Born Again

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IL CANTO DI CHUD

by Duncan on apr.08, 2009, under Musica, Poesia, Resistenza umana

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La molle e viscida creatura Nihil, avvolgeva nei suoi tentacoli e con membra come viscide ventose Chud, Chud, la speranza dell’Ovest.. il bambino era stato mandato.. perchè le lunghe Ombre non cancellassero ogni Bellezza dalle Terra Emerse ricacciandole nelle Fauci di Magog.. Chud ormai era perduto.. la Bestia non lo colpiva solo nel fisico, ma depredava la sua anima ammorbandolo con la tristezza per la morte di sua madre.. ma, quando ormai le forze vitali venivano assorbite da Nihil, uando ormai era solo cibo, cibo per quell’Abominio.. toccò l’emblema che aveva intonro al collo e venne alle sue orecchie un canto.. il Canto di Chud..

Credi Chud,
credi in ciò che hai sempre creduto,
credi piccolo mio,
credi in tutto quello che credevi.
Credi in quelle sere di natale quando tua madre ti preparava la torta
di mele, ti accarezzava i capelli e ti parlava dell Montagne di
Gebsam, dove volano le Aquile,
e rideva, rideva, rideva.. ed il suo riso ti riempiva il cuore.
Credi che tua madre non ti ha abbandonato,
non sentire la voce dell’abominio, tutto è terra e carne putrida,
tutto è nulla, Nihil,
non sentire il veleno incestuoso che ti immette nel cuore, per
uccidere la speranza e gettarti nella desolazione.
Credi che tua madre non ti ha abbandonato,
Credi che tua madre è ancora viva,
che è qui, con te.
Credi che c’è un poliziotto che ti riporterrà a casa se gli dici che
ti sei perduto.
Credo che Gandalf e Capitan Knight e i Paladini esistono, anche se la
maestra ti ha detto che sono tutte bubbole.
Credi che non ci saranno più bambini picchiati a scuola, a correre
come lepri al suono della campanella per non farsi raggiungere.
Credi che non ci saranno più bambini rinchiusi in cunicoli di cemento,
carne per riti infami, organi da smerciare.
Credi che nessun bambino dovrà saltare su una sola gambe per le mine.
Credi che nessun bambino verrà picchiato dal padre,
Credi che nessun bambino sarà lasciato solo, in una città straniera,
come un pacco postale,
Credi che nessun bamino dovrà morire dentro ingerendo dolci pasticche.
Non arrenderti Chud.
Credi in ciò che hai sempre creduto.
Credi nello spirito di tua Madre.
Sii valoroso.
Ricorda le antiche parole.
“Tu porti in te il Sole”.
Credi Chud,
e il Mondo avrà ancora una possibilità.

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ANFIBIO DELL’ANIMA

by Duncan on apr.01, 2009, under Musica, Poesia

sollevarsi

……..Mi muove come mente e pensiero e poi mi assalta, mondi sommersi…

Adesso ti trovo,  adesso vedo il vino grande,

Tutti i maestri non sano passati come goccia di crisantemo,

come rugiada sperduta,

atomi che gravitano, neutroni, positroni e cavità addominali..
Nell’ombra la luce, nell’imbrunire l’alba,

E mi conduceva nei sepolcri, a percuotere le mie paure,
Anfibio dell’anima, il mare dilagava.. ed era magia,
Era giorni umidi e oscuri allora, le città svuotate, macchine alla deriva,
il cielo impregnato del giallo pallido di un sole grande,
eppure mi sorresse in scale a cui seguivano scale, e altre scale ancora..
Nei tempi del crepuscolo, mi condusse alla mia Epifania…
Lunga erano le musiche che allora attraversavano il pianeta,
le città potevi vederle da lontano,

Anfibio dell’anima
antro cavernoso dei sogni, candela ad olio…
In principio legno grezzo, fammi ridere ancora nel buio..
Il principio legno grezzo,
..quasar compressi, di notte trovasti la porta, la casa non era
illuminata,

ma potevi vederla, un segno di cavallo benediva i viandanti,
..Eri l’odore dei colori, mi sollevasti sulle tre carte della fiera,
acqua fredda sul mio viso,

mi muove come bruna onda, rito degli abissi, mani alzate..
lasciavo le mani portarmi su, fino a che non c’erano stelle che non fossero riflessi..
Gli ultimi tempi del Solstizio scendevano come polvere, e urla di furore scuotevano il mondo..
Uomini coperti portavano segni sinistri..

