Controinformazione
Creature
by Riyueren on giu.20, 2010, under Controinformazione
Mi piace fotografare, perché prima di ogni scatto devo “mettere a fuoco” me stessa.



RIPUDIAMO IL DEBITO!
by Duncan on giu.18, 2010, under Controinformazione, Resistenza umana, politica

Ho letto questo articolo nel sito di Come Don Chisciotte (http://www.comedonchisciotte.org/site/index.php/), che comunque la si pensi, si condividano o meno i singoli articoli (personalmente alcuni li condivido, altri no) resta un sito importante, specie tenendo conto della pervasiva (dis)informazione che ci circonda.
Perchè è la stessa che molte volte nel corso di questi anni si è fatta delle domande a cui non trovava risposta, e ha visto crescere le sue perplessità dinanzi a un meccanismo che nel migliore dei casi sembrava ebete, nel peggiore malefico.
Sono cose che piano a piano sorgono in noi, quasi in punta di piedi all’inizio, come di chi crede di star sfiorando con la mente chissà quale bestialità. Di chi immagina di essere pazzo per poter solo toccare tali bestemmie. Di chi si avventura, anche per pochi attimi, al di là della Scacchiera, ossia del pensiero condiviso, delle alternative sociamente accettabili, delle differenze ammesse.
Per un attimo tremi, devi tremare.. perché se alcune intuizioni fossero vere, vorrebbe dire semplicemente che sono decenni che si percorre la strada sbagliata. Che decenni di retorica, politica, discussioni, studi, proclami di espertoni.. sono stati solo una lenta corsa verso il fondo. Vorrebbe dire che tutto il dibattito classico destra sinistra sarebbe stato in buona parte un rimpallarsi a vicenda, tra entità fra le quali le differenze sono molto minori delle effettive analogie, e dove nessuno, nessuno mette in crisi o in discussione i canoni del sistema.
Per anni ci hanno raccontato le virtù del liberismo, si sono prostrati a pecorina davanti al mito della finanza, al culto delle banche private e del sistema finanziario così come lo conosciamo.
E anche chi è sempre stato su posizioni “radicali”, cosa contesta oggi dei fondamentali.
C’è qualcuno tra i tanti partiti comunisti che osa dire quello che si dice in queso articolo? Non lo troverete. Cercatelo con il lanternino, come Diogene cercava.. ma non lo troverete.
E lo stesso Beppe Grillo che viene sovente accusato di essee un fanatico anti-sistem.. troverete in lui queste battaglie? O sarebbe meglio dire.. le troverete ANCORA? Perché Beppe Grillo in anni passati fu molto più estremo, ribelle, e idealemnte sovvertitore di adesso. Ci fu un tempo, anni fa, in cui parlava anche di signoraggio e potere bancario. Piaccia o non piaccia Beppe Grillo, all’epoca era davvero portatore di concetti e visioni totalmente altre rispetto a quelle del mercato politico.
Ma poi, negli ultimi anni Beppe Grillo ha scelto di diventare “realissta” e di sostenere posizioni giuste quanto volete, ma non più IMPENSABILI. Ha scelto di diventare un concreto attore politico, e mentre ti può essere concessa qualunque opinione radicale e intransigente sulla libertà di stampa o la mafia.. se solo sussurri che vuoi nazionalizzare le banche, uscire dall’euro, ripudiare il debito diventi un tale alieno che la possibilità di diventare un movimento collettivo diffuso e accettato e aspirare ad alte posizioni, diventa, almeno per un bel periodo, una chimera. Insomma Beppe Grillo ha scelto di diventare il lato più radicale dell’”opposizione ammessa”, allontanandosi dall’ opposizione “impensabili”, dalla messa in discussione dei fondamentali economici.
E andiamo a noi. Io non sono un esperto di finanza. Come non lo saranno la maggior parte di coloro che leggeranno. Ma non vi sembra sempre più strano ed enigmatico questo sistema nel quale ci stiamo avviluppando? Non c’è qualcosa che non vi convince? Non avete il dubbio che ci sia qualcosa di sbagliato?
Che ci sia qualcosa di DANNATAMENTE sbagliato?
Gran parte dei paesi del mondo sono affannati, stremati e svuotati dalla disperata rincorsa per stare dietro a un debito che nonostante tutti i loro sforzi, aumenta sempre di più. Ormai si vive per il Debito.
Si taglia ogni sorta di finanziamento, ogni sorta di servizio sociale, ogni funzione pubblica, per il Debito. Si aumentano le tasse per il Debito. Si crea un malcontento generale per il debito. Ci se le inventa tutte, si progettano già future misure draconiane per mettere le briglia a un debito, che probabilmente continuerà a correre lo stesso.
E’ normale tutto ciò?
E’ normale che praticamente ogni paese sta collassando sotto i debiti…Gregia, Germania, Inghilterra, Giappone, Usa, Italia?
Cioè sono tutti indebitati.. tutti si stanno svenando per agguantare questa montagna di debiti che va oltre ogni margine.
Tutti sembrano destinati al collosso. E per il guadagno di chi poi?
Banche, strutture finanziarie, monopolisti e speculatori, centri occulti di potere…
Cioè si sta sacceggiando la popolazione per dare qualche antipasto momentaneo alla fame del Debito.
Con vicende surreali, come quelle che racconta questo articolo. Ad esempio la BCE, la Banca Centrale Europea… presta il denaro all’1% alle altre banche.. al 6% alla Grecia e quindi alla sua popolazione allo sbaraglio.
E se.. e se la soluzione fosse il ripensare tutto….
Rompere questo cerchio infernale e rovesciare il tavolo, mandando alla malora il Debito e tutti i suoi aspri, arcigni e solerti custodi?
In realtà il Debito è potente nella divisione delle scelte. Ma se tutti i debitori, ossia quasi tutti i paesi del mondo si rifiutassero con un atto pubblico di pagare il debito.. i creditori sarebbero col culo per terrra, i loro crediti sarebbero carta straccia e dovrebbero chinare il capo e accettare un altro sistema.
Dire queste cose è FOLLIA per il linguaggio e il pensiero politico economico ufficiale.
Ma forse dobbiamo ritornare tutti ad essere dei novellli Giordano Bruno, con una nuova smania di avere pensieri impensabili. Dobbiamo ritornare a OSARE IMMAGINARE E SOGNARE CIO’ CHE PER I POTERI DEL MONDO E’ BESTEMMIA E FOLLIA. Ma forse proprio in ciò che è stato bandito, ripudiato e ritenuto inaccettabile si nasconde la speranza di una nuova stagione.
Forse la strada è stata sempre sbagliata..
Ed è arrivato il momento di cominciare ad OSARE immaginare la via d’uscita..
Forse si innescherebbe un altra Storia, ribaltando i Toteme i Moloch che vampirizzano persone e risorse.
Se si avesse il coraggio di porre in discussione Divinità come..
I- La Banca Centrale Europea.
II- L’Euro.
III- Il monopolio del denaro da parte delle banche, banche sovranazionali inoltre.
E se si pensassero mattane “visionarie” come..
I- Uscire fuori dall’Euro.
II- Dare allo stato il monopolio della produzione del denaro,, e sottrarlo alle banche.
III- RIpudiare il debito.
Come a dire.. “Ma davvero, manica di fottutissimi testoni di legno vi pensate che dovremo fare altri 50 anni di politica lacrime e sangue per tentare di ripagare un bastardissimo Debito e magari ritrovarci comunque con un Debito fuori controllo?….
o magari gli diamo una bella pedata al tavolo del Banco, tutti insieme. Nessuno paghi più i debiti. Nessuno più sacrifichi vite umane al Moloch…?
Ora tutto ciò è impensabile e se lo dite in giro chiamano la neuro…
e non è detto però che solo perché impensabile debba essere vero..
e.. se l’impensabile di oggi fosse la Nuova Frontiera di domani?
Vi lascio all’articolo…
————————–————————–————————–————————–————————–-
RIPUDIAMO IL DEBITO
DI VALERIO LO MONACO
ilribelle.com
Al momento nel quale andiamo in stampa, se non già da tempo, dovrebbe essere chiaro a tutti – e certamente lo è ai lettori del Ribelle – che le misure prese – meglio, non prese – dai vari governi e soprattutto a livello europeo per tentare in qualche modo di superare lo stato di crisi nel quale abbiamo iniziato a entrare decisamente da qualche anno, non sono adatte alla situazione. Di più, sono nella migliore delle ipotesi insufficienti ma, molto più probabilmente, del tutto controproducenti.
Finanza e politica a essa collegata – e di converso tutti noi che subiamo e l’una e l’altra senza poter fare nulla – si sono buttate a capofitto nel creare l’ultima bolla possibile per cercare, per un po’ di tempo, di mantenere in piedi una impalcatura sistemica destinata matematicamente al collasso. Il che significa esattamente l’opposto di ciò che chi guida i popoli dovrebbe fare. A misure di lungo corso, sebbene drastiche, si è preferito utilizzare manovre di piccolo cabotaggio. La maggior parte di queste, peraltro, sulle spalle di tutti i cittadini.
Parliamo naturalmente della bolla del debito pubblico della quale abbiamo già accennato lo scorso mese.
Tutti i Paesi sono indebitati con Banche e altri Paesi che hanno acquistato i titoli. La ratio alla base dei titoli pubblici venduti promettendo interesse è la fede nel fatto che in un futuro non meglio precisato, vi sia così tanta crescita economica da poter non solo ripagare i debiti contratti, ma anche gli interessi.
Si dà il fatto, però, che oltre a varare politiche di portata mondiale, in pratica, su un atto di fede, la cosa non possa funzionare per due motivi, il primo logico il secondo matematico. La parte logica impone convincersi che non si può crescere all’infinito in uno spazio finito. La parte matematica che non è possibile, in una direttrice in evidente discesa, sperare in una non meglio precisata – e infatti non è precisata affatto – ripresa dell’economia al fine non solo di far cambiare direzione verso un segno positivo della crescita, ma talmente tanto da poter ripagare anche i debiti e gli interessi sui debiti.
A questo si aggiunge che, nello stesso momento in cui si parla ormai tranquillamente – ah, gli ultimi arrivati… – di crisi sistemica, ciò che si fa non è, come logica vorrebbe, il varo di norme in grado di cambiare il sistema, quanto continuare imperterriti a fare né più né meno di ciò che si è sempre fatto e che ha portato al collasso attuale.
Si sa – scrive Serge Latouche – che i drogati siano i primi sostenitori della droga. Ma il fatto è che ciò comporta conseguenze anche per chi dalla “droga” vorrebbe stare alla larga.
Naturalmente, questa l’aggravante, al sistema si sacrifica tutto. La vita e il futuro delle persone che attualmente vivono sulla faccia della terra e quelle che verranno dopo di noi. A vantaggio, naturalmente, dei soliti noti.
La stessa Bce presta alle Banche tutto il denaro di cui fanno richiesta al solo 1% di interesse, ciò non gli impedisce, però, di prestarlo alla Grecia al 6%. Come dire, naturalmente, il favore lo faccio alle Banche, alle quali presto denaro a costo irrisorio, mentre ai cittadini greci (ed europei in genere) cerco di succhiare tutto il succhiabile, per via diretta o per via indiretta.
A chiudere il cerchio, per chi fosse ancora poco convinto di quanto scritto, il fatto che sperare in una ripresa economica quando le economie private sono in profonda crisi (tagli degli stipendi, dei servizi, disoccupazione, crisi sociale) grazie a dove ci ha portato il sistema, e grazie ai tagli che “l’Europa” impone ai vari Stati per uscire dalla crisi del debito che il sistema stesso crea, è un po’ come sperare che partendo da Roma si arrivi a Milano, in automobile, quando la velocità di crociera cala, il serbatoio è agli sgoccioli, e i distributori sono chiusi oppure non ci venderanno un solo litro di benzina perché materialmente non abbiamo il denaro per acquistarlo.
Un atto di fede, appunto, più adatto a un pellegrinaggio che a una direttrice politica.
Le misure da prendere sarebbero invece molto diverse e drastiche, e imporrebbero un rovesciamento del sistema finanziario, industriale e capitalistico che dirige il mondo (di queste misure parleremo il prossimo mese). Inutile sperare, in ogni caso, che la cosa possa essere sostenuta proprio da quei dracula finanziari, industriali e capitalistici che in questo momento stanno facendo, pur in periodo di crisi, un lauto pasto banchettando sulla vita dei popoli europei.
Le scelte, per farla breve, dovrebbero insomma essere politiche. O meglio, ancora prima, metapolitiche. Ovvero decidere in che direzione sarebbe bello e giusto che andasse il mondo, e di conseguenza prendendo decisioni politiche, anche se impopolari, al fine di indirizzare il tutto in tal modo. Per esempio, una cosa su tutte, relegare l’economia al ruolo che dovrebbe avere, e certamente non quello centrale e supremo che ha ora e che ha portato allo stato attuale delle cose.
I singoli Paesi, in teoria (ci torneremo a breve) possono molto poco. Ammesso e concesso che vogliano e siano in grado di farlo. Dovrebbe pensarci l’Europa, per quanto riguarda il nostro continente. Ma l’Europa non c’è, o meglio, non c’è mai stata. Anche sostenendo (e noi, al contrario di Ciampi, Draghi, Prodi & Co., oltre che tutti gli esponenti politici attuali, non lo sosteniamo) che ci debba essere una moneta unica, il punto è che la moneta senza una politica economica e ancora di più senza una politica generale per un grande spazio come l’Europa, ovvero la condizione attuale, non c’è mai stata né, su queste basi, ci sarà, è inutile.
Il massimo che si è riusciti a fare in Europa, al momento, è stato pendere dalle labbra della Bce, che impone, oltre allo scandaloso signoraggio bancario (e dunque l’attentato alla sovranità monetaria degli stati) delle politiche economiche restrittive ai vari Stati che essa stessa (e le Banche e la finanza) ha concorso a indebitare.
Breve inciso: è ridicolo e avvilente anche solo fare qualche accenno allo stato pietoso della politica nel nostro misero paese – per farlo basta leggere, o meglio saltare a piè pari, la prima metà dei quotidiani italiani – per capire che nessuno Stato europeo, men che meno il nostro dove operano “politici” del calibro di Berlusconi, Alfano, D’Alema & Co. (che si stanno preparando per le meritate ferie d’Agosto mentre il mondo crolla) sono in grado di prendere alcun tipo di decisione che possa davvero essere definita politica.
Il punto è insomma chiaro: gli Stati – tutti – sono oberati di debiti (chi più chi meno) e le Banche sono piene di titoli che non verrano – per logica e matematica, come avevamo detto prima – onorati. Tutti sono indebitati con tutti senza nessuna speranza di poter avere indietro nulla. O quasi.
Inoltre, e questa la cosa più importante, i cittadini di tutti gli Stati (ora la Grecia, la Spagna e il Portogallo, domani l’Italia e dopodomani tutti gli altri a seguire) stanno subendo e subiranno sempre in misura maggiore il salasso economico della crisi e delle misure imposte.
Dal punto di vista economico (e sociale) insomma, ci stiamo dirigendo verso la catastrofe.
Il tutto per salvare questo sistema e per salvare l’Euro. Totem funesto che ci è stato imposto e che ci viene posto come ultimo baluardo da tenere in piedi. Non fosse che per tenerlo in piedi stiamo buttando in schiavitù le nostre vite e quella dei nostri figli e dei nostri nipoti.
Una via d’uscita c’è: il ripudio del debito. L’uscita dall’Euro.
