Controinformazione
Un dialogo surreale sui quotidiani orrori psichiatrici
by Duncan on feb.11, 2011, under Controinformazione, Medicina, Resistenza umana
Alberto Cantoni è una persona in cui mi sono imbattuto da qualche anno, e che stimo tanto. Persona eclettica e ricercatore dello spirito. Coltivatore di antiche sementi, addestratore di cavalli, sciamano che segue la Via degli Indiani d’America (il suo nome “indiano” è Falco nel Vento, Autore anche di un libro che racconta la sua impresa di percorrere l’Italia in marcia o correndo, come grande atto a favore della pace e contro la guerra che incombeva, anni fa, nei territori irakeni, e che poi si concretizzò davvero.
Alberto mi ha inviato questo dialogo… surreale, ma non inventato.. dannatamente vero.. come i tanti orrori psichiatrici che avvengono quotidianamente in innumerevoli territori periferici. Come tante vite sacrificate a interesse, opportunismo e menzogna. Come i tanti bombardamenti di psicofarmaci su “cavie” indifese.
Vi lascio direttamente alle loro parole..
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Alberto Cantoni– Ciao Fabio, io non ti conosco ma mi sembri una persona simpatica, ragionevole ed attiva socialmente…come ti sei ficcato in questa situazione? Hai avuo problemi di tipo schizofrenico? (o almeno cos’ ti è stato diagnosticato? hai aggredito qualcuno?) Te lo chiedo perchè sono parecchio incazzato con l’istituzione medica e come trattano i problemi esistenziali, psicologici, spirituali delle persone…mi è già capitato di aiutare un’amica che da 10 anni prendeva psicofarmaci e aveva tentato varie volte il suicidio…la avevano convinta che aveva un problema fisico e che avrebbe dovuto prendere farmaci tutta la vita. Ora non solo non li prende più, ma sta bene ed ha trovao un compagno e ha iniziato una nuova vita….ma dimmi di te,se ti va…
Fabio– Io sono obbligato a prenderli, perche il mio psichiatra non vuole che risulti la prova legale che dimostrerebbe i suoi errori al momento che, non facendone uso dimostrerei scientificamente di star meglio. Lui è anche un piccolo politico ammanicato con Comune, Provincia, Questura, e tutta la Firenze che conta, ha i mezzi per tenermi bloccato in questa situazione, pur di non compromettersi la carriera, le amicizie disoneste come lui e la faccia. Mi tiene in pugno da 17 anni solo per una denuncia di uso di cannabinoidi e continue lamentele dei miei stupidi genitori, i quali sono stati convinti da questi medici che potrei essere cerebroleso, mentre quando gli porto qualsiasi avvocato, elogiano furbamente, la mia intellingenza che ritengono pur malata per difendersi.
Alberto Cantoni– no dai…ma stai scherzando o dici sul serio? solo per uso di canapa??nemmeno droghe pesanti? ma hai fatto incidenti in macchina? aggredito qualcuno? hai commesso reati dopo aver fumato? mi sembra pazzesco…roba da denuncia…possibile che tu non sia riuscito a trovare nessuna associazione che ti aiutasse? è una cosa veramente assurda. Ma quando dici sto meglio e lo dimostrerei anche senza i farmaci, a cosa ti riferisci? come esprimevi il tuo stare male?
Fabio– Il mio stare male deriva dall’uso stesso dei farmaci, è questo che non vogliono che io dimostri non facendone uso, danno noiosi effetti collaterali e di stanchezza, scambiata per calma ritrovata grazie alla cura. Io sarei ancora piu calmo ma al tempo stesso piu vigile se non li usassi, in oltre in uno dei tanti ricoveri obbligatori mi procurarono un sospetto arresto cardiaco, o almeno un rischiosissimo collasso che gli obbligo ad iniettarmi adrenalina in vena.
Alberto Cantoni– ma hai contattato qualcuno? altri dottori? associazioni, giornali? perchè dici che ti hanno fatto vari ricoveri coatti…cosa li spingeva a ricoverarti, dopo aver iniziato il trattamento? ti sei forse rifiutato di assumere psicofarmaci? che avvocati hai contattato? ti hanno dichiarato incapace di intendere e di difenderti in tribunale?
Fabio– non ho potuto ancora provarci a difendermi perche solo ora mi son convinto a cercare un avvocato con gratuito patrocinio, non ho soldi, i ricoveri partivano dal presupposto che, non avendo accettato il fatto di averne bisogno, bastava un acceso litigio verbale in casa perchè i miei potessero chiamare il 118 che a sua volta (non sò cosa sia la D.E.A.), era autorizzato a procedere con la polizia o carabinieri, i quali dichiaravano con le buone e con le cattive di avere il dovere di portarmi a visita, in reparto psichiatrico i cui medici di turno obbedivano automaticamente al mio medico che è il loro responsabile,nonostante qualunque fosse il mio vero stato..
Fabio– Ma sono sempre stato scoraggiato dal fatto che servono controaccertamenti medici che può farmi solo un professionista a pagamento o lo Stato, e per quest’ultimo, il medico legale che se ne dovrebbe occupare,è proprio un collaboratore del mio e a cui dovrei ampliare l’accusa.
Alberto Cantoni– è davvero pazzesco…ma con i tuoi genitori come mai non sei riuscito a venire a patti, a tranquillizzarli, a trovare una soluzione pacifica? ma che sono nazisti?li hai minacciati fisicamente? li hai derubati? quanti anni hai? e nessun giornale, o associazione o partito ti ha dato dei consigli o pubblicato articoli sul tuo caso? ma qui…se le cose stanno come dici e ti credo, c’è da fare un casino enorme, da mandare in galera della gente. Neanche i tossico dipendenti da eroina sono trattati così…davvero mi sembra incredibile…almeno una volta avrai avuto una crisi, avrai dato di matto come reazione ai loro abusi? non posso pensare che i tuoi genitori siano davvero così stupidi.
Fabio– Bisogna vedere cosa vuol dire dare di matto, in effetti una volta mi ci hanno portato..cazzottai mio padre al torace, ma mi avevano già fatto almeno 8 ricoveri forzati in precedenza a causa sua e di mia madre, e erano almeno 15 giorni che non dormivo e venivo pressato a farmi ricoverare, non dormivo anche per quello. Quand’ero già al 17° ricovero, gli rubai 100€ dal portafoglio per qualche sera al PUB, ormai di loro mi ero sdegnato…comunque l’unica denuncia esistente a mio carico è stata fatta dai carabinieri nel ’93 per detenzione di 5 gr. di fumo durante il militare mentre ero in licenza, ebbi un processino penale e venni assolto per decadenza della legge in vigore fino ad allora, i miei però si rivolsero al SERT dove furono indirizzati da uno psichiatra a parlare con il mio attuale psichiatra, ed ora quello psichiatra è passato da qualche anno, sotto la direzione del mio e gli è stato assegnato l’ascolto dei miei genitori. Io avevo chiesto al mio che recuperassero almeno allo stato di preoccupazione dei genitori nei miei confronti, ma invece questi delinquenti la confermano, avendomi ormai da 3 anni imposto una ignezione mensile e accordandosi con loro che non chiamassero piu il 118, durante i diverbi e che lo avrebbero fatto loro stessi, al primo rifiuto dell’ignezione di Haldol. In amicizia con lo psichiatra della medicina legale, che mi concesse immediatamente l’invalidità pur di convalidare la versione del mio medico, questi medici di zona, mi stanno impedendo di avere un lavoro, da ormai 17 anni, perchè il medico della med legale di cui parlo è anche passato ad essere responsabile degli inserimenti negli ambiti lavorativi all’ufficio di collocamento mirato per invalidi, della provincia. Tutto ciò allo scopo che io non possa arrivare a dimostrare socialmente un sano stato di salute mentale, che contraddirrebbe la loro diagnosi. Avevano come di loro consueta abitudine, pensato a tutto anche legalmente e non solo sotto il profilo medico, infatti mi diagnosticarono anche manie di persecuzione di modo che le mie eventuali denunce non venissero credute valide. Come minimo si sono guadagnati Favoritismi, Carriera e cavie umane gratuite. Renzi, era alla provincia ed ora è sindaco, e la lobby fiorentina si consolida…il sindaco è direttamente responsabile di quelli marchiati come me…non sò se riuscirò mai a trovarmi un avvocato con le palle, d’ufficio disposto a giocarsi la faccia pur di sradicare un sistema di questo tipo, ti ricordo che se lo stato mi farà un’accertamento medico, sara fatto da questi stessi medici a cui devo dar contro e non ho mai visto lo Stato suicidarsi volontariamente.
Dialogo tra un ergastolano e un professore di filosofia (ventitreesimo scambio)
by Duncan on dic.09, 2010, under Controinformazione, Ispirazione, Resistenza umana, Simbolo
Su un blog dedicato agli ergastolani -che io e alcuni amici abbiamo creato e amministriamo- (http://urladalsilenzio.wordpress.com/) è da tempo in corso un magnifico e potente Dialogo tra Carmelo Musumeci, figura simbolo tra gli ergastolani, persona dal profondissimo e radicale percorso, uomo generoso e vulcanico, e autore di moltissimi testi, articoli, racconti, e anche due libri.. e il professore Giuseppe Ferraro, non “semplicemente” un professore di filosofia, ma un Filosofo e un Umanista.. nella accezzione più degna che hanno queste parole.
Ci sarebbe tanto da dire su questo grande Dialogo, da tempo in corso tra di loro, e giunto adesso alla 23sima “puntata”. Ma ritornerò su di esso in qualche altro post, e riporterò altri brani. Questa volta voglio condividere anche con i naviganti che giungono nelle Terre di Born Again, proprio l’ultimissimo momento di questo Grande Dialogo.
Vale proprio la pena leggerlo..
Salutamos Compagneros
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Giuseppe caro,
ho ricevuto la tua lettera.
Ho sentito il tuo cuore amareggiato.
L’ho sentito come se fosse il mio.
Ho immaginato quello che provi quando vedi la sofferenza e l’ingiustizia sociale intorno a te.
Non si può mai essere del tutto felice quando non lo sono tutti.
Io non ci riesco!
Ho sentito la tua frustrazione.
Non ti nascondo che ci sono dei momenti che non riesco ad essere forte neppure io.
Ci sono dei momenti che desidererei essere più debole di quello che sono per farla finita di aspettare un futuro che non avrò mai.
Ci sono dei momenti che mi sento una foglia strappata alla vita e gettata in un angolo all’ombra del mondo, fra cemento armato e ferro.
Giuseppe conosco molto bene il tuo dolore.
Lo so!
Il dolore che vedi negli occhi degli altri uomini fa sempre più male del proprio dolore.
Tutte le mattine quando mi aprono il blindato lo vedo negli occhi di quell’uomo che mi è di fronte.
Un ergastolano anziano ammalato di un brutto male che cerca il mio sorriso come se fosse la cosa più importante della sua vita.
L’amore ci fa diventare migliori e purtroppo in carcere manca proprio quello.
Nessuno ama e pensa a quest’uomo.
Lo vedo sempre steso sulla branda a fissare il vuoto.
In questi giorni non gli ho sorriso perché il mio blindato è rimasto spesso accostato.
In questi giorni sono stato male, niente di grave, un semplice attacco di sciatica.
In questi giorni mi sono accorto che non sono più forte come prima.
In questi giorni mi sono accorto che l’Assassino dei Sogni prima s’è preso il mio corpo, poi la mia vita, ora la mia salute.
A volte penso di essere fortunato, io ho qualcuno cui pensare, molti non hanno nessuno.
Si, è così!
Solo chi dice di essere cattivo sa che cosa è essere buono.
Domani, anche se non starò bene, quando apriranno il blindato lo spalancherò e donerò a quest’uomo il mio sorriso come se lo donassi a te.
Te lo prometto!
Nella tua lettera di oggi ho sentito il tuo cuore amareggiato.
Non posso lasciarti con tristezza almeno questa volta.
Domenica ho parlato al telefono con la mia compagna.
Sabato vengono a trovarmi.
Sono felice.
Da Modena mia figlia mi vuole portare le ciliegie.
Mi ha detto che sono buone e dolci.
Dall’altra parte del telefono ho sorriso.
Non ho bisogno delle ciliegie.
Ho solo bisogno di abbracciare e di baciare lei.
Per cinque anni l’Assassino dei Sogni non me l’ha fatta toccare.
Ed ho sempre una paura infantile che lo potrà fare di nuovo.
I figli sono il nostro universo e non si può vivere senza abbracciare l’universo.
Giuseppe non essere amareggiato.
Quando s’è amareggiati, si ha poca energia.
L’energia è amore.
Io ho bisogno del tuo amore, come ne ha bisogno l’ergastolano anziano e ammalato di fronte la mia cella e gli operai disoccupati del nostro sud.
Abbiamo bisogno del tuo amore, come te del nostro.
Ti manderò un po’ del mio amore sabato quando abbraccerò la mia compagna e i miei figli affinché tu non ti senta in mare aperto senza né terra, né barca.
E quando abbraccerò Nadia lo farò anche per te.
La sua fede e il suo amore per questo mondo è grande e ne darà un po’ anche a te.
Giuseppe, non essere amareggiato, il mio cuore lo sente, il mio cuore sente il tuo.
Ti voglio bene.
Carmelo
2 giugno 2010
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Ti scrivo. In silenzio. Come si scrive. Sotto dettatura di una voce che s’intreccia ad altre. Ti scrivo, come sempre ci si trova a scrivere, sottovoci. Non accade sempre. Solo quando si scrive sentendosi accanto a chi si scrive. E’ come un rivolgersi dentro se stessi dove si ospita chi si pensa con affetto e che ti ospita nei suoi pensieri.
C’è quell’espediente in cinematografia, lo ricordavo l’altra volta, lo ripeto, mi colpisce. Quando qualcuno legge una lettera è la voce di chi gli ha scritto che si sente leggere. Scrivo, sento la mia voce che mi detta le parole, a una a una, cercandone le lettere sulla tastiera. Le detta per non perderle, guardando i tasti. Quando si scrive, si sente la propria voce che detta le parole. La propria? non proprio. Sento la tua voce, a scrivere c’è come una traslocazione d’intimità, ci si porta in un luogo senza luogo. Vedo il tuo sorriso, quando ti scrivo, avverto la tua ansia, penso “ai” tuoi pensieri, immagino “a” quel che immagini, guardo “al” muro che guardi, lo vedi all’improvviso quando non sei più stanco ed esci dal rifugio dei pensieri. Quando sei stanco di essere stanco il muro alza pareti. Strano. La stanchezza aiuta certe volte. Quando sei stanco l’immaginazione prende il posto dei sensi. La stanchezza aiuta. Libera, no, distrae. Deriva. Derotaia. Delira. Ci fa addormentare, dopo che nella testa si placa il turbinio della corsa in stanza dei pensieri insistenti.
Noi non amiamo la stanchezza. Siamo di quelli che non si stancano mai. Non siamo mai stanchi. Quando però ci arriva la stanchezza, si placa anche la violenza della rabbia. La usiamo e ci usa. Mette un freno, rallenta il passo che siamo pronti ad accelerare appena dopo. Chi vive la depressione si mette in uno stato di stanchezza persistente. Lo sappiamo. In carcere diventa una sorta di perdita di vita, come una perdita d’acqua alla fontana. E’ terribile quello che scrivo e che penso. No. Bisogna riprendersi ogni volta dalla stanchezza che porta alla depressione e alla follia, bisogna trovare la stanchezza del giusto. Quella che prende dopo un giorno lungo di lavoro, su se stessi. Bisogna lavorare su se stessi.
Bisogna pensare anche a un diritto alla stanchezza giusta. Ne ho sofferto maledettamente quel giorno. Ritornavo dai miei incontri. Ero stato a Bellizzi. Avevo la testa piena di voci e volti. Era stato un incontro intenso. Lo è sempre. Arrivai a casa, stanco. E questo pensai, che là avevo lasciato persone che non avevano il diritto di essere stanchi, di abbandonarsi alla stanchezza. La libertà pensai è il diritto a sentirsi stanchi e andare coi pensieri dove vogliano. E’ anche questa. Il diritto di essere stanchi. Ingiusta è la stanchezza che non libera della fatica. Quanto sono felice di vederti, anche adesso che ti scrivo. Quanto sono stato felice di vederti la prima volta. Uno che non si stanca, no, uno che non si lascia stancare. Offre il suo sorriso per la sola gioia di esistere e vedere e sentire la vicinanza. Viverla.
Tu non immagini quanta forza infondi, quanto vita effondi, quanta gioia diffondi. Grazie del “Giuseppe caro”, mi arriva come una carezza, su una stanchezza, l’avrai capito, che non è giusta. E’ questo il punto.
Tu dici l’assassino dei sogni, ma quanti sogni gli stai buttando in faccia, addosso, ai piedi, quante ferite stai procurando all’incubo con i tuoi sogni di sorriso. Esci dal blindato incroci lo sguardo della sofferenza e apri il tuo sorriso come braccia per sostenere chi sta soffrendo in quel momento. Quel che mi scrivi mi porta al tuo fianco. Mi porti in giro tra blindati e corridoi. C’è chi soffre, è malato, ed è terribile ammalarsi senza cari. Gli sorridi. Solo chi soffre sa non fare soffrire. Solo chi conosce la sofferenza sa della gioia. Sorridi a chi non resiste e sente di varcare l’ultima soglia della sopravvivenza.
Davvero è uno stare sopra la vita sopravvivere. Vivere oltre la vita. Un paradosso. Essere in un al di là che è un resto, non un oltre e in più. Un avanzo. Un resto. Quel che avanza della vita a tagliarla, a farla a pezzi. Nuda vita. Sopravvivere è questo stare sopra la vita come se ci si trovasse senza niente altro. Sopravvivere è la vita senz’altro. Senza esistenza. Nemmeno. E’ l’esistenza ridotta, stretta, fatta gabbia della vita. Semplice vita, ma non una vita semplice. Piuttosto vita senza vita. Sopravvivere è stare sopra la vita, non più nella vita, senza viverla.
Non si può essere felici quando non lo sono tutti. E’ cosi, dici bene. Il dolore che vedi negli occhi degli altri uomini fa sempre più male del proprio dolore. Dici benissimo, è così, come scrivi. Il dolore che vedi negli occhi degli altri fa più male del proprio. Ti attivi, sei pronto. Viviamo per dare vita, per dare la vita che abbiamo. Continuo a leggere la tua lettera. E’ come un abbraccio.
Grazie, Carmelo. Non resterò amareggiato. Non posso esserlo se ci sei e se mi scrivi e se ti scrivo e ti penso e se ti sto a fianco. Ti dico “grazie” e mi ritrovo a riflettere che il fine di ogni educare è la grazia. Non il dono, la grazia. L’avere grazia. Come tu hai grazia a scrivermi “Giuseppe caro”, e come sorridi a chi soffre e aspetta il tuo sorriso come un dono. Non come qualcosa. Il dono è quando ci fa dono. Chi dona non dà cosa che possa sapere e calcolare. Chi dona non fa regali. Si dona ciò che non si ha. Si dona il tempo che non si ha. Quel tempo che non si deve, non dovuto, quel che non si deve ad altro, ad altri e che si sottrae a chi lo devi per legame d’amore. Il sorriso che si deve al proprio figlio, alla propria figlia. All’amata. Quel tempo dovuto a chi si ama e che per tale è sacro. Di una relazione sacra perché dovuta senza dovere, non per costrizione, ma per natura, posso anche affermare, per natura, per un legame che non si acquista, ma che ti conquista a essere quel che sei.
Strana deviazione procura il dono. Strano delirio, un uscire fuori dalla lira del campo, fuori del solco. Dare l’avuto non dovuto, il dovere incrocia in strano modo la restituzione e quindi il giusto. La incrocia in strano modo. Donare è dare, ma come a stabilire una relazione d’inegualità. Inequivalente. Senza uguali. Solo dio può donare, mi ripeto sempre. Noi possiamo restituire. Si, certo. Solo dio può donare, può operare per dono, può perdonare.
Noi possiamo restituire. E la giustizia si dà come restituzione. Si fonda in questo modo il Diritto. Fino a quando però il diritto è giusto? Ancora una ragione di tempo, perché di tempo è fatta la relazione, nel tempo si costituisce e si toglie, si distorce e si “raddritta”. Il tempo è la relazione. Fino a quando il giusto può essere “raddrizzare”, quando si compie il diritto? quando deve finire la pena come tempo che ci vuole per ristabilire la relazione? Perché se la pena è rimettere in diritto ci sarà pure un momento in cui il diritto è raggiunto, compiuto? Carmelo, cerco di scrivere cose che appaiono confuse, e lo sono, solo perché richiedono la convergenza di due piani quello personale e quella istituzionale, quello delle regole e delle relazioni. Del testo e della sua lettura, della jus e di chi jus dicet facendosene giudice.
