Tag: animali
L’angolo di Alice
by Duncan on set.10, 2010, under Disciplina

Ritorna la rubrica di Alice…
Alice, come sapete, è persona che da sempre ha avuto un rapporto peculiare, istintivo ed empatico con gli animali.
Questa sua percezione e predisposizione si implemente da alcuni mesi a questa parte con studi all’avanguardia che sta seguendo, specialmente quelli con professore Marchesini.
L’approccio con gli animali (a partire dai cani) che ne risulta è assolutamente all’avanguardia e fuori da vecchi schemi. Si esce dal modello classico di “addestramento” per seguire percorsi di valorizzazione e guida dell’animale che integrano il rispetto e la comprensione di esso, e realizzano allo stesso tempo la crescita e la maturazione dell’essere umano che svolge questo compito.
Vi lascio all’ultimo pezzo che ha scritto per questa sua rubrica… dedicato alla “centripetazione” e “attivazione referenziale”..
———————————————————————————————————
LA CENTRIPETAZIONE E L’ATTIVAZIONE REFERENZIALE
Il compito principale e basilare di un educatore cinofilo consiste non tanto nell’educare il cane, ma nel rendere la relazione cane / pet- owner completa e per entrambi appagante.
Inutile educare (sarebbe meglio dire addestrare in questo caso) un cucciolo, se poi manca, di base, lo stretto legame che deve unirlo al proprietario.
La visione addestrativa è bandita, non si cerca un cane che dia delle performance standard, che esegua dei comandi in modo meccanicistico. Si vuole sviluppare invece la sua alterità e le sue capacità SOGGETTIVE ed in questo processo, lo ripeto, è fondamentale la RELAZIONE.
La centripetazione è il reciproco orientamento di cane e persona. Ovvero, in qualsiasi situazione ci si trovi, i due poli si rivolgono attenzione reciproca.
E’ necessario che il proprietario in primis dia valore al compagno a quattro zampe, bisogna che ci sia la valorizzazione del cane, lo si deve vedere come centro di interesse, ci si deve impegnare a far crescere il rapporto attraverso uno scambio, conoscendo i canali comunicativi attraverso i quali operare.
Bisogna pensarsi in coppia .. Un po’ come nelle relazioni d’amore o di amicizia. Si è in due. Non si ragiona da soli o come se lo fossimo.
Da parte umana quindi, sono questi i termini attraverso i quali ragionare e SENTIRE il nostro fidato amico. Su questo un buon educatore cinofilo non può transigere e tollerare negligenze.
La centripetazione richiede impegno e costanza, non soltanto amore verso il cane, naturalmente, da questo ne consegue che anche per il cane l’amico umano sia centro di attenzione e di fiducia.
La centripetazione del cane nel pet-owner si realizza in tre momenti :
1- MEDIAZIONE bisogna diventare degli intermediari attraverso i quali il cane realizza i suoi scopi ed ottiene ciò che desidera.
2- FOCALIZZAZIONE ovvero bisogna diventare interessanti per il cane . Questo lo si fa in vari modi, per esempio mettendosi in movimento (i cani essendo dei cacciatori sono attratti dal movimento), ma non solo , perché la focalizzazione riguarda anche la fiducia che il cane ripone in noi, l’accreditamento (mi affido a te), la gratificazione (vicino a te mi accadono cose belle).
3- RIPOSIZIONAMENTO nel momento in cui il cane è focalizzato in noi, anche quando esso è centrifugato (ovvero, interessato e distratto da eventi esterni) dovrebbe, una volta richiamato, ritornare con l’attenzione a noi e lasciare perdere altri stimoli. Questo è assai importante, soprattutto se distratto da eventi pericolosi (per esempio mangiare qualcosa trovato per strada o rincorrere le auto o i camion).
Altro punto fondamentale per promuovere la relazione è L’ATTIVAZIONE REFERENZIALE.
Il pet-owner deve essere un punto di riferimento per il cane, come la rete sulla quale poggia la vite per crescere. Un appoggio pratico ed emotivo, sempre e comunque.
Compito dell’educatore cinofilo è guidare il proprietario e la famiglia attraverso vie semplici e precise che consentano la costruzione di tale rapporto. Il proprietario è un mediatore evolutivo e con lui la sua famiglia.
Sarà necessario capirne quindi gli stili di vita, le abitudini di tutti i componenti e poi lavorare sul campo emotivo del cane. Promuovendo nuovi stili ed abitudini della pet – ownership, modificandone così il campo espressivo ed ampliare lo stesso .
E’ da evidenziare che il campo espressivo è costituito dalle emozioni che più spesso vengono sollecitate. Se positive o negative, dal livello di eccitazione o apatia del cane stesso , dalle sue personali motivazioni (dove riceve più gratificazione, facendo cosa).
Esprimere significa esercitare, in neurobiologia significa rafforzare, ragione per cui,un set si rafforza tanto più lo si esercita, così come un muscolo. Per un cucciolo esprimere significa evolvere. E’ importante capire quanto il proprietario contribuisca a far si che ciò avvenga nel migliore e più completo dei modi e come il proprietario solleciti certe attività ed inclinazioni piuttosto che altre.
Il ruolo del gioco, in tutti i mammiferi, compreso noi umani è educativo.
I bambini imparano giocando, divertendosi. Anche a scuola i giovani sono più attivi nell’apprendimento se fatto diventare una sorta di interessante gioco, quasi divertente. Naturalmente il proprietario deve saper giocare , a seconda del cane che gli sta accanto.
Bisogna disciplinare le tendenze e sviluppare ciò che è sottotono.
Fare giochi predatori (per esempio tirare uno straccio noi da una parte ed il cane dall’altra) non è un gioco adatto ad un cane già con forti tendenze al morso e predatorie.
Allo stesso modo sarebbe inutile tentare di far diventare un labrador un tipo di cane atto alla difesa o, appunto, cacciatore.
Conoscere che tipo di cane abbiamo con noi, partendo dalla razza cui appartiene, per arrivare naturalmente alla sua soggettività è compito primario del proprietario, al quale non si può sottrarre mai.
Secondo l’approccio zoo antropologico infatti l’ente relazionale (il proprietario) NON è una controparte, ma è parte integrante della relazione e mediatore tra il cane ed il mondo.
La mediazione tiene conto di variabili che possono essere diverse tra una coppia ed un’altra come per esempio il tempo trascorso insieme, che attività si fanno insieme, la qualità della relazione e in che termini essa si sviluppa.
Compito di un bravo educatore è tenere conto di tutte queste infinite variabili e sviluppare un percorso cane / padrone sempre differente, perché deve tenere conto di moltissime componenti e differenze.