Tecnicamente molto semplice. Eticamente sacrosanto, visto quanto ci ha fatto di male sino a ora e ce ne farà. E di fatto anche auspicabile, malgrado ciò che la cosa comporta, se si raffronta l’operazione allo schianto al quale stiamo comunque andando incontro. Le bancarotte sovrane sono in ogni caso dietro l’angolo. E sono inevitabili.
Il Paese che per primo ripudierà il debito darà scacco matto ai “signori del mondo” che, di fatto, dipendono non altro che dalla buona volontà di chi ha debiti nel continuare a pagarli. Siamo noi debitori, al momento, ad avere il coltello dalla parte del manico, se solo avessimo la voglia e la capacità di utilizzarlo nei confronti di chi attenta la nostra vita da decenni.
Il trucco del debito, che di questo si tratta, sta in piedi infatti solo fino a che c’è qualcuno che comunque continua a pagare interessi (e a subire tagli alle proprie vite). Nel momento in cui si dice basta, i creditori rimangono con il cerino in mano. Tutti gli “attivi” che segnano ora sui propri libri, ovvero di crediti che devono esigere da noi, diverrebbero di colpo dei “passivi” irrecuperabili. Tratteremmo da “delinquenti” con quei “delinquenti” che fino a ora ci hanno succhiato le vite.
Certo, la cosa comporta in ogni caso momenti durissimi per i popoli. Immaginiamo una Grecia che decidesse di ripudiare il debito e di uscire dall’Euro. Farebbe fallire le Banche, nazionalizzerebbe il sistema finanziario ed economico (e la Bce lo prenderebbe in quel posto), la moneta tornerebbe di Stato, ovvero propria, e ricomincerebbe tutto da capo. La nuova Dracma sarebbe fortemente svalutata. Fatto dolorosissimo per la popolazione greca, ma solo temporaneamente. Perché quella nuova moneta – propria moneta, e non della Bce e di chi la possiede, ovvero dei privati – diverrebbe presto competitiva. Sacrifici e perdita di ricchezza monetaria imponente, sulle prime. Ma con un futuro davanti. Futuro che ora invece non c’è.
E se la cosa si estendesse? Sarebbe in pratica una guerra mondiale dei creditori contro i debitori. Ma delle due l’una, i governi dei vari Paesi dovranno scegliere presto, in ogni caso, tra ripudiare i debiti e uscire dall’Euro oppure dissanguare le proprie popolazioni per ripagare i debiti. Brutalmente: scegliere se fare gli interessi delle Banche o quelli dei popoli. Probabilmente faranno quelli delle Banche finché sarà possibile. Dopo di allora, però, sarà inevitabile il ripudio.
Vorrei ricordare, a chi storce il naso di fronte a una soluzione così drastica, che ci sono dei precedenti piuttosto autorevoli. E per inciso, provengono proprio da chi può sembrare più insospettabile. Il ripudio del debito ha una tradizione molto antica proprio negli Stati Uniti. Nel decennio del 1840, Maryland, Pennsylvania, Illinois, Indiana, Michigan, Arkansas, Louisiana e Florida ripudiarono totalmente e in modo permanente il proprio debito pubblico, dopo il panico del 1837 e 1839 creato con un boom infazionistico dalla Second Bank of United States.
Specie per quei Paesi che hanno un debito detenuto da stranieri, dunque, sarebbe un bel colpo: da un giorno all’altro, a pagare il conto sarebbe proprio chi la crisi ha creato, ovvero chi detiene quei debiti pubblici. E certamente non sarebbero i cittadini a pagare il prezzo più alto. Di fronte a uno schianto inevitabile, dunque, dopo un prosciugamento inutile delle proprie esistenze, non è forse più logico, e comunque meno utopistico, ripudiare il debito con tutto ciò che esso comporta, ma con qualche prospettiva di salvezza?
Beninteso: nessuno lo farà finché non sarà costretto. E in questo è il male. Perché prendere quella decisione lì quando si sarà con le spalle al muro e dopo aver subito anni e anni di tagli e prosciugamenti – cosa comunque inevitabile – sarà molto, ma molto peggio che farlo ora, dove qualche margine di riuscita c’è.
Però, anche facendo sacrifici (comunque destinati a una rinascita) non sarebbe male, ripudiare il tutto, e lasciare lor signori con tante cambiali con le quali potrebbero solo asciugarsi le lacrime, o no?
Valerio Lo Monaco
www.ilribelle.com
10.06.2010
Per gentile concessione de “La Voce del Ribelle”
IL POPOLO IN PIEDI
by Riyueren on gen.01, 2010, under Controinformazione
Così i Nativi Americani chiamano i nostri amici alberi.Ringrazio Duncan che mi ha suggerito l’idea di postare qui per voi delle foto che ho dedicato alla bellezza della loro essenza.
Per il primo giorno di questo Nuovo Anno, per iniziarlo, appunto, all’insegna della Bellezza,non tanto quella che intendiamo noi esseri “umani” (spesso più “disumani” che altro), parlo di una bellezza interiore, quella bellezza che si trova anche in un ramo secco e contorto.
Che questi miei amici diventino anche vostri…
Io mi regalo un Sogno
by Riyueren on nov.18, 2009, under Controinformazione
“Nasce con noi un vuoto. Chi ha il coraggio di guardarlo negli occhi lo chiama solitudine: è il nostro nome, in realtà.
Abita in noi, è noi: se ne va con l’ultimo respiro. Se ne va così com’è venuto. Passando attraverso la stessa porta da cui è entrato.
Diventa un bisogno, mentre il Tempo corre: un rodimento simile alla fame. Lo senti dappertutto nella carne.
E quando si radica nel’anima grida come un dolore.
Allora cerchi le colpe, fai i nomi. Lo riempi, quel vuoto, di domande. Ma solo a te, risponde, al suono del tuo nome.
Ma tu non ci sei: sei andato fuori di te, altrove, a cercare qualcosa con cui renderlo pieno.
Può essere grande o piccolo, quel vuoto … e può renderci piccoli … o grandi.
Dipende da quello che ci mettiamo dentro.
Riempiamolo d’amore, quell’amore che magari non abbiamo avuto ma che possiamo dare agli altri, proprio perché sappiamo che cosa vuol dire vivere senza.Ma devi saper amare il tuo vuoto, la tua mancanza, amare anche le tue ombre, quelle di cui hai paura: sono ombre,ma fanno parte di te.
Altrimenti, a chiunque ti avvicinerai, saranno solo due vuoti che si uniscono. E due vuoti non si riempiono a vicenda. Si annullano: in un vuoto molto più grande. E immenso.
Diciamo no, a chi riempie il suo vuoto personale con violenza e odio, pensando di anestetizzare il proprio dolore causandolo ad altri: sono strade che non portano da nessuna parte.
No a chi fa del male ai bambini, alle donne, a chi è diverso da lui per razza (che poi è solo l’involucro esterno, un’apparenza!) per credo religioso (abbiamo tutti la stessa Origine, cambiano solo rituali e nomi) scelte sessuali (come si può condannare l’amore tra due persone?), menomazioni fisiche e/o mentali (ognuno di noi è qui per uno scopo e deve trovare l’aiuto che gli è necessario per scoprirlo e portare a termine il suo compito), no a chi fa del male agli animali, alla Terra, all’Universo (ignorando di farlo, in questo modo, anche a se stesso, perché tutto è collegato, piante, animali, uomini: è come tagliare il ramo su cui si è seduti).
Il Bene ed il Male sono due rive molto vicine: il fiume della Vita del Mondo, e quindi anche della nostra, scorre tra queste due sponde….scorre nell’unico letto che le lega entrambe.
Spesse volte la scelta, tra una riva o l’altra, è una semplice questione di millimetri …
Riyueren
P.S. Il mio modo per “dire no” è scendere nelle strade del mio cuore, svestire la mia anima di tutti quegli indumenti comodi, ma anche ingombranti, che gli anni mi hanno messo sulle spalle e camminare così il mio sentiero. Perché il mondo può cambiare solo se noi riusciamo a cambiare noi stessi. La rivoluzione deve cominciare a livello del singolo.
GUARIGIONI E INQUISIZIONI
by Duncan on ott.24, 2009, under Controinformazione, Medicina, Resistenza umana

Certe storie non dovrebbero esistere. Sono vulnus intrattabili nella consecutio spazio-temporale.
Elementi dissonanti di un contesto prescritto, di una trama e un ordito congeniali a regole di massima, sullo sfondo di riferimenti indiscutibili.
Il guaio di certe storie è che non si arrendono a non esistere. Il guaio è che non chiedono il permesso a manifestarsi. Non stanno col cappello in mano a fare la fila di “accettabilità” e avengono, pur non dovendo avvenire.
Il guaio di certi uomini è che hanno la capacità di fare qualcosa di innovatore e liberatorio. Potrai vederli acclamati come eroi. Più facile spesso che li trovi crocifissi. E noi in piazza reclamare il sangue, ben aizzati dai farisei.
Chi entra nel Tempio muore diceva un a ntico detto misterico. Chi entra in un tempio, e non è un sacerdote, si intende.
Perchè questa storia, che troverete sconvolgente, non è una storia, ma ne è diecimila altre. Che sono accadute e, temo, accadranno. Seppur non fosse vera, il suo valore permarrebbe, in quando sarebbe Symbolum di altro, di altro, tanto altro che sicuramente è accaduto. Potrebbe parlarci pur se non fosse vera, essendo comunque “verisimile”, e tracciando paradigmi che sotto altre spoglie sono emersi.
Andrebbe bene anche se verisimile quindi, ma resta il fatto che (secondo tutte le fonti naturalmente) è vera.
Ci sono dei campi in cui l’ortodossia è fortissima, e gli eretici sono messi al bando. Campi in cui una verità ufficiale ha la forza di imporsi come dogma e farà di tutto per non essere messa in discussione. Per mantenere eterno la massima che è il cimitereo di ogni cambiamento:
NO THERE IS ALTERNATIVE.
Non ci sono alternative, il messaggio subliminale è sempre quello. C’è solo una strada. E tu, ragazzio, puoi seguire solo questa strada. Il resto è buffoneria, imbroglio, ciarlataneria, superstizione, follia.
E il fatto che naturalmente la buffoneria, l’imbroglio, la ciarlataneria et simillia abbondino, non fa che complicare il tutto, come un gioco di specchi dove illusione nutre illusione e i gatti sono alleati dei cani.
Nella pur apprezzabile battaglia contro ciarlatani e guaritori da strapazzo molti diventano servitori del Re di Prussia, lastre di ghiaccio ossia dove ogni pensiero “altro” scivola, pre-giudicato e liquidato. Bel combattee i pagliacci molti diventano c ultori dell’unica” via, funzionari solerti (e idealisti per giunta) dell’ortodossia dominante e del NO THERE IS ALTERNATIVE.
Accorgetevene. Se ci pensate lo noterete ovunque. E comprenderete che ve ne siete accorti.
CERTE COSE NON SI POSSONO DIRE.
E chi le dice è esposto al ludibrio e al massacrio mediatico, alla strategia del disprezzo e dell’ironia.
E’ ammessa la “nicchia”. Se certi percorsi di guarigione funzionano, portando alla cura anche di “mali incurabili”, ma si praticano nelle catacombe, con piccolli passa parola semza dare troppo nell’occhio, a volte sono tollerati. Ma quando emergono fino a poter rappresentare una minaccia allo status quo e fanno balenare la possibilità
CHE SI, CHE FORSE CI SONO DELLE ALTERNATIVE.. allora…
allora la reazione sarà drastica e violenta.
Non hanno ancora smesso di urlare le folle che ragliavano Barabba,
e ancora sale il fumo dalla pila dei rogo a Campo dei Fiori.
La conoscenza libera. Purché non sia pura conoscenza. Perché mente e cuore devono camminare insieme. e solo così possono nutrirsi a vicenda. La conoscenza strappa lembi di memoria all’oblio, e rammenta i passi degli uomini nel buio. E dà a noi un pezzo della loro stoffa e della loro passione.
Certe storie non dovrebbero esistere.
Certe persone sono state strappate dai libri di storia. Anzi, non ci sono mai entrate.
E altre raccontano da anni, raccontano da sempre, in convegni, simposi, lezioni, studi televisivi i dogmi diventati verità inconfutabile.
Come quella per cui “la chemioterapia e i farmaci sono l’unica vero percorso per cercare di affrontare cancro e tumori.. non ne è stato mai trovato un altro di valido..”
Noterete come coloro che sostengono il contrario non sono stati confutati in un dibattito franco e aperto, attraverso scambi di conoscenza e riflessioni.. ma ridicolizzati e stigmatizzati.
E la nostra mente è complice. Perché come potremmo mai credere che dove decenni di apparato, strutture, investimenti supertecnologici, raccolte fondi miliardarie, telethon, ecc.. hanno fallito o hanno ottenuto solo vaghi risultati, possa di punto in bianco riuscirci un percorso o un terapia che non costa più di tanto, non coinvolge apparati, e magari si fonda su capacità innate di autoguarigione o su insegnamenti e pratiche alla portata di tutti?
Già chi potrebbe crederlo?
Aspettati l’inaspettato dicono i maestri taoisti. E invece ci hanno sbarrato la porta all’imprevedibile e al ribaltamento, con una bella scritta sopra a spaventare i viaggiatori.. NO THERE IS ALTERNATIVE.
Non è tanto importante che crediate alla bontà della cura descritta nella storia che leggerete.
Ma che teniate presente che tutte le volte che persone e terapie sono emerse potentemente ad incrinare ortodossie ed estabilishment, la reazione è stata sempre durissima. E non si è fatta attendere.
Ci sono persone guarite dal cancro seguendo altri percorsi. Persone studiate e documentate.
Questo ormai è un fatto.
Leggete la storia che troverete qui sotto.
L fonte di riferimento è un ottimo sito, Luogocomune, (http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3154) , che vi presenta anche altri testi molto interessanti.
Credetemi, ne vale la pena leggere questo testo.. ne vale davvero la pena.. Se anche tale storia risultasse alla fine non reale, anche se ciò lo trovo abbastanza improbabile, sarebbe comunque “simbolica”, “verisimile” di qualcosa che è troppe volte accaduto nel corso del tempo.
Salutamos
——————————————————-—
Segue la trascrizione completa del filmato:
NARRATORE: Molto simile alla storia di Reneè è quella di Harry Hoxsey, un uomo d’affari texano il cui padre gli aveva passato una formula di erbe che si sarebbe rivelata altamente efficace contro il cancro.
Al contrario di Reneè, Hoxsey aveva molti soldi, ed era un combattente nato, che non aveva paura di nessuno. Questo ha gettato le basi per una delle più prolungate, virulente e appassionanti battaglie fra un cittadinoamericano e le istituzioni nella storia degli Stati Uniti.
I problemi iniaziarono con quella che sembrava una buona notizia.
HOXSEY: Abbiamo nei nostri archivi molte migliaia di casi documentati conferme patologiche, analisi fotografiche ai raggi X, che noi con certezza curiamo il cancro, sia esterno che interno. Posso darvi nominativi, date, nomi dei dottori, nomi degli ospedali, …
NARRATORE: I dottori definirono Hoxsey il peggior ciarlatano del secolo, ma i suoi sostenitori dicevano
che fosse un guaritore efficace, perseguitato dalla medicina organizzata.
HOXSEY: Fino ad oggi nessuno ha dimostrato che questo rimedio non curi il cancro.
NARRATORE: L’ex-minatore con la terza elementare divenne una leggenda nel suo tempo. Secondo la leggenda la cura fu scoperta dal bisnonno di Hoxsey mentre faceva delle prove su un cavallo ammalato. Si dice che John Hoxsey fosse un veterinario, il cui pregiato stallone si ammalò di cancro.
