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Gustavo Rol
by Duncan on mag.23, 2011, under Ispirazione, Scienza
Nel testo che leggerete più sotto ho fuso tre brani su Gustavo Rol, tratti da questo sito: http://www.gustavorol.org/home.html
Ma chi era Gustavo Rol?
Non mi dilungo, perchè la nota è già corposa di suo, perchè io vi infligga anche troppi dei miei pensieri.
E’ stato definito il ”il più grande sensitivo del XX secolo”.
Il che già lo renderebbe sospetto.. e farebbe sentire la puzza di ciarlataneria e di superstizione per gonzi.. che siamo stati da tempo addestrati a sentire ogni volta si sente di qualcosa o di qualcuno che va oltre “la normale codificazione della realtà”; oltre ciò che per noi è il paradigma del reale.
La Scacchiera insomma. Nella Scacchiera ci sono i bianchi, i neri, le regole consentite. Il resto non appartiene al Gioco degli Scacchi. Ma non per questo non è necessariamente irreale o privo di una sua forma di esistenza.
Il termine sensitivo comunque era restrittivo per una personalità come Gustavo Rol.. che non era alla ricerca dell’effetto o dell’applauso, che non si baloccava in travestimenti da occultista, che non si autorappresentava come maestro elitario di chissà quale verità insondabile e misterica, che non predicava con arrroganza e saccenza.
Era fondamentalmente un Ricercatore, a raggio ampissimo. Lui chiamava quello che faceva Scienza. Anche se era una “Scienza” che integrava pienamente in sè quello che viene solitamente definito come “paranormale”.
Che non fosse un personaggio da operetta, facilmente collocabile in qualche calderone saturo di stereotipi.. lo dimostra la considerazione che di lui hanno avuto persone che nessuno definirrebbe sciocce e ottuse, e che spesso sono state acute e spregiudicate.. oltre che molto diverse tra di loro.. persone come Federico Fellini, Dino Buzzati, il generale De Gaulle.
Sebbene nei testi che leggerete si parla anche di “poteri” e di “fenomeni”, non è tanto su quelli che inviterei a soffermarsi. Nè so dirvi fino a che punto i poteri che gli vengono attribuiti fossero reali.
Non è tanto per quelli che ho dedicato una nota a questo personaggio.
Ma per la grande forza spirituale che molti riscontrarono in lui. Per quella sorta di benevolenza che sembrava irradiare. Per l’interesse appassionato per la conoscenza, anche in territori considerati per i più offlimits, e per la fortissima credenza nelle illimitate possibilità dell’essere umano.
Vi lascio alla lettura di questo testo..
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(testi tratti da.. http://www.gustavorol.org/home.html)
«Vive a Torino il dott. Gustavo Adolfo Rol, un sensitivo capace di imprese che non hanno nulla di normale e che è impossibile interpretare. È in grado perfino di fare viaggi nel tempo, di conversare con entità che hanno raggiunto l’oltretomba da secoli o di far piombare in un salotto col belato della capra anche il suo campanaccio. Un busto di marmo pesantissimo, senza che nessuno si muovesse, passò da un caminetto al centro di un desco». Così il giornalista e scrittore Enzo Biagi nel suo libro E tu lo sai? (Rizzoli, 1978) descrive la straordinaria figura di Gustavo Rol.
Chi era veramente? Lo hanno definito sensitivo, medium, mago, indovino e molto altro ancora. Egli però rifiutava di essere incluso in una qualsiasi di queste categorie. Così rispondeva al giornalista Renzo Allegri, autore della prima monografia su di lui, all’epoca di un inchiesta sul paranormale (1977) svolta per il settimanale Gente:
«Ma è sicuro che io sia importante per la sua inchiesta? Io sono una persona qualsiasi. Non ho niente a che vedere con i medium, i guaritori, gli spiritisti che lei intervista. Quello è un mondo lontano dalla mia mentalità. I miei modesti esperimenti fanno parte della scienza. Sono cose che in un futuro tutti gli uomini potranno realizzare».
In una lettera inviata al quotidiano La Stampa di Torino e pubblicata il 3 settembre 1978, Rol scrive:
«Ho sempre protestato di non essere un sensitivo, un veggente, medium, taumaturgo o altro del genere. È tutto un mondo, quello della Parapsicologia, al quale non appartengo anche se vi ho incontrato persone veramente degne ed animate da intenzioni nobilissime. Troppo si scrive su di me e molti che l’hanno fatto possono dire che mi sono lamentato che si pubblichi una vasta gamma di fenomeni e mai ciò che esprimo nel tentativo di dare una spiegazione a queste cose indagando su come e perché si producono certi meravigliosi eventi».
