Tag: universo
La lotta per la montagna sacra
by Duncan on lug.03, 2011, under Bellezza, Controinformazione, Resistenza umana, Simbolo
Ecco i piccoli soldati della Resistenza.
Hanno volti nascosti tra le pagine bianche e quelle nere, le righe cancellate, quelle bruciate ad arte, quelle ricoperte con la scolorina, quelle riscritte e quelle ritrovate.
In India, nello stato dell’Orissa, I Kandh, un insieme di comunità tribali hanno combattuto una durissima e disperata guerra contro la multinazionale Vedanta per Niyamgiri, la loro Montagna Sacra, il fondamento del loro mondo, la cornice del loro habit esistenziale, il nutrimento del loro autoriconoscersi, ovvero l’archistrave stessa del loro sentiri Uomini, del loro “avere un senso” dinanzi alla vita.
Nonostante la guerra sporca di Vedanta e autorità i Kandh alla fine hanno vinto. Almeno per il momento.
Il testo che leggerete è la loro storia.
Su un fronte che corre proprio ai confini dell’umano. Dove si combatte ancora. Dove si combatterà semrpe.
Lo Specchio è frantumato e le immagini sono infrante, sparpagliate, diffuse.
La Resistenza è all’opera ovunque. Cambiano le forme, i retroterra, le Visioni, le pratiche concrete. Ma i motori si scaldano. E reggono a stento i muri dello stadio. Divisi da mille codici, uniti in realtà da una stessa fame di liberazione, e di dignità contro chi prosperà tre i canili e il guinzaglio.
Tribù scendono sul sentiero di guerra Per difendere un Mondo. Il loro Mondo. La Casa Divina della manifestazione e attuazione del loro essere. Il Territorio che dà il fiumi, le sorgenti, la frutta. La Terra che è stato dato loro mandato di Custodire.
E’ una vecchia lotta. Degli estortori dai colletti bianchi e degli agglomerati di cemento e morte che come unr ullo complessore spazzano via i Mondi, in una scarica di DTT sterilizzante, per accamparea altri territori al loro Risiko e spolparli fino a strapparne l’ultimo centesimo.
Ma c’è chi dice.. QUESTO E’ IL NOSTRO MONDO…
QUESTA E’ LA NOSTRA TERRA,
QUESTO E’ IL NOSTRO UNIVERSO,
LOTTEREMO FINO ALLA MORTE PER CIO’ CHE E’ NOSTRO.
I loro tamburi parlano anche alle nostre viscere, per una Dignità che aspetta chi osi reclamarla.
La Grande Montagna ora sorride.
A volte il Banco perde,
al gioco delle tre carte capita che il Banco si incula.
—————————————————————-
Tratto da
“NUNATAK
Rivista di storie, culture, lotte della montagna” (n.627)
Di Pei
“Oggi nell’era dei cambiamenti climatici, è sicuramente il momento di rendersi conto che le foreste, i sistemi fluviali, le catene montuose e le persone che sanno come vivere in modo ecologicamente sostenibile valgono più di tutta la bauxite del mondo. La Vedanta dovrebbe essere fermata nei suoi piani. Adesso. Immediatamente. Prima che si compino ulteriori danni.” (Arundhati Roy)
In India, alle pendici del Monte Nyamgiri, le comunità tribali dei Dongria Kondh si stanno battendo contro la multinazionale mineraria Vedanta, il cui progetto estrattivo minaccia di distruggere, insieme a Nyamgiri, la loro stessa esistenza come popolo che si considera – ed efettivamente è – il “Custode” di questa montagna sacra. Al momento i Kondh hanno vinto: il progetto della Vedanta è stato bloccato. La loro storia, e la loro vittoria, è tanto più significativa in quanto momento di uno scontro di dimensioni ben più grandi: una battaglia epocale che vede il subcontinente indiano, la più grande democrazia al mondo, dilaniato da una vera e propria guerra ai danni delle popolazioni rurali, non ancora urbanizzate, e al loro tentativo di resistere al trionfo dello “sviluppo economico”.