E’ questo l’aspetto incantevole dell’educazione : è sempre diversa, pur poggiando su delle basi universali, perché non ha una visione statica, passiva, di impartizione di ordini e pretesa di performance . Perché considera l’alterità del singolo cane come un bene prezioso da conoscere, studiare ed aiutare in una crescita corretta. Perché non estromette da tutto questo percorso il pet – owner, ma anzi lo sollecita a partecipare e a cambiare cattive abitudini.
L’addestramento è ormai sepolto e, laddove ancora ci fosse, meglio starne lontani.
L’angolo di Alice… i segnali di calma
by Duncan on lug.01, 2010, under Ispirazione

Ritorna Alice con la sua splendida rubrica dedicata al mondo degli animali..
Alice è una opportunità preziosa per chiunque vorrà leggere i suoi articoli.
Non si tratta delle solite riflessioni sugli animali (con tutto il rispetto per esse) ma di esperienze, conocenze, studi, imput di particolare valore e qualità, e di cui spesso i più sono totalmente ignari.
La ringrazio ancora per la sua volontà di condividere con altri. Born Again ama le persone che sanno condividere…
Vi lascio alla lettura del suo pezzo..
————————————————————————————————————————————-
I SEGNALI DI CALMA
Un libro assolutamente da leggere e rileggere per capirli perfettamente è stato scritto da una grandissima comportamentalista, Turid Rugaas, che ha scoperto 27 segnali calmanti o CALMING SIGNALS, come lei li definisce.
E’ necessario premettere, contrariamente a ciò che molti pensano, che i cani, come i lupi , non sono animali alla ricerca della prevaricazione e dello scontro, anzi, sono tendenzialmente pacifici.
Essi lottano se davvero è necessario farlo, ma altrimenti, anche la figura del capobranco è una figura equilibrata, che è valevole non tanto degli scontri, ma nel gestire determinate situazioni , all’interno del branco.
Togliamo il luogo comune di pensarli bellicosi, feroci e intenti a lottare per predominare. I cani , come i lupi, hanno una visione collaborativa all’interno del gruppo, di cooperazione.
Per evitare scontri, spesse volte evitabilissimi, i cani utilizzano quelli che la studiosa sopracitata chiama SEGNALI CALMANTI.
Veri e propri segni in codice che fanno comprendere all’altro interlocutore, non solo specie specifico ma anche umano, che sono in pace, che non vogliono lo scontro.
I cani inviano continui segnali di calma o pacificazione. Peccato che i loro amici bipedi non li sappiano minimamente leggere o, meglio ancora, non sappiano neppure che esistono.. ed è questo il motivo per il quale spesso i cani tra loro si scontrano o i cani attaccano o mordono le persone.
Dobbiamo saperci porci con i cani e saperli condurre anche, quando sono con noi a guinzaglio, verso gli altri simili. (il guinzaglio non è certo il mezzo attraverso il quale un cane tenderebbe a socializzare, quindi tendenzialmente è più aggressivo…o potrebbe esserlo).
I segnali di calma servono per indicare le tendenze pacifiche o anche per indicare uno stato di ansia e stress.
Vanno quindi conosciuti, contestualizzati e non letti in chiave umana. Ciò significa che, un cane che sbadiglia non necessariamente lo fa perché, come noi ha sonno. Spesse volte lo sbadiglio nel cane indica uno stato di stress, disagio o vuole indicare un segnale di pacificazione.
Ci sono ben 27 segnali di calma, è molto affascinante conoscerli, è incredibile vedere quanto spesso vengono usati ed è fondamentale per noi capirli, affinchè la nostra relazione uomo – cane abbia una comunicazione comprensibile per entrambi.
Un altro segnale di calma dei cani e che anche noi dobbiamo utilizzare quando ci avviciniamo ad un cane che non conosciamo (onde evitare spiacevoli sorprese, come essere morsi) è avvicinarsi di lato, non frontalmente, in modo diretto, ma compiendo una semicurva, rompendo la linea retta dritta di fronte al cane.
Osservate come si approcciano , se in pace, due cani che si vedono da lontano e si vogliono avvicinare, naturalmente non conoscendosi… Essi compiono specularmente, mentre si avvicinano , due semicerchi, che vanno sempre più restringendosi fino ad avvicinarsi ed annusarsi. Questo modo di presentarsi è alla base dell’educazione per i cani. E’ un approccio non bellicoso e corretto. Allo stesso modo, conoscendolo ed avendolo compreso è buona norma per noi , effettuare lo stesso tipo di movimento, accompagnato anche con il voltare la testa e solo di tanto in tanto guardare il cane, se vogliamo farci conoscere ed essere ben accettati.
Il nostro modo di andare dritto verso il cane sconosciuto, magari anche vocalizzando (con i cani meno si vocalizza meglio è ) e guardando dritto negli occhi è equivalente ad una forma di maleducazione, come se a noi un estraneo si avvicinasse e ci toccasse o abbracciasse. Creerebbe anche in noi un certo fastidio o imbarazzo.. Insomma : “ma chi ti conosce?” …
Attenzione anche se abbiamo il nostro cane a guinzaglio. E’ necessario assecondarlo nella traettoria circolare per avvicinarsi ad un altro amico, magari scorto in lontananza.
Il mondo dei segnali di calma è affascinantissimo davvero , consiglio vivamente il libro che ho citato all’inizio del mio scritto.
Anche distogliere lo sguardo e girare la testa altrove e’ un segnale di calma , ma anche indica paura… Se, pur non volendolo, osserviamo e guardiamo dritto troppo un cane e magari questo è un soggetto pauroso o poco fiducioso, si potrà osservare come girerà la testa e lo sguardo altrove.. Proprio perché lo stiamo intimorendo.
Tra cani invece lo stesso atteggiamento indica pace. L’esatto opposto di dominanza.
L’inchino per gioco è un altro classico segnale di calma e pace che indica che tutto quello che si sta facendo è per gioco. Lo avrete di certo osservato tra due cani che giocano: posteriore e coda alti e inchino con le zampe anteriori.
Leccarsi le labbra ed il naso sono segnali di calma anche essi. Anche perché bisogna distinguere un SEGNO DA UN SINTOMO.
Il cane che si lecca il naso può anche avere il tartufo secco (sintomo), ma potrebbe anche con molta probabilità stare inviando un segnale per comunicare all’uomo o all’altro cane pace e calma , anche un po’ di paura verso l’altro.
