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L’angolo di Alice
by Duncan on set.10, 2010, under Disciplina

Ritorna la rubrica di Alice…
Alice, come sapete, è persona che da sempre ha avuto un rapporto peculiare, istintivo ed empatico con gli animali.
Questa sua percezione e predisposizione si implemente da alcuni mesi a questa parte con studi all’avanguardia che sta seguendo, specialmente quelli con professore Marchesini.
L’approccio con gli animali (a partire dai cani) che ne risulta è assolutamente all’avanguardia e fuori da vecchi schemi. Si esce dal modello classico di “addestramento” per seguire percorsi di valorizzazione e guida dell’animale che integrano il rispetto e la comprensione di esso, e realizzano allo stesso tempo la crescita e la maturazione dell’essere umano che svolge questo compito.
Vi lascio all’ultimo pezzo che ha scritto per questa sua rubrica… dedicato alla “centripetazione” e “attivazione referenziale”..
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LA CENTRIPETAZIONE E L’ATTIVAZIONE REFERENZIALE
Il compito principale e basilare di un educatore cinofilo consiste non tanto nell’educare il cane, ma nel rendere la relazione cane / pet- owner completa e per entrambi appagante.
Inutile educare (sarebbe meglio dire addestrare in questo caso) un cucciolo, se poi manca, di base, lo stretto legame che deve unirlo al proprietario.
La visione addestrativa è bandita, non si cerca un cane che dia delle performance standard, che esegua dei comandi in modo meccanicistico. Si vuole sviluppare invece la sua alterità e le sue capacità SOGGETTIVE ed in questo processo, lo ripeto, è fondamentale la RELAZIONE.
La centripetazione è il reciproco orientamento di cane e persona. Ovvero, in qualsiasi situazione ci si trovi, i due poli si rivolgono attenzione reciproca.
E’ necessario che il proprietario in primis dia valore al compagno a quattro zampe, bisogna che ci sia la valorizzazione del cane, lo si deve vedere come centro di interesse, ci si deve impegnare a far crescere il rapporto attraverso uno scambio, conoscendo i canali comunicativi attraverso i quali operare.
Bisogna pensarsi in coppia .. Un po’ come nelle relazioni d’amore o di amicizia. Si è in due. Non si ragiona da soli o come se lo fossimo.
Da parte umana quindi, sono questi i termini attraverso i quali ragionare e SENTIRE il nostro fidato amico. Su questo un buon educatore cinofilo non può transigere e tollerare negligenze.
La centripetazione richiede impegno e costanza, non soltanto amore verso il cane, naturalmente, da questo ne consegue che anche per il cane l’amico umano sia centro di attenzione e di fiducia.
La centripetazione del cane nel pet-owner si realizza in tre momenti :
1- MEDIAZIONE bisogna diventare degli intermediari attraverso i quali il cane realizza i suoi scopi ed ottiene ciò che desidera.
2- FOCALIZZAZIONE ovvero bisogna diventare interessanti per il cane . Questo lo si fa in vari modi, per esempio mettendosi in movimento (i cani essendo dei cacciatori sono attratti dal movimento), ma non solo , perché la focalizzazione riguarda anche la fiducia che il cane ripone in noi, l’accreditamento (mi affido a te), la gratificazione (vicino a te mi accadono cose belle).
3- RIPOSIZIONAMENTO nel momento in cui il cane è focalizzato in noi, anche quando esso è centrifugato (ovvero, interessato e distratto da eventi esterni) dovrebbe, una volta richiamato, ritornare con l’attenzione a noi e lasciare perdere altri stimoli. Questo è assai importante, soprattutto se distratto da eventi pericolosi (per esempio mangiare qualcosa trovato per strada o rincorrere le auto o i camion).
Altro punto fondamentale per promuovere la relazione è L’ATTIVAZIONE REFERENZIALE.
Il pet-owner deve essere un punto di riferimento per il cane, come la rete sulla quale poggia la vite per crescere. Un appoggio pratico ed emotivo, sempre e comunque.
Compito dell’educatore cinofilo è guidare il proprietario e la famiglia attraverso vie semplici e precise che consentano la costruzione di tale rapporto. Il proprietario è un mediatore evolutivo e con lui la sua famiglia.
Sarà necessario capirne quindi gli stili di vita, le abitudini di tutti i componenti e poi lavorare sul campo emotivo del cane. Promuovendo nuovi stili ed abitudini della pet – ownership, modificandone così il campo espressivo ed ampliare lo stesso .