Tra l’agosto e il settembre del 2010, dopo una controversia durata anni, il governo indiano si è pronunciato in merito al rilascio delle autorizzazioni alla multinazionale Vedanta per il progetto di estrazione di bauxite dal Monte Niyamgiri, nello Stato orientale dell’Orissa. In quella che Amnesty Internationale ha definito >, la Corte suprema ha bocciato il progetto della miniera, per violazione delle leggi a tutela dell’ambiente, della oresta e dei diritti degli adviasi (le popolazioni indigene), in particolare dei Dongria Kondh e delle altre comunità che abitano le pendici di Niyamgiri. La sentenza ha inoltre sospeso le operazioni di sestuplicamento della raffineria di alluminio di Lanjigarh, riconoscendo che già nelle sue attuali dimensioni ha provocato un inquinamento dell’aria e dell’acqua tali da rendere invivibile il territorio per le comunità locali. Questa sentenza ovviamente non casca dal cielo, ma è l’esito – insperato – di una feroce battaglia tra la britannica Vedanta Resources, una delle maggiori compagnie minerarie al mondo, e i Dongria Kondh, una piccola – ma irremovibile – comunità tribale.
I Dongria Kondh sono una delle tribù più isolate del continente indiano, circa ottomila persone sparse in piccoli villaggi sulle colline di Niyamgiri, un territorio diamgi dense foreste popolate da una grande varietà di animali, tra cui tigri, elefanti e leopardi. Qui i Kondh coltivano lem essi, raccolgono frutti spontanei e selezionano piante e fiori destinati alla vendita. In lingua kuvi, gli abitanti delle pendici di Niyamgiri chiamano se stessi jhamia, ovvero >. Essi si considerano i guardiani delle centinaia i sorgenti perenni, ruscelli e torrenti, che sgorgano dalla cima della collina. Tale abbondanza d’acqua dipende proprio dalla presenza della bauxite, materiale di natura racciosa e sedimentaria che tratiene acqua e umidità nella stagione delle piogge per poi rilasciarla gradualmente nel periodo secco. Questo sistema naturale di filtraggio realizza così un perfetto equilibrio di produzione idrica a ciclo continuo, che garantisce la crescita di una vegetazione rigogliosa in un territorio che, nel suo complesso, nela gran parte dell’anno è piuttosto arido. E’ perciò evidnte come – l di là del potenziale inquinante di uno stabilimento minerario – la semplice sottrazione da tale ecosistema dell’elemento principe per l’equilibrio idrico, la bauxite, avrebbe di per sé un impatto devastante.
Il progetto della Vedanta consiste proprio in una imponente miniera a cielo aperto per l’estrazione della bauxite dalla vetta della montagna sacra per i Kandh: Niyamgiri, la “montagna della legge”, dimora del loro Dio e garante dell’equilibrio naturale. Se ciò avvenisse, i Dongria Kondh non perderebbero soltatno i loro mezzi di sostentamento, le loro case, le loro terre. Perderebbero la salute, l’indipendenza e la loro insostituibile e profonda conoscenza dell’ecosistma di colline e foreste. Ma, ancor di più, la distruzione di Niyamgiri rappresenterebbe la perdita della loro identità, la fine del senso stesso della loro millenaria esistenza.
La bauxite, in campo industriale, ha un’importanza notevole: si tratta infatti dell’elemento base per la produzione di alluminio. Con il cosiddetto processo Bayer, i sali d’alluminio presenti nel minerale vengono separati da altri elementi “spuri” – silice, ossidi di ferro, titanio… – attraverso diverse fasi di “puriicazione” che, inevitabilmente, producono grandi quantità di materiali residui di una certa tossicità. Le comunità che vivono nei pressi della raffineria della Vedanta già in funzione nell’aria, infatti, oltre ad essere state sfrattate dalle loro case e dalle loro terre, denuncniano un diuso avvelenamento responsabile di soghi cutanei, infezioni e disturbi di vario genere. A ciò si aggiungono la compromissione dei raccolti, le morie degli animali che si bagnano e abbeverano nelle acque di Nyamgiri, e la colorazione rossastra assunta dal suolo e dalla vegetazione circostante.
