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	<title>Born Again &#187; sciamana</title>
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		<title>TEMPO DI GUARIGIONE &#8211; la rubrica di Monica Benatti</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 14:04:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questo nuovo appuntamento con la sua rubrica Monica Benatti ci regala un frammento carico di ispirazione vibrazionale tratto da &#8220;Le 100 Preghiere più potenti&#8221; di Aur Kavalah Dopo questi prime puntate di &#8220;riscaldamento dei motori&#8221;, la prossima volta Monica entrerà direttamente in campo, con parole, conoscenze ed esperienze direttamente sue. Buona lettura Viandanti del [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2010/11/serenataperunafatall9.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-875" title="serenataperunafatall9" src="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2010/11/serenataperunafatall9-832x1024.jpg" alt="" width="832" height="1024" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In questo nuovo appuntamento con la sua rubrica Monica Benatti ci regala un frammento carico di ispirazione vibrazionale tratto da &#8220;Le 100 Preghiere più potenti&#8221; di Aur Kavalah</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dopo questi prime puntate di &#8220;riscaldamento dei motori&#8221;, la prossima volta Monica entrerà direttamente in campo, con parole, conoscenze ed esperienze direttamente sue.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Buona lettura Viandanti del Blog</strong></p>
<p><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</strong></p>
<p><em><strong>LUCE, PAROLA, MUSICA</strong></em></p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;origine del suono è luce. Tu sei luce, quella luce che rimane in ombra, ma che quando si rivela alla coscienza e al cuore, diventa totalizzante, piena, completa, appagante. Luce e parola camminano a braccetto l&#8217;una con l&#8217;altra. Luce e parola vanno insieme, hanno la stessa essenza. La prima luce che esplode nell&#8217;universo per farlo nascere contiene e richiama la luce che risplende come lampo abbagliante nella mente che raggiunge l&#8217;illuminazione o un barlume di conoscenza. Essa è come un indescrivibile vibrazione, un suono magico in grado di dare forma al caotico, a ciò che non è ancora formato. Questa luce/parola che in-forma (dà significato, forma ed essenza alla realtà), essendo vibrazione, è anche suono e colore. In questo senso, è in grado di colorare il mondo col suo arcobaleno e farlo vivere. Allo stesso modo, poichè la preghiera stessa è formata dalle parole e dai suoni delle parole, può essere considerata musica e canto. In quanto tale, oltre ad essere ringraziamento diventa potenzailmente creatrice essa stessa, poichè tende a ripercorrere i livelli vibrazionali dell&#8217;essere. E&#8217; questo il caso, per esempio, dei mantram, come l&#8217;om, che contribuisce a scuotere e liberare l&#8217;essere, a farlo vibrare in un rinnovato stato di salute.</strong></p>
</div>
<p><strong>IN CIELO, IN TERRA IN OGNI LUOGO</strong></p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fermati e ascolta. Osserva. Ogni cosa vive. Ogni cosa pulsa. Ogni cosa è animata, ha un cuore. Questa vita di ogni aspetto del creato esiste in una frequenza che è immanete alla natura , eppure invisibile, apparentemente separata. Ascolta il ritmo, i ritmi, della natura. Scorgi l&#8217;anima delle cose e degli esseri. Ci sono vite e pulsazioni lunghissime, diresti quasi eterne. Come la pietra, il sasso che calpesti. Lo pensi forse morto? Ritieni davvero che solo perchè tutta la tua esistenza si svolge forse solo nel tempo della sua lentissima espirazione o inspirazione, ritieni dunque che esso non viva pari di te? Non senti il suo lungo respiro?E non avverti il tuo respiro dentro al suo? Ma soprattutto, non senti la memoria millenaria che lo pervade? E se ti dico che quella memoria ti appartiene? Se ti dico che anche tu, forse sei già sasso? Che le pietre sono anche dentro di te? Che il cielo ti appartiene e la terra e gli elementi tutti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Senti il potere purificante e dissetante dell&#8217;acqua. Scopri il tuo fuoco, comincia a percepire la sostanza degli elementi che vivono in te e intorno a te, in ogni direzione, sacralizzando così il tuo stesso corpo, delimitandolo e cerchiandolo come luogo sacro e altare. Fermati e ascolta. Osserva con gli occhi della tua anima. Ascolta il battito e il respiro del tuo petto. Lì sta avvenendo qualcosa. C&#8217;è un evidente corrispondenza fra ciò che vive al di fuori dell&#8217;uomo e ciò che si verifica interiormente a lui. Non solo gli