Lo mandò nei pascoli a morire, ma 3 settimane dopo il tumore si era stabilizzato. Notò che il cavallo si nutriva di piante che normalmente non mangiava. Dopo un anno il cavallo stava bene. John Hoxsey cominciò allora a sperimentare le erbe con gli animali, aggiungendo altri rimedi tradizionali.
Disse di aver avuto successo, e tramandò le formule in famiglia, finchè qualcuno le usò con le persone. Hoxsey disse che il padre fu il primo a provare la cura sulle persone.
Diede al giovane Harry la formula su letto di morte, facendogli promettere di rendere la cura disponibile per tutti, che potessero pagarla o meno. Profeticamente, mise in guardia il ragazzo dai santoni della medicina, che lo avrebbero combattuto con gelosia.
Non ci sarebbe voluto molto.
Hoxsey aprì la prima clinica in IIlinois, nel 1924, e immediatamente scatenò le ire della medicina ufficiale. Fu arrestato più volte di chiunque altro negli annali della medicina.
Eppure, negli anni ‘50 la clinica Hoxsey di Dallas, Texas, era il più grande istituto privato per la cura del cancro nel mondo.
Le cliniche di Hoxsey arrivavano in 17 stati diversi. La cura aveva il sostegno di senatori, giudici, e persino qualche dottore. Due tribunali federali ne confermarono la validità terapeutica.
Se la cura non avesse funzionato, come ha potuto guadagarsi un tale supporto?
Sostenere di avere la cura per il cancro significa invitare a giudicarla. Mentre il mondo della medicina voltò le spalle a Hoxsey, diversi individui vollero investigare di persona. Queste esperienze trasformavano regolarmente gli scettici in credenti.
Fra di loro c’era il giornalista della rivista Esquire, James Wakefield Burke, che nel 1939 iniziò ad occuparsi della vicenda di Hoxsey.
BURKE: Il mio capo, Arnold Gingrich, un giorno mi disse: “Perchè non fai un salto in Texas, così smascheriamo questo tizio? Sta diventando troppo importante, e l’Associazione Medica Americana vorrebbe toglierlo di mezzo. Vai giù e fai amicizia con lui, poi facciamo un paio di articoli
e chiudiamo questa faccenda”.
Per me era un incarico, e venni in Texas, pensando di fermarmi un giorno, raccogliere le informazioni e ripartire. Invece rimasi affascinato, e rimasi per sei settimane. Ogni giorno Harry passava a prendermi per portarmi alla clinica. Arrivavamo al mattino, e lui andava a confortare queste persone anziane, dicendo: “Nonno, questi dottori ti hanno tagliato da tutte le parti, ma io non permetterò a questi figli di puttana di ammazzarti, tu vivrai!”
Poi li curava, e io lo vedevo curarli, e loro miglioravano, e cominciavano a guarire. Allora buttai giù un articolo, che intitolai “Il ciarlatano che cura il cancro.” Lo mandai alla direzione, ma non fu mai pubblicato.
NARRATORE: Il vice-procuratore Al Templeton era qualcosa di più di uno scettico. Aveva arrestato Hoxsey più di cento volte in due anni. Poi suo fratello Mike ebbe un tumore mortale, e andò di nascosto da Hoxsey. Quando Mike Templeton guarì, Al Templeton riconobbe il merito a Hoxsey. L’accusatore di Hoxsey divenne il suo avvocato.
Sempre più gente sosteneva la validità della sua cura. Il suo promotore più tenace era il pastore evangelico Gerald Winrod. Le sue trasmissioni radiofoniche raggiungevano milioni di ascoltatori con i resoconti sensazionali dei crescenti successi di Hoxsey.
WINROD: Vorrei iniziare la trasmissione leggendovi quella che io ritengo una affermazione molto importante,del giudice W.L. Parton: E’ la seconda giuria di 12 persone nel mio tribunale che ha stabilito che la terapia di Hoxsey cura il cancro. 10 dottori hanno stabilito che le guarigioni sono nell’ordine delle migliaia. L’ex-senatore degli Stati Uniti, Thomas ha esaminato un grande numero di guarigioni. Ho fatto la mia indagine personale, e sono convinto che il cancro venga realmente guarito con il metodo di Hoxsey. Questo umile cronista può soltanto dire: Dio benedica questi ciarlatani. Gli unici ciarlatani che
curino il cancro oggi.
NARRATORE: Ma l’indagine personale non basta perchè una nuova terapia per il cancro venga accettata. E’ necessaria una formale valutazione scientifica.
HOXSET: Io chiedo solo che vengano qui. L’Associazione Medica Americana, la Commissione Medicine e Alimenti, il governo federale, chiunque! Venite qui a indagare. E se non riesco a dimostrare oltre ogni possibile dubbio che la nostra terapia è superiore a radium, raggi-X e chirurgia, allora chiuderò i battenti di questo istituto per sempre.
NARRATORE: Ma la professione medica non rispose al suo appello.
JAMES MARTIN: I dottori dicevano che sapevano già, dai loro studi di medicina, che le sue terapie non avessero alcuna efficacia. Che non potesse essere una cura. Erano totalmente imbevuti nel loro modo di pensare, e assolutamente inamovibili nelle loro convinzioni.
NARRATORE: Secondo Hoxsey c’era un motivo molto più oscuro per cui la professione medica non voleva indagare. Hoxsey diceva che i medici dell’Associazione gli avevano chiesto di fare una dimostrazione della cura. Fra loro c’era il Dott. Morris Fishbein, direttore della potente rivista dell’Associazione Medici Americani.
Secondo Hoxsey, il giorno dopo che la dimostrazione ebbe successo un importante personaggio dell’Associazione gli chiese di acquistare i diritti delle formule. La presunta offerta avrebbe assegnato tutti i diritti ad un gruppo di dottori che comprendeva il Dott. Fishbein.
Esattamente come Reneè Caisse, Hoxsey rifiutò l’offerta non poteva avere la garanzia che la cura sarebbe stata disponibilegratuitamente per chiunque ne avesse avuto bisogno.
Una cosa era certa: Hoxsey siera fatto un nemico poderoso. Nel mettersi contro il Dott. Fishbein si era fatto nemico il personaggio più influente della medicina. Il Dott. Fishbein aveva una posizione molto particolare. Come editore della rivista controllava la fonte primaria di entrate dell’Associazione Medica, e quindi controllava l’associazione. Pubblicava inoltre gli standard riconosciuti della professione medica.
Dopo l’incidente di Chicago il Dott. Fishbein prese di mira Hoxsey, definendolo un ciarlatano nella rivista. Diceva che i sostenitori più entusiasti di Hoxsey fossero le locali pompe funebri. L’attacco dell’Associazione Medici era senza tregua.
Il Dott. Fishbein e Hoxsey si sarebbero combattuti per i prossimi 25 anniin un dramma di portata nazionale. Ma invece di risolvere la disputa in termini scientifici, la cosa si svolse sui mezzi di comunicazione.
ANNUNCIATORE FILMATO: Gli unici ad approfittarsi del cancro sono i ciarlatani, contro le cui cure fraudolente l’Associazione Medici Americani combatte la sua crociata. Al quartier generale dell’Associazione, a Chicago, monta la guardia contro i ciarlatani il Dott. Morris Fishbein.
FISHBEIN: Non esiste siero, medicina, o combinazione di medicine conosciuta che guarisca con certezza il cancro.
NARRATORE: Quando Hoxsey contattò l’Istituto Nazionale per il Cancro, per un’indagine, l’organizzazione si rifiutò. L’Istituto disse che la sua documentazione non era completa. Hoxsey disse che i dottori si rifiutavano di fornire i documenti necessari, sotto l’influenza del Dott. Fishbein. Il governo concluse che sarebbe stato uno spreco di denaro pubblico indagare.
Avendo scoperto il petrolio in Texas, Hoxsey offrì di pagare lui la ricerca. Le sue sfide tenevano pubblicamente il Dott. Fishbein sotto pressione, e il dottore rispondeva duramente sotto gli occhi del pubblico. Ma quando scrisse “Denaro di Sangue” sui giornali domenicali di Hearst superò ogni limite.
Hoxsey denunciò il Dott. Fishbein e l’impero della stampa di Hearst per libello e diffamazione. Sembrava non avere una sola possibilità. Il più famoso ciarlatano della nazione contro tutti i nomi più importanti della medicina americana.
A sorpresa, Harry Hoxsey divenne la prima persona a vincere una causa contro il Dott. Fishbein e
l’Associazione Medici Americani. Il dott. Fishbein dovette dimettersi dall’Associazione Medici Americani.
Ma i processi Hoxsey-Fishbein rivelarono qualcosa di ancora più sconcertante.
Il Dott. Fishbein riconobbe in tribunale che i cosiddetti “unguenti brutali” di Hoxsey di fatto curassero i tumori esterni.
Il più pericoloso tumore esterno è il melanoma. Può diffondersi rapidamente in tutto il corpo. I medici suggeriscono una decisa chirurgia radicale. Nonostante questo, il melanoma risulta spesso mortale.
HOXSEY: Abbiamo più casi positivi dimostrati di melanoma, con la documentazione e i pazienti con cui parlare, che sono stati curati nel nostro istituto di qualunque altro istituto al mondo. E questa è un’affermazione enorme, ma abbiamo i dati per sostentarla.
NARRATORE: Hoxsey arrivò a produrre un suo film per far sentire la sua voce all’Associazione Medici.
ANNUNCIATORE FILMATO: Sarebbe una grande innovazione per chi lavora nella professione medica, se invece di sprecare tempo e denaro in processi nei tribunali, tattiche meschine e campagne di discredito venissero alla clinica, facessero delle indagini,verificassero i nostri metodi, parlassero con qualche paziente. Allora capirebbero perchè la nostra terapia è sempre stata così efficace, e in molti casi abbia dato risultati decisamente migliori di qualunque soluzione contro il cancro abbiamo mai avuto da offrire.
NARRATORE: Ma invece di raccogliere l’invito, l’establishment medico inasprì la battaglia.
Mildred Nelson ha diretto le cliniche di Hoxsey dall’inizio della sua carriera.
MILDRED NELSON: Non hanno mai fatto indagini su di lui, se non in senso criminale, per vedere se avesse fatto qualcosa di illegale. La Commissione Medicine e Alimenti era nota per perseguitare i pazienti di Hoxsey. Andava in casa della gente, le portava via le medicine quando le consegnavano, parlava con loro, gli diceva che sbagliavano …
NARRATORE: Poichè il governo non riusciva a fermare Hoxsey con la legge, la Commissione Medicine e Alimenti decise di fare qualcosa che non aveva mai fatto prima.
PUBBLICO PROCLAMA: “Ai malati di cancro, alle famiglie, ai dottori e a tutti gli interessati,alla cura di malati di cancro, sono avvisati e messi in guardia che la cosiddetta “cura Hoxsey” per il cancro interno è risultata, sulla base di elementi presentati dal Commissione Medicine, una cura senza alcun valore”. (NEL PROCLAMA SI LEGGE):”Il cancro è curabile solo con la chirurgia e con le radiazioni. La morte di cancro è inevitabile se si rinuncia alle cure mediche appropriate.
NARRATORE: Ebbe un tale successo, che la Commissione fece stampare un poster da appendere in tutti gli uffici postali del paese.
HOXSEY: Sto annegando nel sangue. Mi hanno fatto tutto quello che potevano, per cercare di umiliarmi. Mi hanno trascinato mille volte in tribunale, ma credete che mi importi di quello? Io non penso a quello che fanno a me, io penso ai 12.000 pazienti che sono in cura o in osservazione in questa clinica. Io penso solo ad una cosa: l’umanità che soffre.
NARRATORE: Ma il governo non si limitò a mettere in guardia la gente. Nonostante i procuratori federali
non riuscissero a dimostrare che la cura fosse inutile, come falsa etichettatura nel commercio interstatale.
MILDRED NELSON: Ci fu un momento in cui avevamo 17 cliniche funzionanti nel paese. La Comissione Medicine e Alimenti arrivò nello stesso giorno in tutte le cliniche, e mise i lucchetti. Harry non aveva certo i soldi per combatterli in tribunale, stato per stato.
NARRATORE: Dopo aver perso tutte le cliniche, Harry Hoxsey alla fine si arrese, nella sua battaglia contro l’establishment medico durata 25 anni. Costruì una clinica in Messico, mise Mildred Nelson a dirigerla, e si ritirò in Texas, dove morì nel 1974.
Nel corso degli anni la clinica ha curato migliaia di pazienti, e continua a farlo anche oggi, con altri
dottori, dopo la morte di Mildred Nelson. Ma la cura di Hoxsey non è mai stata resa disponibile ai pazienti americani, e non può nemmeno essere spedita legalmente nel paese. Chi vuole usare la terapia di Hoxsey deve recarsi ogni volta in Messico,e può riportare indietro solo la quantità necessaria per l’uso personale.
I Segni dell’Autunno: Bilancia
by Alpha Scorpii on ott.06, 2009, under Controinformazione
L’Autunno inizia giustamente con un Equinozio, perché inizia con la BILANCIA: nell’Equinozio d’Autunno abbiamo due caratteristiche notevoli: inizia ad abbassarsi la temperatura e Giorno e Notte durano pari tempo. Il che porta subito alla luce due qualità della Bilancia: il tepore e l’Equilibrio. Se l’Ego Arietino esplodeva con un aumento di temperatura e con un progressivo aumento di durata del Giorno, il Noi Bilancino parte con l’esatto opposto. Nella Bilancia si ha la celebrazione della Simmetria, del Canone greco, e il Sociale contrapposto alla dimensione infantile.
