Born Again

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Qualcuno verrà…

by Duncan on gen.28, 2010, under Ispirazione, Simbolo

mano tesa
 
Qualcuno viene a raccoglierti quando sei perso e la tua anima è
seppellita dentro dentro, in cunicoli oscuri e densi..
Qualcuno viene a tirarti fuori. Orfeo non è mai morto….
Qualcuno ha teso la mano, sciamana in incognito, muovi le mani e le
braccia, e pronunci le parole… hai teso la mano e un bambino si è
salvato da una lenta discesa in un autismo assordante, da un calvario
infinito di psichatri, parcelle, istituti, e pillole.
Hai dato il tuo tempo, la pazienza che non molla,.. chi è quel
bambino?.. pronuncia il suo nome?…
Qualcuno viene a salvarti dal buio.. l’amore ti cinge…
mostrami la Strada, liberami dal male.. la tua musica scacci le
ombre…
allontana i demoni…
Un bambino è vivo in questo grande e strano mondo..
Qualcuno viene e l’amore ti cinge…

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LA STORIA DI ROBERT

Gloria Steinem

Verso la fine degli anni Sessanta mi occupavo di un bambinetto che veniva ogni giorno alla scuola materna di un popolare quartiere del West Side di New York, che a quel tempo stava mutando rapidamente la propria fisionomia. Era un bambino serio, con due grandi occhi neri molto espressivi, che non prendeva mai parte ai giochi dei compagni.
Il più delle volte si limitava a osservarli a distanza, da un angolino. Quando aveva in mano dei giocattoli, li maneggiava con una
sorta di timoroso  rispetto, quasi ci fosse più vita in quelli che in lui. A quanto se ne sapeva quel bambino di quattro anni non aveva mai detto una parola.

Ogni mattino Dorothy Pitman Hughes, la donna del quartiere che aveva messo in piedi quell’avanzatissima scuola materna, rubava qualche minuto agli impegni della sua giornata e lo conduceva per mano in un angolo della stanza, davanti a uno specchio che occupava tutta la parete. Inginocchiandosi accanto a lui in modo che i suoi occhi fossero alla stessa altezza di quelli della piccola immagine riflessa nello specchio, intonava ogni volta una dolce litania, <<Guarda che bel faccino. Non è bellissimo? Lo sai che non c’è un’altra faccia uguale, in tutto il mondo?… E adesso alza la mano, e guarda che meraviglia è. Quelle dita possono allacciare le scarpe, possono disegnare, possono fare cose che nessun altro al mondo sarebbe capace di fare… E lo vedi come sono forti, queste gambe? Sanno correre, ballare e saltare per questo piccolo bambino… I suoi genitori gli vogliono tanto bene, io gli voglio tanto bene, e i bambini qui sono tutti felici di giocare con lui…  poi guarda quegli occhi. C’è una persona molto speciale che guarda da dentro quegli occhi, una persona che sa cose che nessun altro può sapere…>>

In un primo momento parve che quel rituale, pazientemente ripetuto ogni mattina, non avesse nessun effetto. Docile e obbediente come suo solito, a ogni richiesta il bambino alzava ora la mano, ora la gamba, ma i suoi occhi non perdevano lo sguardo vago e distante di sempre. Passavano le settimane, e non si manifestava il minimo accenno di cambiamento.

Poi, un pomeriggio che Dorothy era stata così presa dal lavoro nella scuola che il momento del rituale sembrava non giungere mai, il bambino le tirò un lembo della gonna e la condusse davanti allo specchio. Era la prima volta che Robert esprimeva un’esigenza diversa da quella d’ avere del cibo o di soddisfare i bisogni più elementari. Nei giorni successivi il bambino incominciò a prendere l’iniziativa del rituale, alzando la mano, poi il piede e infine il ginocchio, quasi volesse accertarsi che tutte le parti del suo corpo erano ancora lì, in perfetto stato. Quando ne ebbe conferma per l’ennesima votla, sorrise senza che gli venisse chiesto di farlo.