elementi della natura sono gli stessi che compogono l&#8217;uomo nella sua dimensione terrena, ma essi concorrono a disegnare all&#8217;esterno di lui un grande corpo da vivere come percorsi dell&#8217;anima, disegni imperscrutabili dello spirito e della volontà divina. In questo modo, non solo tutto diviene sacro poichè intriso della presenza divina, ma anche familiare, amico, in quanto specchio e riflesso dell&#8217;uomo e viceversa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando gli indios cantano&#8221; noi siamo le stelle&#8221; non solo fanno nascere le stele riportandole alla coscienza, ma congiungono magicamente il loro splendore alla luce di cui anche l&#8217;uomo è intriso. Diventare stelle è un azione di elevazione dell&#8217;essere, significa ricondurlo all&#8217;interno di quel tutto che contiene la fusione armonica delle molteplici manifestazioni, ognuna con una funzione ed un compito specifico da assolvere. Lo stesso vale per l&#8217;acqua attinta direttamente dalla fonte viva del Signore o quella che ricrea l&#8217;anima e la ristora dolcemente come il miele, della preghiera dei primi cristiani. E lo stesso di nuovo vale per l&#8217;acqua solcata dalla zampa palmata del cigno della tradizione celtica o per quella immortale del Bhagavad-Gita, o per sorella acqua francescana, o ancora, per l&#8217;acqua benedetta insieme a tutto il creato della tradizione biblica, o anche per quella del Vangelo Esseno. Definire gli elementi e gli esseri del creato è sostanzialmente definire gli spazi sacri della vita, i luoghi in cui tutto avviene e tutto può succedere. Sentirsi partecipi di questo luogo sacro, che si trovi in terra o in cielo significa non rimanere esclusi, non sperimentare la separazione e la disgregazione, non vivere l&#8217;alienazione e, per esteso, neppure la malattia da esse derivata. Significa perciò tornare o divenire partecipi del tutto e mettere in moto tutti gli elementi funzionali della vita stessa, in una celebrazione sacra delle forze umane, universali e divine.  </strong></p>
<p><strong>(da Le 100 Preghiere più potenti di Aur Kavalah)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Monica Benatti</strong></em></p>
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		<title>TEMPO DI GUARIGIONE- la rubrica di Monica Benatti</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Oct 2010 01:58:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duncan</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2010/10/Autumn_by_sican.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-833" title="Autumn_by_sican" src="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2010/10/Autumn_by_sican.jpg" alt="" width="1024" height="768" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Eccoci al secondo appuntamento con uno spazio che è una vera colonna in questo territorio per anime libere chiamato Born Again.  Lo spazio che vibra nelle mani di Monica Benatti..</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Molti parlano di guarigione riempendosi la bocca, Monica è una donna dalle radici antiche, e dalla freschezza giovanile e incarna in sè la guarigione, guarigione che cammina, guarigione &#8220;vivente&#8221;. Per studio, esperienza e pratica ha realizzato in sé percorsi autentici che è pronta a condividere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi cammina il Sentiero della Libertà ama condividere e spezzare il proprio pane con gli altri. Ed è ciò che fa Monica, e che farà.. in testi scritti con passione. Essa vi prenderà per mano e vi condurrà in territori di comprensione, saggezza, evoluzione, guarigione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Molti di voi hanno solo vaghe infarinature di ciò che rientra nella medicina &#8220;alternativa&#8221; e nei percorsi &#8220;naturali&#8221;. Monica tratterà temi appassionanti, vi dara strumenti di comprensione, chiavi di lettura, imput e approcci verso un mondo affascinante e idee da sperimentare.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cose come i fiori di Bach, la gemmoterapia, la cromoterapia ed altro non saranno per voi solo qualcosa di lontano o vagamente abbozzato.. ma lei vi aiuterà a capire.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nella rubrica di oggi Monica continua il discorso sulla medicina vibrazionale, incentrandosi sulla cromoterapia, ma toccando la gemmoterapia e i fiori di Bach.