<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Born Again &#187; Resistenza umana</title>
	<atom:link href="http://www.bornagain.it/wp/category/resistenza-umana/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.bornagain.it/wp</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 01 Feb 2012 04:03:01 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
		<item>
		<title>Non lasciate morire Gerri Giuffrida</title>
		<link>http://www.bornagain.it/wp/2012/02/01/non-lasciate-morire-gerri-giuffrida/</link>
		<comments>http://www.bornagain.it/wp/2012/02/01/non-lasciate-morire-gerri-giuffrida/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 03:36:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Resistenza umana]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[dignità]]></category>
		<category><![CDATA[Gerri Giuffrida]]></category>
		<category><![CDATA[isolamento]]></category>
		<category><![CDATA[madre]]></category>
		<category><![CDATA[Opera]]></category>
		<category><![CDATA[psicofarmaci]]></category>
		<category><![CDATA[rispetto]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bornagain.it/wp/?p=1233</guid>
		<description><![CDATA[Il testo che leggerete è stato pubblicato sul nostro Blog dedicato alle tematiche del carcere, Le Urla dal Silenzio (http://urladalsilenzio.wordpress.com/). Nel pubblicarlo su Born Again ho tolto alcune frasi dalla premessa. Comunque chi tra i lettori di Born Again volesse scrivere a Gerri Giuffrida, può farlo a questo indirizzo.. Gerri Giuffrida Via Camporgnago n. 40 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="inbdy" style="text-align: justify;"><img class="alignnone" title="gerri" src="http://zedla.files.wordpress.com/2007/05/mano-di-sangue.jpg" alt="" width="794" height="1148" /></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Il testo che leggerete è stato pubblicato sul nostro Blog dedicato alle tematiche del carcere, <em>Le Urla dal Silenzio </em>(<a href="http://urladalsilenzio.wordpress.com/">http://urladalsilenzio.wordpress.com/</a>). Nel pubblicarlo su Born Again ho tolto alcune frasi dalla premessa. Comunque chi tra i lettori di Born Again volesse scrivere a Gerri Giuffrida, può farlo a questo indirizzo..</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Gerri Giuffrida</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Via Camporgnago n. 40</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>20090 Opera (Milano)</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Alcune settimane fa una persona  che stimo molto, Ebe Quaranta, mi parlò della situazione drammatica di un  ragazzo, che da più di quattro mesi stava in isolamento nel carcere di  Opera. E le cui condizioni fisiche, e soprattutto mentali, erano arrivate al  limite. Fui naturalmente d’accordo con lei che bisognava saperne di più e parlarne. E lei mi mise in contatto con la madre, Angela Fuma. </strong></div>
<div id="inbdy" style="text-align: justify;">
<p><strong>Il ragazzo si chiama Gennaro Giuffrida, detto “Gerri”. Ha 32 anni ed è nativo di Brindisi. Di lui la madre dice “Gerry,  un ragazzo come<br />
tanti,  sognatore, appassionato di moto da strada,determinato ,socievole ,con un  forte temperamento, facilmente influenzabile ,come tutti ha anche degli  aspetti meno piacevoli ,come l’ essere superbo ,prepotente nei confronti  della vita , ma anche insicuro su quello che riguardava l’ aspetto della sua  famiglia, solo dopo aver subito il fatto e con grande rammarico (compiango i famigliari della vittima), ha capito il vero valore affettivo della vita  dato che di figli ne ha due e una compagna che gli è accanto”.</strong></p>
<p><strong>Lo stesso Gerri nella lettera che ha inviato al Presidente della Repubblica scrive “Sono sempre stato un tipo debole, incapace di dire no  alla gente che mi chiedeva piccoli favori, ma questa mia bontà mi ha portato  ad una vera e propria tragedia. Da quando avevo 17 anni ho iniziato a  prendere psicofarmaci per ansia e attacchi di panico, ma la cosa che mi  faceva stare ancora meglio era l’amore della mia famiglia. Nel tempo, però,  gli psicofarmaci che prendevo aumentavano. Purtroppo il troppo amore della  mia famiglia ha peggiorato la mia situazione, perché anche se facevo dei  piccoli sbagli, loro  mi proteggevano fino alla morte”. </strong></p>
<p><strong>Il riferimento  all’ansia, agli attacchi di panico  e agli psicofarmaci, aiuta a comprendere  la particolare fragilità di questo ragazzo, e la situazione delicatissima  che già viveva, che poi il carcere, e il modo in cui è stato fatto valere  nei suoi confronti, ha enormemente esasperato. In carcere infatti, così  denunciano Gerri e la madre, sono avvenuti episodi brutali e intollerabili  che sono andati a colpire una psiche già fragile ed insicura.</strong></p>
<p><strong>Inizierò citando alcuni stralci finali della lettera di Gerri, per poi pubblicare in buona parte la lettera che la madre Angela Fuma, mi ha inviato. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ciò che veramente conta, ai nostri fini, è l’ingiustizia che Gerri subisce, a prescindere. La subirebbe anche se non fosse  innocente. </strong></p>
<p><strong>Ma quello su cui non facciamo sconti e su cui chiediamo chiarezza e giustizia totale.. E’ IL RISPETTO DELLA DIGNITA’ UMANA DI GERRI GIUFFRIDA. Il dovere morale che si faccia chiarezza sulla sua vicenda  processuale, che si sappia  se abbia subito brutalità intollerabili, e che, soprattutto si intervenga ORA, perché ora si comprenda la situazione che sta vivendo Gerri, e si faccia in modo che questa non porti a un punto di non ritorno.</strong></p>
<p><strong>Gerri è in isolamento da mesi. Le sue sensazioni di panico ed ansia, e di  debilitamento fisico, frutto di un percorso carcerario che è stato un  calvario, rischiano di esplodere nella soffocante situazione dell’ isolamento che gli impostogli nel carcere di Opera. Le sue lettere ormai  rivelano disperazione e pensieri suicidi.</strong></p>
<p><strong>——————————————————————————————————————————————</strong></p>
<p><strong>–Uno dei frammenti finali della lettera di Gerri Giuffrida al<br />
Presidente  della Repubblica..</strong></p>
<p><strong>“Cinque mesi fa la Cassazione mi confermò la pena, e riuscirono ad<br />
ammazzarmi per la terza volta. Aspettavo solo i carabinieri che<br />
venissero a prendermi, e addirittura li chiamai io perché tardavano, e<br />
quella attesa, nel vedere la mia compagna e mio figlio forse per<br />
l’ultima volta, era tormentosa. Decisi che in carcere l’avrei fatta<br />
finita.</strong></p>
<p><strong>L’8 giugno mi portarono nel carcere di Villa Fastiggi, dove, come in<br />
ogni  altro carcere, trovi appuntati che ti trattano come ad un<br />
animale. E a me  non andava giù, perché ritenendomi ancora innocente,<br />
non potevo accettare le  cose che loro mi chiedevano di fare, e quindi<br />
venivo punito.</strong></p>
<p><strong>Dopo una decina di giorni mi trasferirono al carcere di Fermo. Carcere<br />
infernale dove non c’è neanche lo spazio per fare due passi all’aria.<br />
I  dottori mi visitarono. In dieci giorni avevo perso circa 8 kg, avevo<br />
attacchi di ansia e panico, e chiamavo sempre gli appuntati perché<br />
chiamassero il dottore, che si trovava solo dalle 11 del mattino alle<br />
19  della sera. Poi se chiami una guardia e dici che stai male, c’è<br />
qualcuno che  addirittura ti risponde, che quando muori poi ci si<br />
pensa.</strong></p>
<p><strong>Ora sono arrivato a perdere 25 kg in 4 mesi e 15 giorni, e il mio<br />
avvocato ha chiesto un periodo, che va dai sei mesi ai tre anni, agli<br />
arresti domiciliari, in modo da potere essere curato, dato che sono<br />
adesso 14 anni che, oltre all’aiuto della terapia, ho bisogno della<br />
gente a me vicina. Sto malissimo e piango e basta. Non ho più voglia<br />
di  vivere. Non riesco nemmeno a vedere la televisione perché ci sono<br />
solo  cattiverie.</strong></p>
<p><strong>E’ venuto un mio medico di parte, che mi ha visitato e ha descritto le<br />
mie precarie condizioni fisiche. Il magistrato ha chiesto il parere al<br />
dirigente sanitario del carcere che non mi ha mai visitato.”</strong></p>
<p><strong>—————————————————————————————-</strong></p>
<p><strong>–Lettera della madre di Gerri Giuffrida</strong></p>
<p><strong>(…..) Dopo la condanna definitiva della Cassazione è stato portato al<br />
carcere di Pesaro provvisoriamente, perché lì non tengono detenuti con<br />
condanne definitive superiori  ai dieci anni. La stessa settimana è<br />
stato trasferito al carcere di Fermo. Lì fu un periodo infernale,<br />
cominciò a dimagrire vertiginosamente. Mandai subito la psichiatra<br />
accompagnata da una psicologa. Lo trovarono gravissimo, sia<br />
fisicamente  che psicologicamente. Non aveva più muscolatura e non<br />
reagiva più agli  stimoli (un marocchino nella cella si prese cura di<br />
lui, cercava di farlo  mangiare cucinandogli un po’ di riso e lo<br />
copriva perché lui si stava  lasciando morire).</strong></p>
<p><strong>Quindi accertarono  che avrebbe potuto fare un gesto inconsulto.<br />
Subito  dopo, il nostro perito ha fatto una relazione che certificava<br />
le condizioni  di mio figlio. L’avvocato ha mandato l’istanza con<br />
questa relazione al  Tribunale di sorveglianza, chiedendo per un breve<br />
periodo i domiciliari, per  dargli le giuste cure, ma l’istanza è stata<br />
rigettata per ben due volte.  Alla terza volta lo hanno trasferito a<br />
Roma, in un carcere dove c’è un  reparto in cui curano i detenuti<br />
ammalati. Il trasferimento avvenne a sua  insaputa. Lo svegliarono di<br />
notte, dicendogli di vestirsi che doveva essere  trasferito. Mio figlio<br />
fu preso dal panico, cominciò a piangere e a  supplicare le guardie di<br />
lasciarlo lì perché stava vicino alla compagna e a  suo figlio, e aveva<br />
paura di restare solo. Ma per tutta risposta lo  picchiarono senza<br />
pietà, a calci e pugni in testa, e a calci nello stomaco e  nei<br />
fianchi. E senza soccorrerlo lo portarono in quello stadio pietoso a<br />
Regina Coeli. Era messo così male che, quando arrivò, gli fecero<br />
firmare  che si trovava già in quello stato e che loro non c’entravano<br />
niente. Poi lo  chiusero per due giorni nudo per terra, in un buco al<br />
buio. Lì dentro non si  respirava, mancava l’aria. Ci ha raccontato che<br />
cercava di respirare da una  fessura. E a me che sono la madre, ogni<br />
volta che lo ricordo mi sanguina il  cuore. Quando siamo stati avvisati<br />
per vie traverse del suo trasferimento,  siamo partiti subito io e una<br />
mia amica per andarlo a trovare. Ci avevano  preavvisato che non<br />
l’avemmo trovato in buone condizioni e che le guardie  c’erano andate<br />
giù pesanti. Arrivammo a Roma col cuore in gola, disperate.  Ma io non<br />
entrai, perché avevamo anche il bambino che aveva solo tre anni.  Non<br />
potevamo fargli vedere il padre in quelle condizioni, perché mia nuora<br />
aveva capito la situazione critica. Puoi immaginare con che angoscia<br />
rimasi fuori. Infatti, quando mia nuora entrò vide che era pieno di<br />
ematomi giganti in tutte le parti del  corpo. La testa non si<br />
riconosceva, la faccia rovinata, sanguinava ancora dalla bocca, e<br />
tremava e piangeva. Non poteva muoversi né mangiare.</strong></p>
<p><strong>Avevamo deciso di denunciare tutto, ma siccome hanno minacciato mio<br />
figlio che avrebbe passato, in quel caso, guai ancora maggiori, visto<br />
che sarebbe dovuto tornare al carcere di Fermo, timorosi decidemmo di<br />
non denunciare più. Un mese dopo l’hanno riportato a Fermo. Quel mese<br />
non è stato neanche un istante bene, non facevano altro che fargli<br />
raggi  dalla testa ai piedi, e imbottirlo di medicinali, anche per la<br />
bronchite,  che gli avevano fatto venire tenendolo in quello stato.<br />
Quel mese si è  cibato solo di medicinali. Potete immaginare le<br />
conseguenze. Una volta  arrivato al carcere di Fermo, le condizioni non<br />
miglioravano. Ormai era  arrivato a pensare 49 kg tutto vestito,<br />
perdendo 25 kg del suo peso  iniziale. Per cui decisero di trasferirlo<br />
ad Ascoli Piceno (sbattuto da un  carcere all’altro come fosse un sacco<br />
di patate), dove sarebbe dovuto essere  curato dato che lì c’erano i<br />
medici tutto il giorno (medici mai visti o  quasi). Qui le condizioni<br />
peggiorarono ulteriormente, cominciarono ad  aumentare le fobie, gli<br />
attacchi di panico, ed il bisogno d’aria, perché si  sentiva soffocare.<br />
Per la disperazione ha scavato nel muro, ma subito dopo  si è reso<br />
conto di quello che aveva fatto, ed i suoi compagni di cella hanno<br />
tentato di coprire il danno con una tenda, ma durante la perquisizione<br />
quel buco è stato scoperto e lui  è stato accusato di evasione. Lui<br />
non  voleva scappare dal carcere, anche perché sapeva che era<br />
impossibile. E  soprattutto c’era la speranza, se tutto andava bene,<br />
che da lì a poco lo  avrebbero preso al carcere di Gorgona, dove<br />
avevano capito i suoi problemi  ed erano disponibili ad aiutarlo.</strong></p>
<p><strong>Quindi, non considerando i problemi di mio figlio, lo sbattono ad<br />
Ancona,  nel carcere di Montacuto. Ogni spostamento per lui era un<br />
trauma. Questo  carcere era invivibile, si stava in condizioni pietose<br />
e lui chiedeva  continuamente di essere spostato, altrimenti l’avrebbe<br />
fatta finita. Grazie  ai nostri frequenti colloqui e alle lettere,<br />
siamo riusciti  a togliergli  parzialmente questa idea dalla testa,<br />
anche se nella sua mente il pensiero  ricorre continuamente. Il suo<br />
sfogo è stato quello di danneggiare la cella,  forse sperando di farsi<br />
spostare da quel carcere infernale. Viene nuovamente  accusato di<br />
danneggiamento di beni impropri, e spedito al carcere di  Opera-Milano.<br />
Qui viene messo in punizione, con sei mesi di isolamento con  il 14<br />
bis. E la sua condizione ora è davvero drammatica. Nelle lettere<br />
continua scrivere che sta malissimo, e alla sua compagna continua a<br />
dire  che si vuole ammazzare, che non ha senso vivere così. Noi siamo<br />
angosciati e  viviamo con il terrore che da un momento all’altro<br />
possiamo ricevere una  brutta notizia.</strong></p>
<p><strong>Voglio salvare mio figlio. Vorrei poterlo tenere a casa, per dargli<br />
le  cure di cui ha bisogno, perché con il nostro amore potrà venire<br />
fuori da  questa depressione, pur scontando la sua pena. Se non è<br />
possibile tenerlo ai  domiciliari, aiutatemi per una comunità<br />
riabilitativa idonea.</strong></p>
<p><strong>Non si può lasciare morire così un ragazzo tanto fragile, e per giunta<br />
innocente. Cosa possiamo fare di più di tutto quello che abbiamo<br />
fatto?  Perché nessuno ci capisce?</strong></p>
<p><strong>Vi supplico. E’ il cuore di una mamma che vi scrive. Mio figlio se<br />
continua a stare in carcere muore. Aiutatemi a salvarlo.</strong></p>
<p><strong>Angela Fuma</strong></p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bornagain.it/wp/2012/02/01/non-lasciate-morire-gerri-giuffrida/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Di poche parole?&#8230; di Ciro Campajola</title>
		<link>http://www.bornagain.it/wp/2012/01/16/1220/</link>
		<comments>http://www.bornagain.it/wp/2012/01/16/1220/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 18:37:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza umana]]></category>
		<category><![CDATA[Simbolo]]></category>
		<category><![CDATA[Ciro Campajola]]></category>
		<category><![CDATA[gloria]]></category>
		<category><![CDATA[grandiosa]]></category>
		<category><![CDATA[utero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bornagain.it/wp/?p=1220</guid>
		<description><![CDATA[  Questa non è una poesia.. è un inno&#8230; un Manifesto. Se in tutta la sua vita, Ciro Campajola avesse scritto solo questa &#8220;cosa&#8221; e non avesse fatto nient&#8217;altro.. non dico scrivere.. proprio NIENTE altro&#8230; e avesse passato tuti i suoi giorni in una stanza di plastica.. basterebbe questa &#8220;cosa&#8221;.. per garantirti migliaia di anni nell&#8217;Utero della Gloria&#8230; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em><img class="alignnone" title="Dignity" src="http://3.bp.blogspot.com/-JS_XsjRaKdk/TwQlIq9L7mI/AAAAAAAABJE/70docaK9enA/s1600/Coppia+8+INDIA-10720.jpg" alt="" width="1500" height="996" /></em></strong><strong>  Questa non è una poesia.. è un inno&#8230; un Manifesto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se in tutta la sua vita, Ciro Campajola avesse scritto solo questa &#8220;cosa&#8221; e non avesse fatto nient&#8217;altro.. non dico scrivere.. proprio NIENTE altro&#8230; e avesse passato tuti i suoi giorni in una stanza di plastica.. basterebbe questa &#8220;cosa&#8221;.. per garantirti migliaia di anni nell&#8217;Utero della Gloria&#8230; semplicemente Grandiosa&#8230;</strong></p>
<p><strong><em>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</em></strong></p>
<p><strong><em>Non è tanto quando tocca a te</em></strong></p>
<p><strong><em>allora</em></strong></p>
<p><strong><em>specie se la partita non ti interessa</em></strong></p>
<p><strong><em>ti giochi solo la carta necessaria a sfangarla</em></strong></p>
<p><strong><em>è quando “sta a te”</em></strong></p>
<p><strong><em>è quello il momento in cui ti metti in gioco </em></strong></p>
<p><strong><em>che scopri la tua carta</em></strong></p>
<p><strong><em>quella per te vincente</em></strong></p>
<p><strong><em>e che lo sia oppure no</em></strong></p>
<p><strong><em>non è importante</em></strong></p>
<p><strong><em>importa a te</em></strong></p>
<p><strong><em>è solo allora che saprai chi sei</em></strong></p>
<p><strong><em>quando quella carta segnerà le tue prossime partite</em></strong></p>
<p><strong><em>eliminandone qualcuna</em></strong></p>
<p><strong><em>aggiungendone qualcun’altra</em></strong></p>
<p><strong><em>quando quel che sarà</em></strong></p>
<p><strong><em>ti sarà stato dato  </em></strong></p>
<p><strong><em>non solo dalle regole di un assurdo gioco</em></strong></p>
<p><strong><em>ma</em></strong></p>
<p><strong><em>per quel che hai potuto</em></strong></p>
<p><strong><em>anche da te stesso</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Non è senno di poi</em></strong></p>
<p><strong><em>non bisogna aspettare per scoprirlo</em></strong></p>
<p><strong><em>lo senti da subito</em></strong></p>
<p><strong><em>è un istinto naturale come fosse un peccato originario</em></strong></p>
<p><strong><em>è qualcosa che hai dentro</em></strong></p>
<p><strong><em>è la tua natura a suggerirti le carte di volta in volta</em></strong></p>
<p><strong><em>non la tua ragione</em></strong></p>
<p><strong><em>è lei che ti porta sin dalla prima partita</em></strong></p>
<p><strong><em>a ripetere tante volte la giocata che sai non vincerà</em></strong></p>
<p><strong><em>una puntata incoscientemente cosciente di perdere</em></strong></p>
<p><strong><em>liberamente perdente</em></strong></p>
<p><strong><em>una giocata fatta pur di sedere ad altri tavoli</em></strong></p>
<p><strong><em>dove di vincere non te ne frega un cazzo</em></strong></p>
<p><strong><em>tavoli dove ti basta starci</em></strong></p>
<p><strong><em>esiliato tra gli esiliati da ogni ingranaggio</em></strong></p>
<p><strong><em>e con un buon bicchiere tra le mani</em></strong></p>
<p><strong><em>ascoltare rapito storie di chi ci sta seduto</em></strong></p>
<p><strong><em>facendone sbornia e tesoro insieme</em></strong></p>
<p><strong><em>sentirti ricco ed ebbro</em></strong></p>
<p><strong><em>e poi andare avanti così tutta la notte</em></strong></p>
<p><strong><em>a perdifiato</em></strong></p>
<p><strong><em>col cuore in gola</em></strong></p>
<p><strong><em>sudando</em></strong></p>
<p><strong><em>sentendoti </em></strong></p>
<p><strong><em>giocando</em></strong></p>
<p><strong><em>magari perfino a carte</em></strong></p>
<p><strong><em>ma giocando</em></strong></p>
<p><strong><em>non gareggiando</em></strong></p>
<p><strong><em>di gareggiare non te ne frega un cazzo</em></strong></p>
<p><strong><em>e poi magari accorgerti</em></strong></p>
<p><strong><em>che l’ultimo avventore rimasto in sala</em></strong></p>
<p><strong><em>è un’avventrice</em></strong></p>
<p><strong><em>avvicinarti istintivo al suo tavolo</em></strong></p>
<p><strong><em>mentre lo straccio già lucida il pavimento</em></strong></p>
<p><strong><em>stanco e frettoloso di riposo</em></strong></p>
<p><strong><em>e con calma</em></strong></p>
<p><strong><em>sederti e non chiederle niente</em></strong></p>
<p><strong><em>in attesa forse di qualcosa</em></strong></p>
<p><strong><em>e se qualcosa sarà</em></strong></p>
<p><strong><em>non dovrai aspettare molto per saperlo</em></strong></p>
<p><strong><em>ve lo ricorderà lo straccio ormai ridotto uno straccio</em></strong></p>
<p><strong><em>supplicante di una tregua nella quotidiana fatica del vivere</em></strong></p>
<p><strong><em>poi nel momento stesso in cui la notte diventa alba</em></strong></p>
<p><strong><em>e la serranda si abbassa sull’attimo precedente</em></strong></p>
<p><strong><em>da sapere non ci sarà più niente</em></strong></p>
<p><strong><em>è solo il momento successivo di mille momenti prima</em></strong></p>
<p><strong><em>e voi non siete lì per caso</em></strong></p>
<p><strong><em>non è orario né luogo per incontri casuali</em></strong></p>
<p><strong><em>se siete lì</em></strong></p>
<p><strong><em>è perché ci siete arrivati con le vostre occasioni</em></strong></p>
<p><strong><em>per come le avete guidate</em></strong></p>
<p><strong><em>sapete già tutto senza sapere niente</em></strong></p>
<p><strong><em>non c’è bisogno di presentazioni</em></strong></p>
<p><strong><em>dovete solo scoprire se diventerete voi stessi</em></strong></p>
<p><strong><em>un’occasione tra le vostre occasioni</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Tutto sta</em></strong></p>
<p><strong><em>al valore che dai tu a quella carta</em></strong></p>
<p><strong><em>e a quanto ne dai alla posta in palio</em></strong></p>
<p><strong><em>se ne dai più a quella partita</em></strong></p>
<p><strong><em>o alla tua partita</em></strong></p>
<p><strong><em>se preferisci alzarti alla pari da quel tavolo</em></strong></p>
<p><strong><em>non affannarti troppo</em></strong></p>
<p><strong><em>non sudare</em></strong></p>
<p><strong><em>rinunciare al piatto che avresti voluto</em></strong></p>
<p><strong><em>alla “tua”vittoria</em></strong></p>
<p><strong><em>e assicurarti il meglio possibile</em></strong></p>
<p><strong><em>e i capelli bianchi</em></strong></p>
<p><strong><em>oppure andare avanti</em></strong></p>
<p><strong><em>sempre e comunque</em></strong></p>
<p><strong><em>e sempre e comunque fino al cuore di ogni cosa</em></strong></p>
<p><strong><em>non fare delle mezze misure una tua misura</em></strong></p>
<p><strong><em>mai</em></strong></p>
<p><strong><em>e fin tanto che sei vivo</em></strong></p>
<p><strong><em>di qualsiasi colore avrai i capelli</em></strong></p>
<p><strong><em>non lasciarci mai il tuo sangue a quel cazzo di tavolo</em></strong></p>
<p><strong><em>giocartelo prima nel caso</em></strong></p>
<p><strong><em>e fino all’ultima goccia</em></strong></p>
<p><strong><em>perderlo ma non disperderlo</em></strong></p>
<p><strong><em>non a quel tavolo</em></strong></p>
<p><strong><em>non è il quello tuo tavolo</em></strong></p>
<p><strong><em>e quello è tuo il sangue</em></strong></p>
<p><strong><em>se vuoi avvelenarlo sai benissimo come fare</em></strong></p>
<p><strong><em>basta rivolgerti ad altri giocatori della stessa partita</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>E’ così che ti conosci</em></strong></p>
<p><strong><em>non necessariamente conoscendo</em></strong></p>
<p><strong><em>la conoscenza è relativa se tu non ci “Credi”</em></strong></p>
<p><strong><em>è andando avanti a tentoni e tentativi</em></strong></p>
<p><strong><em>assaggiandoti</em></strong></p>
<p><strong><em>prendendoti anche a morsi se è necessario</em></strong></p>
<p><strong><em>non lasciandoti mai in pace</em></strong></p>
<p><strong><em>semmai intralceranno il tuo vivere</em></strong></p>
<p><strong><em>non lasciandoti mai in pace</em></strong></p>
<p><strong><em>se mai ti lasceranno in pace</em></strong></p>
<p><strong><em>è così che ti fai largo in questa vita</em></strong></p>
<p><strong><em>“quando sta a te”</em></strong></p>
<p><strong><em>facendo di volta in volta</em></strong></p>
<p><strong><em>quanto più vuoto è possibile intorno al tuo vivere</em></strong></p>
<p><strong><em>eliminando tutto quel casino</em></strong></p>
<p><strong><em>che di vuoto ne è già troppo pieno</em></strong></p>
<p><strong><em>e serve solo a incasinarti ancora di più</em></strong></p>
<p><strong><em>fino a ridurti a un ibrido addomesticato</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Cazzo quando veniamo al mondo</em></strong></p>
<p><strong><em>è la prima cosa che dovrebbero insegnarci</em></strong></p>
<p><strong><em>e invece anche questo scoprirai</em></strong></p>
<p><strong><em>solo quando starà a te incassarlo</em></strong></p>
<p><strong><em>e molto dipenderà dal come saprai incassarlo</em></strong></p>
<p><strong><em>ma in seguito</em></strong></p>
<p><strong><em>comunque lo avrai fatto</em></strong></p>
<p><strong><em>ti tornerà utile</em></strong></p>
<p><strong><em>sarà un vantaggio nel setacciarti il vivere</em></strong></p>
<p><strong><em>e nel modo di incassare per vivertelo</em></strong></p>
<p><strong><em>sarai come un pazzo cercatore d’oro anche in piena merda</em></strong></p>
<p><strong><em>in pieno fango</em></strong></p>
<p><strong><em>nel pieno di qualunque altra cosa</em></strong></p>
<p><strong><em>ma sempre in pieno</em></strong></p>
<p><strong><em>non sei da mezze misure</em></strong></p>
<p><strong><em>o magari nel pieno di una pozza di sangue avvelenato di tuo</em></strong></p>
<p><strong><em>nuotando contro corrente e contro probabilità</em></strong></p>
<p><strong><em>e aggiungendo a quella fottuta pozza</em></strong></p>
<p><strong><em>anche il sale delle tue lacrime e del tuo sudore</em></strong></p>
<p><strong><em>ma senza mai smettere di cercare il tuo oro</em></strong></p>
<p><strong><em>senza mai smettere di crederci</em></strong></p>
<p><strong><em>sempre più convinto e cosciente del tuo cammino</em></strong></p>
<p><strong><em>a dispetto di quel che il tuo cammino può “sembrare”</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Sembrare e vivere sono due cose diverse</em></strong></p>
<p><strong><em>ma sembra che a ricordarlo siano in pochi</em></strong></p>
<p><strong><em>e intendo</em></strong></p>
<p><strong><em>in pochi tra i pochi</em></strong></p>
<p><strong><em>quindi sta a te</em></strong></p>
<p><strong><em>consentirti o no</em></strong></p>
<p><strong><em>di vivere quel che ti fa sentire vivo</em></strong></p>
<p><strong><em>fregandotene se al mondo non piace</em></strong></p>
<p><strong><em>perché nel frattempo avrai scoperto</em></strong></p>
<p><strong><em>che il mondo</em></strong></p>
<p><strong><em>civilmente</em></strong></p>
<p><strong><em>se ne frega di quel che ti piace</em></strong></p>
<p><strong><em>che il mondo</em></strong></p>
<p><strong><em>civilmente</em></strong></p>
<p><strong><em>se ne frega del piacere in genere</em></strong></p>
<p><strong><em>preferisce ottenere piuttosto che godere</em></strong></p>
<p><strong><em>e perché anche tu</em></strong></p>
<p><strong><em>in fondo te ne freghi di trovarlo quell’oro</em></strong></p>
<p><strong><em>a te basta Crederci</em></strong></p>
<p><strong><em>è questa la differenza tra te e quelli civili</em></strong></p>
<p><strong><em>tu vuoi solo cercarlo quell’oro</em></strong></p>
<p><strong><em>battere i tuoi sentieri</em></strong></p>
<p><strong><em>evitando intralci</em></strong></p>
<p><strong><em>burocrazie</em></strong></p>
<p><strong><em>ipocrisie</em></strong></p>
<p><strong><em>posti di blocco</em></strong></p>
<p><strong><em>multe da pagare</em></strong></p>
<p><strong><em>e altre rotture di cazzo</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Come vivere tra Sodoma e Gomorra</em></strong></p>
<p><strong><em>la repubblica di Salò</em></strong></p>
<p><strong><em>e quella schifosamente attuale</em></strong></p>
<p><strong><em>ed essere sempre stato multato</em></strong></p>
<p><strong><em>perché beccato a scopare dietro un’ aiuola</em></strong></p>
<p><strong><em>colpevole di calpestare i giardinetti  e disturbare i vicini</em></strong></p>
<p><strong><em>urlando amore a squarciagola</em></strong></p>
<p><strong><em>eccola la civiltà:</em></strong></p>
<p><strong><em>bandire ogni naturale forma di umanità</em></strong></p>
<p><strong><em>in nome di qualunque immoralità</em></strong></p>
<p><strong><em>purché serva</em></strong></p>
<p><strong><em>ed è questa forse la carta che io</em></strong></p>
<p><strong><em>in questa civiltà</em></strong></p>
<p><strong><em>mi son sempre giocato</em></strong></p>
<p><strong><em>gridare disturbando i vicini</em></strong></p>
<p><strong><em>pagare multe pur di urlare i miei orgasmi</em></strong></p>
<p><strong><em>il mio amore</em></strong></p>
<p><strong><em>puro o profano che sia stato</em></strong></p>
<p><strong><em>ed è</em></strong></p>
<p><strong><em>convinto più che mai</em></strong></p>
<p><strong><em>che l’amore profano</em></strong></p>
<p><strong><em>è soltanto un vecchio scherzo da preti</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Il “quando sta a te”</em></strong></p>
<p><strong><em>viene fuori in momenti estremi</em></strong></p>
<p><strong><em>dove anche tutto l’oro del mondo</em></strong></p>
<p><strong><em>non serve più</em></strong></p>
<p><strong><em>perché di più non c’è niente più</em></strong></p>
<p><strong><em>ma non è così</em></strong></p>
<p><strong><em>lo sembra</em></strong></p>
<p><strong><em>lo sembra perché sentiamo troppo</em></strong></p>
<p><strong><em>ma ascoltiamo poco</em></strong></p>
<p><strong><em>vediamo troppo</em></strong></p>
<p><strong><em>ma osserviamo poco</em></strong></p>
<p><strong><em>ci piace distrarci</em></strong></p>
<p><strong><em>a volte ci conviene</em></strong></p>
<p><strong><em>altre siamo incapaci</em></strong></p>
<p><strong><em>ma al momento estremo</em></strong></p>
<p><strong><em>spesso</em></strong></p>
<p><strong><em>ci accompagniamo noi stessi</em></strong></p>
<p><strong><em>e questo non ci piace ricordarlo</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Il quando sta a te</em></strong></p>
<p><strong><em>te lo giochi ogni volta che ti schieri</em></strong></p>
<p><strong><em>o dalla parte del naturale</em></strong></p>
<p><strong><em>della grazia</em></strong></p>
<p><strong><em>del semplice</em></strong></p>
<p><strong><em>del rispetto a dispetto del sopruso</em></strong></p>
<p><strong><em>del sorriso a cospetto del ghigno</em></strong></p>
<p><strong><em>dell’umiltà in faccia all’arroganza</em></strong></p>
<p><strong><em>del significato sincero del “buongiorno”</em></strong></p>
<p><strong><em>del grazie se hai avuto cortesia</em></strong></p>
<p><strong><em>e del prego se ne hai data</em></strong></p>
<p><strong><em>insomma</em></strong></p>
<p><strong><em>del “niente di chissà che”</em></strong></p>
<p><strong><em>semplicemente del normale</em></strong></p>
<p><strong><em>del notare il bisogno in occhi troppo dignitosi per chiedere</em></strong></p>
<p><strong><em>e farne istintivo un tuo dovere ascoltare</em></strong></p>
<p><strong><em>nient’altro servirebbe alle civiltà di turno</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Oppure adeguarti all’inciviltà</em></strong></p>
<p><strong><em>solo perché ti dicono che è la “civiltà”</em></strong></p>
<p><strong><em>calpestando in nome di questa l’umanità</em></strong></p>
<p><strong><em>la dignità invece che i giardinetti</em></strong></p>
<p><strong><em>l’andare naturale delle cose</em></strong></p>
<p><strong><em>la gentilezza</em></strong></p>
<p><strong><em>l’armonia</em></strong></p>
<p><strong><em>calpestando il sorriso e il pianto</em></strong></p>
<p><strong><em>senza una spalla disponibile</em></strong></p>
<p><strong><em>sempre da solo</em></strong></p>
<p><strong><em>non un orecchio che ascolti</em></strong></p>
<p><strong><em>non senza delegare altre orecchie</em></strong></p>
<p><strong><em>che poi a loro volta delegano</em></strong></p>
<p><strong><em>e l’amico ti manda da chi di dovere</em></strong></p>
<p><strong><em>e chi di dovere ti da l’indirizzo esatto</em></strong></p>
<p><strong><em>da chi di dovere andare</em></strong></p>
<p><strong><em>e tutti saranno giudici</em></strong></p>
<p><strong><em>e se avranno camici bianchi</em></strong></p>
<p><strong><em>ti delegheranno in camere con pareti e letti bianchi</em></strong></p>
<p><strong><em>e se avranno camici neri</em></strong></p>
<p><strong><em>ti delegheranno in camere con sbarre e camicie grigie</em></strong></p>
<p><strong><em>e in quelle stanze tu vorresti solo delegarti a Dio</em></strong></p>
<p><strong><em>ma non puoi</em></strong></p>
<p><strong><em>sei già all’inferno</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Eccola la civiltà</em></strong></p>
<p><strong><em>vietare il sesso sotto le stelle</em></strong></p>
<p><strong><em>ma permettere quello malato e nascosto</em></strong></p>
<p><strong><em>sporcare l’amore</em></strong></p>
<p><strong><em>impedire i giorni a modo tuo</em></strong></p>
<p><strong><em>se non entri nei suoi</em></strong></p>
<p><strong><em>giorni affidati soltanto alla tua buona stella</em></strong></p>
<p><strong><em>e alla tua costanza nel coltivarli ogni mattino</em></strong></p>
<p><strong><em>senza bisogno d’altro</em></strong></p>
<p><strong><em>senza bisogno della civiltà</em></strong></p>
<p><strong><em>quei giorni che alla somma totale</em></strong></p>
<p><strong><em>basterebbero a avanzerebbero</em></strong></p>
<p><strong><em>per sentirti in pari almeno quella volta</em></strong></p>
<p><strong><em>perché è solo quella la volta</em></strong></p>
<p><strong><em>che vuoi sentirti in pari</em></strong></p>
<p><strong><em>non un minuto prima</em></strong></p>
<p><strong><em>un minuto prima vuoi ancora giocare</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Ma la somma dei tuoi giorni</em></strong></p>
<p><strong><em>non dà il giusto peso ai giorni</em></strong></p>
<p><strong><em>bara</em></strong></p>
<p><strong><em>in questa civiltà di giusto</em></strong></p>
<p><strong><em>non c’è rimasto un cazzo di niente</em></strong></p>
<p><strong><em>tanto meno il peso</em></strong></p>
<p><strong><em>la bilancia è tarata</em></strong></p>
<p><strong><em>certi pesi non hanno peso nel vuoto</em></strong></p>
<p><strong><em>tutto è a vantaggio dell’inciviltà</em></strong></p>
<p><strong><em>neanche i “tecnici” sanno farli questi conti</em></strong></p>
<p><strong><em>pare che ciò che sia umanamente possibile fare</em></strong></p>
<p><strong><em>sia diventata la cosa più difficile da fare</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>E allora sta ancora a te</em></strong></p>
<p><strong><em>o arrivi a morire per vivere</em></strong></p>
<p><strong><em>o tanto vale morire</em></strong></p>