Poi una mattina, nel bel mezzo della litania di Dorothy, puntò il dito sul petto, vicino al cuore, e disse: <<Io?>>.

<<Io>> confermò Dorothy. Poi gli chiese di dire il suo nome.

<<Io… Robert>> rispose lui. Le prime parole che gli avessero mai sentito pronunciare.

Ai compagni, uno per uno, ripetè il suo nome, come per accertarsi di esistere anche ai loro occhi. Via via che gli altri bambini gli
rispondevano dicendo il proprio nome, oppure chiedendogli di giocare, o magari dicendo anche un semplice ciao, Robert si rincuorava sempre più. Come un tempo dalla quieta osservazione degli altri bambini era giunto a convincersi della propria inesistenza, così ora compiva a ritroso lo stesso percorso, partendo dal proprio nome per arrivare ad aprirsi sempre più, tanto con i compagni di scuola quanto con gli adulti, fino a raggiungere un livello effettivo di comunicazione. A ogni conquista di un pezzetto di realtà il suo viso si illuminava di gioia.

A poco a poco Robert divenne attivo e vivace come tutti gli altri bambini della scuola materna e forse anche di più, visto che aveva molti arretrati da recuperare.

Ora che questo bambino ha più di vent’anni, mi dicono che dopo essersi sposato è andato ad abitare in un posto lontano da New York e ha una figlia e un figlio. Grazie a Dorothy, che aveva compreso tutta la ricchezza delle emozioni e dei pensieri di un bambino di quattro anni, altri due  bambini potranno essere coscienti dell’unicità irripetibile e preziosa del loro essere.

(…)

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IL BALUARDO

by Duncan on set.12, 2009, under Disciplina, Ispirazione, Simbolo

rocca-21

L’assoluta mancanza di controllo sulla nostra mente non ci dà che un pallida possibilità di giocare al gioco dei Riferimenti, e dei mille angeli in vedetta sulla Soglia non vediamo che un fioco lampo, mentre sprofondiamo nella non-presenza, oceani di confusione. Soprattutto, non guidiamo, ma siamo “sballottati”, siamo “giocati”.
Le traiettorie che si stagliano nel tempo sono a tua disposizione, o possono letteralmente affondarti. Io parlerò della chiamata a raccolta di tutto quello che è stato.
Per troppi il passato è un patibolo, un’aria miasmatica. Il cecchino ce lo portiamo dentro, con le “storie” che ci narriamo incessantemente, l’album di immagini di disfatte e di voci di avvilimento. La penna che scrive sul foglio, non segna ciò che verrà scritto. Belle parole no? Ma non bastano. Col pensiero positivo annaqui e mitighi l’angoscia. Ma non esci veramente dall’Antro. Devi mobilitare la Scintilla che Scatena l’Intensità. E i mezzi sono tanti, corpo, mente e anima. Il Baluardo è solo uno di essi. Un simbolo, come altri. del fatto che arriva sempre il momento DI decidere se vuoi servire o se vuoi essere Sovrano.
Per parlare del Baluardo, parlerò prima del Riferimenti. Fondamentalmente essi sono “richiami” che la mente fa ad esperienze, emozioni e sensazioni già vissute. Ciò che è già accaduto va a finire in una sorta di calderone. Il modo e l’intensità con cui viene richiamato influenza ciò che ancora “ha da accadere”, gli squarci del tempo che ti attendono, le esperienze prossime nella loro qualità. I richiami sono un rimbombo incessante, non sempre coscientemente realizzato, che sono in grado di “colorare” cuò che vedremo. La successiva esperienza lungi cioè dall’essere “neutra”, viene “mediata” da un filtro costituito dalla nostra abituale cappa mentale, dalle emozioni radicate in noi e da quei concreti riferimenti che il momento ci richiama o che, comunque, zampillano fuori improvvisamente.
La maggior parte delle persone non conosce la mente, non ne afferra i meccanismi; è in totale balia di onde incontrollate che sballottano come una palla da ping pong stramazzata da due giocatori di Hong-kong psichedelici.
Fin dall’inizio siamo disincentivati a coltivare la mente. E i meccanismi che ci circondano (videogames, musica ossessiva, droghe, televisioni, cellulari a manetta, playstation, ecc) hanno tutti un effetto “centrigugo” anziché “centripeto” sulle nostre strutture mentali. Una mente non coltivata si accontenta di quello che viene. E’ inoltre una mente che nutre sovente pensieri disordinati, confusi, vaghi. E quando cerca di richiamare qualcosa, la richiama in modo indistinto, sfocato, ed è comunque un richiamo che non ha vita facile di fronte all’improviso incontrollato irrompere di “altri” pensieri e suggestioni.
Il Baluardo è una tecnica potentissima per costruire dentro di sé una Strada del Potere contro il mare denso petrolio delle suggestioni tossiche. E inoltre, ti “riconsegna” i frutti migliori di quello che hai già vissuto.

