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	<title>Born Again &#187; internet</title>
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		<title>Dall&#8217;Islanda una lezione</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 05:26:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggete questa storia e riflettete&#8230; Riflettiamo tutti insieme e pensate ai nostri giorni. Cosa sta accadendo? Cosa stiamo tollerando? Un Moloch chiamato debito sta divorando la vita di interi paesi&#8230; Istituzioni sovranazionali non elette da nessuno impongono diete di lacrime e sangue&#8230; Questa crisi creata da banchieri, finanzieri e politici viene scaricata sulle persone, viene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignnone" title="erois" src="http://www.italiafghanistan.rai.it/public/Gallery/1602-bimbo.JPG" alt="" width="1200" height="797" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Leggete questa storia e riflettete&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riflettiamo tutti insieme e pensate ai nostri giorni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa sta accadendo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa stiamo tollerando?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un Moloch chiamato debito sta divorando la vita di interi paesi&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Istituzioni sovranazionali non elette da nessuno impongono diete di lacrime e sangue&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questa crisi creata da banchieri, finanzieri e politici viene scaricata sulle persone, viene derubata la loro vita.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questi poteri sovranazionali impongono un&#8217;unica strategia&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PAGARE SEMPRE DI PIU&#8217; UN DEBITO INARRESTABILE CON SEMPRE PIù TAGLI TAGLI E TAGLI&#8230;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lacrime e sangue dicono. Ma da quanto lo dicono? E cosa hanno portato lacrime e sangue? Ancora più debito, ancora più macelleria sociale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; una follia&#8230; più paghi.. più ti impoverisci.. più ti impoverisci meno hai la forza di realzarti. Invece di sostenere la crescita, si spezzano le gambe a un organismo già convalescente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma sono tutte vere le cose che ci dicono?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sono tutte vere?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Siamo davvero costretti a subire queste ricette draconiane?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi è che davvero sta decidendo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi è che davvero ha il potere?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; davvero giusto che le banche centrali, non elette da nessuno, abbiano il controllo assoluto sulla moneta?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; davvero accettabile che pagare gli interessi sul debito venga prima delle concrete esistenze che vengono colpite?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi guadagna dalle immense speculazione che avvengono ogni giorno?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E chi sono coloro che, dalle grandi istituzioni economiche multinazionali, costringono a sempre maggiori tagli, a sembpre maggiore macelleria sociale?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E se ci fosse un&#8217;altra strada? Un&#8217;altra strada oltre  a quella che ci vendono.. oltre al panico da debito, alla scure sanguinaria, alla perenne sottomissione alle logiche economiche-finanziarie dominanti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E se ci fosse un&#8217;altra strada?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Islanda ha deciso di dire NO!&#8230; di dire BASTA!&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ha nazionalizzato le banche.. creato una nuova costituzione nazionale.. e sfidato le oligarchie finanziarie internazionali..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa succederebbe se anche noi avessimo lo stesso coraggio?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La stessa folle capacità di osare e di pensare in grande e di sfidare ciò che è considerato ormai come inevitabile.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Islanda, quando il popolo sconfigge l&#8217;economia globale<br />
