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I Segni dell’Autunno: Bilancia
by Alpha Scorpii on ott.06, 2009, under Controinformazione
L’Autunno inizia giustamente con un Equinozio, perché inizia con la BILANCIA: nell’Equinozio d’Autunno abbiamo due caratteristiche notevoli: inizia ad abbassarsi la temperatura e Giorno e Notte durano pari tempo. Il che porta subito alla luce due qualità della Bilancia: il tepore e l’Equilibrio. Se l’Ego Arietino esplodeva con un aumento di temperatura e con un progressivo aumento di durata del Giorno, il Noi Bilancino parte con l’esatto opposto. Nella Bilancia si ha la celebrazione della Simmetria, del Canone greco, e il Sociale contrapposto alla dimensione infantile.
Non a caso il pianeta governatore della Bilancia è Venere (unica governatrice, almeno finché non sarà affiancato da un eventuale nuovo pianeta che governi Toro e Bilancia insieme a Venere), ma con esaltazione di Saturno: cioè un “vice-governatore” del Segno è Saturno, il Pianeta del Rigore, ma anche dell’Anzianità e della Sobrietà. Rigore significa anche freddo, tant’è che l’associazione Venere-affettività e Saturno-freddezza merita qualche approfondimento: la Bilancia non è fredda, e guai a dirglielo, perché essendo molto intelligente, spesso ti prenderà da parte, chiarendo in modo dialettico che non è assolutamente una persona fredda, anzi, che dà il primato ai sentimenti ecc.. Ma questo dimostra che, soprattutto, alla Bilancia non piacciono i termini estremi: ‘freddo’ è estremo. Probabilmente avrà da ridire anche sul termine “tiepido”, in quanto suona male, suona mediocre, e la Bilancia vi farà subito notare (dialetticamente) che essendo cultrice dei sentimenti, non può essere tiepida, perché quando si parla di Sentimento, il tiepido non esiste, semplicemente pone le cose al posto giusto. E dovrete tutto sommato darle ragione, senza tuttavia riuscire a eliminare quel retrogusto di distanza che sentite parlandoci. E vi spiego io perché: se l’Ego dell’Ariete è caldo, burrascoso, vitalistico-aggressivo ma bonario nelle conseguenze delle proprie azioni e nei risvolti, il Noi della Bilancia è sicuramente misurato e nonviolento (Gandhi e John Lennon sono esempi di Bilance nonviolente), ma Saturno è quella mazza che ogni Bilancia tiene dietro la schiena quando vi spiega che dovete amare il prossimo ed essere equilibrati e in armonia con tutte le creature. Il Noi si fonda sulle leggi: è Bilancia tutto ciò che coinvolge sentimenti e vincolo duro: il Matrimonio, ad esempio. Se i Gemelli, come primo Segno d’Aria, rappresentano il semplice coesistere dialettico, la Bilancia, come evoluzione del concetto, rappresenta una Coppia sancita, approvata e che funziona nel Noi. L’Aquario, ultimo Segno d’Aria, farà comunione ma su tutta l’Umanità, diffusivamente. L’ossessione per la Misura può produrre nella Bilancia una visione grecista del Mondo, quella visione per cui “Cosmo” è la radice di “Cosmetica”: il Kosmos, contrapposto al Caos primordiale (immagine del punto 0° zodiacale fra Pesci e Ariete!), è l’Universo IN ORDINE. Quindi un cosmetico, letteralmente, ti mette a posto la faccia, la beltà: mette in ordine, in armonia, il volto, e qui quindi il Brutto è il malposto, lo sfatto, l’appena alzato coi capelli arruffati. Vi accorgerete di queste attitudini “cosmetiche” stando a contatto con le Bilance: probabilmente noterete che hanno delle vere e proprie ‘zone di cecità’ laddove vi rivelate in qualche modo sgradevoli: poiché l’Imperfezione non rientra nella mente Bilancina, la loro considerazione di voi scoprendo i difetti non sfurierà, non andrà in bestia, ma si bloccherà per difficoltà di elaborazione. In questo modo: scoperto il difetto, ad esempio che siete che so, cafoni, la Bilancia diretta tenderà ad arrabbiarsi manifestando il suo senso dello Stile subito; ma la Bilancia intellettuale, o anche solo interessata alla buona convivenza come spesso accade, dapprima cercherà di spiegarvi che ci vuole gusto in tutte le cose, tentando anche di comprendervi- ma se insisterete, non le resterà che escludervi dalla sua cerchia, perché nella sua mente non entra, semplicemente, la bruttura. Non ci entra, non la capisce, e ciò che non quadra è come un’interferenza al cervello, in questo caso. Ovviamente, se vi escluderà lo farà molto a malincuore, perché per una Bilancia ogni rottura, ogni lite, ogni cattiva fine di un rapporto