Born Again

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La lotta per la montagna sacra

by Duncan on lug.03, 2011, under Bellezza, Controinformazione, Resistenza umana, Simbolo

Ecco i piccoli soldati della Resistenza.

Hanno volti nascosti tra le pagine bianche e quelle nere, le righe cancellate, quelle bruciate ad arte, quelle ricoperte con la scolorina, quelle riscritte e quelle ritrovate.

In India, nello stato dell’Orissa, I Kandh, un insieme di comunità tribali hanno combattuto una durissima e disperata guerra contro la multinazionale Vedanta per Niyamgiri, la loro Montagna Sacra, il fondamento del loro mondo, la cornice del loro habit esistenziale, il nutrimento del loro autoriconoscersi, ovvero l’archistrave stessa del loro sentiri Uomini, del loro “avere un senso” dinanzi alla vita.

Nonostante la guerra sporca di Vedanta e autorità i Kandh alla fine hanno vinto. Almeno per il momento.

Il testo che leggerete è la loro storia.

Su un fronte che corre proprio ai confini dell’umano. Dove si combatte ancora. Dove si combatterà semrpe.

Lo Specchio è frantumato e le immagini sono infrante, sparpagliate, diffuse.

La Resistenza è all’opera ovunque. Cambiano le forme, i retroterra, le Visioni, le pratiche concrete. Ma i motori si scaldano. E reggono a stento i muri dello stadio. Divisi da mille codici, uniti in realtà da una stessa fame di liberazione, e di dignità contro chi prosperà tre i canili e il guinzaglio.

Tribù scendono sul sentiero di guerra Per difendere un Mondo. Il loro Mondo. La Casa Divina della manifestazione e attuazione del loro essere. Il Territorio che dà il fiumi, le sorgenti, la frutta. La Terra che è stato dato loro mandato di Custodire.

E’ una vecchia lotta. Degli estortori dai colletti bianchi e degli agglomerati di cemento e morte che come unr ullo complessore spazzano via i Mondi, in una scarica di DTT sterilizzante, per accamparea altri territori al loro Risiko e spolparli fino a strapparne l’ultimo centesimo.

Ma c’è chi dice.. QUESTO E’ IL NOSTRO MONDO…

QUESTA E’ LA NOSTRA TERRA,

QUESTO E’ IL NOSTRO UNIVERSO,

LOTTEREMO FINO ALLA MORTE PER CIO’ CHE E’ NOSTRO.

I loro tamburi parlano anche alle nostre viscere, per una Dignità che aspetta chi osi reclamarla.

La Grande Montagna ora sorride.

A volte il Banco perde,

al gioco delle tre carte capita che il Banco si incula.

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Tratto da

“NUNATAK

Rivista di storie, culture, lotte della montagna” (n.627)

Di Pei

“Oggi nell’era dei cambiamenti climatici, è sicuramente il momento di rendersi conto che le foreste, i sistemi fluviali, le catene montuose e le persone che sanno come vivere in modo ecologicamente sostenibile valgono più di tutta la bauxite del mondo. La Vedanta dovrebbe essere fermata nei suoi piani. Adesso. Immediatamente. Prima che si compino ulteriori danni.” (Arundhati Roy)

In India, alle pendici del Monte Nyamgiri, le comunità tribali dei Dongria Kondh si stanno battendo contro la multinazionale mineraria Vedanta, il cui progetto estrattivo minaccia di distruggere, insieme a Nyamgiri, la loro stessa esistenza come popolo che si considera – ed efettivamente è – il “Custode” di questa montagna sacra. Al momento i Kondh hanno vinto: il progetto della Vedanta è stato bloccato. La loro storia, e la loro vittoria, è tanto più significativa in quanto momento di uno scontro di dimensioni ben più grandi: una battaglia epocale che vede il subcontinente indiano, la più grande democrazia al mondo, dilaniato da una vera e propria guerra ai danni delle popolazioni rurali, non ancora urbanizzate, e al loro tentativo di resistere al trionfo dello “sviluppo economico”.

Tra l’agosto e il settembre del 2010, dopo una controversia durata anni, il governo indiano si è pronunciato in merito al rilascio delle autorizzazioni alla multinazionale Vedanta per il progetto di estrazione di bauxite dal Monte Niyamgiri, nello Stato orientale dell’Orissa. In quella che Amnesty Internationale ha definito >, la Corte suprema ha bocciato il progetto della miniera, per violazione delle leggi a tutela dell’ambiente, della oresta e dei diritti degli adviasi (le popolazioni indigene), in particolare dei Dongria Kondh e delle altre comunità che abitano le pendici di Niyamgiri. La sentenza ha inoltre sospeso le operazioni di sestuplicamento della raffineria di alluminio di Lanjigarh, riconoscendo che già nelle sue attuali dimensioni ha provocato un inquinamento dell’aria e dell’acqua tali da rendere invivibile il territorio per le comunità locali. Questa sentenza ovviamente non casca dal cielo, ma è l’esito – insperato – di una feroce battaglia tra la britannica Vedanta Resources, una delle maggiori compagnie minerarie al mondo, e i Dongria Kondh, una piccola – ma irremovibile – comunità tribale.