Ripeto: le regole senza relazioni sono vuote, le relazioni senza regole sono cieche, e tuttavia solo le relazioni rendono la regola giusta e solo le relazioni rendono giuste le regole, e le aggiustano. Ancora: le regole sono le persone che le applicano. Le istituzioni sono le persone che le rappresentano. La cosa difficile da comprendere e spiegare è questa: la giustizia nel sua massima applicazione, nel suo raggiungimento è la grazia. La giustizia che si soddisfa del suo diritto è grazia. Io ti ringrazio per quel “Giuseppe caro” che è un gesto di grazia. Così ti ringrazia chi soffrendo cerca il tuo sorriso per alleviare la sua pena. Il tuo sorriso è di grazia. E’ la tua grazia. L’espressione di una forma assoluta, assolta da ogni interesse e causa.
Il bambino è chi non può donare, ed è un dono. Una grazia di dio, si dice anche. Cosa possiamo imparare da dio e da un bambino se non ad avere grazia, nei gesti, nelle parole, nell’essere quel che siamo. Il bambino è presente. Non ricorda, ma non dimentica. Non dimentica perché non ha nulla da ricordare. Vive quel che è dato riconoscere che fa male e che bene, che gli fa bene e che gli fa male. Anche un dio, credo, pensa in questo modo o siamo noi ad aver fatto di un dio il pensiero di un bambino. Assoluto. Presente come presente si dice anche il dono, che reclama nella sua piena espressione la presenza, il presentarsi. Stare qui, per essere, non stando davanti come cosa, ma stando davanti preoccupandosi, avendo cura, stando prima del tempo, avendo cura del tempo che viene. Non essere questo e quello, ma come questo e quello essere grazia, avere grazia, nelle relazioni. Significa avere relazioni non sgraziate, non disgraziate, non rozze o meschine, senza scambio, anche senza regali.
La giustizia è la grazia. La giustizia che dà vita è grazia. Quella che dà morte è senza grazia. Mette in disgrazia. Il fine dell’educazione non è forse quello per cui si dice di una persona educata che si esprime con grazia? Non che si esprime correttamente, quella si chiama istruzione e si dice di chi è istruito. Ho ricevuto la lettera di Salvatore Ercolano. Salutalo per me. Non so quando riuscirò a rispondergli, ma digli che lo tengo in testa. Ed è come leggere di una grazia. Il suo essere come graziato. In realtà non è così. Ha scontato tutto quello che doveva, non è stato graziato, è lui che si è fatto grazia. E’ lui stesso che sente di vivere non per altro che per vivere. Non un sopravvivere di un resto, ma di un assoluto momento.
La grazia è un dono? Solo se ci fa dono. Solo se la propria vita non è dovuta ad altri che non siano i soli ai quali ci lega un tempo sacro. Dovuto, perché da loro abbiamo avuto il tempo che compie il nostro sentire. Il sorriso che tu doni è quello che tu devi alla tua bambina, resterà sempre bambina quanti anni potrà mai avere una figlia. Tu mi doni quel sorriso. Tu doni a me il segreto di quel sorriso, doni a me il suo sorriso, quel che ti fa sorridere come solo tu sai e puoi sorridere di quel tempo sacro della relazione del tuo intimo sentire. Non si sanno queste cose, non hanno sapere. La grazia è quando si è senza sapere di essere. Com’è la grazia dell’artigiano che muove le sue mani operando senza che potrà mai spiegare perché e come si fa quel che sta facendo, lo ha incorporato a tal punto che in quel che opera è se stesso che opera, tocca senza toccare, vede senza vedere, vede di là di ciò che gli sta davanti, tocca altro da quel che tocca, perché sente.
La giustizia è la grazia. Dobbiamo cominciare a parlarne. Dobbiamo cominciare a chiedere grazia per giustizia, non come qualcosa di dovuto o per tempo scaduto, ma perché ci si è fatti grazia. E tu sei grazia. Se ti ringrazio è per tale. Lo sei per tanti. Lo sei per la carezza di tua figlia, per le ciliegie che ti porta, per quel che ti porta nelle ciliegie che ti porta. Bisogna sempre vedere i gesti nelle cose, le relazioni nel tempo, e nelle mani cogliere le somiglianze. A essere giusti bisogna dare grazia. Bisogna avere grazie. E’ difficile, scriverlo è difficile quando ci s’indirizza a chi è recluso. Questa grazia però bisogna apprendere, ovunque.
L’altro giorno un uomo, uno dei disoccupati della mia terra che non mi fanno dormire la notte, mi diceva del pudore, del pudore della vita, dell’apprendere il pudore. Mi parlava del pudore in carcere, dell’apprendere il pudore in carcere. Ci è stato per ventuno anni. Persona educata, compita, accurata, nei gesti. Il pudore e la grazie. Dovremmo cominciare a parlarne. Dovremmo vederci su queste cose a Spoleto. Il pudore e la grazia, perché la giustizia è tra il pudore e la grazia, è avere pudore e dare grazia. Ingiusta è la giustizia che lascia al diritto il testo di regole da applicare senza pudore né grazia nel tempo della relazione.
Ti abbraccio
Giuseppe
19 giugno 2010
Terapie alternative nella cura dei tumori
by Duncan on nov.17, 2010, under Controinformazione, Medicina, Scienza
La via che conduce alla LIBERTA’ ha tante strade, viottoli e sentieri.
A volte sono camminate impervie, dove lupi feroci e trappole sono ovunque. Ma la loro esistenza ha un senso, perché implementa il tuo stesso campo di azione, e esalta le Potenzialità che porti con te.
Il tema della GUARIGIONE è centrale in BORN AGAIN, e infatti abbiamo una vera esperta, grande Donna e Sciamana nell’anima che è Monica Benatti con la su rubrica, che sarà sempre di più un pilastro per questo sito.
La via della Guarigione è una delle manifestazioni della Libertà. La conquista ossia di un orizzonte di vita, che ti sembrava negato. La Libertà può operare ovunque. Quando parliamo di Gulag ad esempio, come in alcuni dei nostri ultimi post, parliamo anche di Libertà… anzi la Libertà è centrale. Riuscire a salvarguardare la propria dignità fondamentalle anche in contesti abominevoli, come Lager e Gulag. O, come insegnava Viktor Frannkl, che anche in grazie alla sua esperienza nei campi di concentramento ideò la logoterapia… abbiamo sempre la possibilità di potere scegliere come vivere qualunque evento, anche il più estremo e di potere da esso creare valore.
ECCO BORN AGAIN, QUESTO SPAZIO ANCORA GIOVANE E INCOMPLETO.. E’ INNAMORATO DI QUESTE PAROLE.. CREARE VALORE…. LA NOSTRA REALTA’ OPERA COSTANTEMENTE VERSO LO SPEGNIMENTO, L’ANNICHILIMENTO, LA MISTIFICAZIONE, E IL DEPAUPERAMENTO VITALE. DIFENTA DECISIVO DARE NUTRIMENTO A TUTTO CIO’ CHE PERMETTE AL VALORE DI ESSERE E ESPANDERSI.
La Libertà è anche CONOSCENZA. In 1984 di George Orwell, Winston Smith a un certo punto scrive “Al passato o al futuro, al tempo in cui il pensiero sarà libero”. Diffondere la conoscenza, perché la conoscenza sia al servizio dell’Uomo, e non di elité, oligarchie, interessi, pensieri consolidati.
Sapendo che questo comporta sempre un rischio. Il rischio che si possano diffondere anche corbellerie, atrocità, o mistificazioni. La libertà della Conoscenza, porta sempre con sé il rischio dell’eterogenesi dei fini.. o delle “intrusioni” di finte illuminazioni e liberazioni che in realtà risultino alla fine mascherata e fandonia. Ma è un rischio che va colto.. Ti si deve chiedere certo la maggiore etica e controllo possibile delle fonti, il volere davvero avere sguardo pieno e largo.. ma il rischio non lo elimini mai.. non potrai mai sapere tutto. Non potresti sapere tutto neanche se vivessi mille anni e avessi ogni giorno di cento ore. Nonostante questi rischi la Conoscenza va diffusa.
E veniamo alla Guarigione. Qui ti scontrerai con mille ostacoli. Perché è tutto dannatamente complicato. Nonostante negli ultimi tempi, per certi aspetti si sono allargate le maglie del pensiero ortodosso, gran parte della terapia medica risponde ancora a logica convenzionali e consolildate e fa muro, fa quadrato verso tutto l’irrompere di Altro. A complicare il piano sta poi, l’inevitabile consapevolezza che non tutto l’Altro ha il medesimo valore.. e che, soprattutto, non lo ha verso tutti. Vi sono ad esempio terapie alternative che magari su alcune persone hanno un effetto straordinario, risolvono il problema alla radice, lo spazzano completamente via. Ma quelle stesse terapie magari su altri inciderebbero poco. Su alcuni poi potrebbero essere addirittura dannose.
E poi c’è terapia e terapia. Alcune comunque sia godono di una maggiore autorevolezza e stima (parlo al di fuori del campo medico ufficiale), o comunque hanno dalla loro tante voci, diffuse in mezzo mondo di persone che ci sono passate e le hanno apprezzate. Alcune terapie poi sono considerate fondamentalmente “positive”, ovvero alcuni guariranno.. altri magari miglioreranno blandamente… m praticamente nessuno ne sentirà particolari danni.. quindi sarebbero terapie fondamentalmente “senza rischio”.. come sembra sia quella con l’Aloe vera (ma non posso affermare questo con sicurezza totale naturalmente).
La realtà comunque è che c’è ancora uno scetticismo enorme nelle strutture mediche stanard e nel pensiero medico ufficiale. Scetticismo che trova ampio ascolto nei media, e sostegni politici. E’ vero anche che ci sono diversi ospedali d’avanguardia, nei quali si dà un certo spazio anche a ciò che proviene da mondi “alternativi”. Ma questi ospedali non devono portare a facili estensioni. La realtà di gran parte delle strutture mediche disseminate nel territorio.. diciamo.. dei “luoghi di cura di periferia”.. sono contesti quasi completamente spenti, ciechi e sordi a ogni novità e cambiamento. I malati malcapitati non sanno nulla.. nessuno quasi mai dirà loro che esistono anche altre strade.
In questi luoghi vedrete file di malati tristi e depressi, accompagnati da parenti e familiari pieni d’ansia.. ad aspettare il loro turno in palazzi grigi e carichi di dolore.. con medici a volte scorbutici e approssimativi, a volte più cortesi e disponibili, ma stanchi anche essi, ingrigiti dalla routine, fatalisti e pienamente ortodossi. La realtà medica diffusa “di periferia” spesso è questa. Tanti malati ricevono una bella inizione di malessere e debilitazione solo già ad entrare in questi contesti e circuiti, solo già a fare file di ore, ritirare accertamenti, venire per mesi e mesi a fare una infinità di controlli, esami, controesami.. sentirsi scaricare addosso parole incomprensibili, diagnosi tremende, che annichiliscono solo con la pesantezza emotiva delle parole.. I malati si sentono come burro, plastilina friabile.. impotenti, soli, depressi, completamente allo sbaraglio.. rimbalzati come palline.. fragilissimi.. imploranti dinanzi a chiunque possa dargli una speranza, e disposti a seguire ciecamente ogni sussurro del medico.
PIENI DI PAURA, ANGOSCIA, SMARRIMENTO ABDICANO GIA’, SENZA SAPERLO, E SENZA AVERNE NEANCHE PARTICOLARE COLPA, A TUTTA UNA CAPACITA’ GUARITRICE CHE IN ESSI SI POTREBBE RISVEGLIARE E METTERE IN AZIONE.
A ciò si aggiunge il fatto che gran parte della Conoscenza non viene loro data. Molte volte i medici proprio non ce l’hanno.. o se ce l’hanno, se sanno che esistonoa ltre strade.. non danno ad esse alcuna fiducia. E quando anche ce l’hanno, e hanno anche un minimo di apertura verso la possibilità benefica di alcuni approcci alternativi.. bene a volte sorgono questioni di carriera, di non “rovinarsi la piazza”, di non perdere clienti, di non attirarsi critiche, di non mettere a repentaglio vantaggi economici.
Naturalmente le eccezioni a questo sinistro quadro sono tante, tantissime.. ma onestà mi fa dire, che specie chi è costretto ad andare nei tanti ospedali “standard” diffusi per il territorio.. è questo contesto quello che rischia di incontrare.
OSSIA TROPPE VOLTE IL “MONDO” – MODO-DI-CURA-UFFICIALE (INTESO COME INSIEME DI STRUTTURE, OPERATORI, PENSIERI VEICOLATI) DIVENTA PIU’ CHE UN FATTORE DI GUARIGIONE.. UN ULTERIORE FATTORE DI MALATTIA.
Ora veniamo al testo che vi presento. Ci sarebbe da fare adesso un lunghissimo discorso sui tumori. Che al momento vi risparmio.. anche perché potrà farvelo Monica.. o comunque si potrà fare in altri momenti, perché già il post ha toccato temi non facili e vi aspetta la lettura del testo che segue, il quale, sebbene interessantissimo, è però di spessore, e quindi implica una certa attenzione.
Dico solo che sui tumori ci sono responsabilità diffuse e gravissime. Probabilmente, è opinione di tante persone e studiosi indipendenti.. e anche la mia.. ma è una opinione.. non il Vangelo.. abbiate sempre le vostre di opinioni. Informatevi, liberamente, e poi seguite sempre la vostra Voce Interiore. Probabilmente dicevo.. la terapia ufficiale più diffusa contro i tumori.. LA CHEMIOTERAPIA.. è la terapia peggiore in assoluto che potrebbe essere attuata. Un indiscriminato (anche se da un pò di tempo esistono anche delle terapie di supporto e coadiuventi che mirano, almeno un pò, a limitare i danni) bombardamento cellulare al fine di estirpare le cellule tumorali. Come se per colpire una cellula terrorista annidata in un edificio della città, la bombardiamo selvaggemente riducendola come Dresda dopo i bombardamenti a tappeto degli Alleati durante la Seconda Guerra mondiale.. ossia un cumulo di macerie. Anche se poi il tumore lo spazzi via (cosa che non sempre, del resto, avviene) hai portato un tale stato di debilitamento, a un tale livello di sfinimento del sistema immunitario.. che rendi l’organismo di quella persona “permeabilissimo” a sviluppare tutta una serie di altre patologie.
Sui tumori invece molte terapie “non ufficiali” hanno dato risultati sorprendenti, impressionanti. Magari non con tutte le persone.. e là sorge il problema individuare QUALE terapia (o QUALI) per QUALE persona. Ma sono migliaia e miglia gli individui che ogni anno guariscono da malattie tremende, anche da quella malattie per le quali la medicina ufficiale spesso ti risponde di non avere strade o opzioni da offriti.
Ma su queste cose c’è ancora un muro di gomma difficilissimo da oltrepassare. Sono in gioco interessi enormi.
La via della Libertà è permettere che le persone possano SAPERE.. conoscere che esistono altre cure, altre terapie… altri Mondi oltre a quello che sembra essere l’unico Mondo consentito. La via della Libertà è mettere a disposizione informazioni e conoscenze, dare fonti e materiale, permettersi di fare una propria ricerca, valutazione e opinione.. e poi SCEGLIERE…
Da sempre Inquisitori, Elité, Mandarini e Farisei di ogni rispa vedono come il fumo negli occhi tutto ciò.. perché il loro scopo è sempre il controllo della Conoscenza, e attraverso il Controllo.. il massimo potere possibile sugli esseri umani.
Andiamo alle terapie contro i tumori presenti in quella interessantissima pagina sul WEB (che richiamo ancora una volta…http://www.curealternativetumori.it/). Premetto che c’era una prima parte, di carattere più generale e contestualizzante. Probabilmente la riprodurrò più in là in un altro post, perché ci sarebbero state altre riflessioni da fare, e poi questo post sarebbe diventato elefantiaco. Comunque, per chi vuole già leggerla, basta che va al link che ho indicato precedentemente.
Alcune premesse vanno fatte.
L’autore ha SELEZIONATO alcune terapie, in base a un processo di valutazione e apprezzamento. Ma naturalmente non sono TUTTE le terapie. Ce ne sono tante altre, come la terapia con l’Aloe vera.. o l’appicazione dell’urinoterapia.. terapie di carattere “vibrazionale”, ecc. Sebbene l’introduzione in questa lista, che l’autore ha preparato, è comunque indice di una certa affidabilità delle terapie indicate, questo non comporta necessariamente che tutte le terapie non indicate (e sono tante) siano di per ciò stesso non “affidabili”.
Altra considerazione… le terapie presentate non sono sempre terapie RADICALMENTE ALTERNATIVE rispetto alla visione ufficiale.. in alcuni casi, come le primissime, possono essere e talvolta sono “complementari” alle cure ufficiali o, come nel caso della “terapia Di Bella”, pur essendo ostracizzata dall’establishment ufficiale, essa comunque ha principi e metodi di azione che non rappresentano un radicale ribaltamento dei fondamenti ortodossi della medicina, rispetto ad altre terapie che sono.. potremmo dire.. più.. “rivoluzionarie”.
Uno dei grandi meriti di questo testo che state per leggere, è che accanto ad ogni terapia vi sono degli indirizzi e dei numeri di telefono, per contattare i dottori che le praticano. Questo è davvero interessante e prezioso.
Viandanti che leggete queste pagine, ricordate sempre che ogni inquisitore ama i libri bruciati… e che ogni eretico ama la libertà.
Vi lascio a questo interessante testo.
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Le Terapie Complementari e Alternative:
Ora verranno presentate una serie di terapie non ufficiali. Come è stato già detto in precedenza, verranno forniti gli indirizzi e i numeri di telefono più utili oltre alle indicazioni di base per ogni trattamento, mentre l’approfondimento di ognuno di questi verrà lasciato al paziente che quindi potrà decidere autonomamente quale percorso terapeutico intraprendere. Vorrei sottolineare ancora una volta che tale resoconto non può essere ritenuto completo ed esaustivo di tutte le possibilità terapeutiche di tipo complementare/alternativo esistenti. Ne sono state scelte una decina con criteri assolutamente personali con la comune caratteristica di possedere ragionevoli presupposti di validità e assenza di tossicità. La sincera speranza che la loro conoscenza possa rivelarsi utile almeno per qualcuno rappresenta il solo ed unico scopo di questa raccolta.
1. I trattamenti complementari di tipo ablativo.
Le metodiche ablative (così come l’ipertermia) dal momento che vengono praticate anche in strutture pubbliche, avrebbero dovuto essere menzionate all’interno dei trattamenti ufficiali. Tuttavia in questo resoconto sono state inserite tra le cure complementari in quanto ancora poco conosciute, poco valorizzate e poco utilizzate nella maggior parte degli ospedali italiani.
Le diverse tecniche ablative consentono di asportare il tumore provocando, attraverso il calore, una necrosi delle cellule maligne. Al contrario delle terapie sistemiche, che agiscono su tutto il corpo contemporaneamente, come ad esempio la chemioterapia, le metodiche ablative possono essere considerati trattamenti localizzati e specifici. Di conseguenza sono maggiormente indicate a scopo curativo per alcuni tumori non ancora avanzati e diffusi, soprattutto quando la chirurgia non può essere attuata. Per le neoplasie avanzate invece possono essere utilizzate, ma a scopo palliativo.
I tessuti tumorali più facilmente aggredibili dalle tecniche ablative sono quelli del polmone (tumori primari o secondari, cioè metastasi polmonari provenienti da altri tipi di tumore) e del fegato (tumori primari o secondari), ma le nuove sperimentazioni lasciano sperare anche in un futuro utilizzo per i tumori del rene, della prostata e per lenire il dolore nei casi di metastasi ossee.
a) L’ablazione a radiofrequenza (o radioablazione).
È una tecnica nella quale attraverso la cute si inserisce una sonda, dalla quale vengono fatti fuoriuscire degli elettrodi che emettono onde elettromagnetiche ad alta frequenza. Queste onde provocano un riscaldamento della parte irradiata, cosicché il tessuto tumorale viene necrotizzato per coagulazione, lasciando intatto il tessuto sano circostante. Il posizionamento degli elettrodi sul bersaglio viene controllato radiologicamente (ad esempio con la TAC). La tecnica consente di agire anche su metastasi plurime, benché di dimensioni non superiori a 3-4 cm di diametro l´una.
Rispetto ad un normale intervento chirurgico, l´eliminazione del tumore tramite ablazione è una pratica molto meno invasiva, richiede una breve convalescenza e può essere eseguita in anestesia locale. Inoltre può essere ripetuta più volte ed associata a chemioterapia. Una ricerca condotta all´università di Pisa e guidata dal Dr Riccardo Lencioni, su un centinaio di soggetti inoperabili chirurgicamente, ha dato risultati incoraggianti.
Oltre all´università di Pisa, l´ablazione a microonde viene praticata con successo in tanti altri ospedali italiani.
Ad esempio nei dintorni di Roma è possibile contattare:
* il Dr Bizzarri, presso l´ospedale Regina Apostolorum di Albano Laziale al numero 06/93298118
* il centralino, o direttamente il reparto di oncologia dell´ospedale Madre Giuseppina Vannini,
al numero 06/242911.
b) L´abalzione a microonde.