Non a caso il pianeta governatore della Bilancia è Venere (unica governatrice, almeno finché non sarà affiancato da un eventuale nuovo pianeta che governi Toro e Bilancia insieme a Venere), ma con esaltazione di Saturno: cioè un “vice-governatore” del Segno è Saturno, il Pianeta del Rigore, ma anche dell’Anzianità e della Sobrietà. Rigore significa anche freddo, tant’è che l’associazione Venere-affettività e Saturno-freddezza merita qualche approfondimento: la Bilancia non è fredda, e guai a dirglielo, perché essendo molto intelligente, spesso ti prenderà da parte, chiarendo in modo dialettico che non è assolutamente una persona fredda, anzi, che dà il primato ai sentimenti ecc.. Ma questo dimostra che, soprattutto, alla Bilancia non piacciono i termini estremi: ‘freddo’ è estremo. Probabilmente avrà da ridire anche sul termine “tiepido”, in quanto suona male, suona mediocre, e la Bilancia vi farà subito notare (dialetticamente) che essendo cultrice dei sentimenti, non può essere tiepida, perché quando si parla di Sentimento, il tiepido non esiste, semplicemente pone le cose al posto giusto. E dovrete tutto sommato darle ragione, senza tuttavia riuscire a eliminare quel retrogusto di distanza che sentite parlandoci. E vi spiego io perché: se l’Ego dell’Ariete è caldo, burrascoso, vitalistico-aggressivo ma bonario nelle conseguenze delle proprie azioni e nei risvolti, il Noi della Bilancia è sicuramente misurato e nonviolento (Gandhi e John Lennon sono esempi di Bilance nonviolente), ma Saturno è quella mazza che ogni Bilancia tiene dietro la schiena quando vi spiega che dovete amare il prossimo ed essere equilibrati e in armonia con tutte le creature. Il Noi si fonda sulle leggi: è Bilancia tutto ciò che coinvolge sentimenti e vincolo duro: il Matrimonio, ad esempio. Se i Gemelli, come primo Segno d’Aria, rappresentano il semplice coesistere dialettico, la Bilancia, come evoluzione del concetto, rappresenta una Coppia sancita, approvata e che funziona nel Noi. L’Aquario, ultimo Segno d’Aria, farà comunione ma su tutta l’Umanità, diffusivamente. L’ossessione per la Misura può produrre nella Bilancia una visione grecista del Mondo, quella visione per cui “Cosmo” è la radice di “Cosmetica”: il Kosmos, contrapposto al Caos primordiale (immagine del punto 0° zodiacale fra Pesci e Ariete!), è l’Universo IN ORDINE. Quindi un cosmetico, letteralmente, ti mette a posto la faccia, la beltà: mette in ordine, in armonia, il volto, e qui quindi il Brutto è il malposto, lo sfatto, l’appena alzato coi capelli arruffati. Vi accorgerete di queste attitudini “cosmetiche” stando a contatto con le Bilance: probabilmente noterete che hanno delle vere e proprie ‘zone di cecità’ laddove vi rivelate in qualche modo sgradevoli: poiché l’Imperfezione non rientra nella mente Bilancina, la loro considerazione di voi scoprendo i difetti non sfurierà, non andrà in bestia, ma si bloccherà per difficoltà di elaborazione. In questo modo: scoperto il difetto, ad esempio che siete che so, cafoni, la Bilancia diretta tenderà ad arrabbiarsi manifestando il suo senso dello Stile subito; ma la Bilancia intellettuale, o anche solo interessata alla buona convivenza come spesso accade, dapprima cercherà di spiegarvi che ci vuole gusto in tutte le cose, tentando anche di comprendervi- ma se insisterete, non le resterà che escludervi dalla sua cerchia, perché nella sua mente non entra, semplicemente, la bruttura. Non ci entra, non la capisce, e ciò che non quadra è come un’interferenza al cervello, in questo caso. Ovviamente, se vi escluderà lo farà molto a malincuore, perché per una Bilancia ogni rottura, ogni lite, ogni cattiva fine di un rapporto è un fallimento nella Mediazione, e pesa sempre un po’ sulla sua coscienza sempre tesa alla ricerca della massima Perfezione. Esemplari alcune ragazze che conosco, della Bilancia, che hanno sempre avuto reazioni strane alle mie intemperanze: una aveva la passione della Dietologia e della cura del corpo, e andava soggetta a scatti d’ira sempre motivati da astrattissime cause di principio inerenti la volgarità, l’inopportunità di certe cose, soprattutto la goffaggine sociale. Un’altra, bellissima ballerina e intellettuale, cuspide Vergine-Bilancia, ricordo che oltre a giudicarmi intemperante per il modo…. come dire…. agreste con cui le facevo avances, sempre parlando a bassa voce e sempre con classe, mi prendeva regolarmente da parte spiegandomi che i rapporti hanno la tale e la tal’altra regola, che certe cose sono importanti e imprescindibili, e altre sono forse opportune in certi contesti ma nella sua esperienza non rientravano, e quindi ecc. ecc. … risultato: è stata l’unica mia fiamma a farmi una predica sul Relazionarsi durata 2-3 ore. La Bilancia infatti non tollera la stupidità e soprattutto passare da stupida: perciò, è maestra nell’Arte della Premessa: dicasi Arte della Premessa la raffinata capacità di spaccarti la faccia solo dopo aver chiarito che non ignora le altre vie, semplicemente, in quella situazione reputa arbitrariamente il caso di spaccarti la faccia. Per il tuo bene. E per il bene dell’uccellino sul ramo. E del Mondo. Altra signorina della Bilancia, invece, non mi fece chissà quante prediche ma fu periglioso corteggiarla, dacché spariva appena oltrepassavo il limite dettato di volta in volta dal suo umore: dopo qualche pomeriggio insieme, litigò con me perché l’accusai di essere intollerante per via delle mestruazioni: e questo probabilmente, oltre a offendere l’Intelligenza reputandola umorale (non sia mai!) la offese perché la vedeva associata a qualcosa di scomodo e ‘sozzo’. Il Segno della Coppia, in ogni caso, ama le relazioni e vive di relazioni: chiunque abbia pianeti in Bilancia, a seconda del pianeta avrà manifestazioni Bilancine che si rivelano in coppia come al tornasole: ad esempio le donne con Marte in Bilancia non riescono a non associare il Fallo al Marito: irresistibilmente, per loro, fare l’amore significa essere il “suo uomo”. Perfino la più audace e vogliosa donna con Marte in Bilancia, una volta che l’avrete avuta sessualmente, sentirà il bisogno di mettervi nella casella “coppia”, pena reazioni furiose che indicano un tilt nel suo sistema motivazionale. Oppure la Luna in Bilancia: curiosa posizione che fa sì che la sensibilità sia sì delicata e affettiva, ma anche equa: ad esempio, una Luna in Bilancia non si commuoverà solo per i film d’amore, ma a maggior ragione per i dolori del Terzo Mondo, magari reputando più corretto piangere un po’ di più quest’ultima cosa, per proporzione. Relazioni non vuol dire ovviamente “tutto concesso”: l’amico Bilancia non vi farà mai favori iniqui alla faccia del Prossimo, non vi darà il numero di telefono dell’amica sua figacciona solo perché siete voi, ma non si comporterà mai in modo scorretto e su questo potrete contare. Ora: sorte apparentemente diversa hanno quelle Bilance che interpretano l’Estetica/Giustizia in un senso diverso: cioè, come protesta sociale. Ce ne sono eccome: Nietzsche, Oscar Wilde in testa, ma anche Eminem e Zucchero Fornaciari che non appare come un esteta vistosamente. Il fatto è che il senso di Giustizia sociale della Bilancia spesso assume forme che possono perfino rivestire i panni della provocazione (Eminem), o addirittura sfociare in un’intolleranza feroce contro tutto ciò che appare brutto, limitato e sprecato (Nietzsche). Sorte più palese per le donne: simboli di Bellezza come la Bellucci e Brigitte Bardot, che oltre a essere palesemente icone sexy si distinguono per l’attivismo sociale, una con le idee radicali e l’altra con l’Animalismo. Ovviamente, l’animalismo della Bilancia non sarà amore per la Natura barbara, ma più che altro amore per l’Armonia: esempio massimo: San Francesco! Fisicamente, la Bilancia governa i reni, il fegato, le anche e la regione lombare-ombelicale: la cintola insomma, dove sono tutti organi dalle funzioni di discernimento e di equilibrio del corpo, sia come peso sia fisiologico. I soliti Greci bilancini, non a caso, adorarono l’Omphalos, l’Ombelico, sottoforma di pietra.
I sentieri dell’Infamia
by Duncan on set.19, 2009, under Controinformazione, Resistenza umana

Ci siamo resi colpevoli di crimini contro l’umanità.
Abbiamo sporcato le nostre mani di sangue.
Consegnato esseri umani alle camere di tortura e agli aguzzini.
Violato legge, Costituzione e Convenzioni internazionali.
I respingimenti in male sono illegali. Sono uno stupro.
Le persone non sono controllate, non sono censite, non ricevono domande.
Pura illegalità. Puro crimine squadrista.
Ogni migrante deve prima essere accolto in suolo. E poi, singolarmente, una commissione dovrà vautare se gli spetta il diritto d’asilo.
Questo non è stato fatto. E’ invalsa la pratica “sporca”, degna della peggiore canaglia, di risolvere il problema “alla radice” rispingendo i barconi in mare, senza chiedere e indagare all’interno. Ma solamente ricacciarli, come cani sulla rabbia o appestati.
Persone che avevano il diritto di asilo le abbiamo servite sul piatto comode comode alle famigerate carceri libiche.
Non c’è scusante, non c’è attenuante.
Queste cose sono conosciute dai governi. Compreso il nostro.
Il dolo è completo. Le vostre mani sono sporche di sangue.
Vedete questo video e fatelo circolare (non c’è l’incorporazione, posso darvi solo il link)
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-d7bc61b1-21d5-4731-8032-2645b9d7d3e1.html?p=0
Il Cielo è “maschilista” e va benissimo così
by Alpha Scorpii on ago.17, 2009, under Controinformazione
L’Occultista, l’uomo che studia le vie del Sapere esoterico, guarda con diffidenza le nuove dottrine umanistiche, le quali arrivano solo fino a un certo livello del Mondo-Uomo, e poi si fermano. Noi siamo esseri a molti livelli: ad esempio, ogni Oroscopo ha 12 Case, e 3 di queste sono Case legate al Sociale: la III, la VII e la XI: Contatti, Relazioni Ufficiali e Famiglia Umana, rispettivamente. 1/4 del Tema Astrale, quindi, riguarda il nostro essere ”zoon politikòs” di cui parlava Aristotele. Ma è un quarto, appunto. Nello schema dei Cieli danteschi (che poi sono anche i Chakra), alcuni livelli, come il II Cielo, indicano il Noi. Ma un Cielo è solo uno di sette. Invece oggi si tende a rapportare tutto al politico, al sociale: ad esempio quella che chiamano tolleranza religiosa è in realtà, a ben guardare, un non credere in NESSUNA fede, e sopportarle tutte come giocattoli di bambini che ci giocano per fatti loro, possibilmente senza disturbare. Ma l’Occultista non la pensa così: l’Occultista sa che il Sociale è solo parte dell’Umano e del Creato, e sa che l’epoca attuale è solo una delle Ere che si susseguono sempre. E quindi, l’Astrologo ad esempio sa che il Cielo non è affatto d’accordo con le teorie moderne circa gli uomini e le donne. Infatti, nello schema celeste, i Pianeti e gli altri elementi celesti che rappresentano la Politica, il Potere, il Dominio e l’Aggressività, sono tutti rigorosamente maschili e correlati fra loro. Ciò significa, fra le altre cose, che il Potere è esattamente quello che intendiamo con la parola Potere: potenza, dominazione, Forza. Non ci sono errori per gli Dei: Marte, pianeta dell’Aggressività e della Forza, è clamorosamente domiciliato in Ariete e Scorpione (opposti ai femminili e armoniosi Bilancia e Toro), ed esaltato in Capricorno (opposto al femminilissimo Cancro). Il Mornarca Leone, Segno virile, è perfettamente opposto all’Aquario, Segno antierotico e anti-individualistico che rappresenta la Comunità Umana e i legami diffusivi ed equanimi. E la varietà umana è sì contemplata nella logica zodiacale, ma sempre con categorie nitide: una donna che sta in Politica, infatti, può starci- ma nel suo Tema Astrale INFATTI avrà i pianeti femminili disastrati e dure rappresentanze di valori maschili e fallocratici. Il Potere, insomma, volenti o nolenti i relativisti, è fallico, paterno e mascolino. Basti pensare all’Ariete Valerie Solinas, autrice del grottesco libello “S.C.U.M. – Manifesto Per L’Eliminazione Dei Maschi”, che fra l’altro sparò anche a Andy Warhol: era sì un’atroce femminista, ma, beffa della Sorte, secondo il tema astrale era “cazzuta”! Non a caso apparteneva all’Ariete, appunto, Segno virile per eccellenza e spesso per le donne foriero, in caso di aspetti negativi, di atteggiamenti amazzonici o addirittura lesbici. Oppure possiamo notare la Luna in Capricorno di Daniela Santanché, posizione della Luna di massimo esilio. O gli oroscopi fallocratici di Hillary Clinton e Condoleeza Rice, e di Margaret Thatcher, i cui pianeti femminili ricevono durissime lesioni multiple da aspetti che non lasciano luogo a dubbi. Per non parlare poi del collegamento fra Astri e Biologia: non ci sono dubbi nemmeno lì: i livelli ormonali si vedono chiaramente da Venere, Marte, la Luna e gli altri pianeti sessuali (Plutone, Sole): una donna con ad esempio una Venere in Cancro e Luna in Vergine, e Marte in Capricorno, che lo dica apertamente o no, a letto vuole essere dominata e anche duramente. Così come ho riscontrato una netta prevalenza di pianeti maschili potenti e Segni maschili nelle donne che amano stare sopra nel rapporto sessuale, anche lì confermando il collegamento PER NULLA INFONDATO fra genere sessuale e concetti di Dominanza, Passività, Attacco, Difesa. Anche l’idea che il Dominatore sia “Sua Altezza” è astrologicamente sensato: il Segno del Dominio è il Capricorno, che nella Ruota Zodiacale sta giusto allo Zenith, cioè nel punto più alto: Vetta = Dominio. Si dice infatti “un monte che domina la valle”- e non è un caso. Tutti questi sapientoni sociali che vorrebbero dirci che i generi sessuali sono luoghi comuni, e che il potere non è dell’Altezza ma di questo o quell’altro, manifestano una profonda ignoranza delle Leggi Cosmiche. Così come, ad esempio, il Cielo è chiarissimo riguardo ai rapporti umani, alla Pace e alle questioni umanitarie: i Segni della Pace e dell’Uguaglianza sono i più intelligenti e i più freddi: Aquario e Bilancia. I Segni opposti, Leone e Ariete, hanno il ruolo di mettere Movimento nella Ruota, ma sono infatti passionali, egocentrici e guerrieri (più che altro l’Ariete). Il che vuol dire che la cosiddetta Pace è solo metà della Vita, e che per giunta è una metà di riposo, piuttosto tiepida o freddina. Intelligentissima, ma attuabile al 100% solo se mancassero al Mondo Arieti, Leoni, Sagittari, Scorpioni e Capricorni. Infatti il Sagittario, Segno fideista e missionario credente e anti-dialettico, è opposto ai Gemelli-Dialogo: al Mondo c’è posto sia per i dialettici che per i convinti, e il Cielo vuole così. Ecco perché l’Occultista autentico è il vero tollerante: perché DAVVERO sa che al Mondo c’è un ruolo per tutti.
