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	<title>Born Again &#187; Ispirazione</title>
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		<title>You are the voice</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Dec 2010 09:16:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ispirazione]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<category><![CDATA[Berlino]]></category>
		<category><![CDATA[John Farnham]]></category>
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		<category><![CDATA[testo]]></category>
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		<category><![CDATA[You are the Voice]]></category>

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		<description><![CDATA[Un pezzo stupendo.. pieno di ispirazione.. Prima del video, inserisco il testo della canzone tradotto.. &#8212;&#8211; TU SEI LA VOCE Abbiamo la possibilità di voltare pagina Possiamo scrivere quello che vogliamo scrivere Dobbiamo farlo Prima di diventare più vecchi Siamo tutte figlie di qualcuno Siamo tutti figli di qualcuno Quanto tempo ci possiamo guardare Dietro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un pezzo stupendo.. pieno di ispirazione..<br />
Prima del video, inserisco il testo della canzone tradotto..<br />
&#8212;&#8211;</strong></p>
<p><strong>TU SEI LA VOCE<br />
Abbiamo la possibilità di voltare pagina<br />
Possiamo scrivere quello che vogliamo scrivere<br />
Dobbiamo farlo<br />
Prima di diventare più vecchi<br />
Siamo tutte figlie di qualcuno<br />
Siamo tutti figli di qualcuno<br />
Quanto tempo ci possiamo guardare<br />
Dietro la canna di una pistola?<br />
Sei tu la voce, provo a capire e ti capisco<br />
Fa&#8217; un rumore, fallo chiaro e forte<br />
(Oh Oh Oh Ohooooh)<br />
(Oh Oh Oh Oh Ohooooh)<br />
Non rimarremo seduti in silenzio<br />
Non vivremo nella paura</strong></p>
<p><strong>Questa volta sai che possiamo rimanere uniti<br />
Con il potere del poter essere forti<br />
Credendoci, possiamo migliorare le cose<br />
Siamo tutte figlie di qualcuno<br />
Siamo tutti figli di qualcuno<br />
Quanto tempo ci possiamo guardare<br />
Dietro la canna di una pistola?<br />
Sei tu la voce, provo a capire e ti capisco<br />
Fa&#8217; un rumore, fallo chiaro e forte<br />
(Oh Oh Oh Ohooooh)<br />
(Oh Oh Oh Oh Ohooooh)<br />
Non rimarremo seduti in silenzio<br />
Non vivremo nella paura</strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Vjy8N4MKE0A?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/Vjy8N4MKE0A?fs=1&amp;hl=it_IT" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
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		<title>OGNI COSA E&#8217; ILLUMINATA</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 01:46:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[Ispirazione]]></category>
		<category><![CDATA[Misticismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Tempo fa lessi questo testo. E fu una voragine di sensazioni. Era qualcosa che andava al di là stesso di quello che era scritto, ma penetrava nell’energia appassionata di chi l’ha scritto. Come un rullo di tamburo penetra la notte noi siamo il battito pulsante dei nostri giorni. E questo battito pretende passione. Una spessa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignnone" title="amore" src="http://images.movieplayer.it/2008/01/15/wallpaper-del-film-parlami-d-amore-67719.jpg" alt="" width="1280" height="960" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tempo fa lessi questo testo. E fu una voragine di sensazioni. Era qualcosa che andava al di là stesso di quello che era scritto, ma penetrava nell’energia appassionata di chi l’ha scritto. Come un rullo di tamburo penetra la notte noi siamo il battito pulsante dei nostri giorni.<br />
E questo battito pretende passione.<br />
Una spessa coltre di cemento soffoca il nostro respiro fino a impedire di abbracciare il fiume della vita. E poi le parole, le mille definizioni, il gioco degli specchi che riflettono il nulla. Ma anche un deserto ha valore se gli si dà un nome, e anche se senza nome diventa Deserto.<br />
Alcuni si mettono su una torre a sognare un mondo di eletti e a vedere il resto come massa animale da disprezzare. Teorie spirituali-politiche arroganti e volgari. Altri dicono che il Sacro è in ogni cosa, come una corrente serpeggiante. Che c’è una bellezza profonda anche dietro le voragini del dolore. Che la nostra stessa materia è permeata di musica.<br />
Questo testo di Jacopo Fo è semplicemente meraviglioso, ma è per chi cala le saracinesche e prova buttarsi dal monte per vedere se &#8220;partono&#8221; le ali. Per chi invece cerca solo conferme o nemici può essere un pò indigesto.<br />
Siamo imprigionati in clan orgogliosi e autoreferenziali, in un dibattito statico, stanco e morto. In contrapposizioni cadaveriche, in cartellini da timbrare, ruoli ed etichette. E ognuno sceglie il suo Nemico. Perchè ha bisogno di un parodia per dare senso ai prorpi dogmi. E pensieri clericali, ortodossi, dogmatici.. si contrappongono anime stanche, disilluse, che non credono in niente, e nel non credere ne fanno una bandiera e una difesa. Tra idolatrie chiesastiche e disincantamento del mondo Guelfi e Ghibellini si nutrono a vicenda, complici dello stesso inaridimento esperienziale, della stessa mancanza di Orizzonte che li accumuna. A imposizioni sulla vita si oppongono idolatrie della scienza, a visioni di Dio usate come randello il culto della materi inerte e morta e della vita come caso di atomi.<br />
Contrapposizioni forzate, giochi di sette, parole d&#8217;ordine e slogan. C&#8217;è chi dice che l&#8217;amore non esiste perché vendono l&#8217;ipocrisia e la violenza edificate sulla parola amore. Si fa lo stesso con tutto ciò che è ricchezza spirituale e trascendenza. Rigettando dogmi, chiese e aristocrazie religiose non fanno poi il passo ulteriore, e restano avvinghiati alle macerie di un laicismo esasperato, di una vita ridotta alla sola e esclusiva dimensione materiale, alla rinuncia al Senso delle cose.<br />
Mi piace il testo di Jacopo Fo non perché è un testi perfetto; ma perchè è una appassionata chiamata allo Stupore per la Bellezza del Mondo. Perché è la testa che esce del sacco e si riappropria delle parole e dell&#8217;Incanto, dell&#8217;Oltrepassamento. C&#8217;è un Valore più alto nelle cose. C&#8217;è se vuoi vederlo. Se scegli di crederci. Se scegli di aprirti ad esso.<br />
E non mi importa se lo chiami Dio o se non lo chiami in nessun modo. E non mi importa da dove vieni, che radici hai, che vestiti porti e che strade prenderai ogni volta che sorge il sole. Non mi importa se non ti capirò mai.<br />
Lo senti quando l&#8217;amore ti possiede, o quando sei divorato dal dolore. Piegato in due e buttato nel fango, col sangue che cade dal naso sarai ancora più innamorato che mai. In ogni parabola del vento,<br />
nei segreti abbracci che vendicano la notte, nelle corse senza respiro lo senti. In ogni cancello a tripla chiave, nei sotterrani e nei lager, in ogni atomo del dolore lo senti.<br />
Negli occhi che ti spalancano il cuore lo vedi.<br />
