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INTERVISTA A MONICA BENATTI- Prima Parte
by Duncan on dic.09, 2010, under Guarigione, Ispirazione, Scienza, Simbolo
Con questo appuntamento con la rubrica di Monica Benatti inizieremo una lunga intervista, che pubblicheremo “a puntate”, in modo che, visto la profondità e la ricchezza degli argomenti, essa non provochi una OVERDOSE COGNITIVA..:-) se fosse letta tutta di colpo.. Invece, distinta in parti, c’è la possibilità per il lettore di approfondirla e assimilarla meglio.
Oggi pubblico le prime 17 domande che ho fatto a Monica.
Monica Benatti è per tutti noi una occasione. Lo è per tutti voi Viandanti del WEB. Questa intervista è simbolica, e carica di significato. E’ espressione di un progetto di dare anche a persone “profane” o poco addentro ai campi dell’ “alternativo” una serie di mappe e di cartine stradali. Ci sono temi di cui si parla spesso, ma solitamente avvolti in una sorta di cappa, o vagamente compresi, ma senza mai troppa chiarezza, senza mai particolari distinzioni. Monica inizierà “anche” un percorso di “insegnamento”, tramite questo sito.. dando a tanti di voi alcuni strumenti fondamentali per iniziare a muoversi in questo “mondo”; o, almeno, per comprenderlo meglio.
Vedete, si possono incontrare saggi e Guaritori, anche molto bravi.. ma spesso distanti, quasi ermetici, a volte addirittura su piestistallo, poco disposti a donare parte del loro tempo per far comprende
re gli altri, per instradarli piano a piano. Esiste una Saggezza umile, che nasce dal cuore contadino di questo nostro strano paese.. quella Saggezza umile di chi conosce il valore del Servizio, e non si ammanta di spocchia e superbia, ma ama dare come certe grandi querce che sembrano provare quasi piacere a che i loro rami possano raggiungere più persone possibili. Ho sempre visto in quella Umiltà capace della rara virtù della Pazienza, della Semplicità di accostarsi a tutti.. in quella Umiltà che non cerca l’applauso, e non si ammanta di esoterismo misterico per iniziati, ma vuole che tutti possano ricevere.. bene ho sempre visto in questa Saggia Umiltà Contadina uno dei volti migliori della Grandezza. E Monica Benatti è proprio così.
Vi lascio alla prima parte della intervista che le ho fatto.
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1 Cosa è per te la guarigione?E’ il riequilibrio della persona nel suo intero, sia fisico che emozionale e psicologico, è lo stare bene con se stessi, è l’essere sulla propria strada di vita, è la gioia, è la serenità.–2 Quando hai sentito per la prima volta, nella tua vita, la spinta verso questo genere di tematiche, e verso la possibilità di potere curare fare stare bene gli altri?Mi sono avvicinata alle medicine naturali da adolescente, iniziai a curarmi con le piante, a 16 anni quando ero incinta di mio figlio, pensavo che se questo meraviglioso essere di luce era nella mia pancia, io non potevo iniziare ad intossicarlo con rimedi chimici, prima ancora che nascesse.—-3 C’è stato un momento in particolare, un momento di svolta che ti ha portato su tale percorso? Vuoi parlarne?Per tanti anni ho avuto un lavoro d’ufficio, ma continuamente leggevo e studiavo di medicine naturali, di cromoterapia, di omeopatia, e ricordo che pensavo tra me e me, perché non faccio un corso di marketing, o qualcosa che potesse farmi crescere nel lavoro che svolgevo, ma l’interesse per le medicine alternativa era più forte di me. Una volta una persona mi chiese ” da quanto tempo sei naturopata?” , io pensai un attimo prima di rispondere, e nel frattempo una cara amica che era presente rispose “lei è nata naturopata”, non lo è diventata…—4 Come ti sei mossa concretamente negli anni per percorrere la via del curare?Ho studiato tantissimo, ed ho frequentato varie scuole e corsi, e prima di tutto sperimentato ogni rimedio o terapia su di me, prima che sulle altre persone.—5 Hai incontrato ostacoli sul tuo cammino? Quali sono stati i peggiori?L’ostacolo più grande che abbiamo in Italia, è che purtroppo ancora non c’è una legge che regoli le terapie alternative, e che riconosca come figure professionali, i naturopati e varie altre figure del settore. A differenza di tante altre nazioni vicine a noi, dove è presente una legislazione che regoli lo svolgere di queste professioni.—6 In genere si ritiene che ogni percorso del genere, comunque ogni percorso che porti a un profondo guardarsi dentro, sia anche destabilizzante. Come è stato il confronto con te stessa? Quali sono state le “ombre” interiori con cui tu ti sei dovuta confrontare?Questa domanda mi fa sorridere.. La vita ogni giorno ci da l’occasione per guardarci dentro, e ogni giorno possiamo vedere o percepire qualcosa di noi che ci destabilizza, ma col tempo si impara ad essere più comprensivi anche con noi stessi, non solo con gli altri. Sono stata sempre molto esigente con me stessa, ma ora ho imparato anche ad essere più morbida e mi concedo il tempo di cui ho bisogno per maturare i cambiamenti.—7 Hai conosciuto persone che potresti davvero definire Maestri? Cosa li rendeva tali.. cosa per te è un Maestro?