Born Again

Danni dal vaccino contro il Papilloma virus- intervista ad Anna Pezzotti

di il ott.12, 2015, in Controinformazione, Medicina, Resistenza umana

contropap

Il vaccino contro il Papillova virus (HPV) non è un vaccino c.d. “obbligatorio”; ma è un vaccino che i genitori sono “invitati” a far fare alle proprie figlie di 11-12 anni.
Lo scopo di questo vaccino sarebbe di impedire lo svilupparsi di tumori del collo dell’utero.
Premesso che ci sarebbe da parlare per giorni interi sul concetto di tumore, sulla sua complessa eziologia, sul modo in cui si può prevenire ed affrontare.. va indicato come circa l’efficacia di questo vaccino ci sono molte perplessità.
Il dottor Gava e il dottor Serravalle in un libretto informativo sul vaccino HPV (“Gava R., Serravalle E. Vaccinare contro il Papillomavirus? Quello che dobbiamo sapere prima di decidere”) hanno indicato tutta una serie di punti relativi alla insensatezza ed inutilità di questo vaccino.

Ne cito solo alcuni:
-Nella maggior parte dei casi l’infezione da HPV è asintomatica o al massimo produce alcune verruche cutanee o condilomi genitali; lo sviluppo di uno stadio tumorale benigno è raro e l’evoluzione verso un tumore maligno è eccezionale.
-Esistono circa 120 tipi di questo virus e solo 12 di essi sono potenzialmente cancerogeni, ma la loro cancerogenicità si manifesta solo in certe condizioni e in particolare se il sistema immunitario della persona è particolarmente depresso e incapace di svolgere le sue normale funzioni difensive.
- In ogni caso, anche una infezione HPV con un tipo virale potenzialmente cancerogeno regredisce spontaneamente nel 90% dei casi entro 3 anni dalla diagnosi. In un 9% dei casi, invece, il virus convive per tutta la vita del soggetto che lo ospita senza causare disturbi o problemi (in questi casi il test per l’HPV sarà positivo, mentre il Pap-test risulterà sempre negativo).
-Solo nell’1% dei casi può esserci la progressione dell’infezione verso una lesione precancerosa e solo l’1% di queste ultime può evolvere verso lesioni cancerose vere e proprie e in ogni caso lo fa solo dopo un periodo di latenza di circa 20-50 anni (cioè, il carcinoma si manifesta con una frequenza complessiva di 1 caso ogni 10.000 persone con HPV e con una mortalità di 3 casi ogni 100.000 persone; il tutto avviene solo in presenza di una grave alterazione del sistema immunitario). Da questo emerge che la stragrande maggioranza delle donne che presenta un’infezione da HPV, anche con ceppi ad alto rischio, non svilupperà mai il tumore della cervice uterina.

Il vaccino contro il Papilloma virus ha suscitato feroci attacchi e critiche in tutto il mondo anche per gli effetti dannosi che esso genererebbe in tante ragazze che ad esso sono state sottoposte. Ci sono Paesi dove il dibattito intorno a questo vaccino ha raggiunto toni molto drastici e alcuni medici hanno organizzato delle petizioni per il suo ritiro. Di tutto questo si parla poco in Italia, come della lunga lista di ragazze danneggiate, anche gravemente.
Una di essa è Giulia. Ho intervistato la madre, Anna Pezzotta, per farmi raccontare la sua vicenda.
Da quando ha avuto somministrato questo vaccino, la vita di Giulia è diventata un calvario. Svenimenti, problemi col sonno, dolori atroci continui, ecc. La madre non solo non è stata sostenuta nella sua ricerca di una via per aiutare sua figlia, ma è stata ostacolata. Fin dall’inizio le era stato detto che il vaccino anti Papilloma virus non c’entrava nulla. E quando il collegamento con tale vaccino è diventato molto di più che un volo pindarico, ha trovato il muro di gomma che si trova quando si tocca una tematica come questa.
Anna, continuala sua lotta per trovare una concreta speranza di cura o di miglioramento per Giulia.
Anna ha un “interesse” anche più generale; vuole che le persone, prima di sottoporre le loro figlie a questo vaccino, si informino davvero bene prima, perché quello che in gioco è un bene altissimo. La salute e la qualità della vita di una figlia.
Giulia è arrivata a svenire sette volte in classe, e, ogni volta che riprendeva conoscenza, sveniva di nuovo tanto era il dolore che provava. Una tale sofferenza inflitta ad una bambina, fosse anche solo UNA bambina e non tantissime altre ad ogni latitudine.. una tale sofferenza genera il dovere, da parte di tutti, della verità, di dare una chance, almeno, alla verità.