Rispetto alla classica ablazione a radiofrequenza è senz´altro più innovativa. Consente l´asportazione di grandi aree di tessuti molli (fegato e polmoni), fino a circa 8 cm in un´unica seduta. È indicata in tutti quei casi in cui non risulta possibile l´intervento chirurgico, è minimamente invasiva e dura circa 10 minuti. L´energia a microonde produce calore, generato attraverso la vibrazione delle molecole d´acqua, causando così la coagulazione dei tessuti tumorali e lasciando intatti i tessuti sani.
Un nuovo strumento ideato a questo scopo ha ricevuto da poco tempo la certificazione CE e soddisfa la Direttiva dell´Unione Europea per gli strumenti in campo clinico, ed è ora ritenuto il primo sistema di ablazione a microonde disponibile a livello mondiale. Il suo nome è Evident microwave ablation system.
In Italia, per ora sono pochi i centri ospedalieri che lo utilizzano:
1. Dr Gianpaolo Carrafiello, Dottore in Medicina e Professore Associato di Radiologia all´Università dell´Insubria a Varese. Per contattarlo è possibile telefonare alla stessa università di Varese.
Tel. 0332/278763
Tel. 0332/393470
fax 0332/263104
e-mail: Gianpaolo.carrafiello@uninsubria.it
Prof. Salvatore D’Angelo
Ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino, Unità Fegato
Tel. 0825/203252
Tel. 0825/203268
Tel. 0825/203237
2. L’ipertermia.
Recentemente l’ipertermia è entrata nel Prontuario Terapeutico Nazionale, codificata al numero 9985.2, quindi è una terapia riconosciuta dal sistema sanitario italiano. Tuttavia nell’ambito di questo resoconto è stata inserita, al pari delle tecniche ablative, tra le terapie non ufficiali, in quanto anche questa ancora poco conosciuta, poco valorizzata e poco utilizzata. Non sono molti, infatti, gli ospedali italiani che ne fanno uso e, nella maggior parte dei casi, senza nutrire troppe aspettative. Al contrario in Germania e Olanda esistono dei centri dove viene praticata con successo da tanti anni, spesso in associazione con le terapie convenzionali.
Per ipertermia si intende il riscaldamento controllato (per circa 1 ora) dei tessuti fino a 42-43° C, temperature in cui le cellule tumorali vanno incontro a morte. Per ottenere questo risultato esistono diverse tecniche, ma non tutte funzionano allo stesso modo, non tutte si dimostrano ugualmente efficaci. È necessario selezionare la tecnica più idonea a seconda del tipo di tumore, senza mai prescindere dalle condizioni generali del malato. Gli effetti collaterali sono minimi ed è ripetibile nel tempo. È generalmente indicata per tutti i tipi di tumori solidi (quindi non per i tumori del sangue).
Per ottenere l’innalzamento della temperatura vengono utilizzati campi elettromagnetici a radiofrequenza, focalizzati da apposite antenne, dette applicatori. La frequenza più utilizzata è di 13,56 MHz.
Oltre l’azione antitumorale diretta, l’ipertermia ha anche un’importante azione coadiuvante con le terapie convenzionali. Più precisamente la radioterapia in associazione con l’ipertermia induce un effetto radiosensibilizzante, con un incremento di efficacia di una volta e mezzo fino a tre volte rispetto alle sole radiazioni ionizzanti. L’interazione invece con la chemioterapia permette una maggiore penetrazione dei farmaci citotossici all’interno delle cellule grazie ad un aumento della permeabilità cellulare conseguente all’innalzamento della temperatura. In sostanza, potenziando gli effetti delle terapie convenzionali è possibile diminuire il dosaggio dei chemioterapici e delle radiazioni ionizzanti, diminuendo così i pesanti effetti collaterali. Inoltre l’innalzamento della temperatura corporea stimola anche il sistema immunitario attraverso la liberazione di sostanze immunoregolatrici, le citochine, che hanno un effetto protettivo per l’organismo. Uno dei massimi esperti mondiali di ipertermia, il Professor Paolo Pontiggia ematologo e oncologo all’Università di Pavia riferisce che il calore produce la rottura del Dna delle cellule tumorali. Più precisamente i vasi tumorali, privi dell’impalcatura muscolare, non consentono per mancanza di elasticità, quella vasodilatazione fisiologica che permette un’adeguata dissipazione del calore introdotto. In tal modo il calore rimarrebbe intrappolato nelle lesioni tumorali, provocandone la morte. Lo stesso professore sostiene che nel 30% dei casi il tumore regredisce, in un altro 30% si arresta temporaneamente, e in un 5% si guarisce.
Non è indicato ricorrere all’ipertermia solo nei casi in cui è presente un forte versamento pleurico, ascite e nei casi in cui l’organismo del malato è talmente debilitato da non consentire una normale risposta immunitaria.
Presso l’Istituto di Medicina Biologica (IMBIO di Milano tel. 02/58300445 – fax 02/58300670)
il reparto di oncologia, guidato dal Dr Mancuso cura regolarmente i malati di tumore con l’ausilio di ipertermia e immunoterapia biologica in associazione alle terapie convenzionali.
Per avere maggiori informazioni sugli ospedali italiani o sui centri privati dove viene praticata con maggiore regolarità e professionalità, ci si può rivolgere all’Associazione Europea di Ipertermia (ASSIE).
Tel. 0381/329752
Fax 0381/32975
3. Immunoterapia Biologica.
L’immunoterapia è una terapia riconosciuta e applicata in senso complementare alle terapie convenzionali, ma occupa un ruolo marginale nell’ambito delle terapie antitumorali ufficiali. Di conseguenza il suo reale utilizzo nella maggior parte delle strutture pubbliche italiane rimane molto limitato. Le modalità attraverso cui si può riuscire ad ottenere una attivazione immunitaria possono essere diverse, ma in tutti i casi, il principio che ne è alla base, cioè il potenziare le difese naturali dell’organismo, può rivelarsi di fondamentale importanza per i malati di tumore. L’attivazione di una risposta immunitaria, oltre ad agire in modo diretto verso la malattia, può servire da supporto per l’organismo debilitato e immunosoppresso sia dall’evoluzione del tumore che dagli effetti collaterali delle terapie convenzionali. Pertanto l’immunoterapia trova una sua collocazione logica sia come terapia anticancro che come terapia coadiuvante le terapie ufficiali. L’efficacia della risposta immunologica sarà proporzionale alle risorse che l’organismo ha ancora a disposizione per combattere. Ciò significa che quando la malattia è molto avanzata e l’organismo è troppo immunosoppresso da tanti cicli di chemioterapia, radioterapia o in seguito ad importanti interventi chirurgici, è molto difficile sperare in una attivazione immunitaria. Pertanto viene consigliato di intraprendere tali terapie immunologiche in concomitanza o addirittura in anticipo a quelle ufficiali. In alcuni tipi di tumori particolarmente aggressivi o in stadi avanzati, laddove la guarigione non può essere un obiettivo raggiungibile, le terapie immunologiche affiancate a quelle tradizionali, possono contribuire ad allungare la sopravvivenza e a migliorare la qualità di vita del paziente. In questo resoconto verranno mensionate 4 diverse fonti (tra pubbliche e private) che si occupano di Immunoterapia Oncologica.
1) Già nel 2004, presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, è sorta una nuova “divisione di immunoterapia Oncologica”. Il programma di attività dell’Unità, nell’ambito della gestione complessiva del paziente oncologico, sia per quanto riguarda l’inquadramento diagnostico che la terapia, in aggiunta ai trattamenti chemioterapici convenzionali attualmente disponibili e di provata efficacia, prevede un forte impegno nella ricerca clinica. Il programma di attività è quindi finalizzato a rendere disponibile ai vari pazienti che afferiscono all’unità le più recenti terapie farmacologiche e immunologiche. A tale scopo sono già attivi diversi protocolli di terapia medica in collaborazione con le maggiori istituzioni oncologiche nazionali ed estere. Le nuove modalità di terapia biologica ed immunologica basate sulla caratterizzazione biomolecolare delle neoplasie di ciascun singolo paziente sono svolte al fine di personalizzare il più possibile l’intervento terapeutico. Per maggiori informazioni è possibile contattare l’Università Senese presso i seguenti numeri:
tel. 0577/586336
fax 0577/586303
responsabile: Dr Michele Maio (0577-586335)
e-mail: istitutotoscanotumori@regione.toscana.it
e-mail: m.maio@ao-siena.toscana.it
2) Un medico oncologo di nome Giuseppe Zora, già nel 1975, controcorrente ed ostacolato da tutti, iniziò una serie di esperimenti in vitro ed in vivo sulle linee sperimentali immunologiche. Nel 1982 cominciò a distribuire il suo prodotto, un ibrido biologico innocuo, non tossico che permetteva un ampio spettro di modulazione immunologica. Da quella data, per circa dieci anni, il dr Zora è stato perseguitato a livello giudiziario. Poi dal 1992, il suo incubo è terminato, avendo registrato il suo prodotto (Adjuvant Plus) in Svizzera come specialità medicinale.
Decine di migliaia di pazienti in Italia e in tutta Europa lo utilizzano con ottimi risultati. Per maggiori informazioni è possibile contattare la Fondazione Raphael in Svizzera e parlare direttamente con il Dr Zora. L’azione del farmaco immunologico di tipo omeopatico – biologico “Adjuvant Plus” del Dr Zora svolge una duplice funzione: una azione antitumorale che si esplica attraverso l’attivazione del sistema immunitario del paziente ed un’azione di supporto mirata a limitare i danni immunosoppressivi dei farmaci chemioterapici. Quindi è particolarmente indicata come terapia adiuvante la chemioterapia. La terapia può essere anche associata alla multiterapia Di Bella.Tale sinergia di trattamento può essere valutata parlandone con il Dr Zora. La terapia consiste in fiale intramuscolo, il cui dosaggio e somministrazione va personalizzata in base alle caratteristiche di ogni paziente. Contattando il Dr Zora e inviando una relazione clinica sul paziente, sarà lui stesso a prescrivere la terapia più adeguata. La preparazione e la spedizione del farmaco avviene in tempi rapidissimi da una farmacia specializzata nella Repubblica di San Marino dietro prescrizione del Dr Zora (S.M.A. s.a. tel.0549-909532).
Il costo della terapia è abbastanza accessibile a tutti.
tel. 0041/793370630
tel. 0041/916306245
tel. 0041/793370630
fax 0041/916306247
e-mail: zora.giuseppe@ticino.com
3) La “Sinterapia” è un’attivazione immunologica personalizzata tramite il vaccino BCG. Questa terapia consiste in iniezioni intraepiteliali eseguite in tempi e diluzioni personalizzate in base alla reattività immunologica del paziente e monitorata con esami ematochimici e con visite cliniche. il vaccino BCG è il vaccino usato comunemente per prevenire la tubercolosi (bacillo di Calmette e Guerin) ed utilizzato insieme all’indoxen (indometacina, un antinfiammatorio) riesce a potenziare le difese naturali dell’organismo. Il paziente deve essere sottoposto a tali iniezioni prima e dopo ciascun ciclo di chemioterapia, radioterapia, ormonoterapia o intervento chirurgico. Attraverso un esame delle sottopopolazioni linfocitarie, che si può eseguire gratuitamente solo in alcuni centri specializzati (vicino Roma c’è quello di Palidoro), dietro prescrizione del medico curante, è possibile capire in anticipo se nell’organismo debilitato del paziente (dalla malattia e dalle terapie citotossiche) c’è ancora la possibilità di poter attivare una risposta immunitaria sufficiente per combattere il tumore. Il medico che prescrive la terapia personalizzata e ne segue l’andamento è il Professor Saverio Imperato di Monza. Contattando il Professor Imperato si riceveranno tutte le indicazioni necessarie per iniziare il trattamento. Il professore ha tre libere docenze: immunologia, patologia generale e microbiologia e cura da circa trent’anni con successo i malati di tumore. Il costo della terapia è accessibile a tutti.
Per informazioni contattare i seguenti numeri:
lo studio del Professore è in via Biancamano 1, 20052 Monza
tel.039/740587
cell. 349/6650859 (Sig.ra Daniela Rigolio) dalle 14,30 alle 17,30
e-mail: sinterapia@gmail.com
4) Già nel 1921, Rudolf Steiner, filosofo e medico tedesco, individuò nel vischio un valido rimedio anticancro. Alla clinica Lukas Klinik in Svizzera, a partire dagli anni 80 i preparati a base di vischio sono stati sottoposti ad indagine scientifica classica. Il meccanismo d’azione è il seguente: il vischio contiene le lectine, sostanze che hanno la capacità di legarsi alle cellule tumorali e stimolare le cellule del sistema immunitario a distruggerle. In un articolo apparso sulla rivista “Oncology” del 1986 viene spiegato che già a ventiquattr’ore dalla somministrazione di vischio si evidenzia un aumento del numero e dell’attività dei linfociti natural killer, aumentano i livelli di fattori di necrosi tumorale, le interluchine e l’attività dei macrofagi. Per eventuali approfondimenti si suggerisce di contattare:
* Associazione antroposofica Rudolf Steiner, con sede a Milano Tel. 02/6595558
* Lukas Klinik con sede in Svizzera Tel. 0041/61723333
* AMOS (Articoli Medicinali Omeopatici Svizzeri) con sede a milano Tel. 02/40090132
* Dr Rosiello Massimo con sede a Roma Tel. 06/3053269
4. SSM Vaccino di Maruyama.
Il vaccino S.S.M. di Maruyama (Specific Substance Maruyama) è un vaccino biologico (un estratto dai germi umani di tubercolosi), sotto forma di fiale, la cui azione si esplica inducendo una sorta di atrofizzazione o incapsulamento delle lesioni tumorali, attraverso una profonda produzione di fibre di collageno. In tal modo svolge un’azione di inibizione dello sviluppo e di proliferazione metastatica della malattia. La terapia ha origini giapponesi e viene utilizzata come terapia alternativa in giappone da più di trenta anni. Esiste un sito non ufficiale dalla traduzione non troppo chiara che spiega più dettagliatamente come funziona.
Le maggiori garanzie di efficacia da parte di questo vaccino provengono dalle testimonianze dirette dei pazienti. In particolare ho avuto modo di parlare personalmente al telefono con una donna italiana di 49 anni alla quale all’età di 20 anni avevano diagnosticato un osteosarcoma avanzato con metastasi polmonari con una prognosi di pochi mesi di vita. La donna non intraprese alcun trattamento convenzionale, bensì solo il vaccino di Maruyama. La donna, dopo 30 anni è ancora in ottima salute. Ha ancora le metastasi polmonari, ma risultano atrofizzate, non attive. I medici dell’ospedale italiano dove era stata seguita dissero che probabilmente avevano sbagliato diagnosi o che si era trattato di una guarigione miracolosa, ma in nessun modo ammisero la possibilità che il vaccino giapponese potesse aver funzionato.
Per entrare in contatto con la struttura in Giappone dove viene preparato il vaccino basta telefonare ed inviare dei dati, ma è necessario conoscere bene l’inglese e saper tradurre il referto clinico dell’ospedale con la diagnosi. Qui di seguito vengono riportate le cose da fare per contattare la struttura:
il sito non ufficiale è:
www.tim.hi-ho.ne.jp/keisaku/index1.html
il primo fax da inviare allo 0081 338 24 64 00 dovrà contenere la diagnosi tradotta in inglese, con più dati possibili sul paziente, e la “doctor’s letter of consent”, come viene descritto sul sito citato. Il medico di riferimento è il Dr Iida Kazumi della Nippon Medical School di Tokio.
Il Dr parla bene l’inglese ma nel chiamare è doveroso tenere conto del fuso orario (8 ore avanti rispetto al nostro) e del fatto che chi risponde al telefono potrebbe non parlare affatto la lingua inglese. Pertanto si raccomanda di avvalersi di un interprete in grado di parlare bene il giapponese.
Il numero di telefono è 0081 338 22 21 31.
Nel fax è bene indicare quanto segue:
To the attention af Dr Iida Nippon Medical School Object: payment for S.S.M. By:
(nome, dati, telefono, indirizzo del paziente)
La traduzione in inglese della diagnosi e le condizioni generali del paziente.
La firma del proprio medico curante che intende richiedere la terapia nel caso sussistano le condizioni per iniziarla (è bene quindi attendere una risposta in merito dal Dr Iida).
Sul fax si deve allegare la documentazione del pagamento: 30.000 yen per le prime 4 scatole di fiale
(compreso il trasporto).
Ovviamente prima di pagare è bene assicurarsi che il Dr Iida abbia dato il consenso all’inizio della cura.
I dati per effettuare il pagamento sono:
beneficiario – Nippon Medical School
banca beneficiaria – bank of Tokio
filiale – Hongo Branch codice banca/swift – BOTKJPJT c/c – 3696841
motivo del pagamento – payment for SSM (più nome e dati del paziente)
In genere non spediscono le fiale finchè non è arrivato il pagamento, quindi è bene inviare un fax di conferma del pagamento avvenuto e telefonare per accertarsi che inviino le fiale. Per la spedizione ogni volta occorrono almeno tre settimane, quindi è bene organizzarsi in anticipo senza aspettare di aver terminato le fiale per ordinare quelle nuove. Nei fax successivi occorrerà inviare, oltre alla solita conferma del pagamento, anche il modulo compilato presente all’interno di ogni confezione, riguardante gli esami clinici richiesti. Il modulo dovrà essere timbrato e firmato dal medico che segue la cura e che ha richiesto il trattamento.
5. La Terapia Di Bella.
La Multiterapia Di Bella (MDB) è probabilmente la cura alternativa ai tumori più conosciuta. Si prefigge di ridurre le dimensioni della neoplasia o di arrestarne o rallentarne la crescita e comunque in tutti i casi di migliorare la qualità di vita del paziente. Tutto questo senza ricorrere a trattamenti particolarmente aggressivi, tanto da essere ben tollerata nella maggior parte dei casi anche per lunghi periodi di tempo. L’efficacia della terapia può dipendere da numerosi fattori. Oltre alle variabili individuali di ogni malato, e il tipo di neoplasia, è importante che venga iniziata il più precocemente possibile e preferibilmente in assenza di altri trattamenti immunosoppressori (come la chemioterapia).
La terapia consiste di almeno quattro farmaci che devono essere assunti agli orari prescritti dal medico. In associazione a questi farmaci ne vengono talora aggiunti altri sulla base dell’origine della malattia e dell’eventuale presenza di metastasi o di altre complicanze. I quattro farmaci principali sono: uno sciroppo galenico a base di vitamina E e di vitamina A, la bromocriptina o altro farmaco analogo, la melatonina che deve essere rigorosamente coniugata con adenosina in percentuali ben precise e la somatostatina che può essere in alcuni casi sostituita da un suo analogo di sintesi. Lo scopo principale della terapia è quello di modificare l’ambiente intorno al cancro rendendoglielo ostile in maniera che esso non riesca a svilupparsi e arresti la propria crescita o addirittura muoia. Inoltre le cellule sane, stimolate da alcuni principi attivi della terapia, vanno invece incontro ad un potenziamento delle loro funzioni e diventano più forti ed in alcuni casi più aggressive nei confronti della malattia.
Nel 1998 è iniziata una sperimentazione ufficiale sulla terapia Di Bella voluta, a seguito delle manifestazioni popolari a favore di questo trattamento, dal Ministero della Sanità italiano. Dopo alcuni mesi tale sperimentazione è stata considerata fallita nel senso che gli organi competenti della medicina ufficiale, ai quali era stato delegato il compito di valutarne l’efficacia e l’attività, hanno affermato che la terapia Di Bella non è dotata di sufficiente attività antitumorale da giustificare un proseguimento della sperimentazione su altri pazienti. Cosa si intende per sufficiente attività antitumorale ? Se infatti si intende l’ottenimento di una risposta parziale, vale a dire una riduzione del 50% del tumore, è chiaro come essendo stati arruolati pazienti con patologia molto avanzata, fosse un obiettivo troppo difficile da raggiungere. Il fatto che taluni di questi pazienti abbiano comunque ottenuto una risposta minima non è stato tenuto per nulla in considerazione. Così come non è stato considerato che con molta probabilità quegli stessi pazienti avrebbero ottenuto risposte minime anche con le terapie convenzionali. In ogni caso non avendo ricevuto un risultato convincente e definitivo, la sperimentazione è stata sospesa e con questo evento è stato definitivamente messa la parola fine alla possibilità che la MDB potesse divenire ufficialmente una cura per il trattamento dei tumori al pari delle altre.
Giudicare l’efficacia della MDB rispetto a quella delle terapie ufficiali è impossibile. Forse è addirittura sbagliato porsi un quesito del genere, nel senso che per un certo tipo di tumore potrebbe risultare più efficace l’una dell’altra, ma per un altro tipo potrebbe accadere l’opposto.