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci sarete anche al suo terzo appuntamento&#8230; ma intanto godetevi questo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LE TINTURE DEI CRISTALLI E LA CROMOTERAPIA</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La proprietà  fondamentale dell&#8217;acqua come mezzo universale di immagazzinamento di energia vibrante permette di preparare esenze terapeutiche con il metodo solare, come gli elisir di gemme. Queste si preparano mettendo una o più gemme di una particolare struttura cristallina in acqua pura di fonte o distillata, lasciando il tutto esosto alla luce solare diretta del primo mattino per parecchie ore; le energie solari sono al massimo delle forze praniche nelle prime ore del giorno, Alcune proprietà eteriche dei cristalli sono trasferite all&#8217;acqua, che viene caricata delle loro caratteristiche vibrazionali.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;azione delle gemme si colloca tra le essenze floreali ed i preparati omeopatici; quando si ingerisce materialmente una gemma dopo averla frantumata, l&#8217;effetto è simile a quello ompeopatico, influenzando percettibilmente il corpo fisico con prorpietà medicinali, nutritive ed antibiotiche. Quando una gemma è preparata come elisir, quindi usando il sole nello stesso modo che per la preparazione delle essenze floreali ( meglio conosciute come Fiori di Bach), il rimedio funziona in modo più simile a queste e diventa più eterico nelle sue caratteristiche. In entrambi i metodi di preparazione, le gemme influenzano organi specifici del corpo, mentre i rimedi omeopatici hanno un più vasto impatto sull&#8217;intero organismo; le gemme hanno in loro lo schema di una struttura cristallina, che agisce sui minerali e sulle strutture cristalline dell&#8217;organismo a livello biomolecolare; prciò lavorano più strattamente a questo livello per integrare la forza vitale nel corpo. Infine l&#8217;azione delle gemme si colloca a metà tra quelle degli altri due gruppi di rimedi vibrazionali ( essenze floreali e rimedi omeopatici), perchè ha un impatto più forte sul fluido eterico; le essenze floreali derivano dalla manifestazione vivente che porta l&#8217;impronta della coscienza, mentre le gemme amplificano la coscienza. ( ho lavorato spesso coi fiori di Bach e gli elisir di gemme, che insieme hanno una grandissima sinergia).</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli elisir di gemme come forma di terapia vibrazionale sono in grado di amplificare le energie che già si muovono nelle strutture sottili dei livelli superiori, aiutando a mantenere l&#8217;equilibrio tra il corpo fisico e quelli sottili in un modo molto simile a quanto fanno le essenze floreali, benchè non contengano lo stesso livello di energia vitale. Essi agiscono con il principio della risonanza frequenziale.   </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>(nei prossimi articoli approfondiremo il concetto di risonanza frequenziale, che tanto amo). Le gemme ed i cristalli hanno la loro organizzazione molecolare in una simmetria geometrica che dà loro proprietà vibrazionali di specifica frequenza; nella preparazione degli elisir di gemme con il metodo solare, lo schema eterico di queste frequenze viene trasferito all&#8217;acqua.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La guarigione per mezzo di elisir di gemme avviene quando lo schema cristallino memorizzato nel preparato è trasmesso per risonanza alle strutture biomolecolari instabili del corpo malato; la conseguente stabilizzazione dei processi biochimici produce un aumento dell&#8217;organizzazione cellulare, il risanamento dell&#8217;organo ed un generale orientamento verso la salute.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli elisir di gemme influenzano anche le dinamiche psicospirituali delle persone; a questo livelo agiscono sulle strutture sottili della coscienza più che sulla chimica molecolare del corpo fisico. Possono avere un un effetto potente sui meridiani, i chakra ed i corpi sottili; modificando gli elementi che contribuiscono alla consapevolezza, possono promuovere l&#8217;evoluzione dell&#8217;essere e portare alla fine a modificazioni comportamentali. Gli elisir non influenzano tanto il comportamento quanto la consapevolezza dalla quale il comportamento deriva; assumendo gli elisir, la persona può mettere meglio a fuoco i propri problemi interiori e le decisioni da prendere. I preparati di gemme hanno effeti leggermente diversi sui meridiani dell&#8217;agopuntura: le essenze floreali tendono ad influenzare specifici meridiani nel corpo, mentre gli elisir di gemme tendono ad influenzarli tutti, passando da uno all&#8217;altro attraverso i punti terminali situati sulla punta delle dita delle mani e dei piedi. Questo fenomeno che non avviene con le essenze floreali, è in parte dovuto alla maggiore potenza vibratoria delle gemme: Un altro rimedio interessante , che può essere preparato  senza l&#8217;uso nè di fiori nè di gemme, è la tintura colorata; si prepara esponendo dell&#8217;acqua disitllata alla luce