Born Again

Tag: Disciplina

L’angolo di Alice

by Duncan on set.10, 2010, under Disciplina

Ritorna la rubrica di Alice…

Alice, come sapete, è persona che da sempre ha avuto un rapporto peculiare, istintivo ed empatico con gli animali.

Questa sua percezione e predisposizione si implemente da alcuni mesi a questa parte con studi all’avanguardia che sta seguendo, specialmente quelli con professore Marchesini.

L’approccio con gli animali (a partire dai cani) che ne risulta è assolutamente all’avanguardia e fuori da vecchi schemi. Si esce dal modello classico di “addestramento” per seguire percorsi di valorizzazione e guida dell’animale che integrano il rispetto e la comprensione di esso, e realizzano allo stesso tempo la crescita e la maturazione dell’essere umano che svolge questo compito.

Vi lascio all’ultimo pezzo che ha scritto per questa sua rubrica… dedicato alla “centripetazione” e “attivazione referenziale”..

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LA CENTRIPETAZIONE E L’ATTIVAZIONE REFERENZIALE
Il compito principale e basilare di un educatore cinofilo consiste non tanto nell’educare il cane, ma nel rendere la relazione cane / pet- owner completa e per entrambi appagante.
Inutile educare (sarebbe meglio dire addestrare in questo caso) un cucciolo, se poi manca, di base, lo stretto legame che deve unirlo al proprietario.
La visione addestrativa è bandita, non si cerca un cane che dia delle performance standard, che esegua dei comandi in modo meccanicistico. Si vuole sviluppare invece la sua alterità e le sue capacità SOGGETTIVE ed in questo processo, lo ripeto, è fondamentale la RELAZIONE.
La centripetazione è il reciproco orientamento di cane e persona. Ovvero, in qualsiasi situazione ci si trovi, i due poli si rivolgono attenzione reciproca.
E’ necessario che il proprietario in primis dia valore al compagno a quattro zampe, bisogna che ci sia la valorizzazione del cane, lo si deve vedere come centro di interesse, ci si deve impegnare a far crescere il rapporto attraverso uno scambio, conoscendo i canali comunicativi attraverso i quali operare.
Bisogna pensarsi in coppia .. Un po’ come nelle relazioni d’amore o di amicizia. Si è in due. Non si ragiona da soli o come se lo fossimo.
Da parte umana quindi, sono questi i termini attraverso i quali ragionare e SENTIRE il nostro fidato amico. Su questo un buon educatore cinofilo non può transigere e tollerare negligenze.
La centripetazione richiede impegno e costanza, non soltanto amore verso il cane, naturalmente, da questo ne consegue che anche per il cane l’amico umano sia centro di attenzione e di fiducia.
La centripetazione del cane nel pet-owner si realizza in tre momenti :
1- MEDIAZIONE bisogna diventare degli intermediari attraverso i quali il cane realizza i suoi scopi ed ottiene ciò che desidera.
2- FOCALIZZAZIONE ovvero bisogna diventare interessanti per il cane . Questo lo si fa in vari modi, per esempio mettendosi in movimento (i cani essendo dei cacciatori sono attratti dal movimento), ma non solo , perché la focalizzazione riguarda anche la fiducia che il cane ripone in noi, l’accreditamento (mi affido a te), la gratificazione (vicino a te mi accadono cose belle).
3- RIPOSIZIONAMENTO nel momento in cui il cane è focalizzato in noi, anche quando esso è centrifugato (ovvero, interessato e distratto da eventi esterni) dovrebbe, una volta richiamato, ritornare con l’attenzione a noi e lasciare perdere altri stimoli. Questo è assai importante, soprattutto se distratto da eventi pericolosi (per esempio mangiare qualcosa trovato per strada o rincorrere le auto o i camion).
Altro punto fondamentale per promuovere la relazione è L’ATTIVAZIONE REFERENZIALE.
Il pet-owner deve essere un punto di riferimento per il cane, come la rete sulla quale poggia la vite per crescere. Un appoggio pratico ed emotivo, sempre e comunque.
Compito dell’educatore cinofilo è guidare il proprietario e la famiglia attraverso vie semplici e precise che consentano la costruzione di tale rapporto. Il proprietario è un mediatore evolutivo e con lui la sua famiglia.