Un pensiero per Giulia, che voglio immaginare avere una vita ricca dove insegnerà a tante persone a credere nei propri sogni.

Di seguito l’intervista che ho fatto ad Anna Pezzotti.
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-Quanti anni hai e dove abiti Anna?

Ho 44 anni e abito a Lonato Del Garda dove sono nata.

-Bene o male cosa hai fatto nella tua esistenza, di cosa ti sei occupata?

Mi sono diplomata in lingue estere, ho lavorato, mi sono sposata e ho due figli.

-Che età hanno i tuoi figli?

Giulia attualmente ha 16 anni e il maschietto 8. Nel 2010 avevo trovato un lavoro part time, così riuscivo a gestire anche i bambini. Poi sono iniziati i problemi con Giulia, innumerevoli permessi dal lavoro perché Giulia stava male. Poi la crisi economica ha colpito e sono rimasta senza lavoro.

-Giulia è nata..

Nel 1999, mentre l’altro bambino nel 2007.

-Quindi lei adesso ha 16 anni.. l’altro bambino sta bene?

Anche con lui abbiamo iniziato un percorso, alla nascita pesava quattro kg, sanissimo; mangiava quattro volte al giorno, e dormiva sempre. Dopo avere fatto i vari vaccini non ha più dormito. Io però non associavo i problemi di Andrea ai vaccini. Solo quando con Giulia cominciò ad entrare in gioco il discorso vaccini, cominciarono a venirmi i dubbi anche per il maschietto. Tutte le varie allergie che si sono manifestate in lui, sia a livello alimentare che a livello respiratorio, potrebbero essere collegate alle vaccinazioni. Abbiamo iniziato una cura disintossicante, con un medico che ci sta aiutando molto.

-Riguardo a Giulia, quando è che hai cominciato a notare che qualcosa non andava?