Lame dell’Ovest
by Alpha Scorpii on lug.24, 2009, under Controinformazione
La tradizione marziale occidentale non è nota come quella orientale, per un motivo apparentemente troppo semplice: non è stata codificata ne’ associata dichiaratamente ad una serie di considerazioni mistiche e filosofiche. Tuttavia, esiste. Una volta, uno dei miei due maestri di Aikido mi disse a fine lezione, mentre riponevamo le spade nelle borse: “Sai, non è che i Romani queste cose non sapessero farle.”- alludendo ad una leva articolare che poco prima mi aveva fatto un male cane a un braccio. Il Sensei intendeva dire che qualunque popolo abbia conosciuto la realtà del Combattimento- e tutti l’han conosciuta, perché l’Umanità ha conosciuto, pare, soltanto 250 anni in tutto senza guerre- ha imparato i principi fisici e psichici del vincere nella Lotta. Ma a partire dal monaco Bodhidharma che fondò il Kung-Fu, proseguendo lungo la tradizione giapponese sua figlia e anche ‘nipote’ (il Karate è recente, ad esempio), gli orientali hanno codificato con nomi precisi le tecniche di lotta, chi secondo associazioni Taoiste (Arti Cinesi), chi secondo associazioni Zeniste (Arti Giapponesi). E “noi”? Noi beh, abbiamo Lancillotto. E un punto di forza secondo me della cultura Occidentale, è che ci siamo sempre concentrati sul valore epico e sentimentale delle cose, e meno sulla tecnica in senso stretto: se un guerriero Giapponese passa tutta la vita a cercare la postura ideale per incutere rispetto e vincere senza nemmeno colpire, e magari muore in un momento di Illuminazione trovando il Colpo Perfetto, il Cavaliere occidentale magari lo troverà per caso il Colpo Perfetto, ma starà combattendo come una belva per la sua Dama. Questa è la vera differenza fra i due approcci: uno è romantico, l’altro è astratto. In fondo, il detto agostiniano “Ama e fa’ come ti pare” ha lasciato i cavalieri Cristiani liberi riguardo alle pratiche meditative o alle tecniche di lotta: non c’era un Nirvana da raggiungere attraverso l’Arte della Spada, ma di certo c’era un mostro da uccidere. Riguardo allo stile e alla qualità, io posso parlarvene per esperienza, perché personalmente mi alleno tutti i giorni sia con spada orientale sia con spada occidentale. Tutto dipende dalla propensione del guerriero: sebbene ci siano spesso i fanatici di uno stile, la realtà è che tutto si correla al “tuo tipo” di arma e al tuo stile più congeniale. Ovvio che la spada dritta cinese (Jian) è un’arma leggerissima ed agile, elegante, la cui struttura e concezione rivela un’attitudine a colpire efficacemente polsi e gola, parti vulnerabili, e non certo a scontrarsi con un’armatura! Viceversa, la sciabola cinese (Dao) è un’arma rapida, forte, anche brutale dove serve, che sa essere spada e machete a seconda della situazione, e chi la usa si muove come una tigre, con molte rotazioni e colpi “vorticosi” e scattanti. La katana giapponese è adatta a tutti, perché è maneggevole, però usarla a una sola mano richiede grande perizia: questo perché una cosa che gli orientali non hanno mai avuto simpatica (a parte in India) è lo scudo. Lo scudo è un oggetto tipicamente ‘nostrano’, nel senso che l’idea di una barriera fisica, solida ed efficace, e rumorosa, da tenere con un forte braccio a difesa del corpo, è un concetto poco zenista in effetti. Ma non crediate, tornando al tema principale, che la nostra tradizione occidentale sia rozza, ANZI: lo scudo fa parte di un insieme di strumenti del Guerriero che ha un simbolismo preciso. Come San Paolo scrive nella Lettera agli Efesini, ogni parte dell’Armatura simboleggia una funzione spirituale: ad esempio, nella tradizione cavalleresca, ma ancor prima in quella classica (Greca e Romana) l’Elmo è la facoltà del Guerriero di mascherarsi, di rendersi invisibile all’occorrenza (l’Elmo di Ade), così come i samurai del resto portavano raffinate maschere sull’elmo. Spesso le giunture dell’armatura medievale erano ornate a guisa di teste di animali o creature fantastiche, come nell’atto di “vomitare” le membra del guerriero (espressione che usa Franco Cardini nel suo ottimo libro Alle Radici della Cavalleria Medievale). E per quanto concerne le spade, la Spada Occidentale è un capolavoro di simbologia e tecnica: tutti conoscono la prodigiosa metallurgia della Katana, ma a prescindere dalla tecnica impiegata per la lama, la Spada Occidentale ha una struttura, una forma interessante: è una Croce, ed è uno schema dell’Essere Umano. Il pomolo è la testa, collegato alla lama da una radice chiamata codolo: siccome il pomolo della spada ne garantisce l’equilibrio e quindi l’efficacia in mano, è evidente che ciò ricorda al Cavaliere che la funzione del Pensiero è quella di rendere efficiaci le Passioni e le forze istintive. La guardia, perpendicolare all’impugnatura, è come le clavicole del corpo: un crocevia fra l’elemento di Controllo e la parte agente e distruttiva (la lama). E la Lama è quella parte che agisce senza poter essere toccata troppo, come la colonna vertebrale affonda nel corpo tutto, con la sua punta aguzza in fondo (il sacro). Ci sono parti della Psiche che possono solo essere usate o vissute, ma non toccate o impugnate. Così, quando il Cavaliere adora la Spada in forma di Croce, sta meditando profondamente sulla stessa Struttura della Psiche, e anche per questo motivo, io quando ne ho occasione (praticamente ogni anno, se ci riesco) vado a Chiusdino (Toscana) ad adorare la Spada di San Galgano, che nel 1180 il Santo confisse profondamente nella roccia facendone una croce. E lì nel cortile del santuario, mi alleno con la mia spada, ricordando che la Tradizione della Spada Sacra vive in eterno.
Per quale motivo un astrologo non può dirvi proprio tutto
by Alpha Scorpii on lug.24, 2009, under Controinformazione
Pochi giorni fa, una ragazza a cui ho fatto il Tema Astrale senza mai incontrarla, dopo averlo ricevuto si è bizzarramente definita delusa in quanto lei si aspettava che un astrologo le dicesse non genericamente Carattere e Destino (come se fosse poco), ma dove, quando e in che circostanze avrebbe incontrato l’uomo della sua vita, e quanti figli avrebbe avuto e di che sesso. Asserendo che un’astrologa amica sua sapeva farlo. Al che, io le ho risposto fin troppo educatamente, spiegandole che probabilmente la sua amica è sensitiva, dacché non esiste un metodo sicuro per definire dove incontrerai l’Amore e quanti figli avrai. Al massimo, posso dirti che rapporto hai coi figli, oppure in che ambiti tendi a ricercare l’Amore o a trovarlo, ma non certo dove incontrerai il famigerato uomo della tua vita. E ho aggiunto che a meno che non sia sensitiva questa astrologa (detto per inciso? Perché allora l’hai chiesto a me l’Oroscopo, scusa?), è probabile che abbia titillato il suo dannato ego femminile, che per espereinza so essere sordo a TUTTO fuorché alla formula magica “uomo della tua vita che si mette con te lasciando quella stronza con cui sta solo per paura del grande amore che saresti tu ma non vuole accettarlo”. Oltretutto, la signorina mi ha insultato non avvedendosi del fatto che le avevo perfino detto azzeccandoci, senza conoscerla ne vederla, che ha un’imperfezione all’osso sacro- cosa piuttosto mirabile se si pensa che l’ho desunto dal suo Quadro Astrale. Ma pazienza. PERCHE’ UN ASTROLOGO NON PUO’ DIRVI TUTTO TUTTO? Perché le Stelle parlano per linguaggi simbolici, archetipici, e ogni pianeta ha simbologia maggiori e minori. In un Tema Astrale vanno considerate tutte queste cose:
- posizione dei Pianeti nei Segni;
- posizione dei Pianeti nelle Case;
- aspetti dei Pianeti fra loro;
- i transiti dei pianeti di ora su quelli di nascita, se vuole previsioni o un commento su questo periodo;
- sommare il tutto, considerando le interazioni e le varie sfumature.
Perché? Perché ad esempio, la Luna simboleggia l’Anima Yin, la Donna, l’Emozione, la Memoria eccetera; ma simboleggia anche il Sonno, il Seno, l’Acqua nel corpo. Poniamo che una donna abbia una Luna in Toro: di per sé, isolata, questa posizione indica semplicemente una femminilità da matrona fertile, grosse tette e piacere nel fare il pane al marito, diciamo. E però magari vediamo anche che questa donna ha Venere in Gemelli, esattamente a 30° di distanza da quella Luna: si chiama semisestile, ossia quando due pianeti distano 30° con un margine di massimo 2° (28°-32°). Ecco, gia le cose sfumano: questa donna è sì matrona agreste, ma non tanto in Amore: lo è nel fare il pane al suo uomo, nel voler camminare a piedi nudi sulla terra, ma il suo senso estetico e la sua sensualità (Venere) sono adolescenziali, cerebrali e un po’ mondani, ossia sarà una che impasta il pane, ma con una forte componente di divertimento manuale (Gemelli = mani e arti superiori), e poi nell’amare non nutrirà soltanto il suo compagno, ma vorrà anche che lui le parli, la stimoli, le racconti cose e la faccia ridere, se no si annoia (tipico di Venere in Gemelli). Ma ancora: non è finita qui, vediamo che questa donna ipotetica ha anche l’Ascendente Capricorno: allora questa femminilità rurale non sarà manifesta al 100%, anzi, avremo una donna magari con un bel seno pieno e vitale (Luna in Toro) MA che non lo mostra, stranamente preferendo mostrare le gambe e la schiena (Capricorno), oppure lamentando fastidi alle gambe che magari passano quando sta a contatto con la Terra di cui prima. Sono combinazioni. Già una donna che avesse la stessa Luna in Toro, ma a 180° da Saturno (opposizione), magari fra IV e X Casa (Radici e Carriera) sarà una che POTENZIALMENTE sarebbe una serena donna di campagna, ma il lavoro in città e il “dovere” (Saturno) non le permettono di realizzare la sua utopia di tanti figli, le galline nell’aia e pane fatto in casa per tutti. A tutto ciò aggiungiamo le simbologie minori: la Luna è anche il Sonno, quindi se questa donna da me voleva sapere qualcosa sui suoi sogni premonitori che ogni tanto le vengono, io anziché concentrarmi su altre simbologie lunari guardo il Tema e noto che la sua Luna taurina è anche a 60° dal Sole in Cancro (Sestile), il che promette buone dormite e sogni soprattutto concernenti la pace e le figure genitoriali (Sole e Luna). Se fosse stato invece un cattivo aspetto da Marte sulla Luna, poteva fare spesso sogni di violenza, tipo sogni in cui veniva violentata o faceva incidenti, oppure sogni in cui lei stessa aveva attacchi d’ira isterica (Luna-Marte, emotività e ira). Per allenare una mia amica e apprendista all’arte della lettura delle Stelle, io le do ogni tanto dei compiti in cui le pongo una combinazione planetaria, e le dico di trovarmene due o tre interpretazioni. Ad esempio:
“Marte congiunto a Giove e Luna in XI Casa, con buon aspetto collaterale da Saturno”
e lei ipotizza: “Beh, l’XI Casa sono gli Amici, no? Giove può indicare amici influenti o simpatici; Marte… la Luna… amici di ambo i sessi, anche femmine, un po’ iracondi, un po’ guasconi… però in circostanze serie (Saturno).”
“Sì, brava, però si può anche fare qualcosa di comico: Giove se vogliamo è anche la vista e l’esibizione. Sbizzarrisciti.”
“Si esibisce con gli amici, litigano e vengono scacciati da un tutore dell’ordine (Saturno).”
“Sì, anche. Oppure: vuole esibire l’uccello (Giove-Marte) a un’amica (Luna in XI, donna – amicizie), sproloquiando (Giove) che lui lo ha durissimo (Marte-Saturno), ma lei lo guarda con rimprovero scuotendo la testa (Saturno)!”
“Ha ha! Oppure senti questa: ha amici influenti (Giove) in ambito militare e di difesa (Marte) che sono anche amici della madre (Luna), ma comunque è disposto a sudarsela e a meritare quel che desidera (Saturno).”
E così via. Va da sé che ci sono miriadi di sfumature, e io, a parte dirti che “per te l’Amore accade in circostanze di crescita, come durante i viaggi o gli studi”- come accade quando vedo Venere in IX Casa, non posso dirti chi sarà che sposerai: al massimo che tipo ti piace, o che matrimonio avrai (difficile, facile, nido sicuro, uomo di potere o amante torbido). Anche perché, ecco, Venere in IX: Venere è anche come ami, per cui Venere nel settore dei viaggi può indicare non solo che ti innamori all’estero, ma anche che l’Amore per questa persona è un ideale per cui elevarsi e compiere imprese ad ampio raggio (IX Casa = Viaggi, Ideali, Religione). Poi ci sono le sfumature fra amanti: ad esempio una donna con Marte in Toro amerà esser presa da un amante robusto e d’animo genuino e affidabile, possibilmente in posizioni naturali e decisamente poco “da Kamasutra”, ma Marte è anche la rabbia di lei stessa: se lo interpretiamo come la sua aggressività, quel Marte in Toro indica che lei tende a incazzarsi soprattutto per difesa, e contro chi minaccia la sua pace bucolica. E così via. Quindi, mi rivolgo soprattutto alle donne che sono il 90% delle consultanti di noi astrologi, un astrologo non può dirvi per filo e per segno se il datore di lavoro fedifrago lascerà la classica moglie “che tanto con lei ormai il rapporto è finito e ora la lascia” per voi. Guardando i TRANSITI, potrà dirvi però che fra un mese cessa un’ostilità di Saturno che vi portavate dietro da un annetto buono, e che siccome poi fra un mese entra pure Venere nella vostra VII Casa, potrebbe aprirsi un bel periodo per le unioni e la coppia. Ma, mi dispiace per voi, non esiste un pianeta chiamato “quella stronza della moglie che lo opprime”! Abbiate pazienza!
Le Ere Zodiacali: la Precessione degli Equinozi e lo spirito delle Ere
by Alpha Scorpii on lug.23, 2009, under Controinformazione
Per l’Astrologo, la Storia non è solo Sociologia e Geografia. E’ lo sfumare delle forze degli Dei. Del resto, la Storia e lo Spirito del Mondo vanno insieme, e questo fece dire a un filosofo, parlando di Napoleone, “ho visto lo Spirito del Mondo passare a cavallo”. Da tempo sentite dire “Siamo nell’Era dell’Aquario”: se sentite la canzone Hair, noterete che dice espressamente alcune cose proprio astrologiche, parla di posizioni planetarie e giubila “Age of Aquarius / Age of Aquariuuuuus…/ Aquariuuuuus…”- eccetera. Bene, dice effettivamente quel che è avvenuto attorno al 1962, quando è entrata l’Era dell’Aquario. OSSIA: l’asse terrestre non è sempre puntato nella stessa direzione, perché la Terra nel tempo oscilla come una trottola sul punto di rallentare, cioè genera- a voler essere geometrici- un margine biconico entro cui si muove la direzione dell’asse del Pianeta. La stessa Stella Polare di oggi non è la Stella Polare di qualche Era fa, quando infatti era una delle stelle del Drago, Al Thuban. Per cui, se idealmente l’Equinozio primaverile dovrebbe vedere l’asse puntato a 0° dell’Ariete (fra Ariete e Pesci), di fatto, ASTRONOMICAMENTE punta a ritroso, di 2000 anni in 2000 anni circa, verso le altre costellazioni: adesso, quindi, e per altri due millenni circa, punta verso la costellazione dell’Aquario. Vanno a ritroso le Ere: cioè, Ariete, Pesci, Aquario… CIO NON TOGLIE che il 21 Marzo è Primavera, ed è Ariete, perché strano a dirsi, ma l’Astrologia è legata alle STAGIONI e non pedissequamente alle Costellazioni, che infatti sarebbero ben più di 12 e non occupano nemmeno settori di uguali proporzioni nel Cielo. Comunque, tranquilli, fra poco più di 20000 anni l’Equinozio torna sull’Ariete. Siate pazienti, su. O:-) Bene, chiarito l’aspetto tecnico, andiamo a verificare:
ERA DEL TORO (asse Toro-Scorpione): dalla Mesopotamia fino all’Esodo. Beh, non a caso nacquero i primi culti tellurici, con la Tauromachia e le divinità femminili dalle tette poderose. Furono fondate le prime città civili- il Toro è Struttura e Solidità, Nutrimento, e Ponderazione. E poi, gli Egizi: il loro primo Re ebbe il nome del Segno opposto al Toro, il Re Scorpione. E notiamo infatti l’Ombra di queste civiltà dai monumenti massicci: il culto dei Morti egizio, e lo strano destino delle divinità mesopotamiche, che vennero associate ai Demoni dai cristiani delle epoche successive: Astarte che fu fraintesa come demone Astaroth, il Melek (letteralmente “Re”) che degenerò in Moloch, Baal (”il Signore”) che fu frainteso come demone feroce, ecc. …
ERA DELL’ARIETE (asse Ariete-Bilancia): dall’Esodo all’Anno Zero. Mosé, guidando il popolo sotto il simbolo di un corno di Montone, si incazzò contro il Vitello d’Oro anche perché l’Era del Toro era finita. L’Era dell’Ariete ovviamente partì con il culto del Dio degli Eserciti, e vide l’Impero Romano, le guerre degli antichi Greci e tutte queste cose arietine. Ma anche, secondo il riflesso dialettico della Bilancia, la civiltà Ateniese e la nascita della Democrazia e dell’Umanesimo in senso ellenico. Inutile dire che, anche nelle civiltà più politiche e filosofiche, nell’Era dell’Ariete il potere era puramente virile, e questo fu il passaggio che le teorie femministe tanto rimarcano accusando gli Achei-Ariete di aver soppiantato le civiltà matriarcali-telluriche-Toro nella Guerra di Troia. Quel che però queste femministe ignorano è che tutto ciò è solo 1/6 della Storia Zodiacale, perché Toro e Ariete sono solo DUE Segni su 12.
