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TEMPO DI GUARIGIONE- la rubrica di Monica Benatti
by Duncan on ott.16, 2010, under Ispirazione, Simbolo
Eccoci al secondo appuntamento con uno spazio che è una vera colonna in questo territorio per anime libere chiamato Born Again. Lo spazio che vibra nelle mani di Monica Benatti..
Molti parlano di guarigione riempendosi la bocca, Monica è una donna dalle radici antiche, e dalla freschezza giovanile e incarna in sè la guarigione, guarigione che cammina, guarigione “vivente”. Per studio, esperienza e pratica ha realizzato in sé percorsi autentici che è pronta a condividere.
Chi cammina il Sentiero della Libertà ama condividere e spezzare il proprio pane con gli altri. Ed è ciò che fa Monica, e che farà.. in testi scritti con passione. Essa vi prenderà per mano e vi condurrà in territori di comprensione, saggezza, evoluzione, guarigione.
Molti di voi hanno solo vaghe infarinature di ciò che rientra nella medicina “alternativa” e nei percorsi “naturali”. Monica tratterà temi appassionanti, vi dara strumenti di comprensione, chiavi di lettura, imput e approcci verso un mondo affascinante e idee da sperimentare.
Cose come i fiori di Bach, la gemmoterapia, la cromoterapia ed altro non saranno per voi solo qualcosa di lontano o vagamente abbozzato.. ma lei vi aiuterà a capire.
Nella rubrica di oggi Monica continua il discorso sulla medicina vibrazionale, incentrandosi sulla cromoterapia, ma toccando la gemmoterapia e i fiori di Bach.
Ci sarete anche al suo terzo appuntamento… ma intanto godetevi questo
LE TINTURE DEI CRISTALLI E LA CROMOTERAPIA
La proprietà fondamentale dell’acqua come mezzo universale di immagazzinamento di energia vibrante permette di preparare esenze terapeutiche con il metodo solare, come gli elisir di gemme. Queste si preparano mettendo una o più gemme di una particolare struttura cristallina in acqua pura di fonte o distillata, lasciando il tutto esosto alla luce solare diretta del primo mattino per parecchie ore; le energie solari sono al massimo delle forze praniche nelle prime ore del giorno, Alcune proprietà eteriche dei cristalli sono trasferite all’acqua, che viene caricata delle loro caratteristiche vibrazionali.
L’azione delle gemme si colloca tra le essenze floreali ed i preparati omeopatici; quando si ingerisce materialmente una gemma dopo averla frantumata, l’effetto è simile a quello ompeopatico, influenzando percettibilmente il corpo fisico con prorpietà medicinali, nutritive ed antibiotiche. Quando una gemma è preparata come elisir, quindi usando il sole nello stesso modo che per la preparazione delle essenze floreali ( meglio conosciute come Fiori di Bach), il rimedio funziona in modo più simile a queste e diventa più eterico nelle sue caratteristiche. In entrambi i metodi di preparazione, le gemme influenzano organi specifici del corpo, mentre i rimedi omeopatici hanno un più vasto impatto sull’intero organismo; le gemme hanno in loro lo schema di una struttura cristallina, che agisce sui minerali e sulle strutture cristalline dell’organismo a livello biomolecolare; prciò lavorano più strattamente a questo livello per integrare la forza vitale nel corpo. Infine l’azione delle gemme si colloca a metà tra quelle degli altri due gruppi di rimedi vibrazionali ( essenze floreali e rimedi omeopatici), perchè ha un impatto più forte sul fluido eterico; le essenze floreali derivano dalla manifestazione vivente che porta l’impronta della coscienza, mentre le gemme amplificano la coscienza. ( ho lavorato spesso coi fiori di Bach e gli elisir di gemme, che insieme hanno una grandissima sinergia).