E non c&#8217;è nulla che sia veramente indegno o perduto. Nessuna vita che sia da buttare e che non abbia valore. Anche il più piccolo, smarrito, ferito degli esseri umani brilla di infinito splendore.<br />
E&#8217; in tutto ciò che ci fa rialzare e resistere quando tutto sembra perduto.<br />
Volete chiamarlo Dio?<br />
Quali nomi volete usare?<br />
Volete abolire ogni nome?<br />
Lo senti nel tuo corpo nudo nel momento dell&#8217;orgasmo?<br />
Sentinella, a che punto è la notte?<br />
Da qualche parte.. qualcuno ha scritto.. OGNI COSA E&#8217; ILLUMINATA.</strong></p>
<p>PS: vi lascio al testo di Jacopo Fo, ma lo premetto con una citazione di una delle parti migliori di esso..</p>
<p>&#8220;Friedl Dikers-Brandeis era internata nel campo di<br />
sterminio di Therensiestadt e lì riuscì a convincere<br />
il direttore a lasciarle tenere dei corsi di pittura<br />
per i bambini prigionieri. Lei morì in quel lager. Ma<br />
era riuscita a infondere la passione per l&#8217;arte a quei<br />
bambini prima che venissero uccisi. Alcuni suoi<br />
allievi sopravvissero e due bimbe divennero poi grandi<br />
pittrici.<br />
Prima di morire lei scrisse:<br />
&#8220;Oggi una sola cosa mi sembra importante: risvegliare<br />
il desiderio verso il lavoro creativo, renderlo<br />
un&#8217;abitudine e insegnare a superare le difficoltà, che<br />
sono nulla a paragone di questo obiettivo per il quale<br />
si lotta.&#8221;<br />
Io non posso non vedere nell&#8217;esperienza di questa<br />
donna l&#8217;esistenza di qualche cosa di misterioso e<br />
sublime e tremendamente positivo che permea la realtà<br />
in ogni suo possibile frammento. E dà la forza ai<br />
granelli di sabbia di resistere integri alla crudeltà<br />
del mondo.<br />
Perché se non ci fosse questo Sacro in ogni atomo del<br />
tuo corpo non potresti spingere la tua anima oltre i<br />
limiti del dolore.&#8221;</p>
<p><span>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</span><span>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</span><span>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</span>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>ti vorrei chiedere di realizzare un piccolo<br />
esperimento. Prova a immaginare che non siano mai<br />
esistiti preti barbosi, chiese, crociate, papi e<br />
inquisizione.<br />
Prova a guardare la questione senza la paranoia delle<br />
Wanna Marchi e dei santoni col Rolex.<br />
Guarda semplicemente la tua vita.<br />
Non ci vedi la magia scorrere a fiumi?<br />
Per magia non intendo superpoteri esp ciupa ciupa<br />
paranormali e iniziazioni tantriche. Intendo solo e<br />
unicamente quel sale della vita, quella magia del<br />
semplice, dell&#8217;imprevisto, di un sorriso, di una<br />
coincidenza.<br />
Se tu hai amato non puoi non esserti stupita della<br />
fragranza delle sensazioni d&#8217;amore. Della infinita<br />
perfezione della sensazione delle dita che si toccano<br />
seguendo un ritmo che risuona nelle ere.<br />
Se tu ti sei commossa davanti a un&#8217;opera d&#8217;arte non<br />
puoi non aver percepito che la qualità che pervade<br />
l&#8217;emozione artistica ha dentro di sé una misura, un<br />
profumo, che trascende la banalità di un mondo fatto<br />
solo di meccanismi chimici.<br />
E&#8217; Magia.<br />
Magia pura.<br />
Tutto è magia pura. Non esiste nient&#8217;altro.<br />
Io NON credo a un Dio incarnato, a una entità pensante<br />
nel senso umano del termine.<br />
Io semplicemente osservo che esiste una qualità negli<br />
eventi e nella materia che è assolutamente divina e<br />
magica.<br />
E&#8217; un discorso che nega in blocco tutte le religioni e<br />
le ritualità.<br />
Io non vedo in questo mondo solo il roteare degli<br />
atomi.<br />
Io vedo in ogni mio giorno di vita che questa<br />
esperienza di essere qui mi apre alla possibilità di<br />
sperimentare meraviglie.<br />
Vedo un mondo governato dalle emozioni e dalla<br />
bellezza. Un mondo che cresce e si diversifica<br />
seguendo incredibili vie e dando forma a creature e<br />
eventi fantastici.</p>
<p>Il mondo è nella merda perché la gente è passiva, non<br />
vive. Se il popolo fosse disposto a emozionarsi,<br />
ragionare, agire, potrebbe cambiare il mondo in una<br />
settimana. La fonte della passività umana è proprio<br />
l&#8217;assenza del senso del sacro.<br />
Abbiamo bisogno di affermare un nuovo umanesimo<br />
razionalista che si fondi sullo stupore per la vita<br />
come fondamento di una visione che non può accettare<br />
che 10 milioni di vite ogni anno vengano recise dalla<br />
fame.<br />
Questa società assassina e folle, inquinata e<br />
puzzolente, che mangia cibo spazzatura e scopa poco e<br />
male, questa società volgare, sessuofoba e<br />
pornografica drogata di shopping e di ansiolitici,<br />
alcolizzata e cocainomane non ha rimorsi, non<br />
inorridisce davanti all&#8217;enormità dell&#8217;orrore perchè è<br />
totalmente sprovvista del senso della sacralità del<br />
mondo.<br />
Non ha rispetto.<br />
Proprio perchè non vede nlla oltre ai corpi e ai<br />
sassi.<br />
Ma non è stata capace di uccidere Dio lo ha solo<br />
trasformato in un regista di reality show.<br />
La vita è ridotta a un cumulo di cause e effetti,<br />
acquisti e drammi senza né capo né coda. Non c&#8217;è un<br />
disegno divino, una missione individuale, un dovere<br />
sociale, un&#8217;aspirazione superiore. Non c&#8217;è niente<br />
altro che denaro e vantaggi spiccioli.<br />
E questo deserto filosofico e emotivo è il blocco che<br />
impedisce agli umani di esaltarsi per il solo fatto di<br />
esistere, emozionarsi per i tramonti, prendere la vita<br />
appieno, farla propria, viverla.<br />
E&#8217; questa mancanza di SENSO DELLA VITA a far sì che la<br />
gente non abbia dignità, non si ribelli, non sia<br />
solidale, innamorata, artistica.<br />
Una razza di suicidati spirituali che non hanno il<br />
coraggio di pensare a quando la loro vita finirà (di<br />
certe cose non si parla mai, è maleducazione come<br />
grattarsi e sbadigliare).<br />
Una società di pazzi che fingono di essere immortali<br />
guardando ogni giorno l&#8217;agonia di 100 morti ammazzati<br />
in tv.<br />
Allora io lancio il mio sasso.<br />
Il concetto dell&#8217;esistenza di Dio spogliato da<br />
religione, peccato e gerarchia.<br />
E mentre ne parlo mi rendo conto che è vero.<br />
Che per anni mi sono negato la possibilità di usare<br />
certe parole perché erano state rapite e violate dai<br />
preti e dagli inquisitori.<br />
E mi accorgo che per la mia mente QUESTO NUOVO<br />
concetto di Dio è un balsamo perché mi permette di<br />
dare un nome, un posto nel mio vocabolario a quanto le<br />
religioni hanno negato da secoli: l&#8217;esistenza di una<br />
qualità libera e gioiosa dentro le cose.<br />
E dico Dio ridendo, perché è assurdo parlare di Dio.<br />
E dico Dio ridendo perché solo nel ridere<br />
incontrollato è possibile entrare in comunicazione con<br />
il vuoto mentale che è Dio dentro di noi (solo la<br />
mente che muore dal ridere comprende la grandezza del<br />
concetto di Dio. Se dici Dio con la faccia seria stai<br />
parlando di un&#8217;altra cosa).<br />
Dico Dio Orgasmo, perché oltre che durante la risata<br />