<em>di <a href="http://www.ilcambiamento.it/autori/andrea_degli_innocenti/">Andrea Degl&#8217;Innocenti</a> – tratto da <a href="http://www.ilcambiamento.it/lontano_riflettori/islanda_rivoluzione_silenziosa.html">http://www.ilcambiamento.it/lontano_riflettori/islanda_rivoluzione_silenziosa.html</a></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> </em><em>L&#8217;hanno definita una &#8216;rivoluzione silenziosa&#8217; quella che ha portato l&#8217;Islanda alla riappropriazione dei propri diritti. Sconfitti gli interessi economici di Inghilterra ed Olanda e le pressioni dell&#8217;intero sistema finanziario internazionale, gli islandesi hanno nazionalizzato le banche e avviato un processo di democrazia diretta e partecipata che ha portato a stilare una nuova Costituzione. </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oggi vogliamo raccontarvi una storia, il perché lo si capirà dopo. Di quelle storie che nessuno racconta a gran voce, che vengono piuttosto sussurrate di bocca in orecchio, al massimo narrate davanti ad una tavola imbandita o inviate per e-mail ai propri amici. È la storia di una delle nazioni più ricche al mondo, che ha affrontato la crisi peggiore mai piombata addosso ad un paese industrializzato e ne è uscita nel migliore dei modi.<br />
L&#8217;Islanda. Già, proprio quel paese che in pochi sanno dove stia esattamente, noto alla cronaca per vulcani dai nomi impronunciabili che con i loro sbuffi bianchi sono in grado di congelare il traffico aereo di un intero emisfero, ha dato il via ad un&#8217;eruzione ben più significativa, seppur molto meno conosciuta. Un&#8217;esplosione democratica che terrorizza i poteri economici e le banche di tutto il mondo, che porta con se messaggi rivoluzionari: di democrazia diretta, autodeterminazione finanziaria, annullamento del sistema del debito.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma procediamo con ordine. L&#8217;Islanda è un&#8217;isola di sole di 320mila anime – il paese europeo meno popolato se si escludono i micro-stati – privo di esercito. Una città come Bari spalmata su un territorio vasto 100mila chilometri quadrati, un terzo dell&#8217;intera Italia, situato un poco a sud dell&#8217;immensa Groenlandia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>15 anni di crescita economica avevano fatto dell&#8217;Islanda uno dei paesi più ricchi del mondo. Ma su quali basi poggiava questa ricchezza? Il modello di &#8216;neoliberismo puro&#8217; applicato nel paese che ne aveva consentito il rapido sviluppo avrebbe ben presto presentato il conto. Nel 2003 tutte le banche del paese erano state privatizzate completamente. Da allora esse avevano fatto di tutto per attirare gli investimenti stranieri, adottando la tecnica dei conti online, che riducevano al minimo i costi di gestione e permettevano di applicare tassi di interesse piuttosto alti. IceSave, si chiamava il conto, una sorta del nostrano Conto Arancio. Moltissimi stranieri, soprattutto inglesi e olandesi vi avevano depositato i propri risparmi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Così, se da un lato crescevano gli investimenti, dall&#8217;altro aumentava il debito estero delle stesse banche. Nel 2003 era pari al 200 per cento del prodotto interno lordo islandese, quattro anni dopo, nel 2007, era arrivato al 900 per cento. A dare il colpo definitivo ci pensò la crisi dei mercati finanziari del 2008. Le tre principali banche del paese, la Landsbanki, la Kaupthing e la Glitnir, caddero in fallimento e vennero nazionalizzate; il crollo della corona sull&#8217;euro – che perse in breve l&#8217;85 per cento – non fece altro che decuplicare l&#8217;entità del loro debito insoluto. Alla fine dell&#8217;anno il paese venne dichiarato in bancarotta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Primo Ministro conservatore Geir Haarde, alla guida della coalizione Social-Democratica che governava il paese, chiese l’aiuto del Fondo Monetario Internazionale, che accordò all&#8217;Islanda un prestito di 2 miliardi e 100 milioni di dollari, cui si aggiunsero altri 2 miliardi e mezzo da parte di alcuni Paesi nordici. Intanto, le proteste ed il malcontento della popolazione aumentavano.<br />
A gennaio, un presidio prolungato davanti al parlamento portò alle dimissioni del governo. Nel frattempo i potentati finanziari internazionali spingevano perché fossero adottate misure drastiche. Il Fondo Monetario Internazionale e l&#8217;Unione Europea proponevano allo stato islandese di di farsi carico del debito insoluto delle banche, socializzandolo. Vale a dire spalmandolo sulla popolazione. Era l&#8217;unico modo, a detta loro, per riuscire a rimborsare il debito ai creditori, in particolar modo a Olanda ed Inghilterra, che già si erano fatti carico di rimborsare i propri cittadini.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il nuovo governo, eletto con elezioni anticipate ad aprile 2009, era una coalizione di sinistra che, pur condannando il modello neoliberista fin lì prevalente, cedette da subito alle richieste della comunità economica internazionale: con una apposita manovra di salvataggio venne proposta la restituzione dei debiti attraverso il pagamento di 3 miliardi e mezzo di euro complessivi, suddivisi fra tutte le famiglie islandesi lungo un periodo di 15 anni e con un interesse del 5,5 per cento. <br />