Al di là dell’efficacia terapeutica una cosa è certa: la MDB ha rappresentato un approccio terapeutico alla cura dei tumori totalmente diverso dai precedenti, avendo il pregio di considerare la cura non più solo come un modo per sopravvivere più a lungo possibile, quanto nel modo migliore possibile. Una terapia non più impostata sul farmaco dall’azione devastante, in grado di distruggere tutto, quanto su un insieme di farmaci e vitamine ben calibrati che agiscono in sinergia e nel rispetto dell’organismo malato. La MDB infatti può essere eseguita a casa del paziente stesso grazie alla semplice collaborazione dei familiari e, per i soggetti autosufficienti, anche in perfetta autonomia, senza ricorrere all’aiuto di alcuno. È inoltre compatibile con una qualità di vita perfettamente normale tanto che sono molti i pazienti in età lavorativa che la praticano senza avere alcun disagio nello svolgimento della loro professione. In poche parole, con la terapia Di Bella, si realizza una “convivenza migliore con la malattia” dando la possibilità al paziente di combattere la sua battaglia in modo più dignitoso, senza essere gravato da pesanti effetti collaterali.
Le difficoltà di curarsi con la terapia Di Bella sono principalmente legate al fatto di non potersi curare all’interno di una struttura pubblica. Di conseguenza l’approvvigionamento di alcuni farmaci e i costi più o meno alti non ne consentono un ampio utilizzo.
Per chi volesse approfondire la conoscenza della terapia Di Bella e valutare la possibilità di curarsi essendo certo di non cadere nelle mani sbagliate (i medici che si spacciano come “dibelliani” senza averne il titolo sono tanti) può rivolgersi ai seguenti numeri:
tel. 338/4683410 (Ivana Maccione)
tel. 335/5311146 (Patrizia Mizzon)
6. Il metodo Pantellini.
L’ascorbato di potassio. Il metodo del Dott. Gianfranco Valsé Pantellini nacque da un caso fortuito, o per meglio dire, da un errore. Nel 1947, il Dott. Pantellini consigliò ad un malato di cancro inoperabile allo stomaco, con prognosi di pochi mesi di vita, di bere limonate con bicarbonato di sodio al fine di calmare i forti dolori. Dopo un anno, lo rivide perfettamente ristabilito (il paziente morì infatti d’infarto vent’anni più tardi). Al momento di esaminare le radiografie, pensò che si trattasse di quelle di un altro. Cos’era successo? Il paziente, per errore, non aveva usato il bicarbonato di sodio, ma quello di potassio. “Ebbi come una botta in testa”, raccontò un giorno Pantellini. “Feci delle separazioni di limone ed esperidati dei vari acidi presenti e mi accordai con dei colleghi medici, per sperimentarli su alcuni malati di cancro, ormai in fase terminale, che volontariamente si offrirono di assumere, per via orale, citrato di potassio, tartrato di potassio ed esperidato di potassio: non ottenni purtroppo alcun effetto. Quando poi somministrai ai malati l’ascorbato (vitamina C) di potassio, conseguii i primi riscontri positivi”. Proseguendo nella terapia, i malati di cancro presentavano apprezzabili miglioramenti, già nell’arco di 10-15 giorni. Il dolore scompariva, o quantomeno si attenuava, ed il paziente era in grado di riprendere la propria attività lavorativa. In alcuni soggetti, ancora oggi, a distanza di 40 anni, non risulta alcuna presenza del tumore. Pantellini proseguì le sue ricerche per quarant’anni, scoprendo che l’ascorbato di potassio trovava applicazione anche in alcune malattie degenerative ed autoimmuni. Continuò a tenere conferenze, partecipò a vari congressi di oncologia, pubblicò le sue scoperte su riviste mediche, curò con successo migliaia di persone. Risultato? Alcune denunce da parte dell’Ordine dei Medici (assolto), problemi a non finire, diffamazioni; ma l’aspetto più grave è che in tutti questi anni, Pantellini non è mai stato preso in considerazione dalla classe medica. Non viene confutato, semplicemente viene totalmente ignorato. Chi volete che abbia interesse a prescrivere l’ascorbato di potassio, un prodotto che costa poche decine di euro per un mese di terapia e che, oltre a tutto, non è brevettabile ? Di seguito viene riportato un discorso del Dr Pantellini fatto a 82 anni poco prima di morire:
“Nelle nostre cellule vi sono ogni attimo migliaia di reazioni chimiche
simultanee, compresa la lotta tra gli enzimi chiamati
superossidodismutasi ed i famosi radicali liberi detti i distruttori.
Nel caso in cui i radicali dovessero aumentare od il gene che costruisce
le SOD non funzionasse bene, entro 24 ore la cellula diventa
cancerogena. Da una quarantina d’anni ho scoperto l’efficacia di una
terapia antiossidante, che va in aiuto delle SOD, ed è l’Ascorbato di
Potassio. Questo, attraverso la ristrutturazione della pompa
sodio-potassio sulla membrana cellulare, penetra nella cellula non solo
riportandovi il potassio che viene espulso dalla degenerazione, ma
ricomponendo le catene dei messaggi genetici. La cellula, rimessa in
ordine, non viene più attaccata dal cancro. Questo prodotto è come un
integratore alimentare senza alcuna tossicità. I risultati clinici,
attestabili, dimostrano che in 17 pazienti su 20, la riduzione della
sintomatologia varia tra la completa guarigione e la regressione
variabile. Nel caso dell’angioma, l’ascorbato blocca l’azione
dell’ossigeno nelle cellule e ferma il processo. Anche il prof. Folkman
negli USA ha messo a punto un sistema per combattere questa
proliferazione di capillari, strangolandoli chimicamente con
angiostatina ed endostatina. È una via parallela, ma la mia agisce
dall’interno delle cellule come preventivo.
Il rimedio c’è, il problema è che non costa nulla!
In conclusione i risultati positivi, dove non ci sono tornaconti
economici, stranamente non vengono considerati, mentre la chemioterapia
distrugge l’organismo spesso prima del tumore.
La prevenzione dei tumori potrebbe essere per qualcuno, in termini
economici, un danno incalcolabile. Sempre più studiosi sono daccordo col
ginecologo tedesco Muller, secondo il quale il 70% dei nati morti, o
focomelici, è dovuto ai farmaci”
Alcuni ricercatori del NIDDK (National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases) in alcuni esperimenti sui topi hanno scoperto che alte concentrazioni di ascorbato di potassio erano associate ad effetti antitumorali nel 75% delle linee cellulari tumorali. Più precisamente è stata osservata una riduzione della crescita tumorale e del peso dei tumori del 41-53%. Tuttavia, tra il 1979 ed il 1985, studi clinici sull´uomo in cui veniva somministrata vitamina C, controllati con placebo ed in doppio cieco, non confermarono effetti benefici.
Ancora una volta ci si trova dinanzi alla situazione dove una qual certa sostanza che sembra possedere un forte effetto antitumorale non viene riconosciuta dalla medicina ufficiale.Una sperimentazione seria sull´ascorbato di potassio non è stata mai condotta e probabilmente non lo sarà mai. Senz´altro le sostanze utilizzate da questa terapia sono totalmente atossiche. Per di più la vitamina C anche se assunta in alte dosi non può causare effetti indesiderati in quanto la parte in eccesso, che non può essere assorbita, viene naturalmente eliminata dall´organismo. Tuttavia l´ascorbato di potassio, andando ad agire sulla pompa sodio/potassio, è bene che venga assunto con il controllo costante di un medico.
Per chi volesse approfondire questa terapia, è possibile contattare la:
Fondazione Internazionale Pantellini Via Mattioli, 55 Firenze Tel. 055 491835 Fax 055 499634
e-mail: fondazione@pantellini.org
La terapia con ascorbato di potassio prevede di assumere giornalmente 0,15 gr di acido ascorbico (vitamina C) in cristalli puri, conservati in bustine di alluminio, 0,30 gr di bicarbonato di potassio in cristalli puri. Il tutto va mescolato in ½ bicchiere d’acqua minerale con un cucchiaino di plastica per ben 3 volte al giorno, 1 ora prima dei pasti principali. La preparazione e la spedizione delle sostanze in cristalli puri viene realizzata dalla Farmacia:
New Mercuri in via Celso 13/R a Firenze Tel. 055 482558 – 499504
7. C.R.A.P. (Complementare Riducente Antidegenerativa Puccio).
Nel maggio del 1999, dopo 12 anni di studi, un ricercatore siciliano, Giovanni Puccio, con l’aiuto di alcuni medici, mise a punto una cura anticancro di tipo naturale, basata sul ripristino dell’equilibrio cellulare a livello acido/basico tramite delle sostanze ossido/riducenti.
Più precisamente la terapia antiossidante di Puccio si propone di riequilibrare il rapporto redox-omeostatico cellulare con l’intento di bloccare la formazione degli dei radicali liberi che sono all’origine del processo degenerativo del tumore.
Le ricerche di Puccio hanno portato a concludere che il cancro sia una conseguenza di un processo patologico che inizia molti anni prima all’interno dell’organismo e che si manifesta con un forte squilibrio elettrochimico, blocco delle pompe sodio/potassio e calcio/magnesio, abbassamento del potenziale di membrana, abbattimento del sistema immunitario e acidosi metabolica.
La terapia è in realtà una multiterapia, basata sull’attenta somministrazione di diverse sostanze. L’elemento principale è il GSH ovvero il “Glutatione ridotto” che esplica alcune funzioni fondamentali a livello cellulare.
Oltre al GSH la terapia prevede l’assunzione di acido ascorbico (vitamina C), bicarbonato di potassio (vedi Metodo Pantellini), selenio, coenzima Q10, vitamina E, licopene, betacarotene, aminoacidi essenziali (fosforo, magnesio, calcio, potassio, etc.) oligoelementi ed enzimi regolatrici e acetilcisteina, oltre ad una particolare alimentazione energetica.
Al termine del riequilibrio del rapporto redox-omeostatico che si raggiunge entro tre mesi circa, si attiverebbero naturalmente i linfociti NK natural Killer in un tempo stimato dai 4 ai 6 mesi. La riuscita del trattamento sembrerebbe legata allo status del substrato biologico del paziente, che spesso viene fortemente compromesso in seguito alle terapie citotossiche (chemioterapia). Al termine della remissione della patologia è prevista una terapia di mantenimento.
La complessità della terapia complementare riducente antidegenerativa di Puccio comporta che venga eseguita sotto osservazione medica, in quanto prevede un attento e continuo monitoraggio di diversi parametri, come il sottoporsi ad esami ematochimici ogni 10/15 giorni ed un esame dello stress ossidativo completo (che viene eseguito esclusivamente presso l’ IDI di Roma).
Recentemente, ad un convegno tenutosi a Palermo presso l’Hotel President in data 08/05/2006, un giudice di pace ha parlato in modo favorevole circa l’efficacia della terapia, ed è stato riportato un caso di guarigione sconcertante su un cancro al fegato del padre della Top Model Eva Riccobono.
La terapia, chiamata anche vaccino terapeutico E.M.M.A.NU.ELE., è stata anche sperimentata ufficialmente negli anni successivi in 5 paesi stranieri. Purtroppo non siamo venuti a conoscenza dei risultati di questa sperimentazione, ma per saperne di più è possibile contattare:
Associazione per la Ricerca Scientifica Via A. Cisalpino, 2 90128 Palermo
per contatti diretti:
cell. 338/7773738 (Giovanni Puccio)
cell. 328//6369415 (Rossella Puccio)
e-mail: giovannipuccio@hotmail.com
e-mail: rossellapuccio@hotmail.com
Il comitato scientifico dell’associazione è rappresentato dal Dott. Santi Scola, Specialista in Ematologia Generale Clinica e di Laboratorio, Igiene e Medicina Preventiva, Orientamento Laboratorio e Patologia Clinica.
Da alcuni dati rilasciati dal Ministero della Salute e pubblicati sul Giornale di Sicilia del 03/06/2008 a pag. 7, si è potuto constatare che la Sicilia registra il 15% di decessi in meno per tumore rispetto alla media nazionale nonostante il consumo dei farmaci antitumorali sia il 6% in meno. Questi dati potrebbero far pensare ad una reale efficacia della terapia che essendo abbastanza conosciuta in Sicilia, viene utilizzata quasi esclusivamente in questa regione.
8. La graviola (annona muricata).
L’annona Muricata, comunemente chiamata “Graviola”, è una pianta della foresta amazzonica che sembrerebbe possedere delle importanti proprietà antitumorali. L’uso del condizionale è d’obbligo, in quanto, malgrado diversi studi di laboratorio abbiano evidenziato tali proprietà, non è mai stato condotto uno studio sugli esseri umani che ne comprovasse l’efficacia.
Di seguito viene riportato uno dei tanti testi che si trovano su internet sull’argomento: “Da oggi il futuro del trattamento del cancro e le possibilità di sopravvivenza sembrano molto più promettenti che mai. Il merito va ad una pianta che cresce in Amazzonia, nelle foreste pluviali del sud America: la GRAVIOLA (annona muricata). Molto probabilmente fra non molto tempo potremo cambiare opinione sulle possibilità di sconfiggere il cancro. Dagli estratti di questa potente pianta potrà essere possibile:
* Sconfiggere il cancro in tutta sicurezza con una terapia completamente
..naturale che non provoca nausea, perdita di peso e di capelli.
* Proteggere il sistema immunitario ed evitare infezioni fatali.
* Sentirsi più forti e sani durante tutto il corso del trattamento.
* Aumentare la propria energia e migliorare l’aspettativa di vita.
Una grande e conosciuta industria farmaceutica statunitense per più di sette anni ha studiato e testato in laboratorio le proprietà della graviola. Non essendo riuscita a isolare e duplicare in una formula chimica brevettabile i due più potenti componenti della pianta e quindi non potendo trarre grandi profitti dalla vendita di un farmaco, l’azienda ha abbandonato il progetto evitando di rendere pubblico il risultato della ricerca. Siccome per legge non si possono brevettare le sostanze naturali (giustamente, la natura appartiene a tutti, non se ne possono brevettare le meraviglie), uno studio clinico che comporta investimenti per centinaia di migliaia o addirittura milioni di dollari deve avere poi un suo ritorno economico dalla vendita dei prodotti; nessuna casa farmaceutica condurrà mai degli studi su sostanze che poi chiunque potrebbe coltivare o raccogliere per preparare il proprio rimedio personale. Fortunatamente uno dei ricercatori di quella compagnia, pur condividendone gli obiettivi di profitto, non poteva accettare la decisione di nascondere al mondo questo unico killer del cancro.
Fu così che ascoltando la sua coscienza e rischiando la carriera decise di contattare e informare la Raintree Nutrition, una compagnia statunitense che si dedica alla ricerca, al raccolto e alla riforestazione di piante ed erbe nell’Amazzonia. La sua presidente è riuscita a guarire da una rara forma di leucemia proprio grazie alle piante della foresta pluviale.
Durante le sue ricerche la Raintree Nutrution ha scoperto che anche il NATIONAL CANCER INSTITUTE (NCI) nel 1976 aveva già verificato che gli estratti di questa pianta erano in grado di attaccare e distruggere le cellule maligne del cancro. Questo studio era però stato archiviato come un rapporto interno e mai reso pubblico.
Nonostante queste proprietà siano state scoperte già nel 1976, non è mai stato condotto uno studio su esseri umani, quindi nessuna sperimentazione a doppio cieco e altri test per verificare il valore del trattamento tale da essere pubblicato sulle riviste mediche e quindi universalmente accettato come terapia. In ogni caso, la graviola ha dimostrato di poter distruggere le cellule del cancro in altri 20 studi di laboratorio. Il più recente, condotto dalla Catholic University of South Corea agli inizi del 2001, ha rivelato che due composti estratti dai semi della graviola hanno mostrato una “citotossicità selettiva comparabile all’Adramycin” (un farmaco comunemente usato nella chemioterapia) per le cellule del cancro al colon e al seno, lasciando contemporaneamente intatte le cellule sane, al contrario di quello che si verifica con la chemioterapia.
In un altro studio, pubblicato sul Journal of Natural Products, ha dimostrato che la graviola non è solo confrontabile con l’Adriamicina, ma la supera clamorosamente negli studi di laboratorio. Un composto della pianta ha distrutto selettivamente le cellule cancerose del colon con una potenza 10.000 (diecimila!) volte superiore a quella dell’Adriamicina.
Anche i ricercatori della Purdue University hanno riscontrato che gli estratti delle foglie di graviola hanno eliminato le cellule del cancro in almeno sei tipi di tumore e sono state particolarmente efficaci contro le cellule del cancro alla prostata e del pancreas (!). Secondo un altro studio, sempre della Purdue University, estratti di questa pianta hanno isolato e distrutto le cellule del cancro al polmone.
Quindi, le domande più ovvie saranno: perché sono stati condotti solo studi di laboratorio e non sono state diffuse notizie così incoraggianti? Per il motivo già accennato all’inizio: non essendoci la possibilità di profitti derivanti dalla vendita di un brevetto di un medicinale chimico, nessuna compagnia farmaceutica investirà enormi risorse finanziarie per uno studio appropriato. Purtroppo questa è una realtà comune a gran parte delle terapie naturali. Incoraggiata da questi test di laboratorio, la Rain Tree Nutrition ha condotto ulteriori ricerche, anche con l’aiuto delle tribù dell’Amazzonia, per raccogliere e far riprodurre questa pianta. Oltre ad aver reso disponibile un preparato contenente la sola graviola, questa azienda ha sviluppato un prodotto chiamato N-TENSE che contiene il 50% di graviola ed il restante 50% una miscela di sei erbe con riconosciute proprietà anticancro: Bitter melon (Mormodica charantia), Esphinheira Santa (Maytenus illicifolia), Mullaca (Physalis angulata), Vassourinha (Scoparia dulcis), Mutamba (Guazuma ulmifolia), Cat’s Claw – Unghia di gatto (Uncaria tomentosa).
Purtroppo finora sono stati pochi i medici e pazienti negli USA (pochissimi in Europa) che hanno usato la graviola o il composto messo a punto dalla Rain Tree Nutrition per combattere il cancro. In ogni caso, secondo le testimonianze pervenute alla Rain Tree Nutrition e al distributore italiano, i primi risultati sembrano particolarmente incoraggianti.
Mentre la gran parte delle ricerche sulla graviola sono focalizate sulle sue capacità anticancro, la pianta è usata da secoli dalla medicina popolare del Sud America per trattare un sorprendente numero di disturbi fra i quali: ansia, ipertensione, influenza, tigna, scorbuto, malaria, eruzioni cutanee, nevralgia, dissenteria, artriti e reumatismi, palpitazioni, nervosismo, insonnia, diarrea, febbre, nausea, foruncoli, dispepsia, spasmi muscolari, ulcera.
Non ci sono dubbi che un ammalato di cancro dovrebbe poter conoscere tutte le opzioni di trattamento disponibili. La graviola potrebbe fornire l’aiuto necessario e forse determinante per sconfiggere la malattia, oltretutto, essendone stata riscontrata l’assoluta assenza di tossicità, senza sopportare i pesanti effetti collaterali provocati dai vari trattamenti farmacologici.”
Leggendo questi testi si rimane senza parole. Ma è davvero possibile che una sostanza che potrebbe possedere delle proprietà antitumorali così forti non venga adeguatamente testata in una sperimentazione clinica per mancanza di interessi economici ? A pensarci bene è comprensibile che non ci sia una casa farmaceutica disposta a investire tanti soldi su un prodotto non brevettabile, in quanto per un’azienda privata ogni investimento economico importante deve comportare un relativo ritorno economico. Tuttavia la salute non dovrebbe essere considerato un bene privato. È possibile che la “salute pubblica” resti indifferente di fronte ad una possibilità di questo tipo ? Ovviamente qualsiasi malato oncologico troverebbe enorme difficoltà ad accettare l’idea di assumere una sostanza non adeguatamente testata, in quanto non sufficientemente rassicurato sull’efficacia né sugli eventuali effetti collaterali.
Questa è l’unica terapia citata in questa raccolta non testata sull’uomo, per la quale non è possibile garantire l’assenza di tossicità. Pertanto per chi volesse maggiori informazioni, o per richieste di spedizioni, può rivolgersi all’esclusivista per l’Italia:
“Naturvitae”
e-mail: info@naturvitae.com
via Pacinotti 18 – Monfalcone
tel. 0481/414013
fax 0481/794350
9. ESSIAC. La formula di Renè Caisse.
L’essiac è una miscela di erbe con la quale l’infermiera Renè Caisse cominciò a curare i malati di tumore, intorno agli anni 30 in Canada. La ricetta originale apparteneva ad un medico indiano, ma la Caisse ne venne a conoscenza da una signora guarita da un cancro al seno dallo stesso medico indiano. Dopo averla provata su sua zia, malata terminale di cancro allo stomaco, la quale incredibilmente guarì, la Caisse cominciò a curare con successo moltissimi malati con la collaborazione dei migliori medici di Toronto. Tuttavia la medicina ufficiale non fece altro che ostacolare puntualmente ogni tentativo della Caisse di “legalizzare” la sua cura, pretendendo che svelasse la formula della tisana. Per paura di speculazioni, la Caisse si rifiutò sempre (rifiutando anche un compenso di 1 milione di dollari da una casa farmaceutica) e continuò in semi-clandestinità a curare i malati senza alcuna retribuzione. Queste le testimonianze di alcuni illustri medici sull’efficacia della tisana:
“ho potuto constatare che nella maggior parte dei casi le deformazioni scomparivano, i pazienti denunciavano una forte diminuzione dei dolori. In casi serissimi di cancro ho visto interrompersi le emorragie più gravi. Ulcere aperte alle labbra ed al seno rispondevano alle cure. Ho visto scomparire cancri alla vescica, al retto, al collo dell’utero e allo stomaco. Posso testimoniare che la bevanda riporta la salute nel malato, distruggendo il tumore restituendo la voglia di vivere e le funzioni normali degli organi” – Dottor Benjamin Lesile Guyatt, responsabile del dipartimento di anatomia dell’università di Toronto.