Immobilizzarsi (freezing) o sedersi e sdraiarsi solo altri segnali di calma che il cane ci manda sia nel gioco che nella vita normale , di tutti i giorni.
Anche l’impercettibile battere delle palpebre è un segnale di calma . E’ difficile da notare, ma noi, sapendo il valore che ha per esso, potremmo riproporlo quando approcceremo ad un cane.
Questi sono solo alcuni esempi di questo magnifico mondo di comunicazione corporea dei nostri cari amici a quattro zampe e che spesso non conosciamo o osserviamo.
Il cane ci pone il dorso, magari sedendosi sotto i nostri piedi. E’ un altro modo di pacificare. Il cane nel primo approccio offre il dorso, difficilmente ama la conoscenza frontale, che reputa invasiva .
Ora invito chi mi legge e magari ha un cane, ma anche chi passeggiando ne incontra per la sua via a provare ad osservare alcuni dei segnali che ho indicato. Sorprenderà vedere quanti ne inviano in continuazione e quanto è pieno di sfaccettature il mondo canino . Anche se non parlano, si fanno capire eccome.
Cerchiamo quindi di volerli capire, utilizzando la loro lingue e non la nostra.
L’angolo di Alice
by Duncan on giu.18, 2010, under Ispirazione

Eccoci alla seconda uscita della rubrica di Alice, la nostra preziosa collaboratrice…
Devo dirvi la verità. Questo testo mi ha particolarmente conquistato. Tanto è pieno di amore, cura, delicatezza verso gli animali. Alice irradia questo amore. Le sue stesse parole ne sono pregne. E la sua stessa vita, che costantemente la fa imbattere in animali bisognosi o in storie dove un animale c’entra quasi sempre.. la sua stessa vita è emblematica. La sua, lo avete capito, è una vera passione.
Grazie anche ai suoi studi, poi, oltre che alla sua esperienza, comunica conoscenze importanti e utili per chiunque ha a che fare con gli animali, o comunque semplicemente prova interesse e simpatia per questo mondo. E queste cose le comunica con estrema chiarezza. A essere incomprensibili sono tutti bravi. Farsi capire è molto più difficile.
Da molti messaggi privati so che la rubrica di Alice è apprezzata e attesa..
Vi lascio al suo testo..
alla prossima occasione Alice………….
——————————————————————————————
Con gli animali ho sempre avuto un rapporto speciale, come se una forza invisibile mi facesse sentire la loro presenza e mi portasse ad aiutarli, a scovarli.
Inutile spiegare quanti animali ho raccolto per strada, abbandonati… e non solo cani e gatti, ma persino un rapace stupendo, che avevo chiamato Orlando, un asino che mi si era parato in mezzo alla strada, facendomi quasi finire giù da un fosso…. Ecco, questa forza misteriosa che me li fa trovare e, di conseguenza, aiutare, cammina sempre al mio fianco. Credo sia perché le cose le vedi, se fai le giuste domande al mondo, o meglio..se ami gli animali, li vedrai ovunque , sentirai la loro presenza anche se gettati in un cassonetto o nascosti tra l’erba alta.. E’ una questione di report.. Di dotazioni….Che è un po’ quello che si deve fare nell’educazione cinofila (una delle tante cose) cioè dare al cane dotazioni affinchè possa fare le domande pertinenti al mondo e possa vedere sempre più situazioni e ricevere le adeguate risposte. Affinchè allarghi il suo bagaglio esperienziale.
Un po’ come se ami le piante e sei appassionato, con molta probabilità , uscendo di casa farai molta attenzione a quelle che vedi, ai tipi in particolare , di certo più di qualcuno che delle piante non sa nulla.
Essere amanti degli animali , significa inevitabilmente, essere anche contattato da amici o conoscenti, nel caso in cui ne trovassero qualcuno in difficoltà. Ed è quello che venerdì sera mi è accaduto, ricevendo la telefonata di un amico che aveva trovato tre cagnolini.
Mi correggo..due cagnolini, perché il terzo è morto immediatamente, dopo essere stato gettato , con i fratellini giù da un ponte, appena nati, con ancora il cordone ombelicale attaccato.
Immediatamente abbiamo comprato il latte di capra, che è quello più idoneo per svezzarli, se non c’è quello della loro mamma. Poi latte in polvere , da dare ogni due ore con una siringa. C’è da alzarsi ogni due ore , anche la notte e c’è da tenerli al caldo, dentro uno scatolone , coperti con maglie di lana. Soffrono molto il freddo e sono debilitati. I giorni sono passati , pare stiano bene, anche se la loro vita è appesa ad un filo. Ci vuole una madre adottiva, la stiamo cercando. Spesso le cagnoline si prendono cura anche dei cuccioli non propri. Spesse volte anche le mamme gatte allattano i cani. E mentre noi uomini i nostri figli li gettiamo nel cassonetto , ne abusiamo, li abbandoniamo, ecco che dal mondo animale, così poco preso in considerazione, ci arrivano esempi di civiltà e di compassione ammirevoli.
Cerchiamo una madre anche perché per i cani i primi due mesi di vita sono importantissimi. Si potrebbero paragonare alla crescita di una vite, che si deve appoggiare ad una rete per crescere, altrimenti crescerà storta e male.
La madre è la rete. E’ la base sicura. E’ colei che sola e soltanto insegna ai figli che sono cani. Nessun educatore cinofilo, neppure il più bravo al mondo può sopperire alla mancanza della madre . Di conseguenza, i cuccioli cresciuti senza questa figura essenziale, chi in un modo, chi nell’altro, cresceranno deficitari. Carenti di qualcosa.
La madre traccia una rete tra ciò che il cucciolo è e ciò che deve diventare. La madre ha bene in mente il concetto di cane ed insegna al cucciolo a diventarlo. Questo si definisce Zona Prossimale di crescita.
La mamma insegna la rassegnazione (cioè saper gestire la frustrazione) , insegna la conazione (fare cose che non vuoi fare – da conato di vomito), insegna l’eumetria (la giusta misura nelle cose, per esempio mordere per gioco senza fare male) , insegna la ritualizzazione (prima di interagire comunica attraverso la ritualizzazione. Es. prima di attaccare un altro cane, lo minaccia attraverso comportamenti specifici.), insegna le regole sociali (attendere il proprio turno, rispettare la gerarchia ecc..) .