Così risponde Rol al giornalista Remo Lugli:
«Non credo di essere un medium nel senso letterale della parola e neppure un sensitivo. Forse posseggo doti di una intuizione profonda ed istintiva, e di questo mi sono accorto fin da quando ero ragazzo».
Dino Buzzati, noto giornalista e scrittore italiano del ’900, ha conosciuto bene Rol, e nel suo libro I misteri d’Italia (1978) racconta diversi episodi e aneddoti. Dice Rol:
«Non sono un mago. Non credo nella magia… Tutto quello che io sono e faccio viene di là [e indicava il cielo], noi tutti siamo una parte di Dio… E a chi mi domanda perché faccio certi esperimenti, rispondo: li faccio proprio a confermare la presenza di Dio… ».
Così Buzzati descrive Rol:
«Colpisce in Rol, che a sessantadue anni ne dimostra almeno dieci di meno, una vitalità straordinaria, e gioiosa. Insisto sulla serenità e l’allegrezza che ne emanano. Qualcosa di benefico si irraggia sugli altri. È questa la caratteristica immancabile, almeno secondo la mia esperienza dei rari uomini arrivati, col superamento di se stessi, a un alto livello spirituale, e di conseguenza all’autentica bontà. In quanto alla faccia, descriverla è difficile. Qualcuno l’ha definita da ‘bon vivant’. Non è vero. Potrebbe essere quella di un guru indiano. Ma potrebbe anche appartenere a un chirurgo, a un vescovo, a un tenero bambino. Ci si aspetta una maschera impressionante e magnetica. Niente di questo. Ciò che sta dietro a quella fronte, almeno a prima vista, non traspare».
Anche il dott. Massimo Inardi, studioso di parapsicologia, sul quotidiano di Bologna Il Resto del Carlino del 10 giugno 1975, dà una interessante descrizione:
«Stando vicino a Rol… si ha l’impressione di trovarsi di fronte ad un essere che di umano ha solo l’aspetto fisico e il comportamento, nonché il cuore: tutto il resto pare andare al di là di ogni concezione terrena delle possibilità umane».
Federico Fellini, noto regista italiano vincitore di cinque premi oscar (autore de La Dolce Vita) è stato un grande amico di Rol. Nel suo libro Fare un film, (1983), ne dà questo ritratto:
«Ciò che fa Rol è talmente meraviglioso che diventa normale; insomma, c’è un limite allo stupore. Infatti le cose che fa, lui le chiama ‘giochi’, nel momento in cui le vedi per tua fortuna non ti stupiscono, nel ricordo assumono una dimensione sconvolgente. Com’è Rol? A chi assomiglia? Che aspetto ha? È un po’ arduo descriverlo. Ho visto un signore dai modi cortesi, l’eleganza sobria, potrebbe essere un preside di ginnasio di provincia, di quelli che qualche volta sanno anche scherzare con gli allievi e fingono piacevolmente ad interessarsi ad argomenti quasi frivoli. Ha un comportamento garbato, impostato a una civile contenutezza contraddetta talvolta da allegrezze più abbandonate, e allora parla con una forte venatura dialettale che esagera volutamente, come Macario, e racconta volentieri barzellette. Credo che la ragione di questo comportamento (…) sia nella sua costante e previdente preoccupazione di sdrammatizzare le attese, i timori, lo sgomento che si può provare davanti ai suoi traumatizzanti prodigi di mago. Ma, nonostante tutta questa atmosfera di familiarità, di scherzo tra amici, nonostante questo suo sminuire, ignorare, buttarla in ridere per far dimenticare e dimenticare lui per primo tutto ciò che sta accadendo, i suoi occhi, gli occhi di Rol non si possono guardare a lungo. Son occhi fermi e luminosi, gli occhi di una creatura che viene da un altro pianeta, gli occhi di un personaggio di un bel film di fantascienza. Quando si fanno ‘giochi’ come i suoi, la tentazione dell’orgoglio, di una certa misteriosa onnipotenza, deve essere fortissima. Eppure Rol sa respingerla, si ridimensiona quotidianamente in una misura umana accettabile. Forse perché ha fede e crede in Dio. I suoi tentativi spesso disperati di stabilire un rapporto individuale con le forze terribili che lo abitano, di cercare di definire una qualche costruzione concettuale, ideologica, religiosa, che gli consenta di addomesticare in un parziale, tollerabile armistizio la tempestosa notte magnetica che lo invade scontornando e cancellando le delimitazioni della sua personalità, hanno qualcosa di patetico ed eroico».