Le reazioni eclatanti cominciarono dopo la somministrazione della seconda dose del vaccino Gardasil, il vaccino anti papilloma virus, anti HPV, quando lei aveva 11 anni. Dopo la somministrazione della prima dose, 28/06/2010, non vi fu alcun particolare problema; se non dolore dove era stato inoculato il vaccino e un po’ di stanchezza e mal di testa. Riguardo al mal di testa, ne avevo parlato col pediatra, ma si era pensato ad un discorso legato allo sviluppo. Comunque questi pochi e leggeri sintomi passarono presto. Dopo qualche mese, sempre nel 2010, a settembre facemmo la seconda dose del vaccino. Questa volta i sintomi furono molto più pesanti. Il giorno in cui era stata somministrata la seconda dose, ritornati a casa, vidi che Giulia non stava molto bene. “Mamma vado a letto.. mi sento strana” mi disse. Da quel momento cominciò con tutta una serie di problemi. Continui mal di testa, spossatezza, voleva sempre dormire. Difficoltà nello studio: riusciva a leggere, ma poi non riusciva a concentrarsi, a ricordare quello che leggeva. Aveva sempre caldo e dolori agli arti; “Mi fanno male le gambe, mi fanno male le braccia”.
Parlai col pediatra di tutto ciò, chiedendogli se ci poteva essere un nesso coi vaccini visto che i sintomi erano apparsi subito dopo, ma lui mi rispose che “assolutamente no”.. “il vaccino è sicuro, non ha effetti collaterali” e che la bambina “soffre per la separazione tra te e tuo marito, per cui il suo malessere è psicologico”.
Io diedi retta al pediatra, ma il problema persisteva. Spesso dovevo andare a scuola perché Giulia non stava bene. Le insegnanti mi chiamavano per dirmi di andarla a prendere perché non stava bene.. “Mamma mi fa male la pancia” mi diceva. Non si riusciva di capire che cosa avesse. Inoltre, come arrivava il mestruo, i dolori erano molto più intensi del normale. Nel fare la terza dose del vaccino, a febbraio 2011, i sintomi si moltiplicarono. Tutti; dolori, pianti, ecc. E si aggiungevano tutta una serie di nuovi episodi che non riuscivamo a spiegare. I sintomi più forti si manifestarono ad agosto del 2012. L’arto sinistro di Giulia si gonfiò. La parte interna della gamba sinistra diventò rosso sangue come se vi fosse stata una ustione. Lei gridava e piangeva dal dolore. La portai al pronto soccorso e fu ricoverata. Diagnosi alla dimissione: erisipela alla gamba sinistra, ovvero una infezione. La dimisero sotto antibiotico, dicendomi che andava tutto bene. Io avevo fatto loro presente che Giulia aveva spesso mal di testa, male alla gamba, che faceva fatica a camminare e si trascinava, che aveva dolori strani, ma loro mi dissero “Signora attualmente quello che noi abbiamo riscontrato è questo”. Ad ottobre del 2012 Giulia ebbe una bruttissima crisi a scuola. Era svenuta in classe, l’avevano portata fuori dalla classe, al mio arrivo era sdraiata nel corridoio, ed era stata chiamata l’ambulanza. Non aveva febbre ma il suo corpo scottava. I volontari cercavano di tamponare Giulia con dei panni bagnati; ma gli si scaldavano subito. Inoltre aveva un rush, chiazze rosse, al viso e al collo; chiazze che poi sono sparite.
In ospedale fecero una serie di accertamenti. Le piastrine e i globuli bianchi erano bassissimi. Avevano riscontrato intolleranze alimentari . La TAC e gli altri esami, però, erano totalmente negativi. Considera anche che Giulia aveva diplopia, visione doppia; non riusciva più a deambulare da sola, aveva sempre bisogno di qualcuno che la aiutasse a spostarsi; e aveva continui mal di testa.
Anche nel corso di questo ricovero le diedero farmaci, fecero di tutto, ma senza alcun risultato. All’uscita dell’ospedale stava leggermente meglio rispetto all’entrata, però il problema non era stato neanche scalfito. I medici avevano tirato fuori anche una possibile infezione o da Lime o di Parvovirus B 19. Ma erano ipotesi fatte da chi si trova a brancolare nel buio e mi consigliarono di portare Giulia da un reumatologo. Tornati a casa, Giulia ebbe una crisi bruttissima. Il mio medico di base mi consigliò di portarla immediatamente a Genova. E quindi, chiamai i volontari dell’ambulanza che organizzarono il trasporto. Premetto che anche nell’ospedale sopraccitato mi avevano detto che i problemi di Giulia erano legati alle mie problematiche col padre. A Genova mi dissero che si trattava di una recente infezione da Parvovirus B19, che non vi c’era cura, ma che il corpo stesso nell’arco di sei mesi riportava i valori alla normalità. Anche loro sostenevano che Giulia aveva problemi psicologici e mi dissero di portarla da un neuropsichiatra. Giulia cominciava a credere di avere davvero questi problemi psicologici; e che si stesse, sostanzialmente, massacrando da sola. Tornati a casa, i problemi di Giulia erano ancora tutti lì. Visione doppia, mal di testa, mancanza di concentrazione. Problemi del sonno: o dormiva tutto il giorno o non dormiva affatto. Cominciò ad avere gonfiori anomali al ginocchio, al collo, alla gamba e al viso. Te li definisco anomali perché lei si gonfiava e sgonfiava come si gonfia e si sgonfia un pallone. A volte il ginocchio era sette centimetri più grande rispetto all’altro, nell’arco di un’ora o poco più ritornava normale. Oppure apparivano chiazze rosse tipo ematoma su gambe e braccia, ma poi andavano via. Intraprendemmo il percorso col neuropsichiatra. Nel frattempo Giulia continuava a non stare bene, e quando le crisi erano ingestibili ci recavamo al ps , dove ormai ci guardavano in maniera strana. “Giulia non ha niente”, “Giulia è matta”.

-Facevano intendere che Giulia fosse in qualche stato di deviazione mentale?