Il cane troppo presto tolto alla madre è DISMETRICO non sa fermarsi. Anche quando gioca fa male. Non controlla il comportamento, è insomma un cagnolino problematico. Il che non toglie che potrebbe essere bravo, obbediente, amorevole (anche la mia dolce cagnolina la trovai abbandonata e non so quanto sia stata con la sua mamma e qualche deficit lo ha) , ma è necessario capire quanto è crudele non solo abbandonare gli animali, ma anche staccarli dalla loro base sicura prima del tempo (barbara pratica utilizzata anche per la vendita ed il commercio di cani).
Sarebbe utile e giusto che tutte le persone tenessero bene a mente, anzi, meglio ancora, si stampassero un bel foglio e lo attaccassero in cucina , ben in vista da leggere ogni giorno , ciò che scrisse e decise nel 1965 Brambell , definendo i 5 punti del benessere animale :
libertà dalla fame e dalla sete
libertà da fastidi e dolori
libertà da traumi e malattie
libertà da paura e stress
libertà di esprimere i propri modelli comportamentali
Questi 5 punti si potrebbero facilmente utilizzare anche per la specie uomo, considerando la violenza ed i soprusi che ci sono nel mondo. Peccato che, quando vedo quei due poveri cagnolini e me li immagino dentro un sacchetto di plastica, gettati giù da un ponte, perdo la speranza e sono sempre più convinta che per una persona che li aiuta, ce ne sono almeno 4 che li abbandonerebbero.
A riguardo, invito a segnare questo numero nel cellulare, nel caso in cui si fosse testimoni di violenze sugli animali e di denunciarle via sms, anche anonimamente:
L’SMS dovrà essere inviato al n. 348 7611439 (in servizio 24 ore su 24), e dovrà contenere dati inerenti al tipo di animale maltrattato, al tipo di maltrattamento e l’indirizzo esatto in cui avviene il maltrattamento.
AIDAA informerà immediatamente le forze dell’ordine della segnalazione ricevuta, e nei casi più urgenti ricontatterà il mittente del messaggio per avere ulteriori informazioni per poter affrontare il caso nel più breve tempo possibile.
Il servizio è attivo dalle h. 8.00 di sabato 5 Giugno 2010.
Alice
L’angolo di Alice – una nuova rubrica su Born Again
by Duncan on mag.20, 2010, under Ispirazione

Oggi c’è una novità su Le Urla dal Silenzio.
Una nuova rubrica, tenuta da Alice, che si occuperà di animali, della loro psicologia, del loro addestramento e del rapporto da tenere con essi. Con una particolare attenzione ai cani, riguardo ai quali ha intrapreso un vero e proprio percorso di studi, ma non escludendo riflessioni, racconti, tecniche relative ad altri animali. Lascio a lei la parola per questa sua prima “uscita”. Ben venuta tra noi Alice
—————————————————————————–
Salve a tutti, io sono Alice. Oggi inizierò questo primo appuntamento della rubrica di cui mi occuperò, parlando di cani. Desidero subito ringraziare per molte ispirazioni e insegnamenti pratici il professore Marchesini di cui sto seguendo i corsi, ai quali vi invito a partecipare se avete una passione come la mia.
Per poter capire le necessità che oggi ha la società e che hanno, in primis, i proprietari di cani, è necessario capire il ruolo che oggi hanno assunto i nostri amici a quattro zampe.
Da una cultura rurale, dove il cane era un mezzo per poter essere aiutati nel lavoro, era messo a catena spesse volte e di certo poco coccolato o viziato, si passa nel decennio degli anni ’80 ad una totale antropomorfizzazione dell’animale, quasi fosse un sostituto di un figlio o di un compagno che non c’è.
In questo decennio il cane, suo malgrado, viene trattato da persona, peggio ancora, da bambino. Perdendo completamente la sua specificità.
Oggi, il concetto pare evolversi in un altro senso, seppure rimangono casi estremi ancora vincolati a concetti rurali o, d’altra parte, alla visione cane = bambino, e la società vuole e pretende che il cane sia un buon cittadino a quattro zampe.
Sempre più padroni sentono la necessità di poter portare il proprio compagno ed amico ovunque: al mare, al ristorante, negli alberghi, in piscina, in ferie….
Il cane è parte integrante della famiglia e vedersi precludere dei luoghi, equivale a non andarci per nulla.
Ancora è scarsa l’attenzione che viene data a questa esigenza, ma, d’altra parte, senza voler giustificare minimamente la poca sensibilità a riguardo, c’è da notare come spesso i proprietari di cani pretendano di poter andare ovunque, avendo un cane non educato.
Un cane non educato, che fa malanni al ristorante, crea un precedente per il quale nessun cane potrà più entrare in quel ristorante.
Educare (NON ADDESTRARE) un cane significa avere un cane equilibrato, felice e che potrà seguire il padrone dappertutto e , per un cane,poter andare ovunque con l’amato amico bipede, equivale a pura felicità.
L’approccio Pedagogico che sto iniziando a studiare e che vorrei un domani diventasse il mio futuro lavoro è una metodologia di rapporto uomo-cane spiegata dal Dott. Marchesini , che ribalta completamente la visione addestrativa, ormai sorpassata e fine a se stessa.
Si riconosce al cane la propria alterità. Si esaltano le sue caratteristiche specie-specifiche, abbandonando, non con poca fatica, la nostra visione egocentrica ed antropocentrica del mondo. (abbandono che sarebbe bene mettessimo in pratica sempre, in ogni settore della nostra vita).
Comprendere il mondo visto dal cane, sentito dal cane. Evitare grossolani sbagli, anche se dettati da infinito amore per esso, lavorare non solo su di lui, ma anche su di noi. Metterci in gioco, trasformare il rapporto di leadership in rapporto di partnership.
Per intraprendere questo cammino interessante e rispettoso, bisogna chiaramente studiarne le basi e conoscere le caratteristiche del cane sia filogenetiche che ontogenetiche.
Sono ancora agli inizi di questi studi che mi appassionano tantissimo, di conseguenza, la capacità che ho di parlare di tali argomenti è ancora frammentaria, poco ordinata, spero di perfezionarmi nel tempo e spero comunque a qualcuno possa interessare ciò che scrivo e conoscere tante cose di queste splendide creature, che magari non si sanno.
Dunque, il concetto fondamentale, che potremmo applicare anche a qualsiasi individuo di religione, razza, idee politiche, orientamenti sessuali diversi dai nostri, è rispettare la diversità. E’ capirne il senso e le stupende caratteristiche. E’ abbandonare la nostra visione del mondo, come fosse l’unica plausibile o, peggio ancora, come fosse la migliore. Non è così e mai lo sarà.
Una volta lasciati alle spalle questi preconcetti insiti in ognuno di noi (chi più chi meno), sarà necessario studiare il cane, i suoi antenati (i lupi) e le varie razze che ci sono.