Gustavo Adolfo Rol è considerato il più grande “sensitivo” del XX secolo. Il termine però, come abbiamo visto, non è sufficiente a darne una definizione. E questo perchè nell’epoca attuale, perlomeno in occidente, manca completamente la figura del Maestro Spirituale, così come non è dato trovare, anche laddove Maestri Spirituali ve ne siano, qualcuno che tra essi abbia conseguito lo stato di Illuminazione o Risveglio. Gustavo Rol faceva parte di questa categoria di Uomini, estremamente rara a trovarsi in tutte le epoche e oggi probabilmente estinta. Forse Rol è stato uno degli ultimi “esemplari” che abbia messo piede sul pianeta terra…
Nel corso della sua lunga vita, durata 91 anni (1903-1994), è venuto in contatto con grandi personaggi della storia del Novecento: Einstein, Fermi, Fellini, De Gaulle, D’Annunzio, Mussolini, Reagan, Pio XII, Cocteau, Dalì, Agnelli, Einaudi, Kennedy e tanti altri. Il suo ruolo è stato quello di mostrare l’esistenza di “possibilità” (come lui chiamava questi “poteri” – che di fatto corrispondono alle siddhi della Tradizione indù- ) che possono essere conseguite da ogni essere umano e di confermare la presenza di Dio fuori e dentro l’uomo. Oltre ad una vasta antologia di prodigi spontanei, ha codificato una originale serie di esperimenti che si situano nel confine metafisico dove convergono scienza e religione. Ha fatto spesso uso di carte da gioco, il che ha fatto insinuare ad alcuni che facesse della prestidigitazione. Tuttavia queste carte, che nella maggior parte dei casi non erano da lui nemmeno toccate, costituivano solo il primo e più semplice gradino cui accedevano i neofiti durante le “serate” di esperimenti, oppure erano un mezzo divertente e dinamico per scaldare l’ambiente. Ciò non significa che ciascuno dei “semplici” esperimenti non fosse di per sè sconvolgente.
In generale, le possibilità di Rol spaziavano dalla visione a distanza (lettura di libri chiusi, visione di cose che si trovano in un altro luogo o di ciò che accade in un altro luogo) ai viaggi nel tempo (con escursioni nel passato e nel futuro) sperimentati da parte dei presenti all’esperimento, dalla veggenza selettiva (osservazione dell’aura energetica che circonda il corpo umano, utile all’identificazione di malattie) all’endoscopia (la visione dell’interno del corpo umano). Era in grado di agire dinamicamente sulla materia, cioé poteva spostare a distanza oggetti di qualsiasi genere ( telecinesi ), o materializzarli e smaterializzarli ( apporti / asporti ), sapeva prevedere gli eventi futuri ( precognizione) e conoscere il passato di una persona ( chiaroveggenza ), leggeva nel pensiero (telepatia), era in grado di guarire persone ammalate anche molto distanti (tra i sistemi usati anche quello della pranoterapia) o trovarsi in due luoghi differenti nello stesso momento ( bilocazione ), poteva attraversare superfici solide (ad es. pareti) o far attraversare superfici solide a qualsiasi oggetto, così come poteva estendere o ridurre il corpo fisico a piacimento. Durante i suoi esperimenti potevano verificarsi epifanie di spiriti, che contribuivano alla dinamica degli esperimenti. Questi spiriti non erano però quelli dei defunti, anzi Rol sosteneva fermamente che i defunti non fossero tra noi. Ciò che gli uomini chiamano spiriti, non sono altro che i residui psichici lasciati dai defunti al momento della morte. Infatti, così come viene lasciato un residuo organico alla morte del corpo, viene anche lasciato un residuo psichico. Questo residuo è stato chiamato da Rol “spirito intelligente”, ed ogni Tradizione Metafisica sa di cosa si tratta. Per Rol ogni cosa ha uno spirito, però quello dell’uomo è uno spirito intelligente, per le superiori possibilità che la sua natura gli ha conferito. Il rapporto tra Rol e gli spiriti non aveva nulla a che vedere con questioni medianiche, si trattava invece di qualcosa non molto diverso da alcune pratiche egizie e sumero-babilonesi.
Infine, Rol produceva altri due tipi di fenomeni particolari, e cioé la proiezione a distanza di figure o scritte (soprattutto a grafite) su ogni genere di superfice e la pittura a distanza (che potremmo chiamare telepittura) – dove pennelli e spatole si libravano per aria da soli e dipingevano in pochi minuti quadri di pregevole fattura con l’aiuto dello “spirito intelligente” di un pittore scomparso (Ravier, Picasso, Goya, etc.).
Questi non sono che i fenomeni principali, essendovene molti altri (ne abbiamo classificati 49), tra cui possiamo ancora citare la levitazione, l’agilità, la traslazione, la glossolalia e l’azione post-mortem.