Ma non avevo paura… oltre le folle coordinate del tempo,oltre gli emblemi radianti nei deserti,

oltre le seconde e triple pelli di fango,

poteva sollevarmi..

Anfibio dell’anima.



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ECCO IL MAGO

by Duncan on mar.15, 2009, under Controinformazione, Musica

Agli amici della Repubblica:  questa la scrissi mesi addietro, come ricorderete, in una notte stupenda,  ed oggi è riaffiorata alla mia mente, e ho voluto tirarla fuori, ancora una volta, per condividerla anche qui. Rispetto alla versione originale ci sono dei piccoli cambiamenti, anche questi usciti di getto, come sempre..
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Verrà ancora una volta. Con la sua giacca sbagliata. E ancora una volta tornerà con le sue storie, e le sue magie. Magie non proprio esaltanti, trucchi che ormai conoscono tutti. E il coniglio nel cappello è forse più vecchio di lui. E quegli scherzi, chi non li conosce?
Ma lui verrà nel silenzio. Entrerà dalle scale e i brividi cominceranno a salirci per la schiena. La pelle d’oca. Ancora una vota. Saremo tutti stretti sulle sedie e in piedi. E il Bar Mario sarà il centro della terra. Dimenticheremo tutto e saremo rapiti.
Perché è lui la star, è lui lo zingaro di lusso, è lui l’incantatore di serpenti, è lui che parla di donne impossibili che nessuno ha mai visto, è lui che le spara così grosse, ma così grosse, che ci abbiamo sempre riso.
Eppure quando si presenterà a noi ci cascheremo un’altra volta, ce la berremo un’altra volta.
Perché lui è il Mago Walter. Lui è il vecchio Zio Segreto che tutti i bambini hanno sempre sognato. Lui è lo Splendido. Le sue storie ti incanteranno sempre. Anche se saremo coperti di fuliggine e rumore, le sue storie ci sedurranno ancora una volta, e la sua magia ci porterà lontano.
Guarda nei suoi occhi e ti incanterà. Ti mostrerà mondi che conosce solo lui. Lui è il ciarlatano, lui lo spara balle, lui.. lo Splendido, Walter il Mago.

“e la magia più grossa giura
che gli è successa in casa sua
con il suo cane per pubblico
‘per una magia così’ dice ‘val la pena vivere’ “

E noi ci crederemo. Quel giorno ci crederemo. Sì, dannato Mago, ci crederemo..
La magia più grossa, la più stupefacente l’ha vista solo il tuo cane, a casa tua. E noi non c’eravamo, mannaggia.. Ma ci crederemo. Noi ci crederemo, perché ci sono notti in cui devi credere, in cui vuoi credere. Notti in cui ti devi fidare, in cui ti vuoi fidare. In cui puoi solo fidarti.
Non avremo bisogno di prove o spiegazioni. Ci hai regalato trenini sperduti nel cielo, ci spalancavi la bocca e lentamente il tuo tempo era il nostro, mentre strizzavi l’occhio. E allora ti crederemo.
Sì, un giorno hai toccato il cielo. Quel giorno tutto ti è stato concesso, hai fatto piangere Dio, sei stato il più grande. E anche se nessuno ti ha visto, oltre al tuo cane semicieco, noi ci crederemo.

“quanti bambini ha stupito
e ora i bambini sono più vecchi di lui
nemmeno un trucco è cambiato che
se il mondo cambia
qualche mondo non cambia mai”

