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	<title>Born Again &#187; Controinformazione</title>
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		<title>Vampiri Energetici</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 12:04:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Controinformazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Vi è mai capitato di entrare in un lougo e sentirvi inspiegabilmente carichi e sereni? Oppure depressi e malinconici. E soprattutto, vi è mai capitato di stare con alcune persone e sentirvi forti, sicuri, pieni di entusiamo, di fiducia, di passione? Oppure di ritornare a casa dopo alcune ore passate con altre persone e sentirvi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignnone" title="inulos" src="http://gruppopigreco.files.wordpress.com/2008/10/inchino.jpg" alt="" width="450" height="298" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vi è mai capitato di entrare in un lougo e sentirvi inspiegabilmente carichi e sereni? Oppure depressi e malinconici. E soprattutto, vi è mai capitato di stare con alcune persone e sentirvi forti, sicuri, pieni di entusiamo, di fiducia, di passione? Oppure di ritornare a casa dopo alcune ore passate con altre persone e sentirvi cupi, stanchi, pesanti, sfiduciati, deboli?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; una esperienza che davvero poche persone possono dire di non aver vissuto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bene, quelle persone che sembrano indebolirci, che si aggrappano come cozze allo scoglio inondandoti di negatività, che se c&#8217;è un barlume di positività in te fanno di tutto per spegnerlo, ch ese hai qualche speranza la fanno appassire.. quelle persone che con la loro sola presenza ti trasmettono stanchezza e tensione.. sono ladri di energia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vampiri.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo testo lo raccolsi diversi anni fa. Si può considerarlo esclusivamente il parto di una mente disturbata. Si può anche prenderlo totalmente alla lettera e diventare preda della paranoia, fissandosi sulle parole e vedendo  vampiri ovunque. Entrambe queste strade sono un vicolo cieco.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si può vedere invece il messaggio, il nucleo vivente, la sperimentata sensazione viscerale che queste visioni e teorie portano con sé, per trarne insegnamento per la nostra esperienza di vita. Radicalizzare in potenti immagini evocative è una delle mosse geniali dell&#8217;arte fantastica per colpire l&#8217;immaginario destandolo dal torpore con l&#8217;effetto tellurico delle sue geniali  metafore. La storia che stiamo narrando adesso è stata già rappresentata da grandi opere di fantasia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dal film &#8220;Essi vivono&#8221; di John Carpenter, alle varie versioni de &#8220;L&#8217;invasione degli ultracorpi&#8221;, da &#8220;Matrix&#8221; al &#8220;Vampiri&#8221; di Dilan Dog. La grande arte fantasy è da sempre specialista  nel narrare i lati oscuri reali estremizzandoli in operazioni simboliche che provocano uno scuotimento della coscienza. In questo senso è &#8220;etica&#8221;, a differenza della fantascienza di puro intrattenimento. E il ritorno costante di questa metafora è un buon indizio del fatto che essa risponde a una sensazione diffusa a livello esistenziale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel testo che leggerete c&#8217;è una intervista a Mario Corte che nei primi anni 2000 scrisse un testo sui vampiri energetici.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> A un certo punto dell&#8217;articolo Mario Corte dice &#8220;gli uomini si riconoscono, senza alcuna possibilità di errore, dall&#8217;attitudine a usare il loro potere, grande o piccolo che sia, per fare doni agli altri, mentre i Vampiri usano il potere sempre ed esclusivamente per ottenere energia&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vampiro è allora un termine-evocativo che ci aiuta a centrare la mira. Vampiri sono quelli che prendono ma non danno, quelli che ti sfruttano fino al midollo per poi buttarti via quando non sei più utile.. quelli che hanno un atteggiamento puramente strumentale e che operano come predatori.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma vampiri non sarebbero solo individuoi che incointriamo per la via. Vampiri sono quelle strutture mediatiche, economiche, politiche che prosperano sulla diffusione di immagini e sensazioni di sfiducia, impotenza, apatia.. e soprattutto paura.. E mi viene in mente Dune &#8220;la paura uccide la mente.. la paura è la piccola morte che uccide la mente..&#8221; Paura-paura-paura, ecco il mantra di  un sistema-vampiro. Sistemi che prosciugano energia e fiducia, perchè più le persone sono deboli e impotenti più sono docili e manipolabili.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un altro passaggio interessante è quando Corte dice &#8220;Dove c&#8217;è confusione c&#8217;è vampirismo. Dove l&#8217;atmosfera è dominata dalla prepotenza, dal salto logico, dalle affermazioni categoriche, dalle astuzie dialettiche, dall&#8217;idea che la ragione stia tutta da una parte e il torto tutto da un&#8217;altra, dove con l&#8217;altro si dialoga non per apire, ma solo per affermare, lì c&#8217;è vampirismo.&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; la metafora che conta. Il succo è che ci sono persone capaci di fare stare male gli altri. E ci sono persone insieme alle quali stai bene. Ci sono persone che ti fanno sentire su di giri.. e persone che ti sfiancano in un mare di negatività&#8230; Persone che sembra ti prosciughino. Questo è il succo del &#8220;vampirismo energetico&#8221;, fenomeno che in un certo senso è sempre stato conosciuto, anche se ha assuno metafore e simboli differenti nel corso del tempo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La metafora dei vampiri è utile perchè è l&#8217;ennesimo invito alla esistenza. In una realtà in cui lo scambio energetico è costante è un overe essere forti. Lasciarci guidare dal nostro potere interiore non a forze esterne. E&#8217; questo ciò che si intende con Sovranità Personale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; una metafora che ci ricorda anche che.. c&#8217;è chi costruisce catene.. hi è soggiogato da catene.. e chi spezza le catene..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Salutamos Compagneros</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I vampiri? Ladri di energia</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Giampiero Cara</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abbiamo incontrato lo scrittore romano Mario Corte, autore di un libro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>straordinario, intitolato &#8220;Vampiri Energetici &#8211; Come riconoscerli,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>come</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>difendersi&#8221; (Ed. Il Punto d&#8217;Incontro). Secondo lui, i vampiri non sono</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>solo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>creature mitiche, che succhiano il sangue in Transilvania, ma anche e</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>soprattutto persone reali, che succhiano energia agli altri per</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>riempire il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>proprio vuoto interiore. Una visione rivoluzionaria ed affascinante,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>anche</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>se a tratti inquietante, che lasciamo che sia lo stesso Mario Corte a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>spiegarci in dettaglio nel corso della lunga intervista che segue.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VAMPIRI, TRA MITO E REALTA&#8217;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Come, quando è perché é nato tuo interesse per i &#8220;vampiri</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>energetici&#8221;?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;L&#8217;interesse per il mondo dei Vampiri energetici ha cominciato a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>piantare un</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>campo-base dentro di me in due diversi momenti: il primo, assai lungo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>per la</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>verità, è stato il momento dell&#8217;esperienza; il secondo, brevissimo ma</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>traumatico, il momento della coscienza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Il primo è durato praticamente tutta la vita, contrassegnato da</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>esperienze</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>molto dure; dure non perché a me siano capitati eventi in assoluto più</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>gravi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di quelli che capitano ad altri, ma perché, per natura, io ero portato</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vivere qualunque cosa restando sempre in un contatto molto stretto con</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>i</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sentimenti, senza tutte quelle anestesie psicologiche alle quali si</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ricorre</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>normalmente per non soffrire.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Il secondo, il momento della coscienza, è cominciato solo pochi anni</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>fa,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quando mi sono reso conto, senza possibilità di ritorno, che esisteva</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>un</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>confine molto preciso tra persone &#8216;comuni&#8217; e altre &#8216;vaccinate contro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>l&#8217;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>elemento S&#8217; (dove S sta per Sentimento), cioè persone che sono state</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>private</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di energia al punto tale da subire una sorta di mutilazione, di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>asportazione</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dei sentimenti più semplici e umani. E il Vampiro è esattamente</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>questo:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>qualcuno che non è più in grado di vivere i sentimenti come una</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>risorsa</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>naturale, un alimento, una luce, ma li tratta come cose strane,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>complicate,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>inutili, dannose. Il ricordo di qualcosa che lui non ha più lo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>incattivisce,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>lo spinge a combattere l&#8217;Elemento S come se ne avesse il mandato</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>divino, a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>tentare di debellare anche negli altri sottigliezze, sfumature,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>scrupoli e</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>noiose necessità di fondare la vita sul senso di giustizia. Come è</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>avvenuto</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>per lui, pretende che anche gli altri sostituiscano il sentimento</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>debellato</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>con una serie di vuote contraffazioni: sentimentalismo, auto-</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>mitizzazione e</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>retorica di sé, verniciatura generale di valori politici, ideologici,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>culturali o puramente pratici.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Il momento della coscienza è stato come il risveglio in un incubo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>tanto</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>cercato quanto temuto, comunque duro, perché tra i &#8216;vaccinati&#8217; ho</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>riconosciuto gente che aveva attraversato il mio cammino in</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>precedenza,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>gente che lo attraversava in quel momento e gente che era stata sempre</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nella</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>mia vita e che ora, come il Re della fiaba, girava disinvoltamente</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>senza più</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>indosso gli abiti di quell&#8217;illusione che fino a quel punto mi aveva</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>annebbiato la vista; e mi sorrideva, oppure mi minacciava, ma in ogni</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>caso</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>continuava imperterrita a giocare i suoi giochi energetici. Allora ho</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>accettato una verità che da sempre mi ero rifiutato di accettare: che</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>gli</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>uomini si riconoscono, senza alcuna possibilità di errore,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dall&#8217;attitudine a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>usare il loro potere, grande o piccolo che sia, per fare doni agli</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>altri,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>mentre i Vampiri usano il potere sempre ed esclusivamente per ottenere</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>energia&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Quali sono le principali somiglianze e differenze tra il mito</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>letterario</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>del vampiro e il &#8220;vampiro energetico&#8221; di cui parli nel tuo libro?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Le analogie sono moltissime, e inquietanti, tanto che, come spiego</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nel</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>libro, sembra quasi che tra i due tipi di Vampiro vi sia più una sorta</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>simbiosi che una semplice somiglianza metaforica. Anzi, se qualcuno</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>credesse</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>all&#8217;esistenza dei Vampiri, gli verrebbe spontaneo pensare che sia</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>proprio il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vampiro umano il preparatore di una condizione infernale in cui chi è</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>abituato a fare il predatore in vita lo fa anche dopo la morte. Ma io</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>mi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>occupo di Vampiri di questo mondo, e posso solo dire che, come il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vampiro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>letterario si nutre del sangue per alimentare la sua illusione di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>esistere,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>così quello &#8216;umano&#8217; si nutre di energia per costruire mondi illusori</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dove</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>trovare riparo e intrappolare le sue vittime. Per ogni genere di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vampiro l&#8217;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>illusione è fondamentale: illusione di esistere, illusione della</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>superiorità</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di certi esseri su altri esseri (come se esistessero una &#8216;razza</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>predatrice&#8217;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e una &#8216;razza preda&#8217;), illusione di poter evitare in eterno l&#8217;incontro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>con la</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vera faccia che li guarda dallo specchio ogni mattina. Anzi, a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>proposito di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>specchi, c&#8217;è una chiara analogia anche riguardo a uno dei modi per</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sconfiggerli: riuscire a metterli davanti allo specchio, dove vedranno</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>riflesso qualcosa che non gli piacerà affatto, cioè il proprio nulla.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Un&#8217;altra analogia sconcertante con i Vampiri dell&#8217;oltretomba è che ai</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vampiri umani non interessa assolutamente nulla di noi come persone:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>loro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>hanno un fine da perseguire e noi, anche se rientriamo in qualche modo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nei</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>loro programmi, vi rientriamo in qualità di risorse, non di persone.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Entrambi si avvicinano alle prede con il semplice intento di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>soddisfare una</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>squallida necessità &#8216;alimentare&#8217;: mai per scambiare, ma solo per</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>prendere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Ma l&#8217;analogia più inquietante, forse, è quella che ha a che fare con</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>momento in cui si svelano, in cui per la prima volta riusciamo a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>scorgere in</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>loro i segni inequivocabili della loro condizione, in cui ci</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>incontriamo con</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>l&#8217;orrenda sorpresa di scoprire in loro il predatore e in noi la preda:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quella è davvero una cosa insostenibile; è un po&#8217; come scoprire una</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>brutta</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>malattia. È in quel momento che quasi sempre scegliamo non solo di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>rinunciare a lottare, ma di rinunciare a sapere, e torniamo a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>illuderci, a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sperare di esserci sbagliati.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Le differenze, invece, purtroppo per noi, vanno tutte a vantaggio dei</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vampiri. Mi spiego meglio: il Non-morto letterario può farci pena solo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>prima</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di scoprirne la vera natura, dopo no; se ci fa pena mentre gli</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>tendiamo una</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>trappola per mettergli davanti uno specchio o per mostrargli la croce</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>o per</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>colpirlo al cuore con un punteruolo, per noi non ci sarà salvezza, e</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quell&#8217;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>esitazione non solo ci costerà la vita, ma vorrà dire anche entrare a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nostra</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>volta nella schiera dei Non-morti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Il Vampiro umano, invece, può farci pena sempre, anche dopo che lo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>abbiamo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>scoperto con i denti conficcati nelle nostre vene, perché, in fondo,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>non ci</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sta mica uccidendo: ci sta solo privando della nostra dignità e della</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nostra</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>forza vitale. Ecco la trappola: noi crediamo veramente che, per il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>solo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>fatto di non avere i denti aguzzi e il colorito tombale lui non sia</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>pericoloso. Ma esattamente come il suo omologo d&#8217;oltretomba, il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vampiro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>umano è preda di una forza negativa che lo possiede, e quella forza è</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>implacabile. La persona può &#8216;farci pena&#8217;, la Forza-Vampiro no. Ma se</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>cederemo alle sue brame vampiriche non avremo affatto pietà per la</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>persona,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ma per la Forza che la domina. Nutriremo questa e spingeremo sempre</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>più noi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e lui verso l&#8217;abisso&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I VAMPIRI E LE LORO VITTIME</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Nel libro entri molto in dettaglio a proposito delle varie tipologie</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vampiriche e delle loro caratteristiche, ma se dovessi sinteticamente</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>rivelare, in poche righe, la caratteristica essenziale comune a tutti</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>i</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vampiri energetici, quale sceglieresti? O, se preferisci, visto che il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vampiro, come sottolinei più volte, è una forza e non un individuo,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>cos&#8217;è soprattutto che permette alla forza vampiro di impossessarsi di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>qualcuno?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Terrò le due risposte distinte, anche se le due domande tendono a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>convergere. Una delle caratteristiche più comuni all&#8217;azione vampirica</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>è la</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>tendenza a compiere piccoli atti di malignità, di maleducazione, o di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>semplice mancanza di gentilezza, come non rispondere a una domanda o</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>lasciar</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>cadere nel vuoto un&#8217;osservazione o non ricambiare un saluto, o un</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sorriso.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Atti che sono pieni di sostanza negativa, ma che, se denunciati,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>diventano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>semplici mancanze di forma. Così noi, se ci offendiamo, vuol dire che</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>siamo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>formali, mentre lui, che è pratico e va al sodo, è una persona di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sostanza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lui infrange certe regole in vigore tra gli esseri umani; noi, pur</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>notando</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>il suo comportamento, neanche ci offendiamo; ma, se parleremo di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quella</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>circostanza, faremo la figura di chi si offende.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Un&#8217;altra caratteristica comune a tutti i Vampiri è che operano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>rigorosamente alle spalle delle loro vittime. Intendiamoci: non solo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>alle</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>spalle, ma comunque sempre anche alle spalle. E non importa se</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>l&#8217;azione</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>proditoria preceda, segua o accompagni le aggressioni dirette contro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di noi,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>perché comunque non può mancare. Il Vampiro non può fare letteralmente</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>meno di lavorare anche alle spalle. Così come non può fare a meno di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>farci</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>arrivare in qualche modo l&#8217;eco di ciò che di nascosto sta facendo: è</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>tenuto</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>a questa osservanza come certi demoni sono tenuti a mescolare sempre</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>qualche</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>verità alle loro menzogne. Ed è così che si svela, quando tenta di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>farci</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8216;firmare&#8217; quello che ha già detto ad altri di noi. Ho conosciuto un</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vampiro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che aveva raccontato in giro che la sua preda era in gravi difficoltà</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>economiche. Ebbene, questo Vampiro, quando incontrava la preda,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>infarciva i</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>suoi discorsi di caute, &#8216;ingenue&#8217; allusioni a debiti, gioielli</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>venduti,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ipoteche su case e altri argomenti correlati con una rovina economica,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sperando che la vittima &#8216;firmasse&#8217; almeno uno degli argomenti sui</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quali lui</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>aveva costruito la sua squalifica sociale. Bastava che la vittima, pur</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>non</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8216;firmando&#8217; nulla, si lasciasse andare a qualche generica espressione</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>preoccupazione di tipo economico perché il Vampiro si sentisse</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>abilitato a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>rincarare la dose di menzogne ai suoi danni presso terze persone.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Per quanto riguarda l&#8217;altra domanda, la Forza-Vampiro si impossessa</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di una</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>persona in seguito a sofferenze, delusioni, lacerazioni, traumi,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>privazioni</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>affettive. Ma attenzione: questo non toglie nulla né alle</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>responsabilità</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>della persona, che sopporta la maligna presenza della Forza-Vampiro e</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che ne</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sfrutta tutta la malizia, né alle strategie di difesa e di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>contrattacco che</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>è giusto adottare verso i Vampiri da parte dei non-Vampiri. Purtroppo,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>invece, il fatto che i Vampiri abbiano sofferto diventa una chiave</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>culturale</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di straordinaria importanza a loro vantaggio, come tutti gli argomenti</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>basati su concetti del tipo &#8216;con quello che mi è capitato&#8217; o &#8216;parli</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>bene tu,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ma che ne vuoi sapere&#8217; o &#8216;vorrei vedere te al posto mio&#8217;. Argomenti</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>micidiali, di fronte ai quali o ci si arrende, o si rischia di fare</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>della</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>morale bacchettona (del tipo &#8220;sì, ma questo non ti giustifica</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>affatto&#8221;), o</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>addirittura di ritrovarsi a fare loro da terapeuti, per guarirli dai</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>traumi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che hanno cambiato la loro vita. Ma lì bisogna fare attenzione, e</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>farsi tre</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>domande: qual è il confine tra la comprensione e l&#8217;erogazione delle</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>energie</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vitali di cui quella persona ha bisogno per compensare le proprie</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>perdite? E</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>perché noi, proprio noi, che nella sua vita siamo innocenti, siamo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>stati</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>scelti da lui per fornirgli quelle energie che altri gli hanno</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sottratto? E</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>infine, è proprio vero che la nostra vita è stata così</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>straordinariamente</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>migliore della sua? Ma farsi domande è quasi impossibile, quando si è</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>in una</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>trappola vampirica, e allora, senza accorgercene, preferiamo donare</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>energia&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Quali sono, per contro, le caratteristiche che maggiormente ci</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>predispongono ad essere &#8220;vittime&#8221; dei vampiri?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;La vittima perfetta è quella che ha subito gravi privazioni</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>d&#8217;affetto, ma,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nonostante ciò, ha resistito all&#8217;infezione vampirica e non è divenuta</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>a sua</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>volta preda della Forza-Vampiro. Queste persone, infatti, proprio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>perché</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>bisognose d&#8217;affetto e di attenzione, sono portate a scambiare certi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>atteggiamenti vampirici per attenzione personale, o per affetto,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>finendo per</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>cedere facilmente a rapporti nei quali danno tutto senza ricevere</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nulla e, a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>volte, per accettare relazioni &#8216;effettive&#8217; segnate da violenze</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>psicologiche</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>o persino fisiche.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Quando parlo di &#8216;conservazione della specie degli innocenti&#8217; mi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>riferisco,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>oltre che ai bambini, anche a queste persone, verso le quali dobbiamo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>conservare un rispetto pieno, riservando ai Vampiri tutto la</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>riprovazione</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che, per una deviazione culturale, tendiamo a gettare addosso a chi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>cade in</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>certe trappole. I vampiri si avvalgono enormemente del fatto che la</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>società</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>tende a condannare gli &#8216;ingenui&#8217; molto più dei &#8216;furbi&#8217;. Conservare il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>rispetto verso chi è vittima di un Vampiro è un&#8217;operazione ardua per</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>chi,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>come avviene in questa società, è abituato a scrollarsi di dosso il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>problema</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dei predatori addebitandolo alle prede; ma è un&#8217;operazione in grado di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>cambiare sostanzialmente qualcosa nel modo di percepire le cose della</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vita,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>preparando scenari in cui il parassitismo dei Vampiri venga infine</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>escluso</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dal novero dei valori sociali e restituito al suo livello di scoria</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dannosa&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA &#8220;FORZA ANTIVAMPIRO&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- E quali sono, infine, le caratteristiche fondamentali della</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;forza-antivampiro&#8221; che anima chi vuole difendere l&#8217;innocenza dagli</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>attacchi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di vili predatori? E che consigli daresti alle stesse vittime per non</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>farsi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sopraffare?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;La caratteristica primaria della Forza-AntiVampiro è quella di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>rendere</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>invulnerabili alla tentazione di sacrificare gli innocenti alle brame</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dei</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vampiri. Un AntiVampiro può anche decidere di sacrificare se stesso,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ma mai</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>un innocente al suo posto, esattamente come può perdonare qualunque</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>cosa a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>proprio nome, ma mai perdonare per conto terzi, assumendosi la</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>responsabilità di sollevare un Vampiro dal peso di un atto di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>aggressione a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>un innocente. Quella tentazione è l&#8217;anticamera della morte, e la</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Forza-Vampiro è una forza troppo viva e sveglia per addormentarsi in</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>cambio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di favori dai Vampiri.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;La Forza-AntiVampiro è una Forza che accompagna ogni situazione al</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>suo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>miglior destino, una Forza contro la quale la vigliaccheria dei</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vampiri si</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>infrange, costringendoli a smettere il loro gioco. È la Forza che,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quando</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>proprio deve intervenire, lo fa per risolvere la questione, non per</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>intrattenersi con essa. La Forza-AntiVampiro ci impedisce di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vergognarci dei</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nostri sentimenti, ci spinge ad andare per la nostra strada, ci fa</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>impiegare</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>le energie nella cura del nostro progetto di vita, dei nostri affetti,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dei</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nostri valori, senza tangenti ai Vampiri. I &#8216;figli&#8217; della Forza-</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>AntiVampiro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sono persone che non lanciano sfide a nessuno ma che, se vengono</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sfidate da</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>un predatore, raccolgono ogni sfida, senza eccezioni e senza</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>esitazioni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Per non farsi sopraffare dai Vampiri, infine, c&#8217;è una sola strada:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>rendersi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>conto che è in atto un gioco energetico proprio nel momento in cui</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quel</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>gioco ha luogo. A partire da lì, tutto può diventare più facile,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>perché le</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>varie tecniche collaterali (non raccogliere le provocazioni, non</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>reagire mai</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>con senso di scandalo, non lasciare mai sul tavolo una sola fiche</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>energetica</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>puntata dal Vampiro) presuppongono comunque il supremo sforzo di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>riuscire a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>cogliere l&#8217;attimo esatto in cui avviene l&#8217;aggressione. Se quello</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sforzo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>riesce, in quel momento si sprigiona un&#8217;enorme quantità di energia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Essere svegli in quel momento significa sapere senza ombra di dubbio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>durante un gioco energetico anche il Vampiro sta spendendo un&#8217;energia,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sta</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>puntando una posta. Da quella percezione si passa a una sorta di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>tremore</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>interno, di emozione paragonabile a quella che si prova nello</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>spogliatoio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>prima di una partita molto importante, o prima di un esame da quale</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dipende</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>il nostro futuro. Quel tremore interno (che è la prova che il nostro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>motore</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>energetico è in moto) può prendere due strade: 1) trasformarsi in</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>pietà per</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>la Forza-Vampiro che ci troviamo di fronte e spingerci a compiacere il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vampiro in tutti i modi possibili (come se servirlo fosse il più</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>grande</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>onore), con il risultato di sprecare sia la nostra energia sia quella</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vampiro aveva puntato come &#8216;posta&#8217; energetica; 2) provocarci una sorta</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>spontanea interruzione del dialogo interno, in grado di farci vedere</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quei</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>fotogrammi della realtà che prima ci sfuggivano, di dare alla</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>pellicola la</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>velocità che vogliamo noi, ed eventualmente di usare il tasto &#8216;pause&#8217;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>per</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>osservare i gesti del Vampiro e studiare il suo comportamento. In</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quest&#8217;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ultimo caso, l&#8217;energia sarà stata usata bene, e difficilmente il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vampiro si</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sfamerà.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Visti soprattutto, ma non solo, gli avvenimenti di questi ultimi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>tempi,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>con politicanti senza scrupoli che non esitano a versare sangue</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>d&#8217;innocenti</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>per fare i loro più che discutibili interessi, ti sembra si possa</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>legittimamente dire che il mondo è dominato da vampiri?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Io credo che il mondo sia dominato dai Vampiri perché noi non-</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>politici ci</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>accostiamo alle cose della politica imitando i politici, cioè</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>rimescolando</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>in un unico guazzabuglio mentale aspetti razionali, etici e politici</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dei</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>grandi temi che ci sollecitano e ci sovrastano.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Noi non-politici dobbiamo imparare a testimoniare la giustizia: solo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quella. La politica è una degna e utile professione, ma è una</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>professione</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che richiede di fare solo i propri interessi e di &#8216;stare da una parte&#8217;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e non</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dall&#8217;altra. Per questo bisogna avere ben chiaro il confine tra la</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>valutazione morale e la valutazione politica di un fatto. Un politico</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>è</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>portato a mescolare assieme i due elementi e a dare giudizi morali</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>mentre</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sta facendo politica. Un politico ha sempre da sostenere punti di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vista</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>utili alle sue strategie, ma pretende di presentare le argomentazioni</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sostegno di quei punti di vista come il frutto di una oggettiva e</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>serena</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>valutazione morale dei fatti. E questo è assai meno naturale, perché</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>questo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>spetta a noi, non a loro. Ma noi, purtroppo, mentre stiamo esprimendo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>i</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sentimenti che stanno nel nostro cuore, ci ritroviamo, quasi senza</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>accorgercene, al loro fianco, perché siamo convinti che senza di loro,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sono potenti, non si otterrà nulla.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Faremo un grande passo in avanti verso la giustizia sulla Terra</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quando</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>capiremo che dobbiamo agire in proprio, rinunciare alle loro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>prestigiose</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sponsorizzazioni, ai loro marchi, ai loro gadget. Ci muoveremo in modo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>efficace e organizzato solo quando capiremo che agire accanto a loro è</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>un po</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8216; come visitare un terreno da trasformare in parco per bambini in</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>compagnia</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di uno degli speculatori che vogliono costruirci case o fabbriche.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- In base alla tua esperienza, in quale campo della vita sociale e/o</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>personale vedi particolarmente all&#8217;opera forze vampiriche?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Dove c&#8217;è confusione c&#8217;è vampirismo. Dove l&#8217;atmosfera è dominata dalla</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>prepotenza, dal salto logico, dalle affermazioni categoriche, dalle</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>astuzie</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dialettiche, dall&#8217;idea che la ragione stia tutta da una parte e il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>torto</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>tutto da un&#8217;altra, dove con l&#8217;altro si dialoga non per capire, ma solo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>per</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>affermare, lì c&#8217;è vampirismo. La malattia vampirica non si può mai</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>identificare con uno specifico ambiente, campo o potere. Magari fosse</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>così:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>i buoni starebbero tutti da una parte e i cattivi dall&#8217;altra. Noi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>saremmo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>oppressi, è vero, ma saremmo anche coscienti della nostra uguaglianza</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>civile</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di fronte a un nemico potente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Purtroppo queste sono fiabe: il vampirismo è trasversale. È una delle</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sue</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>caratteristiche fondamentali, ed è una delle chiavi della sua potenza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Certi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>personaggi politici, per esempio, fanno più impressione dei Vampiri</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>abbiamo accanto, e attirano tutta la nostra preoccupata attenzione, ma</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>solo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>perché gli diamo un&#8217;importanza spropositata, perché ne facciamo dei</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>miti,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>seppur negativi, perché permettiamo loro di occupare l&#8217;intero nostro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>orizzonte psicologico. Mentre noi dibattiamo, litighiamo, ci</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>accapigliamo su</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>grandi temi politici nelle case, negli uffici, nelle piazze, nelle</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>trasmissioni televisive, in Parlamento, nel frattempo padri e madri</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>terrorizzano bambini innocenti, e fa poca differenza che ciò avvenga</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>con la</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>brutalità fisica o con il potere delle parole taglienti, degli sguardi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sprezzanti, dell&#8217;indifferenza che annichilisce la dignità; nel</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>frattempo,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vengono abbandonate a se stesse persone che una parola, un sorriso, un</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>gesto</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di amicizia potrebbero salvare dalla rovina o dal suicidio; nel</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>frattempo,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quasi ottomila italiani l&#8217;anno, tra cui donne, bambini, anziani,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>muoiono</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ammazzati, schiacciati, bruciati sulle nostre strade, assassinati</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dalla</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>guida pericolosa, dall&#8217;ansia di arrivare primi di gente che non</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>rispetta</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nessuna regola, di gente che è tra noi, con cui prendiamo l&#8217;ascensore,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ci saluta frettolosamente sul pianerottolo, che ci sfreccia accanto</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ogni</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>giorno superandoci da destra, e che prima o poi può uccidere. Il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vampirismo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>è forse il più trasversale dei mali&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- A parte &#8220;Vampiri Energetici&#8221;, hai scritto o scriverai altri libri</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dedicati</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ai vampiri? O magari ci sono anche altri progetti, tipo film (e qui se</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vuoi,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>puoi accennare anche al vampiro del cinema) o altro in cantiere?