Dunque, chi era Rol? Era un Maestro Spirituale il cui risveglio della Luce interiore gli ha permesso di espandere le normali possibilità umane. Che ruolo ha avuto? Quello di confermare la presenza di Dio in un’epoca di grande materialismo e quello di incoraggiare ogni uomo ad intraprendere il suo stesso cammino al fine di dimostrare che il divino non è irraggiungibile e non è lontano dall’uomo, ma è alla sua portata quando egli desideri cercarlo. Ha inoltre indicato nella Scienza (la Scienza Sacra, quella dell’Armonia, sintesi di tutte le scienze) la Via da seguire:
«È così che ho sperato che fosse proprio la Scienza ad aiutarmi a riconoscere e codificare queste mie sensazioni che sono certo ogni uomo possiede, e sarà la Scienza stessa a rivelare queste facoltà e promuoverle in tutti gli uomini…».
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«Gustavo Rol è un uomo che Dio ha mandato fra di noi per renderci migliori»Franco Zeffirelli
«Rol sfugge alla nostra possibilità di comprensione. È un mistero»
Cesare Romiti
«…un individuo dotato di poteri incredibili»
Guido Ceronetti
«… una personalità fra le più sorprendenti del secolo» Alberto Bevilacqua
«… è il più indecifrabile e fascinoso enigma in cui mai mi sia imbattuto» Roberto Gervaso
«Tra le persone a cui rivolgo una preghiera quando sono in difficoltà c’è anche lui…» Vittorio Messori
«All’incredibile Rol, che sarà credibile solamente dopodomani» Jean Cocteau (dedica)
«Sono rimasto sbalordito, ma niente affatto sgomento: anzi, consolato ed arricchito» Valentino Bompiani
«A Gustavo Adolfo Rol che cammina come un illuminato sulla geografia dell’inconoscibile e della relatività» Pitigrilli (dedica)
«Quell’uomo legge nel pensiero e non possiamo rischiare che i segreti dello Stato francese vengano a conoscenza di estranei» Charles De Gaulle
«Al dottor Rol, con ammirazione per il suo lavoro ultra-umanitario» Vittorio Valletta (dedica)
«Gustavo era un essere meraviglioso che manca a tutti noi e che ci ha lasciato esperienze incredibili, emozioni uniche e straordinarie…» Valentina Cortese
«…è l’uomo più sconcertante che io abbia conosciuto. Sono talmente enormi le sue possibilità, da superare anche l’altrui facoltà di stupirsene» Federico Fellini
«Un personaggio… dietro al quale si nascondeva un’entità inafferrabile» Tullio Kezich
«Religiosissimo, credo che appartenga al filone dei “santi laici” piemontesi, come Frassati e Savio…» Nico Orengo
«Qualcosa di benefico si irraggia sugli altri. È questa la caratteristica immancabile… dei rari uomini arrivati, col superamento di se stessi, a un alto livello spirituale, e di conseguenza all’autentica bontà» Dino Buzzati
RIPUDIAMO IL DEBITO!
by Duncan on giu.18, 2010, under Controinformazione, Resistenza umana, politica

Ho letto questo articolo nel sito di Come Don Chisciotte (http://www.comedonchisciotte.org/site/index.php/), che comunque la si pensi, si condividano o meno i singoli articoli (personalmente alcuni li condivido, altri no) resta un sito importante, specie tenendo conto della pervasiva (dis)informazione che ci circonda.
Perchè è la stessa che molte volte nel corso di questi anni si è fatta delle domande a cui non trovava risposta, e ha visto crescere le sue perplessità dinanzi a un meccanismo che nel migliore dei casi sembrava ebete, nel peggiore malefico.
Sono cose che piano a piano sorgono in noi, quasi in punta di piedi all’inizio, come di chi crede di star sfiorando con la mente chissà quale bestialità. Di chi immagina di essere pazzo per poter solo toccare tali bestemmie. Di chi si avventura, anche per pochi attimi, al di là della Scacchiera, ossia del pensiero condiviso, delle alternative sociamente accettabili, delle differenze ammesse.
Per un attimo tremi, devi tremare.. perché se alcune intuizioni fossero vere, vorrebbe dire semplicemente che sono decenni che si percorre la strada sbagliata. Che decenni di retorica, politica, discussioni, studi, proclami di espertoni.. sono stati solo una lenta corsa verso il fondo. Vorrebbe dire che tutto il dibattito classico destra sinistra sarebbe stato in buona parte un rimpallarsi a vicenda, tra entità fra le quali le differenze sono molto minori delle effettive analogie, e dove nessuno, nessuno mette in crisi o in discussione i canoni del sistema.
