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	<title>Born Again &#187; libertà</title>
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		<title>Non sono un uomo per tutte le stagioni</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 21:56:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Premessa&#8230; il pezzo che leggerete l&#8217;ho scritto ispirandomi MOOLTO liberamente alla vicenda di Tommaso Moro. Tommaso Moro (Thomas More), è uno dei più grandi umanisti della storia, ed è famoso per avere, coniato il termine «utopia», immaginando un&#8217; isola dotata di una società ideale, di cui descrisse il sistema politico nella sua opera più famosa, «L&#8217;Utopia», del [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignnone" title="uomovero" src="http://www.alkymy.it/wp-content/uploads/2010/05/Un-uomo.jpg" alt="" width="1500" height="1000" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Premessa&#8230; il pezzo che leggerete l&#8217;ho scritto ispirandomi MOOLTO liberamente alla vicenda di Tommaso Moro. Tommaso Moro (Thomas More), è uno dei più grandi umanisti della storia, ed è famoso per avere, coniato il termine «utopia», immaginando un&#8217; isola dotata di una società ideale, di cui descrisse il sistema politico nella sua opera più famosa, «L&#8217;Utopia», del 1516. È ricordato soprattutto per il suo rifiuto alla rivendicazione di Enrico VIII di farsi capo supremo della Chiesa d&#8217;Inghilterra, una decisione che mise fine alla sua carriera politica conducendolo alla pena capitale con l&#8217;accusa di tradimento.Ispirandomi in chi vide nell&#8217;epilogo di Tommaso Moro.. una delle prime grandi rivendicazioni del pensiero libero e della dignità rispetto al Potere.. ho scrito il testo che leggerete, nella forma dello scambio teatrale. E&#8217; evidente che radicalizzo fino all&#8217;estremo la vicenda, rendendola metafora di altro. Ma a me non importa con questo dialogo esssere realista&#8230;. mi importa il simbolo che viene trasmesso..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Thomas More</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Non sono un uomo per tutte le stagioni&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Enrico VIII</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Non c&#8217;è alcuna verità assoluta,  le fedeltà vanno col vento, e il vento sono Io adesso.. devi solo piegarti, e avrai salva la vita&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Thomas More</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Le fedeltà sono assolute&#8230; le verità resta verità e.. non sono un uomo per tutte le stagioni&#8230;&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Enrico VIII</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Basta solo che tu non ti opponga al mio  nuovo matrimonio con quella bagascia della mia nuova donna&#8230; invece di fare il cane prezzolato del Vaticano&#8230;non cambia un cazzo per la tua preziosa coscienza..&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Thomas More</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;E qui che non capisci. Non me ne importa nulla con chi ti accoppi la notte e delle tue storie di matrimoni da annullare e altri da fare, e delle tue stramberie sul fondare una nuova Chiesa Inglese.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma feci un patto una volta che ascesi in alto.. che non avrei piegato la volontà e la coscienza al Potere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non importa su che cosa si deve chinare la testa. Giurai di non farlo. &#8220;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Enrico VIII</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Testa di legno. Basterebbe solo un atto di assenso. Un formale omaggio alla Maestà del tuo Re.. che sancisca il suo diritto divino ad avere una nuova moglie in barba a quei castrati di Roma&#8230; un semplice atto&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Thomas More</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Non è l&#8217;mportanza concreta, non quella soprattutto.. è il simbolo..&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Enrico VIII</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Cedi &#8230; e sarai alla mia destra&#8230; il più alto in grado dopo me.. sia nel potere militare e politico.. sia nel potere religioso, ora che, con questo argomento della mia nuova bagascia, con questo matrimonio che il Vaticano anatamizzeà con le sue urla isteriche.. potrò nominarmi Capo Supremo della nuova Chiesa d&#8217;Inghilterra&#8230; e sarai il primo dopo di me anche nel potere religioso. Che poi nei fatti, io mi sono sempre fracassato la minchia di tutte ste fregnacce metafisiche per inculati. A me piace mangiare, bere, comandare le truppe, e trombare. Quindi il capo effettivo della nuova Chiesa saresti tu. Bestia! Ma non li hai sempre odiati sti pretini avvizziti, si eunuchi&#8230; sti predicatori della castità con cento amanti al seguito&#8230; sti pedersti.. sti simoniaci che venderebbero mandre, padre e Gesù Cristo in croce per mezza carica episcopale, anzi per una parrocchia di pecoroni fottutissimi. Queste serpi, dal sorriso melenso e servire. Con tutte le loro bestialità per estorcere quattrini per Mamma Roma e i grandi Capi Magnaccia che diigono il baraccone. Come con sta roba delle indulgenze&#8230; che a un certo punto ho minacciato di impalarli e abbrustolirli a fuoco lento, non perchè me ne importi più di tanto delle loro scempiaggini, ma i quattrini non me li tocchi. Per pagare sti enunuchi per farsi abbonare i peccati di mezza famiglia, stavo per subire un disssanguamento erariale.. tutti soldi in meno per le tasse. E quindi, porca di quella maialona fritta e rifiritta, tu che li hai sempre detestati.. sì con garbo, senza escandescenze.. ma li hai sempre combattutti.. che parlavi di riforme, Utopia&#8230; tutte quelle tue favole sull&#8217;Utopia.. ora gl dai manforte.. ora che potresti essere tu a fare girare la Chiesa per il verso giusto in Inghilterra, col mio pieno appoggio nello strizzare le palle a chi si mette di traverso&#8230;.&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Thomas More</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Ascolta.. prova ad ascoltare.. anche se so che non  lo farai. Se accettassi.. cosà resterà dopo? Vai oltre. Vai oltre questo grande baccanale, quest&#8217;orgia di potere, che vuoi goderti fino all&#8217;ultimo. Vai oltre! Cosa resterà dopo? Solo un giro di Walzer.. lotte tra bande. Tu sei un capobanda migliore di loro? Certo.. io potrei fare cose buone e somme alla tua destra, certo? Ma un giorno saremo pagine ingiallite di libri di storia, ricordi da imparare a memoria. Saremo solo i meno peggio.. la conosci questa parola?.. i meno peggio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E io avrei mancato al dovere che ho messo sulla mia spalla e giurato di servire. Solo un servo di partito&#8230; Conosci questa parola?.. servo di partito&#8230;. solo un buon cortigiano&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Io adesso difendo molto altro oltre me e le vacche in calore di cui ti circondi&#8230;..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Io lascio una scia nel deserto, a costo della mia stessa testa&#8230;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perchè qualcuno deve pure giocarsela la testa, metterla sul piatto e scommetterla, e anche perderla se è necessario&#8230; perchè altri un giorno possano con la mente trovare un compagno  e una scheggia di fuoco per i tempi bui.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perchè qualcuno riuscirà a restare in piedi perchè altri non si sono piegati, quando tutto lo avrebbero fatto, quando sarebbe stato così facile farlo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E avranno parole e polmoni contro le anime grige, che verranno a dire che non esiste fedeltà, che non esiste verità. che non esiste amore.. che ogni cosa è relativa, e tutto è una menzonga e un gioco delle parti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E sapranno che non è necessario impersonare tutti i ruoli, che non è indispensabile calare sempre le brache.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sapranno che si può dire anche no&#8230;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che si può vivere senza vendersi..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che ci sono uomini che non sono per tutte le stagioni&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Enrico  VIII</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Ti sei irrimediabilmente fottuto il cervello, ora finalmente l&#8217;ho capito. Sei un pazzo, un giuda, un traditore, un fanatico. Morirai anche tu come una volgare canaglia. Domani ti sarà tagliata la testa&#8221;</strong></p>
</div>
</div>
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		<title>I mondi di Barbara (Albert Camus)</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 23:23:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eccoci con la splendida rubrica di Barbara Lazzarini. Barbara, una donna che incarna la nobiltà, la creativià, e la radicalità del vero Insegnare. In questo suo pezzo parla di un gigante.. Albert Camus. &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212; L&#8217;UOMO IN RIVOLTA. ANTINOMIE DELLA RIVOLUZIONE Quando in piena guerra fredda, nel &#8217;51,  scrive &#8220;l&#8217;uomo in rivolta&#8221;,  Camus sancisce una spaccatura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2011/05/Camus.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1072" title="Camus" src="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2011/05/Camus-819x1024.jpg" alt="" width="819" height="1024" /></a></strong></p>
<p><strong>Eccoci con la splendida rubrica di Barbara Lazzarini.</strong></p>
<p><strong>Barbara, una donna che incarna la nobiltà, la creativià, e la radicalità del vero Insegnare.</strong></p>
<p><strong>In questo suo pezzo parla di un gigante.. Albert Camus.</strong></p>
<p><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</strong></p>
<p><strong>L&#8217;UOMO IN RIVOLTA. ANTINOMIE DELLA RIVOLUZIONE </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando in piena guerra fredda, nel &#8217;51,  scrive &#8220;l&#8217;uomo in rivolta&#8221;,  Camus sancisce una spaccatura con l&#8217;establishement culturale francese &#8220;engagée&#8221;, e lui lo sa, è una crisi netta, irreversibile con l&#8217;amico Sartre il cui esistenzialismo politico e fattosi sovietizzante non poteva essere accolto dal nostro uomo in rivolta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>All&#8217;uscita questo testo ebbe un grande successo, ma non fu compreso, non si volle comprenderlo in realtà, tutti alla ricerca di risposte ad un certo punto non seppero che farsene di un testo che poneva domande, straordinarie domande. Non c&#8217;è un messaggio politico unico da veicolare verso qualche movimento che poi possa strumentalizzarlo, lo stesso Sartre parlò di &#8220;provocazione&#8221;. Infatti di questo si trattava, provocare l&#8217;uomo, provocare nell&#8217;uomo una presa di coscienza. Grande l&#8217;evoluzione rispetto al &#8220;mito di Sisifo&#8221;, scritto quando aveva trent&#8217;anni, lì il tema dell&#8217;assurdo esistenziale era analizzato come condizione individuale e qui invece si amplia, s&#8217;allarga, si fa manifesto e assurge a dimensione collettiva, non basta più &#8220;immaginare Sisisfo felice&#8221;, il primo capitolo del libro si chiude con &#8220;Mi rivolto dunque siamo&#8221;. Ora si tratta di fare chiarezza, di stabilire quale sia il valore vero della rivolta. Ed ecco la prima delle grandi domande: &#8220;Che cos&#8217;è un uomo in rivolta?&#8221; .</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Un uomo che dice no&#8230;ma qual è il contenuto di questo no?&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In Camus la rivolta non coincide con rivoluzione, anzi ne è antitesi. Inficiato d&#8217;Umanesimo e di amore per la grecità, l&#8217;autore lega alla rivolta i valori per i quali il fine non giustifica i mezzi, il rivoltoso difende l&#8217;uomo, la natura umana sopra tutto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;E apertamente dedicai il cuore alla terra greve e sofferente, e spesso, nella notte sacra, promisi d’amarla fedelmente fino alla morte, senza paura, col suo greve carico di fatalità, e di non spregiare alcuno dei suoi enigmi. Così, m’avvinsi ad essa di un vincolo mortale.&#8221;_Friedrich Hölderlin_</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Camus apre &#8220;l&#8217;uomo in rivolta&#8221; con queste parole di Holderlin tratte dall&#8217;EMPEDOCLE, si noti Empedocle è lo stesso nome della rivista fondata con Char, Holderlin lo scrittore romantico che rievoca la perfezione greca, la sublimazione della bellezza nella natura, Char l&#8217;amico e stimatissimo poeta dell&#8217;insorgenza, tra i pochi capaci di continuare in rivolta a celebrare quella stessa bellezza, il partigiano della speranza che scrive su foglietti lirici aforismi per dire no alla disumanità della storia e continuare a sentirsi uomo, a essere uomo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Altro fanno i rivoluzionari che INVECE servono la storia, Camus odia la storia e il suo divenire che fa piazza pulita delle forme, dell&#8217;essere, dell&#8217;uomo. Ci fa un esempio per farci capire e ricorre alla contrapposizione tra l&#8217;odioso storicismo germanico, che si nutre del suo stesso spirito, e la grazia e bellezza mediterranea che è invece connaturata in sè. L&#8217;uomo in rivolta frena la storia, la limita e <em>&#8220;a questo limite nasce la promessa di un valore&#8221;</em> .</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La rivolta è ontologica crea l&#8217;essere e dunque l&#8217;uomo. <em>&#8220;Mi rivolto dunque siamo&#8221;</em> è ben più del &#8220;cogito ergo sum&#8221; è oltre l&#8217;uno, oltre l&#8217;uomo verso l&#8217;essere insieme&#8230;è certo una provocazione, che hanno poi scopiazzato in tanti nuovi mercificatori capaci solo di essere banalizzatori dell&#8217;esistenzialismo vero.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per Camus si tratta di lottare contro abitudini, consuetudini, di essere antistorici, destrutturanti, mediterranei, morali, non moralisti come spesso finiscono per essere i rivoluzionari. Il pensiero in rivolta è la bellezza dell&#8217; essere che si eleva, s&#8217;alza, mantiene il coraggio vigile a guardare l&#8217;uomo e non si costruisce corrompendosi in rivoluzione limitante. La rivoluzione frena come processo storico l&#8217;innocenza, la giustizia, l&#8217;armonia. E&#8217; un saggio per me decisamente affascinante che scava a fondo, cerca e trova le ragioni del dolore e del male, dell&#8217;ingiustizia e della violenza, stimola al dubbio su noi stessi, conduce al ragionamento dialettico come pochi altri percorsi filosofici. La filosofia da assaporare non al tramonto come diceva Hegel, bensì la filosofia da vivere all&#8217;alba, per creare un uomo nuovo. Chi non si ribella non è vivo, o meglio NON E&#8217;, vivere è ribellarsi, ogni nostro respiro perde VALORE senza RIVOLTA. Le élite, se sono tali, a questo ruolo sono chiamate, all&#8217;elevazione dell&#8217;arte verso la risoluzione dell&#8217;assurdo. <em>&#8220;Io traggo dall’assurdo tre conseguenze: la mia rivolta, la mia libertà e la mia passione&#8221;.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>&#8220;Che cos’è un uomo in rivolta? Un uomo che dice no. Ma se rifiuta, non rinuncia tuttavia: è anche un uomo che dice di sì, fin dal suo primo muoversi. Uno schiavo che in tutta la sua vita ha ricevuto ordini, giudica ad un tratto inaccettabile un nuovo comando. Qual è il contenuto di questo “no”?</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Significa, per esempio, “le cose hanno durato troppo”, “fin qui sì, al di là no”, “vai troppo in là” e anche “c’è un limite oltre il quale non andrai”. Insomma questo no afferma l’esistenza di una frontiera. Si ritrova la stessa idea del limite nell’impressione dell’uomo in rivolta che l’altro “esageri”, che estenda il suo diritto al di là di un confine oltre io quale un altro diritto gli fa fronte e lo limita. Così, il movimento di rivolta poggia, ad un tempo, sul rifiuto categorico di un’intrusione giudicata intollerabile e sulla certezza confusa di un buon diritto, o più esattamente sull’impressione, nell’insorto, di avere il “diritto di…”. Non esiste rivolta senza la sensazione d’avere in qualche modo, e da qualche parte, ragione. Appunto in questo lo schiavo in rivolta dice ad un tempo di sì e di no. Egli afferma, insieme alla frontiera, tutto ciò che avverte e vuol preservare al di qua della frontiera. Dimostra, con caparbietà, che c’è in lui qualche cosa per cui “vale la pena di…”, qualche cosa che richiede attenzione. In certo modo, oppone all’ordine che l’opprime una specie di diritto a non essere oppresso al di là di quanto egli possa ammettere.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Insieme alla ripulsa rispetto all’intruso, esiste in ogni rivolta un’adesione intera e istantanea dell’uomo a una certa parte di sé. Egli fa dunque implicitamente intervenire un giudizio di valore, e così poco gratuito, che lo mantiene in mezzo ai pericoli. Fino a quel punto taceva almeno, abbandonato a quella disperazione nella quale una condizione, anche ove la si giudichi ingiusta, viene accettata. Tacere è lasciare credere che non si giudichi né desideri niente e, in certi casi, è effettivamente non desiderare niente. La disperazione come l’assurdo, giudica e desidera tutto in generale e nulla in particolare. Ben la traduce il silenzio. Ma dal momento in cui parla, anche dicendo no, desidera e giudica. La rivolta, in senso etimologico, è un voltafaccia. In essa, l’uomo che camminava sotto la sferza del padrone, ora fa fronte. Oppone ciò che è preferibile a ciò che non lo è. Non tutti i valori trascinano con sé la rivolta, ma ogni moto di rivolta fa tacitamente appello a un valore. Si tratta almeno di un valore?</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Per quanto confusamente, dal moto di rivolta nasce una presa di coscienza: la percezione, ad un tratto sfolgorante, che c’è nell’uomo qualche cosa con cui l’uomo può identificarsi, sia pure temporaneamente. Questa identificazione fin qui non era realmente sentita. Tutte le concussioni anteriori al moto d’insurrezione, lo schiavo le sopportava. Sovente, anzi, aveva ricevuto senza reagire ordini più rivoltanti di quello che fa prorompere il suo rifiuto. Portava pazienza, respingendoli forse in se stesso, ma poiché taceva, si mostrava più sollecito, per il momento, del proprio interesse immediato che cosciente del proprio diritto. Con la perdita della pazienza, con l’impazienza, con l’impazienza, comincia al contrario un movimento che può estendersi a tutto ciò che veniva precedentemente accettato. Questo slancio è quasi sempre retroattivo. Lo schiavo, nell’attimo in cui respinge l’ordine umiliante del suo superiore, respinge insieme la sua stessa condizione di schiavo. Il moto di rivolta lo porta più in là del semplice rifiuto. Egli oltrepassa anche il limite che fissava al suo avversario, chiedendo ora di essere trattato da pari a pari. Quanto era dapprima resistenza irriducibile dell’uomo, diviene l’uomo intero, che con essa vi si identifica e vi si riassume. Quella parte di sé che voleva far rispettare, la mette allora al di sopra del resto, e la proclama preferibile a tutto, anche alla vita. Essa diviene per lui il sommo bene. Prima adagiato in un compromesso, lo schiavo si getta di colpo (“se è così…”) nel Tutto o Niente. La coscienza viene alla luce con la rivolta&#8221;</strong></em></p>
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		<title>Da Arcipleago Gulag.. di Alexander Solzenicyn</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 12:17:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Nei decenni di cemento, ghiaccio e castrazione dell&#8217;Unione Sovietica.. specie in queli più feroci dello stalinismo (ma non solo.. anche per decenni e deceni dopo lo stalinismo, seppure con punte meno feroci e bestiali) la migliore letteratura fini sepoltà nei campi di concentramento sovietici.. i GULAG&#8230; perchè i migliori autori, scrittori, prosatori, filosofi.. erano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><a name="msg_a0ee85018e1d39c5"></a><strong><a href="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2011/05/furores.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1050" title="furores" src="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2011/05/furores.jpg" alt="" width="444" height="600" /></a></strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong> </strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Nei decenni di cemento, ghiaccio e castrazione dell&#8217;Unione Sovietica..<br />