E ancora…”ero venuta abbastanza scettica, ed ero risoluta a rimanere solo 24 ore. Sono rimasta 24 giorni ed ho potuto assistere a miglioramenti incredibili su malati terminali senza più speranza e malati diagnosticati terminali, guarire. Ho esaminato i risultati ottenuti su 400 pazienti” – la Dott..ssa Emma Carlson arrivata dalla California.
Durante il processo in cui la si accusava di curare senza legittimità tramite una cura non testata, ben 387 ex pazienti accettarono di testimoniare in suo favore, oltre a numerosi medici. Tutte queste persone si dichiararono convinte di essere state guarite dall’infermiera dopo essere stati definiti “senza speranza” dai medici dell’ospedale di Bracebrigde di Toronto. Il risultato del processo, fu che la tisana non era una cura per il cancro e che se non avesse svelato la formula avrebbero impedito alla Caisse di continuare le sue cure e avrebbero chiuso la sua clinica. In realtà durante il processo fu permesso di testimoniare solo ad una piccola parte di ex pazienti e una parte di medici che avevano promesso di sostenerla, ritrattarono, riconoscendo la possibilità di essere caduti in errore. Nonostante tutto la Caisse continuò a curare i suoi malati fino a all’età di 89 anni, tra mille disavventure. Un anno dopo , morì. Al funerale dell’infermiera parteciparono diverse centinaia di persone. In altri esperimenti mal condotti e non seguiti dalla Caisse la sua tisana fu giudicata atossica ma inefficace. Fino a quando nel 1984 una giornalista radiofonica fece un’intervista al Dr Brush, un rispettato medico che aveva collaborato con la Caisse negli ultimi anni prima della sua morte. Dall’intervista, seguita da un numero incredibile di persone, emerse che la tisana poteva essere ritenuta una cura per il cancro. Più precisamente il Dr Brush disse: “ho potuto constatare che la bevanda può far regredire il cancro ad un punto tale che nessuna conoscenza medica attuale è in grado di raggiungere”. In altri programmi radiofonici altri medici confermarono quanto sostenuto dal Dr Brush ed ormai l’opinione pubblica si era completamente spostata a favore della Caisse. Nonostante tutto la strada legale si dimostrava ancora tortuosa, pertanto alla giornalista venne in mente di smetterla di tentare di combattere contro le istituzioni per far riconoscere la tisana come una cura per il cancro. Si sarebbe venduta come una tisana innocua ed atossica. In questo modo chiunque avrebbe potuto continuare a curarsi senza alcuna difficoltà, trovando la tisana anche nelle erboristerie. Grazie a questa intuizione oggi la tisana “Essiac” viene regolarmente venduta in tutto il mondo come fosse un thè.
Oggi conosciamo l’esatta formulazione della tisana che comprende ben 4 erbe miscelate nella giusta proporzione: Rumex Acetosella, Arctium Lappa, Ulmus Rubra, Rheum Palmatum. La Rumex Acetosella ha ottime proprietà depurative per le cellule, contiene tutte le vitamine e sali minerali e sostanze immunomodulatrici. L’Arctium Lappa è la radice di bardana. È ricca di vitamine, sali minerali, favorisce il metabolismo degli zuccheri ed è immunomodulante. Inoltre è depurativa per fegato, polmoni e reni. Il Rheum Palmatum è la radice di rabarbaro. Ha la proprietà di rimuovere la sostanza viscosa che circonda le cellule tumorali, permettendo in tal modo il passaggio dei principi attivi delle erbe. L’Ulmus Rubra deriva dalla corteccia dell’olmo. Ha proprietà protettive per i tessuti degli organi ed un ottimo antinfiammatorio. Già prima della morte della Caisse, la tisana fu completata da altre tre erbe aventi un’azione inibente sul cancro: foglie di Plantago Mayor, fiori di Trifolium pratensis e bacche di Xanthollium Fraxiensu.
Nelle erboristerie o farmacie specializzate in preparazioni galeniche è possibile acquistare la tisana completa con tutte le erbe.
Per chi si trova a Roma possiamo suggerire di visitare, presso il quartiere San Paolo, l’ ”Abbazia San Paolo fuori le Mura” . Fin dal VIII secolo è il luogo dove vivono i monaci benedettini che propongono particolari rimedi (tisane, decotti, unguenti, erbe dalle spiccate proprietà terapeutiche tipo Aloe, composti fitoterapici, etc..) erboristici naturali, selezionando accuratamente le materie prime e controllando scrupolosamente i processi di lavorazione.
L’indirizzo è il seguente: via Ostiense, 186 00120 Città del Vaticano (metro B San Paolo)
tel. 06/45435574
e-mail: salute@abbaziasanpaolo.net
10. La cartilagine di squalo.
La cartilagine di squalo è una sostanza naturale, atossica nota più per le sue proprietà antinfiammatorie e come rimedio contro l’artrite, la psoriasi e la degenerazione maculare che per le sue qualità come anticancro.
A tal fine il miglior effetto che sembra possedere la cartilagine di squalo è legato alle sue proprietà antiangiogeniche. Più precisamente nella cartilagine dello squalo sarebbero presenti ben tre proteine capaci di inibire l’angiogenesi, cioè la vascolarizzazione. Inibendo la crescita di nuovi vasi sanguigni il tumore non può più svilupparsi e la diffusione metastatica può essere rallentata o addirittura interrotta, e il tumore può andare incontro a necrosi.
Nel libro di William Lane e Linda Comac “Gli squali non si ammalano di cancro”, gli autori descrivono le ricerche condotte per più di vent’anni sulla cartilagine di squalo e riportano alcuni casi clinici trattati con successo in Messico. Per la verità i dati riportati su questi casi clinici appaiono abbastanza frammentari e incompleti e condotti su un campione molto esiguo (solo 8 soggetti); tuttavia dalla lettura di questo libro si rimane sufficientemente colpiti e propensi a ipotizzare una qual certa efficacia di questa sostanza. Più dettagliatamente da tali studi risulta che in 7 pazienti su 8, considerati in stadio terminale, la sola assunzione di cartilagine di squalo abbia dato origine a regressioni delle masse tumorali comprese fra il 30 e il 100%. Dalle esperienze avute da Lane, sembra che la cartilagine, per non rischiare di perdere le sue preziose proprietà, deve essere la più pura possibile. Innanzitutto per non perdere la sua efficacia deve essere polverizzata molto finemente. In questo modo può venir assorbita rapidamente dall’organismo, prima che la proteina venga digerita dagli enzimi proteolitici, il che vanificherebbe la sua potenzialità antiangiogenica. Anche le procedure di essiccazione e di sterilizzazione sono importanti. Infatti l’eccessivo calore, i solventi o talune sostanze chimiche possono denaturare le proteine della cartilagine, rendendola inefficace. L’autore del libro suggerisce pertanto di acquistare solo cartilagine di altissima qualità. A Roma c’è un medico dentista, che si occupa di vendere questo tipo di cartilagine senza fini di lucro. Il numero di telefono dello studio viene riportato anche sul libro sopra citato ed è il seguente: 06/39741248. Le modalità di somministrazione e i dosaggi sono altrettanto importanti ai fini dell’efficacia. Secondo Lane la somministrazione può essere fatta sotto forma di enteroclisma o anche per via orale, miscelando la polvere di cartilagine ad un succo di frutta. L’odore della cartilagine è infatti molto forte ed è indispensabile mescolarla a qualcos’altro tenendo conto che il dosaggio deve essere altissimo. Per i tumori al III e IV stadio infatti si deve assumere 1 gr di cartilagine per ogni kg di peso al giorno, il che vuol dire dover assumere circa 60 gr di polvere di cartilagine (l’equivalente di quasi 90 capsule al giorno). Dato l’elevatissimo dosaggio anche il costo cresce vertiginosamente, superando i 1.000 euro al mese. L’unico vantaggio di questa terapia è che la sua efficacia può essere valutata già dopo circa due o tre mesi. Pertanto una TAC di controllo a 70/90 giorni dall’inizio dell’assunzione può far capire se si è sulla strada giusta oppure no. La scarsezza numerica dei dati clinici riportati sul libro e la non completezza dei risultati non consente di poter garantire l’esito del trattamento, senza contare che l’unica sperimentazione ufficiale fatta (fra l’altro su appena 30 soggetti) ha dato dei risultati poco chiari: nel 30% dei soggetti la malattia si è stabilizzata per circa tre mesi. Alcune case farmaceutiche viste le proprietà della cartilagine riscontrate in vitro e sugli animali, hanno tentato di sintetizzarne un derivato, chiamato Neovastat AE – 941 ma i risultati non hanno soddisfatto le aspettative. Le ragioni date da alcuni studiosi è che taluni processi chimici indispensabili per ottenere il derivato, andrebbero a denaturare le proteine della cartilagine, rendendola totalmente inefficace.
In conclusione, alla luce delle ricerche fatte e dei risultati ottenuti è possibile affermare che la cartilagine di squalo è certamente una sostanza atossica (anche se assunta in dosi elevate) dotata di importanti proprietà antinfiammatorie e antiangiogeniche riscontrate in vitro e su animali per la cura dei tumori e utile nella cura di altre malattie come l’artrite e la psoriasi. Tuttavia si avverte la necessità di studi più approfonditi e sperimentazioni serie condotte da importanti case farmaceutiche che dimostrino inequivocabilmente l’efficacia della cartilagine di squalo nel trattamento delle neoplasie maligne.
Nell’ampio panorama delle terapie anticancro anche la fitoterapia e l’omeopatia possono essere considerate due discipline importanti che si pongono l’obiettivo di aumentare e migliorare la qualità della vita del paziente attraverso una diminuzione dei dolori e una migliore gestione degli effetti collaterali delle terapie convenzionali. In questa prospettiva tali discipline predispongono al meglio l’organismo, inteso nella sua totalità, tramite una modalità lenta e “dolce”, verso la guarigione.
Tuttavia la difficoltà di identificare delle terapie specifiche all’interno del complesso e variegato mondo della fitoterapia e della omeopatia, non ci consente di fornire particolari indicazioni e si rimandano gli interessati ad approfondimenti personali .
Tra i vari centri di omeopatia biologica per la cura del cancro ce ne è stato segnalato uno in particolare a Colonia, dove hanno così tante richieste che spesso l’attesa per la prima visita può durare anche 3/4 mesi. Telefonando ed inviando la relazione clinica la dottoressa Hamhim Richs vi saprà dire se ritiene di poter prendere in cura il paziente. Il costo della terapia è di circa 220 euro e comprende la visita, l’esame delle urine, alcune analisi del sangue e l’impostazione della terapia.
Per avere maggiori informazioni è possibile telefonare ai seguenti numeri:
tel. 0049/64836091 (Dott.ssa Hamhim Richs)
tel. 0049/4953922567 (Dott.ssa Brigitte Gabriel)
Conclusioni.
Si è cercato di scrivere questo resoconto con il sincero desiderio di poter offrire uno spunto di riflessione sulle varie possibilità terapeutiche esistenti per la cura del cancro.
Più precisamente si è cercato di analizzare i traguardi raggiunti e al tempo stesso i limiti delle terapie convenzionali e di ipotizzare la possibilità (e/o la necessità) di intraprendere anche percorsi “diversi” .
Optare verso una scelta “diversa” è sempre una scelta coraggiosa, mai facile, ma in certi casi assolutamente necessaria al fine di non lasciare nulla d’intentato, soprattutto per i casi con prognosi peggiore.
Nella maggior parte dei casi l’abbandonare le terapie ufficiali può essere sconsigliabile, ma affiancare ad esse delle cure coadiuvanti di supporto, mirate a potenziare le difese naturali dell’organismo e a sopportare meglio gli effetti collaterali dei trattamenti convenzionali, può rivelarsi una strategia terapeutica possibile e valida.
In questa prospettiva, più che di terapie alternative, è più corretto parlare di terapie complementari, intese come completamento delle cure ufficiali, con le quali ci si prefigge di prolungare l’aspettativa di vita migliorandone la qualità.
Con umiltà e profondo rispetto per le terapie convenzionali, ma allo stesso tempo con determinazione, si è parlato anche della possibilità di intraprendere terapie di tipo alternativo, in sostituzione a quelle ufficiali, consapevoli che la “verità assoluta” sulla cura dei tumori purtroppo ancora non la possiede nessuno.
Nel mondo esistono centinaia di migliaia di persone che hanno tratto giovamento dalle terapie convenzionali e forse solo qualche migliaio o decina di migliaia che ha tratto giovamento dalle terapie complementari e alternative. La discrepanza è ovviamente dovuta all’enorme differenza numerica di pazienti trattati convenzionalmente rispetto agli altri. Forse un giorno potremmo affermare con maggiore certezza se e quando ricorrere a terapie diverse.
Per ora ci limitiamo a “sospettare” che anche poche decine di migliaia di persone sia un numero sufficiente per credere che non esiste una sola strada per combattere il cancro. Il numero di pazienti che ricorre a terapie complementari o alternative cresce di anno in anno e la nostra speranza è che nel prossimo futuro la medicina ufficiale possa finalmente dimostrarsi più aperta verso di esse.
Cominciare ad abbandonare lo scetticismo e a considerare la possibile efficacia di nuove metodiche significherebbe ampliare le possibilità di cura e combattere il cancro avendo più armi a disposizione.
Purtroppo ora la realtà è ben altra. I pazienti più sfortunati, colpiti da una malattia avanzata che non lascia speranze non possono far altro che rassegnarsi al loro destino oppure trovare il coraggio dentro di se per scegliere altre possibilità.
Non c’è mai a priori una scelta giusta o sbagliata, l’importante è che sia la più libera possibile dal pregiudizio, frutto di un percorso conoscitivo personale e di una riflessione coraggiosa sulla propria malattia. In questo senso, qualunque sia la scelta sarà sempre la scelta più giusta.
N.B: Tutte le terapie di tipo complementare e alternativo di cui si è parlato possono essere approfondite visitando i vari siti specifici in rete o prendendo direttamente contatti tramite gli indirizzi e numeri di telefono riportati.
Resta evidente che gli autori di questa raccolta non intendono in nessun modo sostituirsi ai medici specialisti in oncologia e che pertanto le indicazioni riportate non hanno finalità o valore di prescrizione medica, ma vanno intese come un contributo a carattere informativo.
(tratto da http://www.curealternativetumori.it/)
TEMPO DI GUARIGIONE – la rubrica di Monica Benatti
by Duncan on nov.06, 2010, under Controinformazione
Eccoci con TEMPO DI GUARIGIONE, la rubrica di Monica Benatti…
In questo “incontro” Monica continua il discorso sulla “risonanza” condividento dei brani tratti da “Risonanza transpersonale” di Giampiero Varetti.
Monica farà un percorso di educazione-ammaestramento-ispirazione-guarigione su questo sito.. e esplorerà anche dimensioni pratiche, concrete, esperienziali.. ma per alcune “puntate” della sua rubrica vuole dare inizialmente un fondamentale retroterra teorico, che può dare delle fondamenta per la comprensione di ciò che verrà successivamente trattato.
Ecco qui ciò che ci ha scodellato la nostra Guaritrice Monica…
Buona lettura
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IL FENOMENO FISICO DELLA RISONANZA.
IL CONCETTO DI RISONANZA.
Il termine di risonanza deriva dal latino “resonantia” che significa “eco, rimbombo”. Attualmente è impiegato in diversi campi per indicare fenomeni distinti anche se simbolicamente affini. In fisica lo riscontriamo nell’ambito dei numeri complessi e del moto armonico quando si analizza il modo oscillatorio con la tecnica matematica. Ma le più semplici ed estese applicazioni tecniche di risonanza sono nell’elettricità e nella meccanica, nelle quali il fenomeno è manifestato da un sistema fisico sottoposto ad una sollecitazione esterna periodica: quando la frequenza di quest’ultima si avvicina ad una frequenza di oscillazione naturale, si manifestano oscillazioni di ampiezza sempre maggiore. Chi ama la musica prodotta con strumenti acustici sa che la pienezza e l’amplificazione del suono sono il risultato di raffinati studi finalizzati alla massima utilizzazione della cassa di risonanza dello strumento, e conosce altresì il fenomeno per cui una sorgente sonora, inizialmente in silenzio, può entrare in vibrazione se è investita da onde sonore di frequenza uguale, o quasi uguale, a quella propria. E’ il caso di un diapason fatto suonare nella prossimità di un altro diapason della stessa nota musicale in stato di quiete che incomincia a vibrare come se fosse stato anch’esso attivato meccanicamente. Il sostantivo “risonanza” è altresì utilizzato comunemente in letteratura, o nel linguaggio parlato, per indicare suoni che si diffondono riecheggiando, oppure, in senso figurato, a proposito di ricordi, pensieri o impressioni che colpiscono l’animo. In chimica esprime l’equilibrio dinamico tra diverse strutture elettroniche. In medicina, la risonanza di protoni presenti nei tessuti corporei viene adoperata per efettuare indagini diagnostiche: la risonanza magnetica nucleare è un fenomeno che si manifesta in numerosi nuclei quando vengono sottoposti ad un acmpo magnetico statico; tali nuclei assorbono facilmente una quantità di energia appartenente alla fascia delle radiofrequenze e viene impiegata per la misurazione di varie grandezze fisiche con apposite apparecchiature chiamati spettrometri NMR.
LA DANZA DELL’ENERGIA.
L’essere umano è armoniosamente inserito nell’ambiente che lo ospita come parte di esso e pertanto non è avulso dalle leggi che regolano il sistema “Universo”, bensì co-partecipa attivamnete alla vita di quest’ultimo interrogandosi da sempre sul ruolo ed il fine ultimo, in altre parole sul senso della propria esistenza. Nella disperata corsa all’evoluzione delle scienze e dlla tecnica l’attore è intento ad adoperarsi nell’analisi, nella “separazione”, nella “specializzazione” esasperata, dimenticandosi spesso, di ricollegare la parte con il tutto. In una visione ecologico-olistica tutto ciò che esiste, coesiste. E tutto ciò che coesiste, preesiste. E tutto ciò che coesiste e preesiste abita in una tela infinita di relazioni onnnicomprensive. Il tutto si trova in relazione e nulla esiste al di fuori di essa. Entro il perimetro di questa logica di interdipendenza di tutti gli esseri, l’ecologia olistica funzionalizza tutte le gerarchie e nega il “diritto” dei più forti. Ogni essere costituisce un anello dell’immensa catena cosmica relazionati tra loro nella prospettiva dell’infinitamente piccolo delle particelle elementari (quarks), dell’infinitamente grande degli spazi cosmici, dell’infinitamente complesso del sistema della vita, dell’infinitamente profondo del cuore umano e dell’infinatamente misterioso dell’oceano sconfinato dell’energia primordiale da cui tutto promana. La teoria della relatività e la teoria quantistica affermano che la materia e l’energia sono intercambiabili ed equipollenti; in pratica non riconoscono più il concetto di materia se non tendenzialmente, ovvero, esiste l’energia a più livelli di concentrazione e di stabilità: energia e materia sono due aspetti di una medesima realtà: Le cellule subatomiche si mostrano a seconda dell’osservatore come onde elettromagnetiche o come particelle facendo evolvere il principio di non contraddizione e di logica lineare, ad un principio di complementarità introdotto da Niels Bohr allineato con la millenaria cultura cinese secondo la quale la realtà è organizzata in Ying e Yang ( femminile e maschile, materia e spirito…). La nuova fisica guarda il mondo come un tutto unificato e inseparabile, complesso ed interdipendente. E la causalità non è lineare, ma A influenza B che, a sua volta, retroinfluenza A e anche C e così via. Tutto è dinamico. Tutto vibra. Tutto è in processo. Più che i danzanti esiste la danza permanente delle energie ed elementi.