Per anni ci hanno raccontato le virtù del liberismo, si sono prostrati a pecorina davanti al mito della finanza, al culto delle banche private e del sistema finanziario così come lo conosciamo.
E anche chi è sempre stato su posizioni “radicali”, cosa contesta oggi dei fondamentali.
C’è qualcuno tra i tanti partiti comunisti che osa dire quello che si dice in queso articolo? Non lo troverete. Cercatelo con il lanternino, come Diogene cercava.. ma non lo troverete.
E lo stesso Beppe Grillo che viene sovente accusato di essee un fanatico anti-sistem.. troverete in lui queste battaglie? O sarebbe meglio dire.. le troverete ANCORA? Perché Beppe Grillo in anni passati fu molto più estremo, ribelle, e idealemnte sovvertitore di adesso. Ci fu un tempo, anni fa, in cui parlava anche di signoraggio e potere bancario. Piaccia o non piaccia Beppe Grillo, all’epoca era davvero portatore di concetti e visioni totalmente altre rispetto a quelle del mercato politico.
Ma poi, negli ultimi anni Beppe Grillo ha scelto di diventare “realissta” e di sostenere posizioni giuste quanto volete, ma non più IMPENSABILI. Ha scelto di diventare un concreto attore politico, e mentre ti può essere concessa qualunque opinione radicale e intransigente sulla libertà di stampa o la mafia.. se solo sussurri che vuoi nazionalizzare le banche, uscire dall’euro, ripudiare il debito diventi un tale alieno che la possibilità di diventare un movimento collettivo diffuso e accettato e aspirare ad alte posizioni, diventa, almeno per un bel periodo, una chimera. Insomma Beppe Grillo ha scelto di diventare il lato più radicale dell’”opposizione ammessa”, allontanandosi dall’ opposizione “impensabili”, dalla messa in discussione dei fondamentali economici.
E andiamo a noi. Io non sono un esperto di finanza. Come non lo saranno la maggior parte di coloro che leggeranno. Ma non vi sembra sempre più strano ed enigmatico questo sistema nel quale ci stiamo avviluppando? Non c’è qualcosa che non vi convince? Non avete il dubbio che ci sia qualcosa di sbagliato?
Che ci sia qualcosa di DANNATAMENTE sbagliato?
Gran parte dei paesi del mondo sono affannati, stremati e svuotati dalla disperata rincorsa per stare dietro a un debito che nonostante tutti i loro sforzi, aumenta sempre di più. Ormai si vive per il Debito.
Si taglia ogni sorta di finanziamento, ogni sorta di servizio sociale, ogni funzione pubblica, per il Debito. Si aumentano le tasse per il Debito. Si crea un malcontento generale per il debito. Ci se le inventa tutte, si progettano già future misure draconiane per mettere le briglia a un debito, che probabilmente continuerà a correre lo stesso.
E’ normale tutto ciò?
E’ normale che praticamente ogni paese sta collassando sotto i debiti…Gregia, Germania, Inghilterra, Giappone, Usa, Italia?
Cioè sono tutti indebitati.. tutti si stanno svenando per agguantare questa montagna di debiti che va oltre ogni margine.
Tutti sembrano destinati al collosso. E per il guadagno di chi poi?
Banche, strutture finanziarie, monopolisti e speculatori, centri occulti di potere…
Cioè si sta sacceggiando la popolazione per dare qualche antipasto momentaneo alla fame del Debito.
Con vicende surreali, come quelle che racconta questo articolo. Ad esempio la BCE, la Banca Centrale Europea… presta il denaro all’1% alle altre banche.. al 6% alla Grecia e quindi alla sua popolazione allo sbaraglio.
E se.. e se la soluzione fosse il ripensare tutto….
Rompere questo cerchio infernale e rovesciare il tavolo, mandando alla malora il Debito e tutti i suoi aspri, arcigni e solerti custodi?
In realtà il Debito è potente nella divisione delle scelte. Ma se tutti i debitori, ossia quasi tutti i paesi del mondo si rifiutassero con un atto pubblico di pagare il debito.. i creditori sarebbero col culo per terrra, i loro crediti sarebbero carta straccia e dovrebbero chinare il capo e accettare un altro sistema.
Dire queste cose è FOLLIA per il linguaggio e il pensiero politico economico ufficiale.
Ma forse dobbiamo ritornare tutti ad essere dei novellli Giordano Bruno, con una nuova smania di avere pensieri impensabili. Dobbiamo ritornare a OSARE IMMAGINARE E SOGNARE CIO’ CHE PER I POTERI DEL MONDO E’ BESTEMMIA E FOLLIA. Ma forse proprio in ciò che è stato bandito, ripudiato e ritenuto inaccettabile si nasconde la speranza di una nuova stagione.