specie in queli più feroci dello stalinismo (ma non solo.. anche per decenni e deceni dopo lo stalinismo, seppure con punte meno feroci e bestiali) la migliore letteratura fini sepoltà nei campi di concentramento sovietici.. i GULAG&#8230; perchè i migliori autori, scrittori, prosatori, filosofi.. erano lì dentro. Chi aveva talento, dignità, libertà interiore era destinato al Gulag.<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quelli che non furono incarcerati decisero di scrivere tradendo se stessi e voltando le spalle alla verità. Diventando così intellettuali di regime, vuoti funzionari stitici, carta da parati grigia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quelli che non si piegarono finirono nei Gulag.. le loro opere distrutte..o.. impossibilitate ad emergere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I Gulag furono la patria delle migliori aime che partorì l&#8217;Unione Sovietica.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fuori restarono i burocrati, i boia, i bastardi.. e una immensa massa triste che (ed è comprensibile) aveva il terrore panico di alzae anche solo di un centimetro la testa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Eppure.. non tutto è stato cancellato.. scrittori come Solzenicyn (di cui riporto un brano qui sotto.. un brano tratto dal suo immenso capolavoro Arcipelago Gulag) , Salomov e altri.. salvarono nei decenni che vissero nei Gulag volti,, nomi, storie, anime&#8230;e riuscirono a salvarle su carta quando furono liberati.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non tutto è stato perso in quegli anni di morte.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E comunque.. anche i diari bruciati.. le opere strappate.. le posie dei poeti muti.. da qualche parte vivono.. da qualche parte ci entrano ancora nell&#8217;anima.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>tratto da Arcipelago Gulag</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Alexander Solzenicyn</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ormai non potremo più formulare un giudizio di insieme su ciò che è<br />
stato, sul numero dei morti e sul livello che questi avrebbero potuto<br />
raggiungere. Nessuno ci racconterà dei quaderni frettolosamente<br />
bruciati prima della deportazione, di brani pronti e di grandi<br />
progetti rimasti sulle teste e insieme a queste gettati in una fossa<br />
comune gellata. I versi si leggono accostando le labbra a un orecchio,<br />
si ricordano e si trasmettono, o se ne trasmette il ricordo, ma un<br />
testo in prosa non si racconta prima del tempo, per la prosa è più<br />
difficile sopravvivere, è troppo voluminosa, poco flessibile, troppo<br />
legata alla carta per superare tutte le vicessitutidni<br />
dell&#8217;Arcipelago. Chi in un lager potrebbe decidersi a scrivere? Lo<br />
fece A. Belinkov, il manoscritto finì nelle mani del compare  e  a<br />
Belinkov toccò di rimbalzo un&#8217;altra condanna. M.I. Kalima non era<br />
assolutamente una scrittrice, ma annotava in un taccuino i fatti più<br />
notevoli della vita del lager: &lt;&lt;forse un giorno servirà a qualcuno&gt;&gt;.<br />
La cosa arrivò alle orecchie dell&#8217;operativo. E venne spedita in cella<br />
di rigore (se la cavò pure  a buon mercato). Esentato dalla scorta<br />
Vladimir Sergeevic G-v, scrisse da qualche parte, fuori dal campo,<br />
quattro mesi di cronaca dal lager, ma in un momento di pericolo<br />
sotterrò quanto aveva scritto, e venne trasferito  per sempre &#8211; così<br />
la sua cronaca rimase sotto terra. Non si può scrivere nel campo, non<br />
si può scrivere fuori, dove farlo? Solo nella testa! ma così si<br />
compongono versi, non prosa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non è possibile calcolare per estrapolazione, sulla base del numero<br />
dei superstiti, quanti di noi, pupilli di Clio e di Calliope, siano<br />
periti, perchè anche per noi non esistevano molte probabilità di<br />
sopravvivere (..).</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tutto ciò che viene definito la nostra prosa dagli anni Trenta in poi<br />
non è che la schiuma di un lago sparito sotto terra. E&#8217; schiuma, non<br />
prosa, perché si è liberata di tutto ciò che era essenziale in quei<br />
decenni. I migliori scrittori soffocarono quanto di meglio c&#8217;era in<br />
loro e voltarono le spalle alla verità; e soltanto così poterono<br />
salvare se stessi e i propri libri. Quelli che non seppero rinunciare<br />
alla loro profondità, particolarità e rettitudine dovettero<br />
inevitabilmente perdere la vita in quei decenni, per lo più nel lager,<br />
o dando prova di sconsiderato ardimento al fronte.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Così se ne andarono sotto terra i prosatori fiosofi. I prosatori<br />
storici. I pensatori lirici. I prosatori impressionisti. I prosatori<br />
umoristi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>(..)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Milioni di intellettuali russi furono gettati nell&#8217;Arcipelago, non in<br />
gita, ma per essere umitali, per morirci, senza alcuna speranza di<br />
tornare indietro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>(..)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Così una filosofia e una letteratura straordinarie furono sepolte<br />
ancora sul nascere dalle crosta di ghisa dell&#8217;Arcipelago.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>.</strong></p>
<p> </p>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>GLI ORGONITI &#8212; intervista a Francesca D&#8217;Amico</title>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2011 22:54:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Orgoniti&#8230; che nome strano no? Sembra di entrare in un film di fantascienza. Strane parole, strane energie, teorie balzane. E quando si comincia a capire di che si tratta, molti si daranno a gambe levate. Semplicemente perchè troppo &#8220;razionali&#8221; e &#8220;ragionevoli&#8221; per credere a queste stramberie, no? Del resto avrebbero considerato stramberia anche l&#8217;idea che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2011/05/orgonitee.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1034" title="orgonitee" src="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2011/05/orgonitee.jpg" alt="" width="640" height="480" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Orgoniti&#8230; che nome strano no? Sembra di entrare in un film di fantascienza. Strane parole, strane energie, teorie balzane. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E quando si comincia a capire di che si tratta, molti si daranno a gambe levate. Semplicemente perchè troppo &#8220;razionali&#8221; e &#8220;ragionevoli&#8221; per credere a queste stramberie, no? Del resto avrebbero considerato stramberia anche l&#8217;idea che potesse esistere qualcosa come la luce elettrica, se qualcuno ne avesse parlato qualche secolo fa. Come qualcuno considerò stramberie quelle di Leonardo. E anche il rapporto mente-corpo, ormai dato per assodato anche dai medici più ferocemente istituzionali&#8230; qualche decennio fa sembrava a molti una sorta di mito per gonzi e tipi misticheggianti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E allora&#8230; non è importante credere o non credere all&#8217;efficacia di qualcosa come.. gli orgoniti. E questo non è un post invita a una credenza fideistica in qualcosa. L&#8217;importante è&#8230; darsi la possibilità di immaginare&#8230; di immaginare che una cosa sia possibile. E poi dopo, magari, darle fuoco. Ma prima, almeno, darle, anche solo per un attimo una chance. Per un attimo credere che qualcosa, anche la più incredibile, sia possibile. E&#8217; questo uno dei caposaldi della libertà mentale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Io fino a qualche mese fa non sapevo niente degli orgoniti. Anche se sapevo qualcosa di Wilhelm Reich e dei suoi studi. La prima volta che mi imbattei concretamente negli orgoniti fu quando conobbi, via internet, Francesca D&#8217;Amico.. la stessa persona a cui oggi faccio questa intervista.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lei me ne parlò. Mi incuriosì. E anche io ho creato il mio bell&#8217;orgonite. Ce l&#8217;ho ancora da poco. Non posso dare prove eclatanti sulla sua efficacia. Se facessero un qualche testo le mie &#8220;sensazioni&#8221;, potrei dirvi che sento di avvertire il suo operare. Ma non è questo il punto. Magari sono tutte cazzate. Ma c&#8217;è dentro una riflessione, una consapevolezza originale, studi particolari, tanti esperimenti. E se funziona davvero, le ricadute sarebbero potenti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Volevo parlare delle orgoniti su Born Again. Ma non volevo farlo andando a pescare qualche esperto o iperfissato sul tema. Ma proprio intervistando una persona &#8220;concreta&#8221;.. una persona che non era già addentro a questi mondi, né era una esperta di particolari tematiche. Una persona che non fosse una scienziata alternativa, o una studiosa di Wilhelm Reich o una ricercatrice nei settori della controinformazione. Ma che fosse una persona come quelle che puoi incontrare al bar o al cinema. Non una appartenente a qualche gruppo di studiosi &#8220;eletti&#8221;. Una persona che non ci sparerà un gergo complicato, e non farà analisi lunghissime e dettagliate. Una persona che, tutti coloro che avrebbero letto, avrebbero potuto comprendere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quindi ho intervistato proprio la stessa Francesca D&#8217;Amico che mi ha introdotto nel mondo degli orgoniti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questa intervista vuole essere un ponte. Per chi non sa nulla di orgoniti, dà qualche spiegazione e indicazione, in un linguaggio comprensibile e chiaro. Lasciando poi al lettore la scelta. Per chi volesse saperne di più, il materiale presente su internet è ingente. Per chi non gliene potesse importar di meno.. beh.. grazie di averci tenuto compagnia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vi lascia all&#8217;intervista sugli orgoniti a Francesca D&#8217;Amico.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1) Francesca se ti chiedessero a bruciapelo &#8220;Cosa è un&#8217;orgonite?&#8221;, che cosa risponderesti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Per caso ,nell&#8217;estate del 2010,risposi alla richiesta di amicizia di uno sconosciuto su Facebook. Il nuovo amico mi parlò subito della sua passione: le orgoniti. Il nome orgone era stato coniato dallo psichiatra Wilhelm Reich.Lui scoprì che esisteva un&#8217;energia(che credeva blu) emanata dai cristalli. Energia universale e benefica,detta Prana, Chi, Ki. Lo scopo di Reich era di curare i blocchi energetici. Ma ogni pietra o cristallo ha la sua proprietà,e quindi ciascuno può respirare il tipo di energia che preferisce,a seconda di cosa sceglie per la sua orgonite. </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2) Alla base del funzionamento dell’Orgonite sembra esserci quindi la concezione dell’esistenza di una “energia orgonica”. Per sommi capi, senza fare un discorso per esperti, ma il più semplificato possibile.. come può essere intesa questa energia orgonica?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Si definisce orgonica, l’energia vitale e formativa che pervade ogni manifestazione naturale, che organizza e permea ogni organismo vivente, non è calore, elettricità, magnetismo ne energia chimica e non e neppure il sunto di tutte queste forze, è l’energia specifica di dei cicli naturali che noi chiamiamo “VITA”: La scienza ha dimostrato che la materia è semplicemente la condensazione di un substrato di sottile energia vibratoria, una condizione virtuale nota come “energia di punto zero”. L’energia orgonica si differenzia da tutte le altre energie conosciute, che derivano dalla materia e che sono pertanto definite “energie secondarie”(elettrica,magnetica,nucleare ecc..).</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3) Gli orgoniti che effetti potrebbero avere sul contesto elettromagnetico nel quale siamo costantemente immersi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Gli elementi presenti nell&#8217;Orgonite sono perfettamente idonei a proteggerci e a migliorare il nostro ambiente, poiché non hanno bisogno di alcuna fonte d&#8217;energia per funzionare, e, funzionano indefinitamente 24 ore su 24. Più specificatamente permette di tramutare le energia negative (e nocive) risultanti dalle emissioni elettromagnetiche di apparecchiature elettriche quali antenne di ripetitori radio e telefonici, televisori, elettrodomestici, cellulari, cavi dell’alta tensione, luci al neon etc , in energia orgonica positiva, rigenerando e bilanciando il campo energetico. L’Orgonite è quindi un generatore di energia positiva. Tenendola in casa, vicino al computer, portandola con sé, ci protegge dalle radiazioni elettromagnetiche e a radiofrequenza.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;-</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4) C’è un esperimento che ognuno potrebbe fare per vedere con i propri occhi qualcuno degli effetti dell’orgonite?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ti racconto una cosa che ho fatto, e che hanno fatto molti altri&#8230;.si tiene l&#8217;orgonite davanti,una luce bassa e soffusa di lato,e si comincia respirare lentamente ,guardando davanti a sè. Io dopo un cinque minuti vedo gli stipiti della porta,che sono scuri,vibrare. In realtà non vibrano,ma ci passa davanti l&#8217;energia orgonica. C&#8217;è una specie di fumo bianco leggerissimo che va a ondate verso la porta. Questo &#8220;fumo&#8221;,che qualcuno vede in altri colori,non va verso il basso,ma verso l&#8217;alto. Al momento non ci si può credere! Sembra impossibile,assistere a un fenomeno tanto strano! Ci si sente molto in pace,sereni,e la respirazione resta tranquilla ,anzi ,si andrebbe avanti per un bel pezzo a respirare così,senza pensare a niente..</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>&#8212;-</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong><strong>5) Che effetti concreti ha, in senso ampio, l’orgonite sulla salute umana?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ci sono molte teorie in proposito. Sembra vi siano effetti benefici consistenti, ma io non sono ancora in grado, in base alla mia esperienza, di descriverli in maniera effettiva e completa. Io personalmente ne ho tratto benefici. E anche le persone a ne ho donato uno. Ad esempio, in una famiglia a cui ne ho regalato una orgonite, l&#8217;influenza quest&#8217;inverno non è arrivata (ed è il primo inverno che succede).Io voglio esagerare,e ascoltando l&#8217;amico e maestro, lascio un&#8217;orgonite sotto al letto,dando per scontato che l&#8217;energia salirà tutta la notte. </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;-</strong></p>
<p><strong>6) Ma come si crea concretamente un’orgonite?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Crearla è abbastanza facile.<br />
* Si compra un mezzo kg di cera d&#8217;api da un apicultore.<br />
* La si fa fondere in un pentolino.<br />
* In un contenitore oleato si comincia a versare un po&#8217; di cera.<br />
* Si aggiunge rame ,ottone,alluminio.<br />
* Poi il cristallo,e altra cera.<br />
* Si finisce con i metalli.<br />
* Si copre tutto con la cera.<br />
Se ci sono piccole pietre nere,vanno bene tutto intorno a quella grande. Si può variare a seconda di quello che piace. Io ho distrutto un porta foto d&#8217;argento e l&#8217;ho fatto a pezzettini. Il rame dei fili elettrici,le pagliette d&#8217;ottone,sono facili da tagliuzzare. Ho messo un sacco di monete di rame da un centesimo. La carta stagnola rappresenta l&#8217;alluminio. Qualcuno usa l&#8217;oro colloidale o la foglia d&#8217;oro.<br />
E&#8217; meglio aspettare un giorno prima di far uscire dal contenitore la piccola orgonite.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8211;</strong></p>
<p><strong>7) Una volta che l’orgonite è stata creata va… “ripulita”, diciamo.. di tanto in tanto?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Le orgoniti ogni tanto vanno rigenerate facendole stare sotto l&#8217;acqua corrente,e volendo si possono mettere in un piatto con un po&#8217; d&#8217;acqua.Come se fossero dei fiori,di giorno stanno benissimo sui balconi&#8230; </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Grazie Francesca</strong></p>
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		<title>I Mondi di Barbara  (Vladimir Vysotsky)</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 02:49:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I Mondi di Barbara è la nuova rubrica di Born Again. Essa nasce dall&#8217;imbattermi in Barbara Lazzarini&#8230; non semplicemente una docente, cosa che pure è, ma una persona Capace di Insegnare, nel senso più alto del termine, al di là di ogni status giurico e  categoria formale. Capace di creare quel circolo di riappropriazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2011/04/Vladimir_Vysotsky_Marina_Vlady_by_velio_boinovsky.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1018" title="Vladimir_Vysotsky_Marina_Vlady_by_velio_boinovsky" src="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2011/04/Vladimir_Vysotsky_Marina_Vlady_by_velio_boinovsky-1024x723.jpg" alt="" width="1024" height="723" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I Mondi di Barbara è la nuova rubrica di Born Again.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Essa nasce dall&#8217;imbattermi in Barbara Lazzarini&#8230; non semplicemente una docente, cosa che pure è, ma una persona Capace di Insegnare, nel senso più alto del termine, al di là di ogni status giurico e  categoria formale. Capace di creare quel circolo di riappropriazione di sè attraverso la cultura, la scoperta, la letteratura. Capace di trasmettere Bellezza. Vive il lei una conoscenza non erudita, ma viva, incarnata nell&#8217;esempio, capace di dare frutto. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Barbara condividerà i suoi Mondi anche qui su Born Again, in un appuntamento periodico.. tendenzialmente un testo ogni dieci giorni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il primo pezzo di Barbara Lazzarini, con cui si apre questa rubrica è dedicato a </strong><strong>Vladimir Vysotsky , grande, e poco conosciuto in Italia, poeta &#8220;libero&#8221; sovietico, fuori dai Circhi di Regime, cantore di libertà.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA FUCILAZIONE DELL’ECO</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Nel silenzio del valico, dove le rocce non sbarrano il cammino ai vènti,</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>In questi anfratti dove nessuno è mai riuscito a penetrare</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Viveva un’allegra eco dei monti,</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Rispondeva alle grida, alle grida degli uomini.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Quando la solitudine salirà alla gola come un nodo</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>E un gemito soffocato, quasi senza rumore, scivolerà nell’abisso,</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Agile, l’eco afferrerà il grido d’aiuto,</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Lo rafforzerà e lo porterà via con cura nelle sue mani.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Non dovevano essere uomini, gonfi di veleni e di oppio,</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Quelli che giunsero per uccidere e ammutolire la gola viva,</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Se nessuno ne sentì i passi e i grugniti.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Legarono l’eco e nella sua bocca misero un bavaglio.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Per tutta la notte continuò la farsa sanguinosa e crudele,</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>L’eco venne calpestata, ma nessuno sentì nulla.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>All’alba l’eco dei monti, ammutolita, venne fucilata</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>E pietre sprizzarono, come lacrime, dalle rocce ferite.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VLADIMIR VYSOTSKY (1938-1980)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vladimir Vysotsky (Vysockij) era nato il 25 gennaio 1938 nel centro di Mosca, figlio di un sottotenente di carriera dell&#8217;armata rossa e di una interprete di tedesco. E’ un periodo terribile nella storia Sovietica, il momento delle grandi &#8220;purghe&#8221; staliniane. Nel 1946 i genitori divorziano, e l’anno seguente il padre viene trasferito in Germania Est, dove conduce il piccolo Vladimir insieme alla sua nuova compagna, una donna armena. Nel 1949 tornano a Mosca dove frequenta un gruppo di teatranti. Dopo le superiori vorrebbe seguire una formazione artistica ma su richiesta dei genitori si iscrive ad ingegneria, corsi che abbandona quasi subito in seguito ai propri insuccessi. </strong><strong>Entra in un istituto di teatro dove segue corsi di canto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong><strong>Straordinario poeta, ma i cui versi non vengono stampati perché censurati dalle autorità sovietiche. E quindi Vysotsky viene obbligato a imbracciare la chitarra e cantare, cantare, cantare per far passare le sue parole di orecchio in orecchio per tutta l’URSS. Grazie a cassette registrate fortunosamente, la voce profonda, infiammata e dolente di “</strong><strong>Volodja” Vysotsky diventa la voce di tutti coloro che si oppongono e dissentono dal conformismo di regime. Come De Andrè, cantò i perdenti che non si arrendono, gli sconfitti indomiti, gli idealisti disillusi. Come un bluesman la sua vita è fatta di dissipazione e disperazione: pur ignorato e boicottato diventa il poeta più popolare del suo paese, senza che di lui venga mai stampato un singolo verso. La notizia della sua scomparsa viene taciuta dalla stampa ufficiale, ma il grido &#8220;Volodja è morto!