Born Again

Tag: Ridha Chtorou

IO ADESSO… di Ridha Chtorou

by Duncan on mag.01, 2010, under Ispirazione, Misticismo, Poesia, Simbolo

Ridha Chtorou, ex detenuto a Sollicciano.. e ancora prima una lunga storia.. persona che negli anni ha fatto un percorso interiore profondissimo.. che lo ha reso qualcosa di molto vicino a un mistico…
Voglio condividere con tutti coloro che entreranno in questo Territorio.. una sua poesia scritta in un momento di altissimo coinvolgimento emotivo e spirituale, in un luogo bellissimo.. posso dire dove? Va beh.. lo dico. Era a Firenze, di fronte alla statua di Lorenzo il Magnifico.. a un certo punto  ha vissuto uno di quei momenti di Eroico Furore che sono il magma incandescente e la fucina della vera arte.

IO ADESSO

Nell’oscuro sentiero del cuore ho scavato

Trovo una terra illimitata

Di giorni senza notte

Eruppe un nuovo mondo

Estranea al mio come era

Cantai con voce di tuono

il segreto dell’essere io

nel silenzio che chiama

l’abbandono di se stesso

e scopre il reale

che è la visione del mondo

per vedere oltre il visibile e

scendere nell’interiore abisso

vado oltre il tempo e la vita

su ali sconfinate

eppure sono ancora uno

con le cose nate e non nate

ma con l’ardore e la gioia salirò

verso l’infinito, di gradino in gradino

tutto mi apparve nuovo

il cielo di oggi è la terra di ieri

e il cielo di oggi sarà la terra di domani

il passato e il futuro si fondano nel presente

e io vivrò l’attimo, poiché l’attimo è eterno

cosi lascio il mio pensiero

percorrere l’universo

carico di benevolenza

diffondendo pensieri d’amore

io non so che avverrà poi

in questo mondo oscuro

se avrà o non avrà fine

il dolore dell’universo

e se le stesse speranze

d’assetato di giustizia

saranno o meno appagate

ma io credo d’essere legato

ad un solo destino

assieme a miriade di vite

nel consegnarmi perdutamente all’amore

che spero conduce il mondo ./.

                                                                                                         22/04/2010

Chtorou Ridha

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la più alta Giustizia

by Duncan on apr.14, 2010, under Misticismo, Poesia, Simbolo

vortice

Ridha Chtorou è una persona con una vita segnata da esperienze profonde, radicali e durissime alle spalle. Una fortuna che adesso ho l’onore di conoscere di persona. Negli abissi del dolore riuscì ad andare al di là del buio ed aprirsi ad altre dimensioni della realtà.. a un senso sacro e divino di tutto ciò che esiste… Le sue poesie sono meravigliose. Eccone una delle ultime che ha scritto e che mi ha inviato.

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MOHAMED,CRISTO E MOSEI

Profeto,messia e messaggeri

Poeti, filosofi e plasmatori di

Fede antiche in altre terre

Io non oso andare oltre

Se prima non ho riconosciuto

Con tutto il rispetto

Quando avete lasciato

Sparso nel mondo

Dico che tutto

Terre e stelle del cielo

Hanno per fine la religione

Dico che nessuno nome è mai stato

Devoto la meta del dovuto e

Dico che nessuno ha pensato

Quando divino sia il credo

Te conosciuto o sconosciuto

Che cosa cerchi, cosi pensoso e muto?

Di che cosa hai bisogno?

Ascolta caro figlio, ascolta la premessa

È ardua amare all’eccesso

La giustizia nell’ingiustizia

Eppure è una cosa, che soddisfa ed è grande

Mio camerata

Perché tu condividi, con me due grandezze

E una terza che cresce e

Le include più risplendente

La grandezza della giustizia, dell’amore e

La grandezza della religione

Tutto possiede gioie spirituali

Che poi libera

Il cammino verso l’infinita vita

Come può le giustizia divina

Morire ed essere sepolte?

Ogni elemento della vera giustizia

Della giustizia vera

D’ogni uomo e donna

Si sottrai alle mani

Dei pulitori di cadaveri

E moverà verso più degne sfere

Portando ciò che ha accumulato

Del momento della nascita a quello della morte

Guardate attraverso gli vittime

impulsi religiosi raggiungono il mondo

impulsi del mondo puntualmente rispondono

e infine è arrivata

la giustizia del dio divino

perché si lotti insieme

mentre passa per i solidi

premi dell’universo

perché quelli che lei offre

chiunque può perseverando

vincerli

Ridha Chtorou 

 15.02.2010

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La parte della Vita

by Duncan on mar.21, 2010, under Bellezza, Ispirazione, Poesia

Everest

Ridha Chtorou è un detenuto del carcere di Sollicciano, con il quale sono in contatto.. Non conosco concretamente la sua storia di vita. So che è stata dura. So che è venuto dalla Tunisia. E che in Italia ne ha passate tante. So anche che abbiamo di fronte a un “mistico vestito da carcerato”, con improvvisi momenti di fuoco in cui vola oltre tutto e le sbarre non fermano la fantasie e le immaginizioni. Mentre le mani scrivono, dando vita a quelli che alcuni chiameranno Deliri.. e che noi chiameremo GRANDEZZA

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LA PARTE DELLA VITA

Ora e per sempre, io avanzo

sempre di più, raccogliendo e rivelando

verso i limiti dei miei momentatori

scegliendo qui uno a uno

per proseguie con lui in fratellanza

gigantesca bellezza d’uno stallone

vivace e sensibile alle mie carezze

ti uso solo un momento, poi ti lascio

che bisogno ho della tua andatura

quando io stesso la batto

perfino immobile e seduto

corro più svelto di te

nello spazio e nel tempo

oma m’accorgo che è vero

che sono in cammino con la mia visione

contento el connazionale e dello straniero

contento del nuuovo e dell’antico

contento dell’ateo e del credente

la mia rotta corre sotto il piombo degli scogli

percorrendo le antiche colline del mondo

con il bel dio gentile al mio fianco

proiettandomi nello spazio

attraverso il cielo e le stelle

infuriando, godendo, progettando

amando, usando cautela,

indietreggiando, invadendo,

aprendo e scomparendo

simili strade percorro notte e giorno

sembra che aspetti qualcosa da me

parla vecchia testona, che vuoi?

bada, io non do lezione

né faccio opere di carità

quando io dò, dono tutto me stgesso

tu là, impotente dallo sguardo sfuggente

apri quegli occhi avvolti dal nulla

perché io ti soffio, coraggio

non ti chieo chi sei

ma essere ciò che avvolgo in te

io vengo ad ingrandire ed applicare

apprendo in partenza più dei vecchi guardiani

ponendo me stesso, qui e ora

nel grembo del tempo

in cui divento uno di voi

sicuramente tu, io e i mondi

arriveremo, ancora dove ora siamo

e poi più lontano e più lontano

quando avrremo abbracciato tutti quei mondi

saputo e goduta ogni cosa di esse

saremo sazi e soddisfatti dopo?

se vollete capire, adate su un’altura

o in riva all’acqua

il primo moscerino è un chiarimento

una goccia o un movimento delle onde, una chave

il tutto non è né caos né morte

il tutto è forma, unione, disegno

è vita eterna ed è felicità

il passato e il presente

io li ho riempiti e svuotati

e mi appresto a riempire

la prossima cavità del futuro

dico che l’anima non vale più del corpo

dico che il corpo non vale più dell’aima

e dico che nulla, neppure Dio

è per chinque più grande del suo io

e dico a tutti gli umani

siate curiosi circa Dio

ascolto e vedo Dio in ogni oggetto

eppure non capisco perché dovrei

desiderare vederlo meglio di oggi

vedrò qualcosa di Dio in ogni ora

in ogni loro istante

vedo Dio in ogni volte umano

e nel mio allo specchio

trovo le lettere inviate da Dio per le strade

ciascuna firmata col suo nome

e le lascio dove si trovano

perché io so che dovunque mi diriga

altre vengono sempre e per sempre

tu ascolti lassù

che hai da confidarmi?

guardami in faccia mentre fiiuto

l’avanzare furtivo della morte

parla sinceramente, io resto solo un minuto

puoi parlare prima ch’io sia partito

ma non puoi cimentarti

quando è troppo tardi.

Svanita la visione, dileguata la gioia

svanito il canto dell’anima

che colma la distanza dei cieli

mi accorgo che gli uomini e le donne

che vedevo non mi erano più vicini

che non solamente su di loro

cadono macchie di buio

il buio getta le sue macchi

anche sopra di me

ho lavorato a maglia

l’antico nodo delle contraddizioni

ho mentito, arrossito, mi sono offeso

ho rubato, invidiato

ho avuto astuzia, rabbie, libidini

desideri brucianti che non osavo confesare

sono stato ingorno, vanitoso, furbo e futile

il lupo, il porco e il serpente

non mancarono in me

l’aspetto ingannevole, la frase frivola

il desiderio adultero non mi mancarono

odi, rifiuti, rinvii e bassezze

niente di questo mi mancò

fui uno come gli altri

ebbi i giorni e la sorte degl’altri

vissi la stessa felicità degli altri

lo stesso vecchio ridere, tossicchiare e dormie

rappresentai la parte che

sempre richiama, l’attore  l’attrice

la stessa vecchia parte che è

come noi la creiamo

grande quanto la vogliamo

piccola quanto la vogliamo

o grande e piccola insieme

ciò che lo studio non poté insegnare

e la predica non poté perfezionare

ora è compiuto

vivi vecchia vita, recita la parte

che richiama l’attore o l’attrice

l’antica parte che è piccola o grande

come ciascuno la crea.

Ridha Chtorou

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