Forse la strada è stata sempre sbagliata..
Ed è arrivato il momento di cominciare ad OSARE immaginare la via d’uscita..
Forse si innescherebbe un altra Storia, ribaltando i Toteme i Moloch che vampirizzano persone e risorse.
Se si avesse il coraggio di porre in discussione Divinità come..
I- La Banca Centrale Europea.
II- L’Euro.
III- Il monopolio del denaro da parte delle banche, banche sovranazionali inoltre.
E se si pensassero mattane “visionarie” come..
I- Uscire fuori dall’Euro.
II- Dare allo stato il monopolio della produzione del denaro,, e sottrarlo alle banche.
III- RIpudiare il debito.
Come a dire.. “Ma davvero, manica di fottutissimi testoni di legno vi pensate che dovremo fare altri 50 anni di politica lacrime e sangue per tentare di ripagare un bastardissimo Debito e magari ritrovarci comunque con un Debito fuori controllo?….
o magari gli diamo una bella pedata al tavolo del Banco, tutti insieme. Nessuno paghi più i debiti. Nessuno più sacrifichi vite umane al Moloch…?
Ora tutto ciò è impensabile e se lo dite in giro chiamano la neuro…
e non è detto però che solo perché impensabile debba essere vero..
e.. se l’impensabile di oggi fosse la Nuova Frontiera di domani?
Vi lascio all’articolo…
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RIPUDIAMO IL DEBITO
DI VALERIO LO MONACO
ilribelle.com
Al momento nel quale andiamo in stampa, se non già da tempo, dovrebbe essere chiaro a tutti – e certamente lo è ai lettori del Ribelle – che le misure prese – meglio, non prese – dai vari governi e soprattutto a livello europeo per tentare in qualche modo di superare lo stato di crisi nel quale abbiamo iniziato a entrare decisamente da qualche anno, non sono adatte alla situazione. Di più, sono nella migliore delle ipotesi insufficienti ma, molto più probabilmente, del tutto controproducenti.
Finanza e politica a essa collegata – e di converso tutti noi che subiamo e l’una e l’altra senza poter fare nulla – si sono buttate a capofitto nel creare l’ultima bolla possibile per cercare, per un po’ di tempo, di mantenere in piedi una impalcatura sistemica destinata matematicamente al collasso. Il che significa esattamente l’opposto di ciò che chi guida i popoli dovrebbe fare. A misure di lungo corso, sebbene drastiche, si è preferito utilizzare manovre di piccolo cabotaggio. La maggior parte di queste, peraltro, sulle spalle di tutti i cittadini.
Parliamo naturalmente della bolla del debito pubblico della quale abbiamo già accennato lo scorso mese.
Tutti i Paesi sono indebitati con Banche e altri Paesi che hanno acquistato i titoli. La ratio alla base dei titoli pubblici venduti promettendo interesse è la fede nel fatto che in un futuro non meglio precisato, vi sia così tanta crescita economica da poter non solo ripagare i debiti contratti, ma anche gli interessi.
Si dà il fatto, però, che oltre a varare politiche di portata mondiale, in pratica, su un atto di fede, la cosa non possa funzionare per due motivi, il primo logico il secondo matematico. La parte logica impone convincersi che non si può crescere all’infinito in uno spazio finito. La parte matematica che non è possibile, in una direttrice in evidente discesa, sperare in una non meglio precisata – e infatti non è precisata affatto – ripresa dell’economia al fine non solo di far cambiare direzione verso un segno positivo della crescita, ma talmente tanto da poter ripagare anche i debiti e gli interessi sui debiti.
A questo si aggiunge che, nello stesso momento in cui si parla ormai tranquillamente – ah, gli ultimi arrivati… – di crisi sistemica, ciò che si fa non è, come logica vorrebbe, il varo di norme in grado di cambiare il sistema, quanto continuare imperterriti a fare né più né meno di ciò che si è sempre fatto e che ha portato al collasso attuale.
Si sa – scrive Serge Latouche – che i drogati siano i primi sostenitori della droga. Ma il fatto è che ciò comporta conseguenze anche per chi dalla “droga” vorrebbe stare alla larga.
Naturalmente, questa l’aggravante, al sistema si sacrifica tutto. La vita e il futuro delle persone che attualmente vivono sulla faccia della terra e quelle che verranno dopo di noi. A vantaggio, naturalmente, dei soliti noti.