Ma, prima un quadro un pò più “concreto” dei riferimenti.
I riferimenti sono tutte quelle esperienze già vissute, che una volta che le richiamiamo suscitano in noi particolari emozioni e sensazioni.
La loro tipologia è vastissima naturalmente, e possono essere nascere e essere attinti ovunque: –Eventi eminentemente reali che riguardano noi concretamente: bacio una ragazza, mi tirano una pietra in testa, arrivò primo a una corsa, ricevo un applauso, ecc. -
–Riferimenti reali che non riguardano me direttamente ma che suscitano comunque in me emozioni
;dal circuito più vicino a me: la guarigione di un mio amico.
;a quello più collettivo ed esteso: una partita di calcio, gli esiti, delle elezioni, le oimpiadi, eventi di guerra.
–Riferimenti non puramente reali ma che suscitano in me emozioni profonde: un libro, un film, una musica.. tanto nella loro totalità, quanto come certe pagine, passaggi, sequenze, note..
Evento va inteso in senso esteso.. quindi un riferimento può essere invece che un fatto (concreto o immaginario), una persona (anche qui reale o immaginaria).. pensare a quella persona susciterà in me emozioni.
Non vado avanti. Avete capito che c’è praticamente tutto. Non conosce confine ciò che può “costituire” il nostro nutrimento mentale; tanto ciò che può affossarci, appena sfiorarci, o ” rialzarci”.
Quando un riferimento è all’opera il nostro tono emotivo, il nostro stato vitale, il nostro essere nel mondo di quel momento né è irrimediabilmente segnato. Ma andiamo sul concreto..
Hai visto un film magnifico. All’uscita del cinema e per tutta la serata continui a ritornare su quel film. Esso sta operando come un riferimento positivo che incide sul tuo modo di essere in qu el momento. E’ qualcosa che facciamo sempre tutti. Ritornare o tentare di ritornare su certi momenti, per darci forza, coraggio, gioia, serenità, speranza.
Hai baciato una ragazza provando una emozione stellare. In quel momento il petto ti si apriva e sembravi dire “fatevi sotto tutti, io ci sono..”. In altri passaggi del tempo in cui sarai assediato dal traffico della quotidianità o conoscerai il dolore e dure sfide, spesso tenderai a richiamare quel momento per recuperare un pò di quella brezza che scosse il tuo animo, un pò di quella intensità.
ECCO COME OPERANO I RIFERIMENTI.
Ma quasi mai utilizziamo questa dinamica in tuta la sua ricchezza. Siamo stati imbottiti di merda fin dalla nascita. “Questa” mente lasciata a se stessa tenderà ad impregnarsi per lo più di riferimeni negativi. Ecco la Danza dei Demoni, che gira e gira fino a sfiancare. Potremo richiamare per anni traumi, con pensieri ossessivi che, senza neanche accorgercene, coltiviamo quasi ogni giorno. C’è una spinta inerte (ossimoro?) a crogiolarsi nel dolore, all’ammorbamento nelle ferite più lancinanti, al rimescolare tutto il torbido con annesse autoflagellazioni. E poi c’è l’opera dei media e della collettività sociale, nel suo insieme, come nelle sue mille piccole “tribù”.
Nessuno insegna l’addestramento mentale. Se la mia mente è pigra, confusa, opaca, passiva.. il mio riferimento positivo diventerà nel tempo sempre più indistinto, sfumato, sfocato. Con le dovute eccezioni naturalmente. Il mio matrimonio, ad esempio, puòe ssere un evento talmente dirompente che non me lo scorderò finché campo; e magari resterà sempre vivido in me.
Ma, per lo più, i riferimenti non muoiono, ma si depotenziano lentamente. Sovraccaricati dai turbinii incessanti di nuove “percezioni” ed esperienze, quei riferimenti li mettiamo in un cantuccio, e molti di essi dimentichiamo anche di averli da qualche parte. Oppure quando li vogliamo “risvegliare” ci costa un pò di sforzo.
Talvolta però ci riusciamo alla grande, o è il riferimento che irrompe potente come una luce abbagliante nella notte, come quei momenti di “illuminazione”, quando riviviamo la Musica di quando ci siamo sentiti Grandi, e in quell’attimo tutto cambia..
Benedetta sia la Grazia! :-) Ma noi possiamo fare qualcosa di più che limitarci ad affidarci alla Grazia di un momento.
Possiamo costruire la nostra Strada dei Trionfi.
La nostra Scala di Luce.
Quello che io chiamo il Baluardo
Cose simili, in certe misure e limiti sono state studiate da molti. Io non potrò che dirvi la mia sintesi e la mia versione, anche alla luce di come l’ho costruita e l’ho speriementata.