Glielo hanno proprio detto, “tu sei matta, devi smetterla di fare correre tua madre”. Una volta è stata anche ricoverata in Day Hospital, e anche in quel caso dimessa con diagnosi di dolori psicologici. Il neuropsichiatra che aveva iniziato a seguirla giunse, però, alla conclusione che la spiegazione biologica non era risolutiva. “Guardi, i problemi dati dalla separazione non possono essere la causa di tutto questo malessere. Cercate una causa organica, perché Giulia non può avere questo dolore tutto il giorno”. Tramite una mia amica programmammo il ricovero presso l’ospedale di Verona. La sera prima del ricovero Giulia ebbe l’ennesima fortissima crisi. Lei raccontava di fitte che sentiva in tutto il corpo come se la stessero accoltellando, aghi che pungevano ovunque, una massa pesante che le schiacciava entrambe le gambe fino a farla scoppiare dal dolore. La gamba sinistra di Giulia quella sera era totalmente anomala. Come se fosse divisa in tre punti. Dall’anca al ginocchio, calda. Dal ginocchio al polpaccio, tiepida. Da metà polpaccio all’alluce, gelida. Unghie nere. Dolore atroce. La caricammo in macchina e la portammo a Verona. A Verona furono colpiti da sintomi come le unghie nere, pur non riuscendo a trovare cause che le giustificassero. Venne ricoverata e vennero fatti tutta una serie di accertamenti. Abbiamo anche fatto innumerevoli day hospital, tante ipotesi, nessuna certezza. Poi la diagnosi di miosite al ginocchio che sarebbe stata la causa del dolore alla gamba sinistra. La riempirono di cortisone, antidolorifici, antinfiammatori, senza che nulla facesse un effetto sostanziale. Circa la miosite, avremmo dovuto fare una biopsia per capire la situazione e come procedere. Ma dall’oggi al domani quella miosite non c’era più.
Ed eccoci di nuovo al punto di partenza, senza sapere cosa fare e con alcune domande che mi squassavano dentro, una delle più pressanti era “ma possibile che mia figlia sia l’unica ad avere una situazione simile?”. Cominciai a cercare su internet, ma non trovai nulla. Non ponevo più alcuna relazione col vaccino; anche perché ai miei dubbi iniziali, il pediatra mi aveva risposto dicendomi di stare tranquilla, che quel vaccino era sicuro. Inserii la vicenda di Giulia su internet, in modo che qualcuno, leggendo il tipo di problematiche che lei aveva avuto potesse in qualche modo aiutarmi, sapesse darmi qualche dritta circa quello da cui potevano derivare. Nel corso di quelle giornate di continue ricerche infruttuose, mi chiamò una mia amica a cui parlai di Giulia, e lei mi parlò di un libro che stava leggendo, “Metamedicina”, dove in base ai sintomi viene data una spiegazione…e torna l’ipotesi del vaccino.
Nel frattempo mi contatta una madre dal Canada che mi dice “ “Io ti mando la storia di mia figlia, leggila, e vedrai che è molto simile alla tua, identica”. Anche questa ragazza dopo avere fatto il vaccino cominciò ad avere mal di testa, spossatezza, dolori generali in tutto il corpo. I suo dolori divennero poi così frequenti che non riusciva più ad alzare le braccia. Una cosa che mi ero dimenticata di dirti è che nel 2013 Giulia era rimasta semiparalizzata in tutta la parte sinistra del suo corpo, per 6 mesi. Dico semiparalizzata perché lei sentiva tutto il dolore alla sua parte sinistra, e quindi non poteva essere una paralisi effettiva. La parte sinistra, comunque, non rispondeva più. Era come morta, a penzoloni, se la mettevi in posizione verticale. La gamba non reggeva, come se non stesse sul piede; il braccio non si alzava, la mano non chiudeva. Anche la figlia di questa donna che mi aveva contattato aveva avuto un problema simile. Questa ragazza ci era rimasta un anno in questa condizione, mentre Giulia dopo sei mesi ricominciò a camminare. Anche le altre problematiche corrispondevano, mal di testa, rush cutaneo, dolore durante l’ovulazione, diplopia, iperalgesia diffusa, fibromialgia. Anche nel suo caso tutti a dire che si trattava di un problema psicologico.

-In un certo senso tirare fuori il problema psicologico è sempre la soluzione per chi non ha soluzione..

Nel corso del nostro confronto, quella madre mi chiese Infatti “sua figlia ha fatto il vaccino Gardasil?”. In quel momento non capivo che cosa fosse questo vaccino, di che cosa si trattasse. Quando mi disse che si trattava del nome del vaccino utilizzato nella vaccinazione HPV, antipapilloma virus, andai a scartabellare tra i documenti di Giulia per vedere se avevo scritto il nome del vaccino. Ed effettivamente si trattava del Gardasil. Lei, allora, mi inviò un link dicendomi “comincia a leggere queste cose e vedrai Anna che ti si aprirà un mondo nuovo”. Ed effettivamente è stato proprio così, mi si è aperto un mondo muovo. Ho letto tante testimonianze riguardo ragazze che avevano vissuto queste problematiche. Per chi è interessato ad avere un’idea, un buon sito è SaneVax “http://sanevax.org/”. Su questo sito ho trovato i contatti di alcune ragazze francesi e ho preso contatto con un papà francese, la cui figlia è stata danneggiata dal vaccino Gardasil. Insomma, finalmente avevo trovato una direzione. In quello stesso periodo, sentii la dottoressa che seguiva Giulia a Verona, la quale mi disse che voleva far fare alcuni esami del sangue a Giulia per valutare alcune possibilità. Prima di ricoverare Giulia prendemmo un appuntamento e, in quella sede, le parlai di queste prospettive che mi si stavano aprendo in tema di vaccino Gardasil, ma lei..

-Fammi indovinare… “Non se ne parla, che assurdità è questa?”..