è un fallimento nella Mediazione, e pesa sempre un po’ sulla sua coscienza sempre tesa alla ricerca della massima Perfezione. Esemplari alcune ragazze che conosco, della Bilancia, che hanno sempre avuto reazioni strane alle mie intemperanze: una aveva la passione della Dietologia e della cura del corpo, e andava soggetta a scatti d’ira sempre motivati da astrattissime cause di principio inerenti la volgarità, l’inopportunità di certe cose, soprattutto la goffaggine sociale. Un’altra, bellissima ballerina e intellettuale, cuspide Vergine-Bilancia, ricordo che oltre a giudicarmi intemperante per il modo…. come dire…. agreste con cui le facevo avances, sempre parlando a bassa voce e sempre con classe, mi prendeva regolarmente da parte spiegandomi che i rapporti hanno la tale e la tal’altra regola, che certe cose sono importanti e imprescindibili, e altre sono forse opportune in certi contesti ma nella sua esperienza non rientravano, e quindi ecc. ecc. … risultato: è stata l’unica mia fiamma a farmi una predica sul Relazionarsi durata 2-3 ore. La Bilancia infatti non tollera la stupidità e soprattutto passare da stupida: perciò, è maestra nell’Arte della Premessa: dicasi Arte della Premessa la raffinata capacità di spaccarti la faccia solo dopo aver chiarito che non ignora le altre vie, semplicemente, in quella situazione reputa arbitrariamente il caso di spaccarti la faccia. Per il tuo bene. E per il bene dell’uccellino sul ramo. E del Mondo. Altra signorina della Bilancia, invece, non mi fece chissà quante prediche ma fu periglioso corteggiarla, dacché spariva appena oltrepassavo il limite dettato di volta in volta dal suo umore: dopo qualche pomeriggio insieme, litigò con me perché l’accusai di essere intollerante per via delle mestruazioni: e questo probabilmente, oltre a offendere l’Intelligenza reputandola umorale (non sia mai!) la offese perché la vedeva associata a qualcosa di scomodo e ‘sozzo’. Il Segno della Coppia, in ogni caso, ama le relazioni e vive di relazioni: chiunque abbia pianeti in Bilancia, a seconda del pianeta avrà manifestazioni Bilancine che si rivelano in coppia come al tornasole: ad esempio le donne con Marte in Bilancia non riescono a non associare il Fallo al Marito: irresistibilmente, per loro, fare l’amore significa essere il “suo uomo”. Perfino la più audace e vogliosa donna con Marte in Bilancia, una volta che l’avrete avuta sessualmente, sentirà il bisogno di mettervi nella casella “coppia”, pena reazioni furiose che indicano un tilt nel suo sistema motivazionale. Oppure la Luna in Bilancia: curiosa posizione che fa sì che la sensibilità sia sì delicata e affettiva, ma anche equa: ad esempio, una Luna in Bilancia non si commuoverà solo per i film d’amore, ma a maggior ragione per i dolori del Terzo Mondo, magari reputando più corretto piangere un po’ di più quest’ultima cosa, per proporzione. Relazioni non vuol dire ovviamente “tutto concesso”: l’amico Bilancia non vi farà mai favori iniqui alla faccia del Prossimo, non vi darà il numero di telefono dell’amica sua figacciona solo perché siete voi, ma non si comporterà mai in modo scorretto e su questo potrete contare. Ora: sorte apparentemente diversa hanno quelle Bilance che interpretano l’Estetica/Giustizia in un senso diverso: cioè, come protesta sociale. Ce ne sono eccome: Nietzsche, Oscar Wilde in testa, ma anche Eminem e Zucchero Fornaciari che non appare come un esteta vistosamente. Il fatto è che il senso di Giustizia sociale della Bilancia spesso assume forme che possono perfino rivestire i panni della provocazione (Eminem), o addirittura sfociare in un’intolleranza feroce contro tutto ciò che appare brutto, limitato e sprecato (Nietzsche). Sorte più palese per le donne: simboli di Bellezza come la Bellucci e Brigitte Bardot, che oltre a essere palesemente icone sexy si distinguono per l’attivismo sociale, una con le idee radicali e l’altra con l’Animalismo. Ovviamente, l’animalismo della Bilancia non sarà amore per la Natura barbara, ma più che altro amore per l’Armonia: esempio massimo: San Francesco! Fisicamente, la Bilancia governa i reni, il fegato, le anche e la regione lombare-ombelicale: la cintola insomma, dove sono tutti organi dalle funzioni di discernimento e di equilibrio del corpo, sia come peso sia fisiologico. I soliti Greci bilancini, non a caso, adorarono l’Omphalos, l’Ombelico, sottoforma di pietra.