Sarà necessario capirne quindi gli stili di vita, le abitudini di tutti i componenti e poi lavorare sul campo emotivo del cane. Promuovendo nuovi stili ed abitudini della pet – ownership, modificandone così il campo espressivo ed ampliare lo stesso .
E’ da evidenziare che il campo espressivo è costituito dalle emozioni che più spesso vengono sollecitate. Se positive o negative, dal livello di eccitazione o apatia del cane stesso , dalle sue personali motivazioni (dove riceve più gratificazione, facendo cosa).
Esprimere significa esercitare, in neurobiologia significa rafforzare, ragione per cui,un set si rafforza tanto più lo si esercita, così come un muscolo. Per un cucciolo esprimere significa evolvere. E’ importante capire quanto il proprietario contribuisca a far si che ciò avvenga nel migliore e più completo dei modi e come il proprietario solleciti certe attività ed inclinazioni piuttosto che altre.
Il ruolo del gioco, in tutti i mammiferi, compreso noi umani è educativo.
I bambini imparano giocando, divertendosi. Anche a scuola i giovani sono più attivi nell’apprendimento se fatto diventare una sorta di interessante gioco, quasi divertente. Naturalmente il proprietario deve saper giocare , a seconda del cane che gli sta accanto.
Bisogna disciplinare le tendenze e sviluppare ciò che è sottotono.
Fare giochi predatori (per esempio tirare uno straccio noi da una parte ed il cane dall’altra) non è un gioco adatto ad un cane già con forti tendenze al morso e predatorie.
Allo stesso modo sarebbe inutile tentare di far diventare un labrador un tipo di cane atto alla difesa o, appunto, cacciatore.
Conoscere che tipo di cane abbiamo con noi, partendo dalla razza cui appartiene, per arrivare naturalmente alla sua soggettività è compito primario del proprietario, al quale non si può sottrarre mai.
Secondo l’approccio zoo antropologico infatti l’ente relazionale (il proprietario) NON è una controparte, ma è parte integrante della relazione e mediatore tra il cane ed il mondo.
La mediazione tiene conto di variabili che possono essere diverse tra una coppia ed un’altra come per esempio il tempo trascorso insieme, che attività si fanno insieme, la qualità della relazione e in che termini essa si sviluppa.
Compito di un bravo educatore è tenere conto di tutte queste infinite variabili e sviluppare un percorso cane / padrone sempre differente, perché deve tenere conto di moltissime componenti e differenze.
E’ questo l’aspetto incantevole dell’educazione : è sempre diversa, pur poggiando su delle basi universali, perché non ha una visione statica, passiva, di impartizione di ordini e pretesa di performance . Perché considera l’alterità del singolo cane come un bene prezioso da conoscere, studiare ed aiutare in una crescita corretta. Perché non estromette da tutto questo percorso il pet – owner, ma anzi lo sollecita a partecipare e a cambiare cattive abitudini.
L’addestramento è ormai sepolto e, laddove ancora ci fosse, meglio starne lontani.

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Tieni fuori la tua immondizia

by Duncan on set.09, 2009, under Ispirazione, Simbolo

nubi

Un uomo carico di sapere e conoscenza giunse da un Maestro Zen desideroso di trascorrere aluni mesi con lui, in stato di stretta
disciplina per evolversi potentemente ancora di più.
Ogni giorno lui e il Maestro facevano una lunga passeggiata di almeno tre ore.
Il Maestro taceva sempre. E lui traboccava ogni argine e parlava, parlava, parlava.
Gerarchie angeliche, fisica quantistica, libro tibetano dei morti, distinzioni dei Karma, pranayama, mente-non-mente, Maestri Nascosti, ancestrali, parole di guru, ecc.
Non c’era argomento che non avesse tirato fuori con singolare Maestria. E credeva che il Maestro si sentisse piccolino dinanzi a tanta magnificenza.
Ma, mentre parlava.. improvviso e violento giunse uno schiaffo che colpì il labbro di quel tipo che cominciò a sanguinare e disse:
“Tieni fuori la tua immondizia dalla mia casa”..

