allora pubblica su una rivista medica un paio di articoli sul trattamento della difterite ed alcuni colleghi lo provano e ne confermano gli ottimi risultati.
Nel 1943 Neveu si accorge che oltre alla difterite il cloruro di magnesio era in grado di guarire anche l’altro grande flagello di quegli anni, la poliomielite. Allora cerca di ottenere una ufficializzazione del metodo, presentandolo all’Accademia di Medicina e si rivolge a Delbet che ne era membro.
Ma l’Accademia rifiuta a Delbet il permesso di effettuare la comunicazione a nome di Neveu in quanto questi non è membro dell’Accademia (cosa che in altre occasioni era stata fatta senza problemi).
Allora Delbet decide di presentarla a suo nome ma anche qui con mille scuse gli viene negato il permesso di parlare.
Dopo lunghe e accese discussioni gli viene concessa la parola ma la sua relazione non verrà mai pubblicata sul bollettino dell’Accademia. Alle proteste di Delbet viene risposto ufficialmente che ‘Facendo conoscere un nuovo trattamento contro la difterite verrebbero impedite le vaccinazioni, mentre l’interesse comune è di generalizzare le vaccinazioni stesse’”.

Il cloruro di Magnesio sembra essere efficace contro moltissime malattie. Come mai molti medici ancora non ne conoscono l’utilizzo ?
“Perché la terapia col cloruro di magnesio non viene certo insegnata all’università o illustrata nei testi di terapia medica. Con l’avvento degli antibiotici e delle vaccinazioni questa terapia, che come appena visto incontrava già notevoli ostacoli a suo tempo, è praticamente scomparsa (o, sarebbe meglio dire, fu definitivamente soppressa). Si pensava, un po’ ingenuamente, che gli antibiotici e le vaccinazioni fossero tutto ciò che serviva per debellare le malattie infettive (solo dopo diversi decenni ci saremmo resi conto che le cose non sono così semplici). E poi il cloruro di magnesio è una sostanza naturale e quindi non brevettabile, per cui nessuna industria farmaceutica penserebbe mai di investire milioni di euro in ricerca su un prodotto da cui poi non potrebbe otterrebbe alcun vantaggio economico.
E’ un po’ il triste destino delle vitamine, alcune delle quali hanno grandi potenzialità preventive e terapeutiche che non vengono studiate, sperimentate o propagandate più di tanto per lo stesso motivo. Solo lo Stato, non agendo per fini di lucro, potrebbe sobbarcarsi l’onere di effettuare ricerche su queste sostanze molto importanti ma troppo spesso trascurate, e questo sarebbe di gran beneficio per tutti, ma purtroppo dubito che succederà”.

Nel suo libro “Curarsi con il magnesio”, dice che per quanto è importante e valida la terapia magnesiaca, la cosa migliore sarebbe intervenire sul nostro stile di vita, in particolare sulle abitudini alimentari. Ci conferma questo suo pensiero ?
“La terapia magnesiaca è molto importante per le malattie acute e per molte patologie croniche. Se però noi fossimo in grado di aumentare naturalmente il nostro tenore di magnesio tramite un’alimentazione più ricca, una coltivazione più rispettosa delle qualità del terreno, una minore raffinazione delle farine e del sale, non ci troveremmo in questo stato di cronica carenza di magnesio, tipica di tutti i popoli civilizzati di oggi, e saremmo sicuramente più resistenti alle patologie acute e croniche che ci affliggono in misura sempre maggiore, come lo erano le popolazioni meno civilizzate 80 o 100 anni fa”.
By Luigi Mondo e Stefania Del Principe – Tratto da: lastampa.it – 02/03/2009

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CLORURO di MAGNESIO e:
1. APPARATO RESPIRATORIO
- Angina
E’ l’infiammazione dell’istmo delle fauci e della laringe.
Comprende diverse varietà a seconda della sede e della natura dell’infezione (a. tonsillare, a. faringea, a. difterica ecc.). L’angina banale, faringea e tonsillare, cede rapidamente al trattamento magnesico; Neveu dice di non conoscere “una terapia migliore, più rapida e più comoda”.
- Asma
Malattia caratteristica da crisi di dispnea (difficoltà di respirazione) soprattutto espiatoria, dapprima notturna, dovute allo spasmo, alla congestione e alla ipersecrezione bronchiale.
Fra le varie crisi l’apparato respiratorio è praticamente normale.
Alla sua base c’è quasi sempre uno stato allergico.
Questa affezione è stata spesso trattata con successo mediante l’assorbimento, la mattina e la sera, di 125 cm³ della soluzione di cloruro di magnesio per 20 giorni.
Questo trattamento va rinnovato ogni volta che lo stato del malato lo rende necessario.
- Bronchite Cronica
Infiammazione cronica della mucosa bronchiale.
E’ caratterizzata dalla presenza di tosse e di espettorazione che durano parecchi mesi, ed evolve in più anni.
La riduzione di calibro (infiammatoria o fibrosa) delle ramificazioni bronchiali, provoca una notevole riduzione della ventilazione polmonare e può evolvere verso l’enfisema polmonare e verso l’insufficienza respiratoria.
Anche qui sono stati ottenuti risultati brillanti con la stessa posologia dell’asma (125 cm³, 2 volte al giorno per 20 giorni, da ripetere al bisogno).
- Broncopolmonite
Malattia caratterizzata dalla infiammazione del tessuto polmonare e dei bronchi.
Si manifesta con tosse, febbre, a volte difficoltà respiratoria e cianosi, ed ha un decorso variabile da pochi giorni a diverse settimane.
In genere è secondaria ad una affezione delle vie respiratorie (influenza) o ad una malattia generale.
E’ caratteristica dei bambini e degli anziani.
Il dottor Neveu racconta di molti anziani, in un ricovero, ristabilitisi in pochi giorni con il cloruro di magnesio, senza una sola perdita, mentre gli anni precedenti, un buon 25% di essi non superava la malattia.
- Corizza (raffreddore comune)
Se la terapia è iniziata tempestivamente, scompare pressoche’ immediatamente con l’assorbimento di una dose di 125 cm³, ripetuta qualche volta.
- Enfisema Polmonare
Stato patologico del polmone, caratterizzato dalla diminuzione o dalla scomparsa delle fibre elastiche, dalla dilatazione esagerata e permanente degli alveoli polmonari, che possono andare incontro a rottura e portare alla diminuzione del letto vascolare polmonare.
Tende verso l’insufficienza respiratoria ostruttiva.
Anche qui, come per l’asma e la bronchite cronica, si sono ottenuti buoni risultati con trattamenti di 20 giorni (2 dosi al dì), ripetibili al bisogno.
- Influenza
Anche nell’influenza i risultati sono spettacolari; noi stessi abbiamo seguito numerosi casi perfettamente guariti in 12, 24 o 48 ore, senza utilizzare nessun’altra terapia.
Inoltre, grazie anche all’effetto tonico del magnesio stesso, non abbiamo mai riscontrato la spiacevole astenia post-influenzale, purtroppo così frequente nei casi trattati in maniera allopatica.
- Pertosse
Nella pertosse, l’inizio tempestivo del trattamento è determinante.
Se presa ai primissimi sintomi, la soluzione magnesiaca può arrestare definitivamente la malattia; se presa in ritardo non la arresta più, ma attenua comunque notevolmente gli attacchi, ed aiuta a giungere ad una guarigione piuttosto rapida e senza complicanze.
- Raucedine
La raucedine banale cede rapidamente a poche dosi della soluzione di cloruro di magnesio, somministrate ogni sei ore.

2. APPARATO DIGERENTE
Oltre al già citato effetto regolarizzatore sulle funzioni intestinali, ai benefici in caso di colecistiti, angiocoliti, epatopatie, spasmi digestivi, abbiamo due indicazioni fondamentali:
- Intossicazioni alimentari e professionali
Anche in gravi casi (diarrea, vomito, sincope), numerose osservazioni del Dott. Neveu ed altri confermano l’effetto del cloruro di magnesio.
Neveu cita il caso di un coltivatore che, intossicatosi con un prodotto a base di arsenico utilizzato contro la dorifora, si ristabilì rapidamente grazie all’uso del cloruro di magnesio per via orale, e del tiosolfato di magnesio per via endovenosa.
- Gastroenterite neurotossica dei lattanti
Questa malattia molto grave è caratterizzata da una sindrome infettiva (vomito, diarrea, febbre o ipotermia da collasso) e da una disidratazione notevolissima.
Per questa affezione il Dott. Neveu, dopo 10 anni di osservazioni cliniche, raccomandò il trattamento seguente:
a) DIETA
1° Durante le prime 24 ore: dieta idrica, cioè somministrare al bambino alle ore 6, 9, 12, 15, 18 e 21, un biberon di 140-150 cm³ di acqua non zuccherata, leggermente tiepida.
2° Dall’indomani: togliere dal primo biberon un cucchiaio da caffè d’acqua e sostituirlo con uno di latte.
Poi, nei biberon seguenti, aumentare progressivamente il latte fino a che l’acqua sia interamente sostituita da questo.
b) TERAPIA
Dosi per un lattante di sei mesi: somministrare al bambino, ogni tre ore, giorno e note, rispettando tuttavia il sonno della notte, un cucchiaio da minestra debordante (20 cm³) della soluzione di cloruro di magnesio.
Può essere utilizzato un contagocce per facilitare la somministrazione.
Al di sopra dei sei mesi è di due cucchiai da minestra non colmi (30 cm³).
Al di sotto dei sei mesi ogni dose è di un cucchiaio da minestra non colmo (15 cm³).
In tutti i casi, cominciare con 24 ore di dieta idrica, poi tornare progressivamente all’alimentazione normale, secondo l’età del bambino.

3. MALATTIE DIVERSE
- Febbre puerperale

Stato febbrile che si accompagna a sintomi generali più o meno gravi; si presenta nella donna che ha partorito, ed è dovuto ad un’infezione a punto di partenza generalmente uterino, provocata da piogeni o da associazioni batteriche.
Può assumere una forma gravissima setticemica o setticopiemica.
Secondo Neveu lo streptococco emolitico non sarebbe che un volgare saprofita inoffensivo se si facesse seguire alla partoriente, a scopo preventivo, un trattamento a base di cloruro di magnesio prima o immediatamente dopo il parto.
Se invece l’infezione si è già instaurata, la terapia magnesiaca arresta il suo sviluppo.
- Parotite-scarlattina-rosolia-morbillo
Anche in queste malattie, tipiche dell’età infantile, il trattamento magnesiaco è la terapia di scelta.
Essendo una terapeutica aspecifica, che esalta le difese dell’organismo, consente di debellare allo stesso modo malattie batteriche e malattie virali (mentre queste ultime possono essere trattate solo sintomaticamente dalla Medicina Ufficiale, che non possiede farmaci antivirali efficaci).
- Ostiomielite
E’ una malattia che colpisce soprattutto l’infanzia e l’adolescenza.
Consiste in una infiammazione degli elementi cellulari dell’osso, del periostio e della cavità midollare, dovuta allo sviluppo dello stafilococcco piogeno, e terminante con la suppurazione e con la formazione di un sequestro osseo.
Provoca gravi sintomi generali (febbre) e locali (dolore pulsante, continuo, soprattutto notturno).
Generalmente viene trattata chirurgicamente.
Neveu ci dice invece che nessuno dei pazienti da lui trattati per ostiomielite ha dovuto ricorrere all’intervento chirurgico; tutto è rientrato nell’ordine col solo cloruro di magnesio.

Posologia per il trattamento delle malattie acute col cloruro di magnesio
Eccetto i casi cronici (asma, enfisema, ecc.) per i quali è stata indicata una posologia diversa nelle pagine precedenti, è la seguente posologia alla quale ci si dovrà sempre attenere.
La soluzione da utilizzare è quella al 2% di magnesio “essiccato”, la cui composizione è la seguente:
* cloruro di magnesio essiccato gr 20 (gr 25 se si usa cloruro di magnesio cristallizzato)
* acqua comune litri 1.
Adulti e bambini sopra i cinque anni: 125 cm³ ogni sei ore.
Casi molto gravi: due dosi iniziali di 125 cm³ a due dosi di intervallo, poi 125 cm³ ogni sei ore.
Al di sotto dei cinque anni:
4 anni 100 cm³ ogni 6 ore
3 anni 80 cm³ ogni 6 ore
2 anni 60 cm³ ogni 6 ore
1 anno 60 cm³ ogni 6 ore

Al di sotto di un anno
Più di sei mesi: due cucchiai da minestra non colmi (30 cm³) ogni tre ore.
Meno di sei mesi: un cucchiaio da minestra non colmo (15 cm³) ogni tre ore.
Nei casi molto gravi, anche nei bambini, somministrare le prime due dosi a distanza ravvicinata, poi le altre come di norma.
I tempi di somministrazione qui citati si riferiscono alla fase acuta della malattia.
Le dosi verranno poi progressivamente spaziate, prima ogni 8 ore, poi ogni 12 ore, man mano che i segni clinici migliorano.

Dopo la guarigione apparente è necessario continuare il trattamento, ogni 12 ore, per qualche giorno, affinche’ il malato non sia esposto a ricadute.
Se la soluzione dovesse provocare disordine intestinale (ma un lieve effetto purgante iniziale è frequente e non deve preoccupare), sarà utile diminuire un po’ la quantità di soluzione, mantenendo però sempre i tempi di somministrazione sopra citati.

La soluzione ha un sapore molto amaro, ed alle prime somministrazioni può risultare piuttosto sgradevole.
Ben presto, comunque, ci si abitua ad assorbirla facilmente.
E soprattutto, ricordiamoci che mai come in questo caso è valido il vecchio detto “amaro in bocca, dolce al cuore”.
Per i bambini, che prenderanno difficilmente la soluzione a causa della sua amarezza, questa può essere addizionata di un po’ d’acqua, zuccherata a volontà e aromatizzata con succo di limone.

Terapia magnesiaca parenterale
Conclusione
Nelle pagine precedenti abbiamo ripercorso il cammino della citofilassi; nata come semplice metodo di medicazione delle ferite, rivelatasi poi utile in molti disturbi cronici, fino a diventare una terapia delle malattie infettive e, addirittura, una prevenzione contro il cancro.
Abbiamo anche seguito gli sforzi dei pochi paladini della citofilassi: Delbet, Neveu, ed altri medici mano noti; abbiamo notato, invece, l’imponente esercito dei nemici: Professori, Accademie, Istituti celebri, Riviste Mediche, Associazioni.
La lotta era impari, e l’esito scontato.
Oggi, a 70 anni dalla nascita della citofilassi, ed oltre 40 dalla presentazione dei primi risultati nelle malattie infettive, il metodo mediante cloruro di magnesio è completamente ignorato dai pazienti e deriso dai medici.