La stessa Bce presta alle Banche tutto il denaro di cui fanno richiesta al solo 1% di interesse, ciò non gli impedisce, però, di prestarlo alla Grecia al 6%. Come dire, naturalmente, il favore lo faccio alle Banche, alle quali presto denaro a costo irrisorio, mentre ai cittadini greci (ed europei in genere) cerco di succhiare tutto il succhiabile, per via diretta o per via indiretta.
A chiudere il cerchio, per chi fosse ancora poco convinto di quanto scritto, il fatto che sperare in una ripresa economica quando le economie private sono in profonda crisi (tagli degli stipendi, dei servizi, disoccupazione, crisi sociale) grazie a dove ci ha portato il sistema, e grazie ai tagli che “l’Europa” impone ai vari Stati per uscire dalla crisi del debito che il sistema stesso crea, è un po’ come sperare che partendo da Roma si arrivi a Milano, in automobile, quando la velocità di crociera cala, il serbatoio è agli sgoccioli, e i distributori sono chiusi oppure non ci venderanno un solo litro di benzina perché materialmente non abbiamo il denaro per acquistarlo.
Un atto di fede, appunto, più adatto a un pellegrinaggio che a una direttrice politica.
Le misure da prendere sarebbero invece molto diverse e drastiche, e imporrebbero un rovesciamento del sistema finanziario, industriale e capitalistico che dirige il mondo (di queste misure parleremo il prossimo mese). Inutile sperare, in ogni caso, che la cosa possa essere sostenuta proprio da quei dracula finanziari, industriali e capitalistici che in questo momento stanno facendo, pur in periodo di crisi, un lauto pasto banchettando sulla vita dei popoli europei.
Le scelte, per farla breve, dovrebbero insomma essere politiche. O meglio, ancora prima, metapolitiche. Ovvero decidere in che direzione sarebbe bello e giusto che andasse il mondo, e di conseguenza prendendo decisioni politiche, anche se impopolari, al fine di indirizzare il tutto in tal modo. Per esempio, una cosa su tutte, relegare l’economia al ruolo che dovrebbe avere, e certamente non quello centrale e supremo che ha ora e che ha portato allo stato attuale delle cose.
I singoli Paesi, in teoria (ci torneremo a breve) possono molto poco. Ammesso e concesso che vogliano e siano in grado di farlo. Dovrebbe pensarci l’Europa, per quanto riguarda il nostro continente. Ma l’Europa non c’è, o meglio, non c’è mai stata. Anche sostenendo (e noi, al contrario di Ciampi, Draghi, Prodi & Co., oltre che tutti gli esponenti politici attuali, non lo sosteniamo) che ci debba essere una moneta unica, il punto è che la moneta senza una politica economica e ancora di più senza una politica generale per un grande spazio come l’Europa, ovvero la condizione attuale, non c’è mai stata né, su queste basi, ci sarà, è inutile.
Il massimo che si è riusciti a fare in Europa, al momento, è stato pendere dalle labbra della Bce, che impone, oltre allo scandaloso signoraggio bancario (e dunque l’attentato alla sovranità monetaria degli stati) delle politiche economiche restrittive ai vari Stati che essa stessa (e le Banche e la finanza) ha concorso a indebitare.
Breve inciso: è ridicolo e avvilente anche solo fare qualche accenno allo stato pietoso della politica nel nostro misero paese – per farlo basta leggere, o meglio saltare a piè pari, la prima metà dei quotidiani italiani – per capire che nessuno Stato europeo, men che meno il nostro dove operano “politici” del calibro di Berlusconi, Alfano, D’Alema & Co. (che si stanno preparando per le meritate ferie d’Agosto mentre il mondo crolla) sono in grado di prendere alcun tipo di decisione che possa davvero essere definita politica.
Il punto è insomma chiaro: gli Stati – tutti – sono oberati di debiti (chi più chi meno) e le Banche sono piene di titoli che non verrano – per logica e matematica, come avevamo detto prima – onorati. Tutti sono indebitati con tutti senza nessuna speranza di poter avere indietro nulla. O quasi.
Inoltre, e questa la cosa più importante, i cittadini di tutti gli Stati (ora la Grecia, la Spagna e il Portogallo, domani l’Italia e dopodomani tutti gli altri a seguire) stanno subendo e subiranno sempre in misura maggiore il salasso economico della crisi e delle misure imposte.
Dal punto di vista economico (e sociale) insomma, ci stiamo dirigendo verso la catastrofe.
Il tutto per salvare questo sistema e per salvare l’Euro. Totem funesto che ci è stato imposto e che ci viene posto come ultimo baluardo da tenere in piedi. Non fosse che per tenerlo in piedi stiamo buttando in schiavitù le nostre vite e quella dei nostri figli e dei nostri nipoti.