Il cane deriva dai lupi. Ne consegue che il cane vive in branco, anzi, vive per il branco. La sua visione è cooperativa, non individualista come lo è quella umana.
Mi si dirà che anche l’uomo collabora, in gruppi, a lavoro, tra amici. E’ vero, ma solitamente di base lo fa sempre per avere qualcosa in cambio, per ottenere . Il che non è necessariamente meschino o sbagliato. E’ semplicemente diverso dal cane (e dai lupi).
E’ curioso ed interessante, per fare un esempio pratico di questo concetto, osservare che, se mettiamo un cane a fare un esercizio, magari difficoltoso, come trovare del cibo nascosto preventivamente da noi sotto una pentola , se questo stesso cane si trova in difficoltà, la prima cosa che farà sarà , abbaiando, chiedere aiuto al partner umano. Dentro di lui sta dicendo: ehi amico, sono in difficoltà, mi dai una mano?
Perché per lui è naturale che ciò accada, è insito nella sua natura.
Questo, dal punto di vista performativo, potrebbe risultare , se non indirizzato, come un handicap per eventuali prove dovesse svolgere.
Trovo personalmente magnifico questo modo di porsi del cane, questa visione collaborativa e gerarchica.
Anche nelle nostre famiglie bisogna che il cane trovi il proprio ruolo e che riesca ad affidare ad ognuno di noi altri membri il nostro. Uno dei motivi per i quali spesso i cani risultano troppo leader in casa è che noi uomini non assumiamo dei ruoli stabili e decisi. Questo mette il cane in confusione, lo costringe naturalmente a prendere lui la guida, il potere.. dentro di se, potendolo fare, direbbe: ehi ma qui c’è un grande caos. Ora li aiuto io e prendo le redini della situazione.
Lascio a voi immaginare i problemi che questa gerarchia distorta e confusionaria possono portare dentro il nostro nucleo familiare e poi, di conseguenza, fuori, in società.
Un altro errore che spesso i proprietari di cani fanno è parlare con il cane, fargli lunghi e grandi discorsi. L’effetto sul cane è lo stesso che se una persona di lingua diversa dalla nostra e che non conosciamo si mettesse a disquisire su un tale argomento e noi capissimo solo qualche parola qua e là .
Confusione.
Il cane , vive il qui e l’ora. Vive il presente .(grande dote la sua..) . Il che, esplicato nella pratica, significa che, dirgli “domani ti do la pappa” per lui equivale a dire: PAPPA (parola che molto probabilmente consoce) ADESSO, SUBITO. Non “domani”..perchè non conosce “domani”… Qui ed ora…
Questo cattivo dialogo è un altro modo per mettere il cane in confusione e renderlo irrequieto, instabile.
E’ talmente vasta la pedagogia cinofila ed è talmente interessante che, lo so e me ne scuso, rischio di fare un minestrone delle poche cose che ho potuto studiare ed ascoltare e rischio anche di spiegarle male.
E’ mia intenzione riuscire a capirne il più possibile e , di tanto in tanto, mettere degli argomenti ben precisi e poterli spiegare e condividere.
Ciò che già da adesso so con certezza è che il mio sogno è questo, è lavorare con e per i cani, è conoscerli il più possibile , perché il loro mondo si avvicina a me certamente più del mio.
Ciò che mi sento di consigliare a chi ha l’immensa fortuna di avere un amico fedele accanto è di contribuire a renderlo un buon cittadino a quattro zampe e di poter godere della sua compagnia quanto più tempo possibile.
Il resto dopo i miei studi….
il Coniglio e il cerchio della paura (totem animali- by Kerridwen)
by Duncan on ott.31, 2009, under Ispirazione, Simbolo

Certe persone, amici e compagni, sconosciuti viandanti del Web, che incrociate questo pezzo di terra nel mare delle inarrestabili vibrazioni elettriche.. certe persone, miei sconosciuti compagni di viaggio, sono nate per guarire, per curare, per trasmettere energia benefica. Come Kerridwen, un pò strega, un po’ sciamana, un po’ sacerdotessa, un po’ tante altre cose..:-).. che collabora col nostro sito e ha iniziato un percorso di condivisione della conoscenza con noi, e con tutti voi, che si inoltra nel territorio dei Totem animali (potranno seguirne altri una volta concluso questo).
Quello di oggi è il terzo post che lei ha scritto. Il primo era un inquadramento in generale dei totem animali. Il secondo trattava del potentissimo simbolo-messaggio dell’Aquila. Il terzo, quello di oggi, parla del Coniglio. La conoscenza di Kerridwen non è erudizione, non nasce da tomi polverosi, o da lezioni imparate a memoria. Ma è fresca, viva come sorgente e ruscello di montagna. E’ conoscenza non teorica, ma “esperienziale”. E ogni volta che parla ha mille aneddoti, che ti fanno entrare realmente in quello che dice. Anche questa volta. Osservate come inizia subito parlando del suo concreto incontro con un coniglio, e che cosa esso le ha trasmesso.
Spezza il cerchio intorno alla gola, questo sembra dirci per riflesso il totem del Coniglio. Esso incarna e rivela le paure. E ci lancia una messaggio, da cogliere e da vivere. Non cedere alla paura, non scappare sempre inseguito da mille furie e demoni. Non rendere la tua mente un infinito campo da caccia per ossessioni, scrupoli, angosce, timori irrazionali e serpeggianti. Rivela la tua paura. Ce lo dice anche Kerridwen. Scrivene, parlane. Dalle un nome e un cognome. Esorcizzala. Ricorda che è normale avere vissuto nella paura. Che tutti ci siamo imbattuti in anni, in stagioni, di paura. Che gli eroi erano prima conigli bagnati. La differenza è che non si sono accontentati, non sono voluti morire come conigli bagnati. E’ un cambiamento che inizia da dentro. Ho visto passeri con ali ferite improvvisarsi aquile, e volando vicino al sole.. non bruciarsi e non precipitare. Ho visto anche aquile perdere il volo e inabissarsi nel mare. Se hai paura è venuto il tempo di affrontarla. Questo insegna il totem del Coniglio. Il resto, le concrete scelte, le concrete strada.. tutto il resto , dipende da te. I totem sono segni che illuminano il cielo, archetipi simbolici dell’inconscio collettivo, fari in notti di mareggiate e vento salino, semi che solo tu puoi coltivare per alberi che solo tu puoi vedere. Parabola significat.. dovunque i sensi ti troveranno, se ti lascerai trovare.