<p><strong><em>e chiederai con vergogna a Signora Vita</em></strong></p>
<p><strong><em>di spalancarti le cosce per far scempio della sua natura</em></strong></p>
<p><strong><em>di amarla così</em></strong></p>
<p><strong><em>contro natura</em></strong></p>
<p><strong><em>non è così che avresti voluto</em></strong></p>
<p><strong><em>ma è l’unico modo che hai trovato per entrare in lei</em></strong></p>
<p><strong><em>per vivere vivendola</em></strong></p>
<p><strong><em>l’unico modo in cui riesci a vivere</em></strong></p>
<p><strong><em>orgasmo comunque e vaffanculo</em></strong></p>
<p><strong><em>e allora punti il peggio a quel fottuto tavolo</em></strong></p>
<p><strong><em>perché se il piatto non offre nulla</em></strong></p>
<p><strong><em>tu preferisci il peggio al nulla</em></strong></p>
<p><strong><em>non puoi farci un cazzo</em></strong></p>
<p><strong><em>è un dato di fatto</em></strong></p>
<p><strong><em>nel mio caso un dato di fatto</em></strong></p>
<p><strong><em>in uno che si è fatto e ha già dato</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Come Roberto</em></strong></p>
<p><strong><em>anche lui si era fatto e aveva già dato</em></strong></p>
<p><strong><em>o almeno così credeva</em></strong></p>
<p><strong><em>e noi più di lui</em></strong></p>
<p><strong><em>lo incontrai in quelle strade nuove</em></strong></p>
<p><strong><em>che ci portarono sulla strada di Kerouac</em></strong></p>
<p><strong><em>e di mille altre nuove letture</em></strong></p>
<p><strong><em>di musica nuova</em></strong></p>
<p><strong><em>di volti nuovi e diversi da tutti gli altri</em></strong></p>
<p><strong><em>di voci nuove</em></strong></p>
<p><strong><em>discorsi nuovi</em></strong></p>
<p><strong><em>lo incontrai quando ancora ci facevamo di tutto</em></strong></p>
<p><strong><em>tranne che di droga</em></strong></p>
<p><strong><em>a lui piaceva Hemingway</em></strong></p>
<p><strong><em>amava la sfida nei suoi versi</em></strong></p>
<p><strong><em>e gli piacevano il rock</em></strong></p>
<p><strong><em>soprattutto quello duro</em></strong></p>
<p><strong><em>e le donne</em></strong></p>
<p><strong><em>soprattutto quasi tutte</em></strong></p>
<p><strong><em>e poi dopo un po’ gli piacquero anche le droghe</em></strong></p>
<p><strong><em>soprattutto l’eroina</em></strong></p>
<p><strong><em>ma proprio a lei un giorno disse basta</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Tra di noi fu il primo a farlo</em></strong></p>
<p><strong><em>noi non capimmo</em></strong></p>
<p><strong><em>dell’eroina conoscevamo solo il lato migliore</em></strong></p>
<p><strong><em>e pensavamo ancora che ne valesse il prezzo</em></strong></p>
<p><strong><em>non potevamo immaginare il conto finale</em></strong></p>
<p><strong><em>andammo avanti a farci</em></strong></p>
<p><strong><em>lui andò per la sua strada</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Quindici anni dopo quel giorno</em></strong></p>
<p><strong><em>lui aveva un lavoro una donna e dei figli</em></strong></p>
<p><strong><em>aveva una nuova vita</em></strong></p>
<p><strong><em>ma sempre quel dannato pezzo mancante del mosaico</em></strong></p>
<p><strong><em>quel vuoto che non a caso cerchi di riempire in tutti i modi</em></strong></p>
<p><strong><em>un vuoto pesante come una spada di Damocle</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Erano passati quindici anni</em></strong></p>
<p><strong><em>quindici anni sono un vita in certi casi</em></strong></p>
<p><strong><em>non nel suo</em></strong></p>
<p><strong><em>quel mattino l’eroina era arrapata</em></strong></p>
<p><strong><em>sedurre lui</em></strong></p>
<p><strong><em>suo vecchio amante</em></strong></p>
<p><strong><em>fu un gioco da ragazzi per lei</em></strong></p>
<p><strong><em>vecchia troia</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Si infilò nelle vesti di un amico vicino di casa</em></strong></p>
<p><strong><em>tossico e disperato come lo era stato Roberto</em></strong></p>
<p><strong><em>e gli chiese aiuto per bucarsi</em></strong></p>
<p><strong><em>non riusciva a trovare una vena</em></strong></p>
<p><strong><em>erano quasi tutte bruciate</em></strong></p>
<p><strong><em>fu così che lo sedusse</em></strong></p>
<p><strong><em>le bastò mostrarsi</em></strong></p>
<p><strong><em>farsi annusare</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Un unico amplesso</em></strong></p>
<p><strong><em>come ai vecchi tempi</em></strong></p>
<p><strong><em>morì con la siringa ancora nel braccio</em></strong></p>
<p><strong><em>nel cesso del suo posto di lavoro</em></strong></p>
<p><strong><em>erano passati quindici anni</em></strong></p>
<p><strong><em>quindici</em></strong></p>
<p><strong><em>stramaledetti anni</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>E allora conoscerai anche il prezzo dell’amore contro natura</em></strong></p>
<p><strong><em>e a sostenerti avrai soltanto le tue letture</em></strong></p>
<p><strong><em>la tua musica</em></strong></p>
<p><strong><em>l’umanità avrà altro da fare</em></strong></p>
<p><strong><em>e la civiltà sarà schierata con il prezzo </em></strong></p>
<p><strong><em>così Bukowski ti dirà che i belli non ce la fanno</em></strong></p>
<p><strong><em>ma che non invecchieranno mai giocando a dama nel parco</em></strong></p>
<p><strong><em>resteranno belli lasciando i brutti alla loro brutta vita</em></strong></p>
<p><strong><em>ed Hemingway ti ricorderà</em></strong></p>
<p><strong><em>che se hai paura della morte non potrai mai vivere</em></strong></p>
<p><strong><em>perché nei momenti di vera passione</em></strong></p>
<p><strong><em>la dimentichi la paura</em></strong></p>
<p><strong><em>come quando fai l’amore con una vera meraviglia di donna</em></strong></p>
<p><strong><em>e non c’è spazio per nient’altro in quel momento</em></strong></p>
<p><strong><em>perché l’amore totale crea una tregua con la paura</em></strong></p>
<p><strong><em>perché la paura deriva dal non amare</em></strong></p>
<p><strong><em>perché è la paura di amare che rende vigliacchi</em></strong></p>
<p><strong><em>e un uomo vero e coraggioso</em></strong></p>
<p><strong><em>è capace di guardare diritto negli occhi la morte</em></strong></p>
<p><strong><em>perché ama con sufficiente passione</em></strong></p>
<p><strong><em>da spazzare via anche la paura della morte</em></strong></p>
<p><strong><em>che poi ritornerà</em></strong></p>
<p><strong><em>e tu dovrai rifare l’amore</em></strong></p>
<p><strong><em>e dovrai rifarlo bene</em></strong></p>
<p><strong><em>con la stessa passione di sempre</em></strong></p>
<p><strong><em>e ti sembrerà assurdo che tra miliardi di persone</em></strong></p>
<p><strong><em>le uniche che ti parlano e che ti ascoltano </em></strong></p>
<p><strong><em>sono persone morte da un pezzo</em></strong></p>
<p><strong><em>morte di troppa vita</em></strong></p>
<p><strong><em>o per troppa vita</em></strong></p>
<p><strong><em>disposte a morire in qualunque momento</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Allora il tuo rock incendiario</em></strong></p>
<p><strong><em>comincerà a sfumare in note blu</em></strong></p>
<p><strong><em>e il blues diventerà tua musica e vita</em></strong></p>
<p><strong><em>tua personale colonna sonora</em></strong></p>
<p><strong><em>e a ogni dolore seguirà un risveglio in te</em></strong></p>
<p><strong><em>e a ogni risveglio</em></strong></p>
<p><strong><em>avrai una cicatrice in più</em></strong></p>
<p><strong><em>ma sarai un po’ più vivo</em></strong></p>
<p><strong><em>meno accomodante</em></strong></p>
<p><strong><em>più combattivo</em></strong></p>
<p><strong><em>e continuerai per i tuo sentieri senza battere ciglio</em></strong></p>
<p><strong><em>ti fidi sempre più dei Grandi e meno dei civili</em></strong></p>
<p><strong><em>ti senti solo tra questi civili</em></strong></p>
<p><strong><em>e da solo è difficile trovarti</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Scoprirai che i Grandi non sempre nascono Grandi</em></strong></p>
<p><strong><em>e non sempre arrivano a diventarlo</em></strong></p>
<p><strong><em>ma non per questo saranno meno Grandi</em></strong></p>
<p><strong><em>e scoprirai che a volte diventarlo</em></strong></p>
<p><strong><em>può toglierti la grandezza</em></strong></p>
<p><strong><em>scoprirai che non c’è poi molta differenza</em></strong></p>
<p><strong><em>tra l’Hemingway che hai letto</em></strong></p>
<p><strong><em>e certe persone che hai incontrato</em></strong></p>
<p><strong><em>troverai i Grandi nei posti più assurdi</em></strong></p>
<p><strong><em>nella puttana che ti raccatta per strada e ti rimbocca le coperte</em></strong></p>
<p><strong><em>col suo volto sfacciato e provocante</em></strong></p>
<p><strong><em>dove tu vedrai riflesso il volto immacolato di tua madre</em></strong></p>
<p><strong><em>o nel barbone nel tuo stesso posto</em></strong></p>
<p><strong><em>nella tua stessa notte</em></strong></p>
<p><strong><em>mentre tu aspetti infreddolito la tua dose</em></strong></p>
<p><strong><em>e lui ti invita a riscaldarti al suo fuoco e al suo vino</em></strong></p>
<p><strong><em>senza chiederti niente</em></strong></p>
<p><strong><em>e senza dirti niente</em></strong></p>
<p><strong><em>e a te sembrerà di ascoltare lo stesso coraggio</em></strong></p>
<p><strong><em>muto e forte</em></strong></p>
<p><strong><em>che tante volte hai ascoltato nei tuoi vecchi libri</em></strong></p>
<p><strong><em>e allora quell’uomo</em></strong></p>
<p><strong><em>lo metterai accanto a Hemingway sullo scaffale della tua memoria</em></strong></p>
<p><strong><em>e imparerai a vivere due vite in una sola</em></strong></p>
<p><strong><em>come un equilibrista su due fili</em></strong></p>
<p><strong><em>uno sotto e l’altro sopra di te</em></strong></p>
<p><strong><em>quello dove ti tocca vivere</em></strong></p>
<p><strong><em>una lama sotto i piedi</em></strong></p>
<p><strong><em>che ti permette il passo nel ghiaccio</em></strong></p>
<p><strong><em>ma ti squarcia ogni passo</em></strong></p>
<p><strong><em>e quello che ti fa vivere</em></strong></p>
<p><strong><em>il mondo che popola la tua mente</em></strong></p>
<p><strong><em>il tuo pensare</em></strong></p>
<p><strong><em>il tuo vivere</em></strong></p>
<p><strong><em>la tua pelle dalla quale non puoi fuggire</em></strong></p>
<p><strong><em>e così anche tu ti servirai del “sembrare”</em></strong></p>
<p><strong><em>ma lo userai per essere</em></strong></p>
<p><strong><em>una buona sfangata</em></strong></p>
<p><strong><em>imparerai a sembrare di esserci quando non ci sei</em></strong></p>
<p><strong><em>e ad esserci quando non sembra</em></strong></p>
<p><strong><em>da una parte avrai la civiltà da evadere</em></strong></p>
<p><strong><em>e da un’altra il tuo mondo per poterlo fare</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>E dovranno passare ancora miliardi di aghi nella tua carne</em></strong></p>
<p><strong><em>e miliardi di prezzi dovranno bruciare</em></strong></p>
<p><strong><em>e poi andare in cenere</em></strong></p>
<p><strong><em>prima di gettare quella siringa</em></strong></p>
<p><strong><em>dovrai arrivare come sempre al cuore</em></strong></p>
<p><strong><em>anche della morte</em></strong></p>
<p><strong><em>all’ultima goccia di sangue</em></strong></p>
<p><strong><em>e starà di nuovo sempre e solo a te</em></strong></p>
<p><strong><em>riacciuffare la vita con quell’ultima goccia rimasta</em></strong></p>
<p><strong><em>dovrai morire per tornare a vivere</em></strong></p>
<p><strong><em>le mezze misure non sono la tua misura</em></strong></p>
<p><strong><em>ma se vincerai quella partita</em></strong></p>
<p><strong><em>dopo conoscerai una strada in più per cercare il tuo oro</em></strong></p>
<p><strong><em>saprai che non è quella percorsa fino ad allora</em></strong></p>
<p><strong><em>però anche quella ti servirà nella tua strada</em></strong></p>
<p><strong><em>e sarai ancora lì</em></strong></p>
<p><strong><em>in piedi</em></strong></p>
<p><strong><em>stanco e confuso più che mai</em></strong></p>
<p><strong><em>ma ancora in cerca del prossimo rigo</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>E armato d’alcol e sigarette</em></strong></p>
<p><strong><em>fronteggerai l’ ennesima notte</em></strong></p>
<p><strong><em>con spalle appesantite guardate a vista</em></strong></p>
<p><strong><em>da musica stanca di ripetersi per niente</em></strong></p>
<p><strong><em>ed è allora che nel tuo blues</em></strong></p>
<p><strong><em>entrerà discreta la tromba di Chet Baker</em></strong></p>
<p><strong><em>e ti alleggerirà da tanto peso</em></strong></p>
<p><strong><em>e nel tuo sangue</em></strong></p>
<p><strong><em>arriverà calda la voce di Billie Holiday</em></strong></p>
<p><strong><em>e ti scalderà da tanto freddo</em></strong></p>
<p><strong><em>ed è proprio quello che ci voleva</em></strong></p>
<p><strong><em>e la musica lo sapeva</em></strong></p>
<p><strong><em>perché come tutto il resto</em></strong></p>
<p><strong><em>anche la musica che scorre nel tuo sangue</em></strong></p>
<p><strong><em>l’hai setacciata tu</em></strong></p>
<p><strong><em>l’hai coltivata tu</em></strong></p>
<p><strong><em>e la musica arriva sempre al momento giusto</em></strong></p>
<p><strong><em>nel posto giusto</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>E come un gatto domestico</em></strong></p>
<p><strong><em>in cerca di rischi per le tue abitudini</em></strong></p>
<p><strong><em>ti sentirai niente</em></strong></p>
<p><strong><em>ma non ti sembrerà attorno ci sia di più</em></strong></p>
<p><strong><em>un ampio zero con tanti posti a sedere</em></strong></p>
<p><strong><em>e con tanti altri già occupati</em></strong></p>
<p><strong><em>e cercando il prossimo rigo</em></strong></p>
<p><strong><em>abbasserai gli occhi e alzerai il bicchiere</em></strong></p>
<p><strong><em>una disperata ricerca di un qualsiasi ancora</em></strong></p>
<p><strong><em>e il prossimo rigo è già scritto</em></strong></p>
<p><strong><em>ma è il più difficile da scrivere</em></strong></p>
<p><strong><em>e tu sei ancora lì</em></strong></p>
<p><strong><em>ancora in piedi</em></strong></p>
<p><strong><em>e sei quello che sei</em></strong></p>
<p><strong><em>e potresti essere il risultato di ieri</em></strong></p>
<p><strong><em>se solo</em></strong></p>
<p><strong><em>non lo fossi stato già l’altro ieri</em></strong></p>
<p><strong><em>se non lo fossi sempre stato</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Allora cambi arredamento</em></strong></p>
<p><strong><em>tieni l’essenziale</em></strong></p>
<p><strong><em>riempi il bicchiere</em></strong></p>
<p><strong><em>accendi una sigaretta</em></strong></p>
<p><strong><em>e chiedi alla musica un ulteriore sforzo</em></strong></p>
<p><strong><em>e lei per te lo farà</em></strong></p>
<p><strong><em>ti darà altro carburante  </em></strong></p>
<p><strong><em>e tu ripartirai</em></strong></p>
<p><strong><em>senza nemmeno più sapere se quello che cerchi è oro</em></strong></p>
<p><strong><em>ripartirai in cerca di un segreto</em></strong></p>
<p><strong><em>e incontrerai altri Grandi</em></strong></p>
<p><strong><em>e spierai i loro segreti</em></strong></p>
<p><strong><em>e conoscerai un bambino coi capelli bianchi</em></strong></p>
<p><strong><em>e tante storie alle spalle</em></strong></p>
<p><strong><em>un bambino entrato in carcere con i capelli ancora neri</em></strong></p>
<p><strong><em>e tante storie ad aspettarlo</em></strong></p>
<p><strong><em>un bambino con tanta fame e nessuna scelta</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Un bambino diventato uomo in quell&#8217;assurdo posto</em></strong></p>
<p><strong><em>e sfidando anche l’assurdo</em></strong></p>
<p><strong><em>trovando anche una coscienza nell’assurdo</em></strong></p>
<p><strong><em>una coscienza che non sapeva di avere</em></strong></p>
<p><strong><em>che ha scoperto nelle tue stesse letture</em></strong></p>
<p><strong><em>anche lui</em></strong></p>
<p><strong><em>come te</em></strong></p>
<p><strong><em>si è aggrappato a quei libri per evadere</em></strong></p>
<p><strong><em>una coscienza che cambierà la sua vita da detenuto</em></strong></p>
<p><strong><em>che non lo farà più sottostare a nessun sopruso</em></strong></p>
<p><strong><em>e che per questo</em></strong></p>
<p><strong><em>lo porterà dal carcere a un letto di contenzione</em></strong></p>
<p><strong><em>ma lo aiuterà a sopportare anche quel letto</em></strong></p>
<p><strong><em>quella coscienza</em></strong></p>
<p><strong><em>che quando poi tornerà in libertà</em></strong></p>
<p><strong><em>lo farà restare bambino</em></strong></p>
<p><strong><em>lo renderà un uomo libero</em></strong></p>
<p><strong><em>per sempre</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>E tu lo incontrerai in una notte assurda</em></strong></p>
<p><strong><em>dentro un bar di un paese assurdo</em></strong></p>
<p><strong><em>mentre scrive i suoi pensieri su un foglio di carta</em></strong></p>
<p><strong><em>e a te sembreranno immortali</em></strong></p>
<p><strong><em>e ancora più vivi</em></strong></p>
<p><strong><em>perché impreziositi da decine di errori grammaticali</em></strong></p>
<p><strong><em>e allora scoprirai un altro segreto</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>E scoprirai che il segreto dei grandi</em></strong></p>
<p><strong><em>è non sapere di esserlo</em></strong></p>
<p><strong><em>è fare i conti con le proprie insicurezze</em></strong></p>
<p><strong><em>le proprie sconfitte</em></strong></p>
<p><strong><em>insoddisfazioni</em></strong></p>
<p><strong><em>con un quotidiano da sempre ostile</em></strong></p>
<p><strong><em>cercando ancora di capire</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Il segreto dei grandi è specchiarsi al mattino</em></strong></p>
<p><strong><em>e trovarsi un segno in più sul viso</em></strong></p>
<p><strong><em>la stanchezza di una ruga</em></strong></p>
<p><strong><em>e poterla attribuire alla fierezza dello sguardo</em></strong></p>
<p><strong><em>giovane</em></strong></p>
<p><strong><em>indomito</em></strong></p>
<p><strong><em>proteso oltre le ferite</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Il segreto dei grandi è nel dare senza accorgersene</em></strong></p>
<p><strong><em>è sostituire con una poesia una vecchia bandiera</em></strong></p>
<p><strong><em>bisognosi comunque di un’arma</em></strong></p>
<p><strong><em>perché quella bandiera non diventi bianca</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Il segreto dei grandi è nascosto nella semplicità</em></strong></p>
<p><strong><em>tenuta in vita da un’innata ingenuità</em></strong></p>
<p><strong><em>i grandi non sono mai furbi</em></strong></p>
<p><strong><em>e difficilmente vincono </em></strong></p>
<p><strong><em>e di vincere non gliene frega un cazzo</em></strong></p>
<p><strong><em>i grandi provano</em></strong></p>
<p><strong><em>credono</em></strong></p>
<p><strong><em>osano</em></strong></p>
<p><strong><em>dal primo all’ultimo giorno</em></strong></p>
<p><strong><em>e l’ultimo giorno saranno impegnati </em></strong></p>
<p><strong><em>e il giorno dopo sicuramente ricordati</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Il segreto dei grandi</em></strong></p>
<p><strong><em>è di non conoscere paroloni</em></strong></p>
<p><strong><em>quelli rompono solo i coglioni</em></strong></p>
<p><strong><em>i grandi siedono al tavolo con te</em></strong></p>
<p><strong><em>e magari ascoltano</em></strong></p>
<p><strong><em>ancora ascoltano</em></strong></p>
<p><strong><em>e dopo a fine serata </em></strong></p>
<p><strong><em>quando ti alzi e paghi le tue birre</em></strong></p>
<p><strong><em>ti rendi conto che per quello che hai preso</em></strong></p>
<p><strong><em>non hai pagato un cazzo</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>E finalmente capirai</em></strong></p>
<p><strong><em>che per quanto a volte il posto più comodo</em></strong></p>
<p><strong><em>può sembrarti un cappio da cui penzolare</em></strong></p>
<p><strong><em>e il bandolo della matassa è sempre più lontano</em></strong></p>
<p><strong><em>tu</em></strong></p>
<p><strong><em>se vuoi</em></strong></p>
<p><strong><em>puoi ritrovarti sempre</em></strong></p>
<p><strong><em>sta a te</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Ora sai che certe facce</em></strong></p>
<p><strong><em>possono ucciderti solo guardandoti in faccia</em></strong></p>
<p><strong><em>e che puoi trovarle dietro una scrivania</em></strong></p>
<p><strong><em>dietro una famiglia</em></strong></p>
<p><strong><em>o magari dietro una pistola</em></strong></p>
<p><strong><em>che gli basta un ruolo per sentirsi uomini</em></strong></p>
<p><strong><em>ma sai anche che sono maschere</em></strong></p>
<p><strong><em>maschere addomesticate da secoli mandati giù a memoria</em></strong></p>
<p><strong><em>sai che per quanto possano scopare</em></strong></p>
<p><strong><em>mangiare e guardare il mare</em></strong></p>
<p><strong><em>saranno sempre frigidi nell’amare</em></strong></p>
<p><strong><em>il loro amare è compreso nella parte</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Sai che è difficile accettarlo</em></strong></p>
<p><strong><em>ma sai anche che è proprio allora</em></strong></p>
<p><strong><em>quando ti guarderanno troppo da vicino</em></strong></p>
<p><strong><em>e ti daranno la nausea</em></strong></p>
<p><strong><em>che il tuo desiderio di vita</em></strong></p>
<p><strong><em>diventa più forte di tutti loro messi insieme</em></strong></p>
<p><strong><em>ed quello è il tuo momento</em></strong></p>
<p><strong><em>la tua vita</em></strong></p>
<p><strong><em>quella che loro non potranno mai capire</em></strong></p>
<p><strong><em>né sapranno mai vivere</em></strong></p>
<p><strong><em>la vita che tu non vorresti mai perdere</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>E’ il momento che non potranno mai toglierti</em></strong></p>
<p><strong><em>è la tua vittoria</em></strong></p>
<p><strong><em>sai che per quanto tutto possa sembrarti senza senso</em></strong></p>
<p><strong><em>non rinunceresti mai a passare le mani sul viso di una donna</em></strong></p>
<p><strong><em>fosse anche di una sola</em></strong></p>
<p><strong><em>anche per una volta sola</em></strong></p>
<p><strong><em>a respirarle la pelle</em></strong></p>
<p><strong><em>e sentirla scivolare come verità sotto le dita</em></strong></p>
<p><strong><em>senza intoppi</em></strong></p>
<p><strong><em>e sai che ogni volta che la bacerai quel mondo resterà fuori</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Sai</em></strong></p>
<p><strong><em>anzi hai imparato</em></strong></p>
<p><strong><em>che vale sempre la pena aspettare il domani</em></strong></p>
<p><strong><em>che qualche momento incontaminato si trova sempre</em></strong></p>
<p><strong><em>basta cercarlo</em></strong></p>
<p><strong><em>sta sempre e ancora a te</em></strong></p>
<p><strong><em>ogni volta</em></strong></p>
<p><strong><em>e allora non avrai regalato i tuoi momenti</em></strong></p>
<p><strong><em>a maschere che non potranno capire</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>E magari ricorderai di essere sempre passato</em></strong></p>
<p><strong><em>per uno di poche parole</em></strong></p>
<p><strong><em>e rileggendoti ora forse capirai perché</em></strong></p>
<p><strong><em>parli poco</em></strong></p>
<p><strong><em>ma scrivi troppo cazzo</em></strong></p>
<p><strong><em>no</em></strong></p>
<p><strong><em>le mezze misure</em></strong></p>
<p><strong><em>decisamente non sono la tua misura.</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>c.campajola</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bornagain.it/wp/2012/01/16/1220/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Contingenza annunciata.. di Giovanni Arcuri (carcere di Rebibbia)</title>
		<link>http://www.bornagain.it/wp/2012/01/16/contingenza-annunciata-di-giovanni-arcuri-carcere-di-rebibbia/</link>
		<comments>http://www.bornagain.it/wp/2012/01/16/contingenza-annunciata-di-giovanni-arcuri-carcere-di-rebibbia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 18:24:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Resistenza umana]]></category>
		<category><![CDATA[Simbolo]]></category>
		<category><![CDATA[araldo]]></category>
		<category><![CDATA[canto]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[contingenza]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Arcuri]]></category>
		<category><![CDATA[magia]]></category>
		<category><![CDATA[momenti]]></category>
		<category><![CDATA[omaggio]]></category>
		<category><![CDATA[passione]]></category>
		<category><![CDATA[Rebibbia]]></category>
		<category><![CDATA[riscatto]]></category>
		<category><![CDATA[scolpiti]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bornagain.it/wp/?p=1217</guid>
		<description><![CDATA[Giovanni Arcuri è detenuto a Rebibbia da dieci anni.  Ha 54 anni,  è prossimo alla laurea, e ha scritto tre libri, di cui due pubblicati. Contingenza Annunciata è un testo bellissimo, che ripercorre il suo percorso, dalla gioventù incontenibile e ribelle, che lo porteranno ad un eccesso che pagherà a caro prezzo in dolorosi anni di carcere, dove anche scoprirà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" title="Mountain" src="http://urladalsilenzio.files.wordpress.com/2012/01/ssss.jpg" alt="" width="1033" height="564" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giovanni Arcuri è detenuto a Rebibbia da dieci anni.  Ha 54 anni,  è prossimo alla laurea, e ha scritto tre libri, di cui due pubblicati. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Contingenza Annunciata </em>è un testo bellissimo, che ripercorre il suo percorso, dalla gioventù incontenibile e ribelle, che lo porteranno ad un eccesso che pagherà a caro prezzo</strong><strong> in dolorosi anni di carcere, dove anche scoprirà la passione per la scrittura.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non è una biografia, non racconta passaggi dettagliati, ma esprime il senso di una insofferenza diventata brama, desiderio di oltrepassamnto, e poi vertigine, e poi cadute, e poi risalita, e volontà di riscatto. In poche pagine si imprimono pennellate essenziali. Giovanni fin da piccolo sentiva il cappio di una vita “da buon borghese” programmata in ogni dettaglio. Volle ribellarsi a quel destino, lasciandosi trasportare dalla brama di vita, viaggi, ed esperienze. Volere andare oltre un binario già tracciato è nobile, ma Giovanni incespicò nel commercio di droga, e in una vita “di successo”, ma che lo sradicava da sè. Una vita anche avventurosa, ma troppo compromessa con mondi tossici. Cadendo conobbe dure sofferenze, ma esse non sono nulla rispetto al dolore che più lo ha tormentato e lo tormenta. Quello di avere fatto soffrire le persone care.. genitori, compagna, figlia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La botta del carcere lo porterà a scavarsi dentro, a lavorare drasticamente su di sé, a studiare e scrivere per sopravvivere.. in un cammino arduo ma liberatorio di dignità e ricostruzione, sulla corda tesa di una rinnovata tensione morale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo testo  è anche un canto della scrittura, un omaggio allo scrivere, non parole retoriche, ma incarnato delle stesse spinte che animano chi scrive, Giovanni appunto. Il carcere è diventato il luogo della sua scrittura. Due libri pubblicati.. un terzo che aspetta di esserlo. La notte, quando il sipario si apre, ed entra una gloriosa, tormentata, dolce, straziata e appassionante magia. Che può conoscere solo chi, almeno una volta nella vita si è cimentato nel foglio bianco, mentre muri, freddo e rabbia lo cingevano d’assedio. E in quel foglio cercava di fare vivere la speranza e la memoria, mentre tutto intorno i passi sembrano celebrare la disperazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ed alcuni momenti vengono scolpiti.. violenti come il miglior cinema. Quando l’<em>araldo</em>, ad esempio -colui che apre la busta della lettera davanti ai detenuti- si trasforma in un demone. E sente il godimento sadico di assaporare tutto il caleidoscopio vorticoso di emozioni che percuotono Giovanni, mentre la mente si accalca coi pensieri intorno a quel pezzo di carta. Chi è che lo invia? Cosa c’è scritto? Forse potrebbe esssere..ecc… E l’<em>araldo </em>gode, dinanzi al volto posseduto dell’emozione del detenuto, di un briciolo di potere sull’anima, prima di riprendere il suo cammino.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Realtà, sogni, incubi e speranze si michiano – con un andamento soffuso e tagliente insieme- in questo grandioso pezzo, degno della migliore letteratura.</strong></p>
<p><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>CONTINGENZA ANNUNCIATA</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rumore di chiavi, un tintinnio incessante che è la caratteristica  principale del lavoro svolto dagli agenti di custodia. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il cancello che sbatte, passi che danno il segnale inconfondibile dell’arrivo dell’<em>assistente</em></strong>, <strong>anticamente chiamato secondino.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rumori che rimbombano nella mia cella satura di pensieri.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tra pochi giorni si compiranno dieci anni di permanenza in questo luogo. L’11 settembre furono abbattute le torri gemelle dalla furia omicida fondamentalista e dopo nove giorni i miei sbagli risalenti ai primi anni ’90, fecero sì che la mia vita, e di conseguenza quella dei miei cari, piombasse nel baratro. Purtroppo si arriva a metabolizzare gli errori solamente dopo averci sbattuto la testa, dopo che l’inevitabile è ormai accaduto. Ho lasciato senza la mia presenza una figlia di soli sette anni e una compagna fedele e di sani principi. Senza contare il dolore dei miei anziani genitori e dei miei due fratelli completamente estranei a questo tipo di cose.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Condannato per traffico di stupefacenti, nel caso di specie cocaina, alla pena di anni venti, meno tre da scontare per l’indulto, per un totale da espiare di anni diciassette. Così enunciava la sentenza della Corte di Appello di Roma che la Cassazione confermò. Per mio padre, avvocato in pensione, e mia madre medico legale, il colpo fu durissimo. Avevano sperato una vita diversa per il loro primogenito.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fin da giovanissimo ero molto attratto dai viaggi e dal conoscere altre culture e modi di vita. Ricordo che fin da piccolo quando c’erano dei documentari riguardo paesi lontani  li preferivo ai cartoni animati. Volevo sapere cosa succedeva altrove, vedevo la televisione e guardavo le riviste di viaggi in paesi lontani ed esotici.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo interesse cominciò a modellare la mia personalità fin da giovanissimo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sentivo dentro di me che il bisogno di conoscere altre situazione ed altri paesi stava maturando sempre di più. Il mio non era un atteggiamento derivante dalla voglia di dimostrare a tutti i costi d’essere diverso dagli altri o di rigetto verso una vita normale; era la ricerca di qualcosa che non esisteva nel mondo che mi circondava.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le situazioni che interessavano i ragazzi della mia età non lo erano per me nella stessa misura. La cosiddetta <em>pappa pronta</em> che molti invidiavano, era per me sinonimo di costrizione, d’universo chiuso. Lo studio avviato da mio padre che mi aspettava dopo la laurea, le amicizie del jet set con le loro manie e le loro ipocrisie e tutto quello che faceva da contorno non facevano per me. Forse proprio da lì è cominciato il tutto, la voglia di costruire qualcosa solo ed esclusivamente per conto mio e conoscere il mondo e la vita lontano da tutto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Compresi poco a poco che avevo bisogno di altri spazi e altri modi per realizzare il mio io affamato di vita. Viaggiai molto e mi trasferii a soli ventidue anni negli Stati Uniti dove vissi per alcuni anni lavorando nel campo dei preziosi. Alla fine degli anni ottanta accolsi la proposta di un mio cliente venezuelano che mi propose di entrare in società di un casinò nell’isola di Maragarita. Mi trasferii quindi nei Caraibi, dove rimasi fino a  pochi mesi prima del mio arresto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Purtroppo quando si è in giro per il mondo ci sono situazione che si prestano a farci conoscere molte persone, più  o meno oneste.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Capita ad un certo punto che si ha necessità di sopravvivere non volendo chiedere aiuto ai propri famigliari che si è lasciati sbattendo la porta. Un po’ per orgoglio, un po’ per dimostrare di essere in condizione di sopravvivere senza aiuti, alla fine si fanno delle scelte sbagliate, si utilizzano determinate relazioni per trarne profitti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo atteggiamento “indisciplinato” -dico così perché solo ora mi rendo conto quanto i miei comportamenti fossero sciagurati- mi ha portato a commettere reati senza che mi rendessi conto inizialmente della loro esatta gravità. Vivevo in un mondo dove non esistevano valori veri ma solo il denaro e il successo. Era una vita sulla cresta dell’onda ed il mondo sottostante dei comuni mortali lo vedevano lontano anni luce dalla nostra dimensione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il dolore che provo oggi non è assolutamente di circostanza, ma è il derivato di un profondo esame di coscienza. Iniziai quasi per gioco, ma ora sto pagando a caro prezzo queste scelte sconsiderate.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il danno causato alla società per avere favorito la vendita dello stupefacente denominato cocaina è oggi per me ragione di profonda amarezza. I giovani d’oggi purtroppo non si rendono conto del male che fanno assumendo questo tipo di sostanza che distrugge i neuroni e crea drammi inimmaginabili. Quando mi dedicavo a fare da intermediario per questo genere di transazioni non me ne rendevo conto e me ne rammarico, ma orma è inutile piangere sul latte versato.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se la felicità esiste è forse nel raggiungimento di un equilibrio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una volta compresi e metabolizzati gli errori commessi bisognerebbe fare tesoro di questa consapevolezza e trovare piacere dalle cose della vita, avere coraggio, anche nei momenti difficili, sapendosi adattare alle circostanze. Ricostruire la propria vita su questi presupposti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo è l’atteggiamento da tenere. Per questo oggi devo andare avanti per la mia strada facendo tesoro delle esperienze vissute, essendo sempre aperto a migliorarmi, con umiltà. Ogni sera bisognerebbe fare un esame di coscienza. Potere capire se si è fatto bene o si è fatto male. In fondo siamo i migliori giudici di noi stessi. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E’ questo quello che conta veramente, non il denaro che si ha o non si ha in banca.