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IL RADICAMENTO

by Duncan on mar.22, 2009, under Disciplina

radicamento1
Oggi vi parlerò della pratica del Radicamento..

Ma prima, alcune premesse..

Molte discipline che agiscono sui livelli della coscienza hanno sicuramente il loro fascino e il loro potere. Non sempre esse però rappresentano la via migliore, o quella da attuare primariamente. O per lo meno troppe volte rappresentano un percorso incompleto. Molte discipline ti conducono verso forme di “svaporizzazione”, stati di trance permanente che taluni scambiano per Illuminazione.

Non sono sbagliate in sé, ma il loro piano è sovente quasi esclusivamente incentrato sull’apertura dei chakra superiori, quello della mente in primis. Rischiando così di realizzare un sovraccarico energetico in quei chakra senza un contemporaneo sviluppo degli altri chakra, col latente esito di un disquilibrio psicofisico e di stati alterati di coscienza non sempre liberatori.

Si tratta di pratiche che in effetti ti portano a contatto con energie. Ma possono farti annegare in un incosciente liquido amniotico.

Ci sono pratiche che si incentrano sul totale abbandono, esso incentivano, e ad esso ti spingono.

Certe parole risuonano nella nostra mente come mantra inevitabilmente benefici. O talmente “evocative”, che ci basta il solo pronunziarle. E si parla di Forze, Energie, Percezioni, Presenze, Stati alterati.

Ma non basta.

Soprattutto non basta sempre, in ogni contesto.. e non basta per tutti.
Le persone devono diventare forti per reggere il Tornado Energetico Esterno.

Puoi diventare una spugna di percezioni e salti emotivi, ma essere al tempo stesso nevrastenico, ipersensibile, emotivamente “schizzato”, perso in deliri e visioni. Questa non è illuminazione.

Se sei fiacco e debole, se sei “fatto”, come se ogni giorno ti sparassi 30 canne, se sei puramente sciolto con lo sguardo ebetoide, se sei una piuma al vento, o sei un esaltato iperreattivo.. semplicemente ti sei perso.. e le forze con cui sei entrato in contatto, lungi dal liberarti, hanno intossicato il tuo Sé.

Allora non accontentiamoci delle parole e dei venditori di parole.

Non basta dire Trance.

Non basta dire Espansione della Coscienza.

Non basta dire perdita dell’Ego.

Sarà blasfemo dirlo, ma prima di perdere l’Ego, devi costruire un Io forte, e solo da una posizione di forza puoi permetterti quella vulnerabilità che ti porta a trascendere le barriere dell’Ego.

Perché prima di essere fuori devi essere dentro.

Per troppi la via è essere prima Fuori. O, essere “solo” Fuori.

A volte può servire. Ma può essere anche un pantano.

Prima di smarrirti nelle Visioni o in chissa quali liquidi amniotici devi essere forte.

La Forza ti tiene ancorato alla Terra e ti permette di spingere gli occhi verso il Cielo e toccare le Stelle.

L’archetipo dell’albero, che è anche uno dei simboli viventi del Radicamento taoista, esprime ciò che intendo. Tronco ben saldo ed eretto, che tende i rami verso il Cielo e ha le radici ben “radicate” alla Terra. I due piani sono osmoticamente nutrentesi. Per toccare il Cielo, devi prima abbracciare la Terra.

E poi, soprattutto, domande. Perché “dai frutti li riconoscerete”.

COSA IRRADIA QUEL CONCRETO ESSERE UMANO?

Un essere umano sta percorrendo il Sentiero Luminoso se prima di tutto la sua presenza irradia forza, energia, speranza, coraggio, amore..

Il resto viene dopo.

Tutto il resto parte da lì.

Come tratta le persone?

Tutto il resto parte da lì.

Come tratta le persone?

Le persone con lui si sentono bene, in pace, ricaricate, sospinte verso il loro miglior potenziale,verso la piena espansione?