Si trattava di circa 100 euro al mese a persona, che ogni cittadino della nazione avrebbe dovuto pagare per 15 anni; un totale di 18mila euro a testa per risarcire un debito contratto da un privato nei confronti di altri privati. Einars Már Gudmundsson, un romanziere islandese, ha recentemente affermato che quando avvenne il crack, “gli utili [delle banche, <em>ndr</em>] sono stati privatizzati ma le perdite sono state nazionalizzate”. Per i cittadini d&#8217;Islanda era decisamente troppo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fu qui che qualcosa si ruppe. E qualcos&#8217;altro invece si riaggiustò. Si ruppe l&#8217;idea che il debito fosse un&#8217;entità sovrana, in nome della quale era sacrificabile un&#8217;intera nazione. Che i cittadini dovessero pagare per gli errori commessi da un manipoli di banchieri e finanzieri. Si riaggiustò d&#8217;un tratto il rapporto con le istituzioni, che di fronte alla protesta generalizzata decisero finalmente di stare dalla parte di coloro che erano tenuti a rappresentare.<br />
Accadde che il capo dello Stato, Ólafur Ragnar Grímsson, si rifiutò di ratificare la legge che faceva ricadere tutto il peso della crisi sulle spalle dei cittadini e indisse, su richiesta di questi ultimi, un referendum, di modo che questi si potessero esprimere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La comunità internazionale aumentò allora la propria pressione sullo stato islandese. Olanda ed Inghilterra minacciarono pesanti ritorsioni, arrivando a paventare l&#8217;isolamento dell&#8217;Islanda. I grandi banchieri di queste due nazioni usarono il loro potere ricattare il popolo che si apprestava a votare. Nel caso in cui il referendum fosse passato, si diceva, verrà impedito ogni aiuto da parte del Fmi, bloccato il prestito precedentemente concesso. Il governo inglese arrivò a dichiarare che avrebbe adottato contro l&#8217;Islanda le classiche misure antiterrorismo: il congelamento dei risparmi e dei conti in banca degli islandesi. “Ci è stato detto che se rifiutiamo le condizioni, saremo la Cuba del nord – ha continuato Grímsson nell&#8217;intervista &#8211; ma se accettiamo, saremo l’Haiti del nord”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A marzo 2010, il referendum venne stravinto, con il 93 per cento delle preferenze, da chi sosteneva che il debito non dovesse essere pagato dai cittadini. Le ritorsioni non si fecero attendere: il Fmi congelò immediatamente il prestito concesso. Ma la rivoluzione non si fermò. Nel frattempo, infatti, il governo – incalzato dalla folla inferocita – si era mosso per indagare le responsabilità civili e penali del crollo finanziario. L&#8217;Interpool emise un ordine internazionale di arresto contro l’ex-Presidente della Kaupthing, Sigurdur Einarsson. Gli altri banchieri implicati nella vicenda abbandonarono in fretta l&#8217;Islanda.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In questo clima concitato si decise di creare ex novo una costituzione islandese, che sottraesse il paese allo strapotere dei banchieri internazionali e del denaro virtuale. Quella vecchia risaliva a quando il paese aveva ottenuto l&#8217;indipendenza dalla Danimarca, ed era praticamente identica a quella danese eccezion fatta per degli aggiustamenti marginali (come inserire la parola &#8216;presidente&#8217; al posto di &#8216;re&#8217;). <br />
Per la nuova carta si scelse un metodo innovativo. Venne eletta un&#8217;assemblea costituente composta da 25 cittadini. Questi furono scelti, tramite regolari elezioni, da una base di 522 che avevano presentato la candidatura. Per candidarsi era necessario essere maggiorenni, avere l&#8217;appoggio di almeno 30 persone ed essere liberi dalla tessera di un qualsiasi partito.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma la vera novità è stato il modo in cui è stata redatta la magna charta. &#8220;Io credo &#8211; ha detto Thorvaldur Gylfason, un membro del Consiglio costituente &#8211; che questa sia la prima volta in cui una costituzione viene abbozzata principalmente in Internet&#8221;.<br />