Bravo… “assolutamente no”.. “escludo assolutamente che possa esserci una reazione al vaccino di questo tipo”.. “non legga tutte queste assurdità che circolano su internet”. Continuò dicendo che i vaccini hanno salvato la vita a milioni di bambini, che i genitori che non vaccinano i bambini sono snaturati, ecc. Dissi alla dottoressa che anche un’omeopata di Genova aveva parlato di questa possibile correlazione tra i danni e il vaccino e che mi aveva consigliato delle cure omeopatiche.

-Naturalmente ti avrà anche detto che lei è contraria alle cure omeopatiche..

Sì che è contraria alle cure omeopatiche e contraria a chi non vaccina. Alla fine del nostro dialogo, comunque, mi disse che mi avrebbe fatto contattare da una responsabile dell’ASL di Verona, che si occupa di reazioni avverse ai vaccini e mi disse che mi avrebbe comunicato la data per il ricovero di Giulia.

-Sorge una domanda… se questa responsabile dell’ASL di Verona si occupa di reazioni avverse ai vaccini, vuol dire che, quantomeno, si ammette che ci sono queste reazioni avverse ai vaccini?

No, l’approccio è diverso. La dottoressa mi disse.. “Siccome c’è questa campagna mediatica circa il fatto che i vaccini porterebbero danni, soprattutto autismo, allora ci sono dei medici che praticamente prendono nota delle possibili reazioni al vaccino”. Concretamente, questa dottoressa avrebbe dovuto “chiarirmi” che non c’era correlazione tra il vaccino HPV e i sintomi di mia figlia.

-Insomma.. doveva farti capire che erano tutte fesserie..

In pratica sì.. ma.. io non venni più contattata da nessuno. Né da questa dottoressa che avrebbe dovuto illuminarmi circa la questione danni da vaccino, né dalla dottoressa che seguiva Giulia. La dottoressa non rispose alle mie email nemmeno quando le scrivevo che Giulia stava male. Finché un giorno mi arriva una “bellissima” email da parte sua. Email dove mi scrive che non capisce perché la contatto ancora, che comunque è contraria alle cure omeopatiche perché potrebbero alterare i suoi studi. Concluse dicendomi che, in quel momento, aveva casi ben più gravi di quello di mia figlia da seguire. Con la chiusura del rapporto con lei, si interrompe il rapporto con l’ospedale di Verona.

-Tu però ormai avevi trovato una pista..

Sì, io continuavo ad andare avanti con i miei studi. Continuavo a leggere, a ricercare. Trovai tante testimonianze di famiglie estere. Ma non trovavo nulla in Italia.. “Possibile che mia figlia in Italia possa essere l’unica ad avere avuto queste reazioni a questo vaccino?” mi chiedevo. Mi confrontai col mondo delle criticità ai vaccini in senso ampio, entrai nelle varie pagine su facebook che parlano di danni da vaccino, di correlazione tra vaccino e autismo ecc., e conobbi le persone che erano all’interno di queste pagine. Mi mossi in lungo e in largo, insomma, finché trovai una madre di Roma. Anche la figlia, che ha due anni in più della mia ha gli stessi problemi di Giulia e ha fatto lo stesso vaccino. Questo incontro mi ha dato ulteriore motivazione a proseguire con la mia ricerca. Nel frattempo stavo andando da questo omeopata di Genova di cui avevo parlato prima. Iniziammo con la terapia e le cose sembravano andare bene, ma poi Giulia ricominciò a peggiorare e lui a un certo punto dovette alzare le braccia, “arrivati a questo punto non so cosa fare” ci disse.
E continua l’iter.. altri medici.. altri esami..
Ti dico anche che, una volta che era emersa la correlazione tra i problemi di Giulia e il Gardasil sono andata a rivedermi tutta la cronostoria sanitaria di Giulia dalla nascita in poi per capire. Da questa “analisi retrospettiva”, emerse che prima della prima vaccinazione Gardasil, tutti i valori di Giulia – postura, respirazione, ecc.- erano nella norma. Dopo la prima dose Giulia divenne subito asmatica. Queste correlazioni io le ho potute fare solo dopo. Ma il pediatra avrebbe dovuto notarle. Se prima te l’ho portata e stava bene, non può diventare asmatica tutta un tratto. Se fossi stata in grado di farle prima queste connessioni, mi sarei fermata alla prima dose. Se il pediatra mi avesse detto “guarda, una delle possibili reazioni avverse di questo vaccino potrebbero essere questi dolori diffusi”.. non sarei andata avanti.

-Torniamo al susseguirsi degli eventi..

Giulia non riusciva più a frequentare la scuola. Gli esami di terza media li ha fatti da privatista, studiando a casa. In quel periodo è stata per sei mesi a letto, era il periodo dove era semiparalizzata. Posso dirti che la scuola mi è stata vicina; tanto che ha potuto fare gli esami a casa. Giulia ha fatto una tesina sulle malattie rare. Ha preso la sua situazione e l’ha fatta diventare una tesina. Come poeta si è scelta Leopardi..