anche durante l&#8217;orgasmo (lo dicevano le religioni<br />
matriarcali) entri in comunione con la Dea, quando<br />
perdi il controllo della mente razionale mentre il<br />
piacere, il languore e l&#8217;emozione dell&#8217;orgasmo ti<br />
travolgono.<br />
Dico Dio Blasfemo, un Dio che si diverte oscenamente<br />
donando apparati sessuali pruriginosi ai censori. Un<br />
Dio che sghignazza guardando le loro anime.<br />
Io affermo che voglio giocare al gioco che si chiama<br />
&#8220;Dio esiste e si diverte a mandare in culo i piani dei<br />
malvagi&#8221;. E ogni giorno apro i giornali e mi diverto a<br />
cercare di scoprire dove il Grande Frattale Burlone si<br />
è divertito a creare danni primari ai bari di<br />
professione.<br />
Mi piace guardare il mondo e vederci dentro la<br />
bellezza, scolpita in ogni atomo.<br />
Certamente dovrò affrontare prove dure durante la mia<br />
vita. Ma se Dio vorrà potrò continuare a condividere<br />
la bellezza del mondo.<br />
Questo è credere in Dio? Non lo so.<br />
In realtà non mi interessa cosa sia.<br />
E&#8217; qualche cosa che è nella mia mente e che vedo<br />
intorno a me.<br />
E cito quel che ho scritto altrove:<br />
Friedl Dikers-Brandeis era internata nel campo di<br />
sterminio di Therensiestadt e lì riuscì a convincere<br />
il direttore a lasciarle tenere dei corsi di pittura<br />
per i bambini prigionieri. Lei morì in quel lager. Ma<br />
era riuscita a infondere la passione per l&#8217;arte a quei<br />
bambini prima che venissero uccisi. Alcuni suoi<br />
allievi sopravvissero e due bimbe divennero poi grandi<br />
pittrici.<br />
Prima di morire lei scrisse:<br />
&#8220;Oggi una sola cosa mi sembra importante: risvegliare<br />
il desiderio verso il lavoro creativo, renderlo<br />
un&#8217;abitudine e insegnare a superare le difficoltà, che<br />
sono nulla a paragone di questo obiettivo per il quale<br />
si lotta.&#8221;</p>
<p>Io non posso non vedere nell&#8217;esperienza di questa<br />
donna l&#8217;esistenza di qualche cosa di misterioso e<br />
sublime e tremendamente positivo che permea la realtà<br />
in ogni suo possibile frammento. E dà la forza ai<br />
granelli di sabbia di resistere integri alla crudeltà<br />
del mondo.<br />
Perché se non ci fosse questo Sacro in ogni atomo del<br />
tuo corpo non potresti spingere la tua anima oltre i<br />
limiti del dolore.<br />
Io sono contrario al dolore. Lo odio. Il dolore<br />
distrugge. Ma osservo che persino il dolore ha almeno<br />
un aspetto positivo: nulla come la capacità umana di<br />
resistere al dolore e continuare a sperare e lottare<br />
dimostra, in modo egualmente chiaro, l&#8217;esistenza<br />
misteriosa di una divinità che permea tutto.<br />
Chi ha sofferto sa che esiste un momento nel quale non<br />
hai più nulla, non sei più nulla. Non esisti più, il<br />
dolore ti ha ridotto a pura materia morta.<br />
Eppure, anche allora, Dio solo sa come, ti trovi<br />
ancora ad avere la forza di essere.<br />
E magari di pensare a qualche cosa di perfetto come il<br />
profumo dei fiori. O un dipinto.<br />
Questo è Dio.<br />
La Dea.<br />
La Forza del mondo.<br />
Non fa miracoli, non manda figli, né profeti, né<br />
Maestri, né Messia.<br />
Non è interessata in nessun modo alle tue preferenze<br />
sessuali, politiche, religiose.<br />
Esiste su un altro piano. E&#8217; il mistero buono del<br />
mondo.</p>
<p>La struttura stessa delle particelle sub atomiche è<br />
basata su un semplice meccanismo che sottintende<br />
un&#8217;attrazione verso nuove combinazioni e privilegia i<br />
salti evolutivi.<br />
Si tratta dell&#8217;idea antichissima dei saggi Taoisti che<br />
lessero nella realtà l&#8217;ordine di un sistema binario e<br />
scoprirono che la struttura stessa di questo sistema<br />
era intimamente buona perché &#8220;conteneva&#8221; le premesse<br />
di un&#8217;evoluzione verso livelli superiori di<br />
complessità.<br />
Dio non è un&#8217;entità staccata che crea un universo e lo<br />
governa.<br />
Dio è la legge che presuppone la possibilità<br />
dell&#8217;universo di esistere.<br />
Dio è la qualità geometrica nascosta nel frattale che<br />
permette, unendo migliaia di segmenti uguali, di<br />
ottenere un&#8217;immagine globale enormemente più complessa<br />
(evoluta) rispetto al frattale (mattone) iniziale.<br />
La differenza tra un frattale e un comune mattone e<br />
che con il mattone puoi costruire un mattone composto<br />
da centinaia di mattoni (un parallelepipedo) oppure le<br />
forme più strane, indifferentemente.<br />
Con un frattale invece, grazie unicamente alla sua<br />
forma particolare, non potrai MAi costruire un<br />
frattale più grande, composto da migliaia di pezzi che<br />
riproducono la forma del frattale originale. Il<br />
frattale combinandosi con altri frattali uguali da<br />
vita soltanto a disegni più complessi.<br />
Il cavolfiore è un esempio di frattale. Ogni<br />
pezzettino è un cavolfiore in miniatura. E l&#8217;intero lo<br />
ritrovi in ogni parte.<br />
Ma il cavolfiore nel suo complesso appartiene ad<br />
un&#8217;altra classe di complessità e diventa un&#8217;unica cosa<br />
con le radici e con i centri unificati di controllo<br />
delle funzioni vitali del vegetale. Il cavolfiore nel<br />
suo complesso è molto di più della somma dei suoi<br />
componenti.<br />
Chi è completamente ateo vive in un mondo dove la<br />
somma dei singoli elementi è uguale alla grandezza dei<br />
numeri sommati.<br />
Io vivo in un mondo dove l&#8217;intero è sempre superiore<br />
alla somma degli elementi che lo compongono.<br />
Un mondo che tende a creare sinergie, salti quantici,<br />
evoluzioni, coincidenze, analogie, costanti nei<br />
rapporti di grandezza.<br />
Un mondo fantastico dove è possibile soffrire ma<br />
annoiarsi è un crimine.<br />
JACOPO FO</p>
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		<title>Creare una nuova storia</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 08:12:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ispirazione]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza umana]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[motivare]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco con un&#8217;altra storia. Ci sono quelli che storceranno il naso. Storie banali diranno. O illusorie, utopiche, idealiste per un mondo piranha&#8230; Ci si divide tra pescenani e avviliti.. è questo il dramma, se volete. Tra chi se ne fotte e chi raglia disperato alla luna. Tra mercanti con sorrisi tagliola e carne da macello.. che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="aligncenter size-large wp-image-707" title="visione" src="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2010/02/visione-1024x768.jpg" alt="visione" width="1024" height="768" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ecco con un&#8217;altra storia. Ci sono quelli che storceranno il naso. Storie banali diranno. O illusorie, utopiche, idealiste per un mondo piranha&#8230; </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci si divide tra pescenani e avviliti.. è questo il dramma, se volete. Tra chi se ne fotte e chi raglia disperato alla luna. Tra mercanti con sorrisi tagliola e carne da macello.. che &#8220;si sente&#8221; carne da macello. Tra anime morte in corpi da finanza d&#8217;assalto e politicanti da smerdaglia e supebonzi da minchiatelevisione.. e consumatori onnivori, delusi e depressi a tempo pieno.. spenti, stanchi passeggeri della vita. E anche chi difende i deboli.. urla a squarciagola&#8230; &#8220;Quanto siete deboli!.. quanto siete deboli!.. quanto siete piccoli!.. siete canne al vento.. precari.. sradicati..ecc&#8230;&#8221; Anche loro ti lasciano nel pantano.. sguazza sguazza guagliò. Se no.. anche il mio ruolo da difensore dei deboli va a farsi benedire, no?