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oggi tutto questo mi è chiaro, ma il prezzo da pagare è stato altissimo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il tempo è un lusso, come l’amore. E’ difficile comprenderlo. Si ha sempre così meno tempo per stare con le persone che c’interessano, con le persone che amiamo. Sono dovuto scendere nell’abisso carcerario per comprendere tutto questo. Chi l’avrebbe detto? Coltivare amicizie, dedicarsi a ciò che ci piace, sentire una buona musica, un viaggio… Questi dovrebbero essere i parametri del buon vivere. Come moltissimi miei simili ero preso invece da questo stressante e snervante sistema consumistico che tende ad allontanarci gli uni dagli altri, a farci indossare maschere che non ci appartengono, polverizzando i rapporti veri nella corsa al benessere a tutti i costi. Ho incontrato persone d’ambienti tra i più disparati: tra i miliardari e gli abitanti di <em>rancho</em> o <em>favelas</em>, tra il brillante ma effimero mondo del jet set internazionale e  quello dei contrabbandieri che atterravano di nascosto nella giungla su piste occasionali. Ho camminato fianco a fianco con individui degni dei migliori romanzi di Ken Follet o di Ludlum, sopportando le loro menzogne e i loro giochi di potere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ho letto negli occhi di molti bambini latino-americani e mediorientali, l’impossibilità di avere un’esistenza normale come tanti loro coetanei in altre parti del mondo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Senza futuro, fra tragedie, ignoranza, guerre e morte…</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sono stato coinvolto, non lo nego, da ambizioni di denaro e di potere, quando ero così giovane da non comprendere cosa realmente era giusto o cosa non lo era, abbagliato dalle luci del successo. Ho conosciuto la virtù e la depravazione, ho camminato con santi e dannati, ma o potuto analizzare l’essere umano in tutte le sue forme e nelle situazioni più incredibili. Nel cammino della ricerca ho fatto delle scelte. Un essere umano nella vita dovrebbe fare quello che più corrisponde ai suoi bisogni, al suo stare bene con se stesso; parlo di ambiente di lavoro, luogo o paese di dimora, rapporti umani, ecc. Io ho scelto un cammino sbagliato.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per non accettare a capo chino situazioni di vita piatta, da giovanissimo intrapresi una strada fatta di avventura, di rischio che purtroppo ha portato, dopo molti anni, delle conseguenze gravissime. C’è il dolore causato alle persone care per questa detenzione in cui indirettamente sono state risucchiate da un meccanismo a loro estraneo e lontano anni luce dal loro modo di vivere. Le mie scelte non dovevano coinvolgere indirettamente nessun altro. Provo un dolore immenso per tutto ciò che il mio arresto ha comportato. Non se lo meritavano, e non avevano nulla a che vedere con tutto ciò. Parlo dei miei genitori, di mia figlia, della mia compagna. Provo dolore anche per le persone a cui ho fatto del male indirettamente con le mie azioni scellerate.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alla fine del 2001, venendo in Italia, venni arrestato per più ordinanze di custodia cautelare, per violazione della legge sugli stupefacenti. Tutti i fatti risalivano ai primi anni ’90.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Entrai così in un mondo parallelo che solo chi lo ha vissuto può comprendere appieno. Sono passato violentemente da una dimensione di grandi spazi, di quello che è stato il mio mondo per un quarto di secolo, a quelli ridotti alla minima potenza della cella di un penitenziario.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pubblico oggi la seconda parte (per la prima vai al link.. <a href="http://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/01/04/8364/">http://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/01/04/8364/</a>) di questo testo assolutamente straordinario.. <em>Contingenza annunciata</em>.. scritto dall’ultimo, in ordine temporale, degli amici venuto ad aggiungersi alla squadra del Blog.. Giovanni Arcuri detenuto a Rebibbia. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giovanni ha 54 anni, è detenuto da 10 anni, è prossimo alla laurea, e ha scritto tre libri, di cui due pubblicati.  La sua vita è stata turbolenta, appassionata, spinta all’eccesso e alla caduta da un’insopprimibile esigenza interiore che lo faceva ribollire dentro, fin da giovanissimo. Il carcere poi piombò nella sua esistenza, come dimensione di sofferenza estrema, ma anche di risveglio e di ripensamento.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il testo di cui oggi pubblico la seconda parte, è particolarme emblematico riguardo a tutto ciò. Ancora più della prima parte, che già era intensa e splendida. Schizza, con impressioni rapide unite a riflessioni intimissime, il succedersi di spazi di anima e di viscere, che ti entrano dentro e risuonano di tutti i sogni, i pianti, i dolori, le visioni che un uomo vive dietro le sbarre. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ed è anche un canto della scrittura, un omaggio allo scrivere, non parole retoriche, ma incaranto delle stesse spinte che animano chi scrive, Giovanni appunto. Il carcere è diventato il luogo della sua scrittura. Due libri pubblicati.. un terzo che aspetta di esserlo. La notte, quando il sipario si apre, ed entra una gloriosa, tormentata, dolce, straziata e appassionante magia. Che può conoscere solo chi, almeno una volta nella vita si è cimentato nel foglio bianco, mentre muri, freddo e rabbia lo cingevano d’assedio. E in quel foglio cercava di fare vivere la speranza e la memoria, mentre tutto intorno i passi sembrano celebrare la disperazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ed alcuni momenti vengono scolpiti.. violenti come il miglior cinema. Quando l’<em>araldo</em>, ad esempio -colui che apre la busta della lettera davanti ai detenuti- si trasforma in un demone. E sente il godimento sadico di assaporare tutto il caleidoscopio vorticoso di emozioni che percuotono Giovanni, mentre la mente si accalca coi pensieri intorno a quel pezzo di carta. Chi è che lo invia? Cosa c’è scritto? Forse potrebbe esssere..ecc… E l’<em>araldo </em>gode, dinanzi al volto posseduto dell’emozione del detenuto, di un briciolo di potere sull’anima, prima di riprendere il suo cammino.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Realtà, sogni, incubi e speranze si michiano – con un andamento soffuso e tagliente insieme- in questo grandioso pezzo, degno della migliore letteratura.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vi lascio a <em>Contingenza annunciata..</em> seconda parte.. Giovanni Arcuri.. Rebibbia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>————————————————————————————————————————-</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’esperienza della detenzione è distruttiva, a qualunque ceto sociale si appartenga. Si abbatte come un ciclone su chi vi finisce dentro e su tutti quelli che sono a lui legati affettivamente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Colpevole o innocente non ha importanza, si è tutti sottoposti agli stessi meccanismi ed alle stesse pressioni. Lo sono anche i nostri familiari, e quindi gli affetti in generale che pagano un <a id="_GPLITA_0" title="Powered by Text-Enhance" href="#">prezzo</a> molto alto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A volte, se la pena da scontare è lunga, si riesce a salvare ben poco.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il rapporto che il carcere impone con i familiari, e più in generale con i propri affetti, è difficile da descrivere. Nel senso che ci si espone emotivamente su argomenti che provocano sofferenze ed eccessivi coinvolgimenti personali.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’affettività, quel bisogno irrinunciabile dell’uomo in tutte le sue espressioni, viene soppressa dal carcere con risvolti a volte drammatici.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si incrinano convincente di anni, proprio perché la totale mancanza di manifestazione affettiva scava nel profondo, pone interrogativi esistenziali, e fa emergere con violenza quel diritto di vivere e quei bisogni che il carcere inesorabilmente impedisce.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La mia vita all’interno del carcere di Rebibbia, dove sono detenuto, è passata per numerose fasi. Dopo lo shock iniziale, ho cominciato a capire che, dovendo trascorrere molti anni in queste condizioni, dovevo trovare degli interessi per non morire interiormente, e mantenere un equilibrio mentale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mi sono dedicato alla scrittura fin dagli inizi della mia detenzione e sono riuscito a pubblicare due libri. L’ultimo, <em>Libero dentro</em>, è uscito pochi mesi fa. Per la mia autobiografia ho impiegato quasi tre anni ed ora è finalmente terminata. Ho deciso però di pubblicarla solamente quando  sarò un uomo libero. Scrivere è un lavoro solitario, un lavoro che richiede disciplina, immobilità (fino a provarne il dolore nei muscoli e sul collo…) e concentrazione. Tuttavia il lavoro dello scrittore comporta nello stesso tempo una maledizione e una benedizione. La prima è rappresentata dalla pagina bianca, la seconda dal fatto  che quel biancore accecante può essere riempito in qualsiasi parte del mondo. Basta un tavolo, una sedia, una presa di corrente e una connessione a internet e molta fantasia. Solo chi si trova ad affrontare la pagina bianca può capire quanto grande o quanto piccola possa essere, a seconda dei casi. Quanto pesi o quanto possa essere leggera. E c’è un momento, quando infine le parole sono fissate sulla carta, quando il foglio ha tutte le sue formichine sopra, che sollevo gli occhi e vorrei poter guardare il mare per cercare il suo riflesso.  Nell’attesa  di vederlo, mi limito a guardare fuori dalla finestra della mia cella e spesso immagino quel mare che vorrei avere come scenario del posto dove mi piacerebbe lavorare. Per uno scrittore o un musicista, sviluppare un lavoro di qualità non è sufficiente. L’importante è che la sua opera non finisca ad ammuffirsi in qualche scatolone o cassetto di qualche casa editrice. E in quel caso conta molto anche la fortuna.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Paradossalmente ho iniziato l’avventura di scrittore tra queste quattro mura. Non sapevo all’inizio quanto tempo mi avrebbe preso farlo, anche perché tempo a disposizione  ne avevo molto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E’ quasi sempre nella notte che comincio a scrivere, poco a poco i rumori vanno scemando, il gracchio dei televisori svanisce quando si passa la mezzanotte e un’atmosfera quasi magica pervade le mura della mia cella. Metto su l macchinetta del caffè e comincio a scrivere. Tutto questo riesce a darmi una sensazione inimmaginabile di libertà. E’ nella notte che si entra nella dimensione interiore dell’ispirazione, della riflessione e purtroppo anche dei rimpianti e della sofferenza. Quando scrivo però non sono più qui, vivo con i miei personaggi, le loro storie e le loro emozioni e sofferenze. Spesso i luoghi sono paesi dove sono stato e conosco quindi nei dettagli gli usi, i costumi, e l’ambiente in cui la vicenda si svolge. Probabilmente in stato di libertà, preso da così tante cose non sarei mai riuscito a scrivere due libri e un’autobiografia. Da questo punto di vista il carcere è stato per me un luogo dove riuscire a mettermi in discussione ed ottenere delle soddisfazioni personali che all’inizio del mio percorso non avrei mai immaginato.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come dicevo, di solito scrivo nella notte ma oggi ho fatto un’eccezione e sto elaborando il pezzo per il Premio Goliarda Sapienza in orario pomeridiano, un orario dove comunque di solito ci si riposta.  In questo momento sono solo le quattro del pomeriggio, la conta è passata alle 15:30, e non ho sentito nessuno chiamare, ma il rumore dei passi udito precedentemente ora è sempre più forte e vicino. Dedico più attenzione a quello scalpiccio invisibile per vedere che cosa succede. Regolo il volume della radio al minimo per percepire meglio il ritmo. Ascolto, cerco di comprendere, di anticipare gli eventuali sviluppi, in modo da non trovarmi impreparato ad affrontare la contingenza annunciata da quei passi. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Spesso, da fuori delle mura del mio carcere si sente il canto degli uccellini che, con le loro melodie, contribuiscono a formare l’insieme invisibile ma palpabile della vita, la vera vita che scorre lontano, ma che purtroppo non mi trascina con sé, che mi dà soltanto la gioia di affacciarmi alla finestra e guardarla scivolare.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alcune mattine mi sveglio presto al canto di quei volatili, e mi immagino di trovarmi in campagna, nella grande casa dei nonni materni vicino Roma, dove trascorrevo le mie vacanze estive quando avevo otto anni. Passavo tutto il giorno in mezzo agli animali, mi arrampicavo sugli alberi e mangiavo i frutti appena maturi. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A volte rimango fino all’ora della conta in questo stato quasi ipnotico e dimentico di trovarmi dove sono. In carcere basta poco per essere felici, ci si accontenta dei sogni e si viaggia con la mente. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tra i tanti sogni c’è quello che una mattina l’agente, mentre mi apre la porta alle otto e trenta, mi dica: <em>&lt;&lt;Prepara la roba, sei liberante…&gt;&gt;. </em>Non succede mai, ed io continuo a straziarmi nell’illusione del sogno. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sono avvolto dallo stesso strazio, adesso che ho abbassato la musica per sentire nel corridoio vuoto i passi interminabili.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I passi non si sono ancora fermati, dove staranno dirigendosi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Forse continueranno per l’eternità come il tic tac dell’orologio. Non è l’ora della conta, rifletto guardando l’orologio, è quasi l’ora della posta, a volte l’anticipano.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quei passi potrebbero essere il messaggero che porta notizie, che, belle o brutte che siano, arrivano sempre attraverso lo stesso corridoio che fende silenzioso l’umanità della gente rinchiusa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’agente si ferma davanti il mio blindato. C’è posta per me, notizie da fuori, dalla vita vera.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dovrei essere contento di essere ricordato da vivi, attraverso la lettera che l’impersonale agente si appresta ad aprire.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’<em>araldo</em> conosce bene il suo mestiere, sa leggere le facce, l’attesa, il dolore.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Strappa al rallentatore l’angolo della busta, mentre io, con la mente cerco di premere il pulsante dell’accelleratore e con gli occhi sbircio il nome del mittente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mi vede aggrondare la fronte dall’impazienza perché non sono riuscito ad identificarlo, e così si sente ripagato. Il disturbo della sua camminata cerca la ricompensa nella mia faccia tesa, ed ora l’ha trovata. Guardo la sua faccia e tremo: ha assunto lineamenti spaventosi, ha gli occhi rossi e le orecchie appuntite, o è solo una mia impressione dovuta al gran caldo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riconosco la calligrafia ordinata e pulita di mia sorella e leggo velocemente  la solita introduzione che, terminata, lascia spazio al resto della lettera, fatta di parole consolanti, e di suoni terribili. Leggo, ma mi sembra di udire le parole scritte, il suo singhiozzo invade la mia cella.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il mio migliore amico, leggo, è morto, e lei, che lo ha visto crescere insieme a me, piange. Mi appaiono immagini sbiadite, sequenze disconnesse, tempi e spazi alterni, di anni scivolati  in discordanti silenzi, lui, il mio migliore amico ormai morto, ed io che passo il tempo nell’attesa infinita di riprendere a vivere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chiudo gli occhi e rivedo la sua vita in pochi secondi, un’intera storia passata in rassegna con la velocità della luce. Noi alle elementari a scuola insieme, al liceo maturandi. Poi il nulla. Io lasciai l’Italia dopo il primo anno di università e vi tornai dopo molti anni, ma solamente per brevi periodi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo rivedevo ogni qual volta tornavo a Roma e parlavamo sporadicamente per telefono.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli mandavo cartoline dai luoghi più sperduti del mondo, di cui mi disse ne aveva fatto addirittura una collezione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nonostante lo abbia rivisto in alcune occasioni dopo la nostra separazione avvenuta quando avevamo entrambi poco più di venti anni, ora mi accorgo che l’ultimo ricordo che ho di lui è un viso da ragazzo dove la barba era appena spuntata senza uniformità.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tanti anni sono passati da allora, siamo abituati a misurare il tempo frazionandolo in anni, mesi, giorni, ma quando si pensa ad un amico, un’amante o un parente, si misura ricordando gli avvenimenti più importanti della sua vita, a quel punto divenuti sbiaditi, oppure i lineamenti del suo viso sempre più stanco.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Penso al tempo che è scivolato furtivamente dalla mia vita, e lo spezzo in due periodi; una prima parte in cui il mio amico mi era vicino, presente e vivo; ed un’altra in cui è lontano ma ugualmente vivo, sempre fermo nei suoi vent’anni, eternamente presenti nella memoria.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo secondo periodo si compone di molte altre vicende, che hanno come scena il carcere dove sono. Non so se è stato felice o triste, se era amato, oppure odiato. Non so nemmeno come era il suo volto nel momento del decesso.  Ignoro se era magro o grasso, ricciuto o stempiato, sorridente o triste.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Noi in carcere conserviamo sempre un ricordo immutabile di chi muore o di chi è lontano. Ho trascorso questi anni di detenzione ricordando in modo anacronistico i miei amici, i miei parenti, le mie donne. Ricordandoli nella loro gioventù, ormai conservata soltanto da me, e cambierò le loro immagini nella mia mente, soltanto se un giorno potrò sostituirle con quelle reali, soltanto se potrò rivederli.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel caos di occhi sinceri, bocche indulgenti e dolci, distinguo persone appartenenti al passato, che una volta riempivano il quadro della mia esistenza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tutto si muove incolore, senza un ordine di spazio o di tempo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ne riconosco tanti, ma non tutti. Mi salutano, mi sorridono, mi fissano intensamente come l’ultima volta che li ho visti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quelli che non ci sono più, come il mio amico, hanno lo stesso privilegio di essere rimasti nella mia mente più giovani e più belli di quello che erano nel momento della loro morte.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Forse è per questo che ora mi sorridono: in fondo desideriamo sempre che gli altri ci ricordino belli e giovani, dopo la nostra scomparsa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La contingenza annunciata è avvenuta come anche quella della mia vita verso la quale, a differenza del segnale dell’<em>araldo </em>, non avevo colto gli avvertimenti che forse avrebbero impedito questo stato di cose. In ogni caso ora chiudo la lettera e finisco di scrivere per inviarvi il pezzo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong><strong>Giovanni Arcuri</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roma, dicembre 2011</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bornagain.it/wp/2012/01/16/contingenza-annunciata-di-giovanni-arcuri-carcere-di-rebibbia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Per chi non accetta la situazione</title>
		<link>http://www.bornagain.it/wp/2011/12/09/per-chi-non-accetta-la-situazione/</link>
		<comments>http://www.bornagain.it/wp/2011/12/09/per-chi-non-accetta-la-situazione/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 21:59:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ispirazione]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza umana]]></category>
		<category><![CDATA[accettare]]></category>
		<category><![CDATA[autistici]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[continua]]></category>
		<category><![CDATA[dislessici]]></category>
		<category><![CDATA[forze]]></category>
		<category><![CDATA[giorni]]></category>
		<category><![CDATA[malati]]></category>
		<category><![CDATA[Martona]]></category>
		<category><![CDATA[persiani]]></category>
		<category><![CDATA[sclerosi multipla]]></category>
		<category><![CDATA[situazione]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
		<category><![CDATA[violenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bornagain.it/wp/?p=1201</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;Non hai accettato la situazione&#8221;.. dicono&#8230; Dietro questa frase c’è un mondo. Certe frasi valgono più di mille volumi. Dicono tutte. Non ha accettato la situazione. Accettare.. accettare.. accettare. Ci sono bambini dislessici che si sono laureati, nonostante tutti avessero detto che sarebbero rimasti ritardati, e che la laurea non era alla loro portata. Ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="delfini " src="http://www.claufont.net/Sfondi/animali/Acquatici/delfini05_1024x768.jpg" alt="" width="1024" height="768" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Non hai accettato la situazione&#8221;.. dicono&#8230; </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dietro questa frase c’è un mondo. Certe frasi valgono più di mille volumi. Dicono tutte. Non ha accettato la situazione. Accettare.. accettare.. accettare. Ci sono bambini dislessici che si sono laureati, nonostante tutti avessero detto che sarebbero rimasti ritardati, e che la laurea non era alla loro portata. Ci sono bambini autistici, che adesso vivono alla grande, nonostante tutti dicessero che avrebbero vissuto tutta la vita semiaddormentati. Ci sono persone i cui difetti visivi non erano “recuperabili”, ma che adesso hanno buttato gli occhiali. Ci sono malati di Alzheimer che cominciano a riafferrare lembi di memoria. Ci sono persone in coma profondo, che si sono risvegliate dopo quindici anni, quando già per gli altri erano morti. Ci sono malati di tumore, di sclerosi multipla, di cancro, che sono guariti nonostante tutte le diagnosi contrarie, o nonostante avessero dato loro al massimo un flebile lumicino di speranza. Ci sono schizofrenici che non potevano guarire, ma sono guariti lo stesso, nonostante si dica che dalla schizofrenia non si può guarire. Ci sono oracoli ribaltati, profezie smentite, pronostici sovvertiti. Non accade sempre, ma può accadere. Fosse anche solo un caso su un milione, avrebbe comunque senso lottare. E poi, dov’è il confine? Alcuni sono esaltati e illusi? Ma chi può stabilire di sapere sempre dove corre la sottile linea che distingue la follia dal coraggio della speranza? Quella linea che separa le teste nella sabbia dagli occhi capaci di vedere più lontano, chi è capace di indicarne esattamente il tracciato? E quante volte gli illusi di oggi sono stata i vincitori di domani? E quante volte la speranza derisa ha cambiato tutti i binari, i treni, i vagoni. E’ chilometrica la lista di coloro che “non accettarono la situazione”. Ad alcuni di essi oggi accendiamo candele in quel territorio della mente e del cuore dove vivono le stagioni di gloria e onore, e su di loro scriviamo canzoni, e leggiamo libri. Ma un tempo furono presi a pietrate. E si racconta che Demostene era un gracile ragazzino, e la voce usciva flebile, ma divenne uno dei più grandi oratori di tutti i tempi. Forse la sua fortuna è stato non incontrare mai qualcuno che gli dicesse che doveva “accettare la situazione”. O qualcuno lo avrà trovato anche lui, ma decise lo stesso di non accettarla. “Sì, ma se poi non serve a niente? Se ci si prova e non si ottiene niente?” Ma la vittoria non è tutto, anche solo il fatto di averci provato accende qualcosa in noi. Quel bambino resterà autistico, magari, ma la madre e il padre avranno provato vertici di tenerezza, cura e dedizione, e una traccia di bene e bellezza l’avranno lasciata comunque, in loro e in lui.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Ma non è possibile!”, continuano a dire “non è possibile, sono vaneggiamenti, la situazione ha dei limiti oggettivi. Ma.. la realtà è così grande per potere dire che tutto è stabilito. Ci sono poteri che voi non conosceste. I persiani persero a Maratona, chi ci avrebbe scommesso? Ci sono forze che smuovono montagne. E se hai questa spinta fortissima nel cuore, allora tenta, provaci. Avrai in cambio solo occhi perplessi, parole di compatimento e derisione, ma tu continua. Alcuni giorni sarai solo, alcuni giorni vedrai solo nebbia, alcuni giorni avrai le ginocchia sbucciate, alcuni giorni ti sembrerà di essere davanti al muro bianco, alcuni giorni saranno violenti come una tagliola. Ma tu.. continua..</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bornagain.it/wp/2011/12/09/per-chi-non-accetta-la-situazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Thomas Sankara- un Uomo</title>
		<link>http://www.bornagain.it/wp/2011/11/06/thomas-sankara-un-uomo/</link>
		<comments>http://www.bornagain.it/wp/2011/11/06/thomas-sankara-un-uomo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 13:06:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ispirazione]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza umana]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Burkina Faso]]></category>
		<category><![CDATA[debito]]></category>
		<category><![CDATA[integrità]]></category>
		<category><![CDATA[Thomas Sankara]]></category>
		<category><![CDATA[uomo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bornagain.it/wp/?p=1196</guid>
		<description><![CDATA[Qualcuno ne ha mai sentito parlare. Come pietre sdrucciolevoli il mondo si sparpaglia in milioni di storie, incuneate appena come scheggia o frase su un muro, a volte dimenticate del tutto. Milioni di pagine non possono essere lette, e non conosceremo mai tutti i volti, tutti i volti che hanno rivolto al sole la faccia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone" title="Thomas" src="http://1.bp.blogspot.com/-OSchgTc5XU4/TkX8aEfmuAI/AAAAAAAAHuI/o1YthIwmG2U/s1600/thomas+sankara+2.jpg" alt="" width="1280" height="960" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qualcuno ne ha mai sentito parlare. Come pietre sdrucciolevoli il mondo si sparpaglia in milioni di storie, incuneate appena come scheggia o frase su un muro, a volte dimenticate del tutto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Milioni di pagine non possono essere lette, e non conosceremo mai tutti i volti, tutti i volti che hanno rivolto al sole la faccia bella delle nuvole, il cuore segreto della luna.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Thoma Sankara uno sperduto presidente di uno sperduto paese africano, Burkina Faso, &#8220;Paese degli uomini integri&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una noticina su qualche giornale, a suo tempo,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Uno dei nomi aggrovigliati nella tormentata storia dell&#8217;Africa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qualcuno che ha camminato in piedi, in un mondo dove tutti strisciano.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La storia dell&#8217;Africa è stata per decenni una storia di complicità. Non solo di colonialismo rapace  e dominazione occidentale. Ma di comlplicità tra questo colonialimo/questa dominazione.. e corrotte, irresponsabili e demagogiche elité politico-militari africane che fecereo dei loro innumerevoli stati una spelonca di porci. I leader africani furono complici a pari diritto dei manovratori occidentali e delle multinazionali. Ingrassarono i loro conti in svizzera, alimentarono le loro 10000 amanti, fomentarono guerre folli e tribali, che ridussero alla disperazione intere collettività e si prostituirono ai grandi interessi occidentali.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo fecero quasi tutti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Thomas Sankara fu uno dei pochi che camminò in piedi..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Integrità. Paola d&#8217;ordine, ieri, ora, e sempre.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una sua frase..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Non possiamo essere la classe dirigente ricca in un Paese povero&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Parole non solo razionali, e logiche, ma DEGNE, per l&#8217;onestà che portano dentro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Visse umilmente Sankara, mentre i suoi contraltari degli altri stati africani soffocavano in un lusso osceno.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E poi.. vedeva chiaro.. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Capiva che i modelli e le &#8220;soluzioni&#8221; raramente vengono &#8220;gratuitamente&#8221;. E se ti porgono una mano, con l&#8217;altra preparono le catene&#8230; disse..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;</strong><strong>Non c’è salvezza per il nostro popolo se non voltiamo completamente le</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>spalle a tutti i modelli che ciarlatani di tutti i tipi hanno cercato di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>venderci per anni”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non mi sembra così inattuale una affermazione del genere no?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong>E ce ne è un&#8217;altra che mi sembra ancora meno inattuale..</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong><strong>“Noi siamo estranei alla creazione di questo debito e dunque non dobbiamo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>pagarlo. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il debito nella sua forma attuale è una riconquista coloniale organizzata</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>con perizia. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se noi non paghiamo, i prestatori di capitali non moriranno, ne siamo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sicuri; se invece paghiamo, saremo noi a morire, possiamo esserne</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>altrettanto certi”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non vi fa venire in mente qualcosa? Non vi richiama qualcosa?.. parole come.. deb.. i.. to&#8230;?&#8230;:-)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vi lascio a un bellissimo testo su di lui&#8230;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Salutamos</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“L’Africa agli africani!”,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>urlava a un mondo sordo *Thomas Sankara *alla metà degli anni Ottanta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La guerra fredda era agli sgoccioli, le speranze sorte dopo l’affrancamento </strong><strong>dal dominio coloniale </strong><strong>– il 1960 era stato dipinto come l’anno dell’Africa tra proclami e belle </strong><strong>parole – </strong><strong>erano state ormai strozzate da decenni di sfruttamento economico, </strong><strong>disarticolazione sociale e inerzia politica. </strong><strong>Le multinazionali invadevano le ricche terre d’Africa, mentre gli Stati del </strong><strong>Nord del mondo imponevano condizioni commerciali che impedivano lo sviluppo </strong><strong>dei Paesi africani, schiacciati tra debito estero e calamità naturali.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il 4 agosto 1983, in Alto Volta, iniziava l’esperienza rivoluzionaria di </strong><strong>Thomas Sankara, capitano dell’esercito voltaico giunto al potere con un </strong><strong>colpo di stato incruento e senza spargimento di sangue. </strong><strong>Il Paese, ex colonia francese, abbandonò subito il nome coloniale e </strong><strong>divenne *Burkina Faso*, che in due lingue locali, il *moré* e il *dioula*, </strong><strong>significa “*Paese degli uomini integri*”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Ed è dall’integrità morale che Sankara partì per tagliare i ponti con un </strong><strong>triste passato e con deprimente presente. </strong><strong>Pochi dati illustrano quanto grave fosse la situazione: tasso di mortalità </strong><strong>infantile del 187 per mille (ogni cinque bambini nati, uno non arrivava a </strong><strong>compiere un anno), tasso di alfabetizzazione al 2%, speranza di vita di </strong><strong>soli 44 anni, un medico ogni 50.000 abitanti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Non possiamo essere la classe dirigente ricca in un Paese povero”*, era </strong><strong>solito ripetere Sankara, che visse un’infanzia di miseria </strong><strong>(“Quante volte i miei fratelli e io abbiamo cercato qualcosa da mangiare </strong><strong>nelle pattumiere dell’Hotel Indépendance”) e povero, come gli altri </strong><strong>burkinabè, è sempre rimasto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le auto blu destinate agli alti funzionari statali, dotate di ogni * </strong><strong>comfort, vennero sostituite con utilitarie, ai lavori pubblici erano </strong><strong>tenuti a partecipare anche i ministri.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sankara stesso viveva in una casa di Ouagadougou, la capitale del Paese, </strong><strong>che per nulla si differenziava dalle altre; </strong><strong>nella sua* dichiarazione dei redditi* del 1987 i beni da lui posseduti </strong><strong>risultavano essere una vecchia Renault 5, libri, una moto, quattro </strong><strong>biciclette, due chitarre, mobili e un bilocale con il mutuo ancora da </strong><strong>pagare.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“È inammissibile”, sosteneva, “che ci siano uomini proprietari di quindici </strong><strong>ville, quando a cinque chilometri da Ouagadougou la gente non ha i soldi </strong><strong>nemmeno per una confezione di nivachina contro la malaria”*.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Negli stessi anni i suoi omologhi si trinceravano in lussuose ville o agli </strong><strong>ultimi piani dei migliori hotel, lontani anni luce dai bisogni quotidiani </strong><strong>della popolazione. </strong><strong>Per esempio il presidente della Costa d’Avorio, Felix HouphouëtBoigny, </strong><strong>aveva fatto costruire in pieno deserto una pista di pattinaggio su ghiaccio </strong><strong>per i propri figli. </strong><strong>Quando alcuni capi di Stato si offrirono per donare a Sankara un aereo </strong><strong>presidenziale, la risposta fu che era meglio fare arrivare in Burkina Faso </strong><strong>macchinari agricoli.