diretta del sole, in bottilgie di vetro colorate o rivestite di plastica colorata. Dopo l&#8217;esposizione alla forza pranica della luce solare l&#8217;acqua, caricata delle frequenze del filtro colorato usato, si può somministrare per via orale per curare diversi disturbi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;uso delle tinture colorate (o terapia idrocromatic) è una forma meno conosciuta di cromoterapia, ma testimonia il principio che sull&#8217;acqua può essere memorizzata una quantità di caratteristiche vibrazionale per uso terapeutico. La cromoterapia non è una novità del 20° secolo; questa arte sottile era applicata nell&#8217;antichità nei templi di cura con uce e colore ad Eliopoli in Egitto, come nell&#8217;antica Grecia, in Cina e in India.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ognuno dei colori fondamentali visibili ha particolari qualità che sono collegate al chakra con il quale risuona; la conoscenza della natura dei chakra e dei loro legami energetici con la fisiologia del corpo aiuta a capire l&#8217;uso di particolari colori per curare specifiche malattie. Le forme nelle quali le frequenze dei colori possono essere trasmesse ai pazienti sono numerose: usando la luce di lampade elettriche (o luce naturale) filtrata attraverso schermi o filtri colorati, con acqua trattata con luce solare colorata (terapia idrocromatica), attraverso la respirazione colorata (un metodo fisico eterico), cioè facendo una profonda inalazione di aria praticamente caricata con l&#8217;enrgia di un colore particolare. Una variazione consiste nel visualizzarsi respirareun determinato colore nella fase di ispirazione; in sintonia con la respirazione il colore visualizzato è diretto mentalmente verso le zone malate, i blocchi e le disfunzioni o gli organi che hanno bisogno di essere vitalizzuati. Spesso ho consigliato di indossare indumenti del colore di cui si è carenti, e se possibile tenere un indumento del colore giusto sull&#8217;organo o sulla zona squilibrata, per tutta la notte durante il sonno.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le gemme sono delle miniere inesauribili dei sette raggi cosmici, i quali formano il cosmo e l&#8217;universo. Questi sette raggi divengono visibili nell&#8217;arcobaleno, in un ordine regolare, per ricordare all&#8217;uomo che i raggi sono alla base dell&#8217;universo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Monica Benatti</strong></em></p>
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		<title>Qualcuno verrà&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 13:41:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  Qualcuno viene a raccoglierti quando sei perso e la tua anima è seppellita dentro dentro, in cunicoli oscuri e densi.. Qualcuno viene a tirarti fuori. Orfeo non è mai morto&#8230;. Qualcuno ha teso la mano, sciamana in incognito, muovi le mani e le braccia, e pronunci le parole&#8230; hai teso la mano e un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><a name="msg_8cdad350c82acd66"><img class="aligncenter size-large wp-image-698" title="mano tesa" src="http://www.bornagain.it/wp/wp-content/uploads/2010/01/mano-tesa-673x1024.jpg" alt="mano tesa" width="673" height="1024" /></a></div>
<div style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Qualcuno viene a raccoglierti quando sei perso e la tua anima è<br />
seppellita dentro dentro, in cunicoli oscuri e densi..<br />
Qualcuno viene a tirarti fuori. Orfeo non è mai morto&#8230;.<br />
Qualcuno ha teso la mano, sciamana in incognito, muovi le mani e le<br />
braccia, e pronunci le parole&#8230; hai teso la mano e un bambino si è<br />
salvato da una lenta discesa in un autismo assordante, da un calvario<br />
infinito di psichatri, parcelle, istituti, e pillole.<br />
Hai dato il tuo tempo, la pazienza che non molla,.. chi è quel<br />
bambino?.. pronuncia il suo nome?&#8230;<br />
Qualcuno viene a salvarti dal buio.. l&#8217;amore ti cinge&#8230;<br />
mostrami la Strada, liberami dal male.. la tua musica scacci le<br />
ombre&#8230;<br />
allontana i demoni&#8230;<br />
Un bambino è vivo in questo grande e strano mondo..<br />
Qualcuno viene e l&#8217;amore ti cinge&#8230;<br />
</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;­&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
LA STORIA DI ROBERT</strong>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Gloria Steinem</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Verso la fine degli anni Sessanta mi occupavo di un bambinetto che veniva ogni giorno alla scuola materna di un popolare quartiere del West Side di New York, che a quel tempo stava mutando rapidamente la propria fisionomia. Era un bambino serio, con due grandi occhi neri molto espressivi, che non prendeva mai parte ai giochi dei compagni.<br />
