Born Again

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I bambini di Fukushima

by Duncan on mag.10, 2011, under Controinformazione, Resistenza umana, Scienza

  

Si riesce ad aggiungere poco davanti a queste parole.

Si riesce a dire poco, rispetto al prezzo che altri dovranno pagare.

Le troie grasse di letame hanno edificato le loro piramidi di orrore sul prezzo della carne umana, della vita umana.

Ma non sarebbe nulla il potere delle elité e dei centri di interesse senza una sterminata collettività grigia e acquiesciente.

Fukushima è  un simbolo…

vengono pagati prezzi enormi perchè gli occhi comincino piano piano a risvegliarsi.

Una medaglia è il prezzo gigantesco che molti dovranno pagare..

l’altra è lo scuotimento che sveglia dal sonno e fa iniziare il cambiamento.

Sono come quelle crepe, che all’inizio non vedi , ma che piano a piano farnno crollare un muro.

Ma intanto.. intanto tantissimi bambini pagheranno un prezzo inaccettabile..

mai più esistenze rapinate e saccheggiate da interessi bestiali,

mai più altri bambini sacrificati.

L’articolo che leggerete è tratto dall’ottimo sito Come Don Chisciotte (http://www.comedonchisciotte.org/site/index.php)

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  IL DESTINO DEI BAMBINI DI FUKUSHIIMA
Postato il Lunedì, 09 maggio @ 17:10:00 CDT di
 supervice

 (http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8283)

DI JOE GIAMBRONE
Counterpunch.org

Una donna al quarto mese di gravidanza è stata contaminata con il cesio radioattivo; la concentrazione di cesio nella madre (0.91kBq/kg bw) era simile a quello del neonato (0.97kBq/kg bw). (1)
I bambini della Bielorussia, dell’Ucraina e di alcune regioni della Russia ci mostrano cosa bisogna aspettarsi da una grave contaminazione da radiazioni come quella che sta avvenendo in Giappone. Le radiazioni colpiscono i giovani in maniera più violenta degli adulti, che vengono comunque menomati dalla contaminazione.
La radioattività causa numerose malattie tra cui tumori terminali e non solo dalle grandi quantità iniziali, ma nel tempo dalle particelle assorbite all’interno del corpo.

Un importante consulente nucleare del Primo Ministro giapponese, il professore Toshiso Kosako, ha dato le sue dimissioni in segno di protesta contro il governo che ha alzato di venti volte (da 1 mSv/all’anno a 20mSv) il livello di esposizione tollerato per i bambini. Può essere dimostrato che l’industria dell’energia atomica è stata una catastrofe senza precedenti per l’umanità.

Il bielorusso Yury Bandashevsky è uno dei maggiori esperti di contaminazione da radionuclidi. Dalla zona di Chernobyl Bandashevsky ha pubblicato centinaia di studi scientifici e ha studiato la contaminazione radioattiva assorbita dai bambini per decenni.

I genitori del nord del Giappone dovrebbero studiare le raccomandazioni alimentari di Bandashevsky che ha scoperto che la pectina che si trova nelle mele aiuta a rimuovere il cesio radioattivo dal corpo.
Comunque, il cibo e gli animali cresciuti nelle regioni contaminate trasmettono radiazioni alla popolazione per secoli a venire. La dipendenza dei giapponesi dal pesce creerà ben presto un altro shock alla nazione perché i pesci più grandi sono quelli che assorbono la maggior quantità di radiazioni nella catena alimentare.

Gli studi di Bandashevsky hanno evidenziato delle cifre impressionanti sui pericoli di contaminazione interna dalle radiazioni: “Un livello cronico di cesio che va oltre i 30Bq/kg rispetto al peso del corpo è spesso associato con malattie cardiovascolari gravi.” (2)

Per i bambini con una quantità di cesio oltre i 50 Becquerel/kg rispetto al peso del corpo, “ci saranno malattie patologiche degli organi o dei sistemi vitali” (3). Questi livelli possono produrre malformazioni nei neonati e aumentano il rischio di aborto spontaneo.

Il Center for Disease Control (Centro di controllo delle malattie) americano sostiene che sia il cesio 134 e il cesio 137 emettono raggi beta e gamma, che possono ionizzare le molecole all’interno delle cellule penetrate da queste emissioni e provocano danni ai tessuti e un disturbo della funzione cellulare (4).

Le donne giapponesi in stato di gravidanza devono abbandonare il nord del paese prima possibile per la sicurezza dei loro bambini. I feti sono in pericolo imminente e sono molto più vulnerabili alle radiazioni rispetto agli adulti.

Quanto è vasta la contaminazione al momento in Giappone?

La rivista Nature ha scritto sul suo sito Internet che il suolo a 40 chilometri a nord-ovest dalla centrale contiene ”livelli di cesio 137 pari a 163.000 Bq/kg e iodio 131 pari a 1.170.000 Bq/kg, secondo il Ministro della Scienza giapponese” (5).