A proposito della scarsa considerazione in cui era tenuto il metodo, Delbet aveva scritto: “Convincere che un elemento chimico banale giochi un ruolo importante, è un’impresa difficile.
Se si trattasse di un composto multimolecolare, il cui nome copre diverse righe, sarebbe stato più semplice… Una vitamina avrebbe avuto più successo.
Il pubblico attribuisce volentieri alla loro carenza i disturbi di cui soffre.
Poiche’ ci si immagina che un grande effetto non possa essere prodotto che da mezzi complicati, i sali di magnesio sembrano essere troppo semplici.”

Il fatto che lo scopritore della citofilassi fosse un medico noto, addirittura membro dell’accademia di Medicina, non ha giovato ugualmente alla popolarità del metodo.
La vedova Neveu scrisse, qualche tempo fa, parole di grande saggezza e semplicità:

“… io mi chiedo per quale ragione questo metodo mediante cloruro di magnesio, che rende così grandi servigi ai malati, non sia riconosciuto ufficialmente, tanto più che, all’inizio, fu la scoperta di un membro dell’Accademia di Medicina, uno dei più grandi Maestri di questo secolo.
Bisogna dunque ammettere che i metodi che guariscono troppo in fretta i malati sono condannati a priori, e perche’? Evidentemente non siamo più ai tempi di Ippocrate, dove l’arte di esercitare la medicina era un sacerdozio.
Oggi noi adoriamo il vitello d’oro.
Oggi tutti iricercatori, che volessero rendere un servizio ai loro simili, conoscerebbero la stessa sorte per i loro metodi, quantunque fossero tra i più efficaci.
Sarebbe lo stesso se qualcuno scoprisse come guarire il cancro.
Non cerchiamo di capire.
Purtroppo sono sempre i poveri malati che ne pagano le conseguenze.”(*)

La signora Neveu per anni aveva seguito il marito nelle sue ricerche, nelle sue battaglie, vittoriose, contro le malattie infettive, e in quelle, meno fortunate, contro il pregiudizio.
Ed è il pregiudizio che ha avuto la meglio.
Intanto si continua ad insegnare agli studenti di medicina che “una terapia eziologica della poliomielite non esiste, e noi dobbiamo limitarci a cercare di ottenere una funzione vicaria da parte delle fibre muscolari superstiti”; che la terapia della difterite “trova il suo cardine nell’uso del siero antitossico”; per parlare soltanto delle due malattie più celebri trattate dal Dott. Neveu col metodo citofilattico.
Abbagliati dai falsi miti del “pasteurismo”, ci troveremo ben presto in una situazione di impotenza nei confronti delle malattie infettive.
Prima che sia troppo tardi, i “ricercatori” farebbero bene a rileggere Delbet, Neveu, Tissot, Bechamp i quali, non convinti dalle idee di Pasteur, diedero nuove e migliori risposte al problema delle malattie infettive.
La frase di Claude Bernard:- Il microbo non è nulla, è il terreno che è tutto – tornerebbe allora a riacquistare tutto il suo significato.
Dal 1947, anno della presentazione dei primi risultati della terapia citofilattica nella difterite e nella poliomielite, quante persone sono morte o sono rimaste inferme a causa di queste due malattie? Soltanto in Italia il conto ammonta a diverse decine di migliaia.
E lo stesso discorso vale per altre malattie infettive.
Eppure la maggior parte di questi malati, per lo più bambini, si sarebbero potuti salvare se tempestivamente trattati con cloruro di magnesio; se la ragione ed il buon senso avessero prevalso sul pregiudizio e sull’egoismo camuffati da scienza.

Chi li ha sulla coscienza ?
Considerata la non sempre facile reperibilità del cloruro di magnesio, coloro che sono interessati ad applicare la terapia qui rappresentata, sono pregati di mettersi in contatto con l’Autore, che potrà fornire tutte le informazioni ed indicazioni necessarie al riguardo.
By dott. Raul Vergini
(*) Pensiamo alle vicende relative all’ascorbato di potassio, all’IMB, a… ?! (n.d.e.)

CLORURO di MAGNESIO
Esso si trova combinato con il magnesio disciolto ed gran quantità nell’acqua di mare, per esempio il Mediterraneo ne contiene 7,5 gr. per litro.
Il magnesio è un elemento essenziale presente in tutti gli organismi in quanto è un cofattore indispensabile allo svolgimento di numerose reazioni enzimatiche.
Il sale marino integrale non lavato ne contiene grandi quantità ed in forma colloidale, ecco perché se ne consiglia l’uso. Anche nei cereali integrali coltivati biologicamente (di tipo biodinamico), è presente in forma utilizzabile dai nostri metabolismi e sopra tutto nel pane integrale fatto con farina di grano macinata a pietra e cotto nel forno a legna.
Bisogna riformare Agricoltura e panificazione che dovranno tenere conto di questo importante elemento (Mg) che dovrà essere contenuto nel grano in ragione di 2 gr. x Kg.
L’unico Cloruro di Magnesio reperibile in Italia è il tipo Cristallizzato che deve essere conservato lontano dall’aria perché né assorbe l’umidità. Deve essere usato in ragione al massimo del 2,5 % in 1 lt. di acqua (gr. 25 per 1 lt. di acqua); bere tutti i giorni ed a qualsiasi età.
E’ un ottimo rinforzante del sistema immunitario, tonico nervoso e muscolare; molto adatto in TUTTE le malattie chiamate infettive anche e sopra tutto per le malattie derivanti anche dai:  Danni dei Vaccini !
In caso di Polio o di Difterite o di altre malattie infantili è assolutamente indispensabile ma si deve somministrarlo immediatamente e fare una intensa cura di tale minerale disciolto in acqua, 125 cm3 di soluzione ogni 6 ore, in seguito ogni mattina e sera; le quantità devono variare a seconda dei casi e della reazione individuale.

In vecchiaia è molto utile per prevenire stati di degenerazione e dolori dovuti ad infiammazioni particolari.
E’ utile per OGNI malattia !

Va fatto notare che l’effetto benefico del Cloruro di Magnesio sui disturbi dura soltanto finché se ne fa uso, cessando il beneficio al cessare del consumo; esso deve essere considerato come un alimento e non come una medicina.
Modalità d’uso a scopo preventivo: messo od un cucchiaino da tè raso, in 1 bicchiere di acqua al mattino a digiuno.
La soluzione di Cloruro di Magnesio accresce in maniera enorme la potenza fagocitaria dei globuli bianchi; esso infatti agisce esaltando le difese naturali dell’organismo.

Ecco alcune della malattie già trattate con successo con il Cloruro di Magnesio: epilessie, distrofie, sclerosi, poliomielite, tumori, asma, bronchite cronica, broncopolmonite, enfisema polmonare, influenza, pertosse, raucedine, affezioni dell’apparato gastro intestinale, malattie cervicali, tensioni neuro muscolari, artriti, sciatiche, dolori ai muscoli, calcificazioni, osteoporosi, depressioni, ansie, paure, mali di testa, febbri, fuoco di sant’Antonio, orticarie, tetano (anche quando il paziente è già rigido), morsi di vipera (lavare anche la ferita), rabbia, parotite, scarlattina, rosolia, morbillo, le altre malattie dell’infanzia, non esiste malattia che non possa essere trattata dal Cloruro di Magnesio in quanto esso, agendo sull’intestino e quindi sulla parete della mucosa intestinale disinfiammandola ed aiutando il ripristino del pH intestinale verso l’alcalino, DIMOSTRA COME TUTTE LE MALATTIE PROVENGANO dall’apparato GASTRO INTESTINALE !!!
Ricordarsi che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell’organismo.

La stimolazione del sistema immunitario sta alla base di meccanismi fisiologici naturali, di difesa dalle malattie.
Lo scopo principale è quello di ottenere un generalizzato aumento del tono immunitario, in modo da realizzare una difesa generale. L’importanza del Magnesio è stata, per lungo tempo, sottovalutata.
Il Magnesio risulta infatti essenziale per il funzionamento di oltre trecento sistemi enzimatici, ed è implicato nella biochimica della maggior parte degli apparati: nervoso, cardiovascolare, osseo, digestivo, muscolare, ecc.

Il Cloruro di Magnesio è dunque sicuramente utile per:
- aumentare il tono dell’umore (blando antidepressivo)
- diminuire la tensione premestruale (profilassi dei disturbi mestruali)
- trattamento della ipomagnesiemia di qualsiasi origine ed infine ha una attività antiinfiammatoria topica (locale).
- per riordinare lo stress ossidativo
Si è dimostrato con l’uso del Magnesio anche un aumento della conta dei globuli bianchi. L’effetto sui globuli bianchi del sangue (citofilassi) è stato ufficialmente fino ad ora trascurato.
Invece è proprio la citofilassi che venne invocata, fin dal 1915 dal prof. Pierre Delbet dell’accademia di Medicina di Parigi per giustificare i vari effetti osservati e riconducibili ad un generale aumento del tono immunitario.

Cloruro di Magnesio:
In generale, la dose giornaliera raccomandata dalla maggior parte di coloro che lo hanno consigliato, in accordo la regolamentazione sugli integratori alimentari (RDA), è quella di 0.360 grammi (di ione magnesio) al giorno per un soggetto di 60 chili, ma in particolari situazioni  bisogna ripeterla più volte al giorno.

Posologia per il trattamento delle malattie acute:
La soluzione da utilizzare di Cloruro di Magnesio cristallizzato è questa:
Su di 1 litro di acqua 25 gr. di Cloruro di Magnesio; di questa soluzione utilizzare per adulti e bambini sopra i 6 anni 125 cm3 (un ottavo di litro) ogni 6 ore.
Nei casi acuti particolarmente gravi 2 dosi iniziali di 125 cm3 a 2 ore di intervallo, poi 125 cm3 ogni 6 ore.
Al di sotto dei 6 anni: 4 anni, 100 cm3 ogni 6 ore; 3 anni, 80 cm3 ogni 6 ore; 2 anni, 60 cm3 ogni 6 ore; 1 anno 60 cm3 ogni 6 ore.
Al di sotto di 1 anno, 2 cucchiai da minestra (30 cm3) ogni 3 ore; meno di 6 mesi (15 cm3) un cucchiaio da minestra ogni 3 ore.
Nei casi gravi, anche nei bambini somministrare le due prime dosi a distanza ravvicinata.
Dopo la guarigione è preferibile continuare il trattamento ogni 12 ore per 2-3 giorni, poi una volta al giorno per altri 2-3 giorni.
Per i casi cronici: 125 cm3 mattina e sera per tempi lunghi (almeno 40 o 60 gg). Iniziare con una volta al giorno per i primi 7-10 giorni poi passare a due volte al giorno.
Per mascherare un po’ il gusto amaro si può additivare con limone e zucchero, oppure sciogliere direttamente in succo di arancio o meglio ancora di pompelmo. Quest’ultimo ne maschera molto bene il sapore, specie se succo è un po’ freddo.
Dott. Raul Vergini

Un lettore ci chiede questo: vedo scritto in, Posologia per il trattamento delle malattie acute:
La soluzione da utilizzare di Cloruro di Magnesio essiccato è questa:
Su di 1 litro di acqua 25 gr. (nei casi gravi di malattie croniche e degenerative, max 33 gr.) di Cloruro di Magnesio; di questa soluzione utilizzare per adulti e bambini sopra i 6 anni 125 cm3 ogni 6 ore.
Domanda: …a quanto corrispondono 25 g e 33 g in cucchiai o cucchiaini ?
Risposta: Dipende dalla grandezza del cucchiaio, la prima volta si può far fare una pesata dal farmacista almeno per rendersi conto.
In generale cucchiaino da caffè colmo sono circa 3 grammi, che è la quantità per una dose, che va sciolta in 125cc d’acqua. Infatti 3gx8dosi=24g e siamo circa ai 25 grammi/litro previsti.
Consiglio: non userei la soluzione a 33 grammi, ma solo quella a 25.
Nei casi gravi 2 dosi iniziali di 125 cm3 a 2 ore di intervallo, poi 125 cm3 ogni 6 ore.
Domanda:…ma cosa sono125 cm3 ? e a cosa corrispondono ?
Risposta: ..a 125 millilitri (ml) o centimetri cubi (cc) sono un ottavo di litro, infatti 1000ml:8 = 125.
Cioè da ogni litro di soluzione, contenente 25 grammi di magnesio cloruro si fanno 8 dosi, 8 bicchieri da 125cc l’uno.
Per i casi cronici: 125 cm3 mattina e sera per tempi lunghi (almeno 40 o 60 gg).
Domanda: …..Io sono sia grave che cronica , quale ‘ e’ lo schema più adatto ?
Risposta: ..Stessa cosa, 2 volte al giorno per tempi lunghi. Per grave intendevo casi acuti particolarmente gravi, non parlavo di casi cronici.

In certi casi è consigliato l’uso per via endovena od intramuscolare a seconda della gravità. In questi casi la soluzione deve essere quella del 20% in acqua distillata od in Plasma di Quinton con iniezioni da 1 a 3 volte al dì da cm3 10 a 20 iniettata con aghi molto fini in 8 – 10 minuti per i 10 cm3 ed in 15 – 20 minuti per quella da 20 cm3; ovviamente la soluzione deve essere sterilizzata.

Ovviamente il nostro corpo abbisogna anche di altri minerali per cui si raccomanda di fare preventivamente dei test Bio elettronici od un mineralogramma, oppure l’esame delle urine chiamato Tumtu, in modo da conoscere bene quali sono le carenze o le eccedenze dei minerali nel proprio corpo.

NON utilizzare il Cloruro di Magnesio contemporaneamente a terapie, omeopatiche e/o fitoterapici. Contemporaneamente significa, che NON si devono assumere nel medesimo istante; il Cloruro di Magnesio si assimila facilmente (entro 10 minuti) dopo di che e’ possibile assumere anche gli altri  prodotti, meglio attendere un’ora dopo.

Per il Tetano: è sempre la via endovenosa quella da utilizzare: 2 iniezioni al dì, mattina e sera, ognuna di 20 cm³ della soluzione al 25%, per alcuni  giorni.
Questa terapia è assolutamente atossica, è più sicura del siero antitetanico.
Sono stati riportati casi di tetano molto gravi, di 2 o 3 giorni, in cui il malato era già completamente rigido.
Le iniezioni di cloruro di magnesio hanno provocato una decontrattura immediata, e, dopo 3 o 4 giorni di terapia, il paziente ha potuto lasciare l’ospedale completamente guarito.”