Il più delle volte si limitava a osservarli a distanza, da un angolino. Quando aveva in mano dei giocattoli, li maneggiava con una<br />
sorta di timoroso  rispetto, quasi ci fosse più vita in quelli che in lui. A quanto se ne sapeva quel bambino di quattro anni non aveva mai detto una parola.</strong>
</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ogni mattino Dorothy Pitman Hughes, la donna del quartiere che aveva messo in piedi quell&#8217;avanzatissima scuola materna, rubava qualche minuto agli impegni della sua giornata e lo conduceva per mano in un angolo della stanza, davanti a uno specchio che occupava tutta la parete. Inginocchiandosi accanto a lui in modo che i suoi occhi fossero alla stessa altezza di quelli della piccola immagine riflessa nello specchio, intonava ogni volta una dolce litania, &lt;&lt;Guarda che bel faccino. Non è bellissimo? Lo sai che non c&#8217;è un&#8217;altra faccia uguale, in tutto il mondo?&#8230; E adesso alza la mano, e guarda che meraviglia è. Quelle dita possono allacciare le scarpe, possono disegnare, possono fare cose che nessun altro al mondo sarebbe capace di fare&#8230; E lo vedi come sono forti, queste gambe? Sanno correre, ballare e saltare per questo piccolo bambino&#8230; I suoi genitori gli vogliono tanto bene, io gli voglio tanto bene, e i bambini qui sono tutti felici di giocare con lui&#8230;  poi guarda quegli occhi. C&#8217;è una persona molto speciale che guarda da dentro quegli occhi, una persona che sa cose che nessun altro può sapere&#8230;&gt;&gt;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In un primo momento parve che quel rituale, pazientemente ripetuto ogni mattina, non avesse nessun effetto. Docile e obbediente come suo solito, a ogni richiesta il bambino alzava ora la mano, ora la gamba, ma i suoi occhi non perdevano lo sguardo vago e distante di sempre. Passavano le settimane, e non si manifestava il minimo accenno di cambiamento.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Poi, un pomeriggio che Dorothy era stata così presa dal lavoro nella scuola che il momento del rituale sembrava non giungere mai, il bambino le tirò un lembo della gonna e la condusse davanti allo specchio. Era la prima volta che Robert esprimeva un&#8217;esigenza diversa da quella d&#8217; avere del cibo o di soddisfare i bisogni più elementari. Nei giorni successivi il bambino incominciò a prendere l&#8217;iniziativa del rituale, alzando la mano, poi il piede e infine il ginocchio, quasi volesse accertarsi che tutte le parti del suo corpo erano ancora lì, in perfetto stato. Quando ne ebbe conferma per l&#8217;ennesima votla, sorrise senza che gli venisse chiesto di farlo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Poi una mattina, nel bel mezzo della litania di Dorothy, puntò il dito sul petto, vicino al cuore, e disse: &lt;&lt;Io?&gt;&gt;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&lt;&lt;Io&gt;&gt; confermò Dorothy. Poi gli chiese di dire il suo nome.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&lt;&lt;Io&#8230; Robert&gt;&gt; rispose lui. Le prime parole che gli avessero mai sentito pronunciare.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ai compagni, uno per uno, ripetè il suo nome, come per accertarsi di esistere anche ai loro occhi. Via via che gli altri bambini gli<br />
rispondevano dicendo il proprio nome, oppure chiedendogli di giocare, o magari dicendo anche un semplice ciao, Robert si rincuorava sempre più. Come un tempo dalla quieta osservazione degli altri bambini era giunto a convincersi della propria inesistenza, così ora compiva a ritroso lo stesso percorso, partendo dal proprio nome per arrivare ad aprirsi sempre più, tanto con i compagni di scuola quanto con gli adulti, fino a raggiungere un livello effettivo di comunicazione. A ogni conquista di un pezzetto di realtà il suo viso si illuminava di gioia.</strong>
</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A poco a poco Robert divenne attivo e vivace come tutti gli altri bambini della scuola materna e forse anche di più, visto che aveva molti arretrati da recuperare.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ora che questo bambino ha più di vent&#8217;anni, mi dicono che dopo essersi sposato è andato ad abitare in un posto lontano da New York e ha una figlia e un figlio. Grazie a Dorothy, che aveva compreso tutta la ricchezza delle emozioni e dei pensieri di un bambino di quattro anni, altri due  bambini potranno essere coscienti dell&#8217;unicità irripetibile e preziosa del loro essere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>(&#8230;)</strong></p>
</div>
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