&#8221;  rimbalza nelle metropolitane e nelle strade di Mosca. Quasi un milione di persone seguono il suo funerale, e ancora oggi sulla sua tomba vengono portati fiori e pensieri.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Premio Tenco ha pubblicato su disco una raccolta di canzoni in omaggio a Vladimir Vysockij, ad opera di numerosi cantautori italiani. Nel disco compare anche la canzone <em>Ochota na volkov &#8220;La caccia ai lupi&#8221;</em>, cantata da Vysockij.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vladimir Vysotsky (1938 – 1980)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>La caccia ai lupi</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Sono stremato, ho i tendini a pezzi,</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ma oggi, ancora come ieri,</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Sono braccato. Braccato!</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>I tiratori, allegri, corrono ad appostarsi!</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Dietro gli alberi un tramestio di fucili a canne doppie,</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>I cacciatori sono acquattati nell’ombra,</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>I lupi si rotolano sulla neve</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Trasformandosi in bersagli viventi.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>I cacciatori non giocano alla pari</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Con i lupi, e le loro mani non tremano!</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> </em></strong><strong><em>Hanno accerchiato la nostra liber</em></strong><strong><em>tà con le bandierine,</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> </em></strong><strong><em>Ci colpiscono con certezza, sicuri di centrare il bersaglio.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Il lupo non può rompere le tradizioni.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Noi lupacchiotti, da piccoli, cuccioli ciechi,</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Abbiamo succhiato la lupa,</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>E con il suo latte, il divieto di oltrepassare le bandierine!</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Le nostre zampe e le nostre mascelle sono veloci.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>E rispondi, tu che sei il capo branco,</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Perché ci avventiamo, braccati, contro i loro fucili</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>E non cerchiamo di trasgredire il divieto?</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Il lupo non può, non deve agire diversamente.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ecco, è arrivata la mia ora.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Colui al quale sono destinato</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Sorride e solleva il fucile.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ho rifiutato di ubbidire,</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ho oltrepassato le bandierine – la sete di vita è più forte!</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ho solo sentito dietro di me, con gioia,</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Le grida di stupore degli uomini.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Sono stremato, ho i tendini a pezzi,</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ma oggi, non sono come ieri!</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Sono braccato. Braccato!</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>E i cacciatori sono rimasti</em> <em>a mani vuote!</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>La caccia ai lupi. La caccia!</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ai predoni grigi, vecchi e ai cuccioli.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>I bracconieri urlano e i cani latrano fino alla nausea.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Sangue sulla neve e macchie rosse delle bandierine.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> </em></strong><strong><em>La caccia ai lupi. La caccia!</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ai predoni grigi, vecchi e ai cuccioli.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>I bracconieri urlano e i cani latrano fino alla nausea.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Sangue sulla neve e macchie rosse delle bandierine.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>La caccia ai lupi. La caccia!</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ai predoni grigi, vecchi e ai cuccioli.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>I bracconieri urlano e i cani latrano fino alla nausea.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Sangue sulla neve e macchie rosse delle bandierine.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>La caccia ai lupi. La caccia!</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ai predoni grigi, vecchi e ai cuccioli.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>I bracconieri urlano e i cani latrano fino alla nausea.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Sangue sulla neve e macchie rosse delle bandierine.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> (1968)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;album dal vivo &#8220;Live in Volvo&#8221; di Vinicio Capossela, pubblicato nel 1998, contiene una traccia intitolata &#8220;Il pugile sentimentale&#8221;, brano in cui il cantautore italiano riprende e adatta alla lingua italiana l&#8217;omonima canzone incisa da Vysockij nel 1966</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
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		<title>La leggenda del Grande Inquisitore</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 10:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Leggenda del Grande Inquisitore è uno dei brani più celebri della letteratura universale.. si tratta di una sorta di racconto ad altissimo valore simbolico contenuto a sua volta in uno dei più grandi romanzi mai scritti, I fratelli Karamazov  di Fiodor Dostoevskij. E&#8217; un brano che conoscevo già da tempo, ancora prima di intraprendere [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><strong><em><a href="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2011/03/carac.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1002" title="carac" src="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2011/03/carac.jpg" alt="" width="1024" height="768" /></a></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>La Leggenda del Grande Inquisitore </em>è uno dei brani più celebri della letteratura universale.. si tratta di una sorta di racconto ad altissimo valore simbolico contenuto a sua volta in uno dei più grandi romanzi mai scritti, <em>I fratelli Karamazov</em>  di </strong><strong>Fiodor Dostoevskij.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; un brano che conoscevo già da tempo, ancora prima di intraprendere la lettura integrale del romanzo. Romanzo che considero un capolavoro assoluto. Ma questa è un&#8217;altra storia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo brano mi ha sempre affascinato&#8230;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fin dal suo &#8220;assurdo&#8221; e straniante assunto iniziale&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ivan Karamazov narra al fratello Alesa una storia che sta scrivendo..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In questa storia Cristo decide di tornare nel mondo, e nello specifico sceglie la tetra Siviglia al tempo funereo della Santa Inquisizione.. epicentro di un Medioevo somigliantissimo a quello originale, ma allo stesso tempo quasi &#8220;universo parallelo&#8221;, nel quale tutto il potere è incarnato dalla sinistra figura del Grande Inquisitore&#8230; autorità di vertice della Chiesa, al quale anche i poteri secolari piegano le ginocchia tremanti. E&#8217; una SIviglia oscura con cielo cupo del fumo dei roghi e la puzza di bruciato degli autodafè.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cristo compare inaspettato.. nessun profeta o segno lo ha preannunciato. Di colpo appare. E di colpo senza dire una parola viene riconosciuto. Ma anche il Grande Inquisitore lo riconosce e non esita un attimo a imprigionarlo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E già a questo punto la mia fantasia da ragazzino volava&#8230; e immaginava il film.. che film.. Cristo torna. e la Chiesa incarnata nel supremo potere del Grande Inquisitore lo arresta e lo imprigiona non come semplice nemico, ma come nemico supremo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Già comprendete che ci troviamo dinanzi a un grande colpo d&#8217;ala letterario. Una grande &#8220;pensata&#8221; e una grande visione, checché se ne pensi poi di tutti gli aspetti relativi al merito di ciò che è scritto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cristo irrompe come un fattore non più di desiderato avvento o presenza.. ma come un &#8220;pericolo&#8221;&#8230; un mito da vendere alle folle, ma appunto un mito&#8230;.. la sua effettiva presenza invece è destabilizzante&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Che cosa sei venuto a fare?.. Noi non ti vogliamo.. Perchè ssei venuto a distruggere tutto l&#8217;edficio che noi abbiamo costruito&#8230;?&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ecco io credo che esistano molti livelli di lettura per quelli che sono i grandi testi della creazione artistica universale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riguardo a questo brano ci si può soffermare su una interpretazione su di un piano più strettamente teologico e religioso.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma è un&#8217;altra l&#8217;interpretazione invece che a me affascina e quella che voglio condividere con voi..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una interpretazione che va oltre lo stesso livello religioso..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ossia.. vedere questo brano come una grande parabola sulla Libertà&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Grande Inquisitore rappresenta il Potere che sottomette la Libertà con ogni mezzo. Rappresenta la via della abdicazione al proprio essere liberi e davvero uomini per trovare la sicurezza che dà la sottomississione&#8230;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dice a Cristo&#8230; in sostanza&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Tu avevi tre strumenti per ottenere il potere assoluto e fare del mondo un paradiso perfettamente organizzato.. IL MISTERO.. IL MIRACOLO.. E L&#8217;AUTORITA&#8217;&#8230;.. ma rinunciasti a tutto in nome della Libertà&#8230;&#8221; (ho reso il passaggio a parole mie).</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Diventa allora un passaggio di rara potenza simbolica. E&#8217; questo che lo rende grande. Pensate al riferimeno al pane&#8230; &#8220;se avessi dato il pane tutti ti avrebbero seguito&#8230;&#8221;. E per un attimo andate oltre il contesto.. ed estendete la parabola.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E pensateci.. &#8220;il pane al posto della libertà&#8221;.. Quante volte per la comodità, la sicurezza, la liberazione dalla paura, la stabilità, la soddisfazione di bisogni si è stati pronti a rinunciare alla libertà&#8230; E quante volte si è potuto rendere schiavi gli uomini con denaro, cose, promesse di stabilità, benessere e sicurezza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E quante volte una singola persona si è trovata di fronte alla scelta tra una Libertà piena di pericoli e incertezze e battaglie da portare avanti&#8230; e la comoda catena della sottomissione&#8230; &#8220;avanti firma&#8221; sembra dire il Mefistofele del Faust.. &#8220;ti daremo tutto.. ma tu dovrai sottometterti&#8230;.&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anche gli altri sistemi sono efficaci&#8230; IL MIRACOLO.. ossia l&#8217;eccezzionale, la manifestazione di un potere fortissimo, fuochi da artificio ed effetti speciali. &#8230;. ti stupiremo e tu ti piegherai a noi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>O L&#8217;AUTORITA&#8217;&#8230; davanti a chei è al vertice  disponde di goni possibile mezzo e facile sottomettersi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anche se IL PANE&#8230; è il potere più grande.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E allora il brano di Dostoevskji diventa emblematico e capace di paralre ben oltre il campo del cristianesimo..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; un canto altissimo sulla Libertà e il suo prezzo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Osservate come il Grande Inquisitore sembra animato dalle migliori intenzioni..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;è per loro che lo facciamo.. è per la gente.. sono piccoli.. sono deboli.. sono bambini.. noi vogliamo il loro vero bene.. non tu&#8230;&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma qui è un gioco sottilissimo di Dostoevskji.. quale tiranno, inquisitore, autocrate, dittatore&#8230; non ha mai creduto, anche consapevolmente autoingannandosi, che ciò che lui (O loro) facevano era rivolto esclusivamente a fin di bene?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Del resto non diceva un vecchio detto.. </strong><strong>&#8220;La strada dell&#8217;inferno è lastricata di buone intenzioni&#8221;?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Grande Inquisitore parla, parla, parla&#8230; non la finisce più&#8230; è un grande retore melodrammatico.. sfoggia le migliori argomentazioni..e quasi piange commuovendosi lui stesso.. è un grande logico&#8230; tira fuori una filippica memorabile&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma mentre parla la sua inquietudine cresce&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si aspettava odio o opposizione.. ostilità o ira.. Ma Cristo è una sfinge.. I suoi occhi restano calmi ed enigmatici.. mentre l&#8217;agitazione dell&#8217;Inquisitore cresce. Avrebbe preferito a quel punto la rabbia, l&#8217;ira, una reazione indignata.. un anatema per il tradimento. Ma Cristo non fa una piega..e  addirittura sorride.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Finito il suo discorso il Grande Inquisitore si aspetterebbe di tutto.. ma non nquello che Cristo farà.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cristo non dice una parola&#8230; anche qua, che grande colpo d&#8217;ala di Dostoevskji. Cristo dinanzi a un fiume di parole.. non dice una parola. Non ha bisogno di smontare nulla. Di controargomentare. Di scendere nello stesso agone dell&#8217;Inquisitore. E&#8217; su un piano totalemnte altro. Non dice nulla&#8230; ma si alza.. e lo bacia sulla guancia..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A quel punto il Grande Inquisitore è completamente spiazzato&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; lui come un bambino impaurito adesso..</strong><strong>tutta la sua inesorabile logica gli si accartoccia dentro..</strong><strong>e rinuncia al suo stesso proposito di bruciare Cristo sul rogo..</strong><strong>ma apre la porta e grida istericamente&#8230;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Vattene e non venir piu&#8230; non venire mai piu&#8230; mai piu!&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ripeto.. se abbiamo la forza di non restare ancoratii su un piano puramente religioso e cristiano.. e sappiamo trasfigurare il testo.. ci troveremo dinanzi a un grandissimo apologo sulla Libertà.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Buona lettura..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212; </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La mia azione si svolge in Spagna, a Siviglia, al tempo piu pauroso dell&#8217;inquisizione quando ogni giorno nel paese ardevano i roghi per la gloria di Dio e </strong><strong>con grandiosi autodafè </strong><strong>si bruciavano gli eretici.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oh, certo, non è cosi che Egli scenderà, secondo la Sua promessa, alla fine dei tempi, in tutta la gloria celeste, improvviso &#8220;come folgore che splende dall&#8217;Oriente all&#8217;Occidente&#8221;. No, Egli volle almeno per un istante visitare i Suoi figli proprio là dove avevano cominciato a crepitar i roghi degli eretici. Nell&#8217;immensa Sua misericordia, Egli passa ancora una volta fra gli uomini in quel medesimo aspetto umano col quale era passato per tre anni in mezzo agli uomini quindici secoli addietro. Egli scende verso le &#8220;vie roventi&#8221; della città meridionale, in cui appunto la vigilia soltanto, in un &#8220;grandioso autodafé&#8221;, alla presenza del re, della corte, dei cavalieri, dei cardinali e delle piu leggiadre dame di corte, davanti a tutto il popolo di Siviglia, il cardinale grande inquisitore aveva fatto bruciare in una volta, ad majorem Dei gloriam, quasi un centinaio di eretici. Egli è comparso in silenzio, inavvertitamente, ma ecco &#8211; cosa strana &#8211; tutti Lo riconoscono. Spiegare perché Lo riconoscano, potrebbe esser questo uno dei piu bei passi del poema. Il popolo è attratto verso di Lui da una forza irresistibile, Lo circonda, Gli cresce intorno, Lo segue. Egli passa in mezzo a loro silenzioso, con un dolce sorriso d&#8217;infinita compassione. Il sole dell&#8217;amore arde nel Suo cuore, i raggi della Luce, del Sapere e della Forza si sprigionano dai Suoi occhi e, inondando gli uomini, ne fanno tremare i cuori in una rispondenza d&#8217;amore. Egli tende loro le braccia, li benedice e dal contatto di Lui, e perfino dalle Sue vesti, emana una forza salutare. Ecco che un vecchio, cieco dall&#8217;infanzia, grida dalla folla: &#8220;Signore, risanami, e io Ti vedrò&#8221;, ed ecco che cade dai suoi occhi come una scaglia, e il cieco Lo vede. Il popolo piange e bacia la terra dove Egli passa&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il popolo si agita, grida, singhiozza; ed ecco in questo stesso momento passare accanto alla cattedrale, sulla piazza, il cardinale grande inquisitore in persona. È un vecchio quasi novantenne, alto e diritto, dal viso scarno, dagli occhi infossati, ma nei quali, come una scintilla di fuoco, splende ancora una luce……Ha visto tutto&#8230; …Aggrotta le sue folte sopracciglia bianche e il suo sguardo brilla di una luce sinistra. Egli allunga un dito e ordina alle sue guardie di afferrarlo. . . . . . .Le guardie conducono il Prigioniero sotto le volte di un angusto e cupo carcere nel vecchio edificio del Santo Uffizio e ve Lo rinchiudono. Passa il giorno, sopravviene la scura, calda, &#8220;afosa&#8221; notte di Siviglia. L&#8217;aria &#8220;odora di lauri e di limoni&#8221;. In mezzo alla tenebra profonda si apre a un tratto la ferrea porta del carcere, e il grande inquisitore in persona con una fiaccola in mano lentamente si avvicina alla prigione. È solo, la porta si richiude subito alle sue spalle. Egli si ferma sulla soglia e considera a lungo, per uno o due minuti, il volto di Lui. Infine si accosta in silenzio, posa la fiaccola sulla tavola e Gli dice:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Sei Tu, sei Tu?&#8221; &#8211; Ma, non ricevendo risposta, aggiunge rapidamente: &#8211; &#8220;Non rispondere, taci. E che potresti dire? So troppo bene quel che puoi dire. Del resto, non hai il diritto di aggiunger nulla a quello che Tu già dicesti una volta. Perché sei venuto a disturbarci? Sei infatti venuto a disturbarci, lo sai anche Tu. Ma sai che cosa succederà domani? lo non so chi Tu sia, e non voglio sapere se Tu sia Lui o soltanto una Sua apparenza, ma domani stesso io Ti condannerò e Ti farò ardere sul rogo, come il peggiore degli eretici, e quello stesso popolo che oggi baciava i Tuoi piedi si slancerà domani, a un mio cenno, ad attizzare il Tuo rogo, lo sai? Si, forse Tu lo sai&#8221;, &#8211; aggiunse, profondamente pensoso, senza staccare per un attimo lo sguardo dal suo Prigioniero.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non dicevi Tu allora spesso: &#8220;Voglio rendervi liberi?&#8221;. Ebbene, adesso Tu li ha veduti, questi uomini &#8220;liberi&#8221;, &#8211; aggiunge il vecchio con un pensoso sorriso. &#8211; Si, questa faccenda ci è costata cara, &#8211; continua, guardandolo severo, &#8211; ma noi l&#8217;abbiamo finalmente condotta a termine, in nome Tuo. Per quindici secoli ci siamo tormentati con questa libertà, ma adesso l&#8217;opera è compiuta e saldamente compiuta. Non credi che sia saldamente compiuta? Tu mi guardi con dolcezza e non mi degni neppure della Tua indignazione? Ma sappi che adesso, proprio oggi, questi uomini sono piu che mai convinti di essere perfettamente liberi, e tuttavia ci hanno essi stessi recato la propria libertà, e l&#8217;hanno deposta umilmente ai nostri piedi. Questo siamo stati noi ad ottenerlo, ma è questo che Tu desideravi, è una simile libertà?&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- lo tomo a non comprendere, &#8211; interruppe Aljòsa, &#8211; egli fa dell&#8217;ironia, scherza?