Gli elisir di gemme come forma di terapia vibrazionale sono in grado di amplificare le energie che già si muovono nelle strutture sottili dei livelli superiori, aiutando a mantenere l’equilibrio tra il corpo fisico e quelli sottili in un modo molto simile a quanto fanno le essenze floreali, benchè non contengano lo stesso livello di energia vitale. Essi agiscono con il principio della risonanza frequenziale.
(nei prossimi articoli approfondiremo il concetto di risonanza frequenziale, che tanto amo). Le gemme ed i cristalli hanno la loro organizzazione molecolare in una simmetria geometrica che dà loro proprietà vibrazionali di specifica frequenza; nella preparazione degli elisir di gemme con il metodo solare, lo schema eterico di queste frequenze viene trasferito all’acqua.
La guarigione per mezzo di elisir di gemme avviene quando lo schema cristallino memorizzato nel preparato è trasmesso per risonanza alle strutture biomolecolari instabili del corpo malato; la conseguente stabilizzazione dei processi biochimici produce un aumento dell’organizzazione cellulare, il risanamento dell’organo ed un generale orientamento verso la salute.
Gli elisir di gemme influenzano anche le dinamiche psicospirituali delle persone; a questo livelo agiscono sulle strutture sottili della coscienza più che sulla chimica molecolare del corpo fisico. Possono avere un un effetto potente sui meridiani, i chakra ed i corpi sottili; modificando gli elementi che contribuiscono alla consapevolezza, possono promuovere l’evoluzione dell’essere e portare alla fine a modificazioni comportamentali. Gli elisir non influenzano tanto il comportamento quanto la consapevolezza dalla quale il comportamento deriva; assumendo gli elisir, la persona può mettere meglio a fuoco i propri problemi interiori e le decisioni da prendere. I preparati di gemme hanno effeti leggermente diversi sui meridiani dell’agopuntura: le essenze floreali tendono ad influenzare specifici meridiani nel corpo, mentre gli elisir di gemme tendono ad influenzarli tutti, passando da uno all’altro attraverso i punti terminali situati sulla punta delle dita delle mani e dei piedi. Questo fenomeno che non avviene con le essenze floreali, è in parte dovuto alla maggiore potenza vibratoria delle gemme: Un altro rimedio interessante , che può essere preparato senza l’uso nè di fiori nè di gemme, è la tintura colorata; si prepara esponendo dell’acqua disitllata alla luce diretta del sole, in bottilgie di vetro colorate o rivestite di plastica colorata. Dopo l’esposizione alla forza pranica della luce solare l’acqua, caricata delle frequenze del filtro colorato usato, si può somministrare per via orale per curare diversi disturbi.
L’uso delle tinture colorate (o terapia idrocromatic) è una forma meno conosciuta di cromoterapia, ma testimonia il principio che sull’acqua può essere memorizzata una quantità di caratteristiche vibrazionale per uso terapeutico. La cromoterapia non è una novità del 20° secolo; questa arte sottile era applicata nell’antichità nei templi di cura con uce e colore ad Eliopoli in Egitto, come nell’antica Grecia, in Cina e in India.
Ognuno dei colori fondamentali visibili ha particolari qualità che sono collegate al chakra con il quale risuona; la conoscenza della natura dei chakra e dei loro legami energetici con la fisiologia del corpo aiuta a capire l’uso di particolari colori per curare specifiche malattie. Le forme nelle quali le frequenze dei colori possono essere trasmesse ai pazienti sono numerose: usando la luce di lampade elettriche (o luce naturale) filtrata attraverso schermi o filtri colorati, con acqua trattata con luce solare colorata (terapia idrocromatica), attraverso la respirazione colorata (un metodo fisico eterico), cioè facendo una profonda inalazione di aria praticamente caricata con l’enrgia di un colore particolare. Una variazione consiste nel visualizzarsi respirareun determinato colore nella fase di ispirazione; in sintonia con la respirazione il colore visualizzato è diretto mentalmente verso le zone malate, i blocchi e le disfunzioni o gli organi che hanno bisogno di essere vitalizzuati. Spesso ho consigliato di indossare indumenti del colore di cui si è carenti, e se possibile tenere un indumento del colore giusto sull’organo o sulla zona squilibrata, per tutta la notte durante il sonno.