Tu non sei mai cambiato Mago Walter. I bambini sono venuti e sono andati, qualcuno è tornato. I bambini sono diventati più vecchi di te.
Ma tu non sei mai cambiato. Tu non sai cambiare. Qualche capello bianco e un po’ di rughe danzanti. Un po’ più lento, la giacca sgualcita. Ma sei sempre tu. I tuoi occhi non si sono mai spenti. Tu non hai mai dimenticato. Demone dei boschi, giocatore d’azzardo, illusionista da fiera, zingaro di lusso.
Tu non sei mai cambiato. Tu non hai mai tradito. Tu non sai tradire.
Certe cose non cambiano mai. Qualche mondo non cambia mai.
Ci sono storie che non finiranno mai.
E noi ci saremo, saremo ancora noi, quelli che si alzavano la mattina presto e fuori c’era la neve, e correvamo a piedi nudi nel giardino. T tutta la gioia, tutto l’amore del mondo era nelle nostre mani.
E potevamo sollevarci da terra. Linguaggi segreti come poeti nascosti. Potevamo fare incantesimi.
Ci sono mondi che non cambieranno mai. C’è sempre un Giardino Segreto.
E c’è qualcuno, c’è sempre qualcuno che non ti tradirà. Costi quel che costi, sangue su sangue, bufera e murriana, gelo su mani e piedi, non ti tradirà. Dovesse essere anche l’ultimo, quando i tempi scomodi ti hanno messo all’angolo.. non tradirà. Qualcuno che starà sempre al suo posto, fino alla fine dei giorni, fino alla fine dei tempi.
Qualcuno che non potranno ingrigire, che non potranno mai comprare, che non potranno mai bruciare.
Ci sarà sempre un Sogno che ti scalderà il Cuore..

Mentre il tempo scivolava via tu ci tenevi stretti.
Facesti un Cerchio che i demoni non potevano oltrepassare..
e ci desti il tuo tempo..

Con i suoi scherzi segreti Walter il Mago si presenterà di nuovo qua,
e sarà ancora il più Grande Spettacolo del mondo…

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FUORI ORARIO, la Notte ci appartiene…

by Duncan on feb.28, 2009, under Cinema, Musica, Videoclip

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Le immagini del video che adesso vedrete qualcuno di voi le conosce..
Non solo Patty Smith… ma Fuori Orario.
E la notte andava.. mai prima dell’una.. e poi iniziava il regno del cinema.
Fuori orario, i film perduti, i film incredibili, i film invedibili. I film che nessuna televisione aveva il coraggio di trasmettere, o i grandi capolavori dei Maestri Supremi.
E la notte andava, nel fortino di Enrico Ghezzi, uno dei pochi territori perché la televisione potrà essere in futuro ricordata. E la notte era tutta per gli amanti, per gli occhi eccitati di visione.
Un appuntamento segreto la notte, Fuori Orario, non finiva mai, finoall’alba..
Metropolis di Fritz Lang.. e Fitzcarraldo di Wilhem Erzog… sontuose epifanie del cinema, droghe per gli occhi. I film di gangster anni 30, il selvaggio e blasfemo Bunuel. E il maestoso
Einsenstein, dalle fredde terre di russia. Trema la terra con AKIRA KUROSAWA, il titanico samurai del cinema giapponese. E rassegne su Fellini, Pasolini, Rossellini. E poi Visconti e l’epopea di “Rocco e suoi fratelli” e il silenzio assordante di “Morte a venezia”..
E i folli cavalieri king-fu del cinema psichedelico di Hong-Kong. E gli omaggi allo scugnizzo Troisi. Ma non c’erano barriere. L’apoteosi più alta che i film potevano toccare, lì fu toccata. Il grattesco, bestialmente provocatorio e millenaristico THE KINGDOM di Lars Von Trier.
Perchè la Notte potevi rifarti gli occhi.. si entrava gratis, solo dovevi essere un notturno marcio per sederti il prima fila..
Il mondo visto con gli occhi di Kaurismäki. Ingmar Bergman, zar di Svezia e il suo SETTIMO SIGILLO, dove il cavaliere ancora gioca con la morte e non verrà mai vinto, perché stavolta il
finale lo scriviamo noi. Ci facevi l’amore e sotto magari in sottofondo ORIZZONTI DI GLORIA di Stanley Kubrick. Il FRANCESCO duro, passionale, drammatico, lirico di Liliana Cavani, un Francescod’Assisi che nessuno ha mai visto. Le allucinazioni newjorkesi di Martin Scorsese in MAINSTREETS. L’epopea di C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA di Sergio Leone.
E poi Chaplin.. e il cantore del West, John Ford.. e Arthur Penn, PICCOLO GRANDE UOMO..
E Henry Fonda contro gli undici giurati di Sidney Lumet..
E ancora… cose che nessuno mostra mai, che neanche i canali regionali hanno il coraggio di proporre..
Lo straniante cineme iraniano.. gli abissali silenzi delle terre oltre gli Urali.. il Patos e l’Eros dell’India.. E poi i film bestemmiati e banditi, film scomodi e rinnegati.. film anticommerciali di 45 ore (che venivano divisi a puntate naturalmente)..
Se non hai mai visto Fuori Orario, se non sei mai entrato in Fuori Orario, non saprai mai cosa veramente è , cosa veramente è stato il Cinema..
Tutto quello che vedi adesso, sulla maggior parte delle sale e su tutti gli altri canali televisivi non è che un briciolo di quello che è stato il Cinema, delle vette che ha potuto raggiungere, e di quello che un giorno potrà di nuovo essere, dopo la fine del Medioevo..
E poi non era solo Cinema quello che ci trovava ancora svegli, alle tre di notte sulle ali di Terence Malick o con Bob Dylan in PAT KARRET E BILLY THE KID.
E questa è la sigla di Fuori Orario.. quasi ogni notte dopo l’una, sempre dopo l’una..
Because the Night di Patty Smith. Le immagini del video sono tratte da L’ Atalante di Jean Vigo,un film in bianco e nero del 1934.. E’ proprio questa qua la sigla ufficiale, musica e immagini, che ti
portava nella tana del Bianconiglio..
E la canzone è stupenda, prima di magia e di nostalgia.. Di amore succhiato, teso, strappato, goduto, fino all’ultimo diapason prima che giunga l’alba..
PERCHE’ LA NOTTE E’ IL NOSTRO REGNO..
E LORO NON POSSONO TOCCARTI..
LA NOTTE APPARTIENE A NOI..
LORO NON POSSONO TOCCARTI ORA..
COME TI SENTI SOTTO IL MIO COMANDO?..
“Io vi lascio il giorno, ma la notte è solo mia..”
Because the night…