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Articolo di Padre Bano J. Schorr, del Collegio Catarinense, San Paulo (Brazil) -  Prof. di Fisica, Chimica e  Biologia (30/09/1985)
I disperati sofferenti del “becco di pappagallo” (nervo sciatico) della colonna vertebrale e calcificazione hanno, ora, una cura perfetta, indolore, facile economica ed incredibile, che cura tutte le malattie causate dalla carenza di magnesio, perfino le artriti e le artrosi.
SOLUZIONE: 100 grammi di Cloruro di Magnesio in 3 litri d’acqua pura. La soluzione va conservata in una bottiglia di vetro (non di plastica). La dose da prendere è di una tazzina di caffé (od un mezzo bicchiere) la mattina appena alzati e una la sera prima di coricarsi, a digiuno.
Il magnesio raccoglie il calcio dai posti dove non deve stare e lo fissa alle ossa dove è il suo posto.
Dei 18 minerali occorrenti al corpo umano il Magnesio è il più importante.
Esso produce l’equilibrio minerale vivificando gli organi nelle loro funzioni catalizzatrici, come i reni per eliminare l’acido urico; nelle artrosi toglie perfino il calcio dalle fini membrane delle articolazioni e alle sclerosi calcificate, così evita gli infarti purificando il sangue; vitalizza il cervello conservandolo giovane fino ad età avanzata.
Il magnesio è il minerale più indispensabile e la sua funzione è come quella del professore che entra in un’aula piena di confusione, mette ogni cosa al suo posto ed espelle gli intrusi.
Dopo i 40 anni l’organismo assorbe meno magnesio producendo malattie e vecchiaia, perciò dev’essere preso in rapporto all’età secondo il proprio fabbisogno.
Il magnesio non è una medicina, ma un alimento senza controindicazioni.
Formazioni organiche: Nervo sciatico, colonna, calcificazioni, sordità per calcificazione, artrosi, artrite, osteoporosi, osteoartrite, ecc. Prostata: tre dosi di magnesio al dì.
Anziani: rigidità muscolare, crampi, tremuli, arterie dure, scarsa attività cerebrale, ecc.

Cancro: molti lo hanno in maniera più o meno moderata; esso consiste in cellule malnutrite per deficienza di qualche sostanza o presenza di particelle tossiche; queste cellule non comunicano bene con quelle sane anche perche’ sono incluse in tesstui in acidosi.
Tutto il processo canceroso non provoca nessun dolore finché non appare il tumore che secerne tossici, per cui occorre, per individuare anzitempo il terreno/luogo che lo produrrà, saper leggere tutti i segnali che esso promuove nell’organismo e che sono evidenti, fin dal suo concepimento.
Il magnesio ha un’ottima azione preventiva contro il tumore. vedi Cancro e Medicina Naturale

Come per tutte le altre tecniche terapeutiche, anche per questo prodotto naturale, deve essere utilizzato contemporaneamente alla tecniche delle Medicine Naturali descritte nel 
Protocollo della Salute

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Cloruro di Magnesio fatto in casa:
Inumidire 2 kg si sale con acqua fredda; mettere questo sale in un sacchetto di tela ed appendere in ambiente scuro, sopra un recipiente che raccolga cio’ che esce dal fondo del sacchetto.
Il liquido che gocciola e’ il Nigari = Cloruro di Magnesio

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Il CLORURO di MAGNESIO
Ricetta ricevuta dalla Antica Farmacia del Cervo d’oro – Rua S. Bento, 220 – Centro San Paulo (Brazil) – Padre Beno J. Schorr del Collegio di Santa Caterina Prof. di fisica, chimica e biologia (10.09.1985)

IMPORTANZA del  CLORURO DI MAGNESIO
Il cloruro produce l’equilibrio minerale che anima gli organi nell’espletamento delle loro funzioni.

Il CLORURO DI MAGNESIO elimina l’acido urico dalle reni. Il cloruro decalcifica fino alle più sottili membrane nelle articolazioni e nelle sclerosi calcificate. Evita infarti, purificando  il sangue, ringiovanisce il cervello, restituisce o mantiene la gioventù  fino alla vecchiaia.
Di tutti gli elementi il magnesio è il meno somministrato. Dopo i 40 anni l’organismo assorbe sempre meno magnesio, producendo vecchiaia e dolori perciò, deve essere preso secondo l’età
Dai 40 ai 55 anni: mezza dose.
Dai 55 anni ai 70: una dose al mattino.
Dai 70 ai 100 anni: una dose al mattino ed una alla sera.

PREPARAZIONE
Sciogliere in una brocca 100 grammi di CLORURO DI MAGNESIO in tre litri d’acqua (33 grammi per litro).
Dopo aver ben mescolato, conservare in recipienti di vetro, non in contenitori di plastica.
Una dose equivale ad una tazzina di caffè.
Le persone ormai senza speranza di guarire dal cosiddetto male “becco di pappagallo”, dal male al nervo sciatico, mali alla colonna vertebrale e calcificazioni, hanno ora una cura efficace, indolore, semplice e non cara. ùNel contempo la cura è valida anche per tutti i dolori causati dalla carenza di magnesio, trascurati fino all’artrosi.

La MIA CURA:
all’età di 61 anni, vale a dire, dieci anni prima di iniziare la cura, sentii delle fitte acute alla regione lombare. Si trattò di un “becco di pappagallo”, incurabile secondo il medico.
A quel dolore reumatico rimediai, curandomi con Ketacil. Dopo cinque anni, nonostante le cure, la gamba destra mi fece sempre più male. Ricordai infine l’origine del dolore: alzandomi dal letto, sentii un formicolio scendere lungo la gamba fino al piede. Se mi sedevo il formicolio cessava, se mi alzavo riprendeva. Poteva trattarsi solo del cosiddetto “becco di pappagallo” che affliggeva il nervo sciatico alla terza vertebra. Ad eccezione della Messa, per anni svolsi le mie attività rimanendo seduto il più possibile. Fu un vero tormento. Dopo molti rinvii, mi decisi di intraprendere il viaggio per l’isola di Harajo per completare una rete di radio-telefonia. Sull’isola dall’eterna primavera, sperai in un miglioramento, ma non fu così, peggiorai ancora. Senza indugio ritornai a Florianopolis da uno specialista. Frattanto i “becchi di pappagallo “progredirono dolorosamente.
Le applicazioni di micro onde e la tensione alla colonna vertebrale non arrestarono il dolore.
Non riuscii a dormire nemmeno disteso. Stetti seduto fin quasi a cadere dalla sedia per il sonno. I
n seguito scoprii che potevo dormire rannicchiato nel letto come un gatto. Il dolore aumentò al punto da non poter dormire né seduto né rannicchiato, chiesi aiuto al buon Dio; solo Lui mi poteva raddrizzare. Più tardi mi recai a Porto Alegre per recarmi ad un convegno di scienziati gesuiti. Padre Suarez mi disse che la cura con il Cloruro di Magnesio era semplice e mi mostrò il libretto scoperto da Padre Puig, un gesuita spagnolo. Mi raccontò che sua madre era calcificata come me.
Con l’applicazione di questo sale diventò agile come una ragazza. Rientrato a Florianopolis, presi una dose tutte le mattine. Tre giorno più tardi, presi una dose al mattino ed una alla sera.
Al ventesimo giorno mi svegliai non più rannicchiato, ma disteso nel letto e senza dolori.
Se camminavo, il dolore era ancora presente.
Al trentesimo giorno mi alzai sbalordito: non mi faceva male più niente. Al quarantesimo giorno camminai per tutta la giornata sentendo appena un leggero peso alla gamba. Sono ormai trascorsi dieci mesi, mi sento agile e mi piego quasi come un serpente. Il magnesio porta via il calcio dai punti indebiti e lo fisso  solidamente alle ossa. Le mie pulsazioni, che prima furono inferiori ai 40 battiti, sono ritornate normali. Il mio sistema nervoso è ristabilito e molto più lucido.
Il sangue, decalcificato, è fluido.  Le frequenti acute fitte al fegato sono scomparse.
Molti chiedono cosa mi stia succedendo poiché, a giudicare dall’aspetto, sembro ringiovanito. Infatti, ho riacquistato la gioia di vivere.
Centinaia di persone, dopo anni di sofferenze per dolori vertebrali, artrosi, acidi urici, ecc…, sono guarite al Collegio di Santa Caterina.

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Il CLORURO di MAGNESIO AIUTA nella CURA di MOLTE AFFEZIONI
Sia nel mondo vegetale  che in quel1o animale il magnesio e un elemento necessario per lo svolgimento delle funzioni vitali. Può capitare che l’ organismo, per malattie o carenze di diversa natura necessiti di questo minerale.
In questi casi il magnesio può essere assunto, oltre che con determinati alimenti, anche diluito in acqua sotto forma di Cloruro di Magnesio.
Il magnesio e un elemento naturale importantissimo, sia per gli organismi animali che per quelli vegetali.
Nel mondo vegetale il magnesio e il nucleo attorno al quale e costruita la clorofilla, il pigmento verde indispensabile per la vita della stragrande maggioranza delle piante. Grazie alla clorofilla (e quindi al magnesio) possono avvenire quelle trasformazioni che permettono alla pianta di vivere e di svilupparsi.
Si consideri poi che la clorofilla è anche dotata di una buona azione deodorante e di varie proprietà farmacologiche: cicatrizzante, batteriostatica (blocca le infezioni da batteri) tonica generale.

Per il NOSTRO ORGANISMO E’ INDISPENSABILE
Anche per l’organismo animale il magnesio e indispensabile. Esso è infatti essenziale per l’attivazione di centinaia di reazioni chimiche.
Il nostro corpo contiene circa 25 grammi di magnesio per la maggior parte localizzato nelle ossa nei muscoli, nel cervello e in altri organi come il fegato, i reni e i testicoli.
La sua carenza si manifesta con una serie di sintomi molto variabili: si va dall’ansia all’ipereccitabilità muscolare (con tetania e riflessi neuromuscolari patologicamente rapidi), dalla cefalea alle vertigini, dall’insonnia all’asma, dalle alterazioni del ritmo cardiaco alla stanchezza eccessiva fino ai disturbi del ciclo mestruale.

A più riprese, nell’ultimo secolo, la ricerca medica si e interessata agli  impieghi terapeutici del magnesio e, a questo proposito, sono state condotte interessanti esperienze.
Si è recentemente accertato, ad esempio, che l’ assunzione di magnesio nelle prime due settimane dopo un infarto cardiaco può ridurre del 55% la mortalità.
Donne sofferenti di osteoporosi hanno visto arrestarsi la perdita della massa ossea nell’87% dei casi dopo due anni di somministrazione di magnesio.

Le CARENZE di MAGNESIO SONO FREQUENTI
Oggi purtroppo non è affatto raro che l’organismo sia carente di questo prezioso nutriente.
Alcune condizioni (come le coliti, le diarree, i malassorbimenti, le diete dimagranti condotte in modo eccessivamente drastico, gli sforzi muscolari prolungati, l’assunzione di alcol e di farmaci, vaccini, la gravidanza, la menopausa, lo stress) determinano una perdita di magnesio oppure un aumento dei fabbisogni organici.
D’altra parte gli alimenti oggi disponibili, ottenuti spesso con un impiego eccessivo di concimazioni minerali (che non sono in grado di restituire al terreno tutte le sostanze assorbite dalle piante) e successivamente trasformati e raffinati (cioè impoveriti) contengono decisamente poco magnesio.
La stessa cottura dei vegetali in piena acqua determina una perdita di magnesio che può arrivare fino al 70 per cento.
L’organismo umano contiene intorno ai 25 grammi di magnesio localizzati per lo più nelle ossa, nei muscoli, nel cervello e in altri organi come il fegato, i reni e i testicoli. Il fabbisogno giornaliero di magnesio per un adulto di circa 70 kg si aggira attorno ai 420 milligrammi (cioè meno di mezzo grammo)

Il magnesio è un metallo
Il magnesio (simbolo chimico Mg) è un elemento chimico appartenente al gruppo dei metalli.
Tra i più abbondanti in natura, costituisce all’incirca il 2,3% della crosta terrestre.
Nell’ambiente il magnesio non si trova mai allo stato puro, ma sempre in composti con altri elementi chimici come il carbonio, l’ossigeno, lo zolfo, il silicio, il cloro. I composti più interessanti e noti sono diversi. L’ossido di magnesio è usato come antiacido nei bruciori di stomaco. L’idrossido di magnesio è un lassativo.
Il Cloruro di Magnesio, presente in abbondanza nell’acqua di mare alla quale dà il caratteristico sapore amaro, ha le speciali proprietà esaminate nell’ articolo. Il solfato di magnesio, conosciuto anche come “sale inglese” è noto a tutti come efficace lassativo;
Tra i più importanti minerali che contengono significative quantità di magnesio occorre ricordare la dolomite (carbonato doppio di calcio e magnesio) che costituisce interi massicci montuosi.

I FABBISOGNI
La scienza medica ritiene oggi che il fabbisogno di magnesio Si aggiri, per un adulto di 70 kg. intorno ai 420 mg al giorno (cioè meno di mezzo grammo).
A questo proposito non si può non riandare ai risultati di una indagine condotta tra i contadini egiziani nel 1932 dal ricercatore Schrunipf-Pierron. Fu accertato in quella occasione che la dieta usuale delle popolazioni rurali dell’Egitto forniva ben 1.500-1.800 mg al giorno di magnesio, cioè quasi due grammi. Tra i contadini egiziani l’incidenza del cancro era 10 volte inferiore a quella delle popolazioni europee e  statunitensi è quella del cancro allo stomaco ben 50 volte minore.
Inoltre, secondo le osservazioni del ricercatore, quei contadini non soffrivano di raffreddori, influenze, polmoniti e pleuriti, le loro donne partorivano con estrema facilità e allattavano i bambini per oltre due anni e gli anziani conservavano una andatura elegante e armoniosa anche in età molto avanzata.