Ringrazio ancora Kerridwen per questi preziosi doni che ci fa (ricordo che li sta scrivendo apposta per noi di Born Again). Di seguito il suo testo.
—————————————————————————————-
Il giorno dopo il primo post sui totem animali, la simbologia del loro mondo, si è manifestata nuovamente nella mia vita. Una persona a me molto cara mi chiama piangendo, chiedendomi se potevo raggiungerla perché il suo coniglietto nano era morto e non aveva il coraggio di prenderlo in mano per esserne certa. L’ho raggiunta quanto prima e, prendendolo in mano, era ancora tiepido, con i suoi occhietti aperti come se mi fissassero.
Gli ho fatto reiki; ma ormai era troppo tardi. Nella mia vita ho assistito a vari funerali di persone care, e nel mondo animale ho seppellito criceti, pesciolini… ma un coniglietto è stata la prima volta in vita mia. L’ho battezzato perché non aveva ancora un nome (è sempre una creatura del Cielo benedetta come ogni essere sulla terra), l’ho benedetto con acqua santa gli ho messo dei fiori, erbe per adagiarlo, e l’ho ricoperto pregando per la sua anima.
Poi mi sono presa cura della persona che l’aveva amato, raccontandole la storia del totem del coniglio così come si narra in un libro meraviglioso che mi guida e sostiene da molti anni (LE CARTE MEDICINA di Jamie Sams ed. Amrita ).
Tanto tempo fa, nessuno sa realmente quando, il Coniglio era un guerriero coraggioso senza paura, amico della Strega Occhio che Cammina. I due trascorrevano molto tempo insieme, erano uniti e inseparabili. Condividevano molte cose delle loro vite. Un giorno Occhio che Cammina e il Coniglio si sedettero lungo un sentiero per riposare, ed egli disse: “ho sete”.
La strega prese una foglia ci soffiò sopra e comparve una zucca piena d’acqua per dissetare il suo amico, che bevve l’acqua ma non disse nulla, poi aggiunse: “ho fame”.
La strega prese una pietra, la trasformò in una rapa, e la porse al Coniglio, che la assaggiò e poi la mangiò con gusto,ma non disse nulla. I due ripresero la passeggiata lungo il sentiero di montagna. A un certo punto il Coniglio (**Samuela meglio dire così che ‘dove esso’) inciampò e rotolò giù. Quando la strega lo raggiunse era ridotto male. Lei lo curò con l’unguento magico per lenire il dolore e risanare le ossa rotte. Ma il Coniglio non le disse nulla. Diversi giorni dopo la strega andò a cercare il suo amico, ma non lo trovò da nessuna parte; e alla fine si arrese. Lo incontrò un giorno per caso, e gli disse: “Coniglio,perchè ti nascondi e mi eviti?”
L’animaletto rispose: “ho paura di te.. ho paura della magi”, le rispose ranicchiandosi, “lasciami solo!”
“Ecco”, rispose la strega, “ho usato i miei poteri magici per curarti a fin di bene,e tu ora ti ribelli e rifiuti la mia amicizia?”
Il Coniglio rispose: “ non voglio avere più niente a che fare con i tuoi poteri”, e non vide neppure le lacrime della sua amica….
Occhio che Cammina gli disse: “è nei miei poteri distruggerti, ma in nome dell’amicizia che ci univa un tempo non lo farò. Ma da oggi in poi getterò una maledizione su di te e su tutta la tua tribù. Da oggi in poi tu chiamerai le tue paure ed esse verranno a te. Vai, ma ricorda che le medicine che ci legavano come amici ormai sono spezzate. Adesso il Coniglio è colui che chiama la paura, egli esce fuori e grida: “Aquila ho paura di te”.
Se il rapace non sente egli urla più forte :”Aquila stammi lontano!” Il rapace che ora l’ha sentito arriva e se lo mangia. Questo narra la leggenda.
Il totem del Coniglio è quello delle paure che si trasformano in realtà. Secondo la legge della proiezione, unita all’intento che si mette nel formulare un pensiero, attirerai a te ciò che temi di più. Questa è la legge. Un modo per affrontarle è scrivere cosa ci turba, cosa ci crea disagio o ansia su un foglio, e poi bruciarlo esorcizzandola; visualizzando che scivolino via, e che Madre Terra le accolga trasmutandole in luce da ridonare sotto forma di coraggio.
Ogni carta degli animali totem può essere pescata capovolta, e ovviamente ha sempre il sigificato opposto. In questo caso il simbolo suggerisce di mettersi in ascolto prima di affrontare le proprie paure, perché è opportuno individuarle riconoscerle e smascherarle. Se si vuole paragonare questo totem a un segno zodiacale,il suo modo di essere è molto simile al segno del cancro….
Kerridwen
La sfida dell’Aquila (totem animali- by Kerridwen)
by Duncan on ott.10, 2009, under Ispirazione, Simbolo, video

Ecco un altro post scritto per noi da Kerridwen. Questa donna che ha esplorato intellettualmente, e concretamente, molti livelli di frontiera, ha deciso di condividere con noi di Born Again un pò della sua conoscenza. Questo testo si inserisce nel filone dei Totem animali, iniziato appunto col precedente (risalente a qualche giorno fa) post “Totem animali” e continuerà, prima di passare a un altro filone. L’animale totem considerato questa volta è l’aquila. Che io considero uno dei più simbolici ed ispiratori.
Buona lettura…
PS: ho accompagnato il testo di Kerridwen con un video (che troverete a fondo post) che considero uno dei più belli in assoluto dedicati all’aquila. Uno dei più belli mai fatti.
————————————————————————————-
La grande aquila bianca vive più a lungo di qualsiasi altro uccello, anche fino a settant’anni. Ma per raggiungere quella veneranda età deve prendere la decisione più difficile di tutta la sua vita. La leggenda racconta che a quarant’anni i sui artigli si fanno duri e più che mai affilati, le sue ali si accorciano e diventano molto pesanti e le sue piume s’assottigliano. Volare diventa un’impresa difficile. A quel punto l’aquila bianca ha due sole strade: o morire o confrontarsi con un doloroso rinnovamento che dura almeno sessanta giorni. Il processo di trasformazione consiste nel volare fino alle creste più alte della montagna e starsene lassù, in un nido, da dove per un po’ non deve uscire. A questo punto l’aquila deve iniziare a sbattere il becco contro la nuda roccia, finché riesce a strapparselo. Dopo dovrà aspettare un po’ fino a che le spunterà un rostro nuovo e lo userà per strapparsi le piume cresciute intorno agli artigli. Con gli artigli nuovi di zecca, si libererà di tutto il suo piumaggio vecchio e dopo qualche settimana di dolore sarà di nuovo in grado di affrontare un volo di rinascita, con ritrovata energia per almeno altri trent’anni.