ERA DEI PESCI (asse Pesci-Vergine): dall’Anno Zero agli anni ‘60 nostri. I Pesci sono rovesciatori come l’Appeso dei Tarocchi: l’Era dei Pesci cominciò con un Maestro che definendosi Agnello e Pesce (a cavallo fra le due Ere di Ariete e Pesci!), disse “Beati gli ultimi”. Nacque con una religione che poneva in alto un Messia crocifisso e indicava come prediletti di Dio i lebbrosi, i malati, i miracolati, e come ottusi i generali, gli imperatori e i giuramenti. Del resto, questa Era finì anche a breve distanza dalla Legge Basaglia, che liberava i matti dai manicomi. Fu anche l’Era dei monoteismi rigidi (l’Islam anche nacque nell’Era dei Pesci) e delle Crociate, e di molte trasformazioni filosofiche e culturali. Col culto della Madonna come riflesso Vergine, vistosamente. E anche l’ascesa di una cultura tecnologica: questa Era iniziò a sfumare nella successiva con l’industrializzazione crescente.
ERA DELL’AQUARIO (asse Aquario-Leone): dal 1962 a oggi. E’ appena nata ma si è fatta sentire: l’Era del Progresso e della Tecnocrazia. Addirittura, negli anni ‘60 sono cominciati i viaggi spaziali (Aquario = Urano = Cielo e Fantascienza), e sono usciti di moda i famosi “valori” pescini di Fede, Misticismo fideista e Romanticismo. Dio viene sempre più concepito come un’astratta “Energia” vibrazionale, e non a caso l’Aquario è tutto ciò che è ondulatorio e non corpuscolare, cioè onda e non Centro (Leone).
I Segni dell’Estate
by Alpha Scorpii on lug.23, 2009, under Controinformazione
Siamo entrati nell’Estate, un mese fa, col Solstizio: la stagione di 3 Segni Zodiacali che rappresentano tre aspetti di questa Stagione radiosa. IL CANCRO è l’Utero Cosmico da cui emerge la Vita: dopo la ‘caduta’ umana dei Gemelli, nel Cancro troviamo quella capacità di Emozione che consente la Vita come il suo simbolo, l’Acqua. In effetti, è il primo Segno di Acqua, e siccome i Segni dello stesso Elemento rappresentano evoluzioni o aspetti crescenti dello stesso Principio, il Cancro è il primo aspetto emotivo: praticamente, Memoria ed Emotività. E’ l’Infanzia: il settore correlato concettualmente al Cancro, la IV Casa, è il campo del Tema Astrale dove si possono studiare le condizioni dell’infanzia del soggetto. Mitologicamente, il Cancro è quel Karkinos che venne inviato subdolamente dalla Dea Hera ad attanagliare il tallone di Eracle/Ercole mentre lottava con l’Idra. C’è un bel 2 + 2, qui: Idra = Acqua, Eracle = Eroe Solare (attraversa le 12 fatiche come il Sole i 12 Segni), il Granchio lo disturba mentre sta mozzando e cauterizzando i colli dell’Idra. Anche nel Tarocco LA LUNA, il Numero XVIII, c’è un gambero che emerge da una pozza d’acqua, davanti ad una strada verso l’Ignoto. Il granchio e il gambero non si muovono in avanti, ma di lato o indietro: rappresentano quelle dissolvenze e quei ricordi che tengono lattosamente nel Passato, in un liquido amniotico di sensazioni e di suggestioni, ma anche creando quell’inerzia che, in nome di presunti sentimenti o presunte vere emozioni, trattengono nascondendo la paura del Nuove, della Vita e dell’Azione. Al positivo invece, è proprio l’E-MOZIONE a muoverci e motivarci. Memoria ed Emozione: il dottor Emoto, che guarda caso è del Cancro ed ha la radice “emot-“ anche nel nome (!), è un pioniere degli studi sulla Memoria dell’Acqua. In effetti l’Emozione è come l’Acqua: fluisce quando non è congelata, ingombra di più quando si congela, ed è un fluido basilare che assume la forma delle cose che riempie o che vanno dentro di lei: come a dire, non è il tuo amante che ti produce emozioni, ma è la tua energia emotiva che si plasma acquaticamente sulla sagoma del tuo amante. Parlavo prima di suggestioni e liquidi amniotici: beh, basta dare un’occhiatina alle date di nascita degli scrittori famosi per notare come ci sia un numero di Cancri sproporzionato: Proust, Kafka, Pirandello, Leopardi, Neruda sono solo 4, i più lampanti. Proust scrisse un libro enorme partendo dal fatto che la madre non gli aveva dato il bacetto della buonanotte; e un’altra storia partendo dal sapore di un biscotto che gli aveva scatenato ricordi. Sono fatti così- a proposito di “siamo fatti così”, anche Cristina D’Avena ovviamente è del Cancro, e ha dedicato all’Infanzia tutta la sua vita- vivono di sentimenti embrionali, di emozioni sottomarine, e la loro vita è una barriera corallina di cianfrusaglie, carillon e formidabili difese. Difese che possono andare da una cultura spaventosa a un’idea-casa, al culturismo: i più palestrati di tutti sono i Cancro, stranamente, più ancora che gli Arieti ipervirili: Stallone è del Cancro, e anche Vin Diesel, entrambi però hanno recitato in film che tradivano la loro natura Cancerina: Stallone con “Attento o mamma spara” e Diesel con “Operazione Tata”, nella cui locandina indossava biberon come bombe sulla cartucciera. Insomma, alla fine il Cancro emerge. Come non ricordare il pianto inaspettato di Rambo alla fine del primo film? O anche Mike Tyson, Cancro, che sì ok, sul ring è una belva ma a 13 anni lo chiamavano “Fairy Mike” per la sua voce femminile e flautata, ed era introverso e un po’ Pierrot. Poi dev’essersi incazzato, evidentemente! Anche un Marte natale in Cancro, può sfumare così la virilità di un uomo: Marte in Cancro conferisce una mascolinità atipica, poetica, anti-machista, come se l’elemento fallico assumesse la forma inusuale di sensazioni, poesie, suggestioni, più che del Fallo vero e proprio. Alle donne del Segno va meglio: hanno tutti i pro e contro della Donna archetipica. Io ho spesso fidanzate del Cancro, non so perché, sarà che vado matto per le tette e il Cancro governa il seno nel corpo, fatto sta che anche l’ultima con cui sono stato è del Cancro, ed è finita pochi giorni fa giusto perché faceva un passo avanti e tre gamberate indietro. Sono così: sensuali, nutritive, femminili, emotive, ma anche lunatiche e sempre pronte a far scattare la dissolvenza appena afferrano un oggetto che ricorda loro un ex, o il nonno, o il papà, o le pantofole della nonna- e allora 9 volte su 10, si ritirano nel glu glu amniotico del loro Cancromondo, in posizione fetale, e lì ci restano per un po’. E’ incredibile quante persone del Cancro amano le tartarughe, le lumache, gli animali col guscio insomma. Una ragazza stupenda con cui ho una storia epistolare da un anno, di Genova, realizza dei lavoretti incredibili con la carta e con ogni genere di materiale creativo, e vive in questo suo Cancromondo favolistico e delicato, in cui mi ha dato perfino l’onore di entrare. Non sempre questa natura si palesa: io ormai le Cancrette le fiuto, ma già se una ha Venere in Gemelli, la situazione si fa complessa: sbarazzine apparentemente in Amore, giocose nel Sesso (ne ho avute 2 di fidanzate Cancro con Venere in Gemelli), ma poi usciva fuori eccome la vera natura Lunare. Eccome se usciva.
IL LEONE invece è tutto fuori dal guscio: il Segno del Solleone, cioè il Sol-Leonis, è davvero un passo avanti a quello che lo precede: il Sole è il Centro, il Re, ed è l’Eroe che con la sua Luce dissolve le oscurità. In tutte le culture, il Sole e il Leone sono amati e temuti: il Sole porta siccità se eccede, ma anima tutta la Vita. Il Leone è una animale prodigioso, simbolo di Coraggio, Regalità ma fondamentalmente una belva feroce: il suo ruggito si sente a 8 km di distanza, la sua zampata equivale a 3 volte la mazzata di uno spaccapietre, ed è in grado di accoppiarsi 40 volte in un giorno con raffiche di 10 orgasmi consecutivi a rapporto. Ciononostante, come animale va detto che è anche piuttosto pigro: avete mai visto che fa nei documentari il leone quando non è incazzato? Sbadiglia! Dorme, sbadiglia, e mangia 8 kg di carne al giorno. E tutto sommato, le leonesse sono cazzute quanto i maschi: in effetti, fra i Segni emblemi della Virilità (Ariete, Leone, Capricorno, Scorpione) il Leone è il più equanime riguardo al maschilismo: i nativi del Leone non sono davvero competitivi ne’ crudeli ne’ troppo aggressivi, perché un aggressivo necessita di almeno un po’ di dubbio su se stesso per potersi sfidare, mentre il Leone è centrato su se stesso, è sicuro di essere il migliore automaticamente. La loro ‘aggressività’ è invece d’altro tipo: invadenza nella vita altrui. Io dico sempre che il Leone ha la sindrome dell’ingratitudine altrui: il Leone è capace di vederti vestito male e costringerti ‘per il tuo bene’ a vestirti come dice lui, pagando lui il nuovo guardaroba, salvo poi lamentarsi della tua ingratitudine se tu gli dici “Fatti i cazzi tuoi!”. Gli dai le chiavi di casa per un weekend che stai fuori, e lui di tasca sua ti ristruttura casa, che tu però volevi com’era finora. Come il Cancro è infantile-lunare, il Leone è infantile-solare: se il Cancro è il bambino che ciuccia il pollice nella culla e sogna, il Leone è il bambino che quando vuole giocare gira la faccia all’adulto che sta mangiando e dice “Giochi con me?”. Questa ipertrofia dell’Io in ogni caso è amabile, anche se un nativo del Segno battesse moneta col proprio profilo o andasse in giro con una maglietta con scritto “Dio crede in Me”, sarebbe comunque rintracciabile la bonarietà del suo cuore, e un Leone in qualche modo ti dà sempre l’idea che all’occorrenza ti darebbe un rene a mani nude se ti servisse. E’ difficilissimo che un Leone appaia davvero malvagio o crudele: molto più facile che sia offeso o permaloso, e anche qui non tanto per spirito vulnerabile o cavilloso (da cui è immune), ma per la frustrazione della sua enorme generosità dativa, effusiva. Questa estroversione totale li rende anche immuni alle ombre, ai labirinti dell’Anima più segreta: in fondo, per un Leone, una camicia aperta sul petto e una festa sono una panacea per qualsiasi male esistenziale, ammesso che esistano i mali esistenziali. Spesso rifiutano proprio il Buio: ho visto Leoni dormire con la luce accesa di rito, o vivere allegramente di Notte- infatti la vita notturna è associata curiosamente non tanto allo Scorpione che è il Segno dell’Ombra, o al Cancro che è la Luna, ma al Leone, che rifiuta l’Ombra della Notte e ne fa una propaggine del Giorno, vivendola volentieri da sveglio. C’era un Leone che dimenticava (lapsus da manuale) i fari abbaglianti accesi in pieno giorno: nemmeno le luci di posizione, eh: gli abbaglianti! Storicamente, i Leoni sono sempre stati capi, artisti, potenti: da Mussolini a Napoleone a Fidel Castro (il cui soprannome Leader Maximo suona da cartone animato tipo Optimus Prime di Transformers), ma anche domatori come Nando Orfei, pionieri dell’Epico come Jung (che infatti diede importanza al Sé, quanto di più solare ci sia), e ovviamente artisti abbaglianti come Madonna. E’ curioso come fra l’altro il Leone sia sempre tutto sommato al sicuro in se stesso: anche dopo delusioni d’amore, anche dopo tradimenti, ferite, delusioni, il Leone essendo egocentrico, sente sempre che in fin dei conti il Re è lui e gli altri “se lo sono perso”.
Anche perché comunque, il Leone in genere non “sta con” una persona, ma prende una persona sotto la propria tutela, quindi non è mai pari nel rapporto, e l’altro risulta sempre un po’ satellite.
Inutile dire che nel corpo governa il Cuore, gli Occhi e la Colonna. Anche i pianeti in Leone possono dare occasionali ‘effetti-Leone’ in certi campi della Vita: ad esempio una Venere in Leone può conferire un fascino solare e trasformare in un reato di lesa maestà un ‘due di picche’- anche se magari il soggetto è un’umile Vergine quasi fantozziana.