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Ho appena ultimato una raccolta di racconti e sto preparando un nuovo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>saggio sul vampirismo. Il saggio, che è un po&#8217; il &#8216;seguito&#8217; di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Vampiri</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>energetici&#8221;, verterà sulla Paura, sulla capacità del Vampiro di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>trasmetterci</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dosi di panico per stabilire il suo dominio su di noi e aprire fessure</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>psichiche dalle quali far uscire l&#8217;energia. In questo nuovo lavoro,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sto</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>approfondendo un concetto che nel primo libro avevo appena abbozzato:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>compito dell&#8217;AntiVampiro non è redimere i Vampiri; se lo fosse, lo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>spirito</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di proselitismo del quale la nostra cultura è intrisa rischierebbe di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>trasformare l&#8217;operazione in una sorta di missione, con il risultato di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nutrire i Vampiri proprio con la nostra attenzione &#8216;salvifica&#8217;. Il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vero</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>compito è liberare la persona dalla paura e restringere il campo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>d&#8217;azione di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>chi la produce e la usa a proprio vantaggio. Compiuta questa</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>operazione, l&#8217;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>obiettivo è raggiunto, perché non è importante avere la certezza che,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>da</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quel momento, nel mondo c&#8217;è un Vampiro in meno, ma che quel Vampiro,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>anche</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>se resta tale, da quel momento ha una vittima in meno. Il resto verrà</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>da sé.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Nella raccolta di racconti c&#8217;è anche una storia molto lunga, quasi un</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>romanzo breve, che ho impiantato sulla struttura portante di un</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>racconto che</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>avevo pubblicato qualche anno fa, ampliandone alcune parti. Si chiama</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Expositio ad bestias&#8221; ed è la storia di un bambino che, pur non</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>avendo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>genitori Vampiri, è vampirizzato da una nonna e da una zia che</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>esercitano un</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>potere sulla sua famiglia in quanto detentrici di un segreto sui suoi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>genitori. Nel racconto, all&#8217;azione vampirica umana si affianca anche</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>un&#8217;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>azione di magia nera che si richiama a tradizioni popolari che erano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ancora</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ben salde quando io ero piccolo e delle quali ho ricordi sommari ma</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>inquietanti. Penso che questo racconto potrebbe diventare un buon film</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8216;antivampirico&#8217;, anche perché un film è in grado di raccontare certe</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>teorie</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>molto meglio di un saggio. Ma certamente, prima di pensare a un film,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ho</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>altro da pensare: scrivere, diffondere l&#8217;idea che dal vampirismo ci si</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>può</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>liberare, aiutare le persone che si rivolgono a me per capire che cosa</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>possono fare, e aiutarle senza utilizzare alcun metodo che</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>interferisca né</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>con la loro vita personale né con l&#8217;eventuale lavoro psicologico o</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>terapeutico che alcuni di loro svolgono&#8221;.-</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>(&#8230;&#8230;)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A proposito di esempi concreti, puoi citare qualche personaggio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>famoso che</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ti sembra esprima in modo particolare la forza vampiro, oppure, come</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>si usa</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dire, è meglio non fare nomi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Nomi se ne potrebbero anche fare, ma contemporaneamente bisognerebbe</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>fare i</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nomi dei loro complici-avversari, di tutti quelli che potenziano i</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>grandi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vampiri con la loro attenzione frustrata, spasmodica, avvelenata, con</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quel</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>modo di dire le cose sempre a denti stretti, con in faccia una smorfia</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>disgusto, con il veleno sotto la lingua, con lo stiletto tra i denti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non è</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>così che si vincono i Vampiri. I sentimenti vanno vissuti per intero</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nel</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nostro laboratorio interiore, fino a quando non si siano trasmutati in</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>oro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>puro, in luce pura, in una lama tagliente che riflette solo bagliori</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>verità e di giustizia. La vera forza sta nel lasciar cuocere quei</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sentimenti, non nello sbatterli in faccia all&#8217;avversario come schizzi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di un</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>veleno che, somigliando al suo, non farà altro che nutrirlo. Avvenuta</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>la</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>trasmutazione, si capirà che per vincere ci vuole strategia, non urla,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>rispetto per l&#8217;individuo e intento implacabile contro la forza che lo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>domina, non cieca frustrazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Non faccio nomi perché non finirei mai di elencare tutti i veri</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>complici</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dei grandi Vampiri, soprattutto di quelli che militano non nelle loro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>stesse</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>schiere, ma in quelle dei loro oppositori&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Qual è, in genere, la reazione delle persone alle quali parli di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>questo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>argomento, o che leggono il tuo libro? In particolare, quando</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>capiscono che</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>parli non di un mito ma di persone reali, prendono sul serio o</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sottogamba</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>l&#8217;argomento?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Io credo che chi legge le cose che scrivo e o sente parlare delle mie</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>idee</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>percepisca il fatto che i miei sentimenti sono onesti, anche se da</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>molti</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vengono ritenuti non condivisibili e provocatori. Io credo di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>testimoniare</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sempre che in quello che dico, anche se lo dico con forza, magari con</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>autorità, c&#8217;è soprattutto umiltà. L&#8217;umiltà, come scrivo in un mio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>racconto,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>è un sentimento, ed è il più potente di tutti. L&#8217;umiltà genera la</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dignità.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La dignità genera la volontà. La volontà genera la forza d&#8217;animo. La</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>forza d</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8216;animo genera l&#8217;autorità. L&#8217;autorità presso se stessi è un fatto, non</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>un&#8217;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>opinione. Quella presso gli altri è tutta da provare, non la si può</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>imporre.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Io ho l&#8217;impressione che tutti, amici e oppositori, sentano che io non</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ho</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>intenzione di imporre l&#8217;autorità delle mie idee a nessuno. C&#8217;è chi mi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>scrive</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che il mio libro gli ha cambiato la vita e c&#8217;è chi vuole consigli e</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>aiuto da</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>me. C&#8217;è anche chi mi maledice e mi minaccia perché ho messo in testa</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>strane</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>idee a persone che prima facevano la loro volontà e che adesso lottano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>per</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>liberarsi dalla schiavitù psicologica che le opprimeva. Ci sono altri</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>cominciano una e-mail con l&#8217;intento di insultarmi e poi si perdono un</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>po&#8217;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>per strada e chiudono in modo educato e un po&#8217; imbarazzato. Ma devo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dire che</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nessuno prende sottogamba l&#8217;argomento, nessuno mi ha ancora detto o</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>scritto</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che la storia del vampirismo è una stupidaggine o una trovata per</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>farmi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>pubblicità. E questo è già tanto&#8221;.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Intervista a Tullio Simoncini</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 21:46:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Controinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[Guarigione]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[candida]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Cosco]]></category>
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		<category><![CDATA[medicina alternativa]]></category>
		<category><![CDATA[Tullio Simoncini]]></category>

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		<description><![CDATA[Il dottor Tullio Simoncini e la sua molto discussa terapia contro il cancro sono conosciuti da anni, per lo meno nel mondo di internet, e certamente tra coloro che hanno interesse e attenzione per le terapie alternative. Io personalmente non so se la terapia di Simoncini è efficace in qualche modo, anche solo parzialmente. Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignnone" title="simoncini" src="http://complottiemisteri.noiblogger.com/files/2009/12/tullio-simoncini-cura-cancro.png" alt="" width="471" height="359" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il dottor Tullio Simoncini e la sua molto discussa terapia contro il cancro sono conosciuti da anni, per lo meno nel mondo di internet, e certamente tra coloro che hanno interesse e attenzione per le terapie alternative. Io personalmente non so se la terapia di Simoncini è efficace in qualche modo, anche solo parzialmente. Ma credo che vada conosciuta. Pubblico questa intervista anche per un altro motivo. La fece mio padre, molti anni fa. E quindi ha anche un valore personale per me.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Intervista al dottor Tullio Simoncini</p>
<p>Raccolta da Giuseppe Cosco</em> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Il problema del cancro, ancor oggi, è e rimane complesso. Diversi ricercatori, non allineati alle spiegazioni e relative terapie della medicina ufficiale, da anni studiano il problema.<br />
In Italia, tra gli altri, un medico romano, il dottor Tullio Simoncini, laureato in medicina e chirurgia, specializzato in diabetelogia e malattie del ricambio e con una laurea anche in filosofia, ha elaborato una sua teoria sul &#8220;male del secolo&#8221;. Il dottore che ha partecipato a diverse conferenze e dibattiti è stato, tra l’altro, relatore al convegno &#8220;Firenze-Medicina 2000&#8243; (18-19 settembre 1999) e al &#8220;Congresso Internazionale di Oncologia&#8221; di Treviso (15-16-17 ottobre 1999). Invitato a varie trasmissioni televisive di tv private, ha dibattuto le problematiche della medicina ufficiale e di quella alternativa e ha esposto le sue teorie sul cancro. Ha partecipato a importanti conferenze e in quella del 4 marzo 2000 svoltasi a Perugia, era presente come relatore anche il Prof. Luigi Di Bella. Simoncini è presidente di un comitato composto da 30 medici che attua e ricerca su tutto il territorio terapie alternative.</p>
<p>Il medico, dedicatosi da tempo alla studio e cura dei tumori, presenta una teoria molto interessante sull’eziopatogenesi della malattia cancerosa. Egli sostiene che il cancro non dipende, come afferma la medicina ufficiale, da cause genetiche, ecc., ma è il risultato di un&#8217;affezione fungina &lt;&lt;non visualizzata né studiata nella sua dimensione intima connettivale&gt;&gt;. Secondo la teoria di Tullio Simoncini, responsabile del cancro è appunto la Candida.</strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><br />
<strong>L’INTERVISTA</strong></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;"></p>
<p><strong>COSCO: Dottor Simoncini oggigiorno l’oncologia ha fatto molti progressi, le statististiche&#8230;</p>
<p><span style="color: #660099;">SIMONCINI:</span></strong></span></span><strong> </strong><strong><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;">Altro che statistiche che parlano di ridotta mortalità, di adeguati programmi di prevenzione e di accuratezza diagnostica! Quando una persona si ammala di un tumore vero, e non di qualsiasi neoformazione innocua che può solo corrompere i dati epidemiologici, la medicina ufficiale è tuttora drammaticamente impotente. Difatti, l’indice di mortalità di tutte le neoplasie più serie, di quelle neoplasie cioè la cui evoluzione non è alterabile da errori di interpretazione, da mistificazioni o dal concorso di variabili non considerate (vale a dire quando si tratta di tumori del polmone, cervello, stomaco, pancreas, esofago ecc.), è rimasto più o meno lo stesso da 50 anni a questa parte. E’ bene sottolineare poi, che la questione non riguarda solo il campo dei tumori ma tutte le malattie, che vengono oggi trattate in maniera indegna e superficiale, lasciando nella sofferenza per lustri e lustri milioni di persone. Pensiamo ad esempio al popolo dei cardiopatici, dei diabetici, degli stitici, dei depressi, degli insonni, degli epilettici, dei neurosclerotici ecc.: sono il segno del fallimento! Tutta la società viene risucchiata in una spirale di paura e di morte di dimensioni planetarie, malgrado si investano fiumi di denaro. Questo perché le idee motrici della ricerca sono sbagliate alla radice, dove la forzatura della visione meccanicistica dell’uomo può ormai portare benefici solo in settori specifici collaterali e solo in via occasionale, malgrado la gran mole di studi, di studiosi e di denaro che entrano ogni giorno in campo in tutto il mondo. Il metodo sperimentale però parla chiaro: la sperimentazione e i dati della sperimentazione, dipendono dall’ipotesi di fondo; se essa è sbagliata, tutto è sbagliato e improduttivo.</p>
<p>COSCO: Allora secondo Lei dov’è l’errore della medicina ufficiale?</p>
<p><span style="color: #660099;">SIMONCINI:</span></span></span> </strong><strong><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;">Nell’idea di fondo, in quell’ipotesi da cui dipende tutta la ricerca, cioè che il cancro sia dovuto ad una causa genetica. Essa è falsa, primo perché in cinquant’anni ha prodotto solo danni e illusioni, secondo perché sotto il profilo logico è ridicola, perché assolutamente opinabile, quindi inaccettabile. A titolo informativo è utile svelare allora, una volta per tutte, il quadro delle presunte influenze genetiche nello sviluppo dei processi tumorali, così come sono descritte dai biologi molecolari (di quegli studiosi cioè ai quali compete la ricerca degli infinitesimi meccanismi cellulari vitali, ma che in realtà non hanno mai visto un paziente), e sul quale si basano tutti i sistemi medici attuali, e quindi ahimè tutte le terapie attuali. L’ipotesi portante di una causalità genetica in senso neoplastico si riduce essenzialmente al fatto che le strutture e i meccanismi preposti alla normale attività riproduttiva cellulare, per intendersi quella di tutti i giorni, per cause imprecisate assumono in un determinato momento un atteggiamento autonomo e svincolato rispetto alla globale economia tissutale. I geni allora che normalmente svolgono un ruolo positivo nella riproduzione cellulare, vengono chiamati proto-oncogeni in un ottica deviata; quelli che la inibiscono, sono chiamati geni soppressori o oncogeni recessivi. Ad esempio il gene da cui dipende normalmente l’ormone tiroideo, secreto tutti i giorni, ad un certo momento non si sa perché (cioè è qui che sta il mistero che regge tutta la ricerca) diventa anomalo, con ripercussione sui cicli di crescita cellulari. Fattori cellulari sia endogeni (in realtà mai dimostrati), sia esogeni, cioè tutti quegli elementi cancerogeni usualmente invocati, vengono ritenuti responsabili della degenerazione neoplastica dei tessuti.</p>
<p>COSCO: Secondo quanto afferma vale a dire che&#8230;</p>
<p><span style="color: #660099;">SIMONCINI:</span></span></span> </strong><strong><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;">Vale a dire che quello che non si sa, si ipotizza possa dipendere da elementi ritenuti cancerogeni, cioè che determinino un’alterazione genetica. Secondo le dottrine ufficiali insomma, si ipotizza che le deviazioni siano dovute all’azione di sostanze tossiche (10.000 e più), a fattori neuro-psico-endocrini, immunologici oppure ad atavici processi embrionali che risveglierebbero l’antagonismo cellulare. Praticamente a tutto. Nello J. H. Stein (Milano 1995) come in qualsiasi altro testo, viene riportato quanto segue. I segnali mitogenici, dal microambiente o da aree di influenza più distanti, vengono comunicati alle cellule attraverso numerose strutture recettoriali associate alla membrana plasmatica. Tra queste strutture, le più esaurientemente studiate sono i recettori con un dominio esterno per il legante, un dominio transmembrana e un dominio citoplasmatico avente attività tirosinchinasi. Oltre a questi si pensa che almeno sette distinte classi di molecole partecipino alla trasmissione del segnale mutageno: Recettori accoppiati a proteine G. Canali ionici. Recettori con attività intrinseca guanilato ciclasi. Recettori per molte linfochine, citochine e fattori di crescita (interleuchina, eritropoietina, ecc.). Recettori per l’attività fosfotirosina fosforilasi. Recettori nucleari appartenenti alla famiglia supergenica del recettore per gli ormoni steroidei, estrogeni, tiroidei. Infine prove sempre più numerose suggeriscono che le molecole di adesione espresse sulle superfici delle cellule comunicano con il microambiente in modi che producono conseguenze molto importanti sulla crescita e sulla differenziazione cellulare.</p>
<p>COSCO: Ad un’analisi appena superficiale di questo presunto quadro oncogeno da lei esposto, si evince che tutta questa irrefrenabile iperattività genetica sia partorita da elementi che stanno al confine tra l’oscuro, il mostruoso e l’incerto?</p>
<p><span style="color: #660099;">SIMONCINI:</span></span></span> </strong><strong><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;">Certo. Il tutto fa presagire chissà quali meccanismi abissali decifrabili con meccanismi concettuali altrettanto abissali. Tutto ciò non può far altro che svelare l’estrema idiozia che sta alla base di un simile modo di impostare le cose. Il fatto ancor più grave poi, è che nessuno nel panorama sanitario attuale mette in dubbio siffatte imbecillità, ma tutti gli addetti ai lavori non fanno altro che ripetere la stantia litania dell’anomalia riproduttiva cellulare su base genetica. Ma è possibile accettare che degli uomini, dei ricercatori su cui si fondano le speranze di milioni di persone, basino il proprio operare su imprecisati fattori causali? Questo è il punto: in pratica e al di là di eufemismi fallimentari, i geni devierebbero non si sa perché. Tutti poi dovrebbero accettare direttive e protocolli fondati sul nulla. Qui siamo alla degenerazione mentale. In questo stato di cose allora, esibendo la teoretica medica attuale una pochezza e una superficialità queste si abissali, conviene rifiutare in blocco tutte le autorevoli stupidaggini e cercare nuovi orizzonti e nuovi strumenti concettuali, in grado di far emergere la reale ed unica eziologia neoplastica. Dopo tanti anni di fallimenti e di sofferenze, è ora di svecchiare menti e mentecatti (in senso etimologico), con linfa nuova e produttiva: i misteriosi e complicati fattori genetici, la mostruosa capacità riproduttiva di un’entità patologica capace di scompaginare qualsiasi tessuto, l’implicita ancestrale tendenza dell’organismo umano a deviare in senso autodistruttivo, o altre simili argomentazioni, condite peraltro con una quantità di &#8220;se&#8221; e di &#8220;forse&#8221; di valore esponenziale, hanno più il sapore della farneticazione piuttosto che del sano discorso scientifico. Accantonata completamente perciò la cornice concettuale dell’odierna oncologia, con tutte le varianti interpretative d’ordine genetico, immunologico o tossicologico, rimane come unica via logicamente esperibile, quella delle malattie infettive, da guardare eventualmente, e da riconsiderare, con occhi diversi da come è stata considerata fino ad oggi. Confortano peraltro una simile conclusione due considerazioni, una di ordine storico e una di ordine epidemiologico: la prima risulta dal fatto che nell’approccio terapeutico al malato il salto di qualità, la possibilità cioè di curarlo concretamente, è stato determinato quasi esclusivamente dallo sviluppo della microbiologia; la seconda discende dall’analisi del prolungamento della vita media verificatosi negli ultimi decenni il quale, essendo associato a un inevitabile cambiamento nella stenicità e reattività degli individui, si può ipotizzare come un fattore determinante nello sviluppo di patologie infettive atipiche.</p>
<p>COSCO: Come è approdato alla Candida quale fattore cusale del Cancro?</p>
<p><span style="color: #660099;">SIMONCINI:</span></span></span> </strong><strong><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;">Sono molti anni che, in seguito a studi, esperienze e risultati terapeutici altamente positivi, io ho sviluppato una teoria eziologica infettiva nel cancro, la cui unica causa a mio avviso è un fungo, la Candida attualmente troppo sottovalutata nelle sue potenzialità patogene. E in effetti, riflettendo un momento sulle sue caratteristiche clinico-semeiologiche, non poche analogie emergono con la malattia neoplastica.</p>
<p>COSCO: Quali tra le più evidenti?</p>
<p><span style="color: #660099;">SIMONCINI:</span></span></span> </strong><strong><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;">Attecchimento ubiquitario, cioè non viene risparmiato praticamente nessun organo o tessuto. Costante assenza di iperpiressia. Sporadico e indiretto coinvolgimento dei tessuti differenziati. Invasività di tipo quasi esclusivamente focale. Debilitazione progressiva. Refrattarietà di fronte a qualsiasi trattamento. Proliferazione favorita da una molteplicità di concause indifferenti. Configurazione sintomatologica di base con struttura tendente alla cronicizzazione. E ancora: la velocità di crescita delle masse tumorali è uguale a quella fungina. Il metabolismo delle cellule fungine (glicolisi anaerobia) è uguale a quelle tumorali.</p>
<p>COSCO: Esiste documentazione scientifica che provi il nesso tra la Candida e il cancro?</p>
<p><span style="color: #660099;">SIMONCINI:</span></span></span> </strong><strong><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;">Si. Il nesso inscindibile tra Candida e cancro peraltro, cioè l’identità delle due entità morbose, a ben guardare esiste ed è ben documentato in molti studi in tutto il mondo, solo che non viene correttamente compreso perché vige la distorsione dell’interpretazione genetica, che alla fine risulta a mio avviso, il più grosso ostacolo alla scoperta del cancro. Entrando più dettagliatamente nel merito di un’interpretazione comparativa più approfondita, esaminiamo i punti comuni, ma controversi , nelle due matrici oncologiche, quella genetica e quella infettiva, che dimostrano come in realtà la candida è il cancro. Definizione di Candida: &#8220;E’ un fungo saprofita occasionale, opportunista&#8221;. Questa etichetta ufficiale, dalla forma accattivante e tranquillizzante, in realtà non dice e non spiega niente, anzi nasconde subdolamente la propria pericolosità. Gli aggettivi occasionale e opportunista invero, in pratica sviano la vigilanza della coscienza scientifica di un individuo, ingannato dal tono soporifero della frase e da una connaturata tendenza ad accettare quello che tutti dicono e condividono da sempre. Questo è l’errore, primo perché è stato abbondantemente dimostrato che non è detto che le idee più vecchie e maggiormente condivise siano le migliori, altrimenti non ci sarebbe mai stato progresso scientifico; secondo, perché il termine opportunista non è affatto un termine innocuo, anzi possiede una notevole carica di pericolosità, in quanto evidenzia un’adattabilità ed un polimorfismo di grado elevato, come viene spesso riportato, ad esempio da Wickes B.L. (Curr Top Med Mycol 1996 Dec;7(1):71-86), Suzuki T. (J Gen Microbiol 1989 Feb;135 ( Pt 2):425-34), Lott T.J. (Curr Genet 1993 May-Jun;23(5-6):463-7). Da uno studio di Odds F.C. peraltro si evidenzia come da ceppi simili o identici si possano formare infinite varianti della Candida anche in funzione di aree geografiche diverse, a testimonianza di come possano adattarsi ad ogni tipo di variabile non solo biologica. Basti pensare che il cosiddetto opportunismo della Candida in realtà nasconde una tale aggressività, da renderla capace di attaccare e colonizzare perfino i materiali sintetici utilizzati nelle protesi sostitutive di organi interni, come viene riferito da Ell S.R. (J Laryngol Otol 1996 Mar;110(3):240-2).</p>
<p>COSCO: Se ho ben capito lei dice: &#8220;La candida è opportunista&#8221;; allora, se vuol significare che è capace di passare, metabolicamente e strutturalmente, da uno stato innocuo ad uno patogeno, chi potrebbe confutare un ulteriore passaggio, sotto determinate condizioni concausali, da uno stato patogeno ad uno invasivo, cioè tumorale, mediante stati successivi di opportunismo differenziato?</p>
<p><span style="color: #660099;">SIMONCINI:</span></span></span> </strong><strong><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;">E’ esattamente quello che io sostengo nella mia teoria. La candida è sempre presente nel cancro. Esiste un’infinità di lavori che attesta la costante presenza del micete nei tessuti dei malati di cancro, specialmente quelli terminali. Dati riguardanti la coesistenza della candida e del cancro, riscontrati da alcuni autori: Hopfer R.L. (J Clin Microbiol 1980 Sep;12(3):329-31): 79%. Kaben U. (Z Gesamte Inn Med 1977 Nov 15;32(22):618-22): 80% Hughes W.T. (Pediatr Infect Dis 1982 Jan-Feb;1(1):11-8): 91%. Kiehn T.E. (Am J Clin Pathol 1980 Apr,73(4):518-21): 97,1% . Tutto questo poi considerando la difficoltà di visualizzare le candide nei materiali organici da esaminare, come riporta anche Escuro R.S (Am J Med 1989 Dec;87(6):621-7), Karaev Z.O (Zh Mikrobiol Epidemiol Immunobiol 1992;(5-6):41-3) e Walsh T.J. (N Engl J Med 1991 Apr 11;324(15):1026-31).</p>
<p>COSCO: Praticamente si può tranquillamente affermare che essa è sempre presente nei tessuti dei malati di cancro?</p>
<p><span style="color: #660099;">SIMONCINI:</span></span></span> </strong><strong><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;">Certo. Il fenomeno viene usualmente interpretato come una conseguenza dell’indebolimento e del defedamento dell’organismo dovuto alle lesioni neoplastiche. Io ritengo al contrario che l’aggressione della candida in senso cancerogenetico avviene, dopo le fasi patogene superficiali, cioè le candidosi epiteliali classiche, in diversi stadi: Radicamento nel tessuto connettivale profondo (nei diversi organi). Espansione con evocazione di una reazione organica che tenta l’incistamento delle colonie fungine, il cui esito è la formazione delle neoplasie. Accrescimento sia nel tessuto limitrofo che a distanza (metastasi). Progressivo defedamento dell’organismo con conseguente invasione organismica globale (E’ lo stadio che viene più comunemente visualizzato e che viene considerato &#8220;opportunistico&#8221;). Exitus.</p>
<p>COSCO: In sintesi come definirebbe la Candida?</p>
<p><span style="color: #660099;">SIMONCINI:</span>: In sintesi la candida non è un post hoc ma un ante hoc. Vari lavori confortano peraltro quanto affermato, quali: Pedersen A. (Tandlaegebladet 1989 Sep;93(13):509-13), Krogh P.(Carcinogenesis 1987 Oct;8(10):1543-8), Trotoux J. (Ann Otolaryngol Chir Cervicofac 1982;99(12):553-6) attestano il nesso causale tra la candida e la formazione del carcinoma epidermoidale della lingua. Zhang K.V (Chung Hua Kou Chiang Hsueh Tsa Chih 1994 Nov;29(6):339-41, 384) O’Grady J.F. (Carcinogenesis 1992 May;13(5):783-6) per neoplasie del cavo orale. Hicks J.N (Laryngoscope 1982 Jun;92(6 Pt 1):644-7) per la neoplasia della laringe. Field E.A. (J Med Vet Mycol 1989;27(5):277-94), Wang F.R. (Chung-hua Ping Li Hsueh Tsa Chih 1988Sep;17(3):170-2) e (Chung Hua Chung Liu Tsa Chih 1981 May;3(2):91-3) per il cancro del polmone. Joseph P. (Chest 1980 Aug;78(2):340-3) per il mixoma atriale. Rumi A. (Chir Ital 1986 Jun;38(3):299-304), Fobbe F. (ROFO Fortschr Geb Rontgenstr Nuklearmed 1986 Jan;144(1):106-7) Bathia V. (Indian J Gastroenterol 1989 Jul;8(3):171-2) marnejon T. (Am J Gastroenterol 1997 Feb;92(2):354-6) per il cancro dell’esofago. Taguchi T. (J Pediatr Gastroenterol Nutr 1991 Apr;12(3):394-9) per il carcinoma dell’intestino. Raina V. (Postgrad Med J 1989 Feb;65(760):83-5) per il morbo di Hodgkin. Piazzi M. (Minerva Stomatol 1991 Oct;40(10):675-9) per il M. di Kaposi. Mannell A. (S Afr J Surg 1990 Mar;28(1):26-7) per il tumore del pancreas.</p>
<p>COSCO: Tutti questi lavori cosa attesterebbero?</p>
<p><span style="color: #660099;">SIMONCINI:</span></span></span> </strong><strong><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;">Attestano che la candida possiede una grande capacità carcinogenetica e come oggi non sia più proponibile un suo ruolo patogeno semplicemente consequenziale ad uno stato di defedamento post tumorale. Molti autori tra quelli descritti e anche altri come ad esempio Yemma J.J (Cytobios 1994;77(310):147-58), ammettono oggi quindi un ruolo eziologico diretto del micete nella genesi del cancro; l’errore che viene fatto però è quello di ritenerlo responsabile della produzione di sostanze che alterano la funzionalità nucleare, di inquadrarlo cioè in un ulteriore passo di degenerazione genica, la qual cosa alla fine impedisce di attribuire loro la matrice infettiva tout court, che aprirebbe finalmente la via alla definitiva scoperta del cancro.</p>
<p>COSCO: E del processo infettivo&#8230;</p>
<p><span style="color: #660099;">SIMONCINI:</span></span></span> </strong><strong><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;">A dire il vero poi, non è che non sia stato mai ipotizzato un processo infettivo alla base delle lesioni neoplastiche; già nel 1911 Rous P. aveva ottenuto lo sviluppo di tumori maligni mediante trasmissione con filtrati cellulari delle masse neoplastiche (JAMA 1983 Sep 16;250(11):1445-9). Nel 1939 poi Reich W. aveva dimostrato che il cancro è trasmissibile e quindi d’origine infettiva (&#8220;La biopatia del cancro&#8221; Varese 1994). Ginsburg I. (Science 1987 Dec 11;238(4833):1573-5) dimostra come cellule tumorali di topo infettate da candida albicans e iniettate in ceppi singenici, esibiscano un’aggressività e una capacità di crescita notevolmente aumentate rispetto a cellule tumorali non infettate. Perri G.C (Toxicol Eur Res 1981 Nov; 3(6):305-10) riporta l’alta incidenza di neoplasie in topi alimentati con quote aggiuntive di proteine ricavate dalla candida. Non è affatto logico dunque, in base alle risultanze oggi esistenti, continuare a voler vedere la candida come un microrganismo ai limiti tra la patogenicità e l’innocuità, ma come l’unico, terribile generatore causale delle neoplasie.</p>
<p>COSCO: Com’è corretto dire: il tumore o i tumori?</p>
<p><span style="color: #660099;">SIMONCINI:</span></span></span> </strong><strong><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;">Il tumore è concettualmente uno. Ne esistono però tanti tipi, vuole sapere il perché? Secondo le posizioni ufficiali, essendo l’alterazione genetica alla base dello sviluppo neoplastico, è possibile che esso possa manifestarsi in qualsiasi territorio, con tutte le differenziazioni tipologiche possibili. Secondo il mio punto di vista invece, è sempre la candida ad invadere i vari comparti anatomici, evocando reazioni differenti in funzione degli organi parassitati, che dipendono dalla quantità e qualità dei tessuti interessati. Un organo così, il cui connettivo profondo sia stato invaso, si difende tramite iperproduzioni cellulari che tentano di incistare le colonie fungine tendenti alla completa colonizzazione dell’organismo. Il rapporto esistente in un organo tra tessuti differenziati e il connettivo determina la capacità di reazione, e quindi il grado di malignità di una neoplasia. Meno cellule nobili ci sono, più maligno e invasivo è il tumore. Ad un estremo così ci sono i tessuti nobili inattaccabili, all’altro il semplice connettivo; il tessuto ghiandolare, che rappresenta la media via tra questi due elementi proprio perché dotato di strutturazione complessa, possedendo una certa capacità di incistamento nei confronti dei funghi, può opporsi alla loro invasione producendo il fenomeno del tumore benigno. In pratica, dunque, è sempre la stessa candida che attacca i diversi tessuti adattandosi di volta in volta al tipo di ambiente che trova.</p>
<p>COSCO: Si parla di diverse specie di candida&#8230;</p>
<p><span style="color: #660099;">SIMONCINI:</span></span></span> </strong><strong><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;">Le specificazioni allora che vengono usualmente date riguardo alle varie candide (candida albicans, krusei, glabrata, tropicalis ecc.), sottovalutano il fatto che derivano tutte da un unico capostipite il quale, quando muta geneticamente per attaccare l’ospite, diventa ora questo ora quel ceppo. Hopfer R.L. ad esempio ha trovato in colture post-mortem di un malato leucemico, ben 4 specie diverse di candida. Aksoycan N. inoltre (Mikrobiyol Bul 1976 Oct;10(4):519-21) ha dimostrato che 7 diversi ceppi di candida in realtà hanno la stessa struttura antigenica. Odds F.C. (Zentralbl Bakteriol Mikrobiol Hyg [A] 1984 Jul;257(2):207-12) riferisce come lo stesso ceppo di Candida può colonizzare differenti comparti anatomici in tempi diversi. Hellstein J. (J Clin Microbiol 1993 Dec;31(12):3190-9) individua la comune origine clonale sia dei ceppi commensali che di quelli patogeni della candida albicans. La Candida presenta la stessa struttura genetica del cancro. Paradossalmente questo fatto così importante, che dimostra che la candida è il cancro, non viene nemmeno preso in considerazione dalla medicina ufficiale. Vari autori difatti, pur attestandone l’identità genetica, rimangono tuttavia solo su un piano sterilmente descrittivo. Vediamo alcuni di questi lavori: Werner G.A. (Eur Arch Otorhinolaryngol 1995;252(7):417-21) riferisce di aver trovato le stesse sequenze omologhe in campioni di DNA estratti dalla Candida glabrata, dalla Candida parapsilopsis e da cellule provenienti da materiale bioptico prelevato dal carcinoma squamo-cellulare delle vie aeree superiori. Yasumoto K. (Hum Antibodies Hybridomas 1993 Oct;4(4):186-9) e &#8211;Kawamoto S. (In Vitro Cell Dev Biol Anim 1995 Oct;31(9):724-9) dimostrano come lo specifico anticorpo monoclonale diretto verso il citocromo C della candida krusei reagisce anche nei confronti di una frazione citoplasmatica di cellule del tumore del polmone. Hashizume S. (Hum Antibodies Hybridomas 1991 Jul;2(3):142-7) e Hirose H. (Hum Antibodies Hybridomas 1991 Oct;2(4):200-6) utilizzano il citocromo C di varie candide per la diagnosi di cancro del polmone. Schwartze G. (Arch Geschwulstforsch 1980;50(5):463-7) suggerisce di utilizzare anticorpi specifici contro la candida nella diagnosi di melanoma maligno. Vecchiarelli D. (Am Rev Respir Dis 1993 Feb;147(2):414-9) evidenzia come colture supernatanti di macrofagi alveolari provenienti da pazienti con tumore del polmone, siano in grado di inibire l’attività fungicida delle cellule polimorfonucleate. Zanetta J.P. (Glycobiology 1998 Mar;8(3):221-5) individua lo stesso comportamento, cioè una accentuata capacità di legame nei confronti dell’IL-2, sia nella candida albicans che nei tumori. Ausiello C. (Ann Ist Super Sanita 1987;23(4):835-40), Giovannetti A. (Acta Haematol 1997;98(2):65-71) e Marconi P. (Int J Cancer 1982 Apr 15;29(4):483-8) riportano come un antigene (un mannoside) proveniente dalla parete della candida albicans, induca una citotossicità antitumorale nei linfociti del sangue periferico. Robinette E.H. Jr. (J Natl Cancer Inst 1975 Sep;55(3):731-3) descrive una notevole resistenza all’inoculazione di dosi letali di candida, in topi a cui sia stato preliminarmente impiantato un carcinoma polmonare di Lewis o di altri comparti anatomici. Cassone A. (Microbiologica 1983 Jul;6(3):207-20) e Weinberg J.B. (J Natl Cancer Inst 1979 Nov;63(5):1273-8) evidenziano una risposta antitumorale significativa in topi cui fosse stato inoculato materiale della parete cellulare di candida albicans. Favalli C. (Boll Soc Ital Biol Sper 1981 Sep 30;57(18):1911-5), Kumano N. (Tohoku J Exp Med 1981 Aug;134(4):401-9) e Cassone A. (Sabouraudia 1982 Jun;20(2):115-25) segnalano il potere immunoadiuvante antitumorale della parete cellulare della candida albicans. Ubukata T. (Yakugaku Zasshi 1998 Dec;118(12):616-20) riporta l’alto potere inibitorio sulla crescita della candida, da parte del siero e del liquido ascitico di un topo portatore di neoplasia. Esiste dunque, al di là di interpretazioni più o meno riduttive, un alto grado di parentela tra la candida e i tessuti tumorali. Considerando poi la infinita variabilità fenotipica del micete, unitamente alla estrema difficoltà di rinvenimento e di tipizzazione dei vari ceppi esistenti, appare legittimo inferire l’identità genetica tra cancro e candida nelle sue varie differenziazioni.</p>
<p>COSCO: In quest’ottica come spiega le metastasi?</p>
<p><span style="color: #660099;">SIMONCINI:</span></span></span> </strong><strong><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;">Il fenomeno delle metastasi. Secondo le posizioni ufficiali, la metastasi rappresenta lo sviluppo di qualche cellula maligna che è sfuggita dalla sede primaria del cancro e che è migrata in un altro comparto anatomico. Secondo il mio punto di vista essa si sviluppa è vero, da cellule sfuggite dal cancro primitivo; solamente che l’unità di base non è una cellula impazzita, ma una cellula fungina che è riuscita a colonizzare un altro organo. L’eventualità e la sede delle metastasi poi, sono in funzione dello stato più o meno eutrofico degli organi e dei tessuti, che possono opporre così una resistenza più o meno efficace a contrastare il radicamento di nuove colonie. Esistono così varie possibilità di diffusione da un tumore primario, a parte quella locale: Assenza di metastasi, se gli altri organi, essendo sani, sono dotati di assoluta capacità reattiva. Formazione di una metastasi, laddove un organo presenti strutture cellulari o tessutali indebolite. Formazione di metastasi multiple in più sedi, quando ormai tutto l’organismo si sta spegnendo per cui tutti gli organi diventano aggredibili. La possibilità di metastatizzazione poi, dipende è vero dallo stato eutrofico dei vari tessuti ed organi, ma anche dalla capacità della candida di adattarsi metabolicamente a situazioni microambientali diverse, la qual cosa alla fine, favorendo la diffusione del micete, accentua l’indebolimento dei tessuti dove si è radicato di nuovo, in un processo di continua e costante demolizione delle capacità reattive dell’ospite fino alla resa. E’ chiaro allora in quest’ottica, come tutte le operazioni e i trattamenti che possiedano un certo grado di lesività nei confronti dei tessuti, possano risultare estremamente pericolosi, perché proprio in questo modo viene favorita la diffusione delle metastasi. Chirurgia, chemioterapia e radioterapia sono pertanto le prime cause di metastatizzazione, in quanto determinano sempre quelle condizioni di sofferenza tissutale tali, da predisporre i vari organi all’invasione tumorale.</p>
<p>COSCO: Quindi lei è sicuro che la Candida è il cancro?</p>
<p><span style="color: #660099;">SIMONCINI:</span></span></span> </strong><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;"><strong>In base alle argomentazione svolte, è legittimo affermare che la candida è la causa eziologica del cancro. Risulta difatti che essa: E’ sempre presente nei malati neoplastici. Può produrre metastasi. Ha un patrimonio genetico sovrapponibile a quello dei tumori. Può essere utilizzata per svelare precocemente il cancro. Può invadere ogni tipo di tessuto o organo. Possiede un’aggressività e una adattabilità illimitate e.. è stata dimostrata la sua capacità a promuovere la degenerazione neoplastica. Che cosa si vuole di più? Al di la delle elucubrazioni e distorsioni mentali, essa è realmente il cancro e va combattuta in quest’ottica in tutte le sue varianti patogenetiche. Così solo il cancro verrà sconfitto per sempre.</p>
<p>Giuseppe Cosco</p>
<p></strong></span></span></p>
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		<title>Gli uomini del futuro.. di Attila Iozsef</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 05:44:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  GLI UOMINI DEL FUTURO Loro saranno la forza e la modestia fanno a pezzi la maschera di ferro del sapere per vedere l&#8217;anima sul volto. &#8230;Baciano il pane e il latte e con la mano con cui carezzano la testa dei figli cavano dalla pietra il ferro e tutti gli altri metalli. Dalla montagna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  <img class="alignnone" title="eee" src="http://1.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/S6ojyp0WX7I/AAAAAAAABQs/AJ4nUsS62C8/s1600/jozsef.jpg" alt="" width="1018" height="1089" /></p>
<div id="id_4e38de60f30395096266468"><strong><em>GLI UOMINI DEL FUTURO</p>
<p>Loro saranno la forza e la modestia<br />
fanno a pezzi la maschera di ferro del sapere<br />
per vedere l&#8217;anima sul volto.<br />
&#8230;Baciano il pane e il latte e con la mano<br />
con cui carezzano la testa dei figli<br />
cavano dalla pietra il ferro<br />
e tutti gli altri metalli.<br />
Dalla montagna costruiscono città,<br />
i loro polmoni quieti enormi<br />
assorbono tempeste uragani<br />
e si calmano come gli oceani.<br />
E aspettano sempre l&#8217;ospite inatteso<br />
per lui anche apparecchiano<br />
e dispongono anche dei loro cuori.</p>
<p>Siate simili a loro,<br />
che i vostri bambini dalle gambe di giglio<br />
possano attraversare indenni<br />
il mare di sangue che hanno davanti.</p>
<p></em>Attila József</p>
<p>da Poesie &#8211; 1922-1937</strong></div>
<div><strong> </strong></div>
<div><strong>&#8212;</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong> Attila Jozsef, poeta ungherese dalla vita drammatica e avventurosa. Amico di Thomas Mann e di Luckàcs, venne radiato dal partito comunista perché ne aveva profetizzato il destino tirannico: mise fine alla sua breve vita buttandosi sotto un treno nel 1937, a 32 anni.</strong></div>
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		<title>Dall&#8217;Islanda una lezione</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 05:26:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggete questa storia e riflettete&#8230; Riflettiamo tutti insieme e pensate ai nostri giorni. Cosa sta accadendo? Cosa stiamo tollerando? Un Moloch chiamato debito sta divorando la vita di interi paesi&#8230; Istituzioni sovranazionali non elette da nessuno impongono diete di lacrime e sangue&#8230; Questa crisi creata da banchieri, finanzieri e politici viene scaricata sulle persone, viene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignnone" title="erois" src="http://www.italiafghanistan.rai.it/public/Gallery/1602-bimbo.JPG" alt="" width="1200" height="797" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Leggete questa storia e riflettete&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riflettiamo tutti insieme e pensate ai nostri giorni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa sta accadendo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa stiamo tollerando?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un Moloch chiamato debito sta divorando la vita di interi paesi&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Istituzioni sovranazionali non elette da nessuno impongono diete di lacrime e sangue&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questa crisi creata da banchieri, finanzieri e politici viene scaricata sulle persone, viene derubata la loro vita.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questi poteri sovranazionali impongono un&#8217;unica strategia&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PAGARE SEMPRE DI PIU&#8217; UN DEBITO INARRESTABILE CON SEMPRE PIù TAGLI TAGLI E TAGLI&#8230;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lacrime e sangue dicono. Ma da quanto lo dicono? E cosa hanno portato lacrime e sangue? Ancora più debito, ancora più macelleria sociale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; una follia&#8230; più paghi.. più ti impoverisci.. più ti impoverisci meno hai la forza di realzarti. Invece di sostenere la crescita, si spezzano le gambe a un organismo già convalescente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma sono tutte vere le cose che ci dicono?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sono tutte vere?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Siamo davvero costretti a subire queste ricette draconiane?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi è che davvero sta decidendo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi è che davvero ha il potere?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; davvero giusto che le banche centrali, non elette da nessuno, abbiano il controllo assoluto sulla moneta?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; davvero accettabile che pagare gli interessi sul debito venga prima delle concrete esistenze che vengono colpite?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi guadagna dalle immense speculazione che avvengono ogni giorno?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E chi sono coloro che, dalle grandi istituzioni economiche multinazionali, costringono a sempre maggiori tagli, a sembpre maggiore macelleria sociale?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E se ci fosse un&#8217;altra strada? Un&#8217;altra strada oltre  a quella che ci vendono.. oltre al panico da debito, alla scure sanguinaria, alla perenne sottomissione alle logiche economiche-finanziarie dominanti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E se ci fosse un&#8217;altra strada?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Islanda ha deciso di dire NO!&#8230; di dire BASTA!&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ha nazionalizzato le banche.. creato una nuova costituzione nazionale.. e sfidato le oligarchie finanziarie internazionali..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa succederebbe se anche noi avessimo lo stesso coraggio?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La stessa folle capacità di osare e di pensare in grande e di sfidare ciò che è considerato ormai come inevitabile.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Islanda, quando il popolo sconfigge l&#8217;economia globale<br />
<em>di <a href="http://www.ilcambiamento.it/autori/andrea_degli_innocenti/">Andrea Degl&#8217;Innocenti</a> – tratto da <a href="http://www.ilcambiamento.it/lontano_riflettori/islanda_rivoluzione_silenziosa.html">http://www.ilcambiamento.it/lontano_riflettori/islanda_rivoluzione_silenziosa.html</a></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> </em><em>L&#8217;hanno definita una &#8216;rivoluzione silenziosa&#8217; quella che ha portato l&#8217;Islanda alla riappropriazione dei propri diritti. Sconfitti gli interessi economici di Inghilterra ed Olanda e le pressioni dell&#8217;intero sistema finanziario internazionale, gli islandesi hanno nazionalizzato le banche e avviato un processo di democrazia diretta e partecipata che ha portato a stilare una nuova Costituzione. </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oggi vogliamo raccontarvi una storia, il perché lo si capirà dopo. Di quelle storie che nessuno racconta a gran voce, che vengono piuttosto sussurrate di bocca in orecchio, al massimo narrate davanti ad una tavola imbandita o inviate per e-mail ai propri amici. È la storia di una delle nazioni più ricche al mondo, che ha affrontato la crisi peggiore mai piombata addosso ad un paese industrializzato e ne è uscita nel migliore dei modi.<br />
L&#8217;Islanda. Già, proprio quel paese che in pochi sanno dove stia esattamente, noto alla cronaca per vulcani dai nomi impronunciabili che con i loro sbuffi bianchi sono in grado di congelare il traffico aereo di un intero emisfero, ha dato il via ad un&#8217;eruzione ben più significativa, seppur molto meno conosciuta. Un&#8217;esplosione democratica che terrorizza i poteri economici e le banche di tutto il mondo, che porta con se messaggi rivoluzionari: di democrazia diretta, autodeterminazione finanziaria, annullamento del sistema del debito.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma procediamo con ordine. L&#8217;Islanda è un&#8217;isola di sole di 320mila anime – il paese europeo meno popolato se si escludono i micro-stati – privo di esercito. Una città come Bari spalmata su un territorio vasto 100mila chilometri quadrati, un terzo dell&#8217;intera Italia, situato un poco a sud dell&#8217;immensa Groenlandia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>15 anni di crescita economica avevano fatto dell&#8217;Islanda uno dei paesi più ricchi del mondo. Ma su quali basi poggiava questa ricchezza? Il modello di &#8216;neoliberismo puro&#8217; applicato nel paese che ne aveva consentito il rapido sviluppo avrebbe ben presto presentato il conto. Nel 2003 tutte le banche del paese erano state privatizzate completamente. Da allora esse avevano fatto di tutto per attirare gli investimenti stranieri, adottando la tecnica dei conti online, che riducevano al minimo i costi di gestione e permettevano di applicare tassi di interesse piuttosto alti. IceSave, si chiamava il conto, una sorta del nostrano Conto Arancio. Moltissimi stranieri, soprattutto inglesi e olandesi vi avevano depositato i propri risparmi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Così, se da un lato crescevano gli investimenti, dall&#8217;altro aumentava il debito estero delle stesse banche. Nel 2003 era pari al 200 per cento del prodotto interno lordo islandese, quattro anni dopo, nel 2007, era arrivato al 900 per cento. A dare il colpo definitivo ci pensò la crisi dei mercati finanziari del 2008. Le tre principali banche del paese, la Landsbanki, la Kaupthing e la Glitnir, caddero in fallimento e vennero nazionalizzate; il crollo della corona sull&#8217;euro – che perse in breve l&#8217;85 per cento – non fece altro che decuplicare l&#8217;entità del loro debito insoluto. Alla fine dell&#8217;anno il paese venne dichiarato in bancarotta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Primo Ministro conservatore Geir Haarde, alla guida della coalizione Social-Democratica che governava il paese, chiese l’aiuto del Fondo Monetario Internazionale, che accordò all&#8217;Islanda un prestito di 2 miliardi e 100 milioni di dollari, cui si aggiunsero altri 2 miliardi e mezzo da parte di alcuni Paesi nordici. Intanto, le proteste ed il malcontento della popolazione aumentavano.<br />