-Sicuramente non è il poeta più sereno e felice che esiste..

“Il suo dolore.. la sua sofferenza.. mamma.. il suo sentirsi solo e abbandonato.. come me mamma. Non c’è nessun amico che viene da me mamma.. mi hanno abbandonato tutti”.

-In che senso sarebbe stata abbandonata da tutti, anche dagli amici?

Giulia ha avuto un percorso particolare. Considera che ha iniziato a stare male in prima media. Una ragazzina fragile, chiusa in se stessa e a volte anche derisa. Spesso e volentieri, infatti, secondo i compagni, Giulia stava male perché non voleva essere interrogata, perché voleva impietosire gli insegnanti. Nel 2012 quando Giulia ha cominciato ad accusare tutti questi episodi così forti, io ho avuto un tia transitorio, una specie di ischemia nella parte sinistra del corpo. E la mia piccola si è spaventata tantissimo, pensa che quando stava male non voleva che gli insegnanti mi telefonassero per andarla a prendere, perché non voleva causarmi dolore e sofferenza. “Se faccio preoccupare mamma, a mamma succede qualcosa. Mamma per me è tutto, perché mi fa da mamma e da papà. Io non posso fare preoccupare mamma”. . Questo per farti capire la mia bambina.

-Il padre, il tuo ex marito, che fine ha fatto..?

Il padre le sta vicino, è presente.

-Ritorniamo alle tue ricerche, al percorso per arrivare a una cura…

Un nuovo omeopata da cui avevamo iniziato ad andare mi consiglia di approfondire in merito alla sindrome di Asia. Si tratta di una infiammazione autoimmune causata dagli adiuvanti contenuti nei vaccini.. Il luminare in questo campo è il professor Shoenfeld di Tel Aviv. Scrissi direttamente al professor Shoenfeld senza pensare che mi rispondesse e invece lo fece. Posso dirti che ha risposto a tutte le email che da quel momento gli ho inviato e ha cercato di darmi sempre risposte esaurienti. Ultimamente siamo stati prima in clinica universitaria a Pisa dove c’è una Professoressa che collabora con Shoenfeld. Abbiamo portato Giulia in questa clinica universitaria ma la sindrome di Asia non è stata confermata. …scrivono i medici…”La paziente giunge alla nostra attenzione nel sospetto di connettivite vista la presenza di artralgie, positività agli ANA, leucopenia e riduzione del C3. Gli accertamenti fatti hanno confermato le alterazioni laboratoristiche già documentate e l’esame ecografico articolare ha mostrato la presenza di un lieve versamento a livello della II IFP bilaterale e III.IV IFP dx.” I medici la hanno dimessa con la seguente diagnosi: connettivite indifferenziata, iperomocisteinemia, ipovitaminosi D, anemia sideropenica, tiroide di Hashimoto. Siamo usciti dall’ospedale con una terapia e con una esenzione. Speravo che perlomeno stavolta i farmaci non li avrei pagati. La brutta sorpresa è che l’esenzione vale per un solo farmaco! Tutti gli altri li paghiamo.

-Ma la dottoressa della clinica universitaria di Pisa ti è stata consigliatata da Shoenfeld?

No.. me ne aveva parlato una mamma..poi durante la prima visita la dottoressa stessa ci aveva detto che conosceva Shoenfeld, che si era incontrata con lui la settimana precedente al nostro incontro. Anche questa terapia, al momento, non sta funzionando, non sta portando alcun giovamento a Giulia.
Dopo l’ennesima crisi, il professor Shoenfeld mi consigliò di andare da una Professoressa del reparto di immunologia e reumatologia di Brescia che collabora con lui. Sono andata da questa Professoressa che ha confermato quanto mi era stato detto a Pisa suggerendo la coesistenza di una sindrome da iperalgesia centrale tipo fibromialgico. Ha aggiunto un altro farmaco alla terapia che già le veniva somministrata. Dopodiché mi ha detto di fare una visita cardiologica, endocrinologica e neurologica; ed ha aggiunto tutta una serie di esami del sangue.

-Il che comporta un altro esborso di soldi, senza neanche avere la certezza che siano esami e visite risolutive..