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E la terra burkinabè non è mai stata particolarmente fertile, inaridita </strong><strong>dall’Harmattan, il vento secco proveniente dal deserto del Sahara che </strong><strong>lambisce i confini settentrionali del Paese.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per ridare impulso all’economia si decise di contare sulle proprie forze, </strong><strong>di vivere all’africana, senza farsi abbagliare dalle imposizioni culturali </strong><strong>provenienti dall’Europa:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Non c’è salvezza per il nostro popolo se non voltiamo completamente le </strong><strong>spalle a tutti i modelli che ciarlatani di tutti i tipi hanno cercato di </strong><strong>venderci per anni”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Consumiamo burkinabè”, </strong><strong>si leggeva sui muri di Ouagadougou, mentre per favorire l’industria tessile </strong><strong>nazionale i ministri erano tenuti a vestire il *faso dan fani*, l’abito di </strong><strong>cotone tradizionale, proprio come Gandhi aveva fatto in India con il *khadi*</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le magre risorse vennero impiegate per mandare a scuola i bambini e le </strong><strong>bambine </strong><strong>– nel 1983 la frequenza scolastica era attorno al 15%</strong><strong>– e per fornire *cure mediche ai malati*, organizzando campagne di </strong><strong>alfabetizzazione </strong><strong>e di vaccinazione capillare contro le infermità più diffuse come la </strong><strong>febbre gialla, il colera e il morbillo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’obiettivo era di fornire 10 litri di acqua e due pasti al giorno a ogni </strong><strong>burkinabè, </strong><strong>impedendo che *l’acqua* finisse nelle avide mani delle multinazionali </strong><strong>francesi o statunitensi e cercando finanziamenti che fossero funzionali </strong><strong>allo sviluppo idrogeologico del Paese, non al profitto di pochi uomini </strong><strong>d’affari.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Burkina Faso divenne un esempio per le altre nazioni, governate da élite </strong><strong>corrotte e supine ai dettami provenienti dagli istituti economici </strong><strong>internazionali.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se un piccolo Paese, condannato anche dalla geografia </strong><strong>(il deserto avanzava verso sud di sette chilometri all’anno mangiandosi </strong><strong>campi coltivati; esiste un solo corso fluviale e non c’è alcuno sbocco sul </strong><strong>mare) </strong><strong>riusciva a levare il proprio grido di dolore e di insofferenza e a </strong><strong>dimostrare che i problemi che affliggevano l’Africa si potevano risolvere, </strong><strong>cosa avrebbero potuto fare Paesi con immense risorse naturali?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il 15 ottobre 1987 Sankara, che a dicembre avrebbe compiuto *38 anni*, </strong><strong>veniva ucciso: troppo scomodo, troppo generoso, troppo attento alle </strong><strong>esigenze della povera gente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando i giovani africani cominciarono a chiedere ai propri governanti di </strong><strong>seguire l’esempio di Sankara, il complotto prese forma e coinvolse chi, in </strong><strong>Burkina Faso, in Africa e in Europa, non poteva tollerare la sua </strong><strong>indisciplina e la sua semplicità.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In quattro anni Sankara aveva invitato i Paesi africani a non pagare il </strong><strong>debito estero per concentrare gli sforzi su una politica economica che </strong><strong>colmasse il ritardo imposto da decenni di dominazione coloniale. </strong><strong>Dominazione che era anche culturale:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Per l’imperialismo”, affermava, “è più importante dominarci </strong><strong>culturalmente che militarmente. La dominazione culturale è la più </strong><strong>flessibile, la più efficace, la meno costosa. Il nostro compito consiste </strong><strong>nel decolonizzare la nostra mentalità”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ecco così spiegato l’impulso dato al *Festival Panafricaine du Cinéma de </strong><strong>Ouagadougou* (Fespaco),</strong><strong> la più importante rassegna continentale, con il fine di sviluppare la </strong><strong>cinematografia locale a scapito di quella europea, uno dei tanti strumenti </strong><strong>per legittimare la superiorità dei “bianchi” e l’inferiorità degli </strong><strong>Africani.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel 1986, durante i lavori della 25esima sessione dell’Organizzazione per </strong><strong>l’Unità Africana (OUA) tenutasi a Addis Abeba, Sankara espresse in modo </strong><strong>molto semplice perché il pagamento del debito doveva essere rifiutato:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Noi siamo estranei alla creazione di questo debito e dunque non dobbiamo </strong><strong>pagarlo. […] </strong><strong>Il debito nella sua forma attuale è una riconquista coloniale organizzata </strong><strong>con perizia. […]  </strong><strong>Se noi non paghiamo, i prestatori di capitali non moriranno, ne siamo </strong><strong>sicuri; se invece paghiamo, saremo noi a morire, possiamo esserne </strong><strong>altrettanto certi”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sempre a Addis Abeba, Sankara invocò il *disarmo*, proponendo ai Paesi </strong><strong>africani di smettere di acquistare armi e di dissanguarsi in dispute </strong><strong>fomentate dall’estero per protrarre l’arretratezza e la dipendenza del </strong><strong>continente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> L’invito era di adottare misure a favore dell’occupazione, della tutela </strong><strong>ambientale, della pace tra i popoli, della salute.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A New York, qualche mese prima, davanti all’Assemblea generale delle </strong><strong>Nazioni Unite, </strong><strong>Sankara aveva tuonato contro l’ipocrisia di chi fornisce aiuti ai Paesi in </strong><strong>via di sviluppo (mentre per altre vie si inviano armi) e contro l’egoismo </strong><strong>di chi, per esempio, si rifiuta di investire nella ricerca contro la malaria </strong><strong>– che in Africa provoca ogni anno milioni di morti – solo perché è una</strong><strong>malattia che non riguarda i Paesi del nord del mondo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Ci sentiamo una persona sola con il malato che ansiosamente scruta </strong><strong>l’orizzonte di una scienza monopolizzata dai mercanti di armi. […] Quanto </strong><strong>l’umanità spreca in spese per gli armamenti a scapito della pace!”. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sankara espresse la convinzione che per eliminare i lasciti coloniali fosse </strong><strong>indispensabile avviare un processo di *unione di tutti gli Stati* (dal </strong><strong>Maghreb al Capo di Buona Speranza) del continente, </strong><strong>che doveva diventare un’entità politica coesa e rispettata sul piano </strong><strong>internazionale:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Mentre moriamo di fame e nel nostro Paese ci sono migliaia di </strong><strong>disoccupati, altrove non si riescono a sfruttare le risorse della terra per</strong><strong>mancanza di manodopera.  </strong><strong>Se ci fosse maggiore cooperazione, potremmo arrivare all’autosufficienza </strong><strong>alimentare e non dovremmo più dipendere dagli aiuti internazionali”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Primo passo era la fine dell’*apartheid* in Sudafrica, dove la minoranza </strong><strong>“bianca” godeva in realtà del sostegno economico dei Paesi occidentali. </strong><strong>Sankara ebbe parole di rimprovero per tutti, a partire da François </strong><strong>Mitterrand:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Che senso ha organizzare marce contro l’apartheid, mentre si producono e </strong><strong>si vendono armi al Sudafrica?”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Forse non è un caso che Sankara venne ucciso quattro giorni dopo che a </strong><strong>Ouagadougou si era tenuta una Conferenza panafricana contro l’*apartheid*.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il “Président du Faso”, come viene ancora oggi ricordato dai burkinabè, si </strong><strong>è sacrificato dimostrando che è possibile rispondere, all’africana, ai </strong><strong>problemi dell’Africa, con chiarezza e talvolta ingenuità, come quando </strong><strong>chiese che </strong><strong>“almeno l’1% delle somme colossali destinate alla ricerca spaziale sia </strong><strong>destinato a progetti per salvare la vita umana”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dinanzi alle Nazioni Unite Sankara liberò davanti al mondo intero, </strong><strong>ponderando con attenzione ogni singola parola, il grido di dolore di </strong><strong>miliardi di esseri umani che soffrono sotto un sistema crudele e ingiusto:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Parlo in nome delle madri che nei nostri Paesi impoveriti vedono i </strong><strong>propri figli morire di malaria o di diarrea, senza sapere dei semplici </strong><strong>mezzi che la scienza delle multinazionali non offre loro,  </strong><strong>preferendo investire nei laboratori cosmetici o nella chirurgia plastica a </strong><strong>beneficio del capriccio di pochi uomini e donne il cui fascino è minacciato </strong><strong>dagli eccessi di assunzione calorica nei loro pasti,  </strong><strong>così abbondanti e regolari da dare le vertigini a noi del Sahel”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tratto da</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Carlo Batà</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>*L’ Africa di Thomas Sankara*</strong></p>
<p><img class="alignnone" title="thomas2" src="http://1.bp.blogspot.com/_e4ZlIJ-P7Sk/TFWbwP2lwTI/AAAAAAAAEWY/JT5kPjySMzU/s1600/sankara.jpg" alt="" width="1000" height="802" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bornagain.it/wp/2011/11/06/thomas-sankara-un-uomo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Parole sfuggite di mano.. di Ciro Campajola</title>
		<link>http://www.bornagain.it/wp/2011/11/06/parole-sfuggite-di-mano-di-ciro-campajola/</link>
		<comments>http://www.bornagain.it/wp/2011/11/06/parole-sfuggite-di-mano-di-ciro-campajola/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 11:48:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[Ispirazione]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza umana]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Ciro Campajola]]></category>
		<category><![CDATA[creazione]]></category>
		<category><![CDATA[grandiosa]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bornagain.it/wp/?p=1193</guid>
		<description><![CDATA[Abbiamo già pubblicato altre grandiose poesie di Ciro Campajola, oltre che parlare del suo libro (vai al link.. http://www.bornagain.it/wp/2011/08/03/ciro-campajola-il-libro/). Questa che pubblico oggi è un altro dei suoi vertici. Ne approfitto per informarvi che il 13 novembre Ciro terrà una presentazione del suo libro presso la libreria Ubik di Catanzaro Lido (per ulteriori informazioni vai al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone" title="rock" src="http://www.licklibrary.com/images/news/jimi-hendrix.jpg" alt="" width="1024" height="768" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abbiamo già pubblicato altre grandiose poesie di Ciro Campajola, oltre che parlare del suo libro (vai al link.. <a href="http://www.bornagain.it/wp/2011/08/03/ciro-campajola-il-libro/">http://www.bornagain.it/wp/2011/08/03/ciro-campajola-il-libro/</a>). Questa che pubblico oggi è un altro dei suoi vertici. Ne approfitto per informarvi che il 13 novembre Ciro terrà una presentazione del suo libro presso la libreria Ubik di Catanzaro Lido (per ulteriori informazioni vai al link facebook.. <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1459098408&amp;ref=tn_tinyman#!/event.php?eid=253378158048298">http://www.facebook.com/profile.php?id=1459098408&amp;ref=tn_tinyman#!/event.php?eid=253378158048298</a>).</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vi lascio a quest&#8217;altra grande creazione di Ciro Campajola.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Stai qui</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>adesso</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sul tuo divano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>il tuo disco suona</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>la tua sigaretta è accesa</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>un bel po’ di passi sul groppone</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ed è proprio questo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>l’unico abito che ti calza a pennello</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quello che ti sta intorno</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quello che vedi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ascolti</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>fumi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>odori</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quello di cui sei impregnato</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quello che emani</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che ti piaccia o no</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che piaccia o no</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quello che sei riuscito a conservare</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>è così che va</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>un bagaglio continuamente disfatto</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>milioni di indirizzi lontano da come sei nato</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ognuno di noi nel momento in corso</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>con milioni di momenti alle spalle</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>milioni di bagagli</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>diversi per ognuno di noi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>con spalle diverse per ognuno di noi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>diverse le circostanze</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>i motivi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>le strade</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>gli incontri</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>le combinazioni</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>le scommesse</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quelle vinte</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quelle perse</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quelle tentate e poi bestemmiate</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quelle non puntate e poi rimpiante</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quello</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che di volta in volta</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ti ha portato al momento in corso</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dove a decidere per te</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sono i momenti trascorsi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vissuti</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>decisi dalla tua guida</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quello che sei riuscito a conservare</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quando non serve più starci a pensare</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ormai sei quello che sei</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e non puoi farne a meno</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>il caso non è più solo casuale</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ora dipende anche da quello che sei</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>il momento in cui</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>qualunque momento diventa il tuo momento</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>la tua seconda pelle</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e tu stesso diventi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nel bene o nel male</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quello che sei riuscito a conservare</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>non tutti raggiungono questo momento</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>io ho conservato la mia musica</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e tutte le volte che ci ho fatto sesso</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>tutte le alcove</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ho conservato le mie letture</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>le pagine corse a cento all’ora</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>cercate</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>divorate</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>digerite</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>setacciate come un cercatore d’oro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>rimasticate lentamente</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>assaporate con la pelle</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>assorbite</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e poi custodite nel giro del sangue</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>per correrle ancora</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>le parole scritte a modo mio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>le tele dipinte di colori miei</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>è in questi momenti che mi sento a casa</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>su fogli imbrattati</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di sfumature o di parole</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ma con la mia grafia</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>non con la loro pagella</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>è questo che sono riuscito a conservare</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quello che testardamente</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>furiosamente</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ho voluto</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e saputo conservare</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>è qui che con la sigaretta accesa</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>causa del MIO male</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>con la MIA musica in sottofondo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che stasera ancora scrivo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>con parole sempre più MIE</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>parole ben mal-educate</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>addestrate</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sdegnate</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>distaccate</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>qui</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nel mio momento in corso</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>in mezzo alla “realtà”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>alle due realtà</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quella che sta oltre la mia finestra</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e quella che dovrebbe essere in realtà</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quella che pensavi che fosse</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>un po’ per come te la raccontano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>una sorta di realtà “didattica”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>non reale</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e molto perché</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quando vieni al mondo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>avverti a pelle come dovrebbe essere</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>avverti naturale il bisogno di giocare</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di ridere</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di piangere</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>gridare</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>amare</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>fare sesso</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e poi farlo ancora</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e poi ancora</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ancora</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e gioire</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sentire piacere</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sentirti piacere</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>trovi naturale il bisogno</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>qualunque bisogno</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di ripararti dal caldo come dal freddo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di poter contare su tutti gli altri</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>non vedi un solo motivo per non farlo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>non immagini</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che per fare questo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dovrai fare i conti con il reale che la realtà ti offre</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sarà il primo paradosso che incontri</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ma non potrai riconoscerlo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>poi man mano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>cambi sempre più indirizzi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>fai il primo bagaglio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e nel prossimo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>tu ancora non lo sai</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>qualcosa non c’entrerà</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e dovrai scartare</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>pensare</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>decidere</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e già allora sceglierai</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quello che sei riuscito a conservare</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>per la prima volta vedrai in faccia quel ragazzino</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quel negretto africano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quello con il torace divorato dalla fame</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>la pancia gonfia di solo aria</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e ti chiedi perché lui sia così diverso dagli altri bambini</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>così diverso da te</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e non ti spieghi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>come cazzo faccia a tenersi quelle mosche in faccia</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>non ti spieghi la sua passività</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e se chiedi in giro ti diranno</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che “questa è la realtà”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e tu sei ancora piccolo per capire</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>anche tu sei un bambino</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>non vedi una folla che lo aiuti</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>come in realtà dovrebbe accadere</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>o credevi dovesse accadere</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vedi gente che succhia anche le ossa di quel bambino</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nella realtà vedi chiaramente L’IRREALE</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>per la prima volta vedrai un’altra realtà</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>per la prima volta diffiderai della realtà</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dovrai farlo tante altre volte</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>se vorrai salvarti il culo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>per poi arrivare</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>forse</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>al tuo momento</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quello che sei riuscito a conservare</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>poi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>a quel bambino</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e alla tua vista</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>si aggiungerà la bimba nuda</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>terrorizzata</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>coperta con solo un cappello di paglia</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che tiene stretto con la mano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>come un disperato scudo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quella bimba vietnamita che corre sotto le bombe</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quella bimba</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che ancora oggi fugge e piange nella sua foto</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>esausta</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sotto le bombe di altre terre</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e dovrà apparirti il pinguino in tv</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e pugnalarti lo sguardo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dovrai vederlo sporco</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>soffocato di petrolio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>senza più luce nelle piume</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>opaco</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>offeso</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>indignato</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>moribondo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>mentre un manichino senza espressione</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dice qualcosa che nemmeno ascolta</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e non potrai cambiare canale</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>poi una notte incontrerai una ragazza</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>anche lei nuda</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e anche lei</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>lontana milioni di indirizzi da come è nata</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>la vedrai gelare al freddo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sotto una luna al neon</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>in un’indifferenza di ghiaccio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e non vedrai nessuno che la copre</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>solo vermi che le girano intorno</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e una canna di pistola dietro la schiena</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e quello che vedi è REALE</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ma in realtà dovrebbero aprirsi cento porte</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>cento coperte dovrebbero avvolgere</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>accogliere</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>riscaldare quella ragazza</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>proteggerla da quella pistola</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e non dovrebbero esserci vermi oltre la pistola</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>in realtà quella ragazza viene stuprata due volte</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>in una sola volta che si ripete ogni volta</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>l’ ho incontrata quella ragazza</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e ho incontrato le sue sorelle</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>mi hanno raccolto per strada</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e rimesso in piedi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>mentre la realtà mi passava addosso indifferente</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>loro mi hanno accolto nel loro momento</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>in quel che avevano potuto conservare</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>erano tutte puttane</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e nessuna di loro aveva scelto di esserlo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e nessuna di loro era “facile”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>non c’erano donnine allegre tra le puttane</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>erano semplici donne</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ed erano tutte tristi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>splendide vergini sacrificali</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>lacrime silenziose sul volto dell’indecenza</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>pianto senza peccato</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>immacolate</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e immolate</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sul rogo del peccato di qualcun altro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e capisci sempre di più</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che la realtà devi costruirtela tu</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sceglierti i pezzi buoni</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e dovrai farti un culo così per riuscire a farlo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e non è detto che ci riuscirai</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dovrai decifrare lo sporco e il pulito</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vestirti di entrambi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vivere quello che sembra e quello che è</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dovrai avvicinare il tuo naso</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>rischiare la puzza</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sfidare l’infezione</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ora sai che non è come te la raccontano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>né come la pensavi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>non ti fiderai più dell’evidenza del bianco e del nero</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dovrai toccarli con mano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dovrai attraversarli</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che sia bianco o che sia nero</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dovrai arrivare al cuore del colore</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vivere del suo battito</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>assaggiarlo sulla punta della lingua</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sporcarti la pelle</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e dopo guardarti allo specchio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>solo così potrai vedere la verità</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>la tua verità</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>riflessa sulla tua pelle</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>lei non mente</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>mai</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dovrai saper scegliere la dose e il colore</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>il giusto bianco e quello nero</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dovrai saperli miscelare</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>adeguarli al momento</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>la gradazione buona oggi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>potrebbe non coprire domani</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dovrai ribaltare il concetto di coerenza</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>coniugarlo con l’incoerenza</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>è lei il cammino</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>è lei che offre un domani</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>magari migliore</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>la coerenza è solo muschio che si forma</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>un alibi per invecchiare senza rischio di vivere</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>capirai questo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e in una volta sola</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>non ascolterai più milioni di persone</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>né miliardi di parole a memoria</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e Il solito “tossico” che dorme drogato e beato</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ti sembrerà meno beato e più malato</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>meno tossico e più ragazzo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sarà molto meno sfacciato ai tuoi occhi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>molto più doloroso da vedere</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e magari ti verrà di capire</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>prima non ci avevi mai pensato</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>avevi già domande e risposte sull’argomento</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quelle che ti avevano raccontato</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quelle che mai avresti pensato di farti</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>o potrebbe capitare di avvicinarti troppo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di farti risucchiare dall’infezione</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e allora</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>se