A gennaio, un presidio prolungato davanti al parlamento portò alle dimissioni del governo. Nel frattempo i potentati finanziari internazionali spingevano perché fossero adottate misure drastiche. Il Fondo Monetario Internazionale e l&#8217;Unione Europea proponevano allo stato islandese di di farsi carico del debito insoluto delle banche, socializzandolo. Vale a dire spalmandolo sulla popolazione. Era l&#8217;unico modo, a detta loro, per riuscire a rimborsare il debito ai creditori, in particolar modo a Olanda ed Inghilterra, che già si erano fatti carico di rimborsare i propri cittadini.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il nuovo governo, eletto con elezioni anticipate ad aprile 2009, era una coalizione di sinistra che, pur condannando il modello neoliberista fin lì prevalente, cedette da subito alle richieste della comunità economica internazionale: con una apposita manovra di salvataggio venne proposta la restituzione dei debiti attraverso il pagamento di 3 miliardi e mezzo di euro complessivi, suddivisi fra tutte le famiglie islandesi lungo un periodo di 15 anni e con un interesse del 5,5 per cento. <br />
Si trattava di circa 100 euro al mese a persona, che ogni cittadino della nazione avrebbe dovuto pagare per 15 anni; un totale di 18mila euro a testa per risarcire un debito contratto da un privato nei confronti di altri privati. Einars Már Gudmundsson, un romanziere islandese, ha recentemente affermato che quando avvenne il crack, “gli utili [delle banche, <em>ndr</em>] sono stati privatizzati ma le perdite sono state nazionalizzate”. Per i cittadini d&#8217;Islanda era decisamente troppo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fu qui che qualcosa si ruppe. E qualcos&#8217;altro invece si riaggiustò. Si ruppe l&#8217;idea che il debito fosse un&#8217;entità sovrana, in nome della quale era sacrificabile un&#8217;intera nazione. Che i cittadini dovessero pagare per gli errori commessi da un manipoli di banchieri e finanzieri. Si riaggiustò d&#8217;un tratto il rapporto con le istituzioni, che di fronte alla protesta generalizzata decisero finalmente di stare dalla parte di coloro che erano tenuti a rappresentare.<br />
Accadde che il capo dello Stato, Ólafur Ragnar Grímsson, si rifiutò di ratificare la legge che faceva ricadere tutto il peso della crisi sulle spalle dei cittadini e indisse, su richiesta di questi ultimi, un referendum, di modo che questi si potessero esprimere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La comunità internazionale aumentò allora la propria pressione sullo stato islandese. Olanda ed Inghilterra minacciarono pesanti ritorsioni, arrivando a paventare l&#8217;isolamento dell&#8217;Islanda. I grandi banchieri di queste due nazioni usarono il loro potere ricattare il popolo che si apprestava a votare. Nel caso in cui il referendum fosse passato, si diceva, verrà impedito ogni aiuto da parte del Fmi, bloccato il prestito precedentemente concesso. Il governo inglese arrivò a dichiarare che avrebbe adottato contro l&#8217;Islanda le classiche misure antiterrorismo: il congelamento dei risparmi e dei conti in banca degli islandesi. “Ci è stato detto che se rifiutiamo le condizioni, saremo la Cuba del nord – ha continuato Grímsson nell&#8217;intervista &#8211; ma se accettiamo, saremo l’Haiti del nord”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A marzo 2010, il referendum venne stravinto, con il 93 per cento delle preferenze, da chi sosteneva che il debito non dovesse essere pagato dai cittadini. Le ritorsioni non si fecero attendere: il Fmi congelò immediatamente il prestito concesso. Ma la rivoluzione non si fermò. Nel frattempo, infatti, il governo – incalzato dalla folla inferocita – si era mosso per indagare le responsabilità civili e penali del crollo finanziario. L&#8217;Interpool emise un ordine internazionale di arresto contro l’ex-Presidente della Kaupthing, Sigurdur Einarsson. Gli altri banchieri implicati nella vicenda abbandonarono in fretta l&#8217;Islanda.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In questo clima concitato si decise di creare ex novo una costituzione islandese, che sottraesse il paese allo strapotere dei banchieri internazionali e del denaro virtuale. Quella vecchia risaliva a quando il paese aveva ottenuto l&#8217;indipendenza dalla Danimarca, ed era praticamente identica a quella danese eccezion fatta per degli aggiustamenti marginali (come inserire la parola &#8216;presidente&#8217; al posto di &#8216;re&#8217;). <br />
Per la nuova carta si scelse un metodo innovativo. Venne eletta un&#8217;assemblea costituente composta da 25 cittadini. Questi furono scelti, tramite regolari elezioni, da una base di 522 che avevano presentato la candidatura. Per candidarsi era necessario essere maggiorenni, avere l&#8217;appoggio di almeno 30 persone ed essere liberi dalla tessera di un qualsiasi partito.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma la vera novità è stato il modo in cui è stata redatta la magna charta. &#8220;Io credo &#8211; ha detto Thorvaldur Gylfason, un membro del Consiglio costituente &#8211; che questa sia la prima volta in cui una costituzione viene abbozzata principalmente in Internet&#8221;.<br />
Chiunque poteva seguire i progressi della costituzione davanti ai propri occhi. Le riunioni del Consiglio erano trasmesse in streaming online e chiunque poteva commentare le bozze e lanciare da casa le proprie proposte. Veniva così ribaltato il concetto per cui le basi di una nazione vanno poste in stanze buie e segrete, per mano di pochi saggi. La costituzione scaturita da questo processo partecipato di democrazia diretta verrà sottoposta al vaglio del parlamento immediatamente dopo le prossime elezioni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ed eccoci così arrivati ad oggi. Con l&#8217;Islanda che si sta riprendendo dalla terribile crisi economica e lo sta facendo in modo del tutto opposto a quello che viene generalmente propagandato come inevitabile. Niente salvataggi da parte di Bce o Fmi, niente cessione della propria sovranità a nazioni straniere, ma piuttosto un percorso di riappropriazione dei diritti e della partecipazione.<br />
Lo sappiano i cittadini greci, cui è stato detto che la svendita del settore pubblico era l&#8217;unica soluzione. E lo tengano a mente anche quelli portoghesi, spagnoli ed italiani. In Islanda è stato riaffermato un principio fondamentale: è la volontà del popolo sovrano a determinare le sorti di una nazione, e questa deve prevalere su qualsiasi accordo o pretesa internazionale. Per questo nessuno racconta a gran voce la storia islandese. Cosa accadrebbe se lo scoprissero tutti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.disinformazione.it/index.html" target="_top"><strong> </strong></a><a href="http://www.disinformazione.it/"><br />
</a></p>
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		<title>Per un pugno di semi</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jul 2011 12:49:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per un pugno di semi &#8220;Nulla di ciò che è vivente è brevettabile, neppure in parte&#8221; Questa affermazione, che rincontrerete nei punti finali del testo che leggerete, dovrebbe essere scontata. Dovrebbe essere evidente. Moltissimi di noi non verrebbero neanche sfiorati da un pensiero diverso. E invece non è così evidente per molte realtà economiche, mediatiche, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<h2 style="text-align: justify;"><img class="alignnone" title="semente" src="http://us.123rf.com/400wm/400/400/mrsnstudio/mrsnstudio1005/mrsnstudio100500179/7009979-canarie-sementi-sfondo.jpg" alt="" width="1203" height="900" /></h2>
<h2 style="text-align: justify;">Per un pugno di semi</h2>
</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Nulla di ciò che è vivente è brevettabile, neppure in parte&#8221;</strong></div>
<div style="text-align: justify;">
<div>
<p><strong>Questa affermazione, che rincontrerete nei punti finali del testo che leggerete, dovrebbe essere scontata. Dovrebbe essere evidente. Moltissimi di noi non verrebbero neanche sfiorati da un pensiero diverso.</strong></p>
<p><strong>E invece non è così evidente per molte realtà economiche, mediatiche, politiche ed istiuzionali.</strong></p>
<p><strong>E la manipolazione della vita e la brevettazione del &#8220;materiale&#8221; vivente&#8221; è diventato uno dei grandi territori che segneranno il tempo prossimo venturo.</strong></p>
<p><strong>Il testo che leggerete non è sempre scorrevole e limpido, ma porta in sè domande potenti.</strong></p>
<p><strong>Non è un &#8220;discorso&#8221; solo sui semi&#8230;</strong></p>
<p><strong>I semi non sono quegli affarini picolissimi con cui potete riempirvi le mani.</strong></p>
<p><strong>I semi rappresentano una delle architravi della stessa sussistenza alimentare su questo pianeta.</strong></p>
<p><strong>Chi controlla i semi, controlla il cibo. Chi controlla il cibo acquisisce su intere collettività un potere che farebbe impallidire quello delle antiche satrapie orientali.</strong></p>
<p><strong>La manipolazione del vivente è strumentale ANCHE (e soprattutto) allo scopo delle brevettabilità del materiale manipolato.</strong></p>
<p><strong>Una volta, ad esempio, che si saranno create varietà genticamente manipolate (OGM) di Mais, le corporation internazionali che hanno il brevetto su quelle varietà manipolate (ad es.. la Monsanto) cercheranno di fare propagare quella tipologia di mais. Perchè quel mais è nelle loro mani. Se tutte le sementi attualmente essitenti fossero sementi geneticamente manipolate, in pratica la catena alimentare, per tutto quello che deriva dalla semina, maturazione,ecc.. e successivi procedimenti di elaborazione.. sarebbe nelle mani delle corporatione alimentare.</strong></p>
<p><strong>La lotta per i semi non è una battaglia di poche comunità integraliste di contadini, quindi. E&#8217; una lotta per la democrazia prossima ventura. E si intreccia con altri piani e con altre lotte, in una sovrapposizione di livelli, sul piano orizzonta, e sul piano verticale.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;articolo che leggerete tenta di mostrare &#8220;qualcosa&#8221; di tutto ciò, andando anche oltre lo stesso discorso dei semi.</strong></p>
<p><strong>E&#8217; la riscoperta e la valorizzazione di un sapere comunitario che è in gioco, di un patrimonio collettivo che va oltre il diiritto e deve porre limiti al diritto. Arrivo a dire che il diritto è legittimo se non mette a repentaglio questo sapere comunitario e le relazioni di vita che esso stesso istituisce.</strong></p>
<p><strong>Il succo è che la proprietà comunitaria delle sementi, ma anche dell&#8217;acqua, e altri patrimoni originari non devono essere &#8220;concessi&#8221; dal diritto, il diritto deve &#8220;riconoscerli&#8221;, inchinandosi a ciò che rende legittimo il diritto e nè da valore morale, il rispetto della sovranità della vita nel suo manifestarsi.</strong></p>
<p><strong>E&#8217; una lotta per una democrazia non limitata al piano istituzionale governativo.</strong></p>
<p><strong>Una lotta per i saperi comuni, per i beni comuni, per gli spazi condivisi, per i &#8220;territori franchi&#8221;, emancipati dal mercantilismo più esasperato, e dal codice del profitto, dalla dinanica dello scambio azionario perenne. Non è né liberismo, nè comunismo. I vecchi molochi ideologici sono alberi secchi, germe sterilizzante. E&#8217; un pensiero più antico della ruota e più innovatore delle autostrade telematiche.</strong></p>
<p><strong>La terra appartiene ai popoli. La cultura sociale non deve essere sottoposta ad autorizzazioni e controlli.</strong></p>
<p><strong>La conoscenza va condivisa e deve scorrere senza limiti.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;economia è solo uno strumento e deve inchinarsi a valori superiori.</strong></p>
<p><strong>I leader devono servire non comandare.</strong></p>
<p><strong>E la vita non è brevettabile.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vedete a cosa si arriva da un pugno di sementi..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tratto da</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;NUNATAK</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rivista di storie, culture, lotte della montagna&#8221;</strong></p>
<p><strong>SCAMBIO DI SEMI E DIRITTO ORIGINARIO</strong></p>
<p><strong>Parto da un&#8217;affermazione poco nota sulle varietà di fruta, ortaggi e cereali: le varietà in natura non esistono. In natura esiste la specie,  i loro selvatici, le declinazioni locali delle specie (&#8220;ecotipipi&#8221;) che nei diversi luoghi, in risposta al terreno e al clima di quei luoghi, hanno evoluto forme e comportamenti particolari; ma le varietà, come le conosciamo oggi (la mela Renetta, il frumento tenero Gentil Rosso, la carota di Nantes&#8230;) sono quasi sempre il risultato di un lento  processo di selezione, addomesticazione e trasmissione atto da contadini e agronomi nel tempo lungo delle generazioni, e questo risultato richiede decenni, qualche volta secoli, di lavoro anonimo, svolto nella condivisione dei saperi e delle pratiche comuni a un territorio esteso quanto quello di una parrocchia o di una famiglia. In altre parole, le varietà sono un prodotto  del tempo e della cultura di un luogo e di una comunità, sono quasi un manufatto. Se si escludono  quelle prodotte  dai genetisti, quelle ottenute per ibridazione o per mutazione indotta, se si escludono, insomma, quelle più recenti, prodotte a partire dalla prima metà dello scorso secolo, tutte le altre varietà, quelle tramandate (dunque &#8220;tradizionali&#8221;), non hanno un autore, un &#8220;costitutore&#8221;, non hanno cioè qualcuno che ne possa vantare  un diritto esclusivo di proprietà e di uso. La titolarità sulle varietà tradizionali può essere riconosciuta solo nei confronti della compresenza di chi, in quel luogo e in quella comunità, è vissuto e vive, perchè, poco o tanto, solo costui è cotitolare dei saperi condivisi e delle pratiche che sono servite nel tempo per selezionare e addomesticare la loro forma, il loro comportamento e il loro gusto, cioè per fare loro assumere le caratteristiche che le rendono riconoscibili e particolari.</strong></p>
<p><strong>La mela Cavilla, l&#8217;uva Lumassina, il mais Ottofile e il cavolo Gaggetta, essendo il risultato di un lungo processo  di adattamento e conformazione, non hanno un autore certo. Queste varietà possono solo avere una moltitudine di coautori, comunque non un proprietario; e se qualcuno  ne rivendicasse diritti esclusivi commetterebbe un atto abusivo e giuridicamente on riconoscibile se non per effetto di una norma bizzarra, inconsapevole o prepotente; sono invece patrimonio collettivo, non di tutti in mondi indifferenziato, della nazione o dell&#8217;umanità, ma di una comunità legata a un territorio, quanto grande o piccolo non è rilevante. La conservazione ripetuta nel tempo e la consuetudine ne hanno fatto oggetto di diritto comunitario, un diritto che di fatto non esisste più, e non è né privato né pubblico, perchè non possono appartenere neppure allo Stato o alle sue emanazioni territoriali che amministrano il patrimonio pubblico, e sempre più spesso  lo fano come se fosse una particolare forma di proprietà privata. Così, tutto quello che è stato oggetto di diritto comunitario, cioè delle comunità (normalmente territoriali) &#8211; si pensi agli usi civici &#8211; è soggetto ad  una progressiva erosione e, come scoria del passato, pare destinato, prima all&#8217;esclusione dalla percezione e dalla consapevolezza comune e, successivamente alla totale scomparsa.</strong></p>
<p><strong>Questo punto merita una particolare attenziona: a dispetto di ogni strabismo giuridico, gli ambiti comunitari tuttora esistono &#8211; hanno a che fare con le risorse necessarie per a sussistenza degli appartenenti a una comunità e con il patrimonio simbolico  costruito nel tempo da quella comunità, fatto di spazi, feste, riti, forme ed espressioni della cultura condivisa e vernacolare &#8211; ma non si percepiscono più come tali: solo solo usciti dall&#8217;orizzonte della percezione  e del linguaggio comuni, e questa uscita è la premessa per la loro definitiva scomparsa nella disattenzione e nel silenzio.</strong></p>
<p><strong>Piccoli esempi presi qua e llà nel deposito della memoria. La strada è, ed è sempre stata, spazio dell&#8217;incontro e, nell&#8217;immediatezza delle cose, quasi estensione  dello spazio abitato. Pare normale &#8211; e anche nelle città lo è stato fino a non molti decenni fa - che le persone possano mettere la sedia fuori casa per conversare o fare nulla. Ma non posso dimenticare il vigile che a Genova, una trentina di anni a,  in una strada pedonale del centro storico, si era avvicinato a una donna seduta fuori casa vicina al suo uscio per domandare se,  per la sedia, avesse pagato la tassa  di occupazione del suolo pubblico. In quel momento  ho iniziato a capire che lo spazio pubblico e quello comunitario non sono la stessa cosa.</strong></p>
<p><strong>Ancora: organizziamo una festa e suoniamo e balliamo con musica che abbiamo inventato o con la musica popolare, quella ereditata per tradizione, quella di autori tutti ignoti o, proprio come le varietà agricole, di autore collettivo. Anche in questo caso dobbiamo pagare  una gabella allo Stato attraverso la sua agenzia, SIAE, che impone una tassa sulle feste accompagnate dalla musica con la ragione dei diritti d&#8217;autore: e non conta nulla che la musica sia inventata sul momento o che gli autori non ci siano e, intesi singolarmente, non ci siano mai stati, e neppure che nessun diritto d&#8217;autore sarà pagato a nessuno. Andando così a spaglio, cosa potremmo dire della legge per incentivare gli &#8220;agricoltori custodi&#8221;, pubblicato dalla Regione Toscana pochi anni fa, che prevede un contributo  in denaro per chi mantiene e moltiplica  varietà tradizionali a condizione che i semi siano consegnati  alla banca dei semi indicata dallla stessa Regione senza possibilità di redistribuirli tra gli stessi coltivatori se non sotto vincolo di riconsegna. In questi pochi esempi così eterogenei, si reisce a riconoscere la distanza tra cosa è &#8220;pubblico&#8221; e cosa è &#8220;comune&#8221;?</strong></p>
<p><strong>Torniamo alle varietà tradizionali che, abbiamo osservato, sono oggetto di una titolarità comunitaria e come tali non dovrebbero esssere brevettabili, appropriabili da nessuno, neppure dallo Stato e dalle sue emanazioni. E i semi e i materiali da propagazione di quelle varetà si possono fare circolare liberamente? Pare banale rispondere &#8220;sì&#8221;, eppure, grazie a una direttiva europea (98/95) e alle sue interpretazioni più restrittive, dal 2000 è stato necesssario iniziare a fare una azione di pressione &#8211; che dura ancora oggi  &#8211; nei confronti del Ministero delle Politiche Agricole per sostenere che, malgrado qualunque direttiva o legge conseguente, debba essere riconosciuta (non concessa!) ai  coltivatori la libertà di scambio delle sementi delle varietà  da loro riprodotte, tanto più se si tratta di varietà tradizionali, tanto più se la produzione di quelle sementi avviene entro l&#8217;aerea di tradizionale difusione e coltivazione di quelle varietà.</strong></p>
<p><strong>La ragione portata avanti vive all&#8217;interno di una duplice argomentazione.</strong></p>
<p><strong>1- Le varietà tradizionali sono prodotto delle comunità locali e oggetto della loro titolarità collettiva che, al pari di un uso civico, non può esssere alienata, abrogata, appropriata né limitata.</strong></p>
<p><strong>2- Lo scambio delle sementi è una pratica consuetudinaria che nella cultura e nell&#8217;economia rurale si svolge in modo corrente secondo un costume consolidato e risale a un tempo che precede la memoria collettiva (in parole più chiare si direbbe: è così &#8220;da sempre&#8221;.</strong></p>
<p><strong>A questi due punti potremmo aggiungerne un terzo. Tutto ciò che ha a che fare con le pratiche di sussistenza è parte di un ambito pregiuiridico che logicamente precede e fonda ogni legge &#8211; perchè una legge che neghi i diiritti legati alla sussistenza è, o dovrebbe essere, impensabile e in sé contraddittoria -, e lo scambio delle sementi è senza dubbio un elemento che rinvia all&#8217;autoproduzione del cibo e, dunque, alla sussistenza; alle sementi e alla confezione del proprio cibo potremmo aggiungere ciò che riguarda la generazione dei figli, la possibilità di curarsi se e come si desidera, il riparo da reddo e maltempo, e altro ancora.</strong></p>
<p><strong>Lo stesso valore pregiuridico è quello che dovrebbe essere riconosciuto &#8211; perchè la sussistenza comunitaria e di qualunque formazione sociale è presupposto logico di ogni norma che ne regoli il funzionamento &#8211; a ciò che riguarda le risorse delle comunità e il loro patrimonio simbolico, che normalmente sono autoregolati e fissati per tradizione orale, prima che scritta, attraverso la consuetudine e il costume. E in questo ambito troviamo le comunanze (commons) e l&#8217;accesso alle risorse rinnovabili, il loro uso collettivo, ripetibile e non erosivo.</strong></p>
<p><strong>Tutti questi non sono diritti, né vecchi né nuovi, perchè non sono corrispettivi per ciò che è dovuto, vengono prima dei diritti: sono uno spazio originario, sono premesse del diritto e come tali devono essere riconosciute inviolabili e non assoggettabili ad altre limitazioni o riserve oltre alla necessità che la loro espressione non possa danneggiare, prevaricare, o limitare le altrettanto sacrosante facoltà elementari di altri di agire per assicurare la sussistenza per sé, la propria famiglia, la propria comunità. La sussistenza, nulla di più. Se esiste un ambito pregiuridico, r iguardante la sussistenza e le comunanze, che logicamente precede  la formazione del diritto, esiste anche un ambito ultragiuriico che ontologicamente supera lo spazio del diritto, e questo è l&#8217;ambito del sacro e di ciò che si riconosce come tale, come la vita.</strong></p>
<p><strong>Torniamo alla perdita di percezione delle comunanze che nel tempo porta al loro disconoscimento e alla loro scomparsa tra l&#8217;inconsapevolezza e l&#8217;indifferenza. Oggi, dei semi si occupano i  frigoriferi delle banche del germoplasma, delle feste gli assessorati alla culura o le istituzioni preposte all&#8217;animazione del &#8220;tempo libero&#8221;, della salute le istituzioni sanitarie, del sapere condiviso e comune la scuola e la televisione, della bontà del cibo le ASL. Della vita in generale, si occupano gli esperti di ogni genere: l&#8217;istituzionalizzazione delle comunanze corrisponde al passaggio dalle forme comunitarie di partecipazione diretta ai meccanismi elettorali delle democrazia delegata. Si confonde il comune con  il pubblico, la partecipazione con la delega: il trucco è lo stesso, ed il risultato è che nel tempo lle comunanze diventano invisibili, fino  a quando  si può dubitare che siano mai esistite, e &#8220;partecipazione&#8221; diventa parola vuota, ornamento e alibi per addolcire forme di controllo del consenso.</strong></p>
<p><strong>Prima che le comunanze scompaioano del tutto è necessario  riafferrarle e riaprire la morsa tra lo spazio normativo pubblico e privato perchè  i beni comuni siano riconosciuti tali e siano resi indipendenti dalle ingerenze e intromissioni statali. E d&#8217;altra parte è necessario segnare, sul confine del sacro e dell&#8217;ambito di sussistenza, l&#8217;orizzonte invalicabile del diritto perchè anche oltre questo confine valga un principio di astensione, di non competenza a legiferare.</strong></p>
<p><strong>Nella pratica delle scelte, per riaprire  la morsa tra pubblico e privato, si potrebbe cominciare da pochi primi interventi e affermare in generale, che..</strong></p>
<p><strong>L&#8217;acqua, l&#8217;aria, la terra e le sementi, i luoghi considerati sacri da chi li abita e li vive per il culto e la preghiera, gli spazi comunitari, i saperi condivisi, la linngua madre gli usi tramandati, le scelte partecipate, le soluzioni in armonia con il senso comune, le consuetudini e le pratiche locali sono patrimonio comune, ne è titolare chi è vissuto, vive e vivrà nell&#8217;ambito comunitario che li riguarda; l&#8217;accesso ch e se ne ha  non può ledere le facoltà di accesso di nessun altro che ne sia titolare; tutto quanto è patrimonio comune, non si può cancellare, vietare, limitare, dividere, manipolare contronatura, vendere, modificare, usucapire, appropriare, violare, brevettare, rinunciare, delocalizzare, privatizzare, istituzionlizzare. E tutto questo  non può riguardare neppure cosa vive alle radici della vita, nell&#8217;ambito del sacro: così anche le persone e, più in generale, gli esserei viventi e i loro geni.</strong></p>
<p><strong>Oppure, per offrire alcuni esempi particolari tra i molti possibili, che:</strong></p>
<p><strong>1- Chi coltiva un appezzamento di terra, qualunque sia la sua dimensione, per l&#8217;autoconsumo familiare e per la vendita diretta e senza intermeiari, pià liberamente: trasformare e conezionare i prorpi prodotti nell&#8217;abitazione o nei suoi annessi, attraverso le attrezzature e gli utensili usati nella consueta gestione domestica; e vendere i propri prodotti agricoli (comprese le sementi autoprodotte), alimentari e artigianato manuale ai consumatori inali, senza che ciò sia considerato atto di commercio.</strong></p>
<p><strong>2- Le feste di paese e quelle comunitarie, la musica tradizionale e i balli popolari senza autore nato, sono liberi da permessi e atuorizzazioni amministrative, non sono assoggettabili alla normativa sul diritto d&#8217;autore né ai controlli o alle competenze della siae.</strong></p>
<p><strong>3- I diritti di uso civico sulle terre demaniali, comunitarie e frazionali non possono essere modificati, liquidati, sospesi o trasferiti; e restano nella disponibilità delle comunità che hanno diritto ad accedervi. Le terre soggette ad uso civico e i beni frazionali on possono essere vendute, alienate, edificate, né essere soggette a cambio di destinazione.</strong></p>
<p><strong>4- Le varietà tramandate di ortaggi, frutta e ceereali sono bene comune, la loro titolarità appartiene alle comunità locali dove nel tempo sono state selezionate, addomesticate e conservate e in nessun modo appropriabili o brevettabili.</strong></p>
<p><strong>5- Nulla di ciò che è vivente è brevettabile, neppure in parte,</strong></p>
<p><strong>E così di seguito per dieci, cento o altri mille punti.. Semplice no?</strong></p>
<p><img class="alignnone" title="monsanto" src="http://2.bp.blogspot.com/_Gj1HHdZ8zLU/S-Cb6kNVMHI/AAAAAAAAAPI/3pjz3SC8CFg/s1600/monsantoland.jpg" alt="" width="600" height="425" /></p>
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		<title>La fortezza di Fenestrelle</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jul 2011 12:17:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/fenestrelle.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1128" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/fenestrelle-1024x766.jpg" alt="" width="1024" height="766" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tacito scriveva: &#8220;fanno il deserto e lo chiamano pace&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tacito incarnava in sè il lato più grande degli antichi romani. La capacità di guardarsi dentro e di osservarsi con totale spietatezza e franchezza. Infatti è degli stessi romani che Tacito scriveva&#8230; &#8220;fanno il deserto e lo chiamano pace&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non so esattamente dirvi come è stata chiamata l&#8217;unificazione d&#8217;Italia. Forse il guaio è che non è stata &#8220;chiamata&#8221; fino in fondo. C&#8217;è un peccato di omissione. Omissione di nomi, storie, volti, eventi. Semplicemente pagine scomparse, strappate via dal vento selettivo della narazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Adesso si sa che l&#8217;Unificazione a un certo punto avvenne &#8220;con il ferro e con il sangue&#8221; e che il Sud venne trattato come paese nemico occupato. Interi villaggi furono distrutti, migliaia di persone uccise, altre condannate al carcere a vita.. altre spedite in luoghi infami, lager antelitteram come Fenestrelle, dove a migliaia furono rinchiusi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ed è soprattutto di Fenestelle che parla il testo che leggerete.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci tengo a dire una cosa&#8230;..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La storia non è un ascia con motorino retroagente o con replay incorporato.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E volere &#8220;matematicamente&#8221; risarcire una ingiustizia storica, spesso porta a una nuova ingiustizia, cosicchè le ingiustizie si sommano.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ad esempio, Israele è nata dal selvaggio atto di occupazione dei territori palestinesi e da crimini senza fine. Ma riscattare quella ingiustizia storica non vuol dire ritornare allo status quo.. e quindi distruggere Israele. Sarebbe come aggiungere un altro abominio al precedente abomio. Israele ormai esiste da generazioni, sono nati figli e poi figli di figli e poi figli di figli di figli. Orma è nata una comunità di senso. Il futuro sarà integrare Israele e futuro stato palestinese.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se andiamo adesso alle barbarie verso le genti del Sud Italia.. il &#8220;risarcimento&#8221; non è &#8220;annullare&#8221; l&#8217;unificazione e tornare al Regno delle Due Sicilie e ai borboni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Italia ormai è un valore.. si sono stabilite connessioni.. sono nate generazioni. Orma l&#8217;Italia ci appartiene.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il riscatto allora è ristabilire la verità storica, spazzare via l&#8217;oblio, imparare dal passato.. costruire una Nuova Storia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vi lascio a questo pezzo per certi aspetti impressionante&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tratto da</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;NUNATAK</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rivista di storie, culture, lotte della montagna&#8221; (n.627)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>… Quando fa notte, a la muntagna…</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Jacou</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Finestrelle sta lì, in mezzo alla Val Chisone. La mastodontica mole della fortezza è forse ciò che ha fatto venire in mente a qualche megalomane dirigente pubblico di volerla scegliere come monumento “Simbolo della Provincia di Torino”. E invece Fenestrelle è solo il simbolo della vergogna, e dovrebbe esserlo delle infinite scuse che lo Stato italiano deve alle Genti dl Sud per massacri perpetrati in nome di un’Unità fasulla, costata però sangue vero, vere lacrime, sofferenze infinite</em></strong><strong>.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Del perché venne costruita la fortezza di Fenestrelle non è il caso di occuparsi qui, quel che ci importa, e che ce la rende odiosa, è che fu da subito concepita come prigione, e poiché le prigioni agli Stati sono indispensabili, venne usata anche da francesi al tempo di Bonaparte, oltre che come carcere militare fino  a che, dal 1860,  iniziò a diventare un vero e proprio lager, forse il primo di cui si abbia notizia. Il primo ed uno dei peggiori, in quanto neppure il lavoro da schiavi veniva imposto ai detenuti, li si voleva costretti e ridotti allo sfinimento, arresi e morti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Numeri ufficiali, terribili e rivelatori: dal 1860 il “governo italiano” chiamò alla leva obbligatoria triennale 72.000 coscritti dell’ex Regno delle Due Sicilie, si presentarono in 20.000. Il che fa più di cinquantamila renitenti, meglio: disertori. Una diserzione di massa, che disorientò e fece infuriare il governo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>C’era già stata la guerra e la guerriglia, ovvia e “normale” contro l’invasione del Sud, ma adesso c’era il Regno d’Italia, e questi cafoni disertavano la naja? Repressione, solo dura repressione poteva essere la risposta, e così fu. Le bande di La Marmora, i bersaglieri, furono scatenati per la repressione: e la resistenza fu coraggiosa, indomita.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bande partigiane, alcune al comando di ufficiali del disciolto esercito borbonico, molte invece costituite da contadini che fuggivano la leva obbligatoria, da chi non voleva, non poteva lasciare la masseria, la famiglia, gli animali. Guerrieri contadini, che difendevano la loro terra dall’invasore.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quante volte, nella storia, questo copione si ripete: la Vandea che insorge contro la Repubblica francese nel 1793, i contadini ed i montanari che formano le bande partigiane per sfuggire al bando Graziani nel 1943, ma la storia ha radici nelle insurrezioni contadine del Medio Evo, quando le falci diventavano armi contro la prepotenza dei signori feudali, quando Andreas Hafer guida gli insorti del Tirolo agli inizi  dell’800. Storia antica e terribile.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Di fronte alla rivolta indomabile, e di proporzioni ben maggiori di quanto il governo sabaudo avere previsto, arrivano le leggi speciali: il dicastero Minghetti promulga, il 15 agosto 1863, la legge Pica “Per la repressione del brigantaggio meridionale”. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Et voilà: ex soldati borbonici, contadini, le loro famiglie, catalogati come briganti, come ladri, come combattenti illegittimi contro i quali tutti i mezzi erano buoni. Banditi. “Achtung Banditen!” avrebbero scritto i nazisti all’imbocco delle zone dove si registrava una presenza partigiana. “Bandito” stava scritto sui cartelli appesi al collo dei partigiani assassinati.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E banditi lo furono  per davvero, i “briganti meridionali”, alla macchia per necessità, rinnovando l’antico “ricorso alla foresta” già previsto nel diritto franco del IX secolo… ma si lasciavano a casa una famiglia, dei figli, ed anche su questi si scatenò la repressione. Anticipando la prassi israeliana di radere al suolo le case palestinesi sospettate di essere riparo per “terroristi”, venivano scoperchiate, a volte date alle fiamme, le masserie e le baracche più misere, ma a volte neppure questo bastava, e si radevano al suolo interi paesi, come capitò a Pontelandolfo, più di 1500 morti in un giorno, il paese distrutto dall’artiglieria italiana per rappresaglia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel 1878, quando si tirarono le somme, i paesi rasi al suolo saranno 54, 5212 le condanne a morte eseguite, 6564 le condanne alla galera a vita. Fame, miseria, azzeramento dell’agricoltura, epidemie, esecuzioni sommarie daranno un totale vicino al milione di morti. Dalla resistenza anti-piemontese si sviluppò un’incontenibile rivolta sociale, che richiese l’invio di sempre maggiori forze di occupazione al Sud: 22.000 uomini nel 1860, destinati a diventare 50.000 nel dicembre 1861, poi 105.000 l’anno successivo,, fino a raggiungere il numero di 120.000. Una guerra civile, altro che “Fratelli d’Italia!”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“A Napoli noi abbiamo cacciato il sovrano per stabilire un governo fondato sul consenso universale. Ma ci vogliono, e sembra che non basti, sessanta battaglioni. Abbiamo il suffragio universale? Io nulla so di suffragio: ma so che di qua del Tronto non sono necessari battaglioni, e che di là sono necessari. Ci dev’essere per forza qualche errore… Bisogna cambiare atti, o principi”. Era Massimo d’Azeglio, a dirlo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dichiarazione di un nobile siciliano, che aveva creduto alle promesse del “re Galantuomo”… è Francesco Noto, deputato al Parlamento di Torino, che così parla nella seduta del 20 novembre 1861: “Questa è invasione, non unione, non annessione! Questo è volere sfruttare la nostra terra come conquista. Il governo del Piemonte vuole trattare le provincie meridionali come il Cortez ed il Pizarro facevano nel Perù e nel Messico!”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ed il peggio doveva ancora venire. I prigionieri, rastrellati tra Puglia, Calabria, Campania, furono condotti (a volte a piedi..) nei campi di concentramento del Nord.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non solo galera, no… sentite cosa disse nel 1872, con ormai Roma capitale, il Ministro degli Esteri del Regno d’Italia: “bisogna dunque pensare ad aggiungere alla pena di morte un’altra pena, quella della deportazione, tanto più  che presso le impressionabili popolazioni  del Mezzogiorno la pena della deportazione colpisce di più le fantasie e atterrisce più della stessa pena di morte. I briganti, per esempio, che vanno col più grande stoicismo incontro al patibolo, sono atterriti all’idea di andare a finire i loro giorni in paesi lontani ed ignoti”. Questo “galantuomo” era il milanese Emilio Visconti Venosta, ricordatevene, on si sa mai, magari c’è qualche monumento lui dedicato che attende un martello, una targa da mandare in frantumi per celebrare il cento cinquantenario. Il governo voleva seminare il terrore, e diceva che i briganti erano gli altri, ricorda niente? Nasce davvero come un paese moderno, l’Italia, anche se in realtà stava replicando le contemporanee politiche di sterminio e deportazione attuate dal governo degli U.S.A. nei confronti dei nativi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si scatenarono le più strambe fantasie, che elenco: deportazione in Tunisia, ma non vi fu l’assenso del governo tunisino; la Patagonia argentina, ma il Regno d’Italia aveva poche navi e non sapeva bene come portarli; fu fatta richiesta al Portogallo per aprire colonie penali in Mozambico o in Angola, ma nessuna di queste ipotesi si rivelò praticabile. Ci provarono anche col Borneo, con l’Indonesia…</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non è uno scherzo, ho elencato i progetti del Ministro degli Esteri del 1867, Luigi Federico Menabrea. Tutto documentato con minuziosa precisione. Abbiamo persino l’ora di trasmissione dei telegrammi diplomatici intercorsi tra Menandrea ed i ministri Emanuele d’Azeglio (che stava a Londra) e Della Croce (a Buenos Aires), tutto negli Archivi di Stato tra Torino e Roma. Un’unica folle vergogna, il progetto di un genocidio, e di nuovo altro che “Fratelli d’Italia”. Ma i terroni bisognava tenerseli, e allora meglio  sterminare almeno i più rompicoglioni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E allora su, in Toscana, in Lombardia, in Piemonte. Per i più sfortunati, Fenestrelle. Vestiti con un camicione di tela, ed una sciarpa. Zoccoli di legno. Perché non prendessero troppi vizi vennero tolti gli infissi alle finestre. A 2000 metri, d’inverno, la sopravvivenza media era di tre mesi, per quelli robusti. E dato che i forni crematori non li avevano ancora inventati, i cadaveri venivano gettati in una fossa di calce viva, dietro la cappella della fortezza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>All’inizio  del suo utilizzo come galera per i briganti, Fenestrelle ospita circa seimila internati, davvero troppi per le guardie, e difatti il 22 agosto 1861 quasi un migliaio di loro tenta di impadronirsi della fortezza, raggiungono uno dei depositi delle armi, ma la rivolta fallisce. La notizia, però, arriva ai giornali, creano non poco scompiglio: mentre l’80% delle truppe piemontesi era impegnato a combattere i briganti al Sud, si corse il rischio  che alcune migliaia di evasi dalla galera, in armi, iniziassero la guerriglia nelle valli.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non andò così.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il brigante, sconfitto, divenne emigrante “volontario”. Ancora pochi anni e ci sarebbero andati da soli in Argentina, in America, dovunque, via da un’Italia che questi “fratelli” proprio non li voleva.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Resta, cupa, vuota, la fortezza di cui De Amicis (quello di “Cuore”) disse che sembrava  “apposta per contenere milioni di ribelli”. Restano le parole di Antonio Gramsci, “lo Stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e a fuoco l’Italia Meridionale e le isole, crocifiggendo, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini, che scrittori salariati tentarono di infamare con il marchio di briganti”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Restano i romanzi di Carlo Alianello, che raccontano un’altra storia che non trovate sui libri di scuola. Restano i loro nomi, le loro leggende che ancora si cantano al ritmo della taranta: Carmine Crocco, Michelina de Cesare, Giuseppe Nicola Summa, detto Ninco Nanco, e Domenico Fuoco, l’ultimo a cadere dopo dieci anni di macchia sui monti del Matese.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando scende la notte sulla montagna, da Fenestrelle all’Aspromonte, da Chiromonte alla Barbagia, sono ancora pronti per essere accesi i fuochi dei briganti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Buon compleanno, Italia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La lotta per la montagna sacra</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jul 2011 12:04:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco i piccoli soldati della Resistenza. Hanno volti nascosti tra le pagine bianche e quelle nere, le righe cancellate, quelle bruciate ad arte, quelle ricoperte con la scolorina, quelle riscritte e quelle ritrovate. In India, nello stato dell&#8217;Orissa, I Kandh, un insieme di comunità tribali hanno combattuto una durissima e disperata guerra contro la multinazionale Vedanta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/Dongria1.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1122" title="Dongria1" src="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/Dongria1-1024x768.jpg" alt="" width="1024" height="768" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ecco i piccoli soldati della Resistenza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Hanno volti nascosti tra le pagine bianche e quelle nere, le righe cancellate, quelle bruciate ad arte, quelle ricoperte con la scolorina, quelle riscritte e quelle ritrovate.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In India, nello stato dell&#8217;Orissa, I Kandh, un insieme di comunità tribali hanno combattuto una durissima e disperata guerra contro la multinazionale Vedanta per Niyamgiri, la loro Montagna Sacra, il fondamento del loro mondo, la cornice del loro habit esistenziale, il nutrimento del loro autoriconoscersi, ovvero l&#8217;archistrave stessa del loro sentiri Uomini, del loro &#8220;avere un senso&#8221; dinanzi alla vita.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nonostante la guerra sporca di Vedanta e autorità i Kandh alla fine hanno vinto. Almeno per il momento.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il testo che leggerete è la loro storia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Su un fronte che corre proprio ai confini dell&#8217;umano. Dove si combatte ancora. Dove si combatterà semrpe.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo Specchio è frantumato e le immagini sono infrante, sparpagliate, diffuse.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Resistenza è all&#8217;opera ovunque. Cambiano le forme, i retroterra, le Visioni, le pratiche concrete. Ma i motori si scaldano. E reggono a stento i muri dello stadio. Divisi da mille codici, uniti in realtà da una stessa fame di liberazione, e di dignità contro chi prosperà tre i canili e il guinzaglio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tribù scendono sul sentiero di guerra Per difendere un Mondo. Il loro Mondo. La Casa Divina della manifestazione e attuazione del loro essere. Il Territorio che dà il fiumi, le sorgenti, la frutta. La Terra che è stato dato loro mandato di Custodire.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; una vecchia lotta. Degli estortori dai colletti bianchi e degli agglomerati di cemento e morte che come unr ullo complessore spazzano via i Mondi, in una scarica di DTT sterilizzante, per accamparea altri territori al loro Risiko e spolparli fino a strapparne l&#8217;ultimo centesimo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma c&#8217;è chi dice.. QUESTO E&#8217; IL NOSTRO MONDO&#8230; </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>QUESTA E&#8217; LA NOSTRA TERRA,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>QUESTO E&#8217; IL NOSTRO UNIVERSO,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LOTTEREMO FINO ALLA MORTE PER CIO&#8217; CHE E&#8217; NOSTRO.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I loro tamburi parlano anche alle nostre viscere, per una Dignità che aspetta chi osi reclamarla.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Grande Montagna ora sorride. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A volte il Banco perde,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>al gioco delle tre carte capita che il Banco si incula.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tratto da </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;NUNATAK</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rivista di storie, culture, lotte della montagna&#8221; (n.627)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Di Pei</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Oggi nell&#8217;era dei cambiamenti climatici, è sicuramente il momento di rendersi conto che le foreste, i sistemi fluviali, le catene montuose e le persone che sanno come vivere in modo ecologicamente sostenibile valgono più di tutta la bauxite del mondo. La Vedanta dovrebbe essere fermata nei suoi piani. Adesso. Immediatamente. Prima che si compino ulteriori danni.&#8221; (Arundhati Roy)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>In India, alle pendici del Monte Nyamgiri, le comunità tribali dei Dongria Kondh si stanno battendo contro la multinazionale mineraria Vedanta, il cui progetto estrattivo minaccia di distruggere, insieme a Nyamgiri, la loro stessa esistenza come popolo che si considera &#8211; ed efettivamente è &#8211; il &#8220;Custode&#8221; di questa montagna sacra. Al momento i Kondh hanno vinto: il progetto della Vedanta è stato bloccato. La loro storia, e la loro vittoria, è tanto più significativa in quanto momento di uno scontro di dimensioni ben più grandi: una battaglia epocale che vede il subcontinente indiano, la più grande democrazia al mondo, dilaniato da una vera e propria guerra ai danni delle popolazioni rurali, non ancora urbanizzate, e al loro tentativo di resistere al trionfo dello &#8220;sviluppo economico&#8221;.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tra l&#8217;agosto e il settembre del 2010, dopo una controversia durata anni, il governo indiano si è pronunciato in merito al rilascio delle autorizzazioni alla multinazionale Vedanta per il progetto di estrazione di bauxite dal Monte Niyamgiri, nello Stato orientale dell&#8217;Orissa. In quella che Amnesty Internationale ha definito &gt;, la Corte suprema ha bocciato il progetto della miniera, per violazione delle leggi a tutela dell&#8217;ambiente, della oresta e dei diritti degli adviasi (le popolazioni indigene), in particolare dei Dongria Kondh e delle altre comunità che abitano le pendici di Niyamgiri. La sentenza ha inoltre sospeso le operazioni di sestuplicamento della raffineria di alluminio di Lanjigarh, riconoscendo che già nelle sue attuali dimensioni ha provocato un inquinamento dell&#8217;aria e dell&#8217;acqua tali da rendere invivibile il territorio per le comunità locali. Questa sentenza ovviamente non casca dal cielo, ma è l&#8217;esito &#8211; insperato &#8211; di una feroce battaglia tra la britannica Vedanta Resources, una delle maggiori compagnie minerarie al mondo, e i Dongria Kondh, una piccola &#8211; ma irremovibile &#8211; comunità tribale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I Dongria Kondh sono una delle tribù più isolate del continente indiano, circa ottomila persone sparse in piccoli villaggi sulle colline di Niyamgiri, un territorio diamgi dense foreste popolate da una grande varietà di animali, tra cui tigri, elefanti e leopardi. Qui i Kondh coltivano lem essi, raccolgono frutti spontanei e selezionano piante e fiori destinati alla vendita. In lingua kuvi, gli abitanti delle pendici di Niyamgiri chiamano se stessi jhamia, ovvero &gt;. Essi si considerano  i guardiani delle centinaia i sorgenti perenni, ruscelli e torrenti, che sgorgano dalla cima della collina. Tale abbondanza d&#8217;acqua dipende proprio dalla presenza della bauxite, materiale di natura racciosa e sedimentaria che tratiene acqua e umidità nella stagione delle piogge per poi rilasciarla gradualmente nel periodo secco. Questo sistema naturale di filtraggio realizza così un perfetto equilibrio di produzione idrica a ciclo continuo, che garantisce la crescita di una vegetazione rigogliosa in un territorio che, nel suo complesso, nela gran parte dell&#8217;anno è piuttosto arido. E&#8217; perciò evidnte come &#8211; l di là del potenziale inquinante di uno stabilimento minerario &#8211; la semplice sottrazione  da tale ecosistema dell&#8217;elemento principe per l&#8217;equilibrio idrico, la bauxite, avrebbe di per sé un impatto devastante.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il progetto della Vedanta consiste proprio in una imponente miniera a cielo aperto per l&#8217;estrazione della bauxite dalla vetta della montagna sacra per i Kandh: Niyamgiri, la &#8220;montagna della legge&#8221;, dimora del loro Dio e garante dell&#8217;equilibrio naturale. Se ciò avvenisse, i Dongria Kondh non perderebbero soltatno i loro mezzi di sostentamento, le loro case, le loro terre. Perderebbero la salute, l&#8217;indipendenza e la loro insostituibile e profonda conoscenza dell&#8217;ecosistma di colline e foreste. Ma, ancor di più, la distruzione di Niyamgiri rappresenterebbe la perdita della loro identità, la fine del senso stesso della loro millenaria esistenza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La bauxite, in campo industriale, ha un&#8217;importanza notevole: si tratta infatti dell&#8217;elemento base per la produzione di alluminio. Con il cosiddetto processo Bayer, i sali d&#8217;alluminio presenti nel minerale vengono separati da altri elementi &#8220;spuri&#8221; &#8211; silice, ossidi di ferro, titanio&#8230; &#8211; attraverso diverse fasi di &#8220;puriicazione&#8221; che, inevitabilmente, producono grandi quantità  di materiali residui di una certa tossicità. Le comunità che vivono nei pressi della raffineria della Vedanta già in funzione nell&#8217;aria, infatti, oltre ad essere state sfrattate dalle loro case e dalle loro terre, denuncniano un diuso avvelenamento responsabile di soghi cutanei, infezioni e disturbi di vario genere. A ciò si aggiungono la compromissione dei raccolti, le morie degli animali che si bagnano e abbeverano nelle acque di Nyamgiri, e la colorazione rossastra assunta dal suolo e dalla vegetazione circostante.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&gt;. Questa è la posizione &#8211; ferma ed inequivocabile &#8211; delle tribù scese in lotta, compatte nel proposito di fermare la Vedanta per impedire la &#8220;profanazione&#8221; delle loro montagne, la conversione dell&#8217;area in una desolata zona industriale e per non bararattare il proprio modo di vita con la prosepttiva di diventare, nel migliore dei casi, dei salariati della raffineria. Riiutano il Progresso, questi barbari! Un Progresso grazie al quale, forse, otterrebbero qualche automobile, qualche telefonino, e qualche Mac Donald&#8217;s dove chiedersi cosa è successo alla loro acqua, ai loro colori, alle loro forteste, alle loro vite.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Di fronte a tale inconcepibile rifiuto, la Vedanta e le forze governative non tardano a reagire. Ad alcune comunità la compagnia offre del denaro per convincerle a trasferirsi altrove, mentre le case di quelli che declinano l&#8217;offerta vengono abbattute nottetempo dalle ruspe. Le cronache parlano anche  di azioni punitive, di interventi paramilitari con omicidi mirati, rastrellamenti, pestaggi e sparizioni, nei confronti dei membri più attivi delle comunità.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I Kondh, però, non si sono mai arresi. Negli ultimi anni, a più riprese, i loro tamburi di guerra hanno ripreso a rullare dal profondo della giungla. Hanno bloccato le strade di accesso ai cantieri, impedendo fisicamente il passaggio alle scavatrici. In centinaia, provenienti dalle varie comunità e villaggi della zona, si sono riuniti di fronte ai cancelli degli stabilimenti Vedanta, scontrandosi con le forze dell&#8217;ordine e subendo cariche, aggressioni, arresti e intimidazioni&#8230; Hanno celebrato colossali puja, raduni di massa per dare vita ad un movimento allargato, formato anche da rappresentanti di altri gruppi tribali e da attivisti, accademici, avvocati, per attirare l&#8217;attenzione del mondo intero. E proprio grazie al lavoro di informazione, la notizia della loro battaglia ha acquistato un&#8217;eco internazionale, stimolando diverse iniziative di solidarietà, coe ad esempio una manifestazione nel cuore di Londra durante l&#8217;annuale meeting generale della Vedanta. Un&#8217;ondata di critiche e pressioni ha così colpito la corporation, al punto che alcuni dei finanziatori hanno fatto dietrofront, ritirando le quote di investimento nell&#8217;azienda.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si può letteralmente dire che i Kondh sono tornati sul sentiero di guerra, al suono dei gong e dei tamburi, indossando i costumi arcaici ormai sempre più rari, e impugnando le loro armi tradizionali: archi, frecce e asce. Il gesto stesso di brandire queste armi antiche, le stesse che un tempo avevano usato per difendersi dai colonialisti inglesi, e che oggi sono rivolte contro le mostruose propaggini meccaniche del sistema industriale, ha l&#8217;alto valore simbolico di rivendicazione dell&#8217;identità culturale di un popolo, nella resistenza al processso di trasformazione imposto da una modernizzazione genocida. Ma non solo: il brandire le armi sottolinea la volontà di combatere ancora una volta a oltranza fino all&#8217;ultimo uomo, una battaglia impari, dando forma a uno degli slogan più volte ripetuto: &gt;:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non è la prima volta infatti che queste popolazioni si trovano a combattere una guerra impari contro la Civiltà. Un tempo i Khand sparsi  ai piedi del sacro Monte Nyamgiri erano adusi a celebrare sacrifici umani. Un orrore che l&#8217;impero britannico non poteva tollerare. Dall&#8217;altro di una legittimità morale fondata su secoli di roghi, guerre, stermini, schiavitù, il cristianissimo e civilissimo Occidente si mobilitò per estirpare una simile barbarie, massacrando quanti osavano difendersi, pianificando un vero e proprio genocidio (per evitare l&#8217;atrocità dei sacrifici umani, of course). Si era a metà dell&#8217;Ottocento, ei Kadh resistetero armi in pugno all&#8217;Impero, trasformando le colline e le foreste dell&#8217;Orissa nel teatro di una guerriglia testarda e senza tregua. Stremati, perseguitati, affamati, condotti sull&#8217;orlo dell&#8217;estinzione, i Kandh riuscirono a vincere la partita con la storia. Sono sopravvissuti, aggrappandosi alla propria identità culturale. Oggi la Civiltù torna alll&#8217;attacco, tentando di portar via, con il loro sacro monte, il senso della loro vita millenaria. Qualcuno ha deciso che devono stare meglio, che il Progresso deve arrivare fino a lì. L&#8217;antica storia si ripete, la multinazionale Vedanta dà vita al suo genocidio di vite fisiche, morali, culturali, comprando tutto quello che può comprare e distruggento tutto il resto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I Kandh sono tornati sul sentiero di guerra. La loro tenacia ha trasformato una piccola tribù delle giungle dell&#8217;Orissa in un simbolo di una battaglia globale. Nel loro mondo popolato da spiriti, sciamani e uomini tigre, i Kandh hanno trovato la forza di resistere e le ragioni per combattere, dimostrando, non foss&#8217;altro che per questo</strong>, <strong>di avere molto da insegnarci.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/Dong3.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1123" title="Dong3" src="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/Dong3-1024x768.jpg" alt="" width="1024" height="768" /></a></p>