&#8230; se i deboli si rialzano in piedi. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci sono storie di Resistenza al putridume che si incastano su muri taglienti come il sole di mezzogiorno. E ho visto bambini dislessici diventare dottori, anche se i dottori gli dicevano che sarebbero stati semrpe ritardati. Malati di cancro ora insegnano a guarire. Bambini abusati insegnano l&#8217;amore&#8230; Mattanze di sangue lasciano spazio a milioni di fiori.. e la Bellezza dilaga nel mondo&#8230; Vi lascio alla storia..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;- </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Di Gloria Steinem </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Situato in una zona rurale e molto isolata dell’Oklahoma, il paese di Bell era abitato da trecento famiglie, quasi tutte cherokee. Non c’era altra scuola oltre alle medie inferiori e le tubazioni dell’acqua erano assai carenti, ma in compenso regnava una violenza sociale diffusa, mista a un’altrettanto diffusa disperazione. I suoi abitanti, a causa del forzoso legame di dipendenza dagli aiuti del governo e dell’invisibilità rispetto al mondo esterno, avevano sviluppato a poco a poco una totale sfiducia nella loro capacità di determinare il proprio destino, come tanti adulti con tutte le fragilità e nessuno dei vantaggi di chi adulto non è ancora. Non pochi, tra quelli che erano riusciti ad andarsene, si vergognavano di ammettere di avere trascorso l’infanzia a Belle. Wilma Mankiller, figura di spicco nella rifondazione della città, ricevette due avvertimenti dalla gente che conosceva bene il paese quando annunciò che voleva avviare un progetto di rinnovamento: per prima cosa, &lt;quella gente lì&gt; non avrebbe mai mosso un dito, né pagata né tanto meno volontaria, per tirarsi fuori dalla situazione; secondo, al calar della notte in ogni caso avrebbe fatto bene a lasciare il paese. Ciò nonostante, Wilma affisse per tutte le strade del paese manifesti scritti in cherokee e in inglese, che invitavano la popolazione a partecipare ad un’assemblea cittadina per discutere di &lt;Bell, il  nostro paese, così come lo vorreste vedere tra dieci anni&gt;. Non si presentò nessuno. Lei organizzò un’altra assemblea, e questa volta si presentò un gruppetto sparuto di abitanti, che erano andati lì solo per esporre certe lagnanze. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Allora ne organizzò una terza, a cui parteciparono una dozzina di abitanti, ormai convinti che l’unico scopo di Wilma era ascoltare la loro opinione. &lt;Ho sempre avuto fiducia nella capacità, in chi è stato espropriato<br />
di tutto, di dare forma e forza alle proprie idee&gt; ha commentato Wilma in seguito. Proprio per questo, non si sognò neppure di calare dall’alto qualche soluzione, e nemmeno di presentare proposte. L’unica cosa che fece fu una domanda: &lt;&gt; Al contrario di quel che si aspettava Wilma, la risposta non consistette in un progetto per il recupero scolastico né in qualsiasi altra iniziativa finalizzata ad aiutare i giovani, a cui perlomeno restava ancora la speranza di poter fuggire da lì. Gli abitanti intervenuti all’assemblea proposero infatti un cambiamento più democratico, nella misura in cui la sua importanza era vitale per tutti, indipendentemente dall’età o dall’intenzione di andarsene: una sorgente d’acqua capace di rifornire tutte e case, e un sistema di tubazioni adeguato alle necessità di distribuzione. L’iniziativa avrebbe costituito automaticamente un freno al fenomeno dell’abbandono scolastico, spiegarono a Wilma: i ragazzi per fare il bagno dovevano servirsi o dell’acqua inquinata del fiume vicino o del rubinetto situato nel cortile della scuola, e il fatto di lavarsi con minor frequenza dei loro compagni delle scuole superiori di Stillwell, meno poveri di loro, costituiva regolarmente motivo di scherno. Nata grazie a una semplice domanda che dava ai cittadini il potere di scegliere, l’iniziativa prese concretamente avvio grazie a una transazione, sempre a opera di Wilma. Lei si sarebbe incaricata di procurare le forniture, il contributo finanziario del governo federale, i tecnici e tutti gli altri esperti necessari al progetto, a patto però che gli abitanti della cittadina si facessero interamente carico della costruzione dell’acquedotto, e parzialmente anche della raccolta dei fonti. Dopo anni di promesse non mantenute, la popolazione era scettica, e dopo anni di passività dubitava delle proprie capacità; ciò nondimeno, costituì il Comitato Case e Acquedotto di Bell e si mise al lavoro. A ciascuna famiglia venne assegnato un chilometro e mezzo di tubature da interrare. Chi sapeva l’inglese doveva occuparsi anche delle iniziative per la raccolta dei fondi, e chi parlava solo cherokee svolgeva tutti gli altri lavori possibili, dallo scavo dei canali per l’interramento delle tubature al trasporto della terra per la copertura dei tubi, ma ognuno sapeva che il suo contributo era vitale per la riuscita del progetto. Le donne, che all’inizio si erano auto confinate &lt;ai lavoretti di<br />
carpenteria&gt;, come diceva Wilma, persuase come erano di essere troppo deboli per trasportare i tubi o per partecipare alla costruzione vera e propria, ben presto scoprirono che le mansioni più impegnative non erano certo più faticose di quelle che erano abituate a fare in casa o nelle strade della città quando andavano e tornavano con i secchi dell’acqua. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Wilma ebbe la certezza che l’atteggiamento della popolazione si era profondamente trasformato il giorni in cui le famiglie decisero di fare una gara di velocità tra di loro, per vedere chi avrebbe deposto più velocemente il suo tratto di tubatura. Gli abitanti dei paesi vicini a Bell, pur essendosi dichiarati certi fin dal principio del fallimento dell’iniziativa, facevano frequenti visite alla cittadina per osservare l’andamento dei lavori. E lo stesso fecero i rappresentanti di diverse fondazioni importanti, che in questo progetto di costruzione vedevano un esempio delle possibilità di sviluppo del Terzo Mondo: di posti più poveri di Bell, in effetti, ce n’erano davvero pochi. Arrivò persino la troupe di una rete locale della CBS, attratta dallo scenario indubbiamente realistico della povertà del paese; venuti per filmare la miseria, in realtà gli operatori televisivi giocarono, senza volerlo, un ruolo molto positivo, dando alla popolazione l’occasione di vedersi al centro dei notiziari serali. Ben presto anche la popolazione non indiana di Bell incominciò a tessere le lodi del progetto dell’acquedotto sui giornali locali, e per la prima volta la comunità indiana poté percepirsi come visibile. Una visibilità interamente dovuta, ed era questa la cosa più importante, a un progetto di cui essa era il soggetto attivo. I quattordici mesi che seguirono avrebbero bisogno di un libro intero per essere raccontati, tanti furono i cambiamenti sul piano personale che si verificarono; alla fine, comunque, l’acquedotto venne completato in tutti i suoi trenta chilometri di tubature. La troupe televisiva della CBS ritornò a Bell per documentare il successo dell’iniziativa, e i sette minuti di cronaca che ne risultarono vennero mandati in onda in &lt;il film della città&gt;, la trasmissione di Charles Kuralt. Noto ora come &lt;CBS Sunday Morning&gt;, questo pezzo di cronaca, viene trasmesso sovente e con grande orgoglio. Allargatosi dalla prima dozzina di abitanti che avevano partecipato all’assemblea a quasi tutta la popolazione, il Comitato di Bell decise di dare il via al secondo progetto: la costruzione delle case. Anche questa volta Wilma si occupò di ottenere dal governo federale il suo contributo finanziario, ma non le sue imprese edili: il lavoro di costruzione era interamente affidato agli abitanti. &lt;Anche le<br />
famiglie che non erano mai andate d’accordo tra loro&gt; spiegò poi Wilma &lt;avevano ormai imparato a lavorare insieme. Tra di loro stava<br />
nascendo il senso di appartenenza ad una comunità&gt; Poiché il governo federale aveva stanziato fondi a favore unicamente degli indiani, le cinque o sei famiglie non-indiane restavano automaticamente escluse. Dopo lunghe e minuziose discussioni, la Comunità Cherokee decise di iniziare una raccolta fondi in modo che anche quelle famiglie potessero beneficiare del progetto di costruzione, per quanto alcune di esse nel passato si fossero comportate molto male nei confronti degli indiani. Come sempre l’autostima era riuscita a produrre generosità, e, in questo caso particolare, a restaurare il principio indiano del mutuo scambio, erroneamente definito &lt;&gt; dai bianchi che non avevano mai compreso la reciprocità di dare e avere che in esso è sottesa. In quel primo momento di incontro, l’assemblea tenuta nel 1979, la frase che più di frequente circolava era: &lt;E’ sempre stato così, e<br />
non cambierà mai&gt;. Ora, invece, era: &lt;&lt; Guarda un po’ cosa abbiamo fatto! Cos’altro si potrebbe fare?&gt;&gt;. Dopo il completamento del progetto edilizio, i membri del comitato permanente di Bell hanno dato vita a un programma di educazione permanente, a una &lt;festa indiana&gt; annuale con raccolta di fondi per la comunità, a un ufficio propaganda che diffonde l’esperienza di Bell negli altri centri rurali e a un progetto sperimentale di educazione bilingue che ha lo scopo di rivitalizzare la lingua e la cultura cherokee. Il tasso di abbandono scolastico ha subito un calo drastico, e ora anche nei centri vicini di Cabin e Cherry Tree sono stati avviati progetti per la costruzione di case e dell’acquedotto. Quelli che una volta si vergognavano di abitare a Bell ora ne vanno fieri. Per Wilma la ricompensa migliore è stata quella di vedere i concittadini rifiorire. Sue e Thomas Muscrat, rispettivamente operaia in una fabbrica e bracciante agricolo, erano talmente scettici e sfiduciati che alle prime riunioni non avevano nemmeno aperto bocca: adesso sono diventati membri del comitato scolastico e dell’ufficio propaganda, e hanno aperto un negozio di prodotti dell’artigianato dove vendono quelle stesse collane, disegni e sculture di legno che avevano sempre fatto, ma del cui valore artistico fino ad allora non erano mai stati sicuri. E poiché il loro unico figlio era già grande nel momento del grande cambiamento, ora hanno adottato un bambino di Dallas, mezzo cherokee e vittima di abusi nella precedente famiglia, per condividere con lui la buona sorte. (…) Wilma Mankiller è una leader della migliore specie: capace di creare indipendenza, anziché dipendenza, capace di aiutare la collettività a ritornare sui suoi punti spezzati, per mettere in moto un processo collettivo di guarigione. </strong>
</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>(…)</strong></p>
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		<title>Canta la tua Canzone</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 13:11:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ispirazione]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza umana]]></category>
		<category><![CDATA[bambina]]></category>
		<category><![CDATA[braccialetto]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[guarigione]]></category>
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		<category><![CDATA[io]]></category>
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		<description><![CDATA[La guarigione è quasi sempre un Ritorno al nostro io originario, quello che è stato assediato, schiacciato, spezzato, sepolto sotto comuli di conformismo e ipocrisia.. o .. semplicemente.. offuscato.. La guarigione non è renderti INTEGRATO.. ma renderti INTEGRO. Quanta differenza possono fare due semplici lettere&#8230;. &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;- (&#8230;) La donna che mi si avvicinò a un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-702" title="CANTA" src="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2010/02/CANTA.bmp" alt="CANTA" /><br />
<strong></strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">La guarigione è quasi sempre un Ritorno al nostro io originario,<br />
quello che è stato assediato, schiacciato, spezzato, sepolto sotto comuli di conformismo e ipocrisia.. o .. semplicemente.. offuscato..<br />
La guarigione non è renderti INTEGRATO.. ma renderti INTEGRO.</span></strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Quanta differenza possono fare due semplici lettere&#8230;.<br />
</span>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<br />
(&#8230;)</strong></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>La donna che mi si avvicinò a un convegno organizzato per una raccolta di fondi, presentandosi come Katharine, era tonda e larga come la Venere di Willendorf. Vestita con un completo giacca e pantaloni molto elegante, portava al polso un braccialetto di plastica uguale a quello che mettono  ai pazienti negli ospedali per la loro identificazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>(..)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mentre andavamo al bar a prendere un caffé, mi raccontò che era dovuta arrivare a cinquant&#8217;anni per capire quanta importanza avessero avuto per lei le figure di Meg, Jo, Beth e Amy (le protagoniste di &#8220;Piccole donne&#8221;). &lt;&lt;La mia preferita era Jo&gt;&gt; mi spiegò. &lt;&lt;A quel tempo avevo tutta una vita segreta d poesie scritte da me, di nascondigli sugli alberi e di fumetti per ragazzi che mi divoravo uno dopo l&#8217;altro, ed ero sicura che Jo mi avrebbe capito. Il fatto è che qualsiasi membro della famiglia March mi sembrava più vicino di qualsiasi membro della mia. Voglio dire, mia madre si ammazzava di lavoro all&#8217;azienda del gas esattamente come mio padre nella sua tipografia,e allora perché doveva essere per forza lei ad occuparsi di tutte le faccende domestiche?<br />
