Born Again

Tag: tigre

L’ESERCIZIO DELLA TIGRE

by Duncan on lug.28, 2009, under Disciplina, Musica, Resistenza umana

tigre-seduta1

Davvero in questa calda serata di luglio, appena appena scodellato dalla strada a casa, e ancora acerbo e refrattario al sonno, davvero non ricordo se già, incueata o inculata negli anfratti o nei frattaloni di qualche post vi abbia (io, il presente, il qui medesimo, letamaio dei letamai Sir Alfred Lupmannar Coschier detto Duncan) già parlato dell’esercizio della Tigre.
Se così fosse.. Dio ce ne scampi… mi perdonerete.
O meglio no.. non perdonatemi.. e anzi procedete a una lapidazione
vecchio stile.. pietre grosse e acuminate. Credo di meritarla dopo le
tante malefatte con le quali ho infestato questo pianeta.
Veniamo a voi pards, gringos, buscaderos, guerriglieros, camineros.. e chi più ne ha più ne strametta.. ma mi raccomando.. il thè sia caldo, per domani a colazione. Offro io.. te di ortica amaro e biscottazzi duri na petra al sapore di scorza di cranio.
Andiamo a noi..
L’esercizio della Tigre è una pratica dal retroterra millenario. Sotto cangianti vesti o mutamenti di dettaglio esiste da tempo immemorabile.
La sua origine è orientale. Ma la sua applicazione può essere (es è stata) praticamente ovunque.
Questo esercizio libera e canalizza le tensioni accumulate negli anni nel corpo. Tensioni che, col tempo, si cristallizzano quasi, come blocchi e rigidità, nei tessuti e nelle fasce muscolari. E’ come se le molte rabbie, angosce, “avviluppamenti di intestino”, colpi inaspettati, parole violente e che feriscono.. che ci sono venuti addosso, lasciassero un segno non solo a livello interiore ma anche nel nostro sistema biologio. Parlare di tensioni psico-fisiche allora esprime perfettamente il senso di quello che entra in gioco.
Ma è questo ma non solo questo. A volte è come una vibrazione più alta che non abbiamo mai suonato. Un pugno che non abbiamo mai dato. Un gesto che non abbiamo mai fatto. Un andare fuori righe che non ci siamo mai concessi, sempre così attenti a rispettare lo spartito.
A volte è un urlo..
Questo è un esercizio di liberazione.
Devi immaginare di essere una tigre. Sei alzato e bello eretto.
Cominci piano piano ad agitare le braccia davanti a te, con un fare ritmico, alzi una, la abbassi, e mentre si sta abbassando già l’altra  è alzata. E mentre le braccia si muovono le mani sono come grinfie, che lanciano zampate nell’aria. Mentre fai questo immagini di essere  davvero una tigre, che si muove, si agita, prende coraggio, vigore, mette in moto il suo Sacro Furore. Anche il viso è teso, concentrato, occhi fissi.
Tu immagini di essere una tigre.
Tu senti di essere una tigre.
Tu SEI una tigre.
I movimenti diventano sempre più rapidi, sempre più impetuosi. E’ una accellerazione lenta, ma progressiva. E man mano che alzi e abbassi le braccia; man mano che lanci le tue zampate.. immagini come se con quelle grinfie potenti di tigre frantumassi ostacoli, blocchi, rigidità, paure. Puoi anche vedere cose e situazioni, vicende del passato, momenti dolorosi, rospi inghiottiti, attimi di smarrimento, umiliazioni da parte di altri.
Ma stavolta il gioco è cambiato. Non sei indifeso, non sei alla mercé di nessuno, non subisci.
Ma sei la Tigre Possente che Scuote la Terra. Occhi di fuoco, fierezza indomita, ti muovi danzando e sdradicando ogni ostacolo. E allora puoi immaginare le ombre e i dolori, i blocchi e le catene passate e “vedere” come ogni zampata frantuma tutto.
Continui ad accellerare. Sempre più rapido. Sempre più impetuoso. Stai sudando. Il respiro è accellerato. Quando hai raggiunto il momento dello sforzo maggiore, della velocità più intensa… a un certo punto.. fai esplodere tutto con..
UN URLO FINALE.
Esatto. All’apice della “corsa” e della tensione… tendi il collo, spalanchi la bocca e lanci un urlo con tutta la forza che hai. Urli come non hai mai urlato in vita tua. Come un animale selvaggio nella ùforesta selvaggia. Un urlo primigenio, atavico, titanico, liberatorio.
E’ come se con quell’urlo cacciassi fuori secoli di rabbia, di rospi inghiottiti e di tensioni.
E’ come se sfidassi ogni limite.
Come se alzassi la testa come non l’hai mai alzata.
Come se gridassi al mondo che tu sei quello che sei, e nessuno potrà più legarti mani e piedi, nessuno potrà più farti stare in ginocchio, nessuno potrà più spegnerti.
E’ un urlo un pò folle, un urlo di sacro furore, un urlo di entusiasmo, un urlo di riaffermazione.
Naturalmente potreste trovarvi in un ambiente dove non è “opportuno” che lanciate tale urlo animalesco se non volete che pensino che siete completamente pazzi o che chiamino l’esercito.
Allora farete l’esercizio con modalità “ridotta”, o con modalità “silenziosa”.
Al momento dell’Urlo, cioè, contraete comunque il collo, spalancate la bocca.. manifestate il contegno di chi urla con tutto se stesso, ma fate uscire un suono ridotto, compatibile con l’ambiente; o non fate uscire alcun suono, se il contesto non lo permette (immaginate) che siete in una stanza e nelle altre ci siano altre persone.. non credo proprio che vorreste essere sentiti urlare.
Anche con modalità ridotta o silenziosa è assolutamente benefico.
Tuttavia, al posto vostro proverei almeno UNA volta a fare l’esercizio integrale. Ad andare in un luogo cioè dove nessuno può darvi noie o sentirvi; dove potete fare insomma quel che minchia vi pare… e là, provare, forse per la prima volta nella vostra vita, a lanciare un urlo da fare impallidire Tarzan. Un urlo con quanto fiato avete in gola. Urlo da far tremare le montagne.
Salutamos

3 Comments :, , , , , , more...