IL POTERE DELLE FIABE
by Duncan on lug.05, 2009, under Ispirazione, Simbolo

Nelle fiabe c’è un percorso antico, che si annida negli archetipi dell’uomo.
Questo è stato sempre saputo. Renderle vuota fantasticheria è una delle tante incomprensioni che hanno caratterizzato la conoscenza nel corso del tempo.
Le fiabe hanno un rapporto antichissimo con l’anima dell’uomo. Quelle che sembrano storielle e piccole avventure si nutrono di potenti riferimenti simbolici, e hanno qualcosa da dire alla nostra coscienza e al nostro inconscio.
I bambini non hanno mai smesso di avere fame di fiabe. Le fiabe sono sia un qualcosa di distinto da tutto il resto, sia parte della più ampia categoria delle “storie”. Entrambi i poli coesistono. Né due mondi distinti, né totale compenetrazione. Le fiabe sono un modo di articolarsi delle “storie”, distinto da altri.
L’essere umano non può vivere senza storie. Qualuque sia la sua età.
Cambia la forma e la complessità, lo stile e la profondità, la durezza e la radicalità.. ma le storie ritornano incessantemente evocate dalle profondità del nostro spirito.
Abbiamo creato i manga, interminabili epopee a fumetti, i cicli fantasi, come l’epocale Dune di Herbert o il Signore degli Anelli di Tolkien. Ci siamo scoperti a vedere la saga di Hokuto e Ken il Guerriero da bambini, o innamorati dei miti indiani narrati intorno al focolare. Abbiamo cercato la terra del Sogno deglli aborigeni per trovare dimenticati sentieri dell’anima, o le parabole sufi per danzare sotto i cieli del delirio, e svendere il mantello dell’Io per ritrovare il Danzatore oltre ogni frammento disperso.
Un mondo senza storie è un mondo morto. Il tentativo di sradicare ogni elemeno “fabuloso” dal proprio piano di esistenza, volgarmente spacciato per “realismo”, è quanto di più “irreale” ci sia, perché misconosce e atrofizza la “realtà” emotiva e spirituale dell’essere umano. E non c’è niente di più spaventosamente irreale che una totale immersione nella frequenza monodimensionale dell’io quotidiano. Quella è “una” frequenza, che deve essere vissuta comea anche le “altre” frequenze. Ogni piano potenzia l’altro, e senza piani superiori, il quotidiano diviene maschera, anoressica rappresentazione di sopravvivenze forzate e giochi di potere e posizionamento, o di resa e cristallizzazione relazionale. E’ lo spalancamento anche ai piani superiori che ci rende davvero “reali”, in quanto “autentici”, irrorati da miti e simboli che incarnadosi nel quotidiano illuminano il nostro sguardo e ci rendono esseri capaci di creare e trasformare.
Camminatori della speranza. E piantatori di ulivi nei deserti. Portare la Poesia nel Mondo, rendendo fertile il mondo, è una delle più lussureggianti manifestazioni di una vita integra e aperta a tutti i piani dell’essere.
Chi rinuncia alle storie o chi ne viene privato, deperisce, e intristisce come un grigio funzionario della vita. La potenza delle cose gli si pone come inesorabile e non ricorda più che ci sono parole che possono destare dal sonno, che ci sono parole che sciolgono anche “i cuori di ghiaccio” (andate agli ultimi passi del Silmarillion di Tolkien), che ogni essere umano è un Mago sotto mentite spoglie.
Ed è anche un Guerriero pronto a dare l’anima per quello in cui crede, per valori che considera sacri.
E un Amante a cui si incendiano gli occhi per passione e amore.
Un Artista che dipinge colori sui muri di periferie intossicate da mafia e droga, per celebrare incantesimi contro la disperazione.
Ogni essere umano, disse Paolo Coelho nel suo momento migliore, è portatore di una Leggenda Personale. Senza Leggenda Personale l’essere umano si appanna.
I cultori del materialismo più grezzo e dozzinale, o i cinici da salotto sono forse tra le persone più ottuse e miopi che siano mai state partorite.
Sogni di Bellezza hanno animato tutta la grande arte.