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		<title>Il genocidio dei bambini indiani in Canada</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 03:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La nostra è una storia selettiva. Su alcune cose sappiamo tutto. Su altre praticamente niente. La storia che leggerete rientra in  quest&#8217;ultima categoria. Ed è una storia più oscura della notte più fonda. La prima volta che la lessi, cercai incredulo una postilla finale che rivelasse che fosse tutta una farsa, un film dell&#8217;orrore.  Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/bambinis.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1110" title="bambinis" src="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/bambinis.jpg" alt="" width="500" height="441" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La nostra è una storia selettiva. Su alcune cose sappiamo tutto. Su altre praticamente niente. La storia che leggerete rientra in  quest&#8217;ultima categoria. Ed è una storia più oscura della notte più fonda. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La prima volta che la lessi, cercai incredulo una postilla finale che rivelasse che fosse tutta una farsa, un film dell&#8217;orrore.  Ma non trovai niente del genere. E&#8217; una storia che apre l&#8217;ennesimo buco nero, fra i tanti che seppelliscono nell&#8217;oblio i sacrifici umani dei piccoli e degli indifesi. E&#8217; quasi un dovere morale leggerlo. I membri della commissione che produsse questo testo fecero enormi sacrifici, e molti ricevettero minacce di morte. L&#8217;autore venne espulso dalla chiesa di cui era ministro e vi furono altre rappresaglie. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quello che si descrive è la complicità di tutte le chiese e i poteri politici e scientifici del Canada per avallare e coprire una cosciente ed inequivocabile politica di genocidio dei bambini indiani, servendosi delle strutture scolastiche come basi &#8220;coperte&#8221; per attuare questo sterminio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Salutamos Gringos</strong></p>
<p><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</strong></p>
<p><strong>DOSSIER</strong></p>
<p><strong>Quello che segue è un compendio tratto dal rapporto &#8220;Hidden From</strong></p>
<p><strong>History: The Canadian Holocaust &#8211; The Untold Story of the Genocide of</strong></p>
<p><strong>Aboriginal Peoples by Churc and State in Canada &#8211; A Summary of an</strong></p>
<p><strong>Ongoing, Indipendent Inquiry into Canadian Native &#8220;Residential</strong></p>
<p><strong>Schools&#8217; and their Legacy&#8221;, del Rev. Kevin D. Annett, MA, Mdiv.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il rapporto è pubblicato da The Truth Commission into Genocide in</strong></p>
<p><strong>Canada, un ente investigativo pubblico che prosegue l&#8217;opera dei</strong></p>
<p><strong>precedenti tribunali riguardo alle scuole residenziali per i nativi,</strong></p>
<p><strong>ovvero: The Justice in the Valley Coalition&#8217;s Inquiry into Crimes</strong></p>
<p><strong>Against Aboriginal People, riunitasi il 9 dicembre 1994 a Port</strong></p>
<p><strong>Alberni, british Columbia, e The International Human Rigths</strong></p>
<p><strong>Association of American Minorities Tribunal into Canadian Residential</strong></p>
<p><strong>Schools, tenutasi a Vancouver, BC, dal 12 al 14 giungo 1998.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>PREFAZIONE</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Jasper Jospeh è un nativo sessantaquattrenne di Port Hardy, British</strong></p>
<p><strong>Columbia. Gli occhi gli si riempirono ancora di lacrime quando ricorda</strong></p>
<p><strong>i suoi cugini, uccisi nel 1944 con iniezioni letali dal personale del</strong></p>
<p><strong>Nanaimo Indian Hospital.</strong></p>
<p><strong>Avevo soltanto otto anni, e ci avevano mandato dalla scuola</strong></p>
<p><strong>residenziale anglicana di Alert Bay al Nanaimo Indian Hospital, quello</strong></p>
<p><strong>gestito dalla Chiesa Unitaria. Li mi hanno tenuto in isolamento in una</strong></p>
<p><strong>piccola stanza poirer più di tre anni, come se fossi un topo da</strong></p>
<p><strong>laboratorio, somministrandomi pillole e facendomi iniezioni che mi</strong></p>
<p><strong>facevano star male. Due miei cugini fecero un gran chiasso, urlando e</strong></p>
<p><strong>ribellandosi ogni volta. Così le infermiere fecero loro delle</strong></p>
<p><strong>iniezioni, ed entrambi morirono subito. Lo fecero per farli stare</strong></p>
<p><strong>zitti. (10 novembre 2000)</strong></p>
<p><strong>A differenza del popolo tedesco dopo la seconda guerra mondiale, noi</strong></p>
<p><strong>canadesi dobbiamo ancora venire a conoscenza, per non parlare di fare</strong></p>
<p><strong>ammenda, del genocidio che abbiamo perpetrato nei confronti di milioni</strong></p>
<p><strong>di individui conquistati: uomini, donne e bambini indigeni</strong></p>
<p><strong>deliberatamente sterminati dal nostro stato e dalla nostra chiesa,</strong></p>
<p><strong>convinti della loro supremazia razziale.</strong></p>
<p><strong>Già dal novembre del 1907 la stampa canadese attestava che il tasso</strong></p>
<p><strong>dei decessi all&#8217;interno delle scuole residenziali indiane superava il</strong></p>
<p><strong>50%(vedere Appendice, articoli giornalistici chiave).Tuttavia negli</strong></p>
<p><strong>ultimi decenni la realtà di un tale massacro è stata rimossa dalla</strong></p>
<p><strong>storia e dalla coscienza pubblica del Canada. Non c&#8217;è da stupirsene,</strong></p>
<p><strong>perchè quella storia occultata rivela un sistema il cui scopo era</strong></p>
<p><strong>quello di distruggere la maggior parte della popolazione nativa</strong></p>
<p><strong>tramite malattie, trasferimenti e omicidi belli e buoni, &#8220;assimilando&#8221;</strong></p>
<p><strong>nel contempo una minoranza di collaborazionisti che venivano</strong></p>
<p><strong>addestrati a servire quel sistema genocidi.</strong></p>
<p><strong>Questa storia di genocidio deliberato coinvolge ogni livello</strong></p>
<p><strong>governativo del Canada, la Royal Canadian Mounted Police (RCMP), ogni</strong></p>
<p><strong>chiesa principale, grandi corporazioni e polizia, medici e giudici</strong></p>
<p><strong>locali. La rete di complicità di questa macchina assassina era, e</strong></p>
<p><strong>rimane così estesa che il suo occultamento ha richiesto un altrettanto</strong></p>
<p><strong>elaborata compagna di copertura, organizzata nelle più alte sfere di</strong></p>
<p><strong>potere del nostro paese; una copertura che continua tuttora, in</strong></p>
<p><strong>particolare adesso che i testimoni oculari degli omicidi e delle</strong></p>
<p><strong>atrocità, perpetrati presso le &#8220;scuole&#8221; residenziali per nativi</strong></p>
<p><strong>gestite dalla chiesa, si sono fatti avanti per la prima volta.</strong></p>
<p><strong>Perché erano le &#8220;scuole&#8221; residenziali a costituire i campi di</strong></p>
<p><strong>sterminio dell&#8217;olocausto canadese e all&#8217;interno delle cui mura,</strong></p>
<p><strong>secondo statistiche governative, circa la metà dei bambini lì spediti</strong></p>
<p><strong>per legge morirono o scomparvero.</strong></p>
<p><strong>Secondo un sopravvissuto queste 50.000 vittime svanirono, così come i</strong></p>
<p><strong>loro cadaveri &#8211; &#8220;come se non fossero mai esistiti&#8221;. Ma esistevano</strong></p>
<p><strong>eccome. Erano bambini innocenti, uccisi da percosse e torture e dopo</strong></p>
<p><strong>essere stati deliberatamente esposti a tubercolosi e ad altre malattie</strong></p>
<p><strong>da dipendenti salariati delle chiese e del governo, in base ad un</strong></p>
<p><strong>progetto generale di &#8220;Soluzione Finale&#8221; concepito dal Dipartimento</strong></p>
<p><strong>Affari Indiani e dalle chiese cattolica e protestante.</strong></p>
<p><strong>Con tale approvazione ufficiale del massacro, emanata da Ottawa, le</strong></p>
<p><strong>chiese responsabili dell&#8217;annientamento dei nativi in loco si sentirono</strong></p>
<p><strong>incoraggiate e protette a sufficienza da dichiarare per tutto il 20mo</strong></p>
<p><strong>secolo una guerra totale alle popolazioni indigene non cristiane.</strong></p>
<p><strong>Le vittime di tale guerra non furono soltanto i 50.000 bambini morti</strong></p>
<p><strong>delle scuole residenziali, ma anche i sopravvissuti, la cui attuale</strong></p>
<p><strong>condizione sociale è stata descritta dai gruppi per i diritti umani</strong></p>
<p><strong>delle Nazioni Unite come quella di &#8220;una popolazione colonizzata al</strong></p>
<p><strong>limite della sopravvivenza, con tutte le caratteristiche di una</strong></p>
<p><strong>società dal terzo mondo&#8221;. (12 novembre 1999)</strong></p>
<p><strong>L&#8217;olocausto continua. Il presente rapporto è frutto di un&#8217;indagine</strong></p>
<p><strong>indipendente, durata sei anni, sulla storia nascosta del genocidio</strong></p>
<p><strong>perpetrato ai danni delle popolazioni indigene del Canada; riassume le</strong></p>
<p><strong>testimonianze, i documenti ed altri riscontri a riprova che il</strong></p>
<p><strong>governo, le chiese e le corporazioni canadesi sono colpevoli di</strong></p>
<p><strong>genocidio intenzionale, che il Canada ratificò nel 1952 e alla quale è</strong></p>
<p><strong>vincolata dal diritto internazionale.</strong></p>
<p><strong>Tale rapporto deriva dall&#8217;impegno e dalla collaborazione di circa 30</strong></p>
<p><strong>individui e tuttavia alcuni dei suoi autori devono restare</strong></p>
<p><strong>nell&#8217;anonimato, in particolare i collaboratori indigeni i quali, a</strong></p>
<p><strong>causa del loro coinvolgimento in questa indagine, sono stati</strong></p>
<p><strong>minacciati di morte, attaccati, privati del lavoro e sradicati dalle</strong></p>
<p><strong>loro abitazioni nelle riserve indiane.</strong></p>
<p><strong>A causa dei miei tentativi di svelare la vicenda delle morti dei</strong></p>
<p><strong>bambini presso la scuola residenziale della chiesa di Alberni io, in</strong></p>
<p><strong>qualità di ministro di una delle istituzioni citate nell&#8217;indagine, la</strong></p>
<p><strong>Chiesa Unitaria del Canada &#8211; sono stato licenziato, inserito nella</strong></p>
<p><strong>lista nera, minacciato e diffamato pubblicamente dai suoi funzionari.</strong></p>
<p><strong>Molti hanno fatto dei sacrifici per stilare questo rapporto, in modo</strong></p>
<p><strong>che il mondo possa venire a conoscenza dell&#8217;olocausto canadese e per</strong></p>
<p><strong>assicurarsi che i responsabili vengano giudicati dal Tribunale per i</strong></p>
<p><strong>Crimini Internazionali. La presente indagine su crimini contro</strong></p>
<p><strong>l&#8217;umanità, iniziata nell&#8217;autunno del 1994 fra i nativi e gli attivisti</strong></p>
<p><strong>a basso reddito a Port Alberni, nella British Columbia, è continuata</strong></p>
<p><strong>nonostante le minacce di morte, gli attacchi e le risorse della chiesa</strong></p>
<p><strong>e dello stato canadesi.</strong></p>
<p><strong>Il lettore ha facoltà di onorare il nostro sacrificio raccontando al</strong></p>
<p><strong>altri questa storia e rifiutandosi di collaborare con istituzioni che</strong></p>
<p><strong>hanno deliberatamente ucciso migliaia di bambini.</strong></p>
<p><strong>Questa storia di appoggio ufficiale e di collusioni, relativa ad un</strong></p>
<p><strong>secolo o più di crimini contro i primi abitanti del Canada, non deve</strong></p>
<p><strong>dissuaderci dallo scoprire la verità e dal portare davanti alla</strong></p>
<p><strong>giustizia coloro che hanno commesso tali crimini. E&#8217; per questo motivo</strong></p>
<p><strong>che vi invitiamo a ricordare non solo i 50.000 bambini deceduti nei</strong></p>
<p><strong>campi di sterminio delle scuole residenziali, ma anche tutte quelle</strong></p>
<p><strong>vittime silenziose che oggi patiscono in mezzo a noi in cerca di pane</strong></p>
<p><strong>e giustizia.</strong></p>
<p><strong>(Rev.) Kevin D. Annett, segretario The Truth Commission into Genocide</strong></p>
<p><strong>in Canada, Vancouver, British Columbia, 1 febbraio 2001</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>II</strong></p>
<p><strong>Riassunto delle prove di Genocidio intenzionale nelle scuole</strong></p>
<p><strong>residenziali canadesi</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Articolo II: L&#8217;intenzione di distruggere, integralmente o</strong></p>
<p><strong>parzialmente, un gruppo nazionale etnico, razziale o religioso; vale a</strong></p>
<p><strong>dire le popolazioni indigene non-cristiane del Canada.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Lo scopo fondante a monte delle oltre cento scuole residenziali</strong></p>
<p><strong>indiane, edificate in Canada in base a leggi governative ed</strong></p>
<p><strong>amministrate dalle chiese cattolica e protestante, era il deliberato e</strong></p>
<p><strong>costante sradicamento delle popolazioni indigene e della loro cultura,</strong></p>
<p><strong>nonché la conversione forzata al cristianesimo di tutti i nativi</strong></p>
<p><strong>sopravvissuti. L&#8217;intento fu enunciato nel Gradual Civilization Act del</strong></p>
<p><strong>1857 nel Canada superiore e, precedentemente, la legislazione ispirata</strong></p>
<p><strong>dalla chiesa che definiva la cultura indigena inferiore, privò la</strong></p>
<p><strong>popolazione nativa della cittadinanza e la subordinò in una categoria</strong></p>
<p><strong>legale separata dai non-indiani. Questa legge servì come base per il</strong></p>
<p><strong>Federal Indian Act del 1874, che ribadì l&#8217;inferiorità legale e morale</strong></p>
<p><strong>degli indigeni ed istituì il sistema delle scuole residenziali. La</strong></p>
<p><strong>definizione legale di un indiano in quanto &#8220;individuo selvaggio, privo</strong></p>
<p><strong>della conoscenza di Dio e di qualsiasi stabile e chiaro credo</strong></p>
<p><strong>religioso&#8221; (Revised Statutes della British Columbia, 1960) fu coniata</strong></p>
<p><strong>da queste leggi e persiste fino ai giorni nostri.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Allora come adesso, gli indigeni erano considerati legalmente e</strong></p>
<p><strong>concretamente come non-entità nella loro terra e, di conseguenza,</strong></p>
<p><strong>intrinsecamente sacrificabili.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Queste intenzioni genocide furono riaffermate di frequente nella</strong></p>
<p><strong>legislazione governativa, nelle dichiarazioni della chiesa nonché</strong></p>
<p><strong>nella corrispondenza e nei documenti dei missionari, agenti indiani e</strong></p>
<p><strong>funzionari delle scuole residenziali (vedere la sezione documenti).</strong></p>
<p><strong>Naturalmente si trattava esattamente della ragione d&#8217;essere</strong></p>
<p><strong>dell&#8217;invasione cristiana nei territori tradizionali dei nativi,</strong></p>
<p><strong>sanzionata dallo stato e dal sistema delle scuole residenziali, che</strong></p>
<p><strong>venne istituito all&#8217;apice dell&#8217;espansionismo europeo negli anni &#8217;80</strong></p>
<p><strong>dell&#8217;ottocento e proseguito fino al 1984.</strong></p>
<p><strong>Lo scopo era per definizione il genocidio, in quanto pianificò e portò</strong></p>
<p><strong>avanti la distruzione di un gruppo etnico e religioso: tutti quegli</strong></p>
<p><strong>indigeni che non si fossero convertiti al cristianesimo ed estinti</strong></p>
<p><strong>culturalmente. I nativi non cristiani erano il bersaglio dichiarato</strong></p>
<p><strong>delle scuole residenziali che, sotto la maschera dell&#8217;istruzione,</strong></p>
<p><strong>praticavano una pulizia etnica di massa.</strong></p>
<p><strong>Inoltre questi &#8220;pagani&#8221; erano oggetto dei programmi di sterilizzazione</strong></p>
<p><strong>finanziati dal governo, eseguiti in ospedali gestiti dalla chiesa e</strong></p>
<p><strong>sanatori per la tubercolosi della costa occidentale (vedere articolo</strong></p>
<p><strong>IId).</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Secondo un testimone oculare, Ethel Wilson di Bella Bella, BC, un</strong></p>
<p><strong>certo George Darby, medico missionario della Chiesa Unitaria, fra il</strong></p>
<p><strong>1928 ed il 1962 sterilizzò intenzionalmente indiani non-cristiani</strong></p>
<p><strong>presso l&#8217;R.W. Large Memorial Hospital. Nel 1998 la signora Wilson, ora</strong></p>
<p><strong>deceduta, dichiarò:</strong></p>
<p><strong>&#8220;Nel 1952 il dottor Darby mi riferì che l&#8217;Ufficio Affari Indiani di</strong></p>
<p><strong>Ottawa lo pagava per ogni indiano/a che sterilizzava, in particolare</strong></p>
<p><strong>se costoro non frequentavano le chiese. Centinaia delle nostre donne</strong></p>
<p><strong>furono sterilizzate dal dottor Darby solatanto perché non andavano in</strong></p>
<p><strong>chiesa.&#8221; (Testimonianza di Ethel Wilson di fronte al Tribunale</strong></p>
<p><strong>dell&#8217;Associazione Internazionale per i Diritti Umani delle Minoranze</strong></p>
<p><strong>Americane [IHRAAM], Vancouver, BC, 13 giugno 1998).</strong></p>
<p><strong>Secondo Christy White, cittadina di Bella Bella, la documentazione</strong></p>
<p><strong>relativa a queste sterilizzazioni, finanziate dal governo ed eseguite</strong></p>
<p><strong>presso l&#8217;R.W. Large Memorial Hospital, venne intenzionalmente</strong></p>
<p><strong>distrutta nel 1995, subito dopo il pubblicizzato avvio di un indagine</strong></p>
<p><strong>della polizia relativa alle atrocità commesse nelle scuole</strong></p>
<p><strong>residenziali della British Columbia. Nel 1998 la signora White</strong></p>
<p><strong>affermò:</strong></p>
<p><strong>&#8220;Ho lavorato presso l&#8217;ospedale di Bella Bella e so che Barb Brown, uno</strong></p>
<p><strong>degli amministratori, in due occasioni gettò in mare i documenti</strong></p>
<p><strong>realtivi alle sterilizzazioni, alcuni dei quali furono ritrovati sulla</strong></p>
<p><strong>spiaggia a sud della città. Questo avvenne nella primavera del 1995,</strong></p>
<p><strong>subito dopo che i poliziotti avevano avviato la loro indagine sulle</strong></p>
<p><strong>scuole. Stavano coprendo le tracce. Tutti sapevamo che Ottawa</strong></p>
<p><strong>finanziava le sterilizzazioni, ma ci fu detto di tacere sulla</strong></p>
<p><strong>questione.&#8221; (Testimonianza di Christy White resa a Kevin Annett, 12</strong></p>
<p><strong>agosto 1998).</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Nella British Columbia la legge che consentiva la sterilizzazione di</strong></p>
<p><strong>qualsiasi ospite delle scuole residenziali fu approvata nel 1933</strong></p>
<p><strong>mentre in Alberta nel 1928 (vedere &#8220;Sterilization Victims Urged to</strong></p>
<p><strong>Come Forward&#8221; di Sabrina Whyatt, Windspeaker, agosto 1998). Il Sexual</strong></p>
<p><strong>Sterilization Act della British Columbia autorizzava il preside di una</strong></p>
<p><strong>scuola a consentire la sterilizzazione di qualsiasi nativo si trovasse</strong></p>
<p><strong>sotto la sua responsabilità ed egli, in quanto tutore legale, poteva</strong></p>
<p><strong>far sterilizzare qualsiasi bambino nativo. Tali sterilizzazioni</strong></p>
<p><strong>venivano di frequente attuate nei confronti di interi gruppi di</strong></p>
<p><strong>bambini indigeni quando questi avevano raggiunto la pubertà, in</strong></p>
<p><strong>istituti quali la Provincial Training School di Red Deer, in Alberta,</strong></p>
<p><strong>ed il Ponoka Mental Hospital (dal colloquio della ex infermiera Pat</strong></p>
<p><strong>Taylor con Kevin Annett, 13 gennaio 2000).</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Di analoga rilevanza storica è il fatto che il governo federale</strong></p>
<p><strong>canadese approvò la legislazione nel 1920, rendendo obbligatorio che</strong></p>
<p><strong>tutti i bambini indigeni della British Columbia &#8211; la cui costa</strong></p>
<p><strong>occidentale era l&#8217;area meno cristianizzata del Canada &#8211; frequentassero</strong></p>
<p><strong>le scuole residenziali, nonostante il fatto che lo stesso governo</strong></p>
<p><strong>avesse già riconosciuto che il tasso di mortalità dovuto a malattie</strong></p>
<p><strong>trasmissibili fosse più elevato proprio in queste scuole e che,</strong></p>
<p><strong>durante la permanenza in quei luoghi, i bambini indigeni presentavano</strong></p>
<p><strong>una &#8220;costituzione così indebolita da non avere alcuna vitalità atta a</strong></p>
<p><strong>contrastare le malattie&#8221; (Comunicazione di A. W. Neill, agente indiano</strong></p>
<p><strong>della costa occidentale, al ministro per gli affari indiani, 25 aprile</strong></p>
<p><strong>1910).</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Vale a dire che il governo canadese rese obbligatoria alle popolazioni</strong></p>
<p><strong>indigene maggiormente &#8220;pagane&#8221; e meno integrate la frequenza delle</strong></p>
<p><strong>scuole residenziali proprio nel periodo in cui, secondo funzionari</strong></p>
<p><strong>degli Affari Indiani come il Dr. Peter Bryce, il tasso di mortalità in</strong></p>
<p><strong>quelle stesse scuole aveva raggiunto il proprio apice &#8211; attorno al</strong></p>
<p><strong>40%. Questo aspetto di per sé stesso indica le intenzioni genocidi nei</strong></p>
<p><strong>confronti degli indigeni non-cristiani.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Articolo II (a): Uccisione di membri del gruppo da eliminare</strong></p>
<p><strong> Testimoni oculari, documenti governativi, dichiarazioni di agenti</strong></p>
<p><strong>indiani e di anziani delle tribù confermano il fatto che nelle scuole</strong></p>
<p><strong>residenziali gli indigeni venivano uccisi intenzionalmente, aspetto</strong></p>
<p><strong>d&#8217;altronde fortemente indicato dalla semplice questione che il tasso</strong></p>
<p><strong>di mortalità nelle scuole residenziali raggiunse il 40%, con il</strong></p>
<p><strong>decesso in Canada di oltre 50.000 bambini indigeni (vedere</strong></p>
<p><strong>bibliografia, compreso il rapporto del Dr. Peter Bryce dell&#8217;aprile del</strong></p>
<p><strong>1909, destinato a Duncan Campbell Scott, sovrintendente agli Affari</strong></p>
<p><strong>Indiani).</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Inoltre il fatto che tale tasso di mortalità rimase costante nel corso</strong></p>
<p><strong>degli anni, nonché all&#8217;interno delle scuole e degli istituti quali che</strong></p>
<p><strong>fossero le chiese confessionali che li gestivano &#8211; cattolica romana,</strong></p>
<p><strong>unitaria, presbiteriana o anglicana &#8211; indica che a monte di questi</strong></p>
<p><strong>decessi vi erano politiche e condizioni comuni, questo perché ogni</strong></p>
<p><strong>secondo bambino morto nel sistema delle scuole residenziali elimina la</strong></p>
<p><strong>possibilità che tali decessi fossero puramente accidentali oppure</strong></p>
<p><strong>frutto di iniziative di pochi individui depravati che agivano da soli</strong></p>
<p><strong>e senza protezione.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Tuttavia tale sistema non solo era intrinsecamente omicida, ma operava</strong></p>
<p><strong>nell&#8217;ambito di condizioni legali e strutturali che incoraggiavano,</strong></p>
<p><strong>favorivano e istigavano l&#8217;omicidio che erano organizzare per occultare</strong></p>
<p><strong>questi crimini.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Le scuole residenziali erano strutturate come campi di concentramento,</strong></p>
<p><strong>secondo uno schema gerarchico di tipo militare sotto il controllo</strong></p>
<p><strong>totale di un preside nominato congiuntamente dallo stato e dalla</strong></p>
<p><strong>chiesa e che, generalmente, era un ecclesiastico. Nei primi anni &#8217;30</strong></p>
<p><strong>del &#8217;900 il governo federale conferì al preside persino diritti di</strong></p>
<p><strong>tutela legale su tutti gli studenti, almeno nelle scuole residenziali</strong></p>
<p><strong>della costa occidentale. Tenendo presente che le popolazioni indigene</strong></p>
<p><strong>erano per legge sotto la tutela legale dello stato e che così era</strong></p>
<p><strong>stato sin dall&#8217;entrata in vigore dell&#8217;Indian Act, tale iniziativa del</strong></p>
<p><strong>governo fu assai insolita; tuttavia tale potere assoluto del direttore</strong></p>
<p><strong>della scuola sulla vita degli studenti indigeni fu uno dei requisiti</strong></p>
<p><strong>di qualsiasi sistema i cui assassini di indigeni dovevano essere</strong></p>
<p><strong>mascherati ed in seguito negati.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Le scuole residenziali erano costruite con questo inganno, in modo</strong></p>
<p><strong>tale che i decessi e le atrocità tipiche del genocidio potessero</strong></p>
<p><strong>essere occultate ed infine spiegate. Nel contesto del Canada, questo</strong></p>
<p><strong>significava una politica di graduale ma deliberato sterminio sotto un</strong></p>
<p><strong>paravento protettivo legale, fornito da istituzioni &#8220;legittime e</strong></p>
<p><strong>fidate&#8221;: le chiese principali.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Andrebbe chiarito fin dall&#8217;inizio che le decisioni relative alle</strong></p>
<p><strong>scuole residenziali, comprese quelle che provocavano la morte dei</strong></p>
<p><strong>bambini ed i relativi occultamenti, erano ufficialmente autorizzate ad</strong></p>
<p><strong>ogni livello dalle chiese che le gestivano e dal governo che le</strong></p>
<p><strong>istituiva; solo un&#8217;autorizzazione di questo tipo avrebbe permesso che</strong></p>
<p><strong>i decessi continuassero così come è avvenuto &#8211; e che coloro che</strong></p>
<p><strong>commisero tali crimini si sentissero sufficientemente protetti da</strong></p>
<p><strong>agire impunemente per molti anni all&#8217;interno del sistema, così come</strong></p>
<p><strong>fecero dappertutto.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Esposizione alle malattie</strong></p>
<p><strong>Nel 1909 il Dr. Peter Bryce, del Ministero della Sanità dell&#8217;Ontario,</strong></p>
<p><strong>fu assunto dal Dipartimento Affari Indiani di Ottawa per visitare le</strong></p>
<p><strong>scuole residenziali indiane del Canada occidentale e della British</strong></p>
<p><strong>Columbia e fare rapporto sulle loro condizioni sanitarie. Il rapporto</strong></p>
<p><strong>di Bryce scandalizzò a tal punto governo e chiesa che venne</strong></p>
<p><strong>ufficialmente insabbiato, per tornare alla luce solo nel 1922 quando</strong></p>
<p><strong>Bryce &#8211; che a causa della sincerità del suo rapporto fu estromesso</strong></p>
<p><strong>dall&#8217;amministrazione statale &#8211; scrisse un libro al proposito, dal</strong></p>
<p><strong>titolo The Story of a National Crime (Ottawa, 1922).</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Nel rapporto in questione il Dr. Bryce affermava che nelle scuole</strong></p>
<p><strong>residenziali i bambini indiani venivano sistematicamente e</strong></p>
<p><strong>deliberatamente uccisi, citava un tasso medio di mortalità fra il 35%</strong></p>
<p><strong>e il 60% e asseriva che il personale ed i funzionari della chiesa</strong></p>
<p><strong>nascondevano, rifiutavano di consegnare o falsificavano regolarmente</strong></p>
<p><strong>la documentazione ed altre prove relative alla morte dei bambini.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il Dr. Bryce inoltre dichiarò che uno dei metodi principali utilizzati</strong></p>
<p><strong>per uccidere bambini indigeni era quello di esporli intenzionalmente</strong></p>
<p><strong>al contagio di malattie trasmissibili come la tubercolosi per poi</strong></p>
<p><strong>negare loro qualsiasi assistenza o cura medica &#8211; una prassi</strong></p>
<p><strong>effettivamente riportata da alcuni fra i massimi rappresentanti</strong></p>
<p><strong>anglicani sul Globe and Mail del 29 maggio 1953.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Nel Marzo del 1998 William e Mabel Sport di Nanaimo, BC, due testimoni</strong></p>
<p><strong>indigeni che frequentarono le scuole residenziali della costa</strong></p>
<p><strong>occidentale, confermarono le affermazioni del Dr. Bryce: entrambi</strong></p>
<p><strong>sostengono di essere stati intenzionalmente esposti, negli anni &#8217;40,</strong></p>
<p><strong>alla tubercolosi dal personale di due scuole residenziali, una</strong></p>
<p><strong>cattolica e l&#8217;altra della Chiesa Unitaria.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Mi costringevano a dormire nello stesso letto con bambini che stavano</strong></p>
<p><strong>morendo a causa della tubercolosi; ciò accadeva intorno al 1942 nella</strong></p>
<p><strong>scuola residenziale cattolica cristiana. Cercavano di ucciderci e</strong></p>
<p><strong>quasi ci riuscirono. Fecero altrettanto presso le scuole indiane</strong></p>
<p><strong>protestanti, tre bambini per letto, quelli sani con quelli morenti.</strong></p>
<p><strong>(Testimonianza di Mabel Sport resa ai funzionari della IHRAAM, Port</strong></p>
<p><strong>Alberni, BC, 31 marzo 1998).</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il reverendo Pitts, preside della scuola di Alberni, costrinse me ed</strong></p>
<p><strong>altri otto bambini a mangiare del cibo speciale da un tipo di</strong></p>
<p><strong>scatoletta diverso dal solito. Aveva un gusto davvero strano. In</strong></p>
<p><strong>seguito ci ammalammo tutti di tubercolosi. Io fui l&#8217;unico a</strong></p>
<p><strong>sopravvivere, perché mio padre una notte irruppe nella scuola e mi</strong></p>
<p><strong>portò via di lì. Tutti gli altri morirono di tubercolosi e non vennero</strong></p>
<p><strong>mai curati, bensì lasciati lì a morire, e a tutte le loro famiglie</strong></p>
<p><strong>venne detto che erano morti di polmonite. Il piano era quello di</strong></p>
<p><strong>ucciderci tutti in segreto. Dopo aver mangiato quel cibo, iniziammo</strong></p>
<p><strong>tutti a morire. Nel gruppo di coloro che furono avvelenati, vi erano</strong></p>
<p><strong>due dei miei migliori amici. Non ci fu mai permesso di parlarne né di</strong></p>
<p><strong>recarci nel seminterrato, dove venivano commessi altri omicidi; essere</strong></p>
<p><strong>mandati alla scuola di Alberni corrispondeva ad una condanna a morte.</strong></p>
<p><strong>(Testimonianza di William Sport resa ai funzionari della IHRAAM, Port</strong></p>
<p><strong>Alberni, BC, 31 marzo 1998)</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Omicidi</strong></p>
<p><strong> Secondo i testimoni oculari, nelle scuole residenziali erano prassi</strong></p>
<p><strong>comune omicidi anche più palesi. Tali testimoni hanno descritto</strong></p>
<p><strong>bambini che venivano picchiati e lasciati morire di fame, scaraventati</strong></p>
<p><strong>fuori dalle finestre, strangolati e buttati giù per le scale a</strong></p>
<p><strong>spintoni o a calci sino a morirne. Questi omicidi avvenivano in almeno</strong></p>
<p><strong>otto scuole residenziali, gestite dalle tre principali chiese</strong></p>
<p><strong>confessionali, nella sola British Columbia.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il sottotenente Bill Steward di Nanaimo, BC, afferma: &#8220;Mia sorella</strong></p>
<p><strong>Maggie fu scaraventata da una suora dalla finestra al terzo piano</strong></p>
<p><strong>della scuola di Kuper Island, e morì. Tutto venne insabbiato, né venne</strong></p>
<p><strong>svolta alcuna indagine. All&#8217;epoca, essendo indiani, non potevamo</strong></p>
<p><strong>assumereuna avvocato e così non venne mai fatto</strong></p>
<p><strong>alcunché.&#8221; (Testimonianza di Bill Steward, Duncan, BC, 13 agosto</strong></p>
<p><strong>1998).</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Diane Harris, assistente sanitaria del Consiglio della Tribù Chemainus</strong></p>
<p><strong>della Vancouver Island, conferma i resoconti degli omicidi. &#8220;Sentiamo</strong></p>
<p><strong>in continuazione racconti sui bambini che furono uccisi a Kuper</strong></p>
<p><strong>Island. Appena a sud della scuola vi era un cimitero, destinati ai</strong></p>
<p><strong>bambini nati dai rapporti fra i preti e le ragazze, sino a quando nel</strong></p>
<p><strong>1973, alla chiusura della scuola, non fu portato alla luce. Le suore</strong></p>
<p><strong>facevano abortire le ragazze madri ed a volte finivano con</strong></p>
<p><strong>l&#8217;ucciderle. Vi erano molte sparizioni. Mia madre che ora ha 83 anni,</strong></p>
<p><strong>vide un prete trascinare una ragazza giù per le scale tirandola per i</strong></p>
<p><strong>capelli e, di conseguenza, ella perì. Le ragazze venivano stuprate ed</strong></p>
<p><strong>uccise, e poi sepolte sotto i tavolati dei pavimenti. Chiedemmo ai</strong></p>
<p><strong>funzionari della RCMP locale di esumare quel luogo in cerca di resti</strong></p>
<p><strong>ma loro si sono sempre rifiutati di farlo, anche in anni recenti come</strong></p>
<p><strong>il 1996; il caporale Sampson ci ha persino minacciati. Questo genere</strong></p>
<p><strong>di insabbiamento è la regola. I bambini sani venivano messi in</strong></p>
<p><strong>infermeria assieme a quelli malati di tubercolosi, era la procedura</strong></p>
<p><strong>standard; nell&#8217;arco di sette anni abbiamo documentato 35 omicidi</strong></p>
<p><strong>palesi.&#8221; (Testimonianza di Diane Harris resa di fronte al tribunale</strong></p>
<p><strong>della IHRAAM, 13 giugno 1998).</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Esistono riscontri a indicare che l&#8217;attiva collusione fra polizia,</strong></p>
<p><strong>funzionari dell&#8217;ospedale, medici legali, agenti indiani e perfino capi</strong></p>
<p><strong>indigeni ha contribuito ad occultare tali omicidi. Gli ospedali</strong></p>
<p><strong>locali, in particolare i sanatori per la tubercolosi collegati alla</strong></p>
<p><strong>chiesa unitaria e a quella cattolica romana, hanno svolto la funzione</strong></p>
<p><strong>di &#8220;discariche&#8221; per i cadaveri dei bambini ed hanno regolarmente</strong></p>
<p><strong>fornito certificati di morte falsi per gli studenti uccisi.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Nel caso della scuola residenziale della Chiesa Unitaria di Alberni,</strong></p>
<p><strong>gli studenti che scoprivano i cadaveri di altri bambini subivano gravi</strong></p>
<p><strong>punizioni. Uno di questi testimoni, Harry Wilson di Bella Bella, BC,</strong></p>
<p><strong>afferma di essere stato espulso dalla scuola, quindi ricoverato in</strong></p>
<p><strong>ospedale e drogato contro la sua volontà dopo aver scoperto il corpo</strong></p>
<p><strong>di una ragazza deceduta nel maggio del 1967.</strong></p>
<p><strong>Cosa triste, il sistema a doppio livello di collaborazionisti e</strong></p>
<p><strong>vittime creato nelle scuole fra gli studenti nativi continua a</strong></p>
<p><strong>tutt&#8217;oggi, poiché alcuni dei rappresentanti del consiglio della tribù</strong></p>
<p><strong>finanziati dallo stato &#8211; essi stessi ex collaborazionisti &#8211; sembrano</strong></p>
<p><strong>avere un particolare interesse nel contribuire a sopprimere le prove e</strong></p>
<p><strong>a mettere a tacere testimoni che incriminerebbero non solo gli</strong></p>
<p><strong>assassini ma anche loro stessi, in quanto agenti dell&#8217;amministrazione</strong></p>
<p><strong>bianca.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La maggior parte dei testimoni che hanno raccontato la loro storia</strong></p>
<p><strong>agli autori e di fronte ai tribunali pubblici della costa occidentale</strong></p>
<p><strong>hanno descritto o di aver visto casi di omicidio o di aver scoperto un</strong></p>
<p><strong>cadavere presso la scuola residenziale che frequentavano. Il numero</strong></p>
<p><strong>delle vittime, anche secondo le cifre fornite dal governo, fu</strong></p>
<p><strong>enormemente elevato; ma allora dove sono tutti i cadaveri? I decessi</strong></p>
<p><strong>di migliaia di studenti non sono riportati in nessuno dei registri</strong></p>
<p><strong>delle scuole, degli archivi degli Affari Indiani né su altra</strong></p>
<p><strong>documentazione finora presentata in tribunale o su pubblicazioni di</strong></p>
<p><strong>ricerca relative alle scuole residenziali. Circa 50.000 cadaveri sono</strong></p>
<p><strong>letteralmente ed ufficialmente andati perduti.</strong></p>
<p><strong>Il sistema delle scuole residenziali ha dovuto occultare non solo le</strong></p>
<p><strong>prove degli omicidi ma anche i cadaveri. La presenza di fosse comuni</strong></p>
<p><strong>segrete per i bambini uccisi presso le scuole cattoliche e protestanti</strong></p>
<p><strong>di Sardis, Port Alberni, Kuper Island ed Alert Bay è stata attestata</strong></p>
<p><strong>da numerosi testimoni, secondo i quali queste aree segrete di</strong></p>
<p><strong>sepoltura contenevano anche i feti abortiti e persino i bimbi molto</strong></p>
<p><strong>piccoli frutto dei rapporti fra preti e ragazze del personale delle</strong></p>
<p><strong>scuole. Una delle testimoni, Ethel Wilson di Bella Bella, afferma di</strong></p>
<p><strong>aver visto &#8220;file e file di piccoli scheletri&#8221; nelle fondamenta della</strong></p>
<p><strong>ex scuola residenziale anglicana di St Michael&#8217;s ad Alert Bay quando</strong></p>
<p><strong>al suo posto, negli anni &#8217;60, venne edificata una nuova scuola.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Vi erano svariate file di scheletri, tutti allineati ordinatamente,</strong></p>
<p><strong>come se fosse un gran cimitero. Gli scheletri erano stati ritrovati</strong></p>
<p><strong>all&#8217;interno di una delle vecchie mura della scuola di St Mike. A</strong></p>
<p><strong>giudicare dalle dimensioni, nessuno di essi poteva essere molto</strong></p>
<p><strong>vecchio. Ora, per quale motivo così tanti bambini sono stati sepolti</strong></p>
<p><strong>in quel modo all&#8217;interno di un muro, a meno che qualcuno non stesse</strong></p>
<p><strong>cercando di nascondere qualcosa? (Testimonianza di Ethel Wilson resa a</strong></p>
<p><strong>Kevin Annett, Vancouver, BC, 8 agosto 1998).</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Arnold Sylvester, il quale, come Tennis Charlie, fra il 1939 ed il</strong></p>
<p><strong>1945 frequentò la scuola di Kuper Island, conferma questo resoconto &#8220;I</strong></p>
<p><strong>preti scavarono in quel cimitero in tutta fretta nel 1972, quando la</strong></p>
<p><strong>scuola chiuse. Nessuno era autorizzato a guardarli riesumare quei</strong></p>
<p><strong>resti. Penso che ciò fosse dovuto al fatto che si trattava di un</strong></p>
<p><strong>cimitero particolarmente segreto, dove venivano sepolti i cadaveri</strong></p>
<p><strong>delle ragazze incinte. Alcune delle ragazze ingravidate dai preti</strong></p>
<p><strong>furono effettivamente uccise perché minacciavano di spifferare tutto;</strong></p>
<p><strong>a volte venivano spedite via e a volte scomparivano. Non ci era</strong></p>
<p><strong>consentito parlare di questo argomento.&#8221; (Testimonianza di Arnold</strong></p>
<p><strong>Sylvester resa a Kevin Annett, Duncan, BC, 13 agosto 1998).</strong></p>
<p><strong>Anche gli ospedali locali venivano utilizzati come discariche per i</strong></p>
<p><strong>cadaveri dei bambini, come nel caso del ragazzo di Edmonds e del suo</strong></p>
<p><strong>&#8220;trattamento&#8221; presso il St Paul&#8217;s Hospital, seguito al suo omicidio</strong></p>
<p><strong>avvenuto presso la scuola cattolica di North Vancouver. Alcuni</strong></p>
<p><strong>ospedali, comunque, sembrano essere stati luoghi particolarmente</strong></p>
<p><strong>prediletti per l&#8217;accumulo dei cadaveri.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il Nanaimo Tubercolosis Hospital (chiamato The Indian Hospital) era</strong></p>
<p><strong>uno di questi. Secondo alcune donne che hanno subito questo genere di</strong></p>
<p><strong>torture presso tale ospedale (vedere Articolo IId), sotto la guisa di</strong></p>
<p><strong>cure per la tubercolosi generazioni di bambini e adulti indigeni</strong></p>
<p><strong>furono oggetto di esperimenti medici e di sterilizzazione; lo stabile</strong></p>
<p><strong>tuttavia era anche una sorta di magazzino-obitorio per i cadaveri dei</strong></p>
<p><strong>nativi.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Secondo testimoni come Amy Tallio, che frequentò la scuola di Alberni</strong></p>
<p><strong>nei primi anni &#8217;50, il West Coast General Hospital di Port Alberni non</strong></p>
<p><strong>solo accoglieva i corpi dei bambini provenienti dalla locale scuola</strong></p>
<p><strong>residenziale della Chiesa Unitaria; era anche il luogo dove venivano</strong></p>
<p><strong>eseguiti gli aborti sulle ragazze indigene ingravidate dai preti e dal</strong></p>
<p><strong>personale e dove si sbarazzavano dei neonati che, forse, venivano</strong></p>
<p><strong>uccisi.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Irene Starr, della nazione Hesquait, la quale frequentò la scuola di</strong></p>
<p><strong>Alberni fra il 1952 e il 1961, conferma tutto questo.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Alla scuola di Alberni molte ragazze rimanevano incinte. I padri dei</strong></p>
<p><strong>bambini, quelli che le violentavano, erano i membri del personale, gli</strong></p>
<p><strong>insegnanti. Non abbiamo mai saputo cosa accadeva ai neonati, ma essi</strong></p>
<p><strong>scomparivano regolarmente. Le ragazze gravide venivano portate</strong></p>
<p><strong>all&#8217;ospedale di Alberni e quindi ritornavano, senza i loro bambini.</strong></p>
<p><strong>Sempre. Il personale uccideva quei bambini per eliminare le loro</strong></p>
<p><strong>tracce; venivano pagati dalla chiesa e dallo stato per fare gli</strong></p>
<p><strong>stupratori e gli assassini. (Testimonianza di Irene Starr resa a Kevin</strong></p>
<p><strong>Annett, Vancouver, BC, 23 agosto 1998)</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>III</strong></p>
<p><strong>Articolo II (b): Provocare gravi danni fisici o mentali</strong></p>
<p><strong>Agli esordi dell&#8217;era delle scuole residenziali, Duncan Campbell Scott,</strong></p>
<p><strong>sovrintendente agli Affari Indiani, delineò così le finalità delle</strong></p>
<p><strong>suddette scuole: &#8220;Uccidere l&#8217;indiano che è dentro gli indiani&#8221;.</strong></p>
<p><strong>Chiaramente l&#8217;attacco genocida contro gli indigeni non era soltanto</strong></p>
<p><strong>fisico. Ma anche spirituale. La cultura europea ambiva a possedere le</strong></p>
<p><strong>menti e le anime delle nazioni native, per trasformare gli indigeni</strong></p>
<p><strong>che non era riuscita a sterminare in copie di terza classe dei</strong></p>
<p><strong>bianchi. Alfred Caldwell, direttore della scuola della Chiesa Unitaria</strong></p>
<p><strong>di Ahousat, sulla costa occidentale di Vancouver Island, nel 1938</strong></p>
<p><strong>scriveva: Il problema rappresentato dagli indiani è di natura morale e</strong></p>
<p><strong>religiosa. Essi mancano dei fondamenti di base del pensiero e dello</strong></p>
<p><strong>spirito civile, il che spiega la loro natura ed il loro comportamento</strong></p>
<p><strong>infantile. Presso la nostra scuola ci sforziamo di trasformarli in</strong></p>
<p><strong>cristiani maturi che imparino a comportarsi bene nel mondo ed</strong></p>
<p><strong>abbandonino il loro selvaggio stile di vita ed i loro diritti,</strong></p>
<p><strong>acquisiti col trattato, che li tengono inchiodati alla loro terra e ad</strong></p>
<p><strong>una primitiva esistenza. Soltanto allora il problema indiano nel</strong></p>
<p><strong>nostro paese verrà risolto. (Lettera del Rev. A.E. Caldwell all&#8217;agente</strong></p>
<p><strong>indiano P.D. Ashbridge, Ahousat, BC, 12 novembre 1938)</strong></p>
<p><strong>Il fatto che questo stesso preside venga citato dai testimoni in</strong></p>
<p><strong>quanto assassino di almeno due bambini &#8211; uno dei quali ucciso lo</strong></p>
<p><strong>stesso mese in cui scrisse la sopraccitata lettera &#8211; non è casuale,</strong></p>
<p><strong>poiché il genocidio culturale trabocca senza sforzo nell&#8217;assassino,</strong></p>
<p><strong>come i nazisti hanno dimostrato in modo così lampante al mondo.</strong></p>
<p><strong>Nondimeno la lettera di Caldwell chiarisce due punti nodali della</strong></p>
<p><strong>discussione relativa alle atrocità fisiche e mentali inflitte agli</strong></p>
<p><strong>studenti indigeni: (a) le scuole residenziali costituivano un vasto</strong></p>
<p><strong>programma di controllo mentale, e (b) lo scopo sotteso di questa</strong></p>
<p><strong>&#8220;riprogrammazione&#8221; dei bambini indigeni era quello di scacciare i</strong></p>
<p><strong>nativi via dalle loro terre onde permettere ai bianchi l&#8217;accesso ad</strong></p>
<p><strong>esse.</strong></p>
<p><strong>Citando la sopravvissuta di Alberni, Harriett Nahanee: Ci mettevano</strong></p>
<p><strong>sempre gli uni contro gli altri, costringendoci a combatterci e a</strong></p>
<p><strong>molestarci a vicenda. Il tutto aveva lo scopo di dividerci e di farci</strong></p>
<p><strong>il lavaggio del cervello in modo che dimenticassimo che noi eravamo i</strong></p>
<p><strong>Custodi del Territorio. Il Creatore diede al nostro popolo il compito</strong></p>
<p><strong>di proteggere le terre, i pesci, le foreste, questo era lo scopo delle</strong></p>
<p><strong>nostre essenze. I bianchi però volevano tutto per sé stessi, e le</strong></p>
<p><strong>scuole residenziali erano il metodo aloro disposizione; metodo che</strong></p>
<p><strong>funzionò. Abbiamo dimenticato il nostro sacro compito ed ora i bianchi</strong></p>
<p><strong>possiedono la maggior parte delle terre e si sono impossessati di</strong></p>
<p><strong>tutto il pesce e di tutti gli alberi. Noi siamo per la maggior parte</strong></p>
<p><strong>poveri, dediti a vizi, violenti in famiglia; e tutto questo iniziò</strong></p>
<p><strong>nelle scuole, dove ci manipolarono la mente affinché odiassimo la</strong></p>
<p><strong>nostra cultura e noi stessi, cosicché avremmo perso tutto quanto.</strong></p>
<p><strong>Questo è il motivo per cui affermo che il genocidio è tuttora in</strong></p>
<p><strong>corso. (Testimonianza di Harriett Nahanee resa a Kevin Annett, North</strong></p>
<p><strong>Vancouver, BC, 11 dicembre 1995)</strong></p>
<p><strong>Fu solo con l&#8217;assunzione dei poteri di tutela da parte dei presidi</strong></p>
<p><strong>della costa occidentale, avvenuta fra il 1933 ed il 1941, che emergono</strong></p>
<p><strong>i primi riscontri di reti pedofile organizzate in quelle scuole</strong></p>
<p><strong>residenziali; perché quel sistema era legalmente e moralmente libero</strong></p>
<p><strong>di fare ai suoi allievi coatti tutto quello che voleva.</strong></p>
<p><strong>Le scuole residenziali divennero un rifugio sicuro &#8211; un sopravvissuto</strong></p>
<p><strong>le definisce una &#8220;zona franca&#8221; &#8211; per pedofili, assassini e medici</strong></p>
<p><strong>perversi che avevano bisogno di cavie umane vive per collaudi di</strong></p>
<p><strong>farmaci o ricerche genetiche e sul cancro.</strong></p>
<p><strong>Scuole specifiche, come quella cattolica di Kuper Island e quella</strong></p>
<p><strong>della Chiesa Unitaria di Alberni, divennero centri speciali in cui,</strong></p>
<p><strong>unitamente all&#8217;abituale sequela di pestaggi, stupri e noleggio di</strong></p>
<p><strong>bambini a influenti pedofili, venivano praticate impunemente tecniche</strong></p>
<p><strong>di sterminio su bambini indigeni provenienti da tutta la provincia.</strong></p>
<p><strong>Gran parte del male fisico e mentale recato agli studenti indigeni</strong></p>
<p><strong>aveva lo scopo di spezzare lealtà tribale tradizionale per linee di</strong></p>
<p><strong>parentela, mettendo i bambini gli uni contro gli altri e privandoli</strong></p>
<p><strong>dei loro legami naturali; maschi e femmine erano rigidamente segregati</strong></p>
<p><strong>in dormitori separati e non potevano mai incontrarsi.</strong></p>
<p><strong>Una sopravvissuta racconta di non avere mai visto il fratellino per</strong></p>
<p><strong>anni, anche se lui si trovava nel medesimo edificio della scuola</strong></p>
<p><strong>anglicana di Alert Bay. Quando poi i bambini sconfinavano nei</strong></p>
<p><strong>corrispettivi dormitori e le ragazze ed i ragazzi più grandicelli</strong></p>
<p><strong>venivano colti a scambiarsi effusioni, venivano applicate a tutti</strong></p>
<p><strong>quanti punizioni più severe. Secondo le parole di una sopravvissuta</strong></p>
<p><strong>che frequentò la scuola di Alberni nel 1959: Un ragazzo ed una</strong></p>
<p><strong>ragazza, sorpresi a baciarsi, subirono la pena delle verghe. I due</strong></p>
<p><strong>vennero costretti a strisciare nudi lungo una fila di altri studenti,</strong></p>
<p><strong>e noi li colpimmo con bastoni e fruste forniteci dal direttore; la</strong></p>
<p><strong>ragazza fu picchiata così duramente che morì a causa di</strong></p>
<p><strong>un&#8217;insufficienza renale. Ci diedero davvero una bella lezione: se</strong></p>
<p><strong>cercavi di provare dei normali sentimenti per qualcuno, venivi ucciso</strong></p>
<p><strong>per questo. Così imparammo ben presto a non voler bene né a fidarci di</strong></p>
<p><strong>nessuno, e a fare soltanto quanto ci veniva ordinato. (Testimonianza</strong></p>
<p><strong>di una donna non identificata della Nazione Pacheedat, Port Renfrew,</strong></p>
<p><strong>BC, 12 ottobre 1996)</strong></p>
<p><strong>Secondo Harriett Nahanee: Le scuole residenziali creavano due tipi di</strong></p>
<p><strong>indiani: schiavi e traditori, e questi ultimi sono ancora in carica.</strong></p>
<p><strong>Il resto di noi fa ciò che gli viene ordinato. I capi dei consigli</strong></p>
<p><strong>delle tribù hanno detto a tutti quelli della nostra riserva di non</strong></p>
<p><strong>parlare in tribunale ed hanno minacciato di tagliare le nostre</strong></p>
<p><strong>indennità nel caso lo facciamo. (Harriet Nahanee a Kevin Annett, 12</strong></p>
<p><strong>giugno 1996).</strong></p>
<p><strong>La natura di quel sistema di tortura non era casuale. Ad esempio,</strong></p>
<p><strong>nelle scuole residenziali canadesi di qualsiasi confessione, l&#8217;uso</strong></p>
<p><strong>regolare di scosse elettriche su bambini che parlavano la loro lingua</strong></p>
<p><strong>o che erano &#8220;disobbedienti&#8221; era un fenomeno diffuso, e ciò non veniva</strong></p>
<p><strong>a casaccio ma era una prassi istituzionalizzata.</strong></p>
<p><strong>Secondo testimoni oculari, nelle scuole di Alberni e Kuper Island</strong></p>
<p><strong>della British Columbia, nella scuola cattolica spagnola dell&#8217;Ontario</strong></p>
<p><strong>ed in strutture ospedaliere isolate, gestite dalle chiese e dal</strong></p>
<p><strong>Dipartimento Affari Indiani nel Quebec settentrionale, a Vancouver</strong></p>
<p><strong>Island e nell&#8217;Alberta rurale, esistevano stanze di tortura, allestite</strong></p>
<p><strong>appositamente con sedie elettriche fisse e spesso fatte funzionare da</strong></p>
<p><strong>personale medico.</strong></p>
<p><strong>Mary Anne Nakogee-Davis di Thunder Bay, Ontario, nel 1963 all&#8217;età di</strong></p>
<p><strong>otto anni, fu torturata su una sedia elettrica dalle suore della</strong></p>
<p><strong>scuola residenziale cattolica spagnola. Ella racconta: Le suore la</strong></p>
<p><strong>usavano come un &#8216;arma, e vi fui sottoposta in più di un&#8217;occasione. Ti</strong></p>
<p><strong>legavano le braccia ai braccioli metallici e le scosse ti facevano</strong></p>
<p><strong>sobbalzare tutto il corpo. Non so che male avessi fatto per meritare</strong></p>
<p><strong>una tale punizione. (Tratto da The London Free Press, London, Ontario,</strong></p>
<p><strong>22 ottobre 1996)</strong></p>
<p><strong>Torture di questo genere, analoghe ai programmi di sterilizzazione</strong></p>
<p><strong>individuati presso il W.R. Large Memorial Hospital di Bella Bella ed</strong></p>
<p><strong>il Nanaimo Indian Hospital, venivano eseguite anche presso istituti</strong></p>