Il MAGNESIO si TROVA in MOLTI ALIMENTI
Il magnesio è contenuto soprattutto nei seguenti alimenti: i cereali integrali, la soia, i fagioli, i vegetali in genere se coltivati con metodo biologico, i frutti di mare e, per la gioia dei golosi, il cacao e la cioccolata. Anche il sale marino integrale  (reperibile presso tutti i negozi di alimenti integrali e biologici) è molto ricco di magnesio.
Il Cloruro di Magnesio può essere utilizzato non solo come integrazione alimentare, ma anche come importante strumento terapeutico nei confronti soprattutto delle malattie infettive.
Nel 1915, il prof. Pierre Delbet (medico chirurgo socio dell’ Accademia di medicina di Parigi) comunicava ai colleghi l’esito dei suoi esperimenti tesi a trovare una sostanza che aumentasse la protezione dell’organismo nei confronti delle aggressioni batteriche e virali e che contemporaneamente rafforzasse il sistema immunitario.
Questa sostanza era appunto il Cloruro di Magnesio, preparato da Delbet in una soluzione di 20 grammi per litro di acqua. Delbet e i suoi allievi curarono con il Cloruro di Magnesio infiammazioni della gola, asma e malattie allergiche, broncopolmoniti, influenze, intossicazioni alimentari, gastroenteriti, ascessi e foruncoli, febbri puerperali, parotiti.
Delbet si dedicò anche allo studio dei rapporti fra magnesio e cancro e, dopo molte esperienze cliniche e di laboratorio, concluse che il magnesio esercitava anche un’ azione preventiva nei confronti dei tumori.
Tra l’altro, queste asserzioni vennero successivamente confermate anche da studi geologici che stabilirono l’esistenza di una relazione tra la scarsa quantità di magnesio presente nel terreno (e quindi negli alimenti) e il numero dei casi di cancro individuati in quella stessa zona.

Potete usare il Cloruro di Magnesio in caso di malattie acute
La soluzione di Cloruro di Magnesio da utilizzare per gli utilizzi elencati successivamente è quella ottenuta sciogliendone 20 (25) grammi in un litro di acqua.
Per il trattamento delle malattie acute (influenza, raffreddore, bronchite, raucedine, mal di gola, rosolia, morbillo) è opportuno che le dosi di seguito indicate vengano inizialmente somministrate ogni 6 ore. In reazione a miglioramento ottenuto si potrà poi somministrare la dose sogni 8-12 ore.
La somministrazione deve, continuare per 5-6 giorni anche dopo scomparsa dei sintomi più fastidiosi (febbre, arrossamento, dolore alla gola, secrezioni nasali, ecc.)
Per i bambini fino ai 2 anni: 60 ml (circa 3 cucchiai da minestra)
Per i bambini di 3 anni: 80 ml (circa 4 cucchiai da minestra)
Per i bambini di 4 anni: 100 ml.
Per gli adulti e i bambini sopra i 5 anni: 125 ml (circa due tazzine di caffé)
È possibile che la somministrazione frequente (come quella necessaria nelle fasi più acute della malattia) determini un leggero effetto lassativo. A parte il fatto che la pulizia dell’intestino, nella maggior parte dei casi, influisce favorevolmente sull’evoluzione della malattia, il fenomeno è comunque transitorio. Potrà in ogni caso essere utile ridurre la quantità di ogni singola dose, mantenendo invece invariata la frequenza.

Un altro problema, specialmente se il Cloruro di Magnesio è destinato ai bambini, è costituito dal sapore molto amaro della soluzione. Si potrà tentare di rammentare loro che la Fata Turchina, nel somministrare a Pinocchio un farmaco, diceva espressamente che “la medicina più è amara e più fa bene”.
Ma probabilmente un intervento più efficace per rendere meno sgradevole la pozione consisterà nella sua diluizione con acqua addizionata con succo di limone, zuccherata a piacere.
La dose di Cloruro di Magnesio si può anche assumere bevendone piccoli sorsi ogni 15/20 minuti.
Esistono in commercio anche le compresse, più facilmente ingeribili da  parte di bambini ed anziani, dato il sapore del Cloruro di Magnesio. In  genere le compresse di 1 grammo cad.

Ricordiamo che alle volte al posto del Cloruro di Magnesio, in certi casi e’ possibile utilizzare il Bicarbonato di Magnesio
Importante: Controllare comunque le proprie reazioni individuali a questa sostanza (Bicarbonato – Carbonato di Magnesio) – Il Cloruro di Magnesio al contrario e’ normalmente adatto a TUTTI.
Con tutti questi sali occorre assumere CONTEMPORANEAMENTE dei fermenti e degli enzimi, in quanto le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell’organismo.

IMPORTANTE:
Come Portale segnaliamo vari personaggi che hanno avuto contrasti con le autorita’ mediche, e per essere precisi,  affermiamo che NON condividiamo in toto le loro terapie, in quanto per noi seguaci della Medicina Naturale la malattia (cancro compreso) e’ MULTIFATTORIALE, quindi NESSUN prodotto puo’, da solo, guarire dalla malattia della quale si e’ malati !

INTERVISTA al dott. VERGINI (medico) – Magnesio e Cloruro di magnesio per la salute

La carenza di magnesio, così come per altri preziosi minerali, è sempre più evidente in una società indirizzata verso un sempre più diffuso costume di seguire una dieta povera di nutrienti. Questo diffuso ‘malcostume’ è supportato dalla pubblicità che invita a consumare piatti già pronti, sempre più industrializzati e raffinati. Ci ritroviamo così sulla tavola alimenti sempre più colorati, saporiti, veloci e facili da consumare ma, per contro, sempre più poveri dal lato nutrizionale.

Abbiamo cercato di capire il motivo di tutto ciò e come un rimedio naturale, il cloruro di magnesio, possa essere utile nella cura di diversi disturbi. A queste domande ci risponde il dottor Raoul Vergini, medico ed esperto in nutrizione.
Dottore, pare che le popolazioni più civilizzate soffrano di una rilevante carenza di magnesio. Quale può esserne il motivo ?
“Nel 99% dei casi il motivo è un’insufficiente introduzione attraverso l’alimentazione. Questa è data dal fatto che si tendono a mangiare meno cibi ricchi in magnesio (ad esempio noci, mandorle, fagioli, cereali integrali), dal fatto che le farine e il sale vengono raffinati riducendo quindi quelle che in passato erano due fondamentali fonti di magnesio, il pane e il sale appunto.
Ed infine le colture intensive, e l’uso dei fertilizzanti chimici hanno ridotto il quantitativo di magnesio nel terreno e, di conseguenza, nei prodotti che vi vengono coltivati; per cui la verdura e la frutta di oggi sono solo nell’aspetto le stesse di 50 o 80 anni fa”.

Il professor Delbet è stato il padre della terapia con il cloruro di magnesio. Ci sono delle differenze tra quello che adoperava lui e quello che si trova oggi nelle farmacie ?
“Delbet e Neveu utilizzavano cloruro di magnesio a 3 e a 4,5 molecole d’acqua (cosiddetto “essiccato”), mentre quello che si trova oggi nelle nostre farmacie è a 6 molecole d’acqua (cosiddetto “cristallizzato”). Questa è una differenza chimica ma all’atto pratico è una differenza molto marginale. Una volta adattate le dosi al tipo di magnesio che noi abbiamo a disposizione, abbiamo sostanzialmente lo stesso prodotto con la stessa efficacia. Ad esempio, la soluzione che Neveu utilizzava contro polio, difterite e altre malattie acute era al 2%, noi oggi utilizziamo una soluzione al 2,5% (25 grammi in 1 litro d’acqua) proprio per compensare la differenza di forma del cloruro di magnesio utilizzato”.

Il cloruro di magnesio è molto efficace anche se utilizzato per via esterna, per esempio nella disinfezione di piaghe e ferite. Che differenza c’è tra l’uso di un disinfettante normale e il cloruro di magnesio ?
“Quella per uso esterno fu la prima utilizzazione che Delbet fece del cloruro di magnesio, all’inizio del ‘900. Egli propose una soluzione all’1,2% per lavare e medicare le ferite. Col magnesio cristallizzato di oggi la soluzione diventa 1,65% (circa 16 grammi per litro di acqua bollita). Questa soluzione non mortifica i tessuti come fanno certe soluzioni antisettiche, mentre aumenta l’attività dei globuli bianchi. Non è quindi un disinfettante, perché non uccide eventuali batteri presenti, ma semplicemente stimola le nostre difese nella zona traumatizzata e ne facilita la cicatrizzazione”.

Può raccontare, in due parole, la sconvolgente esperienza del dott. Delbet nell’utilizzo del cloruro di magnesio nella cura di malattie importanti come la Difterite ? E, soprattutto, l’incredibile risposta dal Consiglio dell’Accademia di Medicina quando il professor Delbet propose la terapia magnesiaca per la cura di questa malattia ?
“Il dott. Neveu, nel 1932, utilizzò in un caso di difterite una soluzione di cloruro di magnesio nel tentativo di ridurre il rischio di reazione allergica al siero antidifterico che avrebbe poi somministrato, poiché Delbet aveva dimostrato che la soluzione poteva ridurre la risposta allergica. Quando il giorno dopo arrivarono dal laboratorio le risposte delle analisi che confermavano la difterite, e quindi prima di aver somministrato il siero, Neveu si accorse con grande stupore che la bimba era già perfettamente guarita. Dopo questo caso ne trattò altri 5 nei mesi successivi, e tutti guarirono perfettamente.
Negli anni seguenti tratta oltre 60 casi, tutti guariti senza dover mai utilizzare il siero antidifterico. Allora pubblica su una rivista medica un paio di articoli sul trattamento della difterite ed alcuni colleghi lo provano e ne confermano gli ottimi risultati.
Nel 1943 Neveu si accorge che oltre alla difterite il cloruro di magnesio era in grado di guarire anche l’altro grande flagello di quegli anni, la poliomielite. Allora cerca di ottenere una ufficializzazione del metodo, presentandolo all’Accademia di Medicina e si rivolge a Delbet che ne era membro.
Ma l’Accademia rifiuta a Delbet il permesso di effettuare la comunicazione a nome di Neveu in quanto questi non è membro dell’Accademia (cosa che in altre occasioni era stata fatta senza problemi).
Allora Delbet decide di presentarla a suo nome ma anche qui con mille scuse gli viene negato il permesso di parlare.
Dopo lunghe e accese discussioni gli viene concessa la parola ma la sua relazione non verrà mai pubblicata sul bollettino dell’Accademia. Alle proteste di Delbet viene risposto ufficialmente che ‘Facendo conoscere un nuovo trattamento contro la difterite verrebbero impedite le vaccinazioni, mentre l’interesse comune è di generalizzare le vaccinazioni stesse’”.

Il cloruro di Magnesio sembra essere efficace contro moltissime malattie. Come mai molti medici ancora non ne conoscono l’utilizzo ?
“Perché la terapia col cloruro di magnesio non viene certo insegnata all’università o illustrata nei testi di terapia medica. Con l’avvento degli antibiotici e delle vaccinazioni questa terapia, che come appena visto incontrava già notevoli ostacoli a suo tempo, è praticamente scomparsa (o, sarebbe meglio dire, fu definitivamente soppressa). Si pensava, un po’ ingenuamente, che gli antibiotici e le vaccinazioni fossero tutto ciò che serviva per debellare le malattie infettive (solo dopo diversi decenni ci saremmo resi conto che le cose non sono così semplici). E poi il cloruro di magnesio è una sostanza naturale e quindi non brevettabile, per cui nessuna industria farmaceutica penserebbe mai di investire milioni di euro in ricerca su un prodotto da cui poi non potrebbe otterrebbe alcun vantaggio economico.
E’ un po’ il triste destino delle vitamine, alcune delle quali hanno grandi potenzialità preventive e terapeutiche che non vengono studiate, sperimentate o propagandate più di tanto per lo stesso motivo. Solo lo Stato, non agendo per fini di lucro, potrebbe sobbarcarsi l’onere di effettuare ricerche su queste sostanze molto importanti ma troppo spesso trascurate, e questo sarebbe di gran beneficio per tutti, ma purtroppo dubito che succederà”.

Nel suo libro “Curarsi con il magnesio”, dice che per quanto è importante e valida la terapia magnesiaca, la cosa migliore sarebbe intervenire sul nostro stile di vita, in particolare sulle abitudini alimentari. Ci conferma questo suo pensiero ?
“La terapia magnesiaca è molto importante per le malattie acute e per molte patologie croniche. Se però noi fossimo in grado di aumentare naturalmente il nostro tenore di magnesio tramite un’alimentazione più ricca, una coltivazione più rispettosa delle qualità del terreno, una minore raffinazione delle farine e del sale, non ci troveremmo in questo stato di cronica carenza di magnesio, tipica di tutti i popoli civilizzati di oggi, e saremmo sicuramente più resistenti alle patologie acute e croniche che ci affliggono in misura sempre maggiore, come lo erano le popolazioni meno civilizzate 80 o 100 anni fa”.
By Luigi Mondo e Stefania Del Principe – Tratto da: lastampa.it – 02/03/2009

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CLORURO di MAGNESIO e:
1. APPARATO RESPIRATORIO
- Angina
E’ l’infiammazione dell’istmo delle fauci e della laringe.
Comprende diverse varietà a seconda della sede e della natura dell’infezione (a. tonsillare, a. faringea, a. difterica ecc.). L’angina banale, faringea e tonsillare, cede rapidamente al trattamento magnesico; Neveu dice di non conoscere “una terapia migliore, più rapida e più comoda”.
- Asma
Malattia caratteristica da crisi di dispnea (difficoltà di respirazione) soprattutto espiatoria, dapprima notturna, dovute allo spasmo, alla congestione e alla ipersecrezione bronchiale.
Fra le varie crisi l’apparato respiratorio è praticamente normale.
Alla sua base c’è quasi sempre uno stato allergico.
Questa affezione è stata spesso trattata con successo mediante l’assorbimento, la mattina e la sera, di 125 cm³ della soluzione di cloruro di magnesio per 20 giorni.
Questo trattamento va rinnovato ogni volta che lo stato del malato lo rende necessario.
- Bronchite Cronica
Infiammazione cronica della mucosa bronchiale.
E’ caratterizzata dalla presenza di tosse e di espettorazione che durano parecchi mesi, ed evolve in più anni.
La riduzione di calibro (infiammatoria o fibrosa) delle ramificazioni bronchiali, provoca una notevole riduzione della ventilazione polmonare e può evolvere verso l’enfisema polmonare e verso l’insufficienza respiratoria.
Anche qui sono stati ottenuti risultati brillanti con la stessa posologia dell’asma (125 cm³, 2 volte al giorno per 20 giorni, da ripetere al bisogno).
- Broncopolmonite
Malattia caratterizzata dalla infiammazione del tessuto polmonare e dei bronchi.
Si manifesta con tosse, febbre, a volte difficoltà respiratoria e cianosi, ed ha un decorso variabile da pochi giorni a diverse settimane.
In genere è secondaria ad una affezione delle vie respiratorie (influenza) o ad una malattia generale.
E’ caratteristica dei bambini e degli anziani.
Il dottor Neveu racconta di molti anziani, in un ricovero, ristabilitisi in pochi giorni con il cloruro di magnesio, senza una sola perdita, mentre gli anni precedenti, un buon 25% di essi non superava la malattia.
- Corizza (raffreddore comune)
Se la terapia è iniziata tempestivamente, scompare pressoche’ immediatamente con l’assorbimento di una dose di 125 cm³, ripetuta qualche volta.
- Enfisema Polmonare
Stato patologico del polmone, caratterizzato dalla diminuzione o dalla scomparsa delle fibre elastiche, dalla dilatazione esagerata e permanente degli alveoli polmonari, che possono andare incontro a rottura e portare alla diminuzione del letto vascolare polmonare.
Tende verso l’insufficienza respiratoria ostruttiva.
Anche qui, come per l’asma e la bronchite cronica, si sono ottenuti buoni risultati con trattamenti di 20 giorni (2 dosi al dì), ripetibili al bisogno.
- Influenza
Anche nell’influenza i risultati sono spettacolari; noi stessi abbiamo seguito numerosi casi perfettamente guariti in 12, 24 o 48 ore, senza utilizzare nessun’altra terapia.
Inoltre, grazie anche all’effetto tonico del magnesio stesso, non abbiamo mai riscontrato la spiacevole astenia post-influenzale, purtroppo così frequente nei casi trattati in maniera allopatica.
- Pertosse
Nella pertosse, l’inizio tempestivo del trattamento è determinante.
Se presa ai primissimi sintomi, la soluzione magnesiaca può arrestare definitivamente la malattia; se presa in ritardo non la arresta più, ma attenua comunque notevolmente gli attacchi, ed aiuta a giungere ad una guarigione piuttosto rapida e senza complicanze.
- Raucedine
La raucedine banale cede rapidamente a poche dosi della soluzione di cloruro di magnesio, somministrate ogni sei ore.