- Vuoi parlare di qualcuno di essi in particolare?Ho conosciuto insegnanti molto validi, ma io non riesco a dare a nessuno il titolo di Maestro. Spesso se si da questo ruolo ad un altro, ci si pone nella posizione del discepolo, non sono mai riuscita ad entrare nel ruolo della discepola, la mia forte indipendenza interiore non mi ha permesso questo ruolo. Questo non significa che io non sia grata ai vari insegnanti che in tanti anni ho incontrato, e soprattutto ad alcuni di loro che hanno saputo risvegliare in me un forte interesse per determinati argomenti. Alla tua domanda cosa è per me un maestro? Posso dirti che spesso i miei maestri sono state le persone che io seguivo coi massaggi o con la naturopatia, anche una signora di 80 anni è stata la mia maestra, l’ho ammirata tantissimo per il grande amore che ha ancora per la vita….8 Tu applichi anche una tecnica molto insolita.. e che mi ha affascinato da subito, appena ne ho sentito parlare.. le campane tibetane.. Bene.. immagina di descriverle a persone che non hanno nessuna idea di cosa esse siano.. e quindi dici la loro storia, i principi che ne stanno alla base, e il modo in cui esse agiscono sull’essere umano.Le campane tibetane provengono dal Tibet, sono sempre state usate nei monasteri come richiamo ai momenti di preghiera e meditazione, sono fatte di sette metalli, che corrispondono ai sette pianeti. Il suono delle campane tibetane, ha la capacità di portare in pochi minuti ad profondo rilassamento, come quello che può accadere durante la meditazione, e già in questo stato di rilassamento i tessuti si rigenerano, c’è un forte recupero fisico emotivo, abbiamo già parlato nei precedenti articoli della risonanza, fenomeno che si presenta anche in questo caso, le vibrazioni ed i suoni delle campane entrano in risonanza coi chakra e con vari punti del corpo, stimolando il riequilibrio psico-fisico. Conosciamo già gli effetti della musicoterapia, effetti benefici dei suoni, pensa che tempo fa ho letto che in un ospedale a Forlì, fecero una sperimentazione coi suoni dell’Arpa su malati terminali, e questo li aiutava a percepire meno il dolore e ad affrontare il momento con maggiore serenità.—9 Come sei finita ad interessarti delle campane tibetane?Con le campane tibetane è stato un colpo di fulmine, anni fa ad una fiera del naturale ho conosciuto per caso, una persona che suonava le campane, appena ho sentito il suono, ne sono rimasta così incantata così profondamente coinvolta, che gli ho chiesto subito di insegnarmi a suonarle. |
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10 Cosa è la Medicina alternativa secondo te? E soprattutto.. tu che parole preferisci usare.. medicina alternativa..altra medicina… medicina integrata.. o parole di tuo conio o di volta in volta non hai un linguaggio di riferimento?
Col termine Medicina Alternativa vengono indicate tutte le terapie naturali, dalla fitoterapia, all’omeopatia alla spagiria e tutte le altre che sono fatte con piante, fiori o minerali… io la chiamerei Medicina Prima, perché se pensiamo che le piante ci hanno curato da sempre, nei secoli scorsi, e l’umanità è sopravvissuta senza rimedi chimici, pensa che miracolo…. ringraziamo le nuove scoperte della medicina chimica, e la cosa che si spera di più è di una sinergia tra medicine naturali e chimiche, questo si che sarebbe un grande passo nell’evoluzione, perché ora c’è una netta separazione, soprattutto nella formazione, o si formano medici tradizionali, o si formano medici omeopati e naturopati, manca l’unione tra le due parti, credo che questa unione darebbe una profondo svolta al modo di curare gli esseri umani.
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11 Tu padroneggi diverse conoscenze, tecniche e pratiche… elencale tutte?
Massaggio Ayurvedico, Reiki, massaggio con oli essenziali, Linfodrenaggio, Massaggio con Campane Tibetane, Chelazione (Metodo di B. Ann Brennan), terapia con i fiori di Bach, gli oligoelementi, la spagiria, gli elisir di cristalli…..
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12 Cosa sono gli oligoelementi?.. descrivili in modo che anche i profani possano capire…
Il nostro corpo come la terra, è composto anche da minerali, se si mantiene un equilibrio dei minerali nel nostro corpo, il terreno rimane sano, è una grande prevenzione ad ogni tipo di malattia, l’organismo appare come una sorta di oligarchia nella quale masse enormi di elementi passivi sono dominati da un piccolo numero di elementi catalitici. gli oligoelementi funzionano come catalizzatori, cioè basta la loro presenza a far lavorare e funzionare i sistemi enzimatici, quando ho studiato questa parte, mi sono visualizzata un immagine, ve la descrivo perché è preziosa per capire il funzionamento degli oligoelementi, ho immaginato una nastro dove scorrono oggetti e tanti operai che ci lavorano sopra, ma c’è la presenza di un capogruppo (caporeparto), e basta la presenza di questo capogruppo a far lavorare gli altri, l’oligoelemento ha questo preciso ruolo. E sottolineo di nuovo l’importanza dell’equilibrio di questi minerali nel nostro corpo, perchè nessuna malattia può attecchire in un terreno forte e sano.