avrai i tuoi colori</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>le tue pagine</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quelle corse e quelle scritte</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quello che sei riuscito a conservare</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>avrai più possibilità di venirne fuori</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>magari più forte</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>o perlomeno meno debole</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>rafforzato di fragilità</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>se di tuo non avrai conservato niente</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>se dovrai affidarti alla “realtà”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>la realtà ti seppellirà</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>senza il fondo irreale di quella realtà</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>non avresti mai visto quest’aspetto della realtà</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>la realtà cannibale</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e allora tante cose ti sfuggono di mano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>come queste parole adesso</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che non accennano a fermarsi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che non riesco a trattenere</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>come gocce diventate torrente</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>come un torrente straripato</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e tante mani si allontaneranno</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>senza giudizio non sapranno come tenerti a bada</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>senza motivo non potranno più etichettarti</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>catalogarti</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ingabbiarti</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e tu hai tolto motivo al loro giudizio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e se chiederai una mano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ti daranno leggi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>parole</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>cavilli</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>giustificazioni</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>alibi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>tutto tranne che una mano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e se il giorno ti impedisce di dormire</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ti daranno sonniferi per la notte</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>per addormentarti di giorno</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e se urlerai il giusto</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>cambieranno la giustizia</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e dovrai rimboccarti le maniche</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>aggrapparti ad altre mani</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>al palmo nero del mendicante</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che ti raccontavano sporco</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e ti accorgerai che era solo nero di strada</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>non era sporco</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sporche sono i milioni di mani lavate</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che sarai costretto a stringere ogni fottuto giorno</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e qualche notte</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ti ritroverai a cercarlo quel barbone</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>come una boccata d’ossigeno</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>come la cosa più reale che tu abbia mai visto</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>resterai a guardarlo il tempo di una birra</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e ti racconterà secoli di vita senza accorgersi di te</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e tu senza accorgertene</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ti ritroverai nei tuoi vecchi vicoli</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quasi a cercare un ritorno a casa</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e non ti farai più tante domande</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e se per mangiare dovrai rubare</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>rubare non sarà da condannare</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sarà il reale</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ti ricorderai che “questa è la realtà”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e allora te ne fotterai della realtà</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e se per avere una mano bianca</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dovrai tornare al mercato nero</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>lo farai</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>senza timori e senza rimorsi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vuoi rimanere sveglio di giorno</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e non ti farai fregare</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>cerchi solo il giusto per te</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quello che sei riuscito a conservare</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quello che ti serve per continuare a farlo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ora sai distinguere il bianco dal nero.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ciro Campajola</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bornagain.it/wp/2011/11/06/parole-sfuggite-di-mano-di-ciro-campajola/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I malvagi sono solo un milione</title>
		<link>http://www.bornagain.it/wp/2011/10/16/i-malvagi-sono-solo-un-milione/</link>
		<comments>http://www.bornagain.it/wp/2011/10/16/i-malvagi-sono-solo-un-milione/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 12:46:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ispirazione]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza umana]]></category>
		<category><![CDATA[Grazia Paletta]]></category>
		<category><![CDATA[Gregory David Robert]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[malvagi]]></category>
		<category><![CDATA[ordini]]></category>
		<category><![CDATA[Shantaram]]></category>
		<category><![CDATA[stupidi]]></category>
		<category><![CDATA[vigliacchi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bornagain.it/wp/?p=1183</guid>
		<description><![CDATA[La letteratura sa essere meravigliosa nel rendere come in quadro, in immagini vivide e potenti, sensi molto profondi. Il testo che leggerete naturalmente non va preso alla lettera, e pur tuttavia, non è totalmente privo di fondamento. Il senso di base secondo me è reale.. Riporto da subito la frase finale, prima di lasciarvi al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone" title="malvagi" src="http://meddletv.files.wordpress.com/2008/06/82.jpg" alt="" width="1024" height="681" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La letteratura sa essere meravigliosa nel rendere come in quadro, in immagini vivide e potenti, sensi molto profondi. Il testo che leggerete naturalmente non va preso alla lettera, e pur tuttavia, non è totalmente privo di fondamento. Il senso di base secondo me è reale..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riporto da subito la frase finale, prima di lasciarvi al testo. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong><strong>&#8220;Ecco tutto&#8221;, concluse. &#8220;Il mondo è governato da un milione di malvagi, dieci milioni di stupidi e cento milioni di vigliacchi. Gli altri - sei miliardi di persone, inclusi i due qui presenti &#8211; fanno più o meno ciò che viene detto loro</strong>&#8220;, concluse, </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lapidaria come un mattone in testa..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ringrazio Grazia Paletta, che mi ha fatto conoscere il libro meraviglioso, da cui è tratto questo brano. Un libro che non ho ancora finito, ma che già so essere uno dei libri più belli che io abbia mai letto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;-</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tratto da</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Shantaram</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Gregory David Robert</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Il mondo è governato da un milione di malvagi, dieci milioni di stupidi e cento milioni di vigliacchi!&#8221;, disse Abdul Ghani con il suo più forbito accento oxfordiano, leccando il dolce al miele che stringeva fra le dita grassocce. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Il vero potere è dei malvagi -ricchi, politicanti, fanatici religiosi- e le loro decisioni determinano il destino del mondo, che è segnato da avidità e distruzione&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si fermò per guardare la fontana che mormorava nel giardino battuto dalla pioggia, come se fosse la pietra umida e scintillante a dargli l&#8217;ispirazione. Allungò una mano, prese un altro dolce al miele e se lo ficcò in bocca tutto intero. Mi rivolse un sorrisetto di scusa come per dire: &#8220;So che non dovrei, ma è più forte di me&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;I veri malvagi non sono più di un milione in tutto il mondo. Quelli veramente ricchi e potenti, quelli che prendono le decisioni che contano&#8230; un milione al massimo. I dieci milioni di stupidi sono i soldati e i poliziotti che fanno rispettare le decisioni dei malvagi. Eserciti e polizia di una dozzina di nazioni importanti, più quelli di una ventina di altri paesi: in totale dieci milioni di uomini in grado di esercitare un potere effettivo. Spesso sono coraggiosi, non lo nego, ma anche stupidi, perchè sacrificano la vita per governi che li considerano soltanto pedine su una scacchiera. Prima o poi vengono traditi o abbandonati. Le nazioni dimenticano in fretta i loro eroi di guerra&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>(..)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Poi ci sono i  cento milioni di vigliacchi&#8221;</strong><strong>, proseguì Abdul Ghani stringendo il manico della tazza di tè fra le dita grassocce, &#8220;vale a dire i burocrati, pennaioli e imbrattacarte che fanno finta di niente e permettono ai malvagi di governare. Il capo del dipartimento, il segretario del comitato, il presidente dell&#8217;associazione. Dirigenti, funzionari, sindaci, magistrati. Quella gente si difende sempre dicendo che si limita ad eseguire gli ordini: &#8220;Faccio solo il mio mestiere, niente di personale, se non lo facessi io di sicuro toccherebbe ad un altro&#8221;.. Cento milioni di vigliacchi che sanno la verità ma tengono la bocca chiusa , mentre firmano documenti  che portano un uomo davanti al plotone d&#8217;esecuzione, o condannato un milione di persone a una lenta morte per fame&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>(..)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Ecco tutto&#8221;, concluse. &#8220;Il mondo è governato da un milione di malvagi, dieci milioni di stupidi e cento milioni di vigliacchi. Gli altri - sei miliardi di persone, inclusi i due qui presenti &#8211; fanno più o meno ciò che viene detto loro&#8221; </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>(&#8230;)</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bornagain.it/wp/2011/10/16/i-malvagi-sono-solo-un-milione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il mondo è morto. Viva il mondo</title>
		<link>http://www.bornagain.it/wp/2011/10/16/il-mondo-e-morto-viva-il-mondo/</link>
		<comments>http://www.bornagain.it/wp/2011/10/16/il-mondo-e-morto-viva-il-mondo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 12:32:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ispirazione]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza umana]]></category>
		<category><![CDATA[Simbolo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bornagain.it/wp/?p=1181</guid>
		<description><![CDATA[Picchia forte la pioggia sul vetro, quando arrivano gli sputi è il momento migliore, provateci sempre, &#8212;- Fumo all&#8217;arrivo.. Il Faraone si alza dall&#8217;accampamento. Segni inafferrabili sulle pareti. E mentre parla buio dagli occhi, Officiano vergini sventrate. Le canzoni sembravano Barocche&#8230;&#8221;Si trata di costruire scale di pietra e di fango, e bollini sul cranio, biglietti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignnone" title="mondo" src="http://3.bp.blogspot.com/_4UXSTsLEESc/TSJO03fOW2I/AAAAAAAAABg/lprcmidLkTY/s1600/IMG_1442.JPG" alt="" width="1600" height="1200" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Picchia forte la pioggia sul vetro,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quando arrivano gli sputi è il momento migliore,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>provateci sempre,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;-</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fumo all&#8217;arrivo..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Faraone si alza dall&#8217;accampamento. Segni inafferrabili sulle pareti. E mentre parla buio dagli occhi, Officiano vergini sventrate. Le canzoni sembravano Barocche&#8230;&#8221;Si trata di costruire scale di pietra e di fango, e bollini sul cranio, biglietti da visita&#8221;. E ride.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;-</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma non arrendetevi,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quando il quaderno si riempie della lista dei buoni e delle pecore nere,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e spifferi sono il minuto prima del corridoio e della sua corsa di lepri,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fino al gradino che precede il Salone,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e il  cassetto delle stelle appese al cartone</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;-</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Faraone ora tace, vengono avanti le Comari Nere, stile Bene Gesserit, in vecchie mani muovono i dati: &#8220;Sbirulin sbirulà, ecco come si combinano i segmenti di fiato e tempo, ecco come si spiega l destino. Segui i dadi, prendi la lingua, e poi fai i tuoi calcoli, coglione&#8230; falli bene&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;-</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma voi non arrendetevi mai,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>c&#8217;è chi dipinge con un mano sola, senza pennello, solo con la mano,  e lo fa percuotendo il sonno, percorrendo l&#8217;estuario, anche 40 ore senza dormire,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Provateci sempre,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>un passo è per la foto. L&#8217;altro per le labbra, il terzo per la rabbia, il quarto per la gloria.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;-</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma adesso le vecchie, lasciano entrare i Ministri, colleto sottile bianco, occhi a tagliola, camminano a rombo, la terza onda dal cappio, la terza onda a partire dal cappio, fanno un rapido cenno, come un saluto salasso, e riempiono il palco, forse un pianoforte suona, amano gli accompagnamenti, e  parlano insieme, come un&#8217;eco asfissiante &#8220;Hai mai visto cosa più grande? E allora adora il nostro peto in secula seculorum&#8230;. il granito è sontuoso, non basta?&#8221; Il resto sono gesti. Alla fne entrano i ballerini e le scimmine.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;-</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma voi non arrendetevi mai&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>conoscevo un posto da bambino, una sorta di casa rotonda, altissima,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>abbandonata forse, sembrava impossibile arrivarci, dovevi arrampicarti, non c&#8217;erano vie disossate,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>un giorno ci arrivai, dento era vuota, ma era sempre rotonda, come una casa Hobbit,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>era troppo tardi per tornare a casa, mi avvicinai al precipizio, che dava sul mare,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>avrei passato la notte là,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>il mondo è morto</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>viva il mondo,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>il mondo è morto</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>viva il mondo.</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bornagain.it/wp/2011/10/16/il-mondo-e-morto-viva-il-mondo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vampiri Energetici</title>
		<link>http://www.bornagain.it/wp/2011/10/16/vampiri-energetici/</link>
		<comments>http://www.bornagain.it/wp/2011/10/16/vampiri-energetici/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 12:04:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Controinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[Ispirazione]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza umana]]></category>
		<category><![CDATA[Simbolo]]></category>
		<category><![CDATA[catene]]></category>
		<category><![CDATA[dare]]></category>
		<category><![CDATA[individui]]></category>
		<category><![CDATA[metafora]]></category>
		<category><![CDATA[parassiti]]></category>
		<category><![CDATA[prendere]]></category>
		<category><![CDATA[sistemi]]></category>
		<category><![CDATA[spezzare]]></category>
		<category><![CDATA[vampiri energetici]]></category>
		<category><![CDATA[vampiri psicchici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bornagain.it/wp/?p=1173</guid>
		<description><![CDATA[Vi è mai capitato di entrare in un lougo e sentirvi inspiegabilmente carichi e sereni? Oppure depressi e malinconici. E soprattutto, vi è mai capitato di stare con alcune persone e sentirvi forti, sicuri, pieni di entusiamo, di fiducia, di passione? Oppure di ritornare a casa dopo alcune ore passate con altre persone e sentirvi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignnone" title="inulos" src="http://gruppopigreco.files.wordpress.com/2008/10/inchino.jpg" alt="" width="450" height="298" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vi è mai capitato di entrare in un lougo e sentirvi inspiegabilmente carichi e sereni? Oppure depressi e malinconici. E soprattutto, vi è mai capitato di stare con alcune persone e sentirvi forti, sicuri, pieni di entusiamo, di fiducia, di passione? Oppure di ritornare a casa dopo alcune ore passate con altre persone e sentirvi cupi, stanchi, pesanti, sfiduciati, deboli?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; una esperienza che davvero poche persone possono dire di non aver vissuto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bene, quelle persone che sembrano indebolirci, che si aggrappano come cozze allo scoglio inondandoti di negatività, che se c&#8217;è un barlume di positività in te fanno di tutto per spegnerlo, ch ese hai qualche speranza la fanno appassire.. quelle persone che con la loro sola presenza ti trasmettono stanchezza e tensione.. sono ladri di energia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vampiri.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo testo lo raccolsi diversi anni fa. Si può considerarlo esclusivamente il parto di una mente disturbata. Si può anche prenderlo totalmente alla lettera e diventare preda della paranoia, fissandosi sulle parole e vedendo  vampiri ovunque. Entrambe queste strade sono un vicolo cieco.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si può vedere invece il messaggio, il nucleo vivente, la sperimentata sensazione viscerale che queste visioni e teorie portano con sé, per trarne insegnamento per la nostra esperienza di vita. Radicalizzare in potenti immagini evocative è una delle mosse geniali dell&#8217;arte fantastica per colpire l&#8217;immaginario destandolo dal torpore con l&#8217;effetto tellurico delle sue geniali  metafore. La storia che stiamo narrando adesso è stata già rappresentata da grandi opere di fantasia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dal film &#8220;Essi vivono&#8221; di John Carpenter, alle varie versioni de &#8220;L&#8217;invasione degli ultracorpi&#8221;, da &#8220;Matrix&#8221; al &#8220;Vampiri&#8221; di Dilan Dog. La grande arte fantasy è da sempre specialista  nel narrare i lati oscuri reali estremizzandoli in operazioni simboliche che provocano uno scuotimento della coscienza. In questo senso è &#8220;etica&#8221;, a differenza della fantascienza di puro intrattenimento. E il ritorno costante di questa metafora è un buon indizio del fatto che essa risponde a una sensazione diffusa a livello esistenziale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel testo che leggerete c&#8217;è una intervista a Mario Corte che nei primi anni 2000 scrisse un testo sui vampiri energetici.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> A un certo punto dell&#8217;articolo Mario Corte dice &#8220;gli uomini si riconoscono, senza alcuna possibilità di errore, dall&#8217;attitudine a usare il loro potere, grande o piccolo che sia, per fare doni agli altri, mentre i Vampiri usano il potere sempre ed esclusivamente per ottenere energia&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vampiro è allora un termine-evocativo che ci aiuta a centrare la mira. Vampiri sono quelli che prendono ma non danno, quelli che ti sfruttano fino al midollo per poi buttarti via quando non sei più utile.. quelli che hanno un atteggiamento puramente strumentale e che operano come predatori.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma vampiri non sarebbero solo individuoi che incointriamo per la via. Vampiri sono quelle strutture mediatiche, economiche, politiche che prosperano sulla diffusione di immagini e sensazioni di sfiducia, impotenza, apatia.. e soprattutto paura.. E mi viene in mente Dune &#8220;la paura uccide la mente.. la paura è la piccola morte che uccide la mente..&#8221; Paura-paura-paura, ecco il mantra di  un sistema-vampiro. Sistemi che prosciugano energia e fiducia, perchè più le persone sono deboli e impotenti più sono docili e manipolabili.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un altro passaggio interessante è quando Corte dice &#8220;Dove c&#8217;è confusione c&#8217;è vampirismo. Dove l&#8217;atmosfera è dominata dalla prepotenza, dal salto logico, dalle affermazioni categoriche, dalle astuzie dialettiche, dall&#8217;idea che la ragione stia tutta da una parte e il torto tutto da un&#8217;altra, dove con l&#8217;altro si dialoga non per apire, ma solo per affermare, lì c&#8217;è vampirismo.&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; la metafora che conta. Il succo è che ci sono persone capaci di fare stare male gli altri. E ci sono persone insieme alle quali stai bene. Ci sono persone che ti fanno sentire su di giri.. e persone che ti sfiancano in un mare di negatività&#8230; Persone che sembra ti prosciughino. Questo è il succo del &#8220;vampirismo energetico&#8221;, fenomeno che in un certo senso è sempre stato conosciuto, anche se ha assuno metafore e simboli differenti nel corso del tempo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La metafora dei vampiri è utile perchè è l&#8217;ennesimo invito alla esistenza. In una realtà in cui lo scambio energetico è costante è un overe essere forti. Lasciarci guidare dal nostro potere interiore non a forze esterne. E&#8217; questo ciò che si intende con Sovranità Personale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; una metafora che ci ricorda anche che.. c&#8217;è chi costruisce catene.. hi è soggiogato da catene.. e chi spezza le catene..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Salutamos Compagneros</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I vampiri? Ladri di energia</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Giampiero Cara</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abbiamo incontrato lo scrittore romano Mario Corte, autore di un libro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>straordinario, intitolato &#8220;Vampiri Energetici &#8211; Come riconoscerli,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>come</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>difendersi&#8221; (Ed. Il Punto d&#8217;Incontro). Secondo lui, i vampiri non sono</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>solo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>creature mitiche, che succhiano il sangue in Transilvania, ma anche e</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>soprattutto persone reali, che succhiano energia agli altri per</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>riempire il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>proprio vuoto interiore. Una visione rivoluzionaria ed affascinante,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>anche</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>se a tratti inquietante, che lasciamo che sia lo stesso Mario Corte a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>spiegarci in dettaglio nel corso della lunga intervista che segue.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VAMPIRI, TRA MITO E REALTA&#8217;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Come, quando è perché é nato tuo interesse per i &#8220;vampiri</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>energetici&#8221;?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;L&#8217;interesse per il mondo dei Vampiri energetici ha cominciato a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>piantare un</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>campo-base dentro di me in due diversi momenti: il primo, assai lungo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>per la</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>verità, è stato il momento dell&#8217;esperienza; il secondo, brevissimo ma</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>traumatico, il momento della coscienza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Il primo è durato praticamente tutta la vita, contrassegnato da</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>esperienze</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>molto dure; dure non perché a me siano capitati eventi in assoluto più</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>gravi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di quelli che capitano ad altri, ma perché, per natura, io ero portato</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vivere qualunque cosa restando sempre in un contatto molto stretto con</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>i</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sentimenti, senza tutte quelle anestesie psicologiche alle quali si</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ricorre</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>normalmente per non soffrire.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Il secondo, il momento della coscienza, è cominciato solo pochi anni</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>fa,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quando mi sono reso conto, senza possibilità di ritorno, che esisteva</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>un</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>confine molto preciso tra persone &#8216;comuni&#8217; e altre &#8216;vaccinate contro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>l&#8217;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>elemento S&#8217; (dove S sta per Sentimento), cioè persone che sono state</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>private</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di energia al punto tale da subire una sorta di mutilazione, di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>asportazione</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dei sentimenti più semplici e umani. E il Vampiro è esattamente</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>questo:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>qualcuno che non è più in grado di vivere i sentimenti come una</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>risorsa</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>naturale, un alimento, una luce, ma li tratta come cose strane,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>complicate,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>inutili, dannose. Il ricordo di qualcosa che lui non ha più lo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>incattivisce,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>lo spinge a combattere l&#8217;Elemento S come se ne avesse il mandato</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>divino, a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>tentare di debellare anche negli altri sottigliezze, sfumature,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>scrupoli e</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>noiose necessità di fondare la vita sul senso di giustizia. Come è</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>avvenuto</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>per lui, pretende che anche gli altri sostituiscano il sentimento</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>debellato</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>con una serie di vuote contraffazioni: sentimentalismo, auto-</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>mitizzazione e</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>retorica di sé, verniciatura generale di valori politici, ideologici,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>culturali o puramente pratici.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Il momento della coscienza è stato come il risveglio in un incubo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>tanto</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>cercato quanto temuto, comunque duro, perché tra i &#8216;vaccinati&#8217; ho</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>riconosciuto gente che aveva attraversato il mio cammino in</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>precedenza,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>gente che lo attraversava in quel momento e gente che era stata sempre</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nella</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>mia vita e che ora, come il Re della fiaba, girava disinvoltamente</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>senza più</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>indosso gli abiti di quell&#8217;illusione che fino a quel punto mi aveva</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>annebbiato la vista; e mi sorrideva, oppure mi minacciava, ma in ogni</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>caso</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>continuava imperterrita a giocare i suoi giochi energetici. Allora ho</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>accettato una verità che da sempre mi ero rifiutato di accettare: che</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>gli</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>uomini si riconoscono, senza alcuna possibilità di errore,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dall&#8217;attitudine a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>usare il loro potere, grande o piccolo che sia, per fare doni agli</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>altri,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>mentre i Vampiri usano il potere sempre ed esclusivamente per ottenere</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>energia&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Quali sono le principali somiglianze e differenze tra il mito</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>letterario</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>del vampiro e il &#8220;vampiro energetico&#8221; di cui parli nel tuo libro?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Le analogie sono moltissime, e inquietanti, tanto che, come spiego</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nel</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>libro, sembra quasi che tra i due tipi di Vampiro vi sia più una sorta</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>simbiosi che una semplice somiglianza metaforica. Anzi, se qualcuno</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>credesse</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>all&#8217;esistenza dei Vampiri, gli verrebbe spontaneo pensare che sia</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>proprio il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vampiro umano il preparatore di una condizione infernale in cui chi è</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>abituato a fare il predatore in vita lo fa anche dopo la morte. Ma io</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>mi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>occupo di Vampiri di questo mondo, e posso solo dire che, come il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vampiro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>letterario si nutre del sangue per alimentare la sua illusione di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>esistere,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>così quello &#8216;umano&#8217; si nutre di energia per costruire mondi illusori</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dove</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>trovare riparo e intrappolare le sue vittime. Per ogni genere di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vampiro l&#8217;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>illusione è fondamentale: illusione di esistere, illusione della</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>superiorità</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di certi esseri su altri esseri (come se esistessero una &#8216;razza</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>predatrice&#8217;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e una &#8216;razza preda&#8217;), illusione di poter evitare in eterno l&#8217;incontro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>con la</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vera faccia che li guarda dallo specchio ogni mattina. Anzi, a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>proposito di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>specchi, c&#8217;è una chiara analogia anche riguardo a uno dei modi per</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sconfiggerli: riuscire a metterli davanti allo specchio, dove vedranno</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>riflesso qualcosa che non gli piacerà affatto, cioè il proprio nulla.