O è un nevrastenico, un esaltato psichedelico, un pozzo inconsulto di trance, attacchi epilettici, svenimenti?

O è un ossessivo che cerca poteri e temi di Demoni?

O è semplicemente perso, tremendamente penso come un bovino stanco ed ebete?

Le vesti non possono ingannare. La Scimmia resta Scimmia anche se vestita da Sposa.

Prima la via dell’umiltà fiera e vigorosa. Prima la via della Compassione e del Dono. Prima la via di chi si muove nel Mondo, accogliendolo e nutrendolo, senza ammorbarsi in masturbazioni psichiche. Prima la parola che sostiene e dà coraggio. Prima la Via del Cuore.

C’è Coraggio, Forza, Amore?

Bene, tutto il resto verrà da sé.

Ma prima di essere FUORI, devi essere DENTRO

Con il Radicamento ti radichi alla Terra e al potere vitale. Diventi parte delle Radici del mondo. Non sei più una piuma al vento. Lo scopo è instradarti lunga la via che porta al divenire parte di tutte le cose. Lo scopo è non farti indietreggiare quando i Tuoni si scateneranno e avrai di fronte le Belve. E allora, radicandoti sempre più nel tempo, camminerai fiero e intenso, essere Sovrano, braccia spalancate alla Vita. In nessun posto straniero. Ovunque sarai a casa.

Gli antichi taoisti (ma non solo) svilupparono alcuni esercizi di Radicamento, che per millenni sono stati mantenuti e trasmessi.

Ve ne indico uno particolarmente potente, che ritengo esprima il senso pieno del Radicamento. Questo esercizio è uno tra i possibili. Ritengo che porti dia fiato e carne al Radicamento nella sua migliore manifestazione. E trasmette quel “sapore” di fierezza, integrità, virilità spirituale, rinvigorimento e rigenerazione con più intensità che altre “versioni”.

Questa è anche la versione che ho personalmente applicato. Queste cose le dico perché credo ad un dialogo trasparente chi legge, dove non mi nascondo dietro una presunta “neutralità”, ma comunico anche le gerarchie di valori o le affinità personali che stanno dietro certe scelte.

ANDIAMO ALL’ESERCIZIO

Può essere fatto in ogni luogo. Anche se la sua dimensione di elezione, dove rende meglio, è in mezzo alla natura, specie tra gli alberi.

Stai ritto sulle spalle. Schiena dorsale bella dritta, verticale, testa ben salda sulle spalle. Divarica le gambe, posando un piede leggermente inclinato verso destra, e l’altro leggermente inclinato verso sinistra. Cerca di allargare le spalle, come se si estendessero in orizzontale e le braccia parallele all’altezza delle spalle, a formare quasi un cerchio con le due mani che tendono a toccarsi.
Dopo di che immagina, percepisci, SENTI, le gambe sempre più pesanti, i piedi sempre più affondati nel terreno (o pavimento). E immagina che dalle piante dei piedi escano fuori radici che scendono, scendono nella terra. Come se tu fossi una potente quercia. E immagina che scendano fino ad arrivare quasi al centro della terra e lì trovano una palla di fuoco, dove si innestano e dalla quale succhiano nutrimento che poi risale fino alle punte dei piedi e poi lungo tutto il corpo.
MA LA VERA COSA ESSENZIALE E’ CHE IMMAGINI ALMENO LE RADICI CHE PARTANO DALLE PALME DEI PIEDI

E mano a mano sentiti pesante, forte, tonico, radicato.

Mano a mano immagina di essere un albero o una montagna, o tutte e due.
E a un certo punto fai così. Prima tre potenti espirazioni: Aaahhh…Aaahhh.. Aaahhh..
E poi queste parole, una ad ogni ciclo di respiro:
FORZA – FORZA – FORZA
RADICATO – RADICATO – RADICATO
IO SONO – IO SONO – IO SONO
MONTAGNA – MONTAGNA – MONTAGNA
GUERRIERO – GUERRIERO – GUERRIERO
SIIIII – SIIIII – SIIIII
E poi un’altra volta con il respiro: Aaahhh… Aaahhh… Aaahhh

E poi immagina ancora di essere albero o montagna (o entrambi). E immagina potenti venti che passano, ti toccano. Ma l’albero o la montagna non si muovono. RESTANO SALDI.
E di nuovo concentrati sui piedi e sulle radici che da essi partono.