>. Questa è la posizione – ferma ed inequivocabile – delle tribù scese in lotta, compatte nel proposito di fermare la Vedanta per impedire la “profanazione” delle loro montagne, la conversione dell’area in una desolata zona industriale e per non bararattare il proprio modo di vita con la prosepttiva di diventare, nel migliore dei casi, dei salariati della raffineria. Riiutano il Progresso, questi barbari! Un Progresso grazie al quale, forse, otterrebbero qualche automobile, qualche telefonino, e qualche Mac Donald’s dove chiedersi cosa è successo alla loro acqua, ai loro colori, alle loro forteste, alle loro vite.
Di fronte a tale inconcepibile rifiuto, la Vedanta e le forze governative non tardano a reagire. Ad alcune comunità la compagnia offre del denaro per convincerle a trasferirsi altrove, mentre le case di quelli che declinano l’offerta vengono abbattute nottetempo dalle ruspe. Le cronache parlano anche di azioni punitive, di interventi paramilitari con omicidi mirati, rastrellamenti, pestaggi e sparizioni, nei confronti dei membri più attivi delle comunità.
I Kondh, però, non si sono mai arresi. Negli ultimi anni, a più riprese, i loro tamburi di guerra hanno ripreso a rullare dal profondo della giungla. Hanno bloccato le strade di accesso ai cantieri, impedendo fisicamente il passaggio alle scavatrici. In centinaia, provenienti dalle varie comunità e villaggi della zona, si sono riuniti di fronte ai cancelli degli stabilimenti Vedanta, scontrandosi con le forze dell’ordine e subendo cariche, aggressioni, arresti e intimidazioni… Hanno celebrato colossali puja, raduni di massa per dare vita ad un movimento allargato, formato anche da rappresentanti di altri gruppi tribali e da attivisti, accademici, avvocati, per attirare l’attenzione del mondo intero. E proprio grazie al lavoro di informazione, la notizia della loro battaglia ha acquistato un’eco internazionale, stimolando diverse iniziative di solidarietà, coe ad esempio una manifestazione nel cuore di Londra durante l’annuale meeting generale della Vedanta. Un’ondata di critiche e pressioni ha così colpito la corporation, al punto che alcuni dei finanziatori hanno fatto dietrofront, ritirando le quote di investimento nell’azienda.
Si può letteralmente dire che i Kondh sono tornati sul sentiero di guerra, al suono dei gong e dei tamburi, indossando i costumi arcaici ormai sempre più rari, e impugnando le loro armi tradizionali: archi, frecce e asce. Il gesto stesso di brandire queste armi antiche, le stesse che un tempo avevano usato per difendersi dai colonialisti inglesi, e che oggi sono rivolte contro le mostruose propaggini meccaniche del sistema industriale, ha l’alto valore simbolico di rivendicazione dell’identità culturale di un popolo, nella resistenza al processso di trasformazione imposto da una modernizzazione genocida. Ma non solo: il brandire le armi sottolinea la volontà di combatere ancora una volta a oltranza fino all’ultimo uomo, una battaglia impari, dando forma a uno degli slogan più volte ripetuto: >:
Non è la prima volta infatti che queste popolazioni si trovano a combattere una guerra impari contro la Civiltà. Un tempo i Khand sparsi ai piedi del sacro Monte Nyamgiri erano adusi a celebrare sacrifici umani. Un orrore che l’impero britannico non poteva tollerare. Dall’altro di una legittimità morale fondata su secoli di roghi, guerre, stermini, schiavitù, il cristianissimo e civilissimo Occidente si mobilitò per estirpare una simile barbarie, massacrando quanti osavano difendersi, pianificando un vero e proprio genocidio (per evitare l’atrocità dei sacrifici umani, of course). Si era a metà dell’Ottocento, ei Kadh resistetero armi in pugno all’Impero, trasformando le colline e le foreste dell’Orissa nel teatro di una guerriglia testarda e senza tregua. Stremati, perseguitati, affamati, condotti sull’orlo dell’estinzione, i Kandh riuscirono a vincere la partita con la storia. Sono sopravvissuti, aggrappandosi alla propria identità culturale. Oggi la Civiltù torna alll’attacco, tentando di portar via, con il loro sacro monte, il senso della loro vita millenaria. Qualcuno ha deciso che devono stare meglio, che il Progresso deve arrivare fino a lì. L’antica storia si ripete, la multinazionale Vedanta dà vita al suo genocidio di vite fisiche, morali, culturali, comprando tutto quello che può comprare e distruggento tutto il resto.