Chiunque poteva seguire i progressi della costituzione davanti ai propri occhi. Le riunioni del Consiglio erano trasmesse in streaming online e chiunque poteva commentare le bozze e lanciare da casa le proprie proposte. Veniva così ribaltato il concetto per cui le basi di una nazione vanno poste in stanze buie e segrete, per mano di pochi saggi. La costituzione scaturita da questo processo partecipato di democrazia diretta verrà sottoposta al vaglio del parlamento immediatamente dopo le prossime elezioni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ed eccoci così arrivati ad oggi. Con l&#8217;Islanda che si sta riprendendo dalla terribile crisi economica e lo sta facendo in modo del tutto opposto a quello che viene generalmente propagandato come inevitabile. Niente salvataggi da parte di Bce o Fmi, niente cessione della propria sovranità a nazioni straniere, ma piuttosto un percorso di riappropriazione dei diritti e della partecipazione.<br />
Lo sappiano i cittadini greci, cui è stato detto che la svendita del settore pubblico era l&#8217;unica soluzione. E lo tengano a mente anche quelli portoghesi, spagnoli ed italiani. In Islanda è stato riaffermato un principio fondamentale: è la volontà del popolo sovrano a determinare le sorti di una nazione, e questa deve prevalere su qualsiasi accordo o pretesa internazionale. Per questo nessuno racconta a gran voce la storia islandese. Cosa accadrebbe se lo scoprissero tutti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.disinformazione.it/index.html" target="_top"><strong> </strong></a><a href="http://www.disinformazione.it/"><br />
</a></p>
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		<title>GLI ORGONITI &#8212; intervista a Francesca D&#8217;Amico</title>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2011 22:54:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Orgoniti&#8230; che nome strano no? Sembra di entrare in un film di fantascienza. Strane parole, strane energie, teorie balzane. E quando si comincia a capire di che si tratta, molti si daranno a gambe levate. Semplicemente perchè troppo &#8220;razionali&#8221; e &#8220;ragionevoli&#8221; per credere a queste stramberie, no? Del resto avrebbero considerato stramberia anche l&#8217;idea che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2011/05/orgonitee.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1034" title="orgonitee" src="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2011/05/orgonitee.jpg" alt="" width="640" height="480" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Orgoniti&#8230; che nome strano no? Sembra di entrare in un film di fantascienza. Strane parole, strane energie, teorie balzane. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E quando si comincia a capire di che si tratta, molti si daranno a gambe levate. Semplicemente perchè troppo &#8220;razionali&#8221; e &#8220;ragionevoli&#8221; per credere a queste stramberie, no? Del resto avrebbero considerato stramberia anche l&#8217;idea che potesse esistere qualcosa come la luce elettrica, se qualcuno ne avesse parlato qualche secolo fa. Come qualcuno considerò stramberie quelle di Leonardo. E anche il rapporto mente-corpo, ormai dato per assodato anche dai medici più ferocemente istituzionali&#8230; qualche decennio fa sembrava a molti una sorta di mito per gonzi e tipi misticheggianti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E allora&#8230; non è importante credere o non credere all&#8217;efficacia di qualcosa come.. gli orgoniti. E questo non è un post invita a una credenza fideistica in qualcosa. L&#8217;importante è&#8230; darsi la possibilità di immaginare&#8230; di immaginare che una cosa sia possibile. E poi dopo, magari, darle fuoco. Ma prima, almeno, darle, anche solo per un attimo una chance. Per un attimo credere che qualcosa, anche la più incredibile, sia possibile. E&#8217; questo uno dei caposaldi della libertà mentale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Io fino a qualche mese fa non sapevo niente degli orgoniti. Anche se sapevo qualcosa di Wilhelm Reich e dei suoi studi. La prima volta che mi imbattei concretamente negli orgoniti fu quando conobbi, via internet, Francesca D&#8217;Amico.. la stessa persona a cui oggi faccio questa intervista.