E’ da evidenziare che il campo espressivo è costituito dalle emozioni che più spesso vengono sollecitate. Se positive o negative, dal livello di eccitazione o apatia del cane stesso , dalle sue personali motivazioni (dove riceve più gratificazione, facendo cosa).
Esprimere significa esercitare, in neurobiologia significa rafforzare, ragione per cui,un set si rafforza tanto più lo si esercita, così come un muscolo. Per un cucciolo esprimere significa evolvere. E’ importante capire quanto il proprietario contribuisca a far si che ciò avvenga nel migliore e più completo dei modi e come il proprietario solleciti certe attività ed inclinazioni piuttosto che altre.
Il ruolo del gioco, in tutti i mammiferi, compreso noi umani è educativo.
I bambini imparano giocando, divertendosi. Anche a scuola i giovani sono più attivi nell’apprendimento se fatto diventare una sorta di interessante gioco, quasi divertente. Naturalmente il proprietario deve saper giocare , a seconda del cane che gli sta accanto.
Bisogna disciplinare le tendenze e sviluppare ciò che è sottotono.
Fare giochi predatori (per esempio tirare uno straccio noi da una parte ed il cane dall’altra) non è un gioco adatto ad un cane già con forti tendenze al morso e predatorie.
Allo stesso modo sarebbe inutile tentare di far diventare un labrador un tipo di cane atto alla difesa o, appunto, cacciatore.
Conoscere che tipo di cane abbiamo con noi, partendo dalla razza cui appartiene, per arrivare naturalmente alla sua soggettività è compito primario del proprietario, al quale non si può sottrarre mai.
Secondo l’approccio zoo antropologico infatti l’ente relazionale (il proprietario) NON è una controparte, ma è parte integrante della relazione e mediatore tra il cane ed il mondo.
La mediazione tiene conto di variabili che possono essere diverse tra una coppia ed un’altra come per esempio il tempo trascorso insieme, che attività si fanno insieme, la qualità della relazione e in che termini essa si sviluppa.
Compito di un bravo educatore è tenere conto di tutte queste infinite variabili e sviluppare un percorso cane / padrone sempre differente, perché deve tenere conto di moltissime componenti e differenze.
E’ questo l’aspetto incantevole dell’educazione : è sempre diversa, pur poggiando su delle basi universali, perché non ha una visione statica, passiva, di impartizione di ordini e pretesa di performance . Perché considera l’alterità del singolo cane come un bene prezioso da conoscere, studiare ed aiutare in una crescita corretta. Perché non estromette da tutto questo percorso il pet – owner, ma anzi lo sollecita a partecipare e a cambiare cattive abitudini.
L’addestramento è ormai sepolto e, laddove ancora ci fosse, meglio starne lontani.
L’angolo di Alice
by Duncan on giu.18, 2010, under Ispirazione

Eccoci alla seconda uscita della rubrica di Alice, la nostra preziosa collaboratrice…
Devo dirvi la verità. Questo testo mi ha particolarmente conquistato. Tanto è pieno di amore, cura, delicatezza verso gli animali. Alice irradia questo amore. Le sue stesse parole ne sono pregne. E la sua stessa vita, che costantemente la fa imbattere in animali bisognosi o in storie dove un animale c’entra quasi sempre.. la sua stessa vita è emblematica. La sua, lo avete capito, è una vera passione.
Grazie anche ai suoi studi, poi, oltre che alla sua esperienza, comunica conoscenze importanti e utili per chiunque ha a che fare con gli animali, o comunque semplicemente prova interesse e simpatia per questo mondo. E queste cose le comunica con estrema chiarezza. A essere incomprensibili sono tutti bravi. Farsi capire è molto più difficile.
Da molti messaggi privati so che la rubrica di Alice è apprezzata e attesa..
Vi lascio al suo testo..
alla prossima occasione Alice………….
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Con gli animali ho sempre avuto un rapporto speciale, come se una forza invisibile mi facesse sentire la loro presenza e mi portasse ad aiutarli, a scovarli.
Inutile spiegare quanti animali ho raccolto per strada, abbandonati… e non solo cani e gatti, ma persino un rapace stupendo, che avevo chiamato Orlando, un asino che mi si era parato in mezzo alla strada, facendomi quasi finire giù da un fosso…. Ecco, questa forza misteriosa che me li fa trovare e, di conseguenza, aiutare, cammina sempre al mio fianco. Credo sia perché le cose le vedi, se fai le giuste domande al mondo, o meglio..se ami gli animali, li vedrai ovunque , sentirai la loro presenza anche se gettati in un cassonetto o nascosti tra l’erba alta.. E’ una questione di report.. Di dotazioni….Che è un po’ quello che si deve fare nell’educazione cinofila (una delle tante cose) cioè dare al cane dotazioni affinchè possa fare le domande pertinenti al mondo e possa vedere sempre più situazioni e ricevere le adeguate risposte. Affinchè allarghi il suo bagaglio esperienziale.