Quando vivi una emozione particorlarmente intensa, un evendo carica di bellezza e Magia…una volta che l’evento è passato..

RICHIAMALO SUBITO ALLA MENTE, PROPRIO ALLORA CHE E’ FRESCO FRESCO, PANE CALDO APPENA SFORNATO. PROPRIO ALLORA, RICHIAMALO, RICHIAMALO, RICHIAMALO. QUASI COME SE VOLESSI IMPARARLO A MEMORIA. RICHIAMALO E VEDINE I DETTAGLI, I PARTICOLARI, L’ATMOSFERA, GLI ODORI, LA MUSICA CHE AVEVI DENTO. RIVEDI TUTTO. PUOI ANCHE INTENSIFICARE QUALCHE ASPETTO SE VUOI. E MENTRE RIVEDI FAI UN GESTO COL CORPO CHE ASSOCERAI A QUELL’EVENTO. NON UNA VOLTA. MA PIU’ E PIU’ VOLTE.

Io ad esempio, stringo una mano a mò di pugno.. stringere come un pugno trasmette un’idea di potere, di energia, di forza, di passione. Ma, puoi semplicemente sbiazzarrirti a trovare il gesto o movimento che puoi (naturalmente non ti convengono posizioni di alto yoga esoterico, tipo leccarsi l’ano con movimento piegando la testa al contrario; deve trattarsi di un gesto semplice, rapido, attuabile quasi in ogni contesto). Una volta fatto questo, il lavoro prosegue nei giorni successivi. Questo è decisivo. Non limitarti al richiamo immediato fatto al momento.

MA NEI GIORNI SUCCESSIVI DEVE ESSERCI ALMENTO UN MOMENTO DELLA GIORNATA IN CUI RAMMENTERAI QUEL RIFERIMENTO CON IL TUO GESTO (stringento il pugno ad esempio)< /p>