Il limite della nuova zona rossa ufficiale è solamente ad un raggio di 30 km dalla centrale. Questo significa che chi vive al di fuori di questa distanza non sarà evacuato al momento e molti non lo saranno mai e torneranno così alla loro vita normale. Saranno avvelenati per il resto della loro vita solamente dagli isotopi radioattivi che sono incolori, insapori e inodori, mentre il cesio, lo stronzio, lo iodio e altri radionuclidi continueranno a contaminare le forme di vita in quell’ambiente nonostante tutte le false garanzie.

Tracce di plutonio, considerata la sostanza più tossica al mondo, sono state trovate in otto diverse stazioni di controllo in Corea.

La radioattività è un argomento fortemente contestato e controverso. Le numerose prove mediche vengono continuamente ignorate dai maggiori mezzi d’informazione. Al centro della controversia c’è l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica. Molti non sanno che la AIEA ha l’autorità su tutti i problemi di salute che riguardano le radiazioni, sia quelle militari che quelle civili.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità può quindi essere bloccata dall’AIEA nella pubblicazione dei suoi studi sugli incidenti nucleari, come quello di Chernobyl. Questo è quello che è avvenuto nel 1995 sotto il mandato del direttore dell’OMS, Hiroshi Nakajima (6).

Alcuni documentaristi svizzeri hanno scoperto che la conferenza internazionale del 1995 di Nakajima, composta da 700 esperti e medici, ha ricevuto il divieto di pubblicare i suoi studi su Chernobyl dall’AIEA. Il film svizzero “Nuclear Controversies” del 2004 descrive questa battaglia tra i dottori e gli scienziati contro l’Agenzia internazionale per l’Energia Atomica.

Nakajima descrive l’AIEA in questa maniera: “Hanno l’autorità sulle questioni atomiche sia per uso militare o civili o pacifico. Sono loro che comandano.” (7)

Ciò di cui nessuno vuole discutere è la parola ‘militare’ e il desiderio delle forze armate dell’Occidente di attaccare altri territori con le munizioni all’uranio impoverito. Al momento la NATO sta bombardando la Libia con bombe all’uranio e quindi deve negare che la contaminazione da questo materiale possa nuocere alle popolazioni. Quest’ammissione potrebbe da sola costituire la confessione di aver commesso crimini di guerra e per questo le menzogne continuano ad accavallarsi indisturbate.

Le radiazioni attaccano il DNA e causano malformazioni innaturali, mortalità improvvisa e malattie che persistono per il resto della vita di una persona.

Diversi documentari hanno mostrato gli effetti delle radiazioni sui bambini di Cernobyl tra cui il premio Oscar “Chernobyl Heart” del 2003. Il film mostra immagini strazianti di bambini deformi e di molti ragazzi che hanno tumori alla tiroide o altre malattie alla tiroide. Solo poco più del 20% dei bambini della Bielorussia possono essere considerati sani, secondo studi governativi.

Uno studio ucraino ha rilevato che “per ogni caso di cancro alla tiroide ci sono altre 29 patologie alla stessa ghiandola” (8).

Bandashevsky ha trovato altri effetti sulla salute anche a livelli più bassi di contaminazione da cesio: “L’80% dei bambini con una concentrazione di 5Bq/kg sono sani, mentre lo è solamente il 35% di quelli con una concentrazione di 11Bq/kg.” (9)

“Chernobyl Heart”, “La battaglia di Chernobyl” e “Nuclear Controversies” sono disponibili online per lo streaming. Le prove che le radiazioni distruggono la vita di popolazioni intere sono inconfutabili.

Gli studi ufficiali dell’ONU non sono riusciti a dimostrarlo. L’evidenza del comportamento dell’ONU viene resa manifesta da quello che ha scritto nel rapporto del 2008 dell’UNSCEAR (Comitato scientifico delle Nazioni Unite per lo studio degli effetti delle radiazioni ionizzanti su Chernobyl):

Come discusso precedentemente nella sezione sull’attribuzione degli effetti dell’esposizione alle radiazioni, non è possibile dichiarare in maniera scientifica che le radiazioni causano un cancro particolare in un individuo, poiché al momento non esistono biomarcatori per le radiazioni. (10)

Seguendo la loro stessa logica non sarebbe neanche possibile scientificamente escludere che le radiazioni causano i numerosi cancri trovati in regioni altamente contaminate. Invece è esattamente quello che l’ONU ha fatto senza alcuna vergogna in una serie di rapporti che deliberatamente sottostimavano le morti dovute alla catastrofe di Chernobyl.

Mentre l’AIEA rifiuta di accettare le conseguenze mediche della radioattività, riconosce che le radiazioni si sono diffuse dal luogo dell’esplosione nella centrale di Fukushima. Sono stati rilevate quantità pari a 25 Megabecquerel per metro quadrate di iodio 131 e 3.7 Megabecquerel per metro quadrato di cesio 137 ad una distanza tra i 25 e i 58 chilometri dalla centrale (11). Questi numeri dovrebbero fare in modo di allestire evacuazioni a distanze molto più grandi rispetto alla zona rossa (da leggersi come zona inabitabile) ufficiale di 30 chilometri.