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13 Quali sono le situazioni in cui essi sono maggiormente indicati o particolarmente efficaci?
Si usano sia per problemi emotivo-psicologico, ansia, depressione, insonnia, sbalzi d’umore, sia per problemi fisici, da un semplice raffreddore, a problemi d’allergie, ai disagi della menopausa, problemi di circolazione sanguigna, ed ogni altra situazione di squilibrio.
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14 Descrivi i fiori di Bach a chi è digiuno o ha solo una vaga conoscenza approssimativa dell’argomento….come sono nati.. quale logica li ispira…quali principi stanno a fondamento di essi.
Il Dott. Edward Bach, nei primi anni del 1900 ha scoperto l’effetto dei fiori per dominare vari stati d’animo negativi. Lo scopo che si vuole ottenere è la purificazione spirituale, la conoscenza di sé, lo sviluppo armonico della personalità, cos’ da raggiungere il massimo equilibrio. Ne consegue una maggiore resistenza ai disturbi psichici e talora anche a quelli psicosomatici.
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15 In quali situazioni i fiori di Bach sono particolarmente consigliabili?
Possono sostenerci in ogni cambiamento o difficoltà, da un cambio di lavoro, all’insonnia, alla timidezza, alla balbuzia, al pessimismo, per ogni genere di paura e di trauma.
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16 Riguardo a realtà come i fiori i Bach.. c’è una fascia di persone che pur non arrivando al disprezzo e all’irrisione.. e riconoscendo ad essi una pur minima efficacia.. la liquidano esclusivamente come “effetto placebo”..ergo anche un pò di acqua di rubinetto avrebbe lo stesso effetto se io ci credessi… Tu cosa risponderesti a queste persone?
Sai ci sono persone con una sensibilità più affinata, che possono percepire immediatamente l’effetto dei fiori di Bach, o di altri rimedi naturali, io sono molto dispiaciuta per chi invece non ha la sensibilità per percepire in modo amplificato gli effetti, ma comunque se assumessero dei fiori di Bach, anche loro ne avrebbero grande giovamento, il fiore agisce sul nostro campo energetico, sia che lo percepiamo, sia che non lo percepiamo, quindi il cambiamento accade.
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17 Che ne pensi della meditazione. La pratichi?
La meditazione, altro argomento infinito, si l’ho praticata per tantissimi anni. La meditazione è un nutrimento per il sistema nervoso, è dimostrato da studi scientifici che già dopo pochi minuti di meditazione si raggiunge un profondo stato di rilassamento, ed in questo stato sia fisico che mentale, ci si rigenera, anche la mente si quieta, e si hanno ottime intuizioni, si esce dal caos dei pensieri, e si trovano soluzioni migliori ai nostri problemi, si raggiunge la nostra fonte interiore, e da lì attingiamo il meglio di noi.
OSA CREDERE
by Duncan on nov.04, 2010, under Bellezza, Ispirazione, Resistenza umana, Simbolo
OSA CREDERE
C’è una poesia stupenda, attribuita a Josei Toda, anche se non credo sia sua. E’ uno di quei rari casi in cui una poesia appartiene a un autore, ma entra nel campo vitale di un altro, quasi fosse troppo affine a quella esistenza, piuttosto che a quella di colui che l’ha generata. Certe cose sembrano talmente scritte da un altro che l’altro quasi se ne appropria, ed entrano nella sua Leggenda. E credo che potranno sforzarsi a centinaia a sottolineare come Osa Credere non sia di Josei Toda. Per ancora molto tempo a venire è al suo nome che continuerà ad essere accompagnata. Come “Lentamente muore”, scritta in realtà da Martha Medeiros, ma che quasi tutti attribuiscono a Neruda. E, in un certo senso, “vogliono” attribuire a Neruda. Il suo Mito calamita questa poesia, e forse tra qualche centinaio d’anni riuscirà ad emanciparsi da questo abbraccio. O forse mai.
Rileggendo oggi Osa Credere una serie di immagini e impressioni ha preso corpo in me, uscendo fuori senza chiedere il permesso.. alla fine di esse, la poesia di Toda (vedete, ci casco anch’io..)
Stai rubando scampoli di tempo, stari rubando battiti di sole, stai rubando istanti di sogno? Non vedi che sei tu contro l’onda, non vedi che il Banco è forte, il Casinò non perde, ragazzo? Non ti senti un ladro, un clandestino, a spiare dai muri, e a partire, bagagli e mantelli per specchiarti un minuto in un sogno; non vedi che a volte il vento è burrasca e trascina foglie oscure nel cielo? Non vedi che a volte è come saltare in mezzo alle mine? Non vedi che a volte senti solo la sabbia tra le mani? Il Banco è forte e tutto il casinò è dalla sua, e tu che pensi di fare? Perché non batti in ritirata una volta per tutte? Sarai comunque ricordato tra gli applausi… perché non segui i saggi consigli? Non vedi che sei piccolo dinanzi al Destino? Perché rubare secondi, minuti, giorni, ore, quando potresti spassartela al mare? Il Banco è potente nei suoi giochi…
Stetti un po’ silenzio, ma poi risposi:
“Ne avete di saggezza amici miei, la vostra prudenza è proverbiale… potete vincere in mille tribunali con i vostri argomenti… avete mille precedenti da far valere. La vostra voce non è malvagia, è il rassicurante canto della resa che da sempre tiene molti lontano dai guai, e chissà quante vite avrete salvato. Ma mi spiace, in milioni hanno tirato in remi in barca, c’è sempre trippa per gatti per chi sa accontentarsi, e da vecchi avremo mille ragioni per scusare la nostra viltà. Durante gli anni non ci mancheranno hobby, occupazioni e dipendenze per stordire la voce che non abbiamo voluto seguire. L’insoddisfazione sarà come un tarlo, insistente, irritante, frustrante. Ma ci hanno consegnato mille droghe per stordirci. E poi, chi ci potrà accusare?