2. APPARATO DIGERENTE
Oltre al già citato effetto regolarizzatore sulle funzioni intestinali, ai benefici in caso di colecistiti, angiocoliti, epatopatie, spasmi digestivi, abbiamo due indicazioni fondamentali:
- Intossicazioni alimentari e professionali
Anche in gravi casi (diarrea, vomito, sincope), numerose osservazioni del Dott. Neveu ed altri confermano l’effetto del cloruro di magnesio.
Neveu cita il caso di un coltivatore che, intossicatosi con un prodotto a base di arsenico utilizzato contro la dorifora, si ristabilì rapidamente grazie all’uso del cloruro di magnesio per via orale, e del tiosolfato di magnesio per via endovenosa.
- Gastroenterite neurotossica dei lattanti
Questa malattia molto grave è caratterizzata da una sindrome infettiva (vomito, diarrea, febbre o ipotermia da collasso) e da una disidratazione notevolissima.
Per questa affezione il Dott. Neveu, dopo 10 anni di osservazioni cliniche, raccomandò il trattamento seguente:
a) DIETA
1° Durante le prime 24 ore: dieta idrica, cioè somministrare al bambino alle ore 6, 9, 12, 15, 18 e 21, un biberon di 140-150 cm³ di acqua non zuccherata, leggermente tiepida.
2° Dall’indomani: togliere dal primo biberon un cucchiaio da caffè d’acqua e sostituirlo con uno di latte.
Poi, nei biberon seguenti, aumentare progressivamente il latte fino a che l’acqua sia interamente sostituita da questo.
b) TERAPIA
Dosi per un lattante di sei mesi: somministrare al bambino, ogni tre ore, giorno e note, rispettando tuttavia il sonno della notte, un cucchiaio da minestra debordante (20 cm³) della soluzione di cloruro di magnesio.
Può essere utilizzato un contagocce per facilitare la somministrazione.
Al di sopra dei sei mesi è di due cucchiai da minestra non colmi (30 cm³).
Al di sotto dei sei mesi ogni dose è di un cucchiaio da minestra non colmo (15 cm³).
In tutti i casi, cominciare con 24 ore di dieta idrica, poi tornare progressivamente all’alimentazione normale, secondo l’età del bambino.

3. MALATTIE DIVERSE
- Febbre puerperale

Stato febbrile che si accompagna a sintomi generali più o meno gravi; si presenta nella donna che ha partorito, ed è dovuto ad un’infezione a punto di partenza generalmente uterino, provocata da piogeni o da associazioni batteriche.
Può assumere una forma gravissima setticemica o setticopiemica.
Secondo Neveu lo streptococco emolitico non sarebbe che un volgare saprofita inoffensivo se si facesse seguire alla partoriente, a scopo preventivo, un trattamento a base di cloruro di magnesio prima o immediatamente dopo il parto.
Se invece l’infezione si è già instaurata, la terapia magnesiaca arresta il suo sviluppo.
- Parotite-scarlattina-rosolia-morbillo
Anche in queste malattie, tipiche dell’età infantile, il trattamento magnesiaco è la terapia di scelta.
Essendo una terapeutica aspecifica, che esalta le difese dell’organismo, consente di debellare allo stesso modo malattie batteriche e malattie virali (mentre queste ultime possono essere trattate solo sintomaticamente dalla Medicina Ufficiale, che non possiede farmaci antivirali efficaci).
- Ostiomielite
E’ una malattia che colpisce soprattutto l’infanzia e l’adolescenza.
Consiste in una infiammazione degli elementi cellulari dell’osso, del periostio e della cavità midollare, dovuta allo sviluppo dello stafilococcco piogeno, e terminante con la suppurazione e con la formazione di un sequestro osseo.
Provoca gravi sintomi generali (febbre) e locali (dolore pulsante, continuo, soprattutto notturno).
Generalmente viene trattata chirurgicamente.
Neveu ci dice invece che nessuno dei pazienti da lui trattati per ostiomielite ha dovuto ricorrere all’intervento chirurgico; tutto è rientrato nell’ordine col solo cloruro di magnesio.

Posologia per il trattamento delle malattie acute col cloruro di magnesio
Eccetto i casi cronici (asma, enfisema, ecc.) per i quali è stata indicata una posologia diversa nelle pagine precedenti, è la seguente posologia alla quale ci si dovrà sempre attenere.
La soluzione da utilizzare è quella al 2% di magnesio “essiccato”, la cui composizione è la seguente:
* cloruro di magnesio essiccato gr 20 (gr 25 se si usa cloruro di magnesio cristallizzato)
* acqua comune litri 1.
Adulti e bambini sopra i cinque anni: 125 cm³ ogni sei ore.
Casi molto gravi: due dosi iniziali di 125 cm³ a due dosi di intervallo, poi 125 cm³ ogni sei ore.
Al di sotto dei cinque anni:
4 anni 100 cm³ ogni 6 ore
3 anni 80 cm³ ogni 6 ore
2 anni 60 cm³ ogni 6 ore
1 anno 60 cm³ ogni 6 ore

Al di sotto di un anno
Più di sei mesi: due cucchiai da minestra non colmi (30 cm³) ogni tre ore.
Meno di sei mesi: un cucchiaio da minestra non colmo (15 cm³) ogni tre ore.
Nei casi molto gravi, anche nei bambini, somministrare le prime due dosi a distanza ravvicinata, poi le altre come di norma.
I tempi di somministrazione qui citati si riferiscono alla fase acuta della malattia.
Le dosi verranno poi progressivamente spaziate, prima ogni 8 ore, poi ogni 12 ore, man mano che i segni clinici migliorano.

Dopo la guarigione apparente è necessario continuare il trattamento, ogni 12 ore, per qualche giorno, affinche’ il malato non sia esposto a ricadute.
Se la soluzione dovesse provocare disordine intestinale (ma un lieve effetto purgante iniziale è frequente e non deve preoccupare), sarà utile diminuire un po’ la quantità di soluzione, mantenendo però sempre i tempi di somministrazione sopra citati.

La soluzione ha un sapore molto amaro, ed alle prime somministrazioni può risultare piuttosto sgradevole.
Ben presto, comunque, ci si abitua ad assorbirla facilmente.
E soprattutto, ricordiamoci che mai come in questo caso è valido il vecchio detto “amaro in bocca, dolce al cuore”.
Per i bambini, che prenderanno difficilmente la soluzione a causa della sua amarezza, questa può essere addizionata di un po’ d’acqua, zuccherata a volontà e aromatizzata con succo di limone.

Terapia magnesiaca parenterale
Conclusione
Nelle pagine precedenti abbiamo ripercorso il cammino della citofilassi; nata come semplice metodo di medicazione delle ferite, rivelatasi poi utile in molti disturbi cronici, fino a diventare una terapia delle malattie infettive e, addirittura, una prevenzione contro il cancro.
Abbiamo anche seguito gli sforzi dei pochi paladini della citofilassi: Delbet, Neveu, ed altri medici mano noti; abbiamo notato, invece, l’imponente esercito dei nemici: Professori, Accademie, Istituti celebri, Riviste Mediche, Associazioni.
La lotta era impari, e l’esito scontato.
Oggi, a 70 anni dalla nascita della citofilassi, ed oltre 40 dalla presentazione dei primi risultati nelle malattie infettive, il metodo mediante cloruro di magnesio è completamente ignorato dai pazienti e deriso dai medici.

A proposito della scarsa considerazione in cui era tenuto il metodo, Delbet aveva scritto: “Convincere che un elemento chimico banale giochi un ruolo importante, è un’impresa difficile.
Se si trattasse di un composto multimolecolare, il cui nome copre diverse righe, sarebbe stato più semplice… Una vitamina avrebbe avuto più successo.
Il pubblico attribuisce volentieri alla loro carenza i disturbi di cui soffre.
Poiche’ ci si immagina che un grande effetto non possa essere prodotto che da mezzi complicati, i sali di magnesio sembrano essere troppo semplici.”
La vedova Neveu scrisse, qualche tempo fa, parole di grande saggezza e semplicità:
Bisogna dunque ammettere che i metodi che guariscono troppo in fretta i malati sono condannati a priori, e perche’? Evidentemente non siamo più ai tempi di Ippocrate, dove l’arte di esercitare la medicina era un sacerdozio.
Oggi noi adoriamo il vitello d’oro.
Oggi tutti iricercatori, che volessero rendere un servizio ai loro simili, conoscerebbero la stessa sorte per i loro metodi, quantunque fossero tra i più efficaci.
Sarebbe lo stesso se qualcuno scoprisse come guarire il cancro.
Non cerchiamo di capire.
Purtroppo sono sempre i poveri malati che ne pagano le conseguenze.”(*)
Ed è il pregiudizio che ha avuto la meglio.
Intanto si continua ad insegnare agli studenti di medicina che “una terapia eziologica della poliomielite non esiste, e noi dobbiamo limitarci a cercare di ottenere una funzione vicaria da parte delle fibre muscolari superstiti”; che la terapia della difterite “trova il suo cardine nell’uso del siero antitossico”; per parlare soltanto delle due malattie più celebri trattate dal Dott. Neveu col metodo citofilattico.
Abbagliati dai falsi miti del “pasteurismo”, ci troveremo ben presto in una situazione di impotenza nei confronti delle malattie infettive.
Prima che sia troppo tardi, i “ricercatori” farebbero bene a rileggere Delbet, Neveu, Tissot, Bechamp i quali, non convinti dalle idee di Pasteur, diedero nuove e migliori risposte al problema delle malattie infettive.
La frase di Claude Bernard:- Il microbo non è nulla, è il terreno che è tutto – tornerebbe allora a riacquistare tutto il suo significato.
Dal 1947, anno della presentazione dei primi risultati della terapia citofilattica nella difterite e nella poliomielite, quante persone sono morte o sono rimaste inferme a causa di queste due malattie? Soltanto in Italia il conto ammonta a diverse decine di migliaia.
E lo stesso discorso vale per altre malattie infettive.
Eppure la maggior parte di questi malati, per lo più bambini, si sarebbero potuti salvare se tempestivamente trattati con cloruro di magnesio; se la ragione ed il buon senso avessero prevalso sul pregiudizio e sull’egoismo camuffati da scienza.
Considerata la non sempre facile reperibilità del cloruro di magnesio, coloro che sono interessati ad applicare la terapia qui rappresentata, sono pregati di mettersi in contatto con l’Autore, che potrà fornire tutte le informazioni ed indicazioni necessarie al riguardo.
By dott. Raul Vergini
(*) Pensiamo alle vicende relative all’ascorbato di potassio, all’IMB, a… ?! (n.d.e.)

Il fatto che lo scopritore della citofilassi fosse un medico noto, addirittura membro dell’accademia di Medicina, non ha giovato ugualmente alla popolarità del metodo.

“… io mi chiedo per quale ragione questo metodo mediante cloruro di magnesio, che rende così grandi servigi ai malati, non sia riconosciuto ufficialmente, tanto più che, all’inizio, fu la scoperta di un membro dell’Accademia di Medicina, uno dei più grandi Maestri di questo secolo.

La signora Neveu per anni aveva seguito il marito nelle sue ricerche, nelle sue battaglie, vittoriose, contro le malattie infettive, e in quelle, meno fortunate, contro il pregiudizio.

Chi li ha sulla coscienza ?

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Non lasciate morire Gerri Giuffrida

by Duncan on feb.01, 2012, under Resistenza umana

Il testo che leggerete è stato pubblicato sul nostro Blog dedicato alle tematiche del carcere, Le Urla dal Silenzio (http://urladalsilenzio.wordpress.com/). Nel pubblicarlo su Born Again ho tolto alcune frasi dalla premessa. Comunque chi tra i lettori di Born Again volesse scrivere a Gerri Giuffrida, può farlo a questo indirizzo..

Gerri Giuffrida
Via Camporgnago n. 40
20090 Opera (Milano)
———————————————————————————

Alcune settimane fa una persona che stimo molto, Ebe Quaranta, mi parlò della situazione drammatica di un ragazzo, che da più di quattro mesi stava in isolamento nel carcere di Opera. E le cui condizioni fisiche, e soprattutto mentali, erano arrivate al limite. Fui naturalmente d’accordo con lei che bisognava saperne di più e parlarne. E lei mi mise in contatto con la madre, Angela Fuma.

Il ragazzo si chiama Gennaro Giuffrida, detto “Gerri”. Ha 32 anni ed è nativo di Brindisi. Di lui la madre dice “Gerry,  un ragazzo come
tanti, sognatore, appassionato di moto da strada,determinato ,socievole ,con un forte temperamento, facilmente influenzabile ,come tutti ha anche degli aspetti meno piacevoli ,come l’ essere superbo ,prepotente nei confronti della vita , ma anche insicuro su quello che riguardava l’ aspetto della sua famiglia, solo dopo aver subito il fatto e con grande rammarico (compiango i famigliari della vittima), ha capito il vero valore affettivo della vita dato che di figli ne ha due e una compagna che gli è accanto”.