<p><strong>gestiti dalle chiese con i fondi del Ministero Affari Indiani.</strong></p>
<p><strong>Frank Martin, postino indigeno della British Columbia settentrionale,</strong></p>
<p><strong>descrive la sua reclusione coatta e l&#8217;impiego della sua persona per</strong></p>
<p><strong>esperimenti, avvenuta nel 1963 e nel 1964 presso la Bbrannen Lake</strong></p>
<p><strong>Reform School, vicino a Nanaimo: All&#8217;età di nove anni fui rapito dal</strong></p>
<p><strong>mio villaggio e mandato alla scuola Brannen Lake di Nanaimo. Un medico</strong></p>
<p><strong>locale mi fece un&#8217;iniezione e dio mi risveglia in una piccola cella,</strong></p>
<p><strong>forse di tre metri per quattro; mi tennero rinchiuso li come un</strong></p>
<p><strong>animale per 14 mesi. Mi tiravano fuori ogni mattina e mi</strong></p>
<p><strong>somministravano scosse elettriche alla testa sino a quando non svenivo</strong></p>
<p><strong>e poi, nel pomeriggio, mi sottoponevano a raggi x per diversi minuti</strong></p>
<p><strong>di seguito. Non mi dissero mai perché lo facessero, ma all&#8217;età di</strong></p>
<p><strong>diciotto anni mi ammalai di cancro ai polmoni pur senza aver mai</strong></p>
<p><strong>fumato. (Testimonianza videoregistrata di Frank Martin resa a Eva</strong></p>
<p><strong>Lyman e Kevin Annett, Vancouver, 16 luglio 1998)</strong></p>
<p><strong>Questi esperimenti empirici combinati ad un sadismo brutale</strong></p>
<p><strong>caratterizzarono questi istituti finanziati pubblicamente, in</strong></p>
<p><strong>particolare il famigerato Nanaimo Indian Hospital. David Martin di</strong></p>
<p><strong>Powell River,BC, nel 1958, all&#8217;età di cinque anni, fu condotto in</strong></p>
<p><strong>questo ospedale e sottoposto ad esperimenti comprovati da Joan Morris,</strong></p>
<p><strong>Harry Wilson ed altri testimoni citati nel presente rapporto. Secondo</strong></p>
<p><strong>David: Mi fu detto che avevo la tubercolosi, ma io ero del tutto sano;</strong></p>
<p><strong>non presentavo alcun sintomo di quella malattia. Quindi mi mandarono</strong></p>
<p><strong>al Nanaimo Indian Hospital e li mi tennero legato in un letto per più</strong></p>
<p><strong>di sei mesi. Ogni giorno i medici mi praticavano delle iniezioni che</strong></p>
<p><strong>mi facevano stare davvero male e provocavano sulla mia pelle</strong></p>
<p><strong>arrossamenti e prurito. Sentivo le urla di altri bambini indiani</strong></p>
<p><strong>rinchiusi in celle di isolamento; non ci fu mai consentito di vederli</strong></p>
<p><strong>e nessuno mi disse mai che cosa stessero facendo a tutti noi in quel</strong></p>
<p><strong>luogo. (David Martin a Kevin Annett, Vancouver, 12 novembre 2000).</strong></p>
<p><strong>Presso le stesse scuole residenziali una tortura ordinaria e</strong></p>
<p><strong>ricorrente erano gli interventi sui denti dei bambini senza l&#8217;utilizzo</strong></p>
<p><strong>di qualsiasi forma di anestesia o di analgesici. Due diverse vittime</strong></p>
<p><strong>di queste torture presso la scuola di Alberni descrivono di esservi</strong></p>
<p><strong>state sottoposte da differenti dentisti a distanza di decenni.</strong></p>
<p><strong>Harriett Nahanee fu brutalizzata in quel modo nel 1946, mentre Dennis</strong></p>
<p><strong>Tallio fu &#8220;sottoposto all&#8217;opera di un vecchio infermo che non mi</strong></p>
<p><strong>somministrò mai degli analgesici&#8221; in quella stessa scuola nel 1965.</strong></p>
<p><strong>I sopravvissuti algi esperimenti del Dr, Josef Mengele ritengono che</strong></p>
<p><strong>costui li abbia elaborati alla Cornell University di New York, i</strong></p>
<p><strong>Bristol Labs di Syracuse, New York, e Upjohn Corporation e laboratori</strong></p>
<p><strong>Bayer dell&#8217;Ontario. Mengele ed i suoi ricercatori canadesi, come il</strong></p>
<p><strong>famigerato psichiatra di Montreal Ewen Cameron, utilizzavano</strong></p>
<p><strong>prigionieri, malati mentali e bambini indigeni provenienti dalle</strong></p>
<p><strong>riserve e dalle scuole residenziali nella loro attività volte a</strong></p>
<p><strong>cancellare e rimodellare la memoria, e la personalità umana, usando</strong></p>
<p><strong>farmaci, scosse elettriche e metodi per indurre traumi identici a</strong></p>
<p><strong>quelli impiegati per anni nelle scuole residenziali.</strong></p>
<p><strong>Ex dipendenti del governo federale hanno confermato che l&#8217;uso dei</strong></p>
<p><strong>&#8220;reclusi&#8221; delle scuole residenziali per esperimenti medici governativi</strong></p>
<p><strong>era autorizzato tramite un accordo congiunto con le chiese che</strong></p>
<p><strong>gestivano le scuole stesse.</strong></p>
<p><strong>Secondo un ex funzionari degli Affari Indiani: Una sorta di accordo</strong></p>
<p><strong>sulla parola fu in vigore per molti anni: le chiese ci fornivano i</strong></p>
<p><strong>bambini dalle scuole residenziali e noi incaricavamo l&#8217;RCMP di</strong></p>
<p><strong>consegnarli a chiunque avesse bisogno di un&#8217;infornata di soggetti da</strong></p>
<p><strong>esperimento: in genere medici, a volte elementi del Dipartimento della</strong></p>
<p><strong>Difesa. I cattolici lo fecero ad alto livello nel Quebec, quando</strong></p>
<p><strong>trasferirono in larga scala ragazzi dagli orfanotrofi ai manicomi. Lo</strong></p>
<p><strong>scopo era il medesimo: sperimentazione. A quei tempi i settori</strong></p>
<p><strong>militari e dell&#8217;intelligence davano molte sovvenzioni: tutto quello</strong></p>
<p><strong>che si doveva fare era fornire i soggetti. I funzionari ecclesiastici</strong></p>
<p><strong>erano più che contenti di soddisfare quelle richieste. Non erano solo</strong></p>
<p><strong>i presidi delle scuole residenziali a prendere tangenti da questo</strong></p>
<p><strong>traffico: tutti ne approfittavano, e questo è il motivo per cui la</strong></p>
<p><strong>cosa è andata avanti così a lungo; essa coinvolge proprio una sacco di</strong></p>
<p><strong>papaveri alti. ( Dai fascicoli riservati del tribunale dell&#8217;IHRAAM,</strong></p>
<p><strong>contenenti le dichiarazioni di fonti confidenziali, 12-14 giugno 1998)</strong></p>
<p><strong>Gli esperimenti in questione e la cruda brutalità delle sevizie</strong></p>
<p><strong>inflitte ai bambini nelle scuole attesta la considerazione che le</strong></p>
<p><strong>istituzioni avevano degli indigeni in quanto esseri &#8220;sacrificabili&#8221; e</strong></p>
<p><strong>&#8220;malati&#8221;. Decine e decine di sopravvissuti provenienti da dieci</strong></p>
<p><strong>diverse scuole residenziali della British Columbia e dell&#8217;Ontario</strong></p>
<p><strong>hanno descritto sotto giuramento le seguenti torture, inflitte fra il</strong></p>
<p><strong>1922 ed il 1984, a loro stessi e ad altri bambini, alcuni di solo</strong></p>
<p><strong>cinque anni di età.:</strong></p>
<p><strong>· Stringere fili e lenze da pesca attorno al pene del bambini;</strong></p>
<p><strong>· Inserire aghi nelle loro mani, guance, lingue, orecchie e pene;</strong></p>
<p><strong>· Tenerli sospesi sopra tombe aperte minacciando di seppellirli vivi;</strong></p>
<p><strong>· Costringerli a mangiare cibo pieni di vermi o rigurgitato;</strong></p>
<p><strong>· Dire loro che i erano morti e che stavano per essere uccisi;</strong></p>
<p><strong>· Denudarli di fronte alla scolaresca riunita e umiliarli verbalmente</strong></p>
<p><strong>e sessualmente;</strong></p>
<p><strong>· Costringerli a stare eretti per oltre 12 ore di seguito sino a</strong></p>
<p><strong>quando non crollavano;</strong></p>
<p><strong>· Immergerli nell&#8217;acqua ghiacciata;</strong></p>
<p><strong>· Costringerli a dormire all&#8217;aperto durante l&#8217;inverno;</strong></p>
<p><strong>· Strappare loro i capelli dalla testa;</strong></p>
<p><strong>· Sbattere ripetutamente le loro teste contro superfici muratura o in</strong></p>
<p><strong>legno;</strong></p>
<p><strong>· Colpirli quotidianamente senza preavviso tramite fruste,</strong></p>
<p><strong>bastoni,finimenti da cavallo, cinghie metalliche decorate, stecche da</strong></p>
<p><strong>biliardo e tubi di ferro;</strong></p>
<p><strong>· Estrarre loro i denti d&#8217;oro senza analgesici;</strong></p>
<p><strong>· Rinchiuderli per giorni in stanzini non ventilati senza acqua né</strong></p>
<p><strong>cibo;</strong></p>
<p><strong>· Somministrare loro regolarmente scosse elettriche alla testa, ai</strong></p>
<p><strong>genitali e agli arti.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Forse il riassunto più chiaro della natura e degli scopi di tale</strong></p>
<p><strong>sadismo è costituito dalle parole di Bill Steward di Nanaimo,</strong></p>
<p><strong>sopravvissuto alla scuola Kuper Island: Era la gente della chiesa ad</strong></p>
<p><strong>adorare il diavolo, non noi. Volevano l&#8217;oro, il carbone, la terra che</strong></p>
<p><strong>abitavamo, così ci terrorizzavano affinché consegnassimo tutto a loro.</strong></p>
<p><strong>Come fa un uomo che all&#8217;età di sette anni veniva violentato</strong></p>
<p><strong>quotidianamente a combinare qualcosa nella vita? Le scuole</strong></p>
<p><strong>residenziali furono istituite per distruggere le nostre vite, e</strong></p>
<p><strong>riuscirono nell&#8217;intento. I bianchi erano dei terroristi, puri e</strong></p>
<p><strong>semplici. (Testimonianza di Bill Steward resa a Kevin Annett e ad</strong></p>
<p><strong>osservatori della IHRAAM, Duncan, BC, 13 agosto 1998)</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Le bugie della scienza medica</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 23:09:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Controinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Testi come questo non sono oro colato. Non vanno presi come assoluta verità su ogni punto. Ma sono importanti per sentire altre voci oltre a quelle che ci vengono inflitte dalla mafia biance e dall&#8217;establishment medico.   &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212; (Testo preso dal sito.. http://www.nexusedizioni.it/apri/Argomenti/Medicina-e-salute/BUGIE-E-SCIENZA-MEDICA/) Gran parte delle conclusioni alle quali arrivano i ricercatori nei loro studi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2011/05/bugie.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1068" title="bugie" src="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2011/05/bugie-1024x724.jpg" alt="" width="1024" height="724" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Testi come questo non sono oro colato.</strong><strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non vanno presi come assoluta verità su ogni punto.</strong><strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma sono importanti per sentire altre voci oltre a quelle che ci vengono inflitte dalla mafia biance e </strong><strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dall&#8217;establishment medico.</strong><strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> </em></strong><strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</em></strong><strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>(Testo preso dal sito.. <a href="http://www.nexusedizioni.it/apri/Argomenti/Medicina-e-salute/BUGIE-E-SCIENZA-MEDICA/">http://www.nexusedizioni.it/apri/Argomenti/Medicina-e-salute/BUGIE-E-SCIENZA-MEDICA/</a>)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Gran parte delle conclusioni alle quali arrivano i ricercatori nei loro studi sono spesso esagerate, fuorvianti, o addirittura completamente false. Perchè allora i dottori, in buona parte, determinano le loro pratiche terapeutiche da questa disinformazione? Il dr. John Ioannidis si è impegnato nel dimostrare i ragionamenti errati o non scientifici di molti dei suoi colleghi.</em></strong><strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lies, Damned Lies, and Medical Science&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di David H. Freedman</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel 2001 in Grecia si sparsero voci secondo le quali venivano diagnosticate finte appendiciti ai poveri immigrati albanesi per poter aumentare il numero di interventi effettuati negli ospedali. Una neolaureata, Athina Tatsioni, stava discutendo di queste voci con dei dei colleghi nel policlinico dell&#8217;università di Ioannina, ed un professore, sentendo la conversazione, le chiese se fosse disposta a provare la loro veridicità, e la sfidò nell&#8217;impresa. Lei accettò la sfida e, con l&#8217;aiuto del professore ed altri colleghi colleghi, realizzò uno studio formale che dimostrò che, per qualche motivo, il numero di pazienti con nomi albanesi operati di appendicite in sei ospedali grechi era più di tre volte maggiore rispetto ai pazienti con nomi greci. &#8220;Fu difficile trovare una rivista disposta a pubblicare l&#8217;articolo, ma ci riuscimmo&#8221;, ricorda Tatsioni. &#8220;Ho anche scoperto di avere una passione per la ricerca&#8221;. La cosa fu per lei doppiamente importante perchè si scoprì che il professore che l&#8217;aveva ingaggiata stava cercando di mettere insieme una squadra di giovani medici e ricercatori per un compito piuttosto insolito, e lei aveva passato con successo la prova d&#8217;ammissione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La scorsa primavera partecipai ad uno dei meeting settimanali del gruppo nel campus dell&#8217;università, tenuto lungo una strana serie di ripide colline. L&#8217;edificio in cui ci incontrammo, così come gli altri della scuola, assomiglia ad una caserma ed i suoi muri sono cosparsi di scritte a sfondo politico. Ma la stanza dell&#8217;incontro era una sala conferenze così spaziosa che sarebbe stata degna di una startup della Silicon Valley. Tatsioni ed altri otto giovani ricercatori siedevano attorno ad un grande tavolo ed a differenza di molti loro colleghi statunitensi, somigliavano al cast di una serie medica televisiva. Il professore, una persona elegante e dalla voce cordiale, presiedeva la seduta senza troppe formalità.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una delle ricercatrici, una biostatistica di nome Georgia Salanti, accese un laptop ed un proiettore&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>per illustrare uno studio che stava facendo con alcuni colleghi che si poneva la seguente domanda: &#8220;le case farmaceutiche manipolano le ricerche per far sembrare migliori i loro farmaci? Salanti cominciò ad enunciare una serie di dati che sosteneva questa ipotesi ma fu rapidamente interrotta dai suoi colleghi. Uno fece notare che il suo studio non prendeva in considerazione il fatto che le aziende farmaceutiche non danno la giusta importanza ai risultati &#8220;importanti&#8221; per i pazienti come la sopravvivenza rispetto ai decessi, mentre tendono a riportare risultati più soggettivi come lo stato di benessere auto-diagnosticato (ad esempio &#8220;oggi il petto non mi fa male quanto ieri&#8221;). Un altro collega rimarcò il fatto che lo studio di Salanti si dimenticava del fatto che quando le aziende farmaceutiche sembravano mostrare una miglioria della salute dei pazienti, non veniva contemporaneamente mostrata la prova che la medicina in causa era la sola artefice di questa miglioria, oppure che la miglioria era trascurabile.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Salanti rimase impassibile, come se essere criticata duramente facesse parse del corso, e non esitò ad ammettere che tutte le obiezioni fossero valide; replicò che una unica ricerca non può dimostrare tutto. Cominciai a capire quanto potessero essere flessibili gli studi effettuati dalle case farmaceutiche. Fu allora che il prof. Ioannidis, che fino a quel momento era stato in silenzio, assestò il colpo di grazia: non sarà, chiese, che le aziende farmaceutiche scelgono con cura gli argomenti dei loro studi, ad esempio confrontando i nuovi farmaci con prodotti già notoriamente poco efficaci, in modo da essere avvantaggiati ancora prima che cominci il balletto dei numeri e delle statistiche? &#8220;Forse a volte sono le domande ad essere manipolate, non le risposte&#8221;, disse con un sorriso amichevole. Tutti annuirono. Anche se i risultati di alcune ricerche arrivano sulle prime pagine dei giornali dovremmo sempre chiederci se dimostrano veramente qualcosa. Esisterà una ricerca medica di cui possiamo veramente fidarci?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questa è stata una delle domande principali per Ioannidis, che ha avuto una carriera da metaricercatore, ed è diventato uno dei principali esperti sulla credibilità della ricerca medica. Lui con il suo team ha dimostrato, più volte, ed anche in diversi modi che gran parte delle conclusioni negli studi in ricerca biomedica pubblicati &#8211; conclusioni che vengono prese in considerazione dai dottori quando prescrivono antibiotici o medicinali per la presione, o quando ci consigliano di mangiare più fibre o meno carne, o quando consigliano un intervento al cuore o per il mal di schiena &#8211; sono fuorvianti, esagerate, e spesso semplicemente errate. Ioannidis sostiene che il 90% delle informazioni mediche pubblicate, sulle quali fanno poi affidamento i medici, hanno dei problemi di fondo. Il suo lavoro è stato ampiamente accettato dalla comunità medica e viene spesso citato nelle più prestigiose riviste del settore, ed alle conferenze le sue presenze sono una grande attrazione. Considerando la sua notorietà ed il fatto che prende di mira il lavoro degli altri colleghi, così come il comportamento dei medici nei nostri confronti ed i consigli che ci danno, Ioannidis potrebbe essere uno degli scienziati attualmente più influenti. Ma nonostante la sua influenza ritiene che la ricerca medica è così fallata e segnata da conflitti d&#8217;interesse che sia impossibile correggere questa situazione, o anche semplicemente ammettere l&#8217;esistenza di questo enorme problema.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La cittadina universitaria di Ioannina è situata vicino alle rovine di un anfiteatro di 20.000 posti costruito in onore di Zeus sul sito dell&#8217;antico oracolo di Dodona. Si diceva che un tempo l&#8217;oracolo rispondesse alle domande dei sacerdoti agitando le fronde di una antica quercia sacra. Al giorno d&#8217;oggi una nuova quercia invita i visitatori a ripetere il rito. &#8220;Porto qui tutti i ricercatori che vengono a trovarmi e quasi tutti rivolgono alla quercia la stessa domanda&#8221;, mi racconta Iannidis, contemplando l&#8217;albero il giorno seguente il meeting. &#8220;Otterrò il finanziamento per la mia ricerca?&#8221;. Ridacchia, ma Ioannidis tende a ridere non tanto per allegria quanto per ammorbidire la durezza dei suoi attacchi. Ed osserva che l&#8217;ossessione dei finanziamenti ha contribuito molto ad indebolire la credibilità della ricerca medica.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ioannidis si è imbattuto in questo tipo di problematica la prima volta all&#8217;inizio degli anni &#8217;90, da giovane ricercatore ad Harvard. All&#8217;epoca era interessato nel diagnosticare alcune malattie rare per le quali scarseggiavano i dati al punto che i dottori dovevano affidarsi all&#8217;intuito ed all&#8217;esperienza. Ma ben presto si accorse che i medici tendevano a procedere nella stessa maniera anche quando si trattava di tumori, cardiopatie ed altre patologie comuni. Dov&#8217;erano i dati che sostenevano le loro scelte terapeutiche? C&#8217;erano molte ricerche pubblicate ma in molti casi erano ben poco scientifiche e basate principalmente sull&#8217;osservazione di un numero ridotto di casi. Proprio in quel periodo stava nascendo un nuovo movimento a favore di una &#8220;medicina fondata sulle prove&#8221; in cui Iaonnidis si lanciò a capofitto, lavorando con autorevoli ricercatori della Tufts University e poi assumento incarichi alla John Hopkins University ed all&#8217;istituto nazionale della salute. Era molto preparato per questo tipo di lavoro: durante il liceo veniva considerato un prodigio in matematica ed aveva poi deciso di seguire i passi dei suoi genitori, entrambi ricercatori. Ora aveva la possibilità di conciliare matematica e medicina applicando una rigorosa analisi statistica ad un settore altrimenti ben poco rigoroso in tal senso.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Davo per scontato che tutto ciò che facevamo noi medici fosse sostanzialmente giusto, ma volevo verificarlo&#8221;, dice. &#8220;Tutto quello che dobbiamo fare è rivedere in maniera sistematica tutte le prove per poterci fare affidamento e poi tutto sarebbe stato perfetto&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma non andò così. Lavorando sulle pubblicazioni mediche, Ioannidis fù colpito da quante scoperte di ogni tipo venissero poi contraddette da scoperte successive. Ovviamente le smentite in ambito medico non sono certo un segreto. E qualche volta arrivano anche sui giornali, come recentemente riguardo diversi studi, che trovano un ampio consenso tra i ricercatori, che concludono che mammografie, colonscopie e test del PSA sono molto meno utili di quanto si pensasse per individuare i tumori. Oppure di quanto farmaci come il Prozac, il Zoloft o il Paxil in molti casi di depressioni non siano più efficaci di un placebo. O che evitare completamente il sole può far aumentare il rischio di cancro, o che bere molta acqua durante una attività fisica intensa può essere potenzialmente fatale. O ancora quando, ad Aprile, siamo stati informati sul fatto che assumere olio di pesce, fare attività fisica e giochi enigmistici non aiuta a prevenire l&#8217;Alzheimer come fino a prima sostenuto. Studi sottosposti a revisione tra pari sono arrivati a conclusioni opposte nel valutare se l&#8217;uso del cellulare provochi tumori al cervello, se dormire più di 8 ore a notte sia salutare o pericoloso, se assumere aspirina ogni giorno possa allungare o accorciare la vita media, se l&#8217;angioplastica sia meglio o peggio dei farmaci per liberare le coronarie.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma Ioannidis fu soprattutto sbalordito dai continui capovolgimenti che vedeva nella ricerca medica. I &#8220;controlli randomizzati&#8221; (<em>randomized controlled trials</em>) che mettono a confronto un gruppo sottoposto ad un determinato trattamento ed un altro gruppo a cui la terapia non viene somministrata erano considerati da sempre una evidenza incontrovertibile, eppure a volte si dimostravano sbagliati. &#8220;Mi resi conto che anche le nostre ricerche di tipo &#8216;<em>gold standard</em>&#8216; avevano un sacco di problemi&#8221;, racconta. Perplesso, cercò di cominciare a capire cosa c&#8217;era di sbagliato. E capì ben presto che la gamma di errori commessi era sbalorditiva: a partire da quali domande ponevano i ricercatori, a come impostavano gli studi, quali pazienti reclutavano, quali misurazioni effettuavano, come analizzavano i dati, fino a come venivano presentati i dati e come determinati studi arrivavano ad essere pubblicati nelle riviste mediche.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo ampio assortimento faceva pensare ad una disfunzionalità di base più grave e Ioannidis pensava di sapere quale fosse. &#8220;Gli studi erano viziati da un errore sistematico&#8221;, spiega. &#8220;A volte erano apertamente viziati. A volte la manipolazione era difficile da individuare, ma c&#8217;era&#8221;. I ricercatori cominciavano i loro studi cercando certi risultati, e guarda caso li trovavano. Pensiamo che il processo scientifico sia obiettivo, rigoroso e spietato nel separare ciò che è vero da ciò che vorremmo fosse vero, ma in realtà è facile manipolare i risultati, perfino senza volerlo o senza esserne consapevoli. &#8220;In ogni passaggio c&#8217;è uno spazio di manovra per distorcere i dati, per rafforzare la propria tesi o per selezionare le conclusioni alle quali si vuole arrivare&#8221;, continua Ioannidis. &#8220;C&#8217;è una sorta di conflitto di interessi intellettuale che spinge i ricercatori a trovare il risultato che ha la maggior probabilità di ottenere un finanziamento&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Forse solo una minoranza dei ricercatori si comporta in questo modo, ma i loro risultati distorti hanno un enorme impatto sulle ricerche pubblicate. Per ottenere cattedre o finanziamenti, o spesso semplicemente per restare a galla, i ricercatori devono far pubblicare i loro studi in riviste prestigiose, dove il tasso di rifiuto può essere superiore al 90%. Chiaramente gli studi che tendono a superare la soglia sono quelli con risultati clamorosi. Ma se presentare teorie molto attrattive può essere relativamente semplice, trovare conferme nella realtà è tutta un&#8217;altra storia. Sottoporre ad un&#8217;analisi rigorosa la maggior parte delle ricerche le farebbe crollare sotto il peso di dati contradditori.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ora immaginiamo che 5 team di ricercatori vogliano testare un&#8217;interessante teoria di cui si sta parlando molto e che quattro di loro dimostrino correttamente che la teoria è sbagliata, mentre il gruppo meno preciso, grazie ad errori, colpi di fortuna e/o un&#8217;abile selezione dei dati, riesca a &#8220;dimostrare&#8221; che è giusta. Indovinate quale degli studi finirà sotto gli occhi del medico in una rivista specializzata e finirà al telegiornale in prima serata?  A volte i ricercatori fanno notizia confutando un&#8217;importante scoperta, cosa che può contribuire quanto meno a sollevare dubbi sui risultati, ma in generale è molto più gratificante aggiungere una nuova intuizione o una caratteristica interessante ad una ricerca già nota piuttosto che sottoporre ad una nuova verifica le sue premesse fondamentali. Del resto semplicemente riverificare i risultati di qualcun altro difficilmente si tramuterà in una pubblicazione, e smentire il lavoro di stimati colleghi può avere sgradevoli ripercussioni professionali.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alla fine degli anni &#8217;90 Iannidis si installò all&#8217;università di Ioannina. Mise insieme la sua squadra, che è fondamentalmente la stessa di oggi, e cominciò ad affrontare il problema in una serie di articoli che spiegavano in che modo alcuni studi davano risultati fuorvianti. Anche altri <em>metaricercatori</em> cominciavano ad identificare l&#8217;elevato tasso di errori della letteratura medica. Ma Ioannidis voleva creare un quadro generale basandosi su dati solidi, un ragionamento chiaro ed una buona analisi statistica. Il progetto andò avanti finchè Ioannidis si ritirò infine nella piccolissima isola di Sikinos, nel mar Egeo, ispirato dall&#8217;ambiente relativamente primitivo e dalle tradizioni intellettuali evocate da quei luoghi. &#8220;Un tema ricorrente della letteratura della Grecia antica è che sia necessario ricercare la verità, qualunque essa sia&#8221;, dice. Nel 2005 rilasciò due studi che sfidavano le fondamenta della ricerca medica.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Scelse di pubblicare il primo articolo appositamente sulla rivista online PLoS Medicine, la cui finalità è impegnarsi a diffondere qualunque articolo metodologicamente corretto a prescindere da quanto siano &#8220;interessanti&#8221; i risultati. Nello studio, Ioannidis ha esposto una precisa dimostrazione matematica di come, ipotizzando un modesto livello di manipolazione da parte del ricercatore, un margine di imperfezione attribuibile alle metodologie di ricerca e la tendenza a concentrarsi sulle teorie più eccitanti invece che quelle più scontate, i ricercatori arriveranno quasi sempre a risultati sbagliati.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Più semplicemente, se si è attirati da un&#8217;idea che ha buone probabilità di essere sbagliata, ma si è motivati a dimostrare che è giusta e se c&#8217;è un certo spazio di manovra per produrre le prove, quasi sempre si riuscirà a dimostrare che una teoria sbagliata è giusta. Il modello prevedeva, nei vari settori della ricerca medica, tassi di errore più o meno corrispondenti alle percentuali storiche di studi che nel tempo sono stati poi smentiti: si rivela infatti errato l&#8217;80% degli studi non randomizzati (che sono anche i più diffusi), il 25% dei controlli randomizzati supposti <em>gold standard</em>, e fino al 10% dei grandi studi randomizzati di qualità <em>platinum standard</em>. Nell&#8217;articolo Ioannidis ha espresso la sua convinzione che i ricercatori spesso manipolano l&#8217;analisi dei dati, privilegiando i risultati che possono favorire la carriera piuttosto che la <em>buona scienza</em>, ed arrivando ad usare perfino il processo di revisione tra pari (il famoso <em>peer review)</em> &#8211; in cui le riviste chiedono ai ricercatori di decidere quali studi pubblicare &#8211; per eliminare le opinioni contrastanti. &#8220;Puoi mettere in dubbio alcuni dettagli dei calcoli di John, ma è difficile sostenere che l&#8217;essenza delle idee non sia fondamentalmente corretta&#8221;, dice Dong Altman, un ricercatore dell&#8217;università di Oxford che dirige il centro per la statistica in medicina.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Eppure Ioannidis temeva che la comunità medica potesse trascurare i suoi risultati: sicuramente moolte ricerche discutibili arrivano alla pubblicazione, ma noi medici e ricercatori sappiamo ignorarle e concentrarci sulle cose migliori, quindi qual&#8217;è il problema? Il suo secondo articolo si occupava proprio di questa obiezione. Ioannidis aveva preso di mira 49 dei tra le ricerche giudicate più importanti degli ultimi 13 anni in base ai due criteri stardard di misura: gli studi erano apparsi nelle riviste più citate negli articoli di ricerca e i 49 studi erano i più citati di queste riviste. Erano gli articoli avevano contribuito alla popolarità come la terapia ormonale sostitutiva per le donne in menopausa, la vitamina E per ridurre il rischio di cardiopatie, gli stent coronarici per scongiurare gli attacchi cardiaci ed una bassa somministrazione giornaliera di aspirina per controllare la pressione e prevenire infarti ed ictus. Ioannidis stava mettendo alla prova le sue tesi non su ricerche di basso livello o quelle semplicemente più accettate, ma sul vertice assoluto della piramide della ricerca. Dei 49 articoli 45 affermavano di aver scoperto interventi efficaci. 34 di queste affermazioni erano state riverificate e 14, cioè il 41%, si erano dimostrate sbagliate o di gran lunga esagerate. Se tra un terzo e metà delle più acclamate ricerche mediche si rivelava inafficabile la portata del problema era innegabile. Questo articolo fu pubblicato nel Journal of American Medical Association.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dopo aver insistito per farmi vedere i sei monasteri su di un&#8217;isola nel centro di un vicino lago, come sembra faccia con tutti i suoi ospiti, si scusò profusamente per l&#8217;uso di una luce gialla, spiegando ridendo che non si fidava della capacità di fermarsi in tempo del camion dietro di lui. Considerando la sua volontà, ed anche la brama, di prendere a schiaffi la comunità medica, appare premuroso, allegro e molto cortese. E&#8217; un ascoltatore attento che con i suoi ampi sorrisi e risatine che sembrano di scusa fa sembrare quasi benevoli i duri affondi delle sue argomentazioni. Ed è sempre pronto, anzi prontissimo, a mettere in dubbio la sua competenza e le sue motivazioni come quelle di chiunque altro. Sottile ed elegante, con baffi ben curati, è un quarantacinquenne dai tratti di un nerd brioso &#8211; un misto tra Giancarlo Giannini ed un po&#8217; di Mister Bean.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Con l&#8217;umiltà e la cortesia che lo contraddistinguono, Ioannidis riesce a far arrivare un messaggio che non è facile da digerire, e tutto sommato nemmeno da credere, e cioè che perfino i più stimati ricercatori di sitituzioni prestigiose a volte sfornano risultati di grido invece di semplici scoperte che però hanno più probabilità di essere giuste. E Ioannidis precisa che le pagine delle più illustri riviste mediche, per non parlare dei quotidiani, sono piene di dati discutibili. Basti pensare a tutti i risultati sulla nutrizione in cui i ricercatori seguono migliaia di persone per un certo numero di anni registrando tutto quello che mangiano, quali integratori assumono, e come cambia la loro salute nel corso dello studio. Poi si chiedono &#8220;Cosa ha fatto la vitamina E? Cosa hanno fatto la vitamina C, D o A? Cosa è cambiato con la diversa assunzione di calorie, proteine o grassi? Cosa è successo si livelli di colesterolo? Chi ha avuto un tumore, e di che tipo?&#8221;. Passano tutto al setaccio, cominciano a trovare delle associazioni e finalmente concludono che la vitamina X riduce il rischio di tumore Y, oppure che tale prodotto alimentare diminuisce il rischio di una certa malattia&#8221;. Nella stessa settimana, quest&#8217;autunno, la pagina di Google News mostrava queste notizie: &#8220;Maggiori dosi di Omega-3 non aiutano i malati di cuori&#8221;, &#8220;Frutta e verdura diminuiscono il rischio di tumori per i fumatori&#8221;, &#8220;La soia potrebbe aiutare le donne anziane con problemi di insonnia&#8221; e decine di altri articoli simili.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando uno studio condotto per cinque anni su 10.000 persone rivela che chi assume più vitamina X ha meno probabilità di sviluppare il tumore Y è e facile credere che ci siano buone ragioni per prendere più vitamina X, ed automaticamente i medici passano questa raccomandazione ai pazienti. Ma spesso questi studi si contraddicono pesantemente lun l&#8217;altro. E così troviamo una moltitudine di annunci e smentite sulle qualità antitumorali delle vitamine A, D ed E, sui benefici di una dieta ricca di grassi e carboidrati per la salute del cuore e perfino sulla possibilità che essere in sovrappeso accorci o allunghi la vita. Come dovremmo orientarci tra questi studi di alto livello sull&#8217;alimentazione, ma contradditori? Ioannidis suggerisce un approccio semplice: ignorarli tutti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tanto per cominciare, spiega, in una grande raccolta di dati è facile che si sviluppino legami apparenti tra fattori legati alla nutrizione ed alla salute ma che in realtà possono essere solo casuali, un po&#8217; come combinare a caso lettere e poi sostenere che c&#8217;è un messaggio importante per ogni parola che si forma. Ma anche se uno studio riuscisse a stabilire un reale rapporto tra un qualche ingrediente e la salute difficilmente potremmo avere dei benefici mangiandone di più perchè tutti noi consumiamo migliaia di elementi nutritivi che interagiscono tra loro in una sorta di rete. E cambiare le dosi di un solo nutriente provocherebbe ripercussioni troppo complesse da capire sull&#8217;intera rete con la possibilità che siano tanto benefiche quanto malefiche per la salute. E per di più se anche agendo su quell&#8217;unico fattore si portasse un reale miglioramento rimarrebbe aperta la possibilità che sul lungo periodo si manifestino effetti negativi perchè questi studi non seguono quasi mai il decorso di una malattia per interi decenni o fino alla morte. Si accontentano di controllare degli &#8220;indicatori&#8221; della salute facilmente misurabili come i livelli di colesterolo, pressione sanguigna e glicemia ed i <em>metaesperti </em>hanno dimostrato che cambiamenti in questi indicatori spesso non si correlano bene con la salute a lungo termine.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nei casi relativamente rari in cui uno studio dura sufficientemente a lungo da tracciare la mortalità, i risultati spesso contraddicono quelli delle ricerche più brevi. (Per esempio, sebbene la grande maggioranza degli studi su persone sovrappeso correla il peso eccessivo con problemi di salute, gli studi più lunghi non hanno mostrato in modo convincente che che le persone sovrappeso muoiano prima, ed addirittura alcuni di essi hanno mostrato che persone lievemente sovrappeso possono vivere mediamente di più). E questi risultati non dipendono dai normali errori di rilevazione (ad esempio normalmente le persone riportano in maniera errata le proprie abitudini alimentari), da analisi sbagliate (i ricercatori si affidano a software complessi che possono manipolare i risultati senza che loro ne siano consapevoli) e da problemi meno comuni ma molto importanti quali le vere e proprie frodi (un problema che, in sondaggi confidenziali si è rivelato molto più diffuso di quanto gli scienziati vogliano ammettere).</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Infine, se uno studio riesce a superare tutti questi problemi ed a stabilire una vera correlazione per la salute a lungo termine, non c&#8217;è nessuna garanzia di poterne trovare giovamento perchè gli studi riportano risultati medi che rappresentano una vasta gamma di esiti individuali. Se poi doveste rientrare nella minoranza che può effettivamente beneficiarne non c&#8217;è da aspettarsi un miglioramento evidente perchè gli studi normalmente colgono solo effetti modesti che tendono a ridurre le già basse probabilità di essere colpiti da una certa malattia. &#8220;Le possibilità che da questi studi esca fuori qualcosa di utile è molto bassa&#8221;, dice Ioannidis &#8211; liquidando così in un attimo gran parte dei 100 miliardi di dollari di ricerche mediche solo negli Stati Uniti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una cosa analoga avviene per tutti gli studi medici</strong><strong>, dice Ioannidis. E sicuramente quelli sulla nutrizione non sono i peggiori: gli studi sui farmaci hanno l&#8217;aggravante del conflitto di interesse economico. Ioannidis aggiunge che i collegamenti genetici con le malattie o altri annunci che vengono costantemente sbandierati dalla stampa perchè sembrano promettere terapie miracolose in passato si sono mostrati così vulnerabili ad errori e distorsioni che tanto valeva giocare a freccette prendendo di mira una mappa del genoma. Vioxx, Zelnorm e Baycol sono tre esempi di farmaci di largo consumo che in ampi controlli randomizzati erano risultati sicuri ed efficaci e poi sono stati ritirati dal mercato per non avere una o l&#8217;altra qualità, o entrambe.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;A volte le tesi presentate nelle ricerche sono così stravaganti che possono essere liquidate senza neppure bisogno di approfondire i problemi specifici di quegli studi&#8221;, dice Ioannidis. Ma naturalmente è proprio l&#8217;originalità delle tesi (una importante ricerca randomizzata ha mostrato che la preghiera di persone sconosciute può aiutare a salvare la vita di pazienti sottoposti ad interventi al cuore, mentre altri hanno dimostrato che li può danneggiare) che contribuisce a far pubblicare i risultati nelle riviste e poi a farli entrare nelle terapie e nel nostro stile di vita, soprattutto se queste idee si basano su evidenze che sembrano straordinarie. &#8220;Anche quando l&#8217;evidenza mostra che l&#8217;idea in una certa ricerca è sbagliata, se hai migliaia di scienziati che hanno investito su di essa la loro carriera, continueranno a pubblicare articoli su di essa&#8221;, dice. &#8220;E&#8217; come un epidemia, nel senso che se uno è infetto da un&#8217;idea sbagliata poi la contagia ad altri ricercatori attraverso le riviste&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sebbene gli scienziati ed i giornalisti scientifici continuino a ribadire l&#8217;importanza del processo di revisione tra pari, i ricercatori ammettono che gli studi viziati da errori di prospettiva, sbagliati, o persino fraudolenti riescono a venire pubblicati nelle riviste con estrema facilità. <em>Nature</em>, la grande signora delle riviste scientifiche, in un editoriale del 2006 ha scritto: &#8220;Gli scienziati sanno che di per sé la revisione tra pari fornisce solo una minima garanzia di qualità ma la percezione che arriva al pubblico è ben distante dalla realtà&#8221;. Inoltre il processo di revisione tra pari spesso scoraggia gli studiosi ad avventurarsi su strade nuove e li spinge a lavorare sui risultati dei colleghi (che sono i loro potenziali revisori) in modi che solo <em>sembrino</em> importanti passi avanti. Ad esempio per mirabolanti associazioni genetiche (identificato il gene dell&#8217;autismo!) e scoperte nutrizionali (l&#8217;olio di oliva abbassa la pressione sanguigna!) che in realtà sono varianti ipotetiche e contradditorie dello stesso tema.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La maggior parte dei redattori delle riviste non cerca nemmeno di difendersi dai problemi che affliggono questi studi</strong><strong>. Le università ed i centri di ricerca governativi che supervisionano la ricerca raramente impongono standard di qualità più elevati, e quando lo fanno, la comunità scientifica s&#8217;infuria e respinge le interferenze esterne. La protezione migliore nei confronti di errori sulle ricerche e preconcetti dovrebbe avvenire da parte degli studiosi che sottopongono a nuove verifiche le proprie ed altrui conclusioni, ma non lo fanno. Soltanto i risultati di maggiore rilievo vengono messi alla prova, perchè confermarli o smentirli può aiutare a raggiungere la pubblicabilità.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma anche negli studi più influenti a volte le evidenze sono veramente limitate. Dei 45 studi supercitati presi in considerazione da Ioannidis ben 11 non sono mai stati verificati una seconda volta. Ma c&#8217;è di peggio: Ioannidis ha verificato che un errore di metodo rimane per anni o addirittura decenni, anche quando viene identificato. Esaminando tre degli studi principali degli anni &#8217;80 e &#8217;90 ognuno dei quali successivamente smentito, ha scoperto che i ricercatori continuavano a citare lo studio originale il più delle volte ancora come corretto, in un caso addirittura per 12 anni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I medici dovrebbero accorgersi che i pazienti non reagiscono alle terapie che la letteratura li aveva indotti a pensare, ma il settore è appositamente condizionato a vedere i propri risultati come aneddotici rispetto a quelli degli studi. Eppure la maggior parte di quello che fanno i medici non è mai stata verificata con studi credibili dato che questa necessità è cominciata a sentirsi solo negli anni &#8217;90. Ora il settore deve recuperare più di un secolo di medicina non basata su prove, dando ancora più importanza alle asserzioni di Ioannidis secondo le quali le conoscenze mediche sono fondamentalmente errate. Il fatto che questa mancanza non porti a gravi conseguenze per la salute è dato principalmente dal fatto che la maggior parte dei consigli ed interventi medici non riguardano condizioni di vita o di morte ma ci portano a lievi migliorie o peggioramenti che non modificano in maniera sostanziale i nostri rischi per la salute.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La ricerca medica non è certo l&#8217;unica ad essere afflitta da errori sistematici</strong><strong>. Altri esperti metaricercatori hanno confermato che problematiche simili distorcono la ricerca in tutti i settori della scienza, dalla fisica all&#8217;economia (dove gli autorevoli economisti J. Bradford DeLong e Kevin Lang una volta mostrarono come una completa insufficienza di prove su studi economici pubblicati porterebbe a pensare che <em>nessuno</em> di loro sia corretto). Ed è superfluo aggiungere che la situazione peggiora ancora con la miriade di saggi popolari che ci vengono propinati da guru e presunti esperti di diete, rapporti umani, investimenti e relazioni familiari. Ma ci aspettiamo di più dagli scienziati, ed in particolare dalla scienza medica, perchè siamo convinti che la nostra vita dipenda dalle loro scoperte. L&#8217;opione pubblica difficilmente si rende conto di quanto sia azzardata quesa scommessa. La stessa comunità medica avrebbe continuato a sottovalutare la gravità del problema se Ioannidis non l&#8217;avesse costretta ad affrontarlo con gli studi che ha pubblicato nel 2005.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Inizialmente Ioannidis pensò che la comunità avrebbe reagito ai suoi studi contestandoli</strong><strong>. Invece sembra sollevato dal fatto che sembri che il settore sia riuscito a dare corpo a questi sospetti, aspettando che qualcuno avesse il coraggio di parlarne, ed anzi ansioso di saperne di più. David Gorski, un chirurgo e ricercatore del Detroit’s Barbara Ann Karmanos Cancer Institute, ha fatto notare, attraverso il suo blog che è molto conosciuto, che quando ha presentato le ricerche di Ioannidis sui lavori più citati ad un meeting professionale &#8220;non uno solo dei miei colleghi aveva il minimo cenno di sorpresa o era disturbato dai suoi risultati&#8221;. Ioannidis propone una teoria per una tale tranquilla accettazione dei suoi studi. &#8220;Non penso che le persone hanno pensato che stessi solo cercando di provocarli perchè ho mostrato che era proprio un problema della comunità invece di additare singoli esempi di cattiva ricerca&#8221;, dice. In un certo modo è come se avesse fornito la possibilità per tutti di ammettere le problematiche che li affliggono senza la necessità di mostrarsi colpevoli, in quanto è come se tutti si comportassero nello stesso modo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dire che il lavoro di Ioannidis è stato accolto pienamente non gli renderebbe giustizia. Il suo studio pubblicato su <em>PLoS Medicine</em> è il più scaricato nella storia della rivista e non è nemmeno il lavoro più citato di Ioannidis, che è invece quello pubblicato in <em>Nature Genetics</em> sulla problematica dei legami genetici. Molti ricercatori vogliono lavorare con lui : ha pubblicato studi con 1328 diversi coautori di 538 istituzioni in 43 diversi paesi, dice. Stima di aver ricevuto l&#8217;anno scorso 1000 inviti a parlare ad altrettante conferenze ed istituzioni sparse per il mondo e accettava una media di 5 inviti al mese fino a che un problema di vertigini dovuto all&#8217;eccessivo viaggiare non l&#8217;ha fermato. Ciononostante, nelle settimane prima della mia visita aveva già partecipato ad una conferenza sull&#8217;AIDS a San Francisco, all&#8217;<em>European Society for Clinical Investigation</em>, all&#8217;<em>Harvard’s School of Public Health</em>, alla scuola di medicina di <em>Stanford and Tufts</em>.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A Ioannidis non sfugge l&#8217;ironia di aver avuto tutto questo successo accusando la comunità della ricerca medica di cercare solo il successo e nota che bisognerebbe sollevare il problema se lui stesso non stia gonfiando i suoi risultati. &#8220;Se conducessi uno studio e le conclusioni dimostrassero che nel campo della ricerca non ci fossero pregiudizi, lo pubblicherei?&#8221;, si chiede. &#8220;Mi creerebbe un vero conflitto psicologico&#8221;. Ma il suo cruccio più grande, dice, è quello che benchè i suoi colleghi ricercatori sembrano aver recepito il suo messaggio, nessuno in realtà si preoccupi di migliorare la qualità del proprio lavoro. &#8220;Forse non incontro grosse resistenze in quello che dico&#8221;, spiega. &#8220;Ma è difficile cambiare il comportamento abituale ed il modo di pensare di medici, pazienti e persone sane&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nonostante l&#8217;aspetto del campus della scuola di medicina dell&#8217;università di Ioannina sia decisamente caotico, l&#8217;ospedale ha un aspetto solido e rassicurante. Athina Tatsioni si offre di farmi visitare la struttura ma riusciamo a malapena a raggiungere l&#8217;entrata che una donna anziana dall&#8217;aria preoccupata la ferma. Tatsioni, normalmente piuttosto riservata, è molto calorosa con la signora e dopo una breve ma intensa conversazione la abbraccia e la saluta. Tatsioni mi spiega che quella donna e suo marito furono pazienti anni orsono, ed al momento il marito era ricoverato con dolori addominali. Tatsioni le aveva promesso di passare nella sua stanza per salutarlo. Ricordando la storia dell&#8217;appendicite la punzecchio in proposito e mi confessa di volerlo controllare personalmente. Deve però comportarsi in modo circospetto per non dare l&#8217;idea di voler controllare l&#8217;operato degli altri medici.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La sua preoccupazione</strong><strong> non è tanto che gli asportino inutilmente l&#8217;appendice quanto la preoccupazione che, come accade a molti pazienti, gli vengano somministrati una serie di farmaci che possano essergli poco utili ed invece causargli problemi. Normalmente vengono richiesti una serie di esami biochimici come grasso epatico, funzionalità pancreatica e così via&#8221;, mi dice. &#8220;I test potrebbero rivelare qualche problema, ma sono probabilmente irrilevanti. Una semplice chiacchierata con il paziente ed una anamnesi accurata potrebbe dare risultati migliori&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ovviamente a tutti i medici è stato insegnato di far fare quegli esami, fa notare, e seguire quella pratica fa risparmiare tempo rispetto ad una lunga chiacchierata con il paziente. I medici vengono anche istruiti a somministrare al paziente ogni farmaco che che possa contribuire a sistemare i valori sballati. Ma quello che nessuno gli ha insegnato a fare è esaminare gli studi che supportano l&#8217;uso di questi farmaci come terapia standard. &#8220;Quando leggi gli articoli scopri spesso che i farmaci non funzionano meglio di un placebo. E nessuno ha studiato come interagiscono con altri farmaci. A volte basta togliere ad un paziente tutte le medicine per farlo stare subito meglio&#8221;, dice Tatsioni. Non soltanto controllare le ricerchè è una attività che richiede tempo, ma spesso sono gli stessi pazienti che non <em>vogliono</em> rinunciare ai loro farmaci perchè li trovano rassicuranti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Più tardi Ioannidis mi dice che ha scelto di avere diversi clinici nel suo team. &#8220;I ricercatori ed i medici spesso non si capiscono perchè parlano una lingua diversa&#8221;, dice. Visto che alcuni dei suoi ricercatori passano più della metà del tempo a visitare i pazienti, spera che la sua squadra sarà in grado di colmare questo vuoto. La loro esperienza di prima mano viene comunicata ai team di ricerca e questo li aiuta a scrivere le ricerche con un linguaggio più convincente per i medici. Secondo lui non è necessario che i medici prendano le loro decisioni basandosi esclusicamente su prove certe perchè il trattamento dei pazienti è troppo complesso perchè sia possibile definire ogni singolo caso con uno studio dettagliato. &#8220;I medici devono sapersi affidare al loro istinto nel fare le proprie scelte. Ma queste scelte devono essere il più possibile supportate dalle prove. E se le prove non sono attendibili, i medici dovrebbero saperlo. E così i pazienti&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In effetti, la possibilità di divulgare i dati sulle ricerche mediche è una questione spinosa per la comunità dei <em>metaricercatori</em>. I medici hanno già l&#8217;impressione di dover faticare parecchio per impedire ai pazienti di rivolgersi a terapie alternative come l&#8217;omeopatia o di autodiagnosticarsi in modo errato via Internet, o più semplicemente di trascurare i trattamenti necessari, quindi non hanno nessuna voglia di fornire altre ragioni per evitare di fidarsi del loro operato. Tutto questo senza considerare che la disillusione del pubblico potrebbe ripecuotersi negativamente sui finanziamenti alla ricerca. A Ioannidis non interessano queste preoccupazioni. &#8220;Se non parliamo al pubblico di questi problemi allora non siamo migliori dei falsi scienziati che sostengono di poter guarire le persone&#8221;, dice. &#8220;Se i farmaci non funzionano e non siamo sicuri di come curare una malattia, perchè dovremmo sostenere il contrario? Ma se effettivamente non siamo in grado di fare miracoli, per quanto tempo riusciremo ad ingannare l&#8217;opinione pubblica? La ricerca scientifica è probabilmente la più grande conquista nella storia dell&#8217;umanità, ma questo non implica di avere il diritto di ingigantire i nostri risultati&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Potremmo risolvere la grande degli errori, dice Ioannidis, semplicemente se smettessimo di aspettarci che gli scienziati abbiano sempre ragione. Questo perchè nella scienza va bene avere torto, ed è anche necessario &#8211; purchè si ammetta apertamente il proprio errore invece di nasconderlo, e si passi a qualcosa di nuovo finchè non si riesca ad arrivare a qualcosa di genuinamente rivoluzionario. Ma finchè le carriere rimarranno legate alla produzione di un fiume di ricerche abbellite per sembrare più corrette di quello che sono, gli scienziati produrranno esattamente quello.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;La scienza è una materia occupazione nobile, ma a basso rendimento&#8221;, dice Iannodis. &#8220;Credo che solo una piccolissima percentuale della ricerca medica potrà portare miglioramenti notevoli negli esiti clinici e nella qualità della vita. Dobbiamo accettare serenamente questo fatto&#8221;.</strong></p>
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		<title>I bambini di Fukushima</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 11:53:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Controinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza umana]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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		<description><![CDATA[   Si riesce ad aggiungere poco davanti a queste parole. Si riesce a dire poco, rispetto al prezzo che altri dovranno pagare. Le troie grasse di letame hanno edificato le loro piramidi di orrore sul prezzo della carne umana, della vita umana. Ma non sarebbe nulla il potere delle elité e dei centri di interesse [...]]]></description>