Essere di fronte a questa realtà potrebbe rendere una gran parte del Giappone una terra deserta con costi economici oltre le aspettative. Il numero di rifugiati potrebbe superare quello che il governo può gestire. L’assoluta insensatezza dell’energia atomica potrebbe diventare un fatto inevitabile per il mondo intero.

Tutte le esposizioni alle radiazioni aumentano i rischi di cancro e non esiste una dose sicura. Questo è ciò che viene scritto dalla National Academy of Sciences (12), dall’EPA (Environmetal Protection Agency) (13), dall’NRC (Nuclear Regulatory Commission) (14), dal CDC (Centers for Disease Control) (15) e da altri.
Quindi, quando una popolazione è esposta a un aumento di particelle radioattive, una certa percentuale di persone e animali sarà colpita in maniera negativa, è difficile determinare il numero esatto e le stime vengono fatte per estrapolazione.

Chris Busby , usando gli studi europei dopo Chernobyl, ha predetto 400 mila casi di cancro per la popolazione che vive entro 200 chilometri da Fukushima (16), includendo la periferia di Tokyo. I cancri includono quello alla tiroide, al pancreas,alla prostata, ai polmoni, alla pelle, alle ossa e la leucemia e qualsiasi altro tipo di cancro che esiste. Questo è quello che causano le radiazioni agli organismi viventi.

Le prove sono chiare. I bambini che vivono nelle ”regioni contaminate in un raggio di 250 -300 chilometri da Chernobyl mostrano un aumento nelle mutazioni.” (17) Dal 1987 al 2004 “l’incidenza di tumori al cervello nei bambini sotto i tre anni è raddoppiata e negli infanti del 7.5.” (18).

Migliaia di studi svolti in Russia, Ucraina, Bielorussia e nelle nazioni circostanti sono stati analizzati nel 2009 da Alexey Yablokov e da Vassily e Alexey Nesterenko. Il risultato di queste ricerche, Chernobyl, le conseguenze della catastrofe per le persone e per l’ambiente (19), è stato pubblicato dalla New York Academy of Sciences e cita cinquemila diverse ricerche. Il 40 per cento dell’Europa ha ricevuto radiazioni significative. La radioattività si è diffusa in tutto l’emisfero settentrionale dove continua tutt’oggi a colpire la salute umana.

Le regioni più contaminate mostrano grandi devastazioni direttamente collegate ai livelli di radiazione. La provincia di Gomel in Bielorussia aveva il 90% di bambini sani nel 1985, l’anno prima del disastro. Nel 2005 “poco più del 10% dei bambini potevano essere considerati in salute.” (20) Gli effetti sono direttamente collegati ai livelli di contaminazione, eliminando altri possibili fattori.

Sono cresciute in maniera esponenziale i casi di rare deformità nei neonati. Diverse malformazioni congenite ”quali la polidattilia, organi interni deformati, arti assenti o deformi e ritardi nella crescita sono aumentati in maniera significativa nelle regioni contaminate. […] Le malformazioni congenite ufficialmente registrate sono cresciute di 5,7 volte durante i primi 12 anni dopo la catastrofe.” (21)

Questo è quello che i genitori del nord del Giappone devono aspettarsi se decidono di rimanere in quella zona. Questo è quello che la spinta verso l’energia atomica ha lasciato in eredità alle prossime generazioni che vivranno vicino le zone contaminate.

La metodologia AIEA ha mostrato dei difetti evidenti nel conteggio delle vittime post-Chernobyl. Le nascite di bambini morti non sono assolutamente state conteggiate. La realtà è che fino al 2004 “il numero totale stimato di aborti e parti di bambini morti in Ucraina come risultato di Chernobyl era di circa 50 mila.” (22).

Questi sono cinquantamila morti nella sola Ucraina che non meritano neanche una menzione nel “calcolo delle morti” dell’ONU.

Quanti sono realmente morti a causa del disastro di Chernobyl?

Il libro di Yablokov/Nesterenko stima la cifra delle morti intorno al milione:

“Quindi la mortalità generale per il periodo da Aprile 1986 alla fine del 2004 a causa della catastrofe di Chernobyl era stimata intorno i 985 mila morti. Questa stima del numero di morti è simile a quella di Gofman (1994) e Bertell (2006).” (23)

Tre studi indipendenti sono arrivati alle stesse conclusioni.

L’industria dell’energia atomica oggi in molte nazioni mostra una gran disattenzione per la vita umana arrivando a poterla considerare come un crimine contro l’umanità. Lo Statuto di Roma, seguito dalla Corte Criminale Internazionale, ha aggiunto la seguente categoria ai crimini contro l’umanità:

(k) Altre azioni disumane di simile carattere che causano intenzionalmente grande sofferenza o infortuni seri al corpo o alla mente o alla salute fisica.

Poiché tutte le centrali nucleari regolarmente scaricano particelle pericolose radioattive, che tutti i governi ammettono essere pericolose, il caso è molto chiaro. L’energia nucleare deve essere abolita fintanto che ci rimane abbastanza terra coltivabile per poter vivere.

In un senso strettamente morale, queste centrali mettono in pericolo milioni di altri bambini, forse 12 mila generazioni che devono ancora nascere (24). La produzione d’energia nucleare ci mette a rischio di malattie invalidanti. Questa è una violazione deliberata dei diritti di milioni di esseri umani.