Le gemme sono delle miniere inesauribili dei sette raggi cosmici, i quali formano il cosmo e l’universo. Questi sette raggi divengono visibili nell’arcobaleno, in un ordine regolare, per ricordare all’uomo che i raggi sono alla base dell’universo.
Monica Benatti
L’angolo di Alice
by Duncan on set.10, 2010, under Disciplina

Ritorna la rubrica di Alice…
Alice, come sapete, è persona che da sempre ha avuto un rapporto peculiare, istintivo ed empatico con gli animali.
Questa sua percezione e predisposizione si implemente da alcuni mesi a questa parte con studi all’avanguardia che sta seguendo, specialmente quelli con professore Marchesini.
L’approccio con gli animali (a partire dai cani) che ne risulta è assolutamente all’avanguardia e fuori da vecchi schemi. Si esce dal modello classico di “addestramento” per seguire percorsi di valorizzazione e guida dell’animale che integrano il rispetto e la comprensione di esso, e realizzano allo stesso tempo la crescita e la maturazione dell’essere umano che svolge questo compito.
Vi lascio all’ultimo pezzo che ha scritto per questa sua rubrica… dedicato alla “centripetazione” e “attivazione referenziale”..
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LA CENTRIPETAZIONE E L’ATTIVAZIONE REFERENZIALE
Il compito principale e basilare di un educatore cinofilo consiste non tanto nell’educare il cane, ma nel rendere la relazione cane / pet- owner completa e per entrambi appagante.
Inutile educare (sarebbe meglio dire addestrare in questo caso) un cucciolo, se poi manca, di base, lo stretto legame che deve unirlo al proprietario.
La visione addestrativa è bandita, non si cerca un cane che dia delle performance standard, che esegua dei comandi in modo meccanicistico. Si vuole sviluppare invece la sua alterità e le sue capacità SOGGETTIVE ed in questo processo, lo ripeto, è fondamentale la RELAZIONE.
La centripetazione è il reciproco orientamento di cane e persona. Ovvero, in qualsiasi situazione ci si trovi, i due poli si rivolgono attenzione reciproca.
E’ necessario che il proprietario in primis dia valore al compagno a quattro zampe, bisogna che ci sia la valorizzazione del cane, lo si deve vedere come centro di interesse, ci si deve impegnare a far crescere il rapporto attraverso uno scambio, conoscendo i canali comunicativi attraverso i quali operare.
Bisogna pensarsi in coppia .. Un po’ come nelle relazioni d’amore o di amicizia. Si è in due. Non si ragiona da soli o come se lo fossimo.
Da parte umana quindi, sono questi i termini attraverso i quali ragionare e SENTIRE il nostro fidato amico. Su questo un buon educatore cinofilo non può transigere e tollerare negligenze.
La centripetazione richiede impegno e costanza, non soltanto amore verso il cane, naturalmente, da questo ne consegue che anche per il cane l’amico umano sia centro di attenzione e di fiducia.
La centripetazione del cane nel pet-owner si realizza in tre momenti :
1- MEDIAZIONE bisogna diventare degli intermediari attraverso i quali il cane realizza i suoi scopi ed ottiene ciò che desidera.
2- FOCALIZZAZIONE ovvero bisogna diventare interessanti per il cane . Questo lo si fa in vari modi, per esempio mettendosi in movimento (i cani essendo dei cacciatori sono attratti dal movimento), ma non solo , perché la focalizzazione riguarda anche la fiducia che il cane ripone in noi, l’accreditamento (mi affido a te), la gratificazione (vicino a te mi accadono cose belle).
3- RIPOSIZIONAMENTO nel momento in cui il cane è focalizzato in noi, anche quando esso è centrifugato (ovvero, interessato e distratto da eventi esterni) dovrebbe, una volta richiamato, ritornare con l’attenzione a noi e lasciare perdere altri stimoli. Questo è assai importante, soprattutto se distratto da eventi pericolosi (per esempio mangiare qualcosa trovato per strada o rincorrere le auto o i camion).
Altro punto fondamentale per promuovere la relazione è L’ATTIVAZIONE REFERENZIALE.
Il pet-owner deve essere un punto di riferimento per il cane, come la rete sulla quale poggia la vite per crescere. Un appoggio pratico ed emotivo, sempre e comunque.
Compito dell’educatore cinofilo è guidare il proprietario e la famiglia attraverso vie semplici e precise che consentano la costruzione di tale rapporto. Il proprietario è un mediatore evolutivo e con lui la sua famiglia.
Sarà necessario capirne quindi gli stili di vita, le abitudini di tutti i componenti e poi lavorare sul campo emotivo del cane. Promuovendo nuovi stili ed abitudini della pet – ownership, modificandone così il campo espressivo ed ampliare lo stesso .
E’ da evidenziare che il campo espressivo è costituito dalle emozioni che più spesso vengono sollecitate. Se positive o negative, dal livello di eccitazione o apatia del cane stesso , dalle sue personali motivazioni (dove riceve più gratificazione, facendo cosa).
Esprimere significa esercitare, in neurobiologia significa rafforzare, ragione per cui,un set si rafforza tanto più lo si esercita, così come un muscolo. Per un cucciolo esprimere significa evolvere. E’ importante capire quanto il proprietario contribuisca a far si che ciò avvenga nel migliore e più completo dei modi e come il proprietario solleciti certe attività ed inclinazioni piuttosto che altre.
Il ruolo del gioco, in tutti i mammiferi, compreso noi umani è educativo.
I bambini imparano giocando, divertendosi. Anche a scuola i giovani sono più attivi nell’apprendimento se fatto diventare una sorta di interessante gioco, quasi divertente. Naturalmente il proprietario deve saper giocare , a seconda del cane che gli sta accanto.
Bisogna disciplinare le tendenze e sviluppare ciò che è sottotono.
Fare giochi predatori (per esempio tirare uno straccio noi da una parte ed il cane dall’altra) non è un gioco adatto ad un cane già con forti tendenze al morso e predatorie.
Allo stesso modo sarebbe inutile tentare di far diventare un labrador un tipo di cane atto alla difesa o, appunto, cacciatore.
Conoscere che tipo di cane abbiamo con noi, partendo dalla razza cui appartiene, per arrivare naturalmente alla sua soggettività è compito primario del proprietario, al quale non si può sottrarre mai.
Secondo l’approccio zoo antropologico infatti l’ente relazionale (il proprietario) NON è una controparte, ma è parte integrante della relazione e mediatore tra il cane ed il mondo.
La mediazione tiene conto di variabili che possono essere diverse tra una coppia ed un’altra come per esempio il tempo trascorso insieme, che attività si fanno insieme, la qualità della relazione e in che termini essa si sviluppa.
Compito di un bravo educatore è tenere conto di tutte queste infinite variabili e sviluppare un percorso cane / padrone sempre differente, perché deve tenere conto di moltissime componenti e differenze.
E’ questo l’aspetto incantevole dell’educazione : è sempre diversa, pur poggiando su delle basi universali, perché non ha una visione statica, passiva, di impartizione di ordini e pretesa di performance . Perché considera l’alterità del singolo cane come un bene prezioso da conoscere, studiare ed aiutare in una crescita corretta. Perché non estromette da tutto questo percorso il pet – owner, ma anzi lo sollecita a partecipare e a cambiare cattive abitudini.
L’addestramento è ormai sepolto e, laddove ancora ci fosse, meglio starne lontani.