..

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PEOPLE HAVE THE POWER

by Duncan on feb.24, 2009, under Musica, Resistenza umana

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Questa canzone è un must, un cult umanista.

Il testo di essa non constata. Perché è evidente che non è così. Ma è la perenne voce del riscatto, dalle urla profetiche nella Bibbia, alle rivolte degli zappatori nell’Inghilterra che aboliva le enclosures, alla resistenza degli indiani d’America dinanzi allo sterminio. La stessa voce potevi sentirla mentre bruciavano Jan Huss nei cieli di Praga, nell’inverno che gelò nel sangue la Primavera. E i carrarmati sovietici sull’Ungheria non poterono farla tacere.Mandela la sognava di notte nei suoi 27 lunghi anni di carcere. E cavalcava con i Libertadoresi in Sudamerica. Tom Joad la viveva mentre dava alla madre il suo addio dicendo “Dovunque un uomo combatte per la vita ioi sarò là..”

I monaci tibetani si riunivano clandestinamente e la respiravano nel loro Om Mani Padme Um, con i cinesi sguinzagliati pronti a mettergli elettrodi ai testicoli e a sterilizzare le lorodonne.
Giordano Bruno bruciava insieme ad essa a Campo dei Fiori..
Ed era dentro Martin Luther King il giorno in cui disse: “Verrà un
giorno in cui..”
Di tutte le Utopie e i Canti della terra è la trama e l’ordito..
Di tutti gli indomabili Cavalieri del Bene, è l’inno..
Un sogno pazzo e millenario..
da sempre eretico, da sempre bandito,
ma che eternamente rinasce sotto mutate spoglie,
e con nuovi uomini e storie a cui lasciare la Fiaccola..
Giungerà il Crepuscolo dei Tiranni,
i folli malati di morte saranno spazzati e gettati nella polvere,
e glu uomini, tutti gli uomini, i piccoli, i miti, i coraggiosi..
avranno la Terra..
“Mi sono risvegliata al grido
che le persone / hanno il potere
di riscattarsi / il lavoro dei folli
sugli umili / la doccia del perdono
è decretato / le persone comandano”