Il plutonio rimane un pericolo per le future generazioni. Questa imprudenza, il rilascio incontrollato di isotopi radioattivi, ha inquinato la Terra. I giapponesi devono ricordare le persone in Bielorussia; le nascite anomale di bambini “le cui madri vivono in zone contaminate è due volte più alto che quello delle madri che vivono in zone non contaminate.” (25).

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NOTE:

1. Organizzazione mondiale della salute, International Agency for Research on Cancer, Monographs on the Evaluatiion of Carcinogenic Risks to Humans, Vol. 78 Ionizing Radiation Part 2: Some Internally Depostited Radionuclides, 2001, IARCPress, Lyon France, p. 343.

2. Yuri Bandazhevsky, Chronic Cs-137 incorporation in children ‘s organs, 488 SWISS MED WKLY, 2003; 133:488–490 · www.smw.ch (peer reviewed), Official journal of, the Swiss Society of Infectious disease the Swiss Society of Internal Medicine, Swiss Respiratory Society

3., 17., 24. The Chernobyl Catastrophe and Health Care, By Dr. Michel Fernex, Professor emeritus, Medical Faculty of Basel, F-68480 Biederthal, France. 4. Center for Disease Control Publication p157-c2, CESIUM, 2. RELEVANCE TO PUBLIC HEALTH, CDC website.

5. Nature Journal Online, Radioactivity Spreads in Japan, March 29 2011, http://www.nature.com/news/2011/110329/full/471555a.html

6. Nuclear Controversies, 2004, Swiss TV, Film by Wladimir Tchertkoff, Feldat Film Switzerland.

7. id.

8. Consequences of the Catastrophe for People and the Environment, Alexey V. Yablokov, Vassily B. Nesterenko, Alexey V. Nesterenko, 2009, Annals of the New York Academy of Sciences, Vol.1181.

9. V.B. Nesterenko’s report at the International conference “Medical Consequences of the Chernobyl Catastrophe: results of 15-year researches”, June 4-8, 2001, Kiev, Ukraine.

10. SOURCES AND EFFECTS OF IONIZING RADIATION, United Nations Scientific Committee on the Effects of Atomic Radiation UNSCEAR 2008 Report to the General Assembly with Scientific Annexes, VOLUME II Annex D Health effects due to radiation from the Chernobyl accident

11. IAEA website, Fukushima Nuclear Accident Update Log, March 30, 2011, http://www.iaea.org/newscenter/news/2011/fukushima300311.html 12. National Academy of Sciences, 2006, Health Risks from Exposure to Low Levels of Ionizing Radiation: BEIR VII Phase 2. http://www.nap.edu/openbook.php?record_id=11340&page=1#

13. EPA website, Radiation Risks and Realities, “The more radiation dose a person receives, the greater the chance of developing cancer… Current evidence suggests that any exposure to radiation poses some risk, however, risks at very low exposure levels have not been definitively demonstrated.” ["very low" not defined –JG] www.epa.gov/radiation/docs/402-k-07-006.pdf

14. NRC website, Fact Sheet on Biological Effects of Radiation, “This dose-response hypothesis suggests that any increase in dose, no matter how small, results in an incremental increase in risk.” http://www.nrc.gov/reading-rm/doc-collections/fact-sheets/bio-effects-radiation.html

15. Center for Disease Control website, Prenatal Radiation Exposure: A Fact Sheet for Physicians, “However, the human embryo and fetus are particularly sensitive to ionizing radiation, and the health consequences of exposure can be severe, even at radiation doses too low to immediately affect the mother. Such consequences can include growth retardation, malformations, impaired brain function, and cancer.”

16. Dr. Chris Busby, Reuters, http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=S0H-mtsdsgg.

17. The Chernobyl Catastrophe and Health Care, By Dr. Michel Fernex, Professor emeritus, Medical Faculty of Basel, F-68480 Biederthal, France.

18. Consequences of the Catastrophe for People and the Environment, Alexey V. Yablokov, Vassily B. Nesterenko, Alexey V. Nesterenko, 2009, Annals of the New York Academy of Sciences, Vol.1181. 19. id.

20. id.

21. id.

22. id.

23. id.

24. Al Jazeera, April 4, 2011, No safe levels’ of radiation in Japan by Dahr Jamail, quoting Dr. Kathleen Sullivan.

25. The Chernobyl Catastrophe and Health Care, By Dr. Michel Fernex, Professor emeritus, Medical Faculty of Basel, F-68480 Biederthal, France.

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Joe Giambrone è un regista e autore di “Hell of a Deak: A Supernatural Satire”. È il direttore di Political Film Blog. Può essere contattato su polfilmblog@gmail.com

Fonte: http://www.counterpunch.org/

Link: http://www.counterpunch.org/giambrone05032011.html

03.05.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di FRANCESCO CAVALLONE

 

 

   
     

 

 

 

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RIPUDIAMO IL DEBITO!

by Duncan on giu.18, 2010, under Controinformazione, Resistenza umana, politica

Ho letto questo articolo nel sito di Come Don Chisciotte (http://www.comedonchisciotte.org/site/index.php/), che comunque la si pensi, si condividano o meno i singoli articoli (personalmente alcuni li condivido, altri no) resta un sito importante, specie tenendo conto della pervasiva (dis)informazione che ci circonda.