Ci sono cose che non puoi fare, bambino, mettiti l’anima in pace, e adesso vai, che il tempo corre, tanto tra sudore e giocattoli, tra lavoro e bevute occuperai il tuo tempo. E poi l’equilibrio cosmico dove lo mettiamo? Se tutti fossero aquile, chi impersonerebbe gli altri ruoli?
Argomentazioni impeccabili, ma, mi spiace. Noi abbiamo un’altra Strada che ci chiama. E su quella Strada continuerò.
Ci sono poteri che voi non conoscete. I persiani persero a Maratona, chi ci avrebbe scommesso? Ci sono forze che smuovono montagne. Se hai un sogno, combatti per esso. Sta sicuro, alcuni giorni ti sentirai solo, alcuni giorni vedrai solo nebbia, alcuni giorni avrai le ginocchia sbucciate, alcuni giorni ti sembrerà di essere davanti al muro bianco, alcuni giorni saranno violenti come una tagliola, alcuni giorni non ci sarà una voce a incoraggiarti. È la Lunga Notte, quasi tutti mollano là. Ma è proprio quando il buio è più oscuro che è prossimo alla fine..
Adesso dammi la tua mano e ripeti come ad alta voce, perché le parole scacciano la Paura, bandisci il Dubbio, e ripeti le Parole…
Credo in quello che sono,
la mia Visione sarà incandescente nella mia mente,
nel giorno e nella notte,
affronterò il Drago nella sua tana,
seguirò la Stella irraggiungibile
e comunque vada
avrò giocato la mia Partita,
e qualunque sia l’esito,
avrò osato credere.
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Osa credere
Osa credere che c’è un canto nel tuo cuore.
Osa credere nei tuoi desideri.
Finché hai il coraggio di credere
niente potrà impedirti
di giocare il ruolo che vuoi.
Troppe persone finiscono su una strada sbagliata
fuorviate da un granello di dubbio.
Il destino si può cambiare.
Il sole è già alto sul giorno che è nato.
Troppi dicono che tutto va bene
e non capiscono perché si dovrebbe cambiare.
Troppi nascondono il loro splendore
sotto macigni di sofferenza.
Noi non dobbiamo chinare la testa
alziamoci invece cantando di gioia.
Non c’è momento migliore
dell’istante presente.
Avanzerò senza sosta
adesso che so
di aver trovato qualcosa
che mi appartiene.
J.Toda
TEMPO DI GUARIGIONE- la rubrica di Monica Benatti
by Duncan on ott.16, 2010, under Ispirazione, Simbolo
Eccoci al secondo appuntamento con uno spazio che è una vera colonna in questo territorio per anime libere chiamato Born Again. Lo spazio che vibra nelle mani di Monica Benatti..
Molti parlano di guarigione riempendosi la bocca, Monica è una donna dalle radici antiche, e dalla freschezza giovanile e incarna in sè la guarigione, guarigione che cammina, guarigione “vivente”. Per studio, esperienza e pratica ha realizzato in sé percorsi autentici che è pronta a condividere.
Chi cammina il Sentiero della Libertà ama condividere e spezzare il proprio pane con gli altri. Ed è ciò che fa Monica, e che farà.. in testi scritti con passione. Essa vi prenderà per mano e vi condurrà in territori di comprensione, saggezza, evoluzione, guarigione.
Molti di voi hanno solo vaghe infarinature di ciò che rientra nella medicina “alternativa” e nei percorsi “naturali”. Monica tratterà temi appassionanti, vi dara strumenti di comprensione, chiavi di lettura, imput e approcci verso un mondo affascinante e idee da sperimentare.
Cose come i fiori di Bach, la gemmoterapia, la cromoterapia ed altro non saranno per voi solo qualcosa di lontano o vagamente abbozzato.. ma lei vi aiuterà a capire.
Nella rubrica di oggi Monica continua il discorso sulla medicina vibrazionale, incentrandosi sulla cromoterapia, ma toccando la gemmoterapia e i fiori di Bach.