Fai questo esercizio spesso..
Esso ha in sé grande potere.

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DEDIZIONE SUPREMA

by Duncan on mar.06, 2009, under Disciplina, Misticismo, Resistenza umana

anelli-vero
Fratelli della notte, sapete ancora quando le mie mani si pigiano su
questa tastiera per scrivervi deliri notturni, castronerie, riflessioni, o rifilervi pietruzze, facce dimenticate, testi scritti da saltimbanchi e saggi.. mi diverto.. mi diverto ancora.. e accadrà sempre..
Qui non si chiude mai Compagneros.. c’è sempre un porticina cui c’è
scritto..
“ti stiamo aspettando”
L’altro giorno stavo leggendo Repubblica. Era un numero insulso, come molti di questi tempi. Essendo andato sul “vasetto” per legittimi
stimoli (ma chi lo stabilische che siano “legittimi”?), avendo sotto mano solo il giornale, ed essendo quella una “posizione” ideale per leggere, un momento davvero “catartico”, e.. avendo già letto quasi tutto prima..mi butto nelle poche pagine rimaste “intonse” (wow.. che parola ragazzi.. intonse.. già questa parola vale il prezzo del biglietto.. ditela ai vostri amici, finalmente vi inviteranno alle feste come fenomeni da baraccone), tipo sport, spettacoli. Finito lo sport, vado a spettacoli e leggo l’intervista ai membri di una giovane Rock band emersa da pochissimo negli USA, KINGS OF LEON…
L’intervista è uguale a milioni di altre… ma ecco.. prima della conclusione, un passaggio, un pezzetto che merita.. Messo là, nel buco delle chiappe del giornale, letto solo perché ero costretto dalla
posizione-zen-evacuante colgo l’unico passaggio di una edizione della
Repubblica che poteva benissimo essere totalmente riciclata come carta pulisciscarpe..
Le pepite le troveremo in mezzo a tanto fango molto spesso, e avranno veste disadorna, e sovente saranno così in incognito, che stenteremo a riconoscerle, e anche adesso molti diranno “tutto qua?.. ci hai rifilato questa frittata mista di neuroni per spiattellarci questa minchiata?”
Intanto vi riporto il passaggio..
Premessa. Questi tipi, i ragazzi componenti della band, non sapevano
suonare..Non erano i classici ragazzi che hanno sempre suonato, fin da piccoli..la maggior parte di loro non sapeva suonare..
In qualche modo, non sono riuscito a capire come, forse con qualche
geniale furbata.. riescono a firmare il primo contratto per il loro primo disco, senza che quasi nessuno di loro sapesse suonare, tranne il cugino di chi racconta la vicenda a quanto pare..
Cosa fanno allora?
Riporto il pezzo:

“Certo i nostri inizi sono stati curiosi. Jared non aveva mai preso
in mano un basso in vita sua, Caleb non aveva mai visto una chitarra e Matt aveva preso si e no due lezioni di musica. Ma pensavamo lo stesso di potercela fare. Quando abbiamo firmato il nostro primo contratto per un disco, per realizzarlo abbiamo fatto così: abbiamo preso nostro cugino, ci siamo chiusi in cantina e non siamo usciti per un mese, nostra madre ci portava da mangiare. Alla fine del mese avevamo le nostre prime canzoni pronte”.