Lo stesso Gerri nella lettera che ha inviato al Presidente della Repubblica scrive “Sono sempre stato un tipo debole, incapace di dire no alla gente che mi chiedeva piccoli favori, ma questa mia bontà mi ha portato ad una vera e propria tragedia. Da quando avevo 17 anni ho iniziato a prendere psicofarmaci per ansia e attacchi di panico, ma la cosa che mi faceva stare ancora meglio era l’amore della mia famiglia. Nel tempo, però, gli psicofarmaci che prendevo aumentavano. Purtroppo il troppo amore della mia famiglia ha peggiorato la mia situazione, perché anche se facevo dei piccoli sbagli, loro  mi proteggevano fino alla morte”.

Il riferimento all’ansia, agli attacchi di panico  e agli psicofarmaci, aiuta a comprendere la particolare fragilità di questo ragazzo, e la situazione delicatissima che già viveva, che poi il carcere, e il modo in cui è stato fatto valere nei suoi confronti, ha enormemente esasperato. In carcere infatti, così denunciano Gerri e la madre, sono avvenuti episodi brutali e intollerabili che sono andati a colpire una psiche già fragile ed insicura.

Inizierò citando alcuni stralci finali della lettera di Gerri, per poi pubblicare in buona parte la lettera che la madre Angela Fuma, mi ha inviato.

Ciò che veramente conta, ai nostri fini, è l’ingiustizia che Gerri subisce, a prescindere. La subirebbe anche se non fosse  innocente.

Ma quello su cui non facciamo sconti e su cui chiediamo chiarezza e giustizia totale.. E’ IL RISPETTO DELLA DIGNITA’ UMANA DI GERRI GIUFFRIDA. Il dovere morale che si faccia chiarezza sulla sua vicenda  processuale, che si sappia  se abbia subito brutalità intollerabili, e che, soprattutto si intervenga ORA, perché ora si comprenda la situazione che sta vivendo Gerri, e si faccia in modo che questa non porti a un punto di non ritorno.

Gerri è in isolamento da mesi. Le sue sensazioni di panico ed ansia, e di debilitamento fisico, frutto di un percorso carcerario che è stato un calvario, rischiano di esplodere nella soffocante situazione dell’ isolamento che gli impostogli nel carcere di Opera. Le sue lettere ormai rivelano disperazione e pensieri suicidi.

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–Uno dei frammenti finali della lettera di Gerri Giuffrida al
Presidente della Repubblica..

“Cinque mesi fa la Cassazione mi confermò la pena, e riuscirono ad
ammazzarmi per la terza volta. Aspettavo solo i carabinieri che
venissero a prendermi, e addirittura li chiamai io perché tardavano, e
quella attesa, nel vedere la mia compagna e mio figlio forse per
l’ultima volta, era tormentosa. Decisi che in carcere l’avrei fatta
finita.

L’8 giugno mi portarono nel carcere di Villa Fastiggi, dove, come in
ogni altro carcere, trovi appuntati che ti trattano come ad un
animale. E a me non andava giù, perché ritenendomi ancora innocente,
non potevo accettare le cose che loro mi chiedevano di fare, e quindi
venivo punito.

Dopo una decina di giorni mi trasferirono al carcere di Fermo. Carcere
infernale dove non c’è neanche lo spazio per fare due passi all’aria.
I dottori mi visitarono. In dieci giorni avevo perso circa 8 kg, avevo
attacchi di ansia e panico, e chiamavo sempre gli appuntati perché
chiamassero il dottore, che si trovava solo dalle 11 del mattino alle
19 della sera. Poi se chiami una guardia e dici che stai male, c’è
qualcuno che addirittura ti risponde, che quando muori poi ci si
pensa.

Ora sono arrivato a perdere 25 kg in 4 mesi e 15 giorni, e il mio
avvocato ha chiesto un periodo, che va dai sei mesi ai tre anni, agli
arresti domiciliari, in modo da potere essere curato, dato che sono
adesso 14 anni che, oltre all’aiuto della terapia, ho bisogno della
gente a me vicina. Sto malissimo e piango e basta. Non ho più voglia
di vivere. Non riesco nemmeno a vedere la televisione perché ci sono
solo cattiverie.

E’ venuto un mio medico di parte, che mi ha visitato e ha descritto le
mie precarie condizioni fisiche. Il magistrato ha chiesto il parere al
dirigente sanitario del carcere che non mi ha mai visitato.”

—————————————————————————————-

–Lettera della madre di Gerri Giuffrida

(…..) Dopo la condanna definitiva della Cassazione è stato portato al
carcere di Pesaro provvisoriamente, perché lì non tengono detenuti con
condanne definitive superiori  ai dieci anni. La stessa settimana è
stato trasferito al carcere di Fermo. Lì fu un periodo infernale,
cominciò a dimagrire vertiginosamente. Mandai subito la psichiatra
accompagnata da una psicologa. Lo trovarono gravissimo, sia
fisicamente che psicologicamente. Non aveva più muscolatura e non
reagiva più agli stimoli (un marocchino nella cella si prese cura di
lui, cercava di farlo mangiare cucinandogli un po’ di riso e lo
copriva perché lui si stava lasciando morire).

Quindi accertarono  che avrebbe potuto fare un gesto inconsulto.
Subito dopo, il nostro perito ha fatto una relazione che certificava
le condizioni di mio figlio. L’avvocato ha mandato l’istanza con
questa relazione al Tribunale di sorveglianza, chiedendo per un breve
periodo i domiciliari, per dargli le giuste cure, ma l’istanza è stata
rigettata per ben due volte. Alla terza volta lo hanno trasferito a
Roma, in un carcere dove c’è un reparto in cui curano i detenuti
ammalati. Il trasferimento avvenne a sua insaputa. Lo svegliarono di
notte, dicendogli di vestirsi che doveva essere trasferito. Mio figlio
fu preso dal panico, cominciò a piangere e a supplicare le guardie di
lasciarlo lì perché stava vicino alla compagna e a suo figlio, e aveva
paura di restare solo. Ma per tutta risposta lo picchiarono senza
pietà, a calci e pugni in testa, e a calci nello stomaco e nei
fianchi. E senza soccorrerlo lo portarono in quello stadio pietoso a
Regina Coeli. Era messo così male che, quando arrivò, gli fecero
firmare che si trovava già in quello stato e che loro non c’entravano
niente. Poi lo chiusero per due giorni nudo per terra, in un buco al
buio. Lì dentro non si respirava, mancava l’aria. Ci ha raccontato che
cercava di respirare da una fessura. E a me che sono la madre, ogni
volta che lo ricordo mi sanguina il cuore. Quando siamo stati avvisati
per vie traverse del suo trasferimento, siamo partiti subito io e una
mia amica per andarlo a trovare. Ci avevano preavvisato che non
l’avemmo trovato in buone condizioni e che le guardie c’erano andate
giù pesanti. Arrivammo a Roma col cuore in gola, disperate. Ma io non
entrai, perché avevamo anche il bambino che aveva solo tre anni. Non
potevamo fargli vedere il padre in quelle condizioni, perché mia nuora
aveva capito la situazione critica. Puoi immaginare con che angoscia
rimasi fuori. Infatti, quando mia nuora entrò vide che era pieno di
ematomi giganti in tutte le parti del  corpo. La testa non si
riconosceva, la faccia rovinata, sanguinava ancora dalla bocca, e
tremava e piangeva. Non poteva muoversi né mangiare.

Avevamo deciso di denunciare tutto, ma siccome hanno minacciato mio
figlio che avrebbe passato, in quel caso, guai ancora maggiori, visto
che sarebbe dovuto tornare al carcere di Fermo, timorosi decidemmo di
non denunciare più. Un mese dopo l’hanno riportato a Fermo. Quel mese
non è stato neanche un istante bene, non facevano altro che fargli
raggi dalla testa ai piedi, e imbottirlo di medicinali, anche per la
bronchite, che gli avevano fatto venire tenendolo in quello stato.
Quel mese si è cibato solo di medicinali. Potete immaginare le
conseguenze. Una volta arrivato al carcere di Fermo, le condizioni non
miglioravano. Ormai era arrivato a pensare 49 kg tutto vestito,
perdendo 25 kg del suo peso iniziale. Per cui decisero di trasferirlo
ad Ascoli Piceno (sbattuto da un carcere all’altro come fosse un sacco
di patate), dove sarebbe dovuto essere curato dato che lì c’erano i
medici tutto il giorno (medici mai visti o quasi). Qui le condizioni
peggiorarono ulteriormente, cominciarono ad aumentare le fobie, gli
attacchi di panico, ed il bisogno d’aria, perché si sentiva soffocare.
Per la disperazione ha scavato nel muro, ma subito dopo si è reso
conto di quello che aveva fatto, ed i suoi compagni di cella hanno
tentato di coprire il danno con una tenda, ma durante la perquisizione
quel buco è stato scoperto e lui  è stato accusato di evasione. Lui
non voleva scappare dal carcere, anche perché sapeva che era
impossibile. E soprattutto c’era la speranza, se tutto andava bene,
che da lì a poco lo avrebbero preso al carcere di Gorgona, dove
avevano capito i suoi problemi ed erano disponibili ad aiutarlo.

Quindi, non considerando i problemi di mio figlio, lo sbattono ad
Ancona, nel carcere di Montacuto. Ogni spostamento per lui era un
trauma. Questo carcere era invivibile, si stava in condizioni pietose
e lui chiedeva continuamente di essere spostato, altrimenti l’avrebbe
fatta finita. Grazie ai nostri frequenti colloqui e alle lettere,
siamo riusciti  a togliergli parzialmente questa idea dalla testa,
anche se nella sua mente il pensiero ricorre continuamente. Il suo
sfogo è stato quello di danneggiare la cella, forse sperando di farsi
spostare da quel carcere infernale. Viene nuovamente accusato di
danneggiamento di beni impropri, e spedito al carcere di Opera-Milano.
Qui viene messo in punizione, con sei mesi di isolamento con il 14
bis. E la sua condizione ora è davvero drammatica. Nelle lettere
continua scrivere che sta malissimo, e alla sua compagna continua a
dire che si vuole ammazzare, che non ha senso vivere così. Noi siamo
angosciati e viviamo con il terrore che da un momento all’altro
possiamo ricevere una brutta notizia.

Voglio salvare mio figlio. Vorrei poterlo tenere a casa, per dargli
le cure di cui ha bisogno, perché con il nostro amore potrà venire
fuori da questa depressione, pur scontando la sua pena. Se non è
possibile tenerlo ai domiciliari, aiutatemi per una comunità
riabilitativa idonea.

Non si può lasciare morire così un ragazzo tanto fragile, e per giunta
innocente. Cosa possiamo fare di più di tutto quello che abbiamo
fatto? Perché nessuno ci capisce?

Vi supplico. E’ il cuore di una mamma che vi scrive. Mio figlio se
continua a stare in carcere muore. Aiutatemi a salvarlo.