Ci sarete anche al suo terzo appuntamento… ma intanto godetevi questo
LE TINTURE DEI CRISTALLI E LA CROMOTERAPIA
La proprietà fondamentale dell’acqua come mezzo universale di immagazzinamento di energia vibrante permette di preparare esenze terapeutiche con il metodo solare, come gli elisir di gemme. Queste si preparano mettendo una o più gemme di una particolare struttura cristallina in acqua pura di fonte o distillata, lasciando il tutto esosto alla luce solare diretta del primo mattino per parecchie ore; le energie solari sono al massimo delle forze praniche nelle prime ore del giorno, Alcune proprietà eteriche dei cristalli sono trasferite all’acqua, che viene caricata delle loro caratteristiche vibrazionali.
L’azione delle gemme si colloca tra le essenze floreali ed i preparati omeopatici; quando si ingerisce materialmente una gemma dopo averla frantumata, l’effetto è simile a quello ompeopatico, influenzando percettibilmente il corpo fisico con prorpietà medicinali, nutritive ed antibiotiche. Quando una gemma è preparata come elisir, quindi usando il sole nello stesso modo che per la preparazione delle essenze floreali ( meglio conosciute come Fiori di Bach), il rimedio funziona in modo più simile a queste e diventa più eterico nelle sue caratteristiche. In entrambi i metodi di preparazione, le gemme influenzano organi specifici del corpo, mentre i rimedi omeopatici hanno un più vasto impatto sull’intero organismo; le gemme hanno in loro lo schema di una struttura cristallina, che agisce sui minerali e sulle strutture cristalline dell’organismo a livello biomolecolare; prciò lavorano più strattamente a questo livello per integrare la forza vitale nel corpo. Infine l’azione delle gemme si colloca a metà tra quelle degli altri due gruppi di rimedi vibrazionali ( essenze floreali e rimedi omeopatici), perchè ha un impatto più forte sul fluido eterico; le essenze floreali derivano dalla manifestazione vivente che porta l’impronta della coscienza, mentre le gemme amplificano la coscienza. ( ho lavorato spesso coi fiori di Bach e gli elisir di gemme, che insieme hanno una grandissima sinergia).
Gli elisir di gemme come forma di terapia vibrazionale sono in grado di amplificare le energie che già si muovono nelle strutture sottili dei livelli superiori, aiutando a mantenere l’equilibrio tra il corpo fisico e quelli sottili in un modo molto simile a quanto fanno le essenze floreali, benchè non contengano lo stesso livello di energia vitale. Essi agiscono con il principio della risonanza frequenziale.
(nei prossimi articoli approfondiremo il concetto di risonanza frequenziale, che tanto amo). Le gemme ed i cristalli hanno la loro organizzazione molecolare in una simmetria geometrica che dà loro proprietà vibrazionali di specifica frequenza; nella preparazione degli elisir di gemme con il metodo solare, lo schema eterico di queste frequenze viene trasferito all’acqua.
La guarigione per mezzo di elisir di gemme avviene quando lo schema cristallino memorizzato nel preparato è trasmesso per risonanza alle strutture biomolecolari instabili del corpo malato; la conseguente stabilizzazione dei processi biochimici produce un aumento dell’organizzazione cellulare, il risanamento dell’organo ed un generale orientamento verso la salute.
Gli elisir di gemme influenzano anche le dinamiche psicospirituali delle persone; a questo livelo agiscono sulle strutture sottili della coscienza più che sulla chimica molecolare del corpo fisico. Possono avere un un effetto potente sui meridiani, i chakra ed i corpi sottili; modificando gli elementi che contribuiscono alla consapevolezza, possono promuovere l’evoluzione dell’essere e portare alla fine a modificazioni comportamentali. Gli elisir non influenzano tanto il comportamento quanto la consapevolezza dalla quale il comportamento deriva; assumendo gli elisir, la persona può mettere meglio a fuoco i propri problemi interiori e le decisioni da prendere. I preparati di gemme hanno effeti leggermente diversi sui meridiani dell’agopuntura: le essenze floreali tendono ad influenzare specifici meridiani nel corpo, mentre gli elisir di gemme tendono ad influenzarli tutti, passando da uno all’altro attraverso i punti terminali situati sulla punta delle dita delle mani e dei piedi. Questo fenomeno che non avviene con le essenze floreali, è in parte dovuto alla maggiore potenza vibratoria delle gemme: Un altro rimedio interessante , che può essere preparato senza l’uso nè di fiori nè di gemme, è la tintura colorata; si prepara esponendo dell’acqua disitllata alla luce diretta del sole, in bottilgie di vetro colorate o rivestite di plastica colorata. Dopo l’esposizione alla forza pranica della luce solare l’acqua, caricata delle frequenze del filtro colorato usato, si può somministrare per via orale per curare diversi disturbi.
L’uso delle tinture colorate (o terapia idrocromatic) è una forma meno conosciuta di cromoterapia, ma testimonia il principio che sull’acqua può essere memorizzata una quantità di caratteristiche vibrazionale per uso terapeutico. La cromoterapia non è una novità del 20° secolo; questa arte sottile era applicata nell’antichità nei templi di cura con uce e colore ad Eliopoli in Egitto, come nell’antica Grecia, in Cina e in India.