L’osservazione delle funzioni e della simbologia che la Natura offre a chiunque ne voglia cogliere il senso intrinseco, può portare l’Uomo ad una migliore comprensione di sè stesso e del percorso idoneo da seguire verso un’evoluzione armonica ed integrata al mondo che lo ospita. E’ necessario, dunque, porre l’attenzione alle funzioni ed alle leggi che si esprimono, si compiono e che regolano la danza cosmica, così come caldeggiava W. Reich sostenendo che si deve indagare sulle funzioni che l’uomo ha in comune con le funzioni naturali fondamentali ipotizzando un principio funzionante comune (C.F.P.) che unisca l’essere umano alla natura. L’importanza del fenomeno di risonanza consite nel fatto che si può riscontrare in numerose circostanze, sia artificiali che naturali e, l’osservazione funzionale dello stesso, può far scaturire l’idea che pure nell’uomo come in natura sia di rilevante interesse l’approfondimento tematico in questione. Vi sono parecchie circostanze in natura nelle quali qualcosa è oscillante e nelle quali si verifica il fenomeno di risonanza, dal “macrocosomo”, come l’atmosfera dell’intera terra che viene attirata da un lato della luna o piuttosto schiacciata e allungata in una doppia marea e che agisce come un oscillatore guidato dalla luna (nel 1883 il vulcano Krakatoa esplose, metà dell’isola sparì e provocò un esplosione così potente nell’atmosfera che il periodo di oscillazione dell’atmosfera potè essere misurato; risultò di 10 ore e 30 minuti primi), al “microcosmo” come, ad esempio, i moti dei protoni e dei neutroni nel nucleo atomico siano oscillatori e presentino caratteristiche proprie della risonanza con una loro specificità: nella meccanica quantistica quello che noi pensiamo secondo il concetto classico come energia risulta essere, in realtà, legato ad una frequenza di ampezza d’onda. ( tratto da Risonanza Transpersonale di Giampiero Varetti)
Monica Benatti
Più di questo
by Duncan on ott.16, 2010, under Controinformazione
Questa canzone è unica.. fattene dominare mentre ti accarezza… un giorno mentre la ascoltavo.. mentre ne ascoltavo le parole.. ricordai…
Quando eri perduto..
ci sono stati momenti..
Ammutinamenti della pioggia..
le scarpe nel fango..
ridevi strappando col cielo le dita…
Sai davvero nascondermi il cuore
Il mondo scorre là fuori..
e qualcosa accade…
Chi può dire dove volino le foglie nella notte?
fino a dove porterai il fiato…
e quanto vale il battito di un incantesimo
e dimmi.. cosa c’è…. cosa c’è.. più di questo?
TEMPO DI GUARIGIONE- La rubrica di Monica Benatti
by Duncan on set.24, 2010, under Controinformazione
Scolpito nel legno
by Duncan on set.23, 2010, under Controinformazione

Mentre mi guardi,
il mio mondo scompare,
la mia mano ti contiene,
e tu contieni il mondo…
Si nasce così..
Con le stimmate e le spine,
benedetti dal mondo…
custodi zingari dell’amore..
C’è un Re per ogni favola,
uno zingaro, un fuggiasco, un traditore..
Il mondo mi ha preso le costole,
il cielo è nero ad Oriente,
nulla trapassa lo schermo,
e io sono lo stesso ventre ingravidato..
Mentre ti sfondo al piacere di altri alleluia,
tra infinite lacrime e glorie orgasmiche..
di infinita e perversa purezza tra le dita..
Giurai fedeltà al mio Fuoco…
la mia vita si giocherà sul filo,
ci incontreremo ancora, sui gradini
delle acciottolate vendemmie…
C’è un piacere inesorabile nello stare nudi nella neve,
mentre il freddo ti sfida la pelle,
fino a perdere tutto…..
diventare niente….
e ancora più in fondo…
sempre più nudi…
scolpito nel legno…
il cuore…
Creature
by Riyueren on giu.20, 2010, under Controinformazione
Mi piace fotografare, perché prima di ogni scatto devo “mettere a fuoco” me stessa.



RIPUDIAMO IL DEBITO!
by Duncan on giu.18, 2010, under Controinformazione, Resistenza umana, politica

Ho letto questo articolo nel sito di Come Don Chisciotte (http://www.comedonchisciotte.org/site/index.php/), che comunque la si pensi, si condividano o meno i singoli articoli (personalmente alcuni li condivido, altri no) resta un sito importante, specie tenendo conto della pervasiva (dis)informazione che ci circonda.
Perchè è la stessa che molte volte nel corso di questi anni si è fatta delle domande a cui non trovava risposta, e ha visto crescere le sue perplessità dinanzi a un meccanismo che nel migliore dei casi sembrava ebete, nel peggiore malefico.
Sono cose che piano a piano sorgono in noi, quasi in punta di piedi all’inizio, come di chi crede di star sfiorando con la mente chissà quale bestialità. Di chi immagina di essere pazzo per poter solo toccare tali bestemmie. Di chi si avventura, anche per pochi attimi, al di là della Scacchiera, ossia del pensiero condiviso, delle alternative sociamente accettabili, delle differenze ammesse.
Per un attimo tremi, devi tremare.. perché se alcune intuizioni fossero vere, vorrebbe dire semplicemente che sono decenni che si percorre la strada sbagliata. Che decenni di retorica, politica, discussioni, studi, proclami di espertoni.. sono stati solo una lenta corsa verso il fondo. Vorrebbe dire che tutto il dibattito classico destra sinistra sarebbe stato in buona parte un rimpallarsi a vicenda, tra entità fra le quali le differenze sono molto minori delle effettive analogie, e dove nessuno, nessuno mette in crisi o in discussione i canoni del sistema.
Per anni ci hanno raccontato le virtù del liberismo, si sono prostrati a pecorina davanti al mito della finanza, al culto delle banche private e del sistema finanziario così come lo conosciamo.
E anche chi è sempre stato su posizioni “radicali”, cosa contesta oggi dei fondamentali.
C’è qualcuno tra i tanti partiti comunisti che osa dire quello che si dice in queso articolo? Non lo troverete. Cercatelo con il lanternino, come Diogene cercava.. ma non lo troverete.
E lo stesso Beppe Grillo che viene sovente accusato di essee un fanatico anti-sistem.. troverete in lui queste battaglie? O sarebbe meglio dire.. le troverete ANCORA? Perché Beppe Grillo in anni passati fu molto più estremo, ribelle, e idealemnte sovvertitore di adesso. Ci fu un tempo, anni fa, in cui parlava anche di signoraggio e potere bancario. Piaccia o non piaccia Beppe Grillo, all’epoca era davvero portatore di concetti e visioni totalmente altre rispetto a quelle del mercato politico.
Ma poi, negli ultimi anni Beppe Grillo ha scelto di diventare “realissta” e di sostenere posizioni giuste quanto volete, ma non più IMPENSABILI. Ha scelto di diventare un concreto attore politico, e mentre ti può essere concessa qualunque opinione radicale e intransigente sulla libertà di stampa o la mafia.. se solo sussurri che vuoi nazionalizzare le banche, uscire dall’euro, ripudiare il debito diventi un tale alieno che la possibilità di diventare un movimento collettivo diffuso e accettato e aspirare ad alte posizioni, diventa, almeno per un bel periodo, una chimera. Insomma Beppe Grillo ha scelto di diventare il lato più radicale dell’”opposizione ammessa”, allontanandosi dall’ opposizione “impensabili”, dalla messa in discussione dei fondamentali economici.
E andiamo a noi. Io non sono un esperto di finanza. Come non lo saranno la maggior parte di coloro che leggeranno. Ma non vi sembra sempre più strano ed enigmatico questo sistema nel quale ci stiamo avviluppando? Non c’è qualcosa che non vi convince? Non avete il dubbio che ci sia qualcosa di sbagliato?
Che ci sia qualcosa di DANNATAMENTE sbagliato?
Gran parte dei paesi del mondo sono affannati, stremati e svuotati dalla disperata rincorsa per stare dietro a un debito che nonostante tutti i loro sforzi, aumenta sempre di più. Ormai si vive per il Debito.
Si taglia ogni sorta di finanziamento, ogni sorta di servizio sociale, ogni funzione pubblica, per il Debito. Si aumentano le tasse per il Debito. Si crea un malcontento generale per il debito. Ci se le inventa tutte, si progettano già future misure draconiane per mettere le briglia a un debito, che probabilmente continuerà a correre lo stesso.
E’ normale tutto ciò?
E’ normale che praticamente ogni paese sta collassando sotto i debiti…Gregia, Germania, Inghilterra, Giappone, Usa, Italia?
Cioè sono tutti indebitati.. tutti si stanno svenando per agguantare questa montagna di debiti che va oltre ogni margine.
Tutti sembrano destinati al collosso. E per il guadagno di chi poi?
Banche, strutture finanziarie, monopolisti e speculatori, centri occulti di potere…
Cioè si sta sacceggiando la popolazione per dare qualche antipasto momentaneo alla fame del Debito.
Con vicende surreali, come quelle che racconta questo articolo. Ad esempio la BCE, la Banca Centrale Europea… presta il denaro all’1% alle altre banche.. al 6% alla Grecia e quindi alla sua popolazione allo sbaraglio.
E se.. e se la soluzione fosse il ripensare tutto….
Rompere questo cerchio infernale e rovesciare il tavolo, mandando alla malora il Debito e tutti i suoi aspri, arcigni e solerti custodi?
In realtà il Debito è potente nella divisione delle scelte. Ma se tutti i debitori, ossia quasi tutti i paesi del mondo si rifiutassero con un atto pubblico di pagare il debito.. i creditori sarebbero col culo per terrra, i loro crediti sarebbero carta straccia e dovrebbero chinare il capo e accettare un altro sistema.
Dire queste cose è FOLLIA per il linguaggio e il pensiero politico economico ufficiale.
Ma forse dobbiamo ritornare tutti ad essere dei novellli Giordano Bruno, con una nuova smania di avere pensieri impensabili. Dobbiamo ritornare a OSARE IMMAGINARE E SOGNARE CIO’ CHE PER I POTERI DEL MONDO E’ BESTEMMIA E FOLLIA. Ma forse proprio in ciò che è stato bandito, ripudiato e ritenuto inaccettabile si nasconde la speranza di una nuova stagione.
Forse la strada è stata sempre sbagliata..
Ed è arrivato il momento di cominciare ad OSARE immaginare la via d’uscita..
Forse si innescherebbe un altra Storia, ribaltando i Toteme i Moloch che vampirizzano persone e risorse.
Se si avesse il coraggio di porre in discussione Divinità come..
I- La Banca Centrale Europea.
II- L’Euro.
III- Il monopolio del denaro da parte delle banche, banche sovranazionali inoltre.
E se si pensassero mattane “visionarie” come..
I- Uscire fuori dall’Euro.
II- Dare allo stato il monopolio della produzione del denaro,, e sottrarlo alle banche.
III- RIpudiare il debito.
Come a dire.. “Ma davvero, manica di fottutissimi testoni di legno vi pensate che dovremo fare altri 50 anni di politica lacrime e sangue per tentare di ripagare un bastardissimo Debito e magari ritrovarci comunque con un Debito fuori controllo?….
o magari gli diamo una bella pedata al tavolo del Banco, tutti insieme. Nessuno paghi più i debiti. Nessuno più sacrifichi vite umane al Moloch…?
Ora tutto ciò è impensabile e se lo dite in giro chiamano la neuro…
e non è detto però che solo perché impensabile debba essere vero..
e.. se l’impensabile di oggi fosse la Nuova Frontiera di domani?
Vi lascio all’articolo…
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RIPUDIAMO IL DEBITO
DI VALERIO LO MONACO
ilribelle.com
Al momento nel quale andiamo in stampa, se non già da tempo, dovrebbe essere chiaro a tutti – e certamente lo è ai lettori del Ribelle – che le misure prese – meglio, non prese – dai vari governi e soprattutto a livello europeo per tentare in qualche modo di superare lo stato di crisi nel quale abbiamo iniziato a entrare decisamente da qualche anno, non sono adatte alla situazione. Di più, sono nella migliore delle ipotesi insufficienti ma, molto più probabilmente, del tutto controproducenti.
Finanza e politica a essa collegata – e di converso tutti noi che subiamo e l’una e l’altra senza poter fare nulla – si sono buttate a capofitto nel creare l’ultima bolla possibile per cercare, per un po’ di tempo, di mantenere in piedi una impalcatura sistemica destinata matematicamente al collasso. Il che significa esattamente l’opposto di ciò che chi guida i popoli dovrebbe fare. A misure di lungo corso, sebbene drastiche, si è preferito utilizzare manovre di piccolo cabotaggio. La maggior parte di queste, peraltro, sulle spalle di tutti i cittadini.
Parliamo naturalmente della bolla del debito pubblico della quale abbiamo già accennato lo scorso mese.
Tutti i Paesi sono indebitati con Banche e altri Paesi che hanno acquistato i titoli. La ratio alla base dei titoli pubblici venduti promettendo interesse è la fede nel fatto che in un futuro non meglio precisato, vi sia così tanta crescita economica da poter non solo ripagare i debiti contratti, ma anche gli interessi.
Si dà il fatto, però, che oltre a varare politiche di portata mondiale, in pratica, su un atto di fede, la cosa non possa funzionare per due motivi, il primo logico il secondo matematico. La parte logica impone convincersi che non si può crescere all’infinito in uno spazio finito. La parte matematica che non è possibile, in una direttrice in evidente discesa, sperare in una non meglio precisata – e infatti non è precisata affatto – ripresa dell’economia al fine non solo di far cambiare direzione verso un segno positivo della crescita, ma talmente tanto da poter ripagare anche i debiti e gli interessi sui debiti.
A questo si aggiunge che, nello stesso momento in cui si parla ormai tranquillamente – ah, gli ultimi arrivati… – di crisi sistemica, ciò che si fa non è, come logica vorrebbe, il varo di norme in grado di cambiare il sistema, quanto continuare imperterriti a fare né più né meno di ciò che si è sempre fatto e che ha portato al collasso attuale.
Si sa – scrive Serge Latouche – che i drogati siano i primi sostenitori della droga. Ma il fatto è che ciò comporta conseguenze anche per chi dalla “droga” vorrebbe stare alla larga.
Naturalmente, questa l’aggravante, al sistema si sacrifica tutto. La vita e il futuro delle persone che attualmente vivono sulla faccia della terra e quelle che verranno dopo di noi. A vantaggio, naturalmente, dei soliti noti.
La stessa Bce presta alle Banche tutto il denaro di cui fanno richiesta al solo 1% di interesse, ciò non gli impedisce, però, di prestarlo alla Grecia al 6%. Come dire, naturalmente, il favore lo faccio alle Banche, alle quali presto denaro a costo irrisorio, mentre ai cittadini greci (ed europei in genere) cerco di succhiare tutto il succhiabile, per via diretta o per via indiretta.
A chiudere il cerchio, per chi fosse ancora poco convinto di quanto scritto, il fatto che sperare in una ripresa economica quando le economie private sono in profonda crisi (tagli degli stipendi, dei servizi, disoccupazione, crisi sociale) grazie a dove ci ha portato il sistema, e grazie ai tagli che “l’Europa” impone ai vari Stati per uscire dalla crisi del debito che il sistema stesso crea, è un po’ come sperare che partendo da Roma si arrivi a Milano, in automobile, quando la velocità di crociera cala, il serbatoio è agli sgoccioli, e i distributori sono chiusi oppure non ci venderanno un solo litro di benzina perché materialmente non abbiamo il denaro per acquistarlo.
Un atto di fede, appunto, più adatto a un pellegrinaggio che a una direttrice politica.
Le misure da prendere sarebbero invece molto diverse e drastiche, e imporrebbero un rovesciamento del sistema finanziario, industriale e capitalistico che dirige il mondo (di queste misure parleremo il prossimo mese). Inutile sperare, in ogni caso, che la cosa possa essere sostenuta proprio da quei dracula finanziari, industriali e capitalistici che in questo momento stanno facendo, pur in periodo di crisi, un lauto pasto banchettando sulla vita dei popoli europei.
Le scelte, per farla breve, dovrebbero insomma essere politiche. O meglio, ancora prima, metapolitiche. Ovvero decidere in che direzione sarebbe bello e giusto che andasse il mondo, e di conseguenza prendendo decisioni politiche, anche se impopolari, al fine di indirizzare il tutto in tal modo. Per esempio, una cosa su tutte, relegare l’economia al ruolo che dovrebbe avere, e certamente non quello centrale e supremo che ha ora e che ha portato allo stato attuale delle cose.
I singoli Paesi, in teoria (ci torneremo a breve) possono molto poco. Ammesso e concesso che vogliano e siano in grado di farlo. Dovrebbe pensarci l’Europa, per quanto riguarda il nostro continente. Ma l’Europa non c’è, o meglio, non c’è mai stata. Anche sostenendo (e noi, al contrario di Ciampi, Draghi, Prodi & Co., oltre che tutti gli esponenti politici attuali, non lo sosteniamo) che ci debba essere una moneta unica, il punto è che la moneta senza una politica economica e ancora di più senza una politica generale per un grande spazio come l’Europa, ovvero la condizione attuale, non c’è mai stata né, su queste basi, ci sarà, è inutile.
Il massimo che si è riusciti a fare in Europa, al momento, è stato pendere dalle labbra della Bce, che impone, oltre allo scandaloso signoraggio bancario (e dunque l’attentato alla sovranità monetaria degli stati) delle politiche economiche restrittive ai vari Stati che essa stessa (e le Banche e la finanza) ha concorso a indebitare.
Breve inciso: è ridicolo e avvilente anche solo fare qualche accenno allo stato pietoso della politica nel nostro misero paese – per farlo basta leggere, o meglio saltare a piè pari, la prima metà dei quotidiani italiani – per capire che nessuno Stato europeo, men che meno il nostro dove operano “politici” del calibro di Berlusconi, Alfano, D’Alema & Co. (che si stanno preparando per le meritate ferie d’Agosto mentre il mondo crolla) sono in grado di prendere alcun tipo di decisione che possa davvero essere definita politica.
Il punto è insomma chiaro: gli Stati – tutti – sono oberati di debiti (chi più chi meno) e le Banche sono piene di titoli che non verrano – per logica e matematica, come avevamo detto prima – onorati. Tutti sono indebitati con tutti senza nessuna speranza di poter avere indietro nulla. O quasi.
Inoltre, e questa la cosa più importante, i cittadini di tutti gli Stati (ora la Grecia, la Spagna e il Portogallo, domani l’Italia e dopodomani tutti gli altri a seguire) stanno subendo e subiranno sempre in misura maggiore il salasso economico della crisi e delle misure imposte.
Dal punto di vista economico (e sociale) insomma, ci stiamo dirigendo verso la catastrofe.
Il tutto per salvare questo sistema e per salvare l’Euro. Totem funesto che ci è stato imposto e che ci viene posto come ultimo baluardo da tenere in piedi. Non fosse che per tenerlo in piedi stiamo buttando in schiavitù le nostre vite e quella dei nostri figli e dei nostri nipoti.
Una via d’uscita c’è: il ripudio del debito. L’uscita dall’Euro.
Tecnicamente molto semplice. Eticamente sacrosanto, visto quanto ci ha fatto di male sino a ora e ce ne farà. E di fatto anche auspicabile, malgrado ciò che la cosa comporta, se si raffronta l’operazione allo schianto al quale stiamo comunque andando incontro. Le bancarotte sovrane sono in ogni caso dietro l’angolo. E sono inevitabili.
Il Paese che per primo ripudierà il debito darà scacco matto ai “signori del mondo” che, di fatto, dipendono non altro che dalla buona volontà di chi ha debiti nel continuare a pagarli. Siamo noi debitori, al momento, ad avere il coltello dalla parte del manico, se solo avessimo la voglia e la capacità di utilizzarlo nei confronti di chi attenta la nostra vita da decenni.
Il trucco del debito, che di questo si tratta, sta in piedi infatti solo fino a che c’è qualcuno che comunque continua a pagare interessi (e a subire tagli alle proprie vite). Nel momento in cui si dice basta, i creditori rimangono con il cerino in mano. Tutti gli “attivi” che segnano ora sui propri libri, ovvero di crediti che devono esigere da noi, diverrebbero di colpo dei “passivi” irrecuperabili. Tratteremmo da “delinquenti” con quei “delinquenti” che fino a ora ci hanno succhiato le vite.
Certo, la cosa comporta in ogni caso momenti durissimi per i popoli. Immaginiamo una Grecia che decidesse di ripudiare il debito e di uscire dall’Euro. Farebbe fallire le Banche, nazionalizzerebbe il sistema finanziario ed economico (e la Bce lo prenderebbe in quel posto), la moneta tornerebbe di Stato, ovvero propria, e ricomincerebbe tutto da capo. La nuova Dracma sarebbe fortemente svalutata. Fatto dolorosissimo per la popolazione greca, ma solo temporaneamente. Perché quella nuova moneta – propria moneta, e non della Bce e di chi la possiede, ovvero dei privati – diverrebbe presto competitiva. Sacrifici e perdita di ricchezza monetaria imponente, sulle prime. Ma con un futuro davanti. Futuro che ora invece non c’è.
E se la cosa si estendesse? Sarebbe in pratica una guerra mondiale dei creditori contro i debitori. Ma delle due l’una, i governi dei vari Paesi dovranno scegliere presto, in ogni caso, tra ripudiare i debiti e uscire dall’Euro oppure dissanguare le proprie popolazioni per ripagare i debiti. Brutalmente: scegliere se fare gli interessi delle Banche o quelli dei popoli. Probabilmente faranno quelli delle Banche finché sarà possibile. Dopo di allora, però, sarà inevitabile il ripudio.