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Niente affatto. Egli fa un merito a sé ed ai suoi precisamente di avere infine soppresso la libertà e di averlo fatto per rendere felici gli uomini. &#8220;Ora infatti per la prima volta (egli parla, naturalmente, dell&#8217;inquisizione) è diventato possibile pensare alla felicità umana. L&#8217;uomo fu creato ribelle; possono forse dei ribelli essere felici? Tu eri stato avvertito, &#8211; Gli dice, &#8211; avvertimenti e consigli non Ti erano mancati, ma Tu non ascoltasti gli avvertimenti. Tu ricusasti l&#8217;unica via per la quale si potevano render felici gli uomini, ma per fortuna, andandotene, rimettesti la cosa nelle nostre mani. Tu ci hai promesso, Tu ci hai con la Tua parola confermato, Tu ci hai dato il diritto di legare e di slegare, e certo non puoi ora nemmeno pensare a ritoglierci questo diritto. Perché dunque sei venuto? Sai Tu che passeranno i secoli e l&#8217;umanità proclamerà per bocca della sua sapienza e della sua scienza che non esiste il delitto, e quindi nemmeno il peccato, ma che ci sono soltanto degli affamati? &#8220;Nutrili e poi chiedi loro la virtù!&#8221;. Oh, mai, mai essi potrebbero sfamarsi senza di noi! Nessuna scienza darà loro il pane, finché rimarranno liberi, ma essi finiranno per deporre la loro libertà ai nostri piedi e per dirci: &#8220;Riduceteci piuttosto in schiavitù ma sfamateci!&#8221;. Comprenderanno infme essi stessi che libertà e pane terreno a discrezione per tutti sono fra loro inconciliabili, giacché mai, mai essi sapranno ripartirlo fra loro! Si convinceranno pure che non potranno mai nemmeno esser liberi, perché sono deboli, viziosi, inetti e ribelli.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8230;Essi sono viziosi e ribelli, ma finiranno per diventar docili. Essi ci ammireranno e ci terranno in conto di dèi per avere acconsentito, mettendoci alla loro testa, ad assumerci il carico di quella libertà che li aveva sbigottiti e a dominare su loro, tanta paura avranno infine di esser liberi! Ma noi diremo che obbediamo a Te e che dominiamo in nome Tuo. Li inganneremo di nuovo, perché allora non Ti lasceremo piu avvicinare a noi. E in quest&#8217;inganno starà la nostra sofferenza, poiché saremo costretti a mentire. Ecco ciò che significa quella domanda che Ti fu fatta nel deserto, ed ecco ciò che Tu ricusasti in nome della libertà, da Te collocata più in alto di tutto. In quella domanda tuttavia si racchiudeva- un grande segreto di questo mondo. Acconsentendo al miracolo dei pani, Tu avresti dato una risposta all&#8217;universale ed eterna ansia umana, dell&#8217;uomo singolo come dell&#8217;intera umanità: &#8220;Davanti a chi inchinarsi?&#8221;. Non c&#8217;è per l&#8217;uomo rimasto libero piu assidua e piu tormento sa cura di quella di cercare un essere dinanzi a cui inchinarsi. Ma l&#8217;uomo cerca di inchinarsi a ciò che già è incontestabile, tanto incontestabile, che tutti gli uomini ad un tempo siano disposti a venerarlo universalmente. Perché la preoccupazione di queste misere creature non è soltanto di trovare un essere a cui questo o quell&#8217;uomo si inchini, ma di trovarne uno tale che tutti credano in lui e lo adorino, e precisamente tutti insieme.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E questo bisogno di comunione nell&#8217;adorazione è anche il più grande tormento di ogni singolo, come dell&#8217;intera umanità, fin dal principio dei secoli. È per ottenere quest&#8217; adorazione universale che si sono con la spada sterminati a vicenda. Essi hanno creato degli dèi e si sono sfidati l&#8217;un l&#8217;altro: &#8220;Abbandonate i vostri dèi e venite ad adorare i nostri, se no guai a voi e ai vostri dèi!&#8221;. E cosi sarà fino alla fine del mondo, anche quando gli dèi saranno scomparsi dalla terra: non importa, cadranno allora in ginocchio davanti agli idoli. Tu conoscevi, Tu non potevi non conoscere questo fondamentale segreto della natura umana, ma Tu rifiutasti l&#8217;unica irrefragabile bandiera che Ti si offrisse per indurre tutti a inchinarsi senza discussione dinanzi a Te;.………Tu volesti il libero amore dell&#8217;uomo, perché Ti seguisse liberamente, attratto e conquistato da Te. In luogo di seguire la salda legge antica, l&#8217;uomo doveva per l&#8217;avvenire decidere da sé liberamente, che cosa fosse bene che cosa fosse male, avendo dinanzi come guida la sola Tua immagine; ma non avevi Tu pensato che, se lo si fosse oppresso con un cosi terribile fardello come la libertà di scelta, egli avrebbe finito per respingere e contestare perfino la Tua immagine e la Tua verità?………Sappi che io non Ti temo. Sappi che anch&#8217;io fui nel deserto, che anch&#8217;io mi nutrivo di cavallette e di radici, che anch&#8217;io benedicevo la libertà di cui Tu letificasti gli uomini, che anch&#8217;io mi ero preparato ad entrare nel numero dei Tuoi eletti, nel numero dei potenti e dei forti, con la brama di &#8220;completare il numero&#8221;. Ma mi ricredetti e non volli servire la causa della follia. Tornai indietro e mi unii alla schiera di quelli che hanno corretto l&#8217;opera Tua. Lasciai gli orgogliosi e tornai agli umili per la felicità di questi umili. Ciò che Ti dico si compirà e sorgerà il regno nostro. Ti ripeto che domani stesso Tu vedrai questo docile gregge gettarsi al primo mio cenno ad attizzare i carboni ardenti del rogo sul quale Ti brucerò per essere venuto a disturbarci. Perché se qualcuno piu di tutti ha meritato il nostro rogo, sei Tu. Domani Ti arderò. Dixi&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ivàn, si fermò. Egli si era accalorato e aveva parlato con fervore; quando poi ebbe finito, fece improvvisamente un sorriso.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Aljòsa, che l&#8217;aveva sempre ascoltato in silenzio e verso la fine, in preda a straordinaria agitazione, molte volte aveva voluto interrompere il discorso del fratello, ma si era visibilmente trattenuto, si mise d&#8217;un tratto a parlare, come scattando:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Ma&#8230; è un assurdo! &#8211; esclamò, arrossendo. &#8211; Il tuo poema è l&#8217;elogio di Gesu e non la condanna&#8230; come tu volevi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E come termina il tuo poema?&#8230;&#8230;&#8230;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- lo volevo finirlo cosi: l&#8217;inquisitore, dopo aver taciuto, aspetta per qualche tempo che il suo Prigioniero gli risponda. Il Suo silenzio gli pesa. Ha visto che il Prigioniero l&#8217;ha sempre ascoltato, fissandolo negli occhi col suo sguardo calmo e penetrante e non volendo evidentemente obiettar nulla. Il vecchio vorrebbe che dicesse qualcosa, sia pure di amaro, di terribile. Ma Egli tutt&#8217;a un tratto si avvicina al vecchio in silenzio e lo bacia piano sulle esangui labbra novantenni. Ed ecco tutta la Sua risposta. Il vecchio sussulta. Gli angoli delle labbra hanno avuto un fremito; egli va verso la porta, la spalanca e Gli dice: &#8220;Vattene e non venir piu&#8230; non venire mai piu&#8230; mai piu!&#8221;. E Lo lascia andare per &#8220;le vie oscure della città&#8221;. Il Prigioniero si allontana.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- E il vecchio?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Il bacio gli arde nel cuore, ma il vecchio persiste nella sua idea.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>F. M. Dostoevskij, I fratelli Karamazov, Garzanti, Milano, 1979, voI. I, pagg. 263 e 282</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p> </p>
</div>
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		<title>C&#8217;E&#8217; UN GRANDE GRANDE SOLE DURO</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 13:39:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2010/11/ULTIMOSOLE.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-871" title="ULTIMOSOLE" src="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2010/11/ULTIMOSOLE.jpg" alt="" width="1024" height="768" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sentii per la prima volta questa canzone, la canzone che adesso sentirete anche voi, solo qualche anno fa, nel meraviglioso film di Sean Penn, IN TO THE WILD, basato sul romanzo di John Krakauer, Nelle terre Estreme, in cui viene raccontata la vera storia di Christopher McCandless, un giovane che subito dopo la laurea abbandona la famiglia e intraprende un lungo viaggio di due anni attraverso gli Stati Uniti, fino a raggiungere le terre sconfinate dell&#8217;Alaska, dove troverà la morte.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mentre guardavo questo film, in una fredda notte romana, in un semivuoto cinema romano, sentii la mia anima allargarsi, e fare capolino quella matta sete di libertà, quello spirito eroico che in quei giorni era molto bastonato da un periodo grigio catrame. E fa ancora più male in tempi di meriggio come quelli, il doloroso ritorno allo stadio &#8220;ordinario&#8221;, così lonano dal brivido sulla pelle, dal sogno e dalla gloria. Da quella gloria che è ribellione al mondo, e semplicemente piedi nudi sul cornicione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La rammento adesso quella canzone.. che dopo sangue e sudore non è più solo chimera stratosferica, perché adesso i giorni non sono più di meriggio, il Grande Sole ancora deve sorgere, ma i piedi camminano verso la Libertà. Ora ci credo.. posso crederci..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E riprendo questa canzone, nella sua versione originaria di Indio (Gordon Peterson), mentre quella presente nel film era di Edd Veder.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Prima del video, inserisco la traduzione di questa canzone. C&#8217;è una tale immensità in queste parole, nell&#8217;amore trascendente e carnale e di nuovo trascendente di nuovo carnale e poi trascendente che esse manifestano.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo senti il sapore della Gloria?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Arriverà un momento in cui dovrai cimentarti. Un momento in cui i tuoi vestiti prenderanno fuoco, e almeno una volta oserai.  Un momento in cui sfiderai te stesso e il mondo, e da questa sfida capirai cosa è l&#8217;amore più alto, e sfuggirai dagli inferni ad aria condizionata, e da una vita inchiodata al binario.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E dopo aver camminato scalzo, tanto da avere sangue ai piedi..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>vedrai al zarsi un Grande Grande Sole Duro..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e saprai cosa sono le Terre Selvagge.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Quando</strong> <strong>cammino accanto a lei<br />
Sono l&#8217;uomo migliore<br />
Quando cerco di lasciarla<br />
Torno sempre indietro vacillando<br />
Una volta ho costruito una torre d&#8217;avorio<br />
Per poterla adorare dall&#8217;alto<br />
E quando sono sceso per essere lasciato libero<br />
Mi ha preso dentro di nuovo</p>
<p>C&#8217;è un grande<br />
Un grande sole duro<br />
Che batte sulla grande gente<br />
Nel mondo grande e durod</p>
<p>Quando viene a salutarmi<br />
Lei è la grazia ai miei piedi<br />
Quando vedo il suo fascino amaro<br />
Lei me lo getta indietro di nuovo<br />
Una volta ho scavato una tomba in anticipo<br />
Per trovare una terra migliore<br />
Lei mi ha sorriso e ha riso di me<br />
E ha ripreso di nuovo il suo blues</p>
<p>C&#8217;è un grande<br />
Un grande sole duro<br />
Che batte sulla grande gente<br />
Nel mondo grande e duro</p>
<p>C&#8217;è un grande<br />
Un grande sole duro<br />
Che batte sulla grande gente<br />
Nel mondo grande e duro</p>
<p>Quando vado ad attraversare quel fiume<br />
Lei è il conforto al mio fianco<br />
Quando cerco di comprendere<br />
Lei apre le sue mani</p>
<p>C&#8217;è un grande<br />
Un grande sole duro<br />
Che batte sulla grande gente<br />
Nel mondo grande e duro</p>
<p>Una volta stavo per perderla<br />
Quando ho visto cosa avevo fatto<br />
Ero sceso e avevo fatto volare via le ore<br />
Del suo giardino e del suo sole<br />
Così ho provato ad avvertirla<br />
Mi sono voltato per vederla piangere<br />
40 giorni e 40 notti<br />
E ancora il pensiero mi tormenta</p>
<p>C&#8217;è un grande<br />
Un grande sole duro<br />
Che batte sulla grande gente<br />
Nel mondo grande e duro</strong></em></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Kb5KXozi_HM?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/Kb5KXozi_HM?fs=1&amp;hl=it_IT" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
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		<title>A Francesca Diana.. di Ciro Campajola</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 10:11:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ciro Campajola.. già altre volte la sua presenza ha aleggiato in questo Ciro campajola, già altre volte la sua presenza ha aleggiato in questo  Territorio chiamato Born Again&#8230; altre sue poesie sono state pubblicate&#8230; Ciro dalla vita estrema e tormentata, ma eternamente ribelle, indomabile, con versi che sputano sangue, ma masticano anche vita, fino all&#8217;ultimo. Con piedi che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000000;"><a href="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2010/10/il-bersaglio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-836" title="il-bersaglio" src="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2010/10/il-bersaglio.jpg" alt="" width="1024" height="768" /></a></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000000;">Ciro Campajola.. già altre volte la sua presenza ha aleggiato in questo Ciro campajola, già altre volte la sua presenza ha aleggiato in questo  </span>Territorio chiamato Born Again&#8230; altre sue poesie sono state pubblicate&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ciro dalla vita estrema e tormentata, ma eternamente ribelle, indomabile, con versi che sputano sangue, ma masticano anche vita, fino all&#8217;ultimo. Con piedi che a volte sembrano squartati dal cemento, ma l&#8217;anima buona di chi rialza sempre la testa col sorriso bambino di chi porta una fedeltà nell&#8217;anima, e vuole dare a chi incontra bicchieri di un vino che è bello rosso forte, ma scalda il cuore, e se ti tiene sveglio.. direbbe Ciro.. &#8220;bevilo che è per il tuo bene, e togliti il frack&#8221;..:-)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ciro sa rinnovarsi costantemente. Potrebbe adesso godere gli allori del suo libro pubblicato da poco. E invece è ancora qua, in pista, nella polvere, sulla strada, a tirare fuori chilometriche stanze del deserto, storie che si contano sulle dita, rabbie ancora accese, e fame che non si sazia, e il desiderio di un Luogo.. di un Luogo.. dove gli occhi che si incrociano segnanno tracce di benvenuto nel cielo e mani strette tengono lontani i lupi..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Esiste un Luogo del genere?.. Esisterà? a voi la risposta&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vi lascio alla poesia &#8220;A Francesca Diana&#8221; di Ciro Campajola</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Prigioniero della mia libertà</span></strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"> </span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Vado lamentando parole in giro</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">quelle strette necessarie a tenermi in vita</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">parole silenziose</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">come quando la coscienza del dolore</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">ti mostra l’impotenza del volere</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">parole trattenute</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">come quando</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">perfino un tuo respiro suona assordante</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">parole come quando è troppo</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Poi  inevitabilmente</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">mi devo un’ubriacante disintossicata</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Ognuno di noi ha delle particolari facoltà</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">che nemmeno sa di avere</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">lo scopre solo in determinati momenti</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">quelli estremi</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">è soltanto lì che vengono fuori</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">anche se accumulate in ogni passo fatto</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">restano sconosciute fino al passo precedente</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">La mia facoltà è il distacco</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">la “disintossicata”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">è una dimensione segreta</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">un confine nascosto tra le pieghe del mio cervello</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">dove l’ esterno non può seguirmi</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">sono i miei bar</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">è così che li chiamo</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">i bar della mia mente</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">costruiti su quelli delle mie strade</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e sul mio stesso fegato</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Sono bar come rifugi</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">dove il dialogo non è richiesto</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e la clientela non è scelta</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">lo è stata</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">i pochi avventori non vanno per avventure</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">ne vengono</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">sono bar dove chi serve</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">serve solo a capire se hai soldi per un altro giro</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">altra tregua da mandar giù</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">sono bar immaginari</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">che non esistono</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e non insistono per esistere</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">o sono bar reali</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">che esistono</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e allora bevono per darsi coraggio</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e lo fanno fin quando è possibile</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">fino all’ implacabile serranda che si abbassa</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Lamento parole nude</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">povere di vesti</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">inequivocabili</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">evidenti</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">virgolettate schedate e tutto il resto</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">chiaramente prive di ogni altro significato che non sia il loro</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">parole che chiedono subito e soltanto il dunque</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">logorate dal ripeterne il come e il perché</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">parole stanche</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">come quando</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">cominci a risparmiare sui discorsi</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">parole svogliate</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">come quando</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">ti arrendi a un’evidenza e te ne fai ulcera e ragione</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">un buco nello stomaco e un altro nel cervello</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Lamento silenzi per starmene in pace</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">lontano sia da riverite osservanze</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">che dalle perdute speranze</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">mastico rabbia muta nei binari morti dell’esistenza</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">“ai margini”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">come dicono gli stessi stronzi che li tracciano</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">palesemente fuori dal gioco del rumore</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">eppure ancora ne alimento la sorda rabbia</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">come se il rumore avesse bisogno anche di me</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">a tutti i costi….