Angela Fuma

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Pummarò

by Duncan on feb.01, 2012, under Fuori categoria

Bussa alla porta…
E’ sempre il gatto..
“Stanno arrivando”, dice.
“Cristo, adesso me lo dici?…”
“Non riesco a ragionare mentre vado di corpo…”.
“La cacca è un momento sublime, comprendo.. ma qui è in gioco la mia
stessa sopravvivenza…maledetto”.
“Ti conviene darti una mossa, sono già sulle scale”.
Tiro una bottiglia d’acqua addosso al gatto, in un momento di furia, e
poi mi alzo per avvicinarmi all’armadio. Dentro l’armadio, la base in
realtà apre un sotto piano, della misura di un cadavaere, steso in
orizzontale. Con delle apertura che consentono la respirazione. e di
guardare, dal basso in giù, ciò che avviene nella stanza.
Faccio appena in temo, perchè dopo sono frammenti di porta per i calci
presi e due persone che entrano nella casa.
Uno grasso come una palla di merda entra nella stanza, guarda in
cagnesco e poi stringe gli occhi come fessurine, come se facendo così
sembrasse più cattivo, ricalcando le immagine viste e riviste di
qualche vecchio triller.
E poi raglia, in una strana voce gutturale. “il bafometto libico non è
qui, cerca bene in tutte le stanze.. se ha pensato di prenderci per
pagliacci lo voglio scorticare prima di portarlo dal Faraone..”
“Il bafometto libico”, penso, “ecco come mi chiamano… “. Un nome che
non mi dice nulla, e anche “il Faraone”, non so se è il loro capo.
Intanto il gatto prende il volo cadendo in malo modo contro il muro.
Preso a pedate, nella corsa frenetica dei due. Più o meno come un
pallone supersantos. Troppo inutile per fracassargli il ventre. Penso.
Il grosso continua a dire.. “La Grande Puttana vuole organizzare la
festa per il terzo sabato… non ci devono essere più cazzoni in
giro…”.
Sapevo, naturalmente che mi cercavano.
Spaccano e sfasciano tutto. Con la pipì disegnano ghirigori sul muro.
E stacano la testa dalla statua di paperino per metterla dentro il
computer che hanno sfondato, in segno di sfregio supremo.
E poi scivono con una sostanza strana che credo sia sperma di cavallo
stagionato..
“Smincinien.. ti maciulleremo fino a delirare… a presto…”
Sminchien, l’insulto gravissimo che si usa nel Barrio, il vecchio
quartiere spagnolo per descrivere l’ultima ruota tra gli esseri più
spregevoli. Sminchien , sei peggio di una “carcassa che cammina pronta
ad essere polverizzata da una scarica scorreggiata di polvere
cianotica di cianuro compresso. Quindi.. forse la situazione era
ancora peggio del  previsto.
Non erano solo gli yakuza del Faraone, ma l’intero Barrio che voleva
il suo scalpo.
Una volta sicuro che i due se ne furono andati, usciiì fuori, tutto
indolenzito. Anche il gatto era un pò logoro, anche se immaginavo
conciato peggio dopo la volata.
Per un pò ci fissammo, come due compagni di osteria, e poi il gatto
disse..
“Dovresti andartene un bel pò lontano amico mio… ma molto lontano..
quei tipi non sembrano esattamente mandati dalla parrocchia”.
“E invece sì”, dico io, vorrebbe essere un tono adirato, ma la voce è
incrinata dalla tensione “la parrocchia c’entra… Ora capisco perchè
Don Scorregnolo mi guardava sardonico due sere fare e al mio saluto mi
rispose.. ‘ricordati che se viene e se vacia.. soprattutto se
vacia…’ Io lo interpretai come un sobrio e aulico richiamo alla
nostra contingenza temporale, alla nostra finitudine. Invece, il
simoniaco alludeva al mio andare via da questo mondo. Ricordi?.. il
complotto dei sacrestani?”
“E come no”, rispose il gatto mentre spilucchiava una lisca di pesce
che aveva nascosto in una mia calza, “tu insieme agli Amici della
Castagnola scopriste il complotto con cui i sacrestani volevano
castrare Don Zebedeo, per poi accusarlo falsamente di pratiche
sodomitiche estreme e far emergere allo scranno vescovile il loro
protetto Don Zecca, scaldato nel caldo utero delle Gelsomine
Iracondiane e poi allevato allegramente dai Frati Stalagmiti e
infrescano e infrastato nella cementificazione selvaggia dell’isola di
Tiberio, ai confini della città. I sacrestani strinsero un patto di
sangue e sputo con don Zecca, collegandosi anche alla famigerata mafia
congolese, e al lato plumbeo del Rotary… Il nuovo vescovo, avrebbe
ristabiito il culto San Sacripante Scoronato Desantificato, da sempre
gradito ai bassifondi, e avrebbe esteso l’autonomia dei sacrestani
trasformandoli in una vera corporazione, la mafia congolese avrebbe
avuto tramite i corrieri libri accesso privilegiato al commercio di
patate e tramite l’infoiamento col lato plumbeo del Rotary.. una
fornitura massiccio della potente droga degli aghi di pino…”
“Mi piace la tua capacità analitica e descrittiva… non ricordo mai
come l’hai ottenuta?..”
“Metto la testa in frigo un’ora a notte.. e la mattina mi sveglio con
Brahms.. e poi al laghetto mi rotolo nel fango fino ad arivare al
Tobia, l’ex insegante che declama l’Orlando Incazzato.. unisci a ciò
che non vedo mai Maria De Filippi e mangio croccantini al fosforo.. e
arriverai tu stesso alla conclusione…”.
“E’ bello sapere che c’è ancora qualcuno capace di ragionare…”
“Non dirlo a me.. non dirlo a me…”
Fummo improvvisamente atterriti da un altro rumore.
Cristo Santo, pensai. E’ troppo tardi per nascondermi ora. E’ la
fine…
“Gatto… ti affido le mie ultime parole….”
Ma fu Charlie a comparire nella stanza, nessun membro di pericolose e
omicide consorterie.
Charie. Il vecchio ragazzo, con la facca ovale e i denti giganteschi,
lunghi il dopo del Fenandel di Don Camillo. Charlie, un passato
glorioso, l’unico a vincere il Mondiale di Dama a Seul.. nella tana
dei Padroni. Charlie, l’unico capace di mangiare 200 cipolle di
seguito e poi baciare una capra. Charilie.. laureato in Storia del
Pugilato a Buenos Aires, per il gusto insopprimible di scovare la
laurea più inutile del globo. Charlie, esperto di cinema polacco
dadaista con sottotitoli in cirenaio. Charlie il poeta folle dei
ditirambi erotico sapienziali. Charilie. con le sue assurde diete…
tipo cavolo marcio pe run mese. Charlie dai denti tutti neri… e
dallo sguardo gigantesco.. con occhi allucinati. Charlie che puzzava
di fogne di Calcutta. Charlie… membro eletto di quell’assurdo Ordine
segreto cavalleresco detto.. “I Caballeri di Sesta Marrona” che si
proponeva la restaurazione del Sacro Romano Impero.. il cui trono era
considerato vacante dalla dipartita di Federico Secondo.
Charlie.. che era rimasto l’unica persona di cui poteva fidarsi in
quella grassa, grossa, busona, magnaccia, putrida, gravida,
succulente, sorniona, miserabile, trionfante, ipocondriaca,
ribollente, maciullante, ridente, infinocchiata, crapulante,
terrificante.. città.
“Anson…” gridò in falsetto Charlie con la sua avvitolata voce
eiaculante..
“Anson…. tutti ti vogliono morto.. un’altra ora e non potrai più
salvarti… il mio Ordine è l’unico di cui puoi fidarti.. ti abbiamo
organizzato un corridoio segreto.. Partirai subito …ti faremo
viaggiare con due dei nostri  nei corridosi delle antiche fogne
sotterranee … uscirai al confine e là due Giamboni ti porteranno ,
con un motocarro, in Siberia dove ti rifaranno i connotati…i tipi in
motocarro sanno che sei un  ebreo ultraortodosso minacciato di morte
dalla Falange Islamica… durante il passaggio nelle fogne i membri
del nostro Ordine ti conceranno come unn Ultraortodsso….in Siberia
ci metteremo in contatto con te…”
Santo Cristo pensai… e ora che faccio.. scappo via con questi
psicopatici o mi faccio massacrare allegramente dagli scagnozzi di
questo Complotto?
E fisso il gatto come a ricordare l’origine misterica del nobile
animale, su, penso, su, nell’antico Egitto eravate animali sacri,
dimmi una frase, sii mio oracolo, illuminami..
Il gatto mi fissa per cin que minuti… come a volersi compenetrare
con me.. e poi dice..
“Senti.. prima di andartene… dove hai messo le scorte di tonno
afghano?”
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Il Potere è della gente

by Duncan on feb.01, 2012, under Poesia

Fa tardi stasera,

arriva col tram,

mentre un pacco di latte aspetta sul camion,

e cercherà di leggere almeno mezzora,

prima di sfangarsi il c ulo un altro giorno,

la classe ha 30 studenti,

quanti ne avrà idomani, 40,

tagliano insegnanti come tagliano nastri,

mentre spalano merda i camerieri della stazione,

in televisione dicono che la borsa scende

ma che domani il tempo è nuvolo,

-

Arriverà il momento di alzarsi,

i piccoli e gli umili spezzerano le colonne

e le piramidi crolleranno,

-

Prendono a avangate la terra,

ex di turno, fuoriquota, fuorifase, fuoriclasse,

costa due cazzi questa terra,

ma è una scommessa,

una sporca scommessa,

ci saranno pomodori, ortaggi, olive,

-

La palestra apre solo di sera,

paga la parrocchia metà,

l’altra metà la paga qualche vecchio avvocato

o giocatore d’azzardo,

ma resta aperta,

ragazzi colpiscono il punchball,

capelli argento gli mostra i colpi,

alla fine un bicchiere,

la strada poi farà il resto,

si canticchia un pò

prima di arrivare al fiume

-

E scriveva scriveva,

quaderni al soffitto,

le storie non lo lasciavno mai..

la mattina al bar

per comrparsi un’ora buona,

un libro buono,

un quaderno

zeppole e pane,

e poi scrivere..

La gente sputerà la rabbia,

come un incendio,

non ci saranno più cani randagi al buio,

nè donne col collare,

nesssun collare, mai più..

-

Ferro battuto,

ferro lamiera,

leggono in tram,

ferro battuto,

aria sul ventre,

calce viva,

per 30 euro al giorno,

ci mettono la faccia,

il culo,

una famiglia da far mangiare

c’è da scaricare a porto

e lo faranno,

perché

qualcuno li aspetta

-

Alla mensa dei poveri,

consegnano il loro natale,

per portare minestre e coperte,

e stringere un sorriso,

prima che chiuda baracca.

Esmeralda prova i suo passi,

la danza  è roba per ricchi,

si nasche col marchio, dice lo zio,

ma lei si alza e prova,

nel vecchio giardino,

la vecchia strada romana,

ora pattumiera e scugnizzi,

balla come il suo Cielo Zingaro,

Biiclette corrono,

la posta non arriverà mai

puntuale,

uova imbacuccate,

regali di frontiera,

il circo dei nani arriva domani.

-

Prove di Nuovo ordine mondiale,

mentre la scimmia del Quarto Reich balla la Polca,

e il Faraone sogna cieli di Lager

ma c’è un sogno blasfemo ancora scritto sui muri,

sussurrato da sempre,

clandestino da sempre..

i piccoli solleveranno la testa,

i piccoli sollveranno la testa.

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Un gatto, Kafka e Murakami

by Duncan on feb.01, 2012, under Bellezza, Simbolo

Si avvicina cercando di non fare cadere i libri sulla scrivania, non manca di leccarsi i baffi, e poi il suo piccolo rituale, strusciarsi le zampine anteriori l’una con l’altra.
“Non l’hanno ancora scoperto Alfredo?”, chiede il mio gatto Ciccia.
“Ancora no.. sono riuscito a non dare nell’occhio…”.
“Ma un giorno scopriranno che parli coi gatti Alfredo, e allora per te si apriranno tempi molto foschi. Magari ti usceranno come cavia da laboratorio. E prima di allora tutti gli altri ti eviteranno come unasorta di animale da bestiario”.
“Parli bene per essere un gatto Ciccia… non ho mai capito perchè…”.
“Non so, non ho mai fatto una seria riflessione su di me. Anche se il mio psichiatra dice che manco dei fondamentali..”
“Cosa sono questi fondamentali?”
“Non l’ho capito, sembra che siano una cosa che si aggiunge al cretino per farlo intelligente”.
“Sì..sarà qualcosa del genere.. Non dire al tuo psichiatra che parlo coi gatti, però. Quelli hanno intrallazzi ovunque”.
“Hai la mia parola Alfredo.. in nomine croccantinus io manterrò il silenzio”.
“Sai, credo ci siano altri che parlino coi gatti. Stavo leggendo un brano tratto da un libro di Murakami, conosci?”
“No, non sono ancora arrivato al Novecento…”
“E’ forte come tipo.. ma… beh.. mi sono permesso di trascriverti il brano.. così lo leggi con comodo… tieni è in questo foglio…”
“Grazie Alfredo, ah al posto tuo io elimineri quel papillon rosso quando sei a casa.. sa troppo cicisbeo…”
“Credo tu abbia ragione.. ma qualcuno mi ha rubato la cravattina marrone pannocchia..”
“Non guardare me.. non guardare me….”
“Va bene non ti guardo.. ma.. aspetta.. prendi il foglio con il brano di Murakami….”
“Thank’s Sir…”