La medicina dell’Aquila è il potere con il Grande Spirito, la connessione con il Divino. Lei vola fra le alte vette, ove scruta ogni dettaglio ogni particolare senza che nulla sfugga all’acutezza del suo sguardo, e riesce allo stesso tempo a restare unita a Madre Terra,raggiungendo così l’equilibrio fra i due Regni. Le sue piume sono usate dagli Sciamani di varie culture per purificare le aure degli uomini, intonando canti di guarigione,suonando tamburi bruciando erbe sacre.. soffiando sui frammenti d’anima da recuperare, o su blocchi sciolti in punti differenti del corpo. Entrare in quilibrio con questo Sacro Totem significa aver portato avanti un lavoro costante che durerà tutta la vita. Il premio in palio sarà poter vedere ogni cosa a 360 gradi, con acutezza precisione velocità, come se si diventasse tutt’uno con lei. Un pò come accade a Eragon che vede con gli occhi di Safira il suo Drago. Questo è il suo significato personale come simbolo se è tra i 9 del vostro totem di nascita. Se invece avete un quesito momentaneo, o volete sapere che energia è bene sostenere in quel momento, basta essere chiari nella domanda e si potrà avere la carta del mese del giorno, o della settimana, restando liberi di sentire il loro potere e farvi guidare nelle soluzion pìù consone alla vostra persona,ciò vale per tutti i totem. Se fra le vostre carte uscirà l’aquila, il messaggio che trasmette è, che se vuoi volare alto e vedere da una prospettiva elevata distaccata, questa possibilità ti viene data, ma devi avere coraggio e tenacia. Devi imparare a osservare te stesso, sia interiormente, sia nel modo incui ti poni con gli altri; e avere lo sguardo lucido sui lati di te stesso che hanno bisogno di essere revisionati e migliorati.
L’aquila è legata all’elemento aria. Questo è una spinta ad uscire all’aria aperta, collegandosi con questo elemento. La lezione più importante di questo totem è ricordarci che il Grande Spirito dà a tutti il dono della libertà fin dalla nascita.Stà solo a noi decidere di non farci ingabbiare da regole, da schemi di paura. Regole, schemi e paure che spesso, chi non ha il coraggio di volare nè di osar andare oltre, cerca di buttarci addosso.Vorrei dedicare questo post alla memoria di Angelo D’arrigo l’uomo che volava con le aquile….
www.angelodarrigo.com/profilo_it.php
http://www.angelodarrigo.com/biografia_it.php
http://www.angelodarrigo.com/leparole_it.php
Totem Animali
by Duncan on set.27, 2009, under Ispirazione, Simbolo, video

Con questo post non presento un mio testo, nè qualcosa presa nei meandri del Web.
E’ un testo scritto apposta per noi.
Cioè si tratta di una persona.. KERRIDWEN.. che ha sperimento e imparato varie cose. Una persona che ha sulla pelle e sulle spalle una conoscenza “viva” e ho le chiesto di condividerne qualche frammento con noi. Chi mi conosce sa che ho sempre creduto nello spirito della Condivisione, in quei mille fiumi che uniti diventano una corrente impetuosa. In quel dare reciproco che ci rende tutti più saggi, più veri, più forti.. migliori.
Kerridwen ha esplorato aree insolite dell’esistenza, conoscenze di frontiera, culture simboliche, magiche, mitologiche. E dietro molto di ciò che dice c’è spesso anche tracciati di un’esperienza personale.
argomenti interessanti, spesso concernenti aree e mondi conosciuti e
Se volete, è una sorta di “collaboratrice esterna”. Non sarà iscritta al sito ma ci invierà, fin quando vorrà, del materiale interessante.
Ricordo sempre, nello spirito della Nuova Repubblica, che inviare un testo non vuol dire consigliarne la recezione supina o chiederne l’adesione fideizzante e l’accettazione acritica. Questo è un posto di anime forti e libere per anime forti e libere. Ogni lettore è anzi stimolato ad assumere un rapporto creativo con tutto ciò che legge. A cogliere ciò che vuole cogliere, o a non condividere ciò che non condivide. A recepire in toto o a porre rilievi critici. Ogni testo non chiude un discorso. Lo apre. In innumerevoli. e sempre avvolgenti, ellissi,
Con questo post inizia una serie di interventi che hanno come epicentro i Totem Animali.
E’ una sorta di introduzione generale. Seguiranno post che andranno più nello specifico.
————————————————————————————————-
Una sera, un vecchio indiano Cherokee parlò a suo nipote
e gli raccontò delle battaglie interiori.
“Figlio mio”, gli disse, “la vera grande battaglia è quella che
avviene tra i due lupi che vivono dentro di noi.
Uno è il Male. E arrabbiato, geloso, invidioso, vendicativo,
sordido, arrogante, autodistruttivo, colpevole d’ogni bassezza, forte
con i deboli e debole con i forti, bugiardo, orgoglioso, egoista.
L’altro è il bene. E gioia, pace, speranza, serenità, umiltà,
gentilezza, benevolenza, empatia, generosità,
dice il vero senza ferire, conosce ed esercita la compassione e dà
fiducia”.
Il bambino penso alle parole del nonno.”Qual’è il lupo chevince?”chiese poi.
Il vecchio Cherokee sorrise: “Quello che scegli di nutrire…”
Con questa riflessione dei nativi americani,cultura che amo profondamente fin da bambina, inizio col parlare degli animali totem secondo una piccola parte della loro immensa cultura, tenendo a precisare che lo stesso animale avrà un ulteriore significato per ogni tribù confinante che va ad arricchire l’essenza, o il dono, o il suddetto significato che esso vuole trasmetterci aldilà di un sempilce pensiero, ma arrivando all’essenza del suo potere antico.Citando poi un loro detto:”è attraverso la natura che giungono gli insegnamenti,ed è alla natura che tutti ritorneremo”.