</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">che poi puntualmente mi vengono attribuiti</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Eppure non sogno più di pace</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">mi basta “starci”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">non sogno più di libertà</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">non la urlo più ad alta voce</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">pago la mia quando riesco a viverla</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">non sogno più di giorni come orgasmi</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">o di amplessi finali</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">non sogno più sogni</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">cerco solo di custodire quello possibile</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">quello rinchiuso nel mio pensare</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">non più dentro il mio dire</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">eppure</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">il mio parlare silenzioso</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">setacciato</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">dosato</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">scelto</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">reso elementare</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">per non restare imbrigliato in parole dotte e /o duttili</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">il mio parlare diretto</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">chiaramente evidente nella sua tregua</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">viene ugualmente esposto al plotone</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">come quando urlava la “sua” libertà</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">il plotone vede comunque rosso quando il dire è trasparente</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">anche i miei silenzi fanno rumore</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Sono prigioniero della mia libertà interiore</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">fuori l’unico suono consentito è il consenso</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">dov’è il senso?</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">L’uomo di pezza ha cambiati i suoni</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">ogni parola è interscambiabile</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">non decide più il senso</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">ma il prezzo</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">l’uomo di pezza è pazzo</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">L’uomo di pezzo ha cambiato orchestra</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">maestri strumenti e compagnia cantante</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">i maestri hanno cambiato strumenti</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">gli strumenti cambiano suono a comando</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">il suono si adegua di rimando</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e la compagnia canta solo in contanti</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">L’uomo di pezza è dichiaratamente pazzo</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">s’innalza sovrano calpestando il popolo</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e firma dall’alto la sua dichiarazione</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">il popolo sottostante</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e non più sovrano</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">gli vende la ragione</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e gli affida la Nazione</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">La canzone è sempre quella</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">tu la scegli</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">lui la arrangia</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">mentre la musica è in rianimazione</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e in rianimazione mancano anime</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">L’uomo di pezza è un solo lungo zerbino</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">buoni cattivi e preti</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">demoni e santi</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">eroi e briganti</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">storia e invenzione</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">scienza e fantascienza</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">virtù e schiavitù</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">finzione e religione</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">regola ed eccezione</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">tutto è intrecciato nella stessa stoffa</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">un’unica trama tramata senza una trama pensata</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">o comunque sensata</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">intrecciata senza un filo conduttore</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">cucita a doppio filo a un filo di lama</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">una trama senza via d’uscita</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">se non la stessa lama che ne tagli netto il filo</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">il bandolo della matassa è lontano nel tempo</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">è andato perso</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">qualcuno dice occultato</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">qualcuno dice sia il punto inamovibile del nodo</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">quello che tiene insieme l’uomo di pezza</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">L’uomo di pezza è legato alla sua pazzia</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e come un putrido virus</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">avanza nel suo contagio</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">si moltiplica a dismisura</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e si riproduce a sua misura</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">l’uomo di pezza è un esercito rumoroso</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">bombarda ogni evidente ragione</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">per coprire il suo confuso silenzio</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">l’uomo di pezza tappa tutti i buchi</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">intrecciando ogni spazio con parole cucite a caso</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">l’uomo di pezza spreca la vita a rammendarsela addosso</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">come un disperato gesto di porre limiti alla luce</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">alla trasparenza che ne svelerebbe l’evidenza:</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">la malattia</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">L’uomo di pezza è solo un pupazzo infetto</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">non ha l’avventura del brigante</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e non ne ha lo stile</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">attorno al suo nome non girano storie affascinati</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">il suo nome è sconosciuto alle leggende</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e lontano dalle leggi</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">lui non ha mai niente da raccontare</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">niente mai da dichiarare</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">lui ha già dichiarato</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">firmando la sua dichiarazione</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">lui parla senza dire</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e per non dire niente</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">parla troppo</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">lui ha stracci nel cervello</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e panni sporchi da lavare</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">ma si guarda bene dal farlo</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">potrebbe scoprire che l’uomo di pezza è lui stesso</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">o peggio</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">è anche lui</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">ma con stracci in bocca</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">sugli occhi e sulle orecchie</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e i panni diventano altri stracci</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">L’uomo di pezza è un unico zerbino</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">tutti dentro</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">buoni cattivi e preti</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">annodati  tra di loro</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">da uno scheletro di stracci</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">la coda somiglia al capo</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">teme anch’essa la parola chiara</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">illuminerebbe altri scheletri nascosti</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">La libertà è una chimera</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e lo è sempre stata</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">ma non è una qualunque fantasia</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">io la considero un’utile utopia</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">senza di essa</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">non avremmo la possibilità</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">di allevare l’unica libertà possibile</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">quella dentro di noi</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">quella che non si guarda allo specchio</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">ma ci guarda nella coscienza</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">quel lumicino che ti fa vedere meno il buio</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">quella fiammella che per alcuni è tutto il calore possibile</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">come lo è per me</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">malgrado la mia vita “politicamente scorretta”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">malgrado la trama del mio film</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">zeppa di contraddizioni e sbagli</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">di abbagli e delusioni</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">di tentativi ed errori</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">malgrado il mio  film bocciato</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">da un pubblico distratto e mai invitato</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">io la tengo ancora accesa quella fiammella</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">a dispetto di tutto e di tutti</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">alimento questa piccola luce di libertà</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">che non è quella del sogno</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">la chimera</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">è quella possibile</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e non servono soldi o rivoluzioni per ottenerla</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">basta una bilancia</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e dare il proprio nome ad ogni cosa</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">che sia un bene o che sia un male</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e dopo pesare il tutto</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">per disfarti del peso e tenerti leggero</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">La libertà possibile</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">è’una libertà tenuta in piedi</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">dal peso della leggerezza</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">il peso più pesante</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">una libertà sviluppata allenando i propri giorni</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">con tenacia e sudore</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">non adottata a distanza di sicurezza</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">una libertà che non si nasconde</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">mai</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">negli applausi come nei fischi</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">una libertà che ti permette di riconoscere la puzza</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e di starne alla larga</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Continuo a coltivarla questa possibile libertà</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">come una pianta miracolosa</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">che non vuole altro che acqua e luce</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">cose trasparenti a pensarci</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">ecco forse perché i miei silenzi fanno rumore</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">per l’uomo di pezza il vero rumore è il mio vivere</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">è stupefacente per lui</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">è pericoloso per una realtà drogata</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">illegale per la legge di un pazzo in una trama pazza</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">L’uomo di pezza divide la libertà</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e dice di moltiplicarla</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">ma ne parla comunque al plurale</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">mentre la mia libertà al plurale</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">non significa più un cazzo di niente</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">la storia mi dice che la libertà è unica e sola</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">prendersi delle libertà è tutt’altra storia</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e conosco anche quella di storia</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">L’uomo di pezza è un pazzo puzzle</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">fatto di pezzi e di pizzi</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">scrive i prezzi sui pizzi</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e poi li infilza in un altro pezzo</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">che ritorna il prezzo al pizzo</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">l’uomo di pezza è spudoratamente pazzo</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">L’uomo di pezza è un solo zerbino</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">ma è appartenente</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">a tutti</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">al capo come alla coda</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">alla cupola come alla coppola</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">poi il capo sogghigna</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e la coda si indigna</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">poi si agita un po’</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e poi….</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e poi non ricorda più</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">L’uomo di pezza dimentica</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">non ricorda di essere un unico zerbino</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">frizzi lazzi prezzi e pizzi</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">vizi e sfizi</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">vezzi e olezzi</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">sono punti della stessa stoffa</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">pizzi dello stesso prezzo</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">pezzi dello stesso pazzo</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">pazzi dello stesso pizzo</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">E’pazzo il capo</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">è pazza la coda</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">il capo schiaccia la coda</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e la coda si agita ma non troppo</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">quel tanto per mantenere intatta la vetrina</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">perché è la vetrina la nuova politica dell’uomo</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e mandarla in mille pezzi è da pazzi</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">dicono i pazzi</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">perché la nuova politica è corretta</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">perché nuova la politica è corrotta</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">perché la correttezza serve alla corruzione</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e tiene a bada l’insurrezione</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">perché all’educazione hanno cambiato declinazione</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">il buono si coniuga col buonista</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e il sopruso ringrazia il silenzio con assegni a vista</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">L’uomo di pezza mi ha rotto il cazzo</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Onde concentriche si dipanano regolari nel cielo buio</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">partendo da un unico dolore</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">fisso</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">costante</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">devastante</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">il dolore di una vita in agonia</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">attraversando a intervalli stabiliti i miei pensieri</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">infilandosi maligne negli sprazzi di pace</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">per sconvolgere con composta lucidità</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">il delicato equilibrio che governa la mia esistenza</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">E sento la mia sudata libertà in pericolo</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e non so da chi difenderla</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">l’uomo di pezza è un unico zerbino</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">la coda è come il capo</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e come tutto il resto</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">l’uomo di pezza è pazzo</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">E pazzo sei tu che perdi tempo a leggermi</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">mentre tutt’intorno il mondo cade a pezzi</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e pazzo sono io che scrivo solo per te col fegato a pezzi</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">mentre tutt’intorno il mondo cade a pezzi</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">sono io che scrivo solo per te</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">e solo perché tu perdi tempo con me</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">dal momento che sia tu che io</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">se siamo pazzi o meno</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">conta zero</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Fino a quando</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">a stabilirlo</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">sarà un pazzo</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">pupazzo</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">di pezza</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">c.campajola</span></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>TEMPO DI GUARIGIONE- la rubrica di Monica Benatti</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Oct 2010 01:58:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eccoci al secondo appuntamento con uno spazio che è una vera colonna in questo territorio per anime libere chiamato Born Again.  Lo spazio che vibra nelle mani di Monica Benatti.. Molti parlano di guarigione riempendosi la bocca, Monica è una donna dalle radici antiche, e dalla freschezza giovanile e incarna in sè la guarigione, guarigione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2010/10/Autumn_by_sican.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-833" title="Autumn_by_sican" src="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2010/10/Autumn_by_sican.jpg" alt="" width="1024" height="768" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Eccoci al secondo appuntamento con uno spazio che è una vera colonna in questo territorio per anime libere chiamato Born Again.  