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Un&#8217;altra analogia sconcertante con i Vampiri dell&#8217;oltretomba è che ai</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vampiri umani non interessa assolutamente nulla di noi come persone:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>loro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>hanno un fine da perseguire e noi, anche se rientriamo in qualche modo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nei</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>loro programmi, vi rientriamo in qualità di risorse, non di persone.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Entrambi si avvicinano alle prede con il semplice intento di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>soddisfare una</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>squallida necessità &#8216;alimentare&#8217;: mai per scambiare, ma solo per</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>prendere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Ma l&#8217;analogia più inquietante, forse, è quella che ha a che fare con</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>momento in cui si svelano, in cui per la prima volta riusciamo a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>scorgere in</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>loro i segni inequivocabili della loro condizione, in cui ci</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>incontriamo con</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>l&#8217;orrenda sorpresa di scoprire in loro il predatore e in noi la preda:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quella è davvero una cosa insostenibile; è un po&#8217; come scoprire una</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>brutta</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>malattia. È in quel momento che quasi sempre scegliamo non solo di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>rinunciare a lottare, ma di rinunciare a sapere, e torniamo a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>illuderci, a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sperare di esserci sbagliati.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Le differenze, invece, purtroppo per noi, vanno tutte a vantaggio dei</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vampiri. Mi spiego meglio: il Non-morto letterario può farci pena solo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>prima</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di scoprirne la vera natura, dopo no; se ci fa pena mentre gli</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>tendiamo una</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>trappola per mettergli davanti uno specchio o per mostrargli la croce</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>o per</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>colpirlo al cuore con un punteruolo, per noi non ci sarà salvezza, e</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quell&#8217;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>esitazione non solo ci costerà la vita, ma vorrà dire anche entrare a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nostra</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>volta nella schiera dei Non-morti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Il Vampiro umano, invece, può farci pena sempre, anche dopo che lo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>abbiamo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>scoperto con i denti conficcati nelle nostre vene, perché, in fondo,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>non ci</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sta mica uccidendo: ci sta solo privando della nostra dignità e della</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nostra</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>forza vitale. Ecco la trappola: noi crediamo veramente che, per il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>solo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>fatto di non avere i denti aguzzi e il colorito tombale lui non sia</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>pericoloso. Ma esattamente come il suo omologo d&#8217;oltretomba, il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vampiro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>umano è preda di una forza negativa che lo possiede, e quella forza è</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>implacabile. La persona può &#8216;farci pena&#8217;, la Forza-Vampiro no. Ma se</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>cederemo alle sue brame vampiriche non avremo affatto pietà per la</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>persona,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ma per la Forza che la domina. Nutriremo questa e spingeremo sempre</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>più noi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e lui verso l&#8217;abisso&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I VAMPIRI E LE LORO VITTIME</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Nel libro entri molto in dettaglio a proposito delle varie tipologie</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vampiriche e delle loro caratteristiche, ma se dovessi sinteticamente</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>rivelare, in poche righe, la caratteristica essenziale comune a tutti</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>i</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vampiri energetici, quale sceglieresti? O, se preferisci, visto che il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vampiro, come sottolinei più volte, è una forza e non un individuo,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>cos&#8217;è soprattutto che permette alla forza vampiro di impossessarsi di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>qualcuno?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Terrò le due risposte distinte, anche se le due domande tendono a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>convergere. Una delle caratteristiche più comuni all&#8217;azione vampirica</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>è la</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>tendenza a compiere piccoli atti di malignità, di maleducazione, o di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>semplice mancanza di gentilezza, come non rispondere a una domanda o</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>lasciar</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>cadere nel vuoto un&#8217;osservazione o non ricambiare un saluto, o un</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sorriso.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Atti che sono pieni di sostanza negativa, ma che, se denunciati,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>diventano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>semplici mancanze di forma. Così noi, se ci offendiamo, vuol dire che</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>siamo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>formali, mentre lui, che è pratico e va al sodo, è una persona di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sostanza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lui infrange certe regole in vigore tra gli esseri umani; noi, pur</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>notando</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>il suo comportamento, neanche ci offendiamo; ma, se parleremo di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quella</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>circostanza, faremo la figura di chi si offende.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Un&#8217;altra caratteristica comune a tutti i Vampiri è che operano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>rigorosamente alle spalle delle loro vittime. Intendiamoci: non solo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>alle</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>spalle, ma comunque sempre anche alle spalle. E non importa se</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>l&#8217;azione</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>proditoria preceda, segua o accompagni le aggressioni dirette contro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di noi,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>perché comunque non può mancare. Il Vampiro non può fare letteralmente</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>meno di lavorare anche alle spalle. Così come non può fare a meno di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>farci</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>arrivare in qualche modo l&#8217;eco di ciò che di nascosto sta facendo: è</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>tenuto</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>a questa osservanza come certi demoni sono tenuti a mescolare sempre</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>qualche</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>verità alle loro menzogne. Ed è così che si svela, quando tenta di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>farci</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8216;firmare&#8217; quello che ha già detto ad altri di noi. Ho conosciuto un</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vampiro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che aveva raccontato in giro che la sua preda era in gravi difficoltà</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>economiche. Ebbene, questo Vampiro, quando incontrava la preda,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>infarciva i</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>suoi discorsi di caute, &#8216;ingenue&#8217; allusioni a debiti, gioielli</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>venduti,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ipoteche su case e altri argomenti correlati con una rovina economica,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sperando che la vittima &#8216;firmasse&#8217; almeno uno degli argomenti sui</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quali lui</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>aveva costruito la sua squalifica sociale. Bastava che la vittima, pur</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>non</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8216;firmando&#8217; nulla, si lasciasse andare a qualche generica espressione</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>preoccupazione di tipo economico perché il Vampiro si sentisse</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>abilitato a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>rincarare la dose di menzogne ai suoi danni presso terze persone.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Per quanto riguarda l&#8217;altra domanda, la Forza-Vampiro si impossessa</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di una</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>persona in seguito a sofferenze, delusioni, lacerazioni, traumi,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>privazioni</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>affettive. Ma attenzione: questo non toglie nulla né alle</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>responsabilità</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>della persona, che sopporta la maligna presenza della Forza-Vampiro e</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che ne</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sfrutta tutta la malizia, né alle strategie di difesa e di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>contrattacco che</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>è giusto adottare verso i Vampiri da parte dei non-Vampiri. Purtroppo,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>invece, il fatto che i Vampiri abbiano sofferto diventa una chiave</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>culturale</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di straordinaria importanza a loro vantaggio, come tutti gli argomenti</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>basati su concetti del tipo &#8216;con quello che mi è capitato&#8217; o &#8216;parli</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>bene tu,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ma che ne vuoi sapere&#8217; o &#8216;vorrei vedere te al posto mio&#8217;. Argomenti</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>micidiali, di fronte ai quali o ci si arrende, o si rischia di fare</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>della</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>morale bacchettona (del tipo &#8220;sì, ma questo non ti giustifica</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>affatto&#8221;), o</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>addirittura di ritrovarsi a fare loro da terapeuti, per guarirli dai</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>traumi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che hanno cambiato la loro vita. Ma lì bisogna fare attenzione, e</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>farsi tre</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>domande: qual è il confine tra la comprensione e l&#8217;erogazione delle</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>energie</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vitali di cui quella persona ha bisogno per compensare le proprie</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>perdite? E</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>perché noi, proprio noi, che nella sua vita siamo innocenti, siamo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>stati</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>scelti da lui per fornirgli quelle energie che altri gli hanno</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sottratto? E</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>infine, è proprio vero che la nostra vita è stata così</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>straordinariamente</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>migliore della sua? Ma farsi domande è quasi impossibile, quando si è</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>in una</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>trappola vampirica, e allora, senza accorgercene, preferiamo donare</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>energia&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Quali sono, per contro, le caratteristiche che maggiormente ci</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>predispongono ad essere &#8220;vittime&#8221; dei vampiri?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;La vittima perfetta è quella che ha subito gravi privazioni</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>d&#8217;affetto, ma,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nonostante ciò, ha resistito all&#8217;infezione vampirica e non è divenuta</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>a sua</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>volta preda della Forza-Vampiro. Queste persone, infatti, proprio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>perché</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>bisognose d&#8217;affetto e di attenzione, sono portate a scambiare certi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>atteggiamenti vampirici per attenzione personale, o per affetto,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>finendo per</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>cedere facilmente a rapporti nei quali danno tutto senza ricevere</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nulla e, a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>volte, per accettare relazioni &#8216;effettive&#8217; segnate da violenze</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>psicologiche</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>o persino fisiche.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Quando parlo di &#8216;conservazione della specie degli innocenti&#8217; mi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>riferisco,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>oltre che ai bambini, anche a queste persone, verso le quali dobbiamo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>conservare un rispetto pieno, riservando ai Vampiri tutto la</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>riprovazione</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che, per una deviazione culturale, tendiamo a gettare addosso a chi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>cade in</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>certe trappole. I vampiri si avvalgono enormemente del fatto che la</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>società</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>tende a condannare gli &#8216;ingenui&#8217; molto più dei &#8216;furbi&#8217;. Conservare il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>rispetto verso chi è vittima di un Vampiro è un&#8217;operazione ardua per</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>chi,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>come avviene in questa società, è abituato a scrollarsi di dosso il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>problema</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dei predatori addebitandolo alle prede; ma è un&#8217;operazione in grado di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>cambiare sostanzialmente qualcosa nel modo di percepire le cose della</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vita,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>preparando scenari in cui il parassitismo dei Vampiri venga infine</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>escluso</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dal novero dei valori sociali e restituito al suo livello di scoria</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dannosa&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA &#8220;FORZA ANTIVAMPIRO&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- E quali sono, infine, le caratteristiche fondamentali della</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;forza-antivampiro&#8221; che anima chi vuole difendere l&#8217;innocenza dagli</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>attacchi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di vili predatori? E che consigli daresti alle stesse vittime per non</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>farsi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sopraffare?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;La caratteristica primaria della Forza-AntiVampiro è quella di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>rendere</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>invulnerabili alla tentazione di sacrificare gli innocenti alle brame</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dei</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vampiri. Un AntiVampiro può anche decidere di sacrificare se stesso,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ma mai</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>un innocente al suo posto, esattamente come può perdonare qualunque</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>cosa a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>proprio nome, ma mai perdonare per conto terzi, assumendosi la</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>responsabilità di sollevare un Vampiro dal peso di un atto di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>aggressione a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>un innocente. Quella tentazione è l&#8217;anticamera della morte, e la</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Forza-Vampiro è una forza troppo viva e sveglia per addormentarsi in</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>cambio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di favori dai Vampiri.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;La Forza-AntiVampiro è una Forza che accompagna ogni situazione al</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>suo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>miglior destino, una Forza contro la quale la vigliaccheria dei</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vampiri si</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>infrange, costringendoli a smettere il loro gioco. È la Forza che,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quando</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>proprio deve intervenire, lo fa per risolvere la questione, non per</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>intrattenersi con essa. La Forza-AntiVampiro ci impedisce di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vergognarci dei</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nostri sentimenti, ci spinge ad andare per la nostra strada, ci fa</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>impiegare</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>le energie nella cura del nostro progetto di vita, dei nostri affetti,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dei</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nostri valori, senza tangenti ai Vampiri. I &#8216;figli&#8217; della Forza-</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>AntiVampiro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sono persone che non lanciano sfide a nessuno ma che, se vengono</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sfidate da</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>un predatore, raccolgono ogni sfida, senza eccezioni e senza</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>esitazioni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Per non farsi sopraffare dai Vampiri, infine, c&#8217;è una sola strada:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>rendersi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>conto che è in atto un gioco energetico proprio nel momento in cui</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quel</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>gioco ha luogo. A partire da lì, tutto può diventare più facile,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>perché le</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>varie tecniche collaterali (non raccogliere le provocazioni, non</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>reagire mai</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>con senso di scandalo, non lasciare mai sul tavolo una sola fiche</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>energetica</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>puntata dal Vampiro) presuppongono comunque il supremo sforzo di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>riuscire a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>cogliere l&#8217;attimo esatto in cui avviene l&#8217;aggressione. Se quello</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sforzo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>riesce, in quel momento si sprigiona un&#8217;enorme quantità di energia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Essere svegli in quel momento significa sapere senza ombra di dubbio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>durante un gioco energetico anche il Vampiro sta spendendo un&#8217;energia,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sta</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>puntando una posta. Da quella percezione si passa a una sorta di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>tremore</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>interno, di emozione paragonabile a quella che si prova nello</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>spogliatoio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>prima di una partita molto importante, o prima di un esame da quale</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dipende</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>il nostro futuro. Quel tremore interno (che è la prova che il nostro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>motore</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>energetico è in moto) può prendere due strade: 1) trasformarsi in</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>pietà per</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>la Forza-Vampiro che ci troviamo di fronte e spingerci a compiacere il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vampiro in tutti i modi possibili (come se servirlo fosse il più</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>grande</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>onore), con il risultato di sprecare sia la nostra energia sia quella</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vampiro aveva puntato come &#8216;posta&#8217; energetica; 2) provocarci una sorta</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>spontanea interruzione del dialogo interno, in grado di farci vedere</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quei</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>fotogrammi della realtà che prima ci sfuggivano, di dare alla</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>pellicola la</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>velocità che vogliamo noi, ed eventualmente di usare il tasto &#8216;pause&#8217;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>per</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>osservare i gesti del Vampiro e studiare il suo comportamento. In</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quest&#8217;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ultimo caso, l&#8217;energia sarà stata usata bene, e difficilmente il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vampiro si</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sfamerà.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Visti soprattutto, ma non solo, gli avvenimenti di questi ultimi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>tempi,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>con politicanti senza scrupoli che non esitano a versare sangue</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>d&#8217;innocenti</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>per fare i loro più che discutibili interessi, ti sembra si possa</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>legittimamente dire che il mondo è dominato da vampiri?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Io credo che il mondo sia dominato dai Vampiri perché noi non-</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>politici ci</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>accostiamo alle cose della politica imitando i politici, cioè</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>rimescolando</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>in un unico guazzabuglio mentale aspetti razionali, etici e politici</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dei</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>grandi temi che ci sollecitano e ci sovrastano.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Noi non-politici dobbiamo imparare a testimoniare la giustizia: solo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quella. La politica è una degna e utile professione, ma è una</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>professione</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che richiede di fare solo i propri interessi e di &#8216;stare da una parte&#8217;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e non</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dall&#8217;altra. Per questo bisogna avere ben chiaro il confine tra la</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>valutazione morale e la valutazione politica di un fatto. Un politico</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>è</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>portato a mescolare assieme i due elementi e a dare giudizi morali</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>mentre</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sta facendo politica. Un politico ha sempre da sostenere punti di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vista</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>utili alle sue strategie, ma pretende di presentare le argomentazioni</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>a</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sostegno di quei punti di vista come il frutto di una oggettiva e</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>serena</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>valutazione morale dei fatti. E questo è assai meno naturale, perché</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>questo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>spetta a noi, non a loro. Ma noi, purtroppo, mentre stiamo esprimendo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>i</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sentimenti che stanno nel nostro cuore, ci ritroviamo, quasi senza</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>accorgercene, al loro fianco, perché siamo convinti che senza di loro,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sono potenti, non si otterrà nulla.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Faremo un grande passo in avanti verso la giustizia sulla Terra</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quando</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>capiremo che dobbiamo agire in proprio, rinunciare alle loro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>prestigiose</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sponsorizzazioni, ai loro marchi, ai loro gadget. Ci muoveremo in modo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>efficace e organizzato solo quando capiremo che agire accanto a loro è</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>un po</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8216; come visitare un terreno da trasformare in parco per bambini in</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>compagnia</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di uno degli speculatori che vogliono costruirci case o fabbriche.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- In base alla tua esperienza, in quale campo della vita sociale e/o</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>personale vedi particolarmente all&#8217;opera forze vampiriche?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Dove c&#8217;è confusione c&#8217;è vampirismo. Dove l&#8217;atmosfera è dominata dalla</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>prepotenza, dal salto logico, dalle affermazioni categoriche, dalle</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>astuzie</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dialettiche, dall&#8217;idea che la ragione stia tutta da una parte e il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>torto</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>tutto da un&#8217;altra, dove con l&#8217;altro si dialoga non per capire, ma solo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>per</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>affermare, lì c&#8217;è vampirismo. La malattia vampirica non si può mai</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>identificare con uno specifico ambiente, campo o potere. Magari fosse</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>così:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>i buoni starebbero tutti da una parte e i cattivi dall&#8217;altra. Noi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>saremmo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>oppressi, è vero, ma saremmo anche coscienti della nostra uguaglianza</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>civile</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di fronte a un nemico potente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Purtroppo queste sono fiabe: il vampirismo è trasversale. È una delle</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sue</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>caratteristiche fondamentali, ed è una delle chiavi della sua potenza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Certi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>personaggi politici, per esempio, fanno più impressione dei Vampiri</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>abbiamo accanto, e attirano tutta la nostra preoccupata attenzione, ma</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>solo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>perché gli diamo un&#8217;importanza spropositata, perché ne facciamo dei</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>miti,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>seppur negativi, perché permettiamo loro di occupare l&#8217;intero nostro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>orizzonte psicologico. Mentre noi dibattiamo, litighiamo, ci</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>accapigliamo su</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>grandi temi politici nelle case, negli uffici, nelle piazze, nelle</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>trasmissioni televisive, in Parlamento, nel frattempo padri e madri</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>terrorizzano bambini innocenti, e fa poca differenza che ciò avvenga</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>con la</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>brutalità fisica o con il potere delle parole taglienti, degli sguardi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sprezzanti, dell&#8217;indifferenza che annichilisce la dignità; nel</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>frattempo,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vengono abbandonate a se stesse persone che una parola, un sorriso, un</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>gesto</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di amicizia potrebbero salvare dalla rovina o dal suicidio; nel</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>frattempo,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quasi ottomila italiani l&#8217;anno, tra cui donne, bambini, anziani,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>muoiono</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ammazzati, schiacciati, bruciati sulle nostre strade, assassinati</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dalla</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>guida pericolosa, dall&#8217;ansia di arrivare primi di gente che non</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>rispetta</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nessuna regola, di gente che è tra noi, con cui prendiamo l&#8217;ascensore,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ci saluta frettolosamente sul pianerottolo, che ci sfreccia accanto</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ogni</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>giorno superandoci da destra, e che prima o poi può uccidere. Il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vampirismo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>è forse il più trasversale dei mali&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- A parte &#8220;Vampiri Energetici&#8221;, hai scritto o scriverai altri libri</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dedicati</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ai vampiri? O magari ci sono anche altri progetti, tipo film (e qui se</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vuoi,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>puoi accennare anche al vampiro del cinema) o altro in cantiere?