Nel preciso istante in cui un’individuo viene al mondo porta con se il suo bagaglio genetico (DNA, ceppo famigliare), ma anche quello della sua anima a livello karmico; che va inteso negli schemi da spezzare che si ripetono più volte nella stessa vita; sciogiondolo pian piano che ci si migliora, arrivando infine a realizzare il compito per cui si è scesi nella materia, il proprio dharma ossia, la chiamata dell’anima. Tornando a noi, al momento della nascita abbiamo 9 animali totem che rispecchiano i nostri talenti, i nostri punti di forza, e i punti su cui lavorare per migliorarsi o rafforzarsi. Se siamo pronti ad accoglierli, andando al di là delle apparenze, noteremo che essi sono per noi modelli di comportamento che hanno il solo fine di trasmetterci messaggi per guarire e migliorarci. Ciò avviene solo se si resta in ascolto. Ogni animale ha un compito specifico, ha il suo totem principale da diffondere; ricordando soprattutto che ogni tribù aggiunge sempre qualcosa di nuovo nel suo significato.
Il silenzio della mente calma è la sacra fertilità dello spirito capace di ricevere, e di imparare ad evocare il totem di un particolare
animale quando se ne impara a conoscere il significato. Non bisogna mai dimenticare di restare aperti con umiltà, gratitudine rispetto, amore; e accetare il tipo di aiuto che esso ci rivelerà più adatto alle nostre esigenze del momento,lasciando al di fuori ogni tipo di aspettativa….attuando solo un atteggiamneto di accoglienza totale…. per il messaggio che ci verrà recapitato, la modalità nel quale esso avverrà. Voglio sottolineare che ciò è differente per ognuno di noi. Bisogna trovare il proprio personale codice di interpretazione semplicemente osservando cio che accade, in sogno, o con un volantino trovato per terra, o se una pagina su internet si apre da sola su un particolare animale e via discorrendo.
La leggenda narra che in tempi antichi quando un iniziato, un ricercatore o un guerriero avesse avuto bisogno di una guida per comprendere meglio quella precisa fase del suo percorso, egli si sarebbe recato dal consiglio degli anziani,composto da 6 menbri seduti a Nord,(simbolo della saggezza,dei venti dell’aria). Qui (immaginando che sia tu quell’uomo in cerca, anche perché, in un ceerto senso, sei o sarai tu) ti metti al centro e poni il tuo quesito. Poi ti viene porta la borsa di medicina, con dentro vari simboli di animali di potere,e in base a ciò che pescherai ti verrà dato il responso. Quando esci di là, ti sentirai carico di energia e più determinato a proseguire nel Sentiero.Gli animali totem con cui si nasce sono 7 legati alle 7 direzioni che circondano il corpo fisico (Est, Sud, Ovest Nord, Sopra, Sotto, dentro..). Ognuno di essi ha una specifica lezione da insegnarti nel corso del tempo… e tu in qualità di ricercatore devi porti con silenzio e umiltà verso ognuno di loro. Poi c’è l’animale legato al lato destro, ossia una sorta di Padre protettore interiore, che ti dona coraggio e spirito guerriero. A seguire c’è il totem sinistro, legato alla Madre interiore, colei pronta ad accogliere e a ricevere, donando a te stesso e a gli altri ciò che hai in tess. Essa è anche il totem custode delle relazioni. Entrambi, rispetto a gli altri sette, ti guideranno per tuta la vita. Mentre gli altri cambieranno in base a ciò che nutrirai nel cammino personale.
Se volete trovare i vostri animali totem, potete disegnarvi le carte da soli,o selezionare le immagini da internet e ritagliarle. E’ una scelta personale. Oppure ci sono vari tipi di carte che si possono acquistare. Quando le avrete per le mani, dovrete consacrarle alle 7 direzioni, purificando la stanza, accendendo una candela, mettendo della musica rilassante; o, per chi può, andare in un boschetto o in un prato. Lasciatevi guidare dall’istinto personale, pronti a ricevere il vostro dono. Fate silenzio. Trovate una posizione comoda, chiudete gli occhi, respirate e lasciatevi trasportare. Quando sarete pronti scegliete le carte di nascita, partendo dall’Est, appuntandole col rispettivo animale su un quaderno. E così via, fino alle ultime 2.
Per chi non sente di farlo con le carte, ma è più portato per la meditazione e la visualizzazione, procedete chiedendo con amore ai vostri animali totem di rivelarsi a voi per relazionarvi e lavorare in simbiosi. Sia da svegli, sia, per chi ha più confidenza con i sogni e il mondo onirico, nei sogni appunto. Scegliete il metodo che più sia semplice e armonico per voi.
Dopo che li avrete scritti inizieranno pian piano a subentrare ricordi, anche di quando eravate bambini; favole che vi venivano lette, sogni ad occhi aperti. Tutta una sorta di simbologia personale insomma, con il solo scopo di farvi notare che loro sono sempre stati accanto a voi.
Tornando a le 7 direzioni e il loro significato:
L’ Est ci conduce verso le sfide spirituali che conducono all’Illuminazione.
Sud è il totem del bambino interiore, del lato innocente e puro di noi stessi; ti insegna a distinguere quando aver fiducia e quando essere umile, cercando di equilibrare il tutto senza perdere l’innocenza.
Ovest è la sede degli antenati; ti indica anche la via per realizzare la metà stabilita, attraverso la verità.
Il Nord rappresenta la saggezza e il distinguere quando parlare e quando tacere, ricordandoti di essere grato per entrambi questi aspetti.
L”animale di Sopra, è il guardiano per il Tempo del sogno, fà da ponte per altre dimensioni, e ti ricorda che vieni dalle stelle e ad esse tornerai.
L”animale del Sotto ti trasmette la stabilità che viene da dentro te stesso.
L’animale di Dentro t’insegna a difendere il tuo spazio sacro, la tua aura, dove nessuno può entrare senza il tuo permesso; e ti portan gioia e verità.
Dopo aver scelto i 7 animali, vanno estratti gli ultimi due, quelli di base, che resteranno sempre con voi durante la vita. Detto ciò, poi ognuno inizierà a rivelarsi a voi in maniera differente (piume, spot in tv, sogni etc.). Solitamente vengono usati 44 animali totem, ma ogni tradizione è diversa anche fra i Nativi Americani; figuriamoci poi nel culto celtico dove alcuni animali non compaiono. Scegliete con il vostro intuito quanti animali mettere nelle vostre carte. Poi, ogni qualvolta avrete un dubbio, una scelta da fare, un chiarimento da ricevere; prendete il mazzo e chiedete consiglio. Stessa cosa per meditazione; o per i sogni prima di coricarvi. Alla base c’è l’intento e la chiarezza della domanda.
In seguito vi parlerò dei singoli animali totem e dei loro significati secondo la cultura Nativa, ma sempre da poter arricchire con le conoscenze e il retaggio di altri popoli. Chi vuole tra i lettori potrà dire la sua, anche in base all’esperienza personale. Il dialogo è sempre una occasione creativa.
KERRIDWEN