Born Again

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Ridere per guarire

by Duncan on gen.08, 2011, under Disciplina, Guarigione, Ispirazione, Medicina

Mi ha sempre colpito la storia di Norman Cousin…
Cousin guarì da una grave malattia fondamentalmente con due sistemi.
1-MASSICCE DOSI DI RISATE GIORNALIERE
2-NOTEVOLI DOSI DI VITAMINA C AL GIORNO
Casi come il suo hanno posto molto l’attenzione sul potere della risata, e anche sulle proprietà benefiche della vitamina C, che a differenza di altre vitamine è ritenuta essere tolleata dal corpo anche a dosaggi notevoli, e anzi essere fondamentalmente benefica.
Di seguito riporto un articolo dove si parla di Norman Cousin..
Ma prima vi parlo di una particolare applicazione della terapia della risata..
Ossia, si tratta di ridere di seguito.
E intendo ridere almeno 15/20 minuti di seguito…
Quasi nessuo ride di seguito.. neanche cinque minuti..
Ridere di seguito provoca a un tale scatenamento di ormoni delbenessere, da provocare un afflusso di energie inaspettate dentro dite, un senso di galvanizzazione, un calore al basso ventre, un otevole mutamento umorale…
Non ditemi che non siete in grado di ridere per venti minuti diseguito! Basta semplicemente “fare l’atto” del ridere… anche meccanicamente,, facendo i movimenti della bocca.. dicendohahahaha…:-),e cc… a un certo punto riderete sul serio..
Fate la prova.. almeno venti minuti al giorno.. DI SEGUITO!!
E prendete anche la vitamina C, che male non vi fa..:.-)
Salutamos Compagneros

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(articolo tratto da questo sito.. http://www.esoterya.com/norman-cousins-guari-con-la-terapia-della-risata/4801/)

Un mistero molto curioso quello che circonda la guarigione dello scrittore Norman Cousin, ammalatosi al ritorno da un viaggio all’estero nel 1964. All’inizio di quell’estate venne preso da una leggera febbre e un malessere generalizzato che però ben prestò si tramutò in forti dolori alle articolazioni, spossatezza che presto lo portarono ad avere gravi difficoltà motorie.

L’uomo consultò un medico e fece tutti gli esami necessari per stabilire di quale malattia soffrisse: gli fu diagnosticata una forma molto grave di artrite che colpisce i tessutti connettivi.

Era una forma molto grave per cui aveva 1 possibilità su 500 di sopravvivere subendo in ogni caso una devastazione fisica che lo avrebbe condotto ad una progressiva immobilizzazione.

Cousins però decise di non arrendersi e combattere contro la malattia e cominciò a studiare la scienza medica, compresa la sua storia. Rimase affascinato dall’effetto placebo di alcuni farmaci privi di valori curativi e comprese che spesso l’autosuggestione poteva essere la spinta giusta alla guarigione. Su questo si basava l’effetto di questi farmaci.

Studiando comprese e sottoscrisse l’idea che le emozioni giocano un ruolo più che mai attivo nello stato di salute delle persone: le negative procuravano effetti biochimici negativi sul corpo, ma quelle positive (amore, speranza, fede, la risata, la fiducia in sé, la voglia di vivere) avevano un effetto terapeutico.

Cousins decise di perseguire la ppositività per combattere il suo male. Si fece dimettere dall’ospedale e, d’accordo con il suo medico, continuò a prendere i farmaci, ma allo stesso tempo iniziò la terapia del sorriso, dosi giornaliere dei film dei fratelli Marx, libri umoristici e quanto potesse farlo ridere.

Otto giorni dopo il suo incredulo medico cominciò a notare veri e propri miglioramenti. Cousins, quattro mesi dopo, riprese a lavoare a tempo pieno, inspiegabilmente. Com’era prevedibile gli scettici sostennero che non era possibile, ma l’uomo era ben convinto dell’interazione tra il corpo e la mente, dove quest’ultima riesce a condizionare in modo alquanto misterioso la salute fisica. Molte tecniche teraupeutiche al di fuori della medicina convenzionale si basano proprio su questo