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<p><strong><a href="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2011/05/fukushima1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1041" title="fukushima1" src="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2011/05/fukushima1.jpg" alt="" width="607" height="484" /></a> </strong> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si riesce ad aggiungere poco davanti a queste parole.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si riesce a dire poco, rispetto al prezzo che altri dovranno pagare.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le troie grasse di letame hanno edificato le loro piramidi di orrore sul prezzo della carne umana, della vita umana.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma non sarebbe nulla il potere delle elité e dei centri di interesse senza una sterminata collettività grigia e acquiesciente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fukushima è  un simbolo&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vengono pagati prezzi enormi perchè gli occhi comincino piano piano a risvegliarsi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una medaglia è il prezzo gigantesco che molti dovranno pagare..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>l&#8217;altra è lo scuotimento che sveglia dal sonno e fa iniziare il cambiamento.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sono come quelle crepe, che all&#8217;inizio non vedi , ma che piano a piano farnno crollare un muro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma intanto.. intanto tantissimi bambini pagheranno un prezzo inaccettabile..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>mai più esistenze rapinate e saccheggiate da interessi bestiali,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>mai più altri bambini sacrificati.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;articolo che leggerete è tratto dall&#8217;ottimo sito <em>Come Don Chisciotte (<a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/index.php">http://www.comedonchisciotte.org/site/index.php</a>)</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</strong></p>
<table style="text-align: justify;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td width="100%"><strong> </strong></td>
<td width="15" background="themes/3D-Fantasy/images/right3.gif"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="15">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td width="15"><strong> </strong></td>
<td width="100%"><a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;new_topic=9"></a><a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;new_topic=9"></a><a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;new_topic=9"><span style="color: #000000;"><strong><span>IL DESTINO DEI BAMBINI DI FUKUSHIIMA</span><br />
<span>Postato il Lunedì, 09 maggio @ 17:10:00 CDT di</span></strong></span></a><span><strong> </strong><a><span style="color: #000000;"><strong>supervice</strong></span></a></span></p>
<p><span><strong> (</strong><a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=8283"><strong>http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=8283</strong></a><strong>)</strong></span></p>
<p><strong>DI JOE GIAMBRONE<br />
<em>Counterpunch.org</em></strong></p>
<p><strong>Una donna al quarto mese di gravidanza è stata contaminata con il cesio radioattivo; la concentrazione di cesio nella madre (0.91kBq/kg bw) era simile a quello del neonato (0.97kBq/kg bw). (1)<br />
I bambini della Bielorussia, dell’Ucraina e di alcune regioni della Russia ci mostrano cosa bisogna aspettarsi da una grave contaminazione da radiazioni come quella che sta avvenendo in Giappone. Le radiazioni colpiscono i giovani in maniera più violenta degli adulti, che vengono comunque menomati dalla contaminazione.<br />
La radioattività causa numerose malattie tra cui tumori terminali e non solo dalle grandi quantità iniziali, ma nel tempo dalle particelle assorbite all’interno del corpo.</strong></p>
<p><strong>Un importante consulente nucleare del Primo Ministro giapponese, il professore Toshiso Kosako, ha dato le sue dimissioni in segno di protesta contro il governo che ha alzato di venti volte (da 1 mSv/all’anno a 20mSv) il livello di esposizione tollerato per i bambini. Può essere dimostrato che l’industria dell’energia atomica è stata una catastrofe senza precedenti per l’umanità.</p>
<p>Il bielorusso Yury Bandashevsky è uno dei maggiori esperti di contaminazione da radionuclidi. Dalla zona di Chernobyl Bandashevsky ha pubblicato centinaia di studi scientifici e ha studiato la contaminazione radioattiva assorbita dai bambini per decenni.</p>
<p>I genitori del nord del Giappone dovrebbero studiare le raccomandazioni alimentari di Bandashevsky che ha scoperto che la pectina che si trova nelle mele aiuta a rimuovere il cesio radioattivo dal corpo.<br />
Comunque, il cibo e gli animali cresciuti nelle regioni contaminate trasmettono radiazioni alla popolazione per secoli a venire. La dipendenza dei giapponesi dal pesce creerà ben presto un altro <em>shock </em>alla nazione perché i pesci più grandi sono quelli che assorbono la maggior quantità di radiazioni nella catena alimentare.</strong></p>
<p><strong>Gli studi di Bandashevsky hanno evidenziato delle cifre impressionanti sui pericoli di contaminazione interna dalle radiazioni: “Un livello cronico di cesio che va oltre i 30Bq/kg rispetto al peso del corpo è spesso associato con malattie cardiovascolari gravi.” (2)</strong></p>
<p><strong>Per i bambini con una quantità di cesio oltre i 50 Becquerel/kg rispetto al peso del corpo, “ci saranno malattie patologiche degli organi o dei sistemi vitali” (3). Questi livelli possono produrre malformazioni nei neonati e aumentano il rischio di aborto spontaneo.</strong></p>
<p><strong>Il <em>Center for Disease Control </em>(Centro di controllo delle malattie) americano sostiene che sia il cesio 134 e il cesio 137 emettono raggi beta e gamma, che possono ionizzare le molecole all’interno delle cellule penetrate da queste emissioni e provocano danni ai tessuti e un disturbo della funzione cellulare (4).</strong></p>
<p><strong>Le donne giapponesi in stato di gravidanza devono abbandonare il nord del paese prima possibile per la sicurezza dei loro bambini. I feti sono in pericolo imminente e sono molto più vulnerabili alle radiazioni rispetto agli adulti.</strong></p>
<p><strong>Quanto è vasta la contaminazione al momento in Giappone?</strong></p>
<p><strong>La rivista <em>Nature </em>ha scritto sul suo sito Internet che il suolo a 40 chilometri a nord-ovest dalla centrale contiene ”livelli di cesio 137 pari a 163.000 Bq/kg e iodio 131 pari a 1.170.000 Bq/kg, secondo il Ministro della Scienza giapponese” (5).</strong></p>
<p><strong>Il limite della nuova zona rossa ufficiale è solamente ad un raggio di 30 km dalla centrale. Questo significa che chi vive al di fuori di questa distanza non sarà evacuato al momento e molti non lo saranno mai e torneranno così alla loro vita normale. Saranno avvelenati per il resto della loro vita solamente dagli isotopi radioattivi che sono incolori, insapori e inodori, mentre il cesio, lo stronzio, lo iodio e altri radionuclidi continueranno a contaminare le forme di vita in quell’ambiente nonostante tutte le false garanzie.</strong></p>
<p><strong>Tracce di plutonio, considerata la sostanza più tossica al mondo, sono state trovate in otto diverse stazioni di controllo in Corea.</strong></p>
<p><strong>La radioattività è un argomento fortemente contestato e controverso. Le numerose prove mediche vengono continuamente ignorate dai maggiori mezzi d’informazione. Al centro della controversia c’è l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica. Molti non sanno che la AIEA ha l’autorità su tutti i problemi di salute che riguardano le radiazioni, sia quelle militari che quelle civili.</strong></p>
<p><strong>L’Organizzazione Mondiale della Sanità può quindi essere bloccata dall’AIEA nella pubblicazione dei suoi studi sugli incidenti nucleari, come quello di Chernobyl. Questo è quello che è avvenuto nel 1995 sotto il mandato del direttore dell’OMS, Hiroshi Nakajima (6).</strong></p>
<p><strong>Alcuni documentaristi svizzeri hanno scoperto che la conferenza internazionale del 1995 di Nakajima, composta da 700 esperti e medici, ha ricevuto il divieto di pubblicare i suoi studi su Chernobyl dall’AIEA. Il film svizzero “<em>Nuclear Controversies”</em> del 2004 descrive questa battaglia tra i dottori e gli scienziati contro l’Agenzia internazionale per l’Energia Atomica.</strong></p>
<p><strong>Nakajima descrive l’AIEA in questa maniera: “Hanno l’autorità sulle questioni atomiche sia per uso militare o civili o pacifico. Sono loro che comandano.” (7)</strong></p>
<p><strong>Ciò di cui nessuno vuole discutere è la parola ‘militare’ e il desiderio delle forze armate dell’Occidente di attaccare altri territori con le munizioni all’uranio impoverito. Al momento la NATO sta bombardando la Libia con bombe all’uranio e quindi deve negare che la contaminazione da questo materiale possa nuocere alle popolazioni. Quest’ammissione potrebbe da sola costituire la confessione di aver commesso crimini di guerra e per questo le menzogne continuano ad accavallarsi indisturbate.</strong></p>
<p><strong>Le radiazioni attaccano il DNA e causano malformazioni innaturali, mortalità improvvisa e malattie che persistono per il resto della vita di una persona.</strong></p>
<p><strong>Diversi documentari hanno mostrato gli effetti delle radiazioni sui bambini di Cernobyl tra cui il premio Oscar “<em>Chernobyl Heart”</em> del 2003. Il film mostra immagini strazianti di bambini deformi e di molti ragazzi che hanno tumori alla tiroide o altre malattie alla tiroide. Solo poco più del 20% dei bambini della Bielorussia possono essere considerati sani, secondo studi governativi.</strong></p>
<p><strong>Uno studio ucraino ha rilevato che “per ogni caso di cancro alla tiroide ci sono altre 29 patologie alla stessa ghiandola” (8).</strong></p>
<p><strong>Bandashevsky ha trovato altri effetti sulla salute anche a livelli più bassi di contaminazione da cesio: “L’80% dei bambini con una concentrazione di 5Bq/kg sono sani, mentre lo è solamente il 35% di quelli con una concentrazione di 11Bq/kg.” (9)</strong></p>
<p><strong>“Chernobyl Heart”, “La battaglia di Chernobyl” e “Nuclear Controversies” sono disponibili <em>online </em>per lo <em>streaming</em>. Le prove che le radiazioni distruggono la vita di popolazioni intere sono inconfutabili.</strong></p>
<p><strong>Gli studi ufficiali dell’ONU non sono riusciti a dimostrarlo. L’evidenza del comportamento dell’ONU viene resa manifesta da quello che ha scritto nel rapporto del 2008 dell’UNSCEAR (Comitato scientifico delle Nazioni Unite per lo studio degli effetti delle radiazioni ionizzanti su Chernobyl):</strong></p>
<p><strong><em>Come discusso precedentemente nella sezione sull’attribuzione degli effetti dell’esposizione alle radiazioni, non è possibile dichiarare in maniera scientifica che le radiazioni causano un cancro particolare in un individuo, poiché al momento non esistono biomarcatori per le radiazioni.</em> (10)</strong></p>
<p><strong>Seguendo la loro stessa logica non sarebbe neanche possibile scientificamente escludere che le radiazioni causano i numerosi cancri trovati in regioni altamente contaminate. Invece è esattamente quello che l’ONU ha fatto senza alcuna vergogna in una serie di rapporti che deliberatamente sottostimavano le morti dovute alla catastrofe di Chernobyl.</strong></p>
<p><strong>Mentre l’AIEA rifiuta di accettare le conseguenze mediche della radioattività, riconosce che le radiazioni si sono diffuse dal luogo dell’esplosione nella centrale di Fukushima. Sono stati rilevate quantità pari a 25 Megabecquerel per metro quadrate di iodio 131 e 3.7 Megabecquerel per metro quadrato di cesio 137 ad una distanza tra i 25 e i 58 chilometri dalla centrale (11). Questi numeri dovrebbero fare in modo di allestire evacuazioni a distanze molto più grandi rispetto alla zona rossa (da leggersi come zona inabitabile) ufficiale di 30 chilometri.</strong></p>
<p><strong>Essere di fronte a questa realtà potrebbe rendere una gran parte del Giappone una terra deserta con costi economici oltre le aspettative. Il numero di rifugiati potrebbe superare quello che il governo può gestire. L’assoluta insensatezza dell’energia atomica potrebbe diventare un fatto inevitabile per il mondo intero.</strong></p>
<p><strong>Tutte le esposizioni alle radiazioni aumentano i rischi di cancro e non esiste una dose sicura. Questo è ciò che viene scritto dalla <em>National Academy of Sciences</em> (12), dall’EPA (<em>Environmetal Protection Agency</em>) (13), dall’NRC (<em>Nuclear Regulatory Commission</em>) (14), dal CDC (<em>Centers for Disease Control</em>) (15) e da altri.<br />
Quindi, quando una popolazione è esposta a un aumento di particelle radioattive, una certa percentuale di persone e animali sarà colpita in maniera negativa, è difficile determinare il numero esatto e le stime vengono fatte per estrapolazione.</strong></p>
<p><strong>Chris Busby , usando gli studi europei dopo Chernobyl, ha predetto 400 mila casi di cancro per la popolazione che vive entro 200 chilometri da Fukushima (16), includendo la periferia di Tokyo. I cancri includono quello alla tiroide, al pancreas,alla prostata, ai polmoni, alla pelle, alle ossa e la leucemia e qualsiasi altro tipo di cancro che esiste. Questo è quello che causano le radiazioni agli organismi viventi.</strong></p>
<p><strong>Le prove sono chiare. I bambini che vivono nelle ”regioni contaminate in un raggio di 250 -300 chilometri da Chernobyl mostrano un aumento nelle mutazioni.” (17) Dal 1987 al 2004 “l’incidenza di tumori al cervello nei bambini sotto i tre anni è raddoppiata e negli infanti del 7.5.&#8221; (18).</strong></p>
<p><strong>Migliaia di studi svolti in Russia, Ucraina, Bielorussia e nelle nazioni circostanti sono stati analizzati nel 2009 da Alexey Yablokov e da Vassily e Alexey Nesterenko. Il risultato di queste ricerche, <em>Chernobyl, le conseguenze della catastrofe per le persone e per l’ambiente </em>(19), è stato pubblicato dalla <em>New York Academy of Sciences </em>e cita cinquemila diverse ricerche. Il 40 per cento dell’Europa ha ricevuto radiazioni significative. La radioattività si è diffusa in tutto l’emisfero settentrionale dove continua tutt’oggi a colpire la salute umana.</strong></p>
<p><strong>Le regioni più contaminate mostrano grandi devastazioni direttamente collegate ai livelli di radiazione. La provincia di Gomel in Bielorussia aveva il 90% di bambini sani nel 1985, l’anno prima del disastro. Nel 2005 “poco più del 10% dei bambini potevano essere considerati in salute.” (20) Gli effetti sono direttamente collegati ai livelli di contaminazione, eliminando altri possibili fattori.</strong></p>
<p><strong>Sono cresciute in maniera esponenziale i casi di rare deformità nei neonati. Diverse malformazioni congenite ”quali la polidattilia, organi interni deformati, arti assenti o deformi e ritardi nella crescita sono aumentati in maniera significativa nelle regioni contaminate. […] Le malformazioni congenite ufficialmente registrate sono cresciute di 5,7 volte durante i primi 12 anni dopo la catastrofe.” (21)</strong></p>
<p><strong>Questo è quello che i genitori del nord del Giappone devono aspettarsi se decidono di rimanere in quella zona. Questo è quello che la spinta verso l’energia atomica ha lasciato in eredità alle prossime generazioni che vivranno vicino le zone contaminate.</strong></p>
<p><strong>La metodologia AIEA ha mostrato dei difetti evidenti nel conteggio delle vittime post-Chernobyl. Le nascite di bambini morti non sono assolutamente state conteggiate. La realtà è che fino al 2004 “il numero totale stimato di aborti e parti di bambini morti in Ucraina come risultato di Chernobyl era di circa 50 mila.” (22).</strong></p>
<p><strong>Questi sono cinquantamila morti nella sola Ucraina che non meritano neanche una menzione nel “calcolo delle morti” dell’ONU.</strong></p>
<p><strong>Quanti sono realmente morti a causa del disastro di Chernobyl?</strong></p>
<p><strong>Il libro di Yablokov/Nesterenko stima la cifra delle morti intorno al milione:</strong></p>
<p><strong>“Quindi la mortalità generale per il periodo da Aprile 1986 alla fine del 2004 a causa della catastrofe di Chernobyl era stimata intorno i 985 mila morti. Questa stima del numero di morti è simile a quella di Gofman (1994) e Bertell (2006).” (23)</strong></p>
<p><strong>Tre studi indipendenti sono arrivati alle stesse conclusioni.</strong></p>
<p><strong>L’industria dell’energia atomica oggi in molte nazioni mostra una gran disattenzione per la vita umana arrivando a poterla considerare come un crimine contro l’umanità. Lo Statuto di Roma, seguito dalla Corte Criminale Internazionale, ha aggiunto la seguente categoria ai crimini contro l’umanità:</strong></p>
<p><em><strong>(k) Altre azioni disumane di simile carattere che causano intenzionalmente grande sofferenza o infortuni seri al corpo o alla mente o alla salute fisica.</strong></em></p>
<p><strong>Poiché tutte le centrali nucleari regolarmente scaricano particelle pericolose radioattive, che tutti i governi ammettono essere pericolose, il caso è molto chiaro. L’energia nucleare deve essere abolita fintanto che ci rimane abbastanza terra coltivabile per poter vivere.</strong></p>
<p><strong>In un senso strettamente morale, queste centrali mettono in pericolo milioni di altri bambini, forse 12 mila generazioni che devono ancora nascere (24). La produzione d’energia nucleare ci mette a rischio di malattie invalidanti. Questa è una violazione deliberata dei diritti di milioni di esseri umani.</strong></p>
<p><strong>Il plutonio rimane un pericolo per le future generazioni. Questa imprudenza, il rilascio incontrollato di isotopi radioattivi, ha inquinato la Terra. I giapponesi devono ricordare le persone in Bielorussia; le nascite anomale di bambini “le cui madri vivono in zone contaminate è due volte più alto che quello delle madri che vivono in zone non contaminate.” (25).</strong></p>
<p><strong>*******************</strong><br />
<strong>NOTE:</p>
<p>1. Organizzazione mondiale della salute, International Agency for Research on Cancer, Monographs on the Evaluatiion of Carcinogenic Risks to Humans, Vol. 78 Ionizing Radiation Part 2: Some Internally Depostited Radionuclides, 2001, IARCPress, Lyon France, p. 343.</p>
<p>2. Yuri Bandazhevsky, Chronic Cs-137 incorporation in children &#8216;s organs, 488 SWISS MED WKLY, 2003; 133:488–490 · www.smw.ch (peer reviewed), Official journal of, the Swiss Society of Infectious disease the Swiss Society of Internal Medicine, Swiss Respiratory Society</p>
<p>3., 17., 24. The Chernobyl Catastrophe and Health Care, By Dr. Michel Fernex, Professor emeritus, Medical Faculty of Basel, F-68480 Biederthal, France. 4. Center for Disease Control Publication p157-c2, CESIUM, 2. RELEVANCE TO PUBLIC HEALTH, CDC website.</p>
<p>5. Nature Journal Online, Radioactivity Spreads in Japan, March 29 2011, http://www.nature.com/news/2011/110329/full/471555a.html</p>
<p>6. Nuclear Controversies, 2004, Swiss TV, Film by Wladimir Tchertkoff, Feldat Film Switzerland.</p>
<p>7. <em>id.</em></p>
<p>8. Consequences of the Catastrophe for People and the Environment, Alexey V. Yablokov, Vassily B. Nesterenko, Alexey V. Nesterenko, 2009, Annals of the New York Academy of Sciences, Vol.1181.</p>
<p>9. V.B. Nesterenko&#8217;s report at the International conference &#8220;Medical Consequences of the Chernobyl Catastrophe: results of 15-year researches&#8221;, June 4-8, 2001, Kiev, Ukraine.</p>
<p>10. SOURCES AND EFFECTS OF IONIZING RADIATION, United Nations Scientific Committee on the Effects of Atomic Radiation UNSCEAR 2008 Report to the General Assembly with Scientific Annexes, VOLUME II Annex D Health effects due to radiation from the Chernobyl accident</p>
<p>11. IAEA website, Fukushima Nuclear Accident Update Log, March 30, 2011, http://www.iaea.org/newscenter/news/2011/fukushima300311.html 12. National Academy of Sciences, 2006, Health Risks from Exposure to Low Levels of Ionizing Radiation: BEIR VII Phase 2. http://www.nap.edu/openbook.php?record_id=11340&amp;page=1#</p>
<p>13. EPA website, Radiation Risks and Realities, &#8220;The more radiation dose a person receives, the greater the chance of developing cancer… Current evidence suggests that any exposure to radiation poses some risk, however, risks at very low exposure levels have not been definitively demonstrated.&#8221; ["very low" not defined –JG] www.epa.gov/radiation/docs/402-k-07-006.pdf</p>
<p>14. NRC website, Fact Sheet on Biological Effects of Radiation, &#8220;This dose-response hypothesis suggests that any increase in dose, no matter how small, results in an incremental increase in risk.&#8221; http://www.nrc.gov/reading-rm/doc-collections/fact-sheets/bio-effects-radiation.html</p>
<p>15. Center for Disease Control website, Prenatal Radiation Exposure: A Fact Sheet for Physicians, &#8220;However, the human embryo and fetus are particularly sensitive to ionizing radiation, and the health consequences of exposure can be severe, even at radiation doses too low to immediately affect the mother. Such consequences can include growth retardation, malformations, impaired brain function, and cancer.&#8221;</p>
<p>16. Dr. Chris Busby, Reuters, http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=S0H-mtsdsgg.</p>
<p>17. The Chernobyl Catastrophe and Health Care, By Dr. Michel Fernex, Professor emeritus, Medical Faculty of Basel, F-68480 Biederthal, France.</p>
<p>18. Consequences of the Catastrophe for People and the Environment, Alexey V. Yablokov, Vassily B. Nesterenko, Alexey V. Nesterenko, 2009, Annals of the New York Academy of Sciences, Vol.1181. 19. <em>id.</em></p>
<p>20. <em>id.</em></p>
<p>21. <em>id.</em></p>
<p>22. <em>id.</em></p>
<p>23. <em>id.</em></p>
<p>24. Al Jazeera, April 4, 2011, No safe levels&#8217; of radiation in Japan by Dahr Jamail, quoting Dr. Kathleen Sullivan.</p>
<p>25. The Chernobyl Catastrophe and Health Care, By Dr. Michel Fernex, Professor emeritus, Medical Faculty of Basel, F-68480 Biederthal, France.</strong></p>
<p><strong>*******************</strong></p>
<p><strong>Joe Giambrone è un regista e autore di “<em>Hell of a Deak: A Supernatural Satire</em>”. È il direttore di <em>Political Film Blog</em>. Può essere contattato su </strong><a href="mailto:polfilmblog@gmail.com"><strong>polfilmblog@gmail.com</strong></a></p>
<p><strong>Fonte: http://www.counterpunch.org/</p>
<p>Link: http://www.counterpunch.org/giambrone05032011.html</p>
<p>03.05.2011</p>
<p>Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di FRANCESCO CAVALLONE</strong></td>
<td><strong> </strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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<p> </p>
</div>
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		<title>GLI ORGONITI &#8212; intervista a Francesca D&#8217;Amico</title>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2011 22:54:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2011/05/orgonitee.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1034" title="orgonitee" src="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2011/05/orgonitee.jpg" alt="" width="640" height="480" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Orgoniti&#8230; che nome strano no? Sembra di entrare in un film di fantascienza. Strane parole, strane energie, teorie balzane. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E quando si comincia a capire di che si tratta, molti si daranno a gambe levate. Semplicemente perchè troppo &#8220;razionali&#8221; e &#8220;ragionevoli&#8221; per credere a queste stramberie, no? Del resto avrebbero considerato stramberia anche l&#8217;idea che potesse esistere qualcosa come la luce elettrica, se qualcuno ne avesse parlato qualche secolo fa. Come qualcuno considerò stramberie quelle di Leonardo. E anche il rapporto mente-corpo, ormai dato per assodato anche dai medici più ferocemente istituzionali&#8230; qualche decennio fa sembrava a molti una sorta di mito per gonzi e tipi misticheggianti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E allora&#8230; non è importante credere o non credere all&#8217;efficacia di qualcosa come.. gli orgoniti. E questo non è un post invita a una credenza fideistica in qualcosa. L&#8217;importante è&#8230; darsi la possibilità di immaginare&#8230; di immaginare che una cosa sia possibile. E poi dopo, magari, darle fuoco. Ma prima, almeno, darle, anche solo per un attimo una chance. Per un attimo credere che qualcosa, anche la più incredibile, sia possibile. E&#8217; questo uno dei caposaldi della libertà mentale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Io fino a qualche mese fa non sapevo niente degli orgoniti. Anche se sapevo qualcosa di Wilhelm Reich e dei suoi studi. La prima volta che mi imbattei concretamente negli orgoniti fu quando conobbi, via internet, Francesca D&#8217;Amico.. la stessa persona a cui oggi faccio questa intervista.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lei me ne parlò. Mi incuriosì. E anche io ho creato il mio bell&#8217;orgonite. Ce l&#8217;ho ancora da poco. Non posso dare prove eclatanti sulla sua efficacia. Se facessero un qualche testo le mie &#8220;sensazioni&#8221;, potrei dirvi che sento di avvertire il suo operare. Ma non è questo il punto. Magari sono tutte cazzate. Ma c&#8217;è dentro una riflessione, una consapevolezza originale, studi particolari, tanti esperimenti. E se funziona davvero, le ricadute sarebbero potenti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Volevo parlare delle orgoniti su Born Again. Ma non volevo farlo andando a pescare qualche esperto o iperfissato sul tema. Ma proprio intervistando una persona &#8220;concreta&#8221;.. una persona che non era già addentro a questi mondi, né era una esperta di particolari tematiche. Una persona che non fosse una scienziata alternativa, o una studiosa di Wilhelm Reich o una ricercatrice nei settori della controinformazione. Ma che fosse una persona come quelle che puoi incontrare al bar o al cinema. Non una appartenente a qualche gruppo di studiosi &#8220;eletti&#8221;. Una persona che non ci sparerà un gergo complicato, e non farà analisi lunghissime e dettagliate. Una persona che, tutti coloro che avrebbero letto, avrebbero potuto comprendere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quindi ho intervistato proprio la stessa Francesca D&#8217;Amico che mi ha introdotto nel mondo degli orgoniti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questa intervista vuole essere un ponte. Per chi non sa nulla di orgoniti, dà qualche spiegazione e indicazione, in un linguaggio comprensibile e chiaro. Lasciando poi al lettore la scelta. Per chi volesse saperne di più, il materiale presente su internet è ingente. Per chi non gliene potesse importar di meno.. beh.. grazie di averci tenuto compagnia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vi lascia all&#8217;intervista sugli orgoniti a Francesca D&#8217;Amico.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1) Francesca se ti chiedessero a bruciapelo &#8220;Cosa è un&#8217;orgonite?&#8221;, che cosa risponderesti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Per caso ,nell&#8217;estate del 2010,risposi alla richiesta di amicizia di uno sconosciuto su Facebook. Il nuovo amico mi parlò subito della sua passione: le orgoniti. Il nome orgone era stato coniato dallo psichiatra Wilhelm Reich.Lui scoprì che esisteva un&#8217;energia(che credeva blu) emanata dai cristalli. Energia universale e benefica,detta Prana, Chi, Ki. Lo scopo di Reich era di curare i blocchi energetici. Ma ogni pietra o cristallo ha la sua proprietà,e quindi ciascuno può respirare il tipo di energia che preferisce,a seconda di cosa sceglie per la sua orgonite. </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2) Alla base del funzionamento dell’Orgonite sembra esserci quindi la concezione dell’esistenza di una “energia orgonica”. Per sommi capi, senza fare un discorso per esperti, ma il più semplificato possibile.. come può essere intesa questa energia orgonica?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Si definisce orgonica, l’energia vitale e formativa che pervade ogni manifestazione naturale, che organizza e permea ogni organismo vivente, non è calore, elettricità, magnetismo ne energia chimica e non e neppure il sunto di tutte queste forze, è l’energia specifica di dei cicli naturali che noi chiamiamo “VITA”: La scienza ha dimostrato che la materia è semplicemente la condensazione di un substrato di sottile energia vibratoria, una condizione virtuale nota come “energia di punto zero”. L’energia orgonica si differenzia da tutte le altre energie conosciute, che derivano dalla materia e che sono pertanto definite “energie secondarie”(elettrica,magnetica,nucleare ecc..).</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3) Gli orgoniti che effetti potrebbero avere sul contesto elettromagnetico nel quale siamo costantemente immersi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Gli elementi presenti nell&#8217;Orgonite sono perfettamente idonei a proteggerci e a migliorare il nostro ambiente, poiché non hanno bisogno di alcuna fonte d&#8217;energia per funzionare, e, funzionano indefinitamente 24 ore su 24. Più specificatamente permette di tramutare le energia negative (e nocive) risultanti dalle emissioni elettromagnetiche di apparecchiature elettriche quali antenne di ripetitori radio e telefonici, televisori, elettrodomestici, cellulari, cavi dell’alta tensione, luci al neon etc , in energia orgonica positiva, rigenerando e bilanciando il campo energetico. L’Orgonite è quindi un generatore di energia positiva. Tenendola in casa, vicino al computer, portandola con sé, ci protegge dalle radiazioni elettromagnetiche e a radiofrequenza.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;-</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4) C’è un esperimento che ognuno potrebbe fare per vedere con i propri occhi qualcuno degli effetti dell’orgonite?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ti racconto una cosa che ho fatto, e che hanno fatto molti altri&#8230;.si tiene l&#8217;orgonite davanti,una luce bassa e soffusa di lato,e si comincia respirare lentamente ,guardando davanti a sè. Io dopo un cinque minuti vedo gli stipiti della porta,che sono scuri,vibrare. In realtà non vibrano,ma ci passa davanti l&#8217;energia orgonica. C&#8217;è una specie di fumo bianco leggerissimo che va a ondate verso la porta. Questo &#8220;fumo&#8221;,che qualcuno vede in altri colori,non va verso il basso,ma verso l&#8217;alto. Al momento non ci si può credere! Sembra impossibile,assistere a un fenomeno tanto strano! Ci si sente molto in pace,sereni,e la respirazione resta tranquilla ,anzi ,si andrebbe avanti per un bel pezzo a respirare così,senza pensare a niente..</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>&#8212;-</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong><strong>5) Che effetti concreti ha, in senso ampio, l’orgonite sulla salute umana?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ci sono molte teorie in proposito. Sembra vi siano effetti benefici consistenti, ma io non sono ancora in grado, in base alla mia esperienza, di descriverli in maniera effettiva e completa. Io personalmente ne ho tratto benefici. E anche le persone a ne ho donato uno. Ad esempio, in una famiglia a cui ne ho regalato una orgonite, l&#8217;influenza quest&#8217;inverno non è arrivata (ed è il primo inverno che succede).Io voglio esagerare,e ascoltando l&#8217;amico e maestro, lascio un&#8217;orgonite sotto al letto,dando per scontato che l&#8217;energia salirà tutta la notte. </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;-</strong></p>
<p><strong>6) Ma come si crea concretamente un’orgonite?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Crearla è abbastanza facile.<br />
* Si compra un mezzo kg di cera d&#8217;api da un apicultore.<br />
* La si fa fondere in un pentolino.<br />
* In un contenitore oleato si comincia a versare un po&#8217; di cera.<br />
* Si aggiunge rame ,ottone,alluminio.<br />
* Poi il cristallo,e altra cera.<br />
* Si finisce con i metalli.<br />
* Si copre tutto con la cera.<br />
Se ci sono piccole pietre nere,vanno bene tutto intorno a quella grande. Si può variare a seconda di quello che piace. Io ho distrutto un porta foto d&#8217;argento e l&#8217;ho fatto a pezzettini. Il rame dei fili elettrici,le pagliette d&#8217;ottone,sono facili da tagliuzzare. Ho messo un sacco di monete di rame da un centesimo. La carta stagnola rappresenta l&#8217;alluminio. Qualcuno usa l&#8217;oro colloidale o la foglia d&#8217;oro.<br />
E&#8217; meglio aspettare un giorno prima di far uscire dal contenitore la piccola orgonite.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8211;</strong></p>
<p><strong>7) Una volta che l’orgonite è stata creata va… “ripulita”, diciamo.. di tanto in tanto?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Le orgoniti ogni tanto vanno rigenerate facendole stare sotto l&#8217;acqua corrente,e volendo si possono mettere in un piatto con un po&#8217; d&#8217;acqua.Come se fossero dei fiori,di giorno stanno benissimo sui balconi&#8230; </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Grazie Francesca</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La leggenda del Grande Inquisitore</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 10:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Leggenda del Grande Inquisitore è uno dei brani più celebri della letteratura universale.. si tratta di una sorta di racconto ad altissimo valore simbolico contenuto a sua volta in uno dei più grandi romanzi mai scritti, I fratelli Karamazov  di Fiodor Dostoevskij. E&#8217; un brano che conoscevo già da tempo, ancora prima di intraprendere [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><strong><em><a href="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2011/03/carac.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1002" title="carac" src="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2011/03/carac.jpg" alt="" width="1024" height="768" /></a></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>La Leggenda del Grande Inquisitore </em>è uno dei brani più celebri della letteratura universale.. si tratta di una sorta di racconto ad altissimo valore simbolico contenuto a sua volta in uno dei più grandi romanzi mai scritti, <em>I fratelli Karamazov</em>  di </strong><strong>Fiodor Dostoevskij.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; un brano che conoscevo già da tempo, ancora prima di intraprendere la lettura integrale del romanzo. Romanzo che considero un capolavoro assoluto. Ma questa è un&#8217;altra storia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo brano mi ha sempre affascinato&#8230;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fin dal suo &#8220;assurdo&#8221; e straniante assunto iniziale&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ivan Karamazov narra al fratello Alesa una storia che sta scrivendo..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In questa storia Cristo decide di tornare nel mondo, e nello specifico sceglie la tetra Siviglia al tempo funereo della Santa Inquisizione.. epicentro di un Medioevo somigliantissimo a quello originale, ma allo stesso tempo quasi &#8220;universo parallelo&#8221;, nel quale tutto il potere è incarnato dalla sinistra figura del Grande Inquisitore&#8230; autorità di vertice della Chiesa, al quale anche i poteri secolari piegano le ginocchia tremanti. E&#8217; una SIviglia oscura con cielo cupo del fumo dei roghi e la puzza di bruciato degli autodafè.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cristo compare inaspettato.. nessun profeta o segno lo ha preannunciato. Di colpo appare. E di colpo senza dire una parola viene riconosciuto. Ma anche il Grande Inquisitore lo riconosce e non esita un attimo a imprigionarlo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E già a questo punto la mia fantasia da ragazzino volava&#8230; e immaginava il film.. che film.. Cristo torna. e la Chiesa incarnata nel supremo potere del Grande Inquisitore lo arresta e lo imprigiona non come semplice nemico, ma come nemico supremo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Già comprendete che ci troviamo dinanzi a un grande colpo d&#8217;ala letterario. Una grande &#8220;pensata&#8221; e una grande visione, checché se ne pensi poi di tutti gli aspetti relativi al merito di ciò che è scritto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cristo irrompe come un fattore non più di desiderato avvento o presenza.. ma come un &#8220;pericolo&#8221;&#8230; un mito da vendere alle folle, ma appunto un mito&#8230;.. la sua effettiva presenza invece è destabilizzante&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Che cosa sei venuto a fare?.. Noi non ti vogliamo.. Perchè ssei venuto a distruggere tutto l&#8217;edficio che noi abbiamo costruito&#8230;?&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ecco io credo che esistano molti livelli di lettura per quelli che sono i grandi testi della creazione artistica universale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riguardo a questo brano ci si può soffermare su una interpretazione su di un piano più strettamente teologico e religioso.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma è un&#8217;altra l&#8217;interpretazione invece che a me affascina e quella che voglio condividere con voi..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una interpretazione che va oltre lo stesso livello religioso..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ossia.. vedere questo brano come una grande parabola sulla Libertà&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Grande Inquisitore rappresenta il Potere che sottomette la Libertà con ogni mezzo. Rappresenta la via della abdicazione al proprio essere liberi e davvero uomini per trovare la sicurezza che dà la sottomississione&#8230;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dice a Cristo&#8230; in sostanza&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Tu avevi tre strumenti per ottenere il potere assoluto e fare del mondo un paradiso perfettamente organizzato.. IL MISTERO.. IL MIRACOLO.. E L&#8217;AUTORITA&#8217;&#8230;.. ma rinunciasti a tutto in nome della Libertà&#8230;&#8221; (ho reso il passaggio a parole mie).</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Diventa allora un passaggio di rara potenza simbolica. E&#8217; questo che lo rende grande. Pensate al riferimeno al pane&#8230; &#8220;se avessi dato il pane tutti ti avrebbero seguito&#8230;&#8221;. E per un attimo andate oltre il contesto.. ed estendete la parabola.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E pensateci.. &#8220;il pane al posto della libertà&#8221;.. Quante volte per la comodità, la sicurezza, la liberazione dalla paura, la stabilità, la soddisfazione di bisogni si è stati pronti a rinunciare alla libertà&#8230; E quante volte si è potuto rendere schiavi gli uomini con denaro, cose, promesse di stabilità, benessere e sicurezza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E quante volte una singola persona si è trovata di fronte alla scelta tra una Libertà piena di pericoli e incertezze e battaglie da portare avanti&#8230; e la comoda catena della sottomissione&#8230; &#8220;avanti firma&#8221; sembra dire il Mefistofele del Faust.. &#8220;ti daremo tutto.. ma tu dovrai sottometterti&#8230;.&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anche gli altri sistemi sono efficaci&#8230; IL MIRACOLO.. ossia l&#8217;eccezzionale, la manifestazione di un potere fortissimo, fuochi da artificio ed effetti speciali. &#8230;. ti stupiremo e tu ti piegherai a noi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>O L&#8217;AUTORITA&#8217;&#8230; davanti a chei è al vertice  disponde di goni possibile mezzo e facile sottomettersi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anche se IL PANE&#8230; è il potere più grande.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E allora il brano di Dostoevskji diventa emblematico e capace di paralre ben oltre il campo del cristianesimo..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; un canto altissimo sulla Libertà e il suo prezzo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Osservate come il Grande Inquisitore sembra animato dalle migliori intenzioni..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;è per loro che lo facciamo.. è per la gente.. sono piccoli.. sono deboli.. sono bambini.. noi vogliamo il loro vero bene.. non tu&#8230;&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma qui è un gioco sottilissimo di Dostoevskji.. quale tiranno, inquisitore, autocrate, dittatore&#8230; non ha mai creduto, anche consapevolmente autoingannandosi, che ciò che lui (O loro) facevano era rivolto esclusivamente a fin di bene?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Del resto non diceva un vecchio detto.. </strong><strong>&#8220;La strada dell&#8217;inferno è lastricata di buone intenzioni&#8221;?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Grande Inquisitore parla, parla, parla&#8230; non la finisce più&#8230; è un grande retore melodrammatico.. sfoggia le migliori argomentazioni..e quasi piange commuovendosi lui stesso.. è un grande logico&#8230; tira fuori una filippica memorabile&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma mentre parla la sua inquietudine cresce&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si aspettava odio o opposizione.. ostilità o ira.. Ma Cristo è una sfinge.. I suoi occhi restano calmi ed enigmatici.. mentre l&#8217;agitazione dell&#8217;Inquisitore cresce. Avrebbe preferito a quel punto la rabbia, l&#8217;ira, una reazione indignata.. un anatema per il tradimento. Ma Cristo non fa una piega..e  addirittura sorride.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Finito il suo discorso il Grande Inquisitore si aspetterebbe di tutto.. ma non nquello che Cristo farà.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cristo non dice una parola&#8230; anche qua, che grande colpo d&#8217;ala di Dostoevskji. Cristo dinanzi a un fiume di parole.. non dice una parola. Non ha bisogno di smontare nulla. Di controargomentare. Di scendere nello stesso agone dell&#8217;Inquisitore. E&#8217; su un piano totalemnte altro. Non dice nulla&#8230; ma si alza.. e lo bacia sulla guancia..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A quel punto il Grande Inquisitore è completamente spiazzato&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; lui come un bambino impaurito adesso..</strong><strong>tutta la sua inesorabile logica gli si accartoccia dentro..</strong><strong>e rinuncia al suo stesso proposito di bruciare Cristo sul rogo..</strong><strong>ma apre la porta e grida istericamente&#8230;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Vattene e non venir piu&#8230; non venire mai piu&#8230; mai piu!&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ripeto.. se abbiamo la forza di non restare ancoratii su un piano puramente religioso e cristiano.. e sappiamo trasfigurare il testo.. ci troveremo dinanzi a un grandissimo apologo sulla Libertà.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Buona lettura..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212; </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La mia azione si svolge in Spagna, a Siviglia, al tempo piu pauroso dell&#8217;inquisizione quando ogni giorno nel paese ardevano i roghi per la gloria di Dio e </strong><strong>con grandiosi autodafè </strong><strong>si bruciavano gli eretici.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oh, certo, non è cosi che Egli scenderà, secondo la Sua promessa, alla fine dei tempi, in tutta la gloria celeste, improvviso &#8220;come folgore che splende dall&#8217;Oriente all&#8217;Occidente&#8221;. No, Egli volle almeno per un istante visitare i Suoi figli proprio là dove avevano cominciato a crepitar i roghi degli eretici. Nell&#8217;immensa Sua misericordia, Egli passa ancora una volta fra gli uomini in quel medesimo aspetto umano col quale era passato per tre anni in mezzo agli uomini quindici secoli addietro. Egli scende verso le &#8220;vie roventi&#8221; della città meridionale, in cui appunto la vigilia soltanto, in un &#8220;grandioso autodafé&#8221;, alla presenza del re, della corte, dei cavalieri, dei cardinali e delle piu leggiadre dame di corte, davanti a tutto il popolo di Siviglia, il cardinale grande inquisitore aveva fatto bruciare in una volta, ad majorem Dei gloriam, quasi un centinaio di eretici. Egli è comparso in silenzio, inavvertitamente, ma ecco &#8211; cosa strana &#8211; tutti Lo riconoscono. Spiegare perché Lo riconoscano, potrebbe esser questo uno dei piu bei passi del poema. Il popolo è attratto verso di Lui da una forza irresistibile, Lo circonda, Gli cresce intorno, Lo segue. Egli passa in mezzo a loro silenzioso, con un dolce sorriso d&#8217;infinita compassione. Il sole dell&#8217;amore arde nel Suo cuore, i raggi della Luce, del Sapere e della Forza si sprigionano dai Suoi occhi e, inondando gli uomini, ne fanno tremare i cuori in una rispondenza d&#8217;amore. Egli tende loro le braccia, li benedice e dal contatto di Lui, e perfino dalle Sue vesti, emana una forza salutare. Ecco che un vecchio, cieco dall&#8217;infanzia, grida dalla folla: &#8220;Signore, risanami, e io Ti vedrò&#8221;, ed ecco che cade dai suoi occhi come una scaglia, e il cieco Lo vede. Il popolo piange e bacia la terra dove Egli passa&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il popolo si agita, grida, singhiozza; ed ecco in questo stesso momento passare accanto alla cattedrale, sulla piazza, il cardinale grande inquisitore in persona. È un vecchio quasi novantenne, alto e diritto, dal viso scarno, dagli occhi infossati, ma nei quali, come una scintilla di fuoco, splende ancora una luce……Ha visto tutto&#8230; …Aggrotta le sue folte sopracciglia bianche e il suo sguardo brilla di una luce sinistra. Egli allunga un dito e ordina alle sue guardie di afferrarlo. . . . . . .Le guardie conducono il Prigioniero sotto le volte di un angusto e cupo carcere nel vecchio edificio del Santo Uffizio e ve Lo rinchiudono. Passa il giorno, sopravviene la scura, calda, &#8220;afosa&#8221; notte di Siviglia. L&#8217;aria &#8220;odora di lauri e di limoni&#8221;. In mezzo alla tenebra profonda si apre a un tratto la ferrea porta del carcere, e il grande inquisitore in persona con una fiaccola in mano lentamente si avvicina alla prigione. È solo, la porta si richiude subito alle sue spalle. Egli si ferma sulla soglia e considera a lungo, per uno o due minuti, il volto di Lui. Infine si accosta in silenzio, posa la fiaccola sulla tavola e Gli dice:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Sei Tu, sei Tu?&#8221; &#8211; Ma, non ricevendo risposta, aggiunge rapidamente: &#8211; &#8220;Non rispondere, taci. E che potresti dire? So troppo bene quel che puoi dire. Del resto, non hai il diritto di aggiunger nulla a quello che Tu già dicesti una volta. Perché sei venuto a disturbarci? Sei infatti venuto a disturbarci, lo sai anche Tu. Ma sai che cosa succederà domani? lo non so chi Tu sia, e non voglio sapere se Tu sia Lui o soltanto una Sua apparenza, ma domani stesso io Ti condannerò e Ti farò ardere sul rogo, come il peggiore degli eretici, e quello stesso popolo che oggi baciava i Tuoi piedi si slancerà domani, a un mio cenno, ad attizzare il Tuo rogo, lo sai? Si, forse Tu lo sai&#8221;, &#8211; aggiunse, profondamente pensoso, senza staccare per un attimo lo sguardo dal suo Prigioniero.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non dicevi Tu allora spesso: &#8220;Voglio rendervi liberi?&#8221;. Ebbene, adesso Tu li ha veduti, questi uomini &#8220;liberi&#8221;, &#8211; aggiunge il vecchio con un pensoso sorriso. &#8211; Si, questa faccenda ci è costata cara, &#8211; continua, guardandolo severo, &#8211; ma noi l&#8217;abbiamo finalmente condotta a termine, in nome Tuo. Per quindici secoli ci siamo tormentati con questa libertà, ma adesso l&#8217;opera è compiuta e saldamente compiuta. Non credi che sia saldamente compiuta? Tu mi guardi con dolcezza e non mi degni neppure della Tua indignazione? Ma sappi che adesso, proprio oggi, questi uomini sono piu che mai convinti di essere perfettamente liberi, e tuttavia ci hanno essi stessi recato la propria libertà, e l&#8217;hanno deposta umilmente ai nostri piedi. Questo siamo stati noi ad ottenerlo, ma è questo che Tu desideravi, è una simile libertà?&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- lo tomo a non comprendere, &#8211; interruppe Aljòsa, &#8211; egli fa dell&#8217;ironia, scherza?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Niente affatto. Egli fa un merito a sé ed ai suoi precisamente di avere infine soppresso la libertà e di averlo fatto per rendere felici gli uomini. &#8220;Ora infatti per la prima volta (egli parla, naturalmente, dell&#8217;inquisizione) è diventato possibile pensare alla felicità umana. L&#8217;uomo fu creato ribelle; possono forse dei ribelli essere felici? Tu eri stato avvertito, &#8211; Gli dice, &#8211; avvertimenti e consigli non Ti erano mancati, ma Tu non ascoltasti gli avvertimenti. Tu ricusasti l&#8217;unica via per la quale si potevano render felici gli uomini, ma per fortuna, andandotene, rimettesti la cosa nelle nostre mani. Tu ci hai promesso, Tu ci hai con la Tua parola confermato, Tu ci hai dato il diritto di legare e di slegare, e certo non puoi ora nemmeno pensare a ritoglierci questo diritto. Perché dunque sei venuto? Sai Tu che passeranno i secoli e l&#8217;umanità proclamerà per bocca della sua sapienza e della sua scienza che non esiste il delitto, e quindi nemmeno il peccato, ma che ci sono soltanto degli affamati? &#8220;Nutrili e poi chiedi loro la virtù!&#8221;. Oh, mai, mai essi potrebbero sfamarsi senza di noi! Nessuna scienza darà loro il pane, finché rimarranno liberi, ma essi finiranno per deporre la loro libertà ai nostri piedi e per dirci: &#8220;Riduceteci piuttosto in schiavitù ma sfamateci!&#8221;. Comprenderanno infme essi stessi che libertà e pane terreno a discrezione per tutti sono fra loro inconciliabili, giacché mai, mai essi sapranno ripartirlo fra loro! Si convinceranno pure che non potranno mai nemmeno esser liberi, perché sono deboli, viziosi, inetti e ribelli.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8230;Essi sono viziosi e ribelli, ma finiranno per diventar docili. Essi ci ammireranno e ci terranno in conto di dèi per avere acconsentito, mettendoci alla loro testa, ad assumerci il carico di quella libertà che li aveva sbigottiti e a dominare su loro, tanta paura avranno infine di esser liberi! Ma noi diremo che obbediamo a Te e che dominiamo in nome Tuo. Li inganneremo di nuovo, perché allora non Ti lasceremo piu avvicinare a noi. E in quest&#8217;inganno starà la nostra sofferenza, poiché saremo costretti a mentire. Ecco ciò che significa quella domanda che Ti fu fatta nel deserto, ed ecco ciò che Tu ricusasti in nome della libertà, da Te collocata più in alto di tutto. In quella domanda tuttavia si racchiudeva- un grande segreto di questo mondo. Acconsentendo al miracolo dei pani, Tu avresti dato una risposta all&#8217;universale ed eterna ansia umana, dell&#8217;uomo singolo come dell&#8217;intera umanità: &#8220;Davanti a chi inchinarsi?&#8221;. Non c&#8217;è per l&#8217;uomo rimasto libero piu assidua e piu tormento sa cura di quella di cercare un essere dinanzi a cui inchinarsi. Ma l&#8217;uomo cerca di inchinarsi a ciò che già è incontestabile, tanto incontestabile, che tutti gli uomini ad un tempo siano disposti a venerarlo universalmente. Perché la preoccupazione di queste misere creature non è soltanto di trovare un essere a cui questo o quell&#8217;uomo si inchini, ma di trovarne uno tale che tutti credano in lui e lo adorino, e precisamente tutti insieme.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E questo bisogno di comunione nell&#8217;adorazione è anche il più grande tormento di ogni singolo, come dell&#8217;intera umanità, fin dal principio dei secoli. È per ottenere quest&#8217; adorazione universale che si sono con la spada sterminati a vicenda. Essi hanno creato degli dèi e si sono sfidati l&#8217;un l&#8217;altro: &#8220;Abbandonate i vostri dèi e venite ad adorare i nostri, se no guai a voi e ai vostri dèi!&#8221;. E cosi sarà fino alla fine del mondo, anche quando gli dèi saranno scomparsi dalla terra: non importa, cadranno allora in ginocchio davanti agli idoli. Tu conoscevi, Tu non potevi non conoscere questo fondamentale segreto della natura umana, ma Tu rifiutasti l&#8217;unica irrefragabile bandiera che Ti si offrisse per indurre tutti a inchinarsi senza discussione dinanzi a Te;.………Tu volesti il libero amore dell&#8217;uomo, perché Ti seguisse liberamente, attratto e conquistato da Te. In luogo di seguire la salda legge antica, l&#8217;uomo doveva per l&#8217;avvenire decidere da sé liberamente, che cosa fosse bene che cosa fosse male, avendo dinanzi come guida la sola Tua immagine; ma non avevi Tu pensato che, se lo si fosse oppresso con un cosi terribile fardello come la libertà di scelta, egli avrebbe finito per respingere e contestare perfino la Tua immagine e la Tua verità?………Sappi che io non Ti temo. Sappi che anch&#8217;io fui nel deserto, che anch&#8217;io mi nutrivo di cavallette e di radici, che anch&#8217;io benedicevo la libertà di cui Tu letificasti gli uomini, che anch&#8217;io mi ero preparato ad entrare nel numero dei Tuoi eletti, nel numero dei potenti e dei forti, con la brama di &#8220;completare il numero&#8221;. Ma mi ricredetti e non volli servire la causa della follia. Tornai indietro e mi unii alla schiera di quelli che hanno corretto l&#8217;opera Tua. Lasciai gli orgogliosi e tornai agli umili per la felicità di questi umili. Ciò che Ti dico si compirà e sorgerà il regno nostro. Ti ripeto che domani stesso Tu vedrai questo docile gregge gettarsi al primo mio cenno ad attizzare i carboni ardenti del rogo sul quale Ti brucerò per essere venuto a disturbarci. Perché se qualcuno piu di tutti ha meritato il nostro rogo, sei Tu. Domani Ti arderò. Dixi&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ivàn, si fermò. Egli si era accalorato e aveva parlato con fervore; quando poi ebbe finito, fece improvvisamente un sorriso.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Aljòsa, che l&#8217;aveva sempre ascoltato in silenzio e verso la fine, in preda a straordinaria agitazione, molte volte aveva voluto interrompere il discorso del fratello, ma si era visibilmente trattenuto, si mise d&#8217;un tratto a parlare, come scattando:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Ma&#8230; è un assurdo! &#8211; esclamò, arrossendo. &#8211; Il tuo poema è l&#8217;elogio di Gesu e non la condanna&#8230; come tu volevi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E come termina il tuo poema?&#8230;&#8230;&#8230;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- lo volevo finirlo cosi: l&#8217;inquisitore, dopo aver taciuto, aspetta per qualche tempo che il suo Prigioniero gli risponda. Il Suo silenzio gli pesa. Ha visto che il Prigioniero l&#8217;ha sempre ascoltato, fissandolo negli occhi col suo sguardo calmo e penetrante e non volendo evidentemente obiettar nulla. Il vecchio vorrebbe che dicesse qualcosa, sia pure di amaro, di terribile. Ma Egli tutt&#8217;a un tratto si avvicina al vecchio in silenzio e lo bacia piano sulle esangui labbra novantenni. Ed ecco tutta la Sua risposta. Il vecchio sussulta. Gli angoli delle labbra hanno avuto un fremito; egli va verso la porta, la spalanca e Gli dice: &#8220;Vattene e non venir piu&#8230; non venire mai piu&#8230; mai piu!&#8221;. E Lo lascia andare per &#8220;le vie oscure della città&#8221;. Il Prigioniero si allontana.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- E il vecchio?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Il bacio gli arde nel cuore, ma il vecchio persiste nella sua idea.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>F. M. Dostoevskij, I fratelli Karamazov, Garzanti, Milano, 1979, voI. I, pagg. 263 e 282</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p> </p>