Eroici furori in ogni indignazione, che ancora ritorna, ogni volta che innocenti sono sacrificati ai Moloch, ogni volta che un bambino è violato, ogni volta che l’Abominio imperversa, ogni volta che vediamo i collari strozzare la voce, ogni volta che scegliamo di alzarci e parlare quando tutti tacciono per paura o convenienza.
Le leggende, i miti e le storie custodiscono le radici dell’uomo e i suoi orizzonti. Il meglio di ciò che è stato e il meglio di ciò che sarà.
Perché lo scopo di ogni Partenza è il Ritorno.
E perché.. di ogni mio viaggio lontano da Te, Tu sei la Meta.
E adesso capirete perché non riusciamo a smettere di leggere, di ascoltare storie, vedere film.. perché i miti ci perseguitano, perché andiamo a dare la caccia agli archetipi. Perché siamo curiosi e appassionati. Perchè vogliamo conservare tutte le storie del mondo e raccontarle.
Perché quando i popoli venivano massacrati ed estinti sceglievano e scelgono di consacrare alcune persone a tramandare il patrimonio, le loro storie più grandi, di generazione in generazione, fino al momento in cui esse potranno trovare nuova fioritura.
Ogni dominatore ha sempre temuto l’anima dell’uomo. I mezzi dirincoglionimento collettivo agiscono ancora di più sull’inconsio che sul conscio, scaraventandone dentro il mondo della merce e del consumo, e parodie oscene di storie, volgari vaccate che deprimono invece di alzare, anastetizzano invece di ispirare, intristiscono invece di liberare.
Tuttavia i miti e le storie persistono perché non sono sradicabili dall’anima dell’Uomo.
La stessa sete non può essere riempita con merce avariata e pasti pronti.
Le fiabe sono uno dei territori delle Storie. Tutti vi possono accedere, ma i loro destinatari privilegiati sono i bambini.
La loro “artigianalità”, la semplicità e “povertà” della messa in opera, è una ricchezza piùc he un limite. Il bambino sente la madre (o altri) raccontargli una fiaba. Non ci sono mezzi, non ci sono immagini, effetti speciali. Non c’è nulla se non una voce e una storia. La “povertà” crea una “intimità” speciale e unica, tra quel bambino e quella madre, che, proprio in quel momento, sono l’unico vero centro dell’universo. Conchiglie che si ricambiano il suono del
Mare. Congiurati di un capovolgimento del mondo. Avventurosi esploratori di un’altra dimensione, con regole che sono solo le loro.
Ogni singola fiaba è diversa da tutte quelle che vi sono state e vi saranno. La fiaba dei pollicino (ad es.) che narrerai stasera è diversa da tutte le fiabedi pollicino mai raccontate in tutta la storia del mondo. La tua voce, la vibrazione sotterranea che la anima, il tuo bambino, la sensibilità che gli è propria, i vostri codici speciali di comunicazione, gli scambi energetici da mente a mente, il tocco di una mano su una mano o un viso.. le pause, i toni, i richiami.. tutto renderà quella storia unica.
Le fiabe non sono qualcosa di edulcorato e inevitabilmente sdolcinato. Il dolore, la morte, il male, non mancano, non vengono negati.
Ma si mostra come il coraggio, la bellezza, l’amore possono vincere.
Che attraverso la caduta e il dolore si può rinascere.
E passatemi l’affermazione finale accusabile da “passatista”.. ma, persone capaci di raccontare ancora fiabe a un bambino piuttosto che riempirlo di cose o giochi elettronici hanno un posto d’onore nelle fondamenta umaniste del mondo.
Il potere delle fiabe rammenta che esiste un potere oltre ogni degradazione, qualcosa di perduto, qualcosa da ritrovare. Una principessa di incredibile bellezza, un anello magico, prove di valore, aquile che ti trasporteranno in mondi lontani. Cominci a credere fin da bambino, mettendo cascina in fieno per quando verranno i giorni dei baubau di grigio vestiti e dal sorriso a tagliola, con momente sonanti e cemento nel cuore e porteranno il freddo. Ma tu hai cominciato a sognare da lontano, sai che in un modo o nell’altro non sarai abbandonato. Che avrai la tua spada per combattere. La tua principessa da baciare. Un grande avventura da vivere. Qualcosa per cui lottare, come un antico cavaliere. Perché certe storie non muoiono mai.
E’ anche questo il potere delle fiabe.
Vi lascio con questa meravigliosa canzone di Vecchioni, qui cantata insieme ad Ornella Vanoni. Una canzone a cui sono legato per motivi che mi prendono l’anima. Mi ricorda persone scomparse, lunghi viaggi in macchina, insieme a canzoni bellissime