E poi avevo una sorella maggiore che sembrava ancora più piccola e infantile di me; non faceva altro che chiedermi quali orecchini le stavano meglio o se il suo ultimo ragazzo mi pareva carino. Io avevo giurato a me stessa che non sarei mai stata simile né all&#8217;una, né all&#8217;altra.<br />
Poi, quando avevo circa dodici anni, è cambiato tutto quanto. A un tratto le mie amiche hanno incominciato a comportarsi come se<br />
qualsiasi ragazzo fosse più importante delle cose che noi facevamo insieme. Io ho incominciato a vergognarmi di mia madre perché non era magra, anche se fino a un momento prima adoravo starle seduta in bracciio, era così comoda&#8230; Ho smesso di andare a scuola volentieri, o smesso di parlare in classe davanti alle mie compagne,e a poco a poco sono diventata quella che Seventeen definiva &#8220;una ragazza che sa ascoltare&#8221;. Della mia vita segreta di un tempo si è salvata una cosa sola: l&#8217;abitudine di soccorrere glli uccellini caduti dal nido e i cani randagi. Mia sorella e un ragazzo che mi piaceva (prendevo anch&#8217;io le mie prime cotte) dicevano che era una cosa un pò sciocca, ma non grave, purché rinunciassi almeno all&#8217;idea di fare la veterinaria da grande. Qualche volta, come se stessi facendo uno scivolone, tornavo improvvisamente a essere la persona di un tempo, che ragionava con la sua testa e aveva le sue idee, però ogni volta che mi capitava mi sentivo antipatica. Mi sentivo egoista. Ho persino bruciato tutte le poesie che avevo scritto, così nessuno avrebbe mai scoperto chi ero veramente.</strong>
</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&lt;&lt;Invece di essere &#8220;Kate&#8221;, all&#8217;improvviso sono diventata &#8220;Kathi&#8221; con la i, come tutte le altre ragazze della scuola che si chiamavano Sandi o Patti o cose del genere. Invece di fare il puntino sulla i disegnavamo un circoletto oppure, mi vergongo quasi a dirlo, un cuoricino.&gt;&gt;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A  quel punto mi rammentai che anch&#8217;io da ragazzina mi ero messa a scrivere il mio nome facendo dei cuoricini al posto del puntino delle i, cosicché ci infilammo in una lunga disquisizione sulla sindrome della caramella al miele, la mascheera tutta sorrisi  e moine che avevamo adottato da adolescenti. Non c&#8217;era da meravigliarsi se le ragazze a poco a poco trasformavano la rabbia che sentivano dentro in depressione e in pessime abitudini alimentari: dove avrebbero potuto incanalarla, altrimenti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&lt;&lt;E le ragazze che cadono in depressione sono sempre quelle veramente sane dentro&gt;&gt; seguitò Katharine. &lt;&lt;Per lo meno è un modo per ribellarsi, quello. Io invece ho tirato avanti come al solito: dal momento in cui ho distrutto le mie poesie, non ho fatto altro che sforzarmi di essere una ragazza diversa, socialmente accettabile. E per mia sfortuna ci sono riuscita. &lt;&lt;Ho sposato un uomo anche lui socialmente accettabile e abbiamo avuto quattro figli. Io vivevo solo per loro, il che voleva dire che dovevo controllare tutto quello che facevano. Sono anche stata a dieta per trent&#8217;anni pur dinon assomigliare a mia madre. In quell&#8217;epoca sono diventata &#8220;Kit&#8221;, come se nome e corpo dovessero occupare il minor spazio possibile. Più lasciavo perdere me stessa, più pensavo: ora sì che sono veramente una brava donna.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&lt;&lt;Ovviamente ho anche incominciato a fare impazzire mio marito e i ragazzi: a chi non succederebbe, con vicino una persona che vive solo di te e per te? Ma il peggio è che stavo impazzendo anch&#8217;io. Ho passato dieci anni a imbottirmi di tranquillanti che mi aveva<br />
prescritto uno stronzo di merito. Lui diceva che avrei dovuto essere contenta perché avevo &#8220;tutto quello che volevo&#8221;. Quando i ragazzi sono cresciuti e i miei servigi sono diventati inutili, la mia famiglia non sapeva più che farsene di me e così mi hanno ficcat dentro a un bel manicomio. Immagino che, dopo tutti quegli anni che avevo passato a controllare la loro vita, abbiano pensato bene di essere loro a controllare la mia.&gt;&gt;</strong>
</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A salvarla, alla fine, era stata una cosa che con l&#8217;ospedale psichiatrico non aveva niente a che vedere. In attesa della solita dose serale di farmaci, seduta nella stanza comune, Katharine aveva assistito per caso a Nobody&#8217;child, un film per la televisione sulla vIta di Marie Balter, una donna che era stata rinchiusa in maniomio da bambina, essenzialmente perché i genitori non la volevano. In quel manicomio era vissuta per vent&#8217;anni in una condizione di dipendenza totale dai farmaci, finché una psichiatra non aveva creduto di &lt;&lt;vedere una persona dietro a quegli occhi&gt;&gt;. Ho visto anch&#8217;io quel film, interpretato da una Marlo Thomas molto realistica, e una volta ho anche parlato con la vea Marie Balter. Era riuscita davvero a sconfiggere non solo la dipendenza dai farmaci che per anni le avevano somministrato in ospedale, ma anche una grave forma di agorafobia, l&#8217;angoscia di stare in mezzo alla gente che spesso affligge chi dalla gente è stato troppo a lungo lontano. Stando alle previsioni dei medici, Marie non sarebbe mai stata in grado di vivere fuori dalle mura di un istituto; grazie invece a un lungo processo, iniziato con l&#8217;iscrizione a un corso universitario e la coabitazione con una famiglia disposta a sostenerla fino in fondo nelle sue scelte, e approdato infine alla scelta di vita autonoma, grazie anche al conseguimento del titolo di studio per lavorare con le persone come lei, bisognose cioè di solidi punti  di appoggio una volta dimesse dagli ospedali psichiatrici, Marie era diventata un&#8217;entusiasta propugnatrice della riforma delle istituzioni psichiatriche e dei programmi per il reinserimento sociale degli ex pazienti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ricordavo perfettamente la scena finale del film, dove la protagonista torna per tenere una conferenza nello stesso ospedale dove un tempo si era trascinata da una stanza all&#8217;altra, intontita dalla Torazine e completamente spersonalizzata. &lt;&lt;So che l&#8217;ultima volta che ci siamo visti&gt;&gt; dice la protagonista dal palco della conferenza &lt;&lt;alcuni di voi, se non addirittura la maggior parte, erano sicuri che sarei ritornata. Bene, eccomi qui.&gt;&gt;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quella scena finale di trionfo aveva fatto capire a Katherine che anche nel suo caso il recupero era possibile, ma a commuoverla ancora di più era stata la scena finale, quela dove Marie abbraccia il &lt;&lt;fantasma&gt;&gt; della bambina abbandonata e terrorizzata che era stata lei in passato. &lt;&lt;Marie l&#8217;abbraccia&gt;&gt;, mi  spiegò Katharine &lt;&lt;e a quel punto lei la bambina si fondono in un&#8217;unica persona. Bè, quando ho visto quella scena non ho potuto fare a meno di piangere. A un tratto ho pensato: &#8220;Kate è sempre dentro di me&#8221;. E poi: &#8220;Se una come Marie Balter ce l&#8217;ha fatta, non vedo perché non dovrei farcela anch&#8217;io.