Ognuno dei colori fondamentali visibili ha particolari qualità che sono collegate al chakra con il quale risuona; la conoscenza della natura dei chakra e dei loro legami energetici con la fisiologia del corpo aiuta a capire l’uso di particolari colori per curare specifiche malattie. Le forme nelle quali le frequenze dei colori possono essere trasmesse ai pazienti sono numerose: usando la luce di lampade elettriche (o luce naturale) filtrata attraverso schermi o filtri colorati, con acqua trattata con luce solare colorata (terapia idrocromatica), attraverso la respirazione colorata (un metodo fisico eterico), cioè facendo una profonda inalazione di aria praticamente caricata con l’enrgia di un colore particolare. Una variazione consiste nel visualizzarsi respirareun determinato colore nella fase di ispirazione; in sintonia con la respirazione il colore visualizzato è diretto mentalmente verso le zone malate, i blocchi e le disfunzioni o gli organi che hanno bisogno di essere vitalizzuati. Spesso ho consigliato di indossare indumenti del colore di cui si è carenti, e se possibile tenere un indumento del colore giusto sull’organo o sulla zona squilibrata, per tutta la notte durante il sonno.
Le gemme sono delle miniere inesauribili dei sette raggi cosmici, i quali formano il cosmo e l’universo. Questi sette raggi divengono visibili nell’arcobaleno, in un ordine regolare, per ricordare all’uomo che i raggi sono alla base dell’universo.
Monica Benatti
Serpico.. chi era costui?
by Duncan on lug.01, 2010, under Cinema, Ispirazione, Resistenza umana, Simbolo

Serpico, chi era costui?
Ricordo il film di Sidney Lumet con Al Pacino. Il film che lo rese celebre in tutto il mondo.
Un film meraviglioso, che vidi da bambino, e da allora restò per me tra i più belli che abbia mai visto.
Serpico, solo una scritta sul muro o una medaglia d’onore?
Poliziotto italoamericano, personaggio improbabile, fuori razza e fuori tutto. Di quelli tipo Gandhi, di cui sembra incredibile anche solo immaginarne l’esistenza. Poliziotto Hippie, con quella lunga barba e occhiali neri, da ribelle in Harley Davidson più che da icona del poliziotto classico o del moderno professionista.. quella barba e quegli occhiali, quella camicia sgargiante… che Al Pacino incarnò a un tale livello da diventare più Serpico dello stesso Serpico.
Poliziotto fuori regola, cavallo purosangue, anche se di sangue misto. Che odiava gli uffici e faceva il lavoro duro, andava per le strade,sapeva mimetizzarsi e andare in ambienti che gli altri poliziotti nemmeno sfioravano e, se lo avessero fatto, li avrebbero riconosciuti lontano un miglio.
A volte viene un Alieno. Non sai che diavolo ci faccia lì. Come una puttana tra le orsoline. E il bello è che magari ti scopri che è più santa delle “pie sorelle”. Ti trovi un alieno, che ti chiedi, “ma con quanti cazzi di lavori potevi fare, che diavolo c’entri tu con la polizia..”
Ma sono questi, quelli dal bottone sbottonato, dalla parte imparata e subito bruciata, per ricominciare di nuovo, all’aria aperta, improvvisando e segnado il confine per poi oltrepassarlo. Sono questi..
“i servi disobbedienti alle leggi del branco..”
che aprono le porte che tutti tengono chiuse. E portano un ricordo di valore tra le leggi della fogna.
O solamente non muoiono di stanchezza.. di containere sigillanti, e di ruoli inamidati, di carriere programmate e di noia serale.
Ci sono vite che non seguono solo un binario. E forme di disobbedienza al servizio di più alte fedeltà.
Serpico era troppo ingenuo, o semplimente troppo idealista e Uomo per imparare la dura legge per cui tra i maiali devi saperti rotolare nella merda se vuoi sopravvivere. La buona, vecchia e dura legge del Clan, la gomma del silenzio, la pacca che ti cuce la bocca. Intasca e muto.. o almeno.. girati e sogna bambino.. che questo è il mondo dei grandi.
Si impara presto ad essere servi. Si impara presto a strisciare. Si impara presto ad arrendersi.
Si impara presto ad avere una scusa.
E quando tutti, ma proprio tutti partecipano alla porcilaia, non potrai che dire… “Vedete è proprio quello il sistema, se uno parla o si mette di traverso gli staccano il collo.. al massimo posso tirarmi fuori e vivacchiare in una mia nicchia di onestà dal capo chinato….”
Tantissimi sono così, le persone decenti che hanno un pò schifo, che sotto sotto provano ribrezzo, ma.. “che posso farci io?.. cosa posso fare contro una piramide?..”
E scegliamo la via del silenzio. E nel silenzio il male prospera come un contagio, come una pestilenza, come uno scappamento di gas nervino nella metropolitana di Tokio.
Ma altri, altri perderanno sempre la via della saggezza, il libro dei calcoli e delle opportunità, la scritta su cartone messa a tracolla “sono solo un piccolo uomo”.
Ci sono alcuni, pochi come i docici apostoli o come una “sporca dozzina” che andranno contro il Drago, senza pararsi prima il culo. E senza altro motivo che quello che, semplicemente, non possono fare altrimenti. Perché.. la merda deve pur trovare qualcuno che gli sbarra il passo..
Perché qualcuno si deve pure alzare e tentare di fermare l’orda della demenza.
Perché la vita non può essere solo tanti gessetti colorati a segnare sulla lavagna le speranze pietose o castelli chiusi in un cassetto, come uteri sotto contratto.