Una via d’uscita c’è: il ripudio del debito. L’uscita dall’Euro.
Tecnicamente molto semplice. Eticamente sacrosanto, visto quanto ci ha fatto di male sino a ora e ce ne farà. E di fatto anche auspicabile, malgrado ciò che la cosa comporta, se si raffronta l’operazione allo schianto al quale stiamo comunque andando incontro. Le bancarotte sovrane sono in ogni caso dietro l’angolo. E sono inevitabili.
Il Paese che per primo ripudierà il debito darà scacco matto ai “signori del mondo” che, di fatto, dipendono non altro che dalla buona volontà di chi ha debiti nel continuare a pagarli. Siamo noi debitori, al momento, ad avere il coltello dalla parte del manico, se solo avessimo la voglia e la capacità di utilizzarlo nei confronti di chi attenta la nostra vita da decenni.
Il trucco del debito, che di questo si tratta, sta in piedi infatti solo fino a che c’è qualcuno che comunque continua a pagare interessi (e a subire tagli alle proprie vite). Nel momento in cui si dice basta, i creditori rimangono con il cerino in mano. Tutti gli “attivi” che segnano ora sui propri libri, ovvero di crediti che devono esigere da noi, diverrebbero di colpo dei “passivi” irrecuperabili. Tratteremmo da “delinquenti” con quei “delinquenti” che fino a ora ci hanno succhiato le vite.
Certo, la cosa comporta in ogni caso momenti durissimi per i popoli. Immaginiamo una Grecia che decidesse di ripudiare il debito e di uscire dall’Euro. Farebbe fallire le Banche, nazionalizzerebbe il sistema finanziario ed economico (e la Bce lo prenderebbe in quel posto), la moneta tornerebbe di Stato, ovvero propria, e ricomincerebbe tutto da capo. La nuova Dracma sarebbe fortemente svalutata. Fatto dolorosissimo per la popolazione greca, ma solo temporaneamente. Perché quella nuova moneta – propria moneta, e non della Bce e di chi la possiede, ovvero dei privati – diverrebbe presto competitiva. Sacrifici e perdita di ricchezza monetaria imponente, sulle prime. Ma con un futuro davanti. Futuro che ora invece non c’è.
E se la cosa si estendesse? Sarebbe in pratica una guerra mondiale dei creditori contro i debitori. Ma delle due l’una, i governi dei vari Paesi dovranno scegliere presto, in ogni caso, tra ripudiare i debiti e uscire dall’Euro oppure dissanguare le proprie popolazioni per ripagare i debiti. Brutalmente: scegliere se fare gli interessi delle Banche o quelli dei popoli. Probabilmente faranno quelli delle Banche finché sarà possibile. Dopo di allora, però, sarà inevitabile il ripudio.
Vorrei ricordare, a chi storce il naso di fronte a una soluzione così drastica, che ci sono dei precedenti piuttosto autorevoli. E per inciso, provengono proprio da chi può sembrare più insospettabile. Il ripudio del debito ha una tradizione molto antica proprio negli Stati Uniti. Nel decennio del 1840, Maryland, Pennsylvania, Illinois, Indiana, Michigan, Arkansas, Louisiana e Florida ripudiarono totalmente e in modo permanente il proprio debito pubblico, dopo il panico del 1837 e 1839 creato con un boom infazionistico dalla Second Bank of United States.
Specie per quei Paesi che hanno un debito detenuto da stranieri, dunque, sarebbe un bel colpo: da un giorno all’altro, a pagare il conto sarebbe proprio chi la crisi ha creato, ovvero chi detiene quei debiti pubblici. E certamente non sarebbero i cittadini a pagare il prezzo più alto. Di fronte a uno schianto inevitabile, dunque, dopo un prosciugamento inutile delle proprie esistenze, non è forse più logico, e comunque meno utopistico, ripudiare il debito con tutto ciò che esso comporta, ma con qualche prospettiva di salvezza?
Beninteso: nessuno lo farà finché non sarà costretto. E in questo è il male. Perché prendere quella decisione lì quando si sarà con le spalle al muro e dopo aver subito anni e anni di tagli e prosciugamenti – cosa comunque inevitabile – sarà molto, ma molto peggio che farlo ora, dove qualche margine di riuscita c’è.
Però, anche facendo sacrifici (comunque destinati a una rinascita) non sarebbe male, ripudiare il tutto, e lasciare lor signori con tante cambiali con le quali potrebbero solo asciugarsi le lacrime, o no?
Valerio Lo Monaco
www.ilribelle.com
10.06.2010
Per gentile concessione de “La Voce del Ribelle”