&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&lt;&lt;Certo, quella era la versione cinematografica della storia. Ho passato settimane intere a scavare dentro di me, in cerca dei luoghi dove aveva vissuto quella bambina, prima che lei mi permettesse di entrare in contatto con lei. Ma un giorno finalmente Kate mi h fatto vedere le sue poesie &#8211; quelle che avevo bruciato &#8211; e io all&#8217;improvviso, me le sono ricordate tutte, parola per parola.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&lt;&lt;Da quel momento ho passato ogni giorno a immaginare di stare seduta accanto a lei, in attesa di quel che aveva da dirmi. E la prima cosa è stata che si era sentita molto sola. Poi mi ha detto che era troppo magra, e allora come faceva a stare seduta sulle mie ginocchia? Poi mi ha detto che non capiva perché stavo in ospedale, visto che non ero malata; e infatti poco dopo me ne sono andata via.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&lt;&lt;Adesso non ho più bisogno di andarla a trovare tutti i giorni perché è diventata parte i me. Grazie a lie ho deciso di restituire la giusta misura a due cose: il mio nome e il mio corpo. Ora cerco di fare lecose che so che piacerebbero anche a lei. Per esempio, dopo aver fatto per mesi dei lavori che lei odiava, alla fine ho rinunciato e ho messo su un rifugio per animali abbandonati. Però l&#8217;ultima volta che ho parlato con lei mi ha detto una cosa buffa: &#8220;Non c&#8217;era bisogno che tu ti preoccupassi, tanto c&#8217;er Jo a prendersi cura di me&#8221;&gt;&gt;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mentre uscivamo dal bar il mio sguardo cadde di nuovo sul braccialetto dell&#8217;ospedale. Ora che ne era uscita, disse Katjarine, continuava a portarlo in segno di solidarietà verso le donne ancora rinchiuse e imbottite di farmaci, ancora in attesa di qualcosa, così come un tempo aveva atteso lei. &lt;&lt;Ho perso me stessa molto tempo fa&gt;&gt;, mi ha spiegato &lt;&lt;ma ora mi sento meglio di quanto sia mai stata, dai tempi in cui leggevo Piccole donne.&gt;&gt;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>(&#8230;)</strong></p>
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		<title>Angelo D&#8217;Arrigo, Eagle Man</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 09:34:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Angelo D'Arrigo]]></category>
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		<description><![CDATA[Alcuni uomini sono l&#8217;essenza stessa della libertà.. e possono volare, e insegnano a volare.. guardate come insegna a quell&#8217;aquila, come vola con lei&#8230; Guerrieri della Luce, alcuni uomini vengono.. a ricordarci chi siamo&#8230;. (ringrazio Kerridwen che loha conosciuto quando ancora era su questa terra, e mi ha donato queso video)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #ff0000;"><em>Alcuni uomini sono l&#8217;essenza stessa della libertà..<br />
e possono volare, e insegnano a volare..<br />
guardate come insegna a quell&#8217;aquila, come vola con lei&#8230;<br />
Guerrieri della Luce, alcuni uomini vengono.. a ricordarci chi siamo&#8230;.<br />
</em><span style="color: #c0c0c0;">(ringrazio Kerridwen che loha conosciuto quando ancora era su questa terra, e mi ha donato queso video)</span></span></h2>
<h2><em></em></h2>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/igNlMGRw7Gk&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/igNlMGRw7Gk&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>La sfida dell&#8217;Aquila (totem animali- by Kerridwen)</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 09:59:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco un altro post scritto per noi da Kerridwen. Questa donna che ha esplorato intellettualmente, e concretamente, molti livelli di frontiera, ha deciso di condividere con noi di Born Again un pò della sua conoscenza. Questo testo si inserisce nel filone dei Totem animali, iniziato appunto col precedente (risalente a qualche giorno fa) post &#8220;Totem [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-571" title="golden-eagle" src="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2009/10/golden-eagle.jpg" alt="golden-eagle" width="1024" height="768" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ecco un altro post scritto per noi da Kerridwen. Questa donna che ha esplorato intellettualmente, e concretamente, molti livelli di frontiera, ha deciso di condividere con noi di Born Again un pò della sua conoscenza. Questo testo si inserisce nel filone dei Totem animali, iniziato appunto col precedente (risalente a qualche giorno fa) post &#8220;Totem animali&#8221; e continuerà, prima di passare a un altro filone. L&#8217;animale totem considerato questa volta è l&#8217;aquila. Che io considero uno dei più simbolici ed ispiratori. </strong><br />
<strong>Buona lettura&#8230;</strong>
</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PS: ho accompagnato il testo di Kerridwen con un video (che troverete a fondo post) che considero uno dei più belli in assoluto dedicati all&#8217;aquila. Uno dei più belli mai fatti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La grande aquila bianca vive più a lungo di qualsiasi altro uccello, anche fino a settant&#8217;anni. Ma per raggiungere quella veneranda età  deve prendere la decisione più difficile di tutta la sua vita. La  leggenda racconta che a quarant&#8217;anni i sui artigli si fanno duri e più che  mai affilati, le sue ali si accorciano e diventano molto pesanti e le  sue piume s&#8217;assottigliano. Volare diventa un&#8217;impresa difficile. A quel  punto l&#8217;aquila bianca ha due sole strade: o morire o confrontarsi con  un doloroso rinnovamento che dura almeno sessanta giorni. Il processo  di trasformazione consiste nel volare fino alle creste più alte della  montagna e starsene lassù, in un nido, da dove per un po&#8217; non deve  uscire. A questo punto l&#8217;aquila deve iniziare a sbattere il becco  contro la nuda roccia, finché riesce a strapparselo. Dopo dovrà  aspettare un po&#8217; fino a che le spunterà un rostro nuovo e lo userà per  strapparsi le piume cresciute intorno agli artigli. Con gli artigli  nuovi di zecca, si libererà di tutto il suo piumaggio vecchio e dopo  qualche settimana di dolore sarà di nuovo in grado di affrontare un  volo di rinascita, con ritrovata energia per almeno altri trent&#8217;anni.