I Kandh sono tornati sul sentiero di guerra. La loro tenacia ha trasformato una piccola tribù delle giungle dell’Orissa in un simbolo di una battaglia globale. Nel loro mondo popolato da spiriti, sciamani e uomini tigre, i Kandh hanno trovato la forza di resistere e le ragioni per combattere, dimostrando, non foss’altro che per questo, di avere molto da insegnarci.
TEMPO DI GUARIGIONE – la rubrica di Monica Benatti
by Duncan on nov.06, 2010, under Controinformazione
Eccoci con TEMPO DI GUARIGIONE, la rubrica di Monica Benatti…
In questo “incontro” Monica continua il discorso sulla “risonanza” condividento dei brani tratti da “Risonanza transpersonale” di Giampiero Varetti.
Monica farà un percorso di educazione-ammaestramento-ispirazione-guarigione su questo sito.. e esplorerà anche dimensioni pratiche, concrete, esperienziali.. ma per alcune “puntate” della sua rubrica vuole dare inizialmente un fondamentale retroterra teorico, che può dare delle fondamenta per la comprensione di ciò che verrà successivamente trattato.
Ecco qui ciò che ci ha scodellato la nostra Guaritrice Monica…
Buona lettura
——————————————————
IL FENOMENO FISICO DELLA RISONANZA.
IL CONCETTO DI RISONANZA.
Il termine di risonanza deriva dal latino “resonantia” che significa “eco, rimbombo”. Attualmente è impiegato in diversi campi per indicare fenomeni distinti anche se simbolicamente affini. In fisica lo riscontriamo nell’ambito dei numeri complessi e del moto armonico quando si analizza il modo oscillatorio con la tecnica matematica. Ma le più semplici ed estese applicazioni tecniche di risonanza sono nell’elettricità e nella meccanica, nelle quali il fenomeno è manifestato da un sistema fisico sottoposto ad una sollecitazione esterna periodica: quando la frequenza di quest’ultima si avvicina ad una frequenza di oscillazione naturale, si manifestano oscillazioni di ampiezza sempre maggiore. Chi ama la musica prodotta con strumenti acustici sa che la pienezza e l’amplificazione del suono sono il risultato di raffinati studi finalizzati alla massima utilizzazione della cassa di risonanza dello strumento, e conosce altresì il fenomeno per cui una sorgente sonora, inizialmente in silenzio, può entrare in vibrazione se è investita da onde sonore di frequenza uguale, o quasi uguale, a quella propria. E’ il caso di un diapason fatto suonare nella prossimità di un altro diapason della stessa nota musicale in stato di quiete che incomincia a vibrare come se fosse stato anch’esso attivato meccanicamente. Il sostantivo “risonanza” è altresì utilizzato comunemente in letteratura, o nel linguaggio parlato, per indicare suoni che si diffondono riecheggiando, oppure, in senso figurato, a proposito di ricordi, pensieri o impressioni che colpiscono l’animo. In chimica esprime l’equilibrio dinamico tra diverse strutture elettroniche. In medicina, la risonanza di protoni presenti nei tessuti corporei viene adoperata per efettuare indagini diagnostiche: la risonanza magnetica nucleare è un fenomeno che si manifesta in numerosi nuclei quando vengono sottoposti ad un acmpo magnetico statico; tali nuclei assorbono facilmente una quantità di energia appartenente alla fascia delle radiofrequenze e viene impiegata per la misurazione di varie grandezze fisiche con apposite apparecchiature chiamati spettrometri NMR.