Alcuni hanno quelle passione fuori legge del tenere duro, costi quello che costi..
E, comunque la si pensi, Serpico era uno di questi..
Scoprì che tutta la polizia di Newyork era appestata da una tale corruzione endemica, tale da renderla una grassa puttana. La corruzione coinvolgeva ogni livello. I libri paga erano infiniti e cambiava solo il prezzo da versare. Serpico tentò a lungo di farsi ascoltare. Ma i capoccia tentarono solo di tenerlo buono con false promesse e di costringerlo in ogni modo a non.. parlare con l’esterno. Tutto tra noi.. magna magna.. arcana imperii.. non facciamo sputtanare, prego.
Dopo avere incontrato solo muri e ipocrisia, dopo essere stato ingannato e sabotato, dopo frustrazioni e insofferenza raccontò tutto al New York Times. Scoppiò uno scandalo violentissimo. Serpico fu fatto trasferire ad altro reparto e si fece in modo di fargli avere una brutta fine. Il gioco è semplice. Si fa una operazione ad alto rischio, retata di spacciatori. Tu vai avanti Serpico, ma.. mentre solitamente la squadra è subito dietro, in modo da intervenire e soccorrere all’istante l’apripista ferito, questa volta la squadra aspetto un bel mazzo di tempo dopo che Serpico, come era in programma, si beccò una bella pallottola. Contro le loro speranze riuscì comunque a salvarsi, perse quasi l’uso dell’orecchio e dovettero mollargli una medaglia d’oro al valore.
Venne, sulla scia dello scandalo scoppiato con l’articolo del New York Times e della quasi morte di Serpico, che fu subito vista con sospetto.. venne instaurata una commissione d’inchiesta guidata dal giudice Knapp che scoperchiò, per la prima volta, il pentolone. Dozzine di agenti, di detective, di ispettori, di dirigenti, furono arrestati o radiati, permettendo ad altri di dimettersi in silenzio, per salvare quello che restava della “faccia”.
La Commissione Knapp cercò di distinguere fra la grande corruzione e quella spicciola, quotidiana. Disegnò due categorie di poliziotti “on the take”, come si dice nel gergo, pagati dai criminali. I Vegetariani, i “grass eaters”, quelli che si accontentavano di brucare le banconote infilate nella stretta di mano, di fare la spesa e di cenare gratis nei negozi e nei ristoranti per non vedere quello che accadeva nei retrobottega. E i Carnivori, i “meat eaters”, i complici ingordi delle grandi organizzazioni, dei gangster, delle “famigghie”, delle quali erano la protezione e la copertura. Si parlò di “centinaia di milioni di dollari” ruminati o divorati ogni anno da vegetariani come da carnivori.
Ma Serpico dopo pochi anni, una volta calati i riflettori fu fatto fuori e allontanato.
Da allora inizio il suo grande viaggio. Durato trent’anni. Andò prima in Svizzera, e poi altrove.
Intanto il film di Sideny Lumet lo faceva entrare nella leggenda.
Da anni molti lo davano per morto. Invece è ancora vivo.. il buon vecchio Frank Serpico (come vedrete nell’articolo inserito di seguito, tratto dal sito de La Stampa).. ha 75 anni.. i capelli annodati.. parla di medicine alternative, di Buddismo, di polizia se gli fate qualche domanda.. e ancora non sembra avere messo la testa a posto.
Alcuni uomini semplicemente seguono la strada sbagliarta, con testardaggine e folle idealismo, o forse..
semplicemente non accettano di morire per crescere..
PS: di seguito l’articol tratto da La Stampa
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Lo Zen e l’arte di essere Serpico
(http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201001articoli/51567girata.asp)
Dopo 40 anni l’ex agente torna negli Usa, vive in un camper e parla di buddhismo
MARCO NEIROTTI
Nel self service biologico e salutista di Harlemville, l’uomo con i capelli lunghi e un’esistenza spalmata su settantacinque anni – quasi tranciata da una rivoltellata in viso quando ne aveva trentasei – è voce di nostalgia, stupore, rifiuto e quieta e progressiva caccia di quiete: «Dopo un’esperienza di quasi morte, come faccio a raccontarmi ancora? Sto ancora centellinando il seguito della vita». Ha cercato l’America in Europa e ora rispolvera l’Europa in America, dal Messico al Canada in camper, Mr. Serpico.
Frank Serpico, il poliziotto mitico, partì dalle strade di New York e il marcio andò a cercarlo e strizzarlo dentro i palazzi delle uniformi, dentro le pattuglie e i loro incontri, dentro i silenzi dei superiori. Emblema della rivolta dell’anima e dei sogni contro la quotidiana schifezza del potere, della corruzione avallata, rovesciò la sua impotenza, la sua verità soffocata dai superiori, su un giornale, il New York Times. Ne vennero fuori una biografia, poi un film dove Al Pacino fu più convincente di una definitiva sentenza di tribunale.