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lei me ne parlò. Mi incuriosì. E anche io ho creato il mio bell&#8217;orgonite. Ce l&#8217;ho ancora da poco. Non posso dare prove eclatanti sulla sua efficacia. Se facessero un qualche testo le mie &#8220;sensazioni&#8221;, potrei dirvi che sento di avvertire il suo operare. Ma non è questo il punto. Magari sono tutte cazzate. Ma c&#8217;è dentro una riflessione, una consapevolezza originale, studi particolari, tanti esperimenti. E se funziona davvero, le ricadute sarebbero potenti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Volevo parlare delle orgoniti su Born Again. Ma non volevo farlo andando a pescare qualche esperto o iperfissato sul tema. Ma proprio intervistando una persona &#8220;concreta&#8221;.. una persona che non era già addentro a questi mondi, né era una esperta di particolari tematiche. Una persona che non fosse una scienziata alternativa, o una studiosa di Wilhelm Reich o una ricercatrice nei settori della controinformazione. Ma che fosse una persona come quelle che puoi incontrare al bar o al cinema. Non una appartenente a qualche gruppo di studiosi &#8220;eletti&#8221;. Una persona che non ci sparerà un gergo complicato, e non farà analisi lunghissime e dettagliate. Una persona che, tutti coloro che avrebbero letto, avrebbero potuto comprendere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quindi ho intervistato proprio la stessa Francesca D&#8217;Amico che mi ha introdotto nel mondo degli orgoniti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questa intervista vuole essere un ponte. Per chi non sa nulla di orgoniti, dà qualche spiegazione e indicazione, in un linguaggio comprensibile e chiaro. Lasciando poi al lettore la scelta. Per chi volesse saperne di più, il materiale presente su internet è ingente. Per chi non gliene potesse importar di meno.. beh.. grazie di averci tenuto compagnia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vi lascia all&#8217;intervista sugli orgoniti a Francesca D&#8217;Amico.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1) Francesca se ti chiedessero a bruciapelo &#8220;Cosa è un&#8217;orgonite?&#8221;, che cosa risponderesti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Per caso ,nell&#8217;estate del 2010,risposi alla richiesta di amicizia di uno sconosciuto su Facebook. Il nuovo amico mi parlò subito della sua passione: le orgoniti. Il nome orgone era stato coniato dallo psichiatra Wilhelm Reich.Lui scoprì che esisteva un&#8217;energia(che credeva blu) emanata dai cristalli. Energia universale e benefica,detta Prana, Chi, Ki. Lo scopo di Reich era di curare i blocchi energetici. Ma ogni pietra o cristallo ha la sua proprietà,e quindi ciascuno può respirare il tipo di energia che preferisce,a seconda di cosa sceglie per la sua orgonite. </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2) Alla base del funzionamento dell’Orgonite sembra esserci quindi la concezione dell’esistenza di una “energia orgonica”. Per sommi capi, senza fare un discorso per esperti, ma il più semplificato possibile.. come può essere intesa questa energia orgonica?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Si definisce orgonica, l’energia vitale e formativa che pervade ogni manifestazione naturale, che organizza e permea ogni organismo vivente, non è calore, elettricità, magnetismo ne energia chimica e non e neppure il sunto di tutte queste forze, è l’energia specifica di dei cicli naturali che noi chiamiamo “VITA”: La scienza ha dimostrato che la materia è semplicemente la condensazione di un substrato di sottile energia vibratoria, una condizione virtuale nota come “energia di punto zero”. L’energia orgonica si differenzia da tutte le altre energie conosciute, che derivano dalla materia e che sono pertanto definite “energie secondarie”(elettrica,magnetica,nucleare ecc..).</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3) Gli orgoniti che effetti potrebbero avere sul contesto elettromagnetico nel quale siamo costantemente immersi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Gli elementi presenti nell&#8217;Orgonite sono perfettamente idonei a proteggerci e a migliorare il nostro ambiente, poiché non hanno bisogno di alcuna fonte d&#8217;energia per funzionare, e, funzionano indefinitamente 24 ore su 24. Più specificatamente permette di tramutare le energia negative (e nocive) risultanti dalle emissioni elettromagnetiche di apparecchiature elettriche quali antenne di ripetitori radio e telefonici, televisori, elettrodomestici, cellulari, cavi dell’alta tensione, luci al neon etc , in energia orgonica positiva, rigenerando e bilanciando il campo energetico. L’Orgonite è quindi un generatore di energia positiva. Tenendola in casa, vicino al computer, portandola con sé, ci protegge dalle radiazioni elettromagnetiche e a radiofrequenza.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;-</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4) C’è un esperimento che ognuno potrebbe fare per vedere con i propri occhi qualcuno degli effetti dell’orgonite?