I Dongria Kondh sono una delle tribù più isolate del continente indiano, circa ottomila persone sparse in piccoli villaggi sulle colline di Niyamgiri, un territorio diamgi dense foreste popolate da una grande varietà di animali, tra cui tigri, elefanti e leopardi. Qui i Kondh coltivano lem essi, raccolgono frutti spontanei e selezionano piante e fiori destinati alla vendita. In lingua kuvi, gli abitanti delle pendici di Niyamgiri chiamano se stessi jhamia, ovvero >. Essi si considerano  i guardiani delle centinaia i sorgenti perenni, ruscelli e torrenti, che sgorgano dalla cima della collina. Tale abbondanza d’acqua dipende proprio dalla presenza della bauxite, materiale di natura racciosa e sedimentaria che tratiene acqua e umidità nella stagione delle piogge per poi rilasciarla gradualmente nel periodo secco. Questo sistema naturale di filtraggio realizza così un perfetto equilibrio di produzione idrica a ciclo continuo, che garantisce la crescita di una vegetazione rigogliosa in un territorio che, nel suo complesso, nela gran parte dell’anno è piuttosto arido. E’ perciò evidnte come – l di là del potenziale inquinante di uno stabilimento minerario – la semplice sottrazione  da tale ecosistema dell’elemento principe per l’equilibrio idrico, la bauxite, avrebbe di per sé un impatto devastante.

Il progetto della Vedanta consiste proprio in una imponente miniera a cielo aperto per l’estrazione della bauxite dalla vetta della montagna sacra per i Kandh: Niyamgiri, la “montagna della legge”, dimora del loro Dio e garante dell’equilibrio naturale. Se ciò avvenisse, i Dongria Kondh non perderebbero soltatno i loro mezzi di sostentamento, le loro case, le loro terre. Perderebbero la salute, l’indipendenza e la loro insostituibile e profonda conoscenza dell’ecosistma di colline e foreste. Ma, ancor di più, la distruzione di Niyamgiri rappresenterebbe la perdita della loro identità, la fine del senso stesso della loro millenaria esistenza.

La bauxite, in campo industriale, ha un’importanza notevole: si tratta infatti dell’elemento base per la produzione di alluminio. Con il cosiddetto processo Bayer, i sali d’alluminio presenti nel minerale vengono separati da altri elementi “spuri” – silice, ossidi di ferro, titanio… – attraverso diverse fasi di “puriicazione” che, inevitabilmente, producono grandi quantità  di materiali residui di una certa tossicità. Le comunità che vivono nei pressi della raffineria della Vedanta già in funzione nell’aria, infatti, oltre ad essere state sfrattate dalle loro case e dalle loro terre, denuncniano un diuso avvelenamento responsabile di soghi cutanei, infezioni e disturbi di vario genere. A ciò si aggiungono la compromissione dei raccolti, le morie degli animali che si bagnano e abbeverano nelle acque di Nyamgiri, e la colorazione rossastra assunta dal suolo e dalla vegetazione circostante.

>. Questa è la posizione – ferma ed inequivocabile – delle tribù scese in lotta, compatte nel proposito di fermare la Vedanta per impedire la “profanazione” delle loro montagne, la conversione dell’area in una desolata zona industriale e per non bararattare il proprio modo di vita con la prosepttiva di diventare, nel migliore dei casi, dei salariati della raffineria. Riiutano il Progresso, questi barbari! Un Progresso grazie al quale, forse, otterrebbero qualche automobile, qualche telefonino, e qualche Mac Donald’s dove chiedersi cosa è successo alla loro acqua, ai loro colori, alle loro forteste, alle loro vite.

Di fronte a tale inconcepibile rifiuto, la Vedanta e le forze governative non tardano a reagire. Ad alcune comunità la compagnia offre del denaro per convincerle a trasferirsi altrove, mentre le case di quelli che declinano l’offerta vengono abbattute nottetempo dalle ruspe. Le cronache parlano anche  di azioni punitive, di interventi paramilitari con omicidi mirati, rastrellamenti, pestaggi e sparizioni, nei confronti dei membri più attivi delle comunità.