Questo articolo che ne riecheggia diversi altri, che da anni ormai vengono scritti, ma che appartengono ad una nicchia. Leggendolo comunque una parte di me ha sussualtato.
Perchè è la stessa che molte volte nel corso di questi anni si è fatta delle domande a cui non trovava risposta, e ha visto crescere le sue perplessità dinanzi a un meccanismo che nel migliore dei casi sembrava ebete, nel peggiore malefico.
Sono cose che piano a piano sorgono in noi, quasi in punta di piedi all’inizio, come di chi crede di star sfiorando con la mente chissà quale bestialità. Di chi immagina di essere pazzo per poter solo toccare tali bestemmie. Di chi si avventura, anche per pochi attimi, al di là della Scacchiera, ossia del pensiero condiviso, delle alternative sociamente accettabili, delle differenze ammesse.
Per un attimo tremi, devi tremare.. perché se alcune intuizioni fossero vere, vorrebbe dire semplicemente che sono decenni che si percorre la strada sbagliata. Che decenni di retorica, politica, discussioni, studi, proclami di espertoni.. sono stati solo una lenta corsa verso il fondo. Vorrebbe dire che tutto il dibattito classico destra sinistra sarebbe stato in buona parte un rimpallarsi a vicenda, tra entità fra le quali le differenze sono molto minori delle effettive analogie, e dove nessuno, nessuno mette in crisi o in discussione i canoni del sistema.
Per anni ci hanno raccontato le virtù del liberismo, si sono prostrati a pecorina davanti al mito della finanza, al culto delle banche private e del sistema finanziario così come lo conosciamo.
E anche chi è sempre stato su posizioni “radicali”, cosa contesta oggi dei fondamentali.
C’è qualcuno tra i tanti partiti comunisti che osa dire quello che si dice in queso articolo? Non lo troverete. Cercatelo con il lanternino, come Diogene cercava.. ma non lo troverete.
E lo stesso Beppe Grillo che viene sovente accusato di essee un fanatico anti-sistem.. troverete in lui queste battaglie? O sarebbe meglio dire.. le troverete ANCORA? Perché Beppe Grillo in anni passati fu molto più estremo, ribelle, e idealemnte sovvertitore di adesso. Ci fu un tempo, anni fa, in cui parlava anche di signoraggio e potere bancario. Piaccia o non piaccia Beppe Grillo, all’epoca era davvero portatore di concetti e visioni totalmente altre rispetto a quelle del mercato politico.
Ma poi, negli ultimi anni Beppe Grillo ha scelto di diventare “realissta” e di sostenere posizioni giuste quanto volete, ma non più IMPENSABILI. Ha scelto di diventare un concreto attore politico, e mentre ti può essere concessa qualunque opinione radicale e intransigente sulla libertà di stampa o la mafia.. se solo sussurri che vuoi nazionalizzare le banche, uscire dall’euro, ripudiare il debito diventi un tale alieno che la possibilità di diventare un movimento collettivo diffuso e accettato e aspirare ad alte posizioni, diventa, almeno per un bel periodo, una chimera. Insomma Beppe Grillo ha scelto di diventare il lato più radicale dell’”opposizione ammessa”, allontanandosi dall’ opposizione “impensabili”, dalla messa in discussione dei fondamentali economici.
E andiamo a noi. Io non sono un esperto di finanza. Come non lo saranno la maggior parte di coloro che leggeranno. Ma non vi sembra sempre più strano ed enigmatico questo sistema nel quale ci stiamo avviluppando? Non c’è qualcosa che non vi convince? Non avete il dubbio che ci sia qualcosa di sbagliato?
Che ci sia qualcosa di DANNATAMENTE sbagliato?
Gran parte dei paesi del mondo sono affannati, stremati e svuotati dalla disperata rincorsa per stare dietro a un debito che nonostante tutti i loro sforzi, aumenta sempre di più. Ormai si vive per il Debito.
Si taglia ogni sorta di finanziamento, ogni sorta di servizio sociale, ogni funzione pubblica, per il Debito. Si aumentano le tasse per il Debito. Si crea un malcontento generale per il debito. Ci se le inventa tutte, si progettano già future misure draconiane per mettere le briglia a un debito, che probabilmente continuerà a correre lo stesso.
E’ normale tutto ciò?
E’ normale che praticamente ogni paese sta collassando sotto i debiti…Gregia, Germania, Inghilterra, Giappone, Usa, Italia?
Cioè sono tutti indebitati.. tutti si stanno svenando per agguantare questa montagna di debiti che va oltre ogni margine.
Tutti sembrano destinati al collosso. E per il guadagno di chi poi?
Banche, strutture finanziarie, monopolisti e speculatori, centri occulti di potere…
Cioè si sta sacceggiando la popolazione per dare qualche antipasto momentaneo alla fame del Debito.
Con vicende surreali, come quelle che racconta questo articolo. Ad esempio la BCE, la Banca Centrale Europea… presta il denaro all’1% alle altre banche.. al 6% alla Grecia e quindi alla sua popolazione allo sbaraglio.
E se.. e se la soluzione fosse il ripensare tutto….
Rompere questo cerchio infernale e rovesciare il tavolo, mandando alla malora il Debito e tutti i suoi aspri, arcigni e solerti custodi?
In realtà il Debito è potente nella divisione delle scelte. Ma se tutti i debitori, ossia quasi tutti i paesi del mondo si rifiutassero con un atto pubblico di pagare il debito.. i creditori sarebbero col culo per terrra, i loro crediti sarebbero carta straccia e dovrebbero chinare il capo e accettare un altro sistema.
Dire queste cose è FOLLIA per il linguaggio e il pensiero politico economico ufficiale.
Ma forse dobbiamo ritornare tutti ad essere dei novellli Giordano Bruno, con una nuova smania di avere pensieri impensabili. Dobbiamo ritornare a OSARE IMMAGINARE E SOGNARE CIO’ CHE PER I POTERI DEL MONDO E’ BESTEMMIA E FOLLIA. Ma forse proprio in ciò che è stato bandito, ripudiato e ritenuto inaccettabile si nasconde la speranza di una nuova stagione.
Forse la strada è stata sempre sbagliata..
Ed è arrivato il momento di cominciare ad OSARE immaginare la via d’uscita..
Forse si innescherebbe un altra Storia, ribaltando i Toteme i Moloch che vampirizzano persone e risorse.
Se si avesse il coraggio di porre in discussione Divinità come..
I- La Banca Centrale Europea.
II- L’Euro.
III- Il monopolio del denaro da parte delle banche, banche sovranazionali inoltre.
E se si pensassero mattane “visionarie” come..
I- Uscire fuori dall’Euro.
II- Dare allo stato il monopolio della produzione del denaro,, e sottrarlo alle banche.
III- RIpudiare il debito.
Come a dire.. “Ma davvero, manica di fottutissimi testoni di legno vi pensate che dovremo fare altri 50 anni di politica lacrime e sangue per tentare di ripagare un bastardissimo Debito e magari ritrovarci comunque con un Debito fuori controllo?….
o magari gli diamo una bella pedata al tavolo del Banco, tutti insieme. Nessuno paghi più i debiti. Nessuno più sacrifichi vite umane al Moloch…?
Ora tutto ciò è impensabile e se lo dite in giro chiamano la neuro…
e non è detto però che solo perché impensabile debba essere vero..
Neanche io ho certezze sull’opportunità e la “beneficità” di alcune delle cose consigliate (tipo tornare alle monete nazionali).
Il succo non è presentarvi una contro-informazione come verità rivelata,
ma come esercizio per praticare il pensiero, e per sfidarsi a immaginare
e.. se l’impensabile di oggi fosse la Nuova Frontiera di domani?
Vi lascio all’articolo…
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RIPUDIAMO IL DEBITO