Vorrei ricordare, a chi storce il naso di fronte a una soluzione così drastica, che ci sono dei precedenti piuttosto autorevoli. E per inciso, provengono proprio da chi può sembrare più insospettabile. Il ripudio del debito ha una tradizione molto antica proprio negli Stati Uniti. Nel decennio del 1840, Maryland, Pennsylvania, Illinois, Indiana, Michigan, Arkansas, Louisiana e Florida ripudiarono totalmente e in modo permanente il proprio debito pubblico, dopo il panico del 1837 e 1839 creato con un boom infazionistico dalla Second Bank of United States.
Specie per quei Paesi che hanno un debito detenuto da stranieri, dunque, sarebbe un bel colpo: da un giorno all’altro, a pagare il conto sarebbe proprio chi la crisi ha creato, ovvero chi detiene quei debiti pubblici. E certamente non sarebbero i cittadini a pagare il prezzo più alto. Di fronte a uno schianto inevitabile, dunque, dopo un prosciugamento inutile delle proprie esistenze, non è forse più logico, e comunque meno utopistico, ripudiare il debito con tutto ciò che esso comporta, ma con qualche prospettiva di salvezza?
Beninteso: nessuno lo farà finché non sarà costretto. E in questo è il male. Perché prendere quella decisione lì quando si sarà con le spalle al muro e dopo aver subito anni e anni di tagli e prosciugamenti – cosa comunque inevitabile – sarà molto, ma molto peggio che farlo ora, dove qualche margine di riuscita c’è.
Però, anche facendo sacrifici (comunque destinati a una rinascita) non sarebbe male, ripudiare il tutto, e lasciare lor signori con tante cambiali con le quali potrebbero solo asciugarsi le lacrime, o no?
Valerio Lo Monaco
www.ilribelle.com
10.06.2010
Per gentile concessione de “La Voce del Ribelle”
IL POPOLO IN PIEDI
by Riyueren on gen.01, 2010, under Controinformazione
Così i Nativi Americani chiamano i nostri amici alberi.Ringrazio Duncan che mi ha suggerito l’idea di postare qui per voi delle foto che ho dedicato alla bellezza della loro essenza.
Per il primo giorno di questo Nuovo Anno, per iniziarlo, appunto, all’insegna della Bellezza,non tanto quella che intendiamo noi esseri “umani” (spesso più “disumani” che altro), parlo di una bellezza interiore, quella bellezza che si trova anche in un ramo secco e contorto.
Che questi miei amici diventino anche vostri…
Io mi regalo un Sogno
by Riyueren on nov.18, 2009, under Controinformazione
“Nasce con noi un vuoto. Chi ha il coraggio di guardarlo negli occhi lo chiama solitudine: è il nostro nome, in realtà.
Abita in noi, è noi: se ne va con l’ultimo respiro. Se ne va così com’è venuto. Passando attraverso la stessa porta da cui è entrato.
Diventa un bisogno, mentre il Tempo corre: un rodimento simile alla fame. Lo senti dappertutto nella carne.
E quando si radica nel’anima grida come un dolore.
Allora cerchi le colpe, fai i nomi. Lo riempi, quel vuoto, di domande. Ma solo a te, risponde, al suono del tuo nome.
Ma tu non ci sei: sei andato fuori di te, altrove, a cercare qualcosa con cui renderlo pieno.
Può essere grande o piccolo, quel vuoto … e può renderci piccoli … o grandi.
Dipende da quello che ci mettiamo dentro.
Riempiamolo d’amore, quell’amore che magari non abbiamo avuto ma che possiamo dare agli altri, proprio perché sappiamo che cosa vuol dire vivere senza.Ma devi saper amare il tuo vuoto, la tua mancanza, amare anche le tue ombre, quelle di cui hai paura: sono ombre,ma fanno parte di te.
Altrimenti, a chiunque ti avvicinerai, saranno solo due vuoti che si uniscono. E due vuoti non si riempiono a vicenda. Si annullano: in un vuoto molto più grande. E immenso.
Diciamo no, a chi riempie il suo vuoto personale con violenza e odio, pensando di anestetizzare il proprio dolore causandolo ad altri: sono strade che non portano da nessuna parte.
No a chi fa del male ai bambini, alle donne, a chi è diverso da lui per razza (che poi è solo l’involucro esterno, un’apparenza!) per credo religioso (abbiamo tutti la stessa Origine, cambiano solo rituali e nomi) scelte sessuali (come si può condannare l’amore tra due persone?), menomazioni fisiche e/o mentali (ognuno di noi è qui per uno scopo e deve trovare l’aiuto che gli è necessario per scoprirlo e portare a termine il suo compito), no a chi fa del male agli animali, alla Terra, all’Universo (ignorando di farlo, in questo modo, anche a se stesso, perché tutto è collegato, piante, animali, uomini: è come tagliare il ramo su cui si è seduti).
Il Bene ed il Male sono due rive molto vicine: il fiume della Vita del Mondo, e quindi anche della nostra, scorre tra queste due sponde….scorre nell’unico letto che le lega entrambe.
Spesse volte la scelta, tra una riva o l’altra, è una semplice questione di millimetri …
Riyueren
P.S. Il mio modo per “dire no” è scendere nelle strade del mio cuore, svestire la mia anima di tutti quegli indumenti comodi, ma anche ingombranti, che gli anni mi hanno messo sulle spalle e camminare così il mio sentiero. Perché il mondo può cambiare solo se noi riusciamo a cambiare noi stessi. La rivoluzione deve cominciare a livello del singolo.
GUARIGIONI E INQUISIZIONI
by Duncan on ott.24, 2009, under Controinformazione, Medicina, Resistenza umana

Certe storie non dovrebbero esistere. Sono vulnus intrattabili nella consecutio spazio-temporale.
Elementi dissonanti di un contesto prescritto, di una trama e un ordito congeniali a regole di massima, sullo sfondo di riferimenti indiscutibili.
Il guaio di certe storie è che non si arrendono a non esistere. Il guaio è che non chiedono il permesso a manifestarsi. Non stanno col cappello in mano a fare la fila di “accettabilità” e avengono, pur non dovendo avvenire.
Il guaio di certi uomini è che hanno la capacità di fare qualcosa di innovatore e liberatorio. Potrai vederli acclamati come eroi. Più facile spesso che li trovi crocifissi. E noi in piazza reclamare il sangue, ben aizzati dai farisei.
Chi entra nel Tempio muore diceva un a ntico detto misterico. Chi entra in un tempio, e non è un sacerdote, si intende.
Perchè questa storia, che troverete sconvolgente, non è una storia, ma ne è diecimila altre. Che sono accadute e, temo, accadranno. Seppur non fosse vera, il suo valore permarrebbe, in quando sarebbe Symbolum di altro, di altro, tanto altro che sicuramente è accaduto. Potrebbe parlarci pur se non fosse vera, essendo comunque “verisimile”, e tracciando paradigmi che sotto altre spoglie sono emersi.
Andrebbe bene anche se verisimile quindi, ma resta il fatto che (secondo tutte le fonti naturalmente) è vera.
Ci sono dei campi in cui l’ortodossia è fortissima, e gli eretici sono messi al bando. Campi in cui una verità ufficiale ha la forza di imporsi come dogma e farà di tutto per non essere messa in discussione. Per mantenere eterno la massima che è il cimitereo di ogni cambiamento:
NO THERE IS ALTERNATIVE.
Non ci sono alternative, il messaggio subliminale è sempre quello. C’è solo una strada. E tu, ragazzio, puoi seguire solo questa strada. Il resto è buffoneria, imbroglio, ciarlataneria, superstizione, follia.
E il fatto che naturalmente la buffoneria, l’imbroglio, la ciarlataneria et simillia abbondino, non fa che complicare il tutto, come un gioco di specchi dove illusione nutre illusione e i gatti sono alleati dei cani.
Nella pur apprezzabile battaglia contro ciarlatani e guaritori da strapazzo molti diventano servitori del Re di Prussia, lastre di ghiaccio ossia dove ogni pensiero “altro” scivola, pre-giudicato e liquidato. Bel combattee i pagliacci molti diventano c ultori dell’unica” via, funzionari solerti (e idealisti per giunta) dell’ortodossia dominante e del NO THERE IS ALTERNATIVE.
Accorgetevene. Se ci pensate lo noterete ovunque. E comprenderete che ve ne siete accorti.
CERTE COSE NON SI POSSONO DIRE.
E chi le dice è esposto al ludibrio e al massacrio mediatico, alla strategia del disprezzo e dell’ironia.
E’ ammessa la “nicchia”. Se certi percorsi di guarigione funzionano, portando alla cura anche di “mali incurabili”, ma si praticano nelle catacombe, con piccolli passa parola semza dare troppo nell’occhio, a volte sono tollerati. Ma quando emergono fino a poter rappresentare una minaccia allo status quo e fanno balenare la possibilità
CHE SI, CHE FORSE CI SONO DELLE ALTERNATIVE.. allora…
allora la reazione sarà drastica e violenta.
Non hanno ancora smesso di urlare le folle che ragliavano Barabba,
e ancora sale il fumo dalla pila dei rogo a Campo dei Fiori.
La conoscenza libera. Purché non sia pura conoscenza. Perché mente e cuore devono camminare insieme. e solo così possono nutrirsi a vicenda. La conoscenza strappa lembi di memoria all’oblio, e rammenta i passi degli uomini nel buio. E dà a noi un pezzo della loro stoffa e della loro passione.
Certe storie non dovrebbero esistere.
Certe persone sono state strappate dai libri di storia. Anzi, non ci sono mai entrate.
E altre raccontano da anni, raccontano da sempre, in convegni, simposi, lezioni, studi televisivi i dogmi diventati verità inconfutabile.
Come quella per cui “la chemioterapia e i farmaci sono l’unica vero percorso per cercare di affrontare cancro e tumori.. non ne è stato mai trovato un altro di valido..”
Noterete come coloro che sostengono il contrario non sono stati confutati in un dibattito franco e aperto, attraverso scambi di conoscenza e riflessioni.. ma ridicolizzati e stigmatizzati.
E la nostra mente è complice. Perché come potremmo mai credere che dove decenni di apparato, strutture, investimenti supertecnologici, raccolte fondi miliardarie, telethon, ecc.. hanno fallito o hanno ottenuto solo vaghi risultati, possa di punto in bianco riuscirci un percorso o un terapia che non costa più di tanto, non coinvolge apparati, e magari si fonda su capacità innate di autoguarigione o su insegnamenti e pratiche alla portata di tutti?
Già chi potrebbe crederlo?
Aspettati l’inaspettato dicono i maestri taoisti. E invece ci hanno sbarrato la porta all’imprevedibile e al ribaltamento, con una bella scritta sopra a spaventare i viaggiatori.. NO THERE IS ALTERNATIVE.
Non è tanto importante che crediate alla bontà della cura descritta nella storia che leggerete.
Ma che teniate presente che tutte le volte che persone e terapie sono emerse potentemente ad incrinare ortodossie ed estabilishment, la reazione è stata sempre durissima. E non si è fatta attendere.
Ci sono persone guarite dal cancro seguendo altri percorsi. Persone studiate e documentate.
Questo ormai è un fatto.
Leggete la storia che troverete qui sotto.
L fonte di riferimento è un ottimo sito, Luogocomune, (http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3154) , che vi presenta anche altri testi molto interessanti.
Credetemi, ne vale la pena leggere questo testo.. ne vale davvero la pena.. Se anche tale storia risultasse alla fine non reale, anche se ciò lo trovo abbastanza improbabile, sarebbe comunque “simbolica”, “verisimile” di qualcosa che è troppe volte accaduto nel corso del tempo.
Salutamos
——————————————————-—
Segue la trascrizione completa del filmato:
NARRATORE: Molto simile alla storia di Reneè è quella di Harry Hoxsey, un uomo d’affari texano il cui padre gli aveva passato una formula di erbe che si sarebbe rivelata altamente efficace contro il cancro.
Al contrario di Reneè, Hoxsey aveva molti soldi, ed era un combattente nato, che non aveva paura di nessuno. Questo ha gettato le basi per una delle più prolungate, virulente e appassionanti battaglie fra un cittadinoamericano e le istituzioni nella storia degli Stati Uniti.
I problemi iniaziarono con quella che sembrava una buona notizia.
HOXSEY: Abbiamo nei nostri archivi molte migliaia di casi documentati conferme patologiche, analisi fotografiche ai raggi X, che noi con certezza curiamo il cancro, sia esterno che interno. Posso darvi nominativi, date, nomi dei dottori, nomi degli ospedali, …
NARRATORE: I dottori definirono Hoxsey il peggior ciarlatano del secolo, ma i suoi sostenitori dicevano
che fosse un guaritore efficace, perseguitato dalla medicina organizzata.
HOXSEY: Fino ad oggi nessuno ha dimostrato che questo rimedio non curi il cancro.
NARRATORE: L’ex-minatore con la terza elementare divenne una leggenda nel suo tempo. Secondo la leggenda la cura fu scoperta dal bisnonno di Hoxsey mentre faceva delle prove su un cavallo ammalato. Si dice che John Hoxsey fosse un veterinario, il cui pregiato stallone si ammalò di cancro.
Lo mandò nei pascoli a morire, ma 3 settimane dopo il tumore si era stabilizzato. Notò che il cavallo si nutriva di piante che normalmente non mangiava. Dopo un anno il cavallo stava bene. John Hoxsey cominciò allora a sperimentare le erbe con gli animali, aggiungendo altri rimedi tradizionali.
Disse di aver avuto successo, e tramandò le formule in famiglia, finchè qualcuno le usò con le persone. Hoxsey disse che il padre fu il primo a provare la cura sulle persone.
Diede al giovane Harry la formula su letto di morte, facendogli promettere di rendere la cura disponibile per tutti, che potessero pagarla o meno. Profeticamente, mise in guardia il ragazzo dai santoni della medicina, che lo avrebbero combattuto con gelosia.
Non ci sarebbe voluto molto.
Hoxsey aprì la prima clinica in IIlinois, nel 1924, e immediatamente scatenò le ire della medicina ufficiale. Fu arrestato più volte di chiunque altro negli annali della medicina.
Eppure, negli anni ’50 la clinica Hoxsey di Dallas, Texas, era il più grande istituto privato per la cura del cancro nel mondo.
Le cliniche di Hoxsey arrivavano in 17 stati diversi. La cura aveva il sostegno di senatori, giudici, e persino qualche dottore. Due tribunali federali ne confermarono la validità terapeutica.
Se la cura non avesse funzionato, come ha potuto guadagarsi un tale supporto?
Sostenere di avere la cura per il cancro significa invitare a giudicarla. Mentre il mondo della medicina voltò le spalle a Hoxsey, diversi individui vollero investigare di persona. Queste esperienze trasformavano regolarmente gli scettici in credenti.
Fra di loro c’era il giornalista della rivista Esquire, James Wakefield Burke, che nel 1939 iniziò ad occuparsi della vicenda di Hoxsey.
BURKE: Il mio capo, Arnold Gingrich, un giorno mi disse: “Perchè non fai un salto in Texas, così smascheriamo questo tizio? Sta diventando troppo importante, e l’Associazione Medica Americana vorrebbe toglierlo di mezzo. Vai giù e fai amicizia con lui, poi facciamo un paio di articoli
e chiudiamo questa faccenda”.
Per me era un incarico, e venni in Texas, pensando di fermarmi un giorno, raccogliere le informazioni e ripartire. Invece rimasi affascinato, e rimasi per sei settimane. Ogni giorno Harry passava a prendermi per portarmi alla clinica. Arrivavamo al mattino, e lui andava a confortare queste persone anziane, dicendo: “Nonno, questi dottori ti hanno tagliato da tutte le parti, ma io non permetterò a questi figli di puttana di ammazzarti, tu vivrai!”
Poi li curava, e io lo vedevo curarli, e loro miglioravano, e cominciavano a guarire. Allora buttai giù un articolo, che intitolai “Il ciarlatano che cura il cancro.” Lo mandai alla direzione, ma non fu mai pubblicato.
NARRATORE: Il vice-procuratore Al Templeton era qualcosa di più di uno scettico. Aveva arrestato Hoxsey più di cento volte in due anni. Poi suo fratello Mike ebbe un tumore mortale, e andò di nascosto da Hoxsey. Quando Mike Templeton guarì, Al Templeton riconobbe il merito a Hoxsey. L’accusatore di Hoxsey divenne il suo avvocato.
Sempre più gente sosteneva la validità della sua cura. Il suo promotore più tenace era il pastore evangelico Gerald Winrod. Le sue trasmissioni radiofoniche raggiungevano milioni di ascoltatori con i resoconti sensazionali dei crescenti successi di Hoxsey.
WINROD: Vorrei iniziare la trasmissione leggendovi quella che io ritengo una affermazione molto importante,del giudice W.L. Parton: E’ la seconda giuria di 12 persone nel mio tribunale che ha stabilito che la terapia di Hoxsey cura il cancro. 10 dottori hanno stabilito che le guarigioni sono nell’ordine delle migliaia. L’ex-senatore degli Stati Uniti, Thomas ha esaminato un grande numero di guarigioni. Ho fatto la mia indagine personale, e sono convinto che il cancro venga realmente guarito con il metodo di Hoxsey. Questo umile cronista può soltanto dire: Dio benedica questi ciarlatani. Gli unici ciarlatani che
curino il cancro oggi.
NARRATORE: Ma l’indagine personale non basta perchè una nuova terapia per il cancro venga accettata. E’ necessaria una formale valutazione scientifica.
HOXSET: Io chiedo solo che vengano qui. L’Associazione Medica Americana, la Commissione Medicine e Alimenti, il governo federale, chiunque! Venite qui a indagare. E se non riesco a dimostrare oltre ogni possibile dubbio che la nostra terapia è superiore a radium, raggi-X e chirurgia, allora chiuderò i battenti di questo istituto per sempre.
NARRATORE: Ma la professione medica non rispose al suo appello.
JAMES MARTIN: I dottori dicevano che sapevano già, dai loro studi di medicina, che le sue terapie non avessero alcuna efficacia. Che non potesse essere una cura. Erano totalmente imbevuti nel loro modo di pensare, e assolutamente inamovibili nelle loro convinzioni.
NARRATORE: Secondo Hoxsey c’era un motivo molto più oscuro per cui la professione medica non voleva indagare. Hoxsey diceva che i medici dell’Associazione gli avevano chiesto di fare una dimostrazione della cura. Fra loro c’era il Dott. Morris Fishbein, direttore della potente rivista dell’Associazione Medici Americani.
Secondo Hoxsey, il giorno dopo che la dimostrazione ebbe successo un importante personaggio dell’Associazione gli chiese di acquistare i diritti delle formule. La presunta offerta avrebbe assegnato tutti i diritti ad un gruppo di dottori che comprendeva il Dott. Fishbein.
Esattamente come Reneè Caisse, Hoxsey rifiutò l’offerta non poteva avere la garanzia che la cura sarebbe stata disponibilegratuitamente per chiunque ne avesse avuto bisogno.
Una cosa era certa: Hoxsey siera fatto un nemico poderoso. Nel mettersi contro il Dott. Fishbein si era fatto nemico il personaggio più influente della medicina. Il Dott. Fishbein aveva una posizione molto particolare. Come editore della rivista controllava la fonte primaria di entrate dell’Associazione Medica, e quindi controllava l’associazione. Pubblicava inoltre gli standard riconosciuti della professione medica.
Dopo l’incidente di Chicago il Dott. Fishbein prese di mira Hoxsey, definendolo un ciarlatano nella rivista. Diceva che i sostenitori più entusiasti di Hoxsey fossero le locali pompe funebri. L’attacco dell’Associazione Medici era senza tregua.
Il Dott. Fishbein e Hoxsey si sarebbero combattuti per i prossimi 25 anniin un dramma di portata nazionale. Ma invece di risolvere la disputa in termini scientifici, la cosa si svolse sui mezzi di comunicazione.
ANNUNCIATORE FILMATO: Gli unici ad approfittarsi del cancro sono i ciarlatani, contro le cui cure fraudolente l’Associazione Medici Americani combatte la sua crociata. Al quartier generale dell’Associazione, a Chicago, monta la guardia contro i ciarlatani il Dott. Morris Fishbein.
FISHBEIN: Non esiste siero, medicina, o combinazione di medicine conosciuta che guarisca con certezza il cancro.
NARRATORE: Quando Hoxsey contattò l’Istituto Nazionale per il Cancro, per un’indagine, l’organizzazione si rifiutò. L’Istituto disse che la sua documentazione non era completa. Hoxsey disse che i dottori si rifiutavano di fornire i documenti necessari, sotto l’influenza del Dott. Fishbein. Il governo concluse che sarebbe stato uno spreco di denaro pubblico indagare.
Avendo scoperto il petrolio in Texas, Hoxsey offrì di pagare lui la ricerca. Le sue sfide tenevano pubblicamente il Dott. Fishbein sotto pressione, e il dottore rispondeva duramente sotto gli occhi del pubblico. Ma quando scrisse “Denaro di Sangue” sui giornali domenicali di Hearst superò ogni limite.
Hoxsey denunciò il Dott. Fishbein e l’impero della stampa di Hearst per libello e diffamazione. Sembrava non avere una sola possibilità. Il più famoso ciarlatano della nazione contro tutti i nomi più importanti della medicina americana.