I Kondh, però, non si sono mai arresi. Negli ultimi anni, a più riprese, i loro tamburi di guerra hanno ripreso a rullare dal profondo della giungla. Hanno bloccato le strade di accesso ai cantieri, impedendo fisicamente il passaggio alle scavatrici. In centinaia, provenienti dalle varie comunità e villaggi della zona, si sono riuniti di fronte ai cancelli degli stabilimenti Vedanta, scontrandosi con le forze dell’ordine e subendo cariche, aggressioni, arresti e intimidazioni… Hanno celebrato colossali puja, raduni di massa per dare vita ad un movimento allargato, formato anche da rappresentanti di altri gruppi tribali e da attivisti, accademici, avvocati, per attirare l’attenzione del mondo intero. E proprio grazie al lavoro di informazione, la notizia della loro battaglia ha acquistato un’eco internazionale, stimolando diverse iniziative di solidarietà, coe ad esempio una manifestazione nel cuore di Londra durante l’annuale meeting generale della Vedanta. Un’ondata di critiche e pressioni ha così colpito la corporation, al punto che alcuni dei finanziatori hanno fatto dietrofront, ritirando le quote di investimento nell’azienda.

Si può letteralmente dire che i Kondh sono tornati sul sentiero di guerra, al suono dei gong e dei tamburi, indossando i costumi arcaici ormai sempre più rari, e impugnando le loro armi tradizionali: archi, frecce e asce. Il gesto stesso di brandire queste armi antiche, le stesse che un tempo avevano usato per difendersi dai colonialisti inglesi, e che oggi sono rivolte contro le mostruose propaggini meccaniche del sistema industriale, ha l’alto valore simbolico di rivendicazione dell’identità culturale di un popolo, nella resistenza al processso di trasformazione imposto da una modernizzazione genocida. Ma non solo: il brandire le armi sottolinea la volontà di combatere ancora una volta a oltranza fino all’ultimo uomo, una battaglia impari, dando forma a uno degli slogan più volte ripetuto: >:

Non è la prima volta infatti che queste popolazioni si trovano a combattere una guerra impari contro la Civiltà. Un tempo i Khand sparsi  ai piedi del sacro Monte Nyamgiri erano adusi a celebrare sacrifici umani. Un orrore che l’impero britannico non poteva tollerare. Dall’altro di una legittimità morale fondata su secoli di roghi, guerre, stermini, schiavitù, il cristianissimo e civilissimo Occidente si mobilitò per estirpare una simile barbarie, massacrando quanti osavano difendersi, pianificando un vero e proprio genocidio (per evitare l’atrocità dei sacrifici umani, of course). Si era a metà dell’Ottocento, ei Kadh resistetero armi in pugno all’Impero, trasformando le colline e le foreste dell’Orissa nel teatro di una guerriglia testarda e senza tregua. Stremati, perseguitati, affamati, condotti sull’orlo dell’estinzione, i Kandh riuscirono a vincere la partita con la storia. Sono sopravvissuti, aggrappandosi alla propria identità culturale. Oggi la Civiltù torna alll’attacco, tentando di portar via, con il loro sacro monte, il senso della loro vita millenaria. Qualcuno ha deciso che devono stare meglio, che il Progresso deve arrivare fino a lì. L’antica storia si ripete, la multinazionale Vedanta dà vita al suo genocidio di vite fisiche, morali, culturali, comprando tutto quello che può comprare e distruggento tutto il resto.

I Kandh sono tornati sul sentiero di guerra. La loro tenacia ha trasformato una piccola tribù delle giungle dell’Orissa in un simbolo di una battaglia globale. Nel loro mondo popolato da spiriti, sciamani e uomini tigre, i Kandh hanno trovato la forza di resistere e le ragioni per combattere, dimostrando, non foss’altro che per questo, di avere molto da insegnarci.

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TEMPO DI GUARIGIONE – la rubrica di Monica Benatti

by Duncan on nov.06, 2010, under Controinformazione

Eccoci con TEMPO DI GUARIGIONE, la rubrica di Monica Benatti…

In questo “incontro” Monica continua il discorso sulla “risonanza” condividento dei brani tratti da “Risonanza transpersonale” di Giampiero Varetti.

Monica farà un percorso di educazione-ammaestramento-ispirazione-guarigione su questo sito.. e esplorerà anche dimensioni pratiche, concrete, esperienziali.. ma per alcune “puntate” della sua rubrica vuole dare inizialmente un fondamentale retroterra teorico, che può dare delle fondamenta per la comprensione di ciò che verrà successivamente trattato.

Ecco qui ciò che ci ha scodellato la nostra Guaritrice Monica…

Buona lettura

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IL FENOMENO FISICO DELLA RISONANZA.

IL CONCETTO DI RISONANZA.