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Ho appena ultimato una raccolta di racconti e sto preparando un nuovo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>saggio sul vampirismo. Il saggio, che è un po&#8217; il &#8216;seguito&#8217; di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Vampiri</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>energetici&#8221;, verterà sulla Paura, sulla capacità del Vampiro di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>trasmetterci</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dosi di panico per stabilire il suo dominio su di noi e aprire fessure</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>psichiche dalle quali far uscire l&#8217;energia. In questo nuovo lavoro,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sto</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>approfondendo un concetto che nel primo libro avevo appena abbozzato:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>compito dell&#8217;AntiVampiro non è redimere i Vampiri; se lo fosse, lo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>spirito</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di proselitismo del quale la nostra cultura è intrisa rischierebbe di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>trasformare l&#8217;operazione in una sorta di missione, con il risultato di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nutrire i Vampiri proprio con la nostra attenzione &#8216;salvifica&#8217;. Il</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vero</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>compito è liberare la persona dalla paura e restringere il campo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>d&#8217;azione di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>chi la produce e la usa a proprio vantaggio. Compiuta questa</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>operazione, l&#8217;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>obiettivo è raggiunto, perché non è importante avere la certezza che,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>da</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quel momento, nel mondo c&#8217;è un Vampiro in meno, ma che quel Vampiro,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>anche</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>se resta tale, da quel momento ha una vittima in meno. Il resto verrà</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>da sé.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Nella raccolta di racconti c&#8217;è anche una storia molto lunga, quasi un</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>romanzo breve, che ho impiantato sulla struttura portante di un</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>racconto che</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>avevo pubblicato qualche anno fa, ampliandone alcune parti. Si chiama</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Expositio ad bestias&#8221; ed è la storia di un bambino che, pur non</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>avendo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>genitori Vampiri, è vampirizzato da una nonna e da una zia che</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>esercitano un</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>potere sulla sua famiglia in quanto detentrici di un segreto sui suoi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>genitori. Nel racconto, all&#8217;azione vampirica umana si affianca anche</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>un&#8217;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>azione di magia nera che si richiama a tradizioni popolari che erano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ancora</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ben salde quando io ero piccolo e delle quali ho ricordi sommari ma</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>inquietanti. Penso che questo racconto potrebbe diventare un buon film</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8216;antivampirico&#8217;, anche perché un film è in grado di raccontare certe</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>teorie</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>molto meglio di un saggio. Ma certamente, prima di pensare a un film,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ho</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>altro da pensare: scrivere, diffondere l&#8217;idea che dal vampirismo ci si</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>può</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>liberare, aiutare le persone che si rivolgono a me per capire che cosa</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>possono fare, e aiutarle senza utilizzare alcun metodo che</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>interferisca né</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>con la loro vita personale né con l&#8217;eventuale lavoro psicologico o</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>terapeutico che alcuni di loro svolgono&#8221;.-</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>(&#8230;&#8230;)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A proposito di esempi concreti, puoi citare qualche personaggio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>famoso che</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ti sembra esprima in modo particolare la forza vampiro, oppure, come</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>si usa</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dire, è meglio non fare nomi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Nomi se ne potrebbero anche fare, ma contemporaneamente bisognerebbe</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>fare i</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nomi dei loro complici-avversari, di tutti quelli che potenziano i</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>grandi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vampiri con la loro attenzione frustrata, spasmodica, avvelenata, con</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quel</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>modo di dire le cose sempre a denti stretti, con in faccia una smorfia</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>disgusto, con il veleno sotto la lingua, con lo stiletto tra i denti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non è</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>così che si vincono i Vampiri. I sentimenti vanno vissuti per intero</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nel</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nostro laboratorio interiore, fino a quando non si siano trasmutati in</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>oro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>puro, in luce pura, in una lama tagliente che riflette solo bagliori</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>verità e di giustizia. La vera forza sta nel lasciar cuocere quei</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sentimenti, non nello sbatterli in faccia all&#8217;avversario come schizzi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di un</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>veleno che, somigliando al suo, non farà altro che nutrirlo. Avvenuta</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>la</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>trasmutazione, si capirà che per vincere ci vuole strategia, non urla,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>rispetto per l&#8217;individuo e intento implacabile contro la forza che lo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>domina, non cieca frustrazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Non faccio nomi perché non finirei mai di elencare tutti i veri</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>complici</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dei grandi Vampiri, soprattutto di quelli che militano non nelle loro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>stesse</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>schiere, ma in quelle dei loro oppositori&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Qual è, in genere, la reazione delle persone alle quali parli di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>questo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>argomento, o che leggono il tuo libro? In particolare, quando</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>capiscono che</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>parli non di un mito ma di persone reali, prendono sul serio o</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sottogamba</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>l&#8217;argomento?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Io credo che chi legge le cose che scrivo e o sente parlare delle mie</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>idee</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>percepisca il fatto che i miei sentimenti sono onesti, anche se da</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>molti</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vengono ritenuti non condivisibili e provocatori. Io credo di</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>testimoniare</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sempre che in quello che dico, anche se lo dico con forza, magari con</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>autorità, c&#8217;è soprattutto umiltà. L&#8217;umiltà, come scrivo in un mio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>racconto,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>è un sentimento, ed è il più potente di tutti. L&#8217;umiltà genera la</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dignità.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La dignità genera la volontà. La volontà genera la forza d&#8217;animo. La</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>forza d</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8216;animo genera l&#8217;autorità. L&#8217;autorità presso se stessi è un fatto, non</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>un&#8217;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>opinione. Quella presso gli altri è tutta da provare, non la si può</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>imporre.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Io ho l&#8217;impressione che tutti, amici e oppositori, sentano che io non</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ho</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>intenzione di imporre l&#8217;autorità delle mie idee a nessuno. C&#8217;è chi mi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>scrive</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che il mio libro gli ha cambiato la vita e c&#8217;è chi vuole consigli e</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>aiuto da</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>me. C&#8217;è anche chi mi maledice e mi minaccia perché ho messo in testa</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>strane</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>idee a persone che prima facevano la loro volontà e che adesso lottano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>per</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>liberarsi dalla schiavitù psicologica che le opprimeva. Ci sono altri</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>cominciano una e-mail con l&#8217;intento di insultarmi e poi si perdono un</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>po&#8217;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>per strada e chiudono in modo educato e un po&#8217; imbarazzato. Ma devo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dire che</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nessuno prende sottogamba l&#8217;argomento, nessuno mi ha ancora detto o</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>scritto</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che la storia del vampirismo è una stupidaggine o una trovata per</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>farmi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>pubblicità. E questo è già tanto&#8221;.</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bornagain.it/wp/2011/10/16/vampiri-energetici/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Immensità (nel cuore di Viktor Frankl)</title>
		<link>http://www.bornagain.it/wp/2011/09/13/immensita-nel-cuore-di-viktor-frankl/</link>
		<comments>http://www.bornagain.it/wp/2011/09/13/immensita-nel-cuore-di-viktor-frankl/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 22:13:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[Ispirazione]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza umana]]></category>
		<category><![CDATA[Simbolo]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[immagine]]></category>
		<category><![CDATA[immensità]]></category>
		<category><![CDATA[lager]]></category>
		<category><![CDATA[logoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[moglie]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo]]></category>
		<category><![CDATA[senso]]></category>
		<category><![CDATA[Viktor Frankl]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<category><![CDATA[volare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bornagain.it/wp/?p=1168</guid>
		<description><![CDATA[  Viktor Frankl universalmente noto per aver creato la &#8220;logoterapia&#8221;, che è una forma di psicologia che si incentra sull&#8217;importanza di vivere con un senso e dare un senso profondo e unico alla vita.. a tutta la vita e alla propria vita.. trovò il fermento del suo pensiero e del suo insegnamento nella esperienza del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone" title="Viktor Frankl" src="http://www.koraorganics.com/blog/wp-content/uploads/2011/09/me-resized-for-blog.jpg" alt="" width="1406" height="1050" /> </p>
<p style="text-align: justify;">Viktor Frankl universalmente noto per aver creato la &#8220;logoterapia&#8221;, che è una forma di psicologia che si incentra sull&#8217;importanza di vivere con un senso e dare un senso profondo e unico alla vita.. a tutta la vita e alla propria vita.. trovò il fermento del suo pensiero e del suo insegnamento nella esperienza del campo di concentramento, dove egli fu internato in quanto di origini ebraiche. Egli vide che anche della più totale abiezione l&#8217;uomo può trovare la forza di resistere, e vide anche che solo coloro che riuscivano a trovare un senso più alto alla propria esistenza, e qualcosa di profondissimo e radicale per cui vivere&#8230; riuscivano psichicamente e fisicamente a resistere, senza cadere in quello stato di avvilimento, depressione, impotenza disperata e catatonia che per moltissimi significò la morte anche senza passare per le camere a gas.. morte perché si rinunciava a vivere, perché il mondo ormai era una meretrice carica di morte e abominazione e la vita un incubo di bastardi. Per resistere al campo di concentramento , bisognava mobilitare tutte le proprie risorse fisiche, psichiche e spirituali. E fu così che Viktor Frankl e altri resistettero. Di quella esperienze egli scrisse un libro meraviglioso e immortale, &#8220;Uno psicologo nel lager&#8221;, che è una di quelle letture che nessuno dovrebbe mancare nella propria vita. E adesso voglio citare un passo di questo testo&#8230; un passo di infinito amore. Quando Frankl improvvisamente pensò all&#8217;amatissima moglie -che tra l&#8217;altro era quasi certo fosse stata uccisa dai nazisti come lo erano stati i suoi genitori- e fu investito da una tale overdose di amore che pochi, davvero pochi sperimentano mai nella propria esistenza. Lì, rinchiuso in un luogo di inferno, costretto a una vita da schiavo, privato di tutto.. per uno di quei assurdi paradossi della vita.. provò il più alto vertice di amore che avesse mai provato, sentì volare il proprio spirito come mai aveva volato.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi lascio al testo:</p>
<p> &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>&#8220;Improvvisamente, ho di fronte l&#8217;immagine di mia moglie. Mentre</p>
<p>inciampiamo per chilometri, guardiamo la neve o scivoliamo su lastre</p>
<p>ghiacciate, sempre sorreggendoci a vicenda, aiutandoci gli uni gli</p>
<p>altri e trascinandoci avanti, nessuno parla più, ma sappiamo bene che</p>
<p>in questi momenti ognuno di noi pensa a sua moglie. Di tanto in tanto</p>
<p>guardo il cielo, dove impallidiscono le stelle, o là, dove comincia</p>
<p>l&#8217;alba, dietro una scura cortina di nubi: ma il mio spirito è ora</p>
<p>tutto preso dalla figura che si racchiude nella mia fantasia</p>
<p>straordinariamente accesa, e della quale non ho mai avuto sentore</p>
<p>prima, nella vita normale. Parlo con mia moglie. La sento rispondere,</p>
<p>la vedo sorridere dolcemente, vedo il suo sguardo, e &#8211; corporeo o meno</p>
<p>- il suo sguardo brilla più del sole che si leva in questo momento.</p>
<p>D&#8217;un tratto, un pensiero mi fa sussultare: per la prima volta nella</p>
<p>mia vita, provo la verità di ciò che per molti pensatori è stato il</p>
<p>culmine della saggezza, di ciò che molti poeti hanno cantato;</p>
<p>sperimento in me la verità che l&#8217;amore è, in un certo senso, il punto</p>
<p>finale, il più alto, al quale l&#8217;essere umano possa innalzarsi.</p>
<p>Comprendo ora il senso del segreto più sublime che la poesia, il</p>
<p>pensiero umano ed anche la fede possono offrire: la salvezza delle</p>
<p>creature attraverso l&#8217;amore e nell&#8217;amore! Capisco che l&#8217;uomo, anche</p>
<p>quando non gli resta niente in questo mondo, può sperimentare la</p>
<p>beatitudine suprema &#8211; sia pure solo per qualche attimo &#8211; nella</p>
<p>contemplazione interiore dell&#8217;essere amato. Nella situazione esterna</p>
<p>più misera che si possa immaginare &#8211; nella condizione di non potersi</p>
<p>esprimere attraverso l&#8217;azione, quando la sola cosa che si possa fare è</p>
<p>sopportare il dolore con dirittura, sopportano a testa alta, ebbene,</p>
<p>anche allora, l&#8217;uomo può realizzarsi in una contemplazione amorosa,</p>
<p>nella contemplazione dell&#8217;immagine spirituale della persona amata, che</p>
<p>porta in sé. Per la prima volta nella mia vita, sono in grado di</p>
<p>capire ciò che si intende, quando si dice: gli angeli sono beati</p>
<p>nell&#8217;infinita, amorevole contemplazione di uno splendore infinito&#8230;</p>
<p>Davanti a .me cade un compagno; quelli che gli marciano dietro, cadono</p>
<p>anche loro. La sentinella accorre e li bastona senza pietà. La mia</p>
<p>vita contemplativa è interrotta per qualche secondo, ma subito dopo la</p>
<p>mia anima si innalza, si eleva nuovamente dalla mia esistenza di</p>
<p>internato ad un mondo sovrumano e riprende il dialogo con l&#8217;essere</p>
<p>amato: io chiedo &#8211; lei risponde, lei domanda &#8211; rispondo io..&#8221;</p>
<p></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bornagain.it/wp/2011/09/13/immensita-nel-cuore-di-viktor-frankl/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Passi coraggiosi e sudati.. di Ciro Campajola</title>
		<link>http://www.bornagain.it/wp/2011/09/13/passi-coraggiosi-e-sudati-di-ciro-campajola/</link>
		<comments>http://www.bornagain.it/wp/2011/09/13/passi-coraggiosi-e-sudati-di-ciro-campajola/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 22:05:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza umana]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[Ciro Campajola]]></category>
		<category><![CDATA[momenti vivo]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bornagain.it/wp/?p=1166</guid>
		<description><![CDATA[A Ciro Campajola ho dedicato anche altri momenti in questo Territorio chiamato Born Again&#8230; Ma lui sarà sempre parte dell&#8217;anima di questo posto.. così come è parte dell&#8217;Anima del Mondo. Tra dannazione e bellezza, non appenda mai cappelli al chiodo, perchè può solo sputare in faccia al vento, ridere sotto la corsa della musica, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone" title=" BLUES" src="http://villaggiogiovane2010.files.wordpress.com/2011/04/tam-johnleehooker2.jpg" alt="" width="910" height="1383" /></strong></p>
<p><strong>A Ciro Campajola ho dedicato anche altri momenti in questo Territorio chiamato Born Again&#8230;</strong></p>
<p><strong>Ma lui sarà sempre parte dell&#8217;anima di questo posto..</strong></p>
<p><strong>così come è parte dell&#8217;Anima del Mondo.</strong></p>
<p><strong>Tra dannazione e bellezza, non appenda mai cappelli al chiodo, perchè può solo sputare in faccia al vento, ridere sotto la corsa della musica, e disegnare sogni ancora vivi.. come e vivo lui.. </strong></p>
<p><strong>Questa è una delle sue ultime poesie.</strong></p>
<p><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</strong></p>
<p><strong><em>PASSI CORAGGIOSI E SUDATI</em></strong></p>
<p><strong><em>Nel passato di ognuno di noi</em></strong></p>
<p><strong><em>è conservato il proprio momento di gloria</em></strong></p>
<p><strong><em>qualche sera lo vai a ripescare</em></strong></p>
<p><strong><em>proprio come una vecchia cara foto ingiallita</em></strong></p>
<p><strong><em>a volte è molto meglio che guardare certe persone negli occhi</em></strong></p>
<p><strong><em>o peggio ancora</em></strong></p>
<p><strong><em>averci a che fare con certe persone e i loro occhi</em></strong></p>
<p><strong><em>ma è raro che qualcuno coltivi ancora un po’ di quel momento</em></strong></p>
<p><strong><em>di solito lo si lascia ingiallire</em></strong></p>
<p><strong><em>come un gioco per cui non si ha più l&#8217;età</em></strong></p>
<p><strong><em>ed è in quel momento che stai uccidendo la tua gloria</em></strong></p>
<p><strong><em>per quanto continui a conservarlo quel momento</em></strong></p>
<p><strong><em>l&#8217;hai condannato a essere un ricordo</em></strong></p>
<p><strong><em>hai chiuso il guscio all’avventura</em></strong></p>
<p><strong><em>lo hai condannato a morte</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Ovviamente sono di parte</em></strong></p>
<p><strong><em>ma come tutti</em></strong></p>
<p><strong><em>sono come tutti</em></strong></p>
<p><strong><em>e come tutti il mio momento è il più bello di tutti</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Il mio momento è quando si parlava</em></strong></p>
<p><strong><em>senza dover azionare il cervello</em></strong></p>
<p><strong><em>oggi ne fanno volantini ironici e contrari</em></strong></p>
<p><strong><em>“non aprire la bocca senza azionare il cervello”</em></strong></p>
<p><strong><em>e poi li appendono in tristi sale di uffici</em></strong></p>
<p><strong><em>io non ci trovo niente di comico né di illogico</em></strong></p>
<p><strong><em>a me pare una cosa saggia</em></strong></p>
<p><strong><em>la voce partiva dall&#8217;anima</em></strong></p>
<p><strong><em>non dalla ragione</em></strong></p>
<p><strong><em>la ragione può essere furba</em></strong></p>
<p><strong><em>la ragione può anche uccidere</em></strong></p>
<p><strong><em>e quanto cazzo mi ha ucciso il mio momento</em></strong></p>
<p><strong><em>ma &#8220;quanto&#8221; cazzo mi ha fatto vivere</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Ed eccomi qui stasera</em></strong></p>
<p><strong><em>tante sere dopo quel momento</em></strong></p>
<p><strong><em>io e il mio mondo</em></strong></p>
<p><strong><em>lontano dagli occhi dal mondo</em></strong></p>
<p><strong><em>quel mondo che non sa un cazzo di te</em></strong></p>
<p><strong><em>ma si impiccia sempre dei cazzi tuoi</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>La musica è quella di allora</em></strong></p>
<p><strong><em>il grigio nei capelli no</em></strong></p>
<p><strong><em>ma chissenefrega</em></strong></p>
<p><strong><em>l&#8217;emozione è ancora la stessa</em></strong></p>
<p><strong><em>e continua a crescere quando meno te l’aspetti</em></strong></p>
<p><strong><em>è la stessa che seminai</em></strong></p>
<p><strong><em>la stessa che mi spinge ancora a coltivare</em></strong></p>
<p><strong><em>la stessa che mi ha fatto morire e vivere</em></strong></p>
<p><strong><em>la stessa che mi terrà vivo</em></strong></p>
<p><strong><em>volente o nolente</em></strong></p>
<p><strong><em>fino alla morte</em></strong></p>
<p><strong><em>la stessa che appena oggi</em></strong></p>
<p><strong><em>nonostante la siccità  in cui agonizza il mondo</em></strong></p>
<p><strong><em>mi ha fatto dono di nuovi fiori freschi</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Altri fiori che profumeranno soltanto il mio giardino</em></strong></p>
<p><strong><em>quello del mio mondo fuori dal mondo</em></strong></p>
<p><strong><em>quello sospeso tra sogno e realtà</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Non sono in gara con nessuno</em></strong></p>
<p><strong><em>non penso all&#8217;immortalità</em></strong></p>
<p><strong><em>non me ne frega un cazzo</em></strong></p>
<p><strong><em>è il battito del cuore fin tanto che batte</em></strong></p>
<p><strong><em>è la porta che si apre al sole</em></strong></p>
<p><strong><em>le orme che brillano di sudore in mezzo alla luce</em></strong></p>
<p><strong><em>le emozioni che corrono libere</em></strong></p>
<p><strong><em>e libere si rincorrono</em></strong></p>
<p><strong><em>gli uomini che si buttano</em></strong></p>
<p><strong><em>ci danno dentro</em></strong></p>
<p><strong><em>che cadono e si rialzano</em></strong></p>
<p><strong><em>fino a quando non ricadono finiti</em></strong></p>
<p><strong><em>e qualche volta si rialzano anche allora</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>La gloria è nel passo</em></strong></p>
<p><strong><em>nel provarci</em></strong></p>
<p><strong><em>nella temerarietà</em></strong></p>
<p><strong><em>che la morte vada a farsi fottere</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Oggi</em></strong></p>
<p><strong><em>solo oggi</em></strong></p>
<p><strong><em>nient’altro che oggi</em></strong></p>
<p><strong><em> </em>Ciro Campajola</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bornagain.it/wp/2011/09/13/passi-coraggiosi-e-sudati-di-ciro-campajola/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Non sono un uomo per tutte le stagioni</title>
		<link>http://www.bornagain.it/wp/2011/09/13/non-sono-un-uomo-per-tutte-le-stagioni/</link>
		<comments>http://www.bornagain.it/wp/2011/09/13/non-sono-un-uomo-per-tutte-le-stagioni/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 21:56:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ispirazione]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza umana]]></category>
		<category><![CDATA[Simbolo]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[dignità]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico VIII]]></category>
		<category><![CDATA[interpretazione]]></category>
		<category><![CDATA[libera]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[pensiero]]></category>
		<category><![CDATA[sposare]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Tommaso Moro]]></category>
		<category><![CDATA[utopia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bornagain.it/wp/?p=1163</guid>
		<description><![CDATA[Premessa&#8230; il pezzo che leggerete l&#8217;ho scritto ispirandomi MOOLTO liberamente alla vicenda di Tommaso Moro. Tommaso Moro (Thomas More), è uno dei più grandi umanisti della storia, ed è famoso per avere, coniato il termine «utopia», immaginando un&#8217; isola dotata di una società ideale, di cui descrisse il sistema politico nella sua opera più famosa, «L&#8217;Utopia», del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignnone" title="uomovero" src="http://www.alkymy.it/wp-content/uploads/2010/05/Un-uomo.jpg" alt="" width="1500" height="1000" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Premessa&#8230; il pezzo che leggerete l&#8217;ho scritto ispirandomi MOOLTO liberamente alla vicenda di Tommaso Moro. Tommaso Moro (Thomas More), è uno dei più grandi umanisti della storia, ed è famoso per avere, coniato il termine «utopia», immaginando un&#8217; isola dotata di una società ideale, di cui descrisse il sistema politico nella sua opera più famosa, «L&#8217;Utopia», del 1516. È ricordato soprattutto per il suo rifiuto alla rivendicazione di Enrico VIII di farsi capo supremo della Chiesa d&#8217;Inghilterra, una decisione che mise fine alla sua carriera politica conducendolo alla pena capitale con l&#8217;accusa di tradimento.Ispirandomi in chi vide nell&#8217;epilogo di Tommaso Moro.. una delle prime grandi rivendicazioni del pensiero libero e della dignità rispetto al Potere.. ho scrito il testo che leggerete, nella forma dello scambio teatrale. E&#8217; evidente che radicalizzo fino all&#8217;estremo la vicenda, rendendola metafora di altro. Ma a me non importa con questo dialogo esssere realista&#8230;. mi importa il simbolo che viene trasmesso..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Thomas More</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Non sono un uomo per tutte le stagioni&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Enrico VIII</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Non c&#8217;è alcuna verità assoluta,  le fedeltà vanno col vento, e il vento sono Io adesso.. devi solo piegarti, e avrai salva la vita&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Thomas More</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Le fedeltà sono assolute&#8230; le verità resta verità e.. non sono un uomo per tutte le stagioni&#8230;&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Enrico VIII</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Basta solo che tu non ti opponga al mio  nuovo matrimonio con quella bagascia della mia nuova donna&#8230; invece di fare il cane prezzolato del Vaticano&#8230;non cambia un cazzo per la tua preziosa coscienza..&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Thomas More</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;E qui che non capisci. Non me ne importa nulla con chi ti accoppi la notte e delle tue storie di matrimoni da annullare e altri da fare, e delle tue stramberie sul fondare una nuova Chiesa Inglese.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma feci un patto una volta che ascesi in alto.. che non avrei piegato la volontà e la coscienza al Potere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non importa su che cosa si deve chinare la testa. Giurai di non farlo. &#8220;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Enrico VIII</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Testa di legno. Basterebbe solo un atto di assenso. Un formale omaggio alla Maestà del tuo Re.. che sancisca il suo diritto divino ad avere una nuova moglie in barba a quei castrati di Roma&#8230; un semplice atto&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Thomas More</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Non è l&#8217;mportanza concreta, non quella soprattutto.. è il simbolo..&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Enrico VIII</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Cedi &#8230; e sarai alla mia destra&#8230; il più alto in grado dopo me.. sia nel potere militare e politico.. sia nel potere religioso, ora che, con questo argomento della mia nuova bagascia, con questo matrimonio che il Vaticano anatamizzeà con le sue urla isteriche.. potrò nominarmi Capo Supremo della nuova Chiesa d&#8217;Inghilterra&#8230; e sarai il primo dopo di me anche nel potere religioso. Che poi nei fatti, io mi sono sempre fracassato la minchia di tutte ste fregnacce metafisiche per inculati. A me piace mangiare, bere, comandare le truppe, e trombare. Quindi il capo effettivo della nuova Chiesa saresti tu. Bestia! Ma non li hai sempre odiati sti pretini avvizziti, si eunuchi&#8230; sti predicatori della castità con cento amanti al seguito&#8230; sti pedersti.. sti simoniaci che venderebbero mandre, padre e Gesù Cristo in croce per mezza carica episcopale, anzi per una parrocchia di pecoroni fottutissimi. Queste serpi, dal sorriso melenso e servire. Con tutte le loro bestialità per estorcere quattrini per Mamma Roma e i grandi Capi Magnaccia che diigono il baraccone. Come con sta roba delle indulgenze&#8230; che a un certo punto ho minacciato di impalarli e abbrustolirli a fuoco lento, non perchè me ne importi più di tanto delle loro scempiaggini, ma i quattrini non me li tocchi. Per pagare sti enunuchi per farsi abbonare i peccati di mezza famiglia, stavo per subire un disssanguamento erariale.. tutti soldi in meno per le tasse. E quindi, porca di quella maialona fritta e rifiritta, tu che li hai sempre detestati.. sì con garbo, senza escandescenze.. ma li hai sempre combattutti.. che parlavi di riforme, Utopia&#8230; tutte quelle tue favole sull&#8217;Utopia.. ora gl dai manforte.. ora che potresti essere tu a fare girare la Chiesa per il verso giusto in Inghilterra, col mio pieno appoggio nello strizzare le palle a chi si mette di traverso&#8230;.&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Thomas More</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Ascolta.. prova ad ascoltare.. anche se so che non  lo farai. Se accettassi.. cosà resterà dopo? Vai oltre. Vai oltre questo grande baccanale, quest&#8217;orgia di potere, che vuoi goderti fino all&#8217;ultimo. Vai oltre! Cosa resterà dopo? Solo un giro di Walzer.. lotte tra bande. Tu sei un capobanda migliore di loro? Certo.. io potrei fare cose buone e somme alla tua destra, certo? Ma un giorno saremo pagine ingiallite di libri di storia, ricordi da imparare a memoria. Saremo solo i meno peggio.. la conosci questa parola?.. i meno peggio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E io avrei mancato al dovere che ho messo sulla mia spalla e giurato di servire. Solo un servo di partito&#8230; Conosci questa parola?.. servo di partito&#8230;. solo un buon cortigiano&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Io adesso difendo molto altro oltre me e le vacche in calore di cui ti circondi&#8230;..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Io lascio una scia nel deserto, a costo della mia stessa testa&#8230;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perchè qualcuno deve pure giocarsela la testa, metterla sul piatto e scommetterla, e anche perderla se è necessario&#8230; perchè altri un giorno possano con la mente trovare un compagno  e una scheggia di fuoco per i tempi bui.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perchè qualcuno riuscirà a restare in piedi perchè altri non si sono piegati, quando tutto lo avrebbero fatto, quando sarebbe stato così facile farlo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E avranno parole e polmoni contro le anime grige, che verranno a dire che non esiste fedeltà, che non esiste verità. che non esiste amore.. che ogni cosa è relativa, e tutto è una menzonga e un gioco delle parti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E sapranno che non è necessario impersonare tutti i ruoli, che non è indispensabile calare sempre le brache.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sapranno che si può dire anche no&#8230;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che si può vivere senza vendersi..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che ci sono uomini che non sono per tutte le stagioni&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Enrico  VIII</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Ti sei irrimediabilmente fottuto il cervello, ora finalmente l&#8217;ho capito. Sei un pazzo, un giuda, un traditore, un fanatico. Morirai anche tu come una volgare canaglia. Domani ti sarà tagliata la testa&#8221;</strong></p>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bornagain.it/wp/2011/09/13/non-sono-un-uomo-per-tutte-le-stagioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La goccia</title>