DI VALERIO LO MONACO
ilribelle.com

Al momento nel quale andiamo in stampa, se non già da tempo, dovrebbe essere chiaro a tutti – e certamente lo è ai lettori del Ribelle – che le misure prese – meglio, non prese – dai vari governi e soprattutto a livello europeo per tentare in qualche modo di superare lo stato di crisi nel quale abbiamo iniziato a entrare decisamente da qualche anno, non sono adatte alla situazione. Di più, sono nella migliore delle ipotesi insufficienti ma, molto più probabilmente, del tutto controproducenti.

Finanza e politica a essa collegata – e di converso tutti noi che subiamo e l’una e l’altra senza poter fare nulla – si sono buttate a capofitto nel creare l’ultima bolla possibile per cercare, per un po’ di tempo, di mantenere in piedi una impalcatura sistemica destinata matematicamente al collasso. Il che significa esattamente l’opposto di ciò che chi guida i popoli dovrebbe fare. A misure di lungo corso, sebbene drastiche, si è preferito utilizzare manovre di piccolo cabotaggio. La maggior parte di queste, peraltro, sulle spalle di tutti i cittadini.

Parliamo naturalmente della bolla del debito pubblico della quale abbiamo già accennato lo scorso mese.

Tutti i Paesi sono indebitati con Banche e altri Paesi che hanno acquistato i titoli. La ratio alla base dei titoli pubblici venduti promettendo interesse è la fede nel fatto che in un futuro non meglio precisato, vi sia così tanta crescita economica da poter non solo ripagare i debiti contratti, ma anche gli interessi.

Si dà il fatto, però, che oltre a varare politiche di portata mondiale, in pratica, su un atto di fede, la cosa non possa funzionare per due motivi, il primo logico il secondo matematico. La parte logica impone convincersi che non si può crescere all’infinito in uno spazio finito. La parte matematica che non è possibile, in una direttrice in evidente discesa, sperare in una non meglio precisata – e infatti non è precisata affatto – ripresa dell’economia al fine non solo di far cambiare direzione verso un segno positivo della crescita, ma talmente tanto da poter ripagare anche i debiti e gli interessi sui debiti.