Infatti.. dovrei pagare un cardiologo, un neurologo, un endocrinologo. Altre spese che si aggiungono a quelle fatte fino ad oggi. Ma dove li trovo tutti questi soldi? Un’altra strada sarebbe quella di avvalersi di una impegnativa medica, ma questo vorrebbe dire che mi troverei di fronte a un medico qualunque, che può essere d’accordo o meno con la teoria sviluppata dalla dottoressa di Brescia, piuttosto che dal dottor Shoenfeld e ritornare da capo a sentirmi dire “gli esami sono nella norma, Giulia ha problemi psicologici”. E che oltre a questo, neanche la valutano con l’attenzione che meriterebbe senza pensare alle lunghissime liste di attesa..

-La questione dei soldi può diventare un discrimine dall’impatto drammatico..

Sottolineo che ho sempre dovuto pagare tutto, tutte le visite, tutti gli esami. Ti posso dire che tra analisi del sangue, medicine, cure omeopatiche, cure di altro tipo, visite omeopatiche, visite pneumologogiche, visite di ogni tipo, spostamenti, ho speso cifre notevoli. Considera inoltre gli spostamenti e l’eventuale soggiorno se vai in un luogo un po’ più distante. Considera che ogni volta che cambi medico ti cambia anche la terapia e devi comprarti tutte quelle medicine. Considera che tu non fai solo “esami normali”. Ti trovi anche a fare esami molto particolari, come alcuni tipi di esami del sangue, che sono decisamente costosi. Ed è difficile spiegare quello che si prova quando, pur di trovare una possibilità, vai nei vari ospedali alla ricerca del primario che credi possa aiutarti, e quello, dopo avere fatto una visita a pagamento, ti dice “non sono in grado di aiutare sua figlia”. Alcuni dottori mi davano la loro mail, dicendo di scrivere, ma poi non rispondeva nessuno.

-E’ molto importante che si capisca il calvario che una persona come te deve vivere perché vuole aiutare davvero il proprio figlio. Un enorme tempo da dedicare a un percorso del genere per stare dietro a innumerevoli esami e visite. E questo senza avere quasi mai una risposta o un indizio utile, ma, anzi, con persone, che, come il tuo pediatra o la dottoressa che ti segue a Verona, invece di aiutare a capire, sviano; e di fronte ad una intuizione che potrebbe essere risolutiva, la stroncano.. “non è così, non è così”. Non solo tutto questo, ma anche il dovere spendere una montagna di soldi. Se uno non ha le possibilità economiche che succede? Il bambino non si cura?

E’ vergognoso che lo Stato non faccia niente.. che nessuno si preoccupi della situazione che vivono genitori come questi..
Voglio raccontarti di un altro bruttissimo episodio avvenuto a scuola nel dicembre 2014, prima che andassimo a Pisa. Un giorno svenne otto volte consecutive. Una esperienza tremenda. Si manifestò un principio di semiparalisi alla parte sinistra. Ogni volta che si riprendeva sentiva un dolore atroce, un dolore talmente forte da farla svenire nuovamente. Chiamai l’ambulanza ed arrivò anche la medicalizzata. Arrivati al pronto soccorso io ero molto agitata e dissi a un medico:
“mia figlia è così a causa di un vaccino. Il primo che mi dice che il vaccino non c’entra o che mia figlia è matta, lo appendo alla parete!!”.
Questo medico mi guardò e mi disse “Chi glielo ha detto che i vaccini non possono avere reazioni avverse?”. Mi si è aperto un mondo nuovo. Era la prima volta che in un ospedale mi dicevano una cosa del genere. Chiamarono il primario del pronto soccorso che, dopo avere ascoltato tutta la nostra storia, avviò l’indagine con la responsabile della farmaco vigilanza. Questa responsabile arrivò da noi in stanza e ci disse:
“Ho fatto qualche ricerca. Possiamo fare la segnalazione di sospetta reazione avversa al vaccino; nell’anno 2014 vi sono state, in Italia, 900 segnalazioni di reazione avversa e 180 di queste ragazze hanno gli stessi sintomi di sua figlia Giulia e attualmente sono senza cura “.

-Quindi qualche dato di “sospetta” pericolosità ce l’hanno..

Esatto. Mi sono seduta e ho detto: “Mi scusi, 180 ragazze come mia figlia, nessuno ha una cura? 900 segnalazioni di reazioni avverse, e nessuno fa niente?”. E lei mi rispose “Anna le segnalazioni sono ancora poche.. ha fatto il vaccino a Giulia nel 2010.. 2011.. siamo a fine 2014 e solo ora riesce a fare la segnalazione per “reazione sospetta al vaccino”. Sa quante mamme non hanno avuto la sua caparbietà? Quante non hanno approfondito gli studi?”.