<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La medicina dell&#8217;Aquila è il potere con il Grande Spirito, la  connessione con il Divino. Lei vola fra le alte vette, ove scruta ogni  dettaglio ogni particolare senza che nulla sfugga all&#8217;acutezza del suo  sguardo, e riesce allo stesso tempo a restare unita a Madre  Terra,raggiungendo così l&#8217;equilibrio fra i due Regni. Le sue piume sono  usate dagli Sciamani di varie culture per purificare le aure degli  uomini, intonando canti di guarigione,suonando tamburi bruciando erbe  sacre.. soffiando sui frammenti d&#8217;anima da  recuperare, o su blocchi  sciolti in punti differenti del corpo. Entrare in quilibrio con questo  Sacro Totem significa aver portato avanti un lavoro costante che  durerà tutta la vita. Il premio in palio sarà poter vedere ogni cosa  a 360 gradi, con acutezza precisione velocità, come se si diventasse  tutt&#8217;uno con lei. Un pò come accade a Eragon che vede con gli occhi di  Safira il suo Drago. Questo è il suo significato personale come simbolo  se è tra i 9 del vostro totem di nascita. Se invece avete un quesito  momentaneo, o volete sapere che energia è bene sostenere in quel  momento, basta essere chiari nella domanda e si potrà avere la carta  del mese del giorno, o della settimana, restando liberi di sentire il  loro potere e farvi guidare nelle soluzion pìù consone alla vostra  persona,ciò vale per tutti i totem. Se fra le vostre carte uscirà  l&#8217;aquila, il messaggio che trasmette è, che se vuoi volare  alto e vedere da una prospettiva elevata distaccata, questa possibilità ti viene data, ma devi  avere coraggio e tenacia. Devi imparare a osservare te stesso, sia interiormente, sia nel modo incui ti poni con gli altri; e avere lo sguardo lucido sui lati di te stesso che hanno bisogno di essere revisionati e migliorati.<br />
L&#8217;aquila è legata all&#8217;elemento aria. Questo è una spinta ad  uscire all&#8217;aria aperta,  collegandosi con questo  elemento. La lezione più importante di questo totem è ricordarci che il Grande Spirito dà a tutti il dono della libertà fin dalla nascita.Stà  solo  a noi decidere di non farci ingabbiare da regole, da schemi di  paura. Regole, schemi e paure che spesso,  chi non ha il coraggio di volare nè di osar andare oltre,  cerca di buttarci addosso.Vorrei dedicare questo post alla memoria di Angelo D&#8217;arrigo l&#8217;uomo che volava con le aquile&#8230;.<br />
</strong><a rel="nofollow" href="http://www.angelodarrigo.com/profilo_it.php" target="_blank"><strong>www.angelodarrigo.com/profilo_it.php</strong></a><strong><br />
</strong><a rel="nofollow" href="http://www.angelodarrigo.com/biografia_it.php" target="_blank"><strong>http://www.angelodarrigo.com/biografia_it.php</strong></a><strong><br />
</strong><a rel="nofollow" href="http://www.angelodarrigo.com/leparole_it.php" target="_blank"><strong>http://www.angelodarrigo.com/leparole_it.php</strong></a><strong> </strong></p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/WDl9sefb2E4&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/WDl9sefb2E4&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>OSARE</title>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2009 20:14:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Resistenza umana]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[Ispirazione]]></category>
		<category><![CDATA[Jackfolla]]></category>
		<category><![CDATA[miracolo]]></category>
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		<description><![CDATA[Né caldi, né freddi.. tiepidi.. essere adulti qualunque non è realismo, è morte, è noia&#8230; Osare.. e fare quello che nessuno fa mai.. C&#8217;è un Mistero nella vita che si chiama MIRACOLO.. Osare è Ribaltare la realtà per come la conosciamo,essere pronti per l&#8217;irruzione dello Straordinario nella vita.. Essere Arditi.. come dice Jack in questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">Né caldi, né freddi.. tiepidi..<br />
essere adulti qualunque non è realismo, è morte, è noia&#8230;<br />
Osare.. e fare quello che nessuno fa mai..<br />
C&#8217;è  un Mistero nella vita che si chiama MIRACOLO..<br />
Osare è Ribaltare la realtà per come la conosciamo,essere pronti per l&#8217;irruzione dello Straordinario nella vita..<br />
Essere Arditi.. come dice Jack in questo video meraviglioso..<br />
rifare per l&#8217;undicesima volta la stessa cosa che non ci è riuscita mai, anche se vi siete scornati dieci volte, cento volte. La differenza sta lì. Troppi mollano.  Troppi cambiano traiettoria. Troppi tornano indietro con la coda tra le gambe.<br />
Sbattete contro il muro cento volte, mille volte? Ritornerete a scornarvi la centounaesima volta, la milleunaesima volta.<br />
Noi siamo il nostro stesso cane lupo. La gabbia piace, rassicura, distrugge.<br />
Meglio Osare e fare figuracce di cacca, mille volte meglio osare e perdere tutto che bere la cicuta goccia a goccia, dilazionando la morte in interminabili rate.<br />
Non me ne importa nulla delle scornate. E&#8217; terribile, terribile, una vita in cui non si sia  mai osato.<br />
E non accontentevi. Non accontentiamoci. Anche di una donna, di un uomo.. tanto per avere una donna o un uomo. Qualunque essi siano. Una donna o un uomo &#8220;qualunque&#8221;, come dice Jack.<br />
Pretendete un essere speciale per la vostra vita. Pretendete di stare con qualcuno che non &#8220;si accontenta&#8221; di voi, qualcuno che vi renda il  sangue bollente, e l&#8217;anima leggera.<br />
Osare è come una bestemmia, una santa bestemmia.<br />
C&#8217;è qualcosa di eroico che mormora nel Cuore..<br />
&#8220;In realtà sono tre le espressioni che amo. Un verbo, un&#8217;agettivo e una parola. Osare, audace e speranza. Che è una parola di guerra e non di pace, una parola di fuoco. Speranza è una parola da combattimento&#8221;.<br />
<object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/zE0QJA2T9rc&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/zE0QJA2T9rc&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></span></h3>
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		<title>IL CORAGGIO</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 00:25:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza umana]]></category>
		<category><![CDATA[coraggio]]></category>
		<category><![CDATA[Ispirazione]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo video è magnifico, e lo dedico a voi che mi onorate con la vostra amicizia.. che siete un patrimonio.. un patrimonio per chi vi conosce e per chi vi conoscerà.. Coraggio. Per chi mette la mano sul fuoco.. Mettere tutto in gioco.Soldi, popolarità, reputazione. E dovere masticare sabbia, rabbia e dolore.Ostacoli e ostacoli ovunque. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff0000;">Questo video è magnifico, e lo dedico a voi che mi onorate con la vostra amicizia.. che siete un patrimonio.. un patrimonio per chi vi conosce e per chi vi conoscerà..<br />
Coraggio. Per chi mette la mano sul fuoco..<br />
Mettere tutto in gioco.Soldi, popolarità, reputazione. E dovere masticare sabbia, rabbia e dolore.Ostacoli e ostacoli ovunque.<br />
Si verrà lasciati soli, si perderanno gli amici.<br />
Per seguire quella Voce che ti incita, fino alla fine, fino alla fine.<br />
Per quello in cui credi.<br />
Quando la strada sara dura, quando tutto sarà scomodo, quando le cose saranno difficili.. quando non conviene.. tu ci sarai?<br />
Questo è.. Coraggio..</span></h3>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/qJFg5hSDaEM&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/qJFg5hSDaEM&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
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