Il termine di risonanza deriva dal latino “resonantia” che significa “eco, rimbombo”. Attualmente è impiegato in diversi campi per indicare fenomeni distinti anche se simbolicamente affini. In fisica lo riscontriamo nell’ambito dei numeri complessi e del moto armonico quando si analizza il modo oscillatorio con la tecnica matematica. Ma le più semplici ed estese applicazioni tecniche di risonanza sono nell’elettricità e nella meccanica, nelle quali il fenomeno è manifestato da un sistema fisico sottoposto ad una sollecitazione esterna periodica: quando la frequenza di quest’ultima si avvicina ad una frequenza di oscillazione naturale, si manifestano oscillazioni di ampiezza sempre maggiore. Chi ama la musica prodotta con strumenti acustici sa che la pienezza e l’amplificazione del suono sono il risultato di raffinati studi finalizzati alla massima utilizzazione della cassa di risonanza dello strumento, e conosce altresì il fenomeno per cui una sorgente sonora, inizialmente in silenzio, può entrare in vibrazione se è investita da onde sonore di frequenza uguale, o quasi uguale, a quella propria. E’ il caso di un diapason fatto suonare nella prossimità di un altro diapason della stessa nota musicale in stato di quiete che incomincia a vibrare come se fosse stato anch’esso attivato meccanicamente. Il sostantivo “risonanza” è altresì utilizzato comunemente in letteratura, o nel linguaggio parlato, per indicare suoni che si diffondono riecheggiando, oppure, in senso figurato, a proposito di ricordi, pensieri o impressioni che colpiscono l’animo. In chimica esprime l’equilibrio dinamico tra diverse strutture elettroniche. In medicina, la risonanza di protoni presenti nei tessuti corporei viene adoperata per efettuare indagini diagnostiche: la risonanza magnetica nucleare è un fenomeno che si manifesta in numerosi nuclei quando vengono sottoposti ad un acmpo magnetico statico; tali nuclei assorbono facilmente una quantità di energia appartenente alla fascia delle radiofrequenze e viene impiegata per la misurazione di varie grandezze fisiche con apposite apparecchiature chiamati spettrometri NMR.

LA DANZA DELL’ENERGIA.

L’essere umano è armoniosamente inserito nell’ambiente che lo ospita come parte di esso e pertanto non è avulso dalle leggi che regolano il sistema “Universo”, bensì co-partecipa attivamnete alla vita di quest’ultimo interrogandosi da sempre sul ruolo ed il fine ultimo, in altre parole sul senso della propria esistenza. Nella disperata corsa all’evoluzione delle scienze e dlla tecnica l’attore è intento ad adoperarsi nell’analisi, nella “separazione”, nella “specializzazione” esasperata, dimenticandosi spesso, di ricollegare la parte con il tutto. In una visione ecologico-olistica tutto ciò che esiste, coesiste. E tutto ciò che coesiste, preesiste. E tutto ciò che coesiste e preesiste abita in una tela infinita di relazioni onnnicomprensive. Il tutto si trova in relazione e nulla esiste al di fuori di essa. Entro il perimetro di questa logica di interdipendenza di tutti gli esseri, l’ecologia olistica funzionalizza tutte le gerarchie e nega il “diritto” dei più forti. Ogni essere costituisce un anello dell’immensa catena cosmica relazionati tra loro nella prospettiva dell’infinitamente piccolo delle particelle elementari (quarks), dell’infinitamente grande degli spazi cosmici, dell’infinitamente complesso del sistema della vita, dell’infinitamente profondo del cuore umano e dell’infinatamente misterioso dell’oceano sconfinato dell’energia primordiale da cui tutto promana. La teoria della relatività e la teoria quantistica affermano che la materia e l’energia sono intercambiabili ed equipollenti; in pratica non riconoscono più il concetto di materia se non tendenzialmente, ovvero, esiste l’energia a più livelli di concentrazione e di stabilità: energia e materia sono due aspetti di una medesima realtà: Le cellule subatomiche si mostrano a seconda dell’osservatore come onde elettromagnetiche o come particelle facendo evolvere il principio di non contraddizione e di logica lineare, ad un principio di complementarità introdotto da Niels Bohr allineato con la millenaria cultura cinese secondo la quale la realtà è organizzata in Ying e Yang ( femminile e maschile, materia e spirito…). La nuova fisica guarda il mondo come un tutto unificato e inseparabile, complesso ed interdipendente. E la causalità non è lineare, ma A influenza B che, a sua volta, retroinfluenza A e anche C e così via. Tutto è dinamico. Tutto vibra. Tutto è in processo. Più che i danzanti esiste la danza permanente delle energie ed elementi.