Lo sentite quello che sento io, dannati bucanieri, pendagli da forca,
pirati del Vascello Fantasma?.. Lo sentite?…
Questi hanno imparato a suonare in un mese! Hanno scritto le loro
prime canzoni in un mese!
Impariamo da tutti..che siano ragazzotti americani non cambia la
questione. Tutti ci possono insegnare. Il Maestro non sempre si rivela
come concreto saggio illuminato, ma è negli angoli dei libri, nelle
canzoni stonate, nel programma bolso e ritrito, in quel tipo pazzoide
che ti fa gli stornelli sul tram.. e ti regala, quell’intuizione violenta, quella frase urticante, quella immagine che risveglia il tuo magma.
“Misteriose sono le vie dell’insegnamento.. ” sempre occhi aperti,
orecchie aperte…perché ogni giorno passano “flussi”, piccoli trenini
elettrici, con un vagone letto tutto speciale, e dentro un orologio a
cipolla, di quelli che ti regalava il nonno.. e una idea, o un senso
di fiducia, o solo un giro di boa prende piede.
Ma torniamo dalla nostra band di ragazzotti americani talmenti assurdi
e ingenui che non hanno pensato che ciò che volevano fare era
“impossibile”. O forse non c’era nessuno lì così saggio da dissuadergli e da dirgli, “per il loro bene” s’iintende, “Ragazzi, avete fatto la cazzata.. adesso non dite bestialità, che in un mese non imparate nemmeno a fare le canzonette da fiera, figurarsi incidere un disco, con “vostre” canzoni.. ora andate da quelli della Major e gli dite di scusarvi, che avete esagerato, che siete giovani e un pò irruenti, l’avete sparata grossa, di capirvi.. e se vi va bene magari non mi appioppano neanche la penale..”
Dio ci risparmi questi dispensatori di saggezza..:-) Mi ricordo quel film di Aldo, Giovanni e Giacomo, “Chiedimi se sono felice”, dove quando Giacomo combina un danno enorme a Giovanni, che gli aveva chiesto di stare un pò vicino alla fidanzata in sua assenza, e quella poi (davvero un classico di queste storie) si mette con lui.. il terzo amico, Aldo, lo implora..

“Giacomo, mi raccomando, se ti chiedo di farmi un favore.. NON
FARMELO! NON FARMELO!”..hahahaha..