A questo si aggiunge che, nello stesso momento in cui si parla ormai tranquillamente – ah, gli ultimi arrivati… – di crisi sistemica, ciò che si fa non è, come logica vorrebbe, il varo di norme in grado di cambiare il sistema, quanto continuare imperterriti a fare né più né meno di ciò che si è sempre fatto e che ha portato al collasso attuale.

Si sa – scrive Serge Latouche – che i drogati siano i primi sostenitori della droga. Ma il fatto è che ciò comporta conseguenze anche per chi dalla “droga” vorrebbe stare alla larga.

Naturalmente, questa l’aggravante, al sistema si sacrifica tutto. La vita e il futuro delle persone che attualmente vivono sulla faccia della terra e quelle che verranno dopo di noi. A vantaggio, naturalmente, dei soliti noti.

La stessa Bce presta alle Banche tutto il denaro di cui fanno richiesta al solo 1% di interesse, ciò non gli impedisce, però, di prestarlo alla Grecia al 6%. Come dire, naturalmente, il favore lo faccio alle Banche, alle quali presto denaro a costo irrisorio, mentre ai cittadini greci (ed europei in genere) cerco di succhiare tutto il succhiabile, per via diretta o per via indiretta.

A chiudere il cerchio, per chi fosse ancora poco convinto di quanto scritto, il fatto che sperare in una ripresa economica quando le economie private sono in profonda crisi (tagli degli stipendi, dei servizi, disoccupazione, crisi sociale) grazie a dove ci ha portato il sistema, e grazie ai tagli che “l’Europa” impone ai vari Stati per uscire dalla crisi del debito che il sistema stesso crea, è un po’ come sperare che partendo da Roma si arrivi a Milano, in automobile, quando la velocità di crociera cala, il serbatoio è agli sgoccioli, e i distributori sono chiusi oppure non ci venderanno un solo litro di benzina perché materialmente non abbiamo il denaro per acquistarlo.

Un atto di fede, appunto, più adatto a un pellegrinaggio che a una direttrice politica.

Le misure da prendere sarebbero invece molto diverse e drastiche, e imporrebbero un rovesciamento del sistema finanziario, industriale e capitalistico che dirige il mondo (di queste misure parleremo il prossimo mese). Inutile sperare, in ogni caso, che la cosa possa essere sostenuta proprio da quei dracula finanziari, industriali e capitalistici che in questo momento stanno facendo, pur in periodo di crisi, un lauto pasto banchettando sulla vita dei popoli europei.

Le scelte, per farla breve, dovrebbero insomma essere politiche. O meglio, ancora prima, metapolitiche. Ovvero decidere in che direzione sarebbe bello e giusto che andasse il mondo, e di conseguenza prendendo decisioni politiche, anche se impopolari, al fine di indirizzare il tutto in tal modo. Per esempio, una cosa su tutte, relegare l’economia al ruolo che dovrebbe avere, e certamente non quello centrale e supremo che ha ora e che ha portato allo stato attuale delle cose.

I singoli Paesi, in teoria (ci torneremo a breve) possono molto poco. Ammesso e concesso che vogliano e siano in grado di farlo. Dovrebbe pensarci l’Europa, per quanto riguarda il nostro continente. Ma l’Europa non c’è, o meglio, non c’è mai stata. Anche sostenendo (e noi, al contrario di Ciampi, Draghi, Prodi & Co., oltre che tutti gli esponenti politici attuali, non lo sosteniamo) che ci debba essere una moneta unica, il punto è che la moneta senza una politica economica e ancora di più senza una politica generale per un grande spazio come l’Europa, ovvero la condizione attuale, non c’è mai stata né, su queste basi, ci sarà, è inutile.

Il massimo che si è riusciti a fare in Europa, al momento, è stato pendere dalle labbra della Bce, che impone, oltre allo scandaloso signoraggio bancario (e dunque l’attentato alla sovranità monetaria degli stati) delle politiche economiche restrittive ai vari Stati che essa stessa (e le Banche e la finanza) ha concorso a indebitare.

Breve inciso: è ridicolo e avvilente anche solo fare qualche accenno allo stato pietoso della politica nel nostro misero paese – per farlo basta leggere, o meglio saltare a piè pari, la prima metà dei quotidiani italiani – per capire che nessuno Stato europeo, men che meno il nostro dove operano “politici” del calibro di Berlusconi, Alfano, D’Alema & Co. (che si stanno preparando per le meritate ferie d’Agosto mentre il mondo crolla) sono in grado di prendere alcun tipo di decisione che possa davvero essere definita politica.

Il punto è insomma chiaro: gli Stati – tutti – sono oberati di debiti (chi più chi meno) e le Banche sono piene di titoli che non verrano – per logica e matematica, come avevamo detto prima – onorati. Tutti sono indebitati con tutti senza nessuna speranza di poter avere indietro nulla. O quasi.

Inoltre, e questa la cosa più importante, i cittadini di tutti gli Stati (ora la Grecia, la Spagna e il Portogallo, domani l’Italia e dopodomani tutti gli altri a seguire) stanno subendo e subiranno sempre in misura maggiore il salasso economico della crisi e delle misure imposte.