LA DANZA DELL’ENERGIA.
L’essere umano è armoniosamente inserito nell’ambiente che lo ospita come parte di esso e pertanto non è avulso dalle leggi che regolano il sistema “Universo”, bensì co-partecipa attivamnete alla vita di quest’ultimo interrogandosi da sempre sul ruolo ed il fine ultimo, in altre parole sul senso della propria esistenza. Nella disperata corsa all’evoluzione delle scienze e dlla tecnica l’attore è intento ad adoperarsi nell’analisi, nella “separazione”, nella “specializzazione” esasperata, dimenticandosi spesso, di ricollegare la parte con il tutto. In una visione ecologico-olistica tutto ciò che esiste, coesiste. E tutto ciò che coesiste, preesiste. E tutto ciò che coesiste e preesiste abita in una tela infinita di relazioni onnnicomprensive. Il tutto si trova in relazione e nulla esiste al di fuori di essa. Entro il perimetro di questa logica di interdipendenza di tutti gli esseri, l’ecologia olistica funzionalizza tutte le gerarchie e nega il “diritto” dei più forti. Ogni essere costituisce un anello dell’immensa catena cosmica relazionati tra loro nella prospettiva dell’infinitamente piccolo delle particelle elementari (quarks), dell’infinitamente grande degli spazi cosmici, dell’infinitamente complesso del sistema della vita, dell’infinitamente profondo del cuore umano e dell’infinatamente misterioso dell’oceano sconfinato dell’energia primordiale da cui tutto promana. La teoria della relatività e la teoria quantistica affermano che la materia e l’energia sono intercambiabili ed equipollenti; in pratica non riconoscono più il concetto di materia se non tendenzialmente, ovvero, esiste l’energia a più livelli di concentrazione e di stabilità: energia e materia sono due aspetti di una medesima realtà: Le cellule subatomiche si mostrano a seconda dell’osservatore come onde elettromagnetiche o come particelle facendo evolvere il principio di non contraddizione e di logica lineare, ad un principio di complementarità introdotto da Niels Bohr allineato con la millenaria cultura cinese secondo la quale la realtà è organizzata in Ying e Yang ( femminile e maschile, materia e spirito…). La nuova fisica guarda il mondo come un tutto unificato e inseparabile, complesso ed interdipendente. E la causalità non è lineare, ma A influenza B che, a sua volta, retroinfluenza A e anche C e così via. Tutto è dinamico. Tutto vibra. Tutto è in processo. Più che i danzanti esiste la danza permanente delle energie ed elementi.