Questi ragazzaccii marinascuola e con le loro stanze piene di cianfrusagli inutili, “senza l’ombra di un quattrino” (queste mitiche
frasi che i mille topolino letti da bambini ci hanno insegnato..) si sono segregati in una cantina per un mese, FULL IMMERSION TOTALE, a malapena mangiare e dormire (E andare al bagno). Per un mese non hanno visto la luce del sole. E quando sono usciti fuori, avevano nelle mani le loro canzoni..
Fortuna che non c’era nemmeno il filosofo buddista a predicare il non
“estremismo” e la saggia e equilibrata “Via di mezzo”. Buon per loro
che non c’era neanche lo psicologo che ti fa la lezione sui “traumi
derivanti da eccessivo sforzo”, sulla “necessità per i giovani di non
barricarsi fissativamente su qualcosa per evitare complicazioni
sociopsichiche e fenomeni di disagio”, e sulla indispensabilità di “un
sonno adeguato allo sviluppo di un ragazzo”. Mancava anche il prete
vecchio stampo (tipo lefebrviani, ma non solo) che ammoniva ai rischi
che il rinchiudersi per un mese solo tra maschi potesse ingenerare
peccaminose tendenze omosessuali..
Insomma mancava tutto il Circo Barnum e questi si sono barricati come topi di scappamento in questa cantina piena di pericoli nascosti e coccodrilli nani, hanno sbarrato le porte esterne e hanno detto:
“USCIREMO DI QUI SOLO QUANDO AVREMO IMPARATO A SUONARE!”
Suonano le trombe, ma quanti ascoltano…
Quante cose poniamo in empirei territori iperbolici perché ci vediamo
sempre con quello stesso ritmo.. e siamo abituati a misurarci e a
misurare con le “velocità” e le “capacità” che scorgiamo in giro. E il
nostro limite del possibile è talmente ben codificato, in uno spettro
di ampiezza già dato, che noi neanche.. anche solo per gioco..
IMMAGINIAMO…
Ma se ci dessimo dentro, con tutto quello che portiamo con noi,
giocandoci tutta la posta, cosa.. cosa non potremmo fare?
Cose di questo genere già altre volte hanno nutrito la mia anima…
Io ho sempre chiamato questo mondo…LA DEDIZIONE SUPREMA..
Baggio in giovanissima età ebbe un incidente tremendo alle gambe. I
migliori chirurghi del mondo gli dissero “sarai già fortunato se riuscirai ad imparare a camminare decentemente, quanto a giocare, scordatelo, non esiste UNA possibilità, neanche una su un milione..” E
questo glielo dissero TUTTI i chirurghi del mondo. Per tutti Baggio era uno sfortunato ragazzo con un grande futuro davanti, diventato per sempre Chimera. Ma complice il suo carattere testardo fin dalla nascita, un periodo di rivoluzione spirituale e l’incontro con una forma particolare di Buddhismo, LUI CONSACRO’ SE STESSO NELLA
BATTAGLIA SUPREMA..
Quella di cui l’I-KING dice “Solo le anima nobili possono attraversare
la Grande Acqua”.
Coinvolse tutti gli strati e le risorse del suo essere. Poteri fisici e mentali.
Si allenava ogni giorno. Con un’applicazione e una intensità bestiali.
Meditava ogni giorno. Visualizzava la guarigione ogni giorno.
Respirava in un certo modo ogni giorno. Ci furono giorni che arrivò a
meditare per dieci ore di seguito! E si allenò fisicamente andando oltre la soglia del dolore. Passarono mesi e mesi, e poi sappiamo cosa
è stato Roberto Baggio. Probabilmente il più grande calciatore italiano di tutti i tempi.
Lessi una volta la biografia di uno scrittore che riuscì a creare il libro della sua vita, il suo gioiello, pur essendo prima molto “bloccato”, con dieci fantastici mesi di disciplina e passione. In cui scriveva sempre, imparava a memoria brani di libri, riscriveva pezzi famosi a modo suo, si abbeverava delle migliori fonti.
Questa è la DEDIZIONE SUPREMA.
Quanto è forte il potere del tuo Cuore?
Fino a dove riuscirai a spingerti?
Quando dirai basta.. e quanto invece riuscirai a rialazare le tue gambe, mosaico di strazio, e rimetterti a camminare.. e riazarle
ancora, e ancora.. anche se qualcuno ha suonato la campana..?
Da questo nei Tempi Antichi venivano riconosciuti i Guerrieri dello
Spirito.
Il loro Cuore li rendeva più grandi della Vita.
Quanto riesci a dare per quello che ami? Sai amare fino a farti male,
fino a prendere il peso più grande perchè l’altro sia felice, per il semplice fatto che senti amore?
Un antico Maestro un tempo disse:
DONA TUTTO TE STESSO, SOLO COSI’ NON AVRAI MAI RIMPIANTI.
Quando noi ci consacriamo a qualcosa – questo è un punto importante – il nostro impegno non è una mera “sommatoria”. Non si tratta solo di un accrescimento “quantitativo”, ma l’intensità dell’applicarsi e del darsi se portata fino a un certo livello determina un “Salto”, il passaggio ad un altro livello, un mutamento “qualitativo”..
A tal proposito mi torna ora alla mente il grande saggio indiano
Patanjali. Patanjali è un gigante nella storia dello Yoga, che visse
intorno al 400 a.c.. Scrisse un’opera monumentale e capitale, gli Yoga Sutra. E un’opera che molti considerano un tesoro meraviglioso nella storia dello spirito umano.
Ecco, lessi una volta, del tutto casualmente, un brano meraviglioso
della sua opera, che non ho più dimenticato.
Questo brano adesso lo condivido con voi…dopo questo post notturno e delirante dedicato alla DEDIZIONE SUPREMA.
Alla fine, un video, dedicato ai PEACEFUL WARRIORS, ai Guerrieri di Pace come voi.
“Quando sei ispirato da un grande proposito,
da qualche progetto straordinario,
tutti i tuoi pensieri oltrepassano i loro confini.
La tua mente trascende le limitazioni,
la coscienza si espande in ogni direzione
e ti ritrovi in un nuovo, grande
mondo meraviglioso.
Le forze, le facoltà e i talenti addormentati
Si ridestano, ed ecco che diventi
Una persona molto, molto più grande
Di quel che avevi osato sognare.”
PATANJALI (III-I sec. A.C.)

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