Lo spazio che vibra nelle mani di Monica Benatti..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Molti parlano di guarigione riempendosi la bocca, Monica è una donna dalle radici antiche, e dalla freschezza giovanile e incarna in sè la guarigione, guarigione che cammina, guarigione &#8220;vivente&#8221;. Per studio, esperienza e pratica ha realizzato in sé percorsi autentici che è pronta a condividere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi cammina il Sentiero della Libertà ama condividere e spezzare il proprio pane con gli altri. Ed è ciò che fa Monica, e che farà.. in testi scritti con passione. Essa vi prenderà per mano e vi condurrà in territori di comprensione, saggezza, evoluzione, guarigione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Molti di voi hanno solo vaghe infarinature di ciò che rientra nella medicina &#8220;alternativa&#8221; e nei percorsi &#8220;naturali&#8221;. Monica tratterà temi appassionanti, vi dara strumenti di comprensione, chiavi di lettura, imput e approcci verso un mondo affascinante e idee da sperimentare.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cose come i fiori di Bach, la gemmoterapia, la cromoterapia ed altro non saranno per voi solo qualcosa di lontano o vagamente abbozzato.. ma lei vi aiuterà a capire.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nella rubrica di oggi Monica continua il discorso sulla medicina vibrazionale, incentrandosi sulla cromoterapia, ma toccando la gemmoterapia e i fiori di Bach.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci sarete anche al suo terzo appuntamento&#8230; ma intanto godetevi questo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LE TINTURE DEI CRISTALLI E LA CROMOTERAPIA</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La proprietà  fondamentale dell&#8217;acqua come mezzo universale di immagazzinamento di energia vibrante permette di preparare esenze terapeutiche con il metodo solare, come gli elisir di gemme. Queste si preparano mettendo una o più gemme di una particolare struttura cristallina in acqua pura di fonte o distillata, lasciando il tutto esosto alla luce solare diretta del primo mattino per parecchie ore; le energie solari sono al massimo delle forze praniche nelle prime ore del giorno, Alcune proprietà eteriche dei cristalli sono trasferite all&#8217;acqua, che viene caricata delle loro caratteristiche vibrazionali.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;azione delle gemme si colloca tra le essenze floreali ed i preparati omeopatici; quando si ingerisce materialmente una gemma dopo averla frantumata, l&#8217;effetto è simile a quello ompeopatico, influenzando percettibilmente il corpo fisico con prorpietà medicinali, nutritive ed antibiotiche. Quando una gemma è preparata come elisir, quindi usando il sole nello stesso modo che per la preparazione delle essenze floreali ( meglio conosciute come Fiori di Bach), il rimedio funziona in modo più simile a queste e diventa più eterico nelle sue caratteristiche. In entrambi i metodi di preparazione, le gemme influenzano organi specifici del corpo, mentre i rimedi omeopatici hanno un più vasto impatto sull&#8217;intero organismo; le gemme hanno in loro lo schema di una struttura cristallina, che agisce sui minerali e sulle strutture cristalline dell&#8217;organismo a livello biomolecolare; prciò lavorano più strattamente a questo livello per integrare la forza vitale nel corpo. Infine l&#8217;azione delle gemme si colloca a metà tra quelle degli altri due gruppi di rimedi vibrazionali ( essenze floreali e rimedi omeopatici), perchè ha un impatto più forte sul fluido eterico; le essenze floreali derivano dalla manifestazione vivente che porta l&#8217;impronta della coscienza, mentre le gemme amplificano la coscienza. ( ho lavorato spesso coi fiori di Bach e gli elisir di gemme, che insieme hanno una grandissima sinergia).</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli elisir di gemme come forma di terapia vibrazionale sono in grado di amplificare le energie che già si muovono nelle strutture sottili dei livelli superiori, aiutando a mantenere l&#8217;equilibrio tra il corpo fisico e quelli sottili in un modo molto simile a quanto fanno le essenze floreali, benchè non contengano lo stesso livello di energia vitale. Essi agiscono con il principio della risonanza frequenziale.   </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>(nei prossimi articoli approfondiremo il concetto di risonanza frequenziale, che tanto amo). Le gemme ed i cristalli hanno la loro organizzazione molecolare in una simmetria geometrica che dà loro proprietà vibrazionali di specifica frequenza; nella preparazione degli elisir di gemme con il metodo solare, lo schema eterico di queste frequenze viene trasferito all&#8217;acqua.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La guarigione per mezzo di elisir di gemme avviene quando lo schema cristallino memorizzato nel preparato è trasmesso per risonanza alle strutture biomolecolari instabili del corpo malato; la conseguente stabilizzazione dei processi biochimici produce un aumento dell&#8217;organizzazione cellulare, il risanamento dell&#8217;organo ed un generale orientamento verso la salute.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli elisir di gemme influenzano anche le dinamiche psicospirituali delle persone; a questo livelo agiscono sulle strutture sottili della coscienza più che sulla chimica molecolare del corpo fisico. Possono avere un un effetto potente sui meridiani, i chakra ed i corpi sottili; modificando gli elementi che contribuiscono alla consapevolezza, possono promuovere l&#8217;evoluzione dell&#8217;essere e portare alla fine a modificazioni comportamentali. Gli elisir non influenzano tanto il comportamento quanto la consapevolezza dalla quale il comportamento deriva; assumendo gli elisir, la persona può mettere meglio a fuoco i propri problemi interiori e le decisioni da prendere. I preparati di gemme hanno effeti leggermente diversi sui meridiani dell&#8217;agopuntura: le essenze floreali tendono ad influenzare specifici meridiani nel corpo, mentre gli elisir di gemme tendono ad influenzarli tutti, passando da uno all&#8217;altro attraverso i punti terminali situati sulla punta delle dita delle mani e dei piedi. Questo fenomeno che non avviene con le essenze floreali, è in parte dovuto alla maggiore potenza vibratoria delle gemme: Un altro rimedio interessante , che può essere preparato  senza l&#8217;uso nè di fiori nè di gemme, è la tintura colorata; si prepara esponendo dell&#8217;acqua disitllata alla luce diretta del sole, in bottilgie di vetro colorate o rivestite di plastica colorata. Dopo l&#8217;esposizione alla forza pranica della luce solare l&#8217;acqua, caricata delle frequenze del filtro colorato usato, si può somministrare per via orale per curare diversi disturbi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;uso delle tinture colorate (o terapia idrocromatic) è una forma meno conosciuta di cromoterapia, ma testimonia il principio che sull&#8217;acqua può essere memorizzata una quantità di caratteristiche vibrazionale per uso terapeutico. La cromoterapia non è una novità del 20° secolo; questa arte sottile era applicata nell&#8217;antichità nei templi di cura con uce e colore ad Eliopoli in Egitto, come nell&#8217;antica Grecia, in Cina e in India.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ognuno dei colori fondamentali visibili ha particolari qualità che sono collegate al chakra con il quale risuona; la conoscenza della natura dei chakra e dei loro legami energetici con la fisiologia del corpo aiuta a capire l&#8217;uso di particolari colori per curare specifiche malattie. Le forme nelle quali le frequenze dei colori possono essere trasmesse ai pazienti sono numerose: usando la luce di lampade elettriche (o luce naturale) filtrata attraverso schermi o filtri colorati, con acqua trattata con luce solare colorata (terapia idrocromatica), attraverso la respirazione colorata (un metodo fisico eterico), cioè facendo una profonda inalazione di aria praticamente caricata con l&#8217;enrgia di un colore particolare. Una variazione consiste nel visualizzarsi respirareun determinato colore nella fase di ispirazione; in sintonia con la respirazione il colore visualizzato è diretto mentalmente verso le zone malate, i blocchi e le disfunzioni o gli organi che hanno bisogno di essere vitalizzuati. Spesso ho consigliato di indossare indumenti del colore di cui si è carenti, e se possibile tenere un indumento del colore giusto sull&#8217;organo o sulla zona squilibrata, per tutta la notte durante il sonno.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le gemme sono delle miniere inesauribili dei sette raggi cosmici, i quali formano il cosmo e l&#8217;universo. Questi sette raggi divengono visibili nell&#8217;arcobaleno, in un ordine regolare, per ricordare all&#8217;uomo che i raggi sono alla base dell&#8217;universo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Monica Benatti</strong></em></p>
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		<title>L&#8217;angolo di Alice</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 23:24:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eccoci alla seconda uscita della rubrica di Alice, la nostra preziosa collaboratrice&#8230; Devo dirvi la verità. Questo testo mi ha particolarmente conquistato. Tanto è pieno di amore, cura, delicatezza verso gli animali. Alice irradia questo amore. Le sue stesse parole ne sono pregne. E la sua stessa vita, che costantemente la fa imbattere in animali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignnone" title="cane" src="http://hrubesh.blog.kataweb.it/files/2007/11/cane.jpg" alt="" width="1152" height="1536" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Eccoci alla seconda uscita della rubrica di Alice, la nostra preziosa collaboratrice&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Devo dirvi la verità. Questo testo mi ha particolarmente conquistato. Tanto è pieno di amore, cura, delicatezza verso gli animali. Alice irradia questo amore. Le sue stesse parole ne sono pregne. E la sua stessa vita, che costantemente la fa imbattere in animali bisognosi o in storie dove un animale c&#8217;entra quasi sempre.. la sua stessa vita è emblematica.  La sua, lo avete capito, è una vera passione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Grazie anche ai suoi studi, poi, oltre che alla sua esperienza, comunica conoscenze importanti e utili per chiunque ha a che fare con gli animali, o comunque semplicemente prova interesse e simpatia per questo mondo. E queste cose le comunica con estrema chiarezza. A essere incomprensibili sono tutti bravi. Farsi capire è molto più difficile.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da molti messaggi privati so che la rubrica di Alice è apprezzata e attesa..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vi lascio al suo testo.. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>alla prossima occasione Alice&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Con gli animali ho sempre avuto un rapporto speciale, come se una forza invisibile mi facesse sentire la loro presenza e mi portasse ad aiutarli, a scovarli.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Inutile spiegare quanti animali ho raccolto per strada, abbandonati… e non solo cani e gatti, ma persino un rapace stupendo, che avevo chiamato Orlando, un asino che mi si era parato in mezzo alla strada, facendomi quasi finire giù da un fosso…. Ecco, questa forza misteriosa che me li fa trovare e, di conseguenza, aiutare, cammina sempre al mio fianco. Credo sia perché le cose le vedi, se fai le giuste domande al mondo, o meglio..se ami gli animali, li vedrai ovunque , sentirai la loro presenza anche se gettati in un cassonetto o nascosti tra l’erba alta.. E’ una questione di report.. Di dotazioni….Che è un po’ quello che si deve fare nell’educazione cinofila (una delle tante cose) cioè dare al cane dotazioni affinchè possa fare le  domande pertinenti al mondo e possa vedere sempre più situazioni e ricevere le adeguate risposte. Affinchè allarghi il suo bagaglio esperienziale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un po’ come se ami le piante e sei appassionato, con molta probabilità , uscendo di casa farai molta attenzione a quelle che vedi, ai tipi in particolare , di certo più di qualcuno che delle piante non sa nulla.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Essere amanti degli animali , significa inevitabilmente, essere anche contattato da amici o conoscenti, nel caso in cui ne trovassero qualcuno in difficoltà. Ed è quello che venerdì sera mi è accaduto, ricevendo la telefonata di un amico che aveva trovato tre cagnolini.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mi correggo..due cagnolini, perché il terzo è morto immediatamente, dopo essere stato  gettato , con i fratellini giù da un ponte, appena nati, con ancora il cordone ombelicale attaccato.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Immediatamente abbiamo comprato il latte di capra, che è quello più idoneo per svezzarli, se non c’è quello della loro mamma. Poi latte in polvere , da dare ogni due ore con una siringa. C’è da alzarsi ogni due ore , anche la notte e c’è da tenerli al caldo, dentro uno scatolone , coperti con maglie di lana. Soffrono molto il freddo e sono debilitati. I giorni sono passati , pare stiano bene, anche se la loro vita è appesa ad un filo. Ci vuole una madre adottiva, la stiamo cercando. Spesso le cagnoline si prendono cura anche dei cuccioli non propri. Spesse volte anche le mamme gatte allattano i cani. E mentre noi uomini i nostri figli li gettiamo nel cassonetto , ne abusiamo, li abbandoniamo, ecco che dal mondo animale, così poco preso in considerazione, ci arrivano esempi di civiltà e di compassione ammirevoli.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cerchiamo una madre anche perché per i cani i primi due mesi di vita sono importantissimi. Si potrebbero paragonare alla crescita di una vite, che si deve appoggiare ad una rete per crescere, altrimenti crescerà storta e male.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La madre è la rete. E’ la base sicura. E’ colei che sola e soltanto insegna ai figli che sono cani. Nessun educatore cinofilo, neppure il più bravo al mondo può sopperire alla mancanza della madre . Di conseguenza, i cuccioli cresciuti senza questa figura essenziale, chi in un modo, chi nell’altro, cresceranno deficitari. Carenti di qualcosa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La madre traccia una rete  tra ciò che il cucciolo è e ciò che deve diventare. La madre ha bene in mente il concetto di cane ed insegna al cucciolo a diventarlo. Questo si definisce Zona Prossimale di crescita.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La mamma insegna la rassegnazione (cioè saper gestire la frustrazione) , insegna la conazione (fare cose che non vuoi fare – da conato di vomito), insegna l’eumetria (la giusta misura nelle cose, per esempio mordere per gioco senza fare male) , insegna la ritualizzazione (prima di interagire comunica attraverso la ritualizzazione. Es. prima di attaccare un altro cane, lo minaccia attraverso comportamenti specifici.),  insegna le regole sociali (attendere il proprio turno, rispettare la gerarchia ecc..) .</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il cane troppo presto tolto alla madre è DISMETRICO non sa fermarsi. Anche quando gioca fa male. Non controlla il comportamento, è insomma un cagnolino problematico. Il che non toglie che potrebbe essere bravo, obbediente, amorevole (anche la mia dolce cagnolina la trovai abbandonata e non so quanto sia stata con la sua mamma e qualche deficit lo ha) , ma è necessario capire quanto è crudele non solo abbandonare gli animali, ma anche staccarli dalla loro base sicura prima del tempo (barbara pratica utilizzata anche per la vendita ed il commercio di cani).</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sarebbe utile e giusto che tutte le persone tenessero bene a mente, anzi, meglio ancora, si stampassero un bel foglio e lo attaccassero  in cucina , ben in vista da leggere ogni giorno , ciò che scrisse e decise nel 1965 Brambell , definendo i 5 punti del  benessere animale :</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>libertà dalla fame e dalla sete</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>libertà da fastidi e dolori</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>libertà da traumi e malattie</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>libertà da paura e stress</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>libertà di esprimere i propri modelli comportamentali</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questi 5 punti si potrebbero facilmente utilizzare anche per la specie uomo, considerando la violenza ed i soprusi che ci sono nel mondo. Peccato che, quando vedo quei due poveri cagnolini e me li immagino dentro un sacchetto di plastica, gettati giù da un ponte, perdo la speranza e sono sempre più convinta che per una persona che li aiuta, ce ne sono almeno 4 che li abbandonerebbero. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A riguardo, invito a segnare  questo numero nel cellulare, nel caso in cui si fosse testimoni di violenze sugli animali e di denunciarle  via sms, anche anonimamente: </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’SMS dovrà essere inviato al n. 348 7611439 (in servizio 24 ore su 24), e dovrà contenere dati inerenti al tipo di animale maltrattato, al tipo di maltrattamento e l’indirizzo esatto in cui avviene il maltrattamento.</strong></p>
<p>AIDAA informerà immediatamente le forze dell’ordine della segnalazione ricevuta, e nei casi più urgenti ricontatterà il mittente del messaggio per avere ulteriori informazioni per poter affrontare il caso nel più breve tempo possibile.</p>
<p>Il servizio è attivo dalle h. 8.00 di sabato 5 Giugno 2010.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alice </strong></p>
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		<title>LA MENTE E&#8217; PIU&#8217; FORTE DEI GENI</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 11:57:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Una frase che dice Bruce Lipton, biologo e scienziato di avanguardia è rivelatoria del senso di ciò che leggerete, e anche di ciò che vedrete. &#8220;Il pubblico, però, non ne ha comprensione alcuna perché, o gli arriva in forma abbreviata, o quello che gli viene venduto è la credenza che siamo controllati dai nostri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><strong><img class="alignnone" title="BAMBINO" src="http://digilander.libero.it/IlFioccoDiSeta/bimbo.jpg" alt="" width="1500" height="929" /></strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong> </strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Una frase che dice Bruce Lipton, biologo e scienziato di avanguardia è rivelatoria del senso di ciò che leggerete, e anche di ciò che vedrete.</strong></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Il pubblico, però, non ne ha comprensione alcuna perché, o gli arriva in forma abbreviata, o quello che gli viene venduto è la credenza che siamo controllati dai nostri geni, sebbene ciò non sia sostenuto dalla scienza d’avanguardia.&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vi riporto una intervista a Lipton più sotto e anche un suo seminario integrale ripartito in 16 video. Ma già tra noi possiamo sbucciarci qualche pensiero.<br />
Ci hanno venduto.. dice Lipton.<br />
Amici, cosa è che non &#8220;ci hanno venduto&#8221;? Quand&#8217;è che non ci hanno tentato di ingannare? Su cosa non ci sono state manipolazioni.. o almento.. tentativi di manipolazioni?<br />
Pensate solo alla famigerata influenza suina che doveva abbattersi sul mondo come un flagello biblico, e causare milioni di morti.. cataste di morti per le strade.<br />
Per mesi &#8220;ci hanno venduto&#8221; un panico folle, per mesi &#8220;ci hanno venduto&#8221; l&#8217;ossessione. Per mesi &#8220;ci hanno venduto&#8221; la paura. Per mesi appelli disperati,testimonial, depliant, esperti. Già c&#8217;era chi prefigurava scenari apocalittici da Day After. Ora tutti dimenticano. Ma questa influenza fu annunciata come un nuovo flagello.<br />
I paesi spesero miliardi in scorte di vaccini. Risultato?<br />
E&#8217; stata una influenza ancora più blanda delle precedenti.. e..<br />
milioni di dosi di vaccino non sono state utilizzate e hanno solo fatto aumentare il deficit degli stati e ingrassate le tasche sporche di sangue e letame dei maiali di Bigpharma e dei loro sodali prezzolato.<br />
E adesso con questa crisi greca cosa &#8220;ci vogliono vendere&#8221;?<br />
E&#8217; tutto illusione? E&#8217; tutto manipolazione?<br />
No. E questo è il problema. Perché se fosse così facile vivremmo semplicemente in un mondo clone di Matrix e avremmo risposte facili e lapidarie su tutto. E invece il mondo è un rebus, un ginepraio di verità e menzogne, di soffocamenti e liberazioni, di sistemi e falle dei sistemi.<br />
Per reagire alle manipolazioni sorge spesso il loro specchio riflesso e opposto.. il complottismo più oscuro e paranoide che vede in tutto, praticamente in tutto sudole e sottili forme di controllo e manipolazione e già immagina i carri bestiame che porteranno al macello o a rinnovati gulag le vittime prossime venture del Nuovo Ordine Mondiale. Il complottismo assoluto è un&#8217;altra forma di delirio che depreda la vita di gioia e speranza. Il complottismo assoluto è un altro cantico di impotenza. Insieme al conformismo e ai complotti e manipolazioni reali, e a quella suprema forma di obbedienza che è l&#8217;acquiscienza e la sterilità emotiva.<br />