L’osservazione delle funzioni e della simbologia che la Natura offre a chiunque ne voglia cogliere il senso intrinseco, può portare l’Uomo ad una migliore comprensione di sè stesso e del percorso idoneo da seguire verso un’evoluzione armonica ed integrata al mondo che lo ospita. E’ necessario, dunque, porre l’attenzione alle funzioni ed alle leggi che si esprimono, si compiono e che regolano la danza cosmica, così come caldeggiava W. Reich sostenendo che si deve indagare sulle funzioni che l’uomo ha in comune con le funzioni naturali fondamentali ipotizzando un principio funzionante comune (C.F.P.) che unisca l’essere umano alla natura. L’importanza del fenomeno di risonanza consite nel fatto che si può riscontrare in numerose circostanze, sia artificiali che naturali e, l’osservazione funzionale dello stesso, può far scaturire l’idea che pure nell’uomo come in natura sia di rilevante interesse l’approfondimento tematico in questione. Vi sono parecchie circostanze in natura nelle quali qualcosa è oscillante e nelle quali si verifica il fenomeno di risonanza, dal “macrocosomo”, come l’atmosfera dell’intera terra che viene attirata da un lato della luna o piuttosto schiacciata e allungata in una doppia marea e che agisce come un oscillatore guidato dalla luna (nel 1883 il vulcano Krakatoa esplose, metà dell’isola sparì e provocò un esplosione così potente nell’atmosfera che il periodo di oscillazione dell’atmosfera potè essere misurato; risultò di 10 ore e 30 minuti primi), al “microcosmo” come, ad esempio, i moti dei protoni e dei neutroni nel nucleo atomico siano oscillatori e presentino caratteristiche proprie della risonanza con una loro specificità: nella meccanica quantistica quello che noi pensiamo secondo il concetto classico come energia risulta essere, in realtà, legato ad una frequenza di ampezza d’onda. ( tratto da Risonanza Transpersonale di Giampiero Varetti)
Monica Benatti
TEMPO DI GUARIGIONE- La rubrica di Monica Benatti
by Duncan on set.24, 2010, under Controinformazione
IO ADESSO… di Ridha Chtorou
by Duncan on mag.01, 2010, under Ispirazione, Misticismo, Poesia, Simbolo

Ridha Chtorou, ex detenuto a Sollicciano.. e ancora prima una lunga storia.. persona che negli anni ha fatto un percorso interiore profondissimo.. che lo ha reso qualcosa di molto vicino a un mistico…
Voglio condividere con tutti coloro che entreranno in questo Territorio.. una sua poesia scritta in un momento di altissimo coinvolgimento emotivo e spirituale, in un luogo bellissimo.. posso dire dove? Va beh.. lo dico. Era a Firenze, di fronte alla statua di Lorenzo il Magnifico.. a un certo punto ha vissuto uno di quei momenti di Eroico Furore che sono il magma incandescente e la fucina della vera arte.
IO ADESSO
Nell’oscuro sentiero del cuore ho scavato
Trovo una terra illimitata
Di giorni senza notte
Eruppe un nuovo mondo
Estranea al mio come era
Cantai con voce di tuono
il segreto dell’essere io
nel silenzio che chiama
l’abbandono di se stesso
e scopre il reale
che è la visione del mondo
per vedere oltre il visibile e
scendere nell’interiore abisso
vado oltre il tempo e la vita
su ali sconfinate
eppure sono ancora uno
con le cose nate e non nate
ma con l’ardore e la gioia salirò
verso l’infinito, di gradino in gradino
tutto mi apparve nuovo
il cielo di oggi è la terra di ieri
e il cielo di oggi sarà la terra di domani
il passato e il futuro si fondano nel presente
e io vivrò l’attimo, poiché l’attimo è eterno
cosi lascio il mio pensiero
percorrere l’universo
carico di benevolenza
diffondendo pensieri d’amore
io non so che avverrà poi
in questo mondo oscuro
se avrà o non avrà fine
il dolore dell’universo
e se le stesse speranze
d’assetato di giustizia
saranno o meno appagate
ma io credo d’essere legato
ad un solo destino
assieme a miriade di vite
nel consegnarmi perdutamente all’amore
che spero conduce il mondo ./.
22/04/2010
Chtorou Ridha
la più alta Giustizia
by Duncan on apr.14, 2010, under Misticismo, Poesia, Simbolo

Ridha Chtorou è una persona con una vita segnata da esperienze profonde, radicali e durissime alle spalle. Una fortuna che adesso ho l’onore di conoscere di persona. Negli abissi del dolore riuscì ad andare al di là del buio ed aprirsi ad altre dimensioni della realtà.. a un senso sacro e divino di tutto ciò che esiste… Le sue poesie sono meravigliose. Eccone una delle ultime che ha scritto e che mi ha inviato.