</div>
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		<title>Un dialogo surreale sui quotidiani orrori psichiatrici</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 10:32:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alberto Cantoni è una persona in cui mi sono imbattuto da qualche anno, e che stimo tanto. Persona eclettica e ricercatore dello spirito. Coltivatore di antiche sementi, addestratore di cavalli, sciamano che segue la Via degli Indiani d&#8217;America (il suo nome &#8220;indiano&#8221; è Falco nel Vento, Autore anche di un libro che racconta la sua [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2011/02/magritte.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-979" title="magritte" src="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2011/02/magritte.jpg" alt="" width="1024" height="768" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alberto Cantoni è una persona in cui mi sono imbattuto da qualche anno, e che stimo tanto. Persona eclettica e ricercatore dello spirito. Coltivatore di antiche sementi, addestratore di cavalli, sciamano che segue la Via degli Indiani d&#8217;America (il suo nome &#8220;indiano&#8221; è Falco nel Vento, Autore anche di un libro che racconta la sua impresa di percorrere l&#8217;Italia in marcia o correndo, come grande atto a favore della pace e contro la guerra che incombeva, anni fa, nei territori irakeni, e che poi si concretizzò davvero.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alberto mi ha inviato questo dialogo&#8230; surreale, ma non inventato.. dannatamente vero.. come i tanti orrori psichiatrici che avvengono quotidianamente in innumerevoli territori periferici. Come tante vite sacrificate a interesse, opportunismo  e menzogna. Come i tanti bombardamenti di psicofarmaci su &#8220;cavie&#8221; indifese. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vi lascio direttamente alle loro parole.. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alberto Cantoni&#8211;  Ciao Fabio, io non ti conosco ma mi sembri una persona simpatica, ragionevole ed attiva socialmente&#8230;come ti sei ficcato in questa situazione? Hai avuo problemi di tipo schizofrenico? (o almeno cos&#8217; ti è stato diagnosticato? hai aggredito qualcuno?) Te lo chiedo perchè sono parecchio incazzato con l&#8217;istituzione medica e come trattano i problemi esistenziali, psicologici, spirituali delle persone&#8230;mi è già capitato di aiutare un&#8217;amica che da 10 anni prendeva psicofarmaci e aveva tentato varie volte il suicidio&#8230;la avevano convinta che aveva un problema fisico e che avrebbe dovuto prendere farmaci tutta la vita. Ora non solo non li prende più, ma sta bene ed ha trovao un compagno e ha iniziato una nuova vita&#8230;.ma dimmi di te,se ti va&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fabio&#8211;  Io sono obbligato a prenderli, perche il mio psichiatra non vuole che risulti la prova legale che dimostrerebbe i suoi errori al momento che, non facendone uso dimostrerei scientificamente di star meglio. Lui è anche un piccolo politico ammanicato con Comune, Provincia, Questura, e tutta la Firenze che conta, ha i mezzi per tenermi bloccato in questa situazione, pur di non compromettersi la carriera, le amicizie disoneste come lui e la faccia. Mi tiene in pugno da 17 anni solo per una denuncia di uso di cannabinoidi e continue lamentele dei miei stupidi genitori, i quali sono stati convinti da questi medici che potrei essere cerebroleso, mentre quando gli porto qualsiasi avvocato, elogiano furbamente, la mia intellingenza che ritengono pur malata per difendersi. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alberto Cantoni&#8211;  no dai&#8230;ma stai scherzando o dici sul serio? solo per uso di canapa??nemmeno droghe pesanti? ma hai fatto incidenti in macchina? aggredito qualcuno? hai commesso reati dopo aver fumato? mi sembra pazzesco&#8230;roba da denuncia&#8230;possibile che tu non sia riuscito a trovare nessuna associazione che ti aiutasse? è una cosa veramente assurda. Ma quando dici sto meglio e lo dimostrerei anche senza i farmaci, a cosa ti riferisci? come esprimevi il tuo stare male? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fabio&#8211;  Il mio stare male deriva dall&#8217;uso stesso dei farmaci, è questo che non vogliono che io dimostri non facendone uso, danno noiosi effetti collaterali e di stanchezza, scambiata per calma ritrovata grazie alla cura. Io sarei ancora piu calmo ma al tempo stesso piu vigile se non li usassi, in oltre in uno dei tanti ricoveri obbligatori mi procurarono un sospetto arresto cardiaco, o almeno un rischiosissimo collasso che gli obbligo ad iniettarmi adrenalina in vena.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alberto Cantoni&#8211;  ma hai contattato qualcuno? altri dottori? associazioni, giornali? perchè dici che ti hanno fatto vari ricoveri coatti&#8230;cosa li spingeva a ricoverarti, dopo aver iniziato il trattamento? ti sei forse rifiutato di assumere psicofarmaci? che avvocati hai contattato? ti hanno dichiarato incapace di intendere e di difenderti in tribunale? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fabio&#8211;  non ho potuto ancora provarci a difendermi perche solo ora mi son convinto a cercare un avvocato con gratuito patrocinio, non ho soldi, i ricoveri partivano dal presupposto che, non avendo accettato il fatto di averne bisogno, bastava un acceso litigio verbale in casa perchè i miei potessero chiamare il 118 che a sua volta (non sò cosa sia la D.E.A.), era autorizzato a procedere con la polizia o carabinieri, i quali dichiaravano con le buone e con le cattive di avere il dovere di portarmi a visita, in reparto psichiatrico i cui medici di turno obbedivano automaticamente al mio medico che è il loro responsabile,nonostante qualunque fosse il mio vero stato.. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fabio&#8211;  Ma sono sempre stato scoraggiato dal fatto che servono controaccertamenti medici che può farmi solo un professionista a pagamento o lo Stato, e per quest&#8217;ultimo, il medico legale che se ne dovrebbe occupare,è proprio un collaboratore del mio e a cui dovrei ampliare l&#8217;accusa. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alberto Cantoni&#8211;  è davvero pazzesco&#8230;ma con i tuoi genitori come mai non sei riuscito a venire a patti, a tranquillizzarli, a trovare una soluzione pacifica? ma che sono nazisti?li hai minacciati fisicamente? li hai derubati? quanti anni hai? e nessun giornale, o associazione o partito ti ha dato dei consigli o pubblicato articoli sul tuo caso? ma qui&#8230;se le cose stanno come dici e ti credo, c&#8217;è da fare un casino enorme, da mandare in galera della gente. Neanche i tossico dipendenti da eroina sono trattati così&#8230;davvero mi sembra incredibile&#8230;almeno una volta avrai avuto una crisi, avrai dato di matto come reazione ai loro abusi? non posso pensare che i tuoi genitori siano davvero così stupidi. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fabio&#8211;  Bisogna vedere cosa vuol dire dare di matto, in effetti una volta mi ci hanno portato..cazzottai mio padre al torace, ma mi avevano già fatto almeno 8 ricoveri forzati in precedenza a causa sua e di mia madre, e erano almeno 15 giorni che non dormivo e venivo pressato a farmi ricoverare, non dormivo anche per quello. Quand&#8217;ero già al 17° ricovero, gli rubai 100€ dal portafoglio per qualche sera al PUB, ormai di loro mi ero sdegnato&#8230;comunque l&#8217;unica denuncia esistente a mio carico è stata fatta dai carabinieri nel &#8217;93 per detenzione di 5 gr. di fumo durante il militare mentre ero in licenza, ebbi un processino penale e venni assolto per decadenza della legge in vigore fino ad allora, i miei però si rivolsero al SERT dove furono indirizzati da uno psichiatra a parlare con il mio attuale psichiatra, ed ora quello psichiatra è passato da qualche anno, sotto la direzione del mio e gli è stato assegnato l&#8217;ascolto dei miei genitori. Io avevo chiesto al mio che recuperassero almeno allo stato di preoccupazione dei genitori nei miei confronti, ma invece questi delinquenti la confermano, avendomi ormai da 3 anni imposto una ignezione mensile e accordandosi con loro che non chiamassero piu il 118, durante i diverbi e che lo avrebbero fatto loro stessi, al primo rifiuto dell&#8217;ignezione di Haldol. In amicizia con lo psichiatra della medicina legale, che mi concesse immediatamente l&#8217;invalidità pur di convalidare la versione del mio medico, questi medici di zona, mi stanno impedendo di avere un lavoro, da ormai 17 anni, perchè il medico della med legale di cui parlo è anche passato ad essere responsabile degli inserimenti negli ambiti lavorativi all&#8217;ufficio di collocamento mirato per invalidi, della provincia. Tutto ciò allo scopo che io non possa arrivare a dimostrare socialmente un sano stato di salute mentale, che contraddirrebbe la loro diagnosi. Avevano come di loro consueta abitudine, pensato a tutto anche legalmente e non solo sotto il profilo medico, infatti mi diagnosticarono anche manie di persecuzione di modo che le mie eventuali denunce non venissero credute valide. Come minimo si sono guadagnati Favoritismi, Carriera e cavie umane gratuite. Renzi, era alla provincia ed ora è sindaco, e la lobby fiorentina si consolida&#8230;il sindaco è direttamente responsabile di quelli marchiati come me&#8230;non sò se riuscirò mai a trovarmi un avvocato con le palle, d&#8217;ufficio disposto a giocarsi la faccia pur di sradicare un sistema di questo tipo, ti ricordo che se lo stato mi farà un&#8217;accertamento medico, sara fatto da questi stessi medici a cui devo dar contro e non ho mai visto lo Stato suicidarsi volontariamente.</strong></p>
<p> </p>
</div>
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		<title>Dialogo tra un ergastolano e un professore di filosofia (ventitreesimo scambio)</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Dec 2010 08:56:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Su un blog dedicato agli ergastolani -che io e alcuni amici abbiamo creato e amministriamo- (http://urladalsilenzio.wordpress.com/) è da tempo in corso un magnifico e potente Dialogo tra Carmelo Musumeci, figura simbolo tra gli ergastolani, persona dal profondissimo e radicale percorso, uomo generoso e vulcanico, e autore di moltissimi testi, articoli, racconti, e anche due libri.. e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2010/12/maninos.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-894" title="maninos" src="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2010/12/maninos.jpg" alt="" width="1024" height="683" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Su un blog dedicato agli ergastolani -che io e alcuni amici abbiamo creato e amministriamo- (<a href="http://urladalsilenzio.wordpress.com/">http://urladalsilenzio.wordpress.com/</a>) è da tempo in corso un magnifico e potente Dialogo tra Carmelo Musumeci, figura simbolo tra gli ergastolani, persona dal profondissimo e radicale percorso, uomo generoso e vulcanico, e autore di moltissimi testi, articoli, racconti, e anche due libri.. e il professore Giuseppe Ferraro, non &#8220;semplicemente&#8221; un professore di filosofia, ma un Filosofo e un Umanista.. nella accezzione più degna che hanno queste parole.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci sarebbe tanto da dire su questo grande Dialogo, da tempo in corso tra di loro, e giunto adesso alla 23sima &#8220;puntata&#8221;. Ma ritornerò su di esso in qualche altro post, e riporterò altri brani. Questa volta voglio condividere anche con i naviganti che giungono nelle  Terre di Born Again, proprio l&#8217;ultimissimo momento di questo Grande Dialogo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vale proprio la pena leggerlo..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Salutamos Compagneros</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giuseppe caro,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>                               ho ricevuto la tua lettera.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ho sentito il tuo cuore amareggiato.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’ho sentito come se fosse il mio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ho immaginato quello che provi quando vedi la sofferenza e l’ingiustizia sociale intorno a te.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non si può mai essere del tutto felice quando non lo sono tutti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Io non ci riesco!</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ho sentito la tua frustrazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non ti nascondo che ci sono dei momenti che non riesco ad essere forte neppure io.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci sono dei momenti che desidererei essere più debole di quello che sono per farla finita di aspettare un futuro che non avrò mai.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci sono dei momenti che mi sento una foglia strappata alla vita e gettata in un angolo all’ombra del mondo, fra cemento armato e ferro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giuseppe conosco molto bene il tuo dolore.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo so!</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il dolore che vedi negli occhi degli altri uomini fa sempre più male del proprio dolore.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tutte le mattine quando mi aprono il blindato lo vedo negli occhi di quell’uomo che mi è di fronte.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un ergastolano anziano ammalato di un brutto male che cerca il mio sorriso come se fosse la cosa più importante della sua vita.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’amore ci fa diventare migliori e purtroppo in carcere manca proprio quello.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nessuno ama e pensa a quest’uomo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo vedo sempre steso sulla branda a fissare il vuoto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In questi giorni non gli ho sorriso perché il mio blindato è rimasto spesso accostato.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In questi giorni sono stato male, niente di grave, un semplice attacco di sciatica.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In questi giorni mi sono accorto che non sono più forte come prima.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In questi giorni mi sono accorto che l’Assassino dei Sogni prima s’è preso il mio corpo, poi la mia vita,  ora la mia salute.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A volte penso di essere fortunato, io ho qualcuno cui pensare, molti non hanno nessuno.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si,  è così!</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Solo chi dice di essere cattivo sa che cosa è essere buono.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Domani, anche se non starò bene,  quando apriranno il blindato lo spalancherò e donerò a quest’uomo il mio sorriso come se lo donassi a te.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Te lo prometto!</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nella tua lettera di oggi ho sentito il tuo cuore amareggiato.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non posso lasciarti con tristezza almeno questa volta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Domenica ho parlato al telefono con la mia compagna.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sabato vengono a trovarmi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sono felice.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da Modena mia figlia mi vuole portare le ciliegie.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mi ha detto che sono buone e dolci.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dall’altra parte del telefono ho sorriso.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non ho bisogno delle ciliegie.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ho solo bisogno di abbracciare e di baciare lei.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per cinque anni l’Assassino dei Sogni non me l’ha fatta toccare.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ed ho sempre una paura infantile che lo potrà fare di nuovo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I figli sono il nostro universo e non si può vivere senza abbracciare l’universo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giuseppe non essere amareggiato.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando s’è amareggiati, si ha poca energia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’energia è amore.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Io ho bisogno del tuo amore,  come ne ha bisogno l’ergastolano anziano e ammalato di fronte la mia cella e gli operai disoccupati del nostro sud.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abbiamo bisogno del tuo amore,  come te del nostro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ti manderò un po’ del mio amore sabato quando abbraccerò la mia compagna e i miei figli affinché tu non ti senta <em>in mare aperto senza né terra, né barca.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E quando abbraccerò Nadia lo farò anche per te.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La sua fede e il suo amore per questo mondo è grande e ne darà un po’ anche a te.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giuseppe,  non essere amareggiato, il mio cuore lo sente, il mio cuore sente il tuo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ti voglio bene.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Carmelo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2 giugno 2010</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>——————————————————————————</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ti scrivo. In silenzio. Come si scrive. Sotto dettatura di una voce che s’intreccia ad altre. Ti scrivo, come sempre ci si trova a scrivere, sottovoci. Non accade sempre. Solo quando si scrive sentendosi accanto a chi si scrive. E’ come un rivolgersi dentro se stessi dove si ospita chi si pensa con affetto e che ti ospita nei suoi pensieri. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>C’è quell’espediente in cinematografia, lo ricordavo l’altra volta, lo ripeto, mi colpisce. Quando qualcuno legge una lettera è la voce di chi gli ha scritto che si sente leggere. Scrivo, sento la mia voce che mi detta le parole, a una a una, cercandone le lettere sulla tastiera. Le detta per non perderle, guardando i tasti. Quando si scrive, si sente la propria voce che detta le parole. La propria? non proprio. Sento la tua voce, a scrivere c’è come una traslocazione d’intimità, ci si porta in un luogo senza luogo. Vedo il tuo sorriso, quando ti scrivo, avverto la tua ansia, penso “ai” tuoi pensieri, immagino “a” quel che immagini, guardo “al” muro che guardi, lo vedi all’improvviso quando non sei più stanco ed esci dal rifugio dei pensieri. Quando sei stanco di essere stanco il muro alza pareti. Strano. La stanchezza aiuta certe volte. Quando sei stanco l’immaginazione prende il posto dei sensi. La stanchezza aiuta. Libera, no, distrae. Deriva. Derotaia. Delira. Ci fa addormentare, dopo che nella testa si placa il turbinio della corsa in stanza dei pensieri insistenti. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Noi non amiamo la stanchezza. Siamo di quelli che non si stancano mai. Non siamo mai stanchi. Quando però ci arriva la stanchezza, si placa anche la violenza della rabbia. La usiamo e ci usa. Mette un freno, rallenta il passo che siamo pronti ad accelerare appena dopo. Chi vive la depressione si mette in uno stato di stanchezza persistente. Lo sappiamo. In carcere diventa una sorta di perdita di vita, come una perdita d’acqua alla fontana. E’ terribile quello che scrivo e che penso. No. Bisogna riprendersi ogni volta dalla stanchezza che porta alla depressione e alla follia, bisogna trovare la stanchezza del giusto. Quella che prende dopo un giorno lungo di lavoro, su se stessi. Bisogna lavorare su se stessi. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bisogna pensare anche a un diritto alla stanchezza giusta. Ne ho sofferto maledettamente quel giorno. Ritornavo dai miei incontri. Ero stato a Bellizzi. Avevo la testa piena di voci e volti. Era stato un incontro intenso. Lo è sempre. Arrivai a casa, stanco.  E questo pensai, che là avevo lasciato persone che non avevano il diritto di essere stanchi, di abbandonarsi alla stanchezza. La libertà pensai è il diritto a sentirsi stanchi e andare coi pensieri dove vogliano. E’ anche questa. Il diritto di essere stanchi. Ingiusta è la stanchezza che non libera della fatica. Quanto sono felice di vederti, anche adesso che ti scrivo. Quanto sono stato felice di vederti la prima volta. Uno che non si stanca, no, uno che non si lascia stancare. Offre il suo sorriso per la sola gioia di esistere e vedere e sentire la vicinanza. Viverla. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tu non immagini quanta forza infondi, quanto vita effondi, quanta gioia diffondi. Grazie del “Giuseppe caro”, mi arriva come una carezza, su una stanchezza, l’avrai capito, che non è giusta. E’ questo il punto. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tu dici l’assassino dei sogni, ma quanti sogni gli stai buttando in faccia, addosso, ai piedi, quante ferite stai procurando all’incubo con i tuoi sogni di sorriso. Esci dal blindato incroci lo sguardo della sofferenza e apri il tuo sorriso come braccia per sostenere chi sta soffrendo in quel momento. Quel che mi scrivi mi porta al tuo fianco. Mi porti in giro tra blindati e corridoi. C’è chi soffre, è malato, ed è terribile ammalarsi senza cari. Gli sorridi. Solo chi soffre sa non fare soffrire. Solo chi conosce la sofferenza sa della gioia. Sorridi a chi non resiste e sente di varcare l’ultima soglia della sopravvivenza. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Davvero è uno stare sopra la vita sopravvivere. Vivere oltre la vita. Un paradosso. Essere in un al di là che è un resto, non un oltre e in più. Un avanzo. Un resto. Quel che avanza della vita a tagliarla, a farla a pezzi. Nuda vita. Sopravvivere è questo stare sopra la vita come se ci si trovasse senza niente altro. Sopravvivere è la vita senz’altro. Senza esistenza. Nemmeno. E’ l’esistenza ridotta, stretta, fatta gabbia della vita. Semplice vita, ma non una vita semplice. Piuttosto vita senza vita. Sopravvivere è stare sopra la vita, non più nella vita, senza viverla. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non si può essere felici quando non lo sono tutti. E’ cosi, dici bene. Il dolore che vedi negli occhi degli altri uomini fa sempre più male del proprio dolore. Dici benissimo, è così, come scrivi. Il dolore che vedi negli occhi degli altri fa più male del proprio. Ti attivi, sei pronto. Viviamo per dare vita, per dare la vita che abbiamo. Continuo a leggere la tua lettera. E’ come un abbraccio. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Grazie, Carmelo. Non resterò amareggiato. Non posso esserlo se ci sei e se mi scrivi e se ti scrivo e ti penso e se ti sto a fianco.  Ti dico “grazie” e mi ritrovo a riflettere che il fine di ogni educare è la grazia. Non il dono, la grazia. L’avere grazia. Come tu hai grazia a scrivermi “Giuseppe caro”, e come sorridi a chi soffre e aspetta il tuo sorriso come un dono. Non come qualcosa. Il dono è quando ci fa dono. Chi dona non dà cosa che possa sapere e calcolare. Chi dona non fa regali. Si dona ciò che non si ha. Si dona il tempo che non si ha. Quel tempo che non si deve, non dovuto, quel che non si deve ad altro, ad altri e che si sottrae a chi lo devi per legame d’amore. Il sorriso che si deve al proprio figlio, alla propria figlia. All’amata. Quel tempo dovuto a chi si ama e che per tale è sacro. Di una relazione sacra perché dovuta senza dovere, non per costrizione, ma per natura, posso anche affermare, per natura, per un legame che non si acquista, ma che ti conquista a essere quel che sei. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Strana deviazione procura il dono. Strano delirio, un uscire fuori dalla lira del campo, fuori del solco. Dare l’avuto non dovuto, il dovere incrocia in strano modo la restituzione e quindi  il giusto. La incrocia in strano modo. Donare è dare, ma come a stabilire una relazione d’inegualità. Inequivalente. Senza uguali. Solo dio può donare, mi ripeto sempre. Noi possiamo restituire. Si, certo. Solo dio può donare, può operare per dono, può perdonare. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Noi possiamo restituire. E la giustizia si dà come restituzione. Si fonda in questo modo il Diritto. Fino a quando però il diritto è giusto? Ancora una ragione di tempo, perché di tempo è fatta la relazione, nel tempo si costituisce e si toglie, si distorce e si “raddritta”. Il tempo è la relazione. Fino a quando il giusto può essere “raddrizzare”, quando si compie il diritto? quando deve finire la pena come tempo che ci vuole per ristabilire la relazione? Perché se la pena è rimettere in diritto ci sarà pure un momento in cui il diritto è raggiunto, compiuto? Carmelo, cerco di scrivere cose che appaiono confuse, e lo sono, solo perché richiedono la convergenza di due piani quello personale e quella istituzionale, quello delle regole e delle relazioni. Del testo e della sua lettura, della jus e di chi jus dicet facendosene giudice. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ripeto: le regole senza relazioni sono vuote, le relazioni senza regole sono cieche, e tuttavia solo le relazioni rendono la regola giusta e solo le relazioni rendono giuste le regole, e le aggiustano. Ancora: le regole sono le persone che le applicano. Le istituzioni sono le persone che le rappresentano. La cosa difficile da comprendere e spiegare è questa: la giustizia nel sua massima applicazione, nel suo raggiungimento è la grazia. La giustizia che si soddisfa del suo diritto è grazia. Io ti ringrazio per quel “Giuseppe caro” che è un gesto di grazia. Così ti ringrazia chi soffrendo cerca il tuo sorriso per alleviare la sua pena. Il tuo sorriso è di grazia. E’ la tua grazia. L’espressione di una forma assoluta, assolta da ogni interesse e causa. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il bambino è chi non può donare, ed è un dono. Una grazia di dio, si dice anche. Cosa possiamo imparare da dio e da un bambino se non ad avere grazia, nei gesti, nelle parole, nell’essere quel che siamo. Il bambino è presente. Non ricorda, ma non dimentica. Non dimentica perché non ha nulla da ricordare. Vive quel che è dato riconoscere che fa male e che bene, che gli fa bene e che gli fa male. Anche un dio, credo, pensa in questo modo o siamo noi ad aver fatto di un dio il pensiero di un bambino. Assoluto. Presente come presente si dice anche il dono, che reclama nella sua piena espressione la presenza, il presentarsi. Stare qui, per essere, non stando davanti come cosa, ma stando davanti preoccupandosi, avendo cura, stando prima del tempo, avendo cura del tempo che viene. Non essere questo e quello, ma come questo e quello essere grazia, avere grazia, nelle relazioni. Significa avere relazioni non sgraziate, non disgraziate, non rozze o meschine, senza scambio, anche senza regali. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La giustizia è la grazia. La giustizia che dà vita è grazia. Quella che dà morte è senza grazia. Mette in disgrazia. Il fine dell’educazione non è forse quello per cui si dice di una persona educata che si esprime con grazia? Non che si esprime correttamente, quella si chiama istruzione e si dice di chi è istruito. Ho ricevuto la lettera di Salvatore Ercolano. Salutalo per me. Non so quando riuscirò a rispondergli, ma digli che lo tengo in testa. Ed è come leggere di una grazia. Il suo essere come graziato. In realtà non è così. Ha scontato tutto quello che doveva, non è stato graziato, è lui che si è fatto grazia. E’ lui stesso che sente di vivere non per altro che per vivere. Non un sopravvivere di un resto, ma di un assoluto momento. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La grazia è un dono? Solo se ci fa dono. Solo se la propria vita non è dovuta ad altri che non siano i soli ai quali ci lega un tempo sacro. Dovuto, perché da loro abbiamo avuto il tempo che compie il nostro sentire. Il sorriso che tu doni è quello che tu devi alla tua bambina, resterà sempre bambina quanti anni potrà mai avere una figlia. Tu mi doni quel sorriso. Tu doni a me il segreto di quel sorriso, doni a me il suo sorriso, quel che ti fa sorridere come solo tu sai e puoi sorridere di quel tempo sacro della relazione del tuo intimo sentire. Non si sanno queste cose, non hanno sapere. La grazia è quando si è senza sapere di essere. Com’è la grazia dell’artigiano che muove le sue mani operando senza che potrà mai spiegare perché e come si fa quel che sta facendo, lo ha incorporato a tal punto che in quel che opera è se stesso che opera, tocca senza toccare, vede senza vedere, vede di là di ciò che gli sta davanti, tocca altro da quel che tocca, perché sente. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La giustizia è la grazia. Dobbiamo cominciare a parlarne. Dobbiamo cominciare a chiedere grazia per giustizia, non come qualcosa di dovuto o per tempo scaduto, ma perché ci si è fatti grazia. E tu sei grazia. Se ti ringrazio è per tale. Lo sei per tanti. Lo sei per la carezza di tua figlia, per le ciliegie che ti porta, per quel che ti porta nelle ciliegie che ti porta. Bisogna sempre vedere i gesti nelle cose, le relazioni nel tempo, e nelle mani cogliere le somiglianze. A essere giusti bisogna dare grazia. Bisogna avere grazie. E’ difficile, scriverlo è difficile quando ci s’indirizza a chi è recluso. Questa grazia però bisogna apprendere, ovunque. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’altro giorno un uomo, uno dei disoccupati della mia terra che non mi fanno dormire la notte, mi diceva del pudore, del pudore della vita, dell’apprendere il pudore. Mi parlava del pudore in carcere, dell’apprendere il pudore in carcere. Ci è stato per ventuno anni. Persona educata, compita, accurata, nei gesti. Il pudore e la grazie. Dovremmo cominciare a parlarne. Dovremmo vederci su queste cose a Spoleto. Il pudore e la grazia, perché la giustizia è tra il pudore e la grazia, è avere pudore e dare grazia. Ingiusta è la giustizia che lascia al diritto il testo di regole da applicare senza pudore né grazia nel tempo della relazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ti abbraccio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giuseppe</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>19 giugno 2010</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Terapie alternative nella cura dei tumori</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 11:26:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2010/11/brigantino.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-868" title="brigantino" src="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2010/11/brigantino-1024x682.jpg" alt="" width="1024" height="682" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La via che conduce alla LIBERTA&#8217; ha tante strade, viottoli e sentieri. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A volte sono camminate impervie, dove lupi feroci e trappole sono ovunque. Ma la loro esistenza ha un senso, perché implementa il tuo stesso campo di azione, e esalta le Potenzialità che porti con te.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il tema della GUARIGIONE è centrale in BORN AGAIN, e infatti abbiamo una vera esperta, grande Donna e Sciamana nell&#8217;anima che è Monica Benatti con la su rubrica, che sarà sempre di più un pilastro per questo sito.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La via della Guarigione è una delle manifestazioni della Libertà. La conquista ossia di un orizzonte di vita, che ti sembrava negato. La Libertà può operare ovunque. Quando parliamo di Gulag ad esempio, come in alcuni dei nostri ultimi post, parliamo anche di Libertà&#8230; anzi la Libertà è centrale. Riuscire a salvarguardare la propria dignità fondamentalle anche in contesti abominevoli, come Lager e Gulag. O, come insegnava Viktor Frannkl, che anche in grazie alla sua esperienza nei campi di concentramento ideò la logoterapia&#8230; abbiamo sempre la possibilità di potere scegliere come vivere qualunque evento, anche il più estremo e di potere da esso creare valore.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ECCO BORN AGAIN, QUESTO SPAZIO ANCORA GIOVANE E INCOMPLETO.. E&#8217; INNAMORATO DI QUESTE PAROLE.. CREARE VALORE&#8230;.  LA NOSTRA REALTA&#8217; OPERA COSTANTEMENTE VERSO LO SPEGNIMENTO, L&#8217;ANNICHILIMENTO, LA MISTIFICAZIONE, E IL DEPAUPERAMENTO VITALE. DIFENTA DECISIVO DARE NUTRIMENTO A TUTTO CIO&#8217; CHE PERMETTE AL VALORE DI ESSERE E ESPANDERSI.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Libertà è anche CONOSCENZA. In 1984 di  George Orwell, Winston Smith a un certo punto scrive &#8220;Al passato o al futuro, al tempo in cui il pensiero sarà libero&#8221;. Diffondere la conoscenza, perché la conoscenza sia al servizio dell&#8217;Uomo, e non di elité, oligarchie, interessi, pensieri consolidati.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sapendo che questo comporta sempre un rischio. Il rischio che si possano diffondere anche corbellerie, atrocità, o mistificazioni. La libertà della Conoscenza, porta sempre con sé il rischio dell&#8217;eterogenesi dei fini.. o delle &#8220;intrusioni&#8221; di finte illuminazioni e liberazioni che in realtà risultino alla fine mascherata e fandonia. Ma è un rischio che va colto.. Ti si deve chiedere certo la maggiore etica e controllo possibile delle fonti, il volere davvero avere sguardo pieno e largo.. ma il rischio non lo elimini mai.. non potrai mai sapere tutto. Non potresti sapere tutto neanche se vivessi mille anni e avessi ogni giorno di cento ore. Nonostante questi rischi la Conoscenza va diffusa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E veniamo alla Guarigione. Qui ti scontrerai con mille ostacoli. Perché è tutto dannatamente complicato. Nonostante negli ultimi tempi, per certi aspetti si sono allargate le maglie del pensiero ortodosso, gran parte della terapia medica risponde ancora a logica convenzionali e consolildate e fa muro, fa quadrato verso tutto l&#8217;irrompere di Altro. A complicare il piano sta poi, l&#8217;inevitabile consapevolezza che non tutto l&#8217;Altro ha il medesimo valore.. e che, soprattutto, non lo ha verso tutti. Vi sono ad esempio terapie alternative che magari su alcune persone hanno un effetto straordinario, risolvono il problema alla radice, lo spazzano completamente via. Ma quelle stesse terapie magari su altri inciderebbero poco. Su alcuni poi potrebbero essere addirittura dannose. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E poi c&#8217;è terapia e terapia. Alcune comunque sia godono di una maggiore autorevolezza e stima (parlo al di fuori del campo medico ufficiale), o comunque hanno dalla loro tante voci, diffuse in mezzo mondo di persone che ci sono passate e le hanno apprezzate. Alcune terapie poi sono considerate fondamentalmente &#8220;positive&#8221;, ovvero alcuni guariranno.. altri magari miglioreranno blandamente&#8230; m praticamente nessuno ne sentirà particolari danni.. quindi sarebbero terapie fondamentalmente &#8220;senza rischio&#8221;.. come sembra sia quella con l&#8217;Aloe vera (ma non posso affermare questo con sicurezza totale naturalmente).</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La realtà comunque è che c&#8217;è ancora uno scetticismo enorme nelle strutture mediche stanard e nel pensiero medico ufficiale. Scetticismo che trova ampio ascolto nei media, e sostegni politici. E&#8217; vero anche che ci sono diversi ospedali d&#8217;avanguardia, nei quali si dà un certo spazio anche a ciò che proviene da mondi &#8220;alternativi&#8221;. Ma questi ospedali non devono portare a facili estensioni. La realtà di gran parte delle strutture mediche disseminate nel territorio.. diciamo.. dei &#8220;luoghi di cura di periferia&#8221;.. sono contesti quasi completamente spenti, ciechi e sordi a ogni novità e cambiamento. I malati malcapitati non sanno nulla.. nessuno quasi mai dirà loro  che esistono anche altre strade. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In questi luoghi vedrete file di malati tristi e depressi, accompagnati da parenti e familiari pieni d&#8217;ansia.. ad aspettare il loro turno in palazzi grigi e carichi di dolore.. con medici a volte scorbutici e approssimativi, a volte più cortesi e disponibili, ma stanchi anche essi, ingrigiti dalla routine, fatalisti e pienamente ortodossi. La realtà medica diffusa &#8220;di periferia&#8221; spesso è questa. Tanti malati ricevono una bella inizione di malessere e debilitazione solo già ad entrare in questi contesti e circuiti, solo già a fare file di ore, ritirare accertamenti, venire per mesi e mesi a fare una infinità di controlli, esami, controesami.. sentirsi scaricare addosso parole incomprensibili, diagnosi tremende, che annichiliscono solo con la pesantezza emotiva delle parole.. I malati si sentono come burro, plastilina friabile.. impotenti, soli, depressi, completamente allo sbaraglio.. rimbalzati come palline.. fragilissimi.. imploranti dinanzi a chiunque possa dargli una speranza, e disposti a seguire ciecamente ogni sussurro del medico.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PIENI DI PAURA, ANGOSCIA, SMARRIMENTO ABDICANO GIA&#8217;, SENZA SAPERLO, E SENZA AVERNE NEANCHE PARTICOLARE COLPA, A TUTTA UNA CAPACITA&#8217; GUARITRICE CHE IN ESSI SI POTREBBE RISVEGLIARE E METTERE IN AZIONE.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A ciò si aggiunge il fatto che gran parte della Conoscenza non viene loro data. Molte volte i medici proprio non ce l&#8217;hanno.. o se ce l&#8217;hanno, se sanno che esistonoa ltre strade.. non danno ad esse alcuna fiducia. E quando anche ce l&#8217;hanno, e hanno anche un minimo di apertura verso la possibilità benefica di alcuni approcci alternativi.. bene a volte sorgono questioni di carriera, di non &#8220;rovinarsi la piazza&#8221;, di non perdere clienti, di non attirarsi critiche, di non mettere a repentaglio vantaggi economici.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Naturalmente le eccezioni a questo sinistro quadro sono tante, tantissime.. ma onestà mi fa dire, che specie chi è costretto ad andare nei tanti ospedali &#8220;standard&#8221; diffusi per il territorio.. è questo contesto quello che rischia di incontrare.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>OSSIA TROPPE VOLTE IL &#8220;MONDO&#8221; &#8211; MODO-DI-CURA-UFFICIALE (INTESO COME INSIEME DI STRUTTURE, OPERATORI, PENSIERI VEICOLATI) DIVENTA PIU&#8217; CHE UN FATTORE DI GUARIGIONE.. UN ULTERIORE FATTORE DI MALATTIA.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ora veniamo al testo che vi presento. Ci sarebbe da fare adesso un lunghissimo discorso sui tumori. Che al momento vi risparmio.. anche perché potrà farvelo Monica.. o comunque si potrà fare in altri momenti, perché già il post ha toccato temi non facili e vi aspetta la lettura del testo che segue, il quale, sebbene interessantissimo, è però di spessore, e quindi implica una certa attenzione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dico solo che sui  tumori ci sono responsabilità diffuse e gravissime. Probabilmente, è opinione di tante persone e studiosi indipendenti.. e anche la mia.. ma è una opinione.. non il Vangelo.. abbiate sempre le vostre di opinioni. Informatevi, liberamente, e poi seguite sempre la vostra Voce Interiore. Probabilmente dicevo.. la  terapia ufficiale più diffusa contro i tumori.. LA CHEMIOTERAPIA.. è la terapia peggiore in assoluto che potrebbe essere attuata. Un indiscriminato (anche se da un pò di tempo esistono anche delle terapie di supporto e coadiuventi che mirano, almeno un pò, a limitare i danni) bombardamento cellulare al fine di estirpare le cellule tumorali. Come se per colpire una cellula terrorista annidata in un edificio della città, la bombardiamo selvaggemente riducendola come Dresda dopo i bombardamenti a tappeto degli Alleati durante la Seconda Guerra mondiale.. ossia un cumulo di macerie. Anche se poi il tumore lo spazzi via (cosa che non sempre, del resto, avviene) hai portato un tale stato di debilitamento, a un tale livello di sfinimento del sistema immunitario.. che rendi l&#8217;organismo di quella persona &#8220;permeabilissimo&#8221; a sviluppare tutta una serie di altre patologie.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sui tumori invece molte terapie &#8220;non ufficiali&#8221; hanno dato risultati sorprendenti, impressionanti.  Magari non con tutte le persone.. e là sorge il problema individuare QUALE terapia (o QUALI) per QUALE persona. Ma sono migliaia e miglia gli individui che ogni anno guariscono da malattie tremende, anche da quella malattie per le quali la medicina ufficiale spesso ti risponde di non avere strade o opzioni da offriti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma su queste cose c&#8217;è ancora un muro di gomma difficilissimo da oltrepassare. Sono in gioco interessi enormi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La via della Libertà è permettere che le persone possano SAPERE.. conoscere che esistono altre cure, altre terapie&#8230; altri Mondi oltre a quello che sembra essere l&#8217;unico Mondo consentito. La via della Libertà è mettere a disposizione informazioni e conoscenze, dare fonti e materiale, permettersi di fare una propria ricerca, valutazione e opinione.. e poi SCEGLIERE&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da sempre Inquisitori, Elité, Mandarini e Farisei di ogni rispa vedono come il fumo negli occhi tutto ciò.. perché il loro scopo è sempre il controllo della Conoscenza, e attraverso il Controllo.. il massimo potere possibile sugli esseri umani.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Andiamo alle terapie contro i tumori presenti in quella interessantissima pagina sul  WEB (che richiamo ancora una volta&#8230;</strong><a href="http://www.curealternativetumori.it/"><strong>http://www.curealternativetumori.it/</strong></a><strong>). Premetto che c&#8217;era una prima parte, di carattere più generale e contestualizzante. Probabilmente la riprodurrò più in là in un altro post, perché ci sarebbero state altre riflessioni da fare, e poi questo post sarebbe diventato elefantiaco. Comunque, per chi vuole già leggerla, basta che va al link che ho indicato precedentemente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alcune premesse vanno fatte. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;autore ha SELEZIONATO alcune terapie, in base a un processo di valutazione e apprezzamento. Ma naturalmente non sono TUTTE le terapie. Ce ne sono tante altre, come la terapia con l&#8217;Aloe vera.. o l&#8217;appicazione dell&#8217;urinoterapia.. terapie di carattere &#8220;vibrazionale&#8221;, ecc. Sebbene l&#8217;introduzione in questa lista, che l&#8217;autore ha preparato, è comunque indice di una certa affidabilità delle terapie indicate, questo non comporta necessariamente che tutte le terapie non indicate (e sono tante) siano di per ciò stesso non &#8220;affidabili&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Altra considerazione&#8230; le terapie presentate non sono sempre terapie RADICALMENTE ALTERNATIVE rispetto alla visione ufficiale.. in alcuni casi, come le primissime, possono essere e talvolta sono &#8220;complementari&#8221; alle cure ufficiali o, come nel caso della &#8220;terapia Di Bella&#8221;, pur essendo ostracizzata dall&#8217;establishment ufficiale, essa comunque ha principi  e metodi di azione che non rappresentano un radicale ribaltamento dei fondamenti ortodossi della medicina, rispetto ad altre terapie che sono.. potremmo dire.. più.. &#8220;rivoluzionarie&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Uno dei grandi meriti di questo testo che state per leggere, è che accanto ad ogni terapia vi sono degli indirizzi e dei numeri di telefono, per contattare i dottori che le praticano. Questo è davvero interessante e prezioso.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Viandanti che leggete queste pagine, ricordate sempre che ogni inquisitore ama i libri bruciati&#8230; e che ogni eretico ama la libertà.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vi lascio a questo interessante testo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<strong>Le Terapie Complementari e Alternative:</p>
<p>Ora verranno presentate una serie di terapie non ufficiali. Come è stato già detto in precedenza, verranno forniti gli indirizzi e i numeri di telefono più utili oltre alle indicazioni di base per ogni trattamento, mentre l’approfondimento di ognuno di questi verrà lasciato al paziente che quindi potrà decidere autonomamente quale percorso terapeutico intraprendere. Vorrei sottolineare ancora una volta che tale resoconto non può essere ritenuto completo ed esaustivo di tutte le possibilità terapeutiche di tipo complementare/alternativo esistenti. Ne sono state scelte una decina con criteri assolutamente personali con la comune caratteristica di possedere ragionevoli presupposti di validità e assenza di tossicità. La sincera speranza che la loro conoscenza possa rivelarsi utile almeno per qualcuno rappresenta il solo ed unico scopo di questa raccolta.</p>
<p>1. I trattamenti complementari di tipo ablativo.</p>
<p>Le metodiche ablative (così come l’ipertermia) dal momento che vengono praticate anche in strutture pubbliche, avrebbero dovuto essere menzionate all’interno dei trattamenti ufficiali. Tuttavia in questo resoconto sono state inserite tra le cure complementari in quanto ancora poco conosciute, poco valorizzate e poco utilizzate nella maggior parte degli ospedali italiani.</p>
<p>Le diverse tecniche ablative consentono di asportare il tumore provocando, attraverso il calore, una necrosi delle cellule maligne. Al contrario delle terapie sistemiche, che agiscono su tutto il corpo contemporaneamente, come ad esempio la chemioterapia, le metodiche ablative possono essere considerati trattamenti localizzati e specifici. Di conseguenza sono maggiormente indicate a scopo curativo per alcuni tumori non ancora avanzati e diffusi, soprattutto quando la chirurgia non può essere attuata. Per le neoplasie avanzate invece possono essere utilizzate, ma a scopo palliativo.</p>
<p>I tessuti tumorali più facilmente aggredibili dalle tecniche ablative sono quelli del polmone (tumori primari o secondari, cioè metastasi polmonari provenienti da altri tipi di tumore) e del fegato (tumori primari o secondari), ma le nuove sperimentazioni lasciano sperare anche in un futuro utilizzo per i tumori del rene, della prostata e per lenire il dolore nei casi di metastasi ossee.</p>
<p>a) L’ablazione a radiofrequenza (o radioablazione).</p>
<p>È una tecnica nella quale attraverso la cute si inserisce una sonda, dalla quale vengono fatti fuoriuscire degli elettrodi che emettono onde elettromagnetiche ad alta frequenza. Queste onde provocano un riscaldamento della parte irradiata, cosicché il tessuto tumorale viene necrotizzato per coagulazione, lasciando intatto il tessuto sano circostante. Il posizionamento degli elettrodi sul bersaglio viene controllato radiologicamente (ad esempio con la TAC). La tecnica consente di agire anche su metastasi plurime, benché di dimensioni non superiori a 3-4 cm di diametro l´una.</p>
<p>Rispetto ad un normale intervento chirurgico, l´eliminazione del tumore tramite ablazione è una pratica molto meno invasiva, richiede una breve convalescenza e può essere eseguita in anestesia locale. Inoltre può essere ripetuta più volte ed associata a chemioterapia. Una ricerca condotta all´università di Pisa e guidata dal Dr Riccardo Lencioni, su un centinaio di soggetti inoperabili chirurgicamente, ha dato risultati incoraggianti.</p>
<p>Oltre all´università di Pisa, l´ablazione a microonde viene praticata con successo in tanti altri ospedali italiani.</p>
<p>Ad esempio nei dintorni di Roma è possibile contattare:</p>
<p>* il Dr Bizzarri, presso l´ospedale Regina Apostolorum di Albano Laziale al numero 06/93298118<br />
* il centralino, o direttamente il reparto di oncologia dell´ospedale Madre Giuseppina Vannini,<br />
al numero 06/242911.</p>
<p>b) L´abalzione a microonde.</p>
<p>Rispetto alla classica ablazione a radiofrequenza è senz´altro più innovativa. Consente l´asportazione di grandi aree di tessuti molli (fegato e polmoni), fino a circa 8 cm in un´unica seduta. È indicata in tutti quei casi in cui non risulta possibile l´intervento chirurgico, è minimamente invasiva e dura circa 10 minuti. L´energia a microonde produce calore, generato attraverso la vibrazione delle molecole d´acqua, causando così la coagulazione dei tessuti tumorali e lasciando intatti i tessuti sani.</p>
<p>Un nuovo strumento ideato a questo scopo ha ricevuto da poco tempo la certificazione CE e soddisfa la Direttiva dell´Unione Europea per gli strumenti in campo clinico, ed è ora ritenuto il primo sistema di ablazione a microonde disponibile a livello mondiale. Il suo nome è Evident microwave ablation system.</p>
<p>In Italia, per ora sono pochi i centri ospedalieri che lo utilizzano:</p>
<p>1. Dr Gianpaolo Carrafiello, Dottore in Medicina e Professore Associato di Radiologia all´Università dell´Insubria a Varese. Per contattarlo è possibile telefonare alla stessa università di Varese.</p>
<p>Tel. 0332/278763</p>
<p>Tel. 0332/393470</p>
<p>fax 0332/263104</p>
<p>e-mail: </strong><a href="mailto:Gianpaolo.carrafiello@uninsubria.it"><strong>Gianpaolo.carrafiello@uninsubria.it</strong></a><strong></p>
<p>Prof. Salvatore D’Angelo</p>
<p>Ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino, Unità Fegato</p>
<p>Tel. 0825/203252</p>
<p>Tel. 0825/203268</p>
<p>Tel. 0825/203237</p>
<p>2. L’ipertermia.</p>
<p>Recentemente l’ipertermia è entrata nel Prontuario Terapeutico Nazionale, codificata al numero 9985.2, quindi è una terapia riconosciuta dal sistema sanitario italiano. Tuttavia nell’ambito di questo resoconto è stata inserita, al pari delle tecniche ablative, tra le terapie non ufficiali, in quanto anche questa ancora poco conosciuta, poco valorizzata e poco utilizzata. Non sono molti, infatti, gli ospedali italiani che ne fanno uso e, nella maggior parte dei casi, senza nutrire troppe aspettative. Al contrario in Germania e Olanda esistono dei centri dove viene praticata con successo da tanti anni, spesso in associazione con le terapie convenzionali.</p>
<p>Per ipertermia si intende il riscaldamento controllato (per circa 1 ora) dei tessuti fino a 42-43° C, temperature in cui le cellule tumorali vanno incontro a morte. Per ottenere questo risultato esistono diverse tecniche, ma non tutte funzionano allo stesso modo, non tutte si dimostrano ugualmente efficaci. È necessario selezionare la tecnica più idonea a seconda del tipo di tumore, senza mai prescindere dalle condizioni generali del malato. Gli effetti collaterali sono minimi ed è ripetibile nel tempo. È generalmente indicata per tutti i tipi di tumori solidi (quindi non per i tumori del sangue).</p>
<p>Per ottenere l’innalzamento della temperatura vengono utilizzati campi elettromagnetici a radiofrequenza, focalizzati da apposite antenne, dette applicatori. La frequenza più utilizzata è di 13,56 MHz.</p>
<p>Oltre l’azione antitumorale diretta, l’ipertermia ha anche un’importante azione coadiuvante con le terapie convenzionali. Più precisamente la radioterapia in associazione con l’ipertermia induce un effetto radiosensibilizzante, con un incremento di efficacia di una volta e mezzo fino a tre volte rispetto alle sole radiazioni ionizzanti. L’interazione invece con la chemioterapia permette una maggiore penetrazione dei farmaci citotossici all’interno delle cellule grazie ad un aumento della permeabilità cellulare conseguente all’innalzamento della temperatura. In sostanza, potenziando gli effetti delle terapie convenzionali è possibile diminuire il dosaggio dei chemioterapici e delle radiazioni ionizzanti, diminuendo così i pesanti effetti collaterali. Inoltre l’innalzamento della temperatura corporea stimola anche il sistema immunitario attraverso la liberazione di sostanze immunoregolatrici, le citochine, che hanno un effetto protettivo per l’organismo. Uno dei massimi esperti mondiali di ipertermia, il Professor Paolo Pontiggia ematologo e oncologo all’Università di Pavia riferisce che il calore produce la rottura del Dna delle cellule tumorali. Più precisamente i vasi tumorali, privi dell’impalcatura muscolare, non consentono per mancanza di elasticità, quella vasodilatazione fisiologica che permette un’adeguata dissipazione del calore introdotto. In tal modo il calore rimarrebbe intrappolato nelle lesioni tumorali, provocandone la morte. Lo stesso professore sostiene che nel 30% dei casi il tumore regredisce, in un altro 30% si arresta temporaneamente, e in un 5% si guarisce.</p>
<p>Non è indicato ricorrere all’ipertermia solo nei casi in cui è presente un forte versamento pleurico, ascite e nei casi in cui l’organismo del malato è talmente debilitato da non consentire una normale risposta immunitaria.</p>
<p>Presso l’Istituto di Medicina Biologica (IMBIO di Milano tel. 02/58300445 – fax 02/58300670)<br />
il reparto di oncologia, guidato dal Dr Mancuso cura regolarmente i malati di tumore con l’ausilio di ipertermia e immunoterapia biologica in associazione alle terapie convenzionali.</p>