E quindi dobbiamo dire &#8220;ci hanno venduto&#8221; senza poi saltare sul carro del Quattro Cavalieri dell&#8217;Apocalisse. Senza pensare che siamo solo burattini e automi di un mondo Matrix fotocopia.<br />
Senza perdere il senso dell&#8217;equilibrio, della lotta, e della speranza.<br />
E torniamo a Lipton. Il tema è semplicemente immenso. E potrei stare da mo a un altro mese a scrivere ininterrottamente di seguito arrivando appena a scalfirlo. E quindi adesso non potrò mai essere veramente convincente, mai essere veramente esaustivo. Queste sono solo tracce Gringos, solo tracce, cartelli stradali.. chi poi ha una scintilla a continuare, continui a leggere e a studiare e si faccia una sua idea.<br />
Io posso solo dirvi, che a livello di istinto di base, ho sempre creduto alla sostanza di ciò che dice Lipton.<br />
In sostanza ci hanno venduto un mito.. dal nome.. REDUZIONISMO GENETICO&#8230;<br />
Noi saremmo guidati ed eterodiretti fin dal concepimento dai geni che abbiamo avuto la ventura di avere. E non c&#8217;è scampo. Inevitabili predisposizioni a certe malattie. Inevitabili problemi, ostacoli e limiti. O anche opportunità. Ma tutto inevitabile, o altamente probabile.<br />
Il reduzionismo genetico fu un paradigma sposato da subito da tutte le scuole di medicina, le elité intellettuali, gli organi scientifici, gli apparati di informazione. Se ci pensate.. costantemente escono notizie che danno manforte a questo paradigma.. scoperte sul &#8220;gene della gelosia&#8221;.. &#8220;gene dellla rabbia&#8221;.. &#8220;gene della gentilezza&#8221;.. e su infinite spiegazioni riduttive e semplicistiche all&#8217;osso sull&#8217;origine di ogni nostro problema e condizione.<br />
Tutto questo crea un clima di arrendevolezza alle condizioni date e di accettazione delle soluzioni proposte. Un soggetto che è completamente imbevuto di atmosfera reduzionista starà al posto in cui gli verrà detto di stare, opterà per le scelte che gli verranno dette sono alla sua portata, seguirà i percorsi che gli verranno somministrati come inevitabili. Cercherà già cure per malattie che &#8220;quasi certamente&#8221; avrà. E sarà spinto ad aderire a screening genetici di massa, alla raccolta di informazioni cellulari s ulla popolazione, alla schedatura delle mappe genetihe&#8230; a un senso costante di controllo e limitazione. E a prendere i farmaci che varranno prodotti ad hok &#8220;sul tuo fenotipo genetico&#8221;.<br />
E poi.. sarà facile fare il salto.. Si dirà, molti già lo dicono.. che i bambini con deficit di attenzione hanno un problema &#8220;genetico&#8221;, che si può tentare di neutralizzare, almeno in parte, con psicofarmaci devastanti come il Ritalin. Sì.. è molto più facile dire questo.. altrimenti bisognerebbe andare alla radice delle cose, al modo in cui molte famiglie reprimono le spinte dei bambini, a strutture scolastiche castranti e alienanti, a meccanismi economici generatori di tensioni, a quartieri dormitorio che spengono la vitalità..<br />
Noi, diamo solo la colpa al bambino e ai suoi geni. Più comodo no?<br />
A prescindere&#8230; cambia il modo in cui affronti la vita&#8230;<br />
La persona addestrata da anni di riduzionismo genetico.. è sottilmente percorsa da un ansia costante e da una cappa dii fatalismo che è quasi un distintivo. Ti farà una lista di cosa si aspetta.. calvizie, diabete, alzhaimer.. perché magari padre, nonna, prozio.. hanno avuto queste problematiche. Ti dirà che certe cose non potrà mai farle o sarannno chimere, perché è geneticamente predisposto.<br />
Ancora di più si berra la bubbola dei reduzionisti estremisti per la quale anche sentimenti ed emozioni non sono altro che processi biochimici e organici.<br />
E noi ci perdiamo le ali, le mettiamo in fiamme..<br />
Tutto il nostro dibattito è inquinato dal fanatismo e dal cinismo.<br />
Pensate la controversia Darwin. Da una parte la Chiesa, o almeno settori di essa, e il Creazionismo intransigente.. dall&#8217;altra il pensiero orgogliosamente laicista alla Micromega che ha trasformato Darwin in un totem. Non c&#8217;è spazio per altro nel dibattito di massa. Come al solito. Come sempre. Il campo è sempre di due clan estremi e dogmatici. Sempre e solo Guelfi e Ghibellini.<br />
Con Lipton voliamo alto anche sul piano della teoria dell&#8217;evoluzione..<br />
E certamente può sbagliare anche lui. Ma non si dica che è un folle isolato. Sono tanti gli studiosi di avanguardia, specie nel campo della biologia e della fisica quantiistica che da anni sostengono queste cose.<br />
Ma tutto ciò non arriva alla Periferia dell&#8217;Impero.<br />
Alla fine dei giochi, al momento attuale, queste due tesi si contengono il campo.<br />
E&#8217; anche una questione di scelta.<br />
Cosa sceglieremo?<br />
Che siamo bambocci del destino, automi genetici, sinapsi interconnesse e processi biochimici predeterminati dalla culla alla tomba? Attenderemo le malattie e il fato che ci sono stati destinati?<br />
O crederremo.. che la nostra mente è più forte?.. che non siamo solo automi ma anche attori e creatori?.. che potremo dire anche la nostra.. e incidere sui giorni che verranno?<br />
Io scelgo la seconda, a costo di sbagliarmi..<br />
Ricordo che Sant&#8217;Agostino (o fu un altro.. illuminatemi voi:-) un giorno disse:<br />
&#8220;Se tutto ciò che esiste fosse contro l&#8217;amore.. se l&#8217;amore stesso fosse solo una follia.. sceglierei comunque di amare&#8230;&#8221;</strong>
</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PRIMA DI VEDERE I VIDEO: Il mio post ha come punto di riferimento la contestazione del modello incentrato sul paradigma del riduzionismo genetico e della fatalità biologica vista come destino o predisposizione difficilmente scansabile. E, dall&#8217;altro lato, c&#8217;è la volontà di far emergere un senso più alto delle potenzialità umane, che non siano sottoposte alla tenaglia di una condanna genetica, di un determinismo ritornato sotto mentite spoglie. Questo discorso si innesta in quadri amplissimi, relativi ai piani dell&#8217;esistenza e della comprensione umana. Nessuno può dire di sapere veramente tutto. Tantomeno io. Riportare adesso il seminario integrale di Bruce Lipton, ripartito in sedici video, non vuol dire adesso diventare &#8220;discepoli&#8221; di Lipton. O fare propria integralmente  tutta la serie di riferimenti, co ncetti e parole che coloro che sono interessati a libri, conferenze o argomenti di questo genere solitamente fanno propri. La nostra libertà è nel non sposare totalmente e apriori neanche il pensiero alternativo più autorevole&#8230; a prescindere. Che intendo? Che qui  non vi si dice. Ecco Bruce Lipton.. sentite tutto il suo seminario e la vostra vita cambierà o avrete in mano i segreti dell&#8217;universo. Qui vi si dice.. cose così sicuramente difficilmente hanno cittadinanza tra i media ufficiali e nelle istituzioni canoniche che si occupano della diffusione della conoscenza e dell&#8217;amministrazione dell&#8217;istruzione.. soprattutto da noi.. alla periferia dell&#8217;impero. Viviamo completamente succubi di determinate impostazioni e visioni, che diventano dogmi. Ad esempio, miglia di persone, milioni nel mondo, ogni anno, sono portate come pecore al macello, a sottoporsi al &#8220;bombardamento militare&#8221; della chemioterapia per quanto riguarda il trattamento di forme tumorali e patologie degenerative. Milioni di persone che verrano (quasi sempre) condannate ad anni di atroce sofferenza. Quando ci sono sempre state, e ci sono.. altre strade, alcune con tante frecce nel loro arco. E io ho visto sia la sofferenza indicibile dei trattamenti ufficiali. Sia le prospettive di liberazione di alcuni percorsi alternativi. Ma di tutte queste cose intere legioni di persone non verranno mai a conoscenza. E quando talora fanno capolino nei circuiti della comunicazione uffiiciale, esperti, baroni e inquisitori scagliano i loro anatemi o tentano, a volte è più efficace, la strategia del disprezzo e della ridicollizzazione. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alla base poi di altri Sentieri ci sono altre visioni del mondo e dell&#8217;uomo. E questo è il senso di un percorso e di una argomentazione come quella di Bruce Lipton. Nella quale ci sono certamente cose che condivido. E altre che non mi convincono del tutto, o, meglio detto, sulle quali il mio percorso interiore non è arrivato ancora al punto di potersi pronunciare con una certa sicurezza. Ci sono persone, che indipendentemente se lui dica effettivamente ciò, che dalla base delle sue teorie e di quelle di altri scienziati di avanguardia e dei mistici di ogni, sostengono che tutta la realtà è esclusivamente una creazione della mente. Bene, io sono certo che la mente gioca un ruolo essenziale. Non sono certo però che sia l&#8217;unica forza motrice in campo. Almeno, non mi sento di poterlo dire con certezza inesorabile. Così come più che il sostenere o meno certe cose, è il riverbero operativo ed esperienziale che poi ne consegue che è importante. Ci sono persone che dall&#8217;approccio a certe conoscenze alternative, nobili e luminose tra l&#8217;altro, giungono forse a un equivoco, ossia al pensare che basta connettersi su diversi livelli di frequenza indipendentemente da uno sforzo e da un impegno totale su tutti i piani del proprio essere, corporale compreso. Anche qua, il ruolo della &#8220;frequenza&#8221; è un ruolo Principe. Forse è anche un ruolo Sovrano. Ma tendo ancora a credere che se pensiamo a creare qualcosa di potente o di fare trasformazioni reali senza un impegno radicale su ogni livello, e senza mettere in gioco concretamente il corpo potremmo non riuscire pienamente nello scopo a cui vogliamo consacrarci. Detta in soldoni, è talmente importante questa esistenza e ciò che in essa noi ci sentiamo chiamati a fare, che, pur in teorie che in buona parte condivido, non vorrei che si finisse per adagiarsi in una tendenza &#8220;comoda&#8221;.. quella propria di alcuni scrittori new age di successo (che tra l&#8217;altro dicono cose pure molto apprezzabili) .. quella che magari ti dice &#8220;alza le tue frequenze, cambia livelli di pensiero, ama te stesso e il mondo e tutto cambierà&#8230;&#8221; Sono cose fondamentali queste, ma credo, potrei sbagliarmi naturalmente.. credo che non bastino. Che bisogna anche dire.. &#8220;sforzati, impegnati, dacci l&#8217;anima.. suda, vai oltre, metti in gioco tutto te stesso..&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E trovo anche &#8220;facile&#8221; pensare che raggiunta la giusta frequenza tutta la vita per noi funzionerà come un orologio svizzero, o, meglio detto, che non incontreremo sofferenze, nemici, ostacoli, momenti di caduta. Vedere la realtà come una serie di vibrazioni, corrispondenze e frequenze non può diventare, secondo me, un altro assolutismo nel quale tutto ciò che io sono è esclusivo specchio di ciò che mi accade. E se per esempio incontro anche persone he mi danno del filo da torcere o sfide dolorose da affrontare, vuol dire ad esempio che io non sono abbastanza &#8220;positivo&#8221; e che non ho ancora capito bene le regole del gioco. Alcune delle persone migliori su questo pianeta hanno dovuto affrontare anche la negatività, il dolore, gli ostacoli e le cadute. E non credo si possa dire che ciò era esclusivo portato di una loro ombrosità interiore che si proiettava nel mondo esterno. Anzi spesso invece quelle cose avevano un senso profondo per loro e per gli altri. A me, in sostanza, non convincerebbe una visione della teoria delle vibrazioni se fosse declinata su un piano di esistenza intesa come puro benessere perfettamente programmato dalla nostra coscienza e impermeabile ad altro. Che poi penso che tutto abbia un senso. Quindi anche il dolore, gli ostacoli, le cadute, le battaglie. Che anche affrontare in certi momenti l&#8217;Ombra e la sofferenza abbia un senso. E che non siano sempre e comunque parti di una individualità che non ha ancora correttamente imparato a vivere e a pensare. E riconfermo. Io credo che le vibrazioni siano essenziali. Ci sono luoghi in cui c&#8217;è stato tanto amore e te ne accorgi subito. Persone piene di odio e se ti guardano ti senti quasi accoltellato. O tu stesso che a volte sei così pieno di energia che in quei momenti è come uno stato di grazia, e ti pare che tutto il mondo ti sorrida e con chiunque parli sembra possa esserci amore e comprensione. Così come elevate vibrazioni ti danno effettivamente più forza e potere per trasformare te stesso e cambiare il mondo. Il succo è che non per questo stesso la tua vita diventa un semplice sogno mentale, ogni problema viene completamente evitato alla radice, e non incontrerai ostacoli e sfide dure, anche se le tue vibrazioni fossero sempre elevate.. come del resto è accaduto anche a grandi benefattori e santi nel corso della storia. O forse a un livello immenso basterebbero solo le vibrazioni? Tipo un livello da grande anima o Illuminato supremo? Forse sì. Ma è un livello che non riguarda gran parte delle esistenze. Io credo che per noi, anche per i migliori, ci siano momenti imprevedibili,s ituazioni destabilizzanti, sudore, passione, intensità da dare.. sempre. Non sono affatto certo che potremo evitare ogni trappola e ostacolo. Ma credo che, anche con le visioni che Liptone molti altri ci delineano, così come con molte altre conoscenze e strumenti, venute pure da contesti non poco diversi&#8230; noi possiamo affrontare e superare tutto. E da tutto trarre qualcosa. Questo mi sento di crederlo. Anche se non sono un Mahatma che può parlare p er scienza infusa&#8230;:-)&#8230; ma questo mi sento di crederlo. Comunque ho appena sfiorato questo genere di questioni. Ciò che mi premeva veramente dire è che, anche quando sottoponiamo un documento così prezioso, stimolante, utile e benefico come il seminario di Bruce Lipton, non lo facciamo come discepoli acritici e adoranti, ma come persone che vogliono dare un&#8217;arma in più per crescere e interrogarsi, altro cibo sul tavolo&#8230; nessuna Tavola della Legge, ma strumenti da implementae e di cui nutrirsi se, come e quando si vuole nell&#8217;ottica di un proprio personale percorso, che deve essere sempre radicalmente libero. Noi non vi diciamo &#8220;pensate questo!&#8221;.. ma&#8230; &#8220;questo può esservi utile.. insieme ad altro che prenderete da altre fonti.. e scambiandoci poi i nostri futuri pezzi di strada capiremo qualcosa di più dell&#8217;uno e dell&#8217;altro.. e di questo pazzo.. pazzo mondo..&#8221; <img src='http://www.bornagain.it/wp/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Relativamente poi alle questioni specificatamente genetiche, c&#8217;è chi arriva a dire che proprio i geni non contano assolutamente nulla e tutto sorge per forme di creazione mentale. La mia idea è un pò più sottile. Io penso che forse i geni, come la famiglia e gli ambienti determinano delle tendenze che si muovono in certe direzioni. Ma esse non sono irribaltibili. Così come quindi si può guarire da malattie cosiddette &#8220;incurabili&#8221;.. NOI POSSIAMO EFFETTIVAMENTE MODIFICARE IL DNA. Quindi magari il DNA opererebbe, almento per certi aspetti, anche se io fossi isolato dal mondo in una foresta amazzonica.. quindi ciò che mi accade non sarebbe totalmente creazione del pensiero o dell&#8217;ambiente. MA&#8230; ANCHE SE IL DNA MI SPINGESSE VERSO CERTE DIREZIONI.. IO POSSO CAMBIARLO. In questo senso accolgo la visione di Lipton. E il mio cuore la senta vera, come ho scritto in precedenza. Ma naturalmente non sono nessuna mente galattica o esperto cosmico di tutte le strutture della materia, né delle &#8220;sacre armonie della musica celeste&#8221; o dei vortici inesorabili delle &#8220;ottave&#8221;.. <img src='http://www.bornagain.it/wp/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> &#8230; sono solo un Uomo tra gli Uomini, come voi.. e tutti insieme siamo qui per qualcosa, che alcuni chiamano Disegno, e che ci fa fremere, gioire e lottare ogni giorno. E gli specchi riflettono il nostro tempo e le nostre Canzoni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chiunque voi siate e dovunque voi siate&#8230; il pane spezzato alla fine è la sola cosa che rimane..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>HASTA SIEMPRE ESPERANZA</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</span><span>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</span>&#8212;&#8212;&#8211;<br />
CONVERSAZIONE INTERVISTA CON BRUCE LIPTON</strong>
</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Durante il periodo in cui Bruce Lipton lavorava come ricercatore e professore alla scuola di medicina, fece una sorprendente scoperta sui meccanismi biologici attraverso i quali le cellule ricevono ed elaborano le informazioni: infatti, piuttosto che controllarci, i nostri geni sono controllati, sono sotto il controllo di influenze ambientali al di fuori delle cellule, inclusi i pensieri e le nostre credenze. Questo prova che non siamo degli “automi genetici” vittimizzati dalle eredità biologiche dei nostri antenati.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Siamo, invece, i co-creatori della nostra vita e della nostra biologia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lipton descrive questa nuova scienza, chiamata epigenetica, nel suo libro “The Biology of Belief: Unleashing the Power of Consciousness, Matter and Miracles” (N.d.T.: Biologia delle Credenze: Liberare il Potere della Consapevolezza, della Materia e dei Miracoli) (2005: Mountain of Love/Elite Books). Pieno di citazioni e riferimenti di altri scienziati che conducono, in tale campo, ricerche all’avanguardia, questo libro potrebbe, letteralmente, cambiare la vostra vita al suo livello più fondamentale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fino alla scoperta dell’epigenetica, si credeva che il nucleo di una cellula, contenente il DNA, fosse il “cervello” della cellula stessa, del tutto necessario per il suo funzionamento. Di fatto, come hanno scoperto Lipton ed altri, le cellule possono vivere e funzionare molto bene anche dopo che i loro nuclei siano stati asportati. Il vero “cervello” della cellula è la sua membrana, che reagisce e risponde alle influenze esterne, adattandosi dinamicamente ad un ambiente in perpetuo cambiamento. Che cosa significa questo per noi, quali collezioni di cellule chiamati esseri umani? Man mano che incrociamo le diverse influenze ambientali, siamo noi a suggerire ai nostri geni cosa fare, di solito inconsciamente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lipton ci mostra anche come Darwin avesse torto. La competizione non è la base dell’evoluzione; non è la sopravvivenza del più forte che ci permette di sopravvivere e prosperare. Al contrario, dice, dovremmo leggere l’opera di Jean-Baptiste de Lamarck, che venne prima di Darwin e dimostrò che la cooperazione e la comunità sono la base della sopravvivenza. Immaginate se ciascuna dei vostri trilioni di cellule decidesse di farcela da sé, di combattere per essere la regina della collina piuttosto che cooperare con le cellule compagne. Per quanto sopravvivereste ?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;INTERVISTA</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Barbara Stahura: La premessa di base della tua ricerca e del tuo libro, The Biology of Belief, è che il DNA non controlla la nostra biologia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bruce Lipton: Sì. Ho cominciato a studiare questo verso la fine degli anni ’60. Da allora la scienza di frontiera ha iniziato a rivelare tutte le cose che avevo osservato. I biologi che fanno ricerca d’avanguardia sono a conoscenza di ciò che dico nel libro. Il pubblico, però, non ne ha comprensione alcuna perché, o gli arriva in forma abbreviata, o quello che gli viene venduto è la credenza che siamo controllati dai nostri geni, sebbene ciò non sia sostenuto dalla scienza d’avanguardia. Tutto il mio sforzo si è concentrato nel far giungere al mondo l’informazione d’avanguardia. L’orientamento mentale del pubblico è stato programmato secondo la credenza che siamo degli automi genetici, che i geni controllano la nostra vita, che ne siamo vittime, e via di seguito. Il punto, però, è che la scienza di frontiera – quella di cui parlo – si è stabilizzata da almeno 15 anni. È ora che sia portata nel mondo perché è lì che viene usata.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>BS: Questa scienza relativamente nuova sulla quale tu scrivi viene chiamata epigenetica.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci spiegheresti di che cosa si tratta?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>BL: L’epigenetica è quella scienza che mostra che i geni non si auto-controllano, ma sono controllati dall’ambiente. Si sa da circa 15 anni, e ora fa finalmente fa capolino da dietro l’angolo. Ti faccio un esempio. La Società Americana per il Cancro ha recentemente pubblicato una statistica che afferma che il 60 per cento dei tumori sono evitabili, cambiando stile di vita e dieta. Quest’informazione proviene da un’organizzazione che ha cercato per circa 50 anni i geni del cancro. E ora se ne viene fuori dicendo: è lo stile di vita, non sono i geni. Ci siamo focalizzati sul cancro come se fosse una questione genetica, ma solo il cinque per cento dei cancri ha una connessione genetica. Il novantacinque per cento dei cancri in effetti non ha nessuna connessione coi geni. La ragione (che ci fa dire che c’è una connessione genetica) è che tale spiegazione è fisica, tangibile, perciò preferiamo lavorare su di essa. E il 95 per cento che ha un cancro e non c’è una connessione genetica? Non è facile fare esperimenti su qualcosa sulla quale non puoi focalizzarti fisicamente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>BS: Così il determinismo genetico – l’idea che siamo controllati dai nostri geni – è inevitabilmente incrinata, come dici nel libro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>BL: Sì.