Dal punto di vista economico (e sociale) insomma, ci stiamo dirigendo verso la catastrofe.

Il tutto per salvare questo sistema e per salvare l’Euro. Totem funesto che ci è stato imposto e che ci viene posto come ultimo baluardo da tenere in piedi. Non fosse che per tenerlo in piedi stiamo buttando in schiavitù le nostre vite e quella dei nostri figli e dei nostri nipoti.

Una via d’uscita c’è: il ripudio del debito. L’uscita dall’Euro.

Tecnicamente molto semplice. Eticamente sacrosanto, visto quanto ci ha fatto di male sino a ora e ce ne farà. E di fatto anche auspicabile, malgrado ciò che la cosa comporta, se si raffronta l’operazione allo schianto al quale stiamo comunque andando incontro. Le bancarotte sovrane sono in ogni caso dietro l’angolo. E sono inevitabili.

Il Paese che per primo ripudierà il debito darà scacco matto ai “signori del mondo” che, di fatto, dipendono non altro che dalla buona volontà di chi ha debiti nel continuare a pagarli. Siamo noi debitori, al momento, ad avere il coltello dalla parte del manico, se solo avessimo la voglia e la capacità di utilizzarlo nei confronti di chi attenta la nostra vita da decenni.

Il trucco del debito, che di questo si tratta, sta in piedi infatti solo fino a che c’è qualcuno che comunque continua a pagare interessi (e a subire tagli alle proprie vite). Nel momento in cui si dice basta, i creditori rimangono con il cerino in mano. Tutti gli “attivi” che segnano ora sui propri libri, ovvero di crediti che devono esigere da noi, diverrebbero di colpo dei “passivi” irrecuperabili. Tratteremmo da “delinquenti” con quei “delinquenti” che fino a ora ci hanno succhiato le vite.

Certo, la cosa comporta in ogni caso momenti durissimi per i popoli. Immaginiamo una Grecia che decidesse di ripudiare il debito e di uscire dall’Euro. Farebbe fallire le Banche, nazionalizzerebbe il sistema finanziario ed economico (e la Bce lo prenderebbe in quel posto), la moneta tornerebbe di Stato, ovvero propria, e ricomincerebbe tutto da capo. La nuova Dracma sarebbe fortemente svalutata. Fatto dolorosissimo per la popolazione greca, ma solo temporaneamente. Perché quella nuova moneta – propria moneta, e non della Bce e di chi la possiede, ovvero dei privati – diverrebbe presto competitiva. Sacrifici e perdita di ricchezza monetaria imponente, sulle prime. Ma con un futuro davanti. Futuro che ora invece non c’è.

E se la cosa si estendesse? Sarebbe in pratica una guerra mondiale dei creditori contro i debitori. Ma delle due l’una, i governi dei vari Paesi dovranno scegliere presto, in ogni caso, tra ripudiare i debiti e uscire dall’Euro oppure dissanguare le proprie popolazioni per ripagare i debiti. Brutalmente: scegliere se fare gli interessi delle Banche o quelli dei popoli. Probabilmente faranno quelli delle Banche finché sarà possibile. Dopo di allora, però, sarà inevitabile il ripudio.

Vorrei ricordare, a chi storce il naso di fronte a una soluzione così drastica, che ci sono dei precedenti piuttosto autorevoli. E per inciso, provengono proprio da chi può sembrare più insospettabile. Il ripudio del debito ha una tradizione molto antica proprio negli Stati Uniti. Nel decennio del 1840, Maryland, Pennsylvania, Illinois, Indiana, Michigan, Arkansas, Louisiana e Florida ripudiarono totalmente e in modo permanente il proprio debito pubblico, dopo il panico del 1837 e 1839 creato con un boom infazionistico dalla Second Bank of United States.

Specie per quei Paesi che hanno un debito detenuto da stranieri, dunque, sarebbe un bel colpo: da un giorno all’altro, a pagare il conto sarebbe proprio chi la crisi ha creato, ovvero chi detiene quei debiti pubblici. E certamente non sarebbero i cittadini a pagare il prezzo più alto. Di fronte a uno schianto inevitabile, dunque, dopo un prosciugamento inutile delle proprie esistenze, non è forse più logico, e comunque meno utopistico, ripudiare il debito con tutto ciò che esso comporta, ma con qualche prospettiva di salvezza?

Beninteso: nessuno lo farà finché non sarà costretto. E in questo è il male. Perché prendere quella decisione lì quando si sarà con le spalle al muro e dopo aver subito anni e anni di tagli e prosciugamenti – cosa comunque inevitabile – sarà molto, ma molto peggio che farlo ora, dove qualche margine di riuscita c’è.

Però, anche facendo sacrifici (comunque destinati a una rinascita) non sarebbe male, ripudiare il tutto, e lasciare lor signori con tante cambiali con le quali potrebbero solo asciugarsi le lacrime, o no?

Valerio Lo Monaco
www.ilribelle.com
10.06.2010

Per gentile concessione de “La Voce del Ribelle”

 

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