-Sì… ha detto lucidamente una cosa che si collega alle nostre riflessioni di prima. Tu hai avuto una perseveranza rara, nonostante quasi nessun aiuto in campo medico e, anzi, essendo “ostacolata” e disincentivata quando hai cominciato a porre la questione vaccino Gardasil. Tu hai studiato e ricercato tantissimo, ed hai trovato una madre che ti ha aperto questo mondo. Tu hai continuato ad andare avanti con una volontà indomabile fino al punto che anche la vicenda di Giulia è finita tra i casi di sospetta reazione avversa al vaccino. Tu sei stata capace di fare mille sacrifici, di andare ovunque, di parlare con chiunque.

E sentendomi spesso dire che la dovevo smettere… sentendomi dire “basta con queste pagliacciate”.

-Ma quanti hanno avuto questa perseveranza, quanti sono stati in grado di fare tanti sacrifici, quanti non hanno mai mollato e hanno studiato continuamente la questione? Sicuramente pochi.. sicuramente una piccola minoranza.. quelle 900 segnalazioni sono solo una goccia.. chissà quanti altri casi di possibile danno da vaccino ci sono, ma le persone non sono state messe in grado di capire questa connessione e di combattere per avere giustizia… continua con il tuo racconto..

Quando Giulia venne dimessa nel dicembre 2014 ci dissero di cercare un centro neurologico all’avanguardia. Lo trovammo a Milano e ci andammo per sentirci dire “non siamo in grado di curare Giulia”. Chiamai altri ospedali; ma la storia era sempre la stessa. Nel frattempo Giulia non migliorava. Dolori diffusi, impossibilità a camminare. La luce dava fastidio. Idem ogni rumore. L’unica arma di Giulia, l’unica cosa che la sostiene, è la musica. Quando arrivano questi dolori lancinanti lei ascolta la sua musica ed è come se la musica la porti in un altro mondo. Finché non rientra nei dolori standard. Solo la musica riesce a darle un po’ di pace, riesce a farla andare oltre il dolore.

-Qualcuno ha detto che la musica appartiene agli angeli, e li solleva.. li solleva oltre gli ostacoli della materia.. è bellissima questa cosa che hai scritto.. ed è sicuramente bellissimo il mondo di sensibilità che c’è dentro Giulia..

Voglio dirti che abbiamo incontrato anche medici che, anche dal punto di vista umano, ci sono venuti e ci vengono incontro: il primario del Pronto Soccorso, il dottore conosciuto a maggio ad una conferenza e che ha studiato il caso di Giulia e delle altre ragazze ed ha scritto un libro in merito, la professoressa che attualmente sta seguendo Giulia.

-Racconta.

Il primario del pronto soccorso mi ha detto “io non sono in grado di curarla però, ogni volta che Giulia ha una crisi, lei me la porta qua e da qua Giulia non esce finché la crisi non è passata o finché lei non ritorna ai suoi dolori standard”. Perciò ogni volta facciamo così. Lei ha la crisi, la prendo, la porto là, stiamo là una giornata, una giornata e mezzo e poi la porto a casa. E sento di doverlo ringraziare. Ringraziarlo perché sono pochi i medici disposti a fare una cosa del genere.

-Tu mi hai detto che eri andata alla ricerca di altre mamme..

Sì, ho contattato altre mamme che hanno fatto il vaccino antipapilloma virus.

-So che tu vuoi agire anche sul piano legale?

Sì, prima però è importante trovare una cura per Giulia, valutare le varie possibilità di cura sul piano della medicina ufficiale. Ed è ciò che sto facendo. Perché una qualche chance te la giochi se dimostri che tu le strade “canoniche” le hai percorse tutte.

-Si dice spesso che non arrendendosi mai, prima o poi si arriva dove si vuole arrivare.. e tu certo non mollerai mai..

Mai.. ma c’è una domanda che mi perseguita la mente.. esiste un sistema per curare mia figlia?
Voglio precisare che la mia battaglia è anche per tutte le altre bambine. Non mi preoccupo solo della mia bambina che sta male. Ma anche per tutte le altre bambine. Io chiedo alle istituzioni la verità, che venga fatta chiarezza. Che venga sospesa la raccomandazione di questo vaccino come vaccino miracoloso che evita il tumore e che previene le infezioni; che venga fatto un ulteriore studio visto che abbiamo molti scienziati e medici che ne evidenziano gli effetti collaterali.
Perché infierire sulla vita di queste bambine con un farmaco che forse non serve a nulla, impedendo loro di avere una vita normale, una vita decente? Ci fosse anche un solo caso, ed è ampiamente dimostrato che non è un caso solo, non merita forse giustizia? Non merita una valutazione? Non merita un’attenta riflessione del nostro ministro della sanità? I nostri figli non sono numeri, sono la nostra vita, il nostro cuore, sono il sole che illumina le nostre giornate e nessuno deve impedire a quella luce di brillare.

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