L’osservazione delle funzioni e della simbologia che la Natura offre a chiunque ne voglia cogliere il senso intrinseco, può portare l’Uomo ad una migliore comprensione di sè stesso e del percorso idoneo da seguire verso un’evoluzione armonica ed integrata al mondo che lo ospita. E’ necessario, dunque, porre l’attenzione alle funzioni ed alle leggi che si esprimono, si compiono e che regolano la danza cosmica, così come caldeggiava W. Reich sostenendo che si deve indagare sulle funzioni che l’uomo ha in comune con le funzioni naturali fondamentali ipotizzando un principio funzionante comune (C.F.P.) che unisca l’essere umano alla natura. L’importanza del fenomeno di risonanza consite nel fatto che si può riscontrare in numerose circostanze, sia artificiali che naturali e, l’osservazione funzionale dello stesso, può far scaturire l’idea che pure nell’uomo come in natura sia di rilevante interesse l’approfondimento tematico in questione. Vi sono parecchie circostanze in natura nelle quali qualcosa è oscillante e nelle quali si verifica il fenomeno di risonanza, dal “macrocosomo”, come l’atmosfera dell’intera terra che viene attirata da un lato della luna o piuttosto schiacciata e allungata in una doppia marea e che agisce come un oscillatore guidato dalla luna (nel 1883 il vulcano Krakatoa esplose, metà dell’isola sparì e provocò un esplosione così potente nell’atmosfera che il periodo di oscillazione dell’atmosfera potè essere misurato; risultò di 10 ore e 30 minuti primi), al “microcosmo” come, ad esempio, i moti dei protoni e dei neutroni nel nucleo atomico siano oscillatori e presentino caratteristiche proprie della risonanza con una loro specificità: nella meccanica quantistica quello che noi pensiamo secondo il concetto classico come energia risulta essere, in realtà, legato ad una frequenza di ampezza d’onda.  ( tratto da Risonanza Transpersonale di Giampiero Varetti)

Monica Benatti

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TEMPO DI GUARIGIONE- La rubrica di Monica Benatti

by Duncan on set.24, 2010, under Controinformazione

 
Oggi io sono onorato, e l’onore sarà per tutti i lettori del Blog, per tutti gli utenti di questo spazio di libertà, dignità, resistenza umana, bellezza e crescita interiore.
Inizia un nuovo appuntameto che grosso modo corrisponderà a due “interventi” al mese (o forse anche di più.. comunque.. su quella che sarà la cadenza esatta ne parleremo in seguito..). Un appuntamento che rappresenterà una delle Colonne principali del Blog.
E davvero renderà questo spazio ancora più speciale. E’ un appuntamento con una Donna, una Donna paricolare, di quelle che si incontrano poche volte sul proprio cammino.
Monica Benatti.. terre emiliane se volete saperlo.
Monica è una persona di notevole equilibrio, energia interiore, empatia. Ha fatto un lungo percoso nelle strade della Guarigione e della Cura. Percorso che continua ancora oggi e che continuerà.
Monica come tutti coloro che hanno veramente aperto il loro cuore, ha voglia di dare, condividere, trasmettere.
E questo sarà uno spazio in cui lo farà.
Questa rubrica crescerà col tempo. Pian piano si delineeranno gli argomenti, si assesterranno le coordinate, si approfondiranno i temi. Il campo è vastissimo. E’ quello della Cura, della Guarigione, della reintegrazione energetica.
E ci saranno alcuni cavalli di battaglia, anche se poi non si porranno limiti a ciò di cui si vorrà parlare. Si potranno affrontare i Fiori di Bach o gli olligoelementi (di cui Monica è esperta e “praticante”), ma anche i massaggi (fa pure questi), la campana tibetana (idem), il simbolismo dei tarocchi.. esperienze personali e quant’altro..
E quindi c’è la Conoscenza e la Tecnica, ma ancora prima cosa che per noi qui viene prima di tutto, c’è il suo Grande Cuore. Un’anima sciamana pronta a spargere un pò di polvere di stelle. Una occasione in più per tutti voi.
Quello che leggerete oggi è il primo testo di Monica per il suo “spazio”. E’ un testo introduttivo e di ampio respiro sulla medicina vibrazionale.
Vi lascio alla lettura Compagneros…
 