LA VERGINE, ecco appunto, è il Segno sotto il quale ciò che nel Leone biondeggiava con orgoglio viene impiegato per essere UTILE: il Grano, umano perché impiega 9 mesi per formarsi appieno, viene mietuto, legato, battuto, macinato, impastato e bruciato per farne Pane. Questo ha generato anche paragoni con Cristo, che si fece uomo in 9 mesi, fu catturato, frustato e messo a morte per essere il Pane di Dio. Allora, la Vergine, come disse una sua rappresentante esemplare, Madre Teresa, è “una piccola matita nella mani di Dio”: questa vocazione ad essere usata è il tratto più tipico della Vergine. La Madonna, la cui Natività si festeggia non a caso l’8 Settembre, esordisce nelle Scritture dichiarando “Ecce Ancilla Domini”: Ecco la Serva del Signore. E finché il Signore è Dio, va tutto bene. E’ quando il Signore lo proiettate su qualcuno, care Vergini, che cominciano i guai: la sfida della vostra Vita è scegliervi attentamente il Signore. Innumerevoli sono le Vergini che si accollano a un uomo stronzo o semplicemente disinteressato a loro, così come innumerevoli sono gli uomini Vergine che hanno insospettabili tendenze all’umiltà anche laddove non serve, ad esempio godendo dello svolgere professioni al dettaglio, nell’umile, nel piccolo, o perfino masochisti in senso sessuale. Non vale per tutti in modo matematico, sia chiaro: l’unico tratto di fondo è che nella Vergine, Segno doppio come Gemelli, Sagittario e Pesci (doppio perché chiude la propria stagione) c’è questa contraddizione: legati al Piccolo (donde il luogo comune che “la Vergine è precisa”- non è per forza precisa, è che lavora nel Piccolo, nella Materia), votati a farsi strumento di qualcosa di superiore, e sempre pronti ad esplodere. Esplodere in che senso? Nel senso che vi faccio una carrellata di Vergini esplosive: Freddy Mercury (Mercury, giustamente, Mercurio è il governatore della Vergine), Loredana Berté, Michael Jackson, Califano. E Califano mi fa pensare anche a Milo Manara, disegnatore porno anch’egli della Vergine, o Petter Hegre, fotografo di nudo femminile. Ricordiamo che quella “M” ripiegata su se stessa che è il geroglifico del Segno, se si scatena diventa come la “M” frecciata dello Scorpione, da cui: scatenamento erotico, vendicatività, trasgressione, letteralmente il “buttarsi via”, l’essere usata sì, ma dalla Dissoluzione. Quando penso alla Vergine penso sempre a Minuetto, canzone scritta da Califano-Vergine per un’altra Vergine, Mia Martini, che giustamente cantò la situazione di una donna dominata sessualmente da un uomo irresistibile. A livello cosmico, sarebbe una metafora della Materia che si lascia plasmare da Dio, tant’è che non è raro che la Vergine abbia in qualche periodo della vita vocazioni mistiche. Conosco una ragazza della Vergine che è passata dall’essere una specie di vampira sexy, ambigua, da “capelli rosso vivo e merletti neri”, ad un Cattolicesimo spietato per cui adesso non vuole nemmeno sentir parlare di oracoli e carte perché “è il Diavolo lo dico per la tua Anima”. Così come conoscevo anche un’altra ragazza, di straordinaria intelligenza e piacevole conversazione, nonché seduttrice compulsiva, che mi disse un giorno, all’ennesimo amante con cui tradiva il fidanzato, che a volte vagheggiava un’utopia personale di prostituzione ufficiale, libera, con tanto di targa di ottone sulla porta (“Sig.na XY, Prostituta”), addirittura con un risvolto sanitario (tipicamente Vergine!): cioè che avrebbe potuto dare lavoro dignitoso, come zoccole, a tante ragazze sfruttate sulla strada. L’igiene è una cosa che colpisce sempre, nella Vergine: questa ragazza dimostrava una strana severità quando parlava dei suoi futuri figli: niente merendine, niente quello, niente quell’altro, solo sani prodotti della Terra. E anche nell’atto sessuale, questa ragazza rivelava al contempo grande erotismo mentale (da scrittrice erotica) ma anche disgusto per la sporcizia. Nettezza e promiscuità, insomma. Michael Jackson in fondo, per quanto star, era fissato con i germi e l’idea di Purezza. Il che ci riporta anche ad un aspetto meno scabroso della Vergine: l’interesse per la Tecnica, che va dalla Meccanica alla Biologia (microrganismi, appunto): sono moltissime le Vergini nel campo della Biologia, dell’Elettronica, ovunque ci sia un meccanismo che funzioni. E’ una grande soddisfazione per la Vergine ultimare il circuito, premere l’interruttore e vedere che effettivamente si accende. Le grandi scoperte sulle cellule, sulla microelettronica e su tutte le cose che si possono mettere in provetta, avvengono sempre con transiti planetari sulla Vergine (o Vergine-Aquario, che sono rispettivamente Tecnica e Progresso): di qui anche la tendenza della Vergine a conservare e riprodurre sotto controllo la Vita, qualità tipica della Scienza moderna: isolare cellule, capire come funzionano, e usarle (USARE, verbo chiave del Segno!). Mentre infatti il Segno opposto, i Pesci, è Sacrificio dell’Ego e Dissoluzione, la Vergine è Sacrificio e Organizzazione Utile: quindi attenzione anche per il corporeo e il buon funzionamento del corpo, infatti se incontrate un Vergine istruttore di palestra è probabilissimo che la sua spinta segreta non sia tanto essere una bestia di muscoli (tipo Leone, Ariete ecc.), ma appassionarsi alla natura dei muscoli e alla forma fisica.
Fisicamente, la Vergine tutela neuroni, intestino e dita delle mani: tutte cose che elaborano (cervello e intestino si somigliano sia nella funzione che nell’aspetto) e che ci rendono Homo Faber.
Ma della forma fisica e della Cosmetica parleremo al prossimo Equinozio, riguardo alla Bilancia.
Saluti e buona Estate!
PIANOSA – INFAMIA
by Duncan on giu.09, 2009, under Controinformazione, Resistenza umana

Queste cose sono accadute in Italia. E non al tempo del Sacro Romano Impero. Ma meno di venti anni fa. Abbiamo avuto, e forse abbiamo ancora, luoghi “ex lege”, dove ogni diritto legale cessa, adibiti alla tortura, al pestaggio e al massacro. Vicende come questa sono degne del più infame penitenziario brasiliano, di Guantanamo e della Gestapo. Chiunque raglia parlando di carceri albergo e di detenuti che hanno quel che si meritano, legga sempre anche storie come questa. E dirò che neanche nei campi di concentramento i detenuti venivano trattati così. Non sto dicendo che andava meglio per gli internati nei campi di concentramento. Quasi sempre morivano, o “erano condotti” alla morte, mentre qui la morte è una eccezione. E prima di morire la loro vita era tremenda. Ma era tremenda soprattutto per il freddo, la fame e il lavoro bestiale.Rari invece erano casi di pestaggio indiscriminato, anche perché le SS erano piuttosto meticolose nel terrore, avevano una loro razionalità macabra, preferivano la lenta morte per sfinimento, prima di condurre poi intere carrettate alle camere a gas. Ma quesi brutalizzazioni indiscriminate e ricorrenti ripetutamente nel corso di una stessa giornata non accadevano neanche nei campi di concentramento. E’ stato permesso che detenuti, per reati gravissimi e spesso mafiosi, certo, fossero sottoposti a una condizione di tortura. E’ stato consentito che per una stagione (ma la certezza che cose simili non accadano pure ora non ce l’ho) bande di sadici vestiti da secondini potessero martoriare e sottoporre ad ogni genere di umiliazione quelli che comunque sono esseri umani.. e fossero anche coccodrilli o serpenti non avrebbero meritato un tale trattamento. Si sono chiusi diecimila occhi o per viltà o per indifferenza.. o peggio.. per fare in modo che la “manovalanza” ne
spezzasse ogni volontà, magari ai fini di eventuali collaborazioni.
Queste storie non appartengono alle colonie penali francesi né ai
campi di lavoro coreani. Non sono segnati a penna sui libri di storia, nei giorni del basso medioevo.
Meno di venti anni fa. Italia.. 1992… Isola di Pianosa.
Questa testimonianza non la conosce quasi nessuno, ma merita di essere resa nota.
Quel carcere adesso è chiuso. Ma l’Infamia resta.
—————————————————————————————————————————————
di Matteo Greco
Ormai da parecchie ore mi sono addormentato, ad un tratto mi sveglio di soprassalto, alcuni secondini hanno aperto la porta blindata ed il cancello, entrano in cella, circondando la branda e mi dicono:
“Alzati, devi partire”.“ Per dove”? Un secondino, con la mano destra, mi prende per i capelli tirandomi fuori del letto, un altro mi dà un pugno dall’alto verso il basso sul collo. Cerco di difendermi. Mi si buttano tutti e sei addosso con pugni e calci, riesco a dare qualche pugno, cado per terra, mi rialzo, cado per terra, mi rialzo di nuovo finché ricado per terra per non avere più la forza di rialzarmi. In faccia sono una maschera di sangue, non ho detto una parola, né un lamento, si sono sentite solo le grida dei secondini. Mi portano all’ufficio matricola, ancora tutto stordito mi vengono messi i tre pizzi (manette) salgo su un furgone blindato. Vengo fatto scendere all’aeroporto militare. Non chiedo dove mi stanno portando e dove sono i miei vestiti. Infatti, l’unico vestiario che ho è il pigiama che indosso ed un paio di ciabatte di plastica ai piedi. Mi fanno salire su un elicottero militare, un rumore assordante, non mi è stata data la cuffia. Dopo molte ore arrivo all’isola di Pianosa e lì mi attendono una trentina tra secondini, carabinieri e finanza.
È il 22 luglio 1992, ore 19 e 20, un caldo insopportabile. Finalmente è spento l’elicottero, una liberazione per le mie orecchie, ancora tutto stordito mi fanno scendere. Appena metto i piedi a terra alcuni secondini mi danno pugni e calci, vengo preso di peso come un fiammifero e vengo lanciato dentro una Jeep, sbatto la testa sulla sbarretta del bracciolo del seggiolino, le manette mi vengono messe ancora più strette, bloccando il passaggio del sangue dei polsi. Mi danno un pugno sulla testa gridando: “ Abbassa la testa, bastardo”.
Dopo cinque minuti di strada mi fanno scendere con uno spintone, cado per terra, per istinto mi porto l’avambraccio al viso riparandomi, vengo sollevato di peso con schiaffi e calci, fatto entrare in un fabbricato e messo in una cella d’isolamento, tre metri per due, una branda di ferro massiccio saldata per terra, un lavandino d’acciaio saldato al muro, sopra un rubinetto con acqua salata non potabile.
L’isola di Pianosa è sprovvista d’acqua dolce, è portata sull’isola dalla nave cisterna che la preleva da Piombino. Per bere si consuma acqua minerale imbottigliata. La direzione passa solamente un litro al giorno, l’altra la dobbiamo comprare da noi se non vogliamo patire la sete.
A fianco del lavandino c’è il gabinetto alla turca, a destra una mensola di ferro saldata al muro, a terra nel mezzo un seggiolino.
I muri sono umidi si sono formati alcuni canaletti che conducono fino al pavimento, l’acqua scorre come nei campi di riso. Mi viene ordinato di spogliarmi, rimango nudo, fatto abbassare a quattro zampe, mi vengono allargate le chiappe per guardare meglio nel buco, mi fanno aprire la bocca, alzare la lingua per ispezionarmi meglio, mi guardano persino d’entro le orecchie e fori del naso. Ad un tratto si scagliano di nuovo come belve assetate sul mio povero corpo, il pestaggio dura alcuni minuti lunghi come un eternità! Svengo! Riprendo i sensi con una puntura fattami da una dottoressa, la quale vedendomi esclama: “Ma come è ridotta questa persona?” Il suo lavoro (perché obbligata) è di far finta di nulla, infatti, nel certificato per la medicazione scrive: ” Trattasi di una piccola escoriazione sulla fronte scivolando in cella” Mi è imposto di firmare che sono caduto da solo e vengo lasciato per alcuni giorni in cella di isolamento, un litro d’acqua da bere al giorno, 200 grammi di vitto con dentro cicche di sigarette e pezzettini di vetro. Spesso entrano in cella con una sbarra per battere le sbarre, mi ordinano di stare dritto e di abbassare la testa, di guardare per terra, con le mani dietro la schiena e sono costretto a salutare senza ricevere risposta sia all’entrata dei secondini, sia all’uscita, per quattro volte al giorno. Mi è consegnato un documento che mi è stato applicato il 41Bis. Tutti questi maltrattamenti, queste umiliazioni così crudeli, hanno uno scopo ben preciso: far dire ai detenuti le falsità. (Che per loro sarebbe la verità). Dopo diversi giorni in cella d’isolamento sono condotto nel reparto “A”, terza sezione, primo blocco, cella numero tre. Trovo un detenuto. La cella ne può ospitare tre con le brande ben saldate al suolo.
A due metri d’altezza dal pavimento si trova una bilancetta per conservare la biancheria. In un angolo saldato al muro, vi è un televisore bianco e nero, per terra una panca di ferro lunga due metri per 50 cm e un tavolo, tutto bloccato col cemento. Il detenuto che c’è dentro si chiama Salvatore ma si fa chiamare Turi, è un mio concittadino, anche lui di Catania. Turi mi offre alcune brioche, uno dei pochi alimenti che ci permettono di acquistare, più che altro questo serve ai secondini per divertimento sui detenuti. Accetto con piacere per fame, sono dimagrito di cinque chili. Turi mi dà un paio di pantaloni, una maglietta, alcuni boxer, le scarpe non me le può dare perché ogni detenuto ne può tenere solo un paio. Per la prima volta dal mio arrivo nell’isola mi è finalmente data la cena, un pezzo di mortadella e un pezzettino di frittata. In seguito mi sono accorto che la domenica è il giorno più sicuro per consumare la cena, all’apparenza si presenta senza scorie, diversamente dal pranzo dove si trova sia nella pasta sia nel secondo un po’ di tutto tra sputi, cicche, carta, plastica, vetro, preservativi e spaghi. La carne non si vede mai. La tabella ministeriale del vitto non rispecchia assolutamente ciò che viene distribuito. Dove vanno a finire i soldi stanziati per il vitto? Un gran mistero!… Accendiamo il televisore e dopo qualche minuto viene un secondino e ordina di abbassare il volume. Turi, con gran pazienza esegue l’ordine, dopo alcuni minuti riviene lo stesso aguzzino facendo la medesima richiesta, era solo una scusa per insultarci, visto che il volume era al minimo. Turi fa finta di abbassarlo e il segugio va via soddisfatto. Le guardie vengono sull’isola a rotazione un mese o due al massimo, alcuni firmano per
molti mesi dato che la paga è molto più alta, inoltre si arrangiano con la merce che rubano ai detenuti, francobolli, sigarette, bagnoschiuma, shampoo etc. I pacchi delle brioche sono aperti per prendersi i punti dei regali che le case dolciarie danno. Volendo, la Ferrero potrebbe confermare. Il vino e la birra sono le prime cose che rubano appena dopo qualche minuto che sono state messe nello stipetto, fuori della cella. Pochi erano i secondini non ubriachi, la maggioranza canticchiava la stessa canzone (Faccetta nera). Per me non è una novità, infatti, già sapevo che le forze dell’ordine battono a destra. Di notte si dorme poco o niente per colpa di questi indegni individui perennemente ubriachi, che marciano sbattendo gli scarponi sopra il tetto delle nostre celle ove di solito camminano, spesso giocano con le scatole vuote dei pelati di latta urlando e schiamazzando. Finito di schiamazzare sul tetto entrano in sezione, aprono gli spioncini e c’insultano pesantemente. Alla mattina non conviene prendere il latte o il caffè perché ci viene versato addosso.
Quando si va all’aria si deve salutare e mettersi di fronte al lato della cella con il viso al muro, mani e braccia aperte, gambe divaricate al massimo come un piccolo ponte con la testa abbassata; un secondino come tutti gli altri col cappuccio in testa e con i guanti e manganello, ci tasta su tutto il corpo, ci fa girare facendoci aprire la bocca, dopo vari colpi di manganello che piovono da tutte le parti, più si corre e meglio è! E così si arriva al passeggio: il tragitto è pieno di secondini incappucciati che tirano manganellate da tutte le parti e ingiuriandoci con frasi oscene d’ogni tipo, finché si arriva ai cancelli del passeggio chiuso. Allora bisogna fermarsi. Altro pestaggio, poiché non puoi correre ma devi aspettare che il secondino,
il quale ritarda apposta, apre il cancello. Vedendo ciò un giorno non andai al passeggio, allora i segugi entrano in cella e mi si scagliano addosso: è un massacro, un pestaggio così l’ho visto solo nei film del terrore. Quasi svenuto sono preso di peso e trascinandomi vado al passeggio. Turi mi si avvicina mentre sono disteso per terra, il secondino gli grida di non avvicinarsi, di non guardare e di allontanarsi e di passeggiare in fila senza mai allontanarsi. Era proibito parlare con altri detenuti. Rimango per terra sotto il sole per un’ora, finita l’aria i secondini mi prendono e sempre trascinandomi per 100 metri vengo portato in infermeria. Messo sul lettino da visita, il dottore non dice nulla, fa solo il certificato con la richiesta delle lastre, il viso è una maschera gonfia, il naso è rotto, il corpo pieno di sangue e lividi, sono irriconoscibile, le pupille degli occhi coperte dal gonfiore delle sopracciglie e dalla carne del viso, il labbro rotto e gonfio, il dottore non sa cosa dire e cosa fare. Il comandante dei secondini con un sorriso: ” Non si preoccupi questi mafiosi di merda, uomini senza onore e dignità, non sono nulla, solo con i poveracci sono malandrini, con noi guardie sono vigliacchi, ruffiani, tremano appena ci vedono, anzi fuori ci offrono il caffè, gente vile senza neanche una briciola di dignità. Fra di loro, se un poveraccio si dimentica di salutarli, questo è già morto.