—————————————————————————­————
Tratto da Kafka sulla spiaggia
di Murakami Haruki

- Buongiorno, – disse il vecchio.
Il gatto sollevò appena la testa, e a voce bassa, di malavoglia
ricambiò il saluto. Era un grosso gatto maschio nero, anziano.
- E’ una bella giornata, non è vero?
- Hmm, – fece il gatto.
- Non si vede nemmeno una nuvola.
- Per ora.
- Pensa che questo tempo non durerà?
- Verso sera si dovrebbe guastare. Si sente nell’aria, – disse il
gatto nero, allungando lentamente una zampa. Poi socchiuse gli occhi e
osservò di nuovo l’uomo in viso.
L’uomo guardava il gatto sorridendo amabile.
Il gatto esitò qualche istante, indeciso su come comportarsi. Poi,
rassegnato disse:
- Hmm… si direbbe che sai parlare.
- Sì, – rispose il vecchio timidamente, e in segno di rispetto si
tolse il suo logoro berretto di cotone di montagna. – Non è che possa
parlare sempre e con tutti i gatti, ma quando le cose vanno bene ci
riesco, come adesso.
- Hmm, – commentò laconico il gatto.
- Mi potrei sedere un pò li sopra, se non sono di disturbo? Nakata ha
camminato molto e adesso è stanco.
Il gatto nero si sollevò pigramente, fece vibrare alcune volte i
lunghi baffi, e si produsse in uno sbadiglio così grande da slogarsi
quasi la mascella. – Nessun disturbo. O meglio, se mi disturbi o no,
poco importa. Siediti pure dove ti pare, nessuno te lo può impedire.
- Grazie, grazie, – disse l’uomo, e si sedette accanto al gatto. -
Sa, è dalle sei di stamattina che cammino.
- Dì un pò… hai detto che ti chiami Nakata?
- Sissignore. Mi chiamo Nakata. E lei?
- Non mi ricordo, – rispose il gatto. – Avevo un nome, una volta, ma a
un certo punto non mi è servito più, e così alla fine l’ho
dimenticato.
- Sì. Le cose che non servono si dimenticano. Anche per Nakata è così,
- disse l’uomo, grattandosi la testa. – Quindi lei on vive con qualche
famiglia.
- Sono stato allevato in una famiglia, ma si tratta di molto tempo fa.
Adesso non più. Ci sono diverse famiglie che ogni tanto mi danno da
mangiare… ma non vivo con nessuno.
Nakata annuì, restò per un pò in silenzio, quindi riprese:
- Senta, le dispiacerebbe se la chiamassi signor Otsuka?
- Otsuka? – disse il gatto un pò stupito, guardando il faccia il suo
interlocutore. – Eh, come sarebbe? Perchè dovrei farmi chiamare
Otsuka?
- No, per nessuna ragione in particolare. A Nakata è venuto in mente
così, all’improvviso. Poichè senza un nome ho difficoltà a ricordare,
ho provato a dargliene uno a caso. Può essere di grande aiuto. Sapendo
il nome, anche uno stupido come Nakata può riordinare meglio le idee.
Ad esempio posso dire: il pomeriggio del tale giorno, in un terreno
incolto del quartiere di ***, secondo cho, ho incontrato il gatto nero
signor Otsuka. E’ molto più facile da ricordare.
- Hmm, – fece il gatt. – Non capisco bene. A noi gatti tutto questo
non serve. Ci bastano alcuni elementi come l’odore, la forma, e ce la
caviamo benissimo.
- Sì, anche Nakata lo capisce. Ma vede, signor Otsuka, gli esseri
umani sono fatti diversamente. Per ricordae le cose, abbiamo
assolutamente bisogno di dare, nomi e cose del genere.
Il gatto soffiò col naso.
- Mi sembra molto scomodo.
- Ha ragione. Il fatto di dovere ricordare tante cose è terribilmente
scomodo. Ad esempio dobbimo imparare il nome del governatore, i numeri
degli autobus. Ma a parte questo, non le dispiace se la chiamo Otsuka?
Non vorrei che le desse fastidio.
- Darmi fastidio… non è che faccio i salti di gioia, ma non direi
che mi dia particolarmente fastidio. Perciò, se ci tieni, pui anche
chiamarmi Ostuka. E’ solo che non mi sembra il mio nome.
- Non sa quando mi rendono felice queste sue parole. La ringrazio
infinitamente, signor Otsuka.
- Certo che tu, anche considerando ceh fai parte degli uomini, hai un
modo di parlare ben strano, – disse Otsuka.
- Sì, me lo dicono tutti. Ma Nakata sa parlare solo così. E’ il suo
modo di parlare normale. E’ perchè non sono intelligente. Non sono
stato sempre così, è che da bambino ho avuto un incidente, e da allora
sono diventato stupido. Non so nemmeno scrivere, e non so leggere i
libri e i giornali.
- Se è per questo anch’io, non è che me ne faccio un vanto, ma non so
scrivere – disse il gatto, e si leccò il cuscinetto sotto la zampa
destra. – Eppure ho un’intelligenza normale, e non ho mai avuto
problemi per questo.
- Certo, nel mondo dei gatti è senz’altro così, – disse Nakata. – Ma
nel mondo degli uomini on sapere scrivere, o non saper leggere i libri
e i giornali, equivale a essere stupidi. E’ così e basta. Il padre di
Nakata, che è morto tanto tempo fa, era un importante professore
universitario, specializzato in una cosa che si chiama “Teoria della
finanza”. Poi Nakata ha due fratelli più piccoli che sono tutti e due
molto intelligenti. Uno è capufficcio in una grande società. L’altro
lavora in un posto che si chiama “Ministero”. Vivono in case molto
grandi dove si mangia spesso l’anguilla. Nakata è l’unico stupido
della famiglia.
- Però sai parlare con i gatti.
- Sissignore, – disse Nakata.
- Ma nessuno sa parlare con i gatti, no?
- Nossignore.
- Quindi non si può dire che sei stupido.
- Sì, no, cioè, su questo punto Nakata non sa che dire. Però Nakata
sin da quando era bambino si è sempre sentito ripetere che era
stupido, quindi ha pensato che doveva davvero essere stupido. Non
riesco nemmeno a leggere i nomi delle stazioni, quindi non posso
comprare i biglietti e prendere la metropolitana. Però sugli autobus
municipali, se faccio vedere la mia tessera di invalido posso salire.
- Hmm, – fece Otsuka, senza troppo calore.
- Per chi non sa né leggere né scrivere, trovare lavoro è impossibile.
- E allora come fai per vivere?
- Ho il sussidio.
- Sussidio?
- E’ il governatore che mi dà i soldi. Io abito in un piccolo
appartamento a Nogata. E mangio tre volte al giorno.
- E’ una vita niente male… o almeno, così mi sembra.
- Sì, come lei dice, non è niente male, – disse Nakata. – Ho un riparo
dalla pioggia, e posso vivere comodamente. Poi a volte, come adesso,
qualcuno mi chiede di cercare dei gatti. Allora ricevo un piccolo
compenso. Ma questo lo tengo nascosto al governatore. Quindi per
favore non lo dica a nessuo. Se lui sapesse che ricevo del denaro in
più, forse mi toglierebbe il sussidio. Come ho già detto, è solo un
piccolo compenso, non è molto, ma mi permette di mangiare qualche
volta l’anguilla. A Nakata l’anguilla piace tanto.
- Anche a me piace parecchio. Ma l’ho mangiata solo una volta, molti
anni fa, e non ricordo più che sapore aveva.
- Ah, l’anguilla è veramente un cibo buonissimo, unico. Non assomiglia
a nient’altro. Nel mondo ci sono tante cose da mangiare, e in genee al
posto di una se ne può prendere una simile, ma l’anguilla, almeno per
quanto ne sa Nakata, non può essere sostituita con niente.
- Hai detto che cerchi i gatti? – chiese Otsuka.
- Sì. Cerco i gatti scomparsi. Visto che posso parlare un pò la vostra
lingua, andando in giro e raccogliendo informazioni, di solito riesco
a scoprire dove sono andati a finire. E siccome si è sparsa la voce
che sono bravo, mi viene chiesto spesso di trovare i gatti smarriti.
Tanto che ormai quasi ogni giorno sono occupato a cercarne qualcuno.
Però, poiché non mi piace allontanarmi troppo, ho deciso di cercare
gatti solo nel quartiere di Nakano. Altrimenti va a finire che mi
perdo io.
- Anche adesso stai cercando un gatto scomparso?- Sissignore, sto
cercando un gatto color tartaruga di un anno che si chiama Goma. Ecco
la foto-. Nakata tirò fuori dalla borsa di tela che portava a tracolla
una fotocopia a colori e la mostrò a Otsuka.
- E’ lui. Porta un collarino antipulci marrone.
Otsuka allungò il collo e guardò la foto. Quindi scosse la testa.
- No, questo tizio non l’ho mai visto. I gatti che bazzicano da queste
parti li conosco più o meno tutti, ma questo no. NOn l’ho mai visto nè
sentito.
- Ho capito.
- Ma è molto tempo che lo cerchi?
- Allora, vediamo.. uno, due… con oggi fanno tre giorni.
Otsuka restò per qualche istante a riflettere intensamente. Poi disse:
- Penso che lo saprai anche tu, ma i gatti sono animalli abitudinari.
Di solito hanno vite piuttosto regolari, e ameno che non si trovino in
particolari circostanze, non amano i grossi cambiamenti. Per
particolari circostanze intendo il sesso o gli incidenti.
- Sì, anche Nakata pensa che sia così.
- Se si tratta del sesso, dopo un pò si calmano e tornano a casa. Tu
sai che significa desiderio sessuale?
- Sì. Non ne ho un’esperienza personale, ma più o meno so a che cosa
si riferisce. Si tratta del pisellino, vero?
- Esatto, si tratta del pisellino, – rispose calmo Otsuka. – Ma se
capita un incidente, è difficile che tornino a casa.
- Sì, è proprio vero.
- E può anche succedere che spinti dal desiderio si ritrovino a
vagare in qualche posto lontano, e a un certo punto smarriscano la
strada.
- Sicuramente, se uscissi da Nakano avrei difficoltà a ritrovare la
casa.
- Anche a me è successo diverse volte. Naturalmente parlo di quando
ero molto più giovane, – disse Otsuka, socchiudendo gli occhi come se
ricordasse qualcosa. – Quando ci si accorge di avere perso la strada
di casa, si entra nel panico. Il desiderio sessuale è un bel guaio. Ma
in quel momento non si riesce proprio a pensare a nient’altro. Non ci
si preoccupa del dopo. Il desiderio sessuale è questo. Perciò,
tornando a quel gatto… come hai detto che si chiama?
- Parla di Goma?
- Sì. Anche io vorrei fare quello che posso per aiutarti a ritrovarlo.
Un gatto tartaruga di un anno, cresciuto in una casa tra mille
attenzioni, non sa niente del mondo. E’ incapace di sostenere un
litigio, e non sa procurarsi il cibo da solo. Mi fa pena. Ma purtroppo
questo gatto non l’ho mai visto. Penso che farai meglio a cercare da
qualche altra parte.
- Ho capito. Allora farò come lei mi suggerisce, e proverò a cercare
in un altro posto. Sono veramente spiacente di averla disturbata
durante il suo riposino. Comunque, siccome penso che ripasserò di qui,
se nel frattempo le capitasse di vederlo, la prego d dirlo a Nakata.
Spero di non essere inopportuno, ma mi permetta di offrirle un piccolo
pensiero in segno di gratitudine.
- No, lascia stare. Mi ha fatto piacere parlare con te. Quando
ripassi, fatti vedere. Se il tempo è buono, a quest’ora in genere sono
qui in questo spiazzo. Quando piove, mi trovi in quel santuario alla
fine della scalinata.
- Ho capito. Allora la ringrazio molto. Il piacere è stato mio, signor
Otsuka. Anche se Nakata sa parlare con i gatti, non succede mica con
tutti di poter chiacchierare così piacevolmente. Quando io attacco
discorso, a volte mi guardano con un’aria terribilmente sospettosa,
poi senza dire niente prendono e se ne vanno da un’altra parte. Eppure
io sono andato lì solo per salutarli.
- Sì, posso immaginarlo. Tra i gatti è come con gli esseri umani, se
ne trovano di tutti i tipi.
- Ha ragione. Anche Nakata la pensa così. Nel mondo ci sono tanti tipi
di persone, e tanti tipi di gatti.
- Otsuka stirò la schiena e alzò lo sguado verso il cielo. Il sole
diffondeva su quel terreno incolto la luce dorata del pomeriggio. Ma
nell’aria c’era un vago presagio di pioggia. Otsuka lo percepiva con
chiarezza.
- Quindi tu hai avuto questo incidente da bambino, e da allora sei
diventato un pò tonto. E’ così che hai detto, no?- Sissignore,
esattamente. E’ poprio quello che ho detto. Nakata ha avuto un
incidente quando aveva nove anni.
- Ma che razza di incidente hai avuto?
- E’ na cosa che non riesco in nessun modo a ricordare. A quanto mi
hanno detto, Nakata è stato colpito da una febbre di origine
sconosciuta e per tre settimane è rimasto senza conoscenza. Per quel
periodo sono stato in un letto d’ospedale,, con un ago attaccato al
braccio. Poi quando finalmente mi sono svegliato, avevo dimenticato
tutto quanto era successo fino ad allora. La faccia di mio padre, la
faccia di mia madre, come si scrive, come si fanno i calcoli, la casa
dove abitavamo, persino il mio nome: tutto dimenticato. La mia testa
si era completamente svuotata, come quando si toglie il tappo dalla
vasca da bagno. Mi hanno detto che prima dell’incidente Nakata era un
ragazzo intelligente, con ottimi voti a scuola. Ma un giorno è caduto
di colpo svenuto e quando si è svegliato era diventato stupido. Mia
madre ormai è morta da tanto tempo, ma per questa ragione ha pianto
molto. Non si rassegnava che fossi diventato stupido. Mio padre non
piangeva, era sempre arrabbiato.
- Però in compenso sei diventato capace di parlare coi gatti.
- Sissignore.
- Hmm.
- E un’altra cosa è che sono sempre stato sano, non mi sono mai
ammalato, nemmeno una volta. Non ho carie, e on ho bisogno di
occhiali.
- Per quanto posso giudicare io, a me non sembri mica stupido.
- Davvero? – Nakata inclinò un pò la testa perplesso. – Però vede,
signor Otsuka, Nakata ha già superato i sessant’anni. E quando uno ha
più di sessant’anni, ormai si è abituato al fatto di essere stupido, e
di essere evitato dagli altri. Si può vivere anche senza prendere il
treno. Da quando mio padre non c’è più, nessuno più mi picchia. E da
quando se n’è andata anchee mi amadre, nessuno piange. Perciò se a
questo punto tutt’a un tratto mi sento dire che non sono stupido,
provo un pò di imbarazzo. Se si scopre che non sono più stupido, il
governatore mi potrebbe togliere il sussidio, e forse non potrei più
salire sugli autobus col mio permesso speciale. Se il governatore mi
rimproverasse dicendo: Ehi, ma tu non sei mica stupido!, Nakata non
saprebbe cosa rispondere. Perciò a Nakata sembra che sarebbe meglio
rimanere stupido come è sempre stato.
- Quello che vogliio dire è che il tuo problema, secondo me, non sta
nel fatto che sei stupido, disse Otsuka, con un’espressione seria.
- Ah no?
- Il tuo problema, almeno secondo me, è che tu… sei un pò delicato.
Appena ti ho visto ho notato che la tua ombra sul terreno è densa
circa la metà delle persone normali.
- Sì.
- Io ho già visto una persona così una volta.
Nakata guardò Otsuka con la bocca leggermente aperta.
- Ha già visto un’altra persona così una volta, vuol dire un altro
essere umano come Nakata?
- Sì. Perciò quando hai cominciato a parlare non mi sono stupito più
di tanto.
- E quando è successo?
- Molto tempo fa, quando ero giovane. Ma non mi ricordo niente: né la
faccia, né il nome, né il posto, né l’ora. Come ho già detto, noi
gatti non abbiamo questo tipo di memoria.
- Sì.
- E anche nel caso di quell’uomo, sembrava che metà della sua ombra si
fosse persa da qualche aprte. Era chiara proprio come la tua.
- Sì.
- Perciò mi chiedo se tu, invece di andare in giro a ritrovare i gatti
smarriti, non faresti meglio a cercare seriamente l’altrà metà della
tua ombra.
Nakata tirò alcune volte la visiera del berretto che tenva in mano.
- A dire il vero anche Nakata l’aveva un pò sospettato. Che forse la
sua ombra era piuttosto debole. Gli altri non se ne accorgono, ma io
avevo questa impressione.
- Ah, se è così tanto meglio, – disse il gatto.
- Però, come ho già detto, Nakata ormai ha una certa età, e tra non
molto dovrà morire. Mia madre è morta, e mio padre anche. Che uno sia
stupido o intelligente, che sappia scrivere o meno, che abbia un’ombra
intera oppure no, tutti, quando arriva il momento, dobbiamo morire.
Morire ed essere cremati. E quando si diventa cenere, si va nella
tomba di Karasuyama. Karasuyama si trova nel quartiere di Setagaya.
Però forse quando sarò nella tomba di Karasuyama non penserò più a
niente. E se non penserò, non mi preoccuperò più. Perciò Nakata può
accontentarsi di restare così com’è, no? E poi, se gli è possibile,
Nakata finchè sarà in vita non vorrebbe uscire dal quartiere di
Nakano. Dopo morto, lo so, mi toccherà andare a Karasuyama, ma per
quello non posso farci nulla.
- Naturalmente, sei libero di pensarla come credi, – disse Otsuka. Poi
di nuovo si leccò svelto il cuscinetto su una zampa. – Ma forse al
fatto dell’ombra faresti meglio a rifletterci su. Anche l’ombra, può
darsi che si vergogni un pò. Se io fossi un’ombra, non mi piacerebbe
restare a metà.
- Sì, – disse Nakata. – è vero. Forse ha ragione. A questo non avevo
mai pensato. Tornato a casa, ci rifletterò sopra.
- Sì, vale la pena pensarci.
I due restarono per un pò in silenzio. Poi Nakata si alzò dolcemente e
si spazzò con cura dai pantaloni ii fili d’erba che vi erano rimasti
attaccati. Si rimise il berretto sgualcit. Lo aggiustò fino a che non
ebbe trovato la giusta angolazione per la visiera. Rimise a tracolla
la sua borsa di tela.
- La ringrazio moltissimo. La sua opinione è stata per me veramente
preziosa. Stia bene: le auguro tutto il meglio.
- Anche a te, amico.
Dopo un pò che Nakata andò via, Otsuka tornò a stendersi sull’erba e
chiuse gli occhi. Ci voleva ancora un pò di tempo prima che il cielo
si oscurasse e cominciasse a piovere. Senza pensare a nulla, scivolò
in un breve sonno.

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