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L’ESERCIZIO DELLA TIGRE

by Duncan on lug.28, 2009, under Disciplina, Musica, Resistenza umana

tigre-seduta1

Davvero in questa calda serata di luglio, appena appena scodellato dalla strada a casa, e ancora acerbo e refrattario al sonno, davvero non ricordo se già, incueata o inculata negli anfratti o nei frattaloni di qualche post vi abbia (io, il presente, il qui medesimo, letamaio dei letamai Sir Alfred Lupmannar Coschier detto Duncan) già parlato dell’esercizio della Tigre.
Se così fosse.. Dio ce ne scampi… mi perdonerete.
O meglio no.. non perdonatemi.. e anzi procedete a una lapidazione
vecchio stile.. pietre grosse e acuminate. Credo di meritarla dopo le
tante malefatte con le quali ho infestato questo pianeta.
Veniamo a voi pards, gringos, buscaderos, guerriglieros, camineros.. e chi più ne ha più ne strametta.. ma mi raccomando.. il thè sia caldo, per domani a colazione. Offro io.. te di ortica amaro e biscottazzi duri na petra al sapore di scorza di cranio.
Andiamo a noi..
L’esercizio della Tigre è una pratica dal retroterra millenario. Sotto cangianti vesti o mutamenti di dettaglio esiste da tempo immemorabile.
La sua origine è orientale. Ma la sua applicazione può essere (es è stata) praticamente ovunque.
Questo esercizio libera e canalizza le tensioni accumulate negli anni nel corpo. Tensioni che, col tempo, si cristallizzano quasi, come blocchi e rigidità, nei tessuti e nelle fasce muscolari. E’ come se le molte rabbie, angosce, “avviluppamenti di intestino”, colpi inaspettati, parole violente e che feriscono.. che ci sono venuti addosso, lasciassero un segno non solo a livello interiore ma anche nel nostro sistema biologio. Parlare di tensioni psico-fisiche allora esprime perfettamente il senso di quello che entra in gioco.
Ma è questo ma non solo questo. A volte è come una vibrazione più alta che non abbiamo mai suonato. Un pugno che non abbiamo mai dato. Un gesto che non abbiamo mai fatto. Un andare fuori righe che non ci siamo mai concessi, sempre così attenti a rispettare lo spartito.
A volte è un urlo..
Questo è un esercizio di liberazione.
Devi immaginare di essere una tigre. Sei alzato e bello eretto.
Cominci piano piano ad agitare le braccia davanti a te, con un fare ritmico, alzi una, la abbassi, e mentre si sta abbassando già l’altra  è alzata. E mentre le braccia si muovono le mani sono come grinfie, che lanciano zampate nell’aria. Mentre fai questo immagini di essere  davvero una tigre, che si muove, si agita, prende coraggio, vigore, mette in moto il suo Sacro Furore. Anche il viso è teso, concentrato, occhi fissi.
Tu immagini di essere una tigre.
Tu senti di essere una tigre.
Tu SEI una tigre.
I movimenti diventano sempre più rapidi, sempre più impetuosi. E’ una accellerazione lenta, ma progressiva. E man mano che alzi e abbassi le braccia; man mano che lanci le tue zampate.. immagini come se con quelle grinfie potenti di tigre frantumassi ostacoli, blocchi, rigidità, paure. Puoi anche vedere cose e situazioni, vicende del passato, momenti dolorosi, rospi inghiottiti, attimi di smarrimento, umiliazioni da parte di altri.
Ma stavolta il gioco è cambiato. Non sei indifeso, non sei alla mercé di nessuno, non subisci.
Ma sei la Tigre Possente che Scuote la Terra. Occhi di fuoco, fierezza indomita, ti muovi danzando e sdradicando ogni ostacolo. E allora puoi immaginare le ombre e i dolori, i blocchi e le catene passate e “vedere” come ogni zampata frantuma tutto.
Continui ad accellerare. Sempre più rapido. Sempre più impetuoso. Stai sudando. Il respiro è accellerato. Quando hai raggiunto il momento dello sforzo maggiore, della velocità più intensa… a un certo punto.. fai esplodere tutto con..
UN URLO FINALE.
Esatto. All’apice della “corsa” e della tensione… tendi il collo, spalanchi la bocca e lanci un urlo con tutta la forza che hai. Urli come non hai mai urlato in vita tua. Come un animale selvaggio nella ùforesta selvaggia. Un urlo primigenio, atavico, titanico, liberatorio.
E’ come se con quell’urlo cacciassi fuori secoli di rabbia, di rospi inghiottiti e di tensioni.
E’ come se sfidassi ogni limite.
Come se alzassi la testa come non l’hai mai alzata.
Come se gridassi al mondo che tu sei quello che sei, e nessuno potrà più legarti mani e piedi, nessuno potrà più farti stare in ginocchio, nessuno potrà più spegnerti.
E’ un urlo un pò folle, un urlo di sacro furore, un urlo di entusiasmo, un urlo di riaffermazione.
Naturalmente potreste trovarvi in un ambiente dove non è “opportuno” che lanciate tale urlo animalesco se non volete che pensino che siete completamente pazzi o che chiamino l’esercito.
Allora farete l’esercizio con modalità “ridotta”, o con modalità “silenziosa”.
Al momento dell’Urlo, cioè, contraete comunque il collo, spalancate la bocca.. manifestate il contegno di chi urla con tutto se stesso, ma fate uscire un suono ridotto, compatibile con l’ambiente; o non fate uscire alcun suono, se il contesto non lo permette (immaginate) che siete in una stanza e nelle altre ci siano altre persone.. non credo proprio che vorreste essere sentiti urlare.
Anche con modalità ridotta o silenziosa è assolutamente benefico.
Tuttavia, al posto vostro proverei almeno UNA volta a fare l’esercizio integrale. Ad andare in un luogo cioè dove nessuno può darvi noie o sentirvi; dove potete fare insomma quel che minchia vi pare… e là, provare, forse per la prima volta nella vostra vita, a lanciare un urlo da fare impallidire Tarzan. Un urlo con quanto fiato avete in gola. Urlo da far tremare le montagne.
Salutamos

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