A sorpresa, Harry Hoxsey divenne la prima persona a vincere una causa contro il Dott. Fishbein e
l’Associazione Medici Americani. Il dott. Fishbein dovette dimettersi dall’Associazione Medici Americani.
Ma i processi Hoxsey-Fishbein rivelarono qualcosa di ancora più sconcertante.
Il Dott. Fishbein riconobbe in tribunale che i cosiddetti “unguenti brutali” di Hoxsey di fatto curassero i tumori esterni.
Il più pericoloso tumore esterno è il melanoma. Può diffondersi rapidamente in tutto il corpo. I medici suggeriscono una decisa chirurgia radicale. Nonostante questo, il melanoma risulta spesso mortale.
HOXSEY: Abbiamo più casi positivi dimostrati di melanoma, con la documentazione e i pazienti con cui parlare, che sono stati curati nel nostro istituto di qualunque altro istituto al mondo. E questa è un’affermazione enorme, ma abbiamo i dati per sostentarla.
NARRATORE: Hoxsey arrivò a produrre un suo film per far sentire la sua voce all’Associazione Medici.
ANNUNCIATORE FILMATO: Sarebbe una grande innovazione per chi lavora nella professione medica, se invece di sprecare tempo e denaro in processi nei tribunali, tattiche meschine e campagne di discredito venissero alla clinica, facessero delle indagini,verificassero i nostri metodi, parlassero con qualche paziente. Allora capirebbero perchè la nostra terapia è sempre stata così efficace, e in molti casi abbia dato risultati decisamente migliori di qualunque soluzione contro il cancro abbiamo mai avuto da offrire.
NARRATORE: Ma invece di raccogliere l’invito, l’establishment medico inasprì la battaglia.
Mildred Nelson ha diretto le cliniche di Hoxsey dall’inizio della sua carriera.
MILDRED NELSON: Non hanno mai fatto indagini su di lui, se non in senso criminale, per vedere se avesse fatto qualcosa di illegale. La Commissione Medicine e Alimenti era nota per perseguitare i pazienti di Hoxsey. Andava in casa della gente, le portava via le medicine quando le consegnavano, parlava con loro, gli diceva che sbagliavano …
NARRATORE: Poichè il governo non riusciva a fermare Hoxsey con la legge, la Commissione Medicine e Alimenti decise di fare qualcosa che non aveva mai fatto prima.
PUBBLICO PROCLAMA: “Ai malati di cancro, alle famiglie, ai dottori e a tutti gli interessati,alla cura di malati di cancro, sono avvisati e messi in guardia che la cosiddetta “cura Hoxsey” per il cancro interno è risultata, sulla base di elementi presentati dal Commissione Medicine, una cura senza alcun valore”. (NEL PROCLAMA SI LEGGE):”Il cancro è curabile solo con la chirurgia e con le radiazioni. La morte di cancro è inevitabile se si rinuncia alle cure mediche appropriate.
NARRATORE: Ebbe un tale successo, che la Commissione fece stampare un poster da appendere in tutti gli uffici postali del paese.
HOXSEY: Sto annegando nel sangue. Mi hanno fatto tutto quello che potevano, per cercare di umiliarmi. Mi hanno trascinato mille volte in tribunale, ma credete che mi importi di quello? Io non penso a quello che fanno a me, io penso ai 12.000 pazienti che sono in cura o in osservazione in questa clinica. Io penso solo ad una cosa: l’umanità che soffre.
NARRATORE: Ma il governo non si limitò a mettere in guardia la gente. Nonostante i procuratori federali
non riuscissero a dimostrare che la cura fosse inutile, come falsa etichettatura nel commercio interstatale.
MILDRED NELSON: Ci fu un momento in cui avevamo 17 cliniche funzionanti nel paese. La Comissione Medicine e Alimenti arrivò nello stesso giorno in tutte le cliniche, e mise i lucchetti. Harry non aveva certo i soldi per combatterli in tribunale, stato per stato.
NARRATORE: Dopo aver perso tutte le cliniche, Harry Hoxsey alla fine si arrese, nella sua battaglia contro l’establishment medico durata 25 anni. Costruì una clinica in Messico, mise Mildred Nelson a dirigerla, e si ritirò in Texas, dove morì nel 1974.
Nel corso degli anni la clinica ha curato migliaia di pazienti, e continua a farlo anche oggi, con altri
dottori, dopo la morte di Mildred Nelson. Ma la cura di Hoxsey non è mai stata resa disponibile ai pazienti americani, e non può nemmeno essere spedita legalmente nel paese. Chi vuole usare la terapia di Hoxsey deve recarsi ogni volta in Messico,e può riportare indietro solo la quantità necessaria per l’uso personale.
I Segni dell’Autunno: Bilancia
by Alpha Scorpii on ott.06, 2009, under Controinformazione
L’Autunno inizia giustamente con un Equinozio, perché inizia con la BILANCIA: nell’Equinozio d’Autunno abbiamo due caratteristiche notevoli: inizia ad abbassarsi la temperatura e Giorno e Notte durano pari tempo. Il che porta subito alla luce due qualità della Bilancia: il tepore e l’Equilibrio. Se l’Ego Arietino esplodeva con un aumento di temperatura e con un progressivo aumento di durata del Giorno, il Noi Bilancino parte con l’esatto opposto. Nella Bilancia si ha la celebrazione della Simmetria, del Canone greco, e il Sociale contrapposto alla dimensione infantile.
Non a caso il pianeta governatore della Bilancia è Venere (unica governatrice, almeno finché non sarà affiancato da un eventuale nuovo pianeta che governi Toro e Bilancia insieme a Venere), ma con esaltazione di Saturno: cioè un “vice-governatore” del Segno è Saturno, il Pianeta del Rigore, ma anche dell’Anzianità e della Sobrietà. Rigore significa anche freddo, tant’è che l’associazione Venere-affettività e Saturno-freddezza merita qualche approfondimento: la Bilancia non è fredda, e guai a dirglielo, perché essendo molto intelligente, spesso ti prenderà da parte, chiarendo in modo dialettico che non è assolutamente una persona fredda, anzi, che dà il primato ai sentimenti ecc.. Ma questo dimostra che, soprattutto, alla Bilancia non piacciono i termini estremi: ‘freddo’ è estremo. Probabilmente avrà da ridire anche sul termine “tiepido”, in quanto suona male, suona mediocre, e la Bilancia vi farà subito notare (dialetticamente) che essendo cultrice dei sentimenti, non può essere tiepida, perché quando si parla di Sentimento, il tiepido non esiste, semplicemente pone le cose al posto giusto. E dovrete tutto sommato darle ragione, senza tuttavia riuscire a eliminare quel retrogusto di distanza che sentite parlandoci. E vi spiego io perché: se l’Ego dell’Ariete è caldo, burrascoso, vitalistico-aggressivo ma bonario nelle conseguenze delle proprie azioni e nei risvolti, il Noi della Bilancia è sicuramente misurato e nonviolento (Gandhi e John Lennon sono esempi di Bilance nonviolente), ma Saturno è quella mazza che ogni Bilancia tiene dietro la schiena quando vi spiega che dovete amare il prossimo ed essere equilibrati e in armonia con tutte le creature. Il Noi si fonda sulle leggi: è Bilancia tutto ciò che coinvolge sentimenti e vincolo duro: il Matrimonio, ad esempio. Se i Gemelli, come primo Segno d’Aria, rappresentano il semplice coesistere dialettico, la Bilancia, come evoluzione del concetto, rappresenta una Coppia sancita, approvata e che funziona nel Noi. L’Aquario, ultimo Segno d’Aria, farà comunione ma su tutta l’Umanità, diffusivamente. L’ossessione per la Misura può produrre nella Bilancia una visione grecista del Mondo, quella visione per cui “Cosmo” è la radice di “Cosmetica”: il Kosmos, contrapposto al Caos primordiale (immagine del punto 0° zodiacale fra Pesci e Ariete!), è l’Universo IN ORDINE. Quindi un cosmetico, letteralmente, ti mette a posto la faccia, la beltà: mette in ordine, in armonia, il volto, e qui quindi il Brutto è il malposto, lo sfatto, l’appena alzato coi capelli arruffati. Vi accorgerete di queste attitudini “cosmetiche” stando a contatto con le Bilance: probabilmente noterete che hanno delle vere e proprie ‘zone di cecità’ laddove vi rivelate in qualche modo sgradevoli: poiché l’Imperfezione non rientra nella mente Bilancina, la loro considerazione di voi scoprendo i difetti non sfurierà, non andrà in bestia, ma si bloccherà per difficoltà di elaborazione. In questo modo: scoperto il difetto, ad esempio che siete che so, cafoni, la Bilancia diretta tenderà ad arrabbiarsi manifestando il suo senso dello Stile subito; ma la Bilancia intellettuale, o anche solo interessata alla buona convivenza come spesso accade, dapprima cercherà di spiegarvi che ci vuole gusto in tutte le cose, tentando anche di comprendervi- ma se insisterete, non le resterà che escludervi dalla sua cerchia, perché nella sua mente non entra, semplicemente, la bruttura. Non ci entra, non la capisce, e ciò che non quadra è come un’interferenza al cervello, in questo caso. Ovviamente, se vi escluderà lo farà molto a malincuore, perché per una Bilancia ogni rottura, ogni lite, ogni cattiva fine di un rapporto è un fallimento nella Mediazione, e pesa sempre un po’ sulla sua coscienza sempre tesa alla ricerca della massima Perfezione. Esemplari alcune ragazze che conosco, della Bilancia, che hanno sempre avuto reazioni strane alle mie intemperanze: una aveva la passione della Dietologia e della cura del corpo, e andava soggetta a scatti d’ira sempre motivati da astrattissime cause di principio inerenti la volgarità, l’inopportunità di certe cose, soprattutto la goffaggine sociale. Un’altra, bellissima ballerina e intellettuale, cuspide Vergine-Bilancia, ricordo che oltre a giudicarmi intemperante per il modo…. come dire…. agreste con cui le facevo avances, sempre parlando a bassa voce e sempre con classe, mi prendeva regolarmente da parte spiegandomi che i rapporti hanno la tale e la tal’altra regola, che certe cose sono importanti e imprescindibili, e altre sono forse opportune in certi contesti ma nella sua esperienza non rientravano, e quindi ecc. ecc. … risultato: è stata l’unica mia fiamma a farmi una predica sul Relazionarsi durata 2-3 ore. La Bilancia infatti non tollera la stupidità e soprattutto passare da stupida: perciò, è maestra nell’Arte della Premessa: dicasi Arte della Premessa la raffinata capacità di spaccarti la faccia solo dopo aver chiarito che non ignora le altre vie, semplicemente, in quella situazione reputa arbitrariamente il caso di spaccarti la faccia. Per il tuo bene. E per il bene dell’uccellino sul ramo. E del Mondo. Altra signorina della Bilancia, invece, non mi fece chissà quante prediche ma fu periglioso corteggiarla, dacché spariva appena oltrepassavo il limite dettato di volta in volta dal suo umore: dopo qualche pomeriggio insieme, litigò con me perché l’accusai di essere intollerante per via delle mestruazioni: e questo probabilmente, oltre a offendere l’Intelligenza reputandola umorale (non sia mai!) la offese perché la vedeva associata a qualcosa di scomodo e ‘sozzo’. Il Segno della Coppia, in ogni caso, ama le relazioni e vive di relazioni: chiunque abbia pianeti in Bilancia, a seconda del pianeta avrà manifestazioni Bilancine che si rivelano in coppia come al tornasole: ad esempio le donne con Marte in Bilancia non riescono a non associare il Fallo al Marito: irresistibilmente, per loro, fare l’amore significa essere il “suo uomo”. Perfino la più audace e vogliosa donna con Marte in Bilancia, una volta che l’avrete avuta sessualmente, sentirà il bisogno di mettervi nella casella “coppia”, pena reazioni furiose che indicano un tilt nel suo sistema motivazionale. Oppure la Luna in Bilancia: curiosa posizione che fa sì che la sensibilità sia sì delicata e affettiva, ma anche equa: ad esempio, una Luna in Bilancia non si commuoverà solo per i film d’amore, ma a maggior ragione per i dolori del Terzo Mondo, magari reputando più corretto piangere un po’ di più quest’ultima cosa, per proporzione. Relazioni non vuol dire ovviamente “tutto concesso”: l’amico Bilancia non vi farà mai favori iniqui alla faccia del Prossimo, non vi darà il numero di telefono dell’amica sua figacciona solo perché siete voi, ma non si comporterà mai in modo scorretto e su questo potrete contare. Ora: sorte apparentemente diversa hanno quelle Bilance che interpretano l’Estetica/Giustizia in un senso diverso: cioè, come protesta sociale. Ce ne sono eccome: Nietzsche, Oscar Wilde in testa, ma anche Eminem e Zucchero Fornaciari che non appare come un esteta vistosamente. Il fatto è che il senso di Giustizia sociale della Bilancia spesso assume forme che possono perfino rivestire i panni della provocazione (Eminem), o addirittura sfociare in un’intolleranza feroce contro tutto ciò che appare brutto, limitato e sprecato (Nietzsche). Sorte più palese per le donne: simboli di Bellezza come la Bellucci e Brigitte Bardot, che oltre a essere palesemente icone sexy si distinguono per l’attivismo sociale, una con le idee radicali e l’altra con l’Animalismo. Ovviamente, l’animalismo della Bilancia non sarà amore per la Natura barbara, ma più che altro amore per l’Armonia: esempio massimo: San Francesco! Fisicamente, la Bilancia governa i reni, il fegato, le anche e la regione lombare-ombelicale: la cintola insomma, dove sono tutti organi dalle funzioni di discernimento e di equilibrio del corpo, sia come peso sia fisiologico. I soliti Greci bilancini, non a caso, adorarono l’Omphalos, l’Ombelico, sottoforma di pietra.
I sentieri dell’Infamia
by Duncan on set.19, 2009, under Controinformazione, Resistenza umana

Ci siamo resi colpevoli di crimini contro l’umanità.
Abbiamo sporcato le nostre mani di sangue.
Consegnato esseri umani alle camere di tortura e agli aguzzini.
Violato legge, Costituzione e Convenzioni internazionali.
I respingimenti in male sono illegali. Sono uno stupro.
Le persone non sono controllate, non sono censite, non ricevono domande.
Pura illegalità. Puro crimine squadrista.
Ogni migrante deve prima essere accolto in suolo. E poi, singolarmente, una commissione dovrà vautare se gli spetta il diritto d’asilo.
Questo non è stato fatto. E’ invalsa la pratica “sporca”, degna della peggiore canaglia, di risolvere il problema “alla radice” rispingendo i barconi in mare, senza chiedere e indagare all’interno. Ma solamente ricacciarli, come cani sulla rabbia o appestati.
Persone che avevano il diritto di asilo le abbiamo servite sul piatto comode comode alle famigerate carceri libiche.
Non c’è scusante, non c’è attenuante.
Queste cose sono conosciute dai governi. Compreso il nostro.
Il dolo è completo. Le vostre mani sono sporche di sangue.
Vedete questo video e fatelo circolare (non c’è l’incorporazione, posso darvi solo il link)
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-d7bc61b1-21d5-4731-8032-2645b9d7d3e1.html?p=0
Il Cielo è “maschilista” e va benissimo così
by Alpha Scorpii on ago.17, 2009, under Controinformazione
L’Occultista, l’uomo che studia le vie del Sapere esoterico, guarda con diffidenza le nuove dottrine umanistiche, le quali arrivano solo fino a un certo livello del Mondo-Uomo, e poi si fermano. Noi siamo esseri a molti livelli: ad esempio, ogni Oroscopo ha 12 Case, e 3 di queste sono Case legate al Sociale: la III, la VII e la XI: Contatti, Relazioni Ufficiali e Famiglia Umana, rispettivamente. 1/4 del Tema Astrale, quindi, riguarda il nostro essere ”zoon politikòs” di cui parlava Aristotele. Ma è un quarto, appunto. Nello schema dei Cieli danteschi (che poi sono anche i Chakra), alcuni livelli, come il II Cielo, indicano il Noi. Ma un Cielo è solo uno di sette. Invece oggi si tende a rapportare tutto al politico, al sociale: ad esempio quella che chiamano tolleranza religiosa è in realtà, a ben guardare, un non credere in NESSUNA fede, e sopportarle tutte come giocattoli di bambini che ci giocano per fatti loro, possibilmente senza disturbare. Ma l’Occultista non la pensa così: l’Occultista sa che il Sociale è solo parte dell’Umano e del Creato, e sa che l’epoca attuale è solo una delle Ere che si susseguono sempre. E quindi, l’Astrologo ad esempio sa che il Cielo non è affatto d’accordo con le teorie moderne circa gli uomini e le donne. Infatti, nello schema celeste, i Pianeti e gli altri elementi celesti che rappresentano la Politica, il Potere, il Dominio e l’Aggressività, sono tutti rigorosamente maschili e correlati fra loro. Ciò significa, fra le altre cose, che il Potere è esattamente quello che intendiamo con la parola Potere: potenza, dominazione, Forza. Non ci sono errori per gli Dei: Marte, pianeta dell’Aggressività e della Forza, è clamorosamente domiciliato in Ariete e Scorpione (opposti ai femminili e armoniosi Bilancia e Toro), ed esaltato in Capricorno (opposto al femminilissimo Cancro). Il Mornarca Leone, Segno virile, è perfettamente opposto all’Aquario, Segno antierotico e anti-individualistico che rappresenta la Comunità Umana e i legami diffusivi ed equanimi. E la varietà umana è sì contemplata nella logica zodiacale, ma sempre con categorie nitide: una donna che sta in Politica, infatti, può starci- ma nel suo Tema Astrale INFATTI avrà i pianeti femminili disastrati e dure rappresentanze di valori maschili e fallocratici. Il Potere, insomma, volenti o nolenti i relativisti, è fallico, paterno e mascolino. Basti pensare all’Ariete Valerie Solinas, autrice del grottesco libello “S.C.U.M. – Manifesto Per L’Eliminazione Dei Maschi”, che fra l’altro sparò anche a Andy Warhol: era sì un’atroce femminista, ma, beffa della Sorte, secondo il tema astrale era “cazzuta”! Non a caso apparteneva all’Ariete, appunto, Segno virile per eccellenza e spesso per le donne foriero, in caso di aspetti negativi, di atteggiamenti amazzonici o addirittura lesbici. Oppure possiamo notare la Luna in Capricorno di Daniela Santanché, posizione della Luna di massimo esilio. O gli oroscopi fallocratici di Hillary Clinton e Condoleeza Rice, e di Margaret Thatcher, i cui pianeti femminili ricevono durissime lesioni multiple da aspetti che non lasciano luogo a dubbi. Per non parlare poi del collegamento fra Astri e Biologia: non ci sono dubbi nemmeno lì: i livelli ormonali si vedono chiaramente da Venere, Marte, la Luna e gli altri pianeti sessuali (Plutone, Sole): una donna con ad esempio una Venere in Cancro e Luna in Vergine, e Marte in Capricorno, che lo dica apertamente o no, a letto vuole essere dominata e anche duramente. Così come ho riscontrato una netta prevalenza di pianeti maschili potenti e Segni maschili nelle donne che amano stare sopra nel rapporto sessuale, anche lì confermando il collegamento PER NULLA INFONDATO fra genere sessuale e concetti di Dominanza, Passività, Attacco, Difesa. Anche l’idea che il Dominatore sia “Sua Altezza” è astrologicamente sensato: il Segno del Dominio è il Capricorno, che nella Ruota Zodiacale sta giusto allo Zenith, cioè nel punto più alto: Vetta = Dominio. Si dice infatti “un monte che domina la valle”- e non è un caso. Tutti questi sapientoni sociali che vorrebbero dirci che i generi sessuali sono luoghi comuni, e che il potere non è dell’Altezza ma di questo o quell’altro, manifestano una profonda ignoranza delle Leggi Cosmiche. Così come, ad esempio, il Cielo è chiarissimo riguardo ai rapporti umani, alla Pace e alle questioni umanitarie: i Segni della Pace e dell’Uguaglianza sono i più intelligenti e i più freddi: Aquario e Bilancia. I Segni opposti, Leone e Ariete, hanno il ruolo di mettere Movimento nella Ruota, ma sono infatti passionali, egocentrici e guerrieri (più che altro l’Ariete). Il che vuol dire che la cosiddetta Pace è solo metà della Vita, e che per giunta è una metà di riposo, piuttosto tiepida o freddina. Intelligentissima, ma attuabile al 100% solo se mancassero al Mondo Arieti, Leoni, Sagittari, Scorpioni e Capricorni. Infatti il Sagittario, Segno fideista e missionario credente e anti-dialettico, è opposto ai Gemelli-Dialogo: al Mondo c’è posto sia per i dialettici che per i convinti, e il Cielo vuole così. Ecco perché l’Occultista autentico è il vero tollerante: perché DAVVERO sa che al Mondo c’è un ruolo per tutti.
