		<link>http://www.bornagain.it/wp/2011/08/03/la-goccia/</link>
		<comments>http://www.bornagain.it/wp/2011/08/03/la-goccia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 05:52:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Resistenza umana]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[distruggere]]></category>
		<category><![CDATA[follia]]></category>
		<category><![CDATA[goccia]]></category>
		<category><![CDATA[impazzire]]></category>
		<category><![CDATA[logorare]]></category>
		<category><![CDATA[Paola]]></category>
		<category><![CDATA[passione]]></category>
		<category><![CDATA[sadismo]]></category>
		<category><![CDATA[sentimenti]]></category>
		<category><![CDATA[tormentare]]></category>
		<category><![CDATA[tortura cinese]]></category>
		<category><![CDATA[veleno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bornagain.it/wp/?p=1151</guid>
		<description><![CDATA[Pubblico questo pezzo della cara amica Paola.. C&#8217;è poco da aggiungere. Il carcere e tutto ciò che gli gira intorno si rivela costantemente essere quell&#8217; &#8220;Assassino dei Sogni&#8221; di cui parla Carmelo Musumeci.. un territorio dove il sadismo è parte integrante, dove ci si impegna&#8230; nel fare di tutto.. per distruggere o rendere tormentosi anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignnone" title="g" src="http://juankuzy.files.wordpress.com/2011/03/tortura21.jpg?w=394&amp;h=275" alt="" width="394" height="275" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pubblico questo pezzo della cara amica Paola..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>C&#8217;è poco da aggiungere. Il carcere e tutto ciò che gli gira intorno si rivela costantemente essere quell&#8217; &#8220;Assassino dei Sogni&#8221; di cui parla Carmelo Musumeci.. un territorio dove il sadismo è parte integrante, dove ci si impegna&#8230; nel fare di tutto.. per distruggere o rendere tormentosi anche i pochi momenti di condivisione, affetto e intimità che si potrebbero vivere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Grazie Paola</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quello che fa impazzire davvero gli esseri umani è la goccia..quella goccia impercettibile, continua, decisa , delicata..e imperterrita&#8230;che un poco alla volta  ti trapana il cervello e diventa talmente assordante da tramutarsi in boato</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ti entra dentro in punta di piedi,  in maniera talmente discreta che non la avverti finchè non ti scava dentro come un acido…ti penetra in modo talmente lento da non percepire quasi che quando te ne accorgi c’è già una voragine dentro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando te accorgi ammazzeresti..ma non puoi ..perchè non hanno fatto nulla tranne che infonderti una flebo di cattiveria talmente sottile che avrebbe potuto anche essere assorbita attraverso i pori della tua stanchissima pelle..invisible, un piccolo passo alla volta da non suscitare proteste nè qualsivoglia reazione…che poi le reazioni le puniscono di più.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lugubre, scaltra, impercettibikle come una rugiada al mattino presto…secca come uno sparo a bruciapelo…geniale da far arrossire una volpe, cattiva da far scappare il demonio..la goccia di veleno lentissima che stilla dai muri dalle regole dalla demenza chissà..forse solamente dall’assenza di una qualunque  percezione di vita che non sia quela universalmente accettata.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>….incomprensibile follia ? ..no..solamente uno stato d’animo&#8230; Così crudo e lucido da fare spavento a se stesso…perché se vivi una passione sei sempre alla ricerca affannosa di un attimo che ti permetta di viverla..anche e persino in una sala colloqui diroccata ed illegale..una sorta di squallidisimo cantiere devastato con l’obsoleto bancone di marmo abolito da chissà quanto tempo..ma non lo vedi non lo curi non lo badi..ci sono i suoi occhi al di là..la sua pelle..e il resto è un inutile orpello che non spaccherà nessuna emozione…</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ci provi lo senti anche vero ti sporgi diventi un acrobata per sussultare un brandello di pelle e alimentare di scarti quegli animali feriti..sublimi qualunque situazione tramuti l’acqua in champagne il cemento in velluto la rabbia in un brivido….sempre.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ora dopo ora e non è mai un’ora è l’infinito è il prossimo palpito da accarezzare&#8230;ma poi se ne accorgono..ti scoprono…percepiscono che in qualche strana stravagante maniera stai continuando a vivere..e decidono che non va bene..come ti permetti di vivere …TU???</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8230;e così cambia tutto, un passo alla volta , con l’istrionica perfidia di un demone dalla sublime intelligenza…con la scaltra e perversa lentezza di chi SA come si distrugge un essere umano una cellula alla volta…prima gli orari, controllati alla frazione di secondo…un poco alla volta il telefono…staccando la comunicazione senza una voce che  dica è finito il tempo, stracciandoti una frase a metà&#8230;..e con passo  di piume il  posto assegnato al colloquio con la guardia ad un metro  e non puoi sederti altrove nonostante le regole…qualche tiepida e gelida battuta bollente…e il farti &#8221;accomodare&#8221; sempre e solo direttamente sotto alla telecamera perché così devi stare a distanza… non dicono nulla..non hanno fatto nulla…è la goccia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che ti logora e ti scava e rimani da sola , la tua pelle rimane da sola prosciugata derubata senza nemmeno avvertirlo se non da quel freddo che senti al ritorno e a quella vuota  tristezza di lacrime e non sai perchè..e così puoi avere la sperata tentazione di rivolgerti altrove e lasciarlo da solo a lottare con fantasmi d’acciaio temperato da un’unica maligna intenzione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Distruggerci</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Distruggerti</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come ti sei permesso di rimanere un uomo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>..almeno i capponi li castrano per mangiarli…a noi ..ci castrano solo per malcelata cattiveria…con una semplice, tenace, velenosa goccia di un veleno sottile&#8230;e  letale</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bornagain.it/wp/2011/08/03/la-goccia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ciro Campajola.. il libro..</title>
		<link>http://www.bornagain.it/wp/2011/08/03/ciro-campajola-il-libro/</link>
		<comments>http://www.bornagain.it/wp/2011/08/03/ciro-campajola-il-libro/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 05:35:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza umana]]></category>
		<category><![CDATA[alba]]></category>
		<category><![CDATA[anello]]></category>
		<category><![CDATA[Ciro Campajola]]></category>
		<category><![CDATA[intollerante]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[notte]]></category>
		<category><![CDATA[onestà]]></category>
		<category><![CDATA[spaccare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bornagain.it/wp/?p=1147</guid>
		<description><![CDATA[Le poesie sono pensieri sbloccati Firmati da realtà opprimenti Tu non fai altro che scriverle Io non so cosa è esattamente ciò che scrive Ciro Campajola. So che spacca le dighe, spacca i muri, spacca gli spartiti, così come spacca i coglioni… specie di chi è sazio nella propria mediocrità e complicità, e spacca la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a href="null"><img class="alignnone" title="campajola" src="http://4.bp.blogspot.com/-9NQUAuCF2F4/Thnoila2M_I/AAAAAAAAAB8/PQDzpeKnPL4/s1600/libro%2B2.jpg" alt="" width="509" height="720" /></a></em></strong></p>
<p><strong><em>Le poesie sono pensieri sbloccati</em></strong></p>
<p><strong><em>Firmati da realtà opprimenti </em></strong></p>
<p><strong><em>Tu non fai altro che scriverle</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Io non so cosa è esattamente ciò che scrive Ciro Campajola. So che spacca le dighe, spacca i muri, spacca gli spartiti, così come spacca i coglioni… specie di chi è sazio nella propria mediocrità e complicità, e spacca la vita e la morte.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le chiamiamo poesie, ma di poesie del genere io non ne ho lette mai. Chilometriche, inarrestabili, fluviali.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Urlano fino a trapanarti la mente, ma ridono anche, tra il malinconico e la speranza affamata dietro un bicchiere di vino e un bicchiere di blues e un bicchiere di anima.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ferite e grotte di solitudini, abbandoni e volti cancellati dalla lavagna, i gironi infernali dei senza nome, e dei nomi di coloro a cui hanno rubato il nome. E di loro che canta Ciro. Delle principesse bambine vestite da prostitute e dagli occhi grandi come il mare. Delle periferie capovolte dei tossici, e dei marchiati a fuoco, i puntini neri per le freccette facili, i collaudati oggetti del disprezzo, le mani fragili che chiedono vita e carezze, e prendono pugni e morte.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma Ciro non è un delicato poeta da confortevole nicchia malinconica. In lui suona a stordire le orecchie, la forza iconoclasta dell’eterna invettiva contro l’abiezione, la sacra indignazione che è l’onore di tutto la grande poesia satirica dell’antichità, e di tutto il grande teatro ironico, appassionato e civile dei nostri giorni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sì… la ribellione delle parole. La ribellione nelle parole. Non cercate conferenze per acculturati e teste d’uovo. Ciro è nato nelle periferie, vive nelle ciminiere, sale su quegli strani sentieri che si affacciano sul volto bello della vita che regge il pugno, e mostra il dito alle cornacchie gracchianti della dissoluzione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lui mostra il riso delle scimmie. Ma a quel riso non si arrende come gli eterni sconfitti. E a quel riso non si accompagna, come gli eterni complici vigliacchi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché è tutta una scansione di tempi.. tutta una scansione di ritmi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E lui ti mostra il male, ti mostra la scimmia deforme, il concerto malato dei vampiri. E a volte è acciottolato in mezzo al grembo che piange.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma non vedrete mai solo il buio..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alla fine c’è sempre un canto del cuore,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>siamo sempre qua – sembra dire Ciro – a dare sperma e polmoni alla vita..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>e poi tu*</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>tu sempre con quelli che non ci stanno</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>che preferiscono pagare e fanculo il conto</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>tu confuso</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>tra quelli che sanno tutto e quelli che non sanno niente</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>tu</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>che non ne vuoi più sapere e fanculo pure le chiacchiere</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>tu</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>tra la legge uguale per tutti o meno</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>tu</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>che per quel che ne sai</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>fanculo comunque sia la legge</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>con te è sempre stata uguale</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>mai giusta</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>tu</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>che batti sudato e testardo il tuo sentiero</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>che per gli altri sia legale o no</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>lo è per te</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E’ la tua strada ragazzo, la strada stretta è sbagliata.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La strada di chi lo batte il suo tempo, anche quando le ore pesano fino spezzarti le dita. Ma tu non  la molli. “Sono quello che sono”.. dillo, dillo forte e fai il tuo passo, cammina sul tuo Sentiero.. prendi ciò che ti appartiene e vai, costi quel che costi, quanto sangue può costare, è onorare ogni attimo. Questo ti fa scalpitare Ciro dentro. Questo ti scaraventa addosso.. con buona pace di tutti i cantori della stanchezza, che dilagano nel nostro tempo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E’ intollerante nel suo scrivere? Può essere. Non è un santo. Non vuole essere un santo. La sua poesia è bambina e negra allo stesso tempo. Crudele e sensibile allo spasimo. Conosce la lotta di strada questa poesia, a mali estremi sa tirare le unghie… Nasce dalla musica, la musica la partorisce, musica genererà.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non è per i levigati, le personcine inamidate, i professionisti del volontariato, per tutti coloro che si rifanno una verginità con le “pecorelle smarrite”. Se siete tra costoro.. non è il libro per voi. C’è tanto altro in libreria, cercate altro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le vite scartate gli stanno appese al collo, e lui si fa male a portarle, ma DEVE portarle. E sono tutti qua a prendersi la sua mano. E c’è ancora lui, nelle notti a dare lucido alle trombe.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La sua poesia trasuda Onestà. L’eccesso si accoppia al rigore morale. Solo uno dei tanti apparenti paradossi che vivono in lui e in ciò che scrive.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E alla fine c’è la notte più notte, notte al quadrato.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alla fine c’è l’alba afferrata “appena in tempo”.. “in fondo alla notte”..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alla fine c’è musica che passa nelle vene.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alla fine c’è un anello..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>ti accorgerai*</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>che comunque</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>nei giorni chiari e in quelli bui</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>hai sempre trovato un anello</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>in ogni tempo</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>con ogni tempo</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>e sia nel sole che nella pioggia</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>tu lo hai sempre portato al dito</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>come una fede nuziale</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>come un matrimonio benedetto di suo.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non vi dico di leggere il suo libro..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non si dice mai a qualcuno di leggere un libro,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>a un certo punto un libro, un disco, un volto ti chiamano..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>chiamano e basta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vi dico invece di dare lucido alle trombe.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alfredo Cosco</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>*Brani di poesie di Ciro Campajola non presenti nel libro.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per l’acquisto contattare Ciro attraverso posta Facebook.</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bornagain.it/wp/2011/08/03/ciro-campajola-il-libro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dall&#8217;Islanda una lezione</title>
		<link>http://www.bornagain.it/wp/2011/08/03/dallislanda-una-lezione/</link>
		<comments>http://www.bornagain.it/wp/2011/08/03/dallislanda-una-lezione/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 05:26:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Controinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza umana]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[bancarotta]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[banche centrali]]></category>
		<category><![CDATA[banchieri]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[debiti]]></category>
		<category><![CDATA[debito]]></category>
		<category><![CDATA[dimissioni]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[finanzieri]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo Monetario Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[goveno]]></category>
		<category><![CDATA[interessi]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[Islanda]]></category>
		<category><![CDATA[lezione]]></category>
		<category><![CDATA[nazionalizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[pagare]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[politici]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità]]></category>
		<category><![CDATA[strada]]></category>
		<category><![CDATA[vere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bornagain.it/wp/?p=1144</guid>
		<description><![CDATA[Leggete questa storia e riflettete&#8230; Riflettiamo tutti insieme e pensate ai nostri giorni. Cosa sta accadendo? Cosa stiamo tollerando? Un Moloch chiamato debito sta divorando la vita di interi paesi&#8230; Istituzioni sovranazionali non elette da nessuno impongono diete di lacrime e sangue&#8230; Questa crisi creata da banchieri, finanzieri e politici viene scaricata sulle persone, viene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignnone" title="erois" src="http://www.italiafghanistan.rai.it/public/Gallery/1602-bimbo.JPG" alt="" width="1200" height="797" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Leggete questa storia e riflettete&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riflettiamo tutti insieme e pensate ai nostri giorni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa sta accadendo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa stiamo tollerando?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un Moloch chiamato debito sta divorando la vita di interi paesi&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Istituzioni sovranazionali non elette da nessuno impongono diete di lacrime e sangue&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questa crisi creata da banchieri, finanzieri e politici viene scaricata sulle persone, viene derubata la loro vita.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questi poteri sovranazionali impongono un&#8217;unica strategia&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PAGARE SEMPRE DI PIU&#8217; UN DEBITO INARRESTABILE CON SEMPRE PIù TAGLI TAGLI E TAGLI&#8230;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lacrime e sangue dicono. Ma da quanto lo dicono? E cosa hanno portato lacrime e sangue? Ancora più debito, ancora più macelleria sociale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; una follia&#8230; più paghi.. più ti impoverisci.. più ti impoverisci meno hai la forza di realzarti. Invece di sostenere la crescita, si spezzano le gambe a un organismo già convalescente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma sono tutte vere le cose che ci dicono?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sono tutte vere?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Siamo davvero costretti a subire queste ricette draconiane?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi è che davvero sta decidendo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi è che davvero ha il potere?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; davvero giusto che le banche centrali, non elette da nessuno, abbiano il controllo assoluto sulla moneta?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; davvero accettabile che pagare gli interessi sul debito venga prima delle concrete esistenze che vengono colpite?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi guadagna dalle immense speculazione che avvengono ogni giorno?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E chi sono coloro che, dalle grandi istituzioni economiche multinazionali, costringono a sempre maggiori tagli, a sembpre maggiore macelleria sociale?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E se ci fosse un&#8217;altra strada? Un&#8217;altra strada oltre  a quella che ci vendono.. oltre al panico da debito, alla scure sanguinaria, alla perenne sottomissione alle logiche economiche-finanziarie dominanti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E se ci fosse un&#8217;altra strada?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Islanda ha deciso di dire NO!&#8230; di dire BASTA!&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ha nazionalizzato le banche.. creato una nuova costituzione nazionale.. e sfidato le oligarchie finanziarie internazionali..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa succederebbe se anche noi avessimo lo stesso coraggio?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La stessa folle capacità di osare e di pensare in grande e di sfidare ciò che è considerato ormai come inevitabile.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Islanda, quando il popolo sconfigge l&#8217;economia globale<br />
<em>di <a href="http://www.ilcambiamento.it/autori/andrea_degli_innocenti/">Andrea Degl&#8217;Innocenti</a> – tratto da <a href="http://www.ilcambiamento.it/lontano_riflettori/islanda_rivoluzione_silenziosa.html">http://www.ilcambiamento.it/lontano_riflettori/islanda_rivoluzione_silenziosa.html</a></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> </em><em>L&#8217;hanno definita una &#8216;rivoluzione silenziosa&#8217; quella che ha portato l&#8217;Islanda alla riappropriazione dei propri diritti. Sconfitti gli interessi economici di Inghilterra ed Olanda e le pressioni dell&#8217;intero sistema finanziario internazionale, gli islandesi hanno nazionalizzato le banche e avviato un processo di democrazia diretta e partecipata che ha portato a stilare una nuova Costituzione. </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oggi vogliamo raccontarvi una storia, il perché lo si capirà dopo. Di quelle storie che nessuno racconta a gran voce, che vengono piuttosto sussurrate di bocca in orecchio, al massimo narrate davanti ad una tavola imbandita o inviate per e-mail ai propri amici. È la storia di una delle nazioni più ricche al mondo, che ha affrontato la crisi peggiore mai piombata addosso ad un paese industrializzato e ne è uscita nel migliore dei modi.<br />
L&#8217;Islanda. Già, proprio quel paese che in pochi sanno dove stia esattamente, noto alla cronaca per vulcani dai nomi impronunciabili che con i loro sbuffi bianchi sono in grado di congelare il traffico aereo di un intero emisfero, ha dato il via ad un&#8217;eruzione ben più significativa, seppur molto meno conosciuta. Un&#8217;esplosione democratica che terrorizza i poteri economici e le banche di tutto il mondo, che porta con se messaggi rivoluzionari: di democrazia diretta, autodeterminazione finanziaria, annullamento del sistema del debito.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma procediamo con ordine. L&#8217;Islanda è un&#8217;isola di sole di 320mila anime – il paese europeo meno popolato se si escludono i micro-stati – privo di esercito. Una città come Bari spalmata su un territorio vasto 100mila chilometri quadrati, un terzo dell&#8217;intera Italia, situato un poco a sud dell&#8217;immensa Groenlandia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>15 anni di crescita economica avevano fatto dell&#8217;Islanda uno dei paesi più ricchi del mondo. Ma su quali basi poggiava questa ricchezza? Il modello di &#8216;neoliberismo puro&#8217; applicato nel paese che ne aveva consentito il rapido sviluppo avrebbe ben presto presentato il conto. Nel 2003 tutte le banche del paese erano state privatizzate completamente. Da allora esse avevano fatto di tutto per attirare gli investimenti stranieri, adottando la tecnica dei conti online, che riducevano al minimo i costi di gestione e permettevano di applicare tassi di interesse piuttosto alti. IceSave, si chiamava il conto, una sorta del nostrano Conto Arancio. Moltissimi stranieri, soprattutto inglesi e olandesi vi avevano depositato i propri risparmi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Così, se da un lato crescevano gli investimenti, dall&#8217;altro aumentava il debito estero delle stesse banche. Nel 2003 era pari al 200 per cento del prodotto interno lordo islandese, quattro anni dopo, nel 2007, era arrivato al 900 per cento. A dare il colpo definitivo ci pensò la crisi dei mercati finanziari del 2008. Le tre principali banche del paese, la Landsbanki, la Kaupthing e la Glitnir, caddero in fallimento e vennero nazionalizzate; il crollo della corona sull&#8217;euro – che perse in breve l&#8217;85 per cento – non fece altro che decuplicare l&#8217;entità del loro debito insoluto. Alla fine dell&#8217;anno il paese venne dichiarato in bancarotta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Primo Ministro conservatore Geir Haarde, alla guida della coalizione Social-Democratica che governava il paese, chiese l’aiuto del Fondo Monetario Internazionale, che accordò all&#8217;Islanda un prestito di 2 miliardi e 100 milioni di dollari, cui si aggiunsero altri 2 miliardi e mezzo da parte di alcuni Paesi nordici. Intanto, le proteste ed il malcontento della popolazione aumentavano.<br />
A gennaio, un presidio prolungato davanti al parlamento portò alle dimissioni del governo. Nel frattempo i potentati finanziari internazionali spingevano perché fossero adottate misure drastiche. Il Fondo Monetario Internazionale e l&#8217;Unione Europea proponevano allo stato islandese di di farsi carico del debito insoluto delle banche, socializzandolo. Vale a dire spalmandolo sulla popolazione. Era l&#8217;unico modo, a detta loro, per riuscire a rimborsare il debito ai creditori, in particolar modo a Olanda ed Inghilterra, che già si erano fatti carico di rimborsare i propri cittadini.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il nuovo governo, eletto con elezioni anticipate ad aprile 2009, era una coalizione di sinistra che, pur condannando il modello neoliberista fin lì prevalente, cedette da subito alle richieste della comunità economica internazionale: con una apposita manovra di salvataggio venne proposta la restituzione dei debiti attraverso il pagamento di 3 miliardi e mezzo di euro complessivi, suddivisi fra tutte le famiglie islandesi lungo un periodo di 15 anni e con un interesse del 5,5 per cento. <br />
Si trattava di circa 100 euro al mese a persona, che ogni cittadino della nazione avrebbe dovuto pagare per 15 anni; un totale di 18mila euro a testa per risarcire un debito contratto da un privato nei confronti di altri privati. Einars Már Gudmundsson, un romanziere islandese, ha recentemente affermato che quando avvenne il crack, “gli utili [delle banche, <em>ndr</em>] sono stati privatizzati ma le perdite sono state nazionalizzate”. Per i cittadini d&#8217;Islanda era decisamente troppo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fu qui che qualcosa si ruppe. E qualcos&#8217;altro invece si riaggiustò. Si ruppe l&#8217;idea che il debito fosse un&#8217;entità sovrana, in nome della quale era sacrificabile un&#8217;intera nazione. Che i cittadini dovessero pagare per gli errori commessi da un manipoli di banchieri e finanzieri. Si riaggiustò d&#8217;un tratto il rapporto con le istituzioni, che di fronte alla protesta generalizzata decisero finalmente di stare dalla parte di coloro che erano tenuti a rappresentare.<br />
Accadde che il capo dello Stato, Ólafur Ragnar Grímsson, si rifiutò di ratificare la legge che faceva ricadere tutto il peso della crisi sulle spalle dei cittadini e indisse, su richiesta di questi ultimi, un referendum, di modo che questi si potessero esprimere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La comunità internazionale aumentò allora la propria pressione sullo stato islandese. Olanda ed Inghilterra minacciarono pesanti ritorsioni, arrivando a paventare l&#8217;isolamento dell&#8217;Islanda. I grandi banchieri di queste due nazioni usarono il loro potere ricattare il popolo che si apprestava a votare. Nel caso in cui il referendum fosse passato, si diceva, verrà impedito ogni aiuto da parte del Fmi, bloccato il prestito precedentemente concesso. Il governo inglese arrivò a dichiarare che avrebbe adottato contro l&#8217;Islanda le classiche misure antiterrorismo: il congelamento dei risparmi e dei conti in banca degli islandesi. “Ci è stato detto che se rifiutiamo le condizioni, saremo la Cuba del nord – ha continuato Grímsson nell&#8217;intervista &#8211; ma se accettiamo, saremo l’Haiti del nord”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A marzo 2010, il referendum venne stravinto, con il 93 per cento delle preferenze, da chi sosteneva che il debito non dovesse essere pagato dai cittadini. Le ritorsioni non si fecero attendere: il Fmi congelò immediatamente il prestito concesso. Ma la rivoluzione non si fermò. Nel frattempo, infatti, il governo – incalzato dalla folla inferocita – si era mosso per indagare le responsabilità civili e penali del crollo finanziario. L&#8217;Interpool emise un ordine internazionale di arresto contro l’ex-Presidente della Kaupthing, Sigurdur Einarsson. Gli altri banchieri implicati nella vicenda abbandonarono in fretta l&#8217;Islanda.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In questo clima concitato si decise di creare ex novo una costituzione islandese, che sottraesse il paese allo strapotere dei banchieri internazionali e del denaro virtuale. Quella vecchia risaliva a quando il paese aveva ottenuto l&#8217;indipendenza dalla Danimarca, ed era praticamente identica a quella danese eccezion fatta per degli aggiustamenti marginali (come inserire la parola &#8216;presidente&#8217; al posto di &#8216;re&#8217;). <br />
Per la nuova carta si scelse un metodo innovativo. Venne eletta un&#8217;assemblea costituente composta da 25 cittadini. Questi furono scelti, tramite regolari elezioni, da una base di 522 che avevano presentato la candidatura. Per candidarsi era necessario essere maggiorenni, avere l&#8217;appoggio di almeno 30 persone ed essere liberi dalla tessera di un qualsiasi partito.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma la vera novità è stato il modo in cui è stata redatta la magna charta. &#8220;Io credo &#8211; ha detto Thorvaldur Gylfason, un membro del Consiglio costituente &#8211; che questa sia la prima volta in cui una costituzione viene abbozzata principalmente in Internet&#8221;.<br />
Chiunque poteva seguire i progressi della costituzione davanti ai propri occhi. Le riunioni del Consiglio erano trasmesse in streaming online e chiunque poteva commentare le bozze e lanciare da casa le proprie proposte. Veniva così ribaltato il concetto per cui le basi di una nazione vanno poste in stanze buie e segrete, per mano di pochi saggi. La costituzione scaturita da questo processo partecipato di democrazia diretta verrà sottoposta al vaglio del parlamento immediatamente dopo le prossime elezioni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ed eccoci così arrivati ad oggi. Con l&#8217;Islanda che si sta riprendendo dalla terribile crisi economica e lo sta facendo in modo del tutto opposto a quello che viene generalmente propagandato come inevitabile. Niente salvataggi da parte di Bce o Fmi, niente cessione della propria sovranità a nazioni straniere, ma piuttosto un percorso di riappropriazione dei diritti e della partecipazione.<br />
Lo sappiano i cittadini greci, cui è stato detto che la svendita del settore pubblico era l&#8217;unica soluzione. E lo tengano a mente anche quelli portoghesi, spagnoli ed italiani. In Islanda è stato riaffermato un principio fondamentale: è la volontà del popolo sovrano a determinare le sorti di una nazione, e questa deve prevalere su qualsiasi accordo o pretesa internazionale. Per questo nessuno racconta a gran voce la storia islandese. Cosa accadrebbe se lo scoprissero tutti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.disinformazione.it/index.html" target="_top"><strong> </strong></a><a href="http://www.disinformazione.it/"><br />
</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bornagain.it/wp/2011/08/03/dallislanda-una-lezione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