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>BS: Hai scritto anche di Jean-Baptiste de Lamarck e della sua teoria dell’evoluzione – che sopravviviamo attraverso la cooperazione, piuttosto che la più recente idea darwiniana di competizione e sopravvivenza dei più forti. Che tutti i nostri trilioni di cellule devono cooperare per mantenere il nostro corpo in perfetto funzionamento, in quanto noi esseri umani non possiamo sopravvivere senza grandissime quantità di cooperazione gli uni con gli altri e con il nostro ambiente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>BL: Immediatamente, appena hai detto cooperazione, stavi violando la teoria darwiniana, che è competizione e lotta. Di fatto, si tratta di un’interpretazione erronea. La nuova scienza ci dice che quella credenza è sbagliata. La credenza di cui hai appena parlato, invece &#8211; la natura della cooperazione e della comunità &#8211; è in effetti il principio basilare dell’evoluzione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel 1809 Lamarck ha scritto che i problemi che tormenteranno l’umanità verranno dal suo separarsi dalla natura, e ciò condurrà alla distruzione della società. Aveva ragione, perché la sua enfasi sull’evoluzione era che un organismo e l’ambiente creano un’interazione cooperante. Se volete capire il destino di un organismo, dovete capire la sua relazione con il suo ambiente. Poi ha affermato che separarci dal nostro ambiente significa assumere la nostra biologia e tagliarci fuori dalla nostra sorgente. Aveva ragione. E quando arrivi a capire la natura dell’epigenetica, la sua teoria ora ha trovato sostanza. Senza alcun meccanismo che, all’inizio, le desse un senso &#8211; e specialmente da quando abbiamo comprato il concetto dei biologi neo-darwiniani che affermano che tutto è controllato geneticamente &#8211; Lamarck sembrava stupido. Ma sai cosa? Aveva proprio ragione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>BS: La tua dimostrazione che il “cervello” della cellula non è il DNA ma, bensì, la sua membrana è affascinante. Che significato ha questa scoperta riguardo a ciò che pensiamo di noi stessi e della nostra vita, dal momento che siamo proprio una comunità di cellule?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>BL: Se due cellule si uniscono e stanno comunicando, useranno i loro “cervelli” per farlo, giusto? E se dieci cellule si uniscono, useranno i loro cervelli affinché la loro comunicazione reciproca abbia un senso. Quando prendi un insieme di un trilione di cellule, come in un cervello umano, queste opereranno ancora secondo il principio del cervello cellulare. Beh, quando abbiamo comprato l’idea che i geni ed il nucleo formano il cervello della cellula &#8211; che ci porta fuoristrada &#8211; e la applichi come fosse un principio di neurologia o di neuro-scienza, ti sei già incamminato nella direzione sbagliata. Non puoi arrivare da nessuna parte perché quello non è il cervello della cellula. I nostri principi su come funziona l’intelligenza sono stati totalmente sviati. Ecco perché, dopo tanta neuro-scienza, se chiedi a qualcuno: “come funziona, veramente, il cervello?” La risposta sarà: “veramente, non lo sappiamo”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Progetto Genoma Umano dice che quel modello è sbagliato. Pensavamo che ci volessero più di 100.000 geni per far funzionare un essere umano. Il fatto che ce ne siano meno di 25.000 ha messo un bastone tra le ruote dell’intero processo. Come può esserci un tale esiguo numero di geni a formare una cosa così complessa come un essere umano? La risposta è che ci vuole molto di più dei soli geni a farlo funzionare – che è l’apporto dall’ambiente che può alterare la lettura dei geni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci sono 140.000 proteine in un corpo umano, e si credeva che ciascuna richiedesse un gene separato per prodursi. Di colpo, trovi che ci sono 25.000 geni e 140.000 proteine, e non ci siamo con i numeri. L’epigenetica rivela qualcosa di così sorprendente che la scienza stessa ha dei problemi a comprendere la forza di questo nuovo significato, e suona così: con il controllo epigenetico, che significa il controllo mediato dall’ambiente, un singolo gene può essere usato per creare 2000 o più proteine diverse dalla stessa matrice. Il controllo epigenetico è come un lettore che può leggere l’impronta originaria e ristrutturarla per produrne qualcosa di diverso. Ed ecco come un singolo gene può essere usato per creare molti prodotti proteici differenti. Non è stato il gene che ha prodotto ciascuna proteina, è stato il controllo epigenetico che l’ha fatto, e questo è il feedback diretto dall’ambiente. Ci allontana da quel meccanismo che dice che siamo solo macchine.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>BS: E ci dice invece che non siamo vittime. Siamo co-creatori.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>BL: Assolutamente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>BS: Per tanti l’idea che siano i nostri pensieri a creare la realtà, che è quello su cui si basa la Scienza Religiosa e altre tradizioni metafisiche e spirituali, è un’idea puramente spirituale. Ma la fisica quantistica ha aggiunto all’idea, il fatto scientifico. E ora, il tuo lavoro e quello di altri porta quel concetto a livello delle cellule. Che lo rende in qualche modo più reale, più tangibile.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>BL: Se si definisce lo spirito più o meno su questi parametri si potrebbe ottenere una definizione del tipo “una forza motrice invisibile.” Se definisco la natura della meccanica quantistica, è una forza motrice invisibile. Di fatto afferma: “Sì, ci sono forze invisibili che modellano la nostra esistenza”. Poiché la nostra biologia è tradizionalmente basata su un concetto newtoniano e materialistico, la natura di quel sistema è di considerare le forze invisibili come non rilevanti. Però, quello che la meccanica quantistica ha stabilito è che le forze motrici invisibili sono tutto. Perciò, se la nostra scienza non si adatta alla nuova fisica, sta di fatto ostacolando il progresso in evoluzione. Quando si introducono nuove forze, si deve dar loro nuovo credito, e quando lo si fa, i ricercatori spirituali saltano su e dicono: lo sapevo! E i fisici quantistici saltano su e dicono, lo sapevo! Stiamo sempre parlando della stessa cosa. Se lo ammettessimo, l’opportunità di unione diventa così tangibile che è quasi fisica. Sì, possiamo sentirla! Ora possiamo essere tutti d’accordo. Tu la chiami come vuoi, io la chiamo come voglio. Ma siamo tutti governati da queste forze invisibili.</strong></p>
<div style="text-align: justify;"><strong>ss</strong></div>
<div style="text-align: justify;">
<p><strong>BS: Ho letto una tua intervista nella quale hai affermato, “piuttosto che esser vittime dei nostri geni, lo siamo stati delle nostre percezioni.” Puoi aggiungere qualcosa su ciò che significa essere una vittima delle nostre percezioni?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>BL: In un certo senso, sappiamo attraverso lo studio della membrana cellulare, attraverso lo studio dell’epigenetica, che questo è fondamentale. L’epigenetica dice che i segnali ambientali influenzano l’espressione genetica, e questi segnali ambientali talvolta sono diretti, e tal’altra sono interpretazioni, quando per es.le percezioni diventano credenze. Così, ho una credenza su qualcosa, che è una percezione, e aggiusto la mio biologia a quella particolare credenza. Come col cancro terminale, se credo a quello che i medici mi dicono, lo loro diventa una vera e propria predizione. Se dicono che ho il cancro terminale e sono d’accordo, allora essenzialmente morirò quando, a detta loro, accadrà. Quali sono le persone che non lo fanno? I casi di “remissione spontanea.” Almeno una persona, scommetto, non ha “comprato” quella diagnosi. E la sola ragione per la quale ne sono usciti è che avevano un altro sistema di credenze completamente diverso, e quindi sono stati capaci di cambiarlo.</strong></p>
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		<title>La sfida dell&#8217;Aquila (totem animali- by Kerridwen)</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 09:59:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco un altro post scritto per noi da Kerridwen. Questa donna che ha esplorato intellettualmente, e concretamente, molti livelli di frontiera, ha deciso di condividere con noi di Born Again un pò della sua conoscenza. Questo testo si inserisce nel filone dei Totem animali, iniziato appunto col precedente (risalente a qualche giorno fa) post &#8220;Totem [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-571" title="golden-eagle" src="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2009/10/golden-eagle.jpg" alt="golden-eagle" width="1024" height="768" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ecco un altro post scritto per noi da Kerridwen. Questa donna che ha esplorato intellettualmente, e concretamente, molti livelli di frontiera, ha deciso di condividere con noi di Born Again un pò della sua conoscenza. Questo testo si inserisce nel filone dei Totem animali, iniziato appunto col precedente (risalente a qualche giorno fa) post &#8220;Totem animali&#8221; e continuerà, prima di passare a un altro filone. L&#8217;animale totem considerato questa volta è l&#8217;aquila. Che io considero uno dei più simbolici ed ispiratori. </strong><br />
<strong>Buona lettura&#8230;</strong>
</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PS: ho accompagnato il testo di Kerridwen con un video (che troverete a fondo post) che considero uno dei più belli in assoluto dedicati all&#8217;aquila. Uno dei più belli mai fatti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La grande aquila bianca vive più a lungo di qualsiasi altro uccello, anche fino a settant&#8217;anni. Ma per raggiungere quella veneranda età  deve prendere la decisione più difficile di tutta la sua vita. La  leggenda racconta che a quarant&#8217;anni i sui artigli si fanno duri e più che  mai affilati, le sue ali si accorciano e diventano molto pesanti e le  sue piume s&#8217;assottigliano. Volare diventa un&#8217;impresa difficile. A quel  punto l&#8217;aquila bianca ha due sole strade: o morire o confrontarsi con  un doloroso rinnovamento che dura almeno sessanta giorni. Il processo  di trasformazione consiste nel volare fino alle creste più alte della  montagna e starsene lassù, in un nido, da dove per un po&#8217; non deve  uscire. A questo punto l&#8217;aquila deve iniziare a sbattere il becco  contro la nuda roccia, finché riesce a strapparselo. Dopo dovrà  aspettare un po&#8217; fino a che le spunterà un rostro nuovo e lo userà per  strapparsi le piume cresciute intorno agli artigli. Con gli artigli  nuovi di zecca, si libererà di tutto il suo piumaggio vecchio e dopo  qualche settimana di dolore sarà di nuovo in grado di affrontare un  volo di rinascita, con ritrovata energia per almeno altri trent&#8217;anni.<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La medicina dell&#8217;Aquila è il potere con il Grande Spirito, la  connessione con il Divino. Lei vola fra le alte vette, ove scruta ogni  dettaglio ogni particolare senza che nulla sfugga all&#8217;acutezza del suo  sguardo, e riesce allo stesso tempo a restare unita a Madre  Terra,raggiungendo così l&#8217;equilibrio fra i due Regni. Le sue piume sono  usate dagli Sciamani di varie culture per purificare le aure degli  uomini, intonando canti di guarigione,suonando tamburi bruciando erbe  sacre.. soffiando sui frammenti d&#8217;anima da  recuperare, o su blocchi  sciolti in punti differenti del corpo. Entrare in quilibrio con questo  Sacro Totem significa aver portato avanti un lavoro costante che  durerà tutta la vita. Il premio in palio sarà poter vedere ogni cosa  a 360 gradi, con acutezza precisione velocità, come se si diventasse  tutt&#8217;uno con lei. Un pò come accade a Eragon che vede con gli occhi di  Safira il suo Drago. Questo è il suo significato personale come simbolo  se è tra i 9 del vostro totem di nascita. Se invece avete un quesito  momentaneo, o volete sapere che energia è bene sostenere in quel  momento, basta essere chiari nella domanda e si potrà avere la carta  del mese del giorno, o della settimana, restando liberi di sentire il  loro potere e farvi guidare nelle soluzion pìù consone alla vostra  persona,ciò vale per tutti i totem. Se fra le vostre carte uscirà  l&#8217;aquila, il messaggio che trasmette è, che se vuoi volare  alto e vedere da una prospettiva elevata distaccata, questa possibilità ti viene data, ma devi  avere coraggio e tenacia. Devi imparare a osservare te stesso, sia interiormente, sia nel modo incui ti poni con gli altri; e avere lo sguardo lucido sui lati di te stesso che hanno bisogno di essere revisionati e migliorati.<br />
L&#8217;aquila è legata all&#8217;elemento aria. Questo è una spinta ad  uscire all&#8217;aria aperta,  collegandosi con questo  elemento. La lezione più importante di questo totem è ricordarci che il Grande Spirito dà a tutti il dono della libertà fin dalla nascita.Stà  solo  a noi decidere di non farci ingabbiare da regole, da schemi di  paura. Regole, schemi e paure che spesso,  chi non ha il coraggio di volare nè di osar andare oltre,  cerca di buttarci addosso.Vorrei dedicare questo post alla memoria di Angelo D&#8217;arrigo l&#8217;uomo che volava con le aquile&#8230;.<br />
</strong><a rel="nofollow" href="http://www.angelodarrigo.com/profilo_it.php" target="_blank"><strong>www.angelodarrigo.com/profilo_it.php</strong></a><strong><br />
</strong><a rel="nofollow" href="http://www.angelodarrigo.com/biografia_it.php" target="_blank"><strong>http://www.angelodarrigo.com/biografia_it.php</strong></a><strong><br />
</strong><a rel="nofollow" href="http://www.angelodarrigo.com/leparole_it.php" target="_blank"><strong>http://www.angelodarrigo.com/leparole_it.php</strong></a><strong> </strong></p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/WDl9sefb2E4&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/WDl9sefb2E4&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>La lettera di un&#8217;amica</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 01:54:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Resistenza umana]]></category>
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		<category><![CDATA[Cristina]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo è un post insolito. E&#8217; un post che nasce da un dialogo, da una corrispondenza con una persona particolare, un&#8217; amica speciale. Le avevo inviato un articolo letto su internet che io considerai tendenzioso e &#8220;drogato&#8221; di ideologia, e lei mi mandò in risposta questo testo che va ben al di là dell&#8217;articolo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Questo è un post insolito. E&#8217; un post che nasce da un dialogo, da una corrispondenza con una persona particolare, un&#8217; amica speciale. Le avevo inviato un articolo letto su internet che io considerai tendenzioso e &#8220;drogato&#8221; di ideologia, e lei mi mandò in risposta questo testo che va ben  al di là dell&#8217;articolo in questione, osando avventurarsi in altri territori. Un testo che può davvero intendersi a prescindere da tutto, e appunto per ciò lo mando da sole, senza accompagnamenti di altri testi. Su alcune delle cose da lei scritte posso ritrovarmi, su altre meno. Ma non è questo il punto. Non è fare considerazini di merito che per me è importante.<br />
Il punto è condividere con voi parole che nascono da un percorso esistenziale,  da una personale ricerca. Comunque la si pensi, parole emblematiche di chi non si accontenta di verità di seconda mano, anche qualora fossero giuste, ma vuole comprendere da sé, afferrare da sé. Ve le invio per l&#8217;onestà che c&#8217;è dentro, perché sono sincere, perché sono vive. E perché non &#8220;chiudono&#8221;, ma &#8220;aprono&#8221;, cioè per i temi trattati e il modo di trattarli possono far sorgere riflessioni, domande, inquietudini, spunti alla ricerca in chi legge.<br />
Il nome dell&#8217;autrice è Cristina alias C-Side. A fine testo inserisco anche il link del suo &#8220;myspace&#8221; (tra l&#8217;altro presente già nei nostri &#8220;preferiti&#8221;) e uno dei suoi indirizzi email, qualora qualcuno volesse dialogare o confrontarsi con lei. E&#8217; una persona che trova prezioso lo scambio umano.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<br />
<span style="color: #0000ff;"><strong>Ho letto tutto e, lasciando momentaneamente da parte le solite cose del tipo &#8220;dobbiamo capire che ciò che accade fuori è lo specchio di ciò che accade dentro di noi e blabla&#8230;&#8221; per me si continua a confermare la sensazione che l&#8217;incontro/scontro tra realtà e finzione stia diventando sempre meno visibile per chi non ha occhi per Vedere&#8230; Mi spiego meglio, seppur rischiando di cadere in teorie fantascientifiche (una volta si diceva così, adesso si utilizza la parola &#8220;fiction&#8221;): viviamo su un pianeta che sta volgendo a un cambiamento epocale, e il tempo (inteso come flusso, materia, o come preferisci&#8230; insomma, come un qualcosa che ti dia un&#8217;idea &#8220;solida&#8221;) sta accellerando di continuo in questa direzione inevitabile (per fortuna o per sfortuna, dipenderà dall&#8217;evoluzione delle coscienze, e non di tutte). In questo continuum spazio-temporale, i fatti e di conseguenza la narrazione di essi stanno subendo la stessa sorte.<br />
Ora, a mio dire esistono DA SEMPRE delle forze (o se preferisci usa la parola &#8220;poteri&#8221;) che sanno che se vogliono ottenere i propri scopi, devono attentare a una cosa che concede all&#8217;essere umano di cercare la Libertà come l&#8217;assetato cerca l&#8217;acqua, ed è la Memoria. Il Ricordo. Se un uomo non ricorda cos&#8217;era, difficilmente si orienterà per un probabile e diverso stato d&#8217;Essere, e perdonami il gioco di parole.<br />
Così, non solo si bombarda l&#8217;uomo di informazioni, ma addirittura di informazioni false, soprattutto queste shockanti e ad effetto. Perché? perché così, se proprio l&#8217;uomo ricorda, deve ricordare qualcosa che non esiste, di modo che possa continuare a non esistere anche lui, e a non dare fastidio al compimento dei piani (quelli occulti). Anzi, addirittura, se si riesce a fargli credere che il mondo sta andando a rotoli, che non c&#8217;è futuro e che domani non si sa se esisterà ancora, probabilmente darà sfogo ai suoi impulsi in un fremito estremo di egoismo e menefreghismo indotti e fomentati, e inizierà a fare gesti inconsulti come quelli, VERI O PRESUNTI che siano, di cui narrano i media. E così, l&#8217;uomo di cui sopra, poverino, darà paradossalmente ragione a quei poteri occulti, che in realtà lo avevano provocato deliberatamente per il conseguimento dei propri scopi, così da sfruttare l&#8217;energia scatenata dalla GAMMA DELLE REAZIONI UMANE.<br />
E qui rischio veramente di incartarmi nel tentativo disperato di spiegarmi, dato il sottile passaggio semantico. Ma &#8220;loro&#8221; giocano proprio su questo confine incerto, capisci?<br />
Ora, se mi chiedessi quali soluzioni ci possano essere, te ne elenco una che non ha nulla di nuovo e che può avere, se vogliamo, le &#8220;solite&#8221; svariate interpretazioni e aprire millemila links: ogni santo giorno, occorre scegliere a chi o cosa credere, e sapere che qualsiasi informazione diffondiamo ha un peso specifico in una o nell&#8217;altra direzione, e OGNUNO ha la responsabilità anche di ciò che crede L&#8217;ALTRO.<br />
Personalmente, cerco di evitare da tempo di diffondere notizie di cui non posso essere stata testimone diretta. Posizione radicale, lo so, ma che sento necessaria. Il mondo abbisogna di Silenzio, e invece c&#8217;è un perenne, ipnotico brusìo di fondo che confonde il messaggio originario e che viene alimentato.<br />
Nel caso specifico dell&#8217;articolo che mi hai inviato, non mi interessa in questa sede manifestare il mio parere e il mio orientamento (qualora esista) su chi parteggiare: cadrei nello stesso giogo dualistico e divisionista che fa tanto comodo a &#8220;loro&#8221;. Ti basti sapere che il cuore mi suggerisce delle cose, giuste o sbagliate, e che continuerà a suggerirmele ogni volta che si presenta l&#8217;occasione di scegliere cosa sia meglio per me, in primis, e per il mondo inteso come umanità, poi.<br />
Oppure, per dirla in altri termini, allora mi schiero con chi preferisce diffondere le belle notizie e le belle iniziative di cui il mondo, anzi, QUEL mondo di cui non voglio più far parte, non parla, e ribadisco: sono per i &#8220;pro&#8221;, non più per i &#8220;contro&#8221;.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Cristina alias C-Side<br />
crispull@gmail.com</strong><br />
<strong>http://www.myspace.com/criside</strong></span></p>
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