A noi invece ci fanno un pompino, li trattiamo da animali, gli tocchiamo l’onore, offendiamo le loro famiglie, mogli, figli e cosa fanno? Ci leccano i piedi, questi sono i mafiosi di merda”. A questo punto vengono giù tante risate offensive da parte dei suoi scagnozzi.
Incomincio a muovere le dita, mi sto riprendendo, il dottore mi chiede come mi sento, se ho sintomi di vomito. Non gli rispondo e il dottore intuisce che non lo faccio per paura d’altre botte.
Vengo portato in cella, per alcuni giorni come pestaggi vengo lasciato tranquillo ma non come insulti, con sforzo mi devo alzare quando entra la battitura delle sbarre. Per Turi il discorso è diverso, è bastonato, miliato ogni volta che esce per andare al passeggio.
Appena sto meglio giù altre botte, tutto questo dura 51 giorni. Questi pestaggi avvenivano dalle quattro alle otto volte giorno. Di notte ci veniva buttata acqua calda con una pompa, portando i detenuti più anziani allo svenimento causa l’afa.
Bisognava alzarsi per pulire la cella, raccogliere l’acqua da terra perché era tutta allagata. Dopo 51 giorni, viene a visitare il centro di tortura l’Onorevole Tiziana Maiolo, sull’isola, i detenuti da pochi minuti erano stati bastonati. L’onorevole chiede di visitare le sezioni, invece il comandante le vuol far vedere soltanto le strutture. La Maiolo insiste a voler vedere i detenuti, un vice maresciallo come se capitasse lì per caso, rivolgendosi alla Maiolo l’avvisa che fra poco si alza il mare e se non va via subito non può più partire perché col mare mosso la vedetta non parte e nell’isola non ci sono alberghi ne pensioni. L’onorevole parte, ma vede il mare piatto come una tavola. Quindi una volta giunta a Piombino va direttamente al comando della guardia di finanza e chiede se nelle ore a venire ci sarà il mare mosso. Gli addetti lo escludono nel modo più assoluto. La Maiolo si chiede il perché hanno cercato la scusa per mandarla via e cosa succede lì? Qualcosa tramite gli avvocati le era arrivata all’orecchie. Infatti, anche gli avvocati che avevano chiesto il colloquio con i propri assistiti, per un mese gli erano stati
negati i permessi di incontrarli. Dopo alcuni reclami tale permesso era stato accordato dal Ministro dell’Interno e da quello di Grazia e Giustizia. Un’avvocatessa era andata a Pianosa per un colloquio con un suo assistito, la fanno aspettare fuori dalla cinta sotto il sole cocente. Chiede un bicchiere d’acqua e le viene rifiutato, dopo ore viene fatta entrare, è perquisita, spogliata nuda. Ha cercato di protestare, ma la Secondina le sta per mettere addosso le mani; L’avvocatessa intuisce l’antifona e se ne sta zitta. Le viene tolto l’assorbente, dopo un ispezione nei minimi particolari è fatta vestire, dopo altre ore di attesa finalmente può parlare col suo assistito. Non riesce a dire nulla, è sconvolta, si scusa, le racconta i maltrattamenti subiti: ”Io non vengo più qui, mi dispiace, ci vediamo al processo”. Il detenuto non le dice nulla di quello che lui subisce qui. L’avvocata ha capito guardando il suo assistito, che presenta segni di pestaggi sul viso e ha gli occhi neri e gonfi.
L’indomani, l’onorevole Tiziana Maiolo telefona al Ministero per farsi autorizzare a visitare i detenuti, questo a sua volta ordina agli aguzzini di riportarla a Pianosa e di farla parlare con i detenuti. A malavoglia viene accompagnata dal comandante e dal vice sceriffo.
Entra nella prima sezione, si ferma ad ogni cella, chiede come stanno e se ci sono problemi. Nota negli occhi e nel viso la paura, sono terrorizzati, ma la paura è troppo forte, se fosse stata da sola avrebbero avuto il coraggio di chiedere aiuto. Accanto a Lei ci sono tutti i secondini con i loro capi, che con sguardi di minacce gelano i prigionieri, la paura e il terrore sono in loro la padrona assoluta. I secondini avevano carta bianca. Alla fine L’onorevole si ferma nella mia cella e mi chiede come sto, rispondo: ”Male, sono bastonato minimo dalle quattro alle otto volte al giorno”. Mi alzo la maglietta e la Maiolo rimane di ghiaccio, mai in vita sua aveva visto un corpo così martoriato. Il comandante diventa giallo in viso, cerca di affermare che il detenuto è un po’ malato di cervello e che gli ematomi se li è procurati da solo. La Maiolo è piena di rabbia, chiede di aprire il cancello, vuole parlare da sola con me. Il capo degli aguzzini si rifiuta categoricamente, la Maiolo urla, lo stesso fa il Comandante che la vuole intimorire. Dopo un batti e ribatti il maresciallo cede ordinando al secondino addetto alla sezione di aprire la cella e parla con me. Io le racconto tutto, la Maiolo rimanendo sbalordita, prende nota di tutto quello che dico. Dopo che l’onorevole era andata via entrano i secondini in assetto di guerra, sono in otto, entrano gridando frasi oscene, io e il mio compagno veniamo colpiti a colpi di coda elettrica, sono sollevato, sbattuto nelle pareti, il sangue mi scorre mentre loro ridono. Da terra non riesco ad alzarmi, il mio sguardo cercava il mio compagno di cella, egli giaceva immobile, credevo fosse morto. Ad un tratto spunta una pompa d’avanti alla porta, esce acqua salata, con tutta la sua potenza vengo sbattuto in un angolo, l’acqua salata bruciava le ferite. Dopo la visita della Maiolo, le torture erano un po’ diminuite ma le iene continuavano a divertirsi. Molte volte i secondini prendevano il secchio con acqua, shampoo e detersivo, preso dai detenuti, facevano un miscuglio e lo buttavano nel corridoio in modo da far diventare il pavimento molto scivoloso per i detenuti che andavano a passeggio, per far si che cadessero. Un certo Zio Paolo, uomo anziano, batté al cancello con la testa aprendosi il cranio, i secondini gli urlano di alzarsi e di continuare a correre. Quel poveretto non riusciva ad alzarsi finché i secondini non lo presero a calci…
Un giorno mi preparo per la doccia e chiedo alla guardia il bagno schiuma e lo shampoo ed egli risponde: ”Qui non c’è nulla, stronzo, a chi vuoi prendere in giro?” Gli assicuro che me l’avevano consegnato il giorno prima. Il secondino tutto arrabbiato per intimorirmi: ”Come ti permetti, cosa vuoi affermare che ti è stato rubato? Stronzo”. Sul mio viso arriva uno schiaffo e sbatto la testa contro il muro e a calci mi spinge fino alla doccia.
Una mattina, mentre mi trovavo al passeggio, vengo chiamato dal vice sceriffo, dopo le manette vengo fatto salire su una jeep, mettono in moto ed usciamo. Mi ordinano di tenere la testa abbassata. Ad un tratto il vice impugna la pistola e mi dice” stai per morire!” Mi punta la pistola nella tempia a destra. Non ho battuto ciglio, certamente la paura c’era ma non potevo fare nulla. In quel momento pensavo alla mia famiglia quando sento il grilletto girare a vuoto…
una finta esecuzione con le relative risate dei secondini. Come se non bastasse mi si dice: “Ora scappa, corri per la campagna”. Io con la testa faccio segno di no.
Un aguzzino mi dà uno schiaffo e urla: ” Scappa” io non mi muovo. Prendono una corda la mettono tra le mie manette e la legano alla jeep, mettono in moto e mi tirano dietro, cerco di correre il più forte possibile ma non posso farlo più forte della jeep finché con un piede entro in una buca, perdo l’equilibrio, cado e sono trascinato per circa 100 metri con risate e divertimento dei maiali…
Dopo alcuni giorni da questo fatto, prima di andare all’aria, all’improvviso durante la perquisizione mi arriva un pugno che mi colpisce il fianco destro. D’istinto mi muovo, non l’avessi mai fatto, mi danno pugni e calci da ogni parte del corpo. Dopo cinque minuti di pestaggio il brigadiere ordina agli aguzzini di smettere e mi portano alle celle di punizione. Dopo tre giorni vengo chiamato dalla direttrice, aveva occupato il posto del suo predecessore. Dopo mesi tutti si davano il cambio dopo che con immane sadismo si erano divertiti sui poveri detenuti. Dentro l’ufficio della troia, ella mi comunica che mi era stato fatto rapporto, mentre mi stavano perquisendo mi ero mosso. Io spiego i fatti. La troia mi minaccia e dice che mi denuncerà per calunnia. Io mi alzo la maglia per fargli vedere il mio corpo tutto pestato a sangue: “Questo chi me lo avrebbe fatto?”
La troia abbassa la testa e dice può andare.
Matteo Greco
RFID
by claudio on mag.17, 2009, under Controinformazione
Non so se tutto ciò abbia a che fare con forze demoniache o numeri fatidici, ma qualcun0, ha identificato lapocalittico “marchio della Bestia” con alcune nuove tecnologie e in particolare i microchip sottocutanei a radiofrequenza RFID (Radio-Rrequency Identification Device), con i quali con tutta probabilità ci troveremo ad aver a che fare molto presto.
Questi congegni, grandi come un chicco di riso, vengono inseriti sotto la pelle (di preferenza nella mano destra) con una specie di siringa apposita, senza bisogno di intervento chirurgico. Un chip RFID può contenere informazioni relative al portatore, che vengono lette da un apposito scanner. Esemplari di chip di questo tipo esistono già e vengono regolarmente inseriti nella pelle dei cani per identificarli, ma presto saranno utilizzati per tracciare le merci e già si comincia ad inserirli sull’uomo, per ora soltanto su volontari.
In America vengono utilizzati per agevolare i pagamenti in supermercati, distributori di benzina ecc., ma il loro utilizzo è stato autorizzato anche in medicina per “monitorare” lo stato di salute dei pazienti e leggere le informazioni cliniche ad essi relative. Proprio in questi giorni, sempre negli USA, circola la proposta di applicarli obbligatoriamente agli immigrati, allo scopo di tenerli sotto controllo.
Il microchip sottocutaneo è in sostanza un sistema di controllo per animali, merci e adesso anche esseri umani. Qualcuno obietterà che già esistono sistemi di controllo e tracciamento come carte di credito, telefoni cellulari, dati personali conservati su supporti digitali ecc, e che quindi il chip RFID è solo un’evoluzione tecnologica che non cambierà nulla nella sostanza rispetto alla nostra privacy.< /p>
Certamente, ma il microchip sottocutaneo è ben altra cosa ed ha ben altre potenzialità. Intanto non è facilmente rimovibile, per farlo occorre un piccolo intervento chirurgico, mentre una carta di credito, una tessera magnetica o un telefonino puoi facilmente buttarlo via quando vuoi. Ma soprattutto questi microchip, se opportunamente predisposti, possono non soltanto immagazzinare banali dati personali, ma possono anche trasmettere o ricevere impulsi in radiofrequenza, i quali possono essere letti o inviati da qualcuno, e sortire un certo effetto.
Si dice ad esempio che certe radiofrequenze eventualmente inviate possono persino influire sullo stato psichico ed emozionale del portatore. E si dice che tramite apparecchiature adeguate, magari piazzate su satelliti, sia possibile sapere in qualsiasi momento dove si trova una persona portatrice di chip.
La differenza, come si può facilmente capire, è enorme, e così anche le implicazioni sulla privacy ma potenzialmente anche sulla libertà personale. Tutto dipenderà da quale uso vorranno farne i produttori e soprattutto chi avrà la gestione dei lettori scanner, o di altri apparecchi atti a ricevere o inviare impulsi a radiofrequenza. Il potere che avranno le autorità o le società che saranno in possesso di questi apparecchi sarà enorme, e chi potrà garantire che costoro ne faranno un uso lecito, etico e rispettoso della privacy e della libertà personale? Chi controllerà i controllori?
Il chip RFID sottopelle sarà probabilmente il vero Cavallo di Troia attraverso il quale l’elite che detiene il potere politico-economico, e che è ispirata dalle forze più oscure, cercherà di impadronirsi delle nostre vite e persino delle nostre coscienze.
Fantasie? Esagerazioni?. Forse, ma forse no. In ogni caso ci pare che ce ne sia abbastanza per essere molto più che diffidenti verso questa novità che presto entrerà di prepotenza nelle nostre vite.
AUTOMAZIONE
by claudio on mag.17, 2009, under Controinformazione
Il computer diventa guardiano in fabbrica per aumentare l’efficienza ed evitare i tempi morti.
Braccialetti elettronici a dipendenti.
Allarme a Londra: “Così ci spiano”
Dove il sistema è in uso il turn over è aumentato del 300%
LONDRA – Il futuro dei lavoratori manuali, si pensava un tempo, sarebbe stato più o meno così: gli uomini avrebbero dato ordini ai robot, questi avrebbero disciplinatamente obbedito e così gli esseri umani si sarebbero risparmiati le fatiche più dure. Ma il futuro potrebbe riservarci una brutta sorpresa: forse saranno i robot a dare gli ordini, e a noi toccherà di obbedire. Con una nuova tecnologia importata dagli Stati Uniti, infatti, i lavoratori impiegati in magazzini e depositi della Gran Bretagna hanno cominciato a indossare uno speciale bracciale elettronico computerizzato che registra i loro spostamenti, calcola i ritmi di lavoro e impartisce ordini. Sul bracciale, per esempio, appaiono scritte o segnali luminosi che indicano: ”Vai alla corsia numero sedici, prendi tre scatoloni dal secondo ripiano, mettili sul montacarichi e portali al camion numero due”. Contemporaneamente, il bracciale invia segnali di questo tipo a una sala di controllo: “Il lavoratore numero undici è alla corsia ventiquattro da trentadue minuti”. Un po’ troppo tempo: non si sarà appisolato? Non starà mica fumando una sigaretta di nascosto? Oppure: ”Il lavoratore numero sei è andato alla toilette, è la seconda volta dall’inizio del turno”. Di nuovo? Cos’ha, la diarrea? O è uno scansafatiche?
Può sembrare uno scherzo, invece è una cosa seria: diecimila lavoratori indossano già il bracciale-computer, il numero aumenta progressivamente, una trentina di aziende lo hanno adottato nei loro depositi da un capo all’altro del Regno Unito, tra cui catene di supermercati e grandi magazzini come Tesco, Marks&Spencer, Sainsbury e Boots, cioè alcune delle maggiori società nazionali. ”E’ un sistema che facilita il lavoro, rendendolo più rapido ed efficiente, non dà alcun fastidio ai lavoratori”, affermano i portavoce delle aziende coinvolte, sottolineando che il meccanismo è universalmente diffuso in America.
Ma uno studio dell’università di Durham sostiene il contrario: “Anziché rendere il lavoro più efficace, il bracciale elettronico rischia di alienare i lavoratori, privandoli di qualsiasi tipo di iniziativa e di scelta, trasformandoli in automi che prendono ordini da un computer”. E i sindacati britannici indicano che il turn-over, nei magazzini dove è in uso il bracciale, raggiunge punte del 300 per cento, con dipendenti che si licenziano dopo pochi giorni o addirittura poche ore: ”Non resteremo a guardare – annunciano – mentre i lavoratori del nostro paese vengono manovrati da dei robot”.
