Farai questo “giochino” con tutti quegli eventi e momenti che ti hanno talmente positivamente emozionato che li vuoi salvare potentemente dentro di te.
Agisci sul momento quindi. E poi i giorni successivi richiami..ma… non richiamerai più un solo momento, un solo evento, un solo riferimento.. ma tutti quelli che hai deciso di “salvare” a questo
livello.
POTRAI ANCHE ANDARE A RECUPERARE MOMENTI DEL PASSATO. Ti “affonderai” nella memoria per riscoprire i tesori andati persi, lucidarli e farli risplendere nuovamente. Questo all’inizio comporta un piccolo sforzo iniziale per togliere la polvere e per ricaricarli nuovamente e poi inserirli nella scia di quelli che richiamerai ogni giorno
Ecco perché parlo di Strada dei Trionfi e di Scala di Luce.
A un certo punto i riferimenti potranno essere anche dacine e decine, e tu li rievocherai di seguito. Ogni volta azionando a ogni singolo riferimento il gesto o movimento che avrai scelto. Capisci la potenza di tutto questo?
Sarà coltivare ogni giorno i fiori migliori del tuo giardino. Sarà come salvare le pagine più belle della tua storia personale. Sarà come avere una quotidiana carica energetica. Perché a ogni singolo riferimeno (e gesto) rammenterai evento e emozioni.
Effettuata l’intera serie, il meglio di ciò che hai vissuto ti ricaricherà
Inoltre il gesto ha l’utilità di far apprendere al corpo un collegamento psicofisiologico. Nel tempo, il fatto stesso di fare quel gesto ti riempirà di emozioni benefiche e di entusiasmo, tanto sarà stato reso saturo di riferimenti.

Da un lato ogni giorno coltivi il Baluardo.

Dall’altro, nel tempo, avrai un gesto nel tuo scrigno segreto. In particolari momenti di negatività e tnesione stringi il pugno (o fai il gesto che hai scelto) ed avrai una iniezione di energia. Il corpo avrà, nel suo linguaggio cellulare creato delle connessioni tra gesto e stati emotiv
Sarà diventato UN GESTO MAGICO. UN GESTO DI POTERE. Come i maghi antichi fare semplicemente quel gesto ti darà FORZA, POTERE. Se volete, molto spesso l’efficacia che sembra abbiano certe parole, formule e mantra deriva, secondo molti studiosi, dall’essere state
ripetute una infinità di volte con una certa intenzione.
Sì amico.. MAGIA.. tu sarai il piccolo Mago.. avrai le tue immagini e il tuo gesto magico.. una riserva di Bellezza a cui attingere.
Ecco anche perché lo chiamo il Baluardo. Dinanzi alla invasione di immagini e sinistre litanie di disperazione, impotenza, ansia, terrore e desolazione.. dinanzia al dubbio e allo smarrimento.. tu avrai un Baluardo che potrai sempre erigere e di cui “nutrirti”. Le più belle emozioni, i tuoi eroi, i grandi sogni, gli atti di meraviglioso coraggio, le donne che hai amato, i momenti di eroico furore, le sontuose sinfonie, i libri che ti hanno inchiodato per ore e ore.. tutto verrà in tuo soccorso, tutto ritornerà a te e potrai ergerti come Sentinella del Mattino. Il meglio di ciò che hai vissuto sarà lo Scudo che non potranno sfondare.

HASTA SIEMPRE ESPERANZA

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ECCO IL MAGO

by Duncan on mar.15, 2009, under Controinformazione, Musica

Agli amici della Repubblica:  questa la scrissi mesi addietro, come ricorderete, in una notte stupenda,  ed oggi è riaffiorata alla mia mente, e ho voluto tirarla fuori, ancora una volta, per condividerla anche qui. Rispetto alla versione originale ci sono dei piccoli cambiamenti, anche questi usciti di getto, come sempre..
mago1
Verrà ancora una volta. Con la sua giacca sbagliata. E ancora una volta tornerà con le sue storie, e le sue magie. Magie non proprio esaltanti, trucchi che ormai conoscono tutti. E il coniglio nel cappello è forse più vecchio di lui. E quegli scherzi, chi non li conosce?
Ma lui verrà nel silenzio. Entrerà dalle scale e i brividi cominceranno a salirci per la schiena. La pelle d’oca. Ancora una vota. Saremo tutti stretti sulle sedie e in piedi. E il Bar Mario sarà il centro della terra. Dimenticheremo tutto e saremo rapiti.
Perché è lui la star, è lui lo zingaro di lusso, è lui l’incantatore di serpenti, è lui che parla di donne impossibili che nessuno ha mai visto, è lui che le spara così grosse, ma così grosse, che ci abbiamo sempre riso.
Eppure quando si presenterà a noi ci cascheremo un’altra volta, ce la berremo un’altra volta.
Perché lui è il Mago Walter. Lui è il vecchio Zio Segreto che tutti i bambini hanno sempre sognato. Lui è lo Splendido. Le sue storie ti incanteranno sempre. Anche se saremo coperti di fuliggine e rumore, le sue storie ci sedurranno ancora una volta, e la sua magia ci porterà lontano.
Guarda nei suoi occhi e ti incanterà. Ti mostrerà mondi che conosce solo lui. Lui è il ciarlatano, lui lo spara balle, lui.. lo Splendido, Walter il Mago.