<p>Per avere maggiori informazioni sugli ospedali italiani o sui centri privati dove viene praticata con maggiore regolarità e professionalità, ci si può rivolgere all’Associazione Europea di Ipertermia (ASSIE).</p>
<p>Tel. 0381/329752</p>
<p>Fax 0381/32975</p>
<p></strong><a href="mailto:info@assie.it"><strong>info@assie.it</strong></a></p>
<p><a href="http://www.assie.it/"><strong>www.assie.it</strong></a></p>
<p><strong>3. Immunoterapia Biologica.</p>
<p>L’immunoterapia è una terapia riconosciuta e applicata in senso complementare alle terapie convenzionali, ma occupa un ruolo marginale nell’ambito delle terapie antitumorali ufficiali. Di conseguenza il suo reale utilizzo nella maggior parte delle strutture pubbliche italiane rimane molto limitato. Le modalità attraverso cui si può riuscire ad ottenere una attivazione immunitaria possono essere diverse, ma in tutti i casi, il principio che ne è alla base, cioè il potenziare le difese naturali dell’organismo, può rivelarsi di fondamentale importanza per i malati di tumore. L’attivazione di una risposta immunitaria, oltre ad agire in modo diretto verso la malattia, può servire da supporto per l’organismo debilitato e immunosoppresso sia dall’evoluzione del tumore che dagli effetti collaterali delle terapie convenzionali. Pertanto l’immunoterapia trova una sua collocazione logica sia come terapia anticancro che come terapia coadiuvante le terapie ufficiali. L’efficacia della risposta immunologica sarà proporzionale alle risorse che l’organismo ha ancora a disposizione per combattere. Ciò significa che quando la malattia è molto avanzata e l’organismo è troppo immunosoppresso da tanti cicli di chemioterapia, radioterapia o in seguito ad importanti interventi chirurgici, è molto difficile sperare in una attivazione immunitaria. Pertanto viene consigliato di intraprendere tali terapie immunologiche in concomitanza o addirittura in anticipo a quelle ufficiali. In alcuni tipi di tumori particolarmente aggressivi o in stadi avanzati, laddove la guarigione non può essere un obiettivo raggiungibile, le terapie immunologiche affiancate a quelle tradizionali, possono contribuire ad allungare la sopravvivenza e a migliorare la qualità di vita del paziente. In questo resoconto verranno mensionate 4 diverse fonti (tra pubbliche e private) che si occupano di Immunoterapia Oncologica.</p>
<p>1) Già nel 2004, presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, è sorta una nuova “divisione di immunoterapia Oncologica”. Il programma di attività dell’Unità, nell’ambito della gestione complessiva del paziente oncologico, sia per quanto riguarda l’inquadramento diagnostico che la terapia, in aggiunta ai trattamenti chemioterapici convenzionali attualmente disponibili e di provata efficacia, prevede un forte impegno nella ricerca clinica. Il programma di attività è quindi finalizzato a rendere disponibile ai vari pazienti che afferiscono all’unità le più recenti terapie farmacologiche e immunologiche. A tale scopo sono già attivi diversi protocolli di terapia medica in collaborazione con le maggiori istituzioni oncologiche nazionali ed estere. Le nuove modalità di terapia biologica ed immunologica basate sulla caratterizzazione biomolecolare delle neoplasie di ciascun singolo paziente sono svolte al fine di personalizzare il più possibile l’intervento terapeutico. Per maggiori informazioni è possibile contattare l’Università Senese presso i seguenti numeri:</p>
<p>tel. 0577/586336</p>
<p>fax 0577/586303</p>
<p>responsabile: Dr Michele Maio (0577-586335)</p>
<p>e-mail: </strong><a href="mailto:istitutotoscanotumori@regione.toscana.it"><strong>istitutotoscanotumori@regione.toscana.it</strong></a><strong></p>
<p>e-mail: </strong><a href="mailto:m.maio@ao-siena.toscana.it"><strong>m.maio@ao-siena.toscana.it</strong></a><strong></p>
<p>2) Un medico oncologo di nome Giuseppe Zora, già nel 1975, controcorrente ed ostacolato da tutti, iniziò una serie di esperimenti in vitro ed in vivo sulle linee sperimentali immunologiche. Nel 1982 cominciò a distribuire il suo prodotto, un ibrido biologico innocuo, non tossico che permetteva un ampio spettro di modulazione immunologica. Da quella data, per circa dieci anni, il dr Zora è stato perseguitato a livello giudiziario. Poi dal 1992, il suo incubo è terminato, avendo registrato il suo prodotto (Adjuvant Plus) in Svizzera come specialità medicinale.</p>
<p>Decine di migliaia di pazienti in Italia e in tutta Europa lo utilizzano con ottimi risultati. Per maggiori informazioni è possibile contattare la Fondazione Raphael in Svizzera e parlare direttamente con il Dr Zora. L’azione del farmaco immunologico di tipo omeopatico &#8211; biologico “Adjuvant Plus” del Dr Zora svolge una duplice funzione: una azione antitumorale che si esplica attraverso l’attivazione del sistema immunitario del paziente ed un’azione di supporto mirata a limitare i danni immunosoppressivi dei farmaci chemioterapici. Quindi è particolarmente indicata come terapia adiuvante la chemioterapia. La terapia può essere anche associata alla multiterapia Di Bella.Tale sinergia di trattamento può essere valutata parlandone con il Dr Zora. La terapia consiste in fiale intramuscolo, il cui dosaggio e somministrazione va personalizzata in base alle caratteristiche di ogni paziente. Contattando il Dr Zora e inviando una relazione clinica sul paziente, sarà lui stesso a prescrivere la terapia più adeguata. La preparazione e la spedizione del farmaco avviene in tempi rapidissimi da una farmacia specializzata nella Repubblica di San Marino dietro prescrizione del Dr Zora (S.M.A. s.a. tel.0549-909532).<br />
Il costo della terapia è abbastanza accessibile a tutti.</p>
<p>tel. 0041/793370630</p>
<p>tel. 0041/916306245</p>
<p>tel. 0041/793370630</p>
<p>fax 0041/916306247</p>
<p>e-mail: </strong><a href="mailto:zora.giuseppe@ticino.com"><strong>zora.giuseppe@ticino.com</strong></a><strong></p>
<p></strong><a href="http://www.fondazioneraphael.ch/"><strong>www.fondazioneraphael.ch</strong></a></p>
<p><strong>3) La “Sinterapia” è un’attivazione immunologica personalizzata tramite il vaccino BCG. Questa terapia consiste in iniezioni intraepiteliali eseguite in tempi e diluzioni personalizzate in base alla reattività immunologica del paziente e monitorata con esami ematochimici e con visite cliniche. il vaccino BCG è il vaccino usato comunemente per prevenire la tubercolosi (bacillo di Calmette e Guerin) ed utilizzato insieme all’indoxen (indometacina, un antinfiammatorio) riesce a potenziare le difese naturali dell’organismo. Il paziente deve essere sottoposto a tali iniezioni prima e dopo ciascun ciclo di chemioterapia, radioterapia, ormonoterapia o intervento chirurgico. Attraverso un esame delle sottopopolazioni linfocitarie, che si può eseguire gratuitamente solo in alcuni centri specializzati (vicino Roma c’è quello di Palidoro), dietro prescrizione del medico curante, è possibile capire in anticipo se nell’organismo debilitato del paziente (dalla malattia e dalle terapie citotossiche) c’è ancora la possibilità di poter attivare una risposta immunitaria sufficiente per combattere il tumore. Il medico che prescrive la terapia personalizzata e ne segue l’andamento è il Professor Saverio Imperato di Monza. Contattando il Professor Imperato si riceveranno tutte le indicazioni necessarie per iniziare il trattamento. Il professore ha tre libere docenze: immunologia, patologia generale e microbiologia e cura da circa trent’anni con successo i malati di tumore. Il costo della terapia è accessibile a tutti.</p>
<p>Per informazioni contattare i seguenti numeri:</p>
<p>lo studio del Professore è in via Biancamano 1, 20052 Monza</p>
<p>tel.039/740587</p>
<p>cell. 349/6650859 (Sig.ra Daniela Rigolio) dalle 14,30 alle 17,30</p>
<p>e-mail: </strong><a href="mailto:sinterapia@gmail.com"><strong>sinterapia@gmail.com</strong></a><strong></p>
<p></strong><a href="http://www.sinterapia.it/"><strong>www.sinterapia.it</strong></a></p>
<p><strong>4) Già nel 1921, Rudolf Steiner, filosofo e medico tedesco, individuò nel vischio un valido rimedio anticancro. Alla clinica Lukas Klinik in Svizzera, a partire dagli anni 80 i preparati a base di vischio sono stati sottoposti ad indagine scientifica classica. Il meccanismo d’azione è il seguente: il vischio contiene le lectine, sostanze che hanno la capacità di legarsi alle cellule tumorali e stimolare le cellule del sistema immunitario a distruggerle. In un articolo apparso sulla rivista “Oncology” del 1986 viene spiegato che già a ventiquattr’ore dalla somministrazione di vischio si evidenzia un aumento del numero e dell’attività dei linfociti natural killer, aumentano i livelli di fattori di necrosi tumorale, le interluchine e l’attività dei macrofagi. Per eventuali approfondimenti si suggerisce di contattare:</p>
<p>* Associazione antroposofica Rudolf Steiner, con sede a Milano Tel. 02/6595558</p>
<p>* Lukas Klinik con sede in Svizzera Tel. 0041/61723333</p>
<p>* AMOS (Articoli Medicinali Omeopatici Svizzeri) con sede a milano Tel. 02/40090132</p>
<p>* Dr Rosiello Massimo con sede a Roma Tel. 06/3053269</p>
<p>4. SSM Vaccino di Maruyama.</p>
<p>Il vaccino S.S.M. di Maruyama (Specific Substance Maruyama) è un vaccino biologico (un estratto dai germi umani di tubercolosi), sotto forma di fiale, la cui azione si esplica inducendo una sorta di atrofizzazione o incapsulamento delle lesioni tumorali, attraverso una profonda produzione di fibre di collageno. In tal modo svolge un’azione di inibizione dello sviluppo e di proliferazione metastatica della malattia. La terapia ha origini giapponesi e viene utilizzata come terapia alternativa in giappone da più di trenta anni. Esiste un sito non ufficiale dalla traduzione non troppo chiara che spiega più dettagliatamente come funziona.</p>
<p>Le maggiori garanzie di efficacia da parte di questo vaccino provengono dalle testimonianze dirette dei pazienti. In particolare ho avuto modo di parlare personalmente al telefono con una donna italiana di 49 anni alla quale all’età di 20 anni avevano diagnosticato un osteosarcoma avanzato con metastasi polmonari con una prognosi di pochi mesi di vita. La donna non intraprese alcun trattamento convenzionale, bensì solo il vaccino di Maruyama. La donna, dopo 30 anni è ancora in ottima salute. Ha ancora le metastasi polmonari, ma risultano atrofizzate, non attive. I medici dell’ospedale italiano dove era stata seguita dissero che probabilmente avevano sbagliato diagnosi o che si era trattato di una guarigione miracolosa, ma in nessun modo ammisero la possibilità che il vaccino giapponese potesse aver funzionato.</p>
<p>Per entrare in contatto con la struttura in Giappone dove viene preparato il vaccino basta telefonare ed inviare dei dati, ma è necessario conoscere bene l’inglese e saper tradurre il referto clinico dell’ospedale con la diagnosi. Qui di seguito vengono riportate le cose da fare per contattare la struttura:</p>
<p>il sito non ufficiale è:<br />
</strong><a href="http://www.tim.hi-ho.ne.jp/keisaku/index1.html"><strong>www.tim.hi-ho.ne.jp/keisaku/index1.html</strong></a></p>
<p><strong>il primo fax da inviare allo 0081 338 24 64 00 dovrà contenere la diagnosi tradotta in inglese, con più dati possibili sul paziente, e la “doctor’s letter of consent”, come viene descritto sul sito citato. Il medico di riferimento è il Dr Iida Kazumi della Nippon Medical School di Tokio.<br />
Il Dr parla bene l’inglese ma nel chiamare è doveroso tenere conto del fuso orario (8 ore avanti rispetto al nostro) e del fatto che chi risponde al telefono potrebbe non parlare affatto la lingua inglese. Pertanto si raccomanda di avvalersi di un interprete in grado di parlare bene il giapponese.</p>
<p>Il numero di telefono è 0081 338 22 21 31.</p>
<p>Nel fax è bene indicare quanto segue:<br />
To the attention af Dr Iida Nippon Medical School Object: payment for S.S.M. By:<br />
(nome, dati, telefono, indirizzo del paziente)</p>
<p>La traduzione in inglese della diagnosi e le condizioni generali del paziente.<br />
La firma del proprio medico curante che intende richiedere la terapia nel caso sussistano le condizioni per iniziarla (è bene quindi attendere una risposta in merito dal Dr Iida).</p>
<p>Sul fax si deve allegare la documentazione del pagamento: 30.000 yen per le prime 4 scatole di fiale<br />
(compreso il trasporto).<br />
Ovviamente prima di pagare è bene assicurarsi che il Dr Iida abbia dato il consenso all’inizio della cura.</p>
<p>I dati per effettuare il pagamento sono:</p>
<p>beneficiario – Nippon Medical School</p>
<p>banca beneficiaria – bank of Tokio</p>
<p>filiale – Hongo Branch codice banca/swift – BOTKJPJT c/c – 3696841<br />
motivo del pagamento – payment for SSM (più nome e dati del paziente)</p>
<p>In genere non spediscono le fiale finchè non è arrivato il pagamento, quindi è bene inviare un fax di conferma del pagamento avvenuto e telefonare per accertarsi che inviino le fiale. Per la spedizione ogni volta occorrono almeno tre settimane, quindi è bene organizzarsi in anticipo senza aspettare di aver terminato le fiale per ordinare quelle nuove. Nei fax successivi occorrerà inviare, oltre alla solita conferma del pagamento, anche il modulo compilato presente all’interno di ogni confezione, riguardante gli esami clinici richiesti. Il modulo dovrà essere timbrato e firmato dal medico che segue la cura e che ha richiesto il trattamento.</p>
<p>5. La Terapia Di Bella.</p>
<p>La Multiterapia Di Bella (MDB) è probabilmente la cura alternativa ai tumori più conosciuta. Si prefigge di ridurre le dimensioni della neoplasia o di arrestarne o rallentarne la crescita e comunque in tutti i casi di migliorare la qualità di vita del paziente. Tutto questo senza ricorrere a trattamenti particolarmente aggressivi, tanto da essere ben tollerata nella maggior parte dei casi anche per lunghi periodi di tempo. L’efficacia della terapia può dipendere da numerosi fattori. Oltre alle variabili individuali di ogni malato, e il tipo di neoplasia, è importante che venga iniziata il più precocemente possibile e preferibilmente in assenza di altri trattamenti immunosoppressori (come la chemioterapia).</p>
<p>La terapia consiste di almeno quattro farmaci che devono essere assunti agli orari prescritti dal medico. In associazione a questi farmaci ne vengono talora aggiunti altri sulla base dell&#8217;origine della malattia e dell&#8217;eventuale presenza di metastasi o di altre complicanze. I quattro farmaci principali sono: uno sciroppo galenico a base di vitamina E e di vitamina A, la bromocriptina o altro farmaco analogo, la melatonina che deve essere rigorosamente coniugata con adenosina in percentuali ben precise e la somatostatina che può essere in alcuni casi sostituita da un suo analogo di sintesi. Lo scopo principale della terapia è quello di modificare l&#8217;ambiente intorno al cancro rendendoglielo ostile in maniera che esso non riesca a svilupparsi e arresti la propria crescita o addirittura muoia. Inoltre le cellule sane, stimolate da alcuni principi attivi della terapia, vanno invece incontro ad un potenziamento delle loro funzioni e diventano più forti ed in alcuni casi più aggressive nei confronti della malattia.</p>
<p>Nel 1998 è iniziata una sperimentazione ufficiale sulla terapia Di Bella voluta, a seguito delle manifestazioni popolari a favore di questo trattamento, dal Ministero della Sanità italiano. Dopo alcuni mesi tale sperimentazione è stata considerata fallita nel senso che gli organi competenti della medicina ufficiale, ai quali era stato delegato il compito di valutarne l&#8217;efficacia e l&#8217;attività, hanno affermato che la terapia Di Bella non è dotata di sufficiente attività antitumorale da giustificare un proseguimento della sperimentazione su altri pazienti. Cosa si intende per sufficiente attività antitumorale ? Se infatti si intende l’ottenimento di una risposta parziale, vale a dire una riduzione del 50% del tumore, è chiaro come essendo stati arruolati pazienti con patologia molto avanzata, fosse un obiettivo troppo difficile da raggiungere. Il fatto che taluni di questi pazienti abbiano comunque ottenuto una risposta minima non è stato tenuto per nulla in considerazione. Così come non è stato considerato che con molta probabilità quegli stessi pazienti avrebbero ottenuto risposte minime anche con le terapie convenzionali. In ogni caso non avendo ricevuto un risultato convincente e definitivo, la sperimentazione è stata sospesa e con questo evento è stato definitivamente messa la parola fine alla possibilità che la MDB potesse divenire ufficialmente una cura per il trattamento dei tumori al pari delle altre.</p>
<p>Giudicare l’efficacia della MDB rispetto a quella delle terapie ufficiali è impossibile. Forse è addirittura sbagliato porsi un quesito del genere, nel senso che per un certo tipo di tumore potrebbe risultare più efficace l’una dell’altra, ma per un altro tipo potrebbe accadere l’opposto.</p>
<p>Al di là dell’efficacia terapeutica una cosa è certa: la MDB ha rappresentato un approccio terapeutico alla cura dei tumori totalmente diverso dai precedenti, avendo il pregio di considerare la cura non più solo come un modo per sopravvivere più a lungo possibile, quanto nel modo migliore possibile. Una terapia non più impostata sul farmaco dall’azione devastante, in grado di distruggere tutto, quanto su un insieme di farmaci e vitamine ben calibrati che agiscono in sinergia e nel rispetto dell’organismo malato. La MDB infatti può essere eseguita a casa del paziente stesso grazie alla semplice collaborazione dei familiari e, per i soggetti autosufficienti, anche in perfetta autonomia, senza ricorrere all&#8217;aiuto di alcuno. È inoltre compatibile con una qualità di vita perfettamente normale tanto che sono molti i pazienti in età lavorativa che la praticano senza avere alcun disagio nello svolgimento della loro professione. In poche parole, con la terapia Di Bella, si realizza una &#8220;convivenza migliore con la malattia&#8221; dando la possibilità al paziente di combattere la sua battaglia in modo più dignitoso, senza essere gravato da pesanti effetti collaterali.</p>
<p>Le difficoltà di curarsi con la terapia Di Bella sono principalmente legate al fatto di non potersi curare all’interno di una struttura pubblica. Di conseguenza l’approvvigionamento di alcuni farmaci e i costi più o meno alti non ne consentono un ampio utilizzo.</p>
<p>Per chi volesse approfondire la conoscenza della terapia Di Bella e valutare la possibilità di curarsi essendo certo di non cadere nelle mani sbagliate (i medici che si spacciano come “dibelliani” senza averne il titolo sono tanti) può rivolgersi ai seguenti numeri:</p>
<p>tel. 338/4683410 (Ivana Maccione)</p>
<p>tel. 335/5311146 (Patrizia Mizzon)</p>
<p>6. Il metodo Pantellini.</p>
<p>L’ascorbato di potassio. Il metodo del Dott. Gianfranco Valsé Pantellini nacque da un caso fortuito, o per meglio dire, da un errore. Nel 1947, il Dott. Pantellini consigliò ad un malato di cancro inoperabile allo stomaco, con prognosi di pochi mesi di vita, di bere limonate con bicarbonato di sodio al fine di calmare i forti dolori. Dopo un anno, lo rivide perfettamente ristabilito (il paziente morì infatti d&#8217;infarto vent&#8217;anni più tardi). Al momento di esaminare le radiografie, pensò che si trattasse di quelle di un altro. Cos&#8217;era successo? Il paziente, per errore, non aveva usato il bicarbonato di sodio, ma quello di potassio. &#8220;Ebbi come una botta in testa&#8221;, raccontò un giorno Pantellini. &#8220;Feci delle separazioni di limone ed esperidati dei vari acidi presenti e mi accordai con dei colleghi medici, per sperimentarli su alcuni malati di cancro, ormai in fase terminale, che volontariamente si offrirono di assumere, per via orale, citrato di potassio, tartrato di potassio ed esperidato di potassio: non ottenni purtroppo alcun effetto. Quando poi somministrai ai malati l&#8217;ascorbato (vitamina C) di potassio, conseguii i primi riscontri positivi”. Proseguendo nella terapia, i malati di cancro presentavano apprezzabili miglioramenti, già nell&#8217;arco di 10-15 giorni. Il dolore scompariva, o quantomeno si attenuava, ed il paziente era in grado di riprendere la propria attività lavorativa. In alcuni soggetti, ancora oggi, a distanza di 40 anni, non risulta alcuna presenza del tumore. Pantellini proseguì le sue ricerche per quarant&#8217;anni, scoprendo che l&#8217;ascorbato di potassio trovava applicazione anche in alcune malattie degenerative ed autoimmuni. Continuò a tenere conferenze, partecipò a vari congressi di oncologia, pubblicò le sue scoperte su riviste mediche, curò con successo migliaia di persone. Risultato? Alcune denunce da parte dell&#8217;Ordine dei Medici (assolto), problemi a non finire, diffamazioni; ma l&#8217;aspetto più grave è che in tutti questi anni, Pantellini non è mai stato preso in considerazione dalla classe medica. Non viene confutato, semplicemente viene totalmente ignorato. Chi volete che abbia interesse a prescrivere l&#8217;ascorbato di potassio, un prodotto che costa poche decine di euro per un mese di terapia e che, oltre a tutto, non è brevettabile ? Di seguito viene riportato un discorso del Dr Pantellini fatto a 82 anni poco prima di morire:</p>
<p>&#8220;Nelle nostre cellule vi sono ogni attimo migliaia di reazioni chimiche<br />
simultanee, compresa la lotta tra gli enzimi chiamati<br />
superossidodismutasi ed i famosi radicali liberi detti i distruttori.<br />
Nel caso in cui i radicali dovessero aumentare od il gene che costruisce<br />
le SOD non funzionasse bene, entro 24 ore la cellula diventa<br />
cancerogena. Da una quarantina d&#8217;anni ho scoperto l&#8217;efficacia di una<br />
terapia antiossidante, che va in aiuto delle SOD, ed è l&#8217;Ascorbato di<br />
Potassio. Questo, attraverso la ristrutturazione della pompa<br />
sodio-potassio sulla membrana cellulare, penetra nella cellula non solo<br />
riportandovi il potassio che viene espulso dalla degenerazione, ma<br />
ricomponendo le catene dei messaggi genetici. La cellula, rimessa in<br />
ordine, non viene più attaccata dal cancro. Questo prodotto è come un<br />
integratore alimentare senza alcuna tossicità. I risultati clinici,<br />
attestabili, dimostrano che in 17 pazienti su 20, la riduzione della<br />
sintomatologia varia tra la completa guarigione e la regressione<br />
variabile. Nel caso dell&#8217;angioma, l&#8217;ascorbato blocca l&#8217;azione<br />
dell&#8217;ossigeno nelle cellule e ferma il processo. Anche il prof. Folkman<br />
negli USA ha messo a punto un sistema per combattere questa<br />
proliferazione di capillari, strangolandoli chimicamente con<br />
angiostatina ed endostatina. È una via parallela, ma la mia agisce<br />
dall&#8217;interno delle cellule come preventivo.<br />
Il rimedio c&#8217;è, il problema è che non costa nulla!<br />
In conclusione i risultati positivi, dove non ci sono tornaconti<br />
economici, stranamente non vengono considerati, mentre la chemioterapia<br />
distrugge l&#8217;organismo spesso prima del tumore.</p>
<p>La prevenzione dei tumori potrebbe essere per qualcuno, in termini<br />
economici, un danno incalcolabile. Sempre più studiosi sono daccordo col<br />
ginecologo tedesco Muller, secondo il quale il 70% dei nati morti, o<br />
focomelici, è dovuto ai farmaci&#8221;</p>
<p>Alcuni ricercatori del NIDDK (National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases) in alcuni esperimenti sui topi hanno scoperto che alte concentrazioni di ascorbato di potassio erano associate ad effetti antitumorali nel 75% delle linee cellulari tumorali. Più precisamente è stata osservata una riduzione della crescita tumorale e del peso dei tumori del 41-53%. Tuttavia, tra il 1979 ed il 1985, studi clinici sull´uomo in cui veniva somministrata vitamina C, controllati con placebo ed in doppio cieco, non confermarono effetti benefici.</p>
<p>Ancora una volta ci si trova dinanzi alla situazione dove una qual certa sostanza che sembra possedere un forte effetto antitumorale non viene riconosciuta dalla medicina ufficiale.Una sperimentazione seria sull´ascorbato di potassio non è stata mai condotta e probabilmente non lo sarà mai. Senz´altro le sostanze utilizzate da questa terapia sono totalmente atossiche. Per di più la vitamina C anche se assunta in alte dosi non può causare effetti indesiderati in quanto la parte in eccesso, che non può essere assorbita, viene naturalmente eliminata dall´organismo. Tuttavia l´ascorbato di potassio, andando ad agire sulla pompa sodio/potassio, è bene che venga assunto con il controllo costante di un medico.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p><strong>Per chi volesse approfondire questa terapia, è possibile contattare la:</p>
<p>Fondazione Internazionale Pantellini Via Mattioli, 55 Firenze Tel. 055 491835 Fax 055 499634</p>
<p></strong><a href="http://www.pantellini.org/"><strong>http://www.pantellini.org</strong></a></p>
<p><a href="mailto:e-mail:%20fondazione@pantellini.org"><strong>e-mail: fondazione@pantellini.org</strong></a></p>
<p><strong>La terapia con ascorbato di potassio prevede di assumere giornalmente 0,15 gr di acido ascorbico (vitamina C) in cristalli puri, conservati in bustine di alluminio, 0,30 gr di bicarbonato di potassio in cristalli puri. Il tutto va mescolato in ½ bicchiere d’acqua minerale con un cucchiaino di plastica per ben 3 volte al giorno, 1 ora prima dei pasti principali. La preparazione e la spedizione delle sostanze in cristalli puri viene realizzata dalla Farmacia:</p>
<p>New Mercuri in via Celso 13/R a Firenze Tel. 055 482558 – 499504</p>
<p>7. C.R.A.P. (Complementare Riducente Antidegenerativa Puccio).</p>
<p>Nel maggio del 1999, dopo 12 anni di studi, un ricercatore siciliano, Giovanni Puccio, con l’aiuto di alcuni medici, mise a punto una cura anticancro di tipo naturale, basata sul ripristino dell’equilibrio cellulare a livello acido/basico tramite delle sostanze ossido/riducenti.</p>
<p>Più precisamente la terapia antiossidante di Puccio si propone di riequilibrare il rapporto redox-omeostatico cellulare con l’intento di bloccare la formazione degli dei radicali liberi che sono all’origine del processo degenerativo del tumore.</p>
<p>Le ricerche di Puccio hanno portato a concludere che il cancro sia una conseguenza di un processo patologico che inizia molti anni prima all’interno dell’organismo e che si manifesta con un forte squilibrio elettrochimico, blocco delle pompe sodio/potassio e calcio/magnesio, abbassamento del potenziale di membrana, abbattimento del sistema immunitario e acidosi metabolica.</p>
<p>La terapia è in realtà una multiterapia, basata sull’attenta somministrazione di diverse sostanze. L’elemento principale è il GSH ovvero il “Glutatione ridotto” che esplica alcune funzioni fondamentali a livello cellulare.</p>
<p>Oltre al GSH la terapia prevede l’assunzione di acido ascorbico (vitamina C), bicarbonato di potassio (vedi Metodo Pantellini), selenio, coenzima Q10, vitamina E, licopene, betacarotene, aminoacidi essenziali (fosforo, magnesio, calcio, potassio, etc.) oligoelementi ed enzimi regolatrici e acetilcisteina, oltre ad una particolare alimentazione energetica.</p>
<p>Al termine del riequilibrio del rapporto redox-omeostatico che si raggiunge entro tre mesi circa, si attiverebbero naturalmente i linfociti NK natural Killer in un tempo stimato dai 4 ai 6 mesi. La riuscita del trattamento sembrerebbe legata allo status del substrato biologico del paziente, che spesso viene fortemente compromesso in seguito alle terapie citotossiche (chemioterapia). Al termine della remissione della patologia è prevista una terapia di mantenimento.</p>
<p>La complessità della terapia complementare riducente antidegenerativa di Puccio comporta che venga eseguita sotto osservazione medica, in quanto prevede un attento e continuo monitoraggio di diversi parametri, come il sottoporsi ad esami ematochimici ogni 10/15 giorni ed un esame dello stress ossidativo completo (che viene eseguito esclusivamente presso l’ IDI di Roma).</p>
<p>Recentemente, ad un convegno tenutosi a Palermo presso l’Hotel President in data 08/05/2006, un giudice di pace ha parlato in modo favorevole circa l’efficacia della terapia, ed è stato riportato un caso di guarigione sconcertante su un cancro al fegato del padre della Top Model Eva Riccobono.</p>
<p>La terapia, chiamata anche vaccino terapeutico E.M.M.A.NU.ELE., è stata anche sperimentata ufficialmente negli anni successivi in 5 paesi stranieri. Purtroppo non siamo venuti a conoscenza dei risultati di questa sperimentazione, ma per saperne di più è possibile contattare:</p>
<p>Associazione per la Ricerca Scientifica Via A. Cisalpino, 2 90128 Palermo<br />
per contatti diretti:</p>
<p>cell. 338/7773738 (Giovanni Puccio)</p>
<p>cell. 328//6369415 (Rossella Puccio)</p>
<p></strong><a href="mailto:e-mail:%20giovannipuccio@hotmail.com"><strong>e-mail: giovannipuccio@hotmail.com</strong></a></p>
<p><a href="mailto:e-mail:%20rossellapuccio@hotmail.com"><strong>e-mail: rossellapuccio@hotmail.com</strong></a></p>
<p><strong>Il comitato scientifico dell’associazione è rappresentato dal Dott. Santi Scola, Specialista in Ematologia Generale Clinica e di Laboratorio, Igiene e Medicina Preventiva, Orientamento Laboratorio e Patologia Clinica.</p>
<p>Da alcuni dati rilasciati dal Ministero della Salute e pubblicati sul Giornale di Sicilia del 03/06/2008 a pag. 7, si è potuto constatare che la Sicilia registra il 15% di decessi in meno per tumore rispetto alla media nazionale nonostante il consumo dei farmaci antitumorali sia il 6% in meno. Questi dati potrebbero far pensare ad una reale efficacia della terapia che essendo abbastanza conosciuta in Sicilia, viene utilizzata quasi esclusivamente in questa regione.</p>
<p>8. La graviola (annona muricata).</p>
<p>L’annona Muricata, comunemente chiamata “Graviola”, è una pianta della foresta amazzonica che sembrerebbe possedere delle importanti proprietà antitumorali. L’uso del condizionale è d’obbligo, in quanto, malgrado diversi studi di laboratorio abbiano evidenziato tali proprietà, non è mai stato condotto uno studio sugli esseri umani che ne comprovasse l’efficacia.</p>
<p>Di seguito viene riportato uno dei tanti testi che si trovano su internet sull’argomento: “Da oggi il futuro del trattamento del cancro e le possibilità di sopravvivenza sembrano molto più promettenti che mai. Il merito va ad una pianta che cresce in Amazzonia, nelle foreste pluviali del sud America: la GRAVIOLA (annona muricata). Molto probabilmente fra non molto tempo potremo cambiare opinione sulle possibilità di sconfiggere il cancro. Dagli estratti di questa potente pianta potrà essere possibile:</p>
<p>* Sconfiggere il cancro in tutta sicurezza con una terapia completamente<br />
..naturale che non provoca nausea, perdita di peso e di capelli.</p>
<p>* Proteggere il sistema immunitario ed evitare infezioni fatali.</p>
<p>* Sentirsi più forti e sani durante tutto il corso del trattamento.</p>
<p>* Aumentare la propria energia e migliorare l’aspettativa di vita.</p>
<p>Una grande e conosciuta industria farmaceutica statunitense per più di sette anni ha studiato e testato in laboratorio le proprietà della graviola. Non essendo riuscita a isolare e duplicare in una formula chimica brevettabile i due più potenti componenti della pianta e quindi non potendo trarre grandi profitti dalla vendita di un farmaco, l’azienda ha abbandonato il progetto evitando di rendere pubblico il risultato della ricerca. Siccome per legge non si possono brevettare le sostanze naturali (giustamente, la natura appartiene a tutti, non se ne possono brevettare le meraviglie), uno studio clinico che comporta investimenti per centinaia di migliaia o addirittura milioni di dollari deve avere poi un suo ritorno economico dalla vendita dei prodotti; nessuna casa farmaceutica condurrà mai degli studi su sostanze che poi chiunque potrebbe coltivare o raccogliere per preparare il proprio rimedio personale. Fortunatamente uno dei ricercatori di quella compagnia, pur condividendone gli obiettivi di profitto, non poteva accettare la decisione di nascondere al mondo questo unico killer del cancro.</p>
<p>Fu così che ascoltando la sua coscienza e rischiando la carriera decise di contattare e informare la Raintree Nutrition, una compagnia statunitense che si dedica alla ricerca, al raccolto e alla riforestazione di piante ed erbe nell’Amazzonia. La sua presidente è riuscita a guarire da una rara forma di leucemia proprio grazie alle piante della foresta pluviale.</p>
<p>Durante le sue ricerche la Raintree Nutrution ha scoperto che anche il NATIONAL CANCER INSTITUTE (NCI) nel 1976 aveva già verificato che gli estratti di questa pianta erano in grado di attaccare e distruggere le cellule maligne del cancro. Questo studio era però stato archiviato come un rapporto interno e mai reso pubblico.</p>
<p>Nonostante queste proprietà siano state scoperte già nel 1976, non è mai stato condotto uno studio su esseri umani, quindi nessuna sperimentazione a doppio cieco e altri test per verificare il valore del trattamento tale da essere pubblicato sulle riviste mediche e quindi universalmente accettato come terapia. In ogni caso, la graviola ha dimostrato di poter distruggere le cellule del cancro in altri 20 studi di laboratorio. Il più recente, condotto dalla Catholic University of South Corea agli inizi del 2001, ha rivelato che due composti estratti dai semi della graviola hanno mostrato una “citotossicità selettiva comparabile all’Adramycin” (un farmaco comunemente usato nella chemioterapia) per le cellule del cancro al colon e al seno, lasciando contemporaneamente intatte le cellule sane, al contrario di quello che si verifica con la chemioterapia.</p>
<p>In un altro studio, pubblicato sul Journal of Natural Products, ha dimostrato che la graviola non è solo confrontabile con l’Adriamicina, ma la supera clamorosamente negli studi di laboratorio. Un composto della pianta ha distrutto selettivamente le cellule cancerose del colon con una potenza 10.000 (diecimila!) volte superiore a quella dell’Adriamicina.</p>
<p>Anche i ricercatori della Purdue University hanno riscontrato che gli estratti delle foglie di graviola hanno eliminato le cellule del cancro in almeno sei tipi di tumore e sono state particolarmente efficaci contro le cellule del cancro alla prostata e del pancreas (!). Secondo un altro studio, sempre della Purdue University, estratti di questa pianta hanno isolato e distrutto le cellule del cancro al polmone.</p>
<p>Quindi, le domande più ovvie saranno: perché sono stati condotti solo studi di laboratorio e non sono state diffuse notizie così incoraggianti? Per il motivo già accennato all’inizio: non essendoci la possibilità di profitti derivanti dalla vendita di un brevetto di un medicinale chimico, nessuna compagnia farmaceutica investirà enormi risorse finanziarie per uno studio appropriato. Purtroppo questa è una realtà comune a gran parte delle terapie naturali. Incoraggiata da questi test di laboratorio, la Rain Tree Nutrition ha condotto ulteriori ricerche, anche con l’aiuto delle tribù dell’Amazzonia, per raccogliere e far riprodurre questa pianta. Oltre ad aver reso disponibile un preparato contenente la sola graviola, questa azienda ha sviluppato un prodotto chiamato N-TENSE che contiene il 50% di graviola ed il restante 50% una miscela di sei erbe con riconosciute proprietà anticancro: Bitter melon (Mormodica charantia), Esphinheira Santa (Maytenus illicifolia), Mullaca (Physalis angulata), Vassourinha (Scoparia dulcis), Mutamba (Guazuma ulmifolia), Cat’s Claw – Unghia di gatto (Uncaria tomentosa).</p>
<p>Purtroppo finora sono stati pochi i medici e pazienti negli USA (pochissimi in Europa) che hanno usato la graviola o il composto messo a punto dalla Rain Tree Nutrition per combattere il cancro. In ogni caso, secondo le testimonianze pervenute alla Rain Tree Nutrition e al distributore italiano, i primi risultati sembrano particolarmente incoraggianti.</p>
<p>Mentre la gran parte delle ricerche sulla graviola sono focalizate sulle sue capacità anticancro, la pianta è usata da secoli dalla medicina popolare del Sud America per trattare un sorprendente numero di disturbi fra i quali: ansia, ipertensione, influenza, tigna, scorbuto, malaria, eruzioni cutanee, nevralgia, dissenteria, artriti e reumatismi, palpitazioni, nervosismo, insonnia, diarrea, febbre, nausea, foruncoli, dispepsia, spasmi muscolari, ulcera.</p>
<p>Non ci sono dubbi che un ammalato di cancro dovrebbe poter conoscere tutte le opzioni di trattamento disponibili. La graviola potrebbe fornire l’aiuto necessario e forse determinante per sconfiggere la malattia, oltretutto, essendone stata riscontrata l’assoluta assenza di tossicità, senza sopportare i pesanti effetti collaterali provocati dai vari trattamenti farmacologici.”<br />
Leggendo questi testi si rimane senza parole. Ma è davvero possibile che una sostanza che potrebbe possedere delle proprietà antitumorali così forti non venga adeguatamente testata in una sperimentazione clinica per mancanza di interessi economici ? A pensarci bene è comprensibile che non ci sia una casa farmaceutica disposta a investire tanti soldi su un prodotto non brevettabile, in quanto per un’azienda privata ogni investimento economico importante deve comportare un relativo ritorno economico. Tuttavia la salute non dovrebbe essere considerato un bene privato. È possibile che la “salute pubblica” resti indifferente di fronte ad una possibilità di questo tipo ? Ovviamente qualsiasi malato oncologico troverebbe enorme difficoltà ad accettare l’idea di assumere una sostanza non adeguatamente testata, in quanto non sufficientemente rassicurato sull’efficacia né sugli eventuali effetti collaterali.<br />
Questa è l’unica terapia citata in questa raccolta non testata sull’uomo, per la quale non è possibile garantire l’assenza di tossicità. Pertanto per chi volesse maggiori informazioni, o per richieste di spedizioni, può rivolgersi all’esclusivista per l’Italia:</p>
<p>“Naturvitae”</p>
<p>e-mail: </strong><a href="mailto:info@naturvitae.com"><strong>info@naturvitae.com</strong></a><strong></p>
<p>via Pacinotti 18 &#8211; Monfalcone</p>
<p>tel. 0481/414013</p>
<p>fax 0481/794350</p>
<p>9. ESSIAC. La formula di Renè Caisse.</p>
<p>L’essiac è una miscela di erbe con la quale l’infermiera Renè Caisse cominciò a curare i malati di tumore, intorno agli anni 30 in Canada. La ricetta originale apparteneva ad un medico indiano, ma la Caisse ne venne a conoscenza da una signora guarita da un cancro al seno dallo stesso medico indiano. Dopo averla provata su sua zia, malata terminale di cancro allo stomaco, la quale incredibilmente guarì, la Caisse cominciò a curare con successo moltissimi malati con la collaborazione dei migliori medici di Toronto. Tuttavia la medicina ufficiale non fece altro che ostacolare puntualmente ogni tentativo della Caisse di “legalizzare” la sua cura, pretendendo che svelasse la formula della tisana. Per paura di speculazioni, la Caisse si rifiutò sempre (rifiutando anche un compenso di 1 milione di dollari da una casa farmaceutica) e continuò in semi-clandestinità a curare i malati senza alcuna retribuzione. Queste le testimonianze di alcuni illustri medici sull’efficacia della tisana:</p>
<p>“ho potuto constatare che nella maggior parte dei casi le deformazioni scomparivano, i pazienti denunciavano una forte diminuzione dei dolori. In casi serissimi di cancro ho visto interrompersi le emorragie più gravi. Ulcere aperte alle labbra ed al seno rispondevano alle cure. Ho visto scomparire cancri alla vescica, al retto, al collo dell’utero e allo stomaco. Posso testimoniare che la bevanda riporta la salute nel malato, distruggendo il tumore restituendo la voglia di vivere e le funzioni normali degli organi” &#8211; Dottor Benjamin Lesile Guyatt, responsabile del dipartimento di anatomia dell’università di Toronto.</p>
<p>E ancora…”ero venuta abbastanza scettica, ed ero risoluta a rimanere solo 24 ore. Sono rimasta 24 giorni ed ho potuto assistere a miglioramenti incredibili su malati terminali senza più speranza e malati diagnosticati terminali, guarire. Ho esaminato i risultati ottenuti su 400 pazienti” – la Dott..ssa Emma Carlson arrivata dalla California.</p>
<p>Durante il processo in cui la si accusava di curare senza legittimità tramite una cura non testata, ben 387 ex pazienti accettarono di testimoniare in suo favore, oltre a numerosi medici. Tutte queste persone si dichiararono convinte di essere state guarite dall’infermiera dopo essere stati definiti “senza speranza” dai medici dell’ospedale di Bracebrigde di Toronto. Il risultato del processo, fu che la tisana non era una cura per il cancro e che se non avesse svelato la formula avrebbero impedito alla Caisse di continuare le sue cure e avrebbero chiuso la sua clinica. In realtà durante il processo fu permesso di testimoniare solo ad una piccola parte di ex pazienti e una parte di medici che avevano promesso di sostenerla, ritrattarono, riconoscendo la possibilità di essere caduti in errore. Nonostante tutto la Caisse continuò a curare i suoi malati fino a all’età di 89 anni, tra mille disavventure. Un anno dopo , morì. Al funerale dell’infermiera parteciparono diverse centinaia di persone. In altri esperimenti mal condotti e non seguiti dalla Caisse la sua tisana fu giudicata atossica ma inefficace. Fino a quando nel 1984 una giornalista radiofonica fece un’intervista al Dr Brush, un rispettato medico che aveva collaborato con la Caisse negli ultimi anni prima della sua morte. Dall’intervista, seguita da un numero incredibile di persone, emerse che la tisana poteva essere ritenuta una cura per il cancro. Più precisamente il Dr Brush disse: “ho potuto constatare che la bevanda può far regredire il cancro ad un punto tale che nessuna conoscenza medica attuale è in grado di raggiungere”. In altri programmi radiofonici altri medici confermarono quanto sostenuto dal Dr Brush ed ormai l’opinione pubblica si era completamente spostata a favore della Caisse. Nonostante tutto la strada legale si dimostrava ancora tortuosa, pertanto alla giornalista venne in mente di smetterla di tentare di combattere contro le istituzioni per far riconoscere la tisana come una cura per il cancro. Si sarebbe venduta come una tisana innocua ed atossica. In questo modo chiunque avrebbe potuto continuare a curarsi senza alcuna difficoltà, trovando la tisana anche nelle erboristerie. Grazie a questa intuizione oggi la tisana “Essiac” viene regolarmente venduta in tutto il mondo come fosse un thè.</p>
<p>Oggi conosciamo l’esatta formulazione della tisana che comprende ben 4 erbe miscelate nella giusta proporzione: Rumex Acetosella, Arctium Lappa, Ulmus Rubra, Rheum Palmatum. La Rumex Acetosella ha ottime proprietà depurative per le cellule, contiene tutte le vitamine e sali minerali e sostanze immunomodulatrici. L’Arctium Lappa è la radice di bardana. È ricca di vitamine, sali minerali, favorisce il metabolismo degli zuccheri ed è immunomodulante. Inoltre è depurativa per fegato, polmoni e reni. Il Rheum Palmatum è la radice di rabarbaro. Ha la proprietà di rimuovere la sostanza viscosa che circonda le cellule tumorali, permettendo in tal modo il passaggio dei principi attivi delle erbe. L’Ulmus Rubra deriva dalla corteccia dell’olmo. Ha proprietà protettive per i tessuti degli organi ed un ottimo antinfiammatorio. Già prima della morte della Caisse, la tisana fu completata da altre tre erbe aventi un’azione inibente sul cancro: foglie di Plantago Mayor, fiori di Trifolium pratensis e bacche di Xanthollium Fraxiensu.</p>
<p>Nelle erboristerie o farmacie specializzate in preparazioni galeniche è possibile acquistare la tisana completa con tutte le erbe.</p>
<p>Per chi si trova a Roma possiamo suggerire di visitare, presso il quartiere San Paolo, l’ ”Abbazia San Paolo fuori le Mura” . Fin dal VIII secolo è il luogo dove vivono i monaci benedettini che propongono particolari rimedi (tisane, decotti, unguenti, erbe dalle spiccate proprietà terapeutiche tipo Aloe, composti fitoterapici, etc..) erboristici naturali, selezionando accuratamente le materie prime e controllando scrupolosamente i processi di lavorazione.</p>
<p>L’indirizzo è il seguente: via Ostiense, 186 00120 Città del Vaticano (metro B San Paolo)</p>
<p>tel. 06/45435574</p>
<p>e-mail: </strong><a href="mailto:salute@abbaziasanpaolo.net"><strong>salute@abbaziasanpaolo.net</strong></a><strong></p>
<p></strong><a href="http://www.abbaziasanpaolo.net/"><strong>www.abbaziasanpaolo.net</strong></a></p>
<p><strong>10. La cartilagine di squalo.</p>
<p>La cartilagine di squalo è una sostanza naturale, atossica nota più per le sue proprietà antinfiammatorie e come rimedio contro l’artrite, la psoriasi e la degenerazione maculare che per le sue qualità come anticancro.</p>
<p>A tal fine il miglior effetto che sembra possedere la cartilagine di squalo è legato alle sue proprietà antiangiogeniche. Più precisamente nella cartilagine dello squalo sarebbero presenti ben tre proteine capaci di inibire l’angiogenesi, cioè la vascolarizzazione. Inibendo la crescita di nuovi vasi sanguigni il tumore non può più svilupparsi e la diffusione metastatica può essere rallentata o addirittura interrotta, e il tumore può andare incontro a necrosi.</p>
<p>Nel libro di William Lane e Linda Comac “Gli squali non si ammalano di cancro”, gli autori descrivono le ricerche condotte per più di vent’anni sulla cartilagine di squalo e riportano alcuni casi clinici trattati con successo in Messico. Per la verità i dati riportati su questi casi clinici appaiono abbastanza frammentari e incompleti e condotti su un campione molto esiguo (solo 8 soggetti); tuttavia dalla lettura di questo libro si rimane sufficientemente colpiti e propensi a ipotizzare una qual certa efficacia di questa sostanza. Più dettagliatamente da tali studi risulta che in 7 pazienti su 8, considerati in stadio terminale, la sola assunzione di cartilagine di squalo abbia dato origine a regressioni delle masse tumorali comprese fra il 30 e il 100%. Dalle esperienze avute da Lane, sembra che la cartilagine, per non rischiare di perdere le sue preziose proprietà, deve essere la più pura possibile. Innanzitutto per non perdere la sua efficacia deve essere polverizzata molto finemente. In questo modo può venir assorbita rapidamente dall’organismo, prima che la proteina venga digerita dagli enzimi proteolitici, il che vanificherebbe la sua potenzialità antiangiogenica. Anche le procedure di essiccazione e di sterilizzazione sono importanti. Infatti l’eccessivo calore, i solventi o talune sostanze chimiche possono denaturare le proteine della cartilagine, rendendola inefficace. L’autore del libro suggerisce pertanto di acquistare solo cartilagine di altissima qualità. A Roma c’è un medico dentista, che si occupa di vendere questo tipo di cartilagine senza fini di lucro. Il numero di telefono dello studio viene riportato anche sul libro sopra citato ed è il seguente: 06/39741248. Le modalità di somministrazione e i dosaggi sono altrettanto importanti ai fini dell’efficacia. Secondo Lane la somministrazione può essere fatta sotto forma di enteroclisma o anche per via orale, miscelando la polvere di cartilagine ad un succo di frutta. L’odore della cartilagine è infatti molto forte ed è indispensabile mescolarla a qualcos’altro tenendo conto che il dosaggio deve essere altissimo. Per i tumori al III e IV stadio infatti si deve assumere 1 gr di cartilagine per ogni kg di peso al giorno, il che vuol dire dover assumere circa 60 gr di polvere di cartilagine (l’equivalente di quasi 90 capsule al giorno). Dato l’elevatissimo dosaggio anche il costo cresce vertiginosamente, superando i 1.000 euro al mese. L’unico vantaggio di questa terapia è che la sua efficacia può essere valutata già dopo circa due o tre mesi. Pertanto una TAC di controllo a 70/90 giorni dall’inizio dell’assunzione può far capire se si è sulla strada giusta oppure no. La scarsezza numerica dei dati clinici riportati sul libro e la non completezza dei risultati non consente di poter garantire l’esito del trattamento, senza contare che l’unica sperimentazione ufficiale fatta (fra l’altro su appena 30 soggetti) ha dato dei risultati poco chiari: nel 30% dei soggetti la malattia si è stabilizzata per circa tre mesi. Alcune case farmaceutiche viste le proprietà della cartilagine riscontrate in vitro e sugli animali, hanno tentato di sintetizzarne un derivato, chiamato Neovastat AE – 941 ma i risultati non hanno soddisfatto le aspettative. Le ragioni date da alcuni studiosi è che taluni processi chimici indispensabili per ottenere il derivato, andrebbero a denaturare le proteine della cartilagine, rendendola totalmente inefficace.</p>
<p>In conclusione, alla luce delle ricerche fatte e dei risultati ottenuti è possibile affermare che la cartilagine di squalo è certamente una sostanza atossica (anche se assunta in dosi elevate) dotata di importanti proprietà antinfiammatorie e antiangiogeniche riscontrate in vitro e su animali per la cura dei tumori e utile nella cura di altre malattie come l’artrite e la psoriasi. Tuttavia si avverte la necessità di studi più approfonditi e sperimentazioni serie condotte da importanti case farmaceutiche che dimostrino inequivocabilmente l’efficacia della cartilagine di squalo nel trattamento delle neoplasie maligne.</p>
<p>Nell’ampio panorama delle terapie anticancro anche la fitoterapia e l’omeopatia possono essere considerate due discipline importanti che si pongono l’obiettivo di aumentare e migliorare la qualità della vita del paziente attraverso una diminuzione dei dolori e una migliore gestione degli effetti collaterali delle terapie convenzionali. In questa prospettiva tali discipline predispongono al meglio l’organismo, inteso nella sua totalità, tramite una modalità lenta e “dolce”, verso la guarigione.</p>
<p>Tuttavia la difficoltà di identificare delle terapie specifiche all’interno del complesso e variegato mondo della fitoterapia e della omeopatia, non ci consente di fornire particolari indicazioni e si rimandano gli interessati ad approfondimenti personali .</p>
<p>Tra i vari centri di omeopatia biologica per la cura del cancro ce ne è stato segnalato uno in particolare a Colonia, dove hanno così tante richieste che spesso l’attesa per la prima visita può durare anche 3/4 mesi. Telefonando ed inviando la relazione clinica la dottoressa Hamhim Richs vi saprà dire se ritiene di poter prendere in cura il paziente. Il costo della terapia è di circa 220 euro e comprende la visita, l’esame delle urine, alcune analisi del sangue e l’impostazione della terapia.</p>
<p>Per avere maggiori informazioni è possibile telefonare ai seguenti numeri:</p>
<p>tel. 0049/64836091 (Dott.ssa Hamhim Richs)</p>
<p>tel. 0049/4953922567 (Dott.ssa Brigitte Gabriel)</p>
<p>Conclusioni.</p>
<p>Si è cercato di scrivere questo resoconto con il sincero desiderio di poter offrire uno spunto di riflessione sulle varie possibilità terapeutiche esistenti per la cura del cancro.</p>
<p>Più precisamente si è cercato di analizzare i traguardi raggiunti e al tempo stesso i limiti delle terapie convenzionali e di ipotizzare la possibilità (e/o la necessità) di intraprendere anche percorsi “diversi” .</p>
<p>Optare verso una scelta “diversa” è sempre una scelta coraggiosa, mai facile, ma in certi casi assolutamente necessaria al fine di non lasciare nulla d’intentato, soprattutto per i casi con prognosi peggiore.</p>
<p>Nella maggior parte dei casi l’abbandonare le terapie ufficiali può essere sconsigliabile, ma affiancare ad esse delle cure coadiuvanti di supporto, mirate a potenziare le difese naturali dell’organismo e a sopportare meglio gli effetti collaterali dei trattamenti convenzionali, può rivelarsi una strategia terapeutica possibile e valida.</p>
<p>In questa prospettiva, più che di terapie alternative, è più corretto parlare di terapie complementari, intese come completamento delle cure ufficiali, con le quali ci si prefigge di prolungare l’aspettativa di vita migliorandone la qualità.</p>
<p>Con umiltà e profondo rispetto per le terapie convenzionali, ma allo stesso tempo con determinazione, si è parlato anche della possibilità di intraprendere terapie di tipo alternativo, in sostituzione a quelle ufficiali, consapevoli che la “verità assoluta” sulla cura dei tumori purtroppo ancora non la possiede nessuno.</p>
<p>Nel mondo esistono centinaia di migliaia di persone che hanno tratto giovamento dalle terapie convenzionali e forse solo qualche migliaio o decina di migliaia che ha tratto giovamento dalle terapie complementari e alternative. La discrepanza è ovviamente dovuta all’enorme differenza numerica di pazienti trattati convenzionalmente rispetto agli altri. Forse un giorno potremmo affermare con maggiore certezza se e quando ricorrere a terapie diverse.</p>
<p>Per ora ci limitiamo a “sospettare” che anche poche decine di migliaia di persone sia un numero sufficiente per credere che non esiste una sola strada per combattere il cancro. Il numero di pazienti che ricorre a terapie complementari o alternative cresce di anno in anno e la nostra speranza è che nel prossimo futuro la medicina ufficiale possa finalmente dimostrarsi più aperta verso di esse.</p>
<p>Cominciare ad abbandonare lo scetticismo e a considerare la possibile efficacia di nuove metodiche significherebbe ampliare le possibilità di cura e combattere il cancro avendo più armi a disposizione.</p>
<p>Purtroppo ora la realtà è ben altra. I pazienti più sfortunati, colpiti da una malattia avanzata che non lascia speranze non possono far altro che rassegnarsi al loro destino oppure trovare il coraggio dentro di se per scegliere altre possibilità.</p>
<p>Non c’è mai a priori una scelta giusta o sbagliata, l’importante è che sia la più libera possibile dal pregiudizio, frutto di un percorso conoscitivo personale e di una riflessione coraggiosa sulla propria malattia. In questo senso, qualunque sia la scelta sarà sempre la scelta più giusta.</p>
<p>N.B: Tutte le terapie di tipo complementare e alternativo di cui si è parlato possono essere approfondite visitando i vari siti specifici in rete o prendendo direttamente contatti tramite gli indirizzi e numeri di telefono riportati.</p>
<p>Resta evidente che gli autori di questa raccolta non intendono in nessun modo sostituirsi ai medici specialisti in oncologia e che pertanto le indicazioni riportate non hanno finalità o valore di prescrizione medica, ma vanno intese come un contributo a carattere informativo.</p>
<p>(tratto da <a href="http://www.curealternativetumori.it/"><strong>http://www.curealternativetumori.it/</strong></a>)</p>
<p></strong></p>
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