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OLOGRAMMI, ENERGIA E MEDICINA VIBRAZIONALE
La pratica medica attuale è basata su un modello newtoniano della realtà che considera in mondo simile ad un intricato meccanismo. Cioè i medici concepiscono il corpo come una macchina controllata dal cervello e dal sistema nervoso periferico: una specie di computer biologico,
Ma gli uomini sono davvero macchine? O non piuttosto meccanismi biologici in dinamica relazione con una serie di interpenetranti campi energetici vitali… il cosiddetto fantasma della macchina?
Introduciamo ora un nuovo approccio terapeutico che coinvolge l’emergente visione einsteniana, definita medicina vibrazionale. Il modello einsteniano applicato alla “medicina vibrazionale” (indica energia sottile od elettromagnetica a diverse frequenze ed ampiezze) vede gli essere umani come reti di campi energetici che interfacciano con sistemi fisico-cellulari. La medicina vibrazionale usa forme specializzate di energia per influenzarei sistemi fisici sbilanciati a causa di una malattia. Ribilanciando i campi energetici che regolano la fiosiologia cellulare, i terapeuti vibrazionali operano ad un livello superiore della struttura umana. Il riconoscimento che tutta la materia è energia costituisce il fondamento per comprendere come gli esseri umani possano essere considerati sistemi energetici dinamici. Con la famosa equazione E=MC2 Albert Einstein dimostrò che energia e materia sono i due aspetti della stessa sostanza universale. Questa sostanza è un’energia primaria o vibrazione di cui noi siamo composti; per questa ragione la tecnica terapeutica che agisce a livello energetico o vibrazionale di base può essere definita medicina vibrazionale. Il punto di vista di Einstein ha lentamente trovato ascolto e accettazione nel mondo della fisica, ma la sua profonda intuizione deve ancora essere incorporata nel modo in cui i terapeuti vedono l’uomo e la malattia. L’attuale pensiero medico ritiene che il comportamento fisiologico e psicologico dell’uomo dipenda dalla struttura fisica del cervello e del corpo. Per esempio, il cuore è visto come una pompa meccanica che distribuisce ossigeno e sangue agli organi del corpo e al cervello; i medici pensano di conoscere tanto bene il cuore da avere inventato i pezzi di ricambio meccanici per sostituire funzioni dell’organo naturale ammalato. Con la stessa visione, molti medici pensano che il ruolo primario del rene sia quelo di filtraggio; così hanno meccanicamente duplicato la capacità renale di filtrare impurità e tossine con gli apparecchi di emodialisi. Sebbene i progressi delle tecnologie biomediche abbiano fornito ai medici una sempre più vasta scelta di parti di ricambio per sostituire organi malati e vasi sanguigni, manca ancora una più approfondita conoscenza di come contrastare o prevenire molte malattie.
Le analogie meccaniche sono state di grande utilità dall’epoca di Newton per spiegare il comportamento del mondo fisico. I pensatori newtoniani vedevano l’universo come un ordinato, prevedibile meccanismo divino; di conseguenza ritenevano che gli uomini come il loro Creatore, dovessero essere costruiti allo stesso modo. All’epoca, quindi era più facile pensare all’annatomia umana in termini di complesso meccanismo biologico. Questo modo di pensare era così diffuso che i pensatori del tempo consideravano l’universo come un grande orologio. Il punto di vista dei medici sul funzionamento interno dell’uomo è cambiatomolto poco con l’evoluzione del pensiero scientifico nel corso del tempo. L’approccio medico di tipo newtoniano all’inizio fu chirurgico. I primi chirurghi lavoravano sulla base della premessa che il corpo fosse un sistema idraulico complesso. Farmaci diversi vengono usati per rinforzare o distruggere cellule dal funzionamento anomalo secondo le esigenze cliniche. L’approccio farmacologico e quello chirurgico sono incompleti perchè ignorano le forze vitali che animano e danno vita al biomeccanismo dei sistemi viventi. In una macchina, il principio guida è che il funzionamento totale può essere predetto dalla somma delle sue parti; ma gli uomini, a differenza delle macchine, sono più della somma di una quantià di sostanze chimiche combinate. Tutti gli organismi dipendono da una sottile forza vitale che crea sinergie attraverso una straordinaria organizzazione strutturale di componenti molecolari. A causa di questo sinergismo l’unità vivente è molto di più della somma delle sue parti. la forza vitale crea ordine nei sistemi viventi e continuamente ricostruisce e rinnova il veicolo cellulare attraverso il quale si manifesta. Quando la forza vitale abbandona il corpo con la morte, la struttura fisica degrada lentamente in un insieme disorganizzato di elementi chimici; questa è una caratteristica peculiare che distingue i sistemi viventi dai non viventi e gli uomini dalle macchine.
La forza vitale è un’energia normalmente ignorata dai pensatori di oggi, le cui opinioni prevalgono nella ndeicina ortodossa. Queste forze sottili non sono prese in considerazione nè indagate dai medici perchè non ci sono modelli scientifici, accettabili dai più, che ne spieghino l’esistenza e la funzione. L’attuale incapacità della scienza di prendere in considerazione le forze che danno vita alla struttura umana è dovuta in parte al conflitto tra i sistemi di credenze orientali e quelli occidentali; in realtà questa differenza di visione del mondo è il sengo profondo dello scisma tra religione e scienza che ebbe luogo molti secoli fa. L’applicazione del modello newtoniano per spiegare il funzionamento del corpo umano fu conseguenza dello sforzo degli scienziati di sottrarre l’uomo al dominio del divino e portarlo nel mondo meccanicistico che essi potevano capire e manipolare. La meccanizzazione del corpo umano rappresentò un ulteriore allontanamento dalle spiegazioni religiose delle forze mistiche che guidano gli uomini attraverso la vita e, misteriosamente, anche attraverso la malattia e la morte.
Ma c’è una nuova classe di medici e terapeuti che cerca di capire il comportamento degli esseri umani dal punto di vista materia come energia. Questi scienziati spirituali guardano al corpo umano come ad un modello istruttivo dal quale possiamo cominciare a capire non solo noi stessi, ma anche i meccanismi interni della natura ed i segreti dell’universo. Accettando che l’uomo è un essere composto di energia, si possono cominciare a comprendere nuovi modi di guradare alla salute ed alla malattia; questo diverso punto di vista offirà ai futuri medici e terapeuti non solo una prospettiva eccezionale sulle cause della malattia, ma anche strmenti più efficaci per curare le persone delle loro sofferenze. La medicina vibrazionale è basata sulla comprensione che la struttura molecolare del corpo fisico è, in realtà una rete di campi energetici interconnessi; questa rete è organizzata ed alimentata da strutture di energia sottile che collegano la forza vitale con il corpo. Vi è una struttura gerarchica di energie sottili che coordinano la funzione elettrofisiologica, quella ormonale e la struttura cellulare all’interno del corpo fisico: è da questi livelli sottili che fondamentalmente
originano salute e malattia. Questi rimarchevoli sistemi energetici sono potentemente influenzati dalle nostre emozioni e dal livello di equilibrio spirituale, così come da fattori  nutrizionali ed ambientali. Queste energie sottili influenzano i processi cellulari di crescita sia in senso positivo che negativo. Invece, la conoscenza medica convenzionale è fuorvita dal convincimento che si possa curare ogni patologia riparando materialmente o eliminando le strutture cellulari anomale. La chiave per il trattamento dele malattie non può consistere in interventi fisici di rapida riparazione, ma deve essere cercata nella riprogrammazione dei campi energetici che governano la manifestazione della disfunzione a livello cellulare.
C’è un aspetto della fisiologia umana che non si è ancora compreso o che si accetta con riluttanza: il campo dello spirito ed il suo collegamento con il corpo fisico. La dimensione spirituale è la base energetica di tutta la vita poichè è l’energia dello spirito che anima la struttura fisica. La connessione invisibile tra corpo fisico e le energie spirituali contiene la chiave per comprendere l’intimo rapporto tra materia ed energia; quando gli scienziati arriveranno a comprendere questo legame saranno più vicini a capire il legame tra l’Uomo e Dio.
La medicina vibrazionale, come scienza del futuro, può aiutare i medici a risolvere il mistero del perchè alcune persone si mantengano sane, mentre altre sono continuamente in stato di malessere.
Quando i medici arriveranno a comprenderemeglio la profonda interrelazione tra corpo, mente e spirito e le leggi naturali che guidano la loro manifestazione sul nostro pianeta, allora ci sarà una vera medicina olistica. Noi siamo davvero un microcosmo nel macrocosmo, come i filosofi orientali hanno da tempo compreso. I principi individuati dentro il microcosmo spesso riflettono principi più grandi che governano il comportamento del macrocosmo; schemi di leggi interne alla natura si ripetono su molti livelli gerarchici: se si possono comprendere le leggi universali, così come si manifestano nella materia a livello micro, allora diventa più facie comprendere l’intero cosmo. Quando gli uomini conosceranno veramente le strutture energetiche del loro corpo e della loro mente, saranno molto più vicini alla comprensione dell’universo e dele forze della creazione che  li collegano a Dio.   ( da Medicina Vibrazionale R. Gerber)
Monica Benatti
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IO ADESSO… di Ridha Chtorou