“e la magia più grossa giura
che gli è successa in casa sua
con il suo cane per pubblico
‘per una magia così’ dice ‘val la pena vivere’ “

E noi ci crederemo. Quel giorno ci crederemo. Sì, dannato Mago, ci crederemo..
La magia più grossa, la più stupefacente l’ha vista solo il tuo cane, a casa tua. E noi non c’eravamo, mannaggia.. Ma ci crederemo. Noi ci crederemo, perché ci sono notti in cui devi credere, in cui vuoi credere. Notti in cui ti devi fidare, in cui ti vuoi fidare. In cui puoi solo fidarti.
Non avremo bisogno di prove o spiegazioni. Ci hai regalato trenini sperduti nel cielo, ci spalancavi la bocca e lentamente il tuo tempo era il nostro, mentre strizzavi l’occhio. E allora ti crederemo.
Sì, un giorno hai toccato il cielo. Quel giorno tutto ti è stato concesso, hai fatto piangere Dio, sei stato il più grande. E anche se nessuno ti ha visto, oltre al tuo cane semicieco, noi ci crederemo.

“quanti bambini ha stupito
e ora i bambini sono più vecchi di lui
nemmeno un trucco è cambiato che
se il mondo cambia
qualche mondo non cambia mai”

Tu non sei mai cambiato Mago Walter. I bambini sono venuti e sono andati, qualcuno è tornato. I bambini sono diventati più vecchi di te.
Ma tu non sei mai cambiato. Tu non sai cambiare. Qualche capello bianco e un po’ di rughe danzanti. Un po’ più lento, la giacca sgualcita. Ma sei sempre tu. I tuoi occhi non si sono mai spenti. Tu non hai mai dimenticato. Demone dei boschi, giocatore d’azzardo, illusionista da fiera, zingaro di lusso.
Tu non sei mai cambiato. Tu non hai mai tradito. Tu non sai tradire.
Certe cose non cambiano mai. Qualche mondo non cambia mai.
Ci sono storie che non finiranno mai.
E noi ci saremo, saremo ancora noi, quelli che si alzavano la mattina presto e fuori c’era la neve, e correvamo a piedi nudi nel giardino. T tutta la gioia, tutto l’amore del mondo era nelle nostre mani.
E potevamo sollevarci da terra. Linguaggi segreti come poeti nascosti. Potevamo fare incantesimi.
Ci sono mondi che non cambieranno mai. C’è sempre un Giardino Segreto.
E c’è qualcuno, c’è sempre qualcuno che non ti tradirà. Costi quel che costi, sangue su sangue, bufera e murriana, gelo su mani e piedi, non ti tradirà. Dovesse essere anche l’ultimo, quando i tempi scomodi ti hanno messo all’angolo.. non tradirà. Qualcuno che starà sempre al suo posto, fino alla fine dei giorni, fino alla fine dei tempi.
Qualcuno che non potranno ingrigire, che non potranno mai comprare, che non potranno mai bruciare.
Ci sarà sempre un Sogno che ti scalderà il Cuore..

Mentre il tempo scivolava via tu ci tenevi stretti.
Facesti un Cerchio che i demoni non potevano oltrepassare..
e ci desti il tuo tempo..

Con i suoi scherzi segreti Walter il Mago si presenterà di nuovo qua,
e sarà ancora il più Grande Spettacolo del mondo…

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