————-
MOHAMED,CRISTO E MOSEI
Profeto,messia e messaggeri
Poeti, filosofi e plasmatori di
Fede antiche in altre terre
Io non oso andare oltre
Se prima non ho riconosciuto
Con tutto il rispetto
Quando avete lasciato
Sparso nel mondo
Dico che tutto
Terre e stelle del cielo
Hanno per fine la religione
Dico che nessuno nome è mai stato
Devoto la meta del dovuto e
Dico che nessuno ha pensato
Quando divino sia il credo
Te conosciuto o sconosciuto
Che cosa cerchi, cosi pensoso e muto?
Di che cosa hai bisogno?
Ascolta caro figlio, ascolta la premessa
È ardua amare all’eccesso
La giustizia nell’ingiustizia
Eppure è una cosa, che soddisfa ed è grande
Mio camerata
Perché tu condividi, con me due grandezze
E una terza che cresce e
Le include più risplendente
La grandezza della giustizia, dell’amore e
La grandezza della religione
Tutto possiede gioie spirituali
Che poi libera
Il cammino verso l’infinita vita
Come può le giustizia divina
Morire ed essere sepolte?
Ogni elemento della vera giustizia
Della giustizia vera
D’ogni uomo e donna
Si sottrai alle mani
Dei pulitori di cadaveri
E moverà verso più degne sfere
Portando ciò che ha accumulato
Del momento della nascita a quello della morte
Guardate attraverso gli vittime
impulsi religiosi raggiungono il mondo
impulsi del mondo puntualmente rispondono
e infine è arrivata
la giustizia del dio divino
perché si lotti insieme
mentre passa per i solidi
premi dell’universo
perché quelli che lei offre
chiunque può perseverando
vincerli
Ridha Chtorou
15.02.2010
Struttura dell’universo
by OrfeoMartinek on apr.04, 2009, under Scienza
Sulla terra abbiamo così tanti problemi e anche nella vita di tutti i giorni che ormai non si ha più tempo di fermarsi a pensare, non si ha più tempo di fissare il cielo e stupirsi di tutto quello che sta sopra di noi. Volevo appuntare qui qualche piccola riflessione. Mi è capitato di pensare alla nostra situazione di esseri così piccoli rispetto all’immensità dell’universo. Per essere più chiaro noi siamo nella stessa situazione di pesci in un acquario. Il nostro acquario è la terra
Un pesce non può sapere cosa c’è li fuori e vive facendo sempre facendo le stesse cose e non curandosi di ciò. Ma per fortuna noi abbiamo un cervello che ci ha portato a renderci conto di tutto ciò mentre questo non succederà mai ai pesci. Continuando il paragone, al di fuori del nostro acquario abbiamo un altro contenitore che è il nostro sistema solare, a sua volta il sistema solare sta contenuto in un braccio della via lattea. La Via Lattea è la galassia alla quale appartiene il sistema solare. Per avere maggiori informazioni su dove ci troviamo precisamente dentro la galassia guardate wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Via_Lattea La via lattea insieme ad altre galassie forma una struttura denominata Gruppo Locale il gruppo locale a sua volta appartiene al Superammasso dell Vergine.http://it.wikipedia.org/wiki/Superammasso_della_Vergine Guardando l’universo quindi sembrerebbe l’insieme di questi contenitori noti come super ammassi separati da spazi apparentemente poco popolati da stelle o galassie. E’ quindi come se tutto facesse parte di una grande struttura a scala, a scatole cinesi una contiene l’altra e così via. Almeno questo è quello che appare a noi e questo se ne deduce dalle prove che abbiamo raccolto fino ad ora.
Per chi volesse approfondire.
http://www.mystars.it/CorpiCelestiInsiemiGalassie.aspx