by Duncan on mag.01, 2010, under Ispirazione, Misticismo, Poesia, Simbolo

Ridha Chtorou, ex detenuto a Sollicciano.. e ancora prima una lunga storia.. persona che negli anni ha fatto un percorso interiore profondissimo.. che lo ha reso qualcosa di molto vicino a un mistico…
Voglio condividere con tutti coloro che entreranno in questo Territorio.. una sua poesia scritta in un momento di altissimo coinvolgimento emotivo e spirituale, in un luogo bellissimo.. posso dire dove? Va beh.. lo dico. Era a Firenze, di fronte alla statua di Lorenzo il Magnifico.. a un certo punto  ha vissuto uno di quei momenti di Eroico Furore che sono il magma incandescente e la fucina della vera arte.

IO ADESSO

Nell’oscuro sentiero del cuore ho scavato

Trovo una terra illimitata

Di giorni senza notte

Eruppe un nuovo mondo

Estranea al mio come era

Cantai con voce di tuono

il segreto dell’essere io

nel silenzio che chiama

l’abbandono di se stesso

e scopre il reale

che è la visione del mondo

per vedere oltre il visibile e

scendere nell’interiore abisso

vado oltre il tempo e la vita

su ali sconfinate

eppure sono ancora uno

con le cose nate e non nate

ma con l’ardore e la gioia salirò

verso l’infinito, di gradino in gradino

tutto mi apparve nuovo

il cielo di oggi è la terra di ieri

e il cielo di oggi sarà la terra di domani

il passato e il futuro si fondano nel presente

e io vivrò l’attimo, poiché l’attimo è eterno

cosi lascio il mio pensiero

percorrere l’universo

carico di benevolenza

diffondendo pensieri d’amore

io non so che avverrà poi

in questo mondo oscuro

se avrà o non avrà fine

il dolore dell’universo

e se le stesse speranze

d’assetato di giustizia

saranno o meno appagate

ma io credo d’essere legato

ad un solo destino

assieme a miriade di vite

nel consegnarmi perdutamente all’amore

che spero conduce il mondo ./.