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ti racconto una cosa che ho fatto, e che hanno fatto molti altri&#8230;.si tiene l&#8217;orgonite davanti,una luce bassa e soffusa di lato,e si comincia respirare lentamente ,guardando davanti a sè. Io dopo un cinque minuti vedo gli stipiti della porta,che sono scuri,vibrare. In realtà non vibrano,ma ci passa davanti l&#8217;energia orgonica. C&#8217;è una specie di fumo bianco leggerissimo che va a ondate verso la porta. Questo &#8220;fumo&#8221;,che qualcuno vede in altri colori,non va verso il basso,ma verso l&#8217;alto. Al momento non ci si può credere! Sembra impossibile,assistere a un fenomeno tanto strano! Ci si sente molto in pace,sereni,e la respirazione resta tranquilla ,anzi ,si andrebbe avanti per un bel pezzo a respirare così,senza pensare a niente..</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>&#8212;-</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong><strong>5) Che effetti concreti ha, in senso ampio, l’orgonite sulla salute umana?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ci sono molte teorie in proposito. Sembra vi siano effetti benefici consistenti, ma io non sono ancora in grado, in base alla mia esperienza, di descriverli in maniera effettiva e completa. Io personalmente ne ho tratto benefici. E anche le persone a ne ho donato uno. Ad esempio, in una famiglia a cui ne ho regalato una orgonite, l&#8217;influenza quest&#8217;inverno non è arrivata (ed è il primo inverno che succede).Io voglio esagerare,e ascoltando l&#8217;amico e maestro, lascio un&#8217;orgonite sotto al letto,dando per scontato che l&#8217;energia salirà tutta la notte. </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;-</strong></p>
<p><strong>6) Ma come si crea concretamente un’orgonite?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Crearla è abbastanza facile.<br />
* Si compra un mezzo kg di cera d&#8217;api da un apicultore.<br />
* La si fa fondere in un pentolino.<br />
* In un contenitore oleato si comincia a versare un po&#8217; di cera.<br />
* Si aggiunge rame ,ottone,alluminio.<br />
* Poi il cristallo,e altra cera.<br />
* Si finisce con i metalli.<br />
* Si copre tutto con la cera.<br />
Se ci sono piccole pietre nere,vanno bene tutto intorno a quella grande. Si può variare a seconda di quello che piace. Io ho distrutto un porta foto d&#8217;argento e l&#8217;ho fatto a pezzettini. Il rame dei fili elettrici,le pagliette d&#8217;ottone,sono facili da tagliuzzare. Ho messo un sacco di monete di rame da un centesimo. La carta stagnola rappresenta l&#8217;alluminio. Qualcuno usa l&#8217;oro colloidale o la foglia d&#8217;oro.<br />
E&#8217; meglio aspettare un giorno prima di far uscire dal contenitore la piccola orgonite.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8211;</strong></p>
<p><strong>7) Una volta che l’orgonite è stata creata va… “ripulita”, diciamo.. di tanto in tanto?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Le orgoniti ogni tanto vanno rigenerate facendole stare sotto l&#8217;acqua corrente,e volendo si possono mettere in un piatto con un po&#8217; d&#8217;acqua.Come se fossero dei fiori,di giorno stanno benissimo sui balconi&#8230; </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Grazie Francesca</strong></p>
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		<title>Censura internet.. ecco un nuovo decreto.</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 09:23:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<category><![CDATA[d'alia]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco come i nostri politici pensano di regolamentare la rete (che ovviamente neanche conoscono..)</p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/7tfEDqBCOWw&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/7tfEDqBCOWw&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Perchè penso che D&#8217;Alia non sa nemmeno di cosa sta parlando? Perchè dice di voler praticamente chiudere blog e/altri tipi di siti anche solo per un commento (non controllabile dai proprietari dei siti nella maggior parte dei casi) dicendo che il proprietario del blog è complice di chi ha commentato.. praticamente una persona qualsiasi può benissimo spargere mxrda sul mio blog e farlo chiudere anche solo per puntiglio grazie a questo emendamento senza poterci far nulla.. e questo sarebbe regolamentare la rete? E se parlassi male dei politici nel mio blog? Lo chiuderebbero comunque grazie a questo emendamento (e con una banalissima scusa..) E poi sostiene di frequentare la rete..<br />
Cosa ne pensate? Quanto conoscono la rete secondo voi questi nostri politici?<br />
(Please giacchè ci siamo non lasciate commenti inopportuni..)</p>
<p>PS.. <a title="estratto dell'emendamento" href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&amp;leg=16&amp;id=00392725&amp;part=doc_dc-allegatoa_aa&amp;parse=no" target="_blank">estratto dell&#8217;emendamento</a></p>
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