Di segutito il video

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Cimento

by Duncan on feb.16, 2009, under Musica, Resistenza umana

Agli amici della Repubblica: ho rimaneggiato il post di ieri, togliendo tra l’altro i passi citati da un altro blog non avendo una chiara autorizzazione a riportare quei passi anche “in pubblico”, ed essendo di solito i blog di quel genere particolarmente personali. L’ho voluto piazzare anche qua forse in omaggio allo spirito di ieri notte e, forse, soprattutto,  anche perché una persona solo tra quelli che capiteranno in queste lande potrebbe trovarlo utile…

E alla fine sapete che faccio, ci metto anche Born to Run di Springsteen; una canzone che è leggenda.. dedicata a tutti coloro, chiunque voi siate, a tutti coloro, che sono ancora in vita… e sentono le chiappe in fiamme.. a tutti coloro, Nati per Correre..

————————
E allora cosa diavolo dirò alle quattro di notte passate? Cosà dirò a
voi masnada di senza patria, di manigoldi dalla faccia d’angelo, di
furfanti di strada, fuori casta?.. sì, dannati fuori casta, anime
salve ma ancora con la camicia ben stretta. In attesa di un tempo che
sia tutto vostro..
Eccomi a casa dopo una serata passata sull’ottovolante, piccoli
elettrodi invisibili sulla pelle..
Dovrei andare a letto, ma prima ho qualcoa da dire, ma.. cosa?..
Che cosa diavolo posso dirvi? Se sono così tante le cose che si
attorcigliano nella mente come il serpente piumato, e sono incroci di
filari le cose che vorrei dire, un flusso vorticoso, che non riesco a
trattenere, non posso trattenere..
La Morte è la nostra alleata perché bastona la nostra ignavia, la
nostra pigrizia, il nostro aspettare che il tempo ci muova quando
dobbiamo essere noi a farlo cacare addosso..
Che cosa posso dirvi allora?..
In qualche modo cominciate…
Non dividete il tempo in quotidianità e futuro eroico. O quel futuro
sarà sempre una ninna nanna che cullerà i vostri giochi notturni, ma
mai reale..
In qualche modo cominciate..
Piccoli passi, piccole azioni “dissonanti”, piccoli tentativi, ma
cominciate..
Qualunque essi siano,ma cominciate..
Ancora più importante di “cosa”, è il CIMENTO..
Cominciare a mutare, la pelle cambia, il mio corpo cambia, il tuo
corpo cambia..
Il nostro corpo cambia quando nel calora la pelle è lucida e i muscoli
elastici, il respiro affannato e gli occhi incandescenti. Ma cambia
anche oltre, cambia ogni giorno.
E deve cambiare, cambiando il battito, il respiro. Il suono stesso
della voce.
Come iniziare?
Tre mosse…
1-Credi di essere molto più di quello che sei, che ciò che adesso vedi
è un pezzo dello Specchio..
2-Disponito al CIMENTO..
3-Incomincia a cambiare.. qualunque cosa… sovverti qualche regola..
Il terzo passo sembra il più piccolo ma forse è il più decisivo.
Finché non muti qualcosa, finché non muovi le mani nulla ti toglierà
dalle tue profondità subconsce e inconsce il fastidiosa sensazione di
essere in fin dei conti solo un “parolaio”. Il dubbio di essere
“falsi”, questa è una malattia che immalinconisce lo spirito, lo rende
stanco..
Comincia anche con cose che un giorno abbandonerai. Anche senza dire
niente a nessuno…
Prova altri pasti, percorri altre strade per andare al lavoro, digiuna
ogni mese, impara ogni giorno qualcosa  a memoria, rotolati nelle
montagne, recita in ebraico mentre fai il bagno..:-).. ma non restare
fermo..
Creati i tuoi rituali. Fai i tuoi esperimenti. Gioca con la mente,
raddrizzala, irrobustiscila..
Affila la lama, piano a piano, poco a poco, passo a passo..
E.. rompete questa Musica sinistra..
SPEGNETELI…
Spegnete la televisione,
buttate gli occhiali,
niente più occhiali da sole,
guardatevi negli occhi…
UN SALTO OLTRE TUTTO CIO’ CHE ABBASSA

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