                                                                                                         22/04/2010

Chtorou Ridha

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la più alta Giustizia

by Duncan on apr.14, 2010, under Misticismo, Poesia, Simbolo

vortice

Ridha Chtorou è una persona con una vita segnata da esperienze profonde, radicali e durissime alle spalle. Una fortuna che adesso ho l’onore di conoscere di persona. Negli abissi del dolore riuscì ad andare al di là del buio ed aprirsi ad altre dimensioni della realtà.. a un senso sacro e divino di tutto ciò che esiste… Le sue poesie sono meravigliose. Eccone una delle ultime che ha scritto e che mi ha inviato.

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MOHAMED,CRISTO E MOSEI

Profeto,messia e messaggeri

Poeti, filosofi e plasmatori di

Fede antiche in altre terre

Io non oso andare oltre

Se prima non ho riconosciuto

Con tutto il rispetto

Quando avete lasciato

Sparso nel mondo

Dico che tutto

Terre e stelle del cielo

Hanno per fine la religione

Dico che nessuno nome è mai stato

Devoto la meta del dovuto e

Dico che nessuno ha pensato

Quando divino sia il credo

Te conosciuto o sconosciuto

Che cosa cerchi, cosi pensoso e muto?

Di che cosa hai bisogno?

Ascolta caro figlio, ascolta la premessa

È ardua amare all’eccesso

La giustizia nell’ingiustizia

Eppure è una cosa, che soddisfa ed è grande

Mio camerata

Perché tu condividi, con me due grandezze

E una terza che cresce e

Le include più risplendente

La grandezza della giustizia, dell’amore e

La grandezza della religione

Tutto possiede gioie spirituali

Che poi libera

Il cammino verso l’infinita vita

Come può le giustizia divina

Morire ed essere sepolte?

Ogni elemento della vera giustizia

Della giustizia vera

D’ogni uomo e donna

Si sottrai alle mani

Dei pulitori di cadaveri

E moverà verso più degne sfere

Portando ciò che ha accumulato

Del momento della nascita a quello della morte

Guardate attraverso gli vittime

impulsi religiosi raggiungono il mondo

impulsi del mondo puntualmente rispondono

e infine è arrivata

la giustizia del dio divino

perché si lotti insieme

mentre passa per i solidi

premi dell’universo

perché quelli che lei offre

chiunque può perseverando

vincerli

Ridha Chtorou 

 15.02.2010

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Struttura dell’universo

by OrfeoMartinek on apr.04, 2009, under Scienza

Sulla terra abbiamo così tanti problemi e anche nella vita di tutti i giorni che ormai non si ha più tempo di fermarsi a pensare, non si ha più tempo di fissare il cielo e stupirsi di tutto quello che sta sopra di noi. Volevo appuntare qui qualche piccola riflessione. Mi è capitato di pensare alla nostra situazione di esseri così piccoli rispetto all’immensità dell’universo. Per essere più chiaro noi siamo nella stessa situazione di pesci in un acquario. Il nostro acquario è la terra :-) Un pesce non può sapere cosa c’è li fuori e vive facendo sempre facendo le stesse cose e non curandosi di ciò. Ma per fortuna noi abbiamo un cervello che ci ha portato a renderci conto di tutto ciò mentre questo non succederà mai ai pesci. Continuando il paragone, al di fuori del nostro acquario abbiamo un altro contenitore che è il nostro sistema solare, a sua volta il sistema solare sta contenuto in un braccio della via lattea. La Via Lattea è la galassia alla quale appartiene il sistema solare. Per avere maggiori informazioni su dove ci troviamo precisamente dentro la galassia guardate wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Via_Lattea La via lattea insieme ad altre galassie forma una struttura denominata Gruppo Locale il gruppo locale a sua volta appartiene al Superammasso dell Vergine.http://it.wikipedia.org/wiki/Superammasso_della_Vergine Guardando l’universo quindi sembrerebbe l’insieme di questi contenitori noti come super ammassi separati da spazi apparentemente poco popolati da stelle o galassie. E’ quindi come se tutto facesse parte di una grande struttura a scala, a scatole cinesi una contiene l’altra e così via. Almeno questo è quello che appare a noi e questo se ne deduce dalle prove che abbiamo raccolto fino ad ora.

Per chi volesse approfondire.

http://www.mystars.it/CorpiCelestiInsiemiGalassie.aspx

http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=13250

http://www.icra.it/solar/sigismondi/tesiweb/cap5.pdf

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