Un po’ come se ami le piante e sei appassionato, con molta probabilità , uscendo di casa farai molta attenzione a quelle che vedi, ai tipi in particolare , di certo più di qualcuno che delle piante non sa nulla.
Essere amanti degli animali , significa inevitabilmente, essere anche contattato da amici o conoscenti, nel caso in cui ne trovassero qualcuno in difficoltà. Ed è quello che venerdì sera mi è accaduto, ricevendo la telefonata di un amico che aveva trovato tre cagnolini.
Mi correggo..due cagnolini, perché il terzo è morto immediatamente, dopo essere stato gettato , con i fratellini giù da un ponte, appena nati, con ancora il cordone ombelicale attaccato.
Immediatamente abbiamo comprato il latte di capra, che è quello più idoneo per svezzarli, se non c’è quello della loro mamma. Poi latte in polvere , da dare ogni due ore con una siringa. C’è da alzarsi ogni due ore , anche la notte e c’è da tenerli al caldo, dentro uno scatolone , coperti con maglie di lana. Soffrono molto il freddo e sono debilitati. I giorni sono passati , pare stiano bene, anche se la loro vita è appesa ad un filo. Ci vuole una madre adottiva, la stiamo cercando. Spesso le cagnoline si prendono cura anche dei cuccioli non propri. Spesse volte anche le mamme gatte allattano i cani. E mentre noi uomini i nostri figli li gettiamo nel cassonetto , ne abusiamo, li abbandoniamo, ecco che dal mondo animale, così poco preso in considerazione, ci arrivano esempi di civiltà e di compassione ammirevoli.
Cerchiamo una madre anche perché per i cani i primi due mesi di vita sono importantissimi. Si potrebbero paragonare alla crescita di una vite, che si deve appoggiare ad una rete per crescere, altrimenti crescerà storta e male.
La madre è la rete. E’ la base sicura. E’ colei che sola e soltanto insegna ai figli che sono cani. Nessun educatore cinofilo, neppure il più bravo al mondo può sopperire alla mancanza della madre . Di conseguenza, i cuccioli cresciuti senza questa figura essenziale, chi in un modo, chi nell’altro, cresceranno deficitari. Carenti di qualcosa.
La madre traccia una rete tra ciò che il cucciolo è e ciò che deve diventare. La madre ha bene in mente il concetto di cane ed insegna al cucciolo a diventarlo. Questo si definisce Zona Prossimale di crescita.
La mamma insegna la rassegnazione (cioè saper gestire la frustrazione) , insegna la conazione (fare cose che non vuoi fare – da conato di vomito), insegna l’eumetria (la giusta misura nelle cose, per esempio mordere per gioco senza fare male) , insegna la ritualizzazione (prima di interagire comunica attraverso la ritualizzazione. Es. prima di attaccare un altro cane, lo minaccia attraverso comportamenti specifici.), insegna le regole sociali (attendere il proprio turno, rispettare la gerarchia ecc..) .
Il cane troppo presto tolto alla madre è DISMETRICO non sa fermarsi. Anche quando gioca fa male. Non controlla il comportamento, è insomma un cagnolino problematico. Il che non toglie che potrebbe essere bravo, obbediente, amorevole (anche la mia dolce cagnolina la trovai abbandonata e non so quanto sia stata con la sua mamma e qualche deficit lo ha) , ma è necessario capire quanto è crudele non solo abbandonare gli animali, ma anche staccarli dalla loro base sicura prima del tempo (barbara pratica utilizzata anche per la vendita ed il commercio di cani).
Sarebbe utile e giusto che tutte le persone tenessero bene a mente, anzi, meglio ancora, si stampassero un bel foglio e lo attaccassero in cucina , ben in vista da leggere ogni giorno , ciò che scrisse e decise nel 1965 Brambell , definendo i 5 punti del benessere animale :
libertà dalla fame e dalla sete
libertà da fastidi e dolori
libertà da traumi e malattie
libertà da paura e stress
libertà di esprimere i propri modelli comportamentali
Questi 5 punti si potrebbero facilmente utilizzare anche per la specie uomo, considerando la violenza ed i soprusi che ci sono nel mondo. Peccato che, quando vedo quei due poveri cagnolini e me li immagino dentro un sacchetto di plastica, gettati giù da un ponte, perdo la speranza e sono sempre più convinta che per una persona che li aiuta, ce ne sono almeno 4 che li abbandonerebbero.
A riguardo, invito a segnare questo numero nel cellulare, nel caso in cui si fosse testimoni di violenze sugli animali e di denunciarle via sms, anche anonimamente:
L’SMS dovrà essere inviato al n. 348 7611439 (in servizio 24 ore su 24), e dovrà contenere dati inerenti al tipo di animale maltrattato, al tipo di maltrattamento e l’indirizzo esatto in cui avviene il maltrattamento.
AIDAA informerà immediatamente le forze dell’ordine della segnalazione ricevuta, e nei casi più urgenti ricontatterà il mittente del messaggio per avere ulteriori informazioni per poter affrontare il caso nel più breve tempo possibile.
Il servizio è attivo dalle h. 8.00 di sabato 5 Giugno 2010.
Alice
L’angolo di Alice – una nuova rubrica su Born Again
by Duncan on mag.20, 2010, under Ispirazione

Oggi c’è una novità su Le Urla dal Silenzio.
Una nuova rubrica, tenuta da Alice, che si occuperà di animali, della loro psicologia, del loro addestramento e del rapporto da tenere con essi. Con una particolare attenzione ai cani, riguardo ai quali ha intrapreso un vero e proprio percorso di studi, ma non escludendo riflessioni, racconti, tecniche relative ad altri animali. Lascio a lei la parola per questa sua prima “uscita”. Ben venuta tra noi Alice
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Salve a tutti, io sono Alice. Oggi inizierò questo primo appuntamento della rubrica di cui mi occuperò, parlando di cani. Desidero subito ringraziare per molte ispirazioni e insegnamenti pratici il professore Marchesini di cui sto seguendo i corsi, ai quali vi invito a partecipare se avete una passione come la mia.
Per poter capire le necessità che oggi ha la società e che hanno, in primis, i proprietari di cani, è necessario capire il ruolo che oggi hanno assunto i nostri amici a quattro zampe.
Da una cultura rurale, dove il cane era un mezzo per poter essere aiutati nel lavoro, era messo a catena spesse volte e di certo poco coccolato o viziato, si passa nel decennio degli anni ’80 ad una totale antropomorfizzazione dell’animale, quasi fosse un sostituto di un figlio o di un compagno che non c’è.
In questo decennio il cane, suo malgrado, viene trattato da persona, peggio ancora, da bambino. Perdendo completamente la sua specificità.
Oggi, il concetto pare evolversi in un altro senso, seppure rimangono casi estremi ancora vincolati a concetti rurali o, d’altra parte, alla visione cane = bambino, e la società vuole e pretende che il cane sia un buon cittadino a quattro zampe.
Sempre più padroni sentono la necessità di poter portare il proprio compagno ed amico ovunque: al mare, al ristorante, negli alberghi, in piscina, in ferie….
Il cane è parte integrante della famiglia e vedersi precludere dei luoghi, equivale a non andarci per nulla.
Ancora è scarsa l’attenzione che viene data a questa esigenza, ma, d’altra parte, senza voler giustificare minimamente la poca sensibilità a riguardo, c’è da notare come spesso i proprietari di cani pretendano di poter andare ovunque, avendo un cane non educato.
Un cane non educato, che fa malanni al ristorante, crea un precedente per il quale nessun cane potrà più entrare in quel ristorante.
Educare (NON ADDESTRARE) un cane significa avere un cane equilibrato, felice e che potrà seguire il padrone dappertutto e , per un cane,poter andare ovunque con l’amato amico bipede, equivale a pura felicità.
L’approccio Pedagogico che sto iniziando a studiare e che vorrei un domani diventasse il mio futuro lavoro è una metodologia di rapporto uomo-cane spiegata dal Dott. Marchesini , che ribalta completamente la visione addestrativa, ormai sorpassata e fine a se stessa.
Si riconosce al cane la propria alterità. Si esaltano le sue caratteristiche specie-specifiche, abbandonando, non con poca fatica, la nostra visione egocentrica ed antropocentrica del mondo. (abbandono che sarebbe bene mettessimo in pratica sempre, in ogni settore della nostra vita).
Comprendere il mondo visto dal cane, sentito dal cane. Evitare grossolani sbagli, anche se dettati da infinito amore per esso, lavorare non solo su di lui, ma anche su di noi. Metterci in gioco, trasformare il rapporto di leadership in rapporto di partnership.
Per intraprendere questo cammino interessante e rispettoso, bisogna chiaramente studiarne le basi e conoscere le caratteristiche del cane sia filogenetiche che ontogenetiche.
Sono ancora agli inizi di questi studi che mi appassionano tantissimo, di conseguenza, la capacità che ho di parlare di tali argomenti è ancora frammentaria, poco ordinata, spero di perfezionarmi nel tempo e spero comunque a qualcuno possa interessare ciò che scrivo e conoscere tante cose di queste splendide creature, che magari non si sanno.
Dunque, il concetto fondamentale, che potremmo applicare anche a qualsiasi individuo di religione, razza, idee politiche, orientamenti sessuali diversi dai nostri, è rispettare la diversità. E’ capirne il senso e le stupende caratteristiche. E’ abbandonare la nostra visione del mondo, come fosse l’unica plausibile o, peggio ancora, come fosse la migliore. Non è così e mai lo sarà.
Una volta lasciati alle spalle questi preconcetti insiti in ognuno di noi (chi più chi meno), sarà necessario studiare il cane, i suoi antenati (i lupi) e le varie razze che ci sono.
Il cane deriva dai lupi. Ne consegue che il cane vive in branco, anzi, vive per il branco. La sua visione è cooperativa, non individualista come lo è quella umana.
Mi si dirà che anche l’uomo collabora, in gruppi, a lavoro, tra amici. E’ vero, ma solitamente di base lo fa sempre per avere qualcosa in cambio, per ottenere . Il che non è necessariamente meschino o sbagliato. E’ semplicemente diverso dal cane (e dai lupi).
E’ curioso ed interessante, per fare un esempio pratico di questo concetto, osservare che, se mettiamo un cane a fare un esercizio, magari difficoltoso, come trovare del cibo nascosto preventivamente da noi sotto una pentola , se questo stesso cane si trova in difficoltà, la prima cosa che farà sarà , abbaiando, chiedere aiuto al partner umano. Dentro di lui sta dicendo: ehi amico, sono in difficoltà, mi dai una mano?
Perché per lui è naturale che ciò accada, è insito nella sua natura.
Questo, dal punto di vista performativo, potrebbe risultare , se non indirizzato, come un handicap per eventuali prove dovesse svolgere.
Trovo personalmente magnifico questo modo di porsi del cane, questa visione collaborativa e gerarchica.
Anche nelle nostre famiglie bisogna che il cane trovi il proprio ruolo e che riesca ad affidare ad ognuno di noi altri membri il nostro. Uno dei motivi per i quali spesso i cani risultano troppo leader in casa è che noi uomini non assumiamo dei ruoli stabili e decisi. Questo mette il cane in confusione, lo costringe naturalmente a prendere lui la guida, il potere.. dentro di se, potendolo fare, direbbe: ehi ma qui c’è un grande caos. Ora li aiuto io e prendo le redini della situazione.
Lascio a voi immaginare i problemi che questa gerarchia distorta e confusionaria possono portare dentro il nostro nucleo familiare e poi, di conseguenza, fuori, in società.
Un altro errore che spesso i proprietari di cani fanno è parlare con il cane, fargli lunghi e grandi discorsi. L’effetto sul cane è lo stesso che se una persona di lingua diversa dalla nostra e che non conosciamo si mettesse a disquisire su un tale argomento e noi capissimo solo qualche parola qua e là .
Confusione.
Il cane , vive il qui e l’ora. Vive il presente .(grande dote la sua..) . Il che, esplicato nella pratica, significa che, dirgli “domani ti do la pappa” per lui equivale a dire: PAPPA (parola che molto probabilmente consoce) ADESSO, SUBITO. Non “domani”..perchè non conosce “domani”… Qui ed ora…
Questo cattivo dialogo è un altro modo per mettere il cane in confusione e renderlo irrequieto, instabile.
E’ talmente vasta la pedagogia cinofila ed è talmente interessante che, lo so e me ne scuso, rischio di fare un minestrone delle poche cose che ho potuto studiare ed ascoltare e rischio anche di spiegarle male.
E’ mia intenzione riuscire a capirne il più possibile e , di tanto in tanto, mettere degli argomenti ben precisi e poterli spiegare e condividere.
Ciò che già da adesso so con certezza è che il mio sogno è questo, è lavorare con e per i cani, è conoscerli il più possibile , perché il loro mondo si avvicina a me certamente più del mio.
Ciò che mi sento di consigliare a chi ha l’immensa fortuna di avere un amico fedele accanto è di contribuire a renderlo un buon cittadino a quattro zampe e di poter godere della sua compagnia quanto più tempo possibile.
Il resto dopo i miei studi….