Al New York Times Frank è tornato a raccontarsi durante e dopo una colazione di passaggio: «Ho ancora incubi. Ho bisogno di aiuto e chiamo la polizia. Chi mi risponde? È la voce di un vecchio compagno di lavoro che mi odiava. Mi avvicino a una porta, incomincio a socchiuderla e quella mi esplode in faccia». Gli esplose davvero in faccia, mentre la sfondava, il 3 febbraio 1971. Serpico insisteva a metter nera sul bianco la corruzione a livelli sempre più alti nella polizia americana, veniva trasferito, finì alla Narcotici. Operazione a casa di uno spacciatore. Arrivano. Va lui avanti. Sfonda. E subito gli arriva una pallottola sul viso: «In genere quando c’è un collega colpito scatta tutto in tempi incredibili. Rimasi mezz’ora ad aspettare, sentivo che mi dissanguavo. Non avevo paura. Avevo il senso della fine e dell’inutilità». Vennero i soccorsi, vennero quando logica garantiva che le sue vene erano già svuotate, lui pallido, bianco, poi evanescente, tra poco rigido. Il tranello, la morte tessuta tra i «fratelli» di lavoro avrebbe chiuso il capitolo. Invece si salvò. Dopo gli aghi d’ospedale lo punse come un gelo la medaglia d’oro, l’onorificenza più alta. Oggi non ha scalfito l’amarezza, l’ha solo ricoperta di un sorriso affabile: «Quando ci credi, quando non sei sporco sei felice di consegnarla con una cerimonia. Non c’è mai stata una vera cerimonia. Era un incidente scomodo. Fu la porta girevole degli onori. Una medaglia come un pacchetto di sigarette. Tieni. Vai ora».
Va per l’America, quarant’anni dopo, il vecchio e solido Frank. Ci va in camper, e parla di medicina cinese, di erbe medicamentose, di shiatsu, di Zen, di musica etnica africana con i tamburi che ritmano il cuore. Con i capelli grigi raccolti in una coda di cavallo, con lo stesso sguardo suo quando incontrò l’11 febbraio 1998 a Roma l’allora vicecapo della Polizia italiana, Gianni De Gennaro per un’iniziativa di Micromega. Era identica la piega di labbra nel sorriso dell’ex sbirro irriducibile made in Italy e Usa e del giovane investigatore psicologico dalla brillante carriera legata anche alla comprensione dell’Oltreoceano.
Serpico: viandante made in Italy. Sua madre Maria Giovanna, nata in America e poi rientrata, sposò il napoletano Vincenzo Serpico, ciabattino. Stavano emigrando quando lei era incinta d’un primo figlio, ma poté partire solo lei, il marito la raggiunse dopo. Frank nacque nel 1935, crebbe nel ghetto. Ancora adesso parla di «bruccolino» per Brooklin, di giorni messo da parte a «embracitare» per ammuffire, di «dicere» per dire.
Aveva 17 anni quando si arruolò nell’esercito e «fece» per due anni Corea e Giappone. Tornò e, a vent’anni, fece gli esami per il Corpo di Polizia, uno dei migliori dieci. Là, a quel tempo, esistevano già gli agenti di quartiere. E lui era la strada. Imparava lì. Ha detto ora: «Ho fatto di tutto, dal barbone al rispettabile medico. Un attore vero. L’unica cosa che non potrei interpretare è me stesso». Però in quel frugare quotidiano palpa marciume oltre gli scalini degli ingressi di case infami e lo respira dalle uniformi e dai distintivi dei colleghi. Come l’altro napoletano emigrato in America, Giuseppe Petrosino, ingaggia una guerra. Contro la «Mano nera», il terribile Petrosino che finirà ammazzato appena arriva a Palermo nel 1909. Contro la «mano pulita» e «lurida» dei colleghi Serpico. Lo trasferiscono alla Narcotici, le sue denunce finiscono in nulla. Il sindaco Lindsay non vuole grane sotto elezioni. È solo, Frank. Lo è soprattutto nell’agguato che deve toglierlo di mezzo.
Ritira la medaglia ma se ne va. In Svizzera. Ma prima fa esplodere patacche e ornamenti di volti pubblici e pattuglie sfogandosi con un giornale, raccontandosi a Peter Maas che propaga l’esplosione con un libro. E la vampa la spande ovunque Sidney Lumet che di quella storia vera fa un film. Serpico è Al Pacino e Serpico ora dice: «Ad Al Pacino sarò riconoscente sempre. Ha capito tutto di me. Non ha creato un eroe, ma una vita». Quella che sta ancora vivendo, con il sorriso, i bonghi, il camper. Un americano qualunque.La storia del poliziotto newyorkese che smaschera la corruzione dei suoi colleghi è diventata un film nel 1973, quando il regista Sidney Lumet ha reclutato Al Pacino per la parte del protagonista. Il prototipo dell’eroe, Frank Serpico, all’inizio ha partecipato alle riprese sul set, ma in seguito è stato allontanato da Lumet che temeva un’influenza del poliziotto autentico sui suoi attori, soprattutto su Pacino. La pellicola è stata girata interamente per le strade di New York. La vicenda del «poliziotto onesto», come recitava lo slogan pubblicitario, è stata candidata all’Oscar in diverse categorie ed è valsa ad Al Pacino il suo primo Golden Globe come attore